Le aree protette. la pianificazione e. Questo fatto costituisce un momento

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Le aree protette. la pianificazione e. Questo fatto costituisce un momento"

Transcript

1 Rubrica Aree Protette Titolare della rubrica: GIOVANNI CAFIERO documenti del territorio SI APRE, A PARTIRE DA QUESTO NUMERO, UNA RUBRICA CHE TRATTERÀ DI ESPERIENZE RELATIVE AL TEMA: Le aree protette Tra approcci di analisi multidisciplinare ed esperienze di pianificazione Verranno inoltre introdotti temi inerenti al dibattito scientifico in corso sulla materia. La rubrica è aperta ai lettori, esperti del settore, che vorranno presentare esperienze alle quali hanno partecipato a diverso titolo. Si apre, a partire da questo numero della rivista, una rubrica specifica che intende trattare, soprattutto dal punto di vista dell approccio scientifico, il tema della pianificazione delle aree protette in Italia, con il contributo di alcune esperienze parallele all estero. Dopo il varo della Legge quadro nazionale (n. 394 del 1991), le Regioni hanno faticosamente avviato con tempi, articolazioni ed intendimenti di base alquanto differenziati, lo sviluppo dell attività di individuazione dei territori la cui gestione delle trasformazioni è demandata alla istituzione delle Aree protette attraverso gli enti di gestione creati appositamente. Parallelamente, sono state istituite in successione un gran numero di aree protette statali e sono stati costituiti i relativi enti di gestione. Tenendo presente le differenze, anche notevoli, tra regione e regione, in quanto a procedure stabilite con apposita legge ed in quanto alla considerazione della politica delle aree protette quale elemento strutturale per la programmazione, la pianificazione e la tutela del territorio, si è giunti negli ultimi due anni circa, ad un consistente avvio, ed in alcuni casi completamento, delle operazioni di pianificazione delle aree protette. Questo fatto costituisce un momento di estrema importanza sicuramente sul piano politico per l avvio concreto e generalizzato della formazione degli strumenti programmatori di base, ma soprattutto, e lo vogliamo segnalare in questa rubrica, per l occasione fornita sul piano disciplinare di mettere in pratica e verificare nelle diverse situazioni, quanto fino ad oggi si era esclusivamente teorizzato o applicato parzialmente in alcune occasioni specifiche. Nella considerazione della pianificazione quale complesso processuale di azioni coordinate integrate e/o cronologicamente sequenziali, uno spazio rilevante viene assunto dalla fase delle indagini e delle analisi e dalle successive operazioni di sintesi propedeutiche alla redazione dei piani. Appare interessante, per chi scrive, poter finalmente leggere in parallelo metodologie diverse utilizzate per la pianificazione di ambiti territoriali raffrontabili per caratteri, o piuttosto metodologie analoghe per ambiti territoriali dalle caratteristiche differenti; e ciò non tanto per giungere ad una 32 definizione univoca della metodologia, ma piuttosto per contribuire a fare chiarezza sui diversi approcci utilizzati per affrontare la problematica. Parlare di pianificazione di aree protette evoca, già di per sé, l utilizzo di un approccio multidisciplinare, descritto, decantato, teorizzato e talvolta applicato in alcune esperienze di pianificazione del territorio, le quali hanno spesso avuto un carattere episodico, a causa anche della natura dei piani che ne ha condizionato fortemente lo sviluppo e l applicazione. Esistono tuttavia riferimenti importanti rispetto ai quali sarà utile rapportarsi nello sviluppo dell analisi dei diversi casi. L occasione del processo generale di pianificazione delle aree protette, con la realizzazione delle indagini multidisciplinari necessarie per la conoscenza delle risorse e dei fenomeni ad esse collegate che interessano i territori in oggetto, costituisce un momento altrettanto importante di valutazione dei diversi approcci anche, e soprattutto, in relazione ai diversi caratteri delle aree ed al contesto entro le quali sono situate. M.A.

2 RUBRICA AREE PROTETTE La pianificazione del sistema di aree naturali protette di RomaNatura Giovanni Cafiero Fig. 1 - Comune di Roma (parziale) - Le aree protette regionali gestite dall Ente RomaNatura Se si concepisce la pianificazione territoriale come disciplina e come funzione pubblica volte a operare scelte razionali e coordinate di uso del territorio, allora si deve riconoscere il ruolo essenziale delle indagini scientifiche preliminari alla redazione del Piano. Le ricerche scientifiche devono indagare le risorse territoriali e le loro interrelazioni al fine di garantire una prospettiva di sviluppo durevole ed equilibrata. Nel caso delle aree protette vi è una esigenza primaria di conservazione e rinnovamento delle risorse naturali, minacciate da uno sviluppo insediativo distorto ed irrazionale. Vi è anche l obiettivo, esplicitato nella legge quadro regionale sulle aree naturali protette, di applicare metodi di gestione territoriale in grado di integrare l uomo con l ambiente. L obiettivo, che esprime l ambizione di sperimentare principi innovativi ed esperienze pilota di gestione sostenibile del territorio, è tanto più ambizioso e significativo in quanto riferito ad una grande area urbana che ha subito una crescita impetuosa e disordinata nel corso degli ultimi cento anni. Questa breve premessa contribuisce a chiarire il significato culturale del programma generale per la redazione dei Piani delle aree naturali protette gestite da RomaNatura, Ente Regionale per la pianificazione e gestione delle aree protette di Roma. Tale programma ha previsto una separazione tra la fase di raccolta e accumulazione delle conoscenze e la fase di redazione dei piani. Questa scelta ha garantito la indipendenza delle indagini permettendo la costituzione di un notevole patrimonio di conoscenze sulle risorse naturali dell area romana. Tale patrimonio ha così acquistato un valore autonomo. Esso è attualmente utilizzato per la valutazione di progetti di intervento che investono le aree di Roma- Natura ed avrà un ruolo essenziale per il monitoraggio delle dinamiche ecologiche e territoriali. Il programma ha previsto cinque settori di ricerca: flora e vegetazione, fauna e zoocenosi, beni culturali e paesaggio, geologia ambientale 1, sviluppo socioeconomico. Gli studi hanno visto impegnati oltre cento ricercatori con il coor- 33

3 Fig. 2 - Riserva dell Insugherata: carta geomorfologica Agente morfodinamico gravità Corona di frana Probabile corona di frana Corpo di frana Propabile corpo di frana Probabile conoide detritico Scarpata gravitativa Area soggetta a movimenti gravitativi diffusi Agente morfodinamico Acque correnti Superficie di terrazzo fluviale Orlo di terrazzo fluviale Solco di ruscellamento concentrato Area soggetta ad erosione spondale Valle a V Agente morfodinamico Morfotettonica Paleosuperficie strutturale Scarpata strutturale Agente morfodinamico Antropico Scarpata per taglio di versante Scarpata per riporto (rilevati) Muro o terrazzamento antropico Area adibita a discarica Area di spianamento Cava attiva 34 dinamento scientifico di illustri studiosi: il prof. Carlo Blasi (flora e vegetazione), il prof. Marco Bologna (fauna e zoocenosi), la prof.ssa Vittoria Calzolari (beni culturali e paesaggio), il prof. Renato Funiciello (geolitologia), il prof. Giuseppe Capelli (idrogeologia), il prof. Giuseppe Bigi (cartografia e geomorfologia). Il tema dello sviluppo socio-economico è stato studiato dall Istituto Guglielmo Tagliacarne. Il programma di ricerca è stato caratterizzato dal preventivo inquadramento delle indagini sulle aree protette di competenza di RomaNatura all interno di un più vasto ambito di riferimento territoriale. Tale riferimento è stato individuato nel territorio del Comune di Roma anche in relazione alla missione istituzionale dell Ente 2. La fase di inquadramento si è sostanziata nella produzione di una Carta di uso del suolo e dei caratteri della vegetazione 3, di una Carta dei caratteri paesaggistici, di una Carta geologica, di Carte idrologiche, idrogeologiche e delle acclività. Per le carte al si è utilizzata la Carta tecnica regionale 1: su base L inquadramento territoriale si è inoltre giovato di una Carta fitoclimatica in scala 1: che costituisce l aggiornamento e l approfondimento per il territorio romano della Carta del fitoclima regionale in scala 1: La cartografia elaborata per l intero territorio comunale costituisce, oltre che un valido inquadramento geografico delle singole aree protette, un materiale tecnico di estremo interesse per la valutazione delle previsioni urbanistiche comunali o di programmi e piani provinciali e regionali nel quadro di auspicabili attività di cooperazione interistituzionale. Nel quadro delle ricerche per i piani delle aree protette, le carte generali han-

4 RUBRICA AREE PROTETTE no costituito il riferimento per una valutazione del valore strutturale e sistemico delle componenti territoriali, della rappresentatività e rarità dei valori naturalistici e paesaggistici rilevati. Le Carte di dettaglio hanno indagato alla scala 1: le aree protette più estese, con approfondimenti al per le aree protette di minore ampiezza e maggiore frammentazione. La base topografica è stata aggiornata a partire dalla Carta Tecnica Regionale sulla base di foto aeree ottenute da un nuovo volo effettuato nel luglio La cartografia è restituita in formato vettoriale. Nella prima fase del lavoro è stata prodotta una carta di uso del suolo e della vegetazione secondo la legenda Corine Land Cover. La carta ha costituito, insieme con le carte tematiche in scala 1:50.000, l informazione di base comune ai gruppi di lavoro. La disponibilità di una prima lettura dell uso del suolo consentirà inoltre di monitorarne nel tempo la evoluzione e la estensione della vegetazione. Successivamente alle operazioni di fotointerpretazione per la lettura degli usi del suolo ed a partire da una indagine sulla letteratura e sulla cartografia tecnica consolidata sono state effettuate indagini sul campo e ulteriori valutazioni dalle foto aeree 99 finalizzate alla definizione dei diversi tematismi. In una fase intermedia le attività di coordinamento hanno garantito l interscambio delle prime elaborazioni cartografiche prodotte dai diversi settori delle ricerche: attività essenziale al fine di garantire la integrazione delle informazioni, premessa indispensabile per la valutazione evolutiva e qualitativa delle componenti territoriali. Geologia ambientale Il settore della geologia ambientale, coordinato per il Dipartimento di Scienze geologiche della Università di Roma Tre da Renato Funiciello, Giuseppe Bigi e Giuseppe Capelli, ha offerto informazioni essenziali sulle caratteristiche strutturali, sui fenomeni di modellazione del suolo e sul funzionamento del ciclo delle acque, ed 35 ha costituito una delle basi su cui hanno poggiato le valutazioni delle ricerche naturalistiche. Le informazioni di carattere geolitologico e idrogeologico hanno svolto un ruolo essenziale nella identificazione del fitoclima e delle invarianti ambientali che determinano i principali fattori evolutivi delle componenti naturalistiche e che definiscono le tappe di evoluzione potenziale in assenza di pressione antropica cui tenderebbero gli ecosistemi. Le informazioni di geologia ambientale hanno inoltre fornito spiegazioni di ordine strutturale delle rilevazioni vegetazionali e fitosociologiche ed a quelle faunistiche e zoocenotiche. A differenza di quanto è avvenuto nello sviluppo urbano recente 5, la vegetazione riflette la struttura del sottosuolo. E emerso, ad esempio, come l alto strutturale che parte da Cesano e si affaccia sulla valle del Tevere all altezza di Monte Mario, corrisponda a un ambiente del tutto particolare per clima e vegetazione. Si è potuto identificare così un cuneo di penetrazione nell area urbana che attraverso i Parchi dell Insugherata e di Monte Mario, introduce un clima fresco all interno della città e svolge un importante funzione termoregolatrice anche a vantaggio della comunità urbana. L incrocio delle informazioni di geologia ambientale con le indagini e le valutazioni fitoclimatiche e naturalistiche effettuate ha consentito la prima verifica scientifica del ruolo di un raggio di penetrazione della ruota verde 6 della città di Roma, costituita dall insieme delle aree naturali protette e dalle aree dell agro romano. Le indagini geomorfologiche hanno evidenziato le modellazioni conseguenti alle attività dell uomo, i fenomeni gravitazionali in atto o potenziali e la presenza di paesaggi incompiuti, conseguenza di attività di escavazione svoltesi in epoche storiche o recenti. Sulla base dei risultati delle indagini geomorfologiche potranno essere valutati i necessari interventi di difesa del suolo e individuate le aree a rischio, non idonee ad attività di servizio e fruizione. Particolarmente approfonditi sono risultati anche gli studi idrogeologici. Le cartografie prodotte hanno sottolineato le caratteristiche peculiari di ciascuna area protetta, evidenziando le linee isofreatiche, gli affioramenti delle formazioni a bassa permeabilità (Monte Mario), le aree di esondazione (Valle dell Aniene). Dal confronto con dati e cartografie storiche, anche recenti, è emerso che l espansione urbana ha provocato l interramento di un reticolo idrografico perenne, che nei settori d alveo prossimi alla città era sorgivo, cancellando e dissipando una grande risorsa del territorio. In molte aree di RomaNatura sono tuttavia conservati settori di alveo ancora sorgivi, come nell area di Malafede o del Laurentino. Acque sorgive, talvolta a carattere termale, sono anche nel Parco dell Appia, nella zona della Caffarella, ma anche al Labaro e alla Magliana, nonostante le forti escavazioni. I confronti delle serie storiche delle trivellazioni, dei sondaggi e dei principali punti d acqua hanno rivelato un generalizzato spreco di una risorsa la cui naturale abbondanza ha costituito uno degli elementi fondanti della storia degli insediamenti umani nella valle del Tevere. In alcuni casi, come nell area di Decima Malafede, che purtuttavia conserva ancora una grande ricchezza di acque, gli abbassamenti della falda risultano talmente ingenti ed il loro progredire così rapido da mettere a rischio il mantenimento del fitoclima esistente e far sorgere - in assenza di idonei provvedimenti - preoccupanti interrogativi sul futuro del patrimonio naturalistico anche nella adiacente area di Castel Porziano. Gli impoverimenti delle falde 7 dovuti a uno sfruttamento intensivo e disordinato delle risorse idriche hanno portato al prosciugamento di numerose sorgenti e comportano nel medio periodo una modifica delle condizioni ambientali per l intero ambito territoriale posto tra le pendici del vulcano laziale, il litorale romano e la città di Roma.

5 Fig. 3 - Riserva dell Insugherata: carta dei caratteri strutturali e delle relazioni 36

6 RUBRICA AREE PROTETTE LEGENDA: Carta dei caratteri Strutturali e delle relazioni I piani dei parchi di RomaNatura dovranno garantire la tutela delle risorse idriche invertendo la tendenza allo spreco o alla distruzione che caratterizza in modo preoccupante lo sviluppo urbano recente. Una strategia di uso sostenibile veramente efficace dovrà riguardare l intero comprensorio territoriale e corrispondere alle indicazioni legislative - ad oggi largamente inapplicate - di una gestione integrata del ciclo delle acque. Il monitoraggio di questi fenomeni a distanza di tempo consentirà di stabilire se le politiche di gestione dell acqua - fino ad oggi del tutto indifferenti ad ogni valutazione e bilancio di lungo periodo - saranno compatibili con i principi di sostenibilità ambientale e se saranno in grado di garantire il mantenimento di una risorsa essenziale per i bisogni delle generazioni di un futuro anche prossimo. Flora, vegetazione ed ecologia del paesaggio Le ricerche hanno confermato che Roma dispone di un patrimonio vegetazionale straordinario arricchendo le valutazioni quantitative sia con l aggiunta di nuovi dati che con un insieme di valutazioni qualitative che hanno permesso di tracciare le possibili linee evolutive del patrimonio floristico e vegetazionale 8. Nell area romana si concilia la presenza di una grande metropoli con la sopravvivenza di una flora ricchissima e poco influenzata da specie esotiche e invasive (come invece accade nelle città centroeuropee). Ben 10 habitat del territorio romano sono infatti riconosciuti di interesse comunitario grazie al loro elevato potenziale di biodiversità: un abbondanza dovuta alla varia combinazione dei valori medi 37 mensili di temperatura e precipitazioni che permette di avere nel territorio romano ben 4 diversi ambiti climatici, da quello tipicamente mediterraneo delle circoscrizioni del settore costiero a quello collinare del settore nordoccidentale. La complessità del clima, aggiunta a quella del substrato geologico, della morfologia e delle caratteristiche del suolo, favorisce la presenza di un elevato numero di habitat che si riflette a sua volta in un elevata diversità della flora e della fauna. L insieme delle aree protette oggetto dello studio ospita circa 900 specie vegetali, di cui 140 circa solo tra le legnose (pari al 30% circa dell intera flora legnosa nazionale) ed 8 tra le querce, con il cerro (Quercus cerris), il farnetto (Q. frainetto), la sughera (Q. suber), la pseudosughera (Q. crenata), la farnia (Q. robur), la roverella (Q. pubescens), il leccio (Q. ilex) e la rovere (Q. petraea); la grande diversificazione ambientale determina inoltre la presenza di almeno 50 tipi di vegetazione, tra cui ben 13 tipi di bosco. Le indagini effettuate sotto la responsabilità scientifica di Carlo Blasi hanno preso l avvio dalla ricognizione degli usi del suolo e dei caratteri della vegetazione attraverso la predisposizione della Carta delle fisionomie vegetali e dell uso del suolo in scala 1: A partire dalla lettura della distribuzione attuale della vegetazione e della copertura del suolo è stata elaborata una Carta della qualità ambientale, utile per la definizione di interventi gestionali e per il monitoraggio dei cambiamenti nel tempo. I giudizi sulla qualità ambientale sono stati formulati sulla base di tre parametri: 1) valore biogeografico della vegetazione (tipicità, rarità, rappresentatività); 2) vicinanza alla tappa matura, con riferimento alla naturale evoluzione nelle condizioni climatiche, pedologiche e geologiche esistenti; 3) numero di specie rilevate (parametro di biodiversità). Da una valutazione sintetica delle conoscenze dirette e indirette così

7 Fig. 4 - Riserva dell Insugherata: carta delle serie di vegetazione 38

8 RUBRICA AREE PROTETTE LEGENDA: Carta delle serie di vegetazione dell Infernaccio nella Tenuta dei Massimi e l area dell Inviolatella nella Riserva della Marcigliana. Di notevole interesse sono anche le zone umide residue nelle aree protette, prima fra tutte quella della Cervelletta nella Riserva dell Aniene e gli stagni di Decima Malafede. I numerosi rilevamenti hanno consentito di verificare come il generale depauperamento delle falde e delle sorgenti e la pressione antropica che ne è la causa non hanno impedito la conservazione, spesso in aree abbandonate, di acque connotate da una inaspettata qualità biologica. accumulate sono derivate le due cartografie di sintesi: la Carta delle unità di paesaggio, utile per la suddivisione del territorio in base alle diverse vocazioni ambientali e di fruizione, e la Carta delle serie di vegetazione, che permette di rappresentare contemporaneamente sia la vegetazione reale che quella potenziale. Fauna e zoocenosi Le ricerche faunistiche ed ecologiche, sviluppate dal mese di febbraio al mese di ottobre del 1999 sotto la responsabilità scientifica di Marco Bologna, sono finalizzate ad ottenere un quadro significativo delle presenze e dello status delle specie animali nelle diverse aree protette gestite da RomaNatura. Le indagini sono state svolte su numerosi gruppi campione per poter testare le diverse strategie ecologiche in gruppi faunistici particolarmente significativi come indicatori. 9 Sono stati coinvolti nelle indagini oltre 30 ricercatori, specialisti dei diversi gruppi faunistici indagati. Per ognuna delle aree protette gestite da RomaNatura è stato composto un volume e sono state predisposte le necessarie cartografie faunistiche. Per ogni gruppo tassonomico analizzato si è ottenuto un elenco delle specie, un analisi zoosociologica, un individuazione di specie ed aree di particolare interesse faunistico. Inoltre in ognuna delle aree individuate sono stati proposti una serie di interventi per riqualificare la fauna e per la gestione delle specie e degli habitat. Numerosi sono stati i ritrovamenti inattesi segnalati dagli zoologi sia tra i vertebrati che tra gli invertebrati. 10 Numerose sono state anche le segnalazioni di invertebrati di notevole interesse conservazionistico. 11 Altrettanto numerosi i luoghi di particolare interesse faunistico segnalati dagli specialisti spesso coincidenti con complessi forestali ben conservati, come la Macchia della Capocotta, la Sughereta di Vallerano e la Macchiagrande di Trigoria a Decima Malafede, il bosco 39 Beni culturali e valori storico paesistici Lo studio del paesaggio e dei beni culturali presenti nelle aree protette di RomaNatura, coordinato da Vittoria Calzolari, ha consentito di mettere in relazione i valori naturalistici rilevati negli altri studi disciplinari con la storia ed i segni degli insediamenti umani. La ricerca è partita da una analisi a scala 1: dei caratteri paesistici prevalenti nel territorio del comune di Roma che ha fornito il quadro delle relazioni tra paesaggio e sviluppo insediativo ed ha restituito la struttura fisionomica del territorio. Lo studio di dettaglio delle singole aree protette ha comportato una rilettura della carta degli usi del suolo, redatta secondo la leggenda Corine Land Cover. Gli usi del suolo sono stati valutati secondo criteri paesaggistici e di qualità o degrado degli spazi aperti. Si è operata una classificazione, comprendente anche i servizi e delle infrastrutture, più orientata quindi alla pianificazione. Sono inoltre state indagate le relazioni esistenti o potenziali: accessibilità delle aree parco, continuità e discontinuità con aree esterne e tra diversi ambiti dell area protetta. Sono stati individuati i luoghi panoramici e le direttrici visuali. Sono stati segnalati gli elementi di conflittualità e valutate le caratteristiche di permeabilità dei margini delle aree protette. Al fine di fornire una conoscenza più

9 articolata e dettagliata dei valori storico-architettonici è stata effettuata una schedatura comprendente edifici realizzati fino alle prime decadi del XX secolo. I singoli elementi sono stati poi studiati attraverso l esame delle carte storiche, ricerche bibliografiche e di archivio e di documentazione in possesso del Comune di Roma tra cui la Carta dell Agro Romano. L analisi delle singole aree protette ha consentito una lettura integrata e di dettaglio del territorio e dei valori storico paesistici. Le cartografie hanno restituito anche il regime vincolistico del territorio 12 e il collegamento con le singole schede dei beni storico architettonici. Particolare attenzione è stata dedicata allo studio dei confini dei parchi, individuando tra gli accessi e i percorsi possibili i più pregevoli e i più visibili, evidenziando le fratture che spezzano la continuità dell ambiente e del paesaggio e ipotizzando interventi e ampliamenti. Lo studio ha suggerito l individuazione dei caratteri preminenti delle singole aree protette e del loro ruolo potenziale nel contesto territoriale (connessione con aree agricole e grandi spazi aperti, innalzamento del grado di naturalità, etc.). Si è infine ipotizzata una articolazione in ambiti territoriali paesistici costruiti mediante una lettura sintetica delle componenti naturalistiche e fisionomiche, degli usi del suolo, della permanenza dei segni storici sul territorio. La valutazione si differenzia dalle ipotesi di unità di paesaggio formulate nell ambito della ricerca sulla vegetazione ed ecologia del paesaggio, in quanto non si limita a valutare gli aspetti ecologici (vegetazione, suolo, clima) ma include gli usi storici e recenti del territorio, formulando ipotesi complessive Valorizzazione economica Le analisi delle potenzialità economiche e delle aspettative dei cittadini, condotte dall Istituto Tagliacarne, forniscono importanti elementi per definire la strategia di gestione dei parchi naturali di Roma. L indagine svolta sulla cittadinanza ha individuato tre categorie principali: la categoria degli utilizzatori, ossia coloro che risiedono nelle vicinanze dell area verde e vi si recano tutti i giorni, generalmente a piedi; la categoria dei frequentatori, ossia coloro che raggiungono l area verde nel fine settimana, almeno una volta al mese, per portare i bambini e che si aspettano attrezzature per lo sport, come i percorsi per le biciclette, ma anche eventi e visite guidate; i visitatori, che mostrano propensione turistica a godere delle bellezze paesaggistiche della campagna romana. Le aree protette da RomaNatura hanno caratteristiche e potenzialità diverse. Nello studiarne la vocazione economica e sociale, l Istituto G. Tagliacarne ha operato una suddivisione orientativa. Una prima categoria comprende le riserve che per tipo di localizzazione, per dimensione e per la presenza di importanti attività economiche al loro interno possono essere definite parchi agricoli. Si tratta in particolare delle Riserve Naturali di Decima Malafede, Marcigliana e Insugherata. Una seconda categoria, denominata parchi cittadini, comprende le aree che presentano caratteristiche o potenzialità più vicine a quelle che si riscontrano nelle ville storiche e, in generale, nelle aree adibite a verde pubblico. Si tratta della Riserva Naturale del Parco dell Aniene, del Parco Regionale Urbano di Aguzzano, della Riserva Naturale di Monte Mario e della Riserva Naturale Laurentino Acqua Acetosa. Una terza categoria comprende le aree in cui sono presenti vocazioni composite e pertanto definita parchi misti. In tale categoria ricadono la Riserva Naturale della Tenuta dei Massimi, il Parco Regionale Urbano del Pineto, la Riserva Naturale della Tenuta di Acquafredda e la Riserva Naturale della Valle dei Casali. 40 Il processo di pianificazione e regolamentazione Successivamente al completamento delle ricerche l Ente Regionale RomaNatura ha affidato, dopo l espletamento delle procedure di appalto, il servizio di pianificazione e regolamentazione delle 9 aree protette, mantenendo un ruolo di coordinamento e di indirizzo tecnico e scientifico. Lo scopo è di assicurare la corrispondenza dei piani e dei regolamenti con le finalità strategiche e gli obiettivi generali delle aree protette; di utilizzare al meglio nella redazione del piano le informazioni accumulate dall Ente nei primi anni di gestione (attività di promozione e fruizione, proposte pervenute, richieste di nulla osta, monitoraggio e sorveglianza, etc.); di favorire l integrazione con le politiche settoriali e di finanziamento e la compatibilità con la pianificazione operata da altri Enti territoriali; valutare la coerenza dei singoli piani nel sistema di aree protette di RomaNatura; assicurare la qualità gestionale del piano. La verifica di una corretta interpretazione ed utilizzo delle ricerche viene garantita non solo dalle relazioni di accompagnamento redatte dai rispettivi responsabili scientifici ma anche attraverso specifici momenti di valutazione in itinere, come previsto nel bando di gara. L incarico prevede la redazione di una proposta preliminare di piano da valutarsi da parte dell Ente e la successiva redazione del piano definitivo. Analogamente avviene per la redazione del regolamento. Il servizio tecnico appaltato prevede inoltre l assistenza alle procedure di consultazione preliminare previste dall Ente e la assistenza nell espletamento delle procedure di controdeduzione alle osservazioni del piano dell area protetta. Per le procedure di consultazione si prevede la organizzazione di udienze pubbliche e la apertura di uno sportello di ricezione di osservazioni collaborative che costituiranno i dossier delle consultazioni pubbliche, con valore di elaborati del processo di piano.

10 RUBRICA AREE PROTETTE Le consultazioni pubbliche saranno integrate da consultazione bilaterali e da attività di collaborazione interistituzionale relative a temi territoriali o settoriali di particolare complessità. Per quanto attiene la forma piano e i valori innovativi attesi, questi ruoteranno intorno al binomio qualità gestionale e rigore scientifico. Il Piano conterrà una sorta di parco progetti, costituito da schede di intervento comprendenti anche valutazioni finanziarie. Nella costruzione del parco progetti si valuterà l assetto proprietario delle aree e la propensione dei proprietari alla realizzazione delle previsioni del piano. Tutto ciò al fine di facilitare le decisioni attuative. I progetti riguarderanno prioritariamente i seguenti settori: accessibilità, viabilità e infrastrutture, attrezzature e servizi con funzione sociale; interventi di restauro, risanamento e miglioramento ambientale e paesistico; interventi di restauro, risanamento e miglioramento naturalistico; interventi di recupero e risanamento del reticolo idrografico; interventi di recupero e valorizzazione del patrimonio storico - artistico; interventi di difesa del suolo. Nella gestione del piano sarà riservato un ruolo decisivo alle conoscenze acquisite con le ricerche preliminari, di cui potrà inoltre essere previsto un aggiornamento periodico. Il ruolo attribuito a tale patrimonio di conoscenze - non si esaurisce nella fase preliminare al piano. Le ricerche forniscono un insieme di informazioni da allegare al piano, per la valutazione dello stato di attuazione delle sue previsioni e per la verifica di proposte anche non contenute e non previste nel parco progetti allegato in fase di approvazione. Questa procedura consentirà di coniugare la esigenza di flessibilità del piano con l esigenza di controllo e di verifica degli effetti complessivi delle trasformazioni, evitando la tradizionale successione delle varie fasi del processo di pianificazione (pianificazione generale, pianificazione attuativa). GIOVANNI CAFIERO Architetto - Consulente Roma NOTE 1) La conoscenza dei substrati geologici (geolitologia), del sistema delle acque superficiali e sotterranee (idrologia e idrogeologia), dei fenomeni di modellazione del suolo (geomorfologia), costituiscono premessa indispensabile per comprendere il carattere evolutivo del territorio e i suoi elementi invarianti. 2) RomaNatura gestisce tutte le aree naturali protette interamente comprese nel territorio del Comune di Roma. 3) Per la redazione della Carta al dell uso del suolo è stata utilizzata la legenda Corine Land Cover di I e II livello per le superfici artificiali, le aree agricole, i corpi e corsi d acqua, di III e IV livello per le aree forestali e seminaturali. Per le carte di dettaglio 1:10.000/5.000 si è utilizzato il IV livello. 4) Carlo Blasi, Fitoclimatologia del Lazio, tip. Borgia, Roma, ) Analisi preliminari condotte all interno del Grande Raccordo Anulare, mostrano che Roma è cresciuta senza tenere conto del proprio sottosuolo, distribuendo il suo abitato in maniera indifferente rispetto alle 4 grandi categorie geologiche (litotipi) in cui è suddivisa l area romana. 6) L immagine simbolo della ruota verde (green wheel), un cerchio con raggi di penetrazione, è stata da me proposta nel 1996 nell ambito del lavoro preparatorio per la variante al PRG di Roma (maggio 1997) per identificare la specificità del sistema ambientale romano rispetto all immagine tradizionale delle green belts europee. 7) Nell area Sud - Est del Parco di Decima Malafede il livello delle acque nel sottosuolo è sceso, nell arco degli ultimi vent anni dai 5 ai 15 metri. In aree vicine (Pomezia, Marino, 41 CastelGandolfo, Ciampino) sono riscontrabili anche abbassamenti fino a cento metri. 8) Vedi anche Celesti Grapow L., Petrella P.,Atlante della Flora di Roma, editore Argos, Roma, ) Sono state indagate tutte le classi dei vertebrati, mammiferi, uccelli, rettili, anfibi, pesci, e numerosi gruppi di invertebrati, quali chilopodi, lepidotteri, numerose famiglie di coleotteri ed il macrobenthos. 10) La salamandrina dagli occhiali, un anfibio endemico della penisola italiana frequente nei boschi misti e freschi del settore appenninico nella Riserva dell Insugherata; l ululone a ventre giallo, un piccolo rospo anch esso poco comune nella nostra regione e per lo più confinato in piccole zone umide delle montagne appenniniche nella Riserva di Decima - Malafede; lo spinarello, un piccolo pesce dal ventre rosso brillante, che occupa le risorgive presenti nel parco del Pineto e della Riserva dell Aniene; i numerosi rapaci diurni visti volteggiare e nidificare nelle aree protette tra cui il nibbio bruno e il falco pecchaiolo presenti nei boschi di Trigoria e di Capocotta e la poiana nella Marcigliana e nella Tenuta dei Massimi. 11) La rara farfalla zerynthia polyxena, trovata con due popolazioni isolate al Pineto e all Insugherata e il coleottero onthophagus semicornis della Marcigliana, elemento molto raro e di cui si conoscono pochi reperti in Italia. 12) Vincolo archeologico monumentale ex L.1089/39, vincolo paesistico ex L.1497/39, vincolo relativo ai boschi e ai corsi d acqua ex D.P.R.431/85 e vincolo del Piano delle Certezze

Azione per il progetto strategico del sistema naturale dei SICANI ALLEGATO TECNICO

Azione per il progetto strategico del sistema naturale dei SICANI ALLEGATO TECNICO REPUBBLICA ITALIANA Regione Siciliana ASSESSORATO TERRITORIO ED AMBIENTE Dipartimento Territorio e Ambiente SERVIZIO 6 Protezione Patrimonio Naturale Via Ugo La Malfa, 169 90146 Palermo Fondo Europeo di

Dettagli

Indice degli Elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale di Isola di Pantelleria. versione conforme al DDG ARTA n 603 del 26/06/2009

Indice degli Elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale di Isola di Pantelleria. versione conforme al DDG ARTA n 603 del 26/06/2009 Unione Europea Regione Siciliana Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali Codice POR: 1999.IT.16.1.PO.011/1.11/11.2.9/0351 Ambito territoriale di Isola di Pantelleria PIANO DI GESTIONE versione

Dettagli

IL SISTEMA NATURALE ED AMBIENTALE

IL SISTEMA NATURALE ED AMBIENTALE B IL SISTEMA NATURALE ED AMBIENTALE Premessa Il quadro conoscitivo del PTCP restituisce un analisi del sistema naturale ed ambientale del territorio provinciale che pone limiti ed offre opportunità alle

Dettagli

Indice degli elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale dei Monti di Trapani. versione conforme al DDG ARTA n 588 del 25/06/09

Indice degli elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale dei Monti di Trapani. versione conforme al DDG ARTA n 588 del 25/06/09 Unione Europea Regione Siciliana Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali Codice POR: 1999.IT.16.1.PO.011/1.11/11.2.9/0334 Ambito territoriale dei Monti di Trapani PIANO DI GESTIONE versione conforme

Dettagli

Capitolo 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI

Capitolo 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI 9 Il Piano per l assetto idrogeologico ha lo scopo di assicurare, attraverso vincoli, direttive e la programmazione di opere strutturali, la difesa del suolo - in coerenza con le finalità generali indicate

Dettagli

La RSA: introduzione metodologica

La RSA: introduzione metodologica La RSA: introduzione metodologica Cos è la RSA La Relazione sullo Stato dell Ambiente (RSA) è uno strumento di informazione con il quale le Pubbliche Amministrazioni presentano periodicamente ai cittadini

Dettagli

Temi ambientali e tipologie di piani di area vasta

Temi ambientali e tipologie di piani di area vasta Temi ambientali e tipologie di piani di area vasta Piani territoriali urbanistici regionali orientati dal punto di vista paesistico ed ecologico (ex l. 431/85) Piani paesistici regionali (ex l. 431/85)

Dettagli

Struttura, obiettivi e strategia dei Piani di Gestione dei Siti Natura 2000. Fulvio CERFOLLI, PhD

Struttura, obiettivi e strategia dei Piani di Gestione dei Siti Natura 2000. Fulvio CERFOLLI, PhD Struttura, obiettivi e strategia dei Piani di Gestione dei Siti Natura 2000 Fulvio CERFOLLI, PhD Che cos e un PIANO DI GESTIONE di un sito Natura 2000? E uno strumento di pianificazione del territorio

Dettagli

ACSA Ambito Località villaggio Giovi via Gorki e via Sacharof

ACSA Ambito Località villaggio Giovi via Gorki e via Sacharof 1 Localizzazione ecografica: Localizzazione catastale: Località villaggio Giovi via Gorki e via Sacharof Foglio 43 Mappali 63, 65, 67, 71, 73, 75, 114. Foglio 44 Mappali 23, 24, 25, 59, 62. Foglio 45 Mappali

Dettagli

CORSO DI FORMAZIONE OPERATORI TECNICI NEI PARCHI NAZIONALI E NELLE AREE PROTETTE (120 ore)

CORSO DI FORMAZIONE OPERATORI TECNICI NEI PARCHI NAZIONALI E NELLE AREE PROTETTE (120 ore) CORSO DI FORMAZIONE OPERATORI TECNICI NEI PARCHI NAZIONALI E NELLE AREE PROTETTE (120 ore) PROGETITO FORMATIVO MODULO 1 PRESENTAZIONE DEI PARCHI ED AREE PROTETTE (8 ore) Definizione dei concetti di Parco,

Dettagli

GLI INTERVENTI DI SISTEMAZIONE IDRAULICO-FORESTALI NELLA PREVENZIONE DEI RISCHI NATURALI LE LINEE DI AZIONE DELLA REGIONE PIEMONTE

GLI INTERVENTI DI SISTEMAZIONE IDRAULICO-FORESTALI NELLA PREVENZIONE DEI RISCHI NATURALI LE LINEE DI AZIONE DELLA REGIONE PIEMONTE GLI INTERVENTI DI SISTEMAZIONE IDRAULICO-FORESTALI NELLA PREVENZIONE DEI RISCHI NATURALI LE LINEE DI AZIONE DELLA REGIONE PIEMONTE G. Cacciabue, V.Debrando 1 La mitigazione degli effetti prodotti sul territorio

Dettagli

LA NUOVA LEGGE REGIONALE SUL CONSUMO DI SUOLO LR 31/14: CONTENUTI OPERATIVI, RAPPORTI CON I PGT E PTCP E OPPORTUNITA /CRITICITÀ

LA NUOVA LEGGE REGIONALE SUL CONSUMO DI SUOLO LR 31/14: CONTENUTI OPERATIVI, RAPPORTI CON I PGT E PTCP E OPPORTUNITA /CRITICITÀ LA NUOVA LEGGE REGIONALE SUL CONSUMO DI SUOLO LR 31/14: CONTENUTI OPERATIVI, RAPPORTI CON I PGT E PTCP E OPPORTUNITA /CRITICITÀ LA NUOVA LEGGE VISTA DAL BASSO, L OPINIONE DEI COMUNI. A cura dell Arch.

Dettagli

Comune. Santa Maria Maggiore. Siti RN2000. ZPS Val Formazza SIC/ZPS/Parco Nazionale della Val Grande. PRGC vigente

Comune. Santa Maria Maggiore. Siti RN2000. ZPS Val Formazza SIC/ZPS/Parco Nazionale della Val Grande. PRGC vigente Comune Siti RN2000 Santa Maria Maggiore ZPS Val Formazza SIC/ZPS/Parco Nazionale della Val Grande PRGC vigente Varchi SM1 INCONTRO CON IL COMUNE Comune di Santa Maria Maggiore 21/12/2010 L espansione edilizia

Dettagli

INU Lazio CONFAGRICOLTURA - COLDIRETTI - CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI

INU Lazio CONFAGRICOLTURA - COLDIRETTI - CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI INU Lazio CONFAGRICOLTURA - COLDIRETTI - CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI Regione Lazio, Università di Roma TRE Roma, Facoltà di Architettura, Università Roma Tre, via Madonna dei Monti, Sala Urbano

Dettagli

Direzione Ambiente. Guida tecnica

Direzione Ambiente. Guida tecnica Direzione Ambiente Guida tecnica Procedimento di verifica di assoggettabilita alla VAS dei Programmi di interventi di sistemazione idrogeologica e manutenzione montana (PISIMM) ( art. 12 d. lgs. 152/2006

Dettagli

Installazione di pannelli fotovoltaici su fabbricato di civile abitazione. in Laterina - Comune di Laterina

Installazione di pannelli fotovoltaici su fabbricato di civile abitazione. in Laterina - Comune di Laterina Dott. Ing. Marco Sacchetti Installazione di pannelli fotovoltaici su fabbricato di civile abitazione in Laterina - Comune di Laterina RELAZIONE PAESAGGISTICA Ai sensi del D.P.R. 09.Luglio.2010 n. 139 Proprietà:

Dettagli

Bandi 2015 ARTE E CULTURA. Buone prassi di conservazione del patrimonio. www.fondazionecariplo.it

Bandi 2015 ARTE E CULTURA. Buone prassi di conservazione del patrimonio. www.fondazionecariplo.it Bandi 2015 ARTE E CULTURA Buone prassi di conservazione del patrimonio BENESSERE GIOVANI COMUNITÀ www.fondazionecariplo.it BANDI 2015 1 Bando con scadenza 9 aprile 2015 Buone prassi di conservazione del

Dettagli

Articoli 6 e 8 dello Statuto; articoli 2, 3 e 4 del Regolamento per gli istituti di partecipazione

Articoli 6 e 8 dello Statuto; articoli 2, 3 e 4 del Regolamento per gli istituti di partecipazione Proposta di iniziativa popolare concernente il programma di recupero urbano laurentino e l'inserimento del Fosso della Cecchignola nella componente primaria della rete ecologica e destinazione dell'intera

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI. Trento, Bolzano, 08 novembre 2010

DOCUMENTO DI SINTESI. Trento, Bolzano, 08 novembre 2010 DIRETTIVE PER LA REDAZIONE DELLE RELAZIONI GEOLOGICHE, GEOTECNICHE E SISMICHE AI SENSI DELLE NTC, D.M. 14.01.2008, E DELLA NORMATIVA NAZIONALE E PROVINCIALE COLLEGATA DOCUMENTO DI SINTESI Trento, Bolzano,

Dettagli

Il sistema informativo territoriale della Carta del Rischio

Il sistema informativo territoriale della Carta del Rischio Il sistema informativo territoriale della Carta del Rischio 1 Il Sistema Informativo Territoriale della Carta del Rischio. Gisella Capponi, Direttore dell Istituto Superiore per la Conservazione ed il

Dettagli

BANDI 2011 26. ambientale a livello locale. Bando con scadenza 22 aprile 2011

BANDI 2011 26. ambientale a livello locale. Bando con scadenza 22 aprile 2011 Bando con scadenza 22 aprile 2011 BANDI 2011 26 Piano di azione Promuovere la sostenibilità ambientale a livello locale Tutelare e valorizzare la biodiversità Il problema Lo sviluppo umano è oggi causa

Dettagli

sis i tema m o ga g ni n c i o o d i d i a ree p r p ot o ette

sis i tema m o ga g ni n c i o o d i d i a ree p r p ot o ette La Lombardia è stata la prima regione a dotarsi di un sistema organico di aree protette (l.r. 86/1983), che comprende: 24 Parchi regionali, 13 Parchi naturali, 65 Riserve naturali, 32 Monumenti naturali.

Dettagli

Autorità di Bacino Regionale Sinistra Sele

Autorità di Bacino Regionale Sinistra Sele Per la Previsione e Prevenzione dei Grandi Rischi Autorità di Bacino Regionale Sinistra Sele PIANO STRAORDINARIO PER LA RIMOZIONE DELLE SITUAZIONI A RISCHIO PIÙ ALTO contenente L INDIVIDUAZIONE E LA PERIMETRAZIONE

Dettagli

ESAME DI STATO PER L ABILITAZIONE ALL ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI GEOLOGO

ESAME DI STATO PER L ABILITAZIONE ALL ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI GEOLOGO ESAME DI STATO PER L ABILITAZIONE ALL ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI GEOLOGO SECONDA SESSIONE 2012 PRIMA PROVA SCRITTA Tema n. 1 Aspetti geologici, minero-petrografici e normativi relativi alle attività

Dettagli

PERICOLOSITA IDRAULICA NEL TERRITORIO MONTANO ITALIANO ED APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA EUROPEA ALLUVIONI

PERICOLOSITA IDRAULICA NEL TERRITORIO MONTANO ITALIANO ED APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA EUROPEA ALLUVIONI PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO Dipartimento Risorse Forestali e Montane Servizio Bacini Montani PERICOLOSITA IDRAULICA NEL TERRITORIO MONTANO ITALIANO ED APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA EUROPEA ALLUVIONI Valutazione

Dettagli

Sviluppo sostenibile, tutela della biodiversità e dell ambiente, qualità della vita

Sviluppo sostenibile, tutela della biodiversità e dell ambiente, qualità della vita Sviluppo sostenibile, tutela della biodiversità e dell ambiente, qualità della vita Azioni di valorizzazione turistica e culturale e strategie di tutela ambientale e paesaggistica lungo il fiume Ticino

Dettagli

3. PROBLEMATICHE AMBIENTALI

3. PROBLEMATICHE AMBIENTALI 3. PROBLEMATICHE AMBIENTALI La tavola riassume le criticità più significative che interessano l intero territorio comunale di Valeggio sul Mincio alla luce dell analisi operata dal Documento Preliminare

Dettagli

INDICE. 1) Premessa... 2. 2) Sintesi dei contenuti tecnici e normativi del Piano Stralcio per la Tutela. dal Rischio Idrogeologico:...

INDICE. 1) Premessa... 2. 2) Sintesi dei contenuti tecnici e normativi del Piano Stralcio per la Tutela. dal Rischio Idrogeologico:... INDICE 1) Premessa... 2 2) Sintesi dei contenuti tecnici e normativi del Piano Stralcio per la Tutela dal Rischio Idrogeologico:... 3 3) Lo studio di compatibilità idraulica... 8 4) Contenuti dello studio

Dettagli

AGENDA 21 Locale SAN FILIPPO DEL MELA

AGENDA 21 Locale SAN FILIPPO DEL MELA AGENDA 21 Locale SAN FILIPPO DEL MELA Area tematica: AMBIENTE URBANO Indice documento 1 Area tematica ambiente urbano: individuazione delle sessioni di lavoro 3 Richiesta prime indagine a campione sul

Dettagli

ASPETTI FLORO-VEGETAZIONALI

ASPETTI FLORO-VEGETAZIONALI - ASPETTI FLORO-VEGETAZIONALI - pag. 1 ASPETTI FLORO-VEGETAZIONALI PARTE 1 a - ANALISI 1 FLORA E VEGETAZIONE Dati disponibili che verranno utilizzati per il presente lavoro: Documento anno Note, possibilità

Dettagli

PIANI DI STUDIO D'ISTITUTO ISTITUTO COMPRENSIVO BASSA ANAUNIA SCUOLA MEDIA DI DENNO A.S. 2012-2013 GEOGRAFIA_CLASSE PRIMA

PIANI DI STUDIO D'ISTITUTO ISTITUTO COMPRENSIVO BASSA ANAUNIA SCUOLA MEDIA DI DENNO A.S. 2012-2013 GEOGRAFIA_CLASSE PRIMA PIANI DI STUDIO D'ISTITUTO ISTITUTO COMPRENSIVO BASSA ANAUNIA SCUOLA MEDIA DI DENNO A.S. 2012-2013 GEOGRAFIA_CLASSE PRIMA Competenza 1 Leggere l organizzazione di un territorio, utilizzando il linguaggio,

Dettagli

integrati nella città della trasformazione. Progetti urbani per le nuove Centralità urbane/metropolitane)

integrati nella città della trasformazione. Progetti urbani per le nuove Centralità urbane/metropolitane) integrati nella città della trasformazione. Progetti urbani per le nuove Centralità urbane/metropolitane) Standard Urbanistici: si introduce il metodo della perequazione e della cessione compensativa per

Dettagli

INFANZIA PRIMARIA SECONDARIA

INFANZIA PRIMARIA SECONDARIA INFANZIA PRIMARIA SECONDARIA GEOGRAFIA - TRAGUARDI DI SVILUPPO DELLE COMPETENZE si orienta nello spazio conosciuto colloca elementi dell ambiente conosciuto secondo criteri spaziali si orienta nello spazio

Dettagli

C M Y K C M Y K. 5. La normativa

C M Y K C M Y K. 5. La normativa 5. La normativa 5.1 Il quadro normativo Numerose sono le norme di riferimento per la pianificazione e la progettazione delle strade. Vengono sinteticamente enunciate quelle che riguardano la regolazione

Dettagli

Copertura vegetale. La carta della Copertura Vegetale

Copertura vegetale. La carta della Copertura Vegetale Copertura vegetale è una componente ambientale in cui le piante costituiscono l'elemento principale nella configurazione più complessiva degli ecosistemi terrestri; rappresenta la risultante della molteplicità

Dettagli

recentemente, in particolare dopo l approvazione della Convenzione europea)

recentemente, in particolare dopo l approvazione della Convenzione europea) Il d. lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 Codice dei beni culturali e del paesaggio prevede, all art. 156, comma 1, che le regioni che hanno redatto piani paesaggistici verificano la conformità tra le disposizioni

Dettagli

Linee guida per l attuazione di un Sistema di Gestione Ambientale in un Comune secondo le norme ISO 14001

Linee guida per l attuazione di un Sistema di Gestione Ambientale in un Comune secondo le norme ISO 14001 Linee guida per l attuazione di un Sistema di Gestione Ambientale in un Comune secondo le norme ISO 14001 A- Elaborazione della documentazione: Le fasi principali sono le seguenti: a - b - Elaborazione

Dettagli

7. LA STRUTTURA URBANA CONSOLIDATA

7. LA STRUTTURA URBANA CONSOLIDATA 7. LA STRUTTURA URBANA CONSOLIDATA 7.1. Premessa La qualità dell ambiente e lo stile di vita sono strettamente correlati alle caratteristiche specifiche della struttura urbana locale. In una fase in cui

Dettagli

ACEA Distribuzione Direzione Operazioni Rete AT

ACEA Distribuzione Direzione Operazioni Rete AT Capitolato Tecnico per le prestazioni professionali relative alla redazione di documentazione inerente la gestione delle terre e rocce da scavo DATA rev. 00 ottobre 2012 Elaborato N. 7-3-329 REDATTO VERIFICATO

Dettagli

REGIONE LIGURIA Protezione Civile

REGIONE LIGURIA Protezione Civile ALLEGATO 2 REGIONE LIGURIA Protezione Civile INCENDIO DELLE ZONE DI INTERFACCIA DEFINIZIONE SCENARI Febbraio 2007 2 DEFINIZIONE SCENARIO DI INCENDI DI INTERFACCIA Per valutare il rischio conseguente agli

Dettagli

Art. 1 (Istituzione) 2. Il parco è classificato ai sensi dell art. 10, comma 1 della legge regionale 14 luglio 2003, n. 10 come parco marino.

Art. 1 (Istituzione) 2. Il parco è classificato ai sensi dell art. 10, comma 1 della legge regionale 14 luglio 2003, n. 10 come parco marino. Legge regionale 21 aprile 2008, n. 11 Istituzione del Parco Marino Regionale Costa dei Gelsomini. (BUR n. 8 del 16 aprile 2008, supplemento straordinario n. 2 del 29 aprile 2008) Art. 1 (Istituzione) 1.

Dettagli

Atlante delle specie faunistiche indicatrici di qualità ambientale nel territorio della Provincia di Milano

Atlante delle specie faunistiche indicatrici di qualità ambientale nel territorio della Provincia di Milano UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PAVIA DIPARTIMENTO DI BIOLOGIA ANIMALE Atlante delle specie faunistiche indicatrici di qualità ambientale nel territorio della Provincia di Milano A cura di: Dott. Alberto Meriggi

Dettagli

MODELLO GEOLOGICO E MODELLO GEOTECNICO. Geol. Fabio Garbin

MODELLO GEOLOGICO E MODELLO GEOTECNICO. Geol. Fabio Garbin MODELLO GEOLOGICO E MODELLO GEOTECNICO Geol. Fabio Garbin Preparazione all Esame di Stato, Roma 8 aprile 2011 Riferimenti Normativi essenziali D.M. 14.01.2009: Approvazione delle nuove Norme Tecniche sulle

Dettagli

relativo alla Seconda Soluzione Agosto 2013

relativo alla Seconda Soluzione Agosto 2013 COMUNE DI FOSDINOVO Località CANIPAROLA PIANO DI RECUPERO CASA ALBACHIARA VERIFICA DI ASSOGGETTABILITÀ A V.A.S. ai sensi dell art. 22, L.R.T. n 10/2010 RAPPORTO AMBIENTALE PRELIMINARE relativo alla Seconda

Dettagli

AMBIENTE TERRITORIO PAESAGGIO

AMBIENTE TERRITORIO PAESAGGIO AMBIENTE TERRITORIO PAESAGGIO Soluzioni per la tutela, la gestione e la valorizzazione del patrimonio naturale Pianificazione sostenibile significa individuare soluzioni per la gestione e la tutela delle

Dettagli

CONTENUTI MINIMI DEGLI STUDI GEOLOGICI PER I DIFFERENTI LIVELLI DI PIANIFICAZIONE PIANO STRUTTURALE COMUNALE O SUE VARIANTI GENERALI

CONTENUTI MINIMI DEGLI STUDI GEOLOGICI PER I DIFFERENTI LIVELLI DI PIANIFICAZIONE PIANO STRUTTURALE COMUNALE O SUE VARIANTI GENERALI CONTENUTI MINIMI DEGLI STUDI GEOLOGICI PER I DIFFERENTI LIVELLI DI PIANIFICAZIONE PIANO STRUTTURALE COMUNALE O SUE VARIANTI GENERALI RELAZIONE GEOLOGICA E GEOLOGICO-TECNICA Contenuti: Illustrazione degli

Dettagli

OGGETTO: Progetto per la realizzazione di un fabbricato rurale in C/da Fosse Vill. Paradiso.

OGGETTO: Progetto per la realizzazione di un fabbricato rurale in C/da Fosse Vill. Paradiso. OGGETTO: Progetto per la realizzazione di un fabbricato rurale in C/da Fosse Vill. Paradiso. DITTA: Minà Adalgisa PREMESSA La seguente relazione integrativa, si è resa necessaria per integrare la valutazione

Dettagli

TITOLO 3 VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE NATURALI E PAESAGGISTICHE Art. 3.1-3.2 - Unità di paesaggio

TITOLO 3 VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE NATURALI E PAESAGGISTICHE Art. 3.1-3.2 - Unità di paesaggio Art. 3.1-3.2 - Unità di paesaggio Unità di paesaggio (Art. 3.1-3.2) Indicazioni generali Le unità di paesaggio, al fine di garantire una gestione del territorio coerente con gli obiettivi di valorizzazione

Dettagli

AMBIENTE SIA PER IL COLLEGAMENTO A23-A28 IN FRIULI

AMBIENTE SIA PER IL COLLEGAMENTO A23-A28 IN FRIULI DESCRIZIONE DEL PROGETTO Data: Agosto 2010 Oggetto: Affidamento concessione avente con ad procedura oggetto la aperta della progettazione, costruzione e gestione del raccordo Autostradale A23-A28 Cimpello

Dettagli

10. VERIFICA RICHIESTE DELLA L.R. 31/2014 SUL CONSUMO DI SUOLO

10. VERIFICA RICHIESTE DELLA L.R. 31/2014 SUL CONSUMO DI SUOLO 10. VERIFICA RICHIESTE DELLA L.R. 31/2014 SUL CONSUMO DI SUOLO 10.1. SINTESI DEI CONTENUTI DELLA L.R. 31/2014 La Regione Lombardia è intervenuta a fine 2014 con una nuova disposizione normativa (L.r. 31/2014

Dettagli

PIANO DI GESTIONE della Zone di Protezione Speciale (ZPS) ARTICOLAZIONE DEL PIANO

PIANO DI GESTIONE della Zone di Protezione Speciale (ZPS) ARTICOLAZIONE DEL PIANO PIANO DI GESTIONE della Zone di Protezione Speciale (ZPS) ARTICOLAZIONE DEL PIANO Articolazione del piano (1/4) Secondo l Allegato B della Deliberazione della Giunta Regionale del Veneto n. 4241 del 30

Dettagli

10.1 Localizzazione degli impianti di trattamento e smaltimento rifiuti

10.1 Localizzazione degli impianti di trattamento e smaltimento rifiuti torna all Indice Capitolo 10 10 CRITERI DI SELEZIONE DEI SITI IDONEI 10.1 Localizzazione degli impianti di trattamento e smaltimento rifiuti I criteri, assunti dal Piano Territoriale di Coordinamento (PTC),

Dettagli

Direzione centrale risorse agricole, naturali, forestali e montagna S.A.R.A. SISTEMA AREE REGIONALI AMBIENTALI

Direzione centrale risorse agricole, naturali, forestali e montagna S.A.R.A. SISTEMA AREE REGIONALI AMBIENTALI Direzione centrale risorse agricole, naturali, forestali e montagna S.A.R.A. SISTEMA AREE REGIONALI AMBIENTALI Roma 27 marzo 2008 workshop Financing Natura 2000 PROGRAMMA S.A.R.A. Sistema Aree Regionali

Dettagli

Contenimento del Consumo di Suolo: la tutela del suolo agricolo, risorsa non rinnovabile

Contenimento del Consumo di Suolo: la tutela del suolo agricolo, risorsa non rinnovabile Dipartimento Paesaggio, pianificazione territoriale e protezione civile Contenimento del Consumo di Suolo: la tutela del suolo agricolo, risorsa non rinnovabile Gianpietro Bara Presidente FODAF Lombardia

Dettagli

MISURA 7 Servizi di base e rinnovamento dei villaggi nelle zone rurali. TOTALE DI MISURA 61.359.114,10 (QUOTA FEASR 26.458.050)

MISURA 7 Servizi di base e rinnovamento dei villaggi nelle zone rurali. TOTALE DI MISURA 61.359.114,10 (QUOTA FEASR 26.458.050) MISURA 7 Servizi di base e rinnovamento dei villaggi nelle zone. (ex M. 313, M. 321, M. 322, 323, artt. 19 e 20 Reg. UE 1305/2013) TOTALE DI MISURA 61.359.114,10 (QUOTA FEASR 26.458.050) Per le spese ammissibili

Dettagli

Dott. Geol. Luana Isella

Dott. Geol. Luana Isella Dott. Geol. Luana Isella RISCHIO Rischio = pericolosità x vulnerabilità x esposizione Probabilità che in un dato periodo di tempo T possa verificarsi un evento La capacità che hanno Edifici e costruzioni

Dettagli

AL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI IMPERIA AL SINDACO DI POMPEIANA

AL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI IMPERIA AL SINDACO DI POMPEIANA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI IMPERIA AL SINDACO DI POMPEIANA AL COORDINAMENTO PROVINCIALE DEL CORPO FORESTALE DI IMPERIA ALLA POLIZIA PROVINCIALE DI IMPERIA Prot.n. 251/06

Dettagli

SCHEDA DI VERIFICA E VALUTAZIONE DELL AMBITO DI POSSIBILE TRASFORMAZIONE: AR 15

SCHEDA DI VERIFICA E VALUTAZIONE DELL AMBITO DI POSSIBILE TRASFORMAZIONE: AR 15 SCHEDA DI VERIFICA E VALUTAZIONE DELL AMBITO DI POSSIBILE TRASFORMAZIONE: AR 15 VERIFICA DI COERENZA ESTERNA: Compatibilità dell intervento con le previsioni del PTCP VERIFICA DELLA VINCOLISTICA E DEGLI

Dettagli

Corso di formazione. Inquadramento della conservazione della natura in Italia

Corso di formazione. Inquadramento della conservazione della natura in Italia Corso di formazione Inquadramento della conservazione della natura in Italia 1. Storia, situazione attuale ed evoluzione del Sistema delle Aree Protette in Italia Siamo l ultima generazione ancora in tempo

Dettagli

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO REPUBBLICA ITALIANA ISTITUTO COMPRENSIVO DI MORI Via Giovanni XXIII, n. 64-38065 MORI Cod. Fisc. 94024510227 - Tel. 0464-918669 Fax 0464-911029 www.icmori.it e-mail: segr.ic.mori@scuole.provincia.tn.it

Dettagli

Art. 1 (Istituzione del Parco Marino Regionale Riviera dei Cedri )

Art. 1 (Istituzione del Parco Marino Regionale Riviera dei Cedri ) Legge regionale 21 aprile 2008, n. 9 Istituzione del Parco Marino Regionale Riviera dei Cedri. (BUR n. 8 del 16 aprile 2008, supplemento straordinario n. 2 del 29 aprile 2008) Art. 1 (Istituzione del Parco

Dettagli

Difesa del suolo e pianificazione dei bacini idrografici

Difesa del suolo e pianificazione dei bacini idrografici Quadro normativo: Legge 183/89, «Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo» Si intende: a) per suolo: il territorio, il suolo, il sottosuolo, gli abitati e le opere infrastrutturali;

Dettagli

Il sito web della Autorità di Bacino della Basilicata

Il sito web della Autorità di Bacino della Basilicata Il sito web della Autorità di Bacino della Basilicata GUIDA alla CONSULTAZIONE www.adb.basilicata.it a cura della Segreteria Tecnica Operativa Autorità di Bacino della Basilicata ottobre 2007 Home page

Dettagli

QUADRO DI SINTESI POTENZIALITA E CRITICITA

QUADRO DI SINTESI POTENZIALITA E CRITICITA QUADRO DI SINTESI POTENZIALITA E CRITICITA CONTRATTO DI PAESAGGIO FINALIZZATO ALLA DEFINIZIONE DI UNA STRATEGIA DI SVILUPPO TERRITORIALE E DI RIQUALIFICAZIONE PAESAGGISTICA DEI TERRITORI MONTANI DI COMUNANZA

Dettagli

Amministrazione Provinciale di Siena - Ufficio di Piano per il PTCP ALLEGATO 4:

Amministrazione Provinciale di Siena - Ufficio di Piano per il PTCP ALLEGATO 4: ALLEGATO 4: STABILITÀ DEI VERSANTI: METODOLOGIA DA ADOTTARE COME STANDARD PROVINCIALE PER LA REALIZZAZIONE DELLA CARTA DELLA STABILITÀ POTENZIALE INTEGRATA DEI VERSANTI AI SENSI DELLA DCR 94/85. Allegato

Dettagli

Fabrateria Nova: la rinascita di una città scomparsa del Lazio antico

Fabrateria Nova: la rinascita di una città scomparsa del Lazio antico COMUNE DI SAN GIOVANNI INCARICO COMUNE DI FALVATERRA PROVINCIA DI FROSINONE POLITICHE GIOVANILI COMUNE DI PASTENA Fabrateria Nova: la rinascita di una città scomparsa del Lazio antico Indagini topografiche

Dettagli

Valutazione integrata

Valutazione integrata COMUNE DI CAPOLIVERI PROVINCIA DI LIVORNO Valutazione integrata D.P.G.R. 09/02/2007 n 4/r Piano Attuativo Camping Laconella Il Responsabile del Procedimento Ing. Federico Brugioni Il Responsabile del servizio

Dettagli

g) Esondazioni e dissesti morfologici di carattere torrentizio: area a pericolosità molto elevata Ee

g) Esondazioni e dissesti morfologici di carattere torrentizio: area a pericolosità molto elevata Ee NORME DI ATTUAZIONE Art. 1 Norma transitoria Le norme relative al dissesto sono da ritenersi transitorie fino all'approvazione (previa intesa con l'autorità di Bacino) del PTCP 2007. Il PSC dovrà adeguarsi

Dettagli

Comune di Cassano d Adda. Comuni interessati dal progetto. Parco Adda Nord. Comune di Pozzuolo Martesana. Comune di Trezzo d Adda

Comune di Cassano d Adda. Comuni interessati dal progetto. Parco Adda Nord. Comune di Pozzuolo Martesana. Comune di Trezzo d Adda Comune di Cassano d Adda Parco Adda Nord Comune di Pozzuolo Martesana Comune di Trezzo d Adda Comuni interessati dal progetto Inzago, Vaprio d Adda, Truccazzano Pozzo d Adda Busnago Grezzago Trezzano Rosa

Dettagli

PIANIFICARE LE CITTÀ DEL VINO

PIANIFICARE LE CITTÀ DEL VINO PIANIFICARE LE CITTÀ DEL VINO per un dialogo rinnovato tra sviluppo urbano e produzione vitivinicola Arch. Valeria Lingua Università di Firenze valeria.lingua@unifi.it PIANIFICARE LE CITTÀ DEL VINO LE

Dettagli

BOZZA DEL 13 SETTEMBRE 2006

BOZZA DEL 13 SETTEMBRE 2006 PROVINCIA DI BOLOGNA Settore Pianificazione Territoriale http://cst.provincia.bologna.it/ptcp/psc.htm BOZZA DEL 13 SETTEMBRE 2006 APPROFONDIMENTI TECNICI MODI E TEMPI DI SVOLGIMENTO DELLA CONFERENZA DI

Dettagli

D.G.R. N 319 del 24 aprile 2008

D.G.R. N 319 del 24 aprile 2008 D.G.R. N 319 del 24 aprile 2008 OGGETTO: POR FESR Lazio 2007-2013 Obiettivo Competitività regionale e Occupazione Attuazione dell Attività II.4 Valorizzazione delle strutture di fruizione delle aree protette.

Dettagli

ORDINE DEI GEOLOGI DELLA REGIONE UMBRIA

ORDINE DEI GEOLOGI DELLA REGIONE UMBRIA ORDINE DEI GEOLOGI DELLA REGIONE UMBRIA Standard minimo per la Relazione Geologica ai sensi delle NTC08 Il Consiglio Nazionale dei Geologi, con la deliberazione n. 209/2010, ha approvato il documento che

Dettagli

LIFE11 ENVIT/00243 LIFE RII RIQUALIFICAZIONE INTEGRATA IDRAULICO- AMBIENTALE DEI RII APPARTENENTI ALLA FASCIA PEDEMONTANA DELL EMILIA ROMAGNA

LIFE11 ENVIT/00243 LIFE RII RIQUALIFICAZIONE INTEGRATA IDRAULICO- AMBIENTALE DEI RII APPARTENENTI ALLA FASCIA PEDEMONTANA DELL EMILIA ROMAGNA Progetto: LIFE11 ENVIT/00243 LIFE RII RIQUALIFICAZIONE INTEGRATA IDRAULICO- AMBIENTALE DEI RII APPARTENENTI ALLA FASCIA PEDEMONTANA DELL EMILIA ROMAGNA Metodologia monitoraggio elementi chimico fisici,

Dettagli

Declinazione dei risultati di apprendimento in conoscenze e abilità per il primo biennio

Declinazione dei risultati di apprendimento in conoscenze e abilità per il primo biennio Allegato A) Declinazione dei risultati di apprendimento in conoscenze e abilità per il primo biennio A.1 Settore economico A.2 Settore tecnologico Il presente allegato è stato redatto con riferimento alle

Dettagli

PIANO DI MONITORAGGIO

PIANO DI MONITORAGGIO IN RECEPIMENTO DEL PARERE DELL ORGANO TECNICO COMUNALE PR. N.17160 DEL 10.12.2012 E DEL CONTRIBUTO DELL ORGANO TECNICO REGIONALE N. PR. 1088/DB0805 DEL 15.11.2012 DETERMINA DI INCARICO N. 24 DEL 6.12.2012

Dettagli

STUDIO DEL MODELLO DI GESTIONE DEL SISTEMA IDRICO REGIONALE

STUDIO DEL MODELLO DI GESTIONE DEL SISTEMA IDRICO REGIONALE Allegato alla Delib.G.R. n. 50/38 del 5.12.2006 STUDIO DEL MODELLO DI GESTIONE DEL SISTEMA IDRICO REGIONALE 0. PREMESSE Come evidenziato nei documenti guida del nuovo periodo di programmazione dei fondi

Dettagli

Figura 1 - Inquadramento lotto d'intervento

Figura 1 - Inquadramento lotto d'intervento Indice 1. Inquadramento...2 2. Consistenza degli edifici esistenti...4 3. Regole urbanistiche e ambientali...4 4. Assetto planivolumetrico...6 5. Ubicazione e descrizione dell'area...6 6. Opere di urbanizzazione

Dettagli

A seguito di illustrazione del Piano dal punto di vista tecnico da parte dei progettisti presenti in aula; IL CONSIGLIO COMUNALE

A seguito di illustrazione del Piano dal punto di vista tecnico da parte dei progettisti presenti in aula; IL CONSIGLIO COMUNALE OGGETTO - Progetto Piano Urbanistico Comunale (P.U.C.) adozione ai sensi dell'art. 38, comma 2, della legge regionale n. 36 del 4/9/1997 come modificata dalla legge regionale n. 11 del 2 aprile 2015. A

Dettagli

CURRICOLO TRIENNALE DI GEOGRAFIA

CURRICOLO TRIENNALE DI GEOGRAFIA CURRICOLO TRIENNALE DI GEOGRAFIA La geografia contribuisce a fornire gli strumenti per formare persone autonome e critiche, che siano in grado di assumere decisioni responsabili nella gestione del territorio

Dettagli

Aree protette della Lombardia

Aree protette della Lombardia 16. Aree protette della lombardia La Lombardia è stata la prima regione in Italia a dotarsi di un sistema organico di aree protette. Già nel 1973, con la legge regionale n.58, venivano dettate le prime

Dettagli

Art. 1 (Modifica all articolo 140 della L.R. 15/2004)

Art. 1 (Modifica all articolo 140 della L.R. 15/2004) Riserva naturale guidata "Sorgenti fiume Vera": attuazione dell articolo 140 della L.R. 26 aprile 2004, n. 15 "Legge finanziaria regionale 2004" e modifiche alle LL.RR. nn. 42/2011 e 25/2011 Art. 1 (Modifica

Dettagli

Autorità di Bacino BACINO PILOTA DEL FIUME SERCHIO

Autorità di Bacino BACINO PILOTA DEL FIUME SERCHIO Autorità di Bacino BACINO PILOTA DEL FIUME SERCHIO Piano di Gestione delle Acque I Aggiornamento Rapporto tra PDGAcque e altri piani di indirizzo: PDGAlluvioni, Piano di Sviluppo Rurale, Piano di Indirizzo

Dettagli

Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione del Territorio

Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione del Territorio Università degli Studi di Firenze - Facoltà di Architettura Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione del Territorio UNA RETE DI GREENWAYS PER IL TERRITORIO DEL COMUNE DI PRATO: occasioni di riqualificazione

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO VIALE SAN MARCO CURRICOLO VERTICALE DI GEOGRAFIA COMPETENZA EUROPEA: COMPETENZE SOCIALI E CIVICHE, IMPARARE A IMPARARE

ISTITUTO COMPRENSIVO VIALE SAN MARCO CURRICOLO VERTICALE DI GEOGRAFIA COMPETENZA EUROPEA: COMPETENZE SOCIALI E CIVICHE, IMPARARE A IMPARARE ISTITUTO COMPRENSIVO VIALE SAN MARCO CURRICOLO VERTICALE DI GEOGRAFIA COMPETENZA EUROPEA: COMPETENZE SOCIALI E CIVICHE, IMPARARE A IMPARARE SCUOLA DELL'INFANZIA ABILITA' CONOSCENZE COMPETENZE COMPITO AUTENTICO

Dettagli

Le osservazioni presentate e le risposte fornite

Le osservazioni presentate e le risposte fornite Percorso di consultazione e partecipazione pubblica del Piano di gestione del rischio di alluvioni e dell aggiornamento del Piano di gestione del distretto idrografico delle Alpi orientali Le osservazioni

Dettagli

PROGRAMMAZIONE D AREA DI GEOGRAFIA

PROGRAMMAZIONE D AREA DI GEOGRAFIA ALLEGATO N 2 AL VERBALE N. 1 PROGRAMMAZIONE D AREA DI GEOGRAFIA SECONDO BIENNIO E QUINTO ANNO TURISMO ANNO SCOLASTICO 2015-2016 IN STAMPATELLO BONALUMI ANTONELLA FIRMA Presezzo, 28 settembre 2015 Programmazione

Dettagli

MS e CLE: sistemi informativi e diffusione. Maria Ioannilli Università di Roma Tor Vergata

MS e CLE: sistemi informativi e diffusione. Maria Ioannilli Università di Roma Tor Vergata MS e CLE: sistemi informativi e diffusione Maria Ioannilli Università di Roma Tor Vergata La prevenzione del rischio sismico Dopo il terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009, lo Stato ha emanato un nuovo

Dettagli

Programma di riqualificazione degli immobili agricoli (P.R.I.A.) non utilizzati o sotto utilizzati

Programma di riqualificazione degli immobili agricoli (P.R.I.A.) non utilizzati o sotto utilizzati Programma di riqualificazione degli immobili agricoli (P.R.I.A.) non utilizzati o sotto utilizzati Stato degli atti dopo il Febbraio 2010: Sono state presentate 90 proposte. L estensione complessiva delle

Dettagli

Circolare n. 1 del 6 ottobre 2009 O.G.B.

Circolare n. 1 del 6 ottobre 2009 O.G.B. Circolare n. 1 del 6 ottobre 2009 O.G.B. ISTRUZIONI TECNICHE PER L APPLICAZIONE DEL REGOLAMENTO PER L ESECUZIONE DEI CONTROLLI - REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELLA L.R. 6 AGOSTO 1997 N. 38 - NORME PER L ESERCIZIO

Dettagli

VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA VARIANTE SEMPLIFICATA AL PRG COMUNALE

VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA VARIANTE SEMPLIFICATA AL PRG COMUNALE Comune di Brugherio VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA VARIANTE SEMPLIFICATA AL PRG COMUNALE Sintesi non tecnica Marzo 2010 Il percorso di valutazione ambientale (VAS) della Variante Semplificata al P.R.G.

Dettagli

Relazione introduttiva Febbraio 2006

Relazione introduttiva Febbraio 2006 Amministrazione Provincia di Rieti Febbraio 2006 1 Progetto Sistema Informativo Territoriale Amministrazione Provincia di Rieti Premessa L aumento della qualità e quantità dei servizi che ha caratterizzato

Dettagli

PROVINCIA DI LECCO COMUNE DI NIBIONNO

PROVINCIA DI LECCO COMUNE DI NIBIONNO PROVINCIA DI LECCO COMUNE DI NIBIONNO Valutazione Ambientale Strategica del Piano di Governo del Territorio - 28 luglio 2010 - La VAS nel processo di pianificazione Accompagna il processo della formazione

Dettagli

ATTIVITÀ E Piano di informazione e comunicazione

ATTIVITÀ E Piano di informazione e comunicazione PROVINCIA DI POTENZA Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio Home PIANO D AZIONE ENEPOLIS Indice ATTIVITÀ E Piano di informazione e comunicazione L attività E comprende tre azioni specifiche;

Dettagli

Contenimento del Consumo di Suolo: la tutela del suolo agricolo, risorsa non rinnovabile

Contenimento del Consumo di Suolo: la tutela del suolo agricolo, risorsa non rinnovabile Dipartimento Paesaggio, pianificazione territoriale e protezione civile Contenimento del Consumo di Suolo: la tutela del suolo agricolo, risorsa non rinnovabile Gianpietro Bara Presidente FODAF Lombardia

Dettagli

I suoi affluenti sono Valle del Muggioeu, Torrente Vaiadiga, Lambarin, Fosso delle Valli e Torrente Antiga.

I suoi affluenti sono Valle del Muggioeu, Torrente Vaiadiga, Lambarin, Fosso delle Valli e Torrente Antiga. A Est del territorio comunale scorre il torrente Bozzente, vincolato lungo tutto il tratto ricadente nella provincia di Varese (vedi figura sotto) mentre il tratto ricadente nella provincia di Milano è

Dettagli

Provincia di Lecco Individuazione reticolo idrografico minore e regolamento di polizia idraulica DGR 25-01-02 n. 7/7868

Provincia di Lecco Individuazione reticolo idrografico minore e regolamento di polizia idraulica DGR 25-01-02 n. 7/7868 COMUNE DI CRANDOLA VALSASSINA Provincia di Lecco Individuazione reticolo idrografico minore e regolamento di polizia idraulica DGR 25-01-02 n. 7/7868 Lecco Febbraio 2003 (Aggiornamento all Aprile 2004)

Dettagli

OGGETTO: Trasmissione osservazioni al Piano di Governo del Territorio del Comune di Mesero ai sensi dell art. 14, comma 3 del d.lgs. 152/2006.

OGGETTO: Trasmissione osservazioni al Piano di Governo del Territorio del Comune di Mesero ai sensi dell art. 14, comma 3 del d.lgs. 152/2006. Direzione e Uffici Alla cortese attenzione di Dott.ssa ELISA BIANCHI Ufficio Tecnico Comune di Mesero Via San Bernardo 41 20010 MESERO (MI) PEC: comune.mesero@pec.regione.lombardia.it OGGETTO: Trasmissione

Dettagli

OPERE DI ADEGUAMENTO E VALORIZZAZIONE

OPERE DI ADEGUAMENTO E VALORIZZAZIONE OPERE DI ADEGUAMENTO E VALORIZZAZIONE CHIOSCO VILLASANTA (ALLEGATO 1) PROGETTO PRELIMINARE RELAZIONE TECNICA / ILLUSTRATIVA 1 INDICE 1. CENNI STORICI pag. 3 2. ANALISI DELLO STATO DI FATTO pag. 3 3. QUADRO

Dettagli

COMUNE DI MASSA PROGRAMMA DI ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHIETTONICHE ED URBANISTICHE

COMUNE DI MASSA PROGRAMMA DI ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHIETTONICHE ED URBANISTICHE REGOLAMENTO URBANISTICO COMUNE DI MASSA PROGRAMMA DI ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHIETTONICHE ED URBANISTICHE pag.1 INDICE PROGRAMMA DI INTERVENTO PER L ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHIETTONICHE ED

Dettagli