GIU IL CAPPELLO Assistenza disabili Progetto di Servizio Civile Nazionale in Italia

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1 GIU IL CAPPELLO Assistenza disabili Progetto di Servizio Civile Nazionale in Italia 1. IN BREVE Il presente progetto intende favorire l inserimento sociale e lavorativo delle persone con disabilità, indipendentemente dall età o dalle aree di funzionalità residue, intervenendo sulla sfera delle autonomie personali e nell ambito dei percorsi assistenziali formativi e lavorativi, e contribuendo anche alla manutenzione o alla costruzione sul territorio di un ecosistema culturale proattivo, accogliente, solidale e favorevole alla loro integrazione. Il progetto si attua nell ambito dei distretti socio sanitari di Roma RM/B, RM/C, RM/D, RM/E, RM/H1 in collaborazione con: Opera don Guanella di Roma: sede di attuazione di Via Aurelia Antica, 446 Roma (XIII Municipio); ALM Associazione Laziale Motulesi: sede di attuazione di Viale Aldo Ballarin, 108 Roma (VIII Municipio); Associazione Scuola Viva: sede di attuazione di Via Crespina N. 31/ 35 Roma (XI Municipio); Comunità di Capodarco di Roma ONLUS: sedi di attuazione in Roma di Via Giovanni Castano 39 (VI Municipio), Via Amantea 83 (VII Municipio), Via Lungro 1 (VII Municipio), Via Lungro 3 (VII Municipio), Via Sinopoli 27/A (VII Municipio), Via Lungro 1 centro diurno (VII Municipio), Via Lungro 1 Il Melograno (VII Municipio), Via Lungro 1 Unità residenziale (VII Municipio); sede di attuazione in Grottaferrata (RM) in Via Del Grottino snc; Società Cooperativa Sociale Agorà: sedi di attuazione in Roma in Via A. Toscani 99, Via Antonio Toscani 49 e Via P. Falconieri 23 (XII Municipio); Società Cooperativa Sociale Agricoltura Capodarco: sede di attuazione in Grottaferrata (RM) Via Del Grottino snc e sede di attuazione in Roma in Via della Tenuta della Mistica snc (V Municipio); Società cooperativa sociale L Accoglienza: tre sedi di attuazione in Roma in Via delle Calasanziane 56 (XIV Municipio). 2. AREA DI INTERVENTO L area di intervento del presente progetto è quello dell assistenza ai disabili dalla nascita all età adulta. La riabilitazione è il risultato di una complessa interazione tra soggetto, contesto riabilitante e ambiente. Potenziare il contesto riabilitante, ovvero il servizio in cui sono erogate le prestazioni socio assistenziali, ha un importante ricaduta, non solo sulla sfera assistenziale, ma anche su quella affettiva, psichica, relazionale, delle persone disabili accolte. La ragione principale del progetto quindi è quella di intervenire in modo supportivo sulla matrice progettuale di questi servizi, per un effettivo potenziamento di alcune linee di attività (laboratori, vacanze, uscite e altre attività di socializzazione) con effetti positivi sull intero contesto e in concreto sulla vita degli utenti destinatari. 3. DESTINATARI I destinatari del progetto sono gli utenti dei servizi presso le sedi di attuazione del presente progetto e, nello specifico: Centro diurno di Via Toscani: 20 utenti con disabilità di grado medio; Comunità alloggio di Via P. Falconieri: 6 utenti di età compresa tra 29 e 46 anni con disabilità medio lieve; 1

2 Servizio di residenzialità stabile per disabili adulti, di Via Cherubini: 8 utenti con disabilità di grado medio e medio grave, di età compresa tra 29 e 69 anni; Cooperativa Agricoltura Capodarco: 16 utenti con disabilità mentale medio grave di età compresa tra i 20 ed i 50 anni; Casa San Giuseppe Opera Don Guanella: 375 utenti con ritardo mentale, adulti e bambini; Centro riabilitativo di Scuola Viva: 20 utenti Centro riabilitazione dell Associazione Laziale Motulesi (ALM): 83 utenti Comunità di Capodarco: 60 utenti delle strutture residenziali Comunità di Capodarco: 70 utenti dei centri di Via Lungro, Via Sinopoli, Via Castano, con disabilità medio grave, di età compresa tra i 20 e 43 anni; Comunità di Capodarco: 60 utenti dei due Centri diurni e del Centro di integrazione sociale con disturbi mentali medio gravi e gravi, e/o disturbi di comportamento. Cooperativa l Accoglienza: 15 utenti minori con disabilità ospiti presso le tre case famiglia Casa di Jessica e Mauro, Casa di Chala e Andrea e Casa sull Albero. 4. OBIETTIVO L obiettivo è quello di favorire l inclusione sociale delle persone con disabilità utenti dei servizi erogati presso le sedi di progetto, intervenendo sulla sfera delle autonomie personali e nell ambito dei percorsi assistenziali formativi e lavorativi, attraverso il potenziamento di specifiche linee di servizio. 5. RUOLO ED ATTIVITÀ PREVISTE PER I VOLONTARI AZIONE Azione 1: Avvio del progetto 1.1 Costituzione staff progetto 1.2 Promozione dell iniziativa 1.3 Campagna di comunicazione Azione 2: Fase di esecuzione 2.1 Gestione del quotidiano e del tempo libero 2.2 Laboratori 2.3 Reti di relazioni 2.4 Monitoraggio attività Attività dei volontari Partecipazioni alle riunioni di avvio progetto Supporto nella realizzazione del materiale promozionale Partecipazione agli incontri di promozione sul territorio Partecipazione a tutti gli incontri con l équipe multidisciplinare per la pianificazione delle attività Preparazione e partecipazione agli incontri con le famiglie e con i disabili stessi affiancando le figure professionali coinvolte Affiancamento agli operatori nella gestione delle attività relative alla gestione del quotidiano e del tempo libero, sia nella fase di preparazione che di esecuzione Supporto agli operatori nell organizzazione e gestione delle uscite Supporto ai disabili nello svolgimento sia delle attività quotidiana, relative alla casa e alla persona che nelle uscite, individuali o di gruppo Supporto nell organizzazione e gestione delle attività laboratoriali, affiancando gli operatori e le figure professionali coinvolte e supportando i disabili nello svolgimento delle stesse Supporto alle figure professionali impegnate nella raccolta dati per il monitoraggio 2

3 Azione 3: Chiusura progetto 3.1 Analisi qualitativa dei risultati raggiunti e confronto con la situazione di partenza 3.2 Definizione delle modalità di disseminazione dei risultati ottenuti 3.3 Realizzazione incontro divulgazione dei risultati Partecipazione al confronto con tutto il personale coinvolto Relazione attività svolta durante il periodo di servizio civile Collaborazione nella disseminazione dei risultati e nella preparazione dell incontro finale 6. NUMERO DEI VOLONTARI DA IMPIEGARE NEL PROGETTO: 36, come di seguito distribuiti A.L.M. Onlus Roma Viale Aldo Ballarin, AGORÀ SOCIETÀ COOPERATIVA SOCIALE Centro diurno Roma Via Antonio Toscani, 99 2 AGORÀ SOCIETÀ COOPERATIVA SOCIALE Comunità Roma Alloggio Via Antonio Toscani, 49 2 AGORÀ SOCIETÀ COOPERATIVA ARL Comunità Alloggio Roma Via Paola Falconieri,23 1 Comunità Capodarco di Roma Onlus CIS Roma Via Giovanni Castano, 39 1 Comunità Capodarco di Roma Onlus La Tartaruga Roma Via Amantea, 83 1 Comunità Capodarco di Roma Onlus Centro diurno Roma Via Lungro 1 2 Comunità Capodarco di Roma Onlus Unità Residenziale Roma Via Lungro, 1 2 Comunità Capodarco di Roma Onlus Il Melograno Roma Via Lungro, 3 1 Comunità Capodarco di Roma Onlus Grottaferrata Via del Grottino snc 1 Comunità Capodarco di Roma Onlus Laboratori sociali Roma Via Lungro, 1 1 Comunità Capodarco di Roma Onlus Presidio Roma Via Lungro, 3 1 Comunità Capodarco di Roma Onlus Laboratorio Pasta Roma fresca Via Sinopoli 27/A 1 Cooperativa Agricoltura Capodarco Grottaferrata Via del Grottino, snc 2 Cooperativa Agricoltura Capodarco Roma Via della Tenuta della Mistica, snc 2 Opera Don Guanella Roma Via Aurelia Antica, Associazione Scuola Viva Sede Centrale Roma Via Crespina, 35 2 Coop L Accoglienza Casa Jessica e Mauro Roma Via delle Calasanziane, 56 2 Coop L Accoglienza Casa Chala e Andrea Roma Via delle Calasanziane, 56 2 Coop L Accoglienza Casa sull albero Roma Via delle Calasanziane, MONTE ORE SETTIMANALE DI SERVIZIO: almeno 1400 ore distribuite in 12 mesi 8. GIORNI DI SERVIZIO A SETTIMANA DEI VOLONTARI: 6 giorni. 9. PERIODO PREVISTO PER LE SELEZIONI: tra fine aprile e inizio maggio. 10. PERIODO PREVISTO PER INIZIO SERVIZIO: giugno PARTICOLARI EVENTUALI OBBLIGHI DA PARTE DEI VOLONTARI: Disponibilità alla flessibilità oraria e all eventuale turnazione. Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di Sabato e festivi. Disponibilità a svolgere missioni anche in luoghi diversi dalla sede del servizio o fuori Regione. Disponibilità alla guida di autoveicoli messi a disposizione dell Ente se in possesso di patente B. Rispetto del regolamento interno dell Ente. Rispetto della privacy. 3

4 12. CARATTERISTICHE CONOSCENZA ACQUISIBILI Competenze pedagogiche: gestire l'esperienza acquisita, incrementare le conoscenze, favorire il cambiamento in un processo circolare. Competenze psicologiche: capacità di comprendere le componenti psicologiche nel soggetto in ogni fase della sua evoluzione; La capacità di individuare la presenza di dinamiche relazionali nei contesti della famiglia, gruppo, comunità Competenze relazionali: Saper lavorare in équipe. Sapersi avvicinare e rapportarsi con l utente e con la famiglia, comunicando in modo partecipativo in tutte la attività quotidiane di assistenza; Saper rispondere esaurientemente, coinvolgendo e stimolando al dialogo. Saper interagire, in collaborazione con il personale sociale e sanitario, con l utente in difficoltà Saper coinvolgere le reti informali, sa rapportarsi con le strutture sociali, ricreative, culturali dei territori. Saper sollecitare e organizzare momenti di socializzazione, fornendo sostegno alla partecipazione a iniziative culturali e ricreative sia sul territorio che in ambito residenziale. Partecipare all accoglimento dell utente per assicurare una puntuale informazione sul Servizio e sulle risorse. Gestire la propria attività con la dovuta riservatezza ed eticità. Competenze per operare interventi di tipo riabilitativo: manualeoperativo, intellettuale, psicologicorelazionale; espressivocreativa. Competenze di carattere socioculturale conoscenza di tecniche di conduzione dei gruppi e delle dinamiche psicosociali; conoscenza di tecniche professionali di animazione volte a favorire processi di aggregazione, integrazione, socializzazione delle persone e di valorizzazione delle risorse territoriali; essere in grado di progettare e gestire in modo qualificato attività animative, eventi, attività ludiche, laboratori creativi e iniziative. 13. FORMAZIONE SPECIFICA DEI VOLONTARI La formazione è pensata come un percorso che ha l obiettivo di favorire l apprendimento di quel set di strumenti che permette al volontario di svolgere l attività di servizio (competenze di base). Allo stesso tempo verranno forniti gli strumenti per facilitare gli apprendimenti che vengono acquisiti solo in una situazione di dialogo tra la teoria e la pratica, attraverso cioè l attuazione progressiva dell esperienza (competenze trasversali), e che consentono quindi di mettere in atto risorse per migliorare le proprie qualità ed essere più rispondenti alle richieste specifiche del contesto di riferimento. 4

5 Modulo formativo MODULO 1 Il contesto operativo aspetti storici e culturali, la mission e la vision, la rete dei rapporti territoriali l organizzazione del lavoro e dei servizi attivi sul territorio i progetti in corso di realizzazione e la rete di collaborazioni i ruoli e le figure professionali che operano per l Ente elementi sulla privacy e sulla sicurezza nei posti di lavoro Comunicazione sociale tecniche di comunicazione sociale interna ed esterna: redazione di report, relazioni e comunicazioni ai servizi; redazione di riviste tematiche; promozione e organizzazione di eventi territoriali; organizzazione di seminari; comunicazione via Internet La disabilità il sistema sanitario nazionale, il ruolo dei servizi presenti sul territorio (ASL, Comuni.) e la normativa di riferimento (L. 18/2009 e convezione ONU sui diritti delle persone con disabilità, L. 67/2006, L. 328/2000, L. 53/2000, L. 17/1999, L. 104/92) (2 ore) le diverse forme di disabilità (prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione, ricerca) Il decentramento del punto di vista la declinazione del concetto di autonomia nel quotidiano gestione del lavoro in gruppo/equipe comunicare superando gli ostacoli della comunicazione: il laboratorio espressivo elementi di gestione domestica, cura di sé e del proprio contesto di vita gli aspetti tecnici relativi a deambulazione, movimento, trasporto, accompagnamento elementi di primo soccorso un giro particolare in un quartiere di Roma Ruolo del volontario nelle relazioni di aiuto la relazione con la diversità: opportunità e difficoltà Creatività, empatia e relazione d aiuto: confronto con i volontari che hanno già svolto il servizio civile la gestione dei conflitti la gestione delle emozioni ed eventuali problematiche relazionali: senso di colpa, collusione, burnout, tranfert e controtrasfert l osservazione e l ascolto attivo la sospensione del giudizio e la comunicazione nonviolenta la gestione dei rapporti con utenti, operatori, famiglie e servizi in un ottica di rete al servizio dei servizi La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto (4 ore) I rischi specifici connessi ai luoghi di lavoro in cui è svolta l attività, secondo il Documento di valutazione dei rischi dell organizzazione (4 ore). 14. PER INFORMAZIONI: CESC Project Via Cariati, Roma. tel ; oppure tel. 06/

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