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3 .. Classificazioni internazionali (OMS) 1980 Classificazione internazionale delle menomazioni, disabilità e svantaggi esistenziali ICIDH 2001 Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute ICF

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6 ..dall ICIDH all ICF (1) Nel 2001, dopo sperimentazioni nate di 91 paesi coordinati dall'oms, è stato approvato a livello internazionale l'uso della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF).

7 ..dall ICIDH all ICF (2) La salute come concetto complesso: dalla "lotta" contro il negativo alla facilitazione del positivo Dallo schema lineare semplice (ICIDH) allo schema "complesso"e multidimensionale

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12 Differenze tra ICF e ICD-H Il modello proposto nell'icf si configura come: UNIVERSALE: riguarda tutte le persone.. ognuno di noi può incorrere nel corso della vita in situazioni, eventi, momenti di limitazione dell'attività e della partecipazione. INTERATTIVO: le dimensioni sono interagenti INTEGRATIVO: modello che considera l'insieme dei fattori ambientali e personali che interagiscono a tutti i livelli. Le dimensioni (funzioni corporee, attività personale, partecipazione sociale) possono essere analizzate indipendentemente

13 ICF-CY = ICF rivisto nel 2007 e adattato per i minori Presupposti di partenza: 1.non è un piccolo adulto; 2.è un obiettivo in movimento (moving target) cambiamenti rapidi delle varie fase evolutive 3. l importanza degli ambienti e dei contesti di vita del bambino per il funzionamento delle sue capacità e la sua partecipazione 4. favorire la transizione verso l età adulta

14 FUNZIONI ESECUTIVE..una varietà di processi cognitivi, responsabili del CONTROLLO e del MONITORAGGIO delle funzioni cognitive, emotive e comportamentali superiori, caratterizzate da processi di controllo volontario ed organizzate in funzione di uno scopo orientato alla risoluzione di un problema.

15 FUNZIONI ESECUTIVE (2).. durante la risoluzione di problemi NUOVI..sorta di costrutto ad OMBRELLO Welsh e Pennington (1988) abilità a mantenere uno schema appropriato di un problem solving per conseguire obiettivi futuri

16 FUNZIONI ESECUTIVE (3) Stuss e Benson: capacità interrelate ed implicate ai livelli cognitivi più complessi: anticipazione, valutazione, consapevolezza di sé e presa di decisione Distinzione tra funzioni esecutive o direttive del controllo cognitivo dalle funzioni cognitive di base (abilità linguistiche, mnemoniche, visuo-spaziali).

17 ..le fuzioni esecutive (FE) per..

18 FE in pratica capacità di: INIZIARE un comportamento; INIBIRE le azioni predominanti o gli stimoli concorrenti SELEZIONARE gli obiettivi rilevanti PIANIFICARE ed ORGANIZZARE soluzioni CAMBIARE in maniera flessibile le soluzioni CONTROLLARE e VALUTARE il comportamento

19 BASI CEREBRALI DELLE FE L organizzazione neuro-anatomica delle FE vuole che siano attivate solo dalla regione prefrontale (vd danni ai lobi frontali) MA questa è una semplificazione! Il sistema prefrontale è ampiamente e reciprocamente interconnesso attraverso connessioni bidirezionali con il sistema limbico (emozioni, memoria), in sistema di attivazione reticolare (arousal), la corteccia associativa posteriore (percezione/pr.cognitivi e conoscenze di base), le regioni motorie dei lobi frontali.

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21 BASI CEREBRALI DELLE FE (2) Una posizione così centrale sottolinea il controllo della regolazione che i sistemi frontali del cervello esercitano sui sistemi corticali e sottocorticali posteriori. (Welsh e Pennington, 1988) La disfunzione delle FE può derivare primariamente da lesioni delle regioni prefrontali oltre che da danni alle aree posteriori o sottocorticali che sono densamente interconnesse

22 BASI CEREBRALI DELLE FE (3) Le condizioni che rendono vulnerabili i sistemi frontali alla disfunzione includono: Disturbi che interessano la connettività cerebrale (sviluppo sostanza bianca, radiazioni talamiche) Avvelenamento da piombo sinaptogenesi Traumi direti alle regioni prefrontali Disfunzioni dei neurotrasmettitori (dopamina della PKU) e nell ADHD Esposizione pre-natale alla cocaina

23 FATTORI DI SVILUPPO La natura complessa e di ordine superiore, la maturazione e lo sviluppo delle FE sono prolungati nel tempo MA iniziano già nella prima infanzia (paradigmi della permanenza dell oggetto, recupero dell oggetto) Le FE fondamentali come la WM e l inibizione si sviluppano prima rispetto ad abilità più complesse quali il problem solving e la pianificazione.

24 VALUTAZIONE CLINICA Molto problematica a causa della componente dinamica delle FE; Valenza ecologica delle FE; da qui.. L uso di scale di valutazione compilate dai genitori e dagli insegnanti per l indagine del funzionamento sociale, emotivo e comportamentale

25 INIBIZIONE....abilità del bambino di CONTROLLARE e MODULARE impulsi e comportamenti in modo adeguato alla situazione

26 INIBIZIONE

27 FLESSIBILITA COGNITIVA.. o SHIFT nella risoluzione di problemi.. è la capacità di mantenere l attenzione su un argomento e/o spostarla da un argomento all altro

28 SHIFT O FLESSIBILITA COGNITIVA

29 REGOLAZIONE delle EMOZIONI..capacità di modulare le risposte emotive alle situazioni contingenti in modo appropriato alle richieste situazionali

30 REGOLAZIONE DELLE EMOZIONI

31 MEMORIA DI LAVORO (WM)..l efficienza nel mantenere attive le informazioni rilevanti per l esecuzione di un attività.. è un aspetto chiave delle FE (Pennington, Bennetto, McAleer e Roberts, 1996) infatti consente di mantenere un informazione on line al servizio di problem solving complessi

32 MEMORIA DI LAVORO

33 PIANIFICAZIONE.. o ORGANIZZAZIONE..anticipazione mentale di eventi futuri..la capacità di seguire le indicazioni fornite da altri e/o sviluppare autonomamente e in anticipo le sequenze appropriate di azioni per portare a termine un compito..

34 PIANIFICAZIONE ORGANIZZAZIONE

35 CASI CLINICI

36 MARCO, sospetto ADHD Anamnesi : negativa Famigliarità: ADHD, disturbi del comportamento, divorzio 1 aa. Caratteristiche: tratti di impulsività, iperattività, distraibilità sempre in movimento Quotidianità: sonno irregolare, esagera quando gioca, evitato Valutazione clinica: volubilità (eccitazione/rabbia); potenzialità in media (rinforzo immediato e continuo) Intervento su: INIBIZIONE COMPORTAMENTALE (impulsività) ovvero sulle conseguenze Successivamente WM, pianificazione

37 MATTEO, DPS O HFA Anamnesi : negativa eccetto linguaggio Famigliarità: ADHD, disturbi del comportamento, divorzio 1 aa. Caratteristiche: routinario, linguaggio poco prosodico, stereotipie gestuali Quotidianità: sonno irregolare, esagera quando gioca, evitato Valutazione clinica: instabile contatto visivo, non tollera la frustrazione potenzialità disarmoniche Intervento su: SHIFT e REGOLAZIONE DELLE EMOZIONI a.cambio routine con anticipazione b.scomposizione delle attività

38 ASIA, pretermine Anamnesi : basso peso (1625 g) 30 w, ritardo nelle tappe di sviluppo Caratteristiche: debolezza nel problem solving non verbale, nell attenzione e nelle FE Quotidianità: stile perseverativo, difficoltà nello svolgere più azioni Valutazione clinica: debolezza della WM, stile comportamentale rigido e perseverativo Intervento su: WM e REGOLAZIONE DELLE EMOZIONI a.strategie mnemoniche (self-talk) b.fornire avvertimenti suggerimenti anticipatori

39 FRANCESCA, DSL Anamnesi : ritardo di linguaggio (stile telegrafico Famigliarità: DSL, DSA Caratteristiche: mancata tolleranza alla frustrazione (pianto, capricci), disattenta, Quotidianità: stile contratto a livello verbale, isolamento, assenza di dialogo privato Valutazione clinica: debolezza della WM, nella pianificazione e nella regolazione delle emozioni Intervento su: WM e PIANIFICAZIONE a.contatto visivo istruzioni essenz. b.verificare la comprensione c.regolare la velocità di presentazione del nuovo materiale d.suddividere i compiti in step e. periodi di raffreddamento lavoro sugli antecedenti, per aumentare la consapevolezza sulle reazioni emotive

40 LUCA, espos.neurotossica Anamnesi : esposizione prenatale all alcol e alla cocaina, ritardo di linguaggio Famigliarità: DSL, Disturbo comportamento Caratteristiche: difficoltà attentive, impulsivo, irruente, esplosioni d ira Quotidianità: stile disorganizzato e caotico a livello verbale, isolato dai pari, suscettibile Valutazione clinica: debolezza della WM, difficoltà attentive e di regolazione comportamentale ed emotiva Intervento su: WM e ATTENZIONE a.ambiente strutturato b.diminuire la complessità attività c.condividere un piano di controllo comportamentale d.graduare l inserimento: da diadico a gruppo

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