Mappe concettuali nella didattica 1
|
|
|
- Benvenuto Gasparini
- 9 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 Mappe concettuali nella didattica 1 di Mario Gineprini e Marco Guastavigna (questo fascicolo è stato scaricato dal sito di Pavonerisorse: è liberamente utilizzabile in attività didattiche e di formazione SENZA FINI DI LUCRO) 1 Il presente fascicolo è articolato in sezioni soggette ad aggiornamento; per questa ragione sia il volumetto sia ciascuna delle sezioni separatamente sono scaricabili in 1
2 Concetti e collegamenti 1. Premessa G. Taurino ed E. Cremieux 17, in un contributo sull uso didattico delle mappe concettuali, riportano le seguenti parole di Silvia Caravita, estrapolate dall introduzione all edizione italiana di Imparando ad imparare 18 : ogni giorno facciamo inferenze sulla realtà che ci circonda: mettiamo in rapporto eventi, costruiamo categorie, deduciamo relazioni causali [ ], selezioniamo informazioni che ci sembrano utili per la soluzione di un problema, e tutto questo è guidato da criteri e da presupposizioni che solo raramente ci accade di rendere espliciti: semplicemente, li abbandoniamo qualora una situazione nuova ci obbliga ad adottarne di nuovi perché è più facile mettere da parte un informazione, un dato, piuttosto che integrarli con la struttura della conoscenza preesistente o ristrutturare questa e cambiare la visione delle cose". Ed è proprio a partire da questa considerazioni che gli autori affermano che uno degli scopi principali della costruzione di mappe, come di altri sistemi di rappresentazione delle conoscenze, è quello di esplicitare il modo di creare relazioni tra concetti, rendendoci quindi consapevoli delle nostre costruzioni mentali. Condivendo questa affermazione e al fine di incentivare processi consapevoli e con valenza metacognitiva, nel capitolo seguente cercheremo di definire un repertorio sintattico volto a determinare, senza pretese di esaustività e rigidità normativa, una tipologia di concetti e di collegamenti. definizione di tipologia di concetti e definizione di tipologia di collegamenti fissano Protocollo per la costruzione di mappe incentiva indica determina stabilisce uso consapevole operazioni possibili modalità d'uso prospettive di analisi Non intendiamo fornire una ricetta didattica decontestualizzata, capace di per sé di risolvere qualsiasi situazione, anche quelle che presentano caratteristiche difficilmente prevedibili e catalogabili. L obiettivo è, piuttosto, quello di esplicitare, preferibilmente insieme agli 17 G. Taurino E. Cremieux, Mappe cognitive e concettuali al computer, IS - anno VI numero 3 Settembre J. D. Novak, D. B. Gowin, Imparando ad imparare, SEI, Torino, 1989 (2001) 8
3 allievi e nella fase di approccio, una prima chiave di orientamento ed una presa di coscienza nei confronti dell uso delle mappe. Così come per qualsiasi ricerca, sia essa scientifica o sociologica, occorre delimitare con precisione il campo di indagine, è opportuno stabilire l insieme delle proprietà, delle relazioni e delle funzioni prima di chiamare gli allievi alla realizzazione di mappe concettuali. Affinché producano mappe con cognizione di causa, non è sufficiente invitarli a farlo. Se vogliamo che ciò avvenga con consapevolezza cognitiva e, successivamente, sia sottoposto a interventi di valutazione/verifica, non possiamo esimerci dal fornire criteri di protocollarità che indichino le operazioni da compiere e le condizioni relative a determinarne l uso (tecniche, strumenti, ecc.), e a fissarne i punti di vista da cui può essere considerata. 2. La definizione di concetto Ciascun individuo, inserito in un contesto sociale, esperisce e sviluppa la capacità di interpretare la realtà attraverso la selezione degli aspetti che avverte fondamentali nel mondo circostante, la ricerca di casi simili, l ordinamento dei diversi fenomeni in categorie sempre più potenti 19. In particolare, se un ritaglio di esperienza 20 è storicamente e culturalmente condiviso ed è percepito come costante viene etichettato e riconosciuto per mezzo di parole, attraverso quelle che Novak e Gowin definiscono parole - concetto. Tali etichette, o meglio le rappresentazioni mentali a cui esse rimandano, corrispondono, quindi, a ciò che comunemente chiamiamo concetti e che, pur potendo in alcuni casi evocare significati diversi, sono il frutto di norme stipulate contestualmente da una comunità 21. Possiamo, perciò, definire concetto una regolarità percepita in eventi e oggetti ed e- splicitata convenzionalmente attraverso un etichetta. I concetti, dunque, sono unità di significato con le quali pensiamo il mondo, combiniamo e trasformiamo i molteplici elementi che lo compongono; sono strumenti di conoscenza organizzata secondo regole, utensili per anticipare, comprendere e rielaborare esperienze e conoscenze I concetti Precisato il significato comunemente attribuito al termine concetto, proviamo a definirne la tipologia La tipologia dei concetti Novak e Gowin nel loro lavoro riconoscevano soltanto due tipi di concetto: i concetti oggetto (automobile, cane, sedia, ecc.) e i concetti evento (pioggia, festa di compleanno, gioco, ecc ) 24. Questa suddivisione, soprattutto in ambito didattico, ci sembra troppo generica e, perciò, non sempre efficace nel veicolare la diversa natura dei significati delle cose e delle cose-che-avvengono. Con il proposito di agevolare gli studenti nella comprensione dei mol- 19 E. Damiano (a cura di), Insegnare con i concetti, SEI, Torino, 1995, pag L espressione è utilizzata da R. Trichero, Wmap: un software per la costruzione collaborativa di mappe concettuali 21 J. D. Novak, L apprendimento significativo Le mappe concettuali per creare e usare la conoscenza, Erickson, Trento, E. Damiano, op. cit., pag Per chi volesse approfondire il significato di concetto, rimandiamo alla voce specifica, contenuta in AA. VV., Dizionario di scienze cognitive, Editori Riuniti, Roma, 2000 e a F. Azzali e M. Fiasconaro, Verità e rappresentazione Modelli di concettualizzazione tra filosofia e scienza in E. Damiano, op. cit., pagg Novak e Gowin, op. cit, pag. 45 9
4 teplici significati che i concetti possono assumere, proponiamo, quindi, una tipologia più articolata. Concetti evento: indicano avvenimenti o fenomeni di varia natura; (Rivoluzione borghese, attentato terroristico). In alcuni contesti queste parole - concetto possono assumere anche il valore di concetti tempo, indicando periodi più o meno lunghi che possiedono specifiche caratteristiche; (l Illuminismo, la guerra in Afganistan). La diversa natura concettuale della stessa etichetta varia a seconda del contesto e della relazione che stabilisce con le altre informazioni. Ad esempio, il concetto Illuminismo può assumere il valore di concetto evento (l illuminismo si manifestò in molteplici settori del sapere: la filosofia, le scienze naturali ) o di concetto tempo (La filosofia, durante l illuminismo, ebbe un significativo ). Concetti oggetto: indicano oggetti di varia natura; (la ghigliottina, 4 aerei di linea). Concetti persone: indicano un insieme di individui identificabili a partire da caratteristiche specifiche (classe sociale, religione, categoria occupazionale, ecc.); (l aristocrazia, gli integralisti islamici). Concetti luogo: indicano luoghi che, oltre a fornire una contestualizzazione spaziale, rimandano anche ad altri significati (politici, sociali, religiosi, economici, ecc ); (la corte di Versailles, la sede del Pentagono). Concetti astrazione: indicano qualità, stati d animo, aspirazioni, ideali, ecc ; (la libertà, l uguaglianza e la fraternità, l integralismo religioso). Concetti definizione: forniscono l esplicazione e/o la descrizione di un altro concetto; (L Illuminismo era un movimento culturale, il terrorismo è un pericolo per la pace) Le parole - concetto Come abbiamo già detto, i concetti vengono indicati attraverso l uso di etichette, di parole concetto. I concetti, però, non sempre si presentano in modo semplice, in forma immediata e sintetica come può apparire dagli esempi forniti nella tipologia. Quanto più cresce la lunghezza e la complessità di un testo (i due aspetti spesso sono complementari, almeno per i ragazzi) tanto più sono necessari processi rielaborativi che possono presentare consistenti difficoltà, come avremo occasione di evidenziare e sottolineare anche nel capitolo dedicato all analisi degli errori principali cui si può incorrere nella costruzione di mappe. In particolare, le principali operazioni logiche richieste agli studenti sono: - Sintesi: riduzione di più idee o nozioni ad una sola parola concetto; - Nominalizzazione: trasformazione di uno o più periodi in una sola parola concetto; - Generalizzazione: trasformazione di casi particolari in affermazioni generali, di varie informazioni in una sola parola concetto; - Classificazione: suddivisione in classi, gruppi, categorie, ecc., attraverso l uso di singole parole concetto; - (Ri)definizione: estrapolazione di una sola parola concetto da un insieme di proprietà ed attributi definienti Ad esempio, il brano seguente: l uomo, nomade da sempre, si trasformò in allevatore (con il ritorno ciclico agli stessi pascoli, al mutare delle stagioni) e in agricoltore sedentario, attraverso un processo di sintesi può portare alla determinazione di un solo concetto - evento grazie al sostantivo sedentarizzazione. Oppure, il periodo Gli animali che avevano costituito la base dell alimentazione umana erano la renna, il mammut, l orso, il rinoceronte lanoso: alla fine dell ultima glaciazione essi si spostarono verso nord o addirittura, come il mammut o il rinoceronte peloso, si estinsero è stato nominalizzato nel solo concetto - e- vento migrazione o estinzione dei grandi animali commestibili Per ulteriori esempi ed analisi rimandiamo alle pagine relative all analisi degli errori nella costruzione di mappe 10
5 Le parole concetto, quindi, sono apprese e pensate per abbreviazione e devono possedere l efficacia di veicolare il nocciolo di blocchi informativi, anche ampi, che assumono quelle specifiche caratteristiche perché pensati non più come isole separate ma in relazione all insieme. Le parole concetto devono, cioè, garantire la particolarità di significare un idea o un informazione in relazione all insieme (al tutto) e, quindi, di aprire all attivazione di quanto già compreso e alla comprensione di quanto sarà detto o visto successivamente 26. Da quanto esposto, risulta peraltro chiara la natura grammaticale delle parol concetto. L etichetta che identifica il concetto corrisponde ad un sostantivo che può essere eventualmente accompagnato da un aggettivo, ma soltanto se significativo, o da un complemento indiretto, in particolare da quello di specificazione I nomi propri I nomi propri, anche se in alcuni casi la distinzione è assai difficile da cogliere, non indicano concetti. A differenza delle etichette dei concetti, che definiscono regolarità di oggetti o di eventi, essi riguardano singole specificità (generalmente nomi di persone e luoghi) 27. Parigi e Robespierre, New York e Bin Laden non sono concetti ma nomi propri. Analogamente non possiamo considerare concetti 1789 o 11 settembre 2001, ovvero indicazioni temporali etichettate attraverso date numeriche precise. Riteniamo, però, quando è opportuno, e in alcuni casi indispensabile, che si possano inserire nei nodi concettuali di una mappa anche nomi propri e date riportate numericamente. È importante che gli studenti siano consapevoli della distinzione fra la regolarità dei concetti e la specificità dei nomi propri ma è altrettanto fondamentale che, ad esempio, una mappa strutturale sulla Rivoluzione Francese contenga dati cronologici (1789), spaziali (Parigi), informativi (Robespierre) dai quali non si può prescindere 4. I collegamenti Per costruire consapevolmente mappe concettuali e far sì che esse siano comprensibili anche a chi non le ha prodotte, è necessario, inoltre, esplicitare quali rapporti in esse sia possibile indicare, altrimenti rischierebbero di essere difficilmente decifrabili le ragioni che legano i diversi concetti. Poiché i segmenti indicanti le connessioni non sempre mantengono lo stesso significato di operatore logico univoco, ma anzi spesso lo variano, riteniamo fondamentale riflettere su quanti e quali rapporti si possano stabilire tra un concetto e l altro La tipologia dei collegamenti Anche in questo caso le indicazioni fornite da Novak e Gowin non ci paiono sufficienti per definire criteri validi in ambito didattico. Secondo i due studiosi la rete di significati raffigurata attraverso le mappe e la gerarchia concettuale realizzata non possono che spiegarsi attraverso il criterio di inclusività. Pur riconoscendo che le mappe possiedono anche dei collegamenti trasversali (di cui, però, non specificano i caratteri), essi affermano che le mappe concettuali dovrebbero assumere una configurazione gerarchica, cioè al vertice dovrebbero trovarsi i concetti più generali ed inclusivi e più in basso quelli via via più espliciti e particolari 28. E Novak, a distanza di anni, ribadisce: Le mappe concettuali dovrebbe- 26 R. Mazzeo, Insegnare un metodo di studio, Capitello, Torino, 1997, pag Novak e Gowin, op. cit., pag Novak e Gowin, op. cit., pagg
6 ro essere lette dall alto verso il basso, procedendo dai concetti di ordine più elevato, più generali, posti in alto, fino ai concetti di ordine inferiore, più specifici, che si trovano in basso 29. Questa logica operativa, generalmente ripresa anche per la costruzione di percorsi di apprendimento 30, in realtà, ci appare funzionale alla costruzione di gerarchie tassonomiche o strutture ramificate ma si mostra insufficiente ed inadeguata a spiegare e rappresentare la rete di rapporti fra conoscenze inserite in strutture cognitive complesse e variamente articolate 31. Al solo criterio di inclusività, mancano i requisiti per spiegare numerosi tipi di collegamento. Come afferma anche A. Emiliani, il criterio di inclusività è assai dubbio quando il collegamento è di natura argomentativa e diviene del tutto inaccettabile se il collegamento è causale o cronologico. [ ] Se poi pensiamo che anche i termini sincategorematici di opposizione (ma, però, al contrario) costituiscono collegamenti accettabili, appare evidente che un criterio basato sulla inclusività del concetto non è proponibile 32. Riteniamo, perciò, che i collegamenti fra i concetti, la tendenza che questi hanno a significare qualcosa entrando in relazione con altri, si esprimano attraverso molteplici modi di interazione e/o connessione. In primo luogo, al fine di una visualizzazione della rappresentazione grafica più chiara, ma anche più rispondente ai processi logici e cognitivi, ci pare opportuno distinguere fra collegamenti verticali e collegamenti orizzontali I collegamenti verticali I collegamenti verticali possono essere ulteriormente suddivisi in: - Collegamenti inclusivi - Collegamenti di causa ed effetto - Collegamenti di fine o scopo - Collegamenti transitivi Collegamenti inclusivi; indicano un rapporto tra un concetto inclusivo, gerarchicamente superiore e posto in alto, ed uno o più concetti inclusi, gerarchicamente inferiori e posti in basso. Le frecce si muovono nella direzione dal superiore all inferiore; I Molluschi si suddividono in Gasteropidi, Bivalvi e Cefalopidi di cui fanno parte il calamaro, la seppia e il polpo 29 Novak, op. cit., pagg M. G. Milanesi, A. M. Zoppegni, Percorsi didattici e mappe concettuali, in B. Chiesa, P. Conrado, P. Faudella (a cura di), Le discipline e la valutazione, Irrsae Piemonte, 1999, pagg Cfr. la parte sui tipi di strutture assegnabili alle mappe. 32 A. Emiliani, Mappe concettuali, uno strumento per la promozione dell apprendimento significativo, in Insegnare Filosofia, 2, 1997, 12
7 Molluschi Gasteropidi Bivalvi Cefalopidi calamaro seppia polpo Collegamenti di causa ed effetto; legano due o più concetti che sono causa (quello di partenza) e conseguenza (quello di arrivo). I concetti sono disposti dall alto al basso, dalla causa alla conseguenza, e le frecce vanno nella stessa direzione. La scoperta casuale di semi determinò la rivoluzione agricola Scoperta dei semi determinò Rivoluzione agricola Collegamenti di fine o scopo; legano due o più concetti attraverso una relazione che identifica nel secondo lo scopo del primo. I concetti sono disposti gerarchicamente dall alto al basso e le frecce vanno disposte nella stessa direzione. cibo per Caccia per pelli 13
8 La caccia veniva praticata per procurarsi il cibo e le pelli con cui ricoprirsi Collegamenti transitivi o predicativi; indicano il tipo di azione compiuta da un concetto nei confronti di un altro. La freccia va dal concetto che compie l azione a quello che la subisce ed i concetti sono disposti dall alto al basso. Il nuoto migliora l apparato respiratorio e tonifica i muscoli degli arti apparato respiratorio migliora Nuoto migliora muscolatura degli arti I collegamenti orizzontali Anche per i collegamenti orizzontali proponiamo un ulteriore suddivisione: Collegamenti temporali Collegamenti spaziali Collegamenti di addizione ordine paragone o di contrasto Collegamenti di esplicazione o esemplificazione Collegamenti nominali - Collegamenti temporali; pongono in relazione un concetto di partenza ad un altro (concetto tempo o data) che determina la contestualizzazione cronologica del primo, generalmente un concetto - evento. In questo caso, il nodo che contiene l indicazione temporale va disposto come estensione laterale del concetto - evento, da cui parte la freccia; La scheggiatura della pietra si sviluppò durante il Paleolitico Paleolitico nel Scheggiatura della pietra Nel caso, invece, occorra indicare una successione temporale, è consigliabile disporre i concetti dall alto al basso, seguendo l ordine cronologico, cioè dal più lontano al più recente; Il Mesolitico si sviluppò dopo il Paleolitico e prima del Neolitico Paleolitico Mesolitico Neolitico 14
9 Mesopotamia - Collegamenti spaziali; pongono in relazione un concetto di partenza ad un altro (concetto luogo o nome proprio di luogo) che determina la contestualizzazione spaziale del primo, generalmente un concetto - evento. In questo caso, il nodo che contiene l indicazione spaziale va disposto come estensione laterale del concetto - evento, da cui parte la freccia; L agricoltura templare si sviluppò in Mesopotamia in Agricoltura templare Collegamenti di addizione - ordine - paragone o di contrasto; segnalano che due o più concetti fanno parte Nuoto e migliorano Apparato respiratorio Ciclismo di un insieme di un elenco o sono i vari punti di un ragionamento o sono legati da un elemento comune. Oppure, infine, indicano un contrasto di varia natura fra due o più concetti. Per definire questo tipo di rapporto, i concetti possono essere uniti da frecce bidirezionali o, preferibilmente, da normali linee e vanno disposti sullo stesso piano; Sia il nuoto che il ciclismo migliorano l apparato respiratorio Collegamenti di esplicazione o esemplificazione; legano un concetto generale di partenza a un concetto particolare di arrivo che esplicita o esemplifica il primo. La freccia va dal concetto generale a quello particolare, disposto lateralmente; I fattori inquinanti, come ad esempio il traffico, sono causa di numerose malattie Traffico ad esempio Fattori inquinanti provocano Malattie 15
10 Collegamenti nominali; legano un concetto alla sua modalità d essere. La freccia va dal primo concetto al secondo, disposto lateralmente; il nuoto è uno sport completo sport completo è Nuoto 4.2 Le parole legame Quando costruiamo una mappa, ma anche quando scriviamo e parliamo, non usiamo soltanto parole concetto ma anche parole legame che, definendo i rapporti esistenti fra i nodi, ci permettono di costruire una comunicazione dotata di significato. Le parole legame danno il senso che, altrimenti, verrebbe a mancare in una trasmissione composta da soli concetti. Le connessioni o relazioni fra i concetti servono ad affermare qualcosa, determinano conoscenze 33. Un insieme slegato di concetti non costituirebbe una conoscenza. Gli allievi potranno incontrare difficoltà rielaborative analoghe a quelle analizzate nel paragrafo relativo alle parole- concetto 34 anche nel momento di esplicitare (e quindi battezzare ) la natura di un collegamento, Ad esempio, nel periodo Probabilmente queste forme di sapere furono gradualmente elaborate dalle donne, che nelle comunità paleolitiche erano incaricate di raccogliere le piante commestibili e quindi avevano modo di osservare i cicli stagionali della vegetazione, la caduta dei semi e la germinazione delle piante annuali., oltre ad individuare il tipo di collegamento che lega il lavoro delle donne all osservazione dei cicli vegetativi, è necessario trovare una parola-legame che manifesti sinteticamente, ma anche chiaramente, il rapporto che unisce i due concetti 35. L esito di questa operazione, a sua volta, per garantire coesione e coerenza alla mappa, potrebbe portare ad un ulteriore ridefinizione delle parole concetto inserite nella rappresentazione. Le parole legame corrispondono generalmente dal punto di vista grammaticale a forme verbali variamente coniugate e, alcune volte, accompagnate da una preposizione. Possono essere utilizzate come parole legame anche preposizioni e congiunzioni connettive. Non riteniamo corretto, invece, l uso di sostantivi per indicare il rapporto tra i concetti. 33 R. Trinchero, op. cit. 34 vedi paragrafo Per ulteriori esempi ed approfondimenti relativi a problemi ed errori riguardo le relazioni, rimandiamo al capitolo sugli errori. 16
dacosanascecosa MAPPE PER STUDIARE
Chi può trarre beneficio dall utilizzo delle mappe concettuali? Chiunque abbia a che fare con testi, ipertesti, contenuti di vario genere. Perché usare le mappe concettuali? Per comprendere profondamente
Introduzione alle mappe
Metodi e tecniche per l E-Tutor nella scuola E. Rapetti Ottobre 2008 Introduzione alle mappe Riferimenti indispensabili e di pronto uso: http://www.noiosito.it/manumm.htm http://www.pavonerisorse.to.it/cacrt/mappe/
Le mappe. Alessandro Venturelli
Le mappe Alessandro Venturelli La «rappresentazione per mappe» è una delle più potenti strategie compensative a disposizione degli alunni con DSA (Caterina Scapin) Le mappe Mappe concettuali Introdotte
concetto inserito in un nodo concetto inserito in un nodo
Prof. Page 1 MAPPA CONCETTUALE J. NOVAK TITOLO è la rappresentazione grafica di concetti espressi in forma sintetica (parole-concetto) all interno di una forma geometrica (nodo)) e collegati fra loro da
Riassumere significa ridurre la lunghezza di un testo mantenendone il senso globale.
Riassumere Riassumere significa ridurre la lunghezza di un testo mantenendone il senso globale. Non esistono regole fisse per il riassunto, che può variare a seconda del tipo di testo da riassumere, dello
Competenze disciplinari. L alunno: 1) Ascolta, comprende ed esegue la consegna data. 3) Utilizza strumenti e procedure su indicazione
SCUOLA PRIMARIA CURRICOLO D ISTITUTO di SCIENZE FINALITÀ AL TERMINE DEL PERCORSO D ISTRUZIONE OBBLIGATORIO : 1. Favorire il pieno sviluppo della persona nella costruzione del sé COERENZA TRA FINALITÀ OBBLIGO
LA METAFORA DELLA MAPPA
LA METAFORA DELLA MAPPA Una mappa rappresenta un territorio. Essa viene organizzata visivamente su un piano, in scala diversa, attraverso un sistema di simboli grafici e informazioni verbali e numeriche.
Per una comprensione del testo. basata sull analisi delle idee espresse e dei connettivi
Per una comprensione del testo basata sull analisi delle idee espresse e dei connettivi Motivo della proposta Se un testo informativo è semplice e discorsivo,per comprenderlo può essere sufficiente una
Nell'immagine successiva è mostrata una mappa mentale nella quale Tony Buzan (un pò narcisticamente) mostra il suo Curriculum Vitae.
Il punto chiave Le mappe mentali e quelle concettuali hanno scopi diversi: le mappe mentali consentono di strutturare rapidamente un testo e mostrarne la struttura graficamente. Le mappe concettuali consentono
Leggere per studiare
Leggere per studiare A cura di Silvana Loiero Che cosa vuol dire leggere per studiare? Quando si legge un testo per studiare si devono fare diverse operazioni per capire il testo letto: rielaborare le
Il processo di comprensione del testo scritto
ALLEGATO 1 testo di partenza Il processo di comprensione del testo scritto Gli studi dedicati alla lettura, soprattutto in ambito psicolinguistico e neurolinguistico, pur collocandosi su livelli diversi,
DALLE INDICAZIONI NAZIONALI PER IL CURRICOLO : SCHEMA ANALISI DISCIPLINA - SCIENZE
DALLE INDICAZIONI NAZIONALI PER IL CURRICOLO : SCHEMA ANALISI DISCIPLINA - SCIENZE COMPETENZA CHIAVE (Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006). COMPETENZA IN SCIENTIFICO
JEROME SEYMOUR BRUNER
TEORIE DELL APPRENDIMENTO E QUALITÀ DEI PROCESSI (PARTE II) PROF.SSA ANNAMARIA SCHIANO Indice 1 JEROME SEYMOUR BRUNER--------------------------------------------------------------------------------------------
QUADRO DI RIFERIMENTO DI ITALIANO PROVE INVALSI 2009
QUADRO DI RIFERIMENTO DI ITALIANO PROVE INVALSI 2009 RIFERIMENTI NORMATIVI INDICAZIONI NAZIONALI 2003 (OSA) L. n 53/2003 e D. Lgs 59/2004 INDICAZIONI NAZIONALI PER IL CURRICULO 2007 QUADRO DI RIFERIMENTO
Mappe concettuali nella didattica 1
Mappe concettuali nella didattica 1 di Mario Gineprini e Marco Guastavigna (questo fascicolo è stato scaricato dal sito di Pavonerisorse: http://www.pavonerisorse.to.it/cacrt/mappe/; è liberamente utilizzabile
NELL AMBIENTE, MA CON ENERGIA
Istituto Comprensivo di San Paolo d'argon Scuola Primaria di Cenate Sotto NELL AMBIENTE, MA CON ENERGIA Il progetto realizzato nella scuola in questi anni, ha lo scopo di coinvolgere e sensibilizzare gli
ISTITUTO COMPRENSIVO LABORATORIO DI SCUOLA MEDIA E SUPERIORE N. SCARANO DI TRIVENTO DI ALFABETIZZAZIONE ALLA LINGUA LATINA CLASSI IIª A, IIª B, IIª C
ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA MEDIA E SUPERIORE N. SCARANO DI TRIVENTO LABORATORIO DI ALFABETIZZAZIONE ALLA LINGUA LATINA CLASSI IIª A, IIª B, IIª C DOCENTE: Prof.ssa Maria Concetta Savino ANNO SCOLASTICO
Istituto Comprensivo di Sissa Trecasali Allegato 2.E al Piano Triennale dell Offerta Formativa 2016/19 CURRICOLO DI SCIENZE SCUOLA DELL INFANZIA
CURRICOLO DI SCIENZE SCUOLA DELL INFANZIA OBIETTIVI FORMATIVI TRAGUARDI Obiettivi riferiti all intero percorso della scuola dell infanzia OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO COMPETENZE Osservare con attenzione
TUTOR DELL APPRENDIMENTO
TUTOR DELL APPRENDIMENTO Hattivalab Giulia Quaglia Prima di iniziare INDICE DELLA PRESENTAZIONE Parte teorica: Gli stili cognitivi La mappa come mediatore didattico Un po di terminologia Utilità per studenti
PERCORSO FORMATIVO BIENNIO
Modulo di lavoro Pagina 1 di 7 PERCORSO FORMATIVO BIENNIO Il dipartimento disciplinare chimico-biologico si pone come obiettivo quello di far acquisire agli studenti del biennio, al termine dell azione
Uno strumento per la didattica. Dott. Lucio Maciocia Dirigente Psicologo, Responsabile U.O.S. Disagio Dipartimento 3D ASL Frosinone
LE MAPPE CONCETTUALI Uno strumento per la didattica Dott. Lucio Maciocia Dirigente Psicologo, Responsabile U.O.S. Disagio Dipartimento 3D ASL Frosinone Mappa di questa presentazione i nostri alunni dimenticano
30 Circolo Didattico G. Parini - Scuola Primaria- a.s. 2007/2008
30 Circolo Didattico G. Parini - Scuola Primaria- a.s. 2007/2008 1 ASCOLTARE PRODURRE OSSERVARE E FINALIZZARE RISOLVERE E PORMI PROBLEMI IO... ESPLORO PER ISTITUIRE RELAZIONI COMPRENDERE ARGOMENTARE, CONGETTURARE
Evoluzione storico giuridica dei diritti riconosciuti alla persona
Titolo dell unità formativa di apprendimento Evoluzione storico giuridica dei diritti riconosciuti alla persona Competenze chiave di cittadinanza Individuare collegamenti e relazioni Individuare collegamenti
Programmazione curricolare di Istituto
SCUOLA PRIMARIA CLASSE: PRIMA Competenza 1 A ORIENTARSI NELLO SPAZIO E NEL TEMPO Competenza 1 B STABILIRE RELAZIONI DI CAUSA ED EFFETTO TRA FATTI STORICI ED AMBIENTE a. Utilizzare correttamente gli indicatori
Docente Formatore A.I.D. Presidente A.I.D. sezione di Rimini. M. Menghi AID Rimini
ISTITUTO COMPRENSIVO CENTRO STORICO - RIMINI Strategie didattiche e risorse compensative per l inclusione degli alunni con DSA. Apprendere e insegnare con le mappe MARIO MENGHI Docente Formatore A.I.D.
PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI STORIA PRIMO BIENNIO ABILITA CONOSCENZE OBIETTIVI FORMATIVI
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO Applicare in modo appropriato gli indicatori temporali anche in successione UNITA DI APPRENDIMENTO ORIENTAMENTO TEMPORALE A PARTIRE DALL ESPERIENZA PERSONALE COLLOCAZIONE
SEZIONE AID BELLUNO MAPPE CONCETTUALI: uno strumento compensativo ragionato e condiviso
SEZIONE AID BELLUNO [email protected] ASSOCIAZIONE ITALIANA DISLESSIA www.dislessia.it MAPPE CONCETTUALI: uno strumento compensativo ragionato e condiviso Docente Formatore AID Belluno, 10.03.2016 INCLUSIONE
I.C. "L.DA VINCI" LIMBIATE CURRICOLO IN VERTICALE ANNO SCOLASTICO 2014/2015 GEOGRAFIA
GEOGRAFIA (AL TERMINE DELLA SCUOLA DELL'INFANZIA) CONOSCENZE/ESPERIENZE Inteso come capacità di orientarsi all interno di un nuovo ambiente Osservare gli spazi circostanti Saper distinguere sopra-sotto,
CREARE MAPPE CONCETTUALI
18 MARZO 2016 LE VOSTRE IDEE CREARE MAPPE CONCETTUALI 1. Cosa sono le mappe? 2. Perché si usano? 3. Come devono essere fatte? 4. Quando si costruiscono? 5. Quando si usano? Dott.ssa Faietti Lisa Psicologa
1 Introduzione e definizione
INSEGNAMENTO DI DIDATTICA GENERALE I LEZIONE I INTRODUZIONE ALLA DIDATTICA PROF. ACHILLE M. NOTTI Indice 1 Introduzione e definizione --------------------------------------------------------------------------------3
LICEO SOCIO-PSICO-PEDAGOGICO ALATRI OBIETTIVI DISCIPLINARI - TRIENNIO FILOSOFIA, PEDAGOGIA, PSICOLOGIA,SOCIOLOGIA,METODOLOGIA ANNO SCOL.
LICEO SOCIO-PSICO-PEDAGOGICO ALATRI OBIETTIVI DISCIPLINARI - TRIENNIO FILOSOFIA, PEDAGOGIA, PSICOLOGIA,SOCIOLOGIA,METODOLOGIA ANNO SCOL. 2008-09 CONOSCERE I CONTENUTI E I LINGUAGGI SPECIFICI conoscere
Abilità di studio per DSA... o per tutti?
Abilità di studio per DSA... o per tutti? Come studiano i nostri figli? IN GENERE Eseguono per prima cosa i compiti scritti Leggono più volte il testo (con eventuali sottolineature) A volte riassumono
La V di Gowin A cura di Lucilla Ruffilli e Daniela Berardi Laboratorio Epistemologico Pensare per storie
La V di Gowin Schema V (1) Elementi concettuali Elementi metodologici Filosofia Teorie Principi e sistemi concettuali Concetti Quesiti o problemi Le risposte richiedono un attiva interazione tra lato destro
Programmazione curricolare di Istituto
SCUOLA PRIMARIA CLASSE: PRIMA Competenza 1 ORIENTARSI NELLO SPAZIO E NEL TEMPO a. Utilizzare correttamente gli indicatori temporali di successione, contemporaneità e durata per ricostruire le sequenze
CURRICOLO SCIENZE SCUOLA PRIMARIA
CURRICOLO SCIENZE SCUOLA PRIMARIA CLASSE PRIMA Osservare, analizzare e descrivere fenomeni appartenenti alla realtà naturale e agli aspetti della vita quotidiana. Osservare la realtà circostante per cogliere
SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO ALIGHIERI - TANZI MOLA DI BARI ANNO SCOLASTICO 2011/1012
SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO ALIGHIERI - TANZI MOLA DI BARI ANNO SCOLASTICO 2011/1012 ASSE SCIENTIFICO-TECNOLOGICO (Scienze, Geografia, Tecnologia, Scienze Motorie) L asse scientifico-tecnologico ha l
MATEMATICA CLASSE NUMERO Contare sia in senso progressivo sia in senso regressivo.
MATEMATICA OB. FORMATIVI COMPETENZE CLASSE 1 1. NUMERO Contare sia in senso progressivo sia in senso regressivo..2 Usare il numero per contare, confrontare, ordinare raggruppamenti di oggetti..3 Leggere
Titolo dell unità formativa di apprendimento: Il comune di Padova, nel Medioevo e oggi 1. Competenze chiave di cittadinanza
Titolo dell unità formativa di apprendimento: Il comune di Padova, nel Medioevo e oggi 1 Competenze chiave di cittadinanza Imparare ad imparare: Percepire gli eventi storici nella loro dimensione locale;
PIANO DI LAVORO ANNUALE
MONOENNIO - ITALIANO OBIETTIVI MINIMI 1.PARLARE/ASCOLTARE: usare il codice verbale orale in modo significativo. a. Mantenere l attenzione sul messaggio orale avvalendosi dei diversi linguaggi verbali e
IC Leno - Curricoli scuola secondaria
1. L alunno si informa in modo autonomo su fatti e problemi storici anche mediante l uso di risorse digitali. 2. Produce informazioni storiche con fonti di vario genere anche digitali e le sa organizzare
PIANO DELLE UNITÀ DI APPRENDIMENTO
PIANO DELLE UNITÀ DI APPRENDIMENTO Scuola Primaria di Vestreno Classe IV a.s. 2014/15 Insegnante:Sabrina Rabbiosi DISCIPLINA : Italiano TITOLO ASCOLTO E RACCONTO UDA 1 Comprendere e produrre testi orali
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO IN MATEMATICA TRA PRIMARIA E SECONDARIA: AMBITO NUMERI
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO IN MATEMATICA TRA PRIMARIA E SECONDARIA: AMBITO NUMERI Staff di ForMATH Giorgio Bolondi, Laura Branchetti, Elena Franchini, Alice Lemmo 1 PRIMA PARTE Commentiamo alcuni quesiti
ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di Scuola dell Infanzia, Scuola Primaria e Scuola Secondaria di 1 grado San Giovanni Teatino (CH)
ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di Scuola dell Infanzia, Scuola Primaria e Scuola Secondaria di 1 grado San Giovanni Teatino (CH) CURRICOLO A.S. 2012-1013 CLASSE PRIMA SCUOLA PRIMARIA COMPETENZE TRAGUARDI
ITALIANO UNITÀ DIDATTICA N. 1 ASCOLTARE E PARLARE OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO CONTENUTI ABILITÀ
UNITÀ DIDATTICA N. 1 ASCOLTARE E PARLARE OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO CONTENUTI ABILITÀ 1. Adeguare la comunicazione, prestando attenzione all interlocutore, alla situazione,all argomento. 2. Esprimersi
PROGRAMMAZIONE COMUNE STORIA CLASSI PRIME A.S. 2014/2015. Competenze Abilità Conoscenze
PROGRAMMAZIONE COMUNE STORIA CLASSI PRIME A.S. 2014/2015 Competenze Abilità Conoscenze 1. Collocare fatti e fenomeni storici nel tempo e nello spazio Usare il sistema di calcolo basato sulla nascita di
CURRICOLO DI STORIA CLASSE I
CURRICOLO DI STORIA CLASSE I dall analisi di vari tipi di fonti. Stabilire relazioni tra i fatti storici. 1) Percepire le diverse temporalità. 2) Confrontare il passato con il presente. 1) Sperimentare
L ENERGIA PRENDE FORMA
L ENERGIA PRENDE FORMA S o t t o t i t o l o p e r l e c l a s s i IV A e B a.s. 2014-2015 D A L B U I O A L L A L U C E 1915 una luce nuova nella nostra città. O G G I I E R I P R E M E S S A Il progetto
UNITARIETA DEL SAPERE ATTRAVERSO L INTERDISCIPLINARITA
UNITARIETA DEL SAPERE ATTRAVERSO L INTERDISCIPLINARITA I docenti, in quanto educatori, hanno il dovere di fornire ai discenti, attraverso le scienze, la storia, la filosofia, la letteratura, e tutte le
CURRICOLO VERTICALE PER COMPETENZE DISCIPLINARI Scuola Primaria - MATEMATICA - COMPETENZA CHIAVE EUROPEA: COMPETENZA MATEMATICA
CURRICOLO VERTICALE PER COMPETENZE DISCIPLINARI Scuola Primaria - MATEMATICA - COMPETENZA CHIAVE EUROPEA: COMPETENZA MATEMATICA Classe Prima Profilo dello studente al termine del Primo ciclo d Istruzione:
Numero OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO ABILITÀ CONTENUTI Scoprire e costruire la successione numerica entro la classe delle unità semplici.
CLASSE SECONDA MATEMATICA COMPETENZE Legge, esplora e descrive la realtà attraverso un appropriata cognizione del linguaggio matematico, che come gli altri linguaggi è costituito da una struttura di forme,
SCUOLA PRIMARIA - MORI
REPUBBLICA ITALIANA ISTITUTO COMPRENSIVO DI MORI Via Giovanni XXIII, n. 64-38065 MORI Cod. Fisc. 94024510227 - Tel. 0464-918669 Fax 0464-911029 www.icmori.it e-mail: [email protected]
STORIA E GEOGRAFIA LINEE GENERALI E COMPETENZE. Storia. Geografia
STORIA E GEOGRAFIA LINEE GENERALI E COMPETENZE Al termine del corso di studi lo studente dovrà conoscere i principali eventi della storia di Europa e dell Italia dall antichità al XIII secolo, esser consapevole
GEOGRAFIA Programmazione disciplinare Classe Prima
GEOGRAFIA Programmazione disciplinare Classe Prima COMPETENZE Osserva e riconosce prontamente nel paesaggio gli elementi antropo-fisici. Utilizza in modo sicuro ed autonomo il linguaggio e gli strumenti
SCUOLA PRIMARIA - MORI
REPUBBLICA ITALIANA ISTITUTO COMPRENSIVO DI MORI Via Giovanni XXIII, n. 64-38065 MORI Cod. Fisc. 94024510227 - Tel. 0464-918669 Fax 0464-911029 www.icmori.it e-mail: [email protected]
STORIA PRIMA MEDIA Nucleo fondante Competenze conoscenze abilità Contenuti Metodi attività Materiali strumenti 1. DALLA PREISTORIA ALL IMPERO ROMANO
STORIA PRIMA MEDIA Nucleo fondante Competenze abilità Contenuti Metodi attività Materiali Uso dei documenti - Riconoscere tracce storiche presenti nel territorio e comprendere l importanza del patrimonio
ISTITUTO COMPRENSIVO DI AVIO TERZO BIENNIO-CLASSE QUINTA PRIMARIA DISCIPLINA:GEOGRAFIA. Anno scolastico 2013/2014 INSEGNANTE:FEDERICA REDOLFI
ISTITUTO COMPRENSIVO DI AVIO TERZO BIENNIO-CLASSE QUINTA PRIMARIA DISCIPLINA:GEOGRAFIA Anno scolastico 2013/2014 INSEGNANTE:FEDERICA REDOLFI GEOGRAFIA Competenza 1 al termine del 3 biennio (classe quinta
STORIA SCUOLA PRIMARIA CLASSE QUINTA
STORIA SCUOLA PRIMARIA CLASSE QUINTA TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE RELATIVI A USO DELLE FONTI L alunno riconosce elementi significativi del passato del suo ambiente di vita. Riconosce ed esplora,
DIDATTICA DELL ITALIANO (L1-L2) PER LA SCUOLA PRIMARIA E DELL INFANZIA. Dott.ssa Fallea Floriana
DIDATTICA DELL ITALIANO (L1-L2) PER LA SCUOLA PRIMARIA E DELL INFANZIA IL TESTO DESCRITTIVO Descrivere significa delineare a parole l'immagine di qualcosa. Il testo descrittivo, perciò, mostra con le parole
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO IRRINUNCIABILI
CURRICOLO VERTICALE DI STORIA SCUOLA PRIMARIA a. Organizzazione delle informazioni Inizia ad usare la linea del tempo per collocare un fatto. 1. Riconoscere la successione temporale di azioni ed eventi.
S T O R I A CURRICULUM SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA ORGANIZZAZIONE DELLE INFORMAZIONI STRUMENTI CONCETTUALI PRODUZIONE SCRITTA E ORALE USO DELLE FONTI
CURRICULUM SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA S T O R I A CLASSI PRIMARIA USO DELLE FONTI O B I E T T I V I D I ORGANIZZAZIONE DELLE INFORMAZIONI A P P R E N D I M E N T O STRUMENTI CONCETTUALI PRODUZIONE SCRITTA
SCUOLA PRIMARIA - MORI
ISTITUTO COMPRENSIVO DI MORI Via Giovanni XXIII, n. 64-38065 MORI Cod. Fisc. 94024510227 - Tel. 0464-918669 Fax 0464-911029 www.icmori.it e-mail: [email protected] REPUBBLICA ITALIANA
PROGETTO DINAMO GENERATORE DI PENSIERO. Il metodo Feuerstein nella scuola secondaria di primo grado
PROGETTO DINAMO GENERATORE DI PENSIERO Il metodo Feuerstein nella scuola secondaria di primo grado Le finalità della scuola devono essere definite a partire dalla persona che apprende, con l originalità
Problema: dati i voti di tutti gli studenti di una classe determinare il voto medio della classe.
Problema: dati i voti di tutti gli studenti di una classe determinare il voto medio della classe. 1) Comprendere il problema 2) Stabilire quali sono le azioni da eseguire per risolverlo 3) Stabilire la
CURRICOLO DI ITALIANO CLASSE QUARTA
CURRICOLO DI ITALIANO CLASSE QUARTA CONTENUTI ABILITA VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE INDICATORI DESCRITTORI LINGUA PER NARRARE Testo fantastico fiaba favola mito leggenda racconto di fantasia Testo realistico
CLASSE PRIMA COMPETENZA CHIAVE EUROPEA COMPETENZE DI BASE IN SCIENZE E TECNOLOGIA
CLASSE PRIMA COMPETENZA CHIAVE EUROPEA COMPETENZE DI BASE IN SCIENZE E TECNOLOGIA DISCIPLINA DI RIFERIMENTO SCIENZE DISCIPLINE TRASVERSALI SCIENZE TRAGUARDI FORMATIVI COMPETENZA CHIAVE EUROPEA COMPETENZE
LA PROGETTAZIONE CONCETTUALE
Argomenti della lezione LA PROGETTAZIONE CONCETTUALE Prima parte Un esercizio sulle generalizzazioni Documentazione di schemi E-R Raccolta e analisi dei requisiti Criteri generali di rappresentazione Strategia
TOTALE DELLE ORE DI ATTIVITÀ PREVISTE NELL ANNO SCOLASTICO 2005/2006 N. 99 *Approfondimento, recupero e valutazione modulare
Docente: A. S. 2005/2006 Classe: _IV sez. _H QUADRO PROGETTUALE RELATIVO ALL INSEGNAMENTO DI STORIA ELENCO DEI MODULI IN CUI E STATA ORGANIZZATA LA MATERIA N. Titolo del modulo Durata in ore 1 TRA SEICENTO
STORIA - SCUOLA INFANZIA Prerequisiti
Anno Scolastico 05-06 Istituto Comprensivo - Montesarchio Curricolo Verticale di Storia Competenze STORIA - SCUOLA INFANZIA Prerequisiti eventi Sviluppare il senso dell identità personale e familiare,
Circolo Didattico di Borgo San Giacomo (Brescia) - CURRICOLO DI CIRCOLO
M A T E M A T I C O - S C I E N T I F I C O - T E C N O L O G I C A D I S C I P L I N E - F I N A L I T À - E L E M E N T I E S S E N Z I A L I I curricoli delle discipline che costituiscono l'area devono
CURRICOLO DIPARTIMENTO INFORMATICA PRIMO BIENNIO
dei limiti nel contesto culturale e sociale in cui vengono applicate CURRICOLO PARTIMENTO INFORMATICA PRIMO BIENNIO MODULO 1 Concetti di base della tecnologia dell informazione Acquisire e interpretare
La narrazione di esperienze. L esposizione orale di contenuti disciplinari appresi. La descrizione orale di ambienti, persone
UNITA DI APPRENDIMENTO 1 Ascolto e parlato Strategie essenziali dell ascolto finalizzato e dell ascolto attivo. Modalità per prendere appunti mentre si ascolta. Forme più comuni di parlato: il racconto,
allievo insegnante Oggetto culturale
L esperienza delle SSIS per una reale innovazione nella formazione universitaria degli insegnanti Prof.ssa Floriana Falcinelli Docente di Didattica generale Università degli Studi di Perugia Direttore
Istituto «San Giuseppe» - Scuola dell Infanzia Paritaria Foggia, via C. Marchesi, 48-tel. 0881/ fax
Istituto «San Giuseppe» - Scuola dell Infanzia Paritaria 71121 Foggia, via C. Marchesi, 48-tel. 0881/743467 fax 719330 PROGETTAZIONE ANNUALE LA CONOSCENZA DEL MONDO NUMERO E SPAZIO COMPETENZE CHIAVE EUROPEE
Istituto Tecnico - Settore Tecnologico Indirizzo: Grafica e comunicazione
Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca I.I.S. CATERINA CANIANA Via Polaresco 19 24129 Bergamo Tel: 035 250547 035 253492 Fax: 035 4328401 http://www.istitutocaniana.it email: [email protected]
Guida alla compilazione del Piano Glottodidattico Personalizzato Michele Daloiso
Guida alla compilazione del Piano Glottodidattico Personalizzato 1 SCHEDA 5 Guida alla compilazione del Piano Glottodidattico Personalizzato Michele Daloiso Il Ministero dell Istruzione, dell Università
ISTITUTO COMPRENSIVO G.PASCOLI -SILVI. OBIETTIVI FORMATIVI GENERALI Sezione POF
ISTITUTO COMPRENSIVO G.PASCOLI -SILVI OBIETTIVI FORMATIVI GENERALI Sezione POF 2014-2015 OBIETTIVI FORMATIVI GENERALI SCUOLA DELL INFANZIA Accoglienza della diversità, delle persone e delle culture Rafforzamento
ARTE E IMMAGINE COMPETENZE CHIAVE:
ARTE E IMMAGINE COMPETENZE CHIAVE: Imparare ad imparare, Consapevolezza ed espressione culturale, Spirito di iniziativa e imprenditorialità, Competenze sociali e civiche Traguardi per lo sviluppo delle
Competenza : 1. Comunicazione efficace Indicatore: 1.1 Comprensione
SCUOLA DELL INFANZIA LA CONOSCENZA DEL MONDO Ordine, misura, spazio, tempo, natura Competenza : 1. Comunicazione efficace Indicatore: 1.1 Comprensione Descrittori Descrittori Descrittori 1.1.1 E in grado
TITOLO: DATI IDENTIFICATIVI. Anno scolastico: Scuola: Destinatari: Insegnanti coinvolti: COMPITO UNITARIO IN SITUAZIONE
PROGETTARE PER COMPETENZE TITOLO: DATI IDENTIFICATIVI COMPITO UNITARIO IN SITUAZIONE Anno scolastico: Scuola: Destinatari: Insegnanti coinvolti: COMPETENZE ATTESE ( dal Profilo dello studente ) CONTESTO
Foglio1. I sistemi di numerazione. Leggere e scrivere i numeri interi naturali e decimali indicando il valore
MATEMATICA COMPETENZA DI AREA COMPETENZE DISCIPLINARI classe QUARTA AREA DISCIPLINARE: MATEMATICO SCIENTIFICO - TECNOLOGICA Mettere in relazione il pensare con il fare. Affrontare situazioni problematiche
PROGRAMMAZIONE D'ISTITUTO - TECNOLOGIA. Classe Prima
PROGRAMMAZIONE D'ISTITUTO - TECNOLOGIA Classe Prima 1) Osservare, analizzare e descrivere la realtà tecnologica in relazione all'uomo e all'ambiente - capacità di osservazione e classificazione - capacità
Voto Conoscenze Abilità Competenze Livelli. Abilità per svolgere compiti/mansioni in modo impreciso e disorganizzato
Griglia di corrispondenza tra i voti e i livelli di competenza Voto Conoscenze Abilità Competenze Livelli 1-5 Conoscenze generali di base approssimate 6 7-8 9-10 Conoscenza teorica e pratica indispensabile
Anno scolastico 2016/2017 ROMA - Corsi di formazione. PROGRAMMAZIONE DIDATTICA di MATEMATICA I CLASSE. Relatore: Alessandra Peleggi
Anno scolastico 2016/2017 ROMA - Corsi di formazione PROGRAMMAZIONE DIDATTICA di MATEMATICA I CLASSE Relatore: Alessandra Peleggi Data Titolo dell unità Traguardi di Competenza Obiettivi Attività e contenuti
STORIA: PRIMO BIENNIO CLASSI 1 E 2 DELLA SCUOLA PRIMARIA
STORIA: PRIMO BIENNIO CLASSI 1 E 2 DELLA SCUOLA PRIMARIA COMPETENZA 1 COMPRENDERE CHE LA STORIA È UN PROCESSO DI RICOSTRUZIONE DEL PASSATO AL FINE DI PERVENIRE AD UNA CONOSCENZA DI FENOMENI STORICI ED
SCHEDA DI CLASSIFICAZIONE DEL DOCUMENTO
SCHEDA DI CLASSIFICAZIONE DEL DOCUMENTO TITOLO DEL DOCUEMENTO Mappa delle competenze del profilo d uscita (1 biennio) DESCRIZIONE Il documento contiene lo schema di presentazione del profilo formativo
CURRICOLO VERTICALE PER COMPETENZE DISCIPLINARI. Scuola Secondaria di Primo Grado - TECNOLOGIA-
CURRICOLO VERTICALE PER COMPETENZE DISCIPLINARI Scuola Secondaria di Primo Grado - TECNOLOGIA- Classe Prima COMPETENZA CHIAVE EUROPEA: COMPETENZE DI BASE IN TECNOLOGIA Profilo dello studente al termine
Si può fare un riassunto in matematica?
Si può fare un riassunto in matematica? Livello scolare: 1 biennio Abilità Esprimersi nel linguaggio naturale con coerenza e proprietà. Usare, in varie situazioni, linguaggi simbolici. Analizzare semplici
Entrambi gli atteggiamenti forniscono una percezione del mondo distorta che può essere mitigata solo da un pensiero razionale il pensiero critico.
La mente umana sebbene abbia la capacità di pensare razionalmente è per sua natura incline ad assumere atteggiamenti: egocentrici tendenza a vedere il mondo solo in relazione a se stessi sociocentrici
Organizzazione delle informazioni Organizza le informazioni e le conoscenze, tematizzando e usando le concettualizzazioni pertinenti.
COMPETENZE SPECIFICHE DISCIPLINARI Orientarsi nel tempo e nello spazio, utilizzando gli indicatori spazio/ temporali per riferire esperienze. Osservare e descrivere cambiamenti prodotti su persone, altri
CURRICOLO di ITALIANO
CURRICOLO di ITALIANO Classi: I e II della Scuola Secondaria I grado Competenze Abilità Conoscenze Padroneggiare gli strumenti espressivi ed argomentativi indispensabili per gestire l interazione comunicativa
Preside Annunziata Muto
L apprendimento viene anche dal confronto di esperienze e se le esperienze vengono vissute da più sensi questo crea una maggiore consapevolezza della conoscenza Preside Annunziata Muto 26/01/2016 1 Difficoltà
Disequazioni di secondo grado
Disequazioni di secondo grado. Disequazioni Definizione: una disequazione è una relazione di disuguaglianza tra due espressioni. Detti p() e g() due polinomi definiti in un insieme A, una disequazione
PROGETTO CONTINUITA Anno scolastico
PROGETTO CONTINUITA Anno scolastico 2013-2014 TITOLO : RACCONTIAMO INSIEME ( il ) E' un progetto pensato e strutturato per gli alunni della scuola dell infanzia, per gli alunni delle classi quinte della
Classe Prima. Concetti topologici. Confronti Classificazioni Grafici. Confronti, ordinamenti e grandezze misurabili
apprendimento ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Classe Prima ABILITA' Leggere e scrivere i numeri, usarli per contare ed eseguire semplici operazioni di addizione e sottrazione I numeri naturali nel loro aspetto
