Aspetti agronomici e colturali della vite
|
|
|
- Cristoforo Marrone
- 8 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 Corso di formazione e aggiornamento per Perito Estimatore Danni da Avversità Atmosferiche Prodotto: Uva da vino Aspetti agronomici e colturali della vite Giovanni Mutinati Locorotondo, 14/03/2015
2 Giovanni Mutinati I.I.S.S. «Caramia Gigante» Locorotondo (Ba)
3 La pianta di vite Grappoli Gemme Foglie Germogli Tralci Branche Cirri o viticci Femminelle Ceppo o tronco Succhioni Radici Giovanni Mutinati I.I.S.S. «Caramia Gigante» Locorotondo (Ba)
4 L apparato radicale Da seme (vinacciolo) Da talea (barbatella) Giovanni Mutinati I.I.S.S. «Caramia Gigante» Locorotondo (Ba)
5 L apparato radicale Giovanni Mutinati I.I.S.S. «Caramia Gigante» Locorotondo (Ba)
6
7 L apparato radicale Influenza densità di impianto Influenza chioma Giovanni Mutinati I.I.S.S. «Caramia Gigante» Locorotondo (Ba)
8 Il fusto Ceppo o tronco: parte verticale (legno vecchio) Branche: dopo curvatura o imbrancatura (legno di due o più anni) Tralcio: si genera da branca (legno di un anno) Germoglio: si genera da tralcio (non è lignificato) Giovanni Mutinati I.I.S.S. «Caramia Gigante» Locorotondo (Ba) Ritidoma
9
10 Il tralcio Interno del tralcio
11 Il germoglio
12 Il germoglio
13 La foglia
14 La foglia
15 La foglia
16 La foglia
17 La foglia
18 La gemma Gemme pronte (o estive Gemme ibernanti (o dormienti, o normali) Gemme latenti Giovanni Mutinati I.I.S.S. «Caramia Gigante» Locorotondo (Ba)
19 La gemma All ascella della foglia: gemme pronte, gemme ibernanti, femminelle Giovanni Mutinati I.I.S.S. «Caramia Gigante» Locorotondo (Ba)
20 La gemma Giovanni Mutinati I.I.S.S. «Caramia Gigante» Locorotondo (Ba)
21 Infiorescenza Giovanni Mutinati I.I.S.S. «Caramia Gigante» Locorotondo (Ba)
22 Infiorescenza Giovanni Mutinati I.I.S.S. «Caramia Gigante» Locorotondo (Ba)
23 Raspo Pedicelli Peduncolo Rachide Racimoli Cercini Giovanni Mutinati I.I.S.S. «Caramia Gigante» Locorotondo (Ba)
24 Bacca Giovanni Mutinati I.I.S.S. «Caramia Gigante» Locorotondo (Ba)
25 Bacca Giovanni Mutinati I.I.S.S. «Caramia Gigante» Locorotondo (Ba)
26 Bacca Giovanni Mutinati I.I.S.S. «Caramia Gigante» Locorotondo (Ba)
27 Fasi fenologiche - Baggiolini
28 Gemma invernale (Baggiolini e BBCH) Dormienza invernale: le gemme d inverno passano da puntute ad arrotondate, sono brune o bruno scure secondo il vitigno; le brattee (squame) delle gemme più o meno serrate secondo il vitigno.
29 Gemma cotonosa Rigonfiamento della gemma: le gemme si sviluppano all interno delle brattee Gemma cotonosa: protezione cotonosa, bruna, ben visibile.
30 Punta verde (germogliamento marzo aprile) Germogliamento della gemma: giovane germoglio verde, ben visibile Distanziamento delle foglie.
31 Apertura gemme Prima foglia visibile, distesa e ben separata dall asse del germoglio.
32 Foglie distese Due, tre foglie distese.
33 Grappoli visibili Cinque, sei foglie distese. Infiorescenze visibili.
34 Grappoli separati I grappoli (infiorescenze) si ingrandiscono, i bottoni fiorali sono ancora agglomerati Otto, nove foglie distese.
35 Bottoni fiorali separati Grappoli (infiorescenze) completamente sviluppati.i bottoni fiorali si aprono Da 11 a 12 foglie distese.
36 Fioritura (giugno) Inizio della fioritura. I primi cappucci fiorali (caliptre) si separano dalla base dell ovario Fioritura un po più avanzata, il 25% dei cappucci sono caduti Piena fioritura, il 50% dei cappucci sono caduti Fine della fioritura, l 80% dei cappucci sono caduti.
37 Fioritura La fioritura dura giorni a seconda delle condizioni meteo (ad una variazione di 1 C corrisponde una variazione opposta di 2 giorni). Condizioni migliori per la fioritura: T piuttosto alta, tempo asciutto, cielo luminoso, leggera brezza. La fioritura nel grappolo inizia dal centro, poi fioriscono quelli basali, poi le estremità e le ali. L apertura inizia tra le 5-6 del mattino e termina tra le Anticrittogamici (cuprici) e insetticidi applicati durante la fioritura possono nuocere l allegagione
38 Allegagione (luglio) Allegagione. Le giovani bacche incominciano ad ingrossare. I residui fiorali sono caduti Acini della dimensione di un grano di pepe. I grappoli assumono una posizione orizzontale.
39 Chiusura grappolo Chiusura del grappolo.
40 Invaiatura (luglio-agosto) Inizio invaiatura. Le bacche diventano traslucide o si colorano Metà invaiatura (il 50% delle bacche assume le caratteristiche sopra citate) Fine invaiatura.
41 Maturazione (settembre ottobre) Inizia l agostamento ossia la lignificazione dei tralci. Progressivo aumento di peso dell acino per la crescita della polpa mentre la buccia e i vinaccioli rimangono stazionari. Nelle uve da vino le pareti delle cellule del mesocarpo tendono ad assottigliarsi, il contenuto in cellulosa diminuisce e le pareti si lacerano. Nelle uve da tavola le pareti delle cellule sono più ricche in emicellulose e quindi non si lacerano Le bacche sono pronte per la raccolta.
42 Gestione del terreno lavorazione meccanica, è la tecnica più antica e diffusa; inerbimento, praticato nei terreni freschi e mai poveri di acqua; diserbo chimico, applicato soprattutto sotto il filare; pacciamatura, utilizzata soprattutto per impianti ai primi anni.
43 Gestione del terreno lavorazione meccanica Lavori di autunno Lavori di inverno/primavera; Lavori primavera/estate;
44 Gestione del terreno lavorazione meccanica Lavori di autunno: per proteggere il ceppo. Dovrebbe essere fatta solo nei Paesi freddi. Una reale motivazione per effettuare i lavori autunnali è quella dell interramento dei concimi fosfo potassici (ciò è necessario solo se non è stata sufficiente la concimazione di fondo), ma in questo caso è meglio adottare una ripuntatura a filari alterni.
45 Gestione del terreno lavorazione meccanica Lavorazioni di inverno/primavera Si esegue il cosiddetto primo lavoro, consistente nella scalzatura ad una profondità di cm 12-15, con fresatrici dotate di automatismo laterale. Nei vigneti piantati in quadrato (alberello o tendone) si effettua incrociata.
46 Gestione del terreno lavorazione meccanica Lavorazioni di primavera/estate Cominciano con il cosiddetto lavoro di maggio (anche se spesso si effettua in aprile), ed è l ultimo prima della fioritura. Durante quest ultima, infatti, non bisogna arare, dato che la conseguente evaporazione abbassa la temperatura generando rischi di danni per colatura. Le lavorazioni in primavera/estate riprendono dopo la fioritura ed hanno importanza soprattutto per la salvaguardia delle riserve idriche.
47 Gestione del terreno lavorazione meccanica
48 Gestione del terreno lavorazione meccanica
49 Gestione del terreno lavorazione meccanica
50 Gestione del terreno lavorazione meccanica
51 Gestione del terreno inerbimento spontaneo, quando le erbe sono quelle che normalmente crescono nel vigneto; seminato, quando le essenze erbacee vengono poste dal viticoltore: loietto, festuca, trifoglio, favino e lupino, ma anche senape, ravizzone e colza (che hanno radici fittonanti e quindi utili in terreni compatti).
52 Gestione del terreno inerbimento temporaneo, quando è presente solo durante un periodo dell anno. E quello che si usa nelle regioni meridionali siccitose, in cui l inerbimento è limitato all inverno, quando non vi è competizione idrica con la vite. permanente, quando è sempre presente. E possibile solo in quelle, poche, regioni che non hanno mai problemi idrici.
53 Gestione del terreno inerbimento parziale, quando interessa solo l interfilare. Necessita di lavorazione o diserbo sulla fila, avente lo scopo di rendere più agevoli le lavorazioni primaverili di rincalzatura. totale, quando interessa tutta la superficie. Si risparmia sulla lavorazione/diserbo interfila, ma presenta maggiori difficoltà per le successive lavorazioni primaverili.
54 Gestione del terreno inerbimento
55 Gestione del terreno diserbo
56 Gestione del terreno diserbo
57 Gestione del terreno erbicidi Post-emergenza: Disseccanti (glufosinate di ammonio) Sistemici (glifosate) Ormonici (MCPA) Pre-emergenza (residuali): Trifluralin Oxifluorfen Diuron
58 Forme di allevamento strutture architettoniche che vengono date alle piante per equilibrare i rapporti fra fase vegetativa e produttiva
59 Forme di allevamento Origine greca: forme e dimensioni ridotte, potature corte e povere, tipica di ambienti meridionali aridi e suoli poco fertili; Origine etrusca: viti maritate, forme di grande espansione, potature lunghe, tipica di ambienti ricchi di acqua e terreni fertili.
60 Forme di allevamento Occorre perseguire: Riduzione dei costi di produzione attraverso la meccanizzazione dei lavori colturali; Elevata qualità del prodotto; Massima ricezione dell energia solare e luminosa.
61 Forme di allevamento Si ottiene e mantiene tramite la potatura: poiché la vite, per natura, ha portamento cespuglioso, lianifero, strisciante
62 Forme di allevamento Alcune forme arcaiche imponevano costrizioni minime alla pianta Nido (isole greche ed alcune isole minori siciliane)
63 Forme di allevamento Cespuglio (Kazakistan, Israele )
64 Forme di allevamento Nei climi non siccitosi si poggiava la vite agli alberi, come nell Arbustum italicum, Gli alberi (olmi o pioppi) erano isolati, i tralci di vite ricadevano verso il basso
65 Forme di allevamento o l arbustum gallicum, in cui, tramite tirelle la viti venivano unite l una all altra Gli alberi erano poco frondosi, come aceri o salici
66 Forme di allevamento si giunse a far poggiare la pianta di vite a sostegni legnosi, come nella vitis camerata, da cui derivò la pergola
67 Forme di allevamento come le vitis jugata, o giogo semplice,
68 Forme di allevamento come la jugatio compluviata, o vite compluviata, ava dei pergolati casalinghi.
69 Forme di allevamento - Alberello Una forma che non necessita di sostegni. Costituita da ceppo e pochi speroni
70 Forme di allevamento - Alberello Se ne conoscono diverse forme: Alberello greco (potatura cortissima, a testa di salice)
71 Forme di allevamento - Alberello Alberello pugliese, o a vaso (potatura corta su poche branche)
72 Forme di allevamento - Alberello Alberello marsalese o alcamese (potatura mista su poche branche)
73 Forme di allevamento - Alberello L alberello è poco o per niente meccanizzabile, motivo per cui è stato escluso da alcune Regioni dai finanziamenti per i nuovi impianti. In realtà, per la sua conformazione, che consente un altissima densità di piantagione (sino a piante ettaro), è la forma di allevamento più vocata alle produzioni di qualità
74 Forme di allevamento - Guyot Potatura mista ad espansione ridotta. Si presta a terreni poco fertili, siccitosi, di collina
75 Forme di allevamento - Guyot Il tralcio è dedicato alla produzione dell anno, lo sperone a quella dell anno successivo
76 Forme di allevamento - Guyot Alcune varianti sono:
77 Forme di allevamento - Capovolto Deriva dal Guyot. Può essere alto fino a due metri. Adatto anche a terreni mediamente fertili.
78 Forme di allevamento - Capovolto Alcune varianti:
79 Forme di allevamento - Capovolto
80 Forme di allevamento Cordone speronato Adatto alla meccanizzazione ed alle produzioni di qualità
81 Forme di allevamento Cordone speronato La potatura è semplice, meccanizzabile, meglio con rifinitura
82 Forme di allevamento Cordone speronato nome Guyot Sesto m 2,5-3,0 x 0,8-1,2 Densità (p.ha) Gemme/pianta Gemme/metro Altezza pali m 1,60 2,0 Fili Uno per tralcio Due coppie per vegetazione
83 Forme di allevamento Cordone speronato Alcune varianti:
84 Forme di allevamento Cordone speronato nome Cordone speronato Sesto m 2,5-3,0 x 1,0-1,5 Densità (p.ha) Gemme/pianta Gemme/ha Altezza pali m 2,00 2,20 ogni 6 m Fili Uno di sostegno, 2-3 per vegetazione
85 Forme di allevamento Cordone speronato
86 Forme di allevamento Cortina semplice Cordone permanente a m 1,7-1,8 dal suolo
87 Forme di allevamento Cortina semplice
88 Forme di allevamento Cortina semplice Cordone permanente a m 1,7-1,8 dal suolo
89 Forme di allevamento Cazenave Il cordone porta sia speroni che capi a frutto
90 Forme di allevamento Cazenave Potatura poco meccanizzabile
91 Forme di allevamento Sylvoz Ha potatura lunga. Ha dato origine ad altre forme (Bellussi)
92 Forme di allevamento Sylvoz Si adatta condizioni pedo-climatiche proprie dell Italia centro-settentrionale
93 Forme di allevamento Lyra Deriva da allevamento ad Y
94 Forme di allevamento Lyra Costituita da un fusto con due cordoni speronati
95 Forme di allevamento Pergoletta Puglia Deriva dal tendone, reso così più meccanizzabile
96 Forme di allevamento Casarsa Deriva dal Sylvoz. Il cordone porta capi a frutto ricadenti
97 Forme di allevamento Sylvoz-Casarsa nome Sylvoz/Casarsa Sesto m 2,5-3,5 x 1,0-2,5 Densità (p.ha) Gemme/pianta Gemme/ha Altezza pali m 2,00 2,20 ogni 6 m Fili Uno di sostegno, 2-3 per vegetazione
98 Forme di allevamento Casarsa Il fusto è alto m 1,60 1,70
99 Forme di allevamento G.D.C. Nato negli anni 60 negli USA
100 Forme di allevamento G.D.C. nome GDC Sesto m 4,0 x 0,75-1,50 Densità (p.ha) Gemme/pianta Gemme/ha Altezza pali m 2,20 ogni 5-6 m Fili Uno di sostegno, 2-4 per vegetazione
101 Forme di allevamento G.D.C.
102 Forme di allevamento G.D.C. Corrisponde ad una doppia cortina
103 Forme di allevamento Duplex Invece dei cordoni ha capi a frutto rinnovabili
104 Forme di allevamento Duplex
105 Forme di allevamento Pergola romagnola A tetto orizzontale con una o due ali
106 Forme di allevamento Pergola romagnola nome Pergola Sesto m 3,0-4,0 x 0,6-1,00 Densità (p.ha) Gemme/pianta Gemme/ha Altezza pali m 1,00 e 2,40 Fili tramatura
107 Forme di allevamento Pergola romagnola Sostituisce la tradizionali alberate
108 Forme di allevamento A raggi, o Bellussi Ha molte analogie con il Sylvoz
109 Forme di allevamento A raggi, o Bellussi Ha molte analogie con il Sylvoz
110 Forme di allevamento Tendone Deriva dalle alberate e dalle raggiere
111 Forme di allevamento Tendone Ha struttura portante con tramatura orizzontale
112 Forme di allevamento Tendone Ha struttura portante con tramatura orizzontale nome Tendone Sesto m 2,0-3,0 x 2,0-3,0 Densità (p.ha) Gemme/pianta Gemme/ha Altezza pali m 1,80 2,20 Fili Corona, rompitratta, infittimento
113 Forme di allevamento Tendone Può essere a tralcio rinnovabile
114 Forme di allevamento Tendone Può essere a cordone
115 Forme di allevamento Tendone Deriva dalle alberate e dalle raggiere
116 Considerazioni su forme di allevamento e fisiologia
117 Considerazioni su forme di allevamento e densità di impianto
118 Considerazioni su forme di allevamento e densità di impianto
119 Considerazioni su forme di allevamento e produzione
120 Considerazioni su forme di allevamento e produzione
121 Considerazioni su forme di allevamento e produzione
122 in cui: Stima della produzione in base alla forma di allevamento Pmc = Ngc x f x Pmgr Pmc = peso di prodotto per ceppo (kg/ceppo) Ngc: numero gemme per ceppo (es. 8 in cordone corto) f = fertilità (tipica della varietà, n. grappoli/nodo. Es. 1,30 1,60 in Primitivo) Pmgr = peso medio grappolo (tipico della varietà, kg/grappolo. Es. kg/gr. 0,250-0,300 in Primitivo)
123 Stima della produzione in base alla forma di allevamento Produzione totale (kg) = Sup x D x Pmc in cui: Sup = superficie del vigneto (ettari) D = densità di impianto (piante/ettaro, es in sesto 2,1 x 1) Pmc = prodotto per ceppo (kg/ceppo), come prima calcolato
Le Forme di allevamento
Le Forme di allevamento Giancarlo Scalabrelli Importanza e ruolo delle forme di allevamento Forme di allevamento: classificazione, disposizione spaziale e espansione Habitus delle piante I sistemi di potatura
LA GESTIONE DEL VIGNETO: LA POTATURA SECCA
LA GESTIONE DELLA CHIOMA E LA QUALITÀ DELL UVA LA GESTIONE DEL VIGNETO: LA POTATURA SECCA Rosario Di Lorenzo Dipartimento di Colture Arboree Palermo EQUILIBRIO Relazione tra quantità e qualità dell uva
Le Forme di allevamento e costi
Le Forme di allevamento e costi Giancarlo Scalabrelli Importanza e ruolo, Tipi di forme di allevamento La potatura di formazione o di allevamento Analisi degli aspetti economici Distribuzione della viticoltura
Sistemi di allevamento
Sistemi di allevamento Giancarlo Scalabrelli Casi possibili variabili in funzione di fertilità dell ambiente vigoria forma definitiva Espansione della chioma: ridotta, media, espansa Tipo di potatura:
PARTE TERZA. Per avere le rappresentazioni grafiche e fotografiche delle diverse forme di allevamento. Clicca su IMMAGINI DISEGNI
PARTE TERZA Per avere le rappresentazioni grafiche e fotografiche delle diverse forme di allevamento archiviate Clicca su IMMAGINI DISEGNI Appariranno le opzioni per accedere alle foto e ai disegni delle
PIANTE ARBOREE: ORGANOGRAFIA DELLA PARTE EPIGEA
PIANTE ARBOREE: ORGANOGRAFIA DELLA PARTE EPIGEA La parte epigea (al disopra della superficie del terreno) è collegata alla parte ipogea della pianta attraverso il COLLETTO È composta da organi legnosi
GLERA: La vite appartiene alla famiglia delle Vitaceae. Piante rampicanti con portamento lianoso/strisciante o cespuglioso
GLERA: GLI STUDI DEL CREA PER LA SUA COLTIVAZIONE AGRONOMIA, FISIOLOGIA, GENETICA, DIFESA Esperienze di potatura in Glera Dott. Luigi Falginella CREA - VIT Susegana, Tv 14 dicembre 2016 14/12/2016 1 INTRODUZIONE
Paula. Fonte bibliografica: [Omissis] Pagina 1 di 2
Paula Fonte bibliografica: [Omissis] Sinonimi (ed eventuali errati) Varietà ottenuta presso l'istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano nel 1985 dall'incrocio tra l'italia (I. P. 65) con Flame
La potatura di produzione tempi di lavoro e costi
La potatura di produzione tempi di lavoro e costi Giancarlo Scalabrelli Tipo di potatura La carica di gemme e le potenzialità del territorio Risposta della pianta alla carica di gemme Regolazione della
Tecniche viticole per il controllo della quantità e della qualità delle produzioni. Fiorino P. Marone E., 20015/2016
Tecniche viticole per il controllo della quantità e della qualità delle produzioni Fiorino P. Marone E., 20015/2016 Appunti di Lezione 2015/2016 Appunti di Lezione 2015/2016 GLI INTERVENTI DI POTATURA
Principi della potatura Giancarlo Scalabrelli. La potatura di allevamento La potatura di produzione
Principi della potatura Giancarlo Scalabrelli La potatura di allevamento La potatura di produzione a.a. 2015-2016 SCOPI DELLA POTATURA 1) Dare una forma per sostenere la produzione 2) Garantire una costanza
POTATURA DELLA VITE QUANTE GEMME LASCIARE NEL 2014
C.E.C.A.T. Castelfranco V.to COMUNICATO TECNICO n 1/2014 (9-01-2014) CANTINA PRODUTTORI VALDOBBIADENE POTATURA DELLA VITE QUANTE GEMME LASCIARE NEL 2014 Per ottenere dal vigneto il risultato migliore intermini
La gestione della potatura secca e verde del Cannonau ai fini dell'ottenimento di prodotti di qualità
Dorgali 25 ottobre 2016 La gestione della potatura secca e verde del Cannonau ai fini dell'ottenimento di prodotti di qualità Luciano De Pau Daniela Satta Servizio Arboricoltura La forma di allevamento
LA VITE VITE EUROPEA : VITIS VINIFERA SATIVA
LA VITE VITE EUROPEA : VITIS VINIFERA SATIVA CENNI BOTANICI Radice fascicolata Fusto sarmentoso,su di esso si inseriscono i tralci Tralci :rami separati da nodi i e internodi Foglie :eterofillia Gemme
Viticoltura generale e Ampelografia FERTILITA DELLE GEMME. Giancarlo Scalabrelli *
Viticoltura generale e Ampelografia FERTILITA DELLE GEMME Giancarlo Scalabrelli * FERTILITA POTENZIALE FERTILITA REALE INTERAZIONI TRA LE GEMME DEL GERMOGLIO EFFETTO : DELLA VIGORIA DEL TIPO DI POTATURA
ALLEGATOB alla Dgr n del 23 dicembre 2015
Allegato B Dgr n. del pag. 1 /5 ALLEGATOB alla Dgr n. 1936 del 23 dicembre 2015 giunta regionale 10^ legislatura Descrizione Costo unitario note quantità Costo /ha per forma di allevamento Cordone Guyot
CORSO DI FRUTTICOLTURA
COMUNE DI CAMPONOGARA ASSESSORATO ALLE POLITICHE AMBIENTALI DENIS COMPAGNO CORSO DI FRUTTICOLTURA 2006 ARGOMENTI ANATOMIA E FISIOLOGIA DELLE PIANTE ARBOREE TECNICHE DI PROPAGAZIONE POMACEE (MELO, PERO)
POTATURA DELLA VITE QUANTE GEMME LASCIARE NEL 2017
C.E.C.A.T. Castelfranco V.to COMUNICATO TECNICO n 1/ (12-01-) CANTINA PRODUTTORI VALDOBBIADENE POTATURA DELLA VITE QUANTE GEMME LASCIARE NEL Per ottenere dal vigneto il risultato migliore in termini di
Noce. Non richiede una potatura regolare Non sopporta tagli di grandi dimensioni Potatura: eliminazione succhioni, rami secchi, mal posizionati
Forma: vaso libero Noce Non richiede una potatura regolare Non sopporta tagli di grandi dimensioni Potatura: eliminazione succhioni, rami secchi, mal posizionati Franquette allevata in asse verticale Impalcatura
Cod. VM6U2. Potatura verde
Cod. VM6U2 Potatura verde Potatura verde o estiva Sebbene l operazione non trova il consenso di tutti i ricercatori si ritiene, oggi e sin dai tempi in cui la viticoltura inizia ad essere attuata con veri
POTATURA DELLA VITE QUANTE GEMME LASCIARE NEL 2015
C.E.C.A.T. Castelfranco V.to COMUNICATO TECNICO n 1/2015 (14-01-2015) CANTINA PRODUTTORI VALDOBBIADENE POTATURA DELLA VITE QUANTE GEMME LASCIARE NEL 2015 Per ottenere dal vigneto il risultato migliore
COMUNE DI CAMERI IMPIANTO E MANUTENZIONE DI UN MINI-VIGNETO URBANO
COMUNE DI CAMERI IMPIANTO E MANUTENZIONE DI UN MINI-VIGNETO URBANO Cameri, 4 febbraio 2016 Un cenno al quadro legislativo per i nuovi impianti di vigneto nella Comunità Europea: Il potenziale viticolo
Viticoltura in alto Canavese:
Viticoltura in alto Canavese: gestione del vigneto e tecniche colturali a confronto Alberto Cugnetto Pergola Valdostana Areale di circa 100 ha, terrazzata. Suoli sciolti di riporto, poco fertili, con ph
La parete vegetativa deve essere verticale e sottile
La parete vegetativa deve essere verticale e sottile Come impostare la chioma Principi per una chioma ideale La superficie fogliare deve mantenersi sana ed efficiente e con forte sviluppo primaverile;
Crescita - Ramificazione - Vigoria
Viticoltura Generale e Ampelografia Crescita - Ramificazione - Vigoria Giancarlo Scalabrelli * INTERAZIONI TRA LE GEMME DEL GERMOGLIO MODO DI RAMIFICAZIONE - ACROTONIA POTENZIALE VEGETATIVO ESPRESSIONE
Quando si deve concimare il vigneto? Come si deve concimare?
Quando si deve concimare il vigneto? Come si deve concimare? Quando si deve concimare il vigneto? Quando la naturale fertilità del suolo non è adeguata a sostenere il potenziale vegeto produttivo desiderato.
DELL EUROPA E DELL ASIA, ORMAI MONDO TRA I MAGGIORI PRODUTTORI EUROPEI ABBIAMO : POLONIA, REGNO UNITO E SPAGNA IN ITALIA (0,5-0,6%DELLA PRODUZIONE
LA COLTIVAZIONE DEL LAMPONE IL LAMPONE E UNA PIANTA ORIGINARIA DELL EUROPA E DELL ASIA, ORMAI CONOSCIUTA E DIFFUSA IN TUTTO IL MONDO TRA I MAGGIORI PRODUTTORI EUROPEI ABBIAMO : POLONIA, REGNO UNITO E SPAGNA
Le gemme sono piccoli nuclei meristematici subconici o emisferici che si formano all ascella delle foglie disposte lungo l asse dei germogli La loro
Le gemme sono piccoli nuclei meristematici subconici o emisferici che si formano all ascella delle foglie disposte lungo l asse dei germogli La loro forma è inizialmente piuttosto SEMPLICE E POCO DIFFERENZIATA
I lavori di potatura verde che si effettuano nella fase di pre-fioritura sono la spollonatura e la scacchiatura.
www.ti.ch/agricoltura - [email protected] - 091 814 35 48 pagina 1/7 VITICOLTURA Fase fenologica: Il tempo altalenante di questa prima metà di primavera ha causato una forte eterogeneità nel germogliamento
Cod. VM6U1. Forme di allevamento della vite
Cod. VM6U1 Forme di allevamento della vite Cenni storici Il sistema di allevamento della vite è un elemento importante di cui oggi si compone il paesaggio. Nella singola specificità esso rappresenta un
Principi della potatura Giancarlo Scalabrelli. La potatura di allevamento La potatura di produzione
Principi della potatura Giancarlo Scalabrelli La potatura di allevamento La potatura di produzione a.a. 2015-2016 DEFINIZIONI e SCOPI PER POTATURA SI INTENDE QUELL INSIEME DI OPERAZIONI EFFETTUATE SULLA
POTATURA DELLA VITE QUANTE GEMME LASCIARE NEL 2015
C.E.C.A.T. Castelfranco V.to COMUNICATO TECNICO n 1/2015 (14-01-2015) PROGETTO VITE POTATURA DELLA VITE QUANTE GEMME LASCIARE NEL 2015 Per ottenere dal vigneto il risultato migliore intermini di qualità
Piano di ristrutturazione e di riconversione dei vigneti
giunta regionale 8^ legislatura ALLEGATOB alla Dgr n. 3715 del 02 dicembre 2008 pag. 1/5 Piano di ristrutturazione e di riconversione dei vigneti Tabella 1 Tabella A - Costi di espianto del vecchio vigneto
POTATURA DELLA VITE QUANTE GEMME LASCIARE NEL 2013
C.E.C.A.T. Castelfranco V.to COMUNICATO TECNICO n 1/2013 (9-01-2013) CANTINA PRODUTTORI VALDOBBIADENE POTATURA DELLA VITE QUANTE GEMME LASCIARE NEL 2013 Per ottenere dal vigneto il risultato migliore intermini
Edizioni L Informatore Agrario.
www.vitaincampagna.it Edizioni L Informatore Agrario Tutti i diritti riservati, a norma della Legge sul Diritto d Autore e le sue sucessive modificazioni. Ogni utilizzo di quest opera per usi diversi da
La gestione del vigneto Giancarlo Scalabrelli
La gestione del vigneto Giancarlo Scalabrelli La gestione del vigneto: Del suolo Lavorazione, inerbimento, diserbo Fertilizzazione Della chioma Interventi in verde Tempistica Modalità Scelte tecniche per
ISTITUTO TECNICO AGRARIO
ISTITUTO TECNICO AGRARIO Giustino Fortunato Eboli Indirizzo: Viticoltura ed Enologia Anno scolastico: 2015/16 Classe: 5 C Docenti: Pisaturo Alfredo, De Chiara Pietro Disciplina: Viticoltura e difesa della
La gestione del suolo nel vigneto Giancarlo Scalabrelli
La gestione del suolo nel vigneto Giancarlo Scalabrelli La gestione del suolo nel vigneto: Importanza delle lavorazioni Fenomeni erosivi nel vigneto Perché fare l inerbimento Lavorazione, i tipi di inerbimento,
Olivicoltura: le cure colturali. Muggia 11 maggio 2015
Olivicoltura: le cure colturali Muggia 11 maggio 2015 Olivicoltura: le cure colturali Muggia 11 maggio 2015 Cos è la gestione agromonica? E l insieme di tutte le pratiche effettuate dall uomo per riuscire
Famiglia Liliaceae. Specie spontanee in zone a clima temperato-freddo: A. scaber Brign.
Famiglia Liliaceae Specie coltivata: Asparagus officinalis Specie spontanee in zone a clima mediterraneo: A.acutifolius L., A. albus L., A. aphyllus L., A. stipularis Forsk., A. medeoloides Thun. Specie
GESTIONE DEL SUOLO. Mantenere e migliorare le caratteristiche fisico-meccaniche del suolo. Evitare problemi di erosione superficiale.
GESTIONE DEL SUOLO Obiettivi Controllare lo sviluppo delle erbe (flora infestante, prato consociato) per evitare problemi di competizione per acqua ed elementi nutritivi che possono influenzare la produttività
DK SENSEI NUOVA GENETICA CON ECCEZIONALI POTENZIALITÀ PRODUTTIVE IBRIDO SEMI DWARF PIANTA BASSA E BILANCIATA PRODUZIONI STABILI ED ELEVATE
Un MONDO di COLZA DK SENSEI PRODUZIONI STABILI ED ELEVATE IBRIDO SEMI DWARF PIANTA BASSA E BILANCIATA Investimento Investimento consigliato 30-40 p/m 2 alla raccolta NUOVA GENETICA CON ECCEZIONALI POTENZIALITÀ
Convegno: IL VIGNETO IN UN CLIMA CHE CAMBIA: LE PRATICHE DEL BIOLOGICO PER AFFRONTARE L INCERTEZZA CLIMATICA
Convegno: IL VIGNETO IN UN CLIMA CHE CAMBIA: LE PRATICHE DEL BIOLOGICO PER AFFRONTARE L INCERTEZZA CLIMATICA Dott. Agr. Giovanni Bigot Azienda AMASTUOLA Venerdì 17 giugno ore 9,30 11,30 AREA CONVEGNI,
BOLLETTINO DI PRODUZIONE BIOLOGICA ED INTEGRATA N 1 DEL 6.02.2015
BOLLETTINO DI PRODUZIONE BIOLOGICA ED INTEGRATA N 1 DEL 6.02.2015 Si fa presente che le informazioni di seguito riportate fanno riferimento alle disposizioni relative ai Regolamenti CE sull Agricoltura
CILIEGIE PUGLIESI: L'ALLEVAMENTO A VASO LIBERO BASSO PER EVITARE I DANNI DELLE CALAMITA'
CILIEGIE PUGLIESI: L'ALLEVAMENTO A VASO LIBERO BASSO PER EVITARE I DANNI DELLE CALAMITA' A cura di Mario Colapietra, ricercatore Continua la raccolta in Puglia delle ciliegie delle varietà Bigareaux, Giorgia
Le colture di interesse zootecnico
Le colture di interesse zootecnico Modulo di sistemi foraggeri Andrea Onofri February 28, 2011 1 Peculiarità Contents 1 Prospettiva di studio 1 2 Classificazione specie 2 3 Classificazione delle colture
Controllo Integrato delle infestanti dell'actinidia. INFESTANTI CRITERI DI INTERVENTO SOSTANZE ATTIVE % S.a. DOSE l/ha ANNO Indipendentemente dal
INFESTANTI CRITERI DI INTERVENTO SOSTANZE ATTIVE % S.a. DOSE l/ha ANNO possibilità di intervenire con organi meccanici. Carfentrazone (1) 6,45 l/ha = 1 (1) Negli impianti in allevamento (3 anni) al massimo
L evoluzione integrata dei sistemi di allevamento e delle macchine
1 L evoluzione integrata dei sistemi di allevamento e delle macchine bilancio di trenta anni di attività sperimentale Cesare Intrieri Dipartimento di Colture Arboree Sezione Viticola del Centro Interdipartimentale
Nome dell Azienda. Codice Unico di Azienda Agricola (CUAA) o Codice fiscale della persona fisica o della società o ente che conduce l azienda
Concorso enologico internazionale La Selezione del Sindaco 2014 Premio Cifo/Città del Vino Impronte d eccellenza. Tecniche agronomiche sostenibili per una viticoltura di valore QUESTIONARIO PER LA VALUTAZIONE
Piano per vigneti in allevamento (nuovi impianti 1 e 2 anno)
GERMINA VITE Obiettivi colturali Di per sé la concimazione della vite non è complicata, ma diventa complessa nel momento in cui si desidera ottenere uve di qualità. In questo caso, allora, non é solo importante
ORPICCHIO. Vitis vinifera L.
ORPICCHIO Vitis vinifera L. Accessione: M10CM Utilizzazione: Uva da vino Zona di reperimento o provenienza: Provincia di Arezzo Cenni storici: L Orpicchio era coltivato nel Valdarno Superiore almeno fino
Corso di olivicoltura, la potatura degli olivi.
AGENZIA REGIONALE PER LO SVILUPPO E L INNOVAZIONE DELL AGRICOLTURA NEL MOLISE GIACOMO SEDATI Legge Regionale 23 novembre 2004, n.27 CAMPOBASSO UFFICIO DI VENAFRO Corso di olivicoltura, la potatura degli
Potatura dei fruttiferi
www.ersa.fvg.it Potatura dei fruttiferi Ennio Scarbolo: cell. 334-6564270 [email protected] SCOPO della potatura : creare un equilibrio nella pianta Pianta equilibrata Pianta non Evitare il
Cod. VM2U1. Botanica della vite. (Morfologia ed anatomia)
Cod. VM2U1 Botanica della vite (Morfologia ed anatomia) Organi della vite Radice Fusto Tralci Foglie Gemme Fiori Frutti Semi. Da seme Inizialmente fittonante, ma poco dopo spuntano, dalla radice principale,
DALL UVA AL MOSTO. Struttura del grappolo e composizione chimica dell uva
DALL UVA AL MOSTO Struttura del grappolo e composizione chimica dell uva L infruttescenza della vite è un grappolo composto che si presenta, a seconda del vitigno, con forme e dimensioni diverse. Il peso
SangioveSE R 10 R 24. Sangiovese
Sangiovese Vitigno di origine toscana secondo tutti gli autori o comunque dell Appennino tosco-emiliano. Ha trovato ampia diffusione in tutta l Italia centrale distinguendosi in biotipi diversi. Più recente
Sesti e densità di impianto: un argomento ancora attuale
Sesti e densità di impianto: un argomento ancora attuale Diego Tomasi e coll. Centro di Ricerca per la Viticoltura Conegliano Centro di Ricerca per la Viticoltura Conegliano, 13 giugno 2012 Zonazione del
Fisiopatie della Vite
Fisiopatie della Vite Montefusco Colli Irpini - Marzo2005 Alcune delle fisiopatie più importanti nella Vite Acinellatura, disturbi durante la fecondazione e fioritura, con la formazione di acini piccoli
GESTIONE ANNUALE DEL VIGNETO
libro definitivo.0.0-0-200 :0 Pagina GESTIONE ANNUALE DEL VIGNETO Gli obiettivi cui il viticoltore deve tendere sono: - garantire un giusto raccolto minimizzando l impatto sull ambiente circostante; -
La tecnica colturale per il ciliegio ad alta densità in Germania
La tecnica colturale per il ciliegio ad alta densità in Germania Martin Balmer DLR - Rheinpfalz Kompetenzzentrum Gartenbau Walporzheimer Str. 48 D-53474 Bad Neuenahr-Ahrweiler Mail: [email protected]
Resistenza al glifosate nelle colture arboree
Resistenza al glifosate nelle colture arboree Alberto Collavo CNR - Istituto di Biologia Agro-ambientale e Forestale, Legnaro Indice Glifosate, caratteristiche e problemi di resistenza Caratteristiche
Tendone. Capovolto. Guyot. 7% potatura invernale 36% potatura verde. vendemmia manuale 46% altri lavori 11% 10 % 27% 58% 16% 36% 37% 11%
La meccanizzazione in viticoltura Prof. Massimo Giubilei PREMESSA Una volta la raccolta dei prodotti agricoli era vissuta come una festa, l epilogo delle fatiche di un intero anno di lavoro. Vi partecipavano
VITICOLTURA MECCANIZZATA E SOSTENIBILE
VITICOLTURA MECCANIZZATA E SOSTENIBILE Evoluzione della viticoltura reggiana e delle tecniche colturali Il paesaggio viticolo reggiano Alberata Bellussi e Semi Bellussi Forme meccanizzabili ( GDC e Controspalliera
Meccanizzazione del vigneto in tutti gli aspetti qualitativi ed economici
Meccanizzazione del vigneto in tutti gli aspetti qualitativi ed economici PISA, 5 Marzo 2010 DR. ALESSIO MACCHIA Meccanizzazione del vigneto dopo la seconda guerra mondiale Lo scasso inizia ad essere eseguito
La Potatura della vite
La Potatura della vite Lezione 2/3 Relatore: Dott. Agronomo Marco Tonni Si ringraziano per i materiali didattici e per la collaborazione i Dott. Agr. Luigi Reghenzi, Fabio Sorgiacomo, Pierluigi Donna 19/12/2012
Densità di impianto: distanza tra le piante sul filare e tra i filari (da Fregoni 1984 e Calò 1987)
Densità di impianto: distanza tra le piante sul filare e tra i filari (da Fregoni 1984 e Calò 1987) Prima regola: oltre un certo carico produttivo per ceppo la qualità diminuisce ( ) Fittezza in relazione
La maturazione del Glera
GLERA: GLI STUDI DEL CREA PER LA SUA COLTIVAZIONE AGRONOMIA, FISIOLOGIA, GENETICA, DIFESA La maturazione del Glera Dr Patrick Marcuzzo CREA - VIT Susegana, Tv 14 dicembre 2016 La maturazione inzia con
Milo, Giugno Etna Etna, viticoltura di qualità: quali percorsi per il vino di frontiera LA VITICOLTURA DELL ETNA OGGI
I SAPORI DEL VULCANO Un viaggio attraverso le risorse agro alimentari del territorio del PIT ETNA Milo, 20 22 Giugno 2008 Etna Etna, viticoltura di qualità: quali percorsi per il vino di frontiera LA VITICOLTURA
23 luglio. 9 luglio. 27 settembre. 27 agosto. 6 agosto
9 luglio 23 luglio 6 agosto 27 agosto 27 settembre il tasso di sviluppo e la qualità delle gemme a fiore decresce con : stress idrico alte temperature carenze nutrizionali defogliazione danni da freddo
Materia PRODUZIONI VEGETALI
Materia PRODUZIONI VEGETALI Il presente materiale è di proprietà dell Istituto di Istruzione Superiore Mario Rigoni Stern ed è vietata qualsiasi copia non autorizzata Pagina 1 di 8 Le produzioni vegetali
E una società di servizio che offre assistenza tecnica alle aziende agricole, dal 1989.
Chi è Agriproject group srl? E una società di servizio che offre assistenza tecnica alle aziende agricole, dal 1989. 1 La fertilizzazione a base di acido ortosilicico: un esperienza su diverse colture.
LA COLTIVAZIONE DELL ACTINIDA IN FRIULI VENEZIA GIULIA
LA CLTIVAZINE DELL ACTINIDA IN FRIULI VENEZIA GIULIA Luca Benvenuto Servizio Ricerca e sperimentazione dell ERSA Corso Animatori PSR 2007-2013 Cervignano, 2 aprile 2008 BTANICA, RIGINE, INTRDUZINE IN EURPA
Tecniche di produzione dell olivo. Dott. Agronomo Ercole Aloe
Tecniche di produzione dell olivo Dott. Agronomo Ercole Aloe Albero FORMA IN NATURA CESPUGLIOSO COLTIVATO UNICO TRONCO ALTEZZA CONDIZIONI CLIMATICHE TECNICHE COLTURALI VARIETA Albero IMPIANTI INTENSIVI
Relazione Finale. Ombreggiamento della fascia produttiva in Vitis vinifera: effetti sulla composizione polifenolica delle bacche Parte 2
Relazione Finale Ombreggiamento della fascia produttiva in Vitis vinifera: effetti sulla composizione polifenolica delle bacche Parte 2 Candidato: Lorenzo Olivero Relatore: dott.ssa Silvia Guidoni Correlatore:
MOSCATO BIANCO. Vitis vinifera L.
MOSCATO BIANCO Vitis vinifera L. Utilizzazione: Uva da vino Zona di reperimento o provenienza: Arezzo Cenni storici: E' una varietà molto antica, coltivata in tutto il Mediterraneo da moltissimi secoli,
Cenni sulle principali operazioni di potatura di alcune piante da frutto. 1 febbraio 2014
Cenni sulle principali operazioni di potatura di alcune piante da frutto 1 febbraio 2014 Ma prima.un po di. Riscaldamento intellettuale... Cosa sono.. Le gemme? Sono organi vegetativi che rappresentano
Gestione dell irrigazione per la qualità in vigneto L uso corretto della microirrigazione
Albinea 6 Dicembre 2012 Gestione dell irrigazione per la qualità in vigneto L uso corretto della microirrigazione Federica Gaiotti CENTRO DI RICERCA PER LA VITICOLTURA - CONEGLIANO Cambiamenti climatici:
Corso di potatura base
Corso di potatura base Fattoria La Quercia 16 gennaio 2016 Punto Uva Cenni storici 9.000 a.c : addomesticamento di Vitis vinifera silvestris in Asia centrale 3.000 a.c. : in un testo sumerico si parla
La nutrizione fogliare: interventi di qualità. Elisa Savoia Kalòs
La nutrizione fogliare: interventi di qualità Elisa Savoia Kalòs La nutrizione fogliare - Per risolvere le carenze ma non solo - Per equilibrare la pianta allo scopo di ottenere raccolti di maggiore quantità
Interventi in verde nel vigneto: aspetti fisiologici e colturali
Interventi in verde nel vigneto: aspetti fisiologici e colturali Stefano Poni Istituto di Frutti-Viticoltura, Università Cattolica del Sacro Cuore, Piacenza Rispetto ambientale Qualità Il vigneto del 2000
Soluzioni per la difesa della vite da vino. Vite da Vino
Vite da Vino Peronospora Germogliamento Foglie distese Grappoli separati 0-00 g/hl 50-00 g/hl Fioritura Allegagione Accrescimento acini 50-00 g/hl 0-00 g/hl 50-00 g/hl Pre-chiusura Pre-raccolta 500 g/hl
Anno Accademico PRODUZIONI VEGETALI PER LE FILIERE AGROALIMENTARI. Piero Fiorino, Elettra Marone
Anno Accademico 2015-2016 PRODUZIONI VEGETALI PER LE FILIERE AGROALIMENTARI Piero Fiorino, Elettra Marone L ALBERO La pianta dell olivo coltivato è un cespuglio, caratterizzato da una ceppaia pollonifera
Viticoltura generale e Ampelografia FERTILITA ACROTONIA, ACROTONIA, VIGORIA. Giancarlo Scalabrelli *
Viticoltura generale e Ampelografia FERTILITA ACROTONIA, ACROTONIA, VIGORIA Giancarlo Scalabrelli * FERTILITA POTENZIALE FERTILITA REALE INTERAZIONI TRA LE GEMME DEL GERMOGLIO MODO DI RAMIFICAZIONE - ACROTONIA
AMPELOGRAFIA Grappolo e altri caratteri
AMPELOGRAFIA Grappolo e altri caratteri Giancarlo Scalabrelli * Metodo OIV - GENRES * Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-Ambientali, Università di Pisa a.a. 2012-2013 LE SCHEDE AMPELOGRAFICHE
UVA DA VINO STIMA DEI DANNI DA GRANDINE ED AVVERSITA ATMOSFERICHE
Corso di formazione di avvio alla professione: Perito estimatore danni da avversità atmosferiche - Perito Grandine UVA DA VINO STIMA DEI DANNI DA GRANDINE ED AVVERSITA ATMOSFERICHE La garanzia assicurativa
Coltivazione e difesa di olivo e vite con microrganismi EM, zeolitite micronizzata e oli essenziali
Dott. Domenico Prisa Dottore in Biotecnologie Agro-Industriali Specializzazione in Biotecnologie Vegetali e Microbiche P.H.D. in Crop Science Production Libero professionista consulente/tecnico scientifico
Associazione Frutteto di Vezzolano Giornata delle «Foglie cascanti» Cenni di Fisiologia dello sviluppo
Associazione Frutteto di Vezzolano Giornata delle «Foglie cascanti» 3-12-2016 Cenni di Fisiologia dello sviluppo Come le piante crescono e si sviluppano e come questi processi possono essere influenzati
PROVE SPERIMENTALI DI FERTIRRIGAZIONE DELL OLIVO NELLE MARCHE
Dipartimento di Scienze Ambientali e delle Produzioni Vegetali Università Politecnica delle Marche, Ancona PROVE SPERIMENTALI DI FERTIRRIGAZIONE DELL OLIVO NELLE MARCHE Enrico Maria Lodolini e Davide Neri
Seminario. L'uso sostenibile delle irroratrici nei vigneti a tendone. Prof. Ing. Simone Pascuzzi
ARPTRA 4 luglio 2013 Agriturismo Lama S.Giorgio Seminario L'uso sostenibile delle irroratrici nei vigneti a tendone Prof. Ing. Simone Pascuzzi Dipartimento di Scienze Agro-Ambientali e Territoriali Università
CAMEL s.r.l. - Via Torquato Tasso nº 43 - Alcamo (Trapani) Tel. : //
CAMEL s.r.l. - Via Torquato Tasso nº 43 - Alcamo (Trapani) Tel. : +39 329 7508613 // e-mail : [email protected] www.camelsrl.eu La Camel srl è una giovane azienda siciliana con sede ad Alcamo che si occupa
