CAPITOLO 5 IDRAULICA
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- Giorgia Ferraro
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1 CAPITOLO 5 IDRAULICA Cap. 5 1
2 FLUIDODINAMICA STUDIA I FLUIDI, IL LORO EQUILIBRIO E IL LORO MOVIMENTO FLUIDO CORPO MATERIALE CHE, A CAUSA DELLA ELEVATA MOBILITA' DELLE PARTICELLE CHE LO COMPONGONO, PUO' SUBIRE RILEVANTI VARIAZIONI DI FORMA, SOTTO L'AZIONE DI FORZE DI MINIMA ENTITA' Cap. 5 2
3 DENSITA' (d oppure ρ) ESPRIME LA MASSA CONTENUTA NELL'UNITA' DI VOLUME NEL S.I. SI MISURA IN kg/m3 DIPENDE DA PRESSIONE E TEMPERATURA (PER I LIQUIDI LA DIPENDENZA DALLA PRESSIONE E' MOLTO RIDOTTA) PESO SPECIFICO (γ) ESPRIME IL PESO DELL'UNITA' DI VOLUME NEL S.I. SI MISURA IN Newton/m3 γ = g d Cap. 5 3
4 TIPI DI FLUIDO LIQUIDO FLUIDO CHE OPPONE GRANDE RESISTENZA ALLE VARIAZIONI DI VOLUME E, INOLTRE, PESANTE (DENSITA ELEVATA) LIQUIDO = FLUIDO PESANTE INCOMPRIMIBILE AERIFORME (GAS) FLUIDO CHE SOTTO L'AZIONE DI FORZE DI MODESTA ENTITA' PUÒ SUBIRE RILEVANTI VARIAZIONI DI VOLUME E, INOLTRE, LEGGERO (DENSITA TRASCURABILE, IN CONFRONTO A QUELLA DEI LIQUIDI) AERIFORME / GAS = FLUIDO LEGGERO COMPRIMIBILE Cap. 5 4
5 PRESSIONE (ASSOLUTA) FORZA ESERCITATA SULL'UNITA' DI SUPERFICIE p = F / A (N/m2) 1 Pa = 1 N/m2 (Pascal) 1 atm = 1,033 kgp /cm2 = 1,033 x 9,81 N/cm2 x cm2/m2 = = N/m2= Pa 1 bar = Pa 1 atm 1 atm = 10,33 m c.a. = 760 mm Hg Cap. 5 5
6 PRESSIONE RELATIVA DIFFERENZA FRA PRESSIONE ASSOLUTA E PRESSIONE ATMOSFERICA 1 ata = 1 atm assoluta p (ate) = p (ata) - 1 atm ESEMPIO: PRESSIONE ASSOLUTA = 17,5 ata PRESSIONE RELATIVA = 16,5 ate CON BUONA APPROSSIMAZIONE LE STESSE PRESSIONI SI POSSONO ESPRIMERE CON LO STESSO VALORE NUMERICO ANCHE IN BAR (ASS. OPPURE REL.) PRESSIONE ASSOLUTA PRESSIONE RELATIVA = 17,5 ata 17,5 bar ass. = 16,5 ate 16,5 bar rel. Cap. 5 6
7 COMPORTAMENTO DEI FLUIDI TUTTI I FLUIDI (SIA I LIQUIDI, SIA I GAS) NON SOPPORTANO SFORZI DI TRAZIONE POSSONO QUINDI SOPPORTARE UNA COMPRESSIONE, CON PRESSIONE POSITIVA, MA NON POSSONO ESSERE DEFORMATI O SPOSTATI APPLICANDO UNA PRESSIONE NEGATIVA Cap. 5 7
8 IDRAULICA STUDIA I LIQUIDI, IL LORO EQUILIBRIO E IL LORO MOVIMENTO Cap. 5 8
9 STATICA DEI FLUIDI STUDIA I FLUIDI IN QUIETE (LE PARTICELLE NON SUBISCONO ALCUN SPOSTAMENTO RELATIVO NEL TEMPO) STATICA DEI FLUIDI PESANTI INCOMPRIMIBILI STUDIA I LIQUIDI IN QUIETE SOGGETTI UNICAMENTE ALL'AZIONE DEL CAMPO GRAVITAZIONALE PESANTE = DENSITA ELEVATA INCOMPRIMIBILE = LA DENSITA E COSTANTE Cap. 5 9
10 LEGGE DI STEVIN (EQUAZIONE FONDAMENTALE DELLA STATICA DEI FLUIDI PESANTI INCOMPRIMIBILI) z + p / γ = costante Cap. 5 10
11 LEGGE DI STEVIN Z = ALTEZZA GEODETICA ENERGIA POTENZIALE PER UNITA DI PESO p / γ = ALTEZZA PIEZOMETRICA ENERGIA DI PRESSIONE PER UNITA DI PESO z + p / γ = QUOTA PIEZOMETRICA ENERGIA TOTALE PER UNITA DI PESO Cap. 5 11
12 LEGGE DI STEVIN PIANO DEI CARICHI IDROSTATICI LA PRESSIONE E' PARI ALLA PRESSIONE ATMOSFERICA (LA PRESSIONE RELATIVA E' NULLA) PIANO DEI CARICHI IDROSTATICI ASSOLUTO LA PRESSIONE ASSOLUTA E' NULLA A TUTTI I PUNTI DI UN FLUIDO PESANTE INCOMPRIMIBILE COMPETE LA STESSA QUOTA PIEZOMETRICA LE SUPERFICI ISOBARICHE SONO PIANI ORIZZONTALI LA SUPERFICIE LIBERA DI SEPARAZIONE FRA DUE FLUIDI SI DISPONE SEMPRE SECONDO UN PIANO ORIZZONTALE Cap. 5 12
13 LEGGE DI STEVIN z A + p A / γ = z B + p B / γ p A = p ATM p B = p ATM + (z A - z B ) x γ = p ATM + γ h Cap. 5 13
14 LEGGE DI STEVIN z A + p A / γ = z B + p B / γ p A = p ATM p B = 0 z B z A = H = p ATM / γ IL FLUIDO PUO SALIRE AL MASSIMO ALLA QUOTA H, DOVE LA PRESSIONE ASSOLUTA E NULLA, MA NON PUO ANDARE OLTRE, PERCHE NON SOPPORTA SFORZI DI TRAZIONE Cap. 5 14
15 SPINTA SU UNA SUPERFICIE PIANA LA SPINTA E' SEMPRE DIRETTA PERPENDICOLARMENTE ALLA SUPERFICIE E VALE: S = γ ho A = po A G = BARICENTRO DELLA SUPERFICIE BAGNATA A = AREA BAGNATA Cap. 5 15
16 S P I N T A S U U N A S U P E R F IC IE P IA N A R E T T A D I S P O N D A R E T T A D I IN T E R S E Z IO N E F R A IL P IA N O C O N T E N E N T E L A S U P E R F IC IE E IL P IA N O D E I C A R IC H I ID R O S T A T IC I C E N T R O D I S P IN T A P U N T O D I A P P L IC A Z IO N E D E L L A S P IN T A. E ' S E M P R E P IU ' L O N T A N O D A L L A R E T T A D I S P O N D A, R IS P E T T O A L B A R IC E N T R O D E L L A S U P E R F IC IE P R E M U T A Cap. 5 16
17 PRINCIPIO DI ARCHIMEDE U N C O R P O IM M E R S O IN U N L IQ U ID O R IC E V E U N A S P IN T A V E R T IC A L E, D A L B A S S O V E R S O L 'A L T O, D I IN T E N S IT A ' P A R I A L P E S O D I U N V O L U M E D I L IQ U ID O U G U A L E A Q U E L L O D E L C O R P O IM M E R S O. L A S P IN T A P A S S A P E R IL B A R IC E N T R O D I T A L E V O L U M E D I L IQ U ID O. Cap. 5 17
18 PRINCIPIO DI ARCHIMEDE dl = DENSITA DEL LIQUIDO VL = VOLUME DEL LIQUIDO dc = DENSITA DEL CORPO VC = VOLUME DEL CORPO PC = VC x dc = PESO DEL CORPO F = VC x dl= PESO DEL LIQUIDO SPOSTATO = SPINTA CONDIZIONE DI EQUILIBRIO: PC = F VC x dl = VC x dc dl = dc SE dc < dl IL CORPO GALLEGGIA ED IL VOLUME IMMERSO SI CALCOLA DA: VC x dc / dl SE dc > dl IL CORPO NON GALLEGGIA (CADE SINO AD APPOGGIARSI SUL FONDO) Cap. 5 18
19 CINEMATICA DEI FLUIDI STUDIA IL MOVIMENTO DEI FLUIDI DINAMICA DEI FLUIDI STUDIA IL COMPORTAMENTO DEI FLUIDI IN MOVIMENTO SOTTO L'EFFETTO DI FORZE Cap. 5 19
20 PORTATA QUANTITA DI FLUIDO CHE TRANSITA IN UNA SEZIONE NELL UNITA DI TEMPO PORTATA MASSICA G = m / t (kg/s) PORTATA VOLUMETRICA Q= V / t = (m/d) / t = G / d (m3/s) Q = V / t = (A x s) / t = A x v (AREA x VELOCITA ) m 2 x m/s = m 3 / s G = Q d Cap. 5 20
21 MOTO PERMANENTE LE VARIE GRANDEZZE, IN UN PUNTO, NON CAMBIANO NEL TEMPO LA PORTATA E COSTANTE NEL TEMPO, PERCHE : Q = A x v, PER CUI, NON CAMBIANDO A E v, RIMANE COSTANTE Q INOLTRE, POICHE E COSTANTE LA MASSA TOTALE DEL SISTEMA, E ANCHE COSTANTE LA PORTATA IN TUTTI I PUNTI NEL MOTO PERMANENTE, LA PORTATA E COSTANTE NEL TEMPO E NELLO SPAZIO Cap. 5 21
22 CARICO IDRAULICO TOTALE H = z + p / γ + v 2 /2g z = ALTEZZA GEODETICA = ENERGIA POSIZIONALE p / γ = ALTEZZA PIEZOMETRICA = ENERGIA DI PRESSIONE v 2 /2g = ALTEZZA CINETICA = ENERGIA CINETICA H = CARICO IDRAULICO TOTALE = ENERGIA TOTALE TUTTI I TERMINI SONO ENERGIE PER UNITA DI PESO m g z / m g = z p V / m g = p v / g = p / d g ½ m v 2 / m g = v 2 / 2 g Cap. 5 22
23 IPOTESI: TEOREMA DI BERNOULLI FLUIDO PESANTE INCOMPRIMIBILE (LIQUIDO) SISTEMA CHIUSO (ASSENZA DI SCAMBI DI MASSA CON L'ESTERNO) MOTO PERMANENTE (GRANDEZZE IN OGNI PUNTO COSTANTI NEL TEMPO) FLUIDO IDEALE (ASSENZA DI PERDITE PER GLI ATTRITI NEL FLUIDO E TRA FLUIDO E TUBAZIONE) IN UNA CORRENTE FLUIDA, DOVE SONO VERIFICATE LE SUDDETTE IPOTESI: H = COSTANTE ESPRIME IL PRINCIPIO DI CONSERVAZIONE DELL ENERGIA. Cap. 5 23
24 TEOREMA DI BERNOULLI H = z + p / γ+ v 2 /2g = costante POICHE IL MOTO E PERMANENTE, Q = A x v = COSTANTE DOVE LA SEZIONE A E MINORE, AUMENTA LA VELOCITA v E DIMINUISCE LA QUOTA PIEZOMETRICA z + p / γ IN TRATTI ORIZZONTALI, SE DIMINUISCE LA SEZIONE DIMINUISCE ANCHE LA PRESSIONE Cap. 5 24
25 TEOREMA DI BERNOULLI IL SECONDO TUBICINO È IN GRADO DI TRASFORMARE IN PRESSIONE ANCHE L ALTEZZA CINETICA E QUINDI IL FLUIDO ARRIVA ALLA MASSIMA QUOTA POSSIBILE, PARI A TUTTO IL CARICO IDRAULICO H. IL PRIMO TUBICINO NO E QUINDI IL FLUIDO ARRIVA FINO ALLA QUOTA PIEZOMETRICA. Cap. 5 25
26 PROCESSI DI EFFLUSSO z A + p A / γ + v A 2 /2g = zb + p B / γ + v B 2 /2g v B 2 /2g = za + p A / γ - z B = h + δ se δ è trascurabile rispetto ad h: v B = 2 g h area nella sezione contratta: A c = C x A A = area del foro C = coefficiente di contrazione = 0,6 portata: Q = A c x v B Cap. 5 26
27 FLUIDI REALI - PERDITE DI CARICO LE PERDITE DI CARICO NEL MOVIMENTO SONO DOVUTE AGLI ATTRITI FRA LE PARTICELLE DEL FLUIDO ED ALLE TURBOLENZE CHE SI CREANO NEI PUNTI PARTICOLARI (CAMBIAMENTI DI SEZIONE, CURVE, INTERSEZIONI FRA DIVERSE CONDOTTE, ETC.) PERDITE DI CARICO DISTRIBUITE SONO DOVUTE AGLI SFORZI TANGENZIALI FRA LE PARTICELLE DEL FLUIDO DURANTE IL MOTO RETTILINEO, PER EFFETTO DELLA VISCOSITA' PERDITE DI CARICO LOCALIZZATE SONO DOVUTE ALLE TURBOLENZE CHE SI CREANO NEI PUNTI PARTICOLARI (CAMBIAMENTI DI SEZIONE, CURVE, ETC.) Cap. 5 27
28 TEOREMA DI BERNOULLI PER FLUIDI REALI z A + p A / γ + v A 2 /2g = zb + p B / γ + v B 2 /2g + H A = H B + H B = H A - = PERDITA DI CARICO FRA A e B che è un punto più a valle di A rispetto al senso del moto Cap. 5 28
29 CALCOLO DELLE PERDITE DI CARICO PERDITE DI CARICO DISTRIBUITE ESISTONO FORMULE PER CALCOLARE LA CADENTE J (PERDITA DI CARICO PER UNITA' DI LUNGHEZZA DELLA TUBAZIONE) LA PERDITA TOTALE VALE: = J x L Cap. 5 29
30 PERDITE DI CARICO DISTRIBUITE Cap. 5 30
31 CALCOLO DELLE PERDITE DI CARICO PERDITE DI CARICO DISTRIBUITE LA CADENTE DIPENDE DA: CARATTERISTICHE DEL MOTO (PORTATA Q, VELOCITA v) CARATTERISTICHE DEL TUBO (DIAMETRO D, RUGOSITA ε) CARATTERISTICHE DEL FLUIDO (VISCOSITA ν) J = F(Q, v, D, ε, ν) EQUAZIONI TIPICHE: J = k v 2 / D = k' Q 2 / D 5 DOVE LA COSTANTE k, E QUINDI LA CADENTE, E PROPORZIONALE ALLA VISCOSITA DEL FLUIDO ED ALLA RUGOSITA DELLA TUBAZIONE NORMALMENTE, SI UTILIZZANO GRAFICI CHE RIPORTANO J = F(Q, v, D) PER LE TUBAZIONI DI COMUNE IMPIEGO E PER I FLUIDI PIU COMUNI (ESEMPIO: ACQUA) Cap. 5 31
32 CALCOLO DELLE PERDITE DI CARICO PERDITE DI CARICO LOCALIZZATE SI POSSONO CALCOLARE ANALITICAMENTE PER OGNI TIPO DI DISCONTINUITA' E CIASCUNA VIENE POI TRADOTTA IN UNA LUNGHEZZA EQUIVALENTE DI TUBAZIONE DIRITTA, CHE DA UNA PERDITA DISTRIBUITA COMPLESSIVAMENTE UGUALE ALLA PERDITA LOCALIZZATA EFFETTIVA - TUTTE LE LUNGHEZZE EQUIVALENTI SI SOMMANO E SI OTTIENE IL TOTALE L pl LUNGHEZZA FITTIZIA: L f = L + L pl PERDITA TOTALE: = J x L f IN ALTERNATIVA, SI POSSONO ESPRIMERE LE PERDITE LOCALIZZATE TOTALI COME % (p, DI SOLITO 5-10%) DELLE PERDITE DISTRIBUITE: PERDITA TOTALE: = (J x L ) x (1 + p) Cap. 5 32
33 CALCOLO DELLE PERDITE DI CARICO Cap. 5 33
34 CALCOLO DELLE PERDITE DI CARICO Cap. 5 34
35 POTENZA DI UNA CORRENTE IN UNA SEZIONE IN UN QUALUNQUE PUNTO DI UNA CONDOTTA IN PRESSIONE, DOVE FLUISCE UN FLUIDO CON PORTATA Q, CARICO TOTALE H = z + p/γ + v 2 /2g E PESO SPECIFICO γ, LA POTENZA DELLA CORRENTE FLUIDA VALE: P = E/t = m g H / t = g G H = γ Q H PER EFFETTO DELLE PERDITE DI CARICO, CHE FANNO DIMINUIRE IL CARICO TOTALE H, LA POTENZA DELLA CORRENTE NELLA CONDOTTA DIMINUISCE LUNGO IL SENSO DEL MOTO H B < H A ==> P B < P A Cap. 5 35
36 POTENZA DI UNA CORRENTE IN UNA SEZIONE H B < H A ===> P B < P A E = P x t ===> E B < E A LE PERDITE DI CARICO CAUSANO UNA PERDITA DI ENERGIA Cap. 5 36
37 SCAMBI DI ENERGIA FRA UN FLUIDO E UNA MACCHINA POMPA MACCHINA OPERATRICE, CHE UTILIZZA L ENERGIA MECCANICA FORNITA DA UN MOTORE ELETTRICO PER SOLLEVARE UN LIQUIDO INCOMPRIMIBILE O PER FARLO CIRCOLARE IN UNA TUBAZIONE IN BASE AL MODO IN CUI TRASMETTONO L ENERGIA AL FLUIDO LE POMPE POSSONO ESSERE SUDDIVISE IN VOLUMETRICHE O CENTRIFUGHE Cap. 5 37
38 POMPA H m = carico totale del fluido nella sezione di ingresso della pompa H v = carico totale del fluido nella sezione di uscita della pompa H = H v H m = Prevalenza della pompa (differenza fra il carico totale in uscita e quello in ingresso) Cap. 5 38
39 POTENZA DI UNA POMPA POTENZA TEORICA NECESSARIA P n = γ Q (H v - H m ) = γ Q (H A - H B + ) = γ Q H dove: γ = Peso specifico (densità x acc. gravità) Q = Portata = Perdite di carico totali (distribuite + localizzate) H = Prevalenza della pompa IN CIRCUITI CHIUSI: P n = γ Q POTENZA REALE NECESSARIA P = P n / ( η i x η m x η e ) Cap. 5 39
40 POTENZA DI UNA POMPA POTENZA IDRAULICA P i = P n / η i η i = RENDIMENTO IDRAULICO (70% - 85%) Tiene conto delle perdite di carico del fluido all interno della pompa POTENZA MECCANICA P m = Pi / η m η m = RENDIMENTO MECCANICO (90% - 98%) Tiene conto delle perdite per attrito delle parti mobili della pompa POTENZA ELETTRICA ASSORBITA DAL MOTORE P e = P m / η e η e = RENDIMENTO ELETTRICO ( 90% - 97%) Rapporto fra l energia meccanica all albero del motore e l energia elettrica assorbita dallo stesso Cap. 5 40
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