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RELAZIONE SEMESTRALE AL 30 GIUGNO 2015 SELLA GESTIONI SGR S.P.A. appartiene al Gruppo bancario Banca Sella ed è soggetta all attività di direzione e coordinamento di Banca Sella Holding S.p.A. NORDFONDO LIQUIDITA NOTA ILLUSTRATIVA CONTESTO GENERALE DI MERCATO La parte finale del 2014 è stata caratterizzata da un rallentamento generalizzato della crescita globale in cui i paesi emergenti mediamente confermano le aspettative per i dati consuntivi, sebbene con grandi cambiamenti nella distribuzione della crescita penalizzando i paesi esportatori di materie prime e petrolio ed avvantaggiando quelli manifatturieri, mentre le economie sviluppate hanno subito una lieve battuta d arresto principalmente legata a Giappone ed Area Euro. Le attese del Fondo Monetario Internazionale per la fine del 2015 e per il 2016 contenute nel World Economic Outlook di aprile rimangono confermate su un sentiero di ripresa in cui cresce il contributo dei paesi sviluppati al dato complessivo grazie all accelerazione di molti paesi nell Eurozona e degli Stati Uniti. Il documento evidenzia che il maggior impulso al risultato 2015 delle economie avanzate (previste in crescita complessivamente del 2,4%) proviene dagli Stati Uniti che, grazie alla ripresa dei consumi, del settore manifatturiero ed immobiliare insieme ad una politica monetaria ancora accomodante, hanno visto una costante discesa del tasso di disoccupazione fino a sfiorare i livelli pre-crisi col dato di 5,4% di giugno ed un aumento della capacità di spesa che sta trainando l economia verso una crescita attesa del 3,1% sia per il 2015 che per il 2016. L andamento del mercato del lavoro rappresenta una delle leve di decisione più importanti per la politica monetaria impostata dal governatore delle Federal Reserve Janet Yellen, che, dopo aver posto fine agli acquisti di asset da parte della banca centrale (il cosiddetto tapering ), ha continuato a supportare l economia americana proseguendo il reinvestimento dei titoli in scadenza e mantenendo i tassi invariati, posticipando il momento per il primo rialzo dal 2008 anche grazie ad una dinamica inflattiva poco preoccupante dovuta alla riduzione dei costi per energia e materie prime. L obiettivo della Fed è quello di continuare a stabilizzare i mercati e favorire l economia per migliorare non solo il dato assoluto di disoccupazione ma soprattutto il livello qualitativo dell occupazione creata avvicinandosi ai livelli pre-crisi, mantenendo allo stesso tempo sotto controllo l inflazione (che secondo i dati di maggio rimane stabile attorno allo 0% annuo). Nell Area Euro gli ultimi dati disponibili aggiornati al primo trimestre 2015 evidenziano una situazione variegata, in cui il dato complessivo annualizzato del +1% è influenzato positivamente dalla performance della Germania con +1% e Francia con +0,8%, mentre l Italia, la terza economia dell Eurozona, esce dal lungo periodo di recessione che durava dal 2011 segnando un modesto +0,1%. Gli altri paesi cosiddetti PIIGS, ad eccezione della Grecia, mostrano importanti segnali di accelerazione nel primo trimestre dell anno con la Spagna che cresce del 2,7%, il Portogallo del 1,5% e l Irlanda del 4,1%. Ad influenzare la crescita hanno contribuito soprattutto i consumi privati, supportati da una rinnovata fiducia di imprese e famiglie che sono tornate ad aumentare le proprie spese ed investimenti, e le esportazioni, favorite da un Euro che si trova ai livelli minimi verso il Dollaro dal 2003 a causa della diversa direzione delle politiche monetarie delle Banche Centrali. Nonostante questi segnali di ripresa il tasso di disoccupazione stenta a calare in maniera consistente: il dato di maggio 2015 dell 11,10% è molto vicino a quello della fine del 2014. Il mercato del lavoro europeo continua ad essere contraddistinto da importanti differenze tra i suoi paesi, con una accentuata fragilità nell area periferica come Spagna (23,78%), Grecia (25,60%) ed Italia (12,4%) in cui la disoccupazione giovanile tocca punte superiori al 40%, mentre la Germania si conferma stabile attorno al 6,4%. Il tasso d inflazione ha rappresentato in questo primo semestre uno dei dati più importanti e maggiormente seguiti dagli operatori non solo per le sue ricadute sui prezzi al consumo ma soprattutto perché rappresenta una dei parametri decisionali fondamentali per la Banca Centrale Europea. La discesa dei prezzi del petrolio e delle materie prime ha causato alla fine del 2014 e nella prima parte dell anno un forte rallentamento della dinamica inflattiva, fino a portare l area Euro in deflazione: il dato di giugno di +0,2% è ancora molto lontano dall obiettivo del 2% di lungo periodo dichiarato dalla BCE. Lo slittamento in deflazione dell Eurozona ha rappresentato la motivazione principale per lo storico annuncio del 22 gennaio del presidente Draghi dell avvio di un quantitative easing anche in Europa. Il programma di allentamento monetario fa seguito alle già implementate misure sugli ABS e per il rifinanziamento di lungo periodo delle banche TLTRO, e prevede l acquisto di circa 60 miliardi di asset al mese a partire da marzo 2015 fino a settembre 2016 per un importo complessivo attorno ai 1.200 miliardi di Euro. La positività portata sui mercati dal www.sellagestioni.it 800.10.20.10

quantitative easing ha permesso di affrontare con un maggiore supporto e con una forte base di liquidità disponibile le tensioni generate dalla cosiddetta Grexit : la maggioranza emersa dalle elezioni di gennaio nel paese ellenico è rappresentata da una coalizione guidata dal partito euroscettico Syriza e dal premier Tsipras che hanno imperniato la campagna elettorale ed i primi mesi di quest anno sulla rinegoziazione dei termini di austerity che la Troika aveva concordato con il precedente governo. Il braccio di ferro durato per tutta la prima metà dell anno ha portato il paese in una grave crisi di liquidità, con l imposizione di limiti ai movimenti di capitale per evitare una corsa agli sportelli ed il rapido svuotamento dei depositi bancari, aggravando la situazione di recessione già in atto. A sostegno del settore bancario è intervenuta la BCE con l Emergency Liquidity Assistance che fornendo una linea di circa 80 miliardi ha finora evitato l insolvenza degli istituti. In questo contesto il 30 giugno si è verificato il primo mancato pagamento della Grecia nei confronti del Fondo Monetario Internazionale e l indizione di un referendum per l accettazione o il rifiuto delle condizioni contenute nella proposta di salvataggio formulata da BCE, Commissione Europea e FMI. Nei primi sei mesi del 2015 il Giappone ha proseguito nell implementazione del complesso piano di stimolo monetario e rilancio economico conosciuto come Abenomics. Nella prima parte dell anno l economia ha continuato a riprendersi moderatamente con il venir meno degli effetti del rialzo dell imposta sul valore aggiunto, mentre nel secondo trimestre ha mostrato segni di accelerazione grazie all aumento della produzione industriale e delle esportazioni ed è prevista concludere l anno con una progressione dell 1%. Il tasso di inflazione, storicamente molto basso o negativo in Giappone, ha visto rallentare la sua crescita ed allontanarsi dai target di politca macroeconomica (sebbene le aspettative di medio periodo rimangano attorno al 2%) principalmente a causa della caduta dei prezzi dell energia e delle materie prime, di cui il paese è importatore netto. Negli ultimi due anni le economie emergenti hanno rallentato il loro ritmo di crescita, con un dato aggregato che è passato dal +4,7% del 2013 al +4,4% del 2014, mentre il 2015 secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale si chiuderà con una crescita aggregata del 4,3%, in deciso calo rispetto alle previsioni di inizio anno. Il motivo principale di tale revisione al ribasso sono stati i problemi di diversa natura che hanno afflitto le più grandi economie emergenti (i cosiddetti BRICS) che contribuiscono maggiormente al dato complessivo. La discesa dei prezzi delle materie prime e del petrolio, insieme ad una forte instabilità politica interna a seguito di elezioni e scandali, o delle relazioni internazionali hanno penalizzato il Sudafrica ma soprattutto il Brasile e la Russia, mentre la Cina ha iniziato a stabilizzare il proprio ritmo di crescita attorno al 7% annuo, in graduale frenata rispetto agli anni precedenti. Le riforme strutturali ed una politica monetaria espansiva hanno invece irrobustito le capacità di crescita dell economi Indiana che è attesa chiudere il 2015 ed il 2016 con un +7%. Il deteriorarsi delle condizioni macroeconomiche e di stabilità politica ha portato negli ultimi mesi ad un importante deflusso di investitori da questa categoria di investimento dopo un inizio d anno in crescita, stimolati dall ingente liquidità disponibile sui mercati internazionali e dall aumentato appetito per il rischio. In Europa l andamento del mercato obbligazionario è stato molto positivo grazie soprattutto all effetto del quantitative easing, che ha ridotto i rendimenti e gli spread tra paesi core e periferici ai minimi storici, ed al miglioramento delle condizioni di crescita in molti paesi dell Eurozona. Tuttavia nella seconda parte del semestre sulla scia delle tensioni generate dalla crisi greca si è assistito ad un rialzo dei tassi, sebbene l ampia liquidità disponibile e la fiducia nel proseguimento dei programmi monetari abbiano notevolmente calmierato i movimenti di mercato. Guardando all intervallo 1 gennaio 30 giugno molti paesi europei presentano rendimenti e spread in crescita da inizio anno, tuttavia la rilevazione è fortemente influenzata nella fase finale dalla tensione dei mercati dovuta all incertezza sul rimborso della Grecia al FMI del 30 giugno. A seguito del mancato pagamento il paese ellenico è entrato in una condizione di morosità che gli impedirà di accedere agli altri aiuti del FMI finché non verrà onorata la scadenza non saldata. Depurando quest effetto, lo spread tra titoli decennali italiani e tedeschi, che al 30 giugno era di 156 bps, ha avuto una media nel periodo inferiore ai 120 bps, mentre i titoli spagnoli hanno registrato una media di 115 bps, sebbene al 30 giugno segnassero 152 bps di differenza. Lo stesso effetto si è avuto sui tassi, con il rendimento dei Btp decennali passato dall 1,85% al 2,38%, ed i Bonos passati dall 1,58% al 2,29%, sebbene entrambi i titoli di riferimento siano rimasti sotto il 2% di rendimento per la maggior parte del semestre e siano risaliti solo sulla scia delle tensioni greche. Sul fronte americano invece i rendimenti dei Treasury decennali hanno registrato un costante e progressivo aumento, passando dall 1,86% di inizio anno a 2,35%, scontando un ormai vicino rialzo dei tassi ed un aspettativa di inflazione più elevata nel medio periodo. Il positivo andamento del comparto governativo, la ricerca di rendimenti più elevati ed il consolidarsi della modesta crescita europea hanno spinto al ribasso anche i rendimenti dei titoli corporate europei, salvo poi ritracciare in maniera più che proporzionale nella seconda parte del semestre. I mercati obbligazionari emergenti hanno avuto un andamento diversificato, a seconda della loro esposizione ai prezzi delle materie prime, alle principali valute ed a tensioni geopolitiche importanti. In particolare dall inizio dell anno l area asiatica ha beneficiato di una compressione dei rendimenti grazie al miglioramento delle condizioni di molti paesi manifatturieri, esposti ad un Dollaro forte ed importatori netti di materie prime e petrolio. Di converso l area sudamericana ha sofferto per il deprezzamento del petrolio ed ha pagato un instabilità politica in Brasile, maggiore economia dell area, dovuta all elezione di un partito non troppo vicino al mondo imprenditoriale e coinvolto in un indagine sulle tangenti nel settore petrolifero. L area dell Europa orientale sta invece lentamente tornando alla normalità con la stabilizzazione delle relazioni tra Russia ed Europa, ed il rafforzamento delle economie di Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca. Nel corso del semestre i mercati azionari sia delle economie avanzate che dei paesi emergenti sono stati protagonisti di un deciso rialzo, sostenuti da prospettive di crescita più elevate, da aspettative di inflazione maggiori e dalle politiche monetarie espansive in atto in Europa e Giappone. Nell ultima parte del semestre le incertezze dovute al primo rialzo dei tassi in America, alla debolezza di alcuni dei paesi emergenti più importanti e le tensioni della crisi greca hanno negativamente influenzato le performance degli indici azionari. Dall inizio di gennaio alla fine di giugno la performance dell indici MSCI Europe TR espresso in Euro è stata del 5,27%, mentre l indice relativo alla sola Eurozona MSCI EMU TR ha ottenuto un rendimento di 11,02%, con rialzi molto consistenti sui mercati periferici di Italia e Spagna che hanno sovraperformato gli indici core di Germania, Francia e Regno Unito, mentre a livello di capitalizzazione di mercato il segmento dei consumi ciclici, quello finanziario e quello farmaceutico hanno sovraperformato i rispettivi indici. La performance del mercato azionario nordamericano, sintetizzata dall indice MSCI North America TR espresso in dollari, ha registrato un rendimento leggermente positivo (+0,59%) nonostante alcuni dei suoi indici maggiori come l S&P500 ed il Nasdaq si trovino sui livelli di massimo storico. A sostenere le valutazioni dei titoli americani hanno contribuito la forza dell economia FONDI COMUNI - Semestrale SELLA GESTIONI SGR 2

americana, la prudenza della Fed circa la tempistica del primo rialzo dei tassi, l andamento dell occupazione che continua a creare posti di lavoro e l aumento della capacità di spesa di imprese e famiglie dato dalla caduta del costo di energia e carburanti. L indice MSCI Pacific TR espresso in Dollari ha ottenuto da inizio anno un rendimento positivo del 7,23%, trainato dalla performance notevole del mercato azionario giapponese e cinese, il primo trainato dalla politica monetaria e fiscale espansiva dell Abenomics ed il secondo stimolato dal grande afflusso di investitori domestici retail e dall accordo con Hong Kong per un collegamento diretto delle due borse valori. I primi sei mesi del 2015 hanno visto rendimenti positivi anche sui mercati azionari emergenti, con l indice generale MSCI Emerging Markets TR in dollari che ha registrato nel periodo un incremento dell 1,81%, sebbene alcuni dei paesi che pesano maggiormente nell indice abbiano ottenuto performance negative come il Brasile (MSCI Brazil TR -10,3%), il Messico (MSCI Mexico TR -2,3%) e la Turchia (MSCI Emerging Markets Turkey -17,25%), mentre hanno sovraperformato l indice generale con rimbalzi a doppia cifra la Russia (MSCI Russia +27,3%), la Cina (MSCI China USD +12,64%) e l Ungheria (MSCI Emerging Markets Hungary USD +23,56%). Il Vix, l indice che misura la volatilità sui mercati americani, è sceso di circa il 5%, ma le rilevazioni di inizio anno e del 30 giugno sono state influenzate da momenti di tensione temporanea poiché nel periodo l indice è stato costantemente nell intervallo 12-15, non lontano dai livelli di minimo storico. L area euro, soprattutto nella seconda parte del semestre, è stata protagonista di una volatilità più accentuata con l indice di volatilità calcolato sull Eurostoxx50 che è aumentato del 23,3%. A livello settoriale sia in Europa che negli Stati Uniti la maggior parte dei settori ha avuto performance positive ed i rialzi maggiori sono stati riportati dai settori Health Care, Consumer Goods e Telecommunications, mentre in entrambe le aree si riporta la performance negativa del settore Oil&Gas. Nel semestre l Euro ha continuato a deprezzarsi rispetto alla maggior parte delle principali valute mondiali, con svalutazioni che a fine giugno sono del -5,74% verso lo Yen Giapponese, -7,86% verso il Dollaro Americano, -8,62% nei confronti della Sterlina Inglese e -13,39% verso il Franco Svizzero, quest ultimo a seguito della dichiarazione della Banca Centrale Svizzera di abbandonare il tasso di cambio fisso verso l Euro. In particolare verso il Dollaro la differente direzione delle politiche monetarie delle due banche centrali ha portato l Euro a sfiorare la parità (minimo 1,04) segnando i minimi storici dalla sua nascita. Nell arco dei primi sei mesi dell anno il Dollaro Americano si è apprezzato nei confronti della maggior parte delle principali valute emergenti, con apprezzamenti del 16,76% verso il Real Brasiliano, del 7,68% verso la Rupia Indonesiana, del 6,69% verso il Peso Messicano e del 5,17% verso lo Zar Sudafricano, mentre è rimasto sostanzialmente stabile verso la Rupia Indiana (+0,96%) e verso il Renminbi Cinese (-0,11%). Nello stesso periodo l Euro si è deprezzato dell 8,21% verso il Renminbi Cinese e del 5,94% verso il Won Sud Coreano, mentre si è rivalutato del 5,88% verso la Lira Turca. Il Rublo Russo dall inizio dell anno è stato protagonista di un apprezzamento del 6,18% nei confronti del Dollaro e del 16,61% verso l Euro a seguito dell intervento in sua difesa della Banca Centrale Russa che può contare su ingenti riserve valutarie per sostenerne le quotazioni. ILLUSTRAZIONE DELL ATTIVITÀ DI GESTIONE Durante il primo semestre, la politica gestionale ha privilegiato un atteggiamento molto attivo sia in termini di asset allocation che di scelte di duration e di curva: i principali catalist del mercato sono stati l inizio del quantitative easing della BCE, nel primo trimestre, la nuova crisi del debito greco e l avvicinarsi del primo rialzo dei tassi della FED, nel secondo trimestre. In termini di allocazione geografica, in particolare, il maggior sovrappeso sul portafoglio è stato concentrato sui governativi italiani con scadenze a breve e medio termine e si è mantenuto in sovrappeso anche l investimento su quelli spagnoli; si sono continuate a tenere azzerate le esposizioni su Grecia, Portogallo, Irlanda, e le obbligazioni governative degli emittenti core e sovranazionali, come le BEI e le UE, a favore di titoli corporate dei paesi core che offrivano un buon pick-up sul governativo stesso. A questo proposito, è stata mantenuta una percentuale in portafoglio di titoli corporate di elevato rating, sia a tasso fisso che a tasso variabile, per diversificare appunto il rischio dai titoli governativi e beneficiare di un extra-rendimento. Ovviamente, una percentuale dei corporate in portafoglio è anche costituita da titoli di società che risiedono nei paesi periferici. Nel corso del semestre è stata mantenuta mediamente una duration superiore a quella del benchmark di riferimento; si è preferita un allocazione che puntasse su una probabile sovraperformance del tratto a brevissimo termine delle curve dei rendimenti italiana e spagnola, che offrivano un maggior carry rispetto alle curve dei paesi core. Inoltre, i governativi di Italia e Spagna mostravano a nostro avviso il miglior rapporto rischio/rendimento. Nel corso dell anno si è anche incrementata la percentuale delle emissioni a tasso variabile, sia governative (CCT) che corporate bancari. Nel corso del semestre il patrimonio del fondo è passato da 346.372.759 euro al 30 dicembre 2014 a 323.948.583 euro al 30 giugno 2015 di cui 304.012.765 euro relativi alla Classe A e 19.935.818 euro relativi alla Classe C. In particolare, tale variazione è stata determinata per 109 migliaia di euro dal risultato negativo del semestre e per circa 22.315 migliaia di euro dall effetto negativo della raccolta così suddiviso: Classe A effetto negativo per 23.955 migliaia di euro, Classe C effetto positivo per 1.640 migliaia di euro. Si fornisce in allegato l elenco analitico dei primi 50 strumenti finanziari detenuti e comunque di tutti quelli che superano lo 0,5 per cento delle attività in ordine decrescente di valore. EVENTI DI PARTICOLARE IMPORTANZA Come riportato negli eventi successivi nella relazione al Rendiconto annuale del Fondo al 30 dicembre 2014, il Consiglio di Amministrazione di Sella Gestioni SGR S.p.A. nella riunione del 23 gennaio 2015 ha deliberato di apportare alcune modifiche al Regolamento dei Fondi Comuni Armonizzati appartenenti al Sistema Fondi Aperti Gestnord, in parte di carattere formale finalizzate ad una maggiore chiarezza espositiva ed in parte riguardanti le caratteristiche dei fondi la cui opportunità è stata evidenziata dall operatività gestionale o dall evoluzione normativa. Di seguito le modifiche che rientrano tra quelle approvate in via generale dalla Banca d Italia e che sono entrate in vigore dal 15 Aprile 2015: FONDI COMUNI - Semestrale SELLA GESTIONI SGR 3

- nell ambito della Scheda identificativa del prodotto, ove sono indicate le fonti di riferimento per la pubblicazione del valore della quota e delle eventuali modifiche regolamentari, viene limitata al sito internet della Sgr la pubblicazione delle modifiche regolamentari, togliendo quindi per queste ultime il riferimento al giornale Il Sole 24 Ore; - possibilità di investire in depositi bancari elevata dal 30% al 100% per Nordfondo Liquidità; dal 15% al 50% per Nordfondo Obbligazioni Euro Breve Termine, Nordfondo Obbligazioni Euro Medio Termine, Nordfondo Obbligazioni Dollari, Nordfondo Obbligazioni Paesi Emergenti, Nordfondo Obbligazioni Euro Corporate; dal 15% al 30% per Nordfondo Obbligazioni Convertibili, Investimenti Sostenibili, Gestnord Bilanciato Euro nonché per tutti gli altri fondi azionari e flessibili; - per tutti i fondi elevazione fino al 100% del valore complessivo netto del fondo dell esposizione complessiva in strumenti finanziari derivati per finalità diverse da quelle di copertura ed inserimento della possibilità di assumere posizioni corte nette. L utilizzo della leva attualmente non è previsto per Nordfondo Liquidità; è previsto entro il limite del 20% per Nordfondo Obbligazioni Euro Breve Termine, Nordfondo Obbligazioni Euro Medio Termine, Nordfondo Obbligazioni Dollari, Nordfondo Obbligazioni Paesi Emergenti, Nordfondo Obbligazioni Euro Corporate, Nordfondo Obbligazioni Convertibili, Investimenti Sostenibili; è previsto entro il limite del 30% per tutti gli altri fondi; - modifica relativa alla qualità creditizia di alcuni emittenti; - variazioni relative alla duration, laddove presente, per la quale è stato indicato il limite massimo che in alcuni casi è stato innalzato (per Nordfondo Obbligazioni Euro Breve Termine, Nordfondo Obbligazioni Euro Medio Termine, Nordfondo Obbligazioni Dollari, Nordfondo Obbligazioni Paesi Emergenti, Nordfondo Obbligazioni Euro Corporate, Gestnord Bilanciato Euro); - esplicitazione del limite massimo per divise diverse da quelle tipiche del fondo (laddove indicate) e in alcuni casi innalzamento del limite stesso: per Nordfondo Obbligazioni Euro Medio Termine, Nordfondo Obbligazioni Euro Corporate, Gestnord Bilanciato Euro limite del 20% per divise diverse dall euro; per Nordfondo Obbligazioni Convertibili limite del 20% per divise diverse da quelle dell area Europa; per Nordfondo Obbligazioni Dollari limite del 30% per divise diverse dal dollaro; per Gestnord Asset Allocation soppressione del limite del 30% per l esposizione al rischio cambio (da contenuto a libero); - possibilità di investire nei Paesi Emergenti fino al 20% (da residuale) per Nordfondo Obbligazioni Euro Medio Termine, Nordfondo Obbligazioni Dollari, Nordfondo Obbligazioni Euro Corporate, Nordfondo Obbligazioni Convertibili, Gestnord Bilanciato Euro; fino al 10% per Gestnord Azioni Italia, Gestnord Azioni Europa, Gestnord Azioni America, Gestnord Azioni Trend Settoriali, Gestnord Asset Allocation; dal 50% all 80% per Gestnord Azioni Pacifico; - laddove sono indicati i benchmark di riferimento ai fini del calcolo delle commissioni di performance, per il fondo Nordfondo Obbligazioni Convertibili cambio del benchmark da 95% Indice Exane Eurozone Convertible Bond + 5% MTS Italia Monetario a 95% Indice Exane Europe Convertible Bond + 5% MTS Italia Monetario; il nuovo benchmark consentirebbe una maggior diversificazione di portafoglio e di diluire l incidenza dei singoli emittenti in quanto comprende un maggior numero di emissioni, oltre ad un allineamento ai principali competitors che hanno come area di investimento principale l Europa; - vengono spostate alcune indicazioni relative alle caratteristiche del prodotto dalla parte comune a tutti i fondi alla parte specifica relativa ai singoli fondi per maggior evidenza espositiva (come le percentuali di investimento in OICR e in depositi bancari). Il Consiglio di Amministrazione di Sella Gestioni SGR S.p.A. nella riunione del 27 marzo 2015 ha deliberato di apportare alcune modifiche al Regolamento dei Fondi Comuni Armonizzati appartenenti al Sistema Fondi Aperti Gestnord; le variazioni sono consistite: - nell escludere che possano essere effettuate solo in regime di appropriatezza/adeguatezza le sottoscrizioni delle quote di Classe A, introducendo quindi una nuova opportunità operativa per i sottoscrittori; - nell aggiornare il numero di iscrizione della Società all Albo delle SGR tenuto dalla Banca d Italia che va riportato nel testo regolamentare e che, in seguito alla possibilità normativamente introdotta di gestire FIA (Fondi di Investimento Alternativi), è stato suddiviso tra FIA ed OICVM; di conseguenza il numero di iscrizione di Sella Gestioni è cambiato da numero 11 dell Albo delle SGR ex art. 35 D.Lgs. 58/98 in numero 5 dell Albo delle SGR ex art. 35 D.Lgs. 58/98 Sezione Gestori di OICVM. Con l occasione, sono stati apportati gli adeguamenti terminologici derivanti dall entrata in vigore del nuovo Regolamento sulla gestione collettiva del risparmio della Banca d Italia. Le suddette modifiche, che rientrano tra quelle approvate in via generale dalla Banca d Italia, sono entrate in vigore dal 15 Aprile 2015. Si ricorda che, a livello fiscale, il decreto legge 24 aprile 2014, n. 66 agli artt. 3 e 4 ha disposto, a decorrere dal 1 luglio 2014, l aumento dal 20 al 26 per cento dell aliquota delle ritenute e delle imposte sostitutive applicabili sui redditi di capitale e sui redditi diversi di natura finanziaria ad eccezione dei redditi derivanti dalle obbligazioni e dagli altri titoli pubblici italiani ed equiparati, dalle obbligazioni emesse dagli Stati esteri che consentono un adeguato scambio di informazioni e dalle obbligazioni emesse da enti territoriali dei suddetti Stati per i quali si applica l aliquota del 12,5 per cento. In particolare, relativamente ai redditi da capitale derivanti dalla partecipazione a OICR, la ritenuta del 26 per cento è applicata sull ammontare dei proventi distribuiti in costanza di partecipazione all OICR e sull ammontare dei proventi compresi nella differenza tra il valore di rimborso, liquidazione o cessione delle quote e il costo medio ponderato di sottoscrizione o acquisto delle quote medesime, al netto del 51,92 per cento della quota dei proventi riferibili alle obbligazioni e agli altri titoli pubblici italiani ed esteri sopracitati (al fine di garantire una tassazione dei predetti proventi nella misura del 12,5 per cento). I proventi riferibili ai predetti titoli pubblici italiani ed esteri sono determinati in proporzione alla percentuale media dell attivo investita direttamente, o indirettamente per il tramite di altri organismi di investimento, nei titoli medesimi. La percentuale media applicabile in ciascun semestre solare è rilevata sulla base degli ultimi due prospetti degli OICR, semestrali o annuali, redatti entro il semestre solare anteriore alla data di distribuzione dei proventi, di riscatto, cessione o liquidazione delle quote. Relativamente alle quote detenute al 30 giugno 2014, sui proventi realizzati in sede di rimborso, cessione o liquidazione delle quote e riferibili ad importi maturati alla predetta data si applica la ritenuta nella misura del 20 per cento in luogo FONDI COMUNI - Semestrale SELLA GESTIONI SGR 4

di quella del 26 per cento. In tal caso, la base imponibile dei redditi da capitale è determinata al netto del 37,5 per cento della quota riferibile ai predetti titoli pubblici italiani ed esteri. LINEE STRATEGICHE PER IL FUTURO Per il secondo semestre 2015 non si prevede di apportare modifiche di rilievo alla politica gestionale; in particolare, date le differenze di rendimento offerto dai titoli del tratto a brevissimo termine della curva euro, sarà ancora necessario sfruttare il differenziale degli spread tra i paesi dell area, tenendo sempre in considerazione il rischio emittente. Nello specifico, si prevede di sfruttare il carry delle obbligazioni governative italiane e spagnole, considerato il basso livello di rendimento offerto dai titoli di stato dei paesi core ed il miglior rapporto rischio-rendimento tra i paesi periferici. Per aumentare il rendimento a scadenza del fondo occorrerà continuare a mantenere una buona percentuale di titoli corporate in portafoglio. Infine si prevede di aumentare l esposizione ai titoli a tasso variabile per beneficiare di una possibile graduale risalita dei tassi di interesse. Grazie ai significativi e tangibili passi avanti da parte delle istituzioni europee e dei singoli stati appartenenti all Unione, appare comunque notevolmente diminuito l impatto di un possibile effetto contagio del debito greco. L incertezza comunque permane sull evoluzione della crisi e sta aumentando anche la preoccupazione del mercato relativamente a nuovi rischi geo-politici ed ai relativi impatti economici della crisi ucraina. Inoltre, relativamente alla dinamica dei fondamentali macroeconomici europei i tassi di crescita ed inflazione sembrano in lenta ripresa. Tali elementi inducono ad una certa prudenza in termini di duration da adottare sul fondo e di esposizione complessiva ai cosiddetti risky-assets. PERFORMANCE RAGGIUNTE Il fondo nel corso del semestre ha realizzato le seguenti performance così suddivise: Classe A -0,05%, Classe C 0,03% a fronte dello 0,03% del benchmark. Il basso livello dei tassi di rendimento delle curve sulla parte a brevissimo termine non ha permesso di difendere la performance in un contesto di generale risalita dei tassi di rendimento stessi. Milano, 23 luglio 2015 IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE FONDI COMUNI - Semestrale SELLA GESTIONI SGR 5

NORDFONDO LIQUIDITÀ Società di gestione: SELLA GESTIONI S.G.R. S.p.A. Banca Depositaria: ISTITUTO CENTRALE DELLE BANCHE POPOLARI ITALIANE S.p.A. SITUAZIONE PATRIMONIALE AL 30 GIUGNO 2015 Situazione al Situazione a fine 30/6/2015 esercizio precedente valore in percentuale valore in percentuale ATTIVITA' complessivo del totale attività complessivo del totale attività A. STRUMENTI FINANZIARI QUOTATI 311.752.871 96,021 336.419.579 96,822 A1. Titoli di debito 311.752.871 96,021 336.419.579 96,822 A1.1 Titoli di Stato 258.149.086 79,511 314.781.839 90,595 A1.2 Altri 53.603.785 16,510 21.637.740 6,227 A2. Titoli di capitale A3. Parti di O.I.C.R. B. STRUMENTI FINANZIARI NON QUOTATI B1. Titoli di debito B2. Titoli di capitale B3. Parti di O.I.C.R. C. STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI C1. Margini presso organismi di compensazione e garanzia C2. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati quotati C3. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati non quotati D. DEPOSITI BANCARI D1. A vista D2. Altri E. PRONTI CONTRO TERMINE ATTIVI E OPERAZIONI ASSIMILATE F. POSIZIONE NETTA DI LIQUIDITA' 10.520.291 3,240 8.227.835 2,368 F1. Liquidità disponibile 10.520.291 3,240 8.227.835 2,368 F2. Liquidità da ricevere per operazioni da regolare F3. Liquidità impegnata per operazioni da regolare G. ALTRE ATTIVITA' 2.399.913 0,739 2.814.567 0,810 G1. Ratei attivi 2.399.913 0,739 2.814.567 0,810 G2. Risparmio di imposta G3. Altre TOTALE ATTIVITA' 324.673.075 100,000 347.461.981 100,000 FONDI COMUNI - Semestrale SELLA GESTIONI SGR 6

NORDFONDO LIQUIDITÀ Società di gestione: SELLA GESTIONI S.G.R. S.p.A. Banca Depositaria: ISTITUTO CENTRALE DELLE BANCHE POPOLARI ITALIANE S.p.A. SITUAZIONE PATRIMONIALE AL 30 GIUGNO 2015 Situazione al Situazione a fine 30/6/2015 esercizio precedente valore valore PASSIVITA' E NETTO complessivo complessivo H. FINANZIAMENTI RICEVUTI I. PRONTI CONTRO TERMINE PASSIVI E OPERAZIONI ASSIMILATE L. STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI L1. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati quotati L2. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati non quotati M. DEBITI VERSO I PARTECIPANTI 424.522 760.970 M1. Rimborsi richiesti e non regolati 424.522 760.970 M2. Proventi da distribuire M3. Altri N. ALTRE PASSIVITA' 299.970 328.252 N1. Provvigioni ed oneri maturati e non liquidati 299.970 328.252 N2. Debiti di imposta N3. Altre TOTALE PASSIVITA' 724.492 1.089.222 VALORE COMPLESSIVO NETTO DEL FONDO 323.948.583 346.372.759 VALORE COMPLESSIVO NETTO DEL FONDO CLASSE A 304.012.765 328.078.913 Numero delle quote in circolazione classe A 47.105.543,382 50.813.634,335 Valore unitario delle quote classe A 6,454 6,457 VALORE COMPLESSIVO NETTO DEL FONDO CLASSE C 19.935.818 18.293.846 Numero delle quote in circolazione classe C 3.080.673,264 2.827.847,904 Valore unitario delle quote classe C 6,471 6,469 Movimenti delle quote nel semestre classe A classe C Quote emesse 6.373.067,380 2.483.250,402 Quote rimborsate 10.081.158,333 2.230.425,042 FONDI COMUNI - Semestrale SELLA GESTIONI SGR 7

NORDFONDO LIQUIDITÀ Società di gestione: SELLA GESTIONI S.G.R. S.p.A. Banca Depositaria: ISTITUTO CENTRALE DELLE BANCHE POPOLARI ITALIANE S.p.A. PROSPETTO DI DETTAGLIO DEI PRINCIPALI TITOLI IN PORTAFOGLIO (i primi 50 e comunque tutti quelli che superano lo 0,5% delle attività del fondo) Denominazione Div. Quantità Ctv in migliaia di Euro % inc.su attività CCT TV 2010/15.12.2015 EUR 33.500.000 33.604 10,350 CTZ 0 2013/31.12.2015 EUR 27.500.000 26.978 8,309 CCT 09/01.07.2016 EUR 26.333.000 26.359 8,119 CCT TV 2008/1.9.2015 EUR 26.213.000 26.229 8,079 BTPS 2,75% 2012/1.12.2015 EUR 22.500.000 22.748 7,006 BTP 3,75% 2005/1.8.2015 EUR 22.500.000 22.569 6,951 BTP 2,45% 2012/26.3.2016 INFL LINKED EUR 19.351.000 19.689 6,064 BTP 3% 2010/01.11.2015 EUR 15.000.000 15.146 4,665 BOTS ZC 2015 14.01.2016 EUR 12.500.000 12.481 3,844 BTPS 4,5% 2012/15.7.2015 EUR 10.000.000 10.015 3,085 BOTS ZC 12.02.2015/12.02.2016 EUR 10.000.000 9.987 3,076 BOTS ZC 2014/14.10.2015 EUR 10.000.000 9.977 3,073 ICTZ 0 2014/29/04/2016 EUR 10.000.000 9.894 3,047 SPAIN LETRAS ZC 2014/11.12.2015 EUR 7.500.000 7.482 2,304 INTESA SAN PAOLO 2013/11.1.2016 TV EUR 5.000.000 5.022 1,547 BANCA INTESA TV 2013/29.7.2015 EUR 5.000.000 5.004 1,541 BBVA SENR FIN 4,375% 2012/21.9.2015 EUR 4.000.000 4.036 1,243 UNICREDIT SPA 4,375% 2012/11.9.2015 EUR 4.000.000 4.028 1,241 SANTANDER 1,45% 2014/29.01.2016 EUR 4.000.000 4.023 1,239 UNICREDIT FLOAT 2013/24.07.2015 EUR 4.000.000 4.003 1,233 UNICREDIT SPA TV 2013/22.1.2016 EUR 3.500.000 3.519 1,084 ENEL 3,5% 2010/26.02.2016 EUR 3.000.000 3.060 0,942 LUXOTTICA 4% 2010/10.11.2015 EUR 3.000.000 3.039 0,936 CCT TV 2010/01.03.2017 EUR 2.500.000 2.498 0,769 BOTS ZC 2014/14.12.2015 EUR 2.500.000 2.493 0,768 TELEFONICA 5,496% 09/1.4.2016 EUR 2.000.000 2.076 0,639 GOLDMAN SACHS 4,5% 2011/09.05.2016 EUR 2.000.000 2.072 0,638 ENI SPA 5% 2009/28.1.2016 EUR 2.000.000 2.053 0,632 TELEFONICA 4,375% 2006/2.2.2016 EUR 2.000.000 2.048 0,631 BBVA SENIOR FIN 3,875% 2010/06.08.2015 EUR 2.000.000 2.006 0,618 GOLDMANS SACHS TV 2006/23.5.2016 EUR 2.000.000 2.002 0,617 INTESA SAN PAOLO 4,875 2012/10.7.2015 EUR 2.000.000 2.002 0,617 ATLANTIA 5,625% 2009/06.05.2016 EUR 1.500.000 1.565 0,482 SNAM RGIM 4,375 2012/11.7.2016 EUR 1.000.000 1.041 0,321 SNAM RGIM 2% 2012/13,11.2015 EUR 1.000.000 1.006 0,310 FONDI COMUNI - Semestrale SELLA GESTIONI SGR 8

RELAZIONE DI GESTIONE AL 30 GIUGNO 2015 SELLA GESTIONI SGR S.P.A. appartiene al Gruppo bancario Banca Sella ed è soggetta all attività di direzione e coordinamento di Banca Sella Holding S.p.A. NORDFONDO OBBLIGAZIONI EURO BREVE TERMINE RELAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI CONTESTO GENERALE DI MERCATO La parte finale del 2014 è stata caratterizzata da un rallentamento generalizzato della crescita globale in cui i paesi emergenti mediamente confermano le aspettative per i dati consuntivi, sebbene con grandi cambiamenti nella distribuzione della crescita penalizzando i paesi esportatori di materie prime e petrolio ed avvantaggiando quelli manifatturieri, mentre le economie sviluppate hanno subito una lieve battuta d arresto principalmente legata a Giappone ed Area Euro. Le attese del Fondo Monetario Internazionale per la fine del 2015 e per il 2016 contenute nel World Economic Outlook di aprile rimangono confermate su un sentiero di ripresa in cui cresce il contributo dei paesi sviluppati al dato complessivo grazie all accelerazione di molti paesi nell Eurozona e degli Stati Uniti. Il documento evidenzia che il maggior impulso al risultato 2015 delle economie avanzate (previste in crescita complessivamente del 2,4%) proviene dagli Stati Uniti che, grazie alla ripresa dei consumi, del settore manifatturiero ed immobiliare insieme ad una politica monetaria ancora accomodante, hanno visto una costante discesa del tasso di disoccupazione fino a sfiorare i livelli pre-crisi col dato di 5,4% di giugno ed un aumento della capacità di spesa che sta trainando l economia verso una crescita attesa del 3,1% sia per il 2015 che per il 2016. L andamento del mercato del lavoro rappresenta una delle leve di decisione più importanti per la politica monetaria impostata dal governatore delle Federal Reserve Janet Yellen, che, dopo aver posto fine agli acquisti di asset da parte della banca centrale (il cosiddetto tapering ), ha continuato a supportare l economia americana proseguendo il reinvestimento dei titoli in scadenza e mantenendo i tassi invariati, posticipando il momento per il primo rialzo dal 2008 anche grazie ad una dinamica inflattiva poco preoccupante dovuta alla riduzione dei costi per energia e materie prime. L obiettivo della Fed è quello di continuare a stabilizzare i mercati e favorire l economia per migliorare non solo il dato assoluto di disoccupazione ma soprattutto il livello qualitativo dell occupazione creata avvicinandosi ai livelli pre-crisi, mantenendo allo stesso tempo sotto controllo l inflazione (che secondo i dati di maggio rimane stabile attorno allo 0% annuo). Nell Area Euro gli ultimi dati disponibili aggiornati al primo trimestre 2015 evidenziano una situazione variegata, in cui il dato complessivo annualizzato del +1% è influenzato positivamente dalla performance della Germania con +1% e Francia con +0,8%, mentre l Italia, la terza economia dell Eurozona, esce dal lungo periodo di recessione che durava dal 2011 segnando un modesto +0,1%. Gli altri paesi cosiddetti PIIGS, ad eccezione della Grecia, mostrano importanti segnali di accelerazione nel primo trimestre dell anno con la Spagna che cresce del 2,7%, il Portogallo del 1,5% e l Irlanda del 4,1%. Ad influenzare la crescita hanno contribuito soprattutto i consumi privati, supportati da una rinnovata fiducia di imprese e famiglie che sono tornate ad aumentare le proprie spese ed investimenti, e le esportazioni, favorite da un Euro che si trova ai livelli minimi verso il Dollaro dal 2003 a causa della diversa direzione delle politiche monetarie delle Banche Centrali. Nonostante questi segnali di ripresa il tasso di disoccupazione stenta a calare in maniera consistente: il dato di maggio 2015 dell 11,10% è molto vicino a quello della fine del 2014. Il mercato del lavoro europeo continua ad essere contraddistinto da importanti differenze tra i suoi paesi, con una accentuata fragilità nell area periferica come Spagna (23,78%), Grecia (25,60%) ed Italia (12,4%) in cui la disoccupazione giovanile tocca punte superiori al 40%, mentre la Germania si conferma stabile attorno al 6,4%. Il tasso d inflazione ha rappresentato in questo primo semestre uno dei dati più importanti e maggiormente seguiti dagli operatori non solo per le sue ricadute sui prezzi al consumo ma soprattutto perché rappresenta uno dei parametri decisionali fondamentali per la Banca Centrale Europea. La discesa dei prezzi del petrolio e delle materie prime ha causato alla fine del 2014 e nella prima parte dell anno un forte rallentamento della dinamica inflattiva, fino a portare l area Euro in deflazione: il dato di giugno di +0,2% è ancora molto lontano dall obiettivo del 2% di lungo periodo dichiarato dalla BCE. Lo slittamento in deflazione dell Eurozona ha www.sellagestioni.it 800.10.20.10

rappresentato la motivazione principale per lo storico annuncio del 22 gennaio del presidente Draghi dell avvio di un quantitative easing anche in Europa. Il programma di allentamento monetario fa seguito alle già implementate misure sugli ABS e per il rifinanziamento di lungo periodo delle banche TLTRO, e prevede l acquisto di circa 60 miliardi di asset al mese a partire da marzo 2015 fino a settembre 2016 per un importo complessivo attorno ai 1.200 miliardi di Euro. La positività portata sui mercati dal quantitative easing ha permesso di affrontare con un maggiore supporto e con una forte base di liquidità disponibile le tensioni generate dalla cosiddetta Grexit : la maggioranza emersa dalle elezioni di gennaio nel paese ellenico è rappresentata da una coalizione guidata dal partito euroscettico Syriza e dal premier Tsipras che hanno imperniato la campagna elettorale ed i primi mesi di quest anno sulla rinegoziazione dei termini di austerity che la Troika aveva concordato con il precedente governo. Il braccio di ferro durato per tutta la prima metà dell anno ha portato il paese in una grave crisi di liquidità, con l imposizione di limiti ai movimenti di capitale per evitare una corsa agli sportelli ed il rapido svuotamento dei depositi bancari, aggravando la situazione di recessione già in atto. A sostegno del settore bancario è intervenuta la BCE con l Emergency Liquidity Assistance che fornendo una linea di circa 80 miliardi ha finora evitato l insolvenza degli istituti. In questo contesto il 30 giugno si è verificato il primo mancato pagamento della Grecia nei confronti del Fondo Monetario Internazionale e l indizione di un referendum per l accettazione o il rifiuto delle condizioni contenute nella proposta di salvataggio formulata da BCE, Commissione Europea e FMI. Nei primi sei mesi del 2015 il Giappone ha proseguito nell implementazione del complesso piano di stimolo monetario e rilancio economico conosciuto come Abenomics. Nella prima parte dell anno l economia ha continuato a riprendersi moderatamente con il venir meno degli effetti del rialzo dell imposta sul valore aggiunto, mentre nel secondo trimestre ha mostrato segni di accelerazione grazie all aumento della produzione industriale e delle esportazioni ed è prevista concludere l anno con una progressione dell 1%. Il tasso di inflazione, storicamente molto basso o negativo in Giappone, ha visto rallentare la sua crescita ed allontanarsi dai target di politca macroeconomica (sebbene le aspettative di medio periodo rimangano attorno al 2%) principalmente a causa della caduta dei prezzi dell energia e delle materie prime, di cui il paese è importatore netto. Negli ultimi due anni le economie emergenti hanno rallentato il loro ritmo di crescita, con un dato aggregato che è passato dal +4,7% del 2013 al +4,4% del 2014, mentre il 2015 secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale si chiuderà con una crescita aggregata del 4,3%, in deciso calo rispetto alle previsioni di inizio anno. Il motivo principale di tale revisione al ribasso sono stati i problemi di diversa natura che hanno afflitto le più grandi economie emergenti (i cosiddetti BRICS) che contribuiscono maggiormente al dato complessivo. La discesa dei prezzi delle materie prime e del petrolio, insieme ad una forte instabilità politica interna a seguito di elezioni e scandali, o delle relazioni internazionali hanno penalizzato il Sudafrica ma soprattutto il Brasile e la Russia, mentre la Cina ha iniziato a stabilizzare il proprio ritmo di crescita attorno al 7% annuo, in graduale frenata rispetto agli anni precedenti. Le riforme strutturali ed una politica monetaria espansiva hanno invece irrobustito le capacità di crescita dell economi Indiana che è attesa chiudere il 2015 ed il 2016 con un +7%. Il deteriorarsi delle condizioni macroeconomiche e di stabilità politica ha portato negli ultimi mesi ad un importante deflusso di investitori da questa categoria di investimento dopo un inizio d anno in crescita, stimolati dall ingente liquidità disponibile sui mercati internazionali e dall aumentato appetito per il rischio. In Europa l andamento del mercato obbligazionario è stato molto positivo grazie soprattutto all effetto del quantitative easing, che ha ridotto i rendimenti e gli spread tra paesi core e periferici ai minimi storici, ed al miglioramento delle condizioni di crescita in molti paesi dell Eurozona. Tuttavia nella seconda parte del semestre sulla scia delle tensioni generate dalla crisi greca si è assistito ad un rialzo dei tassi, sebbene l ampia liquidità disponibile e la fiducia nel proseguimento dei programmi monetari abbiano notevolmente calmierato i movimenti di mercato. Guardando all intervallo 1 gennaio 30 giugno molti paesi europei presentano rendimenti e spread in crescita da inizio anno, tuttavia la rilevazione è fortemente influenzata nella fase finale dalla tensione dei mercati dovuta all incertezza sul rimborso della Grecia al FMI del 30 giugno. A seguito del mancato pagamento il paese ellenico è entrato in una condizione di morosità che gli impedirà di accedere agli altri aiuti del FMI finché non verrà onorata la scadenza non saldata. Depurando quest effetto, lo spread tra titoli decennali italiani e tedeschi, che al 30 giugno era di 156 bps, ha avuto una media nel periodo inferiore ai 120 bps, mentre i titoli spagnoli hanno registrato una media di 115 bps, sebbene al 30 giugno segnassero 152 bps di differenza. Lo stesso effetto si è avuto sui tassi, con il rendimento dei Btp decennali passato dall 1,85% al 2,38%, ed i Bonos passati dall 1,58% al 2,29%, sebbene entrambi i titoli di riferimento siano rimasti sotto il 2% di rendimento per la maggior parte del semestre e siano risaliti solo sulla scia delle tensioni greche. Sul fronte americano invece i rendimenti dei Treasury decennali hanno registrato un costante e progressivo aumento, passando dall 1,86% di inizio anno a 2,35%, scontando un ormai vicino rialzo dei tassi ed un aspettativa di inflazione più elevata nel medio periodo. Il positivo andamento del comparto governativo, la ricerca di rendimenti più elevati ed il consolidarsi della modesta crescita europea hanno spinto al ribasso anche i rendimenti dei titoli corporate europei, salvo poi ritracciare in maniera più che proporzionale nella seconda parte del semestre. I mercati obbligazionari emergenti hanno avuto un andamento diversificato, a seconda della loro esposizione ai prezzi delle materie prime, alle principali valute ed a tensioni geopolitiche importanti. In particolare dall inizio dell anno l area asiatica ha beneficiato di una compressione dei rendimenti grazie al miglioramento delle condizioni di molti paesi manifatturieri, esposti ad un Dollaro forte ed importatori netti di materie prime e petrolio. Di converso l area sudamericana ha sofferto per il deprezzamento del petrolio ed ha pagato un instabilità politica in Brasile, maggiore economia dell area, dovuta all elezione di un partito non troppo vicino al mondo imprenditoriale e coinvolto in un indagine sulle tangenti nel settore petrolifero. L area dell Europa orientale sta invece lentamente tornando alla normalità con la stabilizzazione delle relazioni tra Russia ed Europa, ed il rafforzamento delle economie di Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca. Nel corso del semestre i mercati azionari sia delle economie avanzate che dei paesi emergenti sono stati protagonisti di un deciso rialzo, sostenuti da prospettive di crescita più elevate, da aspettative di inflazione maggiori e dalle politiche monetarie espansive in atto in Europa e Giappone. Nell ultima parte del semestre le incertezze dovute al primo rialzo dei tassi in America, alla debolezza di alcuni dei paesi emergenti più importanti e le tensioni della crisi greca hanno negativamente influenzato le performance degli indici azionari. Dall inizio di gennaio alla fine di giugno la performance dell indici MSCI Europe TR espresso in Euro è stata del 5,27%, mentre l indice relativo alla sola Eurozona MSCI EMU TR ha ottenuto un rendimento di 11,02%, con rialzi molto consistenti sui mercati periferici di Italia e Spagna che hanno sovraperformato gli indici core di Germania, Francia e Regno Unito, mentre a livello di FONDI COMUNI SELLA GESTIONI SGR 2

capitalizzazione di mercato il segmento dei consumi ciclici, quello finanziario e quello farmaceutico hanno sovraperformato i rispettivi indici. La performance del mercato azionario nordamericano, sintetizzata dall indice MSCI North America TR espresso in dollari, ha registrato un rendimento leggermente positivo (+0,59%) nonostante alcuni dei suoi indici maggiori come l S&P500 ed il Nasdaq si trovino sui livelli di massimo storico. A sostenere le valutazioni dei titoli americani hanno contribuito la forza dell economia americana, la prudenza della Fed circa la tempistica del primo rialzo dei tassi, l andamento dell occupazione che continua a creare posti di lavoro e l aumento della capacità di spesa di imprese e famiglie dato dalla caduta del costo di energia e carburanti. L indice MSCI Pacific TR espresso in Dollari ha ottenuto da inizio anno un rendimento positivo del 7,23%, trainato dalla performance notevole del mercato azionario giapponese e cinese, il primo trainato dalla politica monetaria e fiscale espansiva dell Abenomics ed il secondo stimolato dal grande afflusso di investitori domestici retail e dall accordo con Hong Kong per un collegamento diretto delle due borse valori. I primi sei mesi del 2015 hanno visto rendimenti positivi anche sui mercati azionari emergenti, con l indice generale MSCI Emerging Markets TR in dollari che ha registrato nel periodo un incremento dell 1,81%, sebbene alcuni dei paesi che pesano maggiormente nell indice abbiano ottenuto performance negative come il Brasile (MSCI Brazil TR -10,3%), il Messico (MSCI Mexico TR -2,3%) e la Turchia (MSCI Emerging Markets Turkey -17,25%), mentre hanno sovraperformato l indice generale con rimbalzi a doppia cifra la Russia (MSCI Russia +27,3%), la Cina (MSCI China USD +12,64%) e l Ungheria (MSCI Emerging Markets Hungary USD +23,56%). Il Vix, l indice che misura la volatilità sui mercati americani, è sceso di circa il 5%, ma le rilevazioni di inizio anno e del 30 giugno sono state influenzate da momenti di tensione temporanea poiché nel periodo l indice è stato costantemente nell intervallo 12-15, non lontano dai livelli di minimo storico. L area euro, soprattutto nella seconda parte del semestre, è stata protagonista di una volatilità più accentuata con l indice di volatilità calcolato sull Eurostoxx50 che è aumentato del 23,3%. A livello settoriale sia in Europa che negli Stati Uniti la maggior parte dei settori ha avuto performance positive ed i rialzi maggiori sono stati riportati dai settori Health Care, Consumer Goods e Telecommunications, mentre in entrambe le aree si riporta la performance negativa del settore Oil&Gas. Nel semestre l Euro ha continuato a deprezzarsi rispetto alla maggior parte delle principali valute mondiali, con svalutazioni che a fine giugno sono del -5,74% verso lo Yen Giapponese, -7,86% verso il Dollaro Americano, -8,62% nei confronti della Sterlina Inglese e -13,39% verso il Franco Svizzero, quest ultimo a seguito della dichiarazione della Banca Centrale Svizzera di abbandonare il tasso di cambio fisso verso l Euro. In particolare verso il Dollaro la differente direzione delle politiche monetarie delle due banche centrali ha portato l Euro a sfiorare la parità (minimo 1,04) segnando i minimi storici dalla sua nascita. Nell arco dei primi sei mesi dell anno il Dollaro Americano si è apprezzato nei confronti della maggior parte delle principali valute emergenti, con apprezzamenti del 16,76% verso il Real Brasiliano, del 7,68% verso la Rupia Indonesiana, del 6,69% verso il Peso Messicano e del 5,17% verso lo Zar Sudafricano, mentre è rimasto sostanzialmente stabile verso la Rupia Indiana (+0,96%) e verso il Renminbi Cinese (-0,11%). Nello stesso periodo l Euro si è deprezzato dell 8,21% verso il Renminbi Cinese e del 5,94% verso il Won Sud Coreano, mentre si è rivalutato del 5,88% verso la Lira Turca. Il Rublo Russo dall inizio dell anno è stato protagonista di un apprezzamento del 6,18% nei confronti del Dollaro e del 16,61% verso l Euro a seguito dell intervento in sua difesa della Banca Centrale Russa che può contare su ingenti riserve valutarie per sostenerne le quotazioni. ILLUSTRAZIONE DELL ATTIVITÀ DI GESTIONE Durante il primo semestre, la politica gestionale ha privilegiato un atteggiamento molto attivo sia in termini di asset allocation che di scelte di duration e di curva: i principali catalist del mercato sono stati l inizio del quantitative easing della BCE, nel primo trimestre, la nuova crisi del debito greco e l avvicinarsi del primo rialzo dei tassi della FED, nel secondo trimestre. In termini di allocazione geografica, in particolare, il maggior sovrappeso sul portafoglio è stato concentrato sui governativi italiani con scadenze a breve e medio termine e si è mantenuto in sovrappeso anche l investimento su quelli spagnoli; si sono continuate a tenere azzerate le esposizioni su Grecia, Portogallo, Irlanda, e sulle obbligazioni governative degli emittenti core e sovranazionali, come le BEI e le UE, a favore di titoli corporate dei paesi core che offrivano un buon pick-up sul governativo stesso. A questo proposito, è stata mantenuta una percentuale in portafoglio di titoli corporate di elevato rating, sia a tasso fisso che a tasso variabile, per diversificare appunto il rischio dai titoli governativi e beneficiare di un extra-rendimento. Ovviamente, una percentuale dei corporate in portafoglio è anche costituita da titoli di società che risiedono nei paesi periferici. Si è inoltre incrementata molto l attività sul mercato primario per sfruttare il premio offerto dalle nuove emissioni ed in quest ottica si è ricercato rendimento investendo in titoli corporate subordinati. Nella seconda parte del semestre, è stata notevolmente ridotta la percentuale di titoli corporate a più alto beta o con scadenze più lunghe. E stata sottoscritta la nuova emissione del BTP-Italia, strumento legato all inflazione italiana, aumentando così l esposizione su questo tipo di strumento, nell ottica di una ripresa dell inflazione nella seconda parte del anno. Nel corso del primo trimestre è stata mantenuta mediamente una duration superiore a quella del benchmark di riferimento; si è preferita un allocazione che puntasse su una probabile sovraperformance del tratto a breve e medio termine della curva dei rendimenti italiana e spagnola, che offrivano un maggior carry rispetto alle curve dei paesi core. Inoltre, i governativi di Italia e Spagna mostravano a nostro avviso il miglior rapporto rischio/rendimento. Nel secondo trimestre, la duration è stata drasticamente ridotta, portandola ad un livello inferiore rispetto a quella del benchmark. Nel corso del semestre il patrimonio del fondo è passato da 284.867.264 euro al 30 dicembre 2014 a 252.736.689 euro al 30 giugno 2015 di cui 159.581.782 euro relativi alla Classe A, 87.544.315 euro relativi alla Classe B e 5.610.592 euro relativi alla Classe C. In particolare, tale variazione è stata determinata per 296 migliaia di euro dal risultato negativo del semestre e per circa 31.588 migliaia di euro dall effetto negativo della raccolta così suddiviso: Classe A effetto negativo per 11.096 migliaia di euro, Classe B effetto negativo per 20.617 migliaia di euro, Classe C effetto positivo per 125 migliaia di euro. Per il dettaglio delle singole componenti economiche, si rinvia alla Sezione Reddituale. Si forniscono in allegato informazioni sui criteri di valutazione e sull andamento della quota e l elenco analitico dei primi 50 strumenti finanziari detenuti e comunque di tutti quelli che superano lo 0,5 per cento delle attività in ordine decrescente di valore. FONDI COMUNI SELLA GESTIONI SGR 3

EVENTI DI PARTICOLARE IMPORTANZA Come riportato negli eventi successivi nella relazione al Rendiconto annuale del Fondo al 30 dicembre 2014, il Consiglio di Amministrazione di Sella Gestioni SGR S.p.A. nella riunione del 23 gennaio 2015 ha deliberato di apportare alcune modifiche al Regolamento dei Fondi Comuni Armonizzati appartenenti al Sistema Fondi Aperti Gestnord, in parte di carattere formale finalizzate ad una maggiore chiarezza espositiva ed in parte riguardanti le caratteristiche dei fondi la cui opportunità è stata evidenziata dall operatività gestionale o dall evoluzione normativa. Di seguito le modifiche che rientrano tra quelle approvate in via generale dalla Banca d Italia e che sono entrate in vigore dal 15 Aprile 2015: - nell ambito della Scheda identificativa del prodotto, ove sono indicate le fonti di riferimento per la pubblicazione del valore della quota e delle eventuali modifiche regolamentari, viene limitata al sito internet della Sgr la pubblicazione delle modifiche regolamentari, togliendo quindi per queste ultime il riferimento al giornale Il Sole 24 Ore; - possibilità di investire in depositi bancari elevata dal 30% al 100% per Nordfondo Liquidità; dal 15% al 50% per Nordfondo Obbligazioni Euro Breve Termine, Nordfondo Obbligazioni Euro Medio Termine, Nordfondo Obbligazioni Dollari, Nordfondo Obbligazioni Paesi Emergenti, Nordfondo Obbligazioni Euro Corporate; dal 15% al 30% per Nordfondo Obbligazioni Convertibili, Investimenti Sostenibili, Gestnord Bilanciato Euro nonché per tutti gli altri fondi azionari e flessibili; - per tutti i fondi elevazione fino al 100% del valore complessivo netto del fondo dell esposizione complessiva in strumenti finanziari derivati per finalità diverse da quelle di copertura ed inserimento della possibilità di assumere posizioni corte nette. L utilizzo della leva attualmente non è previsto per Nordfondo Liquidità; è previsto entro il limite del 20% per Nordfondo Obbligazioni Euro Breve Termine, Nordfondo Obbligazioni Euro Medio Termine, Nordfondo Obbligazioni Dollari, Nordfondo Obbligazioni Paesi Emergenti, Nordfondo Obbligazioni Euro Corporate, Nordfondo Obbligazioni Convertibili, Investimenti Sostenibili; è previsto entro il limite del 30% per tutti gli altri fondi; - modifica relativa alla qualità creditizia di alcuni emittenti; - variazioni relative alla duration, laddove presente, per la quale è stato indicato il limite massimo che in alcuni casi è stato innalzato (per Nordfondo Obbligazioni Euro Breve Termine, Nordfondo Obbligazioni Euro Medio Termine, Nordfondo Obbligazioni Dollari, Nordfondo Obbligazioni Paesi Emergenti, Nordfondo Obbligazioni Euro Corporate, Gestnord Bilanciato Euro); - esplicitazione del limite massimo per divise diverse da quelle tipiche del fondo (laddove indicate) e in alcuni casi innalzamento del limite stesso: per Nordfondo Obbligazioni Euro Medio Termine, Nordfondo Obbligazioni Euro Corporate, Gestnord Bilanciato Euro limite del 20% per divise diverse dall euro; per Nordfondo Obbligazioni Convertibili limite del 20% per divise diverse da quelle dell area Europa; per Nordfondo Obbligazioni Dollari limite del 30% per divise diverse dal dollaro; per Gestnord Asset Allocation soppressione del limite del 30% per l esposizione al rischio cambio (da contenuto a libero); - possibilità di investire nei Paesi Emergenti fino al 20% (da residuale) per Nordfondo Obbligazioni Euro Medio Termine, Nordfondo Obbligazioni Dollari, Nordfondo Obbligazioni Euro Corporate, Nordfondo Obbligazioni Convertibili, Gestnord Bilanciato Euro; fino al 10% per Gestnord Azioni Italia, Gestnord Azioni Europa, Gestnord Azioni America, Gestnord Azioni Trend Settoriali, Gestnord Asset Allocation; dal 50% all 80% per Gestnord Azioni Pacifico; - laddove sono indicati i benchmark di riferimento ai fini del calcolo delle commissioni di performance, per il fondo Nordfondo Obbligazioni Convertibili cambio del benchmark da 95% Indice Exane Eurozone Convertible Bond + 5% MTS Italia Monetario a 95% Indice Exane Europe Convertible Bond + 5% MTS Italia Monetario; il nuovo benchmark consentirebbe una maggior diversificazione di portafoglio e di diluire l incidenza dei singoli emittenti in quanto comprende un maggior numero di emissioni, oltre ad un allineamento ai principali competitors che hanno come area di investimento principale l Europa; - vengono spostate alcune indicazioni relative alle caratteristiche del prodotto dalla parte comune a tutti i fondi alla parte specifica relativa ai singoli fondi per maggior evidenza espositiva (come le percentuali di investimento in OICR e in depositi bancari). Il Consiglio di Amministrazione di Sella Gestioni SGR S.p.A. nella riunione del 27 marzo 2015 ha deliberato di apportare alcune modifiche al Regolamento dei Fondi Comuni Armonizzati appartenenti al Sistema Fondi Aperti Gestnord; le variazioni sono consistite: - nell escludere che possano essere effettuate solo in regime di appropriatezza/adeguatezza le sottoscrizioni delle quote di Classe A, introducendo quindi una nuova opportunità operativa per i sottoscrittori; - nell aggiornare il numero di iscrizione della Società all Albo delle SGR tenuto dalla Banca d Italia che va riportato nel testo regolamentare e che, in seguito alla possibilità normativamente introdotta di gestire FIA (Fondi di Investimento Alternativi), è stato suddiviso tra FIA ed OICVM; di conseguenza il numero di iscrizione di Sella Gestioni è cambiato da numero 11 dell Albo delle SGR ex in numero 5 dell Albo delle SGR ex art. 35 D.Lgs. 58/98 Sezione Gestori di OICVM. Con l occasione, sono stati apportati gli adeguamenti terminologici derivanti dall entrata in vigore del nuovo Regolamento sulla gestione collettiva del risparmio della Banca d Italia. Le suddette modifiche, che rientrano tra quelle approvate in via generale dalla Banca d Italia, sono entrate in vigore dal 15 Aprile 2015. Si ricorda che, a livello fiscale, il decreto legge 24 aprile 2014, n. 66 agli artt. 3 e 4 ha disposto, a decorrere dal 1 luglio 2014, l aumento dal 20 al 26 per cento dell aliquota delle ritenute e delle imposte sostitutive applicabili sui redditi di capitale e sui redditi diversi di natura finanziaria ad eccezione dei redditi derivanti dalle obbligazioni e dagli altri titoli pubblici italiani ed equiparati, dalle obbligazioni emesse dagli Stati esteri che consentono un adeguato scambio di informazioni e dalle obbligazioni emesse da enti territoriali dei suddetti Stati per i quali si applica l aliquota del 12,5 per cento. In particolare, relativamente ai redditi da capitale derivanti dalla partecipazione a OICR, la ritenuta del 26 per cento è applicata sull ammontare dei proventi distribuiti in costanza di partecipazione all OICR e sull ammontare dei proventi compresi nella differenza tra il valore di rimborso, liquidazione o cessione delle quote e il costo medio ponderato di sottoscrizione o acquisto delle quote medesime, al netto del 51,92 per cento della quota FONDI COMUNI SELLA GESTIONI SGR 4

dei proventi riferibili alle obbligazioni e agli altri titoli pubblici italiani ed esteri sopracitati (al fine di garantire una tassazione dei predetti proventi nella misura del 12,5 per cento). I proventi riferibili ai predetti titoli pubblici italiani ed esteri sono determinati in proporzione alla percentuale media dell attivo investita direttamente, o indirettamente per il tramite di altri organismi di investimento, nei titoli medesimi. La percentuale media applicabile in ciascun semestre solare è rilevata sulla base degli ultimi due prospetti degli OICR, semestrali o annuali, redatti entro il semestre solare anteriore alla data di distribuzione dei proventi, di riscatto, cessione o liquidazione delle quote. Relativamente alle quote detenute al 30 giugno 2014, sui proventi realizzati in sede di rimborso, cessione o liquidazione delle quote e riferibili ad importi maturati alla predetta data si applica la ritenuta nella misura del 20 per cento in luogo di quella del 26 per cento. In tal caso, la base imponibile dei redditi da capitale è determinata al netto del 37,5 per cento della quota riferibile ai predetti titoli pubblici italiani ed esteri. LINEE STRATEGICHE PER IL FUTURO Per il secondo semestre 2015 non si prevede di apportare modifiche di rilievo alla politica gestionale adottata nella prima parte dell anno; in particolare, date le differenze di rendimento offerto dai titoli del tratto breve della curva euro, sarà ancora necessario sfruttare il differenziale degli spread tra i paesi dell area, tenendo sempre in considerazione il rischio emittente, che potrebbe esacerbarsi nel caso di una non positiva soluzione della crisi del debito greco. Nello specifico, si prevede di continuare a sfruttare il carry delle obbligazioni governative italiane e spagnole a breve e medio termine, considerato il basso livello di rendimento offerto dai titoli di stato dei paesi core ed il miglior rapporto rischio-rendimento tra i paesi periferici. Inoltre, dato appunto il basso livello di rendimento sulla parte a brevissimo termine in particolare, sarà ancora fondamentale sfruttare la pendenza della curva dei rendimenti per ottenere un buon carry. Grazie ai significativi e tangibili passi avanti da parte delle istituzioni europee e dei singoli stati appartenenti all Unione, appare comunque notevolmente diminuito l impatto di un possibile effetto contagio del debito greco. L incertezza comunque permane sull evoluzione della crisi e sta aumentando anche la preoccupazione del mercato relativamente a nuovi rischi geo-politici ed ai relativi impatti economici della crisi ucraina. Inoltre, relativamente alla dinamica dei fondamentali macroeconomici europei i tassi di crescita ed inflazione sembrano in lenta ripresa. Tali elementi inducono ad una certa prudenza in termini di duration da adottare sul fondo e di esposizione complessiva ai cosiddetti risky-assets. RAPPORTI INTRATTENUTI CON ALTRE SOCIETÀ DEL GRUPPO DELLA SGR Con alcune società del Gruppo Banca Sella sono stati intrattenuti esclusivamente rapporti di controparte per l esecuzione delle operazioni e quindi non si è partecipato ad operazioni di collocamento effettuate da soggetti del Gruppo. ATTIVITÀ DI COLLOCAMENTO La distribuzione delle quote del fondo è effettuata principalmente tramite banche e società di intermediazione mobiliare. PERFORMANCE RAGGIUNTE Il fondo nel corso del semestre ha realizzato le seguenti performance così suddivise: Classe A -0,17%, Classe B -0,17%, Classe C -0,01% a fronte dello 0,14% del benchmark. Il basso livello dei tassi di rendimento delle curve sulla parte a breve termine non ha permesso di difendere la performance in un contesto di generale risalita dei tassi di rendimento stessi. EVENTI SUCCESSIVI ALLA CHIUSURA DEL PERIODO Non sono da segnalare eventi di rilievo successivi alla chiusura del periodo. UTILIZZO DI STRUMENTI DERIVATI Nel corso del primo semestre 2015 sia in un ottica strategica ma soprattutto in chiave tattica, sono stati utilizzati strumenti finanziari derivati di copertura (futures su tassi di interesse) che hanno consentito una veloce riallocazione del fondo ed una più efficace minimizzazione dei rischi. PROVENTI DA DISTRIBUIRE In relazione alla distribuzione semestrale dei proventi, il Consiglio di Amministrazione delibera, in ottemperanza a quanto stabilito del Regolamento, che prevede la distribuzione di tutti o di parte dei proventi conseguiti nella gestione del fondo, di distribuire il 46% dei ricavi netti, risultanti dallo sbilancio delle voci A1, B1, D1, F, G, I1 della Sezione Reddituale della presente Relazione di Gestione, così come indicato all art. 2 del Regolamento. La quota dei proventi distribuibili afferenti alla Classe B, riferibili al primo semestre 2015, è determinata in base al patrimonio di ciascuna classe di quote noto alla data di approvazione della Relazione ed è pari a 432.266,11 euro, importo che viene ripartito sulle quote in essere conosciute alla data di approvazione della Relazione ammontanti a complessive 8.645.322,129 e che tiene conto del troncamento necessario al fine di ottenere un valore unitario del provento di tre decimali. Pertanto il provento unitario risulta pari a 0,050 euro e costituisce integralmente rimborso di capitale, poichè la variazione del valore della quota della classe nel periodo è stata negativa, come previsto dal Regolamento. Il provento è messo in pagamento dal 3 agosto 2015 con valuta 6 agosto 2015. Milano, 23 luglio 2015 IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE FONDI COMUNI SELLA GESTIONI SGR 5

NORDFONDO OBBLIGAZIONI EURO BREVE TERMINE Società di gestione: Sella Gestioni S.G.R. S.p.A. Banca Depositaria: ISTITUTO CENTRALE DELLE BANCHE POPOLARI ITALIANE S.p.A. CRITERI DI VALUTAZIONE E ALTRE INFORMAZIONI NOTE INFORMATIVE La relazione di gestione al 30 giugno 2015 viene redatta in forma abbreviata ai fini della distribuzione dei proventi, conformemente a quanto stabilito dal Provvedimento Banca d Italia del 19 gennaio 2015 e si compone della relazione degli amministratori, di una situazione patrimoniale e di una sezione reddituale. Si precisa inoltre che la relazione di gestione annuale del Fondo intesa quale documento riferito ad un periodo complessivo di dodici mesi viene redatta con la data dell ultima valorizzazione della quota di dicembre di ogni anno. La presente relazione di gestione è redatta in unità di Euro, senza cifre decimali ed i dati contenuti nella situazione patrimoniale e reddituale sono stati posti a confronto con quelli dell esercizio precedente. CRITERI DI VALUTAZIONE I criteri di valutazione sono coerenti con quelli utilizzati per il calcolo del valore della quota e non hanno subito variazioni rispetto all'esercizio precedente. I criteri di valutazione più significativi utilizzati da SELLA GESTIONI S.G.R. S.p.A. nella redazione della relazione di gestione del fondo al 30 giugno 2015 ultimo giorno di Borsa italiana aperta del semestre appena concluso sono di seguito indicati. Valutazione delle attività del fondo - Gli strumenti finanziari di natura azionaria quotati ai mercati ufficiali sono valutati al prezzo disponibile sul mercato di riferimento relativo al giorno al quale si riferisce il valore della quota; - gli strumenti finanziari obbligazionari sono valutati sulla base di un prezzo medio ponderato rilevato sulle negoziazioni della giornata, fornito da primari info-providers; - i titoli quotati per i quali si è accertata la mancanza di significatività del prezzo a causa di scambi molto ridotti, dopo un periodo massimo di 30 giorni, sono considerati come non quotati ai fini delle norme prudenziali e possono essere valutati ad un prezzo teorico o al prezzo di contributori ritenuto accurato, affidabile e regolare, prezzi entrambi che esprimono il valore presumibile di realizzo del titolo. Se il valore dello strumento finanziario non varia per più giornate consecutive, si attiva una procedura di esame del titolo al fine di attestare la significatività del prezzo. L eventuale reintegrazione da non quotato a quotato potrà avvenire solo se il titolo realizzerà quotazioni significative per almeno un mese. Tale disposizione non si applica ai titoli momentaneamente sospesi dalle negoziazioni a causa di operazioni societarie; - gli strumenti finanziari quotandi e non quotati vengono valutati al costo di acquisto rettificato per ricondurlo al presumibile valore di realizzo sul mercato individuato su un ampia base di elementi di informazione, oggettivamente considerati dai responsabili organi della Società di Gestione; - le quote o azioni di Oicr sono valutate sulla base dell ultimo valore reso noto al pubblico, eventualmente rettificato o rivalutato per tenere conto dei prezzi di mercato, nel caso in cui le quote o azioni siano ammesse alla negoziazione su un mercato regolamentato; - le operazioni su strumenti finanziari derivati negoziati su mercati regolamentati che prevedono il versamento giornaliero di margini influenzano il valore netto del Fondo attraverso la corresponsione o l incasso dei margini giornalieri di variazione; negli altri casi sono valutati al valore corrente e l importo confluisce tra le attività (in caso di acquisto) o tra le passività (in caso di vendita); sono valutati sulla base delle quotazioni di chiusura dei rispettivi mercati, rilevati nel giorno cui si riferisce il valore della quota; - gli strumenti finanziari e i valori espressi in valute diverse dall euro vengono convertiti sulla base dei tassi di cambio correnti alla data di riferimento della valutazione, rilevati giornalmente dalla W.M. Company sulla base delle quotazioni disponibili sui mercati di Londra e di New York alle 4 p.m. (ora di Londra); - le plusvalenze e minusvalenze sulle operazioni a termine in divisa sono determinate in base alla differenza fra i cambi a termine correnti per scadenze corrispondenti a quelle delle operazioni oggetto di valutazione ed i cambi a termine negoziati. Registrazione delle operazioni - Le operazioni di compravendita vengono contabilizzate nella stessa data in cui vengono stipulate indipendentemente dalla data di regolamento delle operazioni stesse; - nel caso di sottoscrizione di titoli di nuova emissione la contabilizzazione ha luogo al momento in cui è certa l attribuzione dei titoli; - le operazioni di sottoscrizione e rimborso di parti di Oicr vengono registrate in portafoglio alla ricezione della conferma dell operazione; - il costo medio degli strumenti finanziari è determinato sulla base del valore di libro degli strumenti finanziari alla fine del periodo precedente, modificato dal costo medio degli acquisti del periodo. Le differenze tra i costi medi di acquisto ed i prezzi di mercato relativamente alle quantità in portafoglio alla data della redazione della relazione di gestione originano le plusvalenze e le minusvalenze degli strumenti finanziari; - gli utili e le perdite da realizzo riflettono la differenza tra i costi medi di acquisto, come precedentemente indicati, ed i prezzi di vendita relativi alle cessioni poste in essere nel periodo in esame; - le plusvalenze e minusvalenze su cambi per operazioni in strumenti finanziari sono determinate quale differenza fra il cambio medio di acquisto (pari al cambio alla fine del periodo precedente modificato dal cambio medio degli acquisti effettuati nel periodo) ed il cambio alla data della relazione di gestione; - gli utili e le perdite da realizzi su cambi per operazioni in strumenti finanziari sono determinati quale differenza fra il cambio medio di acquisto, come sopra definito, ed il cambio del giorno dell operazione; - gli utili e le perdite da negoziazione divise sono originati dalla differenza fra il controvalore della divisa convertito al cambio medio di acquisto, come sopra definito, ed il controvalore della divisa effettivamente negoziata; FONDI COMUNI SELLA GESTIONI SGR 6

- le operazioni di pronti contro termine vengono registrate alla data di effettuazione delle operazioni e non influiscono sulla posizione netta in titoli. I relativi proventi e oneri sono registrati quotidianamente nella contabilità del fondo, secondo il principio della competenza temporale, in funzione della durata dei singoli contratti; - le operazioni di acquisto e vendita di contratti future vengono registrate evidenziando giornalmente nella Sezione Reddituale i margini di variazione (positivi o negativi), con contropartita la liquidità a scadenza del fondo; - gli interessi maturati sui conti correnti bancari e sui titoli obbligazionari e gli altri proventi ed oneri di natura operativa vengono registrati secondo il principio di competenza temporale, anche mediante la rilevazione di ratei attivi e passivi; - i dividendi sono rilevati al giorno dello stacco, identificato con quello in cui il titolo viene quotato ex cedola; sono esposti al netto delle eventuali ritenute nella voce A1 Proventi da Investimenti della Sezione Reddituale; - i diritti sui titoli in portafoglio vengono rilevati nel giorno di quotazione ex opzione e scorporati dal valore dei titoli in base al valore del primo giorno di quotazione del diritto oppure in base al valore teorico del diritto nel caso in cui lo stesso non venga quotato; - la rilevazione delle sottoscrizioni e dei rimborsi delle quote viene effettuata a norma del Regolamento del Fondo; - al Fondo è imputato il contributo di vigilanza disciplinato dalla relativa normativa Consob. FISCALITA' Sui redditi di capitale maturati a partire dall' 01/07/2014, derivanti dalla partecipazione al Fondo, è applicata una ritenuta del 26%. La ritenuta si applica sui proventi distribuiti in costanza di partecipazione al Fondo e su quelli compresi nella differenza tra il valore di rimborso, di liquidazione o di cessione delle quote e il costo medio ponderato di sottoscrizione o acquisto delle quote medesime determinati sulla base dei valori rilevati dai prospetti periodici alle predette date, al netto del 51,92% dei proventi riferibili alle obbligazioni e agli altri titoli pubblici italiani ed equiparati e alle obbligazioni emesse dagli Stati esteri che consentono un adeguato scambio di informazioni. I proventi riferibili ai predetti titoli pubblici italiani ed esteri sono determinati in proporzione alla percentuale media dell attivo investita direttamente, o indirettamente per il tramite di altri organismi di investimento, nei titoli medesimi. La percentuale media, applicabile in ciascun semestre solare, è rilevata sulla base degli ultimi due prospetti, semestrali o annuali, redatti entro il semestre solare anteriore alla data di distribuzione dei proventi, di riscatto, cessione o liquidazione delle quote ovvero, nel caso in cui entro il predetto semestre ne sia stato redatto uno solo sulla base di tale prospetto. Tra le operazioni di rimborso sono comprese anche quelle realizzate mediante conversione delle quote da un comparto ad altro comparto del medesimo Fondo e la ritenuta è applicata anche nell ipotesi di trasferimento delle quote a soggetti diversi. La ritenuta si configura a titolo d acconto sui proventi percepiti nell esercizio dell attività di impresa commerciale e a titolo d imposta nei confronti di tutti gli altri soggetti. FONDI COMUNI SELLA GESTIONI SGR 7

NORDFONDO OBBLIGAZIONI EURO BREVE TERMINE Società di gestione: SELLA GESTIONI S.G.R. S.p.A. Banca Depositaria: ISTITUTO CENTRALE DELLE BANCHE POPOLARI ITALIANE S.p.A. SITUAZIONE PATRIMONIALE AL 30 GIUGNO 2015 Situazione al Situazione a fine 30/6/2015 esercizio precedente valore in percentuale valore in percentuale ATTIVITA' complessivo del totale attività complessivo del totale attività A. STRUMENTI FINANZIARI QUOTATI 240.996.763 95,074 273.136.585 95,557 A1. Titoli di debito 240.996.763 95,074 273.136.585 95,557 A1.1 Titoli di Stato 216.147.675 85,271 246.342.830 86,183 A1.2 Altri 24.849.088 9,803 26.793.755 9,374 A2. Titoli di capitale A3. Parti di O.I.C.R. B. STRUMENTI FINANZIARI NON QUOTATI B1. Titoli di debito B2. Titoli di capitale B3. Parti di O.I.C.R. C. STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI C1. Margini presso organismi di compensazione e garanzia C2. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati quotati C3. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati non quotati D. DEPOSITI BANCARI D1. A vista D2. Altri E. PRONTI CONTRO TERMINE ATTIVI E OPERAZIONI ASSIMILATE F. POSIZIONE NETTA DI LIQUIDITA' 10.905.769 4,302 10.225.157 3,577 F1. Liquidità disponibile 10.927.769 4,311 10.267.657 3,592 F2. Liquidità da ricevere per operazioni da regolare F3. Liquidità impegnata per operazioni da regolare -22.000-0,009-42.500-0,015 G. ALTRE ATTIVITA' 1.581.506 0,624 2.476.783 0,866 G1. Ratei attivi 1.581.506 0,624 2.476.783 0,866 G2. Risparmio di imposta G3. Altre TOTALE ATTIVITA' 253.484.038 100,000 285.838.525 100,000 FONDI COMUNI SELLA GESTIONI SGR 8

NORDFONDO OBBLIGAZIONI EURO BREVE TERMINE Società di gestione: SELLA GESTIONI S.G.R. S.p.A. Banca Depositaria: ISTITUTO CENTRALE DELLE BANCHE POPOLARI ITALIANE S.p.A. SITUAZIONE PATRIMONIALE AL 30 GIUGNO 2015 Situazione al Situazione a fine 30/6/2015 esercizio precedente valore valore PASSIVITA' E NETTO complessivo complessivo H. FINANZIAMENTI RICEVUTI I. PRONTI CONTRO TERMINE PASSIVI E OPERAZIONI ASSIMILATE L. STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI L1. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati quotati L2. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati non quotati M. DEBITI VERSO I PARTECIPANTI 300.218 339.208 M1. Rimborsi richiesti e non regolati 300.218 339.208 M2. Proventi da distribuire M3. Altri N. ALTRE PASSIVITA' 447.131 632.053 N1. Provvigioni ed oneri maturati e non liquidati 447.131 632.053 N2. Debiti di imposta N3. Altre TOTALE PASSIVITA' 747.349 971.261 VALORE COMPLESSIVO NETTO DEL FONDO 252.736.689 284.867.264 VALORE COMPLESSIVO NETTO DEL FONDO CLASSE A 159.581.782 170.898.893 Numero delle quote in circolazione classe A 16.709.570,338 17.865.751,516 Valore unitario delle quote classe A 9,550 9,566 VALORE COMPLESSIVO NETTO DEL FONDO CLASSE B 87.544.315 108.482.307 Numero delle quote in circolazione classe B 8.733.440,525 10.780.550,238 Valore unitario delle quote classe B 10,024 10,063 VALORE COMPLESSIVO NETTO DEL FONDO CLASSE C 5.610.592 5.486.064 Numero delle quote in circolazione classe C 584.615,198 571.565,762 Valore unitario delle quote classe C 9,597 9,598 Movimenti delle quote nel semestre classe A classe B classe C Quote emesse 1.613.321,805 612.546,570 24.884,093 Quote rimborsate 2.769.502,983 2.659.656,283 11.834,657 FONDI COMUNI SELLA GESTIONI SGR 9

NORDFONDO OBBLIGAZIONI EURO BREVE TERMINE Società di gestione: SELLA GESTIONI S.G.R. S.p.A. Banca Depositaria: ISTITUTO CENTRALE DELLE BANCHE POPOLARI ITALIANE S.p.A. SEZIONE REDDITUALE Relazione al Relazione 30/6/2015 esercizio precedente A. STRUMENTI FINANZIARI QUOTATI 726.803 5.968.340 A1. PROVENTI DA INVESTIMENTI 2.722.932 6.645.661 A1.1 Interessi e altri proventi su titoli di debito 2.722.932 6.645.661 A1.2 Dividendi e altri proventi su titoli di capitale A1.3 Proventi su parti di O.I.C.R. A2. UTILE/PERDITA DA REALIZZI -533.030-907.593 A2.1 Titoli di debito -533.030-907.593 A2.2 Titoli di capitale A2.3 Parti di O.I.C.R. A3. PLUSVALENZE/MINUSVALENZE -1.279.839 924.272 A3.1 Titoli di debito -1.279.839 924.272 A3.2 Titoli di capitale A3.3 Parti di O.I.C.R. A4. RISULTATO DELLE OPERAZIONI DI COPERTURA DI STRUMENTI FINANZIARI QUOTATI -183.260-694.000 Risultato gestione strumenti finanziari quotati 726.803 5.968.340 B. STRUMENTI FINANZIARI NON QUOTATI B1. PROVENTI DA INVESTIMENTI B1.1 Interessi e altri proventi su titoli di debito B1.2 Dividendi e altri proventi su titoli di capitale B1.3 Proventi su parti di O.I.C.R. B2. UTILE/PERDITA DA REALIZZI B2.1 Titoli di debito B2.2 Titoli di capitale B2.3 Parti di O.I.C.R. B3. PLUSVALENZE/MINUSVALENZE B3.1 Titoli di debito B3.2 Titoli di capitale B3.3 Parti di O.I.C.R. B4. RISULTATO DELLE OPERAZIONI DI COPERTURA DI STRUMENTI FINANZIARI NON QUOTATI Risultato gestione strumenti finanziari non quotati C. RISULTATO DELLE OPERAZIONI IN STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI NON DI COPERTURA C1. RISULTATI REALIZZATI C1.1 Su strumenti quotati C1.2 Su strumenti non quotati C2. RISULTATI NON REALIZZATI C2.1 Su strumenti quotati C2.2 Su strumenti non quotati FONDI COMUNI SELLA GESTIONI SGR 10

NORDFONDO OBBLIGAZIONI EURO BREVE TERMINE Società di gestione: SELLA GESTIONI S.G.R. S.p.A. Banca Depositaria: ISTITUTO CENTRALE DELLE BANCHE POPOLARI ITALIANE S.p.A. SEZIONE REDDITUALE D. DEPOSITI BANCARI D1. INTERESSI ATTIVI E PROVENTI ASSIMILATI Relazione al Relazione 30/6/2015 esercizio precedente E. RISULTATO DELLA GESTIONE CAMBI E1. OPERAZIONI DI COPERTURA E1.1 Risultati realizzati E1.2 Risultati non realizzati E2. OPERAZIONI NON DI COPERTURA E2.1 Risultati realizzati E2.2 Risultati non realizzati E3. LIQUIDITA' E3.1 Risultati realizzati E3.2 Risultati non realizzati F. ALTRE OPERAZIONI DI GESTIONE F1. PROVENTI DELLE OPERAZIONI DI PRONTI CONTRO TERMINE E ASSIMILATE F2. PROVENTI DELLE OPERAZIONI DI PRESTITO TITOLI Risultato lordo della gestione di portafoglio 726.803 5.968.340 G. ONERI FINANZIARI -45 G1. INTERESSI PASSIVI SU FINANZIAMENTI RICEVUTI -45 G2. ALTRI ONERI FINANZIARI Risultato netto della gestione di portafoglio 726.803 5.968.295 H. ONERI DI GESTIONE -1.024.520-2.307.683 H1. PROVVIGIONE DI GESTIONE SGR -846.393-1.957.758 Classe A -525.761-1.176.040 Classe B -311.391-754.954 Classe C -9.241-26.764 H2. COMMISSIONI BANCA DEPOSITARIA -153.447-309.186 H3. SPESE PUBBLICAZIONE PROSPETTI E INFORMATIVA AL PUBBLICO -4.022-13.056 H4. ALTRI ONERI DI GESTIONE -20.658-27.683 I. ALTRI RICAVI ED ONERI 1.506 3.754 I1. INTERESSI ATTIVI SU DISPONIBILITA' LIQUIDE 1.506 3.755 I2. ALTRI RICAVI I3. ALTRI ONERI -1 Risultato della gestione prima delle imposte -296.211 3.664.366 L. IMPOSTE L1. IMPOSTA SOSTITUTIVA A CARICO DELL'ESERCIZIO L2. RISPARMIO DI IMPOSTA L3. ALTRE IMPOSTE Utile/Perdita del periodo Classe A -221.061 2.156.005 Utile/Perdita del periodo Classe B -74.455 1.405.024 Utile/Perdita del periodo Classe C -695 103.337 Utile/Perdita del periodo -296.211 3.664.366 FONDI COMUNI SELLA GESTIONI SGR 11

NORDFONDO OBBLIGAZIONI EURO BREVE TERMINE Società di gestione: SELLA GESTIONI S.G.R. S.p.A. Banca Depositaria: ISTITUTO CENTRALE DELLE BANCHE POPOLARI ITALIANE S.p.A. ANDAMENTO DEL VALORE DELLA QUOTA 1) Si riporta di seguito l'andamento grafico del valore della quota del Fondo e del benchmark nel semestre. Il parametro di riferimento (benchmark) del fondo è: 50% MTS Italia Monetario; 50% BofA Merril Lynch Emu Dir. Gov. Bond Index 1-3 anni (total return) 100,6 100,4 100,2 100 99,8 dic-14 gen-15 feb-15 mar-15 apr-15 mag-15 giu-15 Benchmark Classe A Classe B Classe C 2) La tabella riportata di seguito riepiloga i dati relativi al valore della quota, con l'indicazione dei valori minimi e massimi raggiunti e l'andamento del benchmark di riferimento nel semestre. Descrizione Classe A Classe B Classe C Valore all'inizio del semestre 9,566 10,063 9,598 Valore alla fine del semestre 9,550 10,024 9,597 Valore minimo 9,549 10,022 9,595 Valore massimo 9,611 10,088 9,651 Performance del Fondo -0,17% -0,17% -0,01% Performance del benchmark 0,14% 0,14% 0,14% Per quanto riguarda i principali eventi che hanno influito sul valore della quota nel semestre si rimanda a quanto riportato all'interno della "Relazione degli Amministratori". 3) Il differenziale di rendimento tra le classi di quote A e B rispetto alla C è riconducibile al diverso livello di commissioni applicate. La Classe B è a distribuzione di proventi. 4) Nel corso del periodo non è stato riscontrato alcun errore nel calcolo del valore della quota del Fondo. FONDI COMUNI SELLA GESTIONI SGR 12