SCELTE INTERTEMPORALI E DEBITO PUBBLICO Lo sudio delle poliiche economiche con il modello IS-LM permee di analizzare gli effei di breve periodo delle decisioni di poliica fiscale e monearia del governo. Tuavia le decisioni finanziarie del governo influenzano anche variabili economiche il cui livello viene deerminao su orizzoni emporali più lunghi, quali ad esempio il risparmio e l invesimeno del seore privao. Risulano paricolarmene imporani a queso riguardo le decisioni di poliica fiscale, ovvero l insieme di decisioni relaive alla spesa pubblica, all imposizione e alla raccola di fondi sul mercao da pare del governo per finanziare evenuali disavanzi nel suo bilancio. Al fine di poer analizzare gli effei di lungo periodo delle poliiche pubbliche (fiscali in paricolare) è necessario: i) definire con precisione il bilancio dello sao e le inerrelazioni ra queso e i bilanci del seore privao e di quello esero; ii) rappresenare le decisioni del seore pubblico e di quello privao in un coneso ineremporale, più adeguao dello schema di breve periodo per descrivere le scele di risparmio e invesimeno. Il bilancio del seore pubblico Un primo aspeo da considerare è la relazione ra seore pubblico, seore privao e seore esero. In ermini conabili possiamo individuare ale relazione parendo dalla condizione di equilibrio per la produzione in un economia apera agli scambi con l esero:
Y = C + I + G + X M dove: Y produzione C consumi I invesimeno G spesa pubblica X esporazioni M imporazioni Soraendo da enrambi i lai (C + T) e ricordando che il risparmio privao è pari a S = Y C T abbiamo: S = I + G T + X M riordinando i ermini oeniamo un imporane relazione che unisce i saldi del seore privao, di quello esero e di quello pubblico: (X M) = S + (T G) I Quesa condizione ci dice che in equilibrio la bilancia commerciale (X M) è uguale alla somma del risparmio privao (S) e del risparmio pubblico (T-G) al neo degli invesimeni. Conseguenemene un avanzo commerciale corrisponde ad un eccesso del risparmio (privao e pubblico) sugli invesimeni. La relazione descria sopra ci suggerisce alcune considerazioni:. un aumeno dell invesimeno deve rifleersi in un aumeno del risparmio privao, del risparmio pubblico o del disavanzo commerciale 2. un aumeno del disavanzo di bilancio deve rifleersi in un aumeno del risparmio privao, in una riduzione dell invesimeno o in un disavanzo commerciale 3. un paese con un alo risparmio deve avere un alo livello degli invesimeni oppure un alo avanzo commerciale
4. il saldo del seore pubblico non può essere deerminao auonomamene dai saldi del seore privao (S-I) e di quello esero (X-M). Una definizione più precisa dei saldi del seore pubblico Il seore pubblico, analogamene a quano fanno gli alri ageni economici, deve finanziare le proprie spese. La quoa maggiore delle enrae del seore pubblico proviene dalle impose. Se l ammonare complessivo delle impose non è sufficiene a finanziare ue le sue uscie, il seore pubblico deve indebiarsi. In caso conrario, quando le enrae sono maggiori delle uscie, il seore pubblico agisce nell economia come un crediore. In ogni periodo inolre il seore pubblico avrà uno sock di aivià nee. L evoluzione emporale dello sock delle aivià nee del seore pubblico dal empo (-) al empo () è governaa dalla seguene equazione: B = B - + r B - + T - G dove B è l ammonare di aivià nee (posiivo o negaivo9 del seore pubblico r è il asso di ineresse sulle aivià nee T il livello delle impose G il livello della spesa pubblica Normalmene le aivià nee del seore pubblico hanno segno negaivo; sosiuendo il ermine D (debio) al ermine B possiamo scrivere che al empo () il debio pubblico è pari a: D = D - + r D - + T - G
da cui possiamo scrivere l equazione che descrive il modo in cui il debio del seore pubblico si modifica nel empo: D - D - = r D - + T - G Il lao desro dell equazione è definio disavanzo del bilancio del seore pubblico. Esso è pari alla differenza ra il oale delle spese e il oale delle enrae del seore pubblico. Come mosra l equazione, il disavanzo del seore pubblico è pari alla variazione nella posizione debioria del seore pubblico. Possiamo infine definire il risparmio pubblico come la differenza ra le enrae e la spesa per consumi pubblici: SP = (T rd - ) - G Possiamo definire alernaivamene il disavanzo come la somma di due ermini: i) gli ineressi sul debio (r D - ) ii) l eccesso di spesa al neo degli ineressi rispeo alle impose (G T ) Queso secondo ermine è chiamao saldo primario; se (G T ) > 0 abbiamo un disavanzo primario perché le spese al neo di quelle per pagare gli ineressi sul debio pregresso superano le enrae; se (G T ) < 0 abbiamo un avanzo primario perché le spese al neo di quelle per pagare gli ineressi sul debio pregresso sono inferiori alle enrae. Usando quesa scomposizione possiamo scrivere: D D - = r D - + (G T )
Un uleriore rappresenazione del disavanzo del seore pubblico ci aiua a capire le deerminani del debio pubblico al empo (). Isolando il primo ermine infai abbiamo: D = ( + r) D - + (G T ) In base a quesa uguaglianza siamo in grado di affermare che il debio pubblico alla fine dell anno () è pari ad (+r) per il debio alla fine dell anno precedene più il saldo primario. Il debio pubblico cresce nel empo se: i) il livello dei assi di ineresse è posiivo; ii) il debio pregresso è posiivo; iii) il saldo primario è in disavanzo. Al conrario un avanzo primario ha un effeo negaivo sulla dinamica del livello del debio pubblico. Abbiamo a queso puno sufficieni informazioni per sudiare due imporani problemi: i) che relazione esise ra le decisioni finanziarie del seore pubblico e quelle del seore privao? ii) quali sono i faori che spiegano la crescia del debio pubblico nel empo? Esise un limie a quesa crescia? Per comprendere enrambe i problemi è opporuno noare che gli avanzi e i disavanzi di bilancio servono, in ulima analisi, a redisribuire nel empo l onere della assazione. Per comprendere queso puno immaginiamo un modello biperiodale e rappreseniamo al suo inerno i programmi di spesa e assazione del seore pubblico. Se definiamo con T e T 2 le impose al empo e 2 e con G e G 2 la spesa pubblica al empo e 2. Immaginiamo ancora che inizialmene il debio pubblico sia pari a zero e che il debio debba essere pari a zero anche alla fine del secondo periodo. Avremo
dunque che D 0 = 0 e D 2 = 0. La differenza ra le enrae e le uscie al empo definisce la posizione finanziaria nea del governo. Se ad esempio G > T avremo: D = G T > 0 Nel periodo successivo il debio pubblico sarà pari al debio passao moliplicao per (+r) più la differenza ra enrae ed uscie correni (il saldo primario) al neo della spesa per ineressi: D 2 = (+r) D + (G 2 T 2 ) Sappiamo però che alla fine del secondo periodo il debio deve essere pari a zero. Tenendo cono di quesa condizione e sosiuendo a D la sua definizione abbiamo: 0 = G T + / (+r) (G 2 T 2 ) da cui possiamo oenere che: T + T + r 2 = G + + r G 2 Quesa equazione è il vincolo ineremporale di bilancio del seore pubblico e sabilisce che il valore auale della spesa pubblica del primo e del secondo periodo deve essere uguale alla somma in valore auale delle impose in enrambe i periodi. Quesa proposizione è molo imporane. Da essa consegue un imporane risulao: se ampliamo l orizzone emporale di analisi degli effei delle decisioni di spesa e assazione del governo scopriamo che, per ogni dao programma di spesa pubblica (il lao desro dell equazione che descrive il vincolo ineremporale di bilancio) il valore auale delle impose deve sempre essere lo sesso: in alri ermini il seniero emporale delle impose non è rilevane: se il governo abbassa le impose nel primo
periodo, le deve aumenare nel secondo di un imporo ale da permeergli di avere enrae sufficieni a pagare il valore auale della spesa pubblica. Se pariamo da un siuazione in cui il bilancio è in pareggio in ogni periodo possiamo allora chiederci quali siano le conseguenza di una diminuzione delle impose nel primo periodo. Quesa equazione è il vincolo ineremporale di bilancio del seore pubblico e sabilisce che il valore auale della spesa pubblica del primo e del secondo periodo deve essere uguale alla somma in valore auale delle impose in enrambe i periodi. Il vincolo ineremporale di bilancio conferma la proposizione iniziale in base alla quale abbiamo definio il debio pubblico come uno srumeno che consene di sposare nel empo l onere del finanziameno dei programmi di spesa pubblica. Nella sua formulazione più compaa il vincolo ineremprorale di bilancio rende con chiarezza quesa idea. Per un dao valore dei programmi di spesa pubblica (il lao desro dell ulima equazione) ogni riduzione della assazione nel primo periodo deve essere bilanciaa da un aumeno di uguale valore della assazione nel secondo periodo. Immaginiamo di parire da una siuazione in cui G =T e G 2 =T 2. Una riduzione di T deermina, in assenza di modifiche sui valori di G e G 2 la creazione di debio pubblico nel primo periodo. A quesa scela (ridurre le asse nel primo periodo) corrisponde l obbligo di aumenarle nel secondo. Possiamo sudiare la dinamica del debio pubblico e delle impose in queso caso. Alla fine del periodo il debio pubblico è pari a: D = G T Menre alla fine del periodo 2 avremo che
D 2 = (+r) D + (G 2 T 2 ) Da cui considerando che D 2 =0 possiamo deerminare di quano le impose dovranno superare le spese correni del secondo periodo: T 2 G 2 = (+r) D Ovvero T 2 = G 2 + (+r) D. Come si modificano le conclusioni sull efficacia della poliica fiscale del modello IS- LM alla luce di quesi risulai? Il coneso in cui è opporuno ragionare è quello delle scele ineremporali. IN quesi modelli il livello del consumo e del risparmio non dipende dal reddio correne degli ageni economici ma dalla loro ricchezza di ciclo viale. Ogni individuo consuma in ogni periodo una frazione della sua ricchezza in modo da massimizzare la sua uilià ineremporale, dao il vincolo di risorse. Daa quesa condizione il reddio correne e il consumo correne non sono correlai: gli individui possono ad esempio indebiarsi in alcuni periodi della loro via se in alri sono in grado di produrre un reddio superiore al consumo e ripagare così il debio conrao in passao. Se definiamo con S il risparmio, con C il consumo e con Y il reddio correne abbiamo che: S = Y C C 2 = (+r) S + Y 2
Da cui sosiuendo a S la sua definizione e separando i ermini che descrivono il consumo da quelli che descrivono il reddio abbiamo il vincolo ineremporale di bilancio del consumaore: C + + r C 2 = Y + Y + r 2 Il vincolo ineremporale di bilancio del consumaore dice che il valore auale del consumo nei due periodi di via deve essere pari al valore auale delle risorse di cui il consumaore dispone nel corso della sua via. Vediamo ora come il consumaore sceglie il livello oimale di consumo nei due periodi. Supponiamo che la sua funzione ineremporale di uilià sia U = lnc + lnc + 2 dove δ è il asso ineremporale di scono. Dalla condizione di uguaglianza ra il saggio marginale di sosiuzione e la pendenza del vincolo di bilancio ineremporale possiamo rovare che: C C 2 = ( + r) ( + ) Dalla condizione di equilibrio è facile vedere che quando il asso di ineresse è uguale al asso di scono il consumo è cosane nei due periodi. Se adoiamo quesa ipoesi possiamo deerminare il livello oimale del consumo al empo e al empo 2. + r Avremo che C = C 2 = k W dove k = è un faore che indica la quoa della 2 + r ricchezza complessiva che viene consumaa in ogni periodo e W è il lao desro del
vincolo ineremporale di bilancio e misura la somma dei reddii che l individuo percepisce nei due periodi. Non vi quindi alcuna relazione ra C e Y e ra C 2 e Y 2. Conseguenemene anche il risparmio S è indipendene dal valore del reddio correne e può essere posiivo o negaivo. Possiamo ora inrodurre il seore pubblico. L unico effeo che rileva ai fini delle scele di consumo è il fao che ora gli individui pagano le impose. Il vincolo ineremporale di bilancio si modifica come segue: C + C2 = Y - T + ( Y2 T + r + r 2 ) possiamo scrivere il vincolo ineremporale di bilancio dell individuo in modo che esso esprima separaamene la somma dei reddii e delle impose pagae nei due periodi: C + C2 = Y - + Y + r + r 2 (T + T2 ) + r In quesa seconda formulazione il vincolo di bilancio ineremporale evidenzia che ciò che cona per l individuo è il valore auale delle impose e non la disribuzione emporale delle medesime. Per verificare quesa proposizione supponiamo che inizialmene il programma fiscale del governo preveda che in ogni periodo le enrae siano uguali alla spesa pubblica. Avremo in queso caso T = G T 2 = G 2
Verifichiamo ora cosa succede se il governo decide di manenere invariao il suo programma di spesa ma sceglie abbassare le impose nel primo periodo al livello T di finanziarsi in disavanzo nel primo periodo. La prima conseguenza è l emergere di debio pubblico pari a: D = G - T Nel periodo successivo il debio pubblico divena: D 2 = D (+r) + G 2 T 2 Se il governo deve rimborsare il debio enro la fine del periodo 2 (abbiamo D 2 = 0 possiamo rovare il nuovo vincolo ineremporale di bilancio che sarà pari a: T ' + T ' + r 2 = G + G2 + r Noiamo che il lao desro del nuovo vincolo ineremporale di bilancio è rimaso invariao. Di conseguenza anche il lao sinisro (nonosane il valore delle impose in ogni singolo periodo possa essere diverso) deve essere lo sesso: il valore auale delle impose non è modificao dal modo in cui il governo decide di finanziare un cero livello di spesa pubblica. Anche il vincolo di bilancio dei consumaori rimarrà invariao. Ciò che rileva ai fini delle decisioni di consumo è il valore auale delle impose e se queso rimane invariao non cambieranno le scele di consumo e di risparmio. In queso caso allora il debio pubblico è neurale sulle decisioni di consumo del seore privao. E facile verificare che, nell esempio riporao sopra, il consumo non si modifica menre il risparmio aumena dello sesso ammonare della diminuzione delle impose nel primo periodo. Il risparmio nella siuazione con debio pubblico è pari a:
S = Y C T Poiché T è inferiore a T e i valori di reddio e consumo non si modificano il risparmio cresce in misura pari alla riduzione delle impose. Nel periodo successivo le impose necessarie a pagare la spesa pubblica e il debio sono pari a: T 2 = G 2 + (+r) D = G 2 + (+r) (G T ). Se confroniamo la variazione delle impose nel secondo periodo con la variazione del risparmio nel primo periodo roviamo che quese due grandezze sono uguali in valore auale. Il risulao fondamenale del eorema della neuralià del debio pubblico è quindi che la creazione di debio da pare del governo non ha effei reali sull economia. I consumaori sono indiffereni al profilo emporale delle impose e guardano solo al valore auale delle medesime. Poliiche di finanziameno della spesa pubblica in disavanzo si rivelano compleamene inefficaci in queso coneso. La validià del eorema della neuralià dipende in misura molo fore da alcune ipoesi che sono paricolarmene lonane dalla realà. In paricolare risulano cruciali le segueni assunzioni: i) l orizzone di programmazione dei consumaori e del governo è il medesimo, ii) gli individui possono indebiarsi al medesimo asso di ineresse a cui si indebia il governo e in generale non sono sooposi a vincoli di liquidià; iii) ui gli individui sono uguali e quindi pagano in proporzione al loro reddio la medesima imposa
Nella realà l orizzone emporale dei consumaori è molo minore di quello dello sao. Queso significa che il governo può decidere di abbassare le impose oggi e rimandare ad una daa fuura lonana le maggiori impose necessarie a ripagare il debio creao. In queso caso è improbabile che le famiglie che godono dell iniziale abbassameno delle impose siano le medesime che saranno chiamae a ripagare l onere del debio. Le famiglie che si rovano a decidere il loro livello del consumo nel momeno in cui si crea il debio pubblico percepiranno come permanene la riduzione delle impose e conseguenemene aumeneranno il consumo e diminuiranno il risparmio. Si avrà cioè un aumeno della ricchezza pari a C = T T ) e proporzionalmene un aumeno del consumo secondo la proporzione k definia sopra: C = k W = k (T T ). In queso caso allora la poliica di finanziameno della spesa pubblica ha effei reali sulle decisioni di consumo del seore privao. Risulai analoghi si possono oenere se consideriamo un modello a generazioni sovrappose (vedi appuni lezione). Effei sulle decisioni di consumo si realizzano anche quando gli individui non possono indebiarsi e quindi sono sooposi a vincoli di liquidià. La creazione di debio pubblico ha effei sul consumo del seore privao se gli individui, prima della riduzione delle impose, consumavano uo il loro reddio. In queso caso la riduzione delle impose deermina un aumeno del consumo nel primo periodo che è in grado di accrescere il benessere individuale. Nella figura successiva è rappresenaa una siuazione in cui la riduzione delle impose nel primo periodo deermina, dao il vincolo di liquidià, un migliorameno di benessere per il consumaore anche se il valore auale delle impose rimane invariao. Tale siuazione è rappresenaa dal passaggio dal puno A al puno B.
C 2 A B Y -T Y -T C
LA SOSTENIBILITA DEL DEBITO PUBBLICO Le esi della neuralià endono a sdrammaizzare il problema degli effei del debio pubblico nell economia. In ulima analisi l onere reale del debio è perfeamene percepio dagli ageni privai, che sconano l imporo delle asse fuure necessarie al suo rimborso. Abbiamo però viso che il problema della disribuzione dei cosi e dei vanaggi dell emissione del debio pubblico non è così semplice come porebbe apparire alla luce delle conclusioni a cui pora il eorema della neuralià. In re siuazioni, differene orizzone emporale di programmazione degli ageni privai rispeo al seore pubblico, vincoli di liquidià ed eerogeneià degli ageni, il eorema della neuralià non è più valido. In quesa lezione sposiamo la nosra aenzione su un alro imporane problema, quello della sosenibilià del debio pubblico. Ci chiediamo se esisa un limie alla crescia del debio pubblico ed in caso affermaivo vorremmo sapere quale è queso limie. L indicaore che comunemene viene uilizzao per valuare il problema della sosenibilià è il rapporo ra debio pubblico e prodoo inerno lordo. Il fao che il debio in valore assoluo cresca o diminuisca infai non ha grande imporanza; ciò che rileva è se la sua dimensione rispeo a quella del reddio prodoo annualmene dall economia sia coninuamene crescene. Riprendiamo allora l equazione che descrive la dinamica del debio pubblico: D = (+ r) D + (G T ) Vogliamo ora esprimere ue le variabili in rapporo al prodoo inerno lordo Y. Abbiamo la seguene espressione:
B Y B = ( + r) Y - G - T + Y Possiamo scrivere l equazione dinamica del rapporo debio/pil in ermini sineici: b = ( + r - g) b + d - dove b =B /Y ; d =(G T )/Y ; (+g)= Y /Y - e dove abbiamo sfruao la proprieà per cui per valori di r e di g sufficienemene piccoli vale la relazione (+r)/(+g) ( + r - g). Dall equazione che descrive la dinamica del rapporo debio/pil possiamo oenere: b - b = (r - g) b + d - - Quesa equazione ci dice quali sono i faori che deerminano la variazione del rapporo ra debio pubblico e Pil ra due periodi successivi: i) il primo faore è la differenza ra il asso di ineresse reale e il asso di crescia reale dell economia moliplicaa per il rapporo debio/pil. Se r>g queso ermine deermina un aumeno del rapporo; viceversa queso ermine conribuisce alla discesa del rapporo debio/pil se r<g. Per capire quesa affermazione immaginiamo il caso in cui d = 0 nell equazione che descrive la variazione del rapporo debio/pil. In queso caso il debio pubblico cresce al asso r, menre il pil cresce al asso g. ii) il secondo ermine è il rapporo ra il saldo primario e il pil. Un avanzo (disavanzo) primario corrisponde alla siuazione in cui d < (>) 0. Il saldo primario ha dunque un effeo negaivo (posiivo) sulla dinamica del rapporo debio/pil a seconda che si rai di un avanzo (disavanzo).
Il passaggio successivo consise nel chiedersi come si compora nel lungo periodo il rapporo ra debio pubblico e prodoo inerno. Per semplificare l analisi assumiamo che il governo segua una cera regola di poliica fiscale e quindi fissi il saldo primario rispeo al pil (il ermine d ) e inolre supponiamo che il asso di ineresse e il asso di crescia dell economia siano cosani. Dae le ipoesi descrie sopra sudiare la dinamica del rapporo debio/pil equivale ad analizzare il comporameno di un equazione alle differenze del primo grado. Dobbiamo esaminare 4 differeni siuazioni: i) g>r e d >0 ii) g<r e d >0 iii) g<r e d <0 iv) g>r e d <0 i) Nel primo caso il governo maniene un disavanzo primario cosane rispeo al pil in una siuazione in cui il asso di crescia dell economia è maggiore del asso di ineresse. La siuazione è descria dalla prima figura. L equazione che governa la dinamica del rapporo debio/pil è una rea con inercea posiiva pari a d e inclinazione (+r-g) <. Dalla figura si noa che il rapporo debio/pil converge ad un valore posiivo. Per capire cosa succede in queso caso immaginiamo nuovamene che d =0: il rapporo debio/pil ende a zero perché g>r e quindi il pil cresce sempre più velocemene del debio. Se invece il saldo primario è in disavanzo abbiamo due effei conrasani: il rapporo ra r e g è ale per cui il rapporo scende; il saldo primario provoca un aumeno del rapporo. Il valore di equilibrio è quello per cui il peso delle due forze è esaamene uguale. ii) In queso caso il governo coninua a finanziare la spesa pubblica in disavanzo ma ora r>g. La caraerisica principale di quesa siuazione è l insabilià del
puno di equilibrio. In paricolare se il debio erediao dal passao è posiivo la dinamica del rapporo ra debio pubblico e pil è insosenibile. Infai in una siuazione in cui r>g il primo faore che spiega la dinamica del rapporo e il secondo agiscono enrambi nella direzione di farlo crescere. iii) Il erzo caso è quello in cui r>g e il governo genera avanzi primari cosani in rapporo al pil. Anche quesa soluzione, analogamene all ii), è insabile. Il ermine (+r-g)>0 deermina queso risulao. In queso caso se il rapporo iniziale è inferiore a quello di equilibrio ù, l equazione genera via via valori più piccoli. In presenza di r>g se il governo genera avanzi di bilancio adeguai il rapporo debio/pil scende nel empo. iv) Il quaro caso è quello più favorevole. Il asso di crescia è maggiore del asso di ineresse e il governo genera avanzi primari. In quesa siuazione, qualunque sia il valore iniziale del rapporo debio/pil si converge all equilibrio. Le prime re siuazioni descrie sopra possono essere rappresenae graficamene: b d b* b -
b d b - b b* b -
I pericoli di un debio pubblico elevao Cosa può succedere quando il rapporo debio/pil è molo elevao. Riprendiamo l equazione che descrive la dinamica del rapporo debio/pil: b - b = (r - g) b + d - - e supponiamo che r=3%, g=2% e d=%. In queso caso è facile verificare che il rapporo debio/pil resa cosane. Tuavia se i assi di ineresse salgono, ad esempio perché gli invesiori percepiscono la presenza di maggiore rischio oppure perché la Banca Cenrale sceglie una poliica monearia resriiva, allora, a parià di asso di crescia, il governo per manenere cosane la dinamica del rapporo deve aumenare l avanzo primario, in alri ermini ridurre la spesa pubblica e/o aumenare le impose. Quesa poliica porebbe avere effei negaivi sulla crescia e quindi ridurre g e rendere ancora più sringene la recessione. Una possibile alernaiva al finanziameno del debio con un aumeno dell avanzo primario porebbe essere il finanziameno con monea. Tuavia in queso caso si avrebbe un aumeno delle aspeaive inflazionisiche e quindi dei assi di ineresse nominali e per quesa via dell onere del debio pubblico. Il rischio di moneizzazione del debio e quindi di iperinflazione oppure quello di consolidameno del debio divenano in queso caso molo ali. Per eviare quese siuazioni l unica srada percorribile è quella della creazione di avanzi primari per una duraa di empo sufficienemene lunga da indurre il rapporo debio/pil a scendere nauralmene.