JEROME SEYMOUR BRUNER

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TEORIE DELL APPRENDIMENTO E QUALITÀ DEI PROCESSI (PARTE II) PROF.SSA ANNAMARIA SCHIANO

Indice 1 JEROME SEYMOUR BRUNER-------------------------------------------------------------------------------------------- 3 2 NOVACK ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ 5 3 ELIO DAMIANO -------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 6 4 GOWIN --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 7 5 MORIN --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 8 6 HOWARD GARDNER -------------------------------------------------------------------------------------------------------- 9 7 D. GOLEMAN ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 10 2 di 10

1 Jerome Seymour Bruner Bruner supera la teoria degli stadi evolutivi formulata dal Piaget in quanto li interpreta come segmenti rigidi di sviluppo nell ambito dei quali interagiscono processi di apprendimento e processi di maturazione analizzati al fine di determinare comportamenti e schemi mentali. Secondo il Bruner tale segmentazione, invece, limita una reale conoscenza dei processi di pensiero infantili e dei percorsi di apprendimento. Bruner sottolinea l importanza del rapporto che il bambino ha con l ambiente Bruner individua tre tipi di rappresentazione che il soggetto sviluppa in rapporto all ambiente: a) esecutiva b) iconica c) simbolica Lo studioso pone in primo piano l apprendimento del linguaggio. Il rapporto che il bambino stabilisce con la madre rappresenta input fondamentale per l apprendimento del linguaggio e la costruzione di strutture e costrutti linguistici in quanto la madre rappresenta per il bambino il contatto primario con l ambiente che lo circonda. Il bambino possiede dispositivi di apprendimento per il linguaggio (LAD:Linguage Aquisition Device) che vengono attivati dall ambiente linguistico (LASS: Linguage Aquisition System Supporty) La scuola deve attivare i dispositivi di apprendimento con sfondi integratori altamente costruttivisti. Il rapporto che il bambino stabilisce con la madre rappresenta input fondamentale per l apprendimento del linguaggio e la costruzione di strutture e costrutti linguistici in quanto la madre rappresenta per il bambino il contatto primario con l ambiente che lo circonda. 3 di 10

Bruner, infatti, riprende e supera le teorie di Noam Chomsky sull apprendimento del linguaggio. Chomsky, esponente dell innatismo, afferma che ciascun individuo possiede già alla nascita un dispositivo per l acquisizione del linguaggio o L.A.D. (Language Acquisition Device) Bruner sottolinea la rilevanza dell ambiente socio-culturale di appartenenza e afferma che il L.A.D. non può esplicarsi senza un Sistema di Supporto per l Acquisizione del Linguaggio o L.A.S.S. (Language Acquisition Sistem Support) Bruner afferma che l apprendimento deve essere fondato sulla scoperta in quanto sottolinea l importanza della motivazione : il soggetto, sollecitato dagli stimoli ambientali, attiva in modo naturale la curiosità che gli consente di conoscere ed elaborare, introiettandola, la realtà che lo circonda. Bruner introduce il concetto di struttura e si riferisce alle idee fondamentali di una disciplina. Per Bruner la categorizzazione costituisce un fenomeno corrispondente ad un raggruppamento per equivalenza. Ne La ricerca del significato l Autore fa riferimento alla dimensione soggettiva dell individuo e al come egli attribuisce senso e significato a fatti e fenomeni. 4 di 10

2 Novack Novak propone il modello delle pappe concettuali rappresentative delle conoscenze, delle narrazioni, dei fenomeni. Le mappe concettuali, infatti, sono rappresentative di reti concettuali dove parole chiave sono connesse da parole legame: il pensiero reticolare viene così rappresentato in rapporto al proprio contenuto. Le mappe concettuali visualizzano le relazioni esistenti tra le idee. 5 di 10

3 Elio Damiano Damiano formula l ipotesi secondo la quale la conoscenza consiste nella costruzione e nell organizzazione di concetti I concetti sono conoscenza organizzata secondo regole Il bambino elabora concetti fin dalla nascita, in modo naturale e, nel momento in cui apprende, riorganizza i propri quadri concettuali. Damiano individua così la matrice cognitiva del bambino L Autore sottolinea l importanza della scuola e della didattica nella costruzione ed elaborazione, da parte del bambino, di reti concettuali Elio Damiano individua le fasi di una didattica per concetti : a) costruzione di una mappa concettuale di base b) conversazione clinica c) elaborazione della rete concettuale che va a definire l unità di apprendimento. d) La costruzione di una mappa concettuale consente di evidenziare le idee forti relative all argomento scelto, nonché le relazioni e le funzioni presenti nel quadro concettuale considerato. 6 di 10

4 Gowin Il modello a V di Gowin rappresenta il processo di apprendimento: al vertice della V abbiamo un problema da cui scaturiscono domande focali. Le risposte sono sul versante concettuale delle discipline. Sul versante metodologico v è la mediazione didattica 7 di 10

5 Morin Il contributo di Morin ai Documenti di indirizzo (Indicazioni Nazionali) del M.I.U.R. (Ministero Istruzione Università Ricerca) è relativo all unità del sapere. Il reale è infatti unità molteplice di prospettive: ogni reale viene osservato sulla linea del tempo, nello spazio, viene misurato etc. 8 di 10

6 Howard Gardner Gardner individua forme molteplici di intelligenza e afferma che ciascun individuo presenta uno stile cognitivo unico ed irripetibile, risultante dall interazione tra i diversi gradi e forme delle intelligenze possedute. Lo studioso elabora così la Teoria delle Intelligenze Multiple. Secondo Gardner la cultura riveste un ruolo fondamentale nella costruzione delle intelligenze. L Autore afferma che ad ogni intelligenza corrisponde una particolare forma di creatività. La scuola deve sviluppare le intelligenze multiple degli allievi. 9 di 10

7 D. Goleman Secondo Daniel Goleman la personalità è costituita anche dall intelligenza emozionale che ha un ruolo significativo nei processi di sviluppo. La gestione ed il controllo delle emozioni assume forte valenza anche nei processi di apprendimento e nelle prestazioni cognitive. L opera principale di Daniel Goleman è Emotional Intelligence, testo mirato ad analizzare il ruolo che hanno le emozioni nell orientare i comportamenti dei soggetti e nella costruzione dell identità dei soggetti stessi. L intelligenza emozionale contribuisce a determinare il saper essere del soggetto. L Intelligenza Emozionale consente al soggetto di: a) imparare a gestire le componenti delle emozioni personali e sociali; b) acquisire maggiore consapevolezza delle emozioni e dei loro effetti; c) rafforzare la fiducia in se stesso, l identità e sviluppare potenziali e capacità; d) gestire positivamente le emozioni e le energie; e) approfondire le spinte motivazionali e gli obiettivi professionali; f) potenziare la capacità di creare relazioni interpersonali empatiche attraverso i canali della comunicazione; g) ampliare le capacità di promuovere e guidare il cambiamento. 10 di 10