L ITALIANO COME LINGUA SECONDA
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- Geraldina Giovanna Boni
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1 L ITALIANO COME LINGUA SECONDA L'apprendimento e lo sviluppo della seconda lingua negli allievi stranieri deve essere al centro dell'azione didattica prevedere modificazioni nelle modalità organizzative tenendo presente che è un aspetto molto importante su cui interrogarsi ma non è l unico progettando momenti di interazione individualizzata e di piccolo gruppo per favorire lo sviluppo della lingua concreta del qui e ora della lingua dello studio dei concetti lingua per comunicare lingua per studiare
2 CONSAPEVOLEZZE NECESSARIE Ci vogliono almeno 2 anni per sviluppare l abilità di interagire verbalmente in attività contestualizzate (lingua della comunicazione) Ci vogliono in media 5-7 anni per sviluppare le abilità linguistiche necessarie per svolgere attività a bassa contestualizzazione (lingua dello studio) Il progetto migratorio della famiglia gioca un ruolo molto forte sull apprendimento linguistico Sapere quali tipi di contatto sociale hanno gli allievi permette di conoscere le loro possibilità di entrare in contatto anche con la lingua italiana La fluenza del parlato e la pronuncia (spesso facilmente apprese) a volte possono mascherare le reali conoscenze che stanno alla base È molto difficile per un allievo apprendere una lingua nel momento in cui vengono sottese conoscenze che non possiede
3 QUALE METODO UTILIZZARE PER INSEGNARE L ITALIANO L2? Per rispondere sono necessari vari approfondimenti e riflessioni Si può comunque affermare che la didattica dell italiano L2 deve essere caratterizzata da: molteplicità di approcci metodologici (metodo diretto, TPR, naturale, comunicativo, ) percorsi di lavoro personalizzati e interdisciplinari diverse modalità di relazione e intervento (lavoro nel piccolo gruppo, nel gruppo-classe, a coppie, frontale, interazione face to face con l insegnante, ) attenzione al duplice input di apprendimento (scolastico ed extrascolastico, guidato e non guidato) approccio contestuale apprendimento legato al contesto, a situazioni reali di comunicazione ed ai bisogni reali dell apprendente evitando due errori piuttosto diffusi: 1. proporre un astratta riflessione grammaticale sulla lingua 2. proporre un bricolage linguistico casuale, senza un attenzione puntuale e costante al percorso graduale di appropriazione delle strutture linguistiche
4 COORDINATE PER UNA CORRETTA IMPOSTAZIONE DELL ATTIVITA Promuovere un clima rilassato e piacevole perché tutto possa diventare produttivo è ciò che serve Rispettare la fase del silenzio, quindi non forzare a comunicare in L2 è una fase di costruzione, elaborazione, aggiustamento interno, che si verifica frequentemente e va vissuta senza allarmismi Non avere fretta soffermarsi molto sull abilità di ascolto, che è un attività orale di tipo ricettivo, ma non passivo Usare input linguistici e materiali funzionali agli usi della lingua e non alla fissazione delle regole Porre attenzione al proprio linguaggio e fornire input in L2 significativi, comprensibili, ricchi (per evitare le fossilizzazioni linguistiche) Non correggere, ma riformulare correttamente
5 Ricreare in classe situazioni di naturalità comunicativa (simulazioni, tecniche di drammatizzazione, finzioni sceniche o mimiche, ) Collegare l uso del linguaggio verbale ad altri linguaggi: canto, musica, gesto, immagine Dare sempre i punti di riferimento, gli agganci per capire (ricorso a riferimenti concreti, illustrazioni, parole-chiave, ) Favorire la motivazione curiosità: facendo leva sul piacere e sulla organizzando attività linguistiche divertenti, inserite in una cornice ludica rendendo presente il mondo straniero in aula con racconti, fotografie, illustrazioni, oggetti favorendo i confronti su diversità e somiglianze, anche a livello linguistico esplicitando sempre lo scopo delle diverse attività enfatizzando il raggiungimento degli obiettivi
6 La LINGUA MATERNA degli allievi stranieri va riconosciuta e valorizzata, considerandola una risorsa e non un ostacolo da rimuovere anche perché mantenere la lingua madre facilita la relazione genitori-figli mantenere la propria lingua d origine favorisce il processo di identità sociale dimenticare la L1 non facilita l apprendimento della L2 è scientificamente provato che reprimere l uso della lingua madre non giova affatto ai tempi di apprendimento della seconda lingua bloccare la L1 è bloccare un flusso cognitivo che va ad ancorarsi alla L2 nelle capacità cognitive che si sono sviluppate nell apprendimento della L1 c è tutto un patrimonio che si trasferisce alla L2 Tratto da: Allievi venuti da lontano - Lingua per comunicare e lingua per studiare a cura di Maria Arici
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