Informazione asimmetrica L informazione posseduta dalle due parti di una relazione economica può essere distribuita in maniera diversa: parliamo in questo caso di informazione asimmetrica. È possibile, infatti, che prima che avvenga una transazione il venditore sia meglio informato del compratore. Per esempio, chi vende un automobile usata probabilmente è meglio informato sulla qualità dell automobile rispetto a chi la compra. Chi offre lavoro ad una impresa è meglio informato delle proprie capacità di quanto non lo sia l impresa stessa. È anche possibile, d altra parte, che prima che avvenga la transazione il compratore sia meglio informato del venditore. Chi si avvale dei servizi di un assicurazione sanitaria, per esempio, probabilmente è meglio informato sui propri rischi di chi vende quei servizi. Chi chiede un prestito ad un finanziatore è meglio informato del finanziatore circa la propria capacità di restituzione In tutti questi casi diciamo che vi è un problema di informazione nascosta. Possiamo pensare, però, a una situazione diversa, nella quale una delle due parti non conosce qualcosa che può accadere dopo che la relazione economica è cominciata, qualcosa che può avere qualche conseguenza su ciò che egli ottiene dalla relazione economica. Si noti che questo secondo fenomeno si può verificare solo se la relazione economica di cui parliamo è una relazione di lungo periodo e non istantanea: per esempio se la relazione economica consiste in uno scambio, dopo il quale le due parti non sono più in relazione, allora questo secondo problema di informazione asimmetrica non può sussistere (mentre può sussistere ovviamente il primo problema, quello di informazione nascosta). Per esempio, chi vende un assicurazione che copre il rischio di incendio non può sapere se l assicurato, dopo aver pagato la polizza, prenderà le precauzioni necessarie per rendere meno probabile l incendio e il risarcimento del danno da parte dell assicuratore; oppure chi assume un dipendente e non ne può controllare il comportamento, non può sapere se il dipendente s impegna come dovrebbe nel proprio lavoro. O, ancora, chi presta denaro a un operatore non può sapere se quell operatore si preoccuperà fino in fondo del suo debito, specie in un sistema caratterizzato dalla responsabilità limitata, dove cioè una società è responsabile nei confronti dei creditori solo per il patrimonio della società, mentre i cespiti privati dei soci non sono pignorabili. In tutti questi casi diciamo che siamo di fronte a un problema di azione nascosta. Quando le parti non hanno le medesime informazioni su qualcosa che riguarda da vicino la loro relazione economica, l allocazione delle risorse può essere diversa da quella ottima, o socialmente efficiente, anche se il mercato è concorrenziale. 1. Selezione avversa: un problema di informazione nascosta Per capire perché è possibile un fallimento dell efficienza del mercato quando vi è un problema di informazione nascosta, consideriamo il mercato delle automobili usate, illustrato nelle Fig. 1a e 1b. Supponiamo che le automobili usate possano essere solamente di due qualità, alta oppure bassa. Supponiamo, per il momento, che venditori e compratori possano sapere, prima che l automobile sia venduta, se è di qualità alta oppure bassa: supponiamo cioè, inizialmente, che l informazione sia simmetrica. Le curve di domanda delle automobili di qualità alta e bassa, rispettivamente D A e D B, sono diverse, perché per un automobile di qualità alta i compratori sono disposti a pagare un prezzo superiore a quello che pagherebbero per un automobile di qualità bassa. Anche le curve di offerta delle automobili di qualità alta e bassa, rispettivamente S A e S B, sono diverse, perché i proprietari di automobili di qualità alta vogliono venderle a un prezzo superiore a quello che sono disposti ad accettare coloro che possiedono un automobile di qualità bassa. In queste circostanze in equilibrio saranno vendute OA automobili di qualità alta al prezzo OP, come si può vedere nella Fig. 1a dove è illustrato il mercato delle automobili di qualità alta, e OA automobili di qualità bassa al prezzo OR, come si vede nella Fig. 1b dove è illustrato il mercato delle automobili di qualità bassa. Quindi metà delle automobili scambiate sono di qualità alta e metà di qualità bassa.
Figura 1 La selezione avversa Prezzo (a) Prezzo (b) P S A D A S B D M D N D B R D M D N D B 0 D B A Quantità 0 A F C Quantità Questo è ciò che accade quando le parti sono pienamente informate: esistono due mercati diversi, dove si formano prezzi diversi. Supponiamo, invece, che i venditori sappiano se la loro automobile è di qualità alta oppure bassa, mentre i compratori possono capire se un automobile è di qualità alta oppure bassa solamente dopo averla acquistata, perché i venditori di auto di qualità bassa riescono a rendere la propria merce indistinguibile da quella di qualità alta. Siamo dunque in una situazione di informazione asimmetrica, e l equilibrio dei mercati sarà diverso da quello prima analizzato. Supponiamo, d altra parte, che i compratori sappiano che metà delle automobili usate sono di qualità alta e metà di qualità bassa. I compratori pensano dunque che vi sia la medesima probabilità che un automobile usata sia di qualità alta oppure bassa: allora saranno disposti a pagare un prezzo medio, cioè inferiore a quello che pagherebbero per un automobile di qualità alta e superiore a quello che sarebbero disposti a pagare per un automobile di qualità bassa. Tale media ha peso ½, e dunque il prezzo medio sarà proprio a metà fra i due estremi (prezzo della qualità alta e prezzo della qualità bassa), per ogni quantità che si voglia comprare. Siccome il prezzo che si è disposti a pagare per le diverse quantità non è altro che la curva di domanda, ecco che esiste una curva di domanda media, a metà strada fra la D A e la D B della Fig. 1. Ciò che stiamo dicendo è che, dal punto di vista dei compratori, è come se esistesse un solo mercato, perché quando vedono un esemplare in vendita non sanno dire di che qualità sia. Invece, dal punto di vista dei venditori continuano ad esistere due curve di offerta, cioè prezzi diversi che si pretendono di incassare per vendere auto di cui conoscono la qualità. Per rappresentare il problema continuiamo a considerare due grafici, come in Fig. 1, dove però esisteranno due curve di offerta ma una sola di domanda. La curva di domanda in entrambi i mercati diventa dunque D M, che è in posizione intermedia tra D A e D B (nonostante una possibile illusione ottica dovuta alle diverse posizioni delle curve S A e S B, le curve D M, D N e D B sono le stesse nelle due parti della figura). Quando la curva di domanda diventa D M su entrambi i mercati, alcuni proprietari di un automobile di qualità alta rinunceranno a venderla, perché si vedono offrire un prezzo inferiore a quanto vale davvero per loro l auto usata; invece alcuni proprietari di un automobile di qualità bassa, che prima non avrebbero venduto la loro automobile, decideranno di venderla perché ora si vedono offrire un prezzo superiore a prima. Infatti ora si venderanno solo OB < OA automobili di qualità alta e OC > OA automobili di qualità bassa. Dopo che sono state acquistate queste automobili, però, si scoprirà che la maggior parte delle automobili che sono state acquistate sono di bassa qualità. I potenziali compratori, quindi, non penseranno più che vi sia la stessa probabilità di comprare un automobile di qualità alta e un automobile di qualità bassa, ma penseranno che sia più probabile che un automobile usata sia di qualità bassa. Il prezzo che i compratori vorranno pagare per qualsiasi automobile usata, quindi, diminuirà, e la curva di domanda diventa D N su entrambi i mercati. Se la domanda in entrambi i mercati diventa D N, però, saranno vendute OD < OB automobili di qualità alta e OF < OC automobili di qualità bassa. In proporzione, però, la diminuzione delle auto di qualità alta è stata superiore alla diminuzione della auto di qualità bassa. È ancora aumentata, dunque, la quota delle automobili usate che si rivelano di bassa
qualità. I potenziali compratori dovranno allora concludere che ora la probabilità di comprare un automobile di qualità alta è inferiore, e la probabilità di acquistare un automobile di qualità bassa è superiore, a quanto si riteneva in precedenza. Il prezzo che costoro sono disposti a pagare per un automobile usata, quindi, diminuirà ulteriormente e la quota di automobili acquistate che sono di qualità bassa aumenterà ulteriormente. Tutto ciò continuerà fino a quando la domanda e il prezzo diventeranno così bassi che si venderanno solamente automobili di qualità bassa. Quando i compratori se ne accorgono, la curva di domanda diventa D B in entrambi i mercati, perché ora gli acquirenti sono certi che si possono comprare solo auto di qualità bassa, e si comportano come quando l informazione è simmetrica ma esiste il solo mercato della qualità bassa. Dunque si venderanno OA automobili di qualità bassa al prezzo OR, ma nessuna automobile di qualità alta. Dunque, se i compratori di automobili usate non hanno le stesse informazioni dei venditori, non vi sarà un mercato delle automobili di buona qualità, anche se i proprietari di quelle automobili vorrebbero venderle e i compratori vorrebbero acquistarle. Per la società, quindi, non è possibile ottenere il surplus che l esistenza del mercato delle auto di alta qualità garantirebbe in caso di informazione simmetrica. Per tale ragione l informazione asimmetrica è fonte di inefficienza. Quello che abbiamo appena descritto è un caso estremo di cosiddetta selezione avversa (dall inglese adverse selection, che sarebbe meglio tradurre selezione sfavorevole in quanto viene selezionata la qualità peggiore). Essa è dovuta a una distribuzione asimmetrica delle informazioni sulla qualità del prodotto: più in generale, se i compratori non possono riconoscere i prodotti di buona qualità, possiamo aspettarci che la quantità di prodotti di buona qualità offerta dai venditori e acquistata dai consumatori sia inferiore a quella che sarebbe stata offerta e acquistata se tutti avessero avuto le stesse informazioni. Il problema della selezione avversa è molto diffuso: gli acquirenti di automobili usate non sono i soli compratori ad avere meno informazioni dei venditori sul prodotto che vogliono comprare. Chi decide di acquistare una bottiglia di vino, per esempio, non può sapere con la stessa sicurezza del venditore se il vino è di buona qualità. Chi deve scegliere l albergo dove stare ha meno informazioni dell albergatore sulla qualità del servizio che riceverà. Chi richiede i servizi di un idraulico non può conoscere con la stessa certezza dell idraulico se costui effettuerà una riparazione accurata. Si rammentino anche gli esempi dell assunzione di lavoratori di diversa capacità e della concessione di credito a debitori diversamente capaci di restituirlo. Si noti che il problema deriva dal comportamento dei possessori e venditori della qualità bassa, in quanto riescono a mascherarla agli occhi degli acquirenti. Di conseguenza, costoro non hanno incentivo a modificare questo stato di cose. Viceversa, avrebbero interesse a stabilire la simmetria di informazione i venditori e gli acquirenti di auto di buona qualità. Dobbiamo dunque attenderci che siano questi ultimi a tentare di inventare dei rimedi. Molto spesso, infatti, i venditori di prodotti di buona qualità riescono ad evitare che il mercato sia servito solamente da chi vende prodotti di cattiva qualità, perché riescono ad informare i compratori sulla qualità del prodotto. I venditori di automobili usate di cattiva qualità, per esempio, non possono permettersi di garantirvi che ripareranno eventuali guasti, perché con certezza dovranno risarcirvi essendo il loro prodotto di bassa qualità; viceversa chi vende la qualità alta sa che ben difficilmente sarà chiamato a rispondere; dunque potete comprare con fiducia un automobile usata da chi offre quella garanzia. I consorzi del vino D.O.C.G. assicurano che il vino prodotto dagli aderenti al consorzio è di buona qualità, per cui i consumatori sono disposti a comprarlo anche a prezzi più alti. Poiché molte catene di alberghi, sostenendo un certo costo, assicurano lo stesso servizio in tutti i loro alberghi, sapete quale servizio riceverete se scegliete un albergo di quella catena. Se i vostri vicini vi assicurano che la loro doccia funziona regolarmente, potete rivolgervi con fiducia all idraulico che ha aggiustato la doccia dei vostri vicini, per il quale siete disposti a pagare un po di più. Garanzie sulla qualità del prodotto, standardizzazione del prodotto e una buona reputazione talora consentono ai venditori di evitare i problemi creati dalla selezione avversa. Naturalmente, poiché queste istituzioni sono costose, qualcuno, produttore o consumatore, dovrà pagare per la loro esistenza; ma tali costi sono certamente inferiori alla perdita di surplus che si ha quando si verifica l informazione nascosta. Come si vede, il rimedio alla selezione avversa consiste sempre nell inviare alle potenziali controparti un segnale credibile circa la qualità che si ha da vendere, e un segnale credibile in termini economici non può
che essere la disponibilità a sopportare costi se ciò che si dichiara non corrisponde poi al vero. Potremmo estendere questa logica ai problemi di assunzione di lavoratori e di concessione di credito: nel primo caso il lavoratore di buona capacità è disposto a sottoscrivere un contratto in cui si dice che, se la sua capacità è bassa mentre aveva dichiarato che è alta, allora sarà licenziato (e magari dovrà restituire le paghe di un certo numero di mesi); nel secondo caso, un debitore che di avere buona capacità di restituzione è disposto a sottoscrivere un contratto tale per cui, in caso di inadempienza, peggioreranno le condizioni del prestito (per esempio aumenterà il tasso di interesse). 2. Comportamento negligente ( rischio morale, moral hazard ): un problema di azione nascosta L asimmetria nella distribuzione delle informazioni non riguarda necessariamente ciò che ciascuno conosce prima di effettuare uno scambio, ma può riguardare anche ciò che qualcuno può fare dopo che è stato sottoscritto un contratto, cioè durante l esecuzione di un contratto di lungo periodo. Per capire quali problemi derivano da questa asimmetria informativa, consideriamo la situazione, illustrata nella Fig. 2, nella quale si trova un soggetto che può subire un danno economico per l incendio della propria casa, e che può prendere precauzioni per ridurre la probabilità dell incendio. Costi e benefici marginali D Figura 2 Il comportamento negligente G C F E BMa SA 0 B A BMa NA Precauzioni Il danno che il proprietario di una casa si attende (= valore atteso : vedere le parti successive del corso sulla scelta sotto incertezza) di subire quando considera l eventualità di un incendio è uguale al valore della casa moltiplicato per la probabilità che vi sia un incendio: se il danno vale D, e la probabilità di averlo è pari a p, il danno atteso è pari a p D. Quando aumentano le precauzioni prese per impedire l incendio, però, il danno atteso diminuisce, perché diminuisce la probabilità p che la casa bruci. Allora, il beneficio marginale che si ottiene da qualche precauzione addizionale è uguale alla diminuzione del danno atteso conseguente alla diminuzione della probabilità di un incendio. Questo beneficio è rappresentato dalla retta DE, che è decrescente perché si può supporre che la riduzione ulteriore di probabilità di incendio, dovuta ad una precauzione addizionale, diminuisca quando aumentano le precauzioni prese ( prima si sposta di un metro la tanica di benzina dal camino, poi di un altro metro, poi nella stanza vicina, poi si installano sensori di fumo, ecc. : ogni nuova precauzione contribuisce sempre meno alla diminuzione di probabilità, visto che prima si prendono le precauzioni più efficaci). Questa curva è chiamata BMa NA per indicare il beneficio marginale delle precauzioni del proprietario prima di assicurarsi ( non assicurato = NA). Il costo addizionale (marginale) che il proprietario sostiene quando prende qualche precauzione addizionale, invece, è rappresentato dalla retta CE, che è orizzontale perché si può supporre per semplicità che il costo di una precauzione addizionale rimanga costante per qualsiasi ammontare di precauzioni. Se non è assicurato, il proprietario della casa è interessato a prendere la quantità OA di precauzioni, perché questa è la quantità dove il beneficio marginale è uguale al loro costo marginale.
Cosa succede se il proprietario si assicura, cioè paga un premio una tantum per poi ricevere un risarcimento R se l incendio si verifica? Se vi è un incendio il proprietario subisce un danno economico più basso, perché il danno sarà risarcito almeno in parte dall assicuratore: quindi il danno a carico dell assicurato in caso di incendio è pari a D R. Poiché il danno che può essere evitato con una precauzione addizionale è più basso, anche il beneficio ottenuto da qualche precauzione addizionale è più basso: infatti ora il danno atteso, di cui ci si libera con le precauzioni, è pari a p (D R) < p D. La riduzione di probabilità conseguente ad ogni nuova precauzione continuerà ad essere decrescente, ma moltiplica ora una valore inferiore. Allora, la curva del beneficio marginale delle precauzioni dell assicurato è più bassa della precedente, e diventa per esempio DF: questa curva è chiamata BMa SA per indicare il beneficio marginale delle precauzioni del proprietario una volta che sia assicurato ( sì assicurato = SA). Dunque, il proprietario sarà ora interessato a prendere solamente la quantità OB di precauzioni. Il proprietario, naturalmente, non ridurrà le precauzioni se l assicuratore può controllare al 100% quante precauzioni sono state prese per evitare l incendio, perché l assicuratore potrebbe rifiutarsi di risarcire il danno sostenendo che il comportamento dell assicurato ha fatto aumentare la probabilità di un incendio. Se l assicuratore, però, non può controllare le precauzioni prese dal proprietario ( azione nascosta ), costui prenderà meno precauzioni per evitare l incendio di quante ne avrebbe prese se non fosse stato assicurato. Il fenomeno che genera comportamento negligente, e che deriva dal problema di azione nascosta, è talvolta chiamato rischio morale (in inglese moral hazard): c è il rischio che la controparte non mantenga l impegno, o le promesse, contenute nel contratto iniziale, o comunque non si comporti da buon padre di famiglia come invece farebbe se tutte le conseguenze delle sua azioni ricadessero su di lui. Tutto ciò è importante perché il comportamento dell assicurato produce un risultato insoddisfacente non solo per l assicuratore, ma anche per l intera società. Infatti, se il proprietario è assicurato e l assicuratore non può controllare come si comporta l assicurato, il proprietario prende una quantità di precauzioni inferiore a quella socialmente ottima, e la collettività affronta un rischio di incendio superiore a quello socialmente ottimo. Proviamo a capire le ragioni di questo risultato, considerando che la società è composta in questo caso da assicurato + assicuratore. Quando il proprietario prende qualche precauzione che serve ad evitare un incendio, tutti coloro che devono sostenere il costo per il danno dell incendio ne ottengono un beneficio: non solo l assicurato, ma anche l assicuratore, visto che costui sarà chiamato a risarcire l assicurato con meno probabilità. Infatti, è sì vero che il danno atteso a carico dell assicurato è p (D R), ma il danno (risarcimento) atteso per l assicuratore è p R: dunque il danno atteso per l intera società è di nuovo p (D R) + p R = p D. La retta DE, quindi, rappresenta ora il beneficio marginale sociale delle precauzioni prese dal proprietario per evitare l incendio, ed è quindi chiamata BMa S nella Figura 3, che replica la Figura 2 con nomi diversi. Figura 3 Il comportamento negligente dal punto di vista sociale Costi e benefici marginali D G C F E CMa S BMa P 0 B A BMa S Precauzioni In altri termini: se il proprietario non è assicurato, il costo dell incendio, D, è sostenuto solamente dal proprietario, che riceve tutto il beneficio derivante da una precauzione addizionale che egli ha preso; se il proprietario è assicurato, invece, il costo dell incendio è sostenuto anche dall assicuratore (risarcimento R).
L assicuratore, quindi, riceve una parte del beneficio derivante da qualche precauzione addizionale presa dal proprietario. Messe così le cose, dunque, la curva GF rappresenta ora il beneficio marginale privato del solo assicurato, ed è quindi chiamata BMa P nella Figura 3. Cosa dire dei costi marginali? Supponendo che nella società solo il proprietario sopporti i costi del prendere le precauzioni, il costo marginale privato (retta CE) è anche il costo marginale sociale, CMa S. Il proprietario, naturalmente, prende la precauzioni che comportano l uguaglianza tra il suo costo marginale privato e il suo beneficio marginale privato. Dunque, se è assicurato, il proprietario prende un ammontare di precauzioni pari a OB. Invece, per individuare la quantità di precauzioni socialmente efficiente, dobbiamo verificare che siano tra loro uguali il beneficio e il costo marginale sociali: questo avviene in corrispondenza della quantità OA. Quando il proprietario non è assicurato, dunque, la quantità di precauzioni prese, OA, è quella socialmente ottima, perché la curva del beneficio marginale privato coincide con quella del beneficio marginale sociale, ed entrambi sono eguagliati al costo marginale delle precauzioni. Se il proprietario è assicurato e l assicuratore non può controllare il suo comportamento, la quantità di precauzioni prese dall assicurato, OB, è inferiore a quella socialmente ottima, perché la curva del beneficio marginale privato è inferiore a quella del beneficio marginale sociale. Si può osservare che il disallineamento fra le curve del beneficio marginale privato e sociale è una caso particolare di ciò che in economia viene chiamato esternalità, cioè un fenomeno per il quale le scelte private di qualcuno hanno ricadute economiche anche su altri, senza che però il decisore debba farsi carico di quelle conseguenze. In particolare, nel nostro esempio l esternalità è positiva, in quanto le precauzioni prese dall assicurato arrecano un beneficio anche all assicuratore. Come sempre accade nei casi di esternalità positive, il livello di attività prescelto dal decisore privato è inferiore a quello socialmente efficiente. Anche in questo secondo caso di informazione asimmetrica, allora, si pone un problema di efficienza, in quanto, se i privati agiscono secondo i propri incentivi, il surplus sociale è inferiore al massimo che si potrebbe ottenere se si avesse a cuore il miglior risultato sociale. Infatti la scelta del privato non coincide con quella che eguaglia il costo marginale e beneficio marginale sociali. Il problema del comportamento negligente, determinato dall impossibilità di sapere come si comporta chi ha stipulato un contratto, è molto diffuso, perché caratterizza anche i rapporti di lavoro nei quali il datore di lavoro non può controllare come si comportano i propri dipendenti, oppure i rapporti tra una banca e un cliente quando la banca non può controllare il comportamento di un cliente al quale ha concesso un prestito. Poiché le difficoltà che sorgono in queste situazioni derivano sostanzialmente dalla presenza di un esternalità positiva, che induce qualcuno a produrre uno sforzo inferiore a quello che sarebbe desiderabile, molto spesso si tenta di risolvere questo problema offrendo qualche incentivo che dovrebbe rendere interessante un comportamento più diligente. Per esempio, molti assicuratori inseriscono nel contratto qualche forma di franchigia, cioè un livello del danno al di sotto del quale esso non viene risarcito, assieme a qualche forma di massimale, cioè un livello del danno al di sopra del quale esso non viene risarcito. In tal modo rimangono a carico dell assicurato i piccoli danni dovuti a disattenzioni minori, ma l assicurato stesso ci penserà due volte prima di comportarsi in modo poco cauto ed esporsi a danni molti gravi. Altri assicuratori, invece, inseriscono nei contratti condizioni di bonus/malus, che prevedono un aumento del premio periodico da pagarsi da parte dell assicurato se costui si dimostra poco attento ad evitare i danni: questo contratto è tale da corresponsabilizzare la controparte (l assicurato), in quanto fa ricadere in parte su quest ultima i risultati del suo impegno. Si vede che i rimedi sopra individuati, e in particolare le tipologie bonus/malus, servono a correlare le condizioni economiche di volta in volta vigenti all impegno profuso dalla controparte. Per fare ciò, si usa come indicatore di tale impegno qualche segnale indiretto, tipo numero di incidenti verificatisi in un anno, in quanto l impegno soggettivo della controparte è ben difficilmente osservabile e misurabile. Occorre però dire che non sempre tali indicatori sono perfettamente correlati all impegno effettivamente profuso: un incidente può capitare anche al guidatore più prudente, mentre uno imprudente potrebbe essere così fortunato da non provocare incidenti. Per tale ragione non è semplice disegnare contratti ottimali in tali circostanze. L estensione ai rapporti di lavoro o di credito della logica prima studiata, tesa a correggere il problema del comportamento negligente, è di per sé semplice. Nel primo caso si dovrebbe correlare la paga del
lavoratore ai risultati del suo lavoro, per esempio la quantità prodotta oppure il profitto ottenuto dall impresa; nel secondo caso si dovrebbe correlare la nuova rata di mutuo al grado di sollecitudine mostrato nel restituire le rate precedenti. In entrambi i casi, però, sorgono i problemi evidenziati appena sopra: non sempre gli esiti dell azione di qualcuno sono correlati unicamente al suo impegno. Il prodotto di un lavoratore potrebbe dipendere anche dall impegno degli altri, specie quando si lavora in squadra, e ciò è ancora più vero per il profitto dell intera impresa; la capacità di restituire un debito può dipendere da difficoltà casuali non dipendenti dal buon comportamento del debitore. Per tali ragioni, dobbiamo concludere che i contratti peggiori, da questo punto di vista, sono quelli che prevedono condizioni constanti nel tempo, indipendentemente dagli esiti dell esecuzione del contratto: un posto a paga fissa, o un contratto di debito in cui vengono semplicemente rinviate le rate non pagate senza alcuna sanzione 1, ne sono esempi. Si sarà osservato, specie a proposito dei contratti di impiego e di finanziamento, che alcune clausole servono a risolvere problemi di informazione nascosta (selezione avversa), e altre hanno di mira i problemi di azione nascosta (comportamento negligente). Occorre tuttavia tenere ben distinte, logicamente, le due figure: l informazione nascosta riguarda caratteristiche originarie esistenti prima della sottoscrizione del contratto, mentre l azione nascosta riguarda comportamenti tenuti durante l esecuzione del contratto. Spesso, quando si disegna un contratto, si devono aver presenti entrambe le problematiche. A tale proposito, val la pena di osservare che il tipico rimedio al problema di informazione nascosta, cioè qualche forma di garanzia, può ingenerare problemi di azione nascosta. In effetti, la presenza di una garanzia allunga la relazione economica tra venditore e compratore, che non si esaurisce all atto dello scambio ma si estende per il periodo di garanzia. Dunque, può accadere che l acquirente, una volta ottenuta una clausola di garanzia che gli assicura di possedere un prodotto di buona qualità, abbia incentivo a essere meno prudente di quanto ci si attenderebbe, visto che comunque un eventuale danno è coperto dal venditore. Per tale ragione, spesso le clausole di garanzia devono essere piuttosto minuziose e sofisticate. È opportuna un ultima osservazione riguardo al rimedio ai problemi di azione nascosta, consistente nel correlare le condizioni economiche a certi risultati. Poiché i risultati dell impegno di qualcuno possono dipendere anche da fenomeni esterni di tipo casuale e variabile nel tempo, ecco che un contratto di quel tipo darebbe luogo, per esempio, a paghe molto oscillanti nel tempo. Ciò potrebbe essere in contrasto con una tipica attitudine di molti operatori, l avversione al rischio, di cui parleremo nel seguito: un contratto troppo incentivante potrebbe non essere gradito a controparti avverse al rischio. 1 Non a caso, di recente qualcuno avrà sentito nominare la locuzione moral hazard a proposito della crisi finanziaria: un creditore, per esempio una Banca Centrale, potrebbe promettere ex ante al debitore, per esempio una banca privata che si è indebitata, di non sanzionare le mancate restituzioni, al fine di evitare aumenti di rischio di fallimento del debitore stesso. Ciò però genera un forte incentivo per il debitore a seguire comportamenti incauti.