Rivascolarizzazione indiretta: quale scelta e perché?

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Rivascolarizzazione indiretta: quale scelta e perché? Emanuele Nasole Società Italiana di Medicina Subacquea e Iperbarica Docente Master di II Livello in Medicina Subacquea e Iperbarica - Univ-Palermo - Polo di Trapani Servizio di VUNOLOGIA Ospedale San Pellegrino di Castiglione delle Stiviere (MN)

Rivascolarizzazione indiretta Cos è? Formazione di nuovi vasi o capillari indotti da metodi non diretti, quindi non chirurgici, dalla somministrazione di farmaci o dall uso di medical devices

Rivascolarizzazione indiretta Angiogenesi = cellule endoteliali residenti adiacenti alla ferita proliferano, migrano e si rimodellano nei neovasi Vasculogenesi = processo de novo che occorre quando le cell. staminali progenitrici si depositano sulla ferita e innescano un rimodellamento vascolare.

Rivascolarizzazione indiretta Quando (Target)? Nei pazienti che giungono in ritardo all attenzione del Chirurgo ed in cui non è più proponibile un intervento di Rivascolarizzazione diretta degli arti inferiori vengono eseguiti interventi di rivascolarizzazione indiretta (Chirurgia Vascolare, Dir. Pietro Volpe, RC)

Rivascolarizzazione indiretta Quando (Target)? Impossibilità, Sostegno, Fallimento della terapia chirurgica (Chirurgia Vascolare, Dir. Oreste Sassi, SUN, Napoli) Impossibilità (SIAPAV) Esistono pazienti nei quali la rivascolarizzazione non è possibile o consigliabile, per cause tecniche (per il vero rare), per elevato rischio di fallimento della procedura, per severa comorbilità, per elevata compromissione delle condizioni generali (ridotto livello di autonomia). MINERVA CARDIOANGIOL 2012;60 (Suppl. 4 al N. 2):1-35

Rivascolarizzazione indiretta Quando (Timing)? MINERVA CARDIOANGIOL 2012;60 (Suppl. 4 al N. 2):1-35

Rivascolarizzazione indiretta Quando (Timing)? Algoritmo per il management dell arteriopatia periferica nel paziente diabetico. MINERVA CARDIOANGIOL 2012;60 (Suppl. 4 al N. 2):1-35

Rivascolarizzazione indiretta Quali scelte?

Rivascolarizzazione indiretta Quali scelte? D7.6.1 I prostanoidi D7.7.1. L ossigeno iperbarico D7.7.2 La stimolazione del midollo spinale

Rivascolarizzazione indiretta Quali scelte? È più probabile che la farmacoterapia o qualsiasi altro trattamento che produce miglioramenti anche modesti nella circolazione, abbia successo in pazienti che erano asintomatici prima di sviluppare una lesione del piede e in quelli con lesioni del piede poco profonde in cui il livello di ischemia è limitato ai margini (quelli con pressioni di perfusione borderline).

D7.6.1 I prostanoidi Iloprost (analogo stabile della PGI 2 ) Alprostadil (PGE 1 ) Rappresentano attualmente i farmaci di prima scelta nell ischemia critica degli arti inferiori inoperabile e ad alto rischio di perdita di arto.

Iloprost Da Meini S, Mazzone A, BIOS, gennaio 2010

Iloprost Vasodilatazione Mantenimento della pervietà del dotto arterioso Regolazione proliferazione e fenotipo leiomiociti vascolari Effetti anti-rimodellamento vascolare Riduzione dell incremento di permeabilità vasale nella flogosi Riduzione amb2 integrina (si neutrofili e monociti) e ICAM-1 (su endotelio Riduzione del fenomeno ischemia riperfusione Effetto anti-aggregante piastrinico Effetto anti coagulante indiretto (>tpa, <PAI-1; <F 1+2) Riduzione della viscosità ematica Azione inibitoria su ossidazione di LDL native e glicate Riduzione dell espressione di metalloproteinasi (MMP-9) Stabilizzazione lesione ATS (cell. Infiammatorie,PLT, matrice, citochine) Effetto inotropo positivo Miglioramento funziona diastolica del ventricolo sinistro Riduzione ipertrofia ventricolare Effetti positivi nello scompanso cardiaco cronico severo Limitazione del danno cardiaco da doxorubicina Neoangiogenesi (>VEGF via PPAR-a) Incremento delle cellule progenitrici endoteliali circolanti Precondizionamento ischemico

Iloprost Vasodilatazione Mantenimento della pervietà del dotto arterioso Regolazione proliferazione e fenotipo leiomiociti vascolari Effetti anti-rimodellamento vascolare Riduzione dell incremento di permeabilità vasale nella flogosi Riduzione amb2 integrina (si neutrofili e monociti) e ICAM-1 (su endotelio Riduzione del fenomeno ischemia riperfusione Effetto anti-aggregante piastrinico Effetto anti coagulante indiretto (>tpa, <PAI-1; <F 1+2) Riduzione della viscosità ematica Azione inibitoria su ossidazione di LDL native e glicate Riduzione dell espressione di metalloproteinasi (MMP-9) Stabilizzazione lesione ATS (cell. Infiammatorie,PLT, matrice, citochine) Effetto inotropo positivo Miglioramento funziona diastolica del ventricolo sinistro Riduzione ipertrofia ventricolare Effetti positivi nello scompanso cardiaco cronico severo Limitazione del danno cardiaco da doxorubicina Neoangiogenesi (>VEGF via PPAR-a) Incremento delle cellule progenitrici endoteliali circolanti Precondizionamento ischemico Rivascolarizzazione indiretta

Iloprost Vasodilatazione Mantenimento della pervietà del dotto arterioso Regolazione proliferazione e fenotipo leiomiociti vascolari Effetti anti-rimodellamento vascolare Riduzione dell incremento di permeabilità vasale nella flogosi Riduzione amb2 integrina (si neutrofili e monociti) e ICAM-1 (su endotelio Riduzione del fenomeno ischemia riperfusione Effetto anti-aggregante piastrinico Effetto anti coagulante indiretto (>tpa, <PAI-1; <F 1+2) Riduzione della viscosità ematica Azione inibitoria su ossidazione di LDL native e glicate Riduzione dell espressione di metalloproteinasi (MMP-9) Stabilizzazione lesione ATS (cell. Infiammatorie,PLT, matrice, citochine) Effetto inotropo positivo Miglioramento funziona diastolica del ventricolo sinistro Riduzione ipertrofia ventricolare Effetti positivi nello scompanso cardiaco cronico severo Limitazione del danno cardiaco da doxorubicina Neoangiogenesi (>VEGF via PPAR-a) Incremento delle cellule progenitrici endoteliali circolanti Precondizionamento ischemico Pazienti cardiopatici

Iloprost Indicazioni: ISCHEMIA CRITICA 1. Pazienti non rivascolarizzabili 2. Pazienti rivascolarizzati ma con fallimento di risposta periferica microcircolatoria (ossimetria transcutanea!!)

D7.7.2 Stimolazione midollare La Cochrane review, analizzando sei studi che includevano pazienti con CLI, ha concluso che la stimolazione del midollo spinale è significativamente più efficace rispetto al trattamento conservativo nel migliorare la salvezza dell arto in pazienti senza indicazione alla ricostruzione vascolare Ubbink DT, Vermeulen H Spinal cord stimulation for non-reconstructable chronic critical leg ischaemia. Cochrane Database Syst Rev. 2005 Jul 20;(3):CD004001

Stimolazione midollare (SCS)

Stimolazione midollare (SCS) Teoria del Gate Control in realtà il reale meccanismo d azione rimane sconosciuto: INIBIZIONE SISTEMA SIMPATICO LIBERAZIONE ANTIDROMICA DI SOST.VASOATTIVE ATTIVAZIONE DI FIBRE NERV.ANTIDROMICHE CON RILASCIO DI CGRP PRODUCENTE VASODILATAZIONE Miglioramento degli indici reologici e pletismografici (segni indiretti di angiogenesi)

Stimolazione midollare (SCS) Indicazioni Lesioni ulcerate <3cm Pazienti operabili ma a rischio di fallimento della rivascolarizzazione o ad alto rischio operatorio (quindi ritenuti non operabili) Risoluzione del dolore e >15% ptco 2 dopo 15gg. (Impianto definitivo) Controindicazioni Lesioni >6cm Patologie con bassa aspettativa di vita Patologie della colonna dorsale Documento di posizionamento AIUC: Ischemic ulcer and critic ischemia, Dic.2012

D7.7.1. L ossigeno iperbarico La Cochrane review ha concluso che la terapia iperbarica riduce significativamente il rischio di una amputazione maggiore nei pazienti con ulcere diabetiche.

L OTI aumenta le stem cells circolanti G.Vezzani-G.Bosco: risultati di una esperienza sull uomo sano (in press) l A pressioni e tempi di esposizione all OTI predefiniti e terapeutici, i marcatori per cellule staminali progenitrici delle cellule endoteliali aumentano già dalla prima esposizione e tale aumento perdura nel tempo

PBL CD34+ 133+ Post 1 p = 0.0126 Post 20 p = 0.1639 ns Post 10 p = 0.0316 Wash Out p = 0.1374 ns G.Vezzani-G.Bosco: risultati di una esperienza sull uomo sano (in press)

l S. Thom, con altri precedenti studi su pazienti ulcerati, fornisce la prova che l OTI mobilita le cellule staminali ematopoietiche della linea endoteliale che esprimono le proteine di membrana CD34+ o CD133+ l Su questo dato è stato coniato il termine cellula staminale anti-ischemia. 25

IL MIGLIORAMENTO DELLE ULCERE DA OTI E CORRELATO ALLE STEM CELLS Am J Physiol Heart Circ Physiol 290: H1378-H1386, 2006 x2 x8 PAZIENTI PRECEDENTEMENTE ESPOSTI A R.T.

L OTI potenzia l azione vasculogenetica delle stem cells

MOBILITA STEM CELL DA OTI IN DIABETICI CD34 + SPCs/ 100,000 WBC 800 600 400 200 0 8 6 4 2 0 Pre #1 WBC x 10 3 /ul Post #1 Pre #10 Post #10 Pre # 20 Post # 20 (n=22 diabetics w/wounds) * * *

Biopsie dai margini lesionali dimostrano che in paz. trattati con OTI le cellule hanno i markers delle cellule staminali a differeziazione endoteliale, indice di vasculogenesi.

A livello delle piastrine circolanti è maggiore l attività delle NOS (ossido nitrico sintetasi) nei paz. trattati con OTI

Cosa fa l Ossigenoterapia Iperbarica?

NO e Riparazione tissutale La NOS (ossidonitrico sintetasi endoteliale funzione con po2=38mmhg Nei pazienti arteriopatici si possono registrano valori di ptco2 prossimi a 20-30 mmhg e comunque <38mmHg (anche dopo rivascolarizzazione) In questi casi l OTI funziona con modulatore, acceleratore di processo nella produzione del NO, attraverso una maggiore funzionalità della NOS endoteliale. Il NO entra nella via metabolica che porta verso la produzione di fattori di crescita come il VEGF Per questa ragione è necessario l uso dell ossimetria transcutanea per l uso appropriato dell OTI

MAJOR AMPUTATION RATE (%) ULCERE DIABETICHE e OTI -sommario di trials randomizzzati 60 50 40 SHAM/ CONTROL +HBO2 30 * p<0.05 20 10 44+6 % 11+1 % 0 Doctor (Postgrad Med 49: 54, 1992) Faglia (Diab Care 19: 1338, 1996) Abidia (U Hyperb Med 28: 64, 2001) Kalani (J Diab & Complications 16: 153, 2002)

www.simsi.org Linee guida sull uso dell OSSIGENOTERAPIA IPERBARICA nelle Ulcere Cutanee Croniche 2003 2007

(A) quando l ulcera non guarisce nonostante la rivascolarizzazione ischemia corretta ma ipossia attorno all ulcera=ptco 2 40mmHg OTI - Indicazioni

(A.2) VASTA PERDITA DI SOSTANZA IN PZ. DIABETICA Prima della rivascolarizzazione endovascolare PTA Inizio OTI OTI - Indicazioni

(A) VASTA PERDITA DI SOSTANZA IN PZ. DIABETICA Rivascolarizzazione endovascolare (PTA) PTA femoro poplitea OTI - Indicazioni

(A.2) VASTA PERDITA DI SOSTANZA IN PZ. DIABETICA Dopo 15gg dalla rivascolarizzazione endovascolare PTA OTI - Indicazioni

(A) VASTA PERDITA DI SOSTANZA IN PZ. DIABETICA Dopo 2 mesi della rivascolarizzazione endovascolare PTA e inizio OTI innesto di Fibroblasti autologhi Dopo 30 OTI Dopo 10 gg. Dopo 20 gg. OTI - Indicazioni

(A) VASTA PERDITA DI SOSTANZA IN PZ. DIABETICA Dopo 2 mesi della rivascolarizzazione endovascolare PTA e inizio OTI Dopo 30 OTI Innesti di fibroblasti OTI - Indicazioni Dopo 8 gg.

OTI e Prostanoidi nella CLI non rivascolarizzabile

XXV Congresso SIAPAV Roma 2003 (Monteleone F.) 19 pazienti (12 M - 7F; Età:65-81) con CLI 8 non rivascolarizzabili 11 momentaneamente non rivascolarizzabili

XXV Congresso SIAPAV Roma 2003 (Monteleone F.) 0 10 20 30 40 50 60 angio.sciacca TcpO2 OSSIMETRIA TRANSCUTANEA

Paolo Tanasi, Centro Ferite Difficili, Ospedale Grosseto Dati non pubblicati, 2009 11 pazienti ; età 52-75 a.a. diabetici da 12-39aa 7 ulcere ( 5 sulle dita, 3 sul dorso o sulla pianta) 3 alterazioni ischemiche di cute e annessi, ma senza lesioni 1 cute integra 4 con pregressa amputazione minore ptco 2 14-38 mmhg VAS 5-8

Paolo Tanasi, Centro Ferite Difficili, Ospedale Grosseto Dati non pubblicati Protocollo terapeutico per 12 mesi (7-15 gg./trattamento x mese) 0-6MESI - OTI (60 a 2,5 ATA) 1 seduta/die per 15gg. - ILOPROST in infusione continua con pompa elastomerica - 2 fiale a 2 ml/h (5 gg.) poi 2 fl a 0,5 ml/h (10gg.) 6-9 MESI - OTI (60 a 2,5 ATA) 1 seduta/die per 10gg. - ILOPROST in infusione continua con pompa elastomerica - 2 fiale a 2 ml/h (2 gg.) poi 2 fl a 0,5 ml/h (7gg.) 9-12 MESI - OTI (60 a 2,5 ATA) 1 seduta/die per 7gg. - ILOPROST in infusione continua con pompa elastomerica - 2 fiale a 2 ml/h (2 gg.) poi 2 fl a 0,5 ml/h (5gg.) Ogni 7 gg. ptco 2

90 Paolo Tanasi, Centro Ferite Difficili, Ospedale Grosseto Dati non pubblicati ptco 2 : 1-2 - 3 MESE 80 70 60 50 61 52 68 75 58 78 55 80 79 60 64 75 58 40 38 44 36 44 30 20 10 14 0 1 MESE 2 MESE 3 MESE A B Dopo circa 15gg, il dolore nella scala VNS scende a 2, con utilizzo minimo di antidolorifico

Paolo Tanasi, Centro Ferite Difficili, Ospedale Grosseto Dati non pubblicati Risultati clinici (a 6 mesi) 1 pz. deceduto per ictus; 2 pz. Amputazioni minori (5 dito) 8 pz. Guariti senza segni diretti di ischemia. Nessuna nuova lesione Risultati clinici (a 12 mesi) 10 pz. Guariti senza segni diretti di ischemia. Nessuna nuova lesione

Take Home Message 1. La rivascolarizzazione indiretta promuove la neoangiogenesi e la vasculogenesi 2. E indicata in pazienti NON rivascolarizzabili per motivi Tecnici o per le condizioni del paziente e dopo rivascolarizzazione a seguito di fallimento o di scarsa risposta microcircolatoria (parametro guida = PTcO 2 ) 3. Le azioni cicatrizzanti e la riduzione del n. di amputazioni maggiori dovute all OTI possono essere ricondotte all azione vasogenica delle stem cells mobilitate, oltre che alla neoangiogenesi da esse indotte, alla produzione autocrina di GF (I pazienti NON Responders sono quelli con assenza di flusso) 4. I prostanoidi sono i farmaci vasoattivi di prima scelta nei pazienti inoperabili (I pazienti NON Responders sono quelli con assenza di recettori specifici) 5. E auspicabile l uso combinato di OTI e Prostanoidi

Grazie Emanuele Nasole manuel.nasole@gmail.com