La ricchezza Private in Italia



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La ricchezza Private in Italia Il contesto attuale, lo scenario futuro, le prossime sfide: una leva per la sostenibilità del sistema e la solidità del paese 14 giugno 2011

Indice 1. La ricchezza Private italiana cresce nel 2010, ma sta rallentando rispetto all Europa Confronto europeo del rapporto tra attività finanziarie delle famiglie e PIL Indicatori di sostenibilità finanziaria delle nazioni Indicatori sintetici per un confronto Europa/Italia della gestione dei patrimoni finanziari Private 2. Confronto tra stili di investimento delle famiglie Private italiane ed europee Tre elementi distinguono il cliente Private 3. L industria Private: evoluzione e novità nello scenario competitivo Quote di mercato per modelli di servizio 4. I punti delle considerazioni finali del Governatore Draghi che coinvolgono l industria del Private Banking Private Banking per Basilea 3 L importanza del rischio per il cliente Private Il ruolo della consulenza nella gestione del rischio 5. Le tre sfide del Private Banking 2

La ricchezza Private italiana cresce nel 2010, ma sta rallentando rispetto all Europa La crescita della ricchezza Private negli ultimi due anni è sostenuta principalmente dall ingresso di nuove famiglie nel perimetro Private. Le performance della ricchezza finanziaria investita derivanti dall effetto dei mercati, invece, hanno inciso positivamente ma in maniera inferiore rispetto ai nuovi entranti, registrando nel 2010 +0,5%. In attesa di una netta ripresa dei mercati, la crescita del valore della ricchezza Private verrà quindi determinata dai redditi derivanti dall economia reale. Europa AuM $ Trillions Var. 9,2 +4,3% 9,6 5,0 5,5 4,2 4,1 2009 2010 Famiglie Private con più di 5 mln $ in AuM Famiglie Private con meno di 5 mln $ in AuM Italia AuM Miliardi 868 265 313 +3,2% 896 275 323 2009 2010 Fonte: elaborazione Ufficio Studi Aipb su dati BCG, Global Wealth 2011 Fonte: AIPB, Stima del mercato potenziale Private, 2010. Var. 290 299 Totale ricchezza Private da patrimoni > 5 mln Totale ricchezza Private da patrimoni >1 mln di < 5 mln di Totale ricchezza Private da patrimoni > 500 mila < 1 mln di 3

Confronto europeo del rapporto tra attività finanziarie delle famiglie e PIL 400% 350% 300% 250% 200% 150% 100% 50% 0% 7% 5% 83% 27% 3% 17% 59% 11% 4% 67% 73% 95% 9% 59% 100% 49% 75% 83% 74% 77% 5% 2% 59% 201% 100% Spagna Germania Francia Italia UK Altri crediti Titoli Azioni e partecipazioni Riserve tecniche ed assicurazioni Monete e depositi Fonte: Elaborazione su dati PwCAdvisory, stime sui dati OECD e Banca d Italia. 86 62 67 67 45 Debito pubblico lordo 2011 in % della ricchezza finanziaria netta delle famiglie L Italia mostra un livello di ricchezza finanziaria in proporzione al valore delle attività produttive relativamente elevato, significativamente superiore, in Europa, ad altre grandi economie quali Francia e Germania. Fonte: Elaborazione su dati PwCAdvisory, stime sui dati OECD e Banca d Italia. Va considerato che con l attuale livello di ricchezza finanziaria, l Italia è in grado di sostenere il debito pubblico al pari di Germania e Francia. Fonte: Elaborazione Fondazione Edison su dati FMI 2011 4

Indicatori di sostenibilità finanziaria delle nazioni Fonte: Elaborazione Fondazione Edison su dati FMI 2011 Italia Germania Grecia Francia Spagna Gran Bretagna Posizione finanziaria netta sull estero in % del PIL 2010 Quota % di debito pubblico lordo 2011 sottoscritta da stranieri Debito pubblico lordo estero 2011 in % della ricchezza finanziaria netta delle famiglie -20 39-99 -11-90 -14 56 42 93 56 32 22 32 33 166 43 43 12 L Italia non è un Paese a rischio, nonostante la dimensione del debito pubblico. Un ulteriore conferma proviene dal confronto tra i dati dei diversi Paesi europei relativamente alla posizione debitoria nei confronti dell estero: la ricchezza finanziaria delle famiglie Private italiane è di 896 miliardi di euro (Fonte: AIPB) e, da sola, bilancia la quota di debito pubblico italiano detenuto da investitori esteri pari a 779 miliardi di euro (Fonte: Banca d Italia). 5

Indicatori sintetici per un confronto Europa/Italia della gestione dei patrimoni finanziari Private 2008 2009 2010 Variazione asset (%) Effetto mercato (%) Nuova raccolta (%) Banche Private Europee Banche Private Italiane Banche Private Europee Banche Private Italiane Banche Private Europee Banche Private Italiane -16,1% -6,0% +12,2% +12,7% +6,2 % +6,8% -18,4% -11,0% +10,0% +5,2% +4,7% +2,3% +2,3% +5,0% +2,2% +7,5% +1,5% +4,5% Fonte: elaborazione dati Ufficio Studi AIPB su dati BCG World Wealth Report Gli indicatori evidenziano due scenari: -anni di crisi (2008): la variazione tra gli asset in gestione è a favore dell industria italiana (-6,0% Italia, -16,5% Europa) che attraverso strumenti maggiormente cautelativi ed un accurata gestione del rischio è stata in grado di riposizionare i portafogli della clientela private verso strumenti più conservativi. L attenzione verso la qualità dei contenuti del servizio di consulenza finanziaria Private piuttosto che la ricerca assoluta della performance ha dato frutti positivi portando una raccolta superiore di nuovi asset rispetto ai competitor europei. -anni di ripresa (2009-2010): la variazione degli asset in gestione è sostanzialmente identica, ma in Europa è sostenuta principalmente dalle performance dei portafogli in netta ripresa rispetto al calo del 2008 in Italia invece la nuova raccolta ha trainato la crescita degli asset nel bienno 2009-2010. 6

Confronto tra stili di investimento delle famiglie Private italiane ed europee I portafogli della clientela Private italiana ha differenze sostanziali rispetto a quelli Europei: 1) La clientela italiana privilegia investire una quota superiore del proprio portafoglio in prodotti di investimento, lasciando soltanto l 11,8% in depositi contro il 24% della media europea 2) La percentuale di obbligazioni e titoli di stato nei portafogli delle famiglie Private italiane è più del doppio rispetto agli europei, strutturando il proprio portafoglio per ottenere un flusso di reddito costante attraverso questa tipologia di strumenti 3) Gli europei sono più deleganti: la percentuale di portafoglio in delega attraverso il servizio di gestione patrimoniale nel 2010 è di 4 punti percentuali superiori rispetto ai portafogli della clientela Private servita da strutture specializzate Italia Europa 8,5% 1,8% 11,0% 12,7% 16,3% 1,6% Other Alternative investments 16,0% 14,0% 3,0% 5,0% 21,0% 22,0% 48,2% 48,0% Managed funds Direct bonds 18,0% 21,0% 16,6% 11,3% 12,2% 11,8% Direct equities Cash and deposit 20,0% 14,0% 23,0% 24,0% 2009 2010 Fonte: elaborazione dati Ufficio Studi AIPB su dati BCG World Wealth Report 2009 2010 7

Tre elementi distinguono il cliente Private dal cliente retail: 1 2 3 Una dimensione del patrimonio tale da permettere e richiedere una corretta diversificazione Un orizzonte temporale potenzialmente lungo Una pianificazione finanziaria che prima o poi porti a scelte legate al decumulo del patrimonio durante la vecchiaia o al passaggio intergenerazionale Quindi il cliente si affida ad una struttura di Private Banking non per cercare la performance massima ma piuttosto per una buona gestione del rischio di portafoglio in linea con la propria propensione al rischio. 8

1 Una dimensione del patrimonio tale da permettere e richiedere una corretta diversificazione Classi di patrimonio numero di famiglie (unità) % var.% 2010/2009 patrimonio (mln di euro) % var.% patrimonio medio 2010/2009 (mgl di euro) Var.% 2010/2009 oltre 10.000.000 7.982 1% 0,5% 136.916 15% 3,6% 17.154 3,1% 5.000.000-10.000.000 20.851 3% 0,4% 137.614 15% 3,4% 6.600 3,0% 1.000.000-5.000.000 167.140 27% 0,1% 322.766 36% 3,1% 1.931 3,0% 500.000-1.000.000 415.465 68% 0,1% 299.018 33% 2,9% 720 2,9% TOTALE 611.438 100% 0,1% 896.314 100% 3,2% 1.466 3,1% 10,7% 8,6% 8,8% 18,3% 18,4% 12,4% 9,0% 10,3% 31,7% 37,4% 21,4% 12,9% Prodotti assicurativi Gestioni patrimoniali Fondi Comuni di Investimento Azioni Obbligazioni e titoli Raccolta diretta Mediamente i portafogli maggiori di 2 milioni di euro sono gestiti maggiormente attraverso le gestioni patrimoniali che consentono di diversificare il portafoglio più facilmente. Nei portafogli con meno di 2 milioni avviene attraverso un maggiore utilizzo dei fondi (18,4% contro il 12,4%). Patrimonio < 2 mnl Patrimonio > 2 mnl Fonte: AIPB, Stima del mercato potenziale Private,2010 9

2 Un orizzonte temporale potenzialmente lungo Domanda: Dovendo investire oggi, lei sarebbe più orientato a investimenti Durata dell investimento Lungo termine Medio termine Breve termine 12 61 27 Finalità dell investimento Tipologia di prodotti Presenza di cedole Informazioni sull investimento Rendimento Difesa del capitale 58 40 Semplici/Basici Evoluti 41 55 Sì No 62 38 Essenziali/chiare Dettagliate 48 46 Non indica: 2% Non indica: 4% Non indica: 6% L investimento ideale per i clienti Private: redditività, medio termine, buon livello di sofisticatezza, e accompagnato da informazioni efficaci Fonte: AIPB, Quarta indagine sulla clientela Private in Italia, 2009 10

3 Una pianificazione finanziaria che prima o poi porti a scelte legate al decumulo del patrimonio durante la vecchiaia o al passaggio intergenerazionale La perdita del capitale è il timore più diffuso del 2010 ma in leggero calo 2009 Perdere parte del capitale investito 60% Dover sostenere importanti spese sanitarie 34% Riduzione del reddito per perdita lavoro 29% 60% 34% 29% Rischi connessi all attività professionale 21% 12% Soluzioni adottate per la copertura del rischio Sì, ci ha già pensato 67% E ha già preso decisioni in merito 37% Ci ha pensato, ma non ha ancora fatto nulla 30% No, non ci ha ancora pensato 28% Non ci ha pensato ma è un tema che intende approfondire 21% Non ci ha pensato e non intende fare nulla 7% Fonte: AIPB, Quinta indagine sulla clientela Private in Italia, 2010 11

L industria Private: evoluzione e novità nello scenario competitivo Quota di mercato delle strutture di Private Banking 2007 2008 2009 2010 41,9% 43,5% 45,5% 47,0% Var -6,0% +12,7% +6,8% -11,0% 5,0% 5,2% 7,5% Mld di euro 26,3 373-41,0 18,2 18,7 350 395 2,3% 4,5% 17,8 9,1 421 31-12-2007 31-12-2008 31-12-2009 31-12-2010 Fonte: AIPB, Mercato servito dal Private Banking in Italia, 2010 Effetto mercato Raccolta netta La percentuale di ricchezza delle famiglie Private gestita da strutture di Private Banking cresce costantemente dal 2007. Gli effetti della crisi dei mercati si stanno riassorbendo, la raccolta netta è costantemente positiva, il 2010 si è concluso con un segno positivo anche sulle performance dei portafogli nonostante un inizio di anno incerto. 12

Quote di mercato per modelli di servizio 2007 2008 Δ 07/08 2009 Δ 08/09 2010 Δ 09/10 Business unit 53.533 51.538-3,7% 64.061 24,3% 65.882 2,8% Specializzate 43.745 39.057-10,7% 47.578 21,8% 50.866 6,9% Grandi banche commerciali 237.903 226.081-5,0% 243.658 7,8% 264.461 8,5% Estere 37.343 33.352-10,7% 39.239 17,6% 40.083 2,2% TOTALE 372.524 350.029-6,0% 394.536 12,7% 421.291 6,8% 10,0% 9,5% 9,9% 9,5% 63,9% 64,6% 61,8% 62,8% 11,7% 11,2% 12,1% 12,1% 14,4% 14,7% 16,2% 15,6% 31/12/2007 31/12/2008 31/12/2009 31/12/2010 Estere Grandi banche commerciali Specializzate Business unit Le quote di mercato per modelli di servizio sono rimaste costanti in questi ultimi anni. I clienti delle strutture di Private Banking utilizzano in media 2,5 intermediari affidandosi anche a modelli di servizio differenti. Infatti, nonostante si faccia riferimento ad una realtà eterogenea per caratteristiche sociodemografiche e dimensione del patrimonio quando si parla di clientela Private, le componenti del servizio che il cliente considera determinanti per la scelta dell Istituto sono la professionalità del referente, l offerta di servizi adeguati e la qualità delle informazioni ricevute indipendentemente dal modello di business dell Istituto di riferimento. Fonte: AIPB, Mercato servito dal Private Banking in Italia, 2010 13

I punti delle considerazioni finali del Governatore Draghi che coinvolgono l industria del Private Banking Le considerazioni finali del Governatore della Banca d Italia evidenziano una serie di riforme e sistemi di controllo che hanno portato ad avere un mercato finanziario più solido. Basilea 3 ha definito requisiti di capitale più elevati e di maggiore qualità, sono stati introdotti limiti alla leva finanziaria, sono state approvate nuove regole sulla liquidità, sono stati eliminati degli «incentivi perversi» che davano luogo all assunzione di rischi eccessivi. La riforma non è ancora completa, occorre accrescere la trasparenza e contenere i rischi. La vigilanza dovrà essere più intensa. 14

Private Banking per Basilea 3 Le strutture di Private Banking, per la composizione del loro conto economico in relazione alle caratteristiche del servizio che erogano, garantiscono flussi di ricavi costanti, utili alle banche per accrescere il patrimonio per via interna contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di Basilea 3. Infatti il 79% dei ricavi deriva dai servizi che, quindi, non sono legati direttamente alla variazione dei tassi o dei mercati. Inoltre, i ricavi derivanti da consulenza a pagamento, che portano flussi costanti di ricavi in funzione di un servizio erogato in modo continuativo nel tempo, sono in continua crescita (1,0% 2008, 1,5% 2009). Margine di interesse Margine da servizi Da raccolta amministrata Da consulenza a pagamento Da raccolta gestita Altro 11,4% 11,2% 1,0% 1,5% 70,5% 79,0% 59,2% 56,8% 29,5% 21,0% 28,4% 30,4% 2008 2009 Fonte: AIPB, Analisi della redditività del Private Banking, 2010 2008 2009 15

L importanza del rischio per il cliente Private Anche secondo le indagini di mercato il tema del rischio rappresenta l elemento più rilevante per la clientela Private nelle sue esigenze relativamente alla gestione del patrimonio finanziario famigliare. Il 78% ritiene molto importante che il referente per gli investimenti fornisca informazioni relative al rischio del suo portafoglio. Le illustri la rischiosita' del suo portafoglio secondo parametri oggettivi e in relazione al suo profilo di rischio Verifichi con lei l'andamento del suo portafoglio di investimenti rispetto agli obiettivi Le illustri gli andamenti dei mercati finanziari in cui lei ha investito Le parli di come la rischiosita' del suo portafoglio puo' influire sui rendimenti attesi, per decidere al meglio le scelte di investimento 78% 74% 69% 68% Verifichi eventuali cambiamenti negli obiettivi e nella sua famiglia/vita 48% Fonte: AIPB, Quinta indagine sulla clientela Private in Italia, 2010 16

Il ruolo della consulenza nella gestione del rischio Relativamente al controllo e al monitoraggio del rischio, le strutture Private, sfruttando l occasione della direttiva europea MiFID, hanno organizzato una diversa modalità per l erogazione del servizio di consulenza finanziaria. In particolare sono stati previsti una serie di protocolli su vari livelli nelle diverse fasi del processo che consentono di analizzare, gestire e comunicare il rischio presente nei portafogli dei clienti. Livello Fase del processo Modalità di intervento I II Produzione della raccomandazione al cliente Profilazione del cliente Personalizzazione del portafoglio Accentramento della fase di asset allocation di portafoglio. I portafogli modello vengono generati dalle funzioni di advisory centrale attraverso l'implementazione delle view di mercato e l analisi delle caratteristiche dei prodotti. Attraverso questa modalità si rendono più efficienti le modalità di controllo dei portafogli generati dai Private Banker dislocati sul territorio nazionale. La fase di personalizzazione del portafoglio per rendere coerente il rischio presente nel portafoglio raccomandato con la propensione al rischio del singolo cliente. III Monitoraggio Processo di controllo strutturato sull andamento dei singoli portafogli per verificare che non ci siano scostamenti eccessivi o scelte di personalizzazione divenute nel tempo non adeguate. 17

Le tre sfide del Private Banking Ritorno ai fondamentali Traccia del legame esistente tra economia sottostante e veicolo finanziario di investimento. La conclusione di Draghi «tornare alla crescita» è realizzabile solo ricominciando a credere nell atto dell investire. Bisogna riempirlo di nuovo contenuto e significato. Il Paese ne ha 1bisogno. 2 3 Nuovi processi e protocolli di comportamento Bisogna dimostrare che il processo di monitoraggio nel tempo del portafoglio personalizzato tuteli effettivamente il cliente e il sistema bancario. Aiutare il cliente a progredire Credere nel valore aggiunto del coinvolgimento attivo del cliente nei processi per la gestione del suo patrimonio. 18

"Il percorso di cambiamento andrà perseguito con determinazione, con spirito innovativo. Contiamo sulla collaborazione di tutti". Mario Draghi Governatore Banca d Italia Considerazioni finali 31 maggio 2011 19