DOMANDE di RIEPILOGO UNITA A - ANALISI ECONOMICA DELL IMPRESA Lez2 Nuove teorie dell impresa La teoria manageriale Quali problemi fondamentali delle moderne organizzazioni delle imprese non sono stati considerati dalla teoria neoclassica? Un problema centrale che caratterizza le moderne organizzazioni delle imprese consiste nella separazione tra proprietà e controllo dell impresa, la quale comporta la scissione tra ruolo di finanziamento, mantenuto dagli azionisti, e potere decisionale, attribuito ai managers. Gli obiettivi del management sono in parte diversi da quello della massimizzazione del profitto, che però continua a rappresentare le preferenze dei proprietari. Il conflitto d interessi che ne scaturisce impone a questi ultimi di mettere in atto dei meccanismi finalizzati ad allineare gli obiettivi a proprio vantaggio. Un altro problema rilevante delle moderne organizzazioni è quello delle motivazioni all integrazione o alla separazione di imprese. In cosa consiste il conflitto di obiettivi tra managers e azionisti? Gli azionisti perseguono obiettivi di rendimento, per cui desiderano che i managers massimizzino i profitti e, di conseguenza, il valore di mercato dell impresa (la quotazione di borsa). Il management invece punta a massimizzare la crescita dell impresa, in linea con quanto suggerito inizialmente dalla teoria classica (Smith, Ricardo e Marx): da un lato entra in simbiosi con l impresa e asseconda le sue necessità biologiche di sviluppo e dall altro persegue obiettivi di prestigio e remunerazione, che solo una grande impresa può assicurare. Il compromesso si realizza mediante il riconoscimento di un profitto soddisfacente ai proprietari, che induca costoro (il principale) a rinnovare il contratto al management (l agente), il quale quindi si garantisce il posto di lavoro. Per quanto concerne la distribuzione del profitto, i managers cercano inoltre di comprimere a un livello minimo i dividendi, al fine di privilegiare l autofinanziamento, che consente di disporre di risorse finanziarie senza dover ricorrere al mercato (debito e capitale azionario). In questo comportamento gioca un ruolo fondamentale l asimmetria d informazione: gli insiders (i managers) conoscono meglio degli outsiders (i proprietari) lo stato presente e prospettico dell impresa e quindi possono usare l informazione per assecondare i propri obiettivi.
Domanda 3 Si definisca il significato di rapporto di valutazione dell impresa sul mercato e si cerchi la soluzione ottimale per i proprietari e per i managers, nel caso in cui V sia funzione del tasso di crescita percentuale g dell impresa con un vincolo per escludere il rischio di scalata: V = 10g 5g 2 2. Il rapporto di valutazione si ottiene dividendo il valore di mercato per il valore contabile dell impresa, per cui ad esempio un rapporto pari a 2 esprime una quotazione di borsa doppia del valore di bilancio dell impresa. Gli azionisti perseguono obiettivi di rendimento, per cui sono interessati a che i managers massimizzino il rapporto di valutazione dell impresa: max V dv/dg = 10 10g = 0 g = 1% V = 10 5 = 5. Il management invece punta a massimizzare la crescita dell impresa: max g V = 10g 5g 2 = 2 5g 2 10g + 2 = 0 g = 1,78% > 1%.
La teoria principale-agente Quali sono i presupposti della teoria principale-agente applicata alla produzione di squadra? I presupposti della teoria principale-agente sono: l ipotesi di massimizzazione dell utilità personale dell agente, per cui ciascun individuo tende a uguagliare il beneficio e il costo marginale del suo sforzo (db/de i = dc/de i ); l ipotesi di superadditività in caso di team production function [T(e 1 + e 2 ) > b(e 1 ) + b(e 2 )]; l asimmetria informativa (l agente può nascondere al principale il suo sforzo ottimale). Quale soluzione si ottiene in presenza di produzione realizzata all interno di un team interattivo? Nel caso di produzione di squadra la soluzione ottimale dovrebbe essere l uguaglianza tra il beneficio marginale per il team e il costo marginale dell individuo (dt/de i = dc/de i ). La soluzione che viene realizzata, in caso di riparto equo dei benefici, comporta invece uno sforzo subottimale: (dt/de i )/2 = dc/de i. Per ovviare a questo inconveniente, si ricorre a un supervisore (il principale), il quale assume il compito di estrarre, mediante il controllo, lo sforzo ottimale, pagando agli agenti un salario fisso e acquisendo il residuo (il profitto). Questa teoria suggerisce in sostanza una motivazione per la nascita dell impresa per il caso in cui la produzione richieda un interattività all interno di un team. La teoria principale-agente presuppone che il controllo sia in grado di risolvere il problema dell asimmetria informativa e che questa non sia superabile con la sottoscrizione di un contratto finalizzato ad allineare gli obiettivi degli agenti a quello del proprietario.
La teoria dei costi di transazione Quali sono le opzioni a disposizione di un impresa che deve acquistare un bene intermedio necessario alla produzione del suo bene finale? L acquisizione di un bene intermedio può essere effettuata ricorrendo a: un contratto a pronti, se tutti i fornitori sono tra loro sostituibili; un contratto a lungo termine tra il produttore del bene finale e uno specifico fornitore, se l input richiesto ha determinate caratteristiche, che comportano una serie di clausole vincolanti; l integrazione verticale, incorporandoi il produttore del bene intermedio all interno dell impresa che produce il bene finale, se il contratto di lungo periodo è troppo costoso. Quali sono le conclusioni alle quali perviene la teoria dei costi di transazione? Le conclusioni sono in sintesi le seguenti: mercato e impresa sono istituzioni alternative, in quanto il primo è basato su contratti indotti dai segnali di prezzo, mentre l impresa è un organizzazione gerarchica basata sull autorità dei managers, in cui i segnali di prezzo sono sostituiti dai segnali di comando; la scelta tra contratti a pronti, contratti a lungo termine e integrazione verticale dipende dai costi delle tre soluzioni alternative. Domanda 3 Quali sono i vantaggi/svantaggi delle soluzioni contrattuali rispetto all integrazione verticale, secondo la teoria dei costi di transazione? Le soluzioni alternative presentano i seguenti vantaggi/svantaggi: il mercato a pronti consente di trarre beneficio dalla concorrenza, che massimizza l efficienza delle imprese e rende compatibili domande e offerte degli operatori, ma richiede perfetta sostituibilità dei fornitori (switching cost nulli); i contratti a lungo termine garantiscono un rapporto specifico con un fornitore non sostituibile con altri, creando un effetto di lock-in vantaggioso per entrambe le parti, ma sono in genere incompleti e quindi comportano elevati costi di contrattazione e di rinegoziazione; inoltre impediscono un agevole sostituzione del fornitore in caso d inadempienza e richiedono investimenti specifici in capitale fisico o umano per onorare il contratto, con il rischio di opportunismo (minaccia di interruzione del rapporto) da entrambe
le parti per accaparrarsi gli extraprofitti fino ad arrivare al danno estremo della rescissione del contratto; l integrazione verticale è vantaggiosa in presenza di eccessiva incompletezza contrattuale e di costi troppo elevati per la rinegoziazione dei contratti a lungo termine, anche se la teoria non spiega perché l autorità dell impresa sia in grado di risolvere tutti i problemi.
La teoria dei diritti di proprietà Quali sono gli svantaggi dell integrazione verticale, secondo la teoria dei diritti di proprietà? L integrazione verticale induce ad effettuare investimenti specifici in eccesso rispetto a quelli impliciti nei contratti a lungo termine, perché viene meno il rischio d interruzione del rapporto; contemporaneamente disincentiva l attività d investimento per effetto di una minore innovazione di processo finalizzata ad abbattere i costi di produzione del bene intermedio. Di conseguenza, che le fusioni tra imprese danno spesso risultati incerti. Quando si attua l integrazione a monte (proprietà del cliente) o a valle (proprietà del fornitore)? La soluzione dipende dalla rilevanza degli investimenti specifici in termini di profitti conseguenti e dal confronto tra sovrainvestimento indotto dall integrazione e sottoinvestimento indotto dalla separazione.