La pubblicazione del presente volume è stata finanziata dal Dipartimento di Urbanistica dell Università IUAV di Venezia. La presentazione è avvenuta

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "La pubblicazione del presente volume è stata finanziata dal Dipartimento di Urbanistica dell Università IUAV di Venezia. La presentazione è avvenuta"

Transcript

1 A08 116

2 La pubblicazione del presente volume è stata finanziata dal Dipartimento di Urbanistica dell Università IUAV di Venezia. La presentazione è avvenuta in occasione del seminario scientifico Trasporto marittimo porti intermodalità ferroviaria: tecnologie, infrastrutture e servizi per lo sviluppo del combinato, organizzato dal settore Trasporti del Dipartimento di Urbanistica dell Università IUAV di Venezia il 10 novembre 2006 a Venezia. L edizione del volume è stata curata da Alessandra Libardo e Silvio Nocera, che hanno provveduto alla raccolta e alla revisione dei testi. Alessandra Libardo ha curato il coordinamento tecnico scientifico dei contenuti e la stesura editoriale. Silvio Nocera si è occupato dell edizione finale del volume.

3 Interporti scali merci centri logistici e sviluppo competitivo Atti del Convegno Venezia, 17 novembre 2005 a cura di Alessandra Libardo Silvio Nocera

4 Copyright MMVI ARACNE EDITRICE S.r.l Roma via Raffaele Garofalo, 133 A/B (06) ISBN I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di riproduzione e di adattamento anche parziale, con qualsiasi mezzo, sono riservati per tutti i Paesi. I edizione: novembre 2006

5 Indice Relazione di inquadramento Italo Ferrari Inaugurazione del seminario e relazione su Interporti, Centri di distribuzione e Transit point per la distribuzione urbana delle merci Marino de Luca Progetto di sistema di gestione delle informazioni per la logistica Agostino Cappelli,Alessandra Libardo Analisi dei risultati di un indagine SP sulle scelte di trasporto merci delle aziende di produzione basata sulla teoria degli insiemi fuzzy Riccardo Rossi, Romeo Vescovi, Massimiliano Gastaldi SETRAM Sistema Esperto con funzioni di simulazione delle modalità di Trasporto Merci e di selezione dei percorsi sulla base di multicriteria Sebastiano Vinella Un modello probabilistico per la quantificazione delle prestazioni e l ottimizzazione operativa dei terminali intermodali merci Gabriele Malavasi,Andrea Quattrini, Stefano Ricci Sulla potenzialità dei nodi intermodali: modelli di valutazione e limiti di affidabilità Federico Antoniazzi, Silvio Nocera

6 6 Indice 6. Il transit point intermodale urbano per la distribuzione delle merci in città Guido Porta, Fabio Tarantino,Alberto Baudà,Annalisa Nordio Procedure informatizzate per la progettazione e la gestione real time dei sistemi di distribuzione delle merci in città Gaetano Fusco, Maria Pia Valentini Esperienze del Distretto Logistico di Venezia e Treviso Damaso Zanardo L area dell Adriatico settentrionale come HUB logistico (Veneto e Friuli Venezia Giulia) Adriana Marinese ALPFRAIL progetto pilota internazionale sul traffico transalpino finanziato dalla Comunità Europea Karl Fischer, Guido Piccoli Aree strategiche di sviluppo per nuove piattaforme di logistica di concezione innovativa Pierluigi Maneschi, Graeme Hepburn Conclusioni della sessione della mattina Italo Ferrari La Campania come piattaforma logistica: l importanza delle sinergie tra sistema portuale e sistema interportuale Dario Aponte, Luca Ionta, Zeno d Agostino,Vittorio Marzano,Andrea Papola L interporto di Venezia nell economia regionale e nazionale Massimo Bernardo La gestione integrata degli scali merci RFI e degli interporti Carlo De Vito L esperienza degli inland terminal: il caso di Padova Sergio Rossato

7 Relazione di inquadramento Italo Ferrari Università di Genova Ci occupiamo oggi di un problema del quale il mondo dei trasporti si è accorto solo in un secondo momento. Inizialmente tutti gli sforzi della pianificazione dei sistemi di trasporto erano rivolti più alla mobilità delle persone che a quella delle merci, ma da qualche tempo, giustamente, questo argomento è diventato centrale nell attenzione dei ricercatori. Il tono economico del sistema territoriale e sociale dipende in larga misura dal sistema logistico: da come vengono organizzati i trasferimenti e i flussi delle merci e da come viene complessivamente gestito il fenomeno. Devo dire che la nostra pratica di ingegneri ci ha forse inizialmente forviato, perché ritenevamo che l argomento della pianificazione dei trasporti in generale, anche quello del trasporto delle merci, potesse essere affrontato da un punto di vista maggiormente orientato all architettura della rete infrastrutturale. Questo presupponeva che il centro di decisione per la realizzazione del piano fosse identificato in un unico soggetto. È evidente che ciò non corrisponde alla realtà, esistono una pluralità di soggetti soprattutto di operatori del trasporto differenziabili innanzitutto tra chi offre servizi e chi esprime la domanda di trasporto, che interagiscono fra loro e che esprimono interessi differenti. È attraverso la conoscenza di questi interessi molte volte si tratta di interessi corporativi che si riesce in qualche maniera a capire meglio il fenomeno e, nel ricercare la mediazione tra questi, anche a programmarlo e dominarlo. Molti anni fa si è costituita la Freight Leaders Club una felice intuizione nata in ambiente Ferrovie dello Stato, quando di questi argomenti si occupava Giuseppe Pinna con lo scopo di consentire, in maniera organizzata, l incontro fra domanda e offerta dei trasporti. Questa esperienza ha dato poi molti frutti, si è estesa dal territorio nazionale verso il contesto europeo e ha contribuito notevolmente a formare una cultura, che è quella giusta, attraverso la quale capire il fenomeno dei trasporti e della logistica. 7

8

9 Inaugurazione del seminario e relazione su Interporti, Centri di distribuzione e Transit point per la distribuzione urbana delle merci Marino de Luca Presidente SIDT Sono molto lieto di essere qui come presidente della SIDT, come socio di INU e come osservatore, sempre molto interessato anche se a distanza, delle attività dell Istituto di Architettura di Venezia. La SIDT è un associazione di docenti universitari che raggruppa tutti i docenti italiani di ingegneria dei trasporti. È aperta alla partecipazione dei docenti di discipline che riguardano i trasporti anche di altre facoltà ed a chiunque svolga attività di ricerca sul fenomeno della mobilità. La SIDT ha purtroppo una limitata consuetudine di lavoro con l Istituto Nazionale di Urbanistica. Tuttavia i problemi dei trasporti che affrontiamo, quando riguardano la pianificazione territoriale dei trasporti, sono ovviamente molto vicini ai problemi che interessano gli urbanisti e siamo quindi molto interessati ad attività dell INU come Urban Promo. La relazione che vi propongo riguarda il tema della distribuzione urbana delle merci e, più specificamente, del rifornimento della rete commerciale, tema che ho visto che sarà trattato anche da altri relatori. Perché ho scelto questo tema? Oggi il problema del trasporto delle merci ha raggiunto dimensioni gigantesche perché la mobilità delle merci sta crescendo a vista d occhio. I motivi sono diversi, dalla globalizzazione dell economia alla suddivisione nello spazio dei processi produttivi. La globalizzazione sta incrementando gli spostamenti a livello addirittura intercontinentale: l Italia è coinvolta per essere al centro del Mediterraneo e cioè in una posizione strategica per le relazioni tra l Estremo Oriente, da un alto, e il Nord America e anche l Europa settentrionale, dall altro. La suddivisione dei processi produttivi avviene ormai anch essa a livello internazionale e intercontinentale e comporta la necessità di ricondurre a unità il prodotto finale generando una crescente domanda di merci, semilavorati e prodotti finiti, che si spostano a scala mondiale. Il trasporto delle merci si è sposato in questo ultimo decennio con il fenomeno della logistica, intendendo con questo termine tutte quelle attività complementari alla produzione ed al trasporto che trova- 9

10 10 Marino De Luca no conveniente localizzarsi intorno ai luoghi nei quali si intersecano correnti di traffico. Esse generano valore aggiunto che va a sommarsi a quello che deriva dal trasporto in sé e cioè dallo spostamento delle merci da un posto all altro della superficie terrestre. È nata così la logistica territoriale, una nuova attività economica di grandissimo interesse per chi la esercita e per lo sviluppo delle attività produttive nei mercati internazionali. Essa si coordina con la logistica industriale, attività che ha visto sempre impegnate le industrie e che si è anch essa sviluppata molto negli ultimi decenni. Le due logistiche nel loro insieme seguono i flussi di merci si può dire dall approvvigionamento delle materie prime fino al consegna al consumatore finale e anche dopo, almeno sotto forma di logistica di ritorno e di logistica degli imballaggi. Si creano così catene logistiche che, ormai, si allungano sempre di più. La ricerca e l innovazione si stanno preoccupando soprattutto dell ottimizzazione delle tratte intermedie di queste catene logistiche, meno degli anelli terminali, quelli che normalmente costituiscono l ultimo miglio che, anche se non sono stati trascurati perché sono stati oggetto di molti studi, indagini ed esperimenti sono però dei segmenti dell intero percorso per i quali non si è ancora trovato un assetto innovativo e convincente. È intervenendo su questi tratti terminali che è possibile recuperare ancora consistenti diseconomie nell organizzazione del trasporto e, quindi, nella produzione dei beni. Accanto a queste diseconomie di natura trasportistica in senso stretto, l ultimo miglio è oggi fonte anche di ingenti costi sociali sotto forma di congestione, rumore, inquinamento atmosferico e alterazione del paesaggio urbano a danno di chi abita nelle zone urbanizzate. La presa in considerazione di questi costi della collettività è opportuna quando si voglia intervenire sull assetto della distribuzione urbana perché giustifica l intervento di finanziamenti da parte della Pubblica amministrazione a fronte dei benefici di cui godrebbero coloro che non sono interessati ai costi della mobilità delle merci ma che, vivendo nelle città, ne subiscono i costi indiretti. Il trasporto urbano delle merci e in particolare il rifornimento della rete commerciale è stato oggetto di un gran numero di studi. Chiunque ha sfogliato un po di letteratura in materia, ha incontrato una moltitudine di analisi, studi e sperimentazioni, sia in Italia che in Europa, ricavandone però, accanto ad analisi di sicuro interesse, un impressione di ripetitività, di scarsa trasferibilità dei risultati e spesso di impossibilità di definire nuovi assetti più convenienti degli attuali. Gli studi sono simili fra loro, i risultati sono interessanti ma le soluzioni non sono pienamente convincenti e, soprattutto, non consentono ancora di individuare una logica nuova con cui affrontare il problema del trasporto urbano delle merci. Bisogna quindi lavorare sull argomento partendo proprio da questa messe di studi.

11 Innaugurazione del seminario 11 Dobbiamo fare uno sforzo e pensare modelli nuovi: ma perché lo dobbiamo fare in questa sede, a Urban Promo? Perché certamente la distribuzione delle merci è un fenomeno importante per lo sviluppo complessivo della città, perché è un fattore di qualità per l immagine della città, per la funzionalità del traffico, per la salvaguardia dei centri storici. Perché la rete commerciale, attrezzatura fondamentale per la vitalità di una città, è certamente molto sensibile al problema del rifornimento delle merci. Perché il valore degli immobili dipende anche dalla loro accessibilità per le merci. Perché la creazione di transit point urbani è anche un occasione di riqualificazione urbana con la possibilità di riuso di immobili dismessi e degradati. E questi sono argomenti d interesse per Urban Promo. In questo mio intervento vorrei ricordare alcune questioni per un riassetto della distribuzione urbana delle merci la cui criticità risulta chiara dalla lettura delle esperienze finora fatte. Sono sei: 1. L ampiezza dell area di intervento 2. I tempi di implementazione dei nuovi assetti 3. La molteplicità dei soggetti con competenze nel settore 4. L inserimento delle fasi raccolta/distribuzione urbana nella catena logistica 5. I connotati del/dei soggetto/i che possono curare la distribuzione urbana 6. Il coordinamento tra modello organizzativo del settore e assetto urbanistico/territoriale e dei trasporti. Riguardano aspetti che negli studi finora fatti e, ancor più, nelle sperimentazioni che in molti casi hanno seguito gli studi, o non sono stati proprio presi in considerazione o hanno avuto risultati limitati e di scarso interesse ai fini di una trasferibilità generalizzata. Conviene quindi partire da queste questioni per una lettura trasversale delle esperienze fatte e per sollecitare, questa sera, un confronto oggi e nel futuro, nuovi studi che diano una risposta alle perplessità insite nelle considerazioni che seguono. L ampiezza dell area di intervento. Perché le dimensioni dell area di intervento sono un fattore determinante per la funzionalità delle ipotesi di riassetto? Perché il territorio per il quale viene concepito il nuovo modello di organizzazione deve essere sufficientemente ampio da consentire di soddisfare tre condizioni almeno: gli operatori del trasporto debbono essere impegnati da un volume di affari tale da giustificare gli investimenti richiesti dalle nuove infrastrutture e dai nuovi veicoli: non si può chiedere loro di dotar-

12 12 Marino De Luca si, all interno della flotta di veicoli normalmente usata, di un numero i veicoli specializzati per le consegne urbane se non hanno la possibilità di impiegarli in tutta la loro capacità i benefici sociali debbono essere tanto grandi da giustificare gli investimenti non banali che con ogni probabilità anche la Pubblica amministrazione dovrà fare: in linea di principio questo può avvenire se la popolazione interessata è molto numerosa i maggiori costi di una nuova organizzazione anch essi quasi inevitabili debbono interessare tutta la rete commerciale del territorio nel quale si interviene, a evitare che si creino rendite di posizione destinate ad alterare la concorrenza tra esercenti di uno stesso bacino commerciale, alcuni costretti a sostenere costi aggiuntivi ed altri no. Per aree ampie intendo sistemi urbani, cioè insiemi di comuni che esauriscono al loro interno la gran parte dei propri fabbisogni quotidiani: le aree metropolitane nei territori urbanizzati intorno alle maggiori città (popolazione al di sopra del milione di abitanti, come ordine di grandezza), i sistemi urbani minori intorno alle città medie (popolazione di centinaia di migliaia di abitanti). È a queste scale che bisogna concepire e sperimentare i nuovi assetti. La gran parte delle indagini, e soprattutto tutte le sperimentazioni, hanno invece riguardato aree limitate delle città, spesso il solo centro storico se di piccole dimensioni, altrimenti una porzione dello stesso centro storico. I tempi di implementazione. La prospettiva temporale alla quale configurare i nuovi assetti e valutarne le conseguenze deve essere di lungo periodo mentre negli studi e nelle sperimentazioni è sempre di breve periodo. Diversi problemi che nel breve periodo non sono risolvibili, lo diventano nel lungo. Si pensi al rinnovo della flotta di mezzi di trasporto, condizione essenziale per innovazioni sostanziali: nel breve periodo non è ipotizzabile mentre nel lungo è assolutamente accettabile. Analogamente si pensi alla localizzazione ed alle dimensioni degli esercizi commerciali: nel breve periodo non sono proponibili modifiche significative mentre nel lungo periodo si può fare affidamento sul trasferimento verso quartieri periferici di quegli esercizi che richiedono rifornimenti frequenti e/o voluminosi cedendo gli spazi centrali a esercizi specializzati con merci di maggior valore per unità di volume. In sede di studi bisogna tenerne conto e in sede di progettazione si può fare affidamento su trasferimenti di questo genere che possono essere attuati ed ammortizzati nel lungo periodo. La stessa organizzazione interna degli esercizi commerciali può essere modificata nel lungo periodo: la superficie dei magazzini annessi alle aree di vendita variabile che

13 Innaugurazione del seminario 13 incide direttamente sul rifornimento di merci può cambiare nel lungo periodo e non certo nel breve. E così via. Anche per questo aspetto le sperimentazioni fatte sono quasi sempre non significative perché si sono dovute inevitabilmente concludere in tempi assolutamente insufficienti per le trasformazioni di cui si è detto. La molteplicità dei soggetti con competenza nel settore. C è bisogno di una condivisione dei modelli e delle proposte di assetto da parte di tutti questi soggetti. Per operare sulle aree estese di cui si è detto c è bisogno, per esempio, del consenso delle amministrazioni comunali coinvolte perché è impensabile che ogni comune adotti modelli organizzativi propri e costringa gli operatori logistici ad adeguarsi. Questo vale non solo per le aree metropolitane, dove ritengo vi siano le maggiori difficoltà, ma anche per i sistemi urbani di dimensioni contenute. C è bisogno di realizzare delle infrastrutture comunali ( transit point, centri di distribuzione urbana, interporti, centri merci) che sono chiaramente quasi tutte e quasi sempre infrastrutture di scala solo comunale: debbono essere accettate da tutti, bisogna adottare gli stessi regolamenti, bisogna uniformare su tutta l area i meccanismi di sovvenzione e di facilitazioni, i permessi, le concessioni. Bisogna impegnare tutti gli enti locali coinvolti affinché ognuno contribuisca con proprie risorse al nuovo assetto. L inserimento nella catena logistica complessiva. Il trasporto urbano delle merci è stato sempre visto come un fenomeno autonomo mentre è un tutt uno che va dal produttore al consumatore e che è quasi sempre sovracomunale, in genere nazionale e spesso internazionale. La distribuzione urbana delle merci deve essere organizzata per filiere di merci compatibili in quanto a esigenze di trasporto, i siti logistici attraverso cui transitano le merci che raggiungono le città debbono essere sedi di attività logistiche preordinate anche a un economica consegna finale così come debbono essere attrezzati per la logistica di ritorno e per la logistica degli imballaggi. Se negli studi e nelle sperimentazioni sul campo tutte queste attività proprie di una logistica moderna non sono né ipotizzate né praticate, le valutazioni cui si perviene sono inevitabilmente falsate. Se non si possono valutare i vantaggi di un flusso informatico parallelo al flusso delle merci che le segua dalla uscita dalla fabbrica fino alla consegna all utente finale, non si valutano benefici che sono invece, in termini economici, assolutamente di rilievo. Il soggetto distributore. È un punto molto delicato perché chi cura la consegna al destinatario deve avere come caratteristiche l indipendenza, la trasparenza, la riservatezza, la terzietà, la responsabilità. È un aspetto estremamente delicato, e certi esperimenti sono falliti perché sono stati affidati a trasportatori che chiaramente non garantivano queste caratteristiche. Connesso con questo aspetto c è quello della reddi-

14 14 Marino De Luca tività del servizio che è probabile che risulti non redditizio. In tal caso, se ci sono vantaggi economici per la collettività in termini di riduzione dell inquinamento, di fluidificazione del traffico, di salvaguardia dei centri storici, etc., è giustificato l intervento della pubblica amministrazione in modo da portare a pareggio o in attivo i conti dell operatore. Le forme di sostegno della pubblica amministrazione possono essere diverse: sovvenzioni, conferimento di suoli, di immobili, realizzazione di infrastrutture ecc. da scegliere ed adottare in relazione alle caratteristiche imprenditoriali del distributore e nel rispetto delle norme sulla concorrenza imposte dalla Unione Europea. C è infine il problema dell unicità o molteplicità del distributore: di certo basta un unico grande distributore e probabilmente la soluzione migliore è quella di una società mista che veda la partecipazione di enti locali, camere di commercio e organismi rappresentativi di categorie. Ci sono diversi esperimenti di società di questo tipo e funzionano bene, mentre le soluzioni fondate su singoli operatori hanno sempre creato dei problemi. Il rapporto con la pianificazione territoriale e dei trasporti. La riorganizzazione del trasporto urbano delle merci incide direttamente sulla rete commerciale e di conseguenza direttamente sull organizzazione della vita della città. Di conseguenza il progetto di distribuzione che si va a proporre deve essere parte integrante dei documenti di pianificazione del settore non solo dal punto di vista della compatibilità e della coerenza, ma anche dal punto di vista del valore giuridico dei vincoli che ne possono derivare all assetto del territorio e del trasporto. Una via perseguibile è l inserimento negli strumenti urbanistici e nei piani dei trasporti di infrastrutture e di normative specifiche per le merci. Cosa bisogna fare in conclusione per proseguire nella conoscenza del problema e per giungere a proposte risolutive? E verso quale tipo di soluzione orientarsi, alla luce degli studi, indagini e esperienze sul campo oggi esistenti? Secondo me va definita, valutata e sperimentata un ipotesi di assetto che risponda alle seguenti caratteristiche: Essere estesa a un intero sistema urbano dotato di un elevato grado di autonomia ed elaborare la proposta in piena e convinta partecipazione di operatori e cittadinanza Basare la proposta su un sistema di transit point in numero sufficiente da consentire di raggiungere gli esercizi commerciali con carrelli elettrici o a mano Verificare le implicazioni sulla intera catena logistica delle principali filiere Simulare in laboratorio il funzionamento del sistema e passare alla sua applicazione garantendo un arco di tempo di 6 8 anni per una sperimentazione

15 Innaugurazione del seminario 15 Prevedere l affidamento della gestione a una società pubblico privata che risponda ai requisiti di imparzialità descritti in precedenza Raccogliere il consenso delle amministrazioni interessate e tradurlo in accordi e contratti di programma Rendere il progetto compatibile con i piani urbanistici e dei trasporti esistenti. Ritengo che il tempo per sperimentare su scala ridotta (in termini territoriali, temporali, organizzativi, finanziari) organizzazioni nuove è scaduto. Le sperimentazioni di questo tipo sono state fatte e, nel bene e nel male, quelle più riuscite e quelle meno riuscite, hanno fatto capire i problemi che ci sono. Adesso bisogna affrontare realmente un caso nelle sue dimensioni reali.

16

17 1. Progetto di sistema di gestione delle informazioni per la logistica Agostino Cappelli 1, Alessandra Libardo 2 Università IUAV di Venezia I.1 Inquadramento I risultati delle ricerche svolte negli ultimi anni dal gruppo trasporti dello IUAV di Venezia sul trasporto merci hanno messo in evidenza diversi problemi che, seppure generalmente noti, evidenziano difficoltà di diversa natura, da quelle di ordine tecnico a quelle scientifico metodologiche, ancora non risolte. In generale, lo studio del trasporto merci è molto più complesso di quello passeggeri, sia per la varietà degli oggetti del trasporto (diversi per valore, dimensioni, peso, deperibilità, fragilità, forme e metodi di trasporto) sia per le numerose fasi di manipolazione e trasbordo che essi richiedono; inoltre il mittente e il destinatario della spedizione non sempre sono direttamente interessati alle forme di trasporto, al contrario, nella maggioranza dei casi delegano tali funzioni a soggetti specializzati o a semplici forme di outsorcing (la piccola impresa di autotrasporto) [1]. Le ricerche condotte sul sistema produttivo e logistico del nord est padano [2] [3] evidenziano una rilevante frammentazione nel processo decisionale del trasporto merci e modeste relazioni tra sistema produttivo e sistema dei trasporti seppur in un territorio ove la presenza di strutture intermodali appare oramai consolidata (tra i più significativi ricordiamo gli interporti di Verona e Padova e il porto e l interporto di Venezia). Fra i numerosi elementi di criticità del trasporto intermodale (e in particolare ferroviario), le indagini svolte indicano come maggiormente rilevanti siano: la scarsa affidabilità del trasporto (incertezza negli orari di presa e consegna), la complessità della spedizione e la mancanza di interlocutori diretti capaci di garantire la qualità del trasporto (prestazioni giudicate invece accettabili nell autotrasporto). 1. Coordinamento scientifico della ricerca. 2. Redazione del progetto di sistema. 17

18 18 Agostino Cappelli, Alessandra Libardo A partire da questi elementi di diagnosi del sistema, si è individuata, come componente critica dell intero processo intermodale, la mancanza di un adeguato sistema informativo, capace di connettere tra loro i diversi elementi puntuali (nodi intermodali, porti, interporti, centri logistici) e lineari della rete di trasporto e di fornire al cliente la sicurezza del trasporto e l informazione sullo stato di avanzamento della consegna. Questa mancanza sembra decisiva nel determinare la sfiducia che gli operatori associano al trasporto intermodale e il risultato è un indebolimento delle capacità competitive del sistema complessivo (economia trasporto). Su queste basi si è pertanto studiato un progetto di sistema informativo di integrazione della rete logistica nazionale, di cui nel seguito si indicano gli elementi essenziali. 1.2 Progetto di sistema di gestione delle informazioni per la logistica Background Da circa quindici anni il tema della logistica, originariamente inteso come attività industriale, si è esteso alla integrazione tra sistema di trasporto e organizzazione della produzione e commercializzazione dei prodotti. La questione strategica, in cui si devono inserire i diversi sistemi di trasporto in competizione, può essere ricondotta alle nuove prestazioni richieste dalla domanda merci, nell ambito di quello che oggi viene chiamato sistema logistico (ovvero di tutte quelle forme organizzative e servizi che integrano la produzione con la commercializzazione dei prodotti e il trasporto) [4]. Le modificazioni del mercato della produzione, la liberalizzazione europea dell offerta di servizi di trasporto, le trasformazioni in atto nel sistema ferroviario, la competizione internazionale dei vettori marittimi stanno imponendo anche al settore dell autotrasporto una diversificazione dell offerta di servizi e un incremento dell efficienza logistica. In questo scenario il trasporto ferroviario delle merci mostra palesi difficoltà di sviluppo e stenta ad adeguarsi alle nuove esigenze della domanda, anche per oggettive rigidità della sua organizzazione, che, per essere superate, richiedono un innovativa gestione dell intermodalità, trasparente a tutti gli operatori. Identificare nuove metodologie di approccio alla gestione dell intermodalità è un obiettivo continuamente ribadito in tutti i documenti di programmazione europea e nazionale (Libro Bianco della UE,

19 1. Progetto di sistema di gestione delle informazioni per la logistica 19 PGTL 2001,) [5], [6], ma non ancora raggiunto e con evidenti numerosi vincoli e problemi per un suo reale conseguimento. La scarsa capacità competitiva dell intermodalità, a differenza dell autotrasporto, è determinata dall attuale incapacità di offrire servizi di trasporto a elevata affidabilità e sicurezza. Le debolezze sono in linea generale determinate dalla presenza di una molteplicità di operatori, che operano in forme poco coordinate tra loro, da una gestione dell integrazione modale nei terminali e scali merci costosa in termini di tempi e prezzi e dall assenza di una figura responsabile in caso di danni o ammanchi. Appare pertanto necessario rimuovere gli elementi di inefficienza generati dal sistema dei nodi. Lo strumento pensato per fare ciò è la creazione e implementazione di un sistema informativo che ottimizzi le procedure e le comunicazioni tra i centri. Il risultato finale dovrebbe essere la realizzazione di un network di nodi intermodali, in grado non solo di comunicare ma di gestire in forma integrata i flussi di merci, trasmettendo in tempo reale le informazioni sui carichi e sull organizzazione di questi sui diversi vettori (treni navi camion). Tali informazioni consentiranno una gestione programmata di tutte le operazioni di movimento carichi e manovra veicoli (treni/camion) e di ridurre sensibilmente i tempi di servizio, i costi industriali e i prezzi per l utenza. In tal modo il sistema intermodale acquisterà un efficienza, in particolare sulle medie distanze e sui collegamenti internazionali, indispensabile al miglioramento della competitività del sistema produttivo [7] Contenuti del progetto di sistema integrato dei nodi intermodali Un sistema integrato di nodi intermodali messi in rete si deve basare su alcuni elementi principali (fig. 1): un modello logico delle procedure, informazioni e dati relativi al funzionamento dei centri, non disponibile né in letteratura né come prodotto industriale; questo deve rappresentare la base su cui costruire l infrastruttura tecnologica a supporto delle attività nell interporto e dei suoi operatori; un sistema di tracciabilità intermodale delle merci sull intera rete (linee nodi) indipendente dai singoli vettori che svolgono il servizio di trasporto; nuovi modelli di simulazione delle catene logistiche strategiche, ancora non presenti né in letteratura né nelle applicazioni operative, in grado di interpretare i comportamenti modali dei settori produttivi rappresentativi e quindi di mettere in condizione gli operatori del trasporto intermodale di offrire servizi competitivi;

20 20 Agostino Cappelli, Alessandra Libardo un sistema informatico di livello avanzato la cui realizzazione consentirà la crescita delle tecnologie di telecomunicazione e lo sviluppo di sistemi di gestione in tempo reale delle informazioni, nonché l integrazione tra sistemi di tracciabilità e scambio dati un sistema di supporto alle decisioni (DSS) indispensabile alla simulazione e previsione di comportamento di intere catene logistiche produttive, che potrà anche essere uno strumento di supporto alla programmazione nazionale del sistema dei trasporti Caratteristiche del sistema Attualmente il sistema degli scali ferroviari, così come il sistema intermodale in generale (interporti), è caratterizzato da un basso livello di redditività e di efficienza. Appaiono quindi necessarie nuove strategie che consentano un abbassamento dei costi di gestione e dell ottimizzazione del processo complessivo. Rete integrata dei nodi intermodali (porti-interporti-scali merci-aeroporti) modello logico delle procedure e della trasmissione dei dati relativi ai centri sistema di tracciabilità intermodale delle merci nuovi modelli di simulazione delle catene logistiche sistema informatico e tecnologico di telecomunicazioni SISTEMA DI SUPPORTO ALLE DECISIONI [DSS] Fig. 1 modelli e procedure del sistema

Le strategie competitive dell azienda nei mercati finanziari

Le strategie competitive dell azienda nei mercati finanziari Michele Galeotti Le strategie competitive dell azienda nei mercati finanziari ARACNE Copyright MMVIII ARACNE editrice S.r.l. www.aracneeditrice.it info@aracneeditrice.it via Raffaele Garofalo, 133 A/B

Dettagli

L integrazione logistica fra porti e sistema ferroviario nel Mediterraneo Nord Occidentale: le politiche e il mercato

L integrazione logistica fra porti e sistema ferroviario nel Mediterraneo Nord Occidentale: le politiche e il mercato SIET 2015 L integrazione logistica fra porti e sistema ferroviario nel Mediterraneo Nord Occidentale: le politiche e il mercato Oliviero Baccelli Direttore CERTET- Centro di Economia Regionale, Trasporti

Dettagli

Quale futuro per le PMI di Spedizioni Internazionali del Lazio

Quale futuro per le PMI di Spedizioni Internazionali del Lazio CENTRO STUDI Logistica, Trasporto Merci e Spedizioni Progetto Confetra Lazio: Quale futuro per le PMI di Spedizioni Internazionali del Lazio Roma, maggio 2011 PROGETTO REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DELLA

Dettagli

Iniziative Italiane sui Sistemi Intelligenti di Trasporto. Olga Landolfi TTS Italia

Iniziative Italiane sui Sistemi Intelligenti di Trasporto. Olga Landolfi TTS Italia Iniziative Italiane sui Sistemi Intelligenti di Trasporto Olga Landolfi TTS Italia I Trasporti in Italia Dati Nazionali 2004 (CNT 2004) Traffico passeggeri interno: 947.205 milioni di passeggeri km all

Dettagli

LE PROSPETTIVE DI SVILUPPO DEL TRASPORTO AEREO PASSEGGERI E MERCI NEL NORD ITALIA

LE PROSPETTIVE DI SVILUPPO DEL TRASPORTO AEREO PASSEGGERI E MERCI NEL NORD ITALIA Intervento Giuseppe Castelli Vice Presidente Assolombarda Seminario LE PROSPETTIVE DI SVILUPPO DEL TRASPORTO AEREO PASSEGGERI E MERCI NEL NORD ITALIA Sala Falck Assolombarda 10 febbraio 2009 Tutte le relazioni

Dettagli

INTRODUZIONE ALL ANALISI DEI SISTEMI DI TRASPORTI

INTRODUZIONE ALL ANALISI DEI SISTEMI DI TRASPORTI INTRODUZIONE ALL ANALISI DEI SISTEMI DI TRASPORTI - Lezione 1 - Prof. Domenico Gattuso domenico.gattuso@unirc.it 0965/875218 Domenico Gattuso 1 CONTENUTI Nomenclatura di base Processo di Pianificazione

Dettagli

EVOLUZIONE DI UN SISTEMA DI TELECONTROLLO A SERVIZIO DELLA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE: L ACQUEDOTTO CAMPANO. Giuseppe Mario Patti Proxima S.r.l.

EVOLUZIONE DI UN SISTEMA DI TELECONTROLLO A SERVIZIO DELLA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE: L ACQUEDOTTO CAMPANO. Giuseppe Mario Patti Proxima S.r.l. EVOLUZIONE DI UN SISTEMA DI TELECONTROLLO A SERVIZIO DELLA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE: L ACQUEDOTTO CAMPANO Giuseppe Mario Patti Proxima S.r.l. «Competitività e Sostenibilità. Progetti e tecnologie al servizio

Dettagli

Intervento del Signor Ragioniere Generale dello Stato dott. Mario Canzio

Intervento del Signor Ragioniere Generale dello Stato dott. Mario Canzio Intervento del Signor Ragioniere Generale dello Stato dott. Mario Canzio Convegno su Processi di decentramento e rilancio dello sviluppo. Investimenti pubblici, infrastrutture e competitività Banca Intesa

Dettagli

Il materiale ripercorre i presupporti teorici legati al tema del welfare aziendale proponendo quanto emerso in occasione di un intervento in aula.

Il materiale ripercorre i presupporti teorici legati al tema del welfare aziendale proponendo quanto emerso in occasione di un intervento in aula. Il materiale ripercorre i presupporti teorici legati al tema del welfare aziendale proponendo quanto emerso in occasione di un intervento in aula. E possibile approfondire il tema consultando il sito La

Dettagli

Lo Studio di Fattibilità

Lo Studio di Fattibilità Lo Studio di Fattibilità Massimo Mecella Dipartimento di Informatica e Sistemistica Università di Roma La Sapienza Definizione Insieme di informazioni considerate necessarie alla decisione sull investimento

Dettagli

Presentazione. del Forum Assonime delle Imprese Regolate (F.A.I.R.)

Presentazione. del Forum Assonime delle Imprese Regolate (F.A.I.R.) Presentazione del Forum Assonime delle Imprese Regolate (F.A.I.R.) Roma, 18 luglio 2002 Il Forum delle imprese regolate, che oggi viene inaugurato, vuole essere un luogo permanente di consultazione e scambio

Dettagli

1 Questo convegno, che vede insieme rappresentanti del mondo pubblico e privato, prende spunto da un ciclo di formazione appena concluso di personale

1 Questo convegno, che vede insieme rappresentanti del mondo pubblico e privato, prende spunto da un ciclo di formazione appena concluso di personale 1 Questo convegno, che vede insieme rappresentanti del mondo pubblico e privato, prende spunto da un ciclo di formazione appena concluso di personale della RGS, del CNIPA e di ingegneri dell Ordine di

Dettagli

Il Marketing Definizione di marketing cinque fasi

Il Marketing Definizione di marketing cinque fasi 1 2 3 Definizione di marketing: il marketing è l arte e la scienza di conquistare, fidelizzare e far crescere clienti che diano profitto. Il processo di marketing può essere sintetizzato in cinque fasi:

Dettagli

Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo

Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo Articolo 1 Finalità ed obiettivi 1. Il presente regolamento definisce le linee fondamentali di organizzazione

Dettagli

uadro Business Intelligence Professional Gestione Aziendale Fa quadrato attorno alla tua azienda

uadro Business Intelligence Professional Gestione Aziendale Fa quadrato attorno alla tua azienda Fa quadrato attorno alla tua azienda Professional Perché scegliere Cosa permette di fare la businessintelligence: Conoscere meglio i dati aziendali, Individuare velocemente inefficienze o punti di massima

Dettagli

WWW.SARDEGNAIMPRESA.EU GUIDA DI APPROFONDIMENTO PIANIFICAZIONE DEL PERSONALE E STRUTTURE AZIENDALI A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA

WWW.SARDEGNAIMPRESA.EU GUIDA DI APPROFONDIMENTO PIANIFICAZIONE DEL PERSONALE E STRUTTURE AZIENDALI A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA WWW.SARDEGNAIMPRESA.EU GUIDA DI APPROFONDIMENTO PIANIFICAZIONE DEL PERSONALE E STRUTTURE AZIENDALI A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA 1 SOMMARIO PREMESSA... 3 COS È UN OBIETTIVO... 3 IL CONTROLLO DI GESTIONE...

Dettagli

ALLEGATO B ALLA DELIBERA N. 4/06/CONS. a. ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE

ALLEGATO B ALLA DELIBERA N. 4/06/CONS. a. ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE ALLEGATO B ALLA DELIBERA N. 4/06/CONS a. ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE b. ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE L analisi dell impatto regolamentare richiede di valutare: 1. l ambito di

Dettagli

COMUNE DI LAJATICO PROVINCIA DI PISA PIANO DI ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE PIANO DELLA DISTRIBUZIONE E LOCALIZZAZIONE DELLE FUNZIONI

COMUNE DI LAJATICO PROVINCIA DI PISA PIANO DI ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE PIANO DELLA DISTRIBUZIONE E LOCALIZZAZIONE DELLE FUNZIONI COMUNE DI LAJATICO PROVINCIA DI PISA PIANO DI ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE PIANO DELLA DISTRIBUZIONE E LOCALIZZAZIONE DELLE FUNZIONI PIANO D INDIRIZZO E REGOLAZIONE DEGLI ORARI PIANO MOBILITÀ

Dettagli

Programma Infrastrutture Strategiche

Programma Infrastrutture Strategiche Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Programma Infrastrutture Strategiche 6 Documento di Programmazione Economica e Finanziaria Programmare il Territorio le Infrastrutture le Risorse Giugno 2008

Dettagli

MODIFICAZIONI DELLA DOMANDA DI TRASPORTO ED EVOLUZIONE DELL OFFERTA DELLE IMPRESE FERROVIARIE

MODIFICAZIONI DELLA DOMANDA DI TRASPORTO ED EVOLUZIONE DELL OFFERTA DELLE IMPRESE FERROVIARIE MODIFICAZIONI DELLA DOMANDA DI TRASPORTO ED EVOLUZIONE DELL OFFERTA DELLE IMPRESE FERROVIARIE Verona,22 Novembre 2013 Traffico merci in Europa La ripartizione modale 76% 7% Road Railways Inland waterways

Dettagli

Brochure prodotto Infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici Servizi di connessione ABB

Brochure prodotto Infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici Servizi di connessione ABB Brochure prodotto Infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici Servizi di connessione ABB Servizi di connessione Prodotti a supporto del business Per sfruttare al meglio una rete di ricarica per veicoli

Dettagli

L azienda e le funzioni aziendali

L azienda e le funzioni aziendali UDA 5 TEMA 3 L operatore impresa L azienda e le funzioni aziendali a cura di Lidia Sorrentino Il concetto di azienda. Per soddisfare i propri bisogni, fin dall antichità l uomo si è associato con altre

Dettagli

ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE

ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE Allegato B alla delibera n. 380/06/CONS ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE L analisi dell impatto regolamentare richiede di valutare: a) l ambito dell intervento regolamentare proposto, con particolare

Dettagli

LA PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERPORTI IN ITALIA. Intervento dell Ing. Pietroantonio Isola. Roma, Gennaio 2007

LA PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERPORTI IN ITALIA. Intervento dell Ing. Pietroantonio Isola. Roma, Gennaio 2007 LA PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERPORTI IN ITALIA Intervento dell Ing. Pietroantonio Isola Roma, Gennaio 2007 1 Indice Definizioni La logistica La logistica integrata Il trasporto intermodale L interporto La

Dettagli

I NUOVI INDIRIZZI DELLA VAS PROPOSTI DALLA ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE PER LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIETALE

I NUOVI INDIRIZZI DELLA VAS PROPOSTI DALLA ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE PER LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIETALE I NUOVI INDIRIZZI DELLA VAS PROPOSTI DALLA ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE PER LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIETALE Ing Giuseppe Magro Presidente Nazionale IAIA 1 Italia 2 La Valutazione Ambientale Strategica

Dettagli

Capitolo 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI

Capitolo 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI 9 Il Piano per l assetto idrogeologico ha lo scopo di assicurare, attraverso vincoli, direttive e la programmazione di opere strutturali, la difesa del suolo - in coerenza con le finalità generali indicate

Dettagli

TECNICO SUPERIORE DELLA LOGISTICA INTEGRATA

TECNICO SUPERIORE DELLA LOGISTICA INTEGRATA ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE TRASPORTI TECNICO SUPERIORE DELLA LOGISTICA INTEGRATA STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI TECNICO SUPERIORE DELLA LOGISTICA INTEGRATA

Dettagli

INFRASTRUTTURE E COMPETITIVITÀ INTERNAZIONALE: IL PUNTO DI VISTA DELLE AZIENDE

INFRASTRUTTURE E COMPETITIVITÀ INTERNAZIONALE: IL PUNTO DI VISTA DELLE AZIENDE INFRASTRUTTURE E COMPETITIVITÀ INTERNAZIONALE: IL PUNTO DI VISTA DELLE AZIENDE Marzo 2013 realizzata da un gruppo di lavoro( 1 ) composto da: Giorgio Di Giorgio (LUISS e CASMEF) Marzia Germini (ENEL Foundation)

Dettagli

TECNICO SUPERIORE PER LA MOBILITÀ E IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE

TECNICO SUPERIORE PER LA MOBILITÀ E IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE TRASPORTI TECNICO SUPERIORE PER LA MOBILITÀ E IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI TECNICO SUPERIORE PER

Dettagli

Project Portfolio Management e Program Management in ambito ICT: la verifica di fattibilità del Piano.

Project Portfolio Management e Program Management in ambito ICT: la verifica di fattibilità del Piano. Project Portfolio Management e Program Management in ambito ICT: la verifica di fattibilità del Piano. di: Enrico MASTROFINI Ottobre 2004 Nella formulazione iniziale del Piano Ict sono di solito inseriti

Dettagli

La posizione di Federchimica sul Trasporto Ferroviario a carri singoli e il contributo di Trenitalia per rilanciare il nuovo diffuso

La posizione di Federchimica sul Trasporto Ferroviario a carri singoli e il contributo di Trenitalia per rilanciare il nuovo diffuso La posizione di Federchimica sul Trasporto Ferroviario a carri singoli e il contributo di Trenitalia per rilanciare il nuovo diffuso Michele Paruzzi Furio Bombardi Solvay Chimica Italia S.p.A. Trenitalia

Dettagli

PROGRAMMA FORMATIVO POLIZIA LOCALE 2015

PROGRAMMA FORMATIVO POLIZIA LOCALE 2015 DIPARTIMENTO PRESIDENZA DELLA GIUNTA UFFICIO AUTONOMIE LOCALI E DECENTRAMENTO AMMINISTRATIVO PROGRAMMA FORMATIVO POLIZIA LOCALE 2015 COMITATO TECNICO CONSULTIVO PER LA POLIZIA LOCALE REGIONE BASILICATA

Dettagli

Andrea Quintiliani L impresa di assicurazione

Andrea Quintiliani L impresa di assicurazione A13 Andrea Quintiliani L impresa di assicurazione Profili di rischio e di solvibilità Prefazione di Antonio Minguzzi Copyright MMXIII ARACNE editrice S.r.l. www.aracneeditrice.it info@aracneeditrice.it

Dettagli

Configurazioni del Bilancio Sociale. Oggi più di ieri e sicuramente meno di domani, il centro di produzione, ovvero il centro di

Configurazioni del Bilancio Sociale. Oggi più di ieri e sicuramente meno di domani, il centro di produzione, ovvero il centro di Configurazioni del Bilancio Sociale Oggi più di ieri e sicuramente meno di domani, il centro di produzione, ovvero il centro di interessi, deve fare i conti con un contesto ampio e complesso che esprime,

Dettagli

Servizio on line per la costruzione, l elaborazione e la valutazione dei business plan per le misure di investimento previste nei Psr 2007-2013

Servizio on line per la costruzione, l elaborazione e la valutazione dei business plan per le misure di investimento previste nei Psr 2007-2013 Servizio on line per la costruzione, l elaborazione e la valutazione dei business plan per le misure di investimento previste nei Psr 2007-2013 BREVE INTRODUZIONE AL SERVIZIO (a cura di Roberto D Auria

Dettagli

Videoconferenza tra le Istituzioni superiori di controllo dei Paesi membri del G8. Corte dei conti Italia. Sicurezza energetica

Videoconferenza tra le Istituzioni superiori di controllo dei Paesi membri del G8. Corte dei conti Italia. Sicurezza energetica Videoconferenza tra le Istituzioni superiori di controllo dei Paesi membri del G8 7 giugno 2006 Corte dei conti Italia Sicurezza energetica 1. L Italia e la sicurezza energetica Il tema della sicurezza

Dettagli

Management Sanitario. Modulo di Ricerca Operativa

Management Sanitario. Modulo di Ricerca Operativa Management Sanitario per il corso di Laurea Magistrale SCIENZE RIABILITATIVE DELLE PROFESSIONI SANITARIE Modulo di Ricerca Operativa Prof. Laura Palagi http://www.dis.uniroma1.it/ palagi Dipartimento di

Dettagli

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti DIPARTIMENTO PER IL COORDINAMENTO DELLO SVILUPPO DEL TERRITORIO, IL PERSONALE ED I SERVIZI GENERALI

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti DIPARTIMENTO PER IL COORDINAMENTO DELLO SVILUPPO DEL TERRITORIO, IL PERSONALE ED I SERVIZI GENERALI Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti DIPARTIMENTO PER IL COORDINAMENTO DELLO SVILUPPO DEL TERRITORIO, IL PERSONALE ED I SERVIZI GENERALI 1. Introduzione I PIANI URBANI DELLA MOBILITA (PUM) Linee

Dettagli

Antonella Laino Il monopolio naturale

Antonella Laino Il monopolio naturale A13 477 Antonella Laino Il monopolio naturale Copyright MMXII ARACNE editrice S.r.l. www.aracneeditrice.it info@aracneeditrice.it via Raffaele Garofalo, 133/A B 00173 Roma (06) 93781065 ISBN 978-88-548-4809-2

Dettagli

TECNICO SUPERIORE DELLE INFRASTRUTTURE LOGISTICHE

TECNICO SUPERIORE DELLE INFRASTRUTTURE LOGISTICHE ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE TRASPORTI TECNICO SUPERIORE DELLE INFRASTRUTTURE LOGISTICHE STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI TECNICO SUPERIORE DELLE INFRASTRUTTURE

Dettagli

ASSOCIAZIONE ITALIANA DI GROSSISTI DI ENERGIA E TRADER

ASSOCIAZIONE ITALIANA DI GROSSISTI DI ENERGIA E TRADER Milano, 16 aprile 2014 Spett.le Autorità per l energia elettrica il gas e il sistema idrico Direzione Osservatorio, Vigilanza e Controlli Piazza Cavour 5 20121 Milano Oggetto: Osservazioni al DCO AEEG

Dettagli

Lezione 1 Impresa e scelte strategiche

Lezione 1 Impresa e scelte strategiche Lezione 1 Impresa e scelte strategiche Economia e Organizzazione Aziendale Modulo 3 - La strategia aziendale Unità didattica 1 - Strategia: contenuti, oggetti, finalità Antonio Dallara Caratteristiche

Dettagli

TECNICO SUPERIORE DEI TRASPORTI E DELL INTERMODALITÀ

TECNICO SUPERIORE DEI TRASPORTI E DELL INTERMODALITÀ ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE TRASPORTI TECNICO SUPERIORE DEI TRASPORTI E DELL INTERMODALITÀ STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI TECNICO SUPERIORE DEI TRASPORTI E

Dettagli

Area Pianvallico. Linea di Intervento B. Progetto S..C..A..L..A..R..E.. Studi di Fattibilità PIANVALLICO. Data: Giugno 2011

Area Pianvallico. Linea di Intervento B. Progetto S..C..A..L..A..R..E.. Studi di Fattibilità PIANVALLICO. Data: Giugno 2011 Progetto S..C..A..L..A..R..E.. Linea di Intervento B Azione B2 Studi di Fattibilità Area Pianvallico Data: Giugno 2011 File rif.:.doc Tecnico: David Giraldi INDICE PREMESSA... 1 1. GESTIONE DEI RIFIUTI

Dettagli

Processi e Miglioramento IL PROCESSO AZIENDALE IL PROCESSO AZIENDALE 07/10/2013

Processi e Miglioramento IL PROCESSO AZIENDALE IL PROCESSO AZIENDALE 07/10/2013 Processi e Miglioramento - La gestione per processi - Il miglioramento - Le metodologie del miglioramento 1 L organizzazione di successo è quella vicina al cliente, cioè in grado di fornire elevate prestazioni

Dettagli

PartnerWorld. Straordinarie possibilità di crescita con. IBM Global Financing. Servizi finanziari per i Business Partner IBM. IBM Global Financing

PartnerWorld. Straordinarie possibilità di crescita con. IBM Global Financing. Servizi finanziari per i Business Partner IBM. IBM Global Financing PartnerWorld IBM Global Financing Straordinarie possibilità di crescita con IBM Global Financing Servizi finanziari per i Business Partner IBM ibm.com/partnerworld Accesso diretto a un avanzato servizio

Dettagli

L archivio di impresa

L archivio di impresa L archivio di impresa Mariella Guercio Università degli studi di Urbino m.guercio@mclink.it Politecnico di Torino, 25 novembre 2011 premessa L archivistica è una disciplina della complessità, aperta, basata

Dettagli

NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA

NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA Premessa Nel marzo 2007 è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni

Dettagli

Osservazioni della Concessionaria del Servizio Pubblico Radiotelevisivo italiano Rai-Radiotelevisione italiana Spa

Osservazioni della Concessionaria del Servizio Pubblico Radiotelevisivo italiano Rai-Radiotelevisione italiana Spa Proposta di revisione della Comunicazione della Commissione Europea del 2001 relativa all applicazione delle norme sugli aiuti di Stato al servizio pubblico di radiodiffusione 4 novembre 2008 Osservazioni

Dettagli

Corso Federalismo e fiscalità locale

Corso Federalismo e fiscalità locale Presidenza del Consiglio dei Ministri SCUOLA SUPERIORE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Programma di Empowerment delle amministrazioni pubbliche del Mezzogiorno Corso Federalismo e fiscalità locale Profili

Dettagli

ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE

ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE Allegato C alla delibera n. 417/06/CONS ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE L analisi dell impatto regolamentare richiede di valutare: 1. l ambito di intervento, con particolare riferimento alle

Dettagli

Comune di Pontassieve. Sistema di valutazione delle posizioni dirigenziali Parte Seconda Il sistema adottato. In collaborazione con

Comune di Pontassieve. Sistema di valutazione delle posizioni dirigenziali Parte Seconda Il sistema adottato. In collaborazione con Comune di Pontassieve Sistema di valutazione delle posizioni dirigenziali Parte Seconda Il sistema adottato In collaborazione con 1 Indice Indice... 1 1. Il processo di sviluppo organizzativo in corso...

Dettagli

I sistemi di accumulo di energia elettrica nel residenziale. Roma, 17 settembre 2013

I sistemi di accumulo di energia elettrica nel residenziale. Roma, 17 settembre 2013 I sistemi di accumulo di energia elettrica nel residenziale Roma, 17 settembre 2013 Intervento di Claudio Andrea Gemme, Presidente ANIE Confindustria Signore e Signori, buongiorno. Grazie a tutti voi per

Dettagli

CRITICITA, PRIORITA E PUNTI DI FORZA NELL AVVIO DELLA GESTIONE ASSOCIATA DEL PERSONALE a cura di Andrea Pellegrino

CRITICITA, PRIORITA E PUNTI DI FORZA NELL AVVIO DELLA GESTIONE ASSOCIATA DEL PERSONALE a cura di Andrea Pellegrino CRITICITA, PRIORITA E PUNTI DI FORZA NELL AVVIO DELLA GESTIONE ASSOCIATA DEL PERSONALE a cura di Andrea Pellegrino In un contesto normativo e sociale caratterizzato da una costante evoluzione, al Comune,

Dettagli

LIFE09ENVIT000188-EnvironmentalCOoperation model for Cluster - Acronimo: ECO-CLUSTER

LIFE09ENVIT000188-EnvironmentalCOoperation model for Cluster - Acronimo: ECO-CLUSTER -EnvironmentalCOoperation model for Cluster - Acronimo: ECO-CLUSTER Linee Guida Modello di gestione ambientale ECO-CLUSTER: programma ambientale di cluster Comune di Collagna Responsabile dell azione Istituto

Dettagli

L innovazione logistica. Un industria in formazione tra territorio, ambiente e sistema economico

L innovazione logistica. Un industria in formazione tra territorio, ambiente e sistema economico Seminario I fondamenti concettuali della Logistica Economica Politecnico di Milano, Dipartimento di Architettura e Pianificazione Aula I.1.2, 29 maggio 2003 L innovazione logistica. Un industria in formazione

Dettagli

LA NORMA ISO 14001 APPLICATA AI COMUNI

LA NORMA ISO 14001 APPLICATA AI COMUNI LA NORMA ISO 14001 APPLICATA AI COMUNI 1. ASPETTI GENERALI Negli ultimi anni, in gran parte dei Paesi europei, si assiste a un crescente interesse verso l attuazione di una pianificazione locale del territorio

Dettagli

Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione

Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione Missione valutativa Attuazione e risultati delle misure regionali di sostegno all affitto e all acquisto della prima casa Relazione finale 1. L ambito di

Dettagli

Relazione introduttiva Febbraio 2006

Relazione introduttiva Febbraio 2006 Amministrazione Provincia di Rieti Febbraio 2006 1 Progetto Sistema Informativo Territoriale Amministrazione Provincia di Rieti Premessa L aumento della qualità e quantità dei servizi che ha caratterizzato

Dettagli

UNITED COLORS OF BENETTON. DOTT. FRANCESCO BARBARO

UNITED COLORS OF BENETTON. DOTT. FRANCESCO BARBARO UNITED COLORS OF BENETTON. DOTT. FRANCESCO BARBARO 1 INDICE 1/2 1. IL GRUPPO BENETTON: COMPANY OVERVIEW 2. LA STRATEGIA D AREA 2.1 IL POSIZIONAMENTO COMPETITIVO 2.2 LA CONFIGURAZIONE DELLE ATTIVITA 3.

Dettagli

ALLEGATO ALLA DELIBERAZIONE G.C. N. 38 DEL 27/03/2014. PIANO PER L UTILIZZO DEL TELELAVORO Anno 2014 PREMESSA

ALLEGATO ALLA DELIBERAZIONE G.C. N. 38 DEL 27/03/2014. PIANO PER L UTILIZZO DEL TELELAVORO Anno 2014 PREMESSA ALLEGATO ALLA DELIBERAZIONE G.C. N. 38 DEL 27/03/2014 PIANO PER L UTILIZZO DEL TELELAVORO Anno 2014 PREMESSA La possibilità per la Pubblica Amministrazione di avvalersi di forme di lavoro a distanza è

Dettagli

Protocollo d intesa tra Regione Liguria e Autorità Portuali per. la gestione degli aspetti ambientali e la promozione della

Protocollo d intesa tra Regione Liguria e Autorità Portuali per. la gestione degli aspetti ambientali e la promozione della Protocollo d intesa tra Regione Liguria e Autorità Portuali per la gestione degli aspetti ambientali e la promozione della sostenibilità nel settore delle attività portuali PREMESSO CHE Il Documento di

Dettagli

PRA PLANIMETRIA DEL TERRITORIO

PRA PLANIMETRIA DEL TERRITORIO PRA PLANIMETRIA DEL TERRITORIO Scalo Smistamento Retroporto Casello Alessandria sud A27 Genova - Gravellona Toce Strada di collegamento con la tangenziale 1 PRA STRADA DI COLLEGAMENTO CON LA TANGENZIALE

Dettagli

Le caratteristiche must have del software gestionale ideale

Le caratteristiche must have del software gestionale ideale Le caratteristiche must have del software gestionale ideale ww.microsa Quali sono i principali elementi da tenere in considerazione per la scelta del Quali software sono i ottimale? principali elementi

Dettagli

Infrastrutture portuali. Infrastrutture di collegamento e trasporti del porto con il retroterra. Le infrastrutture a condotta.

Infrastrutture portuali. Infrastrutture di collegamento e trasporti del porto con il retroterra. Le infrastrutture a condotta. Il porto è il futuro di Trieste Il ritorno della cultura marinara per i traffici di Nordest ed Europa centrale. Intervento introduttivo di Mario Goliani Innanzitutto rivolgo un ringraziamento agli Ordini

Dettagli

TECNICO PER LA LOGISTICA INDUSTRIALE Corso IRECOOP/IAL

TECNICO PER LA LOGISTICA INDUSTRIALE Corso IRECOOP/IAL TECNICO PER LA LOGISTICA INDUSTRIALE Corso IRECOOP/IAL Il trasporto: normativa e caratteristiche mezzi Logistica esterna - intermodalità PREMESSA SISTEMA DEI TRASPORTI Costituisce un organizzazione tecnico

Dettagli

ASL TERAMO. (Circ.ne Ragusa,1 0861/4291) REGOLAMENTO SULL ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DI COMUNICAZIONE

ASL TERAMO. (Circ.ne Ragusa,1 0861/4291) REGOLAMENTO SULL ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DI COMUNICAZIONE ASL TERAMO (Circ.ne Ragusa,1 0861/4291) REGOLAMENTO SULL ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DI COMUNICAZIONE (ai sensi della legge 150/2000, del DPR 422/2001, e della Direttiva della Presidenza del Consiglio dei

Dettagli

4.1.4 Il marketing mix nella pubblica amministrazione

4.1.4 Il marketing mix nella pubblica amministrazione 4.1.4 Il marketing mix nella pubblica amministrazione La pianificazione strategica si sviluppa su più piani e individua gli strumenti in grado di soddisfare i bisogni dei segmenti obiettivo Nell ambito

Dettagli

Verso il recepimento. prospettive nazionali. Rossella Panero Presidente TTS Italia Torino, 18 novembre 2011

Verso il recepimento. prospettive nazionali. Rossella Panero Presidente TTS Italia Torino, 18 novembre 2011 Verso il recepimento della Direttiva ITS in Italia: opportunità e prospettive nazionali Rossella Panero Presidente TTS Italia Torino, 18 novembre 2011 L Associazione TTS Italia TTS Italia è l Associazione

Dettagli

Aspetti economici e strutturali del sistema produttivo veneto in relazione agli assi di trasporto europei

Aspetti economici e strutturali del sistema produttivo veneto in relazione agli assi di trasporto europei Il nuovo Piano nazionale della logistica 2011-2020: effetti sul territorio veneto Aspetti economici e strutturali del sistema produttivo veneto in relazione agli assi di trasporto europei Gian Angelo Bellati

Dettagli

Accreditamento e certificazione del sistema qualità di ARPA Umbria

Accreditamento e certificazione del sistema qualità di ARPA Umbria Accreditamento e certificazione del sistema qualità di ARPA Umbria Accreditamento e certificazione del sistema qualità di ARPA Umbria Nadia Geranio, Leonardo Merlini, Olga Moretti Il primo obiettivo di

Dettagli

5. Requisiti del Software II

5. Requisiti del Software II 5. Requisiti del Software II Come scoprire cosa? Andrea Polini Ingegneria del Software Corso di Laurea in Informatica (Ingegneria del Software) 5. Requisiti del Software II 1 / 22 Sommario 1 Generalità

Dettagli

Il canale on-line di Coop La spesa che non pesa

Il canale on-line di Coop La spesa che non pesa Il canale on-line di Coop La spesa che non pesa Bologna 19 Febbraio 2003 1 Il mercato Internet Il numero totale degli utenti varia a seconda delle fonti ma è stimabile intorno a 9/10 milioni di persone.

Dettagli

Architettura del sistema

Architettura del sistema 18/06/15 I N D I C E 1 INTRODUZIONE... 2 2 DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI... 2 3 PROGETTO DI MASSIMA... 3 3.1 REQUISITI DELLA SOLUZIONE... 4 4 LA SOLUZIONE... 4 4.1 IL NUCLEO CENTRALE... 5 4.1.1 La gestione

Dettagli

Liguria Proposte per un modello di sviluppo Nearly Zero Emissions

Liguria Proposte per un modello di sviluppo Nearly Zero Emissions Liguria Proposte per un modello di sviluppo Nearly Zero Emissions Indice EXECUTIVE SUMMARY... 4 1. IL CONTESTO... 7 1.1 QUADRO INTERNAZIONALE DI RIFERIMENTO... 7 1.2 CONSIDERAZIONI SULLA TRANSIZIONE VERSO

Dettagli

3 DECALOGO DELLA QUALITÀ

3 DECALOGO DELLA QUALITÀ GENERALITÀ 1 / 10 Sommario Generalità 1 Politica della Qualità 3 DECALOGO DELLA QUALITÀ 4 Politica Ambientale PREVENZIONE 7 FORMAZIONE CULTURA ED ATTEGGIAMENTO 8 COMUNICAZIONE 8 COLLABORAZIONE CON FORNITORI

Dettagli

A cura di: AREA FORMAZIONE Istituzione G.F.Minguzzi Provincia di Bologna

A cura di: AREA FORMAZIONE Istituzione G.F.Minguzzi Provincia di Bologna A r e a F o r m a z i o n e U n a p r o p o s t a f o r m a t i v a p e r i l t e r z o s e t t o r e C o m e f a r e p r o g e t t a z i o n e A cura di: AREA FORMAZIONE Istituzione G.F.Minguzzi Provincia

Dettagli

Corso Federalismo e fiscalità locale

Corso Federalismo e fiscalità locale Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Programma di Empowerment delle amministrazioni pubbliche del Mezzogiorno Corso Profili didattico-scientifici

Dettagli

ARTICOLO TECNICO Smart-MED-Parks: il Software

ARTICOLO TECNICO Smart-MED-Parks: il Software ARTICOLO TECNICO Smart-MED-Parks: il Software Introduzione Da Febbraio 2013, data di lancio del progetto Smart-MED-Parks, sono state realizzate un insieme di azioni al fine di: - Aumentare il livello di

Dettagli

Premessa... 1. Fasi del processo... 3. Zone di rischio... 4

Premessa... 1. Fasi del processo... 3. Zone di rischio... 4 Sommario Premessa... 1 Fasi del processo... 3 Zone di rischio... 4 Premessa Le tecnologie informatiche hanno rivoluzionato da tempo il modo in cui lavorano le aziende e le organizzazioni in genere. Gestire

Dettagli

Gruppo di ricerca RAEE. Sintesi secondo workshop

Gruppo di ricerca RAEE. Sintesi secondo workshop Gruppo di ricerca RAEE Sintesi secondo workshop Il secondo Workshop I lavori del secondo incontro del Gruppo di Ricerca RAEE hanno avuto come argomento di analisi la filiera logistica del sistema RAEE

Dettagli

Progetto di logistica integrata per la gestione di prodotti biomedicali e sanitari

Progetto di logistica integrata per la gestione di prodotti biomedicali e sanitari Progetto di logistica integrata per la gestione di prodotti biomedicali e sanitari Rif. Bando per i distretti e metadistretti produttivi della Regione Veneto Revisioni Versione Data versione Effettuata

Dettagli

Osservatorio sulla mobilità e i trasport. Eurispes Italia SpA. Profilo Costitutivo ed Operativo dell Osservatorio sulla Mobilità ed i Trasporti

Osservatorio sulla mobilità e i trasport. Eurispes Italia SpA. Profilo Costitutivo ed Operativo dell Osservatorio sulla Mobilità ed i Trasporti Eurispes Italia SpA Profilo Costitutivo ed Operativo dell Osservatorio sulla Mobilità ed i Trasporti COSTITUZIONE E SEDE Nell ambito delle sue attività istituzionali, l Eurispes Italia SpA ha deciso di

Dettagli

Consulenza, servizi su misura e tecnologia a supporto del business.

Consulenza, servizi su misura e tecnologia a supporto del business. Consulenza, servizi su misura e tecnologia a supporto del business. ACCREDITED PARTNER 2014 Consulenza, servizi su misura e tecnologia a supporto del business. Gariboldi Alberto Group Srl è una realtà

Dettagli

ALLEGATO B2 ALLA DELIBERA N. 34/06/CONS ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE

ALLEGATO B2 ALLA DELIBERA N. 34/06/CONS ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE ALLEGATO B2 ALLA DELIBERA N. 34/06/CONS ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE 1 ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE L analisi dell impatto regolamentare richiede di valutare: a. l ambito dell

Dettagli

Antonio Fabio Forgione Il sistema integrato di fondi. Potenzialità, criteri di investimento, rischi

Antonio Fabio Forgione Il sistema integrato di fondi. Potenzialità, criteri di investimento, rischi A13 457 Antonio Fabio Forgione Il sistema integrato di fondi Potenzialità, criteri di investimento, rischi Copyright MMXI ARACNE editrice S.r.l. www.aracneeditrice.it info@aracneeditrice.it via Raffaele

Dettagli

PIANO DI LAVORO ANNUALE

PIANO DI LAVORO ANNUALE Istituto di Istruzione Superiore ITALO CALVINO telefono: 0257500115 via Guido Rossa 20089 ROZZANO MI fax: 0257500163 Sezione Associata: telefono: 025300901 via Karl Marx 4 - Noverasco - 20090 OPERA MI

Dettagli

Convegno di studio La biometria entra nell e-government. Le attività del CNIPA nel campo della biometria: le Linee guida

Convegno di studio La biometria entra nell e-government. Le attività del CNIPA nel campo della biometria: le Linee guida Convegno di studio La biometria entra nell e-government Le attività del CNIPA nel campo della biometria: le Linee guida Alessandro Alessandroni Cnipa alessandroni@cnipa.it Alessandro Alessandroni è Responsabile

Dettagli

L autonomia scolastica

L autonomia scolastica L autonomia scolastica di Giacomo D Alterio La Legge 7 agosto 1990 n. 241, che detta le nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto d accesso ai documenti amministrativi, meglio

Dettagli

Indagine su: L approccio delle aziende e delle associazioni nei confronti dell accessibilità dei siti web

Indagine su: L approccio delle aziende e delle associazioni nei confronti dell accessibilità dei siti web Indagine su: L approccio delle aziende e delle associazioni nei confronti dell accessibilità dei siti web Gennaio 2005 Indice Introduzione Obiettivo e metodologia dell indagine Composizione e rappresentatività

Dettagli

RELAZIONE ANNUALE SULLO STATO DEI SERVIZI E SULL ATTIVITÀ SVOLTA 2004.

RELAZIONE ANNUALE SULLO STATO DEI SERVIZI E SULL ATTIVITÀ SVOLTA 2004. RELAZIONE ANNUALE SULLO STATO DEI SERVIZI E SULL ATTIVITÀ SVOLTA 2004. Presentazione del Presidente dell Autorità. Roma, 6 luglio 2004. Orientamenti per l azione futura. Considerate la dinamica e la complessità

Dettagli

I.2 L analisi economico-finanziaria: redditività conseguita, redditività attesa e creazione di valore economico

I.2 L analisi economico-finanziaria: redditività conseguita, redditività attesa e creazione di valore economico Introduzione I.1 Premessa Analizzare la situazione economico-finanziaria di un impresa significa poter affrontare alcune questioni critiche della gestione dell azienda e cioè essere in grado di poter rispondere

Dettagli

Caratteristiche Applicabilità. Piattaforma Logistica

Caratteristiche Applicabilità. Piattaforma Logistica Caratteristiche Applicabilità Piattaforma Logistica Versione 2.0-2011 Azioni semplici o strutturate Risorse umane e materiali Tempi e Luoghi La Piattaforma WOLT è una soluzione progettata per rispondere

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE ALTA VAL TAGLIAMENTO (Comuni di: Ampezzo, Forni di Sopra, Forni di Sotto, Preone, Sauris, Socchieve) PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA PROGRAMMA TRIENNALE

Dettagli

Concetti di marketing turistico

Concetti di marketing turistico Concetti di marketing turistico Introduzione Un impresa, per individuare la linea d azione che ha la maggior probabilità di portare al successo il proprio prodotto, cerca di anticipare i bisogni dei consumatori,

Dettagli

Un approccio in tre passi per l evoluzione di applicazioni e infrastrutture

Un approccio in tre passi per l evoluzione di applicazioni e infrastrutture TRASFORMARE LE COMPAGNIE ASSICURATIVE Un approccio in tre passi per l evoluzione di applicazioni e infrastrutture Costruire la compagnia digitale? L approccio DDway alla trasformazione dell IT Un percorso

Dettagli

BANDA LARGA NELLE AREE RURALI ITALIANE (Regime d aiuto n. 646/2009, approvato dalla Commissione Europea con Decisione C 2010/2956)

BANDA LARGA NELLE AREE RURALI ITALIANE (Regime d aiuto n. 646/2009, approvato dalla Commissione Europea con Decisione C 2010/2956) Allegato B BANDA LARGA NELLE AREE RURALI ITALIANE (Regime d aiuto n. 646/2009, approvato dalla Commissione Europea con Decisione C 2010/2956) In risposta all obiettivo dell UE di garantire a tutti i cittadini

Dettagli

RELAZIONE ILLUSTRATIVA

RELAZIONE ILLUSTRATIVA RELAZIONE ILLUSTRATIVA DELLE CONSEGUENZE SULL'ATTIVITÀ DELLE IMPRESE E DEGLI OPERATORI E SUGLI INTERESSI DEGLI INVESTITORI E DEI RISPARMIATORI, DERIVANTI DALLE MODIFICHE AL REGOLAMENTO SULLA RACCOLTA DI

Dettagli

Federico Maurizio d Andrea La società per azioni e il suo sistema di controllo interno e di gestione dei rischi

Federico Maurizio d Andrea La società per azioni e il suo sistema di controllo interno e di gestione dei rischi A12 407 Federico Maurizio d Andrea La società per azioni e il suo sistema di controllo interno e di gestione dei rischi Gli attori che presidiano la control governance Copyright MMXII ARACNE editrice

Dettagli

PROVINCIA di ROVIGO SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA ED INDIVIDUALE

PROVINCIA di ROVIGO SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA ED INDIVIDUALE PROVINCIA di ROVIGO SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA ED INDIVIDUALE Allegato alla deliberazione di Giunta Comunale n. 289 del 28.12.2011 1 INDICE SEZIONE I - CONTESTO

Dettagli