Etica e PMI le PMI quale efficace vettore di sviluppo sostenibile

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1 INIZIATIVA COMUNITARIA EQUAL TEMA E, MISURA 3.1 Etica e PMI le PMI quale efficace vettore di sviluppo sostenibile LA RESPONSABILITA SOCIALE DELLE PMI Il CONTESTO Secondo il Rapporto Bruntland, preparato su richiesta dell ONU nel 1987 dalla Commissione presieduta dall omonimo primo ministro norvegese, i nove principi dello sviluppo sostenibile sono: 1. Rispettare e avere cura di tutte le forme di vita, nostre e di altri popoli, ora e in futuro; 2. Migliorare la qualità della vita per permettere alle persone di condurre una vita piena e dignitosa;

2 3. Conservare la forza vitale e la diversità biologica della terra e assicurare un uso sostenibile delle risorse rinnovabili; 4. Ridurre al minimo lo sfruttamento di quelle rinnovabili; 5. Rimanere nei limiti delle capacità di carico della terra; 6. Cambiare abitudini e atteggiamenti personali per rimettere al centro sobrietà e principi etici nei propri stili di vita; 7. Avere cura, come Comunità, del proprio ambiente; 8. Prevedere programmi nazionale che integrino sviluppo e conservazione; 9. Creare un alleanza mondiale per gestire le risorse comuni del globo come l atmosfera e gli oceani. L impresa è un vettore efficace di sviluppo sostenibile se riesce ad impegnare risorse nel perseguire obiettivi in un ottica socialmente responsabile e di miglioramento continuo. Le istituzioni tutte si impegnano da diversi anni nella discussione e nel dialogo riguardo certi argomenti e negli ultimi tempi si è cercato di dare un indirizzo unico ai temi strettamente connessi alla sostenibilità e all etica cercando di responsabilizzare maggiormente i soggetti economici. La responsabilità sociale d impresa o Corporate Social Responsability è definita nel Libro Verde della Commissione Europea: l integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate. Essere socialmente responsabili significa non solo soddisfare pienamente gli obblighi giuridici, ma anche andare al di là, investendo di più nel capitale umano, nell ambiente e nei rapporti con le altre parti interessate. Questo argomento è, da qualche anno, in primo piano sia nel mondo imprenditoriale che nell ambito pubblico. Numerose sono state le iniziative volte a spiegare o chiarire i concetti di CSR o a delinearne in qualche modo più o meno discutibile, lo sviluppo futuro.

3 Ad oggi, sono diverse le forme adottate dalle imprese che vogliono in qualche maniera rendere pubblici i loro comportamenti socialmente responsabili e che pongono l accento su una o su un altra parte della loro attività. In tale contesto può assumere valore nell interesse sia delle imprese che del Amministrazione Pubblica individuare e definire una forma di riconoscimento condivisa che accerti la correttezza e accrediti le attività di gestione aziendale eticamente orientate. Il governo italiano, durante il semestre di presidenza europea, con il ministero del Welfare, ha effettuato uno studio (commissionandolo all Istituto Bocconi) circa il CSR creando un progetto chiamato CSR-SC (Corporate Social Responsability State Commitment) che mira alla standardizzazione dell argomento trattato mediante la creazione di circa 100 parametri flessibili che si pongono come base per una corretta osservazione di comportamenti aziendali socialmente responsabili. Il progetto CSR-SC è caratterizzato, rivolgendosi alla realtà nazionale, da un modello molto legato al concetto di micro-impresa e di PMI. L intento è quello di creare una serie di sistemi a livello locale volti ad implementare i comportamenti etico-sociali d impresa e legare gli stessi a dei criteri e dei parametri connessi con le specificità del territorio ove si sviluppano e del tessuto socio-economico a cui si rivolgono. L IDEA progettuale La Confederazione Nazionale Artigianato e Piccola e Media Impresa (CNA), è sicuramente un grande rappresentante del tessuto economico-sociale italiano e presente in tutto il suo territorio, attenta ai problemi della società e delle imprese associate mira a sviluppare una sensibilità agli argomenti inerenti lo Sviluppo in senso sostenibile e la Responsabilità Sociale delle imprese. L idea è quella di sensibilizzare attraverso la rete CNA, tutte le imprese associate al fine di spingerle verso l utilizzo volontario di prassi eticamente orientate e l attuazione di politiche socialmente responsabili.

4 1) L obiettivo di riferimento: L individuazione e la promozione di un nuovo modo di fare e gestire impresa finalizzato allo sviluppo in senso sostenibile di un territorio e delle imprese che lo popolano - è sicuramente il principale obiettivo che regge il progetto. 2) La rete Per sviluppare l idea, l organizzazione utilizzerà la sua rete svolgendo nel territorio italiano una serie di seminari informativi sugli argomenti oggetto del progetto. L obiettivo è quello di formare tutte le singole unità regionali e provinciali dell organizzazione al fine di spingere le stesse nella sensibilizzazione dell argomento alle imprese loro associate: invogliando queste ultime a perseguire delle politiche che pongano al centro dell attenzione non più l interesse di pochi bensì la soddisfazione di tutti, rendendo friendly il concetto di stakeholder. Si mira quindi a formare i formatori, creando all interno dell organizzazione un azione progettuale a carattere sistemico - dedicata alla Sostenibilità e all Etica d impresa. 3) Un aspetto innovativo del progetto. Parte importante del progetto riguarda una fase pilota di sperimentazione, parallela alla formazione, che si propone di creare una parametrizzazione di alcuni standard che evidenziano le prassi eticamente orientate e che permettono alle imprese di regolare le proprie politiche adeguandole ad un sistema socialmente responsabile. La sperimentazione verrà svolta in accordo con alcune unità territoriali. Le unità territoriali saranno scelte in base alle caratteristiche economico-sociali del territorio di riferimento e delle imprese associate, tenendo in considerazione sia il differente livello di sviluppo delle stesse sia le specificità settoriali. Il fine è quello di creare un disciplinare di riferimento per le prassi socialmente responsabili, in modo da fornire alle imprese delle linee guida da seguire per adeguare

5 volontariamente la propria politica ai nuovi standard con l obiettivo di indirizzare l intero tessuto economico-sociale verso una maggiore responsabilizzazione in senso sociale. 4 ) Gli strumenti che utilizzerà il progetto Studio fattibilità: ricerche preparatorie volte ad individuare i problemi circa l'applicazione di tali politiche sul territorio che - contraddistinto dalla presenza di piccole e medie imprese stenta ancora a riconoscere nella praticabilità della responsabilità sociale d'impresa, l'acquisizione di un prassi competitiva e duratura; Creazione di database; Analisi case studies; Formazione a più livelli circa processi di autovalutazione e monitoraggio delle performance qualitative e quantitative dell'azienda, misurazione dell'impatto ambientale, sociale ed economico degli interventi aziendali attraverso l'utilizzo di parametri chiari, trasparenti e fattibili e quindi condivisi dal top management. Individuazione e realizzazione di singoli percorsi formativi per il social ed ethical internal auditor; Attività di auditing e verifica di processo Le Fasi Progettuali Prima Fase: la ricerca 1. Pianificazione e realizzazione dell attività di ricerca-campione su tre unità territoriali ( nord-centro-sud), attraverso la elaborazione e la somministrazione di un questionario ad hoc, e l analisi dei risultati; 2. Creazione Database Seconda Fase: il disciplinare: 1) Elaborazione e redazione del Disciplinare; 2) il profilo e le competenze del promotore dell etica di impresa

6 Terza Fase: la formazione: 1. Attività Seminariali di Formazione rivolta alle strutture territoriali; 2. Presentazione dei risultati delle attività formative Quarta Fase: la sperimentazione 1. Sperimentazione di alcuni casi di adeguamento volontario delle politiche aziendali delle imprese aderenti; Quinta Fase: l implementazione (mainstreaming orizzontale e verticale ) 1. Sensibilizzazione delle imprese sugli argomenti trattati dal progetto (azioni di comunicazione, organizzazione eventi..) 2. Diffusione del disciplinare. PARTNERSHIP: ECIPA ( SOGGETTO REFERENTE) IMPRESA SENSIBILE-CNA ISTITUTO BOCCONI COMES CENASCA-CISL DURATA: 24 mesi BENEFICIARI: Imprese artigiane e PMI Quadri/dipendenti delle Organizzazione CNA territoriali (allievi dell intervento formativo previsto)

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