Dossier. L intervento dell onorevole Alberto Pagani (Pd) «Riforma della portualità, stiamo aspettando il Governo»

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1 Dossier Porto setteserequi 3 ottobre 2014 Numero 38 Manuel Poletti «Approfondimento dei fondali, entro luglio 2015 partiranno i cantieri, ora abbiamo risolto i problemi posti dalla Marina. Nel 2014 abbiamo rimesso in piedi Marinara, ma il malato è ancora sotto osservazione. Le crociere rimangono cruciali, ma i turisti dobbiamo farli scendere dalle navi». Galliano Di Marco, presidente del Autorità portuale di Ravenna, ha come sempre pochi peli sulla lingua e disegna con schiettezza il futuro prossimo del porto, dopo aver risolto «i capricci» del ponte mobile sul Candiano, «che gode di ottima salute» a suo dire. Presidente Di Marco, sono stati superati i limiti posti dall ordinanza della Marina sul passaggio delle navi contanier? «Finiamo in questi giorni gli scavi che erano nati per eliminare le problematiche segnalate proprio dal ordinanza della Marina in primavera. Devo ringraziare Arpa e Regione per il permesso che ci hanno accordato per poter realizzare il deposito a mare. Complessivamente in questi mesi abbiamo spostato 160mila metri cubi, abbiamo scavato anche dentro le dighe, il problema oggi è risolto, è stato in sostanza un anticipo del progettone». Farete altri scavi prima del «progettone»? «E nelle nostre intenzioni realizzare altri scavi nel canale per facilitare il passaggio delle grandi navi porta container, migliorando anche lo stato dei fondali. La prima parte degli scavi estiva ci è costata 1 milione di euro, a budget abbiamo aggiunto complessivamente 10 milioni per i lavori che dovremo realizzare fino alla primavera prossima, fra nuovi scavi e due nuove casse di colmata a terra. Dovremmo farcela a fare tutto, spero di poter spendere queste risorse, il 3 ottobre abbiamo un passaggio importante con l Arpa». A che punto è l iter degli espropri? Rischiate di ricevere numerosi ricorsi? «Io ho già incontrato tutte le parti in causa. La procedura non rende obbligatorio questo passaggio, ma l ho fatto ugualmente ritenendolo utile. Per le 5 aree interessate (circa 25/30 persone ognuna) abbiamo fatto un Scavi, espropri, container, crociere, turismo, riforma Autorità: parla il presidente Di Marco «Fondali, cantieri dall estate 2015, Marinara l abbiamo rimessa in piedi» forum ad hoc. Il prezzo sarà congruo, ci sarà una valutazione attenta, il rischio dei ricorsi c è sempre in queste situazioni, ma non potrà rallentare troppo l iter generale del progetto». Mi sa indicare con precisione gli step fino all apertura dei cantieri? «I tempi sono questi: l 8 ottobre sarò al Cipe per il passaggio finale, entro fine ottobre ci sarà la valutazione definitiva e spero la conferma dei 60 milioni. Col Governo il dialogo è stato molto positivo, il nostro progetto è serio, di questo ne sono consapevoli a Roma. Ho già detto chiaramente che l erogazione potrà avvenire in tempi più dilatati, spenderemo prima le risorse nostre (30 milioni) e poi quelle del Fondo (120 milioni), infine quelle statali. Verso metà ottobre invierò la lettera ai soggetti interessati da esproprio dove ci sarà scritto che entro 15 giorni sarà depositato il progetto. Da quel momento ci saranno 60 giorni per eventuali ricorsi o richieste di chiarimento». Arriviamo così a fine I lavori quando potranno partire? «Se tutto va bene emetteremo il bando nella primavera 2015, ed i conseguenti lavori potranno partire già nel luglio Da quel momento il cantiere ha 4 anni di tempo per realizzare il progettone, in primis abbassamento dei fondali a meno 13,5 metri». I risultati 2014 sono molto confortanti fino ad ora. La crisi ucraina può ancora influire negativamente? «E vero, i numeri sono buoni e si sono consolidati col passare dei mesi. Molto bene il traffico container, nonostante il metro e mezzo in meno di fondale. Certo, mi preoccupa la crisi del Ucraina, speriamo che non impatti troppo entro fine anno. Noi monitoriamo costantemente l est europeo, in particolare la Russia». Qualche segnale di risalita arriva anche da Marinara o no? «La gestione attuale di Seaser ha cambiato verso, è senz altro più positiva rispetto al passato, ma il malato è sempre sotto osservazione, io sono moderatamente ottimista. Marinara l abbiamo rimessa in piedi, la parte a terra però è ancora ferma, i negozi funzionano un po d estate, ma rimangono il punto debole, il porticciolo invece va meglio, circa il 70% dei posti barca è occupato, speriamo cresca ancora in futuro». Il traffico 2014 delle crociere, com era previsto, è calato molto. Ripartirà nel 2015? «Le crociere rimangono strategiche. Dobbiamo lavorare per far sì che cresca ancor di più l impatto dei turisti sul territorio. La crisi di Venezia non è un opportunità per Ravenna, togliamocelo dalla testa, quel traffico rischia di scomparire dall Adriatico se non ci sarà più l attracco in laguna. Dobbiamo invece far capire agli armatori che Ravenna vale, non solo per Dante ed i musei. Il problema oggi è che i turisti non scendono dalle navi, dobbiamo invogliarli a farlo, devono sapere che da noi a terra si mangia e si beve bene. Il progetto Ravenna2019 ci può trainare, non c è dubbio, ma a mio avviso dobbiamo puntare sull enogastronomia oltre che sulla cultura museale». Infine, la riforma delle Autorità portuali: dentro al Pd è battaglia fra i sindaci delle città toccate, Ravenna pare salva o no? «Se vengono analizzati i numeri Ravenna è sempre salva, poi abbiamo un progetto serio di sviluppo, dai fondali al terminal crociere. Certo, c è un dato politico, molte città sono governate da primi cittadini espressione del Pd. Aspettiamo fiduciosi, Ravenna è un porto importante, ma ha il limite di avere poca visibilità». L intervento dell onorevole Alberto Pagani (Pd) «Riforma della portualità, stiamo aspettando il Governo» tari dall Ue; 25 porti comprehensive, a integrazione dell intera rete, con accorpamento dell Ap laddove presente; quelli di interesse regionale e militare. Le Autorità portuali devono essere enti pubblici non economici, di rilevanza nazionale e ad ordinamento speciale, dotate di autonomia amministrativa e organizzativa, di bilancio e finanziaria nei limiti previsti dalla legge. Nell ambito della riorganizzazione del sistema dovrà essere adottato un piano nazionale dei trasporti e della logistica, atto di indirizzo strategico per la definizione dell assetto della rete portuale e logistica, utilizzando tutte le forme di partenariato pubblico-privato previste dall ordinamento, adeguandone le relative caratteristiche alla specificità del set- verno e del ministero dei Trasporti sia stata coerente con la proposta del Pd, che abbiamo elaborato e presentato nel giugno scorso. Su un tema così importante per l economia italiana (non dimentichiamo che i tre quarti delle merci entrano ed escono dall Italia attraverso i porti), non ci si può certo accontentare di slogan sulla riduzione dei costi delle Autorità Portuali o ad interventi «cosmetici», che non incidono realmente sulla competitività del sistema. La nostra idea è ancorata ai vincoli derivanti dalla mappatura della Rete transeuropea dei trasporti Ten-T e introduce una nuova classificazione degli scali: i 14 porti core (tra cui Ravenna), sedi di Autorità portuale, inseriti nella rete dei nove corridoi europei considerati prioritore. I piani logistici integrati sono sottoposti a valutazione ambientale strategica (Vas) con le modalità previste dalle rilevanti disposizioni del codice dell ambiente, a cura dell autorità portuale interessata. La legge deve inoltre prevedere procedure snelle di adozione dei piani (conferenze dei servizi, deliberanti a maggioranza). I progetti elaborati sulla base dei piani costituiscono a tutti gli effetti variante rispetto ai piani regolatori portuali e ai piani urbanistici di competenza delle amministrazioni locali interessate dal piano stesso. I progetti di opere di grande infrastrutturazione costituenti adeguamenti o miglioramenti tecnico-funzionali di piani regolatori portuali approvati, non sono assoggettati alla procedura per la Alberto Pagani* Gentile direttore, sono ormai anni che il Parlamento discute della revisione della legge 84/94, che regola la portualità italiana. Una legge che è stata molto importante ed innovativa per il sistema portuale, ma dopo vent anni è necessaria una riforma che permetta all Italia di potersi adeguare ai cambiamenti del trasporto marittimo mondiale e competere con gli altri porti internazionali. C è l esigenza di razionalizzare e di promuovere un migliore impiego delle Autorità portuali, aggiornandone le funzioni attraverso la possibilità di integrarsi tra loro e con altri soggetti operanti nella filiera logistica. In secondo luogo è necessaria una semplificazione dei rapporti tra le diverse amministrazioni operanti nei porti e lungo la catena logistica, perché la troppa burocrazia costa, fa perdere tempo e brucia competitività del sistema. Per ora non posso dire che il confronto con il ministro Lupi sia stato soddisfacente, e che l azione del Govalutazione di impatto ambientale. Il testo di legge che contiene queste nostre proposte è bloccato al Senato, in attesa che il Governo assuma l iniziativa per introdurre per decreto legge gli elementi della nostra proposta che hanno maggiormente il carattere di necessità e di urgenza, ma nel testo del decreto «Sblocca Italia», che si discute questa settimana, c è solamente il mandato al Governo di adottare il piano strategico della logistica e dei trasporti. Evidentemente l accordo e la condivisone delle proposte del Pd era più formale che sostanziale perché il contenuto delle prime bozze del decreto non corrispondevano affatto a quanto convenuto, ed il ministro dei Trasporti si è visto costretto, dopo una discussione, a ritirare una parte di quel che aveva pensato di introdurre nel decreto. Se il testo verrà calendarizzato a breve è possibile trasmetterlo alla Camera entro la fine dell anno, in modo da rendere possibile la Riforma in tempi ragionevoli. *Onorevole del Pd

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3 setteserequi 3 ottobre 2014 Numero 38 Dossier Porto 27 Le analisi di Matteo Casadio, Guido Ottolenghi, Mauro Samaritani, Simone Bassi, Carlo Cordone e Marco Migliorelli «Senza fondali, investimenti fermi» Christian Fossi, Elena Nencini Il 2014 del porto, dati alla mano, è giudicato positivamente dai suoi attori che pensano che l anno possa chiudere in maniera soddisfacente, tensioni geopolitiche permettendo. «Seppure con alcuni distinguo, gli ultimi dati danno i traffici in ripresa: è un segnale incoraggiante - spiega Guido Ottolenghi, presidente di Confindustria Ravenna -. Penso che sarà un anno soddisfacente, anche se molto dipende da come si evolverà la situazione geopolitica nei bacini che più interessano il nostro scalo, come Mar Nero e Medio Oriente, dove ci sono ancora molte tensioni. Non direttamente collegato al porto di Ravenna, ma comunque da tenere presente, è il rallentamento dell economia cinese, che può influire a livello generale». Carlo Cordone, presidente dell associazione ravennate Agenti e mediatori marittimi, è preoccupato per la crisi globale e per la situazione del porto, ma punta ad essere pronti per la ripresa. «Certo, finora è andata leggermente meglio di quello che ci aspettavamo, ma persiste la crisi. A questo si aggiunge il fatto che abbiamo problemi per i dragaggi: è stato rimosso il mammellone all ingresso del porto, adesso non c è più bisogno di aspettare i 30 cm dell alta marea per entrare in porto, ma ci si muove solo di fronte all emergenza. Dovremmo fare un lavoro di manutenzione continua, perché i pescaggi sono a macchia di leopardo. Inoltre abbiamo Venezia che morde perché ha un pescaggio più alto, se a Ravenna prima si risparmiavano due o tre giorni nello scarico perché siamo molto veloci nelle operazioni, soprattutto per i cereali, adesso che le navi costano poco le navi vanno a Venezia dove possono caricare di più. Ma non dimentichiamo nemmeno Koper che è un porto più competitivo di noi. Certo non possiamo fare niente per la crisi globale, ma possiamo essere pronti per la ripresa ed essere competitivi, sia a livello cerealicolo che siderurgico, pensando anche a nuovi traffici». «Dopo un 2011 notevole, abbiamo avuto un rallentamento degli ormeggi, pagando il conto della crisi - puntualizza Mauro Samaritani, presidente del Gruppo Ormeggiatori -. Ovviamente non avremo mai il pescaggio di Trieste, ma abbiamo comunque potenzialità enormi vista la conformazione a canale che CASADIO BASSI CORDONE MIGLIORELLI OTTOLENGHI SAMARITANI FOTO DI MASSIMO FIORENTINI permette di avere chilometri di banchina». Non più procrastinabili, dunque, sono gli escavi al Candiano. «Quelli in corso sono escavi di emergenza, per liberare l imboccatura del porto da un accumulo che impediva le normali attività - commenta Ottolenghi -. E come rimuovere un ostacolo dalla strada: non è sostitutivo della sua manutenzione, e inoltre permane l esigenza di escavi strategici». Per Simone Bassi, presidente del Propeller, è finito il momento di parlare, bisogna fare: «Se guardiamo alle statistiche - ma ricordiamo che bisogna saperle leggere - c è una ripresa generalizzata nel settore container. E vero che c è una ripresa, ma è anche vero che le imprese soffrono, che tutti gli operatori - terminalisti, agenti marittimi, ecc. - sono in crisi. Qualche miglioramento c è stato, ma è fisiologico. Per quanto riguarda gli escavi, finora è stato tolto solo un mammellone che prima non c era all imbocco del porto, alla fine delle due dighe. I grandi interventi che possono sbloccare la situazione devono essere fatti. Purtroppo ormai i tempi sono ormai incalcolabili. Seguo il porto da molti anni quando ho cominciato nel 1988 i problemi erano tre: escavo, collegamento Ravenna Mestre, e ferrovie, cioè gli stessi di oggi. Oggi basta programmare, basta parlare, le cose vanno fatte e basta. Dobbiamo subito pensare al mantenimento se no si riesce a perdere anche quello che abbiamo. Bisogna avere ottimismo e prospettive. Il porto di Ravenna è vissuto sempre grazie ai privati, credo nell Autorità portuale ma le opportunità vanno colte, ci vuole l intervento pubblico con l aiuto di tutte le istituzioni che se ne devono occupare. Poi ci sono altre cose che affronteremo come club». Fondamentale dunque è l avvio del «Progettone» con la comunità portuale che chiede una ulteriore accelerazione. «Siamo in attesa del progetto definitivo - sottolinea Matteo Casadio, presidente di Sapir -. A parte i dati del 2014 che sono positivi, il futuro passa di lì. Per stare al passo con gli altri porti dobbiamo fare investimenti. Quali fare li abbiamo ben presente, ma questa incertezza blocca tutto. Ci servono date certe». «Da imprenditore sono fiducioso per natura - continua Ottolenghi -. In questo caso una variabile da non sottovalutare è il tempo, e purtroppo per molti motivi i tempi di realizzazione si sono allungati sempre più: la profondità del canale ne determina la competitività. Assicurare il mantenimento dei fondali è vitale, e permettere al più presto l ingresso a navi più grandi è l unico modo per continuare a competere con i grandi scali. L alternativa è farsi sottrarre progressivamente traffico e valore aggiunto». Marco Migliorelli, presidente associazione ravennate Spedizionieri internazionali, è ottimista sul futuro del porto, anche se punta a una riforma veloce della legge 84/94. «E stato un anno decoroso, con dei risultati in crescita, i container sono migliorati nell ultimo periodo - analizza -. Ma non ci si può dimenticare del gigantismo navale e quindi della necessità dei fondali. Bisogna porre la massima attenzione ai fondali, senza fondali si sprofonda con i fondali si cresce. I traffici crescono anche ad agosto, ripresa dei container Anche ad agosto il traffico delle merci al porto di Ravenna ha mostrato una crescita in doppia cifra, segnando anche una ripresa per i container. La movimentazione di merce è stata di 1,77 milioni di tonnellate, 100mila tonnellate in più rispetto ad agosto 2013 (+6%). Complessivamente, nei primi otto mesi dell anno sono state movimentate 16,26 milioni di tonnellate di merce, con una crescita di 1,5 milioni (+10,2%) rispetto ai medesimi mesi del In particolare gli sbarchi sono stati pari a 13,7 milioni di tonnellate (+8,8%), mentre gli imbarchi ammontano a 2,6 milioni (+18,2%) e sono arrivate 62 navi in più rispetto al Nel mese di agosto il traffico container ha registrato, rispetto allo stesso mese del 2013 un +14,55%, ma il dato complessivo del periodo (gennaio-agosto) rimane di segno negativo (-6,5%) rispetto al Per quanto riguarda i trailer, in totale da gennaio ad agosto sono stati movimentati trailer contro i del 2013 (+60,8%). Un indagine internazionale dice che in Italia vengono persi 440mila container in un anno per mancanza di nodi e connessioni inadeguate, oltre che per i tempi lunghi del mercato delle merci. Se sul secondo si sta lavorando in maniera molto buona con lo Sportello Unico e lo sdoganamento veloce in mare, per migliorare e crescere bisogna avere collegamenti stradali e ferroviari adeguati. Basti pensare che abbiamo una strada che conduce al porto sottodimensionata, con un ponte a senso unico di transito, o che i traffici eccezionali non possono passare sulla Romea perché ha dei limitatori di eccesso in altezza». Nodi che sono al centro anche dei pensieri di Sapir. «Se vogliamo crescere col traffico dei container - rafforza il presidente Casadio -, dobbiamo intercettare i bacini che oggi guardano al nord Europa: l Austria e il sud della Germania. Per questo dobbiamo stringere rapporti più stretti con gli interporti di Lombardia e Veneto, ma è chiaro che un importante aumento non sarebbe gestibile sulla linea attuale con i treni merci che passano in città». Della stessa opinione Samaritani: «I lavori all E45 sono importanti, ma se vogliamo fare il salto di qualità dobbiamo migliorare i collegamenti ferroviari. Con una struttura di collegamenti adeguata saremmo il primo porto d Italia, ne sono sicuro». Per Migliorelli poi «il porto di Ravenna ha la massima efficienza, è al massimo vertice per quello che riguarda alcuni settori, è cresciuto bene e sta continuando a crescere. Nonostante il problema dei fondali ha ulteriori potenzialità, può crescere ancora. Infatti è posizionato bene, in particolare per i traffici del Mar Nero. Certamente un porto vive di fondali, ma ci sono alcuni nodi critici che non dipendono dagli operatori del porto. Nonostante il presidente dell Autorità portuale si sia impegnato in maniera incredibile, la legge 84/94 ha 20 anni e non corrisponde più alle istanze dei vettori marittimi internazionali. È una legge vetusta in particolare per la configurazione delle Autorità portuali, bisognerebbe rifarsi ai modelli realizzati nel nord Europa, bisogna privatizzare e trasformare in spa, devono avere un autonomia finanziaria e decisionaria perché il porto ha bisogno di dinamismi». SERVIZIO INTEGRATIVO ANTINCENDIO NEL PORTO DI RAVENNA VIGILANZA E PREVENZIONE ANTINCENDIO IN: pontili, banchine e navi che movimentano prodotti infiammabili o merci pericolose, bunkeraggi, lavori a fiamma, cantieristica navale. INOLTRE ASSISTENZA IN: prelievo campionatura sostanze nocive e tossiche, vigilanza pubblico spettacolo, sicurezza sul lavoro, prevenzione e protezione. RAVENNA Via Pag, 25 - Tel Fax Radiomobile (24 ore)

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5 setteserequi 3 ottobre 2014 Numero 38 Dossier Porto 29 LAVORO Legacoop Romagna dedicherà alla legalità il congresso che si svolgerà il prossimo novembre Retroporto, è allarme cooperative spurie Allarme cooperative spurie al porto. In particolare per quanto riguarda il lavoro svolto nel retroporto. La denuncia arriva direttamente dal giornale mensile «La Romagna cooperativa» che dedica la copertina dell ultimo numero proprio al caso delle cooperative spurie. «La concorrenza sleale di chi non rispetta norme e contratti mette a rischio le cooperative sane e i diritti dei lavoratori, ma i controlli latitano e i modi per tagliare prezzi e salari sono sempre più creativi», recita il catenaccio di prima pagina. La legalità è uno dei temi chiave su cui si confronterà proprio Legaccop nel congresso che si terrà il prossimo novembre. Ad esempio dalle prime indiscrezioni sui pochi controlli effettuati, pare che la coop. Lb di Milano, che si occupa di logistica, stia lavorando in rimessa. «Sta succedendo che le aziende che non rispettano le regole sottolinea Rudy Gatta, responsabile Logistica e Trasporti di Legacoop Romagna diventano più competitive, perché le nostre coop. rispettano l impegno alla mutualità nei confronti di soci e dipendenti, garantendo le migliori condizioni lavorative e foto fiorentini di sicurezza. Nell area retroportuale invece, a causa dell ingresso di aziende che non hanno tra le proprie priorità la sicurezza e il migliore trattamento possibile dei lavoratori, stiamo assistendo a un impoverimento rapido delle condizioni di vita degli occupati». Chi ne sa qualche cosa della situazione nel retroporto è Maurizio Ceredi, presidente della storica Cofari, intervistato sul giornale delle coop. romagnole. «Ciò che ci rende perplessi sottolinea Ceredi è capire come sia possibile retribuire i lavoratori offrendo tariffe più basse di quella di riferimento, a meno che non vengano inquadrati tutti i livelli più bassi, anche se svolgono mansioni di livello superiore, oppure non vengono retribuite correttamente tutte le prestazioni eseguite, le maggiorazioni o altre indennità previste dal contratto nazionale di riferimento». Christian Fossi «Le cattive acque in cui navigano molte imprese tendono a far si che sempre più committenti guardino con maggior propensione al prezzo più basso. Questo apre zone grigie preoccupanti che possono favorire l illegalità di tutti i generi». Sono queste, in sintesi, le maggiori difficoltà che si incontrano dal punto di vista del lavoro nel mondo del porto e nel suo indotto illustrate da Danilo Morini, segretario generale della Filt Cgil di Ravenna e membro del Comitato portuale. Quanto incide la difficile situazione economica? «La crisi ha accentuato questi fenomeni che, anche nelle grandi imprese, hanno portato ad esternalizzare parte della logistica. Vediamo che, in alcuni casi, c è la tentazione di guardare esclusivamente al prezzo. Ma dietro a ribassi fuori mercato c è quasi sempre l assenza di una LAVORO Intervista a Danilo Morini, segretario generale della Filt Cgil «C è un problema sicurezza e legalità: oggi molti committenti guardano solo il prezzo» correttezza contrattuale e della sicurezza, oltre che una concorrenza sleale che penalizza le imprese regolari». C è dunque un rischio legalità? «Abbiamo notato che nei settori della logistica e del trasporto c è il rischio, più che in passato, di evasione, elusione e riciclaggio. Per questo lunedì 6 ottobre lanceremo Infiltrazioni legali aprendo sportelli nelle più grandi strutture logistiche della regione». In questo momento il porto di Ravenna è attrattivo per le mafie? «Diciamo che abbiamo il sentore del fatto che iniziano ad esserci movimenti illegali. La situazione ci preoccupa, ma non è ancora drammatica. Pertanto, prima che sia troppo tardi, chiediamo anche a quei soggetti che la logistica l appaltano di fare attenzione». E nota un attenzione sull argomento? «Noi abbiamo provato a portare avanti questo discorso con tutte le realtà. Il panorama imprenditoriale è diversificato: alcuni ascoltano e sono sensibili, altri no. Ora vogliamo coinvolgere in primo luogo le associazioni delle cooperative che svolgono i servizi in maniera preponderante e Confindustria che affidano gli stessi». Altri rimedi? «L aggressività di molte aziende che lavorano in questo settore può essere smorzata, ampliando le tutele che ci sono in ambito portuale al facchinaggio dell area a ridosso di quelle del demanio». COLUMBIA TRANSPORT S.R.L. Servizi settimanali 20 e 40 FULL CONTAINER DA RAVENNA PER: Ashdod, Haifa (Israele) Pireo, Salonicco (Grecia) Limassol (Cipro) Istanbul, Gemlik (Turchia) Alessandria (Egitto) INTERNATIONAL FORWARDING AGENTS RAVENNA Via G. Matteotti, 31 - Tel (4 linee r.a.) - Fax

6 Il PORTO diravenna: COLLEGATO CON TUTTO IL MONDO Ravenna - Via Antico Squero, 31 Tel Fax LEADER IN ITALIA NELLA MOVIMENTAZIONE DI CEREALI, MANGIMI,FERTILIZZANTI, MATERIE PRIME PER L INDUSTRIA CERAMICA E PRODOTTI METALLURGICI ATTREZZATO PER RICEVERE QUALUNQUE TIPO DI MERCE LEADER PER I TRAFFICI IN CONTAINER CON I PAESI DEL MEDITERRANEO ORIENTALE E DEL MAR NERO CSR CONTAINER SERVICE RAVENNA RAVENNA Via Classicana, 105 Tel Fax Nata nel 1989 a supporto degli operatori del Porto di Ravenna per le attività di verifica e riparazione dei container, da anni svolge attività di vendita, noleggio, costruzione e trasformazione di container ed equipment speciali anche a norma EN Tratta tutti i tipi di container ISO marittimi (box, open top, hall container ) e container omologati per offshore EN12079-DNV (10 BOX - 20 BOX - 20 OT). Costruisce HALF CONTAINER 10 E HALF CONTAINER 20 omologati EN12079 (OFFSHORE). CSR effettua lavori di carpenteria per trasformare i container rendendoli idonei per ogni tipo di utilizzo e specifica esigenza del cliente.

7 setteserequi 3 ottobre 2014 Numero 38 Dossier porto 31 Christian Fossi La cantieristica navale ha subito un rallentamento dovuto soprattutto ad un calo della domanda interna, mentre gli operatori dell off-shore sperano in un nuovo avvio delle trivellazioni nell Alto Adriatico grazie al decreto Sblocca Italia. Stefano Silvestroni, presidente nazionale di Ancanap (Associazione nazionale cantieri navali privati) e della sezione «Cantieristica, manufatti, offshore» di Confindustria Ravenna, è chiaro: «La cantieristica navale soffre di un periodo di domanda scarsa sia nel settore delle costruzioni che nelle riparazioni, con qualche ripresa nelle prime e una perdurante scarsa richiesta nelle seconde. La situazione è resa più difficile rispetto ai cantieri concorrenti dalla rigidità delle norme non solo fiscali, ma anche dalle forti differenze delle leggi sul lavoro. Altro elemento che aggrava la situazione è il fatto che, a fronte di volumi di attività calati, è aumentata la componente dei costi fissi a causa delle tasse sugli immobili. Anche questo ha aumentato il gap di competitività con l estero». Per quanto riguarda l oil&gas, «ho letto con molto favore il trasferimento di competenze dagli enti locali al governo centrale per quanto riguarda la materia dello sfruttamento dei giacimenti energetici - continua Silvestroni -. Il decreto legge Sblocca Italia potrebbe veramente dare un nuovo impulso al settore, semplificando anche la burocrazia. La pluralità di competenze sulla stessa materia aveva di fatto creato uno stallo». Idea condivisa da Franco Nanni, presidente del Roca (acronimo di Ravenna offshore contractors association, ossia l associazione ravennate dei contrattisti offshore) che raggruppa imprese che complessivamente occupano circa CANTIERISTICA E OFFSHORE Parlano Silvestroni (Ancanap), Titone (Omc) e Nanni (Roca) «Ricominciamo a fare ricerche di metano nell Alto Adriatico» dipendenti. «Anche le nostre associate lamentano un po di crisi, seppure meno di altri settori visto che all estero riescono a barcamenarsi - spiega Nanni -. Per rilanciare il settore è fondamentale che ripartano i lavori e riprendere, dopo vent anni, le perforazioni in Alto Adriatico. Se fatte bene, come sanno fare le nostre imprese, sono assolutamente sicure per quanto riguarda il lavoro, l inquinamento e la subsidenza. La ricerca, a cascata, creerebbe un nuovo indotto. E un percorso obbligato, visto che importiamo l 80% del gas. Inoltre c è il rischio concreto che i nostri giacimenti li portino via i croati che stanno perforando proprio vicino alle nostre acque». «Se non riparte l attività estrattiva nell Alto Adriatico, perderemo una grande occasione - rafforza Innocenzo Titone, presidente di Omc -. Sono fiducioso per il futuro del settore grazie allo Sblocca Italia che potrebbe ridare concretamente fiato alle perforazioni. Questo sarebbe fondamentale perché, anche se il grosso del fatturato delle imprese del settore è all estero, la ricerca fatta in casa permette di trovare sempre nuove soluzioni». E proprio le nuove soluzioni saranno al centro di Omc 2015, l importante vetrina dell offshore che si INNOCENZO TITONE STEFANO SILVESTRONI FRANCO NANNI tiene a Ravenna. «Le nuove tecnologie sono fondamentali in questo settore - conclude Titone -, per questo abbiamo pensato di presentare un convegno sul Bio-Eor (un nuovo modo di spremere giacimenti già conosciuti) e sugli sviluppi delle normative a 5 anni dal disastro di Macondo. Ricordiamoci sempre che le nostre imprese sono all avanguardia mondiale per efficienza e sicurezza in questo settore». DIPORTO Parla Angelo Carnevali, presidente del Consorzio export nautico «Serve una chiara volontà politica oppure il settore sparirà per sempre» «La politica ha distrutto uno dei fiori all occhiello dell imprenditoria italiana facendo passare l equazione possessore di barcaevasore. La cantieristica della nautica da diporto, che faceva i prodotti migliori al mondo, oggi non esiste quasi più. In provincia di Ravenna lavoravano direttamente dalle 300 alle 400 persone, che raggiungevano almeno il migliaio con l indotto. Oggi di tutto questo non c è praticamente più nulla: avevo 60 dipendenti, oggi 4. La maggior parte delle aziende hanno chiuso, le altre ormai non costruiscono più barche, ma fanno solo manutenzione, rifitting e usato. L unico nuovo che oggi circola sono rimanenze di magazzino che vengono svendute». E questo il quadro tinteggiato da Angelo Carnevali, titolare dell omonimo cantiere e presidente del Consorzio export nautico. E proprio all estero questo settore guarda per avere un futuro, «ma è molto difficile - continua Carnevali -: molto più che in passato. All estero fanno investimenti perché hanno le risorse per farlo. Risorse che arrivano dai porti pieni e da tutto quello che gli ruota intorno. D altronde le indagini show volute dalla politica, al posto di quelle ben più efficaci dietro il computer, hanno avuto come unico risultato quello di far sparire un intero settore produttivo. Oggi solo un pazzo comprerebbe una barca in Italia. Addirittura i noleggi vengono fatti all estero». Se Marinara riuscisse a crescere, «aumenterebbero i servizi di ri- messaggio e rifitting che darebbero ossigeno al settore, ma non la vendita del nuovo». In questo mare «grosso» per il settore, il Consorzio export nautico «tenta di resistere - conclude -, ma è dura. Siamo passati da 14 a 6 soci, pertanto ne stiamo cercando di nuovi, ma non sono rimaste molte aziende in questo settore. O ne troviamo di nuovi o a fine anno valuteremo una chiusura». (c.f.) ANGELO CARNEVALI

8 setteserequi 3 ottobre 2014 Numero 38 setteserequi 3 ottobre 2014 Numero Dossier Porto Dossier Porto 33 Gruppo Ormeggiatori, parla il presidente Mauro Samaritani: «Priorità a escavi e collegamenti ferroviari» «Sempre al servizio della comunità portuale» Venerdì 3 ottobre (ore 11) varo e inaugurazione presso la sede degli Ormeggiatori di Marina in via Fabbrica Vecchia Più efficienza con nuove motobarca e autogru Una forza propulsiva per il futuro del porto, moderna e preparata. E il Gruppo Ormeggiatori che venne costituito nel 1973 e assunse la forma cooperativa nel Oggi conta 29 soci lavoratori (28 ormeggiatori e un amministrativa) e svolge il servizio 24 ore per tutti i giorni dell anno, a salvaguardia della sicurezza della navigazione, delle strutture portuali, dell ambiente e delle vite umane, assicurando il regolare svolgimento dei traffici. Da cinque anni, insieme ai colleghi di Venezia, gestisce anche il rigassificatore di Chioggia senza grossi problemi. Il volume degli affari è di circa 3 milioni di euro l anno, frutto del servizio a 10-12mila navi. Presidente Mauro Samaritani, come riassumerebbe l andamento del Gruppo Ormeggiatori in questi anni difficili per l economia ravennate e italiana? «Dopo un 2011 notevole, abbiamo avuto un rallentamento degli ormeggi, pagando il conto della crisi. La cooperativa ha comunque sempre chiuso bene i propri bilanci senza particolari sofferenze». Quali potenzialità ha lo scalo ravennate? «Ovviamente non avremo mai il pescaggio di Trieste, ma abbiamo comunque potenzialità enormi vista la conformazione a canale che permette di avere chilometri di banchina». Le priorità? «Gli escavi sono improcrastinabili per le esigenze di tutta la comunità portuale. Bene l approfondimento dell avamporto e canaletta, ma al più presto serve che il Progettone prenda forma all interno, fino al Terminal Container. Altro aspetto fondamentale sono i collegamenti». Qualcosa si muove? «Sì, sono pronti a partire adeguamenti in varie banchine per renderle più funzionali. E stata migliorata l illuminazione. Insomma c è voglia di guardare avanti e di scommettere sullo scalo». Diceva che servono collegamenti. Più ferro o gomma? «I lavori all E45 sono importanti, ma se vogliamo fare il salto di qualità dobbiamo migliorare i collegamenti ferroviari. A Genova hanno le montagne attaccate al porto e investono sulle rotaie, noi siamo in pianura e praticamente non ne abbiamo. Con una struttura di collegamenti adeguata saremmo il primo porto d Italia, ne sono sicuro». Venerdì 3 ottobre inaugurate l autogru e varate la nuova pilotina. Che ruolo hanno gli investimenti nel vostro lavoro? «Nonostante il rallentamento delle attività di ormeggio conseguente alla crisi economica, proseguiamo nel nostro piano di investimenti previsto, che DA SINISTRA: IL CAPITANO GIUSEPPE MELI E IL PRESIDENTE MAURO SAMARITANI continua ad essere finanziato con risorse proprie della cooperativa. L ammodernamento dei mezzi è fondamentale nel nostro lavoro: la pilotina è un imbarcazione polivalente, mentre la gru velocizzerà le operazioni di alaggio e varo dei mezzi. In questo momento i cambiamenti nel porto sono rapidi e le nostre risposte devono essere all altezza. Citando una frase di Einstein, possiamo dire che non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose: la creatività nasce dall angoscia come il giorno nasce dalla notte. E nella crisi che sorgono l inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. L unica crisi pericolosa, è la tragedia di non voler lottare per superarla. E gli investimenti sono la via maestra per rendere il nostro porto competitivo e moderno». Insomma un esigenza? «Mi interessa che la cooperativa sia il più efficiente possibile per il servizio pubblico che svolge. L adeguamento tecnico e quello delle conoscenze sono fondamentali. Da sabato 4 ottobre penseremo già all investimento successivo». Le conoscenze sono cruciali per entrare (tramite bando pubblico con criteri molto rigidi), ma - par di capire - anche per rimanere? «Facciamo tutti corsi di formazione e aggiornamento all avanguardia e in maniera continuativa per alzare sempre il livello qualitativo dei servizi che offriamo. Gli investimenti sulle persone non sono meno importanti di quelli sui mezzi». Come definirebbe il ruolo del Gruppo Ormeggiatori all interno del porto? «Vogliamo essere una forza propositiva per competenze e professionalità all interno della comunità portuale». Insomma avete una visione proiettata al futuro. «Non mi è mai piaciuta quella nello specchietto retrovisore. Occorre guardare avanti ed essere sempre più funzionali alle esigenze del porto». I.P. «Dobbiamo avere sempre mezzi all avanguardia per fornire i migliori servizi possibili alla comunità portuale. Per questo abbiamo deciso di investire oltre 300mila euro in una nuova motonave e in un autogru. Per noi essere efficienti e rapidi nei servizi è fondamentale». Così il presidente Mauro Samaritani presenta i due nuovi mezzi che venerdì 3 ottobre verranno inaugurati con una cerimonia che inizierà alle ore 11 nella sede del Gruppo Ormeggiatori a Marina di Ravenna in via Fabbrica Vecchia, 5. Dopo l alzabandiera, introdurrà i lavori il presidente della cooperativa Mauro Samaritani. Seguiranno i saluti di Giannantonio Mingozzi, vice sindaco del Comune di Ravenna con delega al Porto, del capitano Giuseppe Meli, direttore marittimo dell Emilia Romagna, di Galliano Di Marco, presidente dell Autorità portuale di Ravenna, e di Cesare Guidi, presidente Angopi (l Associazione nazionale Gruppi Ormeggiatori e barcaioli porti italiani). «Diviene imprescindibile adottare strategie volte alla costante modernizzazione del Gruppo, anche con investimenti mirati e funzionali all erogazione di servizi sempre più ricettivi dei bisogni del porto - continua Samaritani -. E evidente che rimanendo chiusi all interno del proprio perimetro si rischia di abbassare il livello qualitativo della nostra operatività e del rapporto con la generale attività portuale. Questo distacco si deve colmare con una forte azione di adeguamento culturale che agisca da apriscatole rendendo il Gruppo più visibile sotto l aspetto tecnico/operativo e professionale. Occorre mettere a disposizione del sistema portuale il nostro background, fatto di elevate competenze, professionalità e atteggiamento propositivo». La nuova imbarcazione «Ormeggiatore 2», costruita nel cantiere Agromare di Salerno, è lunga 7,91 metri, larga 2,71 e con la stazza lorda di 6,74 tonnellate. E equipaggiata con due motori Boni Marini quattro cilindri capaci di sviluppare una potenza di 323 kw (440 cavallo) e una velocità di 25 kts (nodi). «Ci apprestiamo al varo di una pilotina costruita interamente in lega di alluminio che consentirà di avere una maggiore maneggevolezza - entra nel dettaglio il presidente -, con un ottima velocità e una sensibile riduzione dei consumi, stimabile in un buon 30%. Due particolarità di questa imbarcazione sono l estrema cura che è stata posta per il sistema di recupero degli uomini in mare anche in condizioni estreme e il fatto che possa soccorrere velocemente anche le imbarcazioni da diporto, visto che è omologata per navigare fino a 6 miglia dalla costa». La gru autocarrata «Terex», dotata di una trazione 4x4, ha una portata di 40 tonnellate e un braccio lungo 27,10 metri. Un motore Cummins B 5.9-C 4T fornirà la potenza di 113 kw. E stata costruita dalla Auto-Gru di Desenzano sul Garda. «Si tratta di una moderna gru a trazione integrale - spiega Samaritani - che ci permetterà di garantire un pronto intervento ai mezzi del Gruppo e all intera portualità». I.P.

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10 setteserequi 3 ottobre 2014 Numero 38 Dossier Porto 35 CROCIERE Intervista a Tiziano Samorè, presidente di Terminal: «Servizi all altezza. Più traffico dal 2016» «Il futuro di Ravenna sia una certezza» Elena Nencini Passata l estate, il settore crocieristico passa il momento più intenso della stagione e Tiziano Samorè, presidente Terminal Crociere, fa il punto della situazione. Come è andata l estate per le crociere? «L estate per il sistema crocieristico, per quanto riguarda la nostra attività, è andata molto bene, nel senso che l ospitalità è stata adeguata e il terminal crociere di Ravenna ha dimostrato di essere ancora una volta all altezza rispetto alle navi che hanno fatto scalo. Purtroppo ahimè - ma questo è un dato consolidato già da inizio stagione - il numero delle navi e quindi il numero dei passeggeri che hanno fatto scalo su Ravenna è diminuito. C è stata una diversa modalità di porsi: il sistema crocieristico ha impostato in maniera differente le proprie scelte anche a causa della situazione di Venezia che è il porto di ingresso principale dell Adriatico. Di conseguenza alcuni traffici sono stati deviati verso altri continenti. Inoltre permane il problema dell abbassamento dei fondali che hanno evitato di poter avere un afflusso maggiore. Non si tratta di un Christian Fossi «Siamo pronti ad investire sulle crociere, dobbiamo fare maggiormente rete con gli operatori, ma senza una seria promozione pubblica non andremo lontano. Inoltre non sono più rinviabili i lavori di approfondimento: non possiamo perdere l occasione di fare sbarcare qui parte del traffico diretto a Venezia. Noi siamo in grado e pronti per fare questo servizio». Così Maurizio Castagnoli, direttore del consorzio Coerbus attivo nel trasporto delle persone, illustra le prospettive di una parte importante dell indotto che gira attorno al mondo delle crociere. «Questo settore può avere un futuro importante - continua -, anche se il 2014 ha patito soprattutto per l assenza di fondali. A Ravenna le crociere potrebbero avere un ruolo economico molto rilevante, ma deve essere all altezza per il traffico delle merci e delle persone». Il fatto che gli arrivi e di conse- FOTO FIORENTINI problema che si è manifestato quest anno, lo conoscevamo, ma ha dato un risultato negativo degli attracchi e dei passeggeri che ci aspettavamo». Però ci sono state nuove navi e compagnie che hanno scelto Ravenna come scalo. «E vero, abbiamo avuto la possibilità di ospitare navi che non avevamo mai fatto scalo qui. Ci auguriamo che sotto questo aspetto - visto che le cose sono andate bene e c è stato un gradimento su quello che il Terminal passeggeri ha fatto nei con- fronti di questi armatori e navi -, ci possa essere, negli anni, un consolidamento in traffici. Se quest anno ci hanno provato, ci hanno testato e hanno visto come funziona la possibilità di fare scalo a Ravenna ci auguriamo - visti i risultati positivi - che CROCIERE Parla Maurizio Castagnoli, direttore del consorzio Coerbus «Pronti ad investire in questo settore, facciamo più rete con gli operatori» guenza i trasporti «siano stati dimezzati rispetto al 2013 non è frutto solo dei fondali, ma anche delle scelte fatte da parte degli operatori internazionali che diversificano le loro proposte - analizza Castagnoli -. Il pubblico deve fare promozione turistica e investire in infrastrutture. Come Coerbus, nel settore turistico abbiamo tenuto, grazie soprattutto ad un aumento di quello religioso che ha visto un COOPERATIVA PORTUALE RAVENNA RAVENNA Via Antico Squero, 6 Tel Fax deciso incremento da quando c è Papa Francesco. Ma molto di più possiamo fare sulle crociere». Dunque le prospettive ci sono e Coerbus è pronto a fare la sua parte. «Noi potremmo investire, ma questo possa rappresentare non più una scommessa, ma una certezza per quanto riguarda l imminente futuro. L impressione che ho io è che questa possibilità e opportunità che abbiamo esercitato non sia del tutto sufficiente a colmare quel vuoto che è stato lasciato in questi anni dalle varie compagnie». Le crociere si programmano di due anni in due anni, i primi lavori di escavo realizzati quest estate possono migliorare già il futuro? «Si, assolutamente. I lavori che sono stati fatti hanno sicuramente migliorato la situazione, oggi si tratta di avere costantemente aggiornate queste profondità in maniera che anche per il futuro possano rappresentare una certezza per il sistema crocieristico. Sicuramente questo migliora la situazione, ma non è del tutto sufficiente, anche se di fatto ci ha permesso di ospitare navi di un tonnellaggio assolutamente importante e dimostra che occorre ancora fare un passo in avanti, anche se siamo vicini al risultato finale. Ogni anno si riprogrammano i due anni successivi, nel 2014 si riprogramma il 2016, quindi il 2015 sarà ancora un anno difficile». il turista vuole il tutto compreso - propone il direttore -. Dobbiamo fare rete con gli operatori, come stiamo tentando di fare come capofila con il contratto di rete turistica con quelli di Cervia e Milano Marittima. Sempre più spesso sono richiesti pacchetti completi». Da un attesa all altra, Coerbus sta aspettando che esca la gara d appalto per il servizio di trasporto pubblico locale che continua ad essere effettuato in proroga «con le tariffe decise 10 anni fa con un po di copertura Istat che non rappresenta neppure minimamente l aumento dei costi - conclude -. Le tre agenzie della mobilità si dovevano unificare a maggio 2013, ma speriamo riescano entro i primi mesi del 2015, in modo da fare la gara entro la fine dello stesso anno. Noi siamo pronti a diventare partner Start Romagna, ad investire e a servire servizi di qualità, ma senza un piano industriale del socio pubblico è ovviamente impossibile».

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12 setteserequi 3 ottobre 2014 Numero 38 Dossier Porto 37 Corpo Piloti, il racconto del responsabile Roberto Bunicci: «Siamo in 22, lavoriamo 24 ore su 24» «Guidiamo le navi fino all ormeggio» Il Corpo Piloti del Porto di Ravenna è un ente regolato dallo Stato attraverso norme del Codice della Navigazione. Il 28 marzo 1953, è la data in cui, visto il crescente volume di traffico e considerata l oggettiva difficoltà del pilotaggio nel porto di Ravenna, viene costituita, con Decreto del Presidente della Repubblica, la Corporazione dei piloti del porto. In piena similitudine a quanto accade in tutti gli Stati marittimi, anche lo Stato Italiano, dimostra attraverso la disciplina al Cod. della Navigazione e del suo Regolamento, la necessità e la volontà di garantire il massimo livello di sicurezza a salvaguardia della vita umana, dei beni demaniali, delle strutture portuali e naturalmente dell ecosistema marino. La Corporazione è un istituto atipico in quanto esercizio di funzioni e di servizi pubblici, punto di riferimento utile alla collettività. Il servizio di pilotaggio è svolto dal Corpo Piloti del Porto e copre 24 ore al giorno per 365 giorni all anno. L origine storica del pilotaggio è molto antica. Bisogna tornare indietro fino all evo antico, quando al «Nauta», al quale era affidata la conduzione nautica, era raccomandato di servirsi del «proreta» quando le difficoltà lo richiedevano. Per capire esattamente quale sia la funzione di questa figura, ne parliamo con il Capo Pilota del Porto di Ravenna Roberto Bunicci. Qual è esattamente il compito del pilota del porto? «E quello di assistere il Comandante della nave durante la manovra di ormeggio e disormeggio o qualsiasi fase nella quale l Autorità marittima necessiti della figura del pilota in un determinato contesto. Fornisce tutte le informazioni utili al Comandante per stabilire i primi contatti e fornirgli le conoscenze di un luogo a lui sconosciuto. Proprio come una carta parlante, suggerisce le rotte da seguire e lo assiste nella determinazione delle manovre necessarie. Il servizio di pilotaggio è strettamente collegato con l Autorità Marittima, con la quale stabilisce lo svolgimento dei traffici marittimi e il coordinamento con gli altri servizi tecnico-nautici. In questo modo i traffici risultano più snelli e sicuri, minimizzando i tempi di attesa delle navi che devono approdare e partire». Come si svolge questo servizio? «Il pilota sale a bordo della pilotina (una barca costruita ed attrezzata per resistere alle condizioni più estreme) e raggiunge la nave. Sale a bordo attraverso la biscaglina e affianca il Capitano guidandolo fino al punto di ormeggio assegnato alla nave. All interno della Corporazione Piloti del Porto di Ravenna siamo 14 piloti, 5 conduttori di pilotine e 3 amministrativi». Quali sono le problematiche legate al porto di Ravenna? «Nella nostra realtà, alle difficoltà comuni di questo tipo di lavoro si aggiungono quelle locali; condizioni di nebbia nei periodi autunnale e invernale, mareggiate improvvise, forti correnti e ovviamente tutto ciò che comporta un canale navigabile stretto e soggetto a interramenti. I fondali massimi sono a quota a metri, consentendo così maggior profitto per tutte quelle navi che possono approdare con pescaggio fino a metri. Per le navi crociera, il problema è relativo maggiormente agli spazi piuttosto che ai fondali, ad esempio la Regal Princess lunga 330 metri e larga 39, ha un pescaggio di soli 8.40 metri a fronte di un altezza di 60 metri. Il problema si pone per le navi da carico, che necessitano di grande pescaggio. Anche perché riducendosi sempre più gli indici che regolano le rese di noleggio delle navi, c è la tendenza a fare vettori sempre più grandi che siano in grado di trasportare maggiori carichi per aumentare il profitto. In questo senso c è grande attesa per le opere di dragaggio che aumentando il pescaggio potranno consentire al Porto di Ravenna di diventare consolidare la leadership in Adriatico e scalare la classifica Nazionale». Quali sono le difficoltà maggiori che incontrate nel vostro lavoro? «Dobbiamo fare i conti con la generale e dilagante riduzione dei membri dell equipaggio a bordo delle navi e relativo inesorabile decadimento della qualità professionali di larga parte degli equipaggi. Troviamo spesso a bordo equipaggi stanchi, spesso di diverse Nazionalità, sfiancati dal ritmo della vita di bordo con organici così ridotti. Logico che chi può sceglie di cambiare e di conseguenza il nostro lavoro si fa più complesso». Quante navi transitano per il canale Candiano? «Circa navi al giorno per un totale di circa 850 prestazioni al mese. E un lavoro che svolgiamo quotidianamente con orgoglio ed abnegazione, consapevoli di essere protagonisti nella scena della Comunità portuale come operatori particolari, speciali osservatori del sistema porto nella sua funzionalità e sicurezza, anche quando le condizioni meteo marine si fanno complicate o in situazioni di emergenza». (m.l.)

13 AVVISATORE MARITTIMO srl Sede operativa: MARINA DI RAVENNA Viale Rismondo, 6 Tel Fax L Avvisatore Marittimo svolge servizio di informazione, coordinamento e promozione delle attività esercitate nell ambito portuale, ponendosi, in qualità di esercizio privato di funzioni e di servizi pubblici, quale punto di riferimento utile alla collettività. L Avvisatore Marittimo svolge il servizio di avvistamento, riconoscimento e segnalazione dell ora di arrivo, di partenza e di movimento delle navi mercantili, assistenza e segnalazioni alle navi in rada e agli ormeggi, nonché il servizio delle comunicazioni di carattere commerciale tra navi ed agenzie ed utenza in generale attinente ai traffici marittimi. L Avvisatore Marittimo gestisce la banca dati Setship in concerto con la Capitaneria di Porto di Ravenna. COOPERATIVA FACCHINI RIUNITI SOC. COOP. - CO.FA.RI. Via Bacci, 44 - RAVENNA Tel Fax Sezione traslochi: AL SERVIZIO DI CITTADINI E AZIENDE Traslochi nazionali ed internazionali con autocarri furgonati e attrezzature di sollevamento speciali (elevatori telescopici) Montaggio e smontaggio di pareti attrezzate, uffici ed allestimento fiere Magazzino per deposito mobili e arredi Magazzino per archiviazione e custodia documenti Personale specializzato per montaggio pannelli fotovoltaici Gestione magazzini e piazzali Piazzale e magazzino per deposito e stoccaggio merci UN AMICO FORTE PER TRASLOCHI E MOVIMENTAZIONI UNA SCELTA SICURA PREVENTIVI GRATUITI

14 setteserequi 3 ottobre 2014 Numero 38 Dossier Porto 39 Rilancio del progetto dell ingegner Antolini: tunnel sul Candiano e spostamento della Stazione Poter vedere la Darsena da piazza Farini «Vedere la Darsena da piazza Farini, spostare la stazione di 800 metri e costruire un tunnel ferroviario sul Candiano. Il mio progetto porterebbe un miglioramento ambientale e meno costi per i cittadini. Il Comune però non si è mosso in questo anno e mezzo, tanti complimenti, ma di concreto ancora nulla, perché, dicono, mancano le risorse. E dire che al ministero delle Infrastrutture ci aspettano». Adriano Antolini non molla, anzi, rilancia. Il progetto di assetto urbanistico dell ingegnere ravennate, ex direttore generale della Cmc, promotore del progetto Marmarica, ha presentato circa un anno e mezzo fa (giugno 2013) una soluzione di attraversamento ferroviario del Candiano con un tunnel di circa 0,8 km di lunghezza: affiancato al tunnel stradale che collegherà la Ss 67 alla rotonda dove confluisce la Romea Nord e la diramazione A14. Costo del progettone? Oltre 300 milioni di euro, di cui almeno 70 milioni a carico del pubblico (il Comune). Il progetto Antolini libererebbe quindi la città dalla tratta ferroviaria esistente da viale Europa alla punta Nord del Parco di Teodorico, collegando invece il porto nord con il porto sud attraverso il tunnel del Candiano che diverrebbe un tunnel stradale e ferroviario. Il disegno dell ex direttore della Cmc sposterebbe poi la stazione della ferrovia di circa 800 metri verso il Parco di Teodorico e libererebbe completamente la vista fra Piazza Farini e la darsena del Candiano con un ottima valorizzazione del nuovo spazio che diviene la porta al mare della città. Un altro aspetto positivo sarebbe quello di far risultare inutili i costosi e difficili sottopassi della ferrovia in via Molinetto e presso l attuale stazione, la Stazione Ferroviaria a Ponte e ne eliminerebbe i relativi inconvenienti per il traffico durante i lavori e a lavori ultimati, senza risolvere definitivamente i problemi della città e del porto. «Nessuno si muove - lamenta Antolini - non mi è mai arrivata una risposta ufficiale da parte del Comune, eppure anche il sindaco Matteucci ha apprezzato il piano generale. Non ci sono i soldi? Ma bisogna cercarli, di questi tempi poi». Per essere certo della realizzabilità tecnica del suo progetto, Antolini ha chiamato l Alpina di Milano, una delle società di ingegneria infrastrutturale più vivaci anche in questo momento di crisi. L Alpina progettò la diga di Ridracoli, gli acquedotti per la distribuzione dell acqua potabile alla Riviera romagnola ed alle città di Ravenna, Forlì e Rimini; è stata anche azionista di Alpina Acque del gruppo Romagna Acque, Società delle fonti di Forlì. L Alpina ha sviluppato, con ampie verifiche, il progetto di attraver- TRASPORTO MERCI CONFEZIONATE TRASPORTO MERCI ALLA RINFUSA E MOVIMENTO TERRA TRASPORTO GAS CRIOGENICI LOGISTICA INTEGRATA samento del Candiano con tunnel stradale, che è stato approvato in linea tecnica dal Comune di Ravenna il 11/03/2013 ed ha condotto le medesime verifiche per l affiancamento del tunnel ferroviario. Antolini analizza documenti ufficiali dai quali emerge che «il Comune di Ravenna disponendo di 70 milioni di euro potrebbe mobilitare oltre 230 milioni di finanziamenti privati previsti nel project financing per l attraversamento stradale del Candiano e gli altri firmatari del protocollo di intesa, Regione Emilia Romagna, Rfi, Fs Sistemi urbani ed Autorità portuale con 90 milioni di euro, meno di quanto previsto per le opere indicate nel Protocollo firmato il 24/06/2009 potrebbero mobilitare oltre 390 milioni di lavori da eseguirsi in cinque anni. Gli anzidetti Enti potrebbero inoltre beneficiare di 98 milioni derivanti dalla vendita delle aree che si rendono libere lungo i 3000 metri dell asse ferroviario che scompare». L Alpina dichiara che 390 milioni sono sufficienti per le opere previste nel progetto Antolini. «Svegliare una tale quantità di risorsa finanziaria che esiste nelle carte firmate, ma che non entra in circolo per varie e differenti incertezze, sembra il vero dovere da svolgere in questo momento di crisi e di attesa di candidatura di Ravenna per la capitale della Cultura Europea 2019 per troncare il lento declino di Ravenna che si protrae ormai da 30 anni. Nessun altra città concorrente potrà presentare a tal fine un progetto urbanistico più importante e utile in quanto questo risolve gli annosi problemi della città e del porto, per l ambiente, per il turismo e per la vita cittadina». SOCIETÀ COOPERATIVA Via Romagnoli, 13 - RAVENNA Tel Fax

15 Il principale Terminal Operator del Porto di Ravenna La SAPIR, costituita nel 1957 con il compito di progettare, realizzare e sviluppare il porto, è oggi a Ravenna il più grande Terminal Operator. Il Gruppo SAPIR gestisce aree operative di m con metri di banchine (fondali fino a 11,50 metri), collegate alla rete ferroviaria ed attrezzate con 21 gru con portate da 30 a 130 tonnellate; per lo stoccaggio delle merci sono disponibili m di magazzini, m di aree coperte e m di piazzali, nonché un parco serbatoi con una capacità complessiva di m Il Gruppo possiede un vasto parco mezzi operativi per le movimentazioni di piazzale e magazzino e per il trasferimento delle merci. I terminal sono stati studiati per offrire la massima efficienza nella movimentazione e nello stoccaggio di fertilizzanti, inerti, ferrosi, impiantistica, liquidi alimentari, merce a temperatura controllata e container, anche reefer. Oltre alle società terminaliste, Terminal Container Ravenna e Terminal Nord, fanno parte del Gruppo anche la Sapir Engineering, specializzata in servizi di ingegneria integrata, la Under Water Anchors, che dispone di tecnologie innovative per la realizzazione di tiranti subacquei, che consentono di consolidare banchine esistenti e renderle idonee per maggiori fondali, la Project Adriatica, attiva nei servizi IT e la Alliance Port Service, che si occupa di manutenzione e assistenza tecnica a mezzi operativi portuali. Dal 2001 tutte le società terminaliste sono certificate Qualità, ora in conformità alla norma UNI EN ISO 9001:2008. Nel 2004, prima fra tutti i terminal portuali italiani, SAPIR ottiene la certificazione di Sicurezza, aggiornata in base alla norma BS OHSAS 18001:2007; seguono nel 2008 e nel 2009 Terminal Nord e Terminal Container Ravenna. Questo risultato così importante ed impegnativo è il frutto dell esperienza maturata negli anni, a partire dalla creazione di un Sistema Gestione Qualità; l integrazione di questi due sistemi di gestione rappresenta una fonte di garanzia nei confronti dei Clienti e degli organismi preposti al controllo nonché un valido strumento per il miglioramento continuo del servizio e della salute e sicurezza sul luogo di lavoro. Il futuro, anche per il Porto di Ravenna RAVENNA - Via G. Antonio Zani, 1 Tel Fax sapir.it

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