PROPOSTE PER IL RECUPERO DI EDIFICI RESIDENZIALI PUBBLICI NEL QUARTIERE ROCCA TEDALDA A FIRENZE

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1 PROPOSTE PER IL RECUPERO DI EDIFICI RESIDENZIALI PUBBLICI NEL QUARTIERE ROCCA TEDALDA A FIRENZE F. Bazzocchi(*), V. Di Naso (*), S. Bertagni (*), E.Colonna (*) (*) Dipartimento di Ingegneria Civile dell Università di Firenze via S.Marta, 3, Firenze, Summary Sets in the Florence outskirts, the Rocca Tedalda district is an exemplary case of divergence among the originally projected complex and the following evolutions. The project by the architects Di Pietro and Cetica had to constitute a revenge occasion for the degraded district, above all in the oldest buildings. These expectations have not concretized, and those activities that had to offer a rising for the life of the district have soon had an important degrade both physicist how functional, so that actually these buildings are submitted to restoration. 1) Introduzione Questo caso studio si colloca all interno di una più ampia ricerca, coordinata dal Prof. Ing. Franco Nuti, riguardante i metodi e le tecniche per il recupero di quartieri moderni e contemporanei, interventi di edilizia residenziale pubblica in Toscana, che presentano attualmente disfunzioni e varie situazioni di patologia, la cui realizzazione ha permesso sperimentazioni di tipologie urbanistiche e tipi edilizi nuovi o derivati da altre realtà territoriali più all avanguardia, producendo in alcuni casi quartieri considerati poi come prototipi, che hanno rappresentato in modo significativo teorie, linee di pensiero e in qualche caso utopie urbanistico-architettoniche. In particolare questo lavoro riguarda il quartiere Rocca Tedalda a Firenze, ed in particolare l Unità d Abitazione progettata dal Prof. Arch. Gian Franco Di Pietro, dal Prof. Ing. Pier Angelo Cetica e dall Arch. Giovanni Giannini, che si configura come un caso sintomatico di divergenza fra i principi che hanno sotteso l idea progettuale primigenia e l utilizzo sociale che il quartiere ha avuto nel tempo, tanto che attualmente esso è sottoposto a interventi pubblici di manutenzione che, fra le diverse problematiche, tentano proprio di risolvere questo contrasto. Il quartiere, posto nella periferia sud-est di Firenze, ha raggiunto la sua attuale configurazione attraverso fasi successive, a partire dal 1954, quando l Amministrazione Pubblica comunale costruì una larga viabilità alternativa alla storica Via Aretina e un lotto di case popolari dette le minime di Rovezzano, comprese fra la nuova Via Rocca Tedalda e il tracciato della ferrovia. Il progetto, impostato su basi neorealistiche, degli architetti Cardini, Isotta e Bartolini prevedeva la realizzazione di edifici a schiera posti perpendicolarmente alla Via Rocca Tedalda. Nel 1957 e nel 1968 il lotto fu integrato da altri edifici, con progetto di Cardini, Cetica, Raspollini, Di Pietro e Lega Studenti Architetti e nel 1987 l architetto Gianfranco Di Pietro fu incaricato di sostituire le case minime del 54 e recuperare gli edifici del 57 e le torri da lui stesso progettate nel 68. Il progetto aveva l intento sociale principale di consolidare e creare nuove condizioni per l aggregazione sociale collettiva attraverso un impianto edilizio forte e razionale che integrasse residenza, laboratori artigianali, attrezzature commerciali e servizi sociali. Le aspettative di fatto non si sono concretizzate, alcuni servizi mai realizzati, e proprio quelle attività che dovevano offrire un rilancio alla vita del quartiere hanno conosciuto un forte degrado sia funzionale che fisico. In particolare il lavoro si è sviluppato a partire dalla lettura dell insediamento tramite l individuazione dei principali caratteri dell impianto distributivo e l analisi delle condizioni di fruizione degli spazi esterni ed architettonici. E stata studiata l organizzazione degli spazi

2 costitutivi degli edifici e determinate le proprietà relative alle tecniche costruttive e all uso dei materiali, anche tramite l ausilio della documentazione d archivio. Il fine della ricerca è stato così quello di comprendere le qualità intrinseche e di relazione del quartiere nel suo complesso, poiché riteniamo che l attenzione che si deve rivolgere alla qualità dello spazio architettonico preesistente nel suo insieme si costituisca come premessa essenziale per la formulazione di successive ipotesi progettuali. La ricostruzione della storia dell insediamento intesa come lettura puntuale dei processi tipologici e della loro evoluzione, ma anche dell intervento nella sua totalità, ci può guidare verso l individuazione di regole progettuali, alle quali riferirsi affinché vi sia congruenza fra le ipotesi di trasformazione e i caratteri della preesistenza. Abbiamo cercato inoltre di valutare quali fossero i fattori di degrado e a questo proposito sono state evidenziate le principali condizioni di patologia cercando di comprendere quanto queste siano state causate da errate scelte progettuali e/o di costruzione originarie, oppure determinatesi in tempi successivi, derivate da un adeguamento alle esigenze sociali, o più semplicemente connesse al naturale deperimento fisico dei componenti tecnologici. Abbiamo definito, in maniera sintetica e schematica, i tipi di degrado per classi omogenee di patologie riferendoci ai vari ambiti in modo gerarchico ovvero per l unità d abitazione: spazi pubblici/servizi, sistema dei percorsi meccanizzati/pedonali, parcheggi, spazi verdi; per gli organismi edilizi: sistema dell accessibilità, spazi di uso comune, alloggi e loro aggregazioni, subsistemi edilizi; per gli alloggi: organizzazione, distribuzione e spazi di pertinenza. Per il degrado funzionale, ci siamo riferiti al sistema ambientale, mentre per il degrado fisico a quello tecnologico, con la consapevolezza che quasi sempre essi non risultano essere chiaramente determinabili ma spesso strettamente connessi tramite relazioni molto più articolate e complesse di quanto ad un primo esame possano apparire. Molto di frequente, infatti, le situazioni patologiche possono derivare dalla somma di più fattori quali ad esempio errori o disattenzioni progettuali correlati ad errati interventi modificativi e contemporaneamente al degrado dei materiali. L analisi delle disfunzioni e delle trasformazioni del quartiere, correlata a quella dei caratteri tipologici originari può suggerirne le potenzialità di trasformazione, tenendo presente che la fisionomia del quartiere risulta essere molto forte e che la sua destinazione principale è difficilmente variabile. Riteniamo che il campo degli interventi possibili dovrebbe essere definito attraverso un attento processo d analisi, che in questo caso ha evidenziato la necessità di un recupero sia tecnologico che funzionale, che tuttavia si ponga con funzione principale quello di ripristinare gli obiettivi del progetto originale, ovviamente integrati e rapportati al nuovo quadro di esigenze dell abitare. Riteniamo che andrebbero individuate modalità, tipologie e tempi d intervento finalizzati a guidare le trasformazioni possibili e la manutenzione delle parti pubbliche, condominiali e degli spazi privati. Riteniamo quindi che sia necessario governare la modificazione affinché le operazioni di recupero/ristrutturazione non stravolgano i principi regolatori che hanno sotteso la progettazione del complesso edilizio, attenendosi al principio generale della chiara riconoscibilità e reversibilità, definendo caso per caso le regole di delimitazione degli ambiti possibili sia degli interventi pubblici che di quelli privati. 2) L unità d abitazione L unità di abitazione fu realizzata dall impresa Co.Inco s.r.l per l Assessorato alla Casa del Comune di Firenze in forza della L. 94/1982. L intervento prevedeva la demolizione delle case minime e la sostituzione con 8 edifici a funzione prevalentemente residenziale, con presenza anche di laboratori artigianali al primo piano, accoppiati a formare 4 pettini principali (isolato A, B, C, D), posti ortogonalmente alla viabilità principale, Via Rocca Tedalda, verso la ferrovia e un cuore di servizi posto centralmente e parallelamente ad essi (isolato E), il tutto ad individuare 5 complessi edilizi principali (fig.1). Rispetto al blocco edilizio centrale E, ospitante in progetto numerose funzioni, con prevalenza di quella commerciale, gli edifici e il sistema della viabilità e dei percorsi si sviluppano secondo un asse di simmetria longitudinale al corpo di fabbrica del centro commerciale, individuando 2 racchette viarie costeggianti il suddetto blocco e 2 viabilità carrabili di penetrazione a servizio

3 di 2 aree di parcheggio pubblico, poste sul retro degli edifici a lambire la linea ferroviaria. Nel progetto originario le 2 viabilità capillari laterali al centro commerciale si sarebbero dovute attestare su una piazza pavimentata attrezzata posta sul retro dell edificio, a lambire un area di verde pubblico, mai realizzate, mentre attualmente queste 2 strade si ricollegano con la viabilità che costeggia, adiacente e parallela alla ferrovia, tutti gli edifici sul retro. Nel progetto inoltre sulla piazza si sarebbe dovuto affacciare anche un centro sociale/asilo nido. Sostanzialmente il progetto, che riguardava un area di circa 21000mq per una superficie coperta di circa 7000mq, di cui 1800mq destinati a funzioni commerciali e attività collettive, aveva previsto una unità d abitazione di grande forza compositiva che si esprimeva soprattutto nell articolazione dei percorsi pedonali a raso e in quota, pensati in progetto con diversi tipi e gerarchie di fruizione, in parte disattese nell uso effettivo nel tempo, e nel complesso sistema degli accessi. Ciò tendeva con estrema evidenza ad aggregare la vita sociale del quartiere e a favorire i rapporti con un sistema di servizi integrato alle residenze. Infatti principalmente attraverso blocchi scala posti sulla Via Rocca Tedalda, sulle testate comuni, ma anche da altri corpi scala, si accedeva ai ballatoi di distribuzione collettiva per le residenze ed in particolare, al secondo livello, a un doppio percorso, anch esso utilizzato come ballatoio, che adduceva ad un percorso complanare trasversale all insediamento. Tale percorso, parallelo alla viabilità principale, tramite 4 passerelle metalliche sovrastanti le strade di servizio agli edifici, convergeva sul centro commerciale e nello specifico su un piazza a quota che si veniva a configurare come il nucleo di tutto l insediamento (fig.4). Da questa piazza il progetto prevedeva di accedere ad una passerella, poi mai realizzata, di sovrappasso della Via Rocca Tedalda in modo tale da connettere, con un percorso pedonale in sede propria, l insediamento con il quartiere verso l Arno. 3) Gli organismi abitativi Gli organismi A, B, C e D si organizzano specularmene rispetto all asse di simmetria longitudinale al doppio corpo di fabbrica, chiamato E, del centro commerciale. Gli edifici B e C, più vicini ad E risultano a maggiore sviluppo planimetrico e volumetrico (13562mc), mentre sono più ridotti i blocchi A e D (11603mc). Prendendo come riferimento l asse di simmetria, coincidente con il percorso principale portante dell insediamento, posto a raso ed in quota, che presenta una larghezza a terra uniforme di 6.10m fra gli edifici residenziali, sostanzialmente le 2 tipologie si differenziano per la presenza di 2 moduli in più, corrispondenti con le cellule abitative, negli edifici B e C. Tutti gli edifici invece, pur presentando a coppie una diversa articolazione volumetrica, si innalzano fino ad un massimo di 6 piani fuori terra per un altezza di 18,15m. Per brevità descriviamo uno degli edifici B e C ed in particolare quello denominato Isolato 2 nel progetto esecutivo (fig.2). L edificio è composto da 2 corpi di fabbrica principali con tipologia a ballatoio, realizzati con tinteggiature di colore giallo chiarissimo, che si fronteggiano a formare una sorta di galleria a cielo aperto centrale. In corrispondenza di questa, dalla Via Rocca Tedalda, si accede agli edifici attraverso un portale evidenziato da pilastri circolari di colore blu, ciò prima degli interventi di recupero in corso che hanno uniformato i colori con un giallo intenso. Gli edifici sono caratterizzati da una forte articolazione volumetrica ottenuta attraverso logge, rientri ed in particolare attraverso sia i ballatoi di distribuzione agli alloggi che mediante i percorsi in quota di connessione trasversali, che ad alcuni piani risultano occupati da volumi in modo tale da creare un gioco elaborato di vuoti e di pieni. In particolare i ballatoi, partendo dal basso verso l alto dell edificio, si arretrano scavando i corpi di fabbrica a discapito della profondità degli alloggi, in modo tale da migliorare le condizioni di luce naturale dello spazio e dei prospetti centrali dei piani più bassi. I collegamenti verticali sono garantiti: da una scala a tenaglia sulla Via Rocca Tedalda che permette conduce fino al secondo piano; da un vano scala con ascensore di servizio fino al quarto piano, posto in corrispondenza del percorso centrale trasversale; da un ulteriore vano scala con ascensore, posto nella parte terminale a servizio di tutti i 6 piani fuori terra del blocco. Anche dalla distribuzione e morfologia dei collegamenti verticali, oltre che dall articolazione dei percorsi pedonali, emerge con estrema chiarezza la

4 volontà dei progettisti di assegnare un ruolo fondamentale al percorso posto al secondo piano, obbligando anche attraverso l organizzazione del sistema dell accessibilità a convergere verso il centro degli edifici e da qui, tramite le passerelle aeree, giungere al centro commerciale, fulcro del quartiere. Gli edifici risultano comporsi attraverso la ripetizione di moduli tipologici e strutturali di larghezza 6.35m in asse, corrispondenti agli alloggi o aggregati a formare appartamenti di dimensione maggiore, per un totale di 6 diversi tipi di alloggio. Le dimensioni dell edificio sono 66,20m di lunghezza e 25m di larghezza complessiva. Il corpo di fabbrica è tripartito in entrambe le direzioni. Longitudinalmente al centro si trova un percorso a raso, largo 3.6m, di percorrenza pedonale a partire dall ingresso principale che permette di uscire verso la ferrovia e di accedere agli alloggi posti al piano terra e ai corpi scala. Lateralmente a questo percorso si trovano i 2 corpi edilizi delle residenze, trasversalmente in posizione centrale vi è invece un altro percorso a terra, destinato in progetto, oltre che ad ingressi secondari dalle viabilità capillari di servizio, anche al deposito di biciclette. La presenza del percorso trasversale, sia a terra che in quota fa sì che l edificio risulti composto da 4 porzioni distinte, 2 delle quali formate da 4 moduli tipologici (entrambe a 4 piani) e 2 composte invece da 5 moduli (con una porzione a 4 piani ed una a 6). Gli alloggi del piano terra, sia dei corpi a 4 che a 6 piani, sono di piccolo taglio, per 2 persone, tutti presentano ingressi principali dal percorso longitudinale centrale e uscite sui prospetti longitudinali opposti, attraverso logge adiacenti a piccole pertinenze private. Nei blocchi edilizi a 4 piani gli alloggi al piano terra sono tutti uguali, per 2 persone, e dotati di una loggia sul retro, che permette l uscita su un piccolo spazio aperto pavimentato privato. Nel blocco edilizio a 6 piani (5 moduli) la distribuzione degli alloggi, per 2 persone, è quella tipica della residenza a ballatoio; la loggia in questo blocco risulta di minor dimensione a vantaggio dell ampiezza degli spazi interni dell appartamento. Al piano primo la distribuzione agli alloggi avviene dai ballatoi che, in corrispondenza della divisione di ciascun modulo, sono connessi da strette passerelle trasversali. In corrispondenza invece del percorso trasversale centrale questa porzione è occupata in parte dal vano scale/ascensore e da 2 laboratori artigianali. I ballatoi sovrastano gli alloggi del piano inferiore a detrimento quindi della profondità del corpo di fabbrica destinato agli alloggi, che quindi risulta inferiore. A questo piano gli alloggi sono di 2 tipi: alloggi per 5 persone, che comprendo 2 moduli, e alloggi per 2 persone con lievi variazioni distributive rispetto a quelli del blocco a 6 piani al piano terra. Anche al secondo piano i ballatoi arretrano rispetto allo spazio centrale, che diventa di conseguenza di dimensioni maggiori, da questo piano si accede inoltre alle passerelle di collegamento fra i vari edifici. A questo piano gli alloggi sono tutti uguali, i moduli tipologici sono occupati dalla zona giorno di duplex che prevedono la zona notte al piano superiore. I volumi prospettanti i fronti su strada si invertono rispetto ai piani inferiori: lo spazio destinato al soggiorno occupa i vuoti delle logge inferiori, mentre piccole logge sovrastano i pieni sottostanti. Al piano terzo non vi sono i ballatoi ma su di essi solo piccole logge sovrastanti gli ingressi degli alloggi al piano secondo in quanto a questo piano si distribuisce la zona notte degli alloggi per 4 persone. Al piano quarto si eleva solo uno dei blocchi edilizi: agli alloggi si accede tramite un ballatoio che si sviluppa dal collegamento verticale posto centralmente, anche questi appartamenti sono duplex con zona giorno organizzata sostanzialmente come quella del piano secondo. Al quinto piano si trova la zona notte dei duplex previsti in questo caso per 5 persone, in quanto il corpo di fabbrica si amplia verso l interno dell edificio sovrastando completamente il ballatoio inferiore. I prospetti, così come anche nel centro commerciale, sono di grande vigore espressivo, accentuati da un alternarsi ritmato di vuoti, porzioni murarie, sbalzi, aperture di dimensione diversa. Il linguaggio è elaborato e strutturato ma al contempo semplice nella definizione di volumi ritagliati, puliti, senza cornicioni aggettanti, porzioni inclinate, la semplicità è perseguita anche nell uso dei materiali principali: intonaci chiari, c.a. faccia a vista dei balconi in aggetto, ringhiere metalliche, cotto delle pavimentazioni esterne. Purtroppo questo rigore linguistico è stato modificato dai lavori manutentivi, più avanti trattati.

5 La struttura è a telai prefabbricati del sistema tipo K, realizzati dalla Toscana Soltravi di Pisa, con travi portanti in spessore poste trasversalmente ai corpi di fabbrica in corrispondenza della scansione modulare. Le fondazioni sono a travi rovesce in opera con porzioni di platea, le scale anch esse prefabbricate, i solai a terra del tipo Varese a formare un intercapedine, i solai di piano tipo predalles, i tetti piani non praticabili con guaina verniciata utilizzata anche come elemento di finitura e piccolo parapetto coperto con una scossalina in pvc, la parete esterna a cassetta tradizionale completamente inserita e quindi complanare al filo esterno della struttura. 4) Il centro commerciale Il centro commerciale nel progetto Il centro commerciale realizza una doppia cerniera, sia a quota stradale che a livello dei ballatoi in corrispondenza del secondo piano, nei confronti dei percorsi pedonali che si individuano all interno dell intero quartiere. L edificio si sviluppa per 6 piani fuori terra nella sua parte più alta. A livello distributivo il corpo di fabbrica presenta caratteristiche di estrema chiarezza, seppur impostate in un articolazione spaziale e funzionale che mette in relazione le varie tipologie di destinazioni d uso sia con percorsi sia orizzontali che verticali. L intervento è infatti caratterizzato da un percorso longitudinale al piano terreno interamente coperto che, dall accesso principale posto sul fronte che si affaccia su via Rocca Tedalda, sfocia in una piazza coperta situata nella porzione posteriore, che a sua volta si apre sull area destinata a parcheggio prospiciente la linea ferroviaria, e da un percorso trasversale a livello del secondo piano che collega le passerelle di connessione fra i vari blocchi residenziali tramite una piazza centrale comune. Lo stesso percorso trasversale si ripropone al piano terra, permettendo di mettere in diretta connessione il percorso privato del piano terreno con i porticati per deposito cicli con la piazza coperta. I collegamenti verticali ai piani superiori sono localizzati ai 2 estremi della stecca, a diretto contatto con la viabilità pedonale esterna, e in una posizione intermedia a lato del locale destinato a bar-ritrovo. Planimetricamente il corpo di fabbrica si sviluppa su di una griglia con passo regolare di 6.35m nel senso longitudinale, mentre in senso trasversale si individuano 5 fasce di larghezza variabile, simmetricamente disposte rispetto all asse centrale di percorrenza largo 5m, di larghezza pari a 7.10m quella più esterna, e 3.75m quella intermedia. Tale griglia si ripete ad ogni piano, con un progressivo incremento dei vuoti rispetto ai campi edificati, con interpiani ciascuno pari a 3.00m. Le destinazioni d uso del complesso sono molteplici: al piano terra sono localizzati 8 negozi con mezzanino, un bar-ritrovo che si articola fino al secondo piano, e 3 botteghe. Al primo piano si trovano invece, oltre ai mezzanini dei negozi, le zone notte di 3 appartamenti duplex i cui accessi sono situati al secondo piano (fig.3). Dal secondo piano l intero fabbricato è destinato ad alloggi, ad esclusione della porzione del bar-ritrovo che si affaccia sul secondo piano. Infatti, il complesso centrale dell intervento si relaziona con gli altri blocchi edificati divenendo il fulcro della viabilità pedonale a quota +6.00, attraverso le passerelle di collegamento che rapportano i blocchi residenziali facendoli idealmente convergere verso il punto principale di aggregazione che è, appunto, la piazza coperta. In questo senso, quindi, il bar che si articola a partire dal piano terra per aprirsi al secondo piano diviene elemento di forte valenza simbolica, elemento di cucitura fra piazza sopraelevata e piazza coperta. Le unità funzionali del centro commerciale Escludendo gli spazi comuni come le piazze ed i percorsi, si distinguono nel centro commerciale le seguenti unità funzionali: residenze, negozi, botteghe, bar-ritrovo. Le residenze si articolano in 13 alloggi di tipo duplex, che si dividono in 2 tipologie diverse, ed un alloggio di tipo simplex. Tutti gli alloggi hanno piante complessivamente di tipo rettangolare, se non in alcuni casi per ricavare una loggia di ingresso. Il primo tipo di alloggio duplex comprende appartamenti di circa 75 m 2 per 3 persone, organizzati con zona giorno al piano di ingresso e zona notte al piano superiore, ad esclusione dei 3 appartamenti che si trovano sopra le botteghe, per i quali la zona notte si trova al piano inferiore rispetto all ingresso. Gli altri alloggi di tipo duplex presenti sono di superficie maggiore, e destinati ad

6 accogliere fino a 5 persone. Complessivamente, la superficie interna è pari a circa 94 m 2 ; come nel caso precedente, con zona giorno al piano di ingresso e zona notte al piano superiore. Una particolare attenzione merita il fatto che l alloggio presenta finestrature su tutti e 4 i lati. L alloggio di tipo simplex, invece, è di dimensioni nettamente più piccole, ed è destinato ad accogliere una sola persona. Complessivamente si sviluppa su circa 40 m 2 di superficie interna. In tutte le tipologie la distribuzione risulta essere molto razionale e minimizzati gli spazi di disimpegno. Come detto, in una porzione del piano terreno e del primo piano si sviluppano una serie di ambienti destinati a negozi. Nelle volontà progettuali iniziali erano stati individuati 8 locali, disposti in 2 blocchi da 4 che si affacciano sul percorso coperto che porta da Via Rocca Tedalda alla piazza coperta, ciascuno dei quali articolati in un piano terra di circa 10m di profondità per 6.35m di larghezza, ed un piano mezzanino che, arretrandosi di 3.70m rispetto al fronte di ingresso interno, crea un doppio volume in corrispondenza di ciascuna unità. L illuminazione dei locali avviene dalle vetrate poste sui fronti stradali esterni, e da una serie di porzioni di muratura realizzata in mattoni di vetro. Al piano terra si trovano inoltre anche 3 locali destinati a botteghe artigiane, direttamente affacciati sulla piazza interna. Ciascuna bottega, di circa 43 m 2, si articola in uno spazio principale e 2 ambienti secondari. Infine, l ultima unità funzionale è il bar-ritrovo, che si articola su 3 livelli, permettendo un accesso sia dal piano terra dalla piazza coperta che dal secondo piano dalla piazza sopraelevata. La distribuzione verticale tra i vari piani avviene attraverso una scala interna. Il centro commerciale oggi Rispetto alle previsioni progettuali, l utilizzo del fabbricato ha subito nel tempo una serie di modificazioni, che in generale non hanno interessato gli alloggi. Il progetto originario, infatti, tentava di dare una forte connotazione di aggregazione sociale al quartiere tramite il suo elemento centrale, attraverso da un lato l inserimento di attività commerciali e artigianali che avrebbero dovuto favorire un dinamico utilizzo degli spazi e contemporaneamente fornire alla zona una serie di servizi altrimenti assenti, e dall altro creando dei percorsi comuni sia a livello del secondo piano che a livello del piano terra; i due livelli di percorsi avrebbero dovuto essere collegati, oltre che dai corpi scala principali, dall elemento socialmente maggiormente aggregante, il bar-ritrovo. Fra l altro, la prevista ma non realizzata passerella pedonale, che avrebbe dovuto scavalcare Via Rocca Tedalda dal secondo piano verso il complesso scolastico adiacente, sottolinea la visione del quartiere che vive la sua vita sociale e di aggregazione ad un livello superiore a quello stradale. L evoluzione del quartiere ha però disatteso pressoché totalmente la volontà progettuale iniziale. Innanzitutto, metà degli ambienti originariamente destinati a negozi oggi sono occupati da un ufficio postale e un centro per attività sociali giovanili, mentre la rimanente metà è ad oggi inutilizzata. Anche per quanto riguarda le botteghe si ha una sostanziale modificazione di utilizzo, essendo in parte occupate dalla sede di una associazione di tipo onlus, ed in parte inutilizzate. Infine tutto il volume destinato a bar-ritrovo versa in stato di abbandono, e ad oggi è del tutto inutilizzato. Gli interventi messi in atto dall Amministrazione Comunale hanno compromesso il sistema dei percorsi al secondo livello, togliendo così allo spazio centrale la sua caratteristica di piazza sopraelevata e facendola diventare in pratica una corte pertinenziale per gli alloggi che su di essa si affacciano. Lo spazio coperto al piano terreno è così divenuto, a livello distributivo, una normale galleria commerciale che non ha alcuna connessione diretta con il quartiere, se non gli ingressi sui fronti stradali, senza però averne le qualità in termini formali e di destinazioni d uso degli ambienti. Fra l altro, anche l organizzazione dello spazio destinato a bar-ritrovo su 3 livelli perde senso, affacciandosi il livello più alto su di uno spazio che, da collettivo che era, è diventato pertinenziale. 5) Trasformazioni e degrado Pur di recente realizzazione il complesso di Di Pietro e Cetica presenta già oggi una serie di consistenti modificazioni che ne hanno alterato in misura rilevante ed evidente l impostazione formale nonché l assetto distributivo, specialmente a scala di quartiere. La recente campagna di manutenzione straordinaria ha teso all eliminazione dei problemi e del degrado

7 manifestatisi nei passati 20 anni. E quindi possibile analizzare in un quadro sinottico sia i problemi e le patologie evidenziatesi che le contromisure adottate dall Amministrazione. Alcune delle trasformazioni promosse, molte delle quali intervenute per fare fronte ad una fenomenologia di degrado, sono attribuibili a processi di alterazione dell originale sistema ambientale-funzionale; altre trasformazioni sono invece imputabili a rimedi posti al deterioramento fisico che ha colpito in particolare l involucro dei fabbricati. Trasformazioni e degrado del sistema ambientale Uno dei principali fenomeni di degrado ambientale ha per oggetto l originaria impostazione distributiva e di fruizione dell intero insediamento: per questa l uso e l evoluzione del costruito hanno dimostrato il fallimento delle ambiziose idee progettuali che vedevano nella complessa rete di percorsi e collegamenti, incentrata sulle attività del centro commerciale, la possibilità per sviluppare quella buona socialità di cui il quartiere aveva bisogno. La motivazione di questo fallimento va ricercata nella defunzionalizzazione, nella mancata realizzazione degli spazi destinati ad attività sociali e commerciali e nella sempre maggiore privatizzazione dello spazio comune, dovuta alla ritrosia dell utenza nei confronti della collettivizzazione degli spazi. Queste forme di promiscuità infatti, sono percepite dai residenti come veicoli di possibile delinquenza e di perdita di privatezza. Un fenomeno di alterazione dell originale impianto formale del progetto riguarda i ballatoi delle residenze e gli accessi principali tramite le scale su Via Rocca Tedalda: tutti questi percorsi, infatti, sono stati coperti durante i recenti lavori, mediante un sistema di tettoie metalliche, la cui realizzazione non è motivata da un deficit progettuale, ma va ricercata nell adattamento del sistema ambientale alle esigenze dell utenza. In conseguenza di ciò è possibile notare la sostanziale mutazione morfologica della galleria all interno degli isolati residenziali: lo spazio centrale è diventato più chiuso ed involuto, favorendo l uso semiprivato dei ballatoi e filtrando maggiormente gli accessi ai singoli alloggi. Sono stati coperti anche i balconcini dei duplex al terzo piano, con una soluzione curvilinea del tutto sconosciuta nella composizione originaria del progetto (fig.5, fig.6). Alle sopra descritte trasformazioni progettate si accompagna poi tutto un substrato di alterazioni nate per iniziativa autonoma degli utenti. In particolare le logge sono state chiuse in parte o totalmente con una diffusa gamma di soluzioni, in un risultato finale esteticamente degradante e deviante rispetto ai canoni fondanti il progetto originario. Se per le logge al piano terra spesso le cause sono da attribuire ad una ricerca di maggiore sicurezza, le motivazioni che ai livelli superiori inducono alla chiusura vanno ascritte alla volontà di recuperare ulteriori spazi utili. In questo ultimo caso il degrado è imputabile ad un insufficiente controllo da parte dell Ente Gestore (fig. 7). Degrado del sistema tecnologico Per quanto attiene all impianto tettonico generale, esso pare aver tenuto alla prova del tempo, specie in relazione alla semplicità ed all economia dell investimento. Alcuni fisiologici ammaloramenti degli intonaci, delle opere di carpenteria metallica leggera, di alcune porzioni di pavimentazione e di limitate parti di c.a. facciavista, rientrano nei programmabili e fisiologici ammortamenti manutentivi di una costruzione con quelle caratteristiche. Ciò anche in relazione all impianto formale originale, essenziale e purista, che non prevedeva sporti di gronda e coperture a protezione delle facciate. Uno dei più evidenti deficit costruttivi originari va ricercato nell isolamento delle superfici orizzontali esposte. Nel progetto costruttivo la copertura piana appare isolata solamente mediante un getto alleggerito di vermiculite dello spessore medio di 10cm, che costituisce al contempo la formazione delle pendenze. E evidente che l isolamento termico così ottenuto sia risultato insufficiente. A ciò si è posto rimedio con interventi successivi (fig.8). Un ulteriore deficit di isolamento risulta persistere ancora in corrispondenza dei ballatoi dei piani primo e secondo, che corrono al di sopra di ambienti residenziali: risulta assente l isolamento termico interposto fra solaio e pavimento, con il conseguente rischio di fenomeni di condense e la rilevante trasmittanza di quella porzione di involucro (K=1.68 W/m 2 K). In contrapposizione al grado di isolamento delle superfici orizzontali, l isolamento di facciata come da progetto

8 risulta abbastanza convincente, se lo si inquadra nell epoca e nell economia generale della realizzazione. Il tamponamento pluristrato presenta buone prestazioni termiche, anche se non sono stati affatto curati i dettagli dei possibili ponti termici in corrispondenza della testata degli orizzontamenti. Gli interventi di recupero realizzati Gli interventi promossi nella recente campagna manutentiva comprendono un ampio spettro di lavorazioni in un insieme sistematico di opere che cercano di rispondere quasi complessivamente agli stati di degrado evidenziatisi su tutti gli edifici, con l esclusione degli spazi privati (come ad esempio, relativamente alla chiusura delle logge) dove non si è in alcun modo intervenuti. Il quadro seguente riporta sinteticamente una classificazione ed una descrizione degli interventi. categoria di intervento descrizione sintetica cause/motivazioni Manutenzione straordinaria delle coperture Realizzazione di un sovra-tetto in pacchetto sandwich, con funzione impermeabilizzante ed isolante. Deficit progettuale inerente l isolamento della copertura. Rinnovo dell impermeabilizzazione (fig. 8) Realizzazione coperture su ballatoi, balconi del piano terzo e vani scala. (edifici residenziali) Chiusura, mediante infissi in alluminio, di parte dei ballatoi del piano quarto. Ripristino delle pavimentazioni esterne Realizzazione di rivestimento a cappotto. Ripristino delle opere in ferro (parapetti, e recinzioni). Smantellamento delle passerelle di collegamento degli isolati a quota +6.00m. Installazione di coperture in struttura metallica e manto in lamiera grecata di color rame. Nuove lattonerie di rame. In corrispondenza delle nuove installazioni rimozione delle originarie tettoie di copertura degli accessi ai ballatoi del piano primo e delle coperture in plexiglass delle scale sulla Via principale (installate successivamente alla costruzione). Posa in opera di serramenti in alluminio anodizzato colore nero e plexiglass a chiusura dei ballatoi al piano quarto (lato sud e nord). Rinnovo dei massetti, delle impermeabilizzazioni e dei pavimenti in cotto. Nuovo rivestimento a cappotto. L intonaco esistente non è stato rimosso (in quanto ancora sufficientemente aderente) e su questo sono stati applicati pannelli di polistirene (30mm) a bassa densità mediante incollaggio continuo e fissaggio puntuale. Finitura esterna mediante due stati di rasatura a base cementizia. Riparazione o sostituzione parziale delle opere in ferro. Verniciatura con smalto ferro-micaceo nel colore originale. Dopo essere state rese inaccessibili mediante transennature e recinzioni, sono state definitivamente rimosse le passerelle originali. Richiesta di maggiore fruibilità degli spazi collettivi a filtro di quelli privati. Viene così aumentata la durabilità del sistema involucro e delle finiture esterne (fig. 5 e 6) Eccessiva esposizione agli agenti atmosferici dei livelli più alti. Degrado delle originali pavimentazioni (rotture, distacchi dal sottofondo, alterazioni cromatiche). Degrado fisico degli intonaci originari. Esfoliazione, in alcune zone, della pitturazione di facciata. Miglioramento delle prestazioni termo-igrometriche (fig. 8). Esposizione agli agenti atmosferici e l assenza di manutenzione ordinaria. Mancato utilizzo delle passerelle e volontà di interrompere i collegamenti pubblici in quota (fig. 4) 6) Proposte per gli interventi di recupero Si ritiene necessario proporre una serie di interventi che potrebbero riportare l unità d abitazione ad una configurazione che rispetti le iniziali intenzioni progettuali, recuperandone il valore ma adattandola al contempo ai modi dell abitare odierno e risolvendo le maggiori problematiche di degrado tecnologico. Di seguito si illustrano i principali interventi individuati, che si riferiscono alla scala dell unità d abitazione, degli organismi edilizi e degli alloggi: - Recupero del sistema dei percorsi collettivi ed in particolare delle passerelle di collegamento con il centro commerciale. Riteniamo indispensabile il recupero dei percorsi collettivi, che in gran parte risultano amputati dalla scelta effettuata dall Amministrazione Comunale di rimuovere le passerelle di collegamento verso il centro commerciale. Le passerelle rappresentano infatti un elemento fondante per il progetto sia dal punto di vista formale che per il ruolo che rivestono, che potrebbe essere riabilitato attraverso politiche opportune. - Recupero del ruolo del centro commerciale. Riattivando le funzioni non residenziali dell edificio si riaffermerebbe il suo ruolo di fulcro del quartiere. Nei molti fondi liberi potrebbero essere allocate attività no-profit come asilo nido, delegazioni di quartiere, consultori, sedi di associazioni assistenziali. Le residenze del centro potrebbero essere assegnate con canoni agevolati a giovani artisti, aziende o studi professionali. Potrebbero stabilirsi così le condizioni per la riapertura del bar e per la riattivazione dei percorsi in quota.

9 - Recupero del sistema delle tre piazze (aperta, coperta, sopraelevata). Nella direzione di identificare la piazza coperta del centro commerciale come il nucleo aggregante di tutto il quartiere, dovrebbe essere riconsiderata la funzione e l organizzazione del bar rispetto alla situazione attuale. Per rendere alla piazza sopraelevata dignità come elemento di aggregazione dell unità d abitazione potrebbe essere predisposta una perimetrazione che separi lo spazio centrale, da considerarsi pubblico, nei confronti di una serie di percorsi perimetrali, da considerarsi pertinenziali agli alloggi; inoltre si dovrebbe collegare lo spazio pubblico così ricreato alla piazza all aperto, presente in progetto sulla parte retrostante l edificio, che funzionalmente ben si collega con la piazza coperta. - Riassetto delle zone tergali dei giardini e dei parcheggi. La fascia sul retro degli isolati verso la ferrovia appare oggi non sfruttata. Tramite il disegno di spazi di aggregazione e di allestimento temporaneo si potrebbe facilitare l organizzazione di eventi e spettacoli che permetterebbero all intero quartiere nuove opportunità, ponendo il centro commerciale come cerniera fra la viabilità ed il verde attrezzato. - Miglioramento delle condizioni ambientali della galleria del centro commerciale. La galleria commerciale al piano terra soffre di una situazione di scarso illuminamento anche in conseguenza della presenza sul fronte di ingresso di alte alberature. L illuminazione che proviene dai lucernari posti al secondo piano è totalmente insufficiente, per cui essi dovrebbero essere riprogettati per consentire una maggiore illuminazione naturale. Inoltre risulta necessario lo studio di un sistema di illuminazione artificiale finalizzato a dare risalto allo spazio della galleria e agli ingressi dei negozi. - Rivisitazione delle scelte progettuali delle recenti coperture dei ballatoi e delle scale di testata. Appare evidente che il disegno delle nuove coperture ed in modo particolare quelle inclinate delle scale della testata principale, pur attenendosi al principio della riconoscibilità e reversibilità, abbia stravolto l intervento, pur permettendo percorrenze funzionali al coperto. A nostro parere andrebbero realizzate coperture più adatte al contesto con l adozione di un disegno essenziale che richiami quello delle passerelle metalliche, con coperture in vetro, trasparenti e meno invasive. Certamente l eventuale copertura delle scale di testata dovrebbe lasciare intravedere dalla Via Rocca Tedalda il sistema dei ballatoi e dei ponti di collegamento, che costituisce un importante punto di forza della composizione originaria, anche in relazione alla sua efficace simbiosi con lo schema distributivo. - Uniformazione delle chiusure delle logge. Sarebbe opportuno individuare procedure che permettano di organizzare una campagna di interventi volti al recupero delle logge ad oggi indebitamente chiuse in tutto od in parte. fornendo agli utenti un abaco di interventi possibili, soluzioni-tipo alle quali attenersi rigidamente. - Eliminazione dei cornicioni e scossaline in rame e recupero dei colori originari. Questi nuovi componenti inseriti nel recupero oggi in corso alterano fortemente le caratteristiche formali dell intervento. Riteniamo che si sarebbe dovuto consolidare il c.a. faccia a vista ed eventualmente inserire unicamente un cornicione a protezione della testata, di ridotta dimensione, disegno essenziale e colore analogo all originaria scossalina in pvc. Andrebbe inoltre ripristinato il colore chiaro delle tinteggiature e il blu dei pilastri con carter metallico dei portali sulla Via Rocca Tedalda. BIBLIOGRAFIA V. Savi: Quartiere residenziale Rovezzano, Firenze, in Domus n.708, settembre 1989, pp S. Stucchi: Quartiere residenziale Rovezzano a Firenze, in Industria delle Costruzioni, vol.24 n.230, dicembre 1990, pp I par. 1 e 2 sono stati redatti da F.Bazzocchi; il par. 3 da V.Di Naso, il par. 4 da E.Colonna, il par. 5 da S.Bertagni, il par.6 è comune agli autori. Gli autori ringraziano sentitamente l Ing. Piero Ciullini, Direttore dei Lavori della Costruzione, per la grande cortesia dimostrata nel mettere a disposizione il proprio archivio personale.

10 Fig. 1: Planimetria generale dell insediamento. Piano secondo. Fig. 2: Pianta di progetto, edificio C. Piano secondo. Fig. 3: Pianta di progetto, centro commerciale. Piano terra. Fig. 4: Viste del complesso e delle passerelle pedonali prima degli ultimi interventi. Fig. 6: Vista della galleria delle residenze. La nuova copertura della scala. Fig. 5: Vista della galleria delle residenze. Il nuovo sistema di coperture. Fig. 7: Diverse forme di chiusura e di uso delle logge a piano terreno. Fig. 8: Dettaglio degli interventi di isolamento termico della copertura e della facciata.

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