LA SOSTENIBILITA NELLA PROGRAMMAZIONE E PIANIFICAZIONE REGIONALE

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1 LA SOSTENIBILITA NELLA PROGRAMMAZIONE E PIANIFICAZIONE REGIONALE 31 dicembre 2007

2 INDICE GRUPPO DI LAVORO Individuazione dei criteri di valutazione della sostenibilità sociale, ambientale ed economica della programmazione e pianificazione regionale Breve analisi dell evoluzione delle strategie europee in materia di sviluppo sostenibile Individuazione del set di criteri di valutazione della sostenibilità La check-list di valutazione Analisi critica della sostenibilità sociale, ambientale e economica dei principali atti della Regione Toscana Schede di analisi relative ai piani ed ai programmi regionali PRS PRSE DPEF PIT PRAA PIER Piano di Sviluppo Rurale POR Quadro di sintesi Scheda di sintesi della valutazione dei Piani Scheda di sintesi dei quadri conoscitivi ALLEGATI Allegato 1 Ricognizione dei documenti europei in materia di sviluppo sostenibile Allegato 2 Schede di analisi dei piani e programmi regionali

3 GRUPPO DI LAVORO Hanno sviluppato le attività di analisi e ricerca: Marcello Buiatti, responsabile scientifico Alessandro Lippi, responsabile rapporti istituzionali RICERCATORI: Roberto Banti Orsola Bolognani Renato Cecchi Martina Crociani Simone Falorni Eva Golfarini Marco Grondacci Simone Pagni Cristina Pinazzi Valeria Pistelli Alessandro Vercelli Giorgia Vitale Hanno inoltre collaborato alle attività di ricerca, partecipando al comitato dei saggi e fornendo informazioni, pareri e contributi in merito all impostazione e allo sviluppo delle attività: Stefano Beccastrini Duccio Bianchi Silvia Calamandrei Pietro Causarano Simona Cerrai Fausto Ferruzza Dario Franchini Tommaso Luzzati Moreno Periccioli Maria Grazia Petronio Roberto Romizi Massimo Rovai Mauro Valiani

4 1 Individuazione dei criteri di valutazione della sostenibilità sociale, ambientale ed economica della programmazione e pianificazione regionale 1.1 Breve analisi dell evoluzione delle strategie europee in materia di sviluppo sostenibile La nascita e l'evoluzione del concetto di sviluppo sostenibile, segue le modificazioni della percezione della tematica ambientale e si concretizza nel 1987 quando, a seguito dell'incarico alla Commissione Mondiale per l'ambiente dell'onu, viene pubblicato "Our Common Future" meglio noto come il Rapporto Bruntland nel quale troviamo, per la prima volta, il concetto di sviluppo sostenibile e la sua definizione "(...) uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere le capacità delle generazioni future di soddisfare i propri e i cui obiettivi devono essere definiti in termini di sostenibilità in tutti i paesi, sviluppati o in via di sviluppo che siano, a economia di mercato o a pianificazione centralizzata." Si afferma il concetto di sostenibilità come precondizione per la conservazione di uno sviluppo duraturo, ricostituendo e sostituendo le risorse delle attuali e future generazioni; lo sviluppo è inteso come modo per superare la povertà, amministrando le risorse per affermare, contemporaneamente, equità sociale, equità interlocale, equità intergenerazionale. Altro passo importante per le politiche di sostenibilità è l'earth Summit di Rio nel 1992, durante il quale vengono firmate le convenzioni sui cambiamenti climatici e sulla biodiversità e viene avviato il processo di Agenda 21. Sono gli anni in cui si afferma il concetto di sviluppo sostenibile e si comprende che solo l'integrazione tra le dimensioni delle politiche economiche, ambientali, sociali, istituzionali e formative possono condurre in maniera concreta ed efficace sulla strada della sostenibilità. Con l'affermarsi del principio di sviluppo sostenibile, le politiche ambientali superano una visione strettamente difensiva e di contrapposizione rispetto allo sviluppo senza limitazioni, per avviare un processo di politiche pro-attive mirate a attivare strumenti per l'integrazione tra ambiente - sviluppo economico - contesto sociale. All inizio del millennio l Unione europea avvia un preciso programma di cambiamenti per far fronte alle tendenze non sostenibili di natura economica, sociale e ambientale. Alla strategia di Lisbona, che nel 2000 stabilisce un ambizioso programma di riforme socioeconomiche volto a creare un'economia altamente dinamica e competitiva basata sulla conoscenza, fa seguito una vasta strategia per lo sviluppo sostenibile del giugno 2001, quando il Consiglio europeo di Göteborg adotta la strategia dell UE sulla base di una comunicazione della Commissione. La dimensione ambientale della strategia europea, definita nel VI Programma di Azione Ambientale , approvato dalla Commissione Europea quasi contestualmente al vertice di Johannesburg del 2002, recepisce un lungo cammino della Comunità inteso a rendere effettivo l art. 6 del Trattato istitutivo che richiede di realizzare condizioni di sostenibilità dello sviluppo, a livello comunitario come a livello regionale. A Johannesburg la comunità mondiale afferma che l eliminazione della povertà, il cambiamento degli stili di produzione e consumo, e la protezione e la gestione delle risorse naturali fondamentali per lo sviluppo sociale ed economico sono gli obiettivi ed i presupposti essenziali per lo sviluppo sostenibile ed individua proprio le comunità locali come fulcro di questo processo favorendo un approccio locale ad un problema globale, ribadendo come gli organismi subnazionali debbano svolgere la funzione fondamentale di inserire nel processo decisionale, attraverso le loro politiche, le necessarie prassi per introdurre dal basso i principi e le forme della sostenibilità.

5 E anche sulla base di tali presupposti che il VI Programma individua, nell'arco del prossimo decennio, i principali obiettivi ed azioni in relazione a quattro aree prioritarie: 1. Cambiamenti climatici: ridurre le emissioni inquinanti in linea con gli andamenti concordati in sede europea in un quadro di misure che tenga conto delle specificità nazionali e della complessiva competitività del sistema economico; 2. Natura e biodiversità: tutelare, conservare, ripristinare e sviluppare il funzionamento dei sistemi naturali, degli habitat naturali e della flora e fauna selvatiche; 3. Ambiente, salute e qualità della vita: migliorare il livello di qualità della vita e di benessere sociale riducendo i livelli d'inquinamento, garantire la sicurezza alimentare e rendere sicure le attività produttive con particolare riguardo alla produzione e l'utilizzo delle sostanze chimiche; 4. Gestione delle risorse naturali e rifiuti: garantire una migliore efficienza delle risorse e una migliore gestione dei rifiuti e determinare il passaggio a modelli di produzione e di consumo più sostenibili. Questi macro-temi sono il risultato della volontà di eliminare la vecchia impostazione dell ambiente inteso come matrici e settori distinti per abbracciare invece l ottica di un ambiente come panorama complesso e articolato privo di confini in cui ogni componente ambientale interagisce con l altra senza soluzione di continuità; poiché, come affermato nelle conclusioni della Presidenza del Consiglio Europeo di Goteborg del 2001, è necessario affrontare le politiche economiche, sociali ed ambientali in modo sinergico secondo una strategia che introduca nuove modalità di interazione con il mercato e coinvolga i cittadini, le imprese ed altri ambienti interessati, per indurre i necessari cambiamenti dei modelli di produzione e di consumo pubblico e privato che incidono negativamente sullo stato dell ambiente e sulle tendenze in atto. Partendo da questa impostazione il VI Programma richiama la necessità di definire sette Strategie tematiche relative a inquinamento atmosferico, uso sostenibile delle risorse naturali, prevenzione e riciclaggio dei rifiuti, politiche sull ambiente marino, ambiente urbano, uso sostenibile dei pesticidi, protezione del suolo, alle quali è chiesto di rispondere ad un obiettivo di razionalizzazione e di modernizzazione secondo il quale invece di tanti singoli atti legislativi si preferirebbero quadri giuridici e strategici più flessibili ritenendo che in particolari aree soltanto un pacchetto di misure coordinate possa dare i suoi frutti. Un elemento di novità all interno delle politiche di sostenibilità a livello internazionale è rappresentato anche dai nuovi impegni della Carta di Aalborg, i cosiddetti Aalborg Commitments +10, che segnano un importante passo in avanti, da una fase programmatica a una pragmatica e strategica per tutte quelle amministrazioni locali che intendano volontariamente assumere impegni precisi per un orientamento sostenibile dello sviluppo. Dal summit di Rio nel 1992 e dall adozione nel 1994 dei principi di sostenibilità incorporati nella Carta di Aalborg (Charter of European Cities & Towns Towards Sustainability) la visione si è evoluta attraverso il piano di azione di Lisbona del 1996 From Charter to Action, la Hannover Call of European Municipal Leaders at the Turn of the 21st Century del 2000 e la Johannesburg Call del Nel 2004 sono stati così approvati i nuovi impegni, che suddividono l azione di sostenibilità in 10 aree di azione (governance, gestione locale della sostenibilità, risorse naturali comuni, consumo responsabile e stili di vita, pianificazione e progettazione urbana, migliore mobilità e meno traffico, azione locale per la salute, economia locale sostenibile, equità e giustizia sociale, da locale a globale). Nel 2004 viene avviato il riesame della Strategia sullo Sviluppo Sostenibile che porta alla "Comunicazione sul riesame dello sviluppo sostenibile - Una piattaforma d'azione" del dicembre Tale riesame è reso necessario in base all evoluzione di alcuni fenomeni:

6 - l accentuarsi delle tendenze non sostenibili, in particolare le pressioni sempre più forti sulle risorse naturali, il persistere delle disuguaglianze e della povertà e le sfide socioeconomiche sempre più complesse che comporta l invecchiamento della popolazione; - l'andamento insoddisfacente delle economie europee, a cui si aggiungono le nuove pressioni competitive provocate dalla globalizzazione e dall'emergere di nuovi paesi industrializzati; - i nuovi impegni e negoziati internazionali, che sono tutti in grado di contribuire allo sviluppo sostenibile globale; - le nuove minacce per la sicurezza quali il terrorismo, le calamità naturali e le crisi sanitarie che hanno accentuato la sensazione di vulnerabilità; - l allargamento dell Unione europea a 25 Stati membri, le strategie di sviluppo sostenibile definite nella maggior parte degli Stati stessi ed il maggior coinvolgimento delle autorità locali e regionali. Sulla base di queste considerazioni il Consiglio europeo adotta, il 15/16 giugno 2006, una nuova Strategia in materia di Sviluppo Sostenibile ambiziosa e globale destinata ad un'ue allargata. Fra gli obiettivi chiave si trovano non solo gli elementi di tutela dell ambiente con l attenzione ai limiti delle risorse naturali, alla protezione e miglioramento della qualità dell'ambiente, ma anche la promozione di una società democratica, equa, fondata sull'integrazione sociale e la coesione nel rispetto dei diritti fondamentali e la promozione di un'economia prospera, innovativa, ricca di conoscenze, competitiva ed ecoefficiente, che garantisca un tenore di vita elevato, la piena occupazione e la qualità del lavoro. Tutto questo ponendo un particolare riguardo alla promozione dello sviluppo sostenibile a livello mondiale, incoraggiando l'instaurazione di istituzioni democratiche fondate sulla pace, la sicurezza e la libertà. La strategia per lo sviluppo sostenibile si prefigge, in sintesi, un triplice obiettivo: 1. Definisce la sostenibilità in senso lato, affermando in sostanza che le dimensioni economica, sociale e ambientale della sostenibilità devono procedere di pari passo e rafforzarsi reciprocamente. E necessaria un'economia dinamica caratterizzata dalla piena occupazione e da un livello elevato di istruzione, protezione della salute, coesione sociale e territoriale e tutela dell'ambiente in un mondo pacifico e sicuro, nel rispetto della diversità. 2. Si propone di perfezionare l elaborazione delle politiche, migliorandone la coerenza e informando la popolazione della possibilità di conciliare obiettivi contraddittori affinché le decisioni pertinenti vengano prese con cognizione di causa. Tutto questo presuppone un analisi accurata di tutti i loro effetti, compresi quelli di un mancato intervento, in particolare attraverso una valutazione dell impatto allo stadio iniziale, e l'invio dei segnali giusti al mercato mediante l'adeguamento dei prezzi. Si richiama inoltre la necessità di tener conto del contesto globale e promuovere attivamente la coerenza tra politiche interne ed esterne. Si manifesta la necessità di investire nella scienza e nella tecnologia per finanziare gli adeguamenti richiesti dallo sviluppo sostenibile. Il nuovo metodo di definizione delle politiche, infine, pone l accento sul miglioramento della comunicazione e sulla mobilitazione dei cittadini e delle imprese. 3. Analizza un numero limitato di tendenze al peggioramento ambientale palesemente non sostenibili che relazionate alle sfide economiche e sociali dell'ue, alle nuove pressioni competitive ed agli impegni internazionali, porta ad individuare sette sfide principali: 3.1 Cambiamenti climatici e energia pulita; 3.2 Trasporti sostenibili; 3.3 Consumo e produzione sostenibili;

7 3.4 Conservazione e gestione delle risorse naturali; 3.5 Salute pubblica; 3.6 Inclusione sociale, demografia e migrazione; 3.7 Povertà mondiale e sfide dello sviluppo. 1.2 Individuazione del set di criteri di valutazione della sostenibilità L individuazione di un set sufficientemente rappresentativo ed allo stesso tempo sintetico di criteri per la valutazione della sostenibilità della programmazione regionale è stata condotta da un analisi critica dei principi criteri linee guida dei più importanti documenti della UE in materia di politiche per la sostenibilità. I documenti presi in considerazione ed oggetto di una specifica schedatura riportata in allegato, sono elencati di seguito. Strategie generali - Consiglio della Unione Europea sul riesame della strategia dell'ue in materia di sviluppo sostenibile (SSS dell'ue) Nuova strategia - Bruxelles, 26 giugno 2006 (28.06) (OR. EN); - Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo - Riesame della politica ambientale 2005 Bruxelles, {SEC(2006) 218} /* COM/2006/0070 definitivo; - Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo sul riesame della strategia per lo sviluppo sostenibile: una piattaforma d azione - Bruxelles, COM(2005) 658 definitivo; - Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo Progetto di dichiarazione sui principi guida dello sviluppo sostenibile Bruxelles, COM(2005) 218; - Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo: Valutazione 2005 della strategia dell UE per lo sviluppo sostenibile: bilancio iniziale e orientamenti futuri Bruxelles, COM(2005) 37 definitivo {SEC(2005) 225}; - Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale e al Comitato delle Regioni - Verso un partenariato globale per uno sviluppo sostenibile - Bruxelles COM (2002) 82 definitivo - Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento Europeo, al Comitato Economico e Sociale e al Comitato delle Regioni sul Sesto programma di azione per l'ambiente della Comunità europea "Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta" - Sesto programma di azione per l'ambiente - Proposta di Decisione del Parlamento Europeo E Del Consiglio che istituisce il programma comunitario di azione in materia di ambiente Bruxelles COM (2001) 31 definitivo - Conclusioni della Presidenza - Consiglio Europeo Di Göteborg 15 E 16 Giugno 2001 Strategie settoriali - LIBRO VERDE Adattamento al cambiamento climatico in Europa: le possibilità di azione dell Unione europea, COM(2007) 354 definitivo {SEC(2007) 849}. - Comunicazione della Commissione al Consiglio Europeo e al Parlamento Europeo: Una Politica Energetica per l'europa Bruxelles, COM(2007) 1definitivo {SEC(2007) 12}; - Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento Europeo, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni: Limitare il surriscaldamento dovuto

8 ai cambiamenti climatici a +2 gradi Celsius, La via da percorrere fino al 2020 e oltre Bruxelles, COM(2007)2 definitivo {SEC(2007) 7} {SEC(2007) 8}. - Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo relativa ad una Strategia tematica sull ambiente urbano Bruxelles, COM(2005)718 definitivo {SEC(2006) 16} - Comunicazione della Commissione: Piano d'azione per l'efficienza energetica: concretizzare le potenzialità Bruxelles, COM(2006)545 definitivo {SEC(2006)1173} {SEC(2006)1174} {SEC(2006)1175}; - LIBRO VERDE Una strategia europea per un energia sostenibile, competitiva e sicura Bruxelles, COM(2006) 105 definitivo {SEC(2006) 317}; - Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento Europeo, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al COMITATO DELLE REGIONI, il programma tematico Attori non statali e autorità locali nello sviluppo Bruxelles, COM(2006) 19 definitivo; - Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo Azione esterna: Programma tematico per l ambiente e la gestione sostenibile delle risorse naturali, compresa l energia Bruxelles, COM(2006) 20 definitivo; - LIBRO VERDE sull efficienza energetica: fare di più con meno Bruxelles, ; COM(2005) 265 definitivo; - Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un programma d azione comunitaria in materia di salute e tutela dei consumatori ( ) {SEC(2005)425} /* COM/2005/0115 def. - COD 2005/0042 */ - Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento Europeo, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato Delle Regioni Verso una strategia tematica sull ambiente urbano Bruxelles, COM(2004)60 definitivo - Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo: Incentivare le tecnologie per lo sviluppo sostenibile: piano d'azione per le tecnologie ambientali nell'unione europea Bruxelles, COM(2004) 38 definitivo; - Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo. Politica integrata dei prodotti - Sviluppare il concetto di ciclo di vita ambientale - Bruxelles, COM(2003) 302 definitivo - Libro Bianco La politica europea dei trasporti fino al 2010: il momento delle scelte e revisione intermedia, COM(2001) 370. Dall esame puntuale di tutta questa documentazione ufficiale europea, è stato dunque possibile individuare alcuni criteri di riferimento per la valutazione della sostenibilità dei più recenti e significativi atti di governo della Regione Toscana. Tali criteri sono stati distinti in due categorie principali: criteri relativi al processo di elaborazione del piano/programma e criteri relativi ai contenuti del piano/programma stesso. Criteri relativi al processo di elaborazione del piano/programma Criterio 1. Sussistenza di una chiara individuazione ed assunzione del concetto di sviluppo sostenibile e dei riferimenti ed obiettivi nazionali ed internazionali relativi alla sostenibilità dello sviluppo (aspetto di coerenza) all interno del piano/programma.

9 Criterio 2. Utilizzo delle migliori conoscenze disponibili ed esistenza di consequenzialità tra il sistema della conoscenza e l elaborazione del piano/programma. Criterio 3. Applicazione della Direttiva VAS nel processo di elaborazione del piano/programma. Criteri relativi al livello di considerazione all interno del piano/programma di alcune tematiche considerate strategiche per la sostenibilità Criterio 4. CAMBIAMENTI CLIMATICI E ENERGIA PULITA: limitare i cambiamenti climatici, i loro costi e le ripercussioni negative per la società e l'ambiente. Criterio 5. TRASPORTI SOSTENIBILI: garantire che i nostri sistemi di trasporto corrispondano ai bisogni economici, sociali e ambientali della società, minimizzandone contemporaneamente le ripercussioni negative sull'economia, la società e l'ambiente. Criterio 6. CONSUMO E PRODUZIONE SOSTENIBILI: promuovere modelli di consumo e di produzione sostenibili Criterio 7. CONSERVAZIONE E GESTIONE DELLE RISORSE NATURALI: migliorare la gestione ed evitare il sovrasfruttamento delle risorse naturali riconoscendo il valore dei servizi ecosistemici. Criterio 8. SALUTE PUBBLICA: promuovere la salute pubblica a pari condizioni per tutti e migliorare la protezione contro le minacce sanitarie. Criterio 9. INCLUSIONE SOCIALE, DEMOGRAFIA E MIGRAZIONE: creare una società socialmente inclusiva tenendo contro della solidarietà tra le generazioni e nell'ambito delle stesse nonché garantire e migliorare la qualità della vita dei cittadini quale presupposto per un benessere duraturo delle persone. Criterio 10. POVERTÀ MONDIALE E SFIDE DELLO SVILUPPO: promuovere attivamente lo sviluppo sostenibile a livello mondiale e assicurare che le politiche interne ed esterne dell'unione siano coerenti con lo sviluppo sostenibile a livello globale e i suoi impegni internazionali Criterio 11. ISTRUZIONE E FORMAZIONE: qualità dell'educazione allo sviluppo sostenibile a tutti i livelli di istruzione, per quanto riguarda anche questioni come l'uso sostenibile delle risorse energetiche e

10 dei sistemi di trasporto, modelli sostenibili di produzione e consumo, la salute, la competenza dei mezzi di comunicazione e una cittadinanza mondiale responsabile. Criterio 12. RICERCA E SVILUPPO: Promuovere orientamenti interdisciplinari e transdisciplinari in cui intervengano le scienze sociali e naturali e colmare il divario fra scienza, definizione delle politiche e attuazione. Sviluppare ulteriormente il ruolo positivo della tecnologia per la crescita intelligente. Proseguire la ricerca sull'interazione fra sistemi sociali, economici ed ecologici e sulle metodologie e strumenti di analisi dei rischi, back casting, forecasting, e sistemi di prevenzione". Criterio 13. STRUMENTI DI FINANZIAMENTO ED ECONOMICI: adottare strumenti economici per promuovere la trasparenza dei mercati e prezzi che rispecchino i costi economici, sociali e ambientali effettivi di prodotti e servizi - trasferire l'imposizione fiscale dal lavoro al consumo di risorse e di energia e/o all'inquinamento". Criterio 14. COMUNICAZIONE, MOBILITAZIONE DEGLI ATTORI: costruire comunità sostenibili in zone urbane e rurali dove i cittadini vivono e lavorano e creano insieme un'elevata qualità della vita". Criterio 15. QUALITA DEL LAVORO, STANDARD E DIRITTI: Promuovere un'economia prospera, innovativa, ricca di conoscenze, competitiva ed ecoefficiente, che garantisca un tenore di vita elevato, la piena occupazione e la qualità del lavoro in tutta l'unione europea, aumentando in modo significativo la partecipazione al mercato del lavoro delle donne, dei lavoratori più anziani, dei disabili e dei migranti. 1.3 La check-list di valutazione Per una migliore applicazione analitica dei criteri di sostenibilità di cui al paragrafo precedente, è risultata utile l elaborazione di una specifica check-list di valutazione (riportata di seguito) avente la finalità di dettagliare ulteriormente gli aspetti più significativi legati ad ogni singolo criterio. Naturalmente, tali aspetti specifici sono stati dedotti di nuovo dai riferimenti europei presi in considerazione precedentemente e, come già detto, schematizzati in allegato. L utilizzo di tale check-list è risultata particolarmente efficace per condurre l analisi di dettaglio dei piani/programmi regionali di cui al capitolo successivo. Check-list di valutazione della sostenibilità dei piani e programmi regionali Criterio 1. CHIARA INDIVIDUAZIONE ED ASSUNZIONE DEL CONCETTO DI SVILUPPO SOSTENIBILE - Esiste un chiaro riferimento al concetto di sviluppo sostenibile? - Esistono richiami ai documenti europei o nazionali di riferimento in materia di sviluppo sostenibile? - Si assume tale concetto nell articolazione degli obiettivi di piano/programma?

11 Criterio 2. UTILIZZO DELLE MIGLIORI CONOSCENZE DISPONIBILI - E stato ricostruito il modello Determinanti Pressione Stato-Impatto Risposta nella scelta degli indicatori? - Gli indicatori prescelti sono classificati e ordinati secondo serie storiche rappresentative? - E stata effettuata una verifica sulle procedure di raccolta dati e sulle informazioni a disposizione, per il controllo di eventuali mancanze nel rilevamento dei dati? - Sono state utilizzate fonti ufficiali e condivise di dati? - Sono stati selezionati indicatori in relazione agli obiettivi del piano/programma? - Sono stati selezionati indicatori per verificare il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità? - Si realizza una lettura integrata dei vari aspetti in relazione al piano/programma? Criterio 3. APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA VAS - E stato elaborato un Rapporto ambientale secondo i contenuti dell Allegato I della Direttiva 2001/42/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 giugno 2001? - E stata redatta una Sintesi non tecnica del Rapporto ambientale? - Sono state svolte le consultazioni a norma dell art.6 della suddetta Direttiva? - E stata effettuata una descrizione di come si è tenuto conto dei pareri espressi e dei risultati delle consultazioni avviate, nonché le ragioni per la quali è stata scelta la soluzione adottata, alla luce delle alternative possibili che erano state individuate (Dichiarazione di sintesi)? - Tutta la documentazione prodotta è stata messa a disposizione delle autorità competenti locali e regionali, di altre autorità pubbliche, dei partner sociali ed economici, degli organismi che rappresentano la società civile e del pubblico? Criterio 4. CAMBIAMENTI CLIMATICI E ENERGIA PULITA - Si introducono impegni volti a migliorare la qualità dell aria a livello locale? - Si introducono incentivi finanziari per invertire l'attuale tendenza alla deforestazione? - Si introducono strategie per contenere la domanda di energia? - Si introducono impegni per diversificare il mix energetico e le vie di approvvigionamento per l energia? - Si promuove lo sviluppo di fonti rinnovabili di energia e altre fonti energetiche e vettori a basse emissioni di carbonio? - Si promuovono iniziative di ricerca, dimostrazione e progetti di prima applicazione commerciale per facilitare l immissione sul mercato delle fonti energetiche pulite e rinnovabili? - Si incentiva l introduzione di combustibili alternativi per il trasporto? - Si favoriscono gli investimenti nella produzione di energia pulita? - Si favoriscono gli investimenti atti a perseguire una migliore efficienza energetica (edifici efficienti, prodotti, servizi)? - Si favoriscono gli investimenti in tecnologie a basse emissioni di carbonio? - Si promuovono modelli di produzione caratterizzati da sistemi di gestione ambientale, certificati bianchi? - Si incentiva l'impiego di veicoli efficienti sotto il profilo dei consumi?

12 - Si promuovono campagne per promuovere l efficienza energetica, compresa l efficienza negli edifici? - Si promuovono campagne per veicolare maggiori informazioni sui rendimenti energetici dei principali prodotti ad elevato consumo energetico, compresi gli elettrodomestici, gli autoveicoli e i macchinari industriali e, possibilmente, standard minimi di rendimento? - Si garantisce un uso coerente della politica fiscale per favorire un uso più efficiente dell energia? - Si introducono metodi integrati di valutazione degli impatti provocati dal cambiamento climatico? - Si introducono elementi per la valutazione dell'efficacia e dei costi degli interventi di adattamento rispetto all assenza di interventi? - Si effettuano valutazioni finalizzate a dimostrare i benefici economici, ambientali e sociali dell'adattamento? Criterio 5. TRASPORTI SOSTENIBILI - Si introducono misure per realizzare il passaggio dalla gomma, alla ferrovia, alle vie navigabili e al trasporto pubblico di passeggeri? - Si ridefiniscono i processi produttivi e logistici con una modifica delle abitudini associate ad un collegamento migliore fra i diversi modi di trasporto? - Si introducono misure per sviluppare modalità alternative alla gomma per il trasporto di merci ed i collegamenti intermodali per la logistica? - Si introducono misure per potenziare la quota di trasporti non a motore? - Si introducono misure di fiscalità ambientale? - Si introducono tariffe d uso delle infrastrutture di trasporto? - Si prevede il miglioramento delle infrastrutture stradali? - Si promuovono campagne di sensibilizzazione per cambiare le abitudini degli utenti della strada? - Si introducono incentivi per la ricerca e la tecnologia a servizio di trasporti puliti ed efficienti? - Si promuovono misure per incoraggiare gli automobilisti a migliorare il loro comportamento, per rendere i veicoli più sicuri? Criterio 6. CONSUMO E PRODUZIONE SOSTENIBILI - Si introduce il concetto di capacità di carico degli ecosistemi? - Si promuovono modelli produzione caratterizzati dalla CSR-Corporate Social Responsibility", e da altri sistemi di gestione ambientale e sociale di impresa (EMAS, Ecolabel, SA8000, etc.); - Si promuove lo sviluppo e l innovazione tecnologica verso l eco-efficienza di processo e di prodotto? - Si introducono requisiti minimi di efficienza? - Si introduce l approccio integrato del ciclo di vita della risorsa? - Si introducono misure per elevare il livello medio di ecologizzazione delle commesse pubbliche? - Si introducono incentivi mirati ed efficaci a favore dell'introduzione delle tecnologie ambientali?

13 - Si promuovono campagne per sensibilizzare i cittadini a modificare le abitudini di consumo insostenibili? Criterio 7. CONSERVAZIONE E GESTIONE DELLE RISORSE NATURALI - Si prevedono misure per completare la Rete Natura 2000 compresa la designazione delle zone marine? - Si introducono misure per arrestare la perdita di biodiversità? - Si introducono misure per il miglioramento della gestione integrata delle risorse idriche? - Si introducono misure per il miglioramento della gestione delle risorse marine? - Si promuove la gestione integrata delle zone costiere? - Si introducono misure per evitare la generazione di rifiuti e si promuovono il riutilizzo e il riciclaggio? - Si promuovono misure per migliorare l efficienza delle risorse, anche tramite la promozione delle innovazioni ecoefficienti? Criterio 8. SALUTE PUBBLICA - Si promuove la prevenzione analizzando i fattori determinanti per la salute in tutte le politiche e attività pertinenti? - Si introducono misure relative ai fattori determinanti per la salute collegati allo stile di vita, soprattutto fra i gruppi e nelle zone svantaggiate sotto il profilo socioeconomico.? - Si promuove la ricerca sui collegamenti tra gli inquinanti ambientali, l'esposizione e le ripercussioni sulla salute? - Si promuovono misure per il miglioramento della qualità dell aria in ambienti chiusi? - Si promuove l attività di informazione sull'inquinamento ambientale e le conseguenze negative per la salute? - Si prevedono misure per il recepimento del regolamento concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH)? - Si promuovono impegni per attuare il programma europeo d'azione per lottare contro l'hiv/aids, la malaria e la tubercolosi nei paesi terzi? Criterio 9. INCLUSIONE SOCIALE, DEMOGRAFIA E MIGRAZIONE - Si prevedono misure per la riduzione del numero di persone a rischio di povertà e esclusione sociale? - Si prevedono misure per favorire l'inclusione sociale la coesione e sostenere gli obiettivi della crescita e dello sviluppo? - Si promuovono strategie di invecchiamento attivo e sano? - Si promuovono strategie per la conciliazione tra lavoro e vita familiare per ottenere migliori condizioni per le famiglie, tenendo conto anche del contributo dell'immigrazione? - Si prevedono misure per l integrazione dei migranti e delle loro famiglie? - Si prevede l attuazione del il patto europeo per la parità di genere concordato nel Consiglio europeo nel marzo 2006? - Si prevedono misure atte a modernizzare i sistemi di protezione sociale e assicurare la loro sostenibilità?

14 - Si considerano le implicazioni del cambiamento demografico per l'uso del suolo e il consumo di risorse? Criterio 10. POVERTÀ MONDIALE E SFIDE DELLO SVILUPPO - Si ipotizza di aumentare il volume di aiuti? - Si introducono misure per promuovere lo sviluppo sostenibile nel quadro dei negoziati dell'organizzazione Mondiale del Commercio? - Si individua nello sviluppo sostenibile uno degli obiettivi della cooperazione allo sviluppo multilaterale e bilaterale? Criterio 11. ISTRUZIONE E FORMAZIONE - Si prevede l introduzione dell'educazione allo sviluppo sostenibile a tutti i livelli di istruzione? - Si introducono tematiche quali l uso sostenibile delle risorse energetiche e dei sistemi di trasporto, modelli sostenibili di produzione e consumo, la salute, la competenza dei mezzi di comunicazione e una cittadinanza mondiale responsabile? - Si promuove l'accesso per tutti e l'apertura dei sistemi e degli istituti di istruzione alla società e al mondo esterno? - Si prevede di sviluppare l'educazione allo sviluppo sostenibile e formazioni mirate per professioni in settori chiave quali l'edilizia, l'energia e i trasporti? - Si prevede di sviluppare l'educazione allo sviluppo sostenibile per gli insegnanti? Criterio 12. RICERCA E SVILUPPO - Si prevedono iniziative per l attuazione del settimo programma quadro e l attuazione del piano d azione per le tecnologie ambientali? - Si promuove l'istituzione di partenariati e di una cooperazione fra università e istituti d'istruzione superiore europei e di paesi terzi, incoraggiando il collegamento in rete e l'apprendimento tra pari? Criterio 13. STRUMENTI DI FINANZIAMENTO ED ECONOMICI - Si prevedono strumenti per spostare l'imposizione fiscale dal lavoro al consumo di risorse e di energia e/o all'inquinamento? - Si riconoscono i sussidi che hanno notevoli effetti negativi sull'ambiente e che sono incompatibili con lo sviluppo sostenibile? Criterio 14. COMUNICAZIONE, MOBILITAZIONE DEGLI ATTORI - Si prevedono strumenti per orientare la comunicazione, l informazione, la sensibilizzazione per quanto riguarda lo sviluppo sostenibile? - Si prevedono iniziative per costruire comunità sostenibili in zone urbane e rurali dove i cittadini vivono e lavorano e creano insieme un'elevata qualità della vita?

15 - Si promuove una riflessione fra leader politici, dirigenti delle imprese, organizzazioni dei lavoratori, ONG sulle politiche a medio e a lungo termine necessarie per lo sviluppo sostenibile? Criterio 15. QUALITA DEL LAVORO, STANDARD E DIRITTI - Si prevedono iniziative per facilitare la creazione di nuovi lavori? - Si prevedono strumenti di tutela la perdita del lavoro? - Si prevedono iniziative per aumentare le opzioni per lavori di qualità? - Si prevedono strumenti per favorire l accesso dei lavoratori o di coloro che sono in cerca di lavoro ad una formazione continua? - Si prevedono azioni per massimizzare la salute, la sicurezza e la dignità dei lavoratori? - Si prevedono strumenti di tutela per giovani e le donne sul lavoro? - Si introducono misure per portare il livello di occupazione agli standard di impiego dell UE? - Si prevedono iniziative per facilitare la ristrutturazione, l adattamento al cambiamento e l utilizzo di innovazioni tecnologiche sul posto di lavoro?

16 2 Analisi critica della sostenibilità sociale, ambientale e economica dei principali atti della Regione Toscana 2.1 Schede di analisi relative ai piani ed ai programmi regionali Nel presente paragrafo vengono sintetizzati i risultati dell analisi dei principali atti di programmazione regionale sulla base dei criteri e delle modalità individuati nel capitolo precedente. Per rendere agevole la lettura delle principali evidenze emerse, per ogni piano o programma regionale preso in considerazione è stata elaborata una scheda di sintesi (esemplificata in seguito) dove si analizzano le risposte della programmazione e pianificazione regionale rispetto ai criteri di valutazione. Livelli di valutazione delle risposte dei piani/programmi regionali Legenda Risposta positiva: il requisito di sostenibilità è assunto in modo sostanziale Risposta con esito incerto: il requisito di sostenibilità è preso in considerazione ma non assunto in modo sostanziale Risposta negativa: il requisito di sostenibilità non è né assunto né preso in considerazione in modo sostanziale - Aspetto non pertinente il piano/programma Criteri per la valutazione della sostenibilità 1. Chiara individuazione ed assunzione del concetto di sviluppo sostenibile Scheda di analisi Piano.. 2. Utilizzo delle migliori conoscenze disponibili 3... Risposte dei piano/programma

17 Sono stati, inoltre, analizzati dettagliatamente i quadri conoscitivi dei Piani considerati; è stata svolta un analisi integrata della documentazione utilizzata per la realizzazione dei quadri conoscitivi dei vari piani e programmi regionali. L obiettivo è quello di valutare in modo integrato la conoscenza utilizzata dalla Regione Toscana in termini di studio delle relazioni fra fenomeni (eventi esogeni, dinamiche socioeconomiche, pressioni ambientali, etc.), diventata sempre più importante per una pianificazione e programmazione consapevole ed orientata alla qualità dello sviluppo. Di seguito è riportata una esemplificazione del modello concettuale di riferimento, finalizzato a categorizzare, secondo chiavi di lettura omogenee, il patrimonio informativo presente in ambito regionale. Matrice analitica di sintesi dei quadri conoscitivi dei piani/programmi regionali Determinanti Pressioni Stato Impatti Note Piano d1, d5, d7,d8,d9 p2, p3, p4, p5, p6, s10, s11, s12, i3, i4 La strumentazione utilizzata per tali analisi si rifà al modello D.P.S.I.R. 1 ed è descritta nella tabella riportata di seguito. 1 La categoria delle Risposte non è presa in considerazione nell analisi dei quadri conoscitivi in quanto già trattata nel precedente livello di valutazione.

18 Categorie concettuali di riferimento per l analisi dei quadri conoscitivi dei piani/programmi Determinanti Pressioni Stato Impatti Sono gli elementi causa primaria degli effetti dell attività umana. Descrivono i fattori di fondo che influenzano una gamma di variabili pertinenti. Le informazioni sono generalmente di natura socio-economica. Rispondono alla domanda: quali sono le caratteristiche strutturali del sistema socioeconomico? 1. Attività produttive e terziario (struttura e processi produttivi) 2. Risorse finanziarie 3. Fattori e costi della produzione 4. Innovazione gestionale e tecnologica 5. Agricoltura 6. Attività forestali 7. Popolazione (struttura e dinamiche) 8. Turismo 9. Mobilità e Traffico Quantificano principalmente ciò che viene preso dall ambiente (consumi di materia ed energia) e ciò che viene immesso nell ambiente (emissioni, scarichi idrici e produzione di rifiuti). Rispondono alla domanda: quali conseguenze dirette sono legate all attività socioeconomica? 1. Consumi di beni e servizi 2. Consumi energetici 3. Emissioni in atmosfera 4. Cambiamenti climatici 5. Consumi idrici 6. Scarichi inquinanti 7. Uso del suolo 8. Utilizzo di sostanze chimiche pericolose 9. Produzione di rifiuti urbani e speciali 10. Livelli di emissioni acustica 11. Livelli di emissione elettromagnetica Rappresenta la condizione attuale delle diverse componenti a seguito delle pressioni esercitate su di esse dalle attività umane. Rispondono alla domanda: quali sono le caratteristiche del contesto attuale di riferimento? 1. Livelli di reddito 2. Dinamiche occupazionali (struttura e qualità del lavoro) 3. Livelli di istruzione 4. Struttura ed accessibilità ai servizi (sociali, sanitari, culturali, ) 5. Stato di salute 6. Stili di vita 7. Coesione sociale 8. Inclusione ed integrazione sociale 9. Sicurezza (infortuni ed incidentalità) 10. Qualità dell aria ed esposizione della popolazione all inquinamento atmosferico 11. Produzione energica convenzionale e da fonti rinnovabili 12. Qualità e disponibilità della risorsa idrica 13. Impermeabilizzazione del suolo 14. Contaminazione del suolo e sottosuolo 15. Dissesto idrogeologico, erosione e rischi naturali 16. Struttura del paesaggio 17. Sistema di smaltimento dei rifiuti 18. Siti da bonificare 19. Esposizione della popolazione all inquinamento acustico 20. Esposizione della popolazione all inquinamento elettromagnetico Costituiscono gli effetti ultimi dei cambiamenti di stato, ovvero le conseguenze sull ambiente, la salute umana e gli ecosistemi, oltre che i sistemi economici e sociali. Rispondono alla domanda: quali sono gli effetti causati dalle pressioni? 1. Mortalità 2. Costi sociali, sanitari e ambientali 3. Perdita di natura e biodiversità 4. Rischi per la salute umana 5. Restrizioni delle attività economiche Chiavi di lettura: 1. Xi aspetto i-esimo relativo alla categoria concettuale D,P,S,I trattato in modo significativo quale aspetto principale dell analisi 2. xi aspetto i-esimo relativo alla categoria concettuale D,P,S,I non trattato in modo specifico o come aspetto secondario dell analisi

19 2.1.1 PRS Analisi delle strategie del Piano Criteri per la valutazione della sostenibilità 1. Chiara individuazione ed assunzione del concetto di sviluppo sostenibile Scheda di analisi Piano Regionale di Sviluppo (PRS) Risposte del piano/programma Il riferimento allo sviluppo sostenibile permea trasversalmente tutto il PRS tanto che da alcuni osservatori è stato definito Il Piano Regionale di Sviluppo Sostenibile (PRSS). Esistono i richiami ai principali documenti strategici internazionali ed europei per la sostenibilità (Kyoto, Lisbona, Goteborg). Risulta comunque difficile una concreta "messa in opera" di tali riferimenti sia per la natura del Piano, che è un Piano generale che rimanda l'attuazione delle strategie individuate nei PIR ai singoli Piani di settore, sia per i margini ancora troppo ampi sull'interpretazione del significato di sviluppo sostenibile. Un altro aspetto critico dell'impianto concettuale del PRS in termini di sostenibilità è che connota tale concetto orientandolo troppo sulla sostenibilità ambientale. Ciò si evince dal fatto che la sostenibilità, solamente ambientale è uno dei quattro programmi strategici. La sostenibilità intesa in tutte le sue dimensioni (sociale, ambientale ed economica), dovrebbe costituire la trama complessiva su cui si inseriscono le varie azioni. 2. Utilizzo delle migliori conoscenze disponibili 3. Applicazione della direttiva VAS Il quadro analitico su cui si è strutturato il PRS è riportato nella pubblicazione "Toscana 2020", rapporto sulla situazione sociale, ambientale ed economica della Toscana che fotografa lo stato attuale e prefigura scenari futuri. Gli indicatori scelti non richiamano esplicitamente il modello DPSIR, anche se di fatto si elaborano indicatori di determinati, pressioni, stato ed impatto. Tali indicatori inoltre, sono stati, classificati e ordinati secondo serie storiche disponibili estrapolate da banche dati ufficialmente riconosciute ed accreditate. Gli indicatori elaborati rispondono alle esigenze del PRS in quanto tentano di dare una rappresentazione delle diverse dimensioni dello sviluppo. Occorre comunque un impegno ulteriore per la messa a sistema di informazioni diverse, nonché un approfondimento sulle interazioni, ancora poco studiate, tra gli andamenti dei differenti fenomeni legati alle dinamiche dello sviluppo. Non esiste ancora un vero "sistema interattivo" tra le informazioni delle diverse componenti dello sviluppo, ma questo a causa di una oggettiva complessità e di un non ben definito impianto teorico dello sviluppo sostenibile. La stesura del PRS non ha seguito la direttiva 42/2001 sulla VAS. Le motivazioni sono essenzialmente di carattere tecnico giuridico - amministrativo. In sostanza la RT ha ritenuto che il PRS fosse un Piano non assoggettabile a VAS. Questa interpretazione è stato contestata da una parte degli attori sociali in particolare modo dalle Associazioni ambientaliste. Questa non applicazione della VAS comunque non ha sottratto il PRS ad una lunga ed articolata fase di concertazione che ha coinvolto tutti gli attori sociali della Regione. Ciò è dimostrato dal fatto che la versione finale del PRS ha riscosso un larghissimo consenso.

20 Criteri per la valutazione della sostenibilità 4. Cambiamenti climatici e energia pulita Scheda di analisi Piano Regionale di Sviluppo (PRS) Risposte del piano/programma Il PRS afferma l'importanza della questione energetica ritenendola la "questione del futuro". La affronta proponendo un pacchetto di interventi che cercano di tenere insieme la sicurezza degli approvvigionamenti e la decarbonizzazione dell'economia toscana. Sul lato degli approvvigionamenti si promuove la diversificazione del mix energetico ma anche un suo incremento dettato da un possibile aumento del fabbisogno. Sul lato della decarbonizzazione si promuove sia la salvaguardia delle foreste, sia lo sviluppo delle fonti rinnovabili in tutte le sue forme compresa la "fonte" risparmio energetico in termini di ecoefficienza. D'altro canto non si individuano limiti al consumo energetico e quindi non si prevedono interventi sulla domanda. Sulla questione dell'eco-efficienza (edifici, trasporti, produzioni), non si affronta però il tema del consumo assoluto di materia e energia; infatti, pur perseguendo l'eco-efficienza per unità produttiva, il consumo assoluto potrebbe aumentare come sostengono alcuni autori in letteratura (paradosso di Jevons). Per quando riguarda le risorse, il PRS prevede degli stanziamenti che rimanda al PIER come declinazione delle modalità di accesso. Anche la questione del costo dell'energia è affrontata in maniera non chiara. Si auspica una energia pulita a basso costo, senza tener presente che questo aumenterà inevitabilmente i consumi e quindi la domanda. Sui biocarburanti se ne sposa il concetto di sostituzione ai carburanti tradizionali, ma non se ne definiscono le criticità. I biocarburanti per essere "sostenibili" dovrebbero non sostituire le produzioni agricole a fini alimentari e dovrebbero essere valutati per l'intero ciclo di produzione comprese le risorse necessarie per coltivarli (es. acqua). Gli strumenti per la diffusione di una nuova cultura energetica non sono declinati puntualmente ma ci si limita ad una dichiarazione di intenti. Non si fa cenno della questione della fiscalità in termini di orientamento dei consumi energetici più sostenibili. Comunque molte strategie, non perfettamente chiare, contenute nel PRS in tema energetico saranno declinate nel PIER. Infine, il PRS non affronta in termini di politiche di mitigazione e adattamento il tema dei Cambiamenti Climatici non predisponendo una serie di strumenti che potrebbero prevederne e valutarne gli effetti. Non si prevedono quindi gli effetti né tanto meno gli strumenti di valutazione per osservare i costi ed i benefici di determinati interventi o assenza di interventi relativi alle conseguenze dei Cambiamenti Climatici sulla Toscana. 5. Trasporti sostenibili Il PRS individua l'esigenza di un rinnovamento del sistema infrastrutturale toscano orientato ad una maggiore efficienza della logistica e dei trasporti in chiave di sostenibilità. A tal fine si individuano interventi per aumentare la quota di trasporto alternativo alla gomma (Alta Capacità, Autostrade del mare, ecc.). D'altro canto la Toscana necessita anche di un ammodernamento della rete stradale e il PRS individua interventi per il raggiungimento di questo obiettivo. In questa logica di potenziamento del sistema infrastrutturale tout court esiste il rischio, in un prospettiva di crescita economica se pur lenta, di un aumento di merci e passeggeri su mezzi più sostenibili (treno, nave, ecc), ma anche di un aumento di mezzi e automobilisti sulle strade. Occorrerebbe un più chiaro orientamento ai trasporti sostenibili sia dal un punto di vista delle dimensioni delle risorse investite sia sugli strumenti di incentivazione e disincentivazione dei comportamenti legati alla mobilità.

21 Criteri per la valutazione della sostenibilità 6. Consumo e produzione sostenibili Scheda di analisi Piano Regionale di Sviluppo (PRS) Risposte del piano/programma Nel PRS si delinea una strategia di orientamento verso una produzione e un consumo di qualità. A tal fine, sul lato della produzione, si promuovono le certificazioni ambientali, sociali ed energetiche il tutto mirando all'ecoefficienza intesa nel senso più ampio del termine in tutti i settori produttivi e di servizio. Si promuove anche l'innovazione tecnologica senza però vincolarla a performance socio-ambientali definite (non tutto ciò che è innovazione è sostenibile). Sul lato dei consumi il PRS non delinea precise strategie per incentivare il consumo critico e responsabile. In termini generali, gli indirizzi sulla produzione e consumo si innestano nell'ambito del governo del territorio definito dalla parte statutaria del PIT che tenta di definire confini fisici allo sviluppo. Questa originale e positiva sinergia tra sviluppo e limiti territoriali pecca di una mancata definizione della capacità di carico degli ecosistemi come elemento di valutazione concreto per dimensionare lo sviluppo quantitativo dell'economia toscana. 7. Conservazione e gestione delle risorse naturali 8. Salute pubblica La conservazione e la gestione delle risorse naturali è considerata nel PRS come un'operazione strategica in quanto funzionale a grandi opportunità socio-economiche oltre che di tutela ambientale. Si valorizza quindi la biodiversità e le produzioni che la esaltano. La risorsa acqua è ritenuta importante sia dal punto di vista della gestione dei fiumi (Arno) sia da quello dell'utilizzo a fini umani. Da questo punto di vista si individuano obiettivi a tutela del cittadino per il Servizio idrico integrato (SII) del tutto condivisibili (efficienza, equità, efficacia). Non si affronta direttamente invece il problema su come raggiungere tali obiettivi. Ciò implica che l'attuale modello di gestione misto pubblico privato del SII sia ritenuto un modello idoneo. Molti economisti ed esperti ritengono invece inutile e a volte dannosa la presenza dei privati nella gestione pur nell'ambito di un controllo pubblico. La questione rifiuti è affrontata con pragmatismo attraverso la ricerca di un equilibrio fra l'esigenza di riduzione, riciclaggio e recupero dei rifiuti e quella di smaltimento corretto degli stessi. Non si fa accenno però al fatto che la produzione dei rifiuti è intrinsecamente legata ai modelli di produzione e consumo e se non si incide su questi, l'equilibrio suddetto sarà sempre molto precario. Il PRS fa anche accenno alla questione edilizia che vuole eco-efficiente. Dato che le competenze, nonostante le indicazioni del PIT, sono dei Comuni, per raggiungere questi obiettivi la Regione dovrebbe offrire supporto tecnico e finanziario agli Enti Locali. Il PRS rinvia al Piano Sanitario Regionale le politiche in termini di tutela della salute. Offre solamente il quadro istituzionale ove queste politiche dovranno implementarsi che è quello delle Società della Salute. Tale impianto, frutto di una positiva intuizione che prevede l'integrazione della dimensione sanitaria con quella sociale che vedono competenze diverse (AUSL e Comuni), manca di una precisa strategia attuativa e di una conseguente Legge Regionale che ne disciplini le modalità operative. 9. Inclusione sociale, demografia e migrazione 10. Povertà mondiale e sfide dello sviluppo - La storica attenzione della Toscana verso gli aspetti sociali è ripresa con forza nel PRS il quale disegna una società inclusiva e multietnica. Questa visione implica una serie di strategie e misure finalizzate alla difesa dei più deboli e più discriminati (donne, anziani e migranti) e alla loro piena inclusione da protagoniste nel sistema socio-economico regionale. Non sufficiente attenzione è rivolta ai giovani se non con dichiarazioni generiche. Pur essendo un Piano regionale, e avendo dei limiti oggettivi di influenza sulle strategie globali, il PRS ha un respiro internazionale dovuto alla positiva attività di relazioni in ambito Europeo e delle Nazioni Unite che il Presidente della Giunta Regionale, Claudio Martini tiene regolarmente.

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