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3 Da alcuni anni la presenza nella scuola di bambine e bambini adottati in ambito nazionale ed internazionale risulta significativa anche nella realtà locale della provincia di Bolzano. È un fenomeno nuovo per la nostra scuola che si sta via via attrezzando a capirne le esperienze personali e delle loro famiglie. L inserimento scolastico, in particolare, rappresenta un momento delicato che richiede di essere accompagnato e sostenuto con la dovuta attenzione attraverso un lavoro coordinato tra servizi, famiglia e scuola. Proprio nella consapevolezza che solo un ottica di rete consente di affrontare con successo problematiche complesse quali l inclusione e l integrazione, nel 2008 è nato presso l Intendenza scolastica in lingua italiana il Gruppo di lavoro adozioni, istituito formalmente nel 2009 con deliberazione della Giunta Provinciale. Le presenti linee guida sono scaturite dal confronto e dalla collaborazione di tutti gli attori coinvolti nel gruppo, vale a dire l Ufficio Famiglia, donna e gioventù, il Servizio Adozioni Alto Adige, il Tribunale per i Minorenni, gli Enti Autorizzati per le adozioni all estero presenti sul territorio (Ai.Bi. Amici dei Bambini e Amici Trentini), l Associazione genitori adottivi ed affidatari altoatesini e rappresentanti delle Intendenze scolastiche in lingua italiana, tedesca e ladina. Giunte alla seconda edizione, le linee guida sono pensate come uno strumento snello e maneggevole destinato a famiglie ed insegnanti. Contengono informazioni utili circa il ruolo dei vari soggetti presenti sul territorio e sugli snodi del percorso elaborato di comune accordo per 1

4 un accoglienza ottimale ed un inserimento positivo nella scuola delle bambine e dei bambini adottati. Si consegnano a tutti gli interessati e le interessate con l augurio che la collaborazione sempre più stretta ed efficace tra i vari settori, pubblici e privati, risulti proficua nei confronti di una parte senza dubbio rilevante della nostra società. Vicepresidente della Provincia Assessore all edilizia abitativa, cultura, scuola e formazione professionale in lingua italiana Christian Tommasini Assessora all'istruzione e cultura tedesca, beni culturali, diritto allo studio e musei Sabina Kasslatter Mur Assessore alla scuola e cultura ladina, amministrazione del patrimonio e lavori pubblici Florian Mussner Assessore alla famiglia, sanità e politiche sociali Richard Theiner 2

5 La scuola, dopo la famiglia, costituisce per i minori e le minori l ambiente formativo, di crescita e di socializzazione di maggior rilevanza. Essa ha senza dubbio un ruolo di informazione-formazione sociale estremamente importante e rappresenta un prezioso mezzo di comunicazione socio-educativa. La scuola è quindi un luogo di grande importanza nel percorso di inserimento delle bambine e dei bambini adottati. L esperienza scolastica rappresenta una sfida, non solo per le bambine ed i bambini stessi e per i genitori, ma anche per il personale docente. La loro accoglienza nella scuola richiede di essere pronti ad affrontare insieme ai genitori i bisogni che portano dentro di sé, mettendo in gioco non soltanto la propria professionalità, ma anche la propria sensibilità personale. Nel tempo, si è rilevato come la precocità dell inserimento scolastico spesso, ha creato nei bambini e nelle bambine forti disagi e delle difficoltà nella gestione quotidiana all interno della realtà scolastica. Gli operatori e le operatrici che lavorano nel campo dell'adozione (Servizio Adozioni Alto Adige ed Enti Autorizzati) consigliano sia nella fase informativa che formativa destinata ai futuri genitori, di inserire il proprio figlio o figlia rispettandone tempi e bisogni. Un inserimento non immediato e modulato, permette al bambino o alla bambina di adattarsi con serenità ad una nuova realtà familiare e sociale per poter iniziare a mettere radici profonde nella nuova vita; è solo in questo momento che potrà permettersi di affrontare anche una nuova avventura legata all inserimento nella scuola. L accoglienza nella realtà scolastica deve essere quindi pianificata, 3

6 progettata insieme ai genitori e alle realtà che conoscono la sua storia, i vissuti e gli eventuali percorsi scolastici precedenti. Si aggiunge quindi alla squadra anche il mondo della scuola che insieme ai genitori, in un continuo e proficuo scambio, potrà affrontarne meglio i bisogni. Di fronte a queste complessità si ritiene importante una sinergia tra scuola e mondo dei servizi nella logica di un rapporto/raccordo preventivo, nel rispetto delle specifiche competenze, e non solo dell intervento al manifestarsi di problemi. Gli obiettivi di tale rapporto/raccordo riguardano in particolare: la predisposizione di collaborazioni e alleanze educative che si esplicano nella condivisione e continuità di pensieri, progetti e azioni volti a favorire contesti accoglienti e sensibili; il monitoraggio del percorso di inserimento e di inclusione e quindi dello stato di benessere. Per quanto riguarda l aspetto educativo e didattico sarà utile tenere presenti i seguenti aspetti: I bambini e le bambine adottati richiedono attenzioni ed interventi specifici, che prevedono metodologie diverse da quelle previste per l inserimento di bambini e bambine di altre culture. Tener presente i tempi del bambino o della bambina, che per la sua storia di abbandono, necessita, a fronte di una situazione complessa a livello affettivo, di trovare un certo equilibrio per poter apprendere con serenità. La concentrazione, l attenzione, i risultati in termini di apprendimento, avranno necessariamente bisogno di più tempo ed è bene non orientarsi esclusivamente sulle qualità delle prestazioni. È utile non focalizzare l attenzione solo sugli apprendimenti linguistici. Il documento elaborato pone attenzione al momento dell inserimento a scuola e nei servizi educativi di bambini e bambine come passaggio fondamentale che richiede di essere accompagnato e sostenuto con la dovuta attenzione. I sovrintendenti scolastici Nicoletta Minnei Roland Verra Peter Höllrigl 4

7 È noto che le bambine e i bambini adottati sono molto diversi l uno dall altro e che considerarli tutti uguali costituisce un grave errore. Sappiamo anche, però, che condividono molte esperienze comuni: sempre, quella di aver dovuto interrompere la relazione con i loro genitori biologici; spesso, quella di aver vissuto esperienze difficili, a volte drammatiche, quali l istituzionalizzazione, il maltrattamento, i numerosi cambiamenti, ecc. L abbandono, le relazioni di attaccamento inadeguate, le esperienze traumatiche, i cambiamenti, costituiscono tutti fattori che incidono, in misura diversa caso per caso, sullo sviluppo psico-fisico di bambini e bambine fin dalla fase della gestazione. Le ricerche effettuate nell ambito della teoria dell attaccamento e gli studi recenti sullo sviluppo neuro-psicologico hanno, infatti, ben dimostrato come la crescita e l organizzazione del cervello, così come le capacità affettive e relazionali, dipendono in buona misura dal tipo di esperienze che un bambino o una bambina fa nel corso della sua crescita. A causa del percorso mediamente più complesso che si trovano a fare, bambine e bambini adottati possono presentare, non in tutti i casi, ma più spesso rispetto a coetanee e coetanei non adottati, difficoltà nell apprendimento, nelle relazioni con gli altri e nell adeguarsi alle regole. Non aver ricevuto stimoli adeguati, non aver sperimentato il senso di appartenenza e di sicurezza che deriva dalla cura di adulti attenti ed amorevoli, può causare l assenza di determinati schemi neuromotori, l insicurezza nelle proprie capacità, la difficoltà ad controllare le emozioni e a stabilire rapporti equilibrati con gli altri. Tutto ciò si può manifestare con l agitazione motoria, con la difficoltà di concentrazione, con l aggressività, con la necessità di essere sempre al centro dell attenzione. Tutte condotte che, ovviamente, hanno ricadute negative sulla qualità del rendimento e delle relazioni all interno della classe, innescando, spesso, un circolo vizioso che, inevitabilmente, peggiora e cronicizza le problematiche. Un altro aspetto che deve essere tenuto in grande considerazione, nelle adozioni internazionali, è quello relativo al cambiamento di contesto di vita e, soprattutto, di linguaggio. Adattarsi ad un diverso tipo di vita con regole, alimentazione, clima, abitudini, assai differenti da quello a cui si era abituati richiede un grandissimo investimento di energie cognitive ed emotive, che possono rendere più faticoso impegnarsi nello studio. Inoltre, pensare, comunicare ed apprendere con una lingua 5

8 che non è propria è un impegno assai considerevole. Si deve pensare, infatti, che è assai diverso l uso del linguaggio nella quotidianità, competenza che viene acquisita in genere piuttosto rapidamente, dall uso del linguaggio per pensare ed imparare, che richiede tempi decisamente più lunghi e comporta l affrontare specifiche complessità di comprensione e pronuncia di fonemi non presenti nel proprio idioma di o- rigine. Da quanto fin qui riportato si evince chiaramente la necessità di avere particolari attenzioni sia nella fase di inserimento, sia durante la frequenza scolastica successiva, anche quando sono trascorsi molti anni dall adozione. Attendere un tempo congruo prima di inserire il bambino o la bambina a scuola, scegliere la classe più adeguata in funzione dell età e delle sue competenze neuro-psicologiche, sostenere il percorso di apprendimento adeguandolo alle sue capacità, offrirgli/offrirle relazioni comprensive e rassicuranti, sono alcuni degli accorgimenti che la famiglia e la scuola, collaborando insieme, devono avere per far sì che l esperienza scolastica sia un occasione di crescita davvero positiva. Marco Chistolini Psicologo e psicoterapeuta, consulente CIAI (Centro Italiano Aiuti all Infanzia) 6

9 Non farsi prendere dall ansia di dover inserire quanto prima i propri figli o figlie a scuola: perdere un anno prima non equivale a perdere un anno poi. L inclusione nella famiglia è assolutamente un bisogno primario; questa è una priorità, la scuola e l ambiente sociale vengono dopo. Capire quali sono i bisogni e i desideri del bambino o della bambina, quali le sue competenze ed il grado di conoscenza delle cose. Non pensare che piaccia sciare perché piace a noi, giocare a calcio perché piace a noi, frequentare danza perché piace a noi. Concedere il tempo al bambino o alla bambina per capire che cosa veramente vorrebbe fare. Stimolare il disegno e la scrittura ma in maniera ludica. Permettere il più possibile di giocare e giocare insieme: spesso ha bisogno di recuperare in toto la dimensione del gioco. Leggere e raccontare tante storie e lasciare lo spazio dovuto perché sia, successivamente, in grado di raccontarle. L invenzione del racconto è spesso una trasposizione del vissuto e ne costituisce pertanto una sorta di liberazione. Ricordarsi che bambini e bambine mescolano fantasia e realtà ma che per loro è tutto reale e dunque va posto sempre l ascolto, anche nelle fantasie. Vivere gli incontri, organizzati per i genitori, in una logica di narrazione reciproca delle proprie esperienze può aiutare a non sentirsi soli. Non dimenticare che per superare le difficoltà è quanto mai opportuno ricorrere ad un esperto esterno che, in quanto tale e non coinvolto in prima persona, può suggerire comportamenti più adeguati. A cura del Gruppo Genitori Insegnanti attivato presso l Intendenza scolastica italiana 7

10 La scelta dei tempi del processo d inserimento nel mondo educativo è un aspetto delicato. In sintesi la domanda è: dopo quanto tempo dall inserimento della minore o del minore adottato nella famiglia adottiva è utile l inserimento a scuola? E corretto l inserimento nella classe corrispondente con la sua età anagrafica? Le risposte a questi quesiti sono: - flessibilità - darsi tempo - individualizzazione dei bisogni. In sintesi è importante dare un tempo congruo per adattarsi ai ritmi ed alle specificità della società in cui la bambina o il bambino è inserito, ma soprattutto concedere il tempo necessario per costruire una base di attaccamento con la famiglia adottiva. Nel caso in cui si presentino: fatica nell adattamento ai nuovi modelli culturali, la lingua, i cibi, ed alle nuove relazioni sociali come parenti ed amici sarà possibile l inserimento in una classe inferiore a quella corrispondente alla reale età anagrafica della minore o del minore adottato. Questa decisione comporta una precisa e attenta valutazione della scuola e dell équipe interprofessionale. - Orario flessibile per ridurre le difficoltà del minore o della minore. - Sollecitare un incontro tra famiglia (adottante) e scuola (dirigente e docenti) per ricercare una vicinanza strategica e permettere al bambino o alla bambina di 8

11 manifestare i suoi bisogni ma anche i suoi talenti. La scuola è un osservatore privilegiato della realtà psico sociale - emotiva in divenire. - Quasi tutti i P.O.F. (Piano dell Offerta Formativa) prevedono l accoglienza a scuola di nuovi bambini e bambine. Tale senso dell accogliere, dovrebbe essere sostenuto da iniziative per tutto l anno scolastico e non solo nella parte iniziale. In sintesi: - È utile conoscere il nuovo contesto per meglio utilizzare l offerta formativa del medesimo, valorizzando le risorse personali di ciascuno in una dimensione consapevole anche dei bisogni e dei limiti presenti. - Migliorare costantemente le relazioni tra tutte le componenti presenti nell ambito formativo nella dimensione dell ascoltarsi per ascoltare. - Dare continuità all accoglienza (con congrue azioni, attenzioni e atteggiamenti accoglienti ). - Clima accogliente che trasmetta serenità e sicurezza. - Una coinvolgente partecipazione alla programmazione dell attività didattica valorizzando un continuum educativo scuola + famiglia. - Un ritorno puntuale del comportamento del bambino o della bambina in ambito scolastico (responsabile collaborazione tra scuola e famiglia). - Una relazione paritaria docente genitore che eviti deleghe e stigmatizzazioni fare insieme nel rispetto dei reciproci ruoli. Guido Carriero Psicologo e psicoterapeuta Componente Servizio Adozioni Alto Adige 9

12 L iscrizione alla scuola dell infanzia o alla scuola di qualsiasi ordine e grado, segue le procedure previste per tutti gli alunni e le alunne. Per la scuola dell infanzia, l iscrizione può essere presentata in qualsiasi momento dell anno, ma la bambina o il bambino sarà accolto secondo la disponibilità dei posti. Per i bambini e le bambine in età scolare, l iscrizione può essere presentata in qualsiasi momento dell anno e deve essere sempre fatta, ma la frequentazione può essere definita e programmata nel tempo in accordo con la scuola prescelta. Si ricorda inoltre che la legislazione provinciale prevede la possibilità che i genitori, dandone preventiva comunicazione al Direttore didattico, si assumano personalmente il compito di istruire i propri figli o figlie attivandosi con la modalità della Scuola famigliare, in modo da permettere tempi più distesi per l inserimento nella classe di riferimento (l anno scolastico successivo, previo esame di idoneità). Chiaramente, questa particolare forma di assolvimento dell obbligo scolastico art. 111 del DLgs. 297/94 prevede che i genitori dimostrino la capacità tecnica e/o economica di provvedere direttamente all istruzione. I Fase Prima dell inserimento La famiglia, direttamente o tramite l Ente autorizzato di riferimento, comunica l intenzione di iscrivere il proprio figlio o figlia a scuola prendendo contatto con: - il Servizio integrazione e consulenza scolastica (per le scuole in lingua italiana e ladina); - il Centro pedagogico di riferimento (per le scuole di lingua tedesca) per un adeguato accompagnamento psicopedagogico. 10

13 Successivamente, la famiglia deve rivolgersi alla Direzione della scuola di competenza per l iscrizione Per l inserimento scolastico il o la referente del Servizio integrazione e consulenza scolastica (per la scuola in lingua italiana) si attiva per organizzare un incontro tra la famiglia, la scuola, l Ente autorizzato e il Servizio Adozioni Alto Adige, per una prima conoscenza e la definizione di un adeguato inserimento scolastico, in accordo con i genitori. Il Servizio Adozioni Alto Adige, ha il compito, durante l anno di post-adozione o di affidamento pre-adottivo così come previsto dalla legge, di sostenere e accompagnare la famiglia adottiva. L incarico avviene attraverso un decreto inviato dal Tribunale per i Minorenni al Servizio Adozioni Alto Adige. Pertanto, in occasione del primo incontro, l assistente sociale del Servizio Adozioni Alto Adige, definirà il proprio ruolo ed i compiti del Servizio, sensibilizzando la scuola sulla tematica adottiva ed eventuali aspetti generali. II Fase Inserimento L assistente sociale del Servizio Adozioni Alto Adige, in collaborazione con il Servizio integrazione e consulenza scolastica o il Centro pedagogico e l Ente autorizzato, valuta l opportunità di organizzare periodici incontri di verifica tra la scuola e la famiglia. In caso di difficoltà In caso di difficoltà durante l anno di post-adozione o di affidamento preadottivo la scuola, tramite il dirigente scolastico, contatta l assistente sociale di riferimento presso il Servizio Adozioni Alto Adige al fine di individuare, assieme agli altri attori coinvolti, le modalità di intervento, in accordo con i genitori Le scuole di lingua tedesca possono rivolgersi direttamente al Centro pedagogico di riferimento. Le scuole in lingua ladina possono rivolgersi al Servizio inclusione e consulenza. Dopo l anno di post-adozione o di affidamento pre-adottivo il Servizio Adozioni si attiverà per gli opportuni interventi su richiesta della famiglia, della scuola o del Servizio Sociale distrettuale (tenendo informata la famiglia). 11

14 Presso le Intendenze scolastiche di lingua italiana, tedesca e ladina, sono istituiti i rispettivi Servizi per l Integrazione e consulenza scolastica, per sostenere i bisogni educativi speciali di alunni e alunne delle scuole di ogni ordine e grado e favorirne l integrazione e l inclusione nel gruppo classe e nella comunità scolastica. I Servizi di educazione alla salute presso le tre Intendenze perseguono l obiettivo di promuovere nella scuola azioni e progetti volti ad educare a stili di vita positivi ed ad una cittadinanza attiva e consapevole, in base alle linee guida indicate dall Organizzazione Mondiale della Sanità e recepite sia a livello nazionale dai Ministeri dell Istruzione e della Salute, sia a livello locale dal competente Assessorato. Per porre maggiore attenzione all'inserimento scolastico delle bambine e dei bambini adottati è stato istituito, con la deliberazione della Giunta provinciale n. 619 del 09/03/2009 il gruppo di lavoro interprofessionale. Attualmente, il gruppo di lavoro interprofessionale è composto da: Rappresentanti/referenti delle Intendenze scolastiche in lingua italiana, tedesca e ladina; Tribunale per i Minorenni; Ufficio Famiglia, donna e gioventù; Servizio Adozioni Alto Adige (Azienda Servizi Sociali Bolzano); Enti Autorizzati presenti sul territorio (Ai.Bi. Amici dei Bambini e Amici Trentini); Associazione genitori adottivi ed affidatari altoatesini; 12

15 Insegnanti referenti per le strutture scolastiche; Ispettrici ed Ispettori scolastici. Il gruppo ha evidenziato alcuni elementi problematici nel rapporto scuola-adozione e di conseguenza si è posto innanzitutto come punto di incontro, con la finalità di individuare, attraverso una serie di riflessioni e progettazioni, azioni di miglioramento volte a favorire il percorso scolastico delle bambine e dei bambini adottati e a stabilire una modalità di intervento per il loro inserimento, oltre a trovare risposte adeguate alle domande che i genitori pongono al personale insegnante e operativo dei servizi, per non deludere le loro aspettative. Prendendo spunto dalle richieste del personale docente di completare il percorso di formazione (tenuto da Guido Carriero) sulle tematiche dell'adozione Conoscere per accogliere, nel corso dell'anno scolastico è stato attivato un gruppo di lavoro, presso l Intendenza scolastica italiana, per mettere in contatto famiglie adottive e insegnanti al fine di discutere, scambiare esperienze e progettare piccoli percorsi laboratoriali da proporre alle scuole. Il gruppo si è costituito su base spontanea e in autonomia, per consentire a tutti di sentirsi liberi di esprimere il proprio pensiero. Da tale gruppo è scaturito, tra l'altro, il documento condiviso: Consigli utili da genitore a genitore. Il gruppo è ancora attivo e gli incontri proseguiranno anche per il futuro. Per informazioni è possibile rivolgersi al Servizio educazione alla salute Integrazione e consulenza scolastica. 1 L Ufficio Famiglia, donna e gioventù è competente in materia di programmazione, orientamento, coordinamento e controllo degli interventi nell ambito dell adozione nazionale ed internazionale. 1 per i recapiti si veda in appendice l'elenco dei referenti. 13

16 Con la riorganizzazione del settore adozioni, svoltasi nel corso dell anno 2010, il Servizio provinciale adozioni collocato presso l Ufficio Famiglia, donna e gioventù è stato soppresso ed il coordinamento funzionale delle equipe per le adozioni è stato delegato all Azienda Servizi Sociali di Bolzano. E stato quindi istituito da giugno del 2010 presso l Azienda Servizi Sociali di Bolzano il Servizio Adozioni Alto Adige, il quale coordina un unica equipe composta da assistenti sociali, psicologi e psicologhe, competente per tutto il territorio provinciale. La Provincia nell ambito della propria competenza: Attua la propria funzione di coordinamento e di sviluppo della rete di servizi ai sensi dell articolo 39-bis, comma 1, lettera a) della legge n. 184/83 attraverso incontri periodici con i e le responsabili del Servizio Adozioni Alto Adige, e, se ritenuto necessario, con il Tribunale per i Minorenni, gli Enti Autorizzati, le scuole nonché l accompagnamento di progetti di interesse provinciale; Vigila ai sensi dell articolo 39-bis, comma 1, lettera b) della legge n. 184/83 sul funzionamento dei servizi che operano nel territorio al fine di garantire livelli adeguati di intervento; Promuove la definizione di protocolli operativi e convenzioni tra Enti Autorizzati e servizi, nonché forme stabili di collaborazione fra gli stessi e gli organi giudiziari minorili; Mantiene i contatti istituzionali con la Commissione nazionale per le adozioni internazionali ai sensi della legge n. 184/83; Organizza i corsi per aspiranti genitori adottivi nonché per gli operatori e le operatrici; Garantisce il finanziamento del Servizio Adozioni Alto Adige. Il Servizio Adozioni Alto Adige, gestito dall Azienda Servizi Sociali di Bolzano, su delega del Dipartimento alla famiglia e sanità e politiche sociali della Provincia Autonoma di Bolzano, si occupa del tema adozione a livello provinciale. Il Servizio coordina un gruppo di specialisti e specialiste che hanno il compito non solo di accertare - su incarico del Tribunale per i Minorenni - se una coppia possiede i requisiti idonei per adottare un bambino o bambina, ma anche di fornire ai genitori 14

17 adottivi aiuto e consulenza in tutte le problematiche che precedono e seguono l'adozione. Il Servizio opera attraverso un equipe composta da 4 assistenti sociali e 4 psicologi e psicologhe, nel rispetto della dignità della persona, ponendo attenzione all ascolto e all accoglienza e garantendo omogeneità nella procedura adottiva. Le attività svolte dal Servizio Adozioni Alto Adige sono: Colloqui informativi alle coppie aspiranti; Colloqui psico-sociali per l indagine (studio di coppia) richiesta dal Tribunale per i Minorenni, per l adozione nazionale, internazionale e in caso di adozione di minori in casi particolari; Stesura della relazione sociale per l adozione nazionale e internazionale nella fase post-adottiva, da inviare al Tribunale per i Minorenni e/o agli Enti Autorizzati, come previsto dalla Legge; Sostegno sociale e psicologico nella fase pre e post-adottiva; Sostegno alle coppie nella fase di attesa dei minori; Rapporti e collaborazione con il Tribunale per i Minorenni, gli Enti Autorizzati e l Ufficio Famiglia, donna e gioventù del Dipartimento alla famiglia, sanità e politiche sociali della Provincia Autonoma di Bolzano; Collaborazione con altre istituzioni pubbliche e private sociali e servizi specialistici; Sostegno alle persone adulte adottate richiedenti l accesso alle informazioni sulle famiglie di origine contenute nei documenti presso il Tribunale per i Minorenni; Consulenze sulle tematiche legate all adozione; Organizzazione di eventi informativi e di sensibilizzazione sul tema dell adozione. Per quanto riguarda l assistenza nella fase post-adottiva oppure nella fase dell affido pre-adottivo, l assistente sociale offre consulenza e sostegno ai genitori ed al/alla minore sia nel processo di inserimento scolastico, sia nella crescita personale. Si sottolinea come, nella delicata fase di consolidamento della nuova famiglia, i Servizi possano rappresentare un utile supporto per rispondere ai bisogni espressi o meno dalla nuova famiglia e per inserirla in modo proficuo in una dimensione di rete. 15

18 L Ente autorizzato ha funzione di ponte tra la realtà di bambine e bambini dichiarati in stato di adottabilità nel paese straniero e i genitori che desiderano adottare. Per legge ha il compito di informare, formare, affiancare i futuri genitori adottivi nel percorso dell'adozione internazionale e curare lo svolgimento all'estero delle procedure necessarie per realizzare l'adozione; assistendoli davanti all'autorità Straniera, dopo che l Autorità straniera ha deciso l abbinamento del bambino o della bambina alla coppia, e sostenendoli nel percorso post-adozione. La legge 476/98 ha reso obbligatorio l'intervento dell'ente autorizzato in tutte le procedure di adozione internazionale, modificando la precedente disciplina che permetteva, invece, di rivolgersi anche direttamente alle autorità straniere. L Ente conosce le realtà in cui vivono bambini e bambine nei Paesi in cui opera, la situazione dell infanzia abbandonata e le realtà degli istituti dove la maggior parte di bambine e bambini adottati hanno vissuto e dove, per altro, lavora anche con personale proprio, su progetti che mirano al miglioramento della condizione dell infanzia in loco e al raggiungimento del diritto del bambino e della bambina a vivere in famiglia. Quando il bambino o la bambina arriva in Italia con i nuovi genitori, insieme al Tribunale per i Minorenni e ai servizi sul territorio, l ente aiuta la nuova famiglia a trovare le modalità adeguate e il nuovo equilibrio per la costruzione, nel tempo, di quelle basi solide necessarie per la nuova famiglia. Il/la minore che fa ingresso nel territorio dello Stato sulla base di un provvedimento straniero di adozione o affidamento a scopo di adozione, gode dal momento dell ingresso di tutti i diritti attribuiti alla o al minore italiano e acquista la cittadinanza italiana per effetto della trascrizione del provvedimento straniero e successivamente l inserimento dei propri dati sui registri dello stato civile. L Ente Autorizzato comunica al Servizio Adozioni Alto Adige l arrivo del minore o della minore; inoltre è obbligato a relazionare al Paese d origine, sull andamento dell adozione, con relazioni periodiche. E un lavoro di squadra, dove ogni servizio offre una modalità di sostegno. A volte però, i nuovi genitori faticano a chiedere aiuto, perché stanchi dall iter adottivo, lungo e a volte faticoso, che hanno percorso. Può accadere che l esigenza di essere finalmente una famiglia normale entri in conflitto con le problematiche e i bisogni della bambina o del bambino adottato. La sua storia, spesso drammatica, resta un bagaglio che deve essere preso in considerazione e supportato per il buon esito della storia adottiva. Tale situazione, talvolta complessa, richiede una sinergia tra servizi presenti sul territorio (scolastici e specialistici) attraverso una buona comunicazione e un efficace 16

19 scambio di informazioni utili a conferire al sostegno offerto leggerezza, vicinanza e non intrusività. Gli Enti Autorizzati con sede in Provincia che hanno partecipato alla stesura delle presenti linee guida sono : Ai.Bi. Amici dei Bambini e Amici Trentini. L Associazione Genitori Adottivi ed Affidatari Altoatesini rappresenta ad oggi l unica associazione di genitori adottivi presente sul territorio provinciale. Conta circa cento famiglie iscritte che ne condividono i principi ispiratori, le finalità e partecipano attivamente alla vita della stessa. Quanto di seguito riportato è il risultato del lavoro di un gruppo di lavoro ristretto dell Associazione che, si auspica, possa interpretare il punto di vista della maggior parte dei genitori. Si ritiene che il compito della famiglia adottiva possa essere quello di costruire un rapporto di collaborazione sereno con gli altri soggetti coinvolti nel processo di accoglienza scolastica del proprio bambino o della propria bambina (Scuola, Servizio Adozioni Alto Adige, Enti Autorizzati ) mirato al raggiungimento del suo successo educativo-formativo. S intende sottolineare come, nel caso specifico delle bambine o dei bambini adottati, questo percorso debba tenere in debita considerazione il loro vissuto, in particolare dalla situazione di abbandono che li contraddistingue, spesso seguito da una lunga permanenza in istituto. Le famiglie, attraverso l azione di ogni genitore, si impegnano a promuovere una serie di azioni per collaborare al raggiungimento del successo educativo - formativo del proprio figlio o figlia, sin dal momento dell inserimento nella scuola, ovvero a 2 : 1. Essere responsabili Assumere il proprio ruolo educativo, senza delegare a scuola e/o alle associazioni compiti che le competono; condividere e sostenere l opera della scuola, evitando contraddizioni che possono confondere il bambino o la bambina. 2 Patto Formativo: Istituto Pluricomprensivo Laives, Anno Scolastico

20 2. Collaborare Individuare con la scuola ed il gruppo interprofessionale (famiglia - scuola - associazione servizi sociali - psicologo ) le modalità di inserimento scolastico più adeguate per il proprio figlio o figlia, compatibilmente con le necessità e le pressioni (lavoro, ) che oggi impone alla famiglia; condividere con la scuola, il percorso formativo e le scelte educative; contribuire alla formazione specifica del personale insegnante riguardo al tema dell adozione con testimonianze; chiedere, in caso di incomprensioni, chiarimenti direttamente alla scuola evitando il coinvolgimento del bambino o della bambina; sostenere l azione degli insegnanti, delle insegnanti e della scuola. 3. Condividere Affrontare le diversità di punti di vista con la scuola in modo autentico e costruttivo, cercando soluzioni condivise. 4. Essere coerenti Accordarsi con la scuola sugli atteggiamenti e sullo stile educativo per mantenere una linea educativa comune. 5. Partecipare Partecipare agli incontri ed alle iniziative (occasioni comuni di festa, riunioni, assemblee ) promosse dalla scuola; partecipare a iniziative (es. progetti interculturali ) che possano contribuire a diffondere una sempre maggiore conoscenza del mondo dell adozione. 6. Comunicare/dialogare Rendersi aperti al confronto e alla condivisione per individuare insieme possibili soluzioni. Il Tribunale per i Minorenni è il luogo di tutela del/della minore e interviene in sua difesa, attraverso le norme previste dalla legge quando ci si trova di fronte a gravi incapacità, dei genitori o delle persone alle quali è affidato, di far fronte ai loro compiti educativi. L obiettivo è salvaguardare la possibilità del/della minore di raggiungere un adeguato sviluppo personale fisico, psichico ed intellettuale. 18

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