istituito formalmente nel 2009 con deliberazione della Giunta Provinciale.

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "istituito formalmente nel 2009 con deliberazione della Giunta Provinciale."

Transcript

1

2

3 Da alcuni anni la presenza nella scuola di bambine e bambini adottati in ambito nazionale ed internazionale risulta significativa anche nella realtà locale della provincia di Bolzano. È un fenomeno nuovo per la nostra scuola che si sta via via attrezzando a capirne le esperienze personali e delle loro famiglie. L inserimento scolastico, in particolare, rappresenta un momento delicato che richiede di essere accompagnato e sostenuto con la dovuta attenzione attraverso un lavoro coordinato tra servizi, famiglia e scuola. Proprio nella consapevolezza che solo un ottica di rete consente di affrontare con successo problematiche complesse quali l inclusione e l integrazione, nel 2008 è nato presso l Intendenza scolastica in lingua italiana il Gruppo di lavoro adozioni, istituito formalmente nel 2009 con deliberazione della Giunta Provinciale. Le presenti linee guida sono scaturite dal confronto e dalla collaborazione di tutti gli attori coinvolti nel gruppo, vale a dire l Ufficio Famiglia, donna e gioventù, il Servizio Adozioni Alto Adige, il Tribunale per i Minorenni, gli Enti Autorizzati per le adozioni all estero presenti sul territorio (Ai.Bi. Amici dei Bambini e Amici Trentini), l Associazione genitori adottivi ed affidatari altoatesini e rappresentanti delle Intendenze scolastiche in lingua italiana, tedesca e ladina. Giunte alla seconda edizione, le linee guida sono pensate come uno strumento snello e maneggevole destinato a famiglie ed insegnanti. Contengono informazioni utili circa il ruolo dei vari soggetti presenti sul territorio e sugli snodi del percorso elaborato di comune accordo per 1

4 un accoglienza ottimale ed un inserimento positivo nella scuola delle bambine e dei bambini adottati. Si consegnano a tutti gli interessati e le interessate con l augurio che la collaborazione sempre più stretta ed efficace tra i vari settori, pubblici e privati, risulti proficua nei confronti di una parte senza dubbio rilevante della nostra società. Vicepresidente della Provincia Assessore all edilizia abitativa, cultura, scuola e formazione professionale in lingua italiana Christian Tommasini Assessora all'istruzione e cultura tedesca, beni culturali, diritto allo studio e musei Sabina Kasslatter Mur Assessore alla scuola e cultura ladina, amministrazione del patrimonio e lavori pubblici Florian Mussner Assessore alla famiglia, sanità e politiche sociali Richard Theiner 2

5 La scuola, dopo la famiglia, costituisce per i minori e le minori l ambiente formativo, di crescita e di socializzazione di maggior rilevanza. Essa ha senza dubbio un ruolo di informazione-formazione sociale estremamente importante e rappresenta un prezioso mezzo di comunicazione socio-educativa. La scuola è quindi un luogo di grande importanza nel percorso di inserimento delle bambine e dei bambini adottati. L esperienza scolastica rappresenta una sfida, non solo per le bambine ed i bambini stessi e per i genitori, ma anche per il personale docente. La loro accoglienza nella scuola richiede di essere pronti ad affrontare insieme ai genitori i bisogni che portano dentro di sé, mettendo in gioco non soltanto la propria professionalità, ma anche la propria sensibilità personale. Nel tempo, si è rilevato come la precocità dell inserimento scolastico spesso, ha creato nei bambini e nelle bambine forti disagi e delle difficoltà nella gestione quotidiana all interno della realtà scolastica. Gli operatori e le operatrici che lavorano nel campo dell'adozione (Servizio Adozioni Alto Adige ed Enti Autorizzati) consigliano sia nella fase informativa che formativa destinata ai futuri genitori, di inserire il proprio figlio o figlia rispettandone tempi e bisogni. Un inserimento non immediato e modulato, permette al bambino o alla bambina di adattarsi con serenità ad una nuova realtà familiare e sociale per poter iniziare a mettere radici profonde nella nuova vita; è solo in questo momento che potrà permettersi di affrontare anche una nuova avventura legata all inserimento nella scuola. L accoglienza nella realtà scolastica deve essere quindi pianificata, 3

6 progettata insieme ai genitori e alle realtà che conoscono la sua storia, i vissuti e gli eventuali percorsi scolastici precedenti. Si aggiunge quindi alla squadra anche il mondo della scuola che insieme ai genitori, in un continuo e proficuo scambio, potrà affrontarne meglio i bisogni. Di fronte a queste complessità si ritiene importante una sinergia tra scuola e mondo dei servizi nella logica di un rapporto/raccordo preventivo, nel rispetto delle specifiche competenze, e non solo dell intervento al manifestarsi di problemi. Gli obiettivi di tale rapporto/raccordo riguardano in particolare: la predisposizione di collaborazioni e alleanze educative che si esplicano nella condivisione e continuità di pensieri, progetti e azioni volti a favorire contesti accoglienti e sensibili; il monitoraggio del percorso di inserimento e di inclusione e quindi dello stato di benessere. Per quanto riguarda l aspetto educativo e didattico sarà utile tenere presenti i seguenti aspetti: I bambini e le bambine adottati richiedono attenzioni ed interventi specifici, che prevedono metodologie diverse da quelle previste per l inserimento di bambini e bambine di altre culture. Tener presente i tempi del bambino o della bambina, che per la sua storia di abbandono, necessita, a fronte di una situazione complessa a livello affettivo, di trovare un certo equilibrio per poter apprendere con serenità. La concentrazione, l attenzione, i risultati in termini di apprendimento, avranno necessariamente bisogno di più tempo ed è bene non orientarsi esclusivamente sulle qualità delle prestazioni. È utile non focalizzare l attenzione solo sugli apprendimenti linguistici. Il documento elaborato pone attenzione al momento dell inserimento a scuola e nei servizi educativi di bambini e bambine come passaggio fondamentale che richiede di essere accompagnato e sostenuto con la dovuta attenzione. I sovrintendenti scolastici Nicoletta Minnei Roland Verra Peter Höllrigl 4

7 È noto che le bambine e i bambini adottati sono molto diversi l uno dall altro e che considerarli tutti uguali costituisce un grave errore. Sappiamo anche, però, che condividono molte esperienze comuni: sempre, quella di aver dovuto interrompere la relazione con i loro genitori biologici; spesso, quella di aver vissuto esperienze difficili, a volte drammatiche, quali l istituzionalizzazione, il maltrattamento, i numerosi cambiamenti, ecc. L abbandono, le relazioni di attaccamento inadeguate, le esperienze traumatiche, i cambiamenti, costituiscono tutti fattori che incidono, in misura diversa caso per caso, sullo sviluppo psico-fisico di bambini e bambine fin dalla fase della gestazione. Le ricerche effettuate nell ambito della teoria dell attaccamento e gli studi recenti sullo sviluppo neuro-psicologico hanno, infatti, ben dimostrato come la crescita e l organizzazione del cervello, così come le capacità affettive e relazionali, dipendono in buona misura dal tipo di esperienze che un bambino o una bambina fa nel corso della sua crescita. A causa del percorso mediamente più complesso che si trovano a fare, bambine e bambini adottati possono presentare, non in tutti i casi, ma più spesso rispetto a coetanee e coetanei non adottati, difficoltà nell apprendimento, nelle relazioni con gli altri e nell adeguarsi alle regole. Non aver ricevuto stimoli adeguati, non aver sperimentato il senso di appartenenza e di sicurezza che deriva dalla cura di adulti attenti ed amorevoli, può causare l assenza di determinati schemi neuromotori, l insicurezza nelle proprie capacità, la difficoltà ad controllare le emozioni e a stabilire rapporti equilibrati con gli altri. Tutto ciò si può manifestare con l agitazione motoria, con la difficoltà di concentrazione, con l aggressività, con la necessità di essere sempre al centro dell attenzione. Tutte condotte che, ovviamente, hanno ricadute negative sulla qualità del rendimento e delle relazioni all interno della classe, innescando, spesso, un circolo vizioso che, inevitabilmente, peggiora e cronicizza le problematiche. Un altro aspetto che deve essere tenuto in grande considerazione, nelle adozioni internazionali, è quello relativo al cambiamento di contesto di vita e, soprattutto, di linguaggio. Adattarsi ad un diverso tipo di vita con regole, alimentazione, clima, abitudini, assai differenti da quello a cui si era abituati richiede un grandissimo investimento di energie cognitive ed emotive, che possono rendere più faticoso impegnarsi nello studio. Inoltre, pensare, comunicare ed apprendere con una lingua 5

8 che non è propria è un impegno assai considerevole. Si deve pensare, infatti, che è assai diverso l uso del linguaggio nella quotidianità, competenza che viene acquisita in genere piuttosto rapidamente, dall uso del linguaggio per pensare ed imparare, che richiede tempi decisamente più lunghi e comporta l affrontare specifiche complessità di comprensione e pronuncia di fonemi non presenti nel proprio idioma di o- rigine. Da quanto fin qui riportato si evince chiaramente la necessità di avere particolari attenzioni sia nella fase di inserimento, sia durante la frequenza scolastica successiva, anche quando sono trascorsi molti anni dall adozione. Attendere un tempo congruo prima di inserire il bambino o la bambina a scuola, scegliere la classe più adeguata in funzione dell età e delle sue competenze neuro-psicologiche, sostenere il percorso di apprendimento adeguandolo alle sue capacità, offrirgli/offrirle relazioni comprensive e rassicuranti, sono alcuni degli accorgimenti che la famiglia e la scuola, collaborando insieme, devono avere per far sì che l esperienza scolastica sia un occasione di crescita davvero positiva. Marco Chistolini Psicologo e psicoterapeuta, consulente CIAI (Centro Italiano Aiuti all Infanzia) 6

9 Non farsi prendere dall ansia di dover inserire quanto prima i propri figli o figlie a scuola: perdere un anno prima non equivale a perdere un anno poi. L inclusione nella famiglia è assolutamente un bisogno primario; questa è una priorità, la scuola e l ambiente sociale vengono dopo. Capire quali sono i bisogni e i desideri del bambino o della bambina, quali le sue competenze ed il grado di conoscenza delle cose. Non pensare che piaccia sciare perché piace a noi, giocare a calcio perché piace a noi, frequentare danza perché piace a noi. Concedere il tempo al bambino o alla bambina per capire che cosa veramente vorrebbe fare. Stimolare il disegno e la scrittura ma in maniera ludica. Permettere il più possibile di giocare e giocare insieme: spesso ha bisogno di recuperare in toto la dimensione del gioco. Leggere e raccontare tante storie e lasciare lo spazio dovuto perché sia, successivamente, in grado di raccontarle. L invenzione del racconto è spesso una trasposizione del vissuto e ne costituisce pertanto una sorta di liberazione. Ricordarsi che bambini e bambine mescolano fantasia e realtà ma che per loro è tutto reale e dunque va posto sempre l ascolto, anche nelle fantasie. Vivere gli incontri, organizzati per i genitori, in una logica di narrazione reciproca delle proprie esperienze può aiutare a non sentirsi soli. Non dimenticare che per superare le difficoltà è quanto mai opportuno ricorrere ad un esperto esterno che, in quanto tale e non coinvolto in prima persona, può suggerire comportamenti più adeguati. A cura del Gruppo Genitori Insegnanti attivato presso l Intendenza scolastica italiana 7

10 La scelta dei tempi del processo d inserimento nel mondo educativo è un aspetto delicato. In sintesi la domanda è: dopo quanto tempo dall inserimento della minore o del minore adottato nella famiglia adottiva è utile l inserimento a scuola? E corretto l inserimento nella classe corrispondente con la sua età anagrafica? Le risposte a questi quesiti sono: - flessibilità - darsi tempo - individualizzazione dei bisogni. In sintesi è importante dare un tempo congruo per adattarsi ai ritmi ed alle specificità della società in cui la bambina o il bambino è inserito, ma soprattutto concedere il tempo necessario per costruire una base di attaccamento con la famiglia adottiva. Nel caso in cui si presentino: fatica nell adattamento ai nuovi modelli culturali, la lingua, i cibi, ed alle nuove relazioni sociali come parenti ed amici sarà possibile l inserimento in una classe inferiore a quella corrispondente alla reale età anagrafica della minore o del minore adottato. Questa decisione comporta una precisa e attenta valutazione della scuola e dell équipe interprofessionale. - Orario flessibile per ridurre le difficoltà del minore o della minore. - Sollecitare un incontro tra famiglia (adottante) e scuola (dirigente e docenti) per ricercare una vicinanza strategica e permettere al bambino o alla bambina di 8

11 manifestare i suoi bisogni ma anche i suoi talenti. La scuola è un osservatore privilegiato della realtà psico sociale - emotiva in divenire. - Quasi tutti i P.O.F. (Piano dell Offerta Formativa) prevedono l accoglienza a scuola di nuovi bambini e bambine. Tale senso dell accogliere, dovrebbe essere sostenuto da iniziative per tutto l anno scolastico e non solo nella parte iniziale. In sintesi: - È utile conoscere il nuovo contesto per meglio utilizzare l offerta formativa del medesimo, valorizzando le risorse personali di ciascuno in una dimensione consapevole anche dei bisogni e dei limiti presenti. - Migliorare costantemente le relazioni tra tutte le componenti presenti nell ambito formativo nella dimensione dell ascoltarsi per ascoltare. - Dare continuità all accoglienza (con congrue azioni, attenzioni e atteggiamenti accoglienti ). - Clima accogliente che trasmetta serenità e sicurezza. - Una coinvolgente partecipazione alla programmazione dell attività didattica valorizzando un continuum educativo scuola + famiglia. - Un ritorno puntuale del comportamento del bambino o della bambina in ambito scolastico (responsabile collaborazione tra scuola e famiglia). - Una relazione paritaria docente genitore che eviti deleghe e stigmatizzazioni fare insieme nel rispetto dei reciproci ruoli. Guido Carriero Psicologo e psicoterapeuta Componente Servizio Adozioni Alto Adige 9

12 L iscrizione alla scuola dell infanzia o alla scuola di qualsiasi ordine e grado, segue le procedure previste per tutti gli alunni e le alunne. Per la scuola dell infanzia, l iscrizione può essere presentata in qualsiasi momento dell anno, ma la bambina o il bambino sarà accolto secondo la disponibilità dei posti. Per i bambini e le bambine in età scolare, l iscrizione può essere presentata in qualsiasi momento dell anno e deve essere sempre fatta, ma la frequentazione può essere definita e programmata nel tempo in accordo con la scuola prescelta. Si ricorda inoltre che la legislazione provinciale prevede la possibilità che i genitori, dandone preventiva comunicazione al Direttore didattico, si assumano personalmente il compito di istruire i propri figli o figlie attivandosi con la modalità della Scuola famigliare, in modo da permettere tempi più distesi per l inserimento nella classe di riferimento (l anno scolastico successivo, previo esame di idoneità). Chiaramente, questa particolare forma di assolvimento dell obbligo scolastico art. 111 del DLgs. 297/94 prevede che i genitori dimostrino la capacità tecnica e/o economica di provvedere direttamente all istruzione. I Fase Prima dell inserimento La famiglia, direttamente o tramite l Ente autorizzato di riferimento, comunica l intenzione di iscrivere il proprio figlio o figlia a scuola prendendo contatto con: - il Servizio integrazione e consulenza scolastica (per le scuole in lingua italiana e ladina); - il Centro pedagogico di riferimento (per le scuole di lingua tedesca) per un adeguato accompagnamento psicopedagogico. 10

13 Successivamente, la famiglia deve rivolgersi alla Direzione della scuola di competenza per l iscrizione Per l inserimento scolastico il o la referente del Servizio integrazione e consulenza scolastica (per la scuola in lingua italiana) si attiva per organizzare un incontro tra la famiglia, la scuola, l Ente autorizzato e il Servizio Adozioni Alto Adige, per una prima conoscenza e la definizione di un adeguato inserimento scolastico, in accordo con i genitori. Il Servizio Adozioni Alto Adige, ha il compito, durante l anno di post-adozione o di affidamento pre-adottivo così come previsto dalla legge, di sostenere e accompagnare la famiglia adottiva. L incarico avviene attraverso un decreto inviato dal Tribunale per i Minorenni al Servizio Adozioni Alto Adige. Pertanto, in occasione del primo incontro, l assistente sociale del Servizio Adozioni Alto Adige, definirà il proprio ruolo ed i compiti del Servizio, sensibilizzando la scuola sulla tematica adottiva ed eventuali aspetti generali. II Fase Inserimento L assistente sociale del Servizio Adozioni Alto Adige, in collaborazione con il Servizio integrazione e consulenza scolastica o il Centro pedagogico e l Ente autorizzato, valuta l opportunità di organizzare periodici incontri di verifica tra la scuola e la famiglia. In caso di difficoltà In caso di difficoltà durante l anno di post-adozione o di affidamento preadottivo la scuola, tramite il dirigente scolastico, contatta l assistente sociale di riferimento presso il Servizio Adozioni Alto Adige al fine di individuare, assieme agli altri attori coinvolti, le modalità di intervento, in accordo con i genitori Le scuole di lingua tedesca possono rivolgersi direttamente al Centro pedagogico di riferimento. Le scuole in lingua ladina possono rivolgersi al Servizio inclusione e consulenza. Dopo l anno di post-adozione o di affidamento pre-adottivo il Servizio Adozioni si attiverà per gli opportuni interventi su richiesta della famiglia, della scuola o del Servizio Sociale distrettuale (tenendo informata la famiglia). 11

14 Presso le Intendenze scolastiche di lingua italiana, tedesca e ladina, sono istituiti i rispettivi Servizi per l Integrazione e consulenza scolastica, per sostenere i bisogni educativi speciali di alunni e alunne delle scuole di ogni ordine e grado e favorirne l integrazione e l inclusione nel gruppo classe e nella comunità scolastica. I Servizi di educazione alla salute presso le tre Intendenze perseguono l obiettivo di promuovere nella scuola azioni e progetti volti ad educare a stili di vita positivi ed ad una cittadinanza attiva e consapevole, in base alle linee guida indicate dall Organizzazione Mondiale della Sanità e recepite sia a livello nazionale dai Ministeri dell Istruzione e della Salute, sia a livello locale dal competente Assessorato. Per porre maggiore attenzione all'inserimento scolastico delle bambine e dei bambini adottati è stato istituito, con la deliberazione della Giunta provinciale n. 619 del 09/03/2009 il gruppo di lavoro interprofessionale. Attualmente, il gruppo di lavoro interprofessionale è composto da: Rappresentanti/referenti delle Intendenze scolastiche in lingua italiana, tedesca e ladina; Tribunale per i Minorenni; Ufficio Famiglia, donna e gioventù; Servizio Adozioni Alto Adige (Azienda Servizi Sociali Bolzano); Enti Autorizzati presenti sul territorio (Ai.Bi. Amici dei Bambini e Amici Trentini); Associazione genitori adottivi ed affidatari altoatesini; 12

15 Insegnanti referenti per le strutture scolastiche; Ispettrici ed Ispettori scolastici. Il gruppo ha evidenziato alcuni elementi problematici nel rapporto scuola-adozione e di conseguenza si è posto innanzitutto come punto di incontro, con la finalità di individuare, attraverso una serie di riflessioni e progettazioni, azioni di miglioramento volte a favorire il percorso scolastico delle bambine e dei bambini adottati e a stabilire una modalità di intervento per il loro inserimento, oltre a trovare risposte adeguate alle domande che i genitori pongono al personale insegnante e operativo dei servizi, per non deludere le loro aspettative. Prendendo spunto dalle richieste del personale docente di completare il percorso di formazione (tenuto da Guido Carriero) sulle tematiche dell'adozione Conoscere per accogliere, nel corso dell'anno scolastico è stato attivato un gruppo di lavoro, presso l Intendenza scolastica italiana, per mettere in contatto famiglie adottive e insegnanti al fine di discutere, scambiare esperienze e progettare piccoli percorsi laboratoriali da proporre alle scuole. Il gruppo si è costituito su base spontanea e in autonomia, per consentire a tutti di sentirsi liberi di esprimere il proprio pensiero. Da tale gruppo è scaturito, tra l'altro, il documento condiviso: Consigli utili da genitore a genitore. Il gruppo è ancora attivo e gli incontri proseguiranno anche per il futuro. Per informazioni è possibile rivolgersi al Servizio educazione alla salute Integrazione e consulenza scolastica. 1 L Ufficio Famiglia, donna e gioventù è competente in materia di programmazione, orientamento, coordinamento e controllo degli interventi nell ambito dell adozione nazionale ed internazionale. 1 per i recapiti si veda in appendice l'elenco dei referenti. 13

16 Con la riorganizzazione del settore adozioni, svoltasi nel corso dell anno 2010, il Servizio provinciale adozioni collocato presso l Ufficio Famiglia, donna e gioventù è stato soppresso ed il coordinamento funzionale delle equipe per le adozioni è stato delegato all Azienda Servizi Sociali di Bolzano. E stato quindi istituito da giugno del 2010 presso l Azienda Servizi Sociali di Bolzano il Servizio Adozioni Alto Adige, il quale coordina un unica equipe composta da assistenti sociali, psicologi e psicologhe, competente per tutto il territorio provinciale. La Provincia nell ambito della propria competenza: Attua la propria funzione di coordinamento e di sviluppo della rete di servizi ai sensi dell articolo 39-bis, comma 1, lettera a) della legge n. 184/83 attraverso incontri periodici con i e le responsabili del Servizio Adozioni Alto Adige, e, se ritenuto necessario, con il Tribunale per i Minorenni, gli Enti Autorizzati, le scuole nonché l accompagnamento di progetti di interesse provinciale; Vigila ai sensi dell articolo 39-bis, comma 1, lettera b) della legge n. 184/83 sul funzionamento dei servizi che operano nel territorio al fine di garantire livelli adeguati di intervento; Promuove la definizione di protocolli operativi e convenzioni tra Enti Autorizzati e servizi, nonché forme stabili di collaborazione fra gli stessi e gli organi giudiziari minorili; Mantiene i contatti istituzionali con la Commissione nazionale per le adozioni internazionali ai sensi della legge n. 184/83; Organizza i corsi per aspiranti genitori adottivi nonché per gli operatori e le operatrici; Garantisce il finanziamento del Servizio Adozioni Alto Adige. Il Servizio Adozioni Alto Adige, gestito dall Azienda Servizi Sociali di Bolzano, su delega del Dipartimento alla famiglia e sanità e politiche sociali della Provincia Autonoma di Bolzano, si occupa del tema adozione a livello provinciale. Il Servizio coordina un gruppo di specialisti e specialiste che hanno il compito non solo di accertare - su incarico del Tribunale per i Minorenni - se una coppia possiede i requisiti idonei per adottare un bambino o bambina, ma anche di fornire ai genitori 14

17 adottivi aiuto e consulenza in tutte le problematiche che precedono e seguono l'adozione. Il Servizio opera attraverso un equipe composta da 4 assistenti sociali e 4 psicologi e psicologhe, nel rispetto della dignità della persona, ponendo attenzione all ascolto e all accoglienza e garantendo omogeneità nella procedura adottiva. Le attività svolte dal Servizio Adozioni Alto Adige sono: Colloqui informativi alle coppie aspiranti; Colloqui psico-sociali per l indagine (studio di coppia) richiesta dal Tribunale per i Minorenni, per l adozione nazionale, internazionale e in caso di adozione di minori in casi particolari; Stesura della relazione sociale per l adozione nazionale e internazionale nella fase post-adottiva, da inviare al Tribunale per i Minorenni e/o agli Enti Autorizzati, come previsto dalla Legge; Sostegno sociale e psicologico nella fase pre e post-adottiva; Sostegno alle coppie nella fase di attesa dei minori; Rapporti e collaborazione con il Tribunale per i Minorenni, gli Enti Autorizzati e l Ufficio Famiglia, donna e gioventù del Dipartimento alla famiglia, sanità e politiche sociali della Provincia Autonoma di Bolzano; Collaborazione con altre istituzioni pubbliche e private sociali e servizi specialistici; Sostegno alle persone adulte adottate richiedenti l accesso alle informazioni sulle famiglie di origine contenute nei documenti presso il Tribunale per i Minorenni; Consulenze sulle tematiche legate all adozione; Organizzazione di eventi informativi e di sensibilizzazione sul tema dell adozione. Per quanto riguarda l assistenza nella fase post-adottiva oppure nella fase dell affido pre-adottivo, l assistente sociale offre consulenza e sostegno ai genitori ed al/alla minore sia nel processo di inserimento scolastico, sia nella crescita personale. Si sottolinea come, nella delicata fase di consolidamento della nuova famiglia, i Servizi possano rappresentare un utile supporto per rispondere ai bisogni espressi o meno dalla nuova famiglia e per inserirla in modo proficuo in una dimensione di rete. 15

18 L Ente autorizzato ha funzione di ponte tra la realtà di bambine e bambini dichiarati in stato di adottabilità nel paese straniero e i genitori che desiderano adottare. Per legge ha il compito di informare, formare, affiancare i futuri genitori adottivi nel percorso dell'adozione internazionale e curare lo svolgimento all'estero delle procedure necessarie per realizzare l'adozione; assistendoli davanti all'autorità Straniera, dopo che l Autorità straniera ha deciso l abbinamento del bambino o della bambina alla coppia, e sostenendoli nel percorso post-adozione. La legge 476/98 ha reso obbligatorio l'intervento dell'ente autorizzato in tutte le procedure di adozione internazionale, modificando la precedente disciplina che permetteva, invece, di rivolgersi anche direttamente alle autorità straniere. L Ente conosce le realtà in cui vivono bambini e bambine nei Paesi in cui opera, la situazione dell infanzia abbandonata e le realtà degli istituti dove la maggior parte di bambine e bambini adottati hanno vissuto e dove, per altro, lavora anche con personale proprio, su progetti che mirano al miglioramento della condizione dell infanzia in loco e al raggiungimento del diritto del bambino e della bambina a vivere in famiglia. Quando il bambino o la bambina arriva in Italia con i nuovi genitori, insieme al Tribunale per i Minorenni e ai servizi sul territorio, l ente aiuta la nuova famiglia a trovare le modalità adeguate e il nuovo equilibrio per la costruzione, nel tempo, di quelle basi solide necessarie per la nuova famiglia. Il/la minore che fa ingresso nel territorio dello Stato sulla base di un provvedimento straniero di adozione o affidamento a scopo di adozione, gode dal momento dell ingresso di tutti i diritti attribuiti alla o al minore italiano e acquista la cittadinanza italiana per effetto della trascrizione del provvedimento straniero e successivamente l inserimento dei propri dati sui registri dello stato civile. L Ente Autorizzato comunica al Servizio Adozioni Alto Adige l arrivo del minore o della minore; inoltre è obbligato a relazionare al Paese d origine, sull andamento dell adozione, con relazioni periodiche. E un lavoro di squadra, dove ogni servizio offre una modalità di sostegno. A volte però, i nuovi genitori faticano a chiedere aiuto, perché stanchi dall iter adottivo, lungo e a volte faticoso, che hanno percorso. Può accadere che l esigenza di essere finalmente una famiglia normale entri in conflitto con le problematiche e i bisogni della bambina o del bambino adottato. La sua storia, spesso drammatica, resta un bagaglio che deve essere preso in considerazione e supportato per il buon esito della storia adottiva. Tale situazione, talvolta complessa, richiede una sinergia tra servizi presenti sul territorio (scolastici e specialistici) attraverso una buona comunicazione e un efficace 16

19 scambio di informazioni utili a conferire al sostegno offerto leggerezza, vicinanza e non intrusività. Gli Enti Autorizzati con sede in Provincia che hanno partecipato alla stesura delle presenti linee guida sono : Ai.Bi. Amici dei Bambini e Amici Trentini. L Associazione Genitori Adottivi ed Affidatari Altoatesini rappresenta ad oggi l unica associazione di genitori adottivi presente sul territorio provinciale. Conta circa cento famiglie iscritte che ne condividono i principi ispiratori, le finalità e partecipano attivamente alla vita della stessa. Quanto di seguito riportato è il risultato del lavoro di un gruppo di lavoro ristretto dell Associazione che, si auspica, possa interpretare il punto di vista della maggior parte dei genitori. Si ritiene che il compito della famiglia adottiva possa essere quello di costruire un rapporto di collaborazione sereno con gli altri soggetti coinvolti nel processo di accoglienza scolastica del proprio bambino o della propria bambina (Scuola, Servizio Adozioni Alto Adige, Enti Autorizzati ) mirato al raggiungimento del suo successo educativo-formativo. S intende sottolineare come, nel caso specifico delle bambine o dei bambini adottati, questo percorso debba tenere in debita considerazione il loro vissuto, in particolare dalla situazione di abbandono che li contraddistingue, spesso seguito da una lunga permanenza in istituto. Le famiglie, attraverso l azione di ogni genitore, si impegnano a promuovere una serie di azioni per collaborare al raggiungimento del successo educativo - formativo del proprio figlio o figlia, sin dal momento dell inserimento nella scuola, ovvero a 2 : 1. Essere responsabili Assumere il proprio ruolo educativo, senza delegare a scuola e/o alle associazioni compiti che le competono; condividere e sostenere l opera della scuola, evitando contraddizioni che possono confondere il bambino o la bambina. 2 Patto Formativo: Istituto Pluricomprensivo Laives, Anno Scolastico

20 2. Collaborare Individuare con la scuola ed il gruppo interprofessionale (famiglia - scuola - associazione servizi sociali - psicologo ) le modalità di inserimento scolastico più adeguate per il proprio figlio o figlia, compatibilmente con le necessità e le pressioni (lavoro, ) che oggi impone alla famiglia; condividere con la scuola, il percorso formativo e le scelte educative; contribuire alla formazione specifica del personale insegnante riguardo al tema dell adozione con testimonianze; chiedere, in caso di incomprensioni, chiarimenti direttamente alla scuola evitando il coinvolgimento del bambino o della bambina; sostenere l azione degli insegnanti, delle insegnanti e della scuola. 3. Condividere Affrontare le diversità di punti di vista con la scuola in modo autentico e costruttivo, cercando soluzioni condivise. 4. Essere coerenti Accordarsi con la scuola sugli atteggiamenti e sullo stile educativo per mantenere una linea educativa comune. 5. Partecipare Partecipare agli incontri ed alle iniziative (occasioni comuni di festa, riunioni, assemblee ) promosse dalla scuola; partecipare a iniziative (es. progetti interculturali ) che possano contribuire a diffondere una sempre maggiore conoscenza del mondo dell adozione. 6. Comunicare/dialogare Rendersi aperti al confronto e alla condivisione per individuare insieme possibili soluzioni. Il Tribunale per i Minorenni è il luogo di tutela del/della minore e interviene in sua difesa, attraverso le norme previste dalla legge quando ci si trova di fronte a gravi incapacità, dei genitori o delle persone alle quali è affidato, di far fronte ai loro compiti educativi. L obiettivo è salvaguardare la possibilità del/della minore di raggiungere un adeguato sviluppo personale fisico, psichico ed intellettuale. 18

Il Servizio Alto Adige

Il Servizio Alto Adige Il Servizio Adozioni Alto Adige Da giugno del 2010 è attivo il Servizio Adozioni Alto Adige gestito dall Azienda Servizi Sociali di Bolzano che, su delega della Provincia Autonoma di Bolzano, garantisce

Dettagli

Corso di aggiornamento Inserimento scolastico dei minori adottati o in affidamento familiare

Corso di aggiornamento Inserimento scolastico dei minori adottati o in affidamento familiare Corso di aggiornamento Inserimento scolastico dei minori adottati o in affidamento familiare 1 incontro 11 aprile 2011 Assistente sociale Maria Grazia Pensabene Servizio politiche sociali e abitative -

Dettagli

ACCOGLIENZA PER BAMBINE e BAMBINI ADOTTATI NELLE SCUOLE

ACCOGLIENZA PER BAMBINE e BAMBINI ADOTTATI NELLE SCUOLE ACCOGLIENZA PER BAMBINE e BAMBINI ADOTTATI NELLE SCUOLE Linee guida per genitori ed insegnanti Conoscere per accogliere I minori adottati nella provincia di Bolzano 478 negli ultimi 10 anni 30 nuove adozioni

Dettagli

PRESENTAZIONE. Queste Linee guida rappresentano uno strumento importante per l accoglienza e

PRESENTAZIONE. Queste Linee guida rappresentano uno strumento importante per l accoglienza e PRESENTAZIONE Queste Linee guida rappresentano uno strumento importante per l accoglienza e l inclusione dei bambini adottati e delle loro famiglie. L esigenza di elaborare questo documento non è nata

Dettagli

PRESENTAZIONE. Queste Linee guida rappresentano uno strumento importante per l accoglienza e

PRESENTAZIONE. Queste Linee guida rappresentano uno strumento importante per l accoglienza e PRESENTAZIONE Queste Linee guida rappresentano uno strumento importante per l accoglienza e l inclusione dei bambini adottati e delle loro famiglie. L esigenza di elaborare questo documento non è nata

Dettagli

PROTOCOLLO DI BUONE PRASSI PER L'ACCOGLIENZA DEI MINORI ADOTTATI IN AMBITO SCOLASTICO

PROTOCOLLO DI BUONE PRASSI PER L'ACCOGLIENZA DEI MINORI ADOTTATI IN AMBITO SCOLASTICO Ri Distretto Sociosanitario 17 Riviera e Val di Vara MIUR Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria PROTOCOLLO DI BUONE PRASSI PER L'ACCOGLIENZA DEI MINORI ADOTTATI IN AMBITO SCOLASTICO Il giorno ventinove

Dettagli

COMUNE DI IGLESIAS Assessorato alle Politiche Sociali

COMUNE DI IGLESIAS Assessorato alle Politiche Sociali COMUNE DI IGLESIAS Assessorato alle Politiche Sociali SCHEMA DI PROTOCOLLO OPERATIVO PER LA COLLABORAZIONE TRA IL COMUNE DI IGLESIAS, ENTI AUTORIZZATI E TRIBUNALE PER I MINORENNI DI CAGLIARI, IN MATERIA

Dettagli

In fase di sottoscrizione

In fase di sottoscrizione Ministero dell'istruzione, dell'università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per l'emilia Romagna Ufficio XI Ambito Territoriale di Forlì-Cesena Provincia di Forlì-Cesena Assessorato al welfare

Dettagli

L istruttoria per il decreto di idoneità genitoriale nei casi di adozione. Il ruolo del G.O. Dott.ssa Germana Ajraldi 5 maggio 2014 2 ANNO

L istruttoria per il decreto di idoneità genitoriale nei casi di adozione. Il ruolo del G.O. Dott.ssa Germana Ajraldi 5 maggio 2014 2 ANNO L istruttoria per il decreto di idoneità genitoriale nei casi di adozione. Il ruolo del G.O. Dott.ssa Germana Ajraldi 5 maggio 2014 2 ANNO LA PSICOLOGIA GIURIDICA Funzione diagnostica conoscitiva e di

Dettagli

ALLEGATO B Dgr n. del pag. 1/7

ALLEGATO B Dgr n. del pag. 1/7 giunta regionale 8^ legislatura ALLEGATO B Dgr n. del pag. 1/7 PROCEDIMENTO ADOTTIVO E RACCOLTA DOCUMENTAZIONE Allegato al PROTOCOLLO OPERATIVO PER L'ADOZIONE NAZIONALE ED INTERNAZIONALE 2008 Il presente

Dettagli

REGIONE LAZIO Assessorato alle Politiche Sociali

REGIONE LAZIO Assessorato alle Politiche Sociali Il presente allegato è composto di n. 14 pagine Allegato 1 REGIONE LAZIO Assessorato alle Politiche Sociali SCHEMA DI PROTOCOLLO OPERATIVO PER LA COLLABORAZIONE TRA SERVIZI TERRITORIALI, ENTI AUTORIZZATI

Dettagli

REGIONE LAZIO Assessorato alle Politiche Sociali

REGIONE LAZIO Assessorato alle Politiche Sociali Il presente allegato è composto di n. 14 pagine Allegato 1 REGIONE LAZIO Assessorato alle Politiche Sociali SCHEMA DI PROTOCOLLO OPERATIVO PER LA COLLABORAZIONE TRA SERVIZI TERRITORIALI, ENTI AUTORIZZATI

Dettagli

Adozioni nazionali e internazionali: organizzazione degli interventi di sostegno alle famiglie adottive e istituzione di equipe territoriali integrate

Adozioni nazionali e internazionali: organizzazione degli interventi di sostegno alle famiglie adottive e istituzione di equipe territoriali integrate N. 51/11 DEL 24.9.2008 Adozioni nazionali e internazionali: organizzazione degli interventi di sostegno alle famiglie adottive e istituzione di equipe territoriali integrate 1. Premessa Attualmente in

Dettagli

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA DELIBERAZIONE N. 51/ 11 DEL 24.9.2008

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA DELIBERAZIONE N. 51/ 11 DEL 24.9.2008 REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA DELIBERAZIONE N. 51/ 11 DEL 24.9.2008 Oggetto: Adozioni nazionali e internazionali: organizzazione degli interventi di sostegno alle famiglie adottive e Istituzione di equipe

Dettagli

PROGETTO CONTINUITÀ SCUOLA INFANZIA SCUOLA PRIMARIA

PROGETTO CONTINUITÀ SCUOLA INFANZIA SCUOLA PRIMARIA ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE CESALPINO Scuola dell Infanzia, Primaria, Secondaria di 1 grado Via Porta Buia - Arezzo Tel. 0575/20626 Fax 0575/28056 e mail: media.cesalpino@tin.it sito internet: www.iccesalpino.it

Dettagli

4.1- L OFFERTA FORMATIVA CONSULTORIO FAMILIARE E CENTRO FAMIGLIA ZELINDA

4.1- L OFFERTA FORMATIVA CONSULTORIO FAMILIARE E CENTRO FAMIGLIA ZELINDA PIANO INTEGRATO DIRITTO ALLO STUDIO Anno Scolastico 2012 2013 4.1- L OFFERTA FORMATIVA CONSULTORIO FAMILIARE E CENTRO FAMIGLIA ZELINDA SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI 1 GRADO

Dettagli

PROTOCOLLO DI BUONE PRASSI ACCOGLIENZA MINORI ADOTTATI IN AMBITO SCOLASTICO

PROTOCOLLO DI BUONE PRASSI ACCOGLIENZA MINORI ADOTTATI IN AMBITO SCOLASTICO PROTOCOLLO DI BUONE PRASSI ACCOGLIENZA MINORI ADOTTATI IN AMBITO SCOLASTICO FINALITA Proposta di un protocollo di buone prassi per l accoglienza di minori adottati: - promuovere una rete di supporto, comunicazione,

Dettagli

ALLEGATO A Dgr n. del pag. 1/9

ALLEGATO A Dgr n. del pag. 1/9 giunta regionale 8^ legislatura ALLEGATO A Dgr n. del pag. 1/9 PROTOCOLLO OPERATIVO PER L'ADOZIONE NAZIONALE ED INTERNAZIONALE 2008 ATTUAZIONE DELL'ART. 39 BIS COMMA 1 LETT. C) LEGGE 184/83 CON MODIFICHE

Dettagli

i limiti di età dei coniugi adottanti L'età degli adottanti deve superare di almeno 18 anni e di non più di 45 l età dell'adottando.

i limiti di età dei coniugi adottanti L'età degli adottanti deve superare di almeno 18 anni e di non più di 45 l età dell'adottando. CHE COS' E' L'ADOZIONE? E' l'istituto giuridico che tende a garantire al bambino in stato di abbandono il diritto a vivere serenamente all'interno di una famiglia. La legge n. 476 del 31 dicembre 1998

Dettagli

IL POST ADOZIONE (Ilia Galimberti)

IL POST ADOZIONE (Ilia Galimberti) IL POST ADOZIONE (Ilia Galimberti) IL POST ADOZIONE - PREMESSA Negli ultimi anni gli interventi diretti alle famiglie adottive si sono molto ampliati, per una raggiunta consapevolezza che l esperienza

Dettagli

Progetto educativo per i bambini anticipatari

Progetto educativo per i bambini anticipatari Progetto educativo per i bambini anticipatari PREMESSA La questione dell anticipo deve essere affrontata facendo riferimento a discipline quali la psicologia dello sviluppo, la pedagogia e l organizzazione

Dettagli

Edizione di marzo 2012

Edizione di marzo 2012 ADOZIONE NAZIONALE E INTERNAZIONALE Edizione di marzo 2012 Indice Capitolo 1 - I protagonisti 1.1 - Il bambino 1.2 - I genitori adottivi Capitolo 2 - Le tappe nel cammino dell adozione Capitolo 3 - Le

Dettagli

CARTA dei SERVIZI CENTRO PRIMA INFANZIA. SERVIZIO INFANZIA e FAMIGLIA

CARTA dei SERVIZI CENTRO PRIMA INFANZIA. SERVIZIO INFANZIA e FAMIGLIA Settore Politiche sociali e di sostegno alla famiglia CARTA dei SERVIZI CENTRO PRIMA INFANZIA SERVIZIO INFANZIA e FAMIGLIA Indice Capo 1 La carta dei servizi Uno strumento per dialogare e collaborare con

Dettagli

INDICAZIONI OPERATIVE PER LA RIORGANIZZAZIONE DELLE EQUIPES TERRITORIALI PER LE ADOZIONI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI.

INDICAZIONI OPERATIVE PER LA RIORGANIZZAZIONE DELLE EQUIPES TERRITORIALI PER LE ADOZIONI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI. ALLEGATO A: INDICAZIONI OPERATIVE PER LA RIORGANIZZAZIONE DELLE EQUIPES TERRITORIALI PER LE ADOZIONI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI. pag. 2 ALLEGATO B: PROTOCOLLO OPERATIVO COORDINATO AI SENSI DELLA L. 476/98

Dettagli

Continuità tra i diversi ordini di scuola

Continuità tra i diversi ordini di scuola Continuità tra i diversi ordini di scuola Criteri Formazione Classi Prime La commissione continuità è composta da docenti della scuola dell infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di

Dettagli

REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE

REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE 2 OGGETTO: Linee d indirizzo per lo sviluppo di una rete di servizi che garantisca livelli adeguati d intervento in materia di adozione internazionale. LA VISTO il documento istruttorio riportato in calce

Dettagli

Istituto Comprensivo Statale Alda Costa P.O.F. Allegato 6

Istituto Comprensivo Statale Alda Costa P.O.F. Allegato 6 Istituto Comprensivo Statale Alda Costa P.O.F. Allegato 6 Provincia di Ferrara Assessorato Sanità, Servizi sociali, Politiche abitative, Associazionismo, Politiche giovanili Ministero dell Istruzione dell

Dettagli

ENTI AUTORIZZATI PER L ADOZIONE INTERNAZIONALE: ISTRUZIONI PER L USO

ENTI AUTORIZZATI PER L ADOZIONE INTERNAZIONALE: ISTRUZIONI PER L USO 1 ENTI AUTORIZZATI PER L ADOZIONE INTERNAZIONALE: ISTRUZIONI PER L USO Premessa La Convenzione dell Aja (1993) riconosce che l adozione internazionale può offrire l'opportunità di dare una famiglia permanente

Dettagli

LINEE DI INDIRIZZO PER L ORGANIZZAZIONE DEI CORSI DI PREPARAZIONE PER LE COPPIE ASPIRANTI ALL ADOZIONE NAZIONALE ED INTERNAZIONALE

LINEE DI INDIRIZZO PER L ORGANIZZAZIONE DEI CORSI DI PREPARAZIONE PER LE COPPIE ASPIRANTI ALL ADOZIONE NAZIONALE ED INTERNAZIONALE ALLEGATO E) LINEE DI INDIRIZZO PER L ORGANIZZAZIONE DEI CORSI DI PREPARAZIONE PER LE COPPIE ASPIRANTI ALL ADOZIONE NAZIONALE ED INTERNAZIONALE A) Premessa La legge n. 184/1983, così come modificata dalla

Dettagli

CARTA DEL SERVIZIO ADOZIONI

CARTA DEL SERVIZIO ADOZIONI C onoscenza R esponsabilità E quità A ppartenenza R elazione E ccellenza S icurezza A mbiente L egalità U manità T rasparenza E fficienza CARTA DEL SERVIZIO ADOZIONI Premessa La Carta del Servizio Adozioni

Dettagli

pag. 8 5. Ruolo e compiti della Regione pag. 9 II PARTE Percorso adottivo: Il percorso dell'adozione nazionale ed internazionale pag.

pag. 8 5. Ruolo e compiti della Regione pag. 9 II PARTE Percorso adottivo: Il percorso dell'adozione nazionale ed internazionale pag. Linee guida in materia di adozione internazionale, nazionale di cui alle leggi 4 maggio 1983, n. 184 e successive modificazioni ed integrazioni e 31 dicembre 1998, n. 476 I PARTE... 1. Approccio culturale

Dettagli

Iter Adottivo Fasi: pre-adottiva e post-adottiva Icompiti del GVS fra compito informativo e compito formativo del GVS. Il compito informativo

Iter Adottivo Fasi: pre-adottiva e post-adottiva Icompiti del GVS fra compito informativo e compito formativo del GVS. Il compito informativo Iter Adottivo Fasi: pre-adottiva e post-adottiva Icompiti del GVS Occorre, in primo luogo, distinguere fra compito esclusivamente informativo e compito più specificatamente formativo del GVS. Il compito

Dettagli

PROTOCOLLO D ACCOGLIENZA E INSERIMENTO DEGLI ALUNNI STRANIERI

PROTOCOLLO D ACCOGLIENZA E INSERIMENTO DEGLI ALUNNI STRANIERI Istituto Comprensivo A. Momigliano Via Leopoldo Marenco, 1-12073 CEVA - Cuneo PROTOCOLLO D ACCOGLIENZA E INSERIMENTO DEGLI ALUNNI STRANIERI Nell Istituto è ormai consolidata la presenza di alunni provenienti

Dettagli

Consulta DS per l infanzia e l adolescenza Gianni Rodari. Adozione e Affido Familiare Una famiglia per ogni bambino

Consulta DS per l infanzia e l adolescenza Gianni Rodari. Adozione e Affido Familiare Una famiglia per ogni bambino I figli non sono vostri figli. Sono i figli e le figlie della sete che di sé stessa ha la vita... Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti. L'Arciere vede il bersaglio

Dettagli

Anna Maria Colella 1

Anna Maria Colella 1 Anna Maria Colella 1 L Agenzia regionale per le adozioni internazionali Regione Piemonte: Il primo servizio pubblico iscritto nell albo degli enti autorizzati (Legge N. 476/98, Art. 39 bis) Sommario: 1.

Dettagli

Piano dell offerta formativa

Piano dell offerta formativa Piano dell offerta formativa Linee di indirizzo pedagogico delle scuole comunali dell infanzia Quale scuola La scuola dell infanzia costituisce il primo fondamentale livello del sistema scolastico nazionale,

Dettagli

Descrizione della metodologia durante il percorso adottivo

Descrizione della metodologia durante il percorso adottivo Descrizione della metodologia durante il percorso adottivo 1. Informazione preliminare all eventuale conferimento incarico. Il primo approccio al GVS avviene di solito per telefono: la coppia è invitata

Dettagli

PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÁ (DPR 249 del 1998 come modificato dal DPR 235 del 2007) Scuola Primaria.. classe.. a. s.

PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÁ (DPR 249 del 1998 come modificato dal DPR 235 del 2007) Scuola Primaria.. classe.. a. s. PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÁ (DPR 249 del 1998 come modificato dal DPR 235 del 2007) Scuola Primaria.. classe.. a. s. 2014 15 L obiettivo del patto di corresponsabilità è quello di impegnare le

Dettagli

LE LEGGI CHE DISCIPLINANO L ADOZIONE E L AFFIDO FAMILIARE

LE LEGGI CHE DISCIPLINANO L ADOZIONE E L AFFIDO FAMILIARE LE LEGGI CHE DISCIPLINANO L ADOZIONE E L AFFIDO FAMILIARE Legge 184/83 E la prima normativa specifica che disciplina l adozione e l affidamento dei minori. Legge 28 marzo 2001 n.149 Disciplina dell adozione

Dettagli

DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO Premessa La nostra Scuola accoglie tutti gli alunni. Gli alunni con DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento) presentano alcuni specifici disturbi delle abilità dell

Dettagli

Premessa. Il Contesto culturale. Finalità

Premessa. Il Contesto culturale. Finalità Premessa Il Contesto culturale. Da molti anni l Istituto Martini, pone al centro della sua azione formativa, l attenzione allo studente e alle famiglie coniugando metodologie di apprendimento moderne a

Dettagli

OBIETTIVI GENERALI DEL PROGETTO

OBIETTIVI GENERALI DEL PROGETTO Piccoli PA.S.S.I.- Parrocchia di San Prospero Sostegno Scolastico Integrato di bambini e ragazzi con Disturbi Specifici dell Apprendimento e Bisogni Educativi Speciali PREMESSA In ambito scolastico e,

Dettagli

Diventare affidatari DOCUMENTO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE SERVIZI AFFIDI n.8 / 2011

Diventare affidatari DOCUMENTO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE SERVIZI AFFIDI n.8 / 2011 Diventare affidatari DOCUMENTO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE SERVIZI AFFIDI n.8 / 2011 1 PREMESSA Il CNSA riconosce e valorizza le specificità di ciascun Ente Locale, delle singole professionalità e delle

Dettagli

A N N A L O M B A R D O - U F F I C I O V A M B I T O T E R R I T O R I A L E D I B O L O G N A

A N N A L O M B A R D O - U F F I C I O V A M B I T O T E R R I T O R I A L E D I B O L O G N A IL PERCORSO NORMATIVO IN MATERIA DI ADOZIONI A SCUOLA Linee di indirizzo per favorire il diritto allo studio degli alunni adottati MIUR 18 dicembre 2014 Due punti: Cosa ci dicono le Linee di indirizzo

Dettagli

Linee Operative separazione agli Orientamenti Tutori Linee Guida adozione Linee Guida 2008 affido familiare

Linee Operative separazione agli Orientamenti Tutori Linee Guida adozione Linee Guida 2008 affido familiare SOS Dpt. Consultorio Familiare, Tutela Minori ed Adolescenza Tel. 0425/393752 Fax 0425/393739 Responsabile: Dr.ssa Silvana Milanese fam.inf.ado@azisanrovigo.it Rovigo Prot. n. Meeting Educare oggi : I

Dettagli

Indicazione per la scuola dell infanzia in lingua italiana di Bolzano

Indicazione per la scuola dell infanzia in lingua italiana di Bolzano I PRIMI PASSI DELLA RIFORMA SCOLASTICA IN PROVINCIA DI BOLZANO Per la scuola in lingua italiana della provincia autonoma di Bolzano, da un lato, abbiamo voluto evitare un atteggiamento attendista, che

Dettagli

PROMEMORIA PER MAMMA E PAPA

PROMEMORIA PER MAMMA E PAPA PROMEMORIA PER MAMMA E PAPA Anno scolastico 2014 2015 1 Lettera aperta ai genitori Cari genitori, data la necessità di realizzare insieme a voi le condizioni migliori per favorire un buon inserimento del

Dettagli

Delibera della Giunta Regionale n. 475 del 21/10/2014

Delibera della Giunta Regionale n. 475 del 21/10/2014 n. 79 del 24 Novembre 2014 Delibera della Giunta Regionale n. 475 del 21/10/2014 Dipartimento 54 - Dipartimento Istr., Ric., Lav., Politiche Cult. e Soc. Direzione Generale 12 - Direzione Generale politiche

Dettagli

IL RISPETTO DEI DIRITTI PROPRI DI OGNI PERSONA E DI OGNI BAMBINO, E IL SEGRETO PIU PROFONDO DELLA VERA PACE

IL RISPETTO DEI DIRITTI PROPRI DI OGNI PERSONA E DI OGNI BAMBINO, E IL SEGRETO PIU PROFONDO DELLA VERA PACE PROGETTO EDUCATIVO IL RISPETTO DEI DIRITTI PROPRI DI OGNI PERSONA E DI OGNI BAMBINO, E IL SEGRETO PIU PROFONDO DELLA VERA PACE IDENTITA DELLA SCUOLA La Scuola dell Infanzia parrocchiale S.Giuseppe vuole

Dettagli

Indicazioni e procedure operative tra SCUOLA e SERVIZIO ADOZIONI ASS6

Indicazioni e procedure operative tra SCUOLA e SERVIZIO ADOZIONI ASS6 SERVIZIO ADOZIONI ASS6 Progetto regionale Genitorialità fragile e tutela dei minori LA SCUOLA INCONTRA L ADOZIONE Indicazioni e procedure operative tra SCUOLA e SERVIZIO ADOZIONI ASS6 4 Indicazioni e procedure

Dettagli

SCHEMA DI PROTOCOLLO D INTESA PER LO SVILUPPO DI PERCORSI DI ACCOGLIENZA E DI INSERIMENTO SCOLASTICO DEDICATO AI BAMBINI E AI RAGAZZI ADOTTATI

SCHEMA DI PROTOCOLLO D INTESA PER LO SVILUPPO DI PERCORSI DI ACCOGLIENZA E DI INSERIMENTO SCOLASTICO DEDICATO AI BAMBINI E AI RAGAZZI ADOTTATI Allegato A SCHEMA DI PROTOCOLLO D INTESA PER LO SVILUPPO DI PERCORSI DI ACCOGLIENZA E DI INSERIMENTO SCOLASTICO DEDICATO AI BAMBINI E AI RAGAZZI ADOTTATI Il giorno., dell anno. alle ore., presso la sede

Dettagli

ALLEGATO A Dgr n. del pag. 1/8

ALLEGATO A Dgr n. del pag. 1/8 giunta regionale 9^ legislatura ALLEGATO A Dgr n. del pag. 1/8 PROTOCOLLO OPERATIVO PER L'ADOZIONE NAZIONALE ED INTERNAZIONALE 2012-2014 ATTUAZIONE DELL'ART. 39 BIS COMMA 1 LETT. C) LEGGE 184/83 CON MODIFICHE

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Paride Del Pozzo Via S.Sprito, 6 - PIMONTE (NA) - C.A.P.: 80050 - Tel: 0818792130 - Fax: 0818749957

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Paride Del Pozzo Via S.Sprito, 6 - PIMONTE (NA) - C.A.P.: 80050 - Tel: 0818792130 - Fax: 0818749957 ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Paride Del Pozzo Via S.Sprito, 6 - PIMONTE (NA) - C.A.P.: 80050 - Tel: 0818792130 - Fax: 0818749957 NAIC86400X@istruzione.it - http://www.icsdelpozzo.it C.MEC. NAIC86400X C.F.

Dettagli

Star bene a scuola. L adozione come risorsa Poppi, 31 ottobre 2014

Star bene a scuola. L adozione come risorsa Poppi, 31 ottobre 2014 Star bene a scuola. L adozione come risorsa Poppi, 31 ottobre 2014 Adozioni nazionali e internazionali in Toscana: il quadro complessivo e i percorsi in atto per favorire l'inserimento scolastico dei bambini

Dettagli

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER GLI ALUNNI STRANIERI

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER GLI ALUNNI STRANIERI PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER GLI ALUNNI STRANIERI PREMESSA Il Protocollo di accoglienza per gli alunni stranieri è da intendersi quale parte integrante dell assetto regolamentare dell ENAIP Trentino.

Dettagli

MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA 3 ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE L. CAPUANA

MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA 3 ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE L. CAPUANA MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA 3 ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE L. CAPUANA Scuola dell Infanzia - Scuola Primaria - Scuola Secondaria di primo grado Viale Santuccio (Ex V.le Lido)

Dettagli

4. PROGETTI FORMATIVI IN ATTO NELL ISTITUTO

4. PROGETTI FORMATIVI IN ATTO NELL ISTITUTO 4. PROGETTI FORMATIVI IN ATTO NELL ISTITUTO Il sistema scolastico deve essere efficace ed efficiente affinché l alunno raggiunga il successo formativo e sia in grado di decodificare ed interagire in modo

Dettagli

1.3 Sportello Psicologico pag. 8 1.4 Accogliamo gli alunni stranieri pag. 7 1.5 Formazione, Ricerca e Sperimentazione pag. 9

1.3 Sportello Psicologico pag. 8 1.4 Accogliamo gli alunni stranieri pag. 7 1.5 Formazione, Ricerca e Sperimentazione pag. 9 Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Istituto Comprensivo Statale di Calolziocorte Via F. Nullo,6 23801 CALOLZIOCORTE (LC) e.mail: lcic823002@istruzione.it - Tel: 0341/642405/630636

Dettagli

CONTRATTO FORMATIVO PER LA DISABILITA

CONTRATTO FORMATIVO PER LA DISABILITA CONTRATTO FORMATIVO PER LA DISABILITA La società è profondamente cambiata e la scuola non riesce a rispondere ai bisogni emergenti dei vari componenti del sistema creando, a volte, essa stessa situazioni

Dettagli

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI CON DISABILITA

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI CON DISABILITA PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI CON DISABILITA PREMESSA L Istituto opera con particolare attenzione per l integrazione degli alunni disabili, favorendo la socializzazione, l acquisizione di autonomia

Dettagli

Il Progetto Cicogna: un progetto che nell accoglienza dei piccolissimi integra pubblico, privato, comunitàe affido.

Il Progetto Cicogna: un progetto che nell accoglienza dei piccolissimi integra pubblico, privato, comunitàe affido. Torino 16 ottobre 2013 Il Progetto Cicogna: un progetto che nell accoglienza dei piccolissimi integra pubblico, privato, comunitàe affido. CENTRO ACCOGLIENZA LA RUPE Dott.ssa Piera Poli Pubblico, privato

Dettagli

Protocollo Accoglienza Scuola Primaria

Protocollo Accoglienza Scuola Primaria Istituto Comprensivo Enrico Fermi Macerata Scuola dell Infanzia Scuola Primaria Scuola Secondaria di I grado C.T.P. E.d.A. C.R.T. Sede Centrale e Amministrativa: 62100 Macerata, Via Pace 2 Tel. 0733/ 237959

Dettagli

la L.R. n. 2 / 2003 ed in particolare il Titolo II Sistema integrato di interventi e servizi sociali, art.5 comma 4, art.

la L.R. n. 2 / 2003 ed in particolare il Titolo II Sistema integrato di interventi e servizi sociali, art.5 comma 4, art. PROTOCOLLO DI INTESA TRA I COMUNI DEL DISTRETTO DI CASALECCHIO DI RENO L ASC InSIEME L AUSL DI BOLOGNA LE ISTITUZIONI SCOLASTICHE DEL DISTRETTO DI CASALECCHIO DI RENO PER INTERVENTI DI PREVENZIONE E CURA

Dettagli

Regolamento Affido a Famiglie e/o Strutture di accoglienza Ambito:CONSORZIO DEI SERVIZI SOCIALI A6 APPROVATO CON DELIBERA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE n. 05 DEL 25.09.2009 L Affidamento familiare Premessa

Dettagli

LAVORARE CON LE FAMIGLIE NELLE COMUNITÀ PER MINORI

LAVORARE CON LE FAMIGLIE NELLE COMUNITÀ PER MINORI Giammatteo Secchi LAVORARE CON LE FAMIGLIE NELLE COMUNITÀ PER MINORI LAVORO SOCIALE IN TASCA COLLANA DIRETTA DA M.L. RAINERI Gli operatori sociali in tutela minori si confrontano ogni giorno con situazioni

Dettagli

COOPERAZIONEFAMIGLIE

COOPERAZIONEFAMIGLIE COOPERAZIONEFAMIGLIE Chi siamo La Cooperativa Sociale CAF nasce nel 2011 a Romano di Lombardia ( BG ) dalla filiazione dell Associazione di Volontariato Sociale CAF Centro Aiuto Famiglia, sorta nel 1986,

Dettagli

AZIONI DEL SUCCESSO FORMATIVO

AZIONI DEL SUCCESSO FORMATIVO AZIONI DEL SUCCESSO FORMATIVO Premessa La scuola,oggi, trova la sua ragione di essere nell assicurare ad ogni alunno il successo formativo, inteso come piena formazione della persona umana nel rispetto

Dettagli

4.0 IL PROGETTO EDUCATIVO

4.0 IL PROGETTO EDUCATIVO 4.0 IL PROGETTO EDUCATIVO 4. 1 LA MISSION La Direzione Didattica San Giovanni conferma le scelte educative delineate nel corso degli ultimi anni, coerenti con le finalità e gli obiettivi del sistema nazionale

Dettagli

CONTRATTO FORMATIVO SCUOLA DELL INFANZIA

CONTRATTO FORMATIVO SCUOLA DELL INFANZIA CONTRATTO FORMATIVO SCUOLA DELL INFANZIA Le nostre scuole dell'infanzia, in continuità con le scelte già espresse nel POF, hanno definito, attraverso una riflessione avvenuta in più incontri tra genitori

Dettagli

PROCEDURE del SERVIZIO TUTELA MINORI e SERVIZIO AFFIDI

PROCEDURE del SERVIZIO TUTELA MINORI e SERVIZIO AFFIDI PROCEDURE del SERVIZIO TUTELA MINORI e SERVIZIO AFFIDI SCOPO Lo scopo della presente procedura è di descrivere l attività del personale psicosociale (assistente sociale, psicologo) del servizio Tutela

Dettagli

Linee guida per l'accoglienza e l'integrazione scolastica del bambino adottato

Linee guida per l'accoglienza e l'integrazione scolastica del bambino adottato Linee guida per l'accoglienza e l'integrazione scolastica del bambino adottato Premessa Il progetto "Linee guida per l'accoglienza e l'integrazione scolastica del bambino adottato" nasce dall'esigenza,

Dettagli

INCLUSIONE TUTTI UGUALI OGNUNO DIVERSO

INCLUSIONE TUTTI UGUALI OGNUNO DIVERSO INCLUSIONE Integrazione Alunni disabili DSA BES TUTTI UGUALI OGNUNO DIVERSO.LINEE GUIDA PER L INCLUSIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON DISABILITA LINEE GUIDA PER L INCLUSIONE SCOLASTICA L inclusione è un

Dettagli

Comunità Familiare per Minori La Goccia. Progetto Generale di Comunità

Comunità Familiare per Minori La Goccia. Progetto Generale di Comunità Comunità Familiare per Minori La Goccia Progetto Generale di Comunità Premessa: il valore della famiglia La Comunità familiare per Minori La Goccia nasce nella consapevolezza che la famiglia rappresenta

Dettagli

Parte I analisi dei punti di forza e di criticità

Parte I analisi dei punti di forza e di criticità MINISTERO DELL ISTRUZIONE,DELL UNIVERTA E DELLA RICERCA UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL LAZIO Istituto Comprensivo Via R. Paribeni Via R. Paribeni, 10 00013 Mentana (ROMA) e fax 06/9090078 e 06/9092689

Dettagli

Sull adozione internazionale

Sull adozione internazionale I vostri figli non sono figli vostri: sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita. Nascono per mezzo di voi e tuttavia non vi appartengono Dimorano con voi e tuttavia non Vi appartengono. Potete

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA AGAZZI SORBOLO (PR) Via Beethoven n 5 Telefono: 0521690123 Fax: 0521690123

SCUOLA DELL INFANZIA AGAZZI SORBOLO (PR) Via Beethoven n 5 Telefono: 0521690123 Fax: 0521690123 SCUOLA DELL INFANZIA AGAZZI SORBOLO (PR) Via Beethoven n 5 Telefono: 0521690123 Fax: 0521690123 ORGANIZZAZIONE La scuola accoglie i bambini da 3 a 6 anni. E aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 7,30

Dettagli

PROGETTI MIUR PON F 3 REGIONE CAMPANIA

PROGETTI MIUR PON F 3 REGIONE CAMPANIA PROGETTI MIUR PON F 3 REGIONE CAMPANIA Preside Prof PAOLA CARRETTA Coordinatrice dei progetti di rete di EIP CAMPANIA Membro del Gruppo di Direzione e Coordinamento PON F3 PROGETTO INSIEME E POSSIBILE

Dettagli

ATTI DEL CONVEGNO LA FAMIGLIA ADOTTIVA : LA DIMENSIONE GIURIDICA E QUELLA AFFETTIVA RELAZIONALE. Rimini 13 ottobre 2010

ATTI DEL CONVEGNO LA FAMIGLIA ADOTTIVA : LA DIMENSIONE GIURIDICA E QUELLA AFFETTIVA RELAZIONALE. Rimini 13 ottobre 2010 Servizio Polifunzionale per l Adozione Internazionale ATTI DEL CONVEGNO LA FAMIGLIA ADOTTIVA : LA DIMENSIONE GIURIDICA E QUELLA AFFETTIVA RELAZIONALE Rimini 13 ottobre 2010 Intervento dell Ente Autorizzato

Dettagli

Per costruire e migliorare il rapporto di collaborazione Scuola /Famiglia

Per costruire e migliorare il rapporto di collaborazione Scuola /Famiglia Istituto Comprensivo - Monte Urano Via Vittorio Alfieri 1 - Monte Urano - prov. Ascoli Piceno - cap.63015 telefono 0734/840605 Fax 0734/840880 Per costruire e migliorare il rapporto di collaborazione Scuola

Dettagli

Progetto di educazione alla salute e di promozione del benessere

Progetto di educazione alla salute e di promozione del benessere Progetto di educazione alla salute e di promozione del benessere Rivolto agli studenti della scuola secondaria di primo grado PREMESSE L educazione affettiva e relazionale dei giovani d oggi pone, a quanti

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Ottavio Gravina De Cruyllas

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Ottavio Gravina De Cruyllas PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI L importanza di un protocollo di accoglienza L adozione di un Protocollo di Accoglienza consente di attuare in modo operativo le indicazioni stabilite

Dettagli

REGIONE LIGURIA DIPARTIMENTO SALUTE E SERVIZI SOCIALI

REGIONE LIGURIA DIPARTIMENTO SALUTE E SERVIZI SOCIALI ALLEGATO E DGR 535/2015 (estratto) REGIONE LIGURIA DIPARTIMENTO SALUTE E SERVIZI SOCIALI LINEE DI INDIRIZZO IN MATERIA DI PARTECIPAZIONE E ASCOLTO DEI MINORENNI Servizio Famiglia, Minori e Pari Opportunità

Dettagli

PROTOCOLLO DI INTESA PER LE AZIONI DI SOSTEGNO ALLA ADOZIONE

PROTOCOLLO DI INTESA PER LE AZIONI DI SOSTEGNO ALLA ADOZIONE Allegato 1 Tribunale per i Minorenni della Campania e CRAI PROTOCOLLO DI INTESA PER LE AZIONI DI SOSTEGNO ALLA ADOZIONE PERCORSI ADOTTIVI ADOZIONI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI Le linee guida che seguono

Dettagli

Centro per la Famiglia

Centro per la Famiglia diocesi di Termoli Larino Centro per la Famiglia nella Cittadella della Carità Di cosa si occupa un centro per la famiglia? Informazione sui servizi, le risorse e le opportunità, istituzionali e informali,

Dettagli

Progetto Socio-educativo globale

Progetto Socio-educativo globale Progetto Socio-educativo globale Copyright, 2013 AssociAzione Moncenisio 4 a cura del Consiglio direttivo: Monica Auteri Ilaria Lucconi Umberto Alleva Suor Sandra Suor Nadia Si ringraziano Emanuela Politio

Dettagli

Titolo Giovani per le politiche educative e la promozione culturale negli enti locali

Titolo Giovani per le politiche educative e la promozione culturale negli enti locali Allegato C Scheda progetto ENTE Denominazione ANCI Lombardia Città MILANO Via PIAZZA DUOMO N. 21 CAP 20121 Codice di accreditamento NZ00504 Iscrizione all albo regionale ALBO REGIONALE REGIONE LOMBARDIA

Dettagli

UNA VISIONE DELL ADOZIONE E DELL AFFIDAMENTO

UNA VISIONE DELL ADOZIONE E DELL AFFIDAMENTO UNA VISIONE DELL ADOZIONE E DELL AFFIDAMENTO Benedetta Baquè Psicologa - Psicoterapeuta I BISOGNI DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI Ogni bambino ha diritto a crescere in una famiglia, la propria o se questa non

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO NORD 1 BRESCIA

ISTITUTO COMPRENSIVO NORD 1 BRESCIA ISTITUTO COMPRENSIVO NORD 1 BRESCIA Codice fiscale : 98156990172 SINTESI PIANO OFFERTA FORMATIVA A.S. 2013/2014 SINTESI PROGETTO / ATTIVITA Sezione 1 Descrittiva 1.1 Denominazione progetto Indicare codice

Dettagli

DGR 361/07 Sostegno famiglie affidatarie

DGR 361/07 Sostegno famiglie affidatarie DGR 361/07 Sostegno famiglie affidatarie Oggetto:. DGR 11/2007. Utilizzazione delle risorse provenienti dal fondo nazionale per le politiche sociali di cui al capitolo di spesa n. H41106 per il sostegno

Dettagli

SEZIONE PRIMAVERA ENTE GESTORE. Finalità e percorsi formativi della Sezione Primavera

SEZIONE PRIMAVERA ENTE GESTORE. Finalità e percorsi formativi della Sezione Primavera SEZIONE PRIMAVERA ENTE GESTORE l Ente Giuridico CASA MARIA AUSILIATRICE delle Salesiane di Don Bosco, con sede in Varese, Piazza Libertà, 9, in persona del Legale Rappresentante pro tempore Vilma Maria

Dettagli

LINEE DI INDIRIZZO IN MATERIA DI ADOZIONI PER UN PERCORSO METODOLOGICO: DALLA FASE PREPARATORIA ALL ABBINAMENTO AL POST ADOZIONE

LINEE DI INDIRIZZO IN MATERIA DI ADOZIONI PER UN PERCORSO METODOLOGICO: DALLA FASE PREPARATORIA ALL ABBINAMENTO AL POST ADOZIONE ALLEGATO D) LINEE DI INDIRIZZO IN MATERIA DI ADOZIONI PER UN PERCORSO METODOLOGICO: DALLA FASE PREPARATORIA ALL ABBINAMENTO AL POST ADOZIONE Premessa La legge n. 184/1983, Diritto del minore ad una famiglia,

Dettagli

Scuola Primaria Statale Salvo D Acquisto I Circolo di Pioltello. PROGETTO SPAZIO, LINGUA, BAMBINO Laboratorio Interculturale di Italiano L2

Scuola Primaria Statale Salvo D Acquisto I Circolo di Pioltello. PROGETTO SPAZIO, LINGUA, BAMBINO Laboratorio Interculturale di Italiano L2 Scuola Primaria Statale Salvo D Acquisto I Circolo di Pioltello PROGETTO SPAZIO, LINGUA, BAMBINO Laboratorio Interculturale di Italiano L2 Premessa Il I circolo di Pioltello è composto da due plessi di

Dettagli

Progetto. Educazione alla salute e psicologia scolastica

Progetto. Educazione alla salute e psicologia scolastica Progetto Educazione alla salute e psicologia scolastica Il progetto di psicologia scolastica denominato Lo sportello delle domande viene attuato nella nostra scuola da sei anni. L educazione è certamente

Dettagli

DECRETO IL DIRIGENTE SCOLASTICO

DECRETO IL DIRIGENTE SCOLASTICO Ministero dell Istruzione ISTITUTO COMPRENSIVO DOSOLO-POMPONESCO-VIADANA Via Colombo 2, 46030 San Matteo delle Chiaviche (MN). Tel. 0375 800041 Fax: 0375 80216 Sito: : www.icdosolopomponescosanmatteo.gov.it

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SANTA MARIA DELLE GRAZIE P.E.I. Progetto Educativo d Istituto

SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SANTA MARIA DELLE GRAZIE P.E.I. Progetto Educativo d Istituto SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SANTA MARIA DELLE GRAZIE P.E.I. Progetto Educativo d Istituto ANNO SCOLASTICO 2011/2012 IL PROGETTO EDUCATIVO (P.E.I.) è il documento fondamentale che espone l orientamento

Dettagli

METODOLOGIE E STRUMENTI PER L ATTIVAZIONE DEL PROGETTO SPERIMENTALE DI PSICOLOGIA SCOLASTICA

METODOLOGIE E STRUMENTI PER L ATTIVAZIONE DEL PROGETTO SPERIMENTALE DI PSICOLOGIA SCOLASTICA METODOLOGIE E STRUMENTI PER L ATTIVAZIONE DEL PROGETTO SPERIMENTALE DI PSICOLOGIA SCOLASTICA 1. CARATTERISTICHE DELL ATTIVITA' DI PSICOLOGIA SCOLASTICA è un importante strumento per la gestione delle risorse

Dettagli

Il Dirigente Responsabile/ Il Responsabile di P.O. delegato: Giancarlo Galardi. Decreto N 1165 del 26 Marzo 2012

Il Dirigente Responsabile/ Il Responsabile di P.O. delegato: Giancarlo Galardi. Decreto N 1165 del 26 Marzo 2012 REGIONE TOSCANA-GIUNTA REGIONALE DIREZIONE GENERALE DIRITTI DI CITTADINANZA E COESIONE SOCIALE AREA DI COORDINAMENTO INCLUSIONE SOCIALE SETTORE POLITICHE PER IL CONTRASTO AL DISAGIO SOCIALE. Il Dirigente

Dettagli

PROGETTO ACCOGLIENZA SCUOLA DELL INFANZIA

PROGETTO ACCOGLIENZA SCUOLA DELL INFANZIA DIREZIONE DIDATTICA DI CASTEL MAGGIORE PROGETTO ACCOGLIENZA SCUOLA DELL INFANZIA PREMESSA Nelle Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio Personalizzati delle Attività Educative nella Scuola dell Infanzia

Dettagli

In base alla nuova legislazione L.169/ 08 ed ai decreti attuativi correlati ( regolamenti) la scuola primaria può essere organizzata ;

In base alla nuova legislazione L.169/ 08 ed ai decreti attuativi correlati ( regolamenti) la scuola primaria può essere organizzata ; In base alla nuova legislazione L.169/ 08 ed ai decreti attuativi correlati ( regolamenti) la scuola primaria può essere organizzata ; 1. Orario 24 ore settimanali 2. Orario 27 ore settimanali 3. Orario

Dettagli

Capitolo 5 Qual è il "mandato" della scuola?

Capitolo 5 Qual è il mandato della scuola? Pagina 1 di 6 Qual è il "mandato" della scuola? 5.1 Ogni scuola deve avere un "mandato" 5.2 Le nostre idee-guida 5.3 Le dimensioni dell apprendimento 5.4 La funzione educativa del rispetto delle regole

Dettagli