Il lavoro. 4.1 L attività e l inattività della popolazione

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1 Capitolo 4 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo capitolo 4 Il lavoro Gli indicatori presentati in questo capitolo riguardano la condizione di occupazione. Nel delimitare l ambito descrittivo precisiamo che qui non prendiamo in considerazione gli aspetti attinenti allo status socio-professionale, che invece trattiamo nel capitolo successivo relativo alla stratificazione sociale. L attenzione è piuttosto focalizzata sulla partecipazione, o non partecipazione, al mercato del lavoro, distinzione questa che già permette di sviluppare tutta una serie di indicatori basati su classificazioni elementari, come quelle che distinguono i componenti tra attivi e non attivi, tra occupati e non occupati, tra disoccupati e persone in cerca di prima occupazione. I dati relativi ai raggruppamenti identificati sulla base di queste classificazioni forniscono la base di calcolo degli indicatori proposti, i quali mettono a disposizione misure utili per l analisi di due fenomeni principali: il livello di coinvolgimento nelle attività produttive e l allineamento o disallineamento tra domanda e offerta di lavoro. 4.1 L attività e l inattività La prima elementare distinzione da introdurre è quella tra popolazione attiva e popolazione non attiva. Attivi sono considerati coloro i quali risultano occupati o che sono alla ricerca di un occupazione. Il resto costituisce il raggruppamento degli inattivi, coloro i quali, cioè, per ragioni connesse all età (troppo giovani o anziani) o a condizioni e scelte personali, né lavorano, né sono alla ricerca di un lavoro. Da questa distinzione possiamo ricavare il tasso di attività, corrispondente al rapporto percentuale tra la popolazione attiva e il totale residente. Esso fornisce una misura della potenziale capa- i quaderni del POM 81

2 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo Capitolo 4 cità lavorativa di una popolazione commisurata alla sua consistenza demografica, ma non deve essere interpretato come un indicatore del livello di partecipazione al mercato del lavoro. L incidenza degli attivi sulla popolazione complessiva, infatti, non dipende soltanto dagli aspetti socio-economici connessi alla struttura dell occupazione e alle condizioni d accesso al mercato del lavoro, o dagli aspetti culturali da cui derivano gli orientamenti verso il lavoro. Essa dipende anche dalla struttura demografica, cioè dalla sua composizione per classi d età. Tale composizione, infatti, rappresenta un fattore direttamente connesso alla ripartizione tra attivi e inattivi. In un contesto socio-territoriale dove i ragazzi sotto i quindici anni e gli anziani rappresentano quote relativamente più elevate, gli inattivi sono rapportati a una popolazione complessiva proporzionalmente maggiore che altrove, il che determina tassi minori di attività. Un indicatore più specifico, che invece tiene conto della composizione demografica è il tasso di attività. Esso corrisponde al rapporto percentuale tra popolazione attiva e popolazione (con età compresa tra 14 e 64 anni). Il vantaggio di questo indicatore deriva dal fatto che esso neutralizza la componente demografica (incidenza delle classi d età estreme nella struttura ), offrendo una misura del tasso di attività più significativa per l analisi della struttura dell occupazione e delle condizioni di accesso al mercato del lavoro. Entrambi questi indicatori, inoltre, si possono calcolare distinguendo la popolazione maschile da quella femminile. Questa rappresenta una specificazione importante, perché in alcuni contesti territoriali il tasso di attività tra uomini e donne può risultare anche sensibilmente diverso, derivando sia dai vincoli e dalle forme di discriminazione esistenti a livello locale nell accesso al mercato del lavoro, sia da un orientamento culturale che attribuisce significati diversi alla dimensione professionale e, più in generale, all esperienza di lavoro. 82 i quaderni del POM

3 Capitolo 4 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo Fig Indicatori relativi alla condizione di attività e inattività attiva maschile attiva femminile attiva Totale popolazione Tasso di attività tra 14 e 64 anni Tasso di attività Totale popolazione maschile Tasso di attività maschile Totale popolazione femminile Tasso di attività femminile maschile tra 14 e 64 anni Tasso di attività popolaz. maschile femminile tra 14 e 64 anni Tasso di attività popolaz.femmin. 4.2 La condizione professionale Definita la popolazione attiva e i possibili indicatori di base utili a rappresentarne la consistenza, il passo successivo consiste nell analizzare le sue componenti, distinguendo a tal fine tre categorie principali: gli occupati; le persone che attualmente non lavorano ma che sono alla ricerca di una nuova occupazione (i disoccupati in senso stretto); le persone alla ricerca di prima occupazione. Dalla distinzione di queste tre categorie, nel loro insieme indicate anche come forze di lavoro, si ricavano altri indicatori più specificamente descrittivi della distribuzione per condizione professionale. La possibilità di commisurare queste categorie sia alla popolazione attiva che alla popolazione complessiva o a quella, distinguendo magari tra popolazione maschile e femminile, mette a disposizione un ampio numero di indicatori. i quaderni del POM 83

4 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo Capitolo 4 Occupati, disoccupati, persone in cerca di prima occupazione Oltre alla distinzione tra popolazione attiva e non attiva, l Istat propone quella tra popolazione in condizione professionale e popolazione in condizione non professionale. La popolazione in condizione professionale comprende gli occupati ed i disoccupati in cerca di nuova occupazione; mentre la popolazione in condizione non professionale comprende le persone in cerca di prima occupazione, le persone ritirate dal lavoro, le persone con età inferiore ai 14 anni, le casalinghe, gli studenti e tutti coloro i quali non svolgono attività lavorativa (compresi gli inabili ed i giovani in servizio di leva). Occupati si considerano coloro i quali possiedono un occupazione (in proprio o alle dipendenze) da cui traggono una retribuzione o un profitto, compresi coloro i quali collaborano, senza avere un regolare contratto di lavoro, con un familiare che svolge un attività lavorativa in modo autonomo (coadiuvanti). Disoccupati in cerca di nuova occupazione si considerano coloro i quali hanno perduto una precedente occupazione alle dipendenze e sono alla ricerca attiva di una nuova occupazione. Persone in cerca di prima occupazione si considerano coloro che non hanno mai esercitato un attività lavorativa o hanno cessato un attività lavorativa in proprio e sono alla ricerca attiva di un occupazione. Le persone in condizione professionale e quelle in cerca di prima occupazione vengono considerate popolazione attiva (anche detta forza lavoro), mentre le persone in condizione non professionale, esclusi coloro i quali si dichiarano alla ricerca di prima occupazione, sono considerati polazione non attiva (o anche non forza lavoro). Occorre però prestare attenzione alle definizioni ufficiali adottate per distinguere le singole categorie, anche perché i termini utilizzati nel linguaggio corrente - e qualche volta anche nella letteratura socio-economica - rinviano sovente a significati diversi. Un altra avvertenza di cui tener conto riguarda il fatto che gli indicatori di seguito proposti si basano per lo più sui dati relativi alle famiglie residenti nel territorio considerato. Essi attengono esclusivamente alla popolazione e non possono essere assunti per descrivere il merca- 84 i quaderni del POM

5 Capitolo 4 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo to del lavoro o il sistema produttivo locale di imprese e istituzioni. Parte della popolazione residente nel territorio, infatti, potrebbe svolgere la propria attività professionale altrove; mentre le unità locali delle imprese e istituzioni presenti sul territorio potrebbero occupare persone non residenti in loco. Per un analisi del mercato del lavoro e del sistema produttivo locale, e delle sue ricadute sull occupazione residente, bisogna, quindi, mettere in relazione i dati sulla condizione professionale e quelli relativi alla distribuzione degli addetti delle unità locali delle imprese e delle istituzioni (vedi capitolo 6). Fig La ripartizione per condizione professionale POPOLAZIONE POPOLAZIONE ATTIVA anche detta forza lavoro POPOLAZIONE NON ATTIVA anche detta non forza lavoro Occupati Disoccupati in cerca di nuova occupazione Non occupati Persone in cerca di prima occupazione - Ritirati dal lavoro - Casalinghe - Studenti - Persone fino a 14 anni - Altre persone che non svolgono attività lavorativa pur essendo in età POPOLAZIONE IN CONDIZIONE PROFESSIONALE POPOLAZIONE IN CONDIZIONE NON PROFESSIONALE i quaderni del POM 85

6 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo Capitolo L occupazione Un problema che si incontra nell interpretazione dei diversi indicatori relativi al tasso di attività deriva dal fatto che essi riuniscono in un unico insieme - la popolazione attiva - condizioni professionali differenziate. Ma essere alla ricerca di lavoro non equivale all essere già occupato. Può succedere così, che, a parità di tassi di attività, contesti socio-territoriali diversi possono contraddistinguersi per una incidenza sensibilmente diversa della sola quota degli occupati. È dunque importante soffermarsi più specificamente sull incidenza delle singole categorie afferenti alla popolazione attiva, prendendo in primo luogo in considerazione il raggruppamento degli occupati. Il primo indicatore cui fare riferimento a tal proposito è il tasso di occupazione generico. Esso equivale al rapporto percentuale tra la popolazione occupata e l insieme del territorio considerato. Si tratta di un indicatore grossolano, ma che ha una sua efficacia descrittiva, potendosi interpretare come il rapporto esistente tra la popolazione che produce e la popolazione che consuma. Dividendo il numero degli occupati per il numero delle famiglie si ottiene un indicatore simile, ma ancor più significativo, in quanto permette di tener conto anche della composizione media della famiglia. In effetti, ai fini di una comparazione tra contesti sociali diversi, il numero medio di occupati per famiglia presenta il vantaggio di una piena comparabilità, in quanto esso neutralizza le eventuali differenze esistenti nell ampiezza media delle famiglie, riconducendo in modo più pertinente l incidenza degli occupati all unità familiare. Come per il tasso di attività, inoltre, ulteriori varianti del tasso di occupazione si possono ottenere prendendo in considerazione la sola popolazione in età lavorativa, o la popolazione sopra i 13 anni. Ma l indicatore di utilizzo più comune è certamente rappresentato dal tasso di occupazione attiva (anche detto tasso di occupazione della forza lavoro), spesso indicato semplicemente come tasso di occupazione. Questo indicatore stabilisce in modo ancor più specifico l incidenza occupata nel contesto sociale di riferimento, fornendo una misura più stretta della capacità e delle possibilità d accesso al mercato del lavoro. 86 i quaderni del POM

7 Capitolo 4 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo Un maggiore livello di dettaglio, utile a una più chiara identificazione della struttura della forza lavoro, può inoltre ottenersi introducendo due ulteriori fattori distintivi: la composizione per genere e la composizione per età della popolazione occupata. Nell analisi della dinamica dell occupazione e della struttura della forza lavoro, infatti, risulta interessante poter distinguere la popolazione giovanile, perché maggiormente interessata dai vincoli d accesso al mercato del lavoro; oppure poter comparare l occupazione maschile rispetto a quella femminile, tenendo anche conto delle differenze di genere già riscontrabili nel tasso di attività. Gli indicatori più significativi che in tal modo si possono ricavare sono i seguenti: tasso di occupazione giovanile, che si calcola suddividendo la popolazione occupata appartenente alla fascia d età giovanile (ad esempio tra 14 e 29 anni) per il totale appartenente alla stessa fascia d età tasso di occupazione giovanile attiva, che si calcola suddividendo la popolazione occupata appartenente alla fascia d età giovanile, per la popolazione attiva appartenente alla stessa fascia d età tasso di occupazione femminile (o maschile), che si calcola suddividendo la popolazione femminile (o maschile) occupata per il totale femminile (o maschile) tasso di occupazione femminile (o maschile), che si calcola suddividendo la popolazione femminile (o maschile) occupata per la popolazione femminile (o maschile) tasso di occupazione femminile (o maschile) attiva, che si calcola suddividendo la popolazione femminile (o maschile) occupata per la popolazione femminile (o maschile) attiva. i quaderni del POM 87

8 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo Capitolo 4 Fig Gli indicatori relativi all occupazione Totale occupati Occupati con età tra 14 e 29 anni Uomini (donne) occupati Totale popolazione Tasso di occupazione Numero totale delle famiglie Numero medio di occupati per famiglia attiva Tasso di occupazione della popolazione attiva Giovani con età tra 14 e 29 anni Tasso di occupazione della popolazione giovanile attiva con età tra 14 e 29 anni Tasso di occupazione giovanile attiva maschile (femminile) Tasso di occupazione pop. maschile ( femm.) maschile (femminile) attiva Tasso di occupazione popolazione maschile (femminile) attiva 4.4 L inoccupazione e la disoccupazione L identificazione degli indicatori relativi alla disoccupazione e inoccupazione impone alcune considerazioni preliminari attinenti ai problemi di definizione e di rilevazione della condizione professionale. Nella definizione adottata dall Istat per il censimento generale, i disoccupati e le persone in cerca di prima occupazione rappresentano quella quota considerata attiva (cioè forza lavoro), ma momentaneamente non occupata. Come carattere distintivo di questa condizione professionale viene indicata la ricerca attiva di un occupazione, ciò al fine di distinguere coloro i quali sono momentaneamente non occupati, ma che intendono 88 i quaderni del POM

9 Capitolo 4 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo trovare un occupazione, da coloro i quali non sono occupati e che per ragioni diverse non sono neanche alla ricerca attiva di un occupazione. La definizione assunta dall Istat per classificare le condizioni professionali e non professionali, assegna cioè una condizione di non forza lavoro anche a quella parte della popolazione che, pur non essendo alla ricerca attiva di un occupazione, sarebbe però disposta a lavorare, magari a determinate condizioni. Questa quota esclusa dalla forza lavoro potrebbe anche considerarsi come potenziale forza lavoro. All origine del disimpegno nella ricerca di un occupazione, infatti, possono esservi dei vincoli di contesto connessi alle dinamiche locali del mercato del lavoro che influenzano i comportamenti non occupata determinando scoraggiamenti e rinunce nella ricerca attiva di un occupazione. Questo fenomeno, spesso più accentuato in alcune aree interne o più isolate, può in effetti dar luogo a una distribuzione dei dati ufficiali sulla inoccupazione che non rappresenti fedelmente la disponibilità al lavoro. a proposito di forza lavoro Nelle rilevazioni trimestrali della forza lavoro, difatti, l Istat adotta - in conformità con le indicazioni di altri organismi internazionali - definizioni più ampie della condizione di inoccupazione, in modo da tener conto proprio di questa quota potenzialmente attiva, che non può considerarsi a tutti gli effetti disinteressata a una collocazione sul mercato del lavoro. Oltre a questi problemi di definizione attiva non occupata, c è poi da tener conto delle possibili distorsioni che intervengono nella ricostruzione della composizione per condizione professionale. I dati delle statistiche ufficiali non sempre descrivono con precisione lo stato di fatto dell occupazione, dal momento che esistono problemi di rilevazione connessi alla presenza di attività sommerse e di condizioni occupazionali irregolari. Soprattutto in alcune aree del paese, l occupazione può risultare sottostimata. Inoltre, la rilevazione censuaria non permette di ricostruire l incidenza del lavoro stagionale, che in alcuni contesti locali può rappresentare una forma di i quaderni del POM 89

10 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo Capitolo 4 occupazione importante, né di disporre di dati relativi alla sotto-occupazione o alla doppia occupazione, che, ad esempio, nelle zone rurali può avere una notevole diffusione dovuta alla pluriattività dei conduttori delle aziende agricole. Tali osservazioni non sono marginali se si pensa che una parte non irrilevante si trova in situazioni professionali che possiamo considerare di confine, il cui stesso riconoscimento, in termini sociali e giuridici, dipende anche dall evoluzione culturale e del sistema normativo della società. Basandoci sui dati ufficiali disponibili a livello disaggregato per singoli comuni, è comunque possibile identificare una serie di indicatori utili a una descrizione delle situazioni di disoccupazione e inoccupazione specifiche dei singoli contesti locali. Il tasso di inoccupazione generico è uno di questi indicatori. Esso corrisponde al rapporto tra popolazione attiva non occupata (disoccupati e persone in cerca di prima occupazione) e popolazione totale. Anche questo indicatore può essere calcolato con riferimento alla sola popolazione o alla sola popolazione attiva. Il tasso di inoccupazione attiva (più comunemente indicato come tasso di disoccupazione) è in effetti l indicatore maggiormente utilizzato per identificare e misurare la condizione di disagio sociale derivante dalla ricerca di un occupazione. Tasso di disoccupazione: differenti definizioni Nel confronto e nell interpretazione degli indicatori relativi all inoccupazione e disoccupazione c è da tener presente che il termine disoccupazione - diversamente dall accezione adottata dall Istat nella rilevazione delle condizioni professionali - è per lo più utilizzato come sinonimo di inoccupazione. Il tasso di disoccupazione proposto nelle statistiche diffuse nella stampa, anche in quella specializzata, equivale cioè a quello che qui abbiamo definito tasso di inoccupazione attiva. La concentrazione territoriale di elevati tassi di inoccupazione attiva è significativa di situazioni di contrazione o stasi del mercato del 90 i quaderni del POM

11 Capitolo 4 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo lavoro sul quale gravita la popolazione considerata. Le variazioni di questo indicatore possono quindi segnalare dinamiche espulsive del mercato del lavoro, o barriere d accesso ad esso, che interessano soprattutto le fasce socialmente più deboli della forza lavoro o della potenziale forza lavoro (gli inoccupati nel significato più ampio). Gli stessi rapporti stabiliti da questi indicatori con riferimento alla popolazione attiva non occupata possono calcolarsi con riferimento alla sola componente dei disoccupati, ottenendo tassi di disoccupazione che sintetizzano più in particolare l incidenza del fenomeno dell espulsione dal mercato del lavoro. Infine, come già indicato per gli occupati, anche in questo caso può risultare interessante operare ulteriori restrizioni del campo di applicazione, calcolando l incidenza disoccupata, o dell insieme degli inoccupati, in rapporto all età e alla distinzione di genere. a proposito di disoccupazione e inoccupazione Nessuna società ha mai raggiunto una situazione di effettivo pieno impiego. Anche nelle condizioni più favorevoli, infatti, esiste sempre una certa quota di popolazione involontariamente non occupata perché non riesce a trovare una collocazione sul mercato del lavoro. Così, nella grande maggioranza dei paesi industrializzati un tasso di inoccupazione del 2% è considerato fisiologico e ineliminabile. Al di sopra di questi valori, l inoccupazione rappresenta invece un segnale preciso degli squilibri tra domanda e offerta sul mercato del lavoro. i quaderni del POM 91

12 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo Capitolo 4 Fig Gli indicatori relativi alla condizione di inoccupazione Totale attivi non occupati Totale attivi inoccupati tra 14 e 29 anni Totale attivi inoccupati maschi (femmine) Totale popolazione attiva Tasso di inoccupazione Tasso di inoccupazione della popolazione attiva (anche detto tasso di disoccupazione) Giovani con età tra 14 e 29 anni attiva con età tra 14 e 29 anni maschile (femminile) maschile (femminile) attiva Tasso di inoccupazione della popolazione giovanile Tasso di inoccupazione giovanile attiva Tasso di inoccupazione pop. maschile ( femm.) Tasso di inoccupazione popolazione maschile (femminile) attiva 92 i quaderni del POM

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