Il lavoro. 4.1 L attività e l inattività della popolazione

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Il lavoro. 4.1 L attività e l inattività della popolazione"

Transcript

1 Capitolo 4 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo capitolo 4 Il lavoro Gli indicatori presentati in questo capitolo riguardano la condizione di occupazione. Nel delimitare l ambito descrittivo precisiamo che qui non prendiamo in considerazione gli aspetti attinenti allo status socio-professionale, che invece trattiamo nel capitolo successivo relativo alla stratificazione sociale. L attenzione è piuttosto focalizzata sulla partecipazione, o non partecipazione, al mercato del lavoro, distinzione questa che già permette di sviluppare tutta una serie di indicatori basati su classificazioni elementari, come quelle che distinguono i componenti tra attivi e non attivi, tra occupati e non occupati, tra disoccupati e persone in cerca di prima occupazione. I dati relativi ai raggruppamenti identificati sulla base di queste classificazioni forniscono la base di calcolo degli indicatori proposti, i quali mettono a disposizione misure utili per l analisi di due fenomeni principali: il livello di coinvolgimento nelle attività produttive e l allineamento o disallineamento tra domanda e offerta di lavoro. 4.1 L attività e l inattività La prima elementare distinzione da introdurre è quella tra popolazione attiva e popolazione non attiva. Attivi sono considerati coloro i quali risultano occupati o che sono alla ricerca di un occupazione. Il resto costituisce il raggruppamento degli inattivi, coloro i quali, cioè, per ragioni connesse all età (troppo giovani o anziani) o a condizioni e scelte personali, né lavorano, né sono alla ricerca di un lavoro. Da questa distinzione possiamo ricavare il tasso di attività, corrispondente al rapporto percentuale tra la popolazione attiva e il totale residente. Esso fornisce una misura della potenziale capa- i quaderni del POM 81

2 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo Capitolo 4 cità lavorativa di una popolazione commisurata alla sua consistenza demografica, ma non deve essere interpretato come un indicatore del livello di partecipazione al mercato del lavoro. L incidenza degli attivi sulla popolazione complessiva, infatti, non dipende soltanto dagli aspetti socio-economici connessi alla struttura dell occupazione e alle condizioni d accesso al mercato del lavoro, o dagli aspetti culturali da cui derivano gli orientamenti verso il lavoro. Essa dipende anche dalla struttura demografica, cioè dalla sua composizione per classi d età. Tale composizione, infatti, rappresenta un fattore direttamente connesso alla ripartizione tra attivi e inattivi. In un contesto socio-territoriale dove i ragazzi sotto i quindici anni e gli anziani rappresentano quote relativamente più elevate, gli inattivi sono rapportati a una popolazione complessiva proporzionalmente maggiore che altrove, il che determina tassi minori di attività. Un indicatore più specifico, che invece tiene conto della composizione demografica è il tasso di attività. Esso corrisponde al rapporto percentuale tra popolazione attiva e popolazione (con età compresa tra 14 e 64 anni). Il vantaggio di questo indicatore deriva dal fatto che esso neutralizza la componente demografica (incidenza delle classi d età estreme nella struttura ), offrendo una misura del tasso di attività più significativa per l analisi della struttura dell occupazione e delle condizioni di accesso al mercato del lavoro. Entrambi questi indicatori, inoltre, si possono calcolare distinguendo la popolazione maschile da quella femminile. Questa rappresenta una specificazione importante, perché in alcuni contesti territoriali il tasso di attività tra uomini e donne può risultare anche sensibilmente diverso, derivando sia dai vincoli e dalle forme di discriminazione esistenti a livello locale nell accesso al mercato del lavoro, sia da un orientamento culturale che attribuisce significati diversi alla dimensione professionale e, più in generale, all esperienza di lavoro. 82 i quaderni del POM

3 Capitolo 4 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo Fig Indicatori relativi alla condizione di attività e inattività attiva maschile attiva femminile attiva Totale popolazione Tasso di attività tra 14 e 64 anni Tasso di attività Totale popolazione maschile Tasso di attività maschile Totale popolazione femminile Tasso di attività femminile maschile tra 14 e 64 anni Tasso di attività popolaz. maschile femminile tra 14 e 64 anni Tasso di attività popolaz.femmin. 4.2 La condizione professionale Definita la popolazione attiva e i possibili indicatori di base utili a rappresentarne la consistenza, il passo successivo consiste nell analizzare le sue componenti, distinguendo a tal fine tre categorie principali: gli occupati; le persone che attualmente non lavorano ma che sono alla ricerca di una nuova occupazione (i disoccupati in senso stretto); le persone alla ricerca di prima occupazione. Dalla distinzione di queste tre categorie, nel loro insieme indicate anche come forze di lavoro, si ricavano altri indicatori più specificamente descrittivi della distribuzione per condizione professionale. La possibilità di commisurare queste categorie sia alla popolazione attiva che alla popolazione complessiva o a quella, distinguendo magari tra popolazione maschile e femminile, mette a disposizione un ampio numero di indicatori. i quaderni del POM 83

4 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo Capitolo 4 Occupati, disoccupati, persone in cerca di prima occupazione Oltre alla distinzione tra popolazione attiva e non attiva, l Istat propone quella tra popolazione in condizione professionale e popolazione in condizione non professionale. La popolazione in condizione professionale comprende gli occupati ed i disoccupati in cerca di nuova occupazione; mentre la popolazione in condizione non professionale comprende le persone in cerca di prima occupazione, le persone ritirate dal lavoro, le persone con età inferiore ai 14 anni, le casalinghe, gli studenti e tutti coloro i quali non svolgono attività lavorativa (compresi gli inabili ed i giovani in servizio di leva). Occupati si considerano coloro i quali possiedono un occupazione (in proprio o alle dipendenze) da cui traggono una retribuzione o un profitto, compresi coloro i quali collaborano, senza avere un regolare contratto di lavoro, con un familiare che svolge un attività lavorativa in modo autonomo (coadiuvanti). Disoccupati in cerca di nuova occupazione si considerano coloro i quali hanno perduto una precedente occupazione alle dipendenze e sono alla ricerca attiva di una nuova occupazione. Persone in cerca di prima occupazione si considerano coloro che non hanno mai esercitato un attività lavorativa o hanno cessato un attività lavorativa in proprio e sono alla ricerca attiva di un occupazione. Le persone in condizione professionale e quelle in cerca di prima occupazione vengono considerate popolazione attiva (anche detta forza lavoro), mentre le persone in condizione non professionale, esclusi coloro i quali si dichiarano alla ricerca di prima occupazione, sono considerati polazione non attiva (o anche non forza lavoro). Occorre però prestare attenzione alle definizioni ufficiali adottate per distinguere le singole categorie, anche perché i termini utilizzati nel linguaggio corrente - e qualche volta anche nella letteratura socio-economica - rinviano sovente a significati diversi. Un altra avvertenza di cui tener conto riguarda il fatto che gli indicatori di seguito proposti si basano per lo più sui dati relativi alle famiglie residenti nel territorio considerato. Essi attengono esclusivamente alla popolazione e non possono essere assunti per descrivere il merca- 84 i quaderni del POM

5 Capitolo 4 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo to del lavoro o il sistema produttivo locale di imprese e istituzioni. Parte della popolazione residente nel territorio, infatti, potrebbe svolgere la propria attività professionale altrove; mentre le unità locali delle imprese e istituzioni presenti sul territorio potrebbero occupare persone non residenti in loco. Per un analisi del mercato del lavoro e del sistema produttivo locale, e delle sue ricadute sull occupazione residente, bisogna, quindi, mettere in relazione i dati sulla condizione professionale e quelli relativi alla distribuzione degli addetti delle unità locali delle imprese e delle istituzioni (vedi capitolo 6). Fig La ripartizione per condizione professionale POPOLAZIONE POPOLAZIONE ATTIVA anche detta forza lavoro POPOLAZIONE NON ATTIVA anche detta non forza lavoro Occupati Disoccupati in cerca di nuova occupazione Non occupati Persone in cerca di prima occupazione - Ritirati dal lavoro - Casalinghe - Studenti - Persone fino a 14 anni - Altre persone che non svolgono attività lavorativa pur essendo in età POPOLAZIONE IN CONDIZIONE PROFESSIONALE POPOLAZIONE IN CONDIZIONE NON PROFESSIONALE i quaderni del POM 85

6 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo Capitolo L occupazione Un problema che si incontra nell interpretazione dei diversi indicatori relativi al tasso di attività deriva dal fatto che essi riuniscono in un unico insieme - la popolazione attiva - condizioni professionali differenziate. Ma essere alla ricerca di lavoro non equivale all essere già occupato. Può succedere così, che, a parità di tassi di attività, contesti socio-territoriali diversi possono contraddistinguersi per una incidenza sensibilmente diversa della sola quota degli occupati. È dunque importante soffermarsi più specificamente sull incidenza delle singole categorie afferenti alla popolazione attiva, prendendo in primo luogo in considerazione il raggruppamento degli occupati. Il primo indicatore cui fare riferimento a tal proposito è il tasso di occupazione generico. Esso equivale al rapporto percentuale tra la popolazione occupata e l insieme del territorio considerato. Si tratta di un indicatore grossolano, ma che ha una sua efficacia descrittiva, potendosi interpretare come il rapporto esistente tra la popolazione che produce e la popolazione che consuma. Dividendo il numero degli occupati per il numero delle famiglie si ottiene un indicatore simile, ma ancor più significativo, in quanto permette di tener conto anche della composizione media della famiglia. In effetti, ai fini di una comparazione tra contesti sociali diversi, il numero medio di occupati per famiglia presenta il vantaggio di una piena comparabilità, in quanto esso neutralizza le eventuali differenze esistenti nell ampiezza media delle famiglie, riconducendo in modo più pertinente l incidenza degli occupati all unità familiare. Come per il tasso di attività, inoltre, ulteriori varianti del tasso di occupazione si possono ottenere prendendo in considerazione la sola popolazione in età lavorativa, o la popolazione sopra i 13 anni. Ma l indicatore di utilizzo più comune è certamente rappresentato dal tasso di occupazione attiva (anche detto tasso di occupazione della forza lavoro), spesso indicato semplicemente come tasso di occupazione. Questo indicatore stabilisce in modo ancor più specifico l incidenza occupata nel contesto sociale di riferimento, fornendo una misura più stretta della capacità e delle possibilità d accesso al mercato del lavoro. 86 i quaderni del POM

7 Capitolo 4 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo Un maggiore livello di dettaglio, utile a una più chiara identificazione della struttura della forza lavoro, può inoltre ottenersi introducendo due ulteriori fattori distintivi: la composizione per genere e la composizione per età della popolazione occupata. Nell analisi della dinamica dell occupazione e della struttura della forza lavoro, infatti, risulta interessante poter distinguere la popolazione giovanile, perché maggiormente interessata dai vincoli d accesso al mercato del lavoro; oppure poter comparare l occupazione maschile rispetto a quella femminile, tenendo anche conto delle differenze di genere già riscontrabili nel tasso di attività. Gli indicatori più significativi che in tal modo si possono ricavare sono i seguenti: tasso di occupazione giovanile, che si calcola suddividendo la popolazione occupata appartenente alla fascia d età giovanile (ad esempio tra 14 e 29 anni) per il totale appartenente alla stessa fascia d età tasso di occupazione giovanile attiva, che si calcola suddividendo la popolazione occupata appartenente alla fascia d età giovanile, per la popolazione attiva appartenente alla stessa fascia d età tasso di occupazione femminile (o maschile), che si calcola suddividendo la popolazione femminile (o maschile) occupata per il totale femminile (o maschile) tasso di occupazione femminile (o maschile), che si calcola suddividendo la popolazione femminile (o maschile) occupata per la popolazione femminile (o maschile) tasso di occupazione femminile (o maschile) attiva, che si calcola suddividendo la popolazione femminile (o maschile) occupata per la popolazione femminile (o maschile) attiva. i quaderni del POM 87

8 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo Capitolo 4 Fig Gli indicatori relativi all occupazione Totale occupati Occupati con età tra 14 e 29 anni Uomini (donne) occupati Totale popolazione Tasso di occupazione Numero totale delle famiglie Numero medio di occupati per famiglia attiva Tasso di occupazione della popolazione attiva Giovani con età tra 14 e 29 anni Tasso di occupazione della popolazione giovanile attiva con età tra 14 e 29 anni Tasso di occupazione giovanile attiva maschile (femminile) Tasso di occupazione pop. maschile ( femm.) maschile (femminile) attiva Tasso di occupazione popolazione maschile (femminile) attiva 4.4 L inoccupazione e la disoccupazione L identificazione degli indicatori relativi alla disoccupazione e inoccupazione impone alcune considerazioni preliminari attinenti ai problemi di definizione e di rilevazione della condizione professionale. Nella definizione adottata dall Istat per il censimento generale, i disoccupati e le persone in cerca di prima occupazione rappresentano quella quota considerata attiva (cioè forza lavoro), ma momentaneamente non occupata. Come carattere distintivo di questa condizione professionale viene indicata la ricerca attiva di un occupazione, ciò al fine di distinguere coloro i quali sono momentaneamente non occupati, ma che intendono 88 i quaderni del POM

9 Capitolo 4 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo trovare un occupazione, da coloro i quali non sono occupati e che per ragioni diverse non sono neanche alla ricerca attiva di un occupazione. La definizione assunta dall Istat per classificare le condizioni professionali e non professionali, assegna cioè una condizione di non forza lavoro anche a quella parte della popolazione che, pur non essendo alla ricerca attiva di un occupazione, sarebbe però disposta a lavorare, magari a determinate condizioni. Questa quota esclusa dalla forza lavoro potrebbe anche considerarsi come potenziale forza lavoro. All origine del disimpegno nella ricerca di un occupazione, infatti, possono esservi dei vincoli di contesto connessi alle dinamiche locali del mercato del lavoro che influenzano i comportamenti non occupata determinando scoraggiamenti e rinunce nella ricerca attiva di un occupazione. Questo fenomeno, spesso più accentuato in alcune aree interne o più isolate, può in effetti dar luogo a una distribuzione dei dati ufficiali sulla inoccupazione che non rappresenti fedelmente la disponibilità al lavoro. a proposito di forza lavoro Nelle rilevazioni trimestrali della forza lavoro, difatti, l Istat adotta - in conformità con le indicazioni di altri organismi internazionali - definizioni più ampie della condizione di inoccupazione, in modo da tener conto proprio di questa quota potenzialmente attiva, che non può considerarsi a tutti gli effetti disinteressata a una collocazione sul mercato del lavoro. Oltre a questi problemi di definizione attiva non occupata, c è poi da tener conto delle possibili distorsioni che intervengono nella ricostruzione della composizione per condizione professionale. I dati delle statistiche ufficiali non sempre descrivono con precisione lo stato di fatto dell occupazione, dal momento che esistono problemi di rilevazione connessi alla presenza di attività sommerse e di condizioni occupazionali irregolari. Soprattutto in alcune aree del paese, l occupazione può risultare sottostimata. Inoltre, la rilevazione censuaria non permette di ricostruire l incidenza del lavoro stagionale, che in alcuni contesti locali può rappresentare una forma di i quaderni del POM 89

10 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo Capitolo 4 occupazione importante, né di disporre di dati relativi alla sotto-occupazione o alla doppia occupazione, che, ad esempio, nelle zone rurali può avere una notevole diffusione dovuta alla pluriattività dei conduttori delle aziende agricole. Tali osservazioni non sono marginali se si pensa che una parte non irrilevante si trova in situazioni professionali che possiamo considerare di confine, il cui stesso riconoscimento, in termini sociali e giuridici, dipende anche dall evoluzione culturale e del sistema normativo della società. Basandoci sui dati ufficiali disponibili a livello disaggregato per singoli comuni, è comunque possibile identificare una serie di indicatori utili a una descrizione delle situazioni di disoccupazione e inoccupazione specifiche dei singoli contesti locali. Il tasso di inoccupazione generico è uno di questi indicatori. Esso corrisponde al rapporto tra popolazione attiva non occupata (disoccupati e persone in cerca di prima occupazione) e popolazione totale. Anche questo indicatore può essere calcolato con riferimento alla sola popolazione o alla sola popolazione attiva. Il tasso di inoccupazione attiva (più comunemente indicato come tasso di disoccupazione) è in effetti l indicatore maggiormente utilizzato per identificare e misurare la condizione di disagio sociale derivante dalla ricerca di un occupazione. Tasso di disoccupazione: differenti definizioni Nel confronto e nell interpretazione degli indicatori relativi all inoccupazione e disoccupazione c è da tener presente che il termine disoccupazione - diversamente dall accezione adottata dall Istat nella rilevazione delle condizioni professionali - è per lo più utilizzato come sinonimo di inoccupazione. Il tasso di disoccupazione proposto nelle statistiche diffuse nella stampa, anche in quella specializzata, equivale cioè a quello che qui abbiamo definito tasso di inoccupazione attiva. La concentrazione territoriale di elevati tassi di inoccupazione attiva è significativa di situazioni di contrazione o stasi del mercato del 90 i quaderni del POM

11 Capitolo 4 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo lavoro sul quale gravita la popolazione considerata. Le variazioni di questo indicatore possono quindi segnalare dinamiche espulsive del mercato del lavoro, o barriere d accesso ad esso, che interessano soprattutto le fasce socialmente più deboli della forza lavoro o della potenziale forza lavoro (gli inoccupati nel significato più ampio). Gli stessi rapporti stabiliti da questi indicatori con riferimento alla popolazione attiva non occupata possono calcolarsi con riferimento alla sola componente dei disoccupati, ottenendo tassi di disoccupazione che sintetizzano più in particolare l incidenza del fenomeno dell espulsione dal mercato del lavoro. Infine, come già indicato per gli occupati, anche in questo caso può risultare interessante operare ulteriori restrizioni del campo di applicazione, calcolando l incidenza disoccupata, o dell insieme degli inoccupati, in rapporto all età e alla distinzione di genere. a proposito di disoccupazione e inoccupazione Nessuna società ha mai raggiunto una situazione di effettivo pieno impiego. Anche nelle condizioni più favorevoli, infatti, esiste sempre una certa quota di popolazione involontariamente non occupata perché non riesce a trovare una collocazione sul mercato del lavoro. Così, nella grande maggioranza dei paesi industrializzati un tasso di inoccupazione del 2% è considerato fisiologico e ineliminabile. Al di sopra di questi valori, l inoccupazione rappresenta invece un segnale preciso degli squilibri tra domanda e offerta sul mercato del lavoro. i quaderni del POM 91

12 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo Capitolo 4 Fig Gli indicatori relativi alla condizione di inoccupazione Totale attivi non occupati Totale attivi inoccupati tra 14 e 29 anni Totale attivi inoccupati maschi (femmine) Totale popolazione attiva Tasso di inoccupazione Tasso di inoccupazione della popolazione attiva (anche detto tasso di disoccupazione) Giovani con età tra 14 e 29 anni attiva con età tra 14 e 29 anni maschile (femminile) maschile (femminile) attiva Tasso di inoccupazione della popolazione giovanile Tasso di inoccupazione giovanile attiva Tasso di inoccupazione pop. maschile ( femm.) Tasso di inoccupazione popolazione maschile (femminile) attiva 92 i quaderni del POM

Il sistema economico locale: industria e terziario

Il sistema economico locale: industria e terziario Capitolo 6 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo capitolo 6 Il sistema economico locale: industria e terziario In questo capitolo sono presentati gli indicatori

Dettagli

OCCUPATI E DISOCCUPATI DATI RICOSTRUITI DAL 1977

OCCUPATI E DISOCCUPATI DATI RICOSTRUITI DAL 1977 24 aprile 2013 OCCUPATI E DISOCCUPATI DATI RICOSTRUITI DAL 1977 L Istat ha ricostruito le serie storiche trimestrali e di media annua dal 1977 ad oggi, dei principali aggregati del mercato del lavoro,

Dettagli

Popolazione e struttura demografica

Popolazione e struttura demografica Capitolo 3 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo capitolo 3 e struttura demografica La dimensione e la struttura della popolazione, e le dinamiche demografiche

Dettagli

8.1 Struttura agraria e frammentazione fondiaria

8.1 Struttura agraria e frammentazione fondiaria Capitolo 8 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo capitolo 8 L agricoltura In questo capitolo sono presentati gli indicatori di base utili a descrivere le caratteristiche

Dettagli

Inserimento professionale dei diplomati universitari

Inserimento professionale dei diplomati universitari 22 luglio 2003 Inserimento professionale dei diplomati universitari Indagine 2002 Nel corso degli ultimi anni l Istat ha rivisitato e notevolmente ampliato il patrimonio informativo sull istruzione e la

Dettagli

LAVORO IL MERCATO DEL LAVORO IN SICILIA E LE FORZE DI LAVORO POTENZIALI

LAVORO IL MERCATO DEL LAVORO IN SICILIA E LE FORZE DI LAVORO POTENZIALI LAVORO NOTIZIARIO DI STATISTICHE REGIONALI A CURA DEL SERVIZIO STATISTICA DELLA REGIONE SICILIANA IN COLLABORAZIONE CON ISTAT ANNO 6 N.1/2014 In questo notiziario torniamo ad occuparci di mercato del nella

Dettagli

Fonti e strumenti statistici per la comunicazione (prof.ssa I.Mingo) Esercizi (soluzioni e suggerimenti )

Fonti e strumenti statistici per la comunicazione (prof.ssa I.Mingo) Esercizi (soluzioni e suggerimenti ) Esercizio 1 Fonti e strumenti statistici per la comunicazione (prof.ssa I.Mingo) Esercizi (soluzioni e suggerimenti ) Qualitativo Sconnesso: Marca di Jeans preferita, Partito votato nelle ultime elezioni,

Dettagli

8. Occupazione e forze di lavoro

8. Occupazione e forze di lavoro 8. Occupazione e forze di lavoro Dall Indagine continua sulle forze di lavoro condotta dall Istat risulta che nel 2005 erano occupate, a Roma, 1.086.092 persone, mentre a livello provinciale gli occupati,

Dettagli

La partecipazione al mercato del lavoro della popolazione straniera I - IV trimestre 2005

La partecipazione al mercato del lavoro della popolazione straniera I - IV trimestre 2005 27 marzo 2006 La partecipazione al mercato del lavoro della popolazione straniera I - IV trimestre 2005 Ufficio della comunicazione Tel. + 39 06 4673.2243-2244 Centro di informazione statistica Tel. +

Dettagli

Focus I giovani e il mercato del lavoro

Focus I giovani e il mercato del lavoro Focus I giovani e il mercato del lavoro Per trovare lavoro conviene proseguire gli studi dopo il diploma Nel 2008 77 giovani (25-34 anni) su 100 lavorano o cercano un lavoro (tasso di attività); al sono

Dettagli

BOX 2.1. La diffusione territoriale del lavoro atipico

BOX 2.1. La diffusione territoriale del lavoro atipico BOX 2.1. La diffusione territoriale del lavoro atipico La diffusione delle forme di occupazione atipica e le loro caratteristiche sono piuttosto diversificate a livello territoriale, riflettendo il divario

Dettagli

PARTE I IL FENOMENO DELL INVECCHIAMENTO NELLA CONDUZIONE AZIENDALE

PARTE I IL FENOMENO DELL INVECCHIAMENTO NELLA CONDUZIONE AZIENDALE PARTE I IL FENOMENO DELL INVECCHIAMENTO NELLA CONDUZIONE AZIENDALE Il fenomeno dell invecchiamento nella conduzione aziendale 1. I CONDUTTORI AGRICOLI NELL UNIONE EUROPEA Secondo i più recenti dati disponibili

Dettagli

L ABITUDINE AL FUMO E L OBESITA : DUE MINACCE PER LA SALUTE NEL COMUNE DI FERRARA Anno 2003

L ABITUDINE AL FUMO E L OBESITA : DUE MINACCE PER LA SALUTE NEL COMUNE DI FERRARA Anno 2003 Questo numero e' stato realizzato da: Servizio Statistica del Comune di Ferrara - Dirigente Lauretta Angelini Collaboratori: Stefania Agostini, Caterina Malucelli, Micaela Pora, Claudia Roversi, Michele

Dettagli

Il settore metalmeccanico veneto aziende e lavoratori nella crisi (2009-2012)

Il settore metalmeccanico veneto aziende e lavoratori nella crisi (2009-2012) Il settore metalmeccanico veneto aziende e lavoratori nella crisi (2009-2012) report marzo 2013 IX congresso regionale Veneto Dal lavoro rinasce il futuro Dolo (Venezia) 4-5 aprile 2013 - 2 - Il quadro

Dettagli

STATISTICA ECONOMICA STATISTICA PER L ECONOMIA

STATISTICA ECONOMICA STATISTICA PER L ECONOMIA STATISTICA ECONOMICA STATISTICA PER L ECONOMIA a.a. 2009-2010 Facoltà di Ecomia, Università Roma Tre La rilevazione delle ha come obiettivo la produzione delle stime ufficiali sugli occupati e sulle persone

Dettagli

sistema statistico nazionale Milano dati Serie economia e lavoro 12 Le Forze di Lavoro nel Comune di Milano 2004-2006

sistema statistico nazionale Milano dati Serie economia e lavoro 12 Le Forze di Lavoro nel Comune di Milano 2004-2006 sistema statistico nazionale Milano dati Serie economia e lavoro 12 Le Forze di Lavoro nel Comune di Milano 2004-2006 A cura di: Flavio Necchi, Paolo Mariani, Biancamaria Zavanella, Paolo Pavanati Elaborazioni

Dettagli

1. L analisi statistica

1. L analisi statistica 1. L analisi statistica Di cosa parleremo La statistica è una scienza, strumentale ad altre, concernente la determinazione dei metodi scientifici da seguire per raccogliere, elaborare e valutare i dati

Dettagli

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Segretariato Generale I GIOVANI IN ITALIA

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Segretariato Generale I GIOVANI IN ITALIA Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Segretariato Generale I GIOVANI IN ITALIA Luglio 2010 1 Rapporto curato da: G. Coccia gcoccia@lavoro.gov.it B. Rossi brossi@lavoro.gov.it Sul sito http://www.lavoro.gov.it

Dettagli

Il valore della pulizia

Il valore della pulizia Il valore della pulizia Indagine tra la popolazione italiana Milano, marzo 01 (Rif. 170v311) Metodologia della ricerca ISPO ha realizzato un indagine ad hoc durante la quale è stato intervistato un campione

Dettagli

LA POVERTÀ IN ITALIA. Anno 2012. 17 luglio 2013

LA POVERTÀ IN ITALIA. Anno 2012. 17 luglio 2013 17 luglio 2013 Anno 2012 LA POVERTÀ IN ITALIA Nel 2012, il 12,7% delle famiglie è relativamente povero (per un totale di 3 milioni 232 mila) e il 6,8% lo è in termini assoluti (1 milione 725 mila). Le

Dettagli

Terzo settore. risorsa economica e sociale del VCO

Terzo settore. risorsa economica e sociale del VCO risorsa economica e sociale del VCO TERZO SETTORE: risorsa economica e sociale per il territorio Il censimento 2011, a 10 anni di distanza dal precedente, ci restituisce informazioni che mettono in luce

Dettagli

Povertà e mercato del lavoro Prof.ssa Enrica Morlicchio

Povertà e mercato del lavoro Prof.ssa Enrica Morlicchio Povertà e mercato del lavoro Prof.ssa Enrica Morlicchio Dipartimento di Scienze Sociali Università degli Studi di Napoli Federico II enrica.morlicchio@unina.it La riduzione dell occupazione nella crisi

Dettagli

LA POVERTÀ IN ITALIA. Anno 2011. 17 luglio 2012. INCIDENZA DI POVERTÀ RELATIVA PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA. Anni 2008-2011, valori percentuali

LA POVERTÀ IN ITALIA. Anno 2011. 17 luglio 2012. INCIDENZA DI POVERTÀ RELATIVA PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA. Anni 2008-2011, valori percentuali 17 luglio 2012 Anno 2011 LA POVERTÀ IN ITALIA Nel 2011, l 11,1% delle famiglie è in condizione di povertà relativa (per un totale di 8.173 mila persone) e il 5,2% lo è in termini assoluti (3.415 mila).

Dettagli

Nel mondo ci sono molte classifiche che

Nel mondo ci sono molte classifiche che L opinione pubblica viene spesso bombardata da una grande quantità di statistiche sui sistemi Paese che dicono tutto e il contrario di tutto. Come orientarsi in questo mare magnum? E come si colloca il

Dettagli

L analisi SWOT Daniela Storti

L analisi SWOT Daniela Storti L analisi SWOT Daniela Storti Che cosa è l analisi swot E UN ANALISI DI SUPPORTO ALLE SCELTE CHE RISPONDE AD UN ESIGENZA DI RAZIONALIZZAZIONE DEI PROCESSI DECISIONALI Che cosa è l analisi swot è una tecnica

Dettagli

Regione Autonoma della Sardegna

Regione Autonoma della Sardegna Regione Autonoma della Sardegna Assessorato della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio Centro Regionale di Programmazione L integrazione delle politiche di Pari Opportunità nei 13

Dettagli

EVOLUZIONE STUDIO DI SETTORE TG42U

EVOLUZIONE STUDIO DI SETTORE TG42U ALLEGATO 5 NOTA TECNICA E METODOLOGICA EVOLUZIONE STUDIO DI SETTORE TG42U NOTA TECNICA E METODOLOGICA CRITERI PER L EVOLUZIONE DELLO STUDIO DI SETTORE L evoluzione dello Studio di Settore ha il fine di

Dettagli

I redditi 2012 dichiarati dalle cittadine e dai cittadini di Bologna. Alcune disuguaglianze fra generazioni, generi, nazionalità e territori

I redditi 2012 dichiarati dalle cittadine e dai cittadini di Bologna. Alcune disuguaglianze fra generazioni, generi, nazionalità e territori I redditi 2012 dichiarati dalle cittadine e dai cittadini di Bologna Alcune disuguaglianze fra generazioni, generi, nazionalità e territori 18 settembre 2014 A Bologna nel 2012 quasi 296.000 contribuenti

Dettagli

I SERVIZI DI INTEMEDIAZIONE PUBBLICI

I SERVIZI DI INTEMEDIAZIONE PUBBLICI N.57 MARZO 2014 I SERVIZI DI INTEMEDIAZIONE PUBBLICI E PRIVATI AUTORIZZATI OVERVIEW Analizzare i canali attraverso cui i lavoratori trovano un, costituisce un esercizio di grande interesse per la conoscenza

Dettagli

LE CARATTERISTICHE SOCIO-DEMOGRAFICHE DELLA VALLE D AOSTA

LE CARATTERISTICHE SOCIO-DEMOGRAFICHE DELLA VALLE D AOSTA LE CARATTERISTICHE SOCIO-DEMOGRAFICHE DELLA VALLE D AOSTA Sono numerose le evidenze scientifiche in cui si dimostra che le persone che godono di una posizione sociale privilegiata, che hanno un titolo

Dettagli

RAPIDE. Nel 2001 la spesa media mensile. La povertà in Italia nel 2001 POVERTÀ NEL TEMPO E SUL TERRITORIO. 17 luglio 2002

RAPIDE. Nel 2001 la spesa media mensile. La povertà in Italia nel 2001 POVERTÀ NEL TEMPO E SUL TERRITORIO. 17 luglio 2002 SOTTO LA SOGLIA DI POVERTÀ IL 12% DELLE FAMIGLIE La povertà in Italia nel 2001 di povertà viene calcolata sulla base del numero di L incidenza famiglie (e relativi componenti) che presentano spese per

Dettagli

Appunti di Economia L impresa nell ordinamento giuridico italiano impresa attività di impresa stagionale

Appunti di Economia L impresa nell ordinamento giuridico italiano impresa attività di impresa stagionale Appunti di Economia L impresa nell ordinamento giuridico italiano L impresa...1 L azienda...2 Avviamento...2 Trasferimento di azienda...3 Usufrutto e affitto di azienda...3 Classificazione dell attività

Dettagli

I REDDITI E IL MERCATO DEL LAVORO NEL FRIULI VENEZIA GIULIA

I REDDITI E IL MERCATO DEL LAVORO NEL FRIULI VENEZIA GIULIA I REDDITI E IL MERCATO DEL LAVORO NEL FRIULI VENEZIA GIULIA Contributo di Laura Chies Esperta dell Agenzia e Dises - Università di Trieste e di Chiara Donati e Ilaria Silvestri Servizio statistica e affari

Dettagli

Modelli e regimi di welfare. Corso di Politiche Sociali Facoltà di Scienze della Formazione Università Milano Bicocca Anno Accademico 2011-12

Modelli e regimi di welfare. Corso di Politiche Sociali Facoltà di Scienze della Formazione Università Milano Bicocca Anno Accademico 2011-12 Modelli e regimi di welfare Corso di Politiche Sociali Facoltà di Scienze della Formazione Università Milano Bicocca Anno Accademico 2011-12 Storicamente i sistemi di Welfare State si sono caratterizzati

Dettagli

5. IL MERCATO DEL LAVORO

5. IL MERCATO DEL LAVORO 5. IL MERCATO DEL LAVORO 5.1 LA STRUTTURA DELL OFFERTA Le forze di lavoro per titolo di studio nel 2007 I dati delle forze di lavoro (15-64 anni) disaggregati per titolo di studio mostrano come il livello

Dettagli

LA POVERTÀ IN ITALIA. Anno 2013. 14 luglio 2014

LA POVERTÀ IN ITALIA. Anno 2013. 14 luglio 2014 14 luglio 2014 Anno 2013 LA POVERTÀ IN ITALIA Nel 2013, il 12,6% delle famiglie è in condizione di povertà relativa (per un totale di 3 milioni 230 mila) e il 7,9% lo è in termini assoluti (2 milioni 28

Dettagli

GLI IMMOBILI IN ITALIA 2012

GLI IMMOBILI IN ITALIA 2012 2012 4. GLI IMMOBILI IN ITALIA 2012 4. FLUSSI DEI REDDITI DERIVANTI DALLE LOCAZIONI DEI FABBRICATI E FLUSSI INTERTERRITORIALI 4.1 ASPETTI GENERALI In questo capitolo si presentano i dati sui canoni di

Dettagli

Le differenze di genere nelle attività del tempo libero

Le differenze di genere nelle attività del tempo libero 26 aprile 2006 Le differenze di genere nelle attività del tempo libero Anni 2002-2003 L indagine Multiscopo sulle famiglie Uso del tempo fornisce informazioni sulle attività di vita quotidiana e sul modo

Dettagli

OSSERVATORIO SUL MERCATO DEL LAVORO DELLA PROVINCIA DI MODENA

OSSERVATORIO SUL MERCATO DEL LAVORO DELLA PROVINCIA DI MODENA OSSERVATORIO SUL MERCATO DEL LAVORO DELLA PROVINCIA DI MODENA NUMERO 14 DATI 2009 E PRIMO TRIMESTRE 2010 Modena, 22 Giugno 2010 1 LA DOMANDA DI LAVORO: GLI ADDETTI ALLE UNITA LOCALI DELL INDUSTRIA E SERVIZI

Dettagli

ALLEGATO 7. Nota Tecnica e Metodologica SK16U

ALLEGATO 7. Nota Tecnica e Metodologica SK16U ALLEGATO 7 Nota Tecnica e Metodologica SK16U NOTA TECNICA E METODOLOGICA 1. CRITERI PER LA COSTRUZIONE DELLO STUDIO DI SETTORE Di seguito vengono esposti i criteri seguiti per la costruzione dello studio

Dettagli

Gli immobili in Italia - 2015

Gli immobili in Italia - 2015 LO STOCK IMMOBILIARE IN ITALIA: ANALISI DEGLI UTILIZZI Gli immobili in Italia - 2015 LO STOCK IMMOBILIARE IN ITALIA: ANALISI DEGLI UTILIZZI Il primo capitolo è dedicato alla presentazione dei risultati

Dettagli

OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO TERRITORIALE AREA DIPENDENZA DA ALCOL. - Monitoraggio epidemiologico 2004-2012 -

OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO TERRITORIALE AREA DIPENDENZA DA ALCOL. - Monitoraggio epidemiologico 2004-2012 - OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO TERRITORIALE AREA DIPENDENZA DA ALCOL - Monitoraggio epidemiologico 2004-2012 - A cura dell Osservatorio Epidemiologico Territoriale delle Dipendenze, ASL di Brescia OSSERVATORIO

Dettagli

TAV. 1 Popolazione residente nelle Province della Regione Sardegna nel 2001 fonte: Istat

TAV. 1 Popolazione residente nelle Province della Regione Sardegna nel 2001 fonte: Istat Assessorato dei Trasporti PROVINCIA DI RBONIA-LESIAS TAV. 1 Popolazione residente nelle Sardegna nel 2001 fonte: Istat Variazione percentuale della popolazione delle Province della Regione Sardegna dal

Dettagli

SPORTELLO DISTRETTUALE INFORMATIVO E DI ACCOGLIENZA. PER GLI IMMIGRATI (Informazione e accesso ai diritti per immigrati)

SPORTELLO DISTRETTUALE INFORMATIVO E DI ACCOGLIENZA. PER GLI IMMIGRATI (Informazione e accesso ai diritti per immigrati) PROVINCIA DI LATINA SPORTELLO DISTRETTUALE INFORMATIVO E DI ACCOGLIENZA PER GLI IMMIGRATI (Informazione e accesso ai diritti per immigrati) Ai sensi della Deliberazione di Giunta Regionale n. 792 del 31

Dettagli

RAPIDE. La povertà in Italia nel 2000 POVERTÀ RELATIVA SUL TERRITORIO. 31 luglio 2001 SOTTO LA SOGLIA DI POVERTÀ RELATIVA IL 12,3% DELLE FAMIGLIE

RAPIDE. La povertà in Italia nel 2000 POVERTÀ RELATIVA SUL TERRITORIO. 31 luglio 2001 SOTTO LA SOGLIA DI POVERTÀ RELATIVA IL 12,3% DELLE FAMIGLIE SOTTO LA SOGLIA RELATIVA IL % DELLE FAMIGLIE La povertà in Italia nel della povertà viene calcolata sulla base del numero di L incidenza famiglie (e relativi componenti) che presentano spese per consumi

Dettagli

Anno 2012 L USO DELLA LINGUA ITALIANA, DEI DIALETTI E DI ALTRE LINGUE IN ITALIA

Anno 2012 L USO DELLA LINGUA ITALIANA, DEI DIALETTI E DI ALTRE LINGUE IN ITALIA 27 ottobre 2014 Anno L USO DELLA LINGUA ITALIANA, DEI DIALETTI E DI ALTRE LINGUE IN ITALIA Nel, in Italia, il 53,1% delle persone di 18-74 anni (23 milioni 351mila individui) parla in prevalenza in famiglia.

Dettagli

STUDIO DI SETTORE SG42U

STUDIO DI SETTORE SG42U ALLEGATO 2 NOTA TECNICA E METODOLOGICA STUDIO DI SETTORE SG42U NOTA TECNICA E METODOLOGICA CRITERI PER LA COSTRUZIONE DELLO STUDIO DI SETTORE Di seguito vengono esposti i criteri seguiti per la costruzione

Dettagli

I laureati e lo studio

I laureati e lo studio 28 aprile 2006 I laureati e lo studio Inserimento professionale dei laureati Indagine 2004 Informazioni e chiarimenti: Servizio Popolazione, istruzione e cultura Viale Liegi, 13-00198 Roma Paola Ungaro

Dettagli

Draft sulla lettura dei risultati italiani dell indagine ALL (Adult literacy and Life skills) Aree geografiche a confronto

Draft sulla lettura dei risultati italiani dell indagine ALL (Adult literacy and Life skills) Aree geografiche a confronto Draft sulla lettura dei risultati italiani dell indagine ALL (Adult literacy and Life skills) Aree geografiche a confronto L indagine internazionale ALL raccoglie elementi importanti che riguardano la

Dettagli

Assessorato al Lavoro e alle Attività di Orientamento per il mercato del lavoro

Assessorato al Lavoro e alle Attività di Orientamento per il mercato del lavoro Assessorato al Lavoro e alle Attività di Orientamento per il mercato del lavoro Obiettivo della esposizione Fornire (attingendo alle diverse fonti) le principali informazioni sulle dinamiche occupazionali

Dettagli

1. La situazione economica e del mercato del lavoro

1. La situazione economica e del mercato del lavoro 1. La situazione economica e del mercato del lavoro Per la lettura dei dati non si può prescindere dal considerare l impatto dei molteplici fattori che hanno mutato radicalmente il mondo del lavoro a causa

Dettagli

Demografia, Occupazione e Produttività in Italia e nelle Regioni italiane. di Nicola C. Salerno 1

Demografia, Occupazione e Produttività in Italia e nelle Regioni italiane. di Nicola C. Salerno 1 Demografia, Occupazione e Produttività in Italia e nelle Regioni italiane di Nicola C. Salerno 1 1 3. Demografia, Occupazione e Produttività in Italia e nelle Regioni italiane Le sfide attese dall invecchiamento

Dettagli

Le pari opportunità e le politiche. di genere in ambito UE

Le pari opportunità e le politiche. di genere in ambito UE Le pari opportunità e le politiche di genere in ambito UE Parità di opportunità tra le donne e gli uomini L'uguaglianza tra le donne e gli uomini rappresenta uno dei principi fondamentali sanciti dal diritto

Dettagli

Le tecnologie dell informazione e della comunicazione: disponibilità nelle famiglie e utilizzo degli individui

Le tecnologie dell informazione e della comunicazione: disponibilità nelle famiglie e utilizzo degli individui 27 dicembre 2005 Le tecnologie dell informazione e della comunicazione: disponibilità nelle famiglie e utilizzo degli individui Anno 2005 Le indagini Multiscopo condotte dall Istat rilevano i comportamenti

Dettagli

Note Brevi LE COOPERATIVE NELL AMBITO DELLA STRUTTURA PRODUTTIVA ITALIANA NEL PERIODO 2007-2008. a cura di Francesco Linguiti

Note Brevi LE COOPERATIVE NELL AMBITO DELLA STRUTTURA PRODUTTIVA ITALIANA NEL PERIODO 2007-2008. a cura di Francesco Linguiti Note Brevi LE COOPERATIVE NELL AMBITO DELLA STRUTTURA PRODUTTIVA ITALIANA NEL PERIODO 2007-2008 a cura di Francesco Linguiti Luglio 2011 Premessa* In questa nota vengono analizzati i dati sulla struttura

Dettagli

Audizione dell Istituto nazionale di statistica: Dott.ssa Linda Laura Sabbadini Direttore del Dipartimento per le statistiche sociali e ambientali

Audizione dell Istituto nazionale di statistica: Dott.ssa Linda Laura Sabbadini Direttore del Dipartimento per le statistiche sociali e ambientali Indagine conoscitiva sull impatto in termini di genere della normativa previdenziale e sulle disparità esistenti in materia di trattamenti pensionistici tra uomini e donne Audizione dell Istituto nazionale

Dettagli

I redditi 2011 dichiarati dai cittadini di Trieste

I redditi 2011 dichiarati dai cittadini di Trieste I redditi 2011 dichiarati dai cittadini di Trieste N.B. Tutti i dati presentati in questo studio sono stati elaborati dall ufficio statistica del Comune (dott.ssa Antonella Primi) per esigenze di conoscenza

Dettagli

CRUSCOTTO DI INDICATORI STATISTICI TERNI

CRUSCOTTO DI INDICATORI STATISTICI TERNI CRUSCOTTO DI INDICATORI STATISTICI REPORT CON DATI STRUTTURALI ANNO 2014 INSIEME DELLE IMPRESE REGISTRATE Elaborazioni a: Dicembre 2014 Indice delle tavole Dati strutturali a periodicità annuale Imprese

Dettagli

Elena Ragazzi, CNR Ceris

Elena Ragazzi, CNR Ceris VALUTAZIONE DEL POR FSE DELLA REGIONE PIEMONTE OB. 2 COMPETITIVITÀ REGIONALE E OCCUPAZIONE PER IL PERIODO 2007-2013 Rapporto di placement 2013 Qualificati e specializzati 2012 Elena Ragazzi, CNR Ceris

Dettagli

La Comunità Cinese in Italia Rapporto annuale sulla presenza degli immigrati 2013

La Comunità Cinese in Italia Rapporto annuale sulla presenza degli immigrati 2013 La Comunità Cinese in Italia Rapporto annuale sulla presenza degli immigrati 2013 Abstract 2 2013 - Rapporto Comunità XXX in Italia Il Rapporto annuale sul Mercato del lavoro degli Immigrati" promosso

Dettagli

Le notizie flash: in seconda pagina le brevissime sui dati più interessanti in quarta pagina le valutazioni dello Spi-Cgil nazionale.

Le notizie flash: in seconda pagina le brevissime sui dati più interessanti in quarta pagina le valutazioni dello Spi-Cgil nazionale. Serie schede tematiche gennaio 2007 - n. 27 - cod. 67447 pag. 1 I pensionati italiani: quanti sono, quanto percepiscono, dove risiedono i pensionati di nord, centro, sud, estero le pensioni sociali in

Dettagli

LA POVERTÀ IN ITALIA

LA POVERTÀ IN ITALIA 15 luglio 2011 Anno 2010 LA POVERTÀ IN ITALIA La povertà risulta sostanzialmente stabile rispetto al 2009: l 11,0% delle famiglie è relativamente povero e il 4,6% lo è in termini assoluti. La soglia di

Dettagli

I fattori di contesto. La famiglia. Caratteri e trasformazioni. Il caso italiano

I fattori di contesto. La famiglia. Caratteri e trasformazioni. Il caso italiano I fattori di contesto. La famiglia. Caratteri e trasformazioni. Il caso italiano Corso di Politiche Sociali Facoltà di Scienze della Formazione Università Milano Bicocca Anno Accademico 2011-12 La famiglia

Dettagli

Torino I NUMERI DEL TERRITORIO. Abitanti al 9.10.2011 872.367 2.247.780. Superficie (km 2 ) 130,2 6.830,3 Densità (ab. per km 2 ) 6.

Torino I NUMERI DEL TERRITORIO. Abitanti al 9.10.2011 872.367 2.247.780. Superficie (km 2 ) 130,2 6.830,3 Densità (ab. per km 2 ) 6. I NUMERI DEL TERRITORIO Capoluogo Provincia Abitanti al 9.1.211 872.367 2.247.78 Superficie (km 2 ) 13,2 6.83,3 Densità (ab. per km 2 ) 6.71,8 329,1 a cura del Servizio Statistica e Toponomastica Città

Dettagli

L inserimento professionale dei dottori di ricerca

L inserimento professionale dei dottori di ricerca 14 dicembre 2010 L inserimento professionale dei dottori di ricerca Anno 2009-2010 Tra dicembre 2009 e febbraio 2010 l Istat ha svolto per la prima volta l indagine sull inserimento professionale dei dottori

Dettagli

STATISTICA ECONOMICA STATISTICA PER L ECONOMIA

STATISTICA ECONOMICA STATISTICA PER L ECONOMIA STATISTICA ECONOMICA STATISTICA PER L ECONOMIA a.a. 2009-2010 Facoltà di Economia, Università Roma Tre Archivio Statistico delle Imprese Attive (ASIA) L archivio è costituito dalle unità economiche che

Dettagli

Gli infortuni sul lavoro a Piacenza. Rapporti Interni. Amministrazione Provinciale di Piacenza Servizio Programmazione Territoriale e Urbanistica

Gli infortuni sul lavoro a Piacenza. Rapporti Interni. Amministrazione Provinciale di Piacenza Servizio Programmazione Territoriale e Urbanistica Rapporti Interni Amministrazione Provinciale di Piacenza Servizio Programmazione Territoriale e Urbanistica Gli infortuni sul lavoro a Piacenza. 05_08.doc 1 R.I. 08/05 Aprile 2005 Foto di copertina: Cantiere

Dettagli

Il Marketing Definizione di marketing cinque fasi

Il Marketing Definizione di marketing cinque fasi 1 2 3 Definizione di marketing: il marketing è l arte e la scienza di conquistare, fidelizzare e far crescere clienti che diano profitto. Il processo di marketing può essere sintetizzato in cinque fasi:

Dettagli

I DATI IN SINTESI per la costruzione del Piano Strutturale

I DATI IN SINTESI per la costruzione del Piano Strutturale Forum Bologna. Città che cambia. I DATI IN SINTESI per la costruzione del Piano Strutturale 6. L EVOLUZIONE DEL PATRIMONIO ABITATIVO Bologna aprile 2005 Indice 1. LE ABITAZIONI IN COMPLESSO...1 2. LE

Dettagli

PICCOLO, GRANDE, NUOVO Il commercio in Piemonte prima della riforma

PICCOLO, GRANDE, NUOVO Il commercio in Piemonte prima della riforma Errore. L'argomento parametro è sconosciuto. Direzione Commercio Artigianato PICCOLO, GRANDE, NUOVO Il commercio in Piemonte prima della riforma Sintesi dei risultati Maggio 2002 Piccolo, grande, nuovo.

Dettagli

Note per la lettura dei report

Note per la lettura dei report Note per la lettura dei report Report strutturali 0. IMPRESE REGISTRATE PER STATO DI ATTIVITÀ. ANNO 2012 E TASSO DI CRESCITA 2012 Contiene la distribuzione dell insieme delle imprese registrate, ovvero

Dettagli

Procedura tecnico-statistica per il calcolo dell Indice di Disagio Socioeconomico (IDS)

Procedura tecnico-statistica per il calcolo dell Indice di Disagio Socioeconomico (IDS) Procedura tecnico-statistica per il calcolo dell Indice di Disagio Socioeconomico (IDS) Unità di Valutazione-DPS Ministero dello Sviluppo Economico Luglio 2008 Per garantire uniformità e completezza dei

Dettagli

IL SISTEMA DEI CONTI ECONOMICI NAZIONALI. a cura di Claudio Picozza

IL SISTEMA DEI CONTI ECONOMICI NAZIONALI. a cura di Claudio Picozza IL SISTEMA DEI CONTI ECONOMICI NAZIONALI a cura di Claudio Picozza 1 CONTABILITA NAZIONALE E CONTI ECONOMICI NAZIONALI La Contabilità Nazionale è rappresentata da l'insieme di tutti i conti economici che

Dettagli

Maggio 2010. Le donne al vertice delle imprese

Maggio 2010. Le donne al vertice delle imprese Maggio 2010 Le donne al vertice delle imprese Sintesi L indagine, che analizza il ruolo delle donne nei consigli d amministrazione delle società di capitale di maggiore dimensione (le circa 30 mila società

Dettagli

Fabbisogni formativi delle Aziende aderenti ad Asstra, Federambiente e FederUtility

Fabbisogni formativi delle Aziende aderenti ad Asstra, Federambiente e FederUtility Fabbisogni formativi delle Aziende aderenti ad Asstra, Federambiente e FederUtility 31 Ottobre 2014 Indice Indice... 2 Indice delle Tabelle Sezione I Trasporto Pubblico Locale... 5 Indice delle Tabelle

Dettagli

STATISTICA ECONOMICA STATISTICA PER L ECONOMIA

STATISTICA ECONOMICA STATISTICA PER L ECONOMIA STATISTICA ECONOMICA STATISTICA PER L ECONOMIA a.a. 2009-2010 Facoltà di Economia, Università Roma Tre L Indagine sui bilanci delle famiglie italiane è un indagine campionaria condotta (ogni due anni)

Dettagli

DEMOGRAFIA DELLE IMPRESE CREMONESI 1 trimestre 2012

DEMOGRAFIA DELLE IMPRESE CREMONESI 1 trimestre 2012 DEMOGRAFIA DELLE IMPRESE CREMONESI 1 trimestre 2012 Imprese nel complesso In Lombardia, nel primo trimestre del 2012 le anagrafi camerali registrano un saldo negativo di 1.675 unità. Alla fine di marzo

Dettagli

4I LAUREATI E IL LAVORO

4I LAUREATI E IL LAVORO 4I LAUREATI E IL LAVORO 4 I LAUREATI E IL LAVORO Meno disoccupati tra i laureati oltre i 35 anni La formazione universitaria resta un buon investimento e riduce il rischio di disoccupazione: la percentuale

Dettagli

4I LAUREATI E IL LAVORO

4I LAUREATI E IL LAVORO 4I LAUREATI E IL LAVORO 4 I LAUREATI E IL LAVORO La laurea riduce la probabilità di rimanere disoccupati dopo i 35 anni L istruzione si rivela sempre un buon investimento a tutela della disoccupazione.

Dettagli

GUIDA DI APPROFONDIMENTO IL CONTROLLO DI GESTIONE: LA CONTABILITÁ ANALITICA

GUIDA DI APPROFONDIMENTO IL CONTROLLO DI GESTIONE: LA CONTABILITÁ ANALITICA WWW.SARDEGNAIMPRESA.EU GUIDA DI APPROFONDIMENTO IL CONTROLLO DI GESTIONE: LA CONTABILITÁ ANALITICA A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA 1 SOMMARIO LA NOZIONE E LE CARATTERISTICHE DELLA CONTABILITÀ ANALITICA...

Dettagli

Documento non definitivo

Documento non definitivo STUDIO DI SETTORE WK04U ATTIVITÀ 69.10.10 ATTIVITÀ DEGLI STUDI LEGALI Marzo 2012 Documento non definitivo PREMESSA L evoluzione dello Studio di Settore VK04U Attività degli studi legali, è stata condotta

Dettagli

Osservatorio economico locale del Comune di Follonica

Osservatorio economico locale del Comune di Follonica Osservatorio economico locale del Comune di Follonica Nota statistica su alcuni aspetti strutturali del sistema economico e produttivo del Comune di Follonica - 2010 Grosseto, Aprile 2011 INDICE INDICE...

Dettagli

ASSE STORICO SOCIALE

ASSE STORICO SOCIALE ASSE STORICO SOCIALE 1 ASSE STORICO SOCIALE competenze attese d asse indicatori descrittori Competenze di asse Indicatori Descrittori 1. Comprendere il cambiamento e la diversità dei tempi storici in una

Dettagli

La povertà in Italia nel 2009

La povertà in Italia nel 2009 15 luglio 2010 Anno 2009 La povertà in Italia nel 2009 L'Istituto nazionale di statistica comunica i dati relativi alla povertà relativa e assoluta delle famiglie residenti in Italia, sulla base delle

Dettagli

RAPPORTO SUL MERCATO DEL LAVORO IN PROVINCIA DI RIMINI

RAPPORTO SUL MERCATO DEL LAVORO IN PROVINCIA DI RIMINI RAPPORTO SUL MERCATO DEL LAVORO IN PROVINCIA DI RIMINI ANNO 2012 Giugno 2013 1 INDICE 1 Il mercato del lavoro provinciale secondo l Istat p. 3 1.1 Premessa 3 1.2 La partecipazione al mercato del lavoro

Dettagli

Investimento in formazione e inserimento nel mercato del lavoro

Investimento in formazione e inserimento nel mercato del lavoro Investimento in formazione e inserimento nel mercato del lavoro Le Linee guida per la formazione nel 2010 e il rilancio dei contratti a contenuto formativo Roma, 6 maggio 2010 Emmanuele Massagli Ricercatore

Dettagli

I giovani nel contesto socio-economico della regione Marche

I giovani nel contesto socio-economico della regione Marche I giovani nel contesto socio-economico della regione Marche Analisi estratta dal Capitolo 5 (La valutazione strategica) del Rapporto di valutazione 2012 realizzato da FGB e IRS nell ambito delle Attività

Dettagli

EVOLUZIONE STUDIO DI SETTORE TG87U

EVOLUZIONE STUDIO DI SETTORE TG87U ALLEGATO 21 NOTA TECNICA E METODOLOGICA EVOLUZIONE STUDIO DI SETTORE TG87U NOTA TECNICA E METODOLOGICA CRITERI PER L EVOLUZIONE DELLO STUDIO DI SETTORE L evoluzione dello Studio di Settore ha il fine di

Dettagli

UD14. La ripartizione dei costi comuni. obiettivi

UD14. La ripartizione dei costi comuni. obiettivi _ MODULO 5 la gestione economica _ I UD14 La ripartizione dei costi comuni obiettivi Vedremo come si forma il costo e con quale metodologia i costi indiretti possono essere ripartiti tra i settori aziendali

Dettagli

LICEO SCIENTIFICO E. FERMI PROGRAMMA DI GEOGRAFIA

LICEO SCIENTIFICO E. FERMI PROGRAMMA DI GEOGRAFIA LICEO SCIENTIFICO E. FERMI PROGRAMMA DI GEOGRAFIA CLASSE I L ANNO SCOLASTICO 2008-2009 Nord e sud Italia: - Il tenore di vita; - La disoccupazione; - La povertà; - La qualità di vita; La condizione della

Dettagli

Maggio 2012. Le donne al vertice delle imprese: amministratori, top manager e dirigenti

Maggio 2012. Le donne al vertice delle imprese: amministratori, top manager e dirigenti Maggio 2012 Le donne al vertice delle imprese: amministratori, top manager e dirigenti Introduzione e sintesi Da qualche anno il tema della bassa presenza di donne nei consigli d amministrazione delle

Dettagli

IL MERCATO DEL LAVORO IN LOMBARDIA

IL MERCATO DEL LAVORO IN LOMBARDIA IL MERCATO DEL LAVORO IN LOMBARDIA Nota congiunturale trimestrale Giugno 21 In breve Il quadro del mercato del lavoro lombardo rimane nel complesso debole, sebbene con qualche segnale di miglioramento.

Dettagli

Il nuovo indice trimestrale di fatturato della manutenzione e riparazione di autoveicoli

Il nuovo indice trimestrale di fatturato della manutenzione e riparazione di autoveicoli Il nuovo indice trimestrale di fatturato della manutenzione e riparazione di autoveicoli I trimestre 2001 IV trimestre 2004 27 aprile 2005 Ufficio della comunicazione tel. +39 06 4673.2244-2243 Centro

Dettagli

I consumi delle famiglie in Lombardia e nella macroregione del Nord - Anno 2012

I consumi delle famiglie in Lombardia e nella macroregione del Nord - Anno 2012 Lombardia Statistiche Report N 2 / 14 aprile 2014 I consumi delle famiglie in Lombardia e nella macroregione del Nord - Anno 2012 Sintesi La spesa media per consumi delle famiglie lombarde nel 2012 è di

Dettagli

La lingua italiana, i dialetti e le lingue straniere

La lingua italiana, i dialetti e le lingue straniere 20 aprile 2007 La italiana, i dialetti e le lingue straniere Anno 2006 Le indagini Multiscopo condotte dall Istat rilevano i comportamenti e gli aspetti più importanti della vita quotidiana delle famiglie.

Dettagli

Milano I NUMERI DEL TERRITORIO. Abitanti al 9.10.2011 1.242.123 3.038.420. Superficie (km 2 ) 182,1 1.578,9 Densità (ab. per km 2 ) 6.822,2 1.

Milano I NUMERI DEL TERRITORIO. Abitanti al 9.10.2011 1.242.123 3.038.420. Superficie (km 2 ) 182,1 1.578,9 Densità (ab. per km 2 ) 6.822,2 1. I NUMERI DEL TERRITORIO Capoluogo Provincia Abitanti al 9.1.211 1.242.123 3.38.42 Superficie (km 2 ) 182,1 1.578,9 Densità (ab. per km 2 ) 6.822,2 1.924,4 a cura del Settore Statistica del Comune di Milano

Dettagli

La laurea giusta per trovare un lavoro stabile e soddisfacente

La laurea giusta per trovare un lavoro stabile e soddisfacente La laurea giusta per trovare un lavoro stabile e soddisfacente le prospettive lavorative dei laureati Laureati in corsi lunghi e di durata triennale: quanti trovano lavoro? Nel 2007 il 73,2% dei laureati

Dettagli

CRUSCOTTO DI INDICATORI STATISTICI CAGLIARI REPORT CON DATI STRUTTURALI ANNO 2011 REPORT CON DATI CONGIUNTURALI 1 TRIMESTRE 2012

CRUSCOTTO DI INDICATORI STATISTICI CAGLIARI REPORT CON DATI STRUTTURALI ANNO 2011 REPORT CON DATI CONGIUNTURALI 1 TRIMESTRE 2012 CRUSCOTTO DI INDICATORI STATISTICI REPORT CON DATI STRUTTURALI ANNO 2011 REPORT CON DATI CONGIUNTURALI 1 TRIMESTRE 2012 elaborazioni a: Marzo 2012 Indice delle tavole Dati strutturali a periodicità annuale

Dettagli

Esercitazioni del corso di Statistica Prof. Mortera a.a. 2008/2009

Esercitazioni del corso di Statistica Prof. Mortera a.a. 2008/2009 Esercitazioni del corso di Statistica Prof. Mortera a.a. 2008/2009 Esercizi di statistica descrittiva 1. Secondo i dati ISTAT 1997 sull occupazione, la Lombardia e il Veneto presentano le seguenti distribuzione

Dettagli

2.1 Gli effetti della crisi sulle imprese

2.1 Gli effetti della crisi sulle imprese Osservatorio economico,coesione sociale, legalità 3 Rapporto sulla coesione sociale nella provincia di Reggio Emilia 2.1 Gli effetti della crisi sulle imprese COMUNE DI REGGIO EMILIA La crisi economica

Dettagli