Il sistema economico locale: industria e terziario

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1 Capitolo 6 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo capitolo 6 Il sistema economico locale: industria e terziario In questo capitolo sono presentati gli indicatori di base utili a un analisi descrittiva dei caratteri strutturali del sistema economico locale. In particolare, si fa riferimento ai comparti produttivi afferenti al settore industriale e dei servizi (terziario), escludendo il solo settore agricolo, per il quale si rinvia al capitolo successivo. La distinzione tra imprese e istituzioni Con il censimento dell industria e dei servizi del 1991 l Istat ha introdotto un importante distinzione tra imprese e istituzioni, contribuendo così a una più precisa identificazione del ruolo svolto, nel sistema economico locale, tanto dalle unità produttive più specificamente orientate al mercato, quanto da quelle unità che garantiscono servizi non commerciali a favore della collettività. Per impresa si intende l organizzazione di un attività economica esercitata con carattere professionale avente come finalità la produzione di beni o la prestazione di servizi destinabili alla vendita. Per istituzione si intende una unità la cui funzione principale è produrre beni e servizi non destinabili alla vendita, finanziandosi prevalentemente o mediante prelevamenti obbligatori effettuati presso le altre unità istituzionali dell economia, cioè famiglie e imprese (Istituzioni dell Amministrazione pubblica), oppure mediante versamenti volontari delle famiglie e/o dei soggetti che si sono organizzati per la gestione di un interesse comune (Istituzione sociale privata). La serie di indicatori proposti riguarda tanto gli aspetti più strettamente dimensionali della struttura produttiva locale, quanto le sue caratteristiche tipologiche. Infatti, oltre alla consistenza delle unità locali di imprese e istituzioni e dei relativi addetti, viene presa in considerazione la distribuzione di i quaderni del POM 103

2 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo Capitolo 6 queste unità locali per macro settore di appartenenza, per forma giuridica e stato di attività, per tipo di conduzione delle imprese (imprese industriali o artigiane), proponendo anche degli indicatori funzionali a un analisi della localizzazione territoriale delle unità produttive. 6.1 La diversificazione per settori produttivi Nelle rilevazioni censuarie e amministrative le imprese e le istituzioni sono classificate per tipologia di attività e distinte in settori e sottosettori. Tale classificazione rende possibile un analisi descrittiva preliminare del sistema locale di imprese e servizi a partire dai dati sull incidenza percentuale di ciascun settore di attività. Ai fini di un analisi di contesto, però, può risultare utile identificare indicatori sintetici dei caratteri della struttura produttiva ricorrendo a un aggregazione delle attività per macro-settori. Con riferimento particolare alle imprese, ad esempio, una distinzione discriminante può essere operata tra produzione di beni e prestazione di servizi 29. Nella prima aggregazione di attività rientrano tutte le imprese dei diversi settori industriali: attività connesse ad agricoltura, silvicoltura, caccia, pesca e piscicoltura estrazione di minerali attività manifatturiere produzione e distribuzione di energia, gas e acqua costruzioni. Nella seconda aggregazione rientrano invece tutte le attività del cosiddetto settore terziario: commercio pubblici esercizi (alberghi, ristoranti, bar, mense, ecc.) trasporti e comunicazioni 29 Questa distinzione non risulta sempre netta. In alcuni casi le imprese svolgono sia produzione di beni che prestazione di servizi. In occasione dei censimenti, e per l iscrizione al registro delle ditte della Camera di Commercio, si procede comunque a una classificazione secondo l attività prevalente dell impresa. 104 i quaderni del POM

3 Capitolo 6 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo intermediazione finanziaria attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca servizi alle imprese istruzione servizi sanitari altri servizi pubblici, sociali e personali. Un primo semplice indicatore dei caratteri della struttura produttiva locale può essere identificato nel rapporto percentuale esistente tra le unità locali di imprese afferenti al primo raggruppamento della produzione industrialemanufatturiera e l insieme delle unità locali di imprese. Questo indicatore lo indichiamo come tasso di industrializzazione della struttura produttiva. Considerando il raggruppamento dei servizi, invece, otteniamo di tasso di terziarizzazione della struttura produttiva. Nell interpretazione dei valori assunti da questi indicatori è necessario tener presente che l unità di rilevazione è l unità locale di impresa. Ciò significa che a un elevato tasso di industrializzazione o terziarizzazione della struttura produttiva non corrisponde necessariamente un peso proporzionale in termini di popolazione occupata (gli addetti ) nei relativi settori di attività. Questi indicatori, basandosi sulla consistenza numerica delle unità locali di impresa, misurano, cioè, solo il grado di diffusione delle imprese afferenti ai due raggruppamenti distinti. Al fine di meglio identificare i caratteri del sistema produttivo locale e della sua evoluzione è possibile operare ulteriori distinzioni all interno di questi due raggruppamenti. La specifica composizione per settori di attività permette cioè di qualificare il tipo di struttura industriale e di servizi esistenti nel territorio, di identificare l eventuale presenza di distretti industriali, di valutare il livello di integrazione verticale (sistemi di filiera) delle imprese locali o la loro dipendenza dai mercati di approvvigionamento e di sbocco esterni, di ricostruire il livello di diversificazione del sistema produttivo locale ottenendo così indicazioni sulla sua dinamicità. Un economia locale in forte sviluppo, pur se trainata da un settore produttivo in particolare - come nel caso delle economie di distretto - alimenta un mec- i quaderni del POM 105

4 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo Capitolo 6 canismo di espansione della domanda e dell offerta di beni e servizi. Al contrario, nelle aree economicamente più deboli si riscontra una maggiore concentrazione delle unità locali di impresa su determinati settori produttivi, concentrazione dovuta al fatto che non si stabiliscono circuiti di interazione tra le imprese capaci di alimentare una dinamica di sviluppo della domanda/offerta di beni e servizi. Questa concentrazione, oltretutto, risulta sovente significativa di situazioni di dipendenza dall esterno, che trovano conferma nella maggiore incidenza dell occupazione nel settore della pubblica amministrazione e nel commercio. Con riferimento al raggruppamento dei servizi, ad esempio, una semplice ma efficace ripartizione può essere adottata tra le attività commerciali al dettaglio e l insieme di tutte le altre attività afferenti al settore dei servizi. Oppure, utilizzando criteri di classificazione più fini, si può operare una distinzione tra imprese fornitrici di servizi alle imprese (producer services) e imprese fornitrici di servizi alle famiglie (consumer services). Fig Indicatori relativi alla diversificazione dei settori produttivi Numero totale delle imprese Imprese del settore industriale Tasso di industrializzazione della struttura produttiva Imprese del terziario Tasso di terziarizzazione della struttura produttiva Imprese producer services Tasso di diffusione dei servizi alle imprese Sulla base di quest ultima distinzione, e nella misura in cui risultano disponibili i dati disaggregati per singola categoria di attività, è possibile costruire un indicatore, che definiamo tasso di diffusione dei servizi alle imprese, in grado di sintetizzare l incidenza dei producer services sull insieme delle imprese di servizi. Questo indicatore, espresso in termini percentuali, assumerà valori mag- 106 i quaderni del POM

5 Capitolo 6 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo giori in quelle aree a più elevato sviluppo economico, dove più intense risultano le interazioni tra imprese, mentre assumerà valori inferiori lì dove la struttura produttiva presenta caratteri di minore dinamicità e un orientamento delle imprese maggiormente rivolto alla domanda proveniente dalle sole famiglie. 6.2 I caratteri dimensionali L indicatore più semplice cui fare riferimento per sintetizzare i caratteri dimensionali della struttura delle imprese e delle istituzioni è rappresentato dal numero medio di addetti delle unità locali. Questo indicatore può anche essere calcolato con riguardo ai singoli settori produttivi, ottendo così un elemento di comparazione delle differenze strutturali delle imprese afferenti a ciascun comparto industriale. Basandosi su un valore medio, questo indicatore, nel mentre fornisce un dato sintetico perfettamente comparabile sugli addetti delle unità locali, determina però una perdita di informazioni sulla distribuzione della tipologia dimensionale (classi di addetti) delle imprese. La perdita di informazioni può risolversi attraverso un analisi della distribuzione percentuale delle imprese (e/o istituzioni) per classi d addetti, oppure ricorrendo a un indicatore in grado di sintetizzare l incidenza di una componente particolarmente significativa della struttura produttiva. L indice di concentrazione delle piccole imprese può rispondere efficacemente a questo scopo. Esso equivale al rapporto percentuale tra le unità locali minori di impresa identificate, ad esempio, come quelle fino a 5 addetti sul totale delle unità locali di impresa. Questo indicatore è particolarmente significativo perché permette di distinguere le aree caratterizzate dalla localizzazione di imprese industriali medio-grandi e di servizi, dalle aree dove il tessuto di imprese è costituito prevalentemente da piccole e piccolissime imprese. Ovviamente, un indicatore simile può anche essere ideato per rispondere all esigenza di misurare la diffusione dell impresa medio-grande. In questo caso, tuttavia, per poter valutare anche l impatto occupazionale delle aziende medio-grandi, può risultare più utile misurare la concentrazione degli addetti nelle imprese di medio-grandi dimensioni. i quaderni del POM 107

6 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo Capitolo 6 Fig Indicatori relativi ai caratteri dimensionali delle imprese Totale addetti delle imprese Totale addetti delle istituzioni Unità locali di imprese fino a 5 addetti Totale unità locali di imprese Numero medio degli addetti delle unità locali di imprese Indice di concentrazione delle piccole imprese Totale unità locali delle istituzioni Numero medio degli addetti delle unità locali di istituzioni Addetti delle unità locali di imprese sopra i 50 addetti Indice di concentrazione degli addetti delle grandi imprese 6.3 Le tipologie di impresa Nelle rilevazioni censuarie dell Istat, e in quelle di natura amministrativa operate dalle Camere di Commercio, sono proposti tre elementi distintivi della tipologia delle imprese: la forma giuridica, la configurazione di impresa artigianale, l attività o inattività dell impresa. I dati resi disponibili attraverso il Registro Ditte delle Camere di Commercio provinciali propongono a riguardo del primo elemento classificatorio la seguente distinzione: società di capitale società di persone ditte individuali altre forme giuridiche. Un semplice indicatore che si può ricavare da questa distinzione è rappresentato dalla percentuale delle imprese appartenenti a ciascuna forma giuri- 108 i quaderni del POM

7 Capitolo 6 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo dica sull insieme delle imprese. L analisi della ripartizione percentuale permette allo stesso tempo di valutare la composizione interna del sistema di imprese per forma giuridica e le differenze esistenti tra le unità territoriali che compongono l area di osservazione. Per ottenere un indicatore sintetico della composizione del tessuto di imprese per forma giuridica si può invece fare riferimento all indice di consolidamento societario della struttura di imprese. Esso equivale al rapporto percentuale tra il numero di imprese aventi forma giuridica di società (di capitali o di persone) e il numero totale di imprese. Si tratta di un indicatore grossolano, anche perché riunisce forme societarie tra loro diverse, e tuttavia interessante, non solo perché in grado di restituire in modo sintetico l incidenza della forma societaria di impresa, ma anche perché offre un parametro di valutazione del grado di sviluppo del sistema produttivo locale. La configurazione societaria, infatti, proprio per i caratteri strutturali cui più di frequente è associata (dimensione in termini di addetti e fatturato, capacità di investimento e innovazione, capacità di inserimento sui mercati) risulta positivamente correlata con il grado di innovazione del sistema produttivo. Alla ripartizione delle imprese per forma giuridica, inoltre, si aggiunge un altro criterio classificatorio di uso frequente basato sulla distinzione delle imprese artigiane. Tale distinzione, anche se nelle ultime rilevazioni censuarie è stata assunta nella sua componente formale piuttosto che in quella sostanziale, mantiene una sua significatività descrittiva, risultando di supporto a una discriminazione delle imprese sotto il profilo dimensionale, della tipologia di gestione (caratterizzata da un coinvolgimento diretto dell imprenditoretitolare dell impresa) e del tipo di attività. Calcolando il rapporto percentuale tra le imprese artigiane e il totale delle imprese si ottiene dunque l indice di configurazione artigianale delle imprese. Questo indicatore è di semplice applicazione ma richiede un interpretazione attenta. In alcuni contesti territoriali, valori elevati dell indicatore sono significativi di un sistema produttivo consolidato di piccole e piccolissime imprese molto dinamiche. In altri contesti, per contro, valori ugualmente elevati possono essere significativi di un sistema produttivo debole, con vincoli strutturali che non facilitano l evoluzione delle imprese artigianali verso dimensioni e forme di gestione diverse. i quaderni del POM 109

8 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo Capitolo 6 Con riferimento allo stato di attività delle imprese, infine, si fa osservare che un impresa può esistere giuridicamente, ma non essere di fatto operativa per ragioni diverse: perché momentaneamente ha interrotto le proprie attività (stato di inattività ), perché sospesa, perché in liquidazione, ecc. La distinzione riguarda dunque la situazione dell impresa in quanto soggetto giuridico, non potendosi a rigore applicare all unità locale, la quale può solo trovarsi nella situazione di attività o cessata attività. La rilevazione della situazione di attività o non attività delle imprese viene desunta dai dati del registro ditte delle Camere di Commercio. In particolare, sono considerate come non attive tutte quelle imprese che non svolgono nel periodo di riferimento attività produttive, ma che non hanno provveduto alla cancellazione dal registro ditte (cessazione di attività). L importanza di questa distinzione, ai fini dell analisi del sistema locale di imprese, deriva dal fatto che lo stato di non attività per un impresa è per lo più associato a una situazione di difficoltà operativa (difficoltà produttive, di posizionamento sul mercato, difficoltà finanziarie, ecc.), oppure a una situazione di evoluzione della titolarità della stessa. In entrambi i casi si tratta di situazioni che, in relazione alla loro diffusione, rappresentano segnali di debolezza o di crisi dell economia locale. L indicatore più semplice utilizzato per rappresentare sinteticamente questo tipo di situazioni è il tasso di inattività delle imprese, calcolato come il rapporto tra le imprese non attive e il totale delle imprese iscritte al registro ditte di riferimento territoriale. Fig Indicatori relativi ai caratteri tipologici Numero di società Numero di imprese artigiane Numero di imprese inattive Numero totale di imprese Indice di consolidamento societario della struttura di imprese Indice di configurazione artigianale delle imprese Tasso di inattività delle imprese 110 i quaderni del POM

9 Capitolo 6 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo 6.4 La distribuzione territoriale L insediamento delle unità locali delle imprese o delle istituzioni può essere concentrato in alcune aree, o risultare diffuso in modo uniforme sul territorio; può essere distribuito in modo proporzionale alla densità abitativa di ciascuna unità territoriale, o non trovare alcuna corrispondenza con l insediamento della popolazione. Per analizzare questa distribuzione territoriale si utilizzano indicatori diversi, tra i quali la densità degli insediamenti produttivi e l indice di concentrazione territoriale delle unità locali. Il primo di questi indicatori fornisce una misura della diffusione delle unità locali commisurata alla popolazione residente, permettendo di identificare, all interno di una determinata area territoriale, o nel confronto con il contesto territoriale più ampio, eventuali differenze significative esistenti tra insediamenti abitativi e insediamenti produttivi. Esso equivale al numero di unità locali di imprese e/o istituzioni ogni 100 abitanti. Il secondo indicatore corrisponde invece al rapporto percentuale tra il numero delle unità locali situate nel comune più popolato di imprese e/o istituzioni, e il numero totale delle unità locali di tutti i comuni che costituiscono l area territoriale studiata. Questo indicatore permette di evidenziare eventuali concentrazioni delle unità locali che segnalano l esistenza di piccoli distretti produttivi e di aree industriali locali. Varianti di questi due indicatori si ottengono considerando il numero degli addetti piuttosto che il numero delle unità locali, o distinguendo le unità locali per settore. Inoltre, con riguardo all indice di concentrazione delle unità locali, si può anche decidere di misurare il grado di concentrazione in rapporto a sotto unità territoriali più ampie (più di un comune), verificando l eventuale presenza di aree di insediamento che ricadono in territori amministrativi diversi. Sempre in merito alle questioni attinenti la distribuzione territoriale, infine, c è da richiamare l attenzione su un altro indicatore molto significativo, che pone in rapporto i dati dei censimenti dell industria e dei servizi con i dati dei censimenti della popolazione. Definiamo questo indicatore come indice di localizzazione del lavoro. Esso si calcola suddividendo gli addetti delle imprese e delle istituzioni situate in un determinato territorio per gli occupati afferenti agli stessi macro settori di atti- i quaderni del POM 111

10 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo Capitolo 6 vità e che risultano residenti nello stesso territorio. La significatività, ma allo stesso tempo la difficoltà interpretativa di questo indicatore, deriva dalle due condizioni che stanno alla base della stessa distinzione tra addetti e occupati : gli addetti delle unità locali (di imprese o istituzioni) dislocate in un determinato comune possono risultare residenti nello stesso comune, o avere la propria residenza altrove gli occupati residenti in un comune possono svolgere la propria attività lavorativa nello stesso comune di residenza o altrove. Allorché la consistenza degli occupati residenti in un territorio non coincide con la consistenza degli addetti censiti presso le unità locali situate nello stesso territorio, se ne desume una differenza tra composizione locale dell offerta (la forza lavoro occupata) e composizione della domanda (i posti di lavoro disponibili presso le unità locali). Fig Indicatori relativi alla distribuzione territoriale Popolazione residente Occupati nel settore industriale e dei servizi Unità locali del comune con il maggior numero di unità locali(u.l.) Addetti del comune con il maggior numero di addetti delle U.L. Numero totale di unità locali Densità degli insediamenti produttivi Indice di concentrazione territoriale delle U.L. Numero totale di addetti delle unità locali Indice di localizzazione del lavoro Indice di concentrazione territoriale degli addetti delle U.L i quaderni del POM

11 Capitolo 6 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo L indice di localizzazione del lavoro serve a rilevare esattamente questo disallineamento. Esso assume valori tra 0 e 1 allorché gli addetti risultanti nelle unità locali del territorio considerato sono in numero inferiore alla popolazione occupata in esso residente (eccesso d offerta); mentre assume valori superiori a 1 nel caso contrario (carenza d offerta). Da osservare che valori bassi di questo indice non significano necessariamente che la popolazione occupata residente in un comune svolge la propria attività nello stesso comune, né che la struttura produttiva locale garantisce l occupazione a tutta la popolazione residente. Valori bassi dell indice, ad esempio, possono dipendere anche da una forte mobilità territoriale per lavoro. 6.5 La dinamica evolutiva della struttura produttiva Gli indicatori proposti permettono di identificare le caratteristiche strutturali del sistema economico locale. Nelle ricerche socio-economiche sui singoli contesti territoriali si è però spesso interessati ad acquisire una serie di informazioni sul tipo di evoluzione determinatasi nel tempo. L aspetto temporale permette infatti di meglio identificare le dinamiche di contesto e le principali tendenze in atto. Partendo dai dati dei censimenti dell industria e dei servizi, tuttavia, il calcolo di queste variazioni presenta alcuni limiti dovuti proprio alla periodicità decennale delle rilevazioni. Ciò si traduce in una perdita di informazioni sulle dinamiche dei periodi intercensuari. Per un analisi di breve periodo della struttura produttiva può risultare più utile fare riferimento ai dati rilevati dal sistema delle Camere di Commercio. Questi dati - che riguardano solo le imprese e che sono disponibili su archivio informatizzato solo a partire dagli anni 80 - presentano il vantaggio di essere aggiornati semestralmente. A partire da essi è possibile analizzare le variazioni intermedie al periodo intercensuario. Si consideri, infatti, che anche se la consistenza delle unità locali in corrispondenza dell inizio e fine di un intervallo temporale risulta immutata, nello stesso intervallo può comunque essersi prodotta una dinamica rilevante di nuove iscrizioni e cessazioni di imprese che, per effetto delle compensazioni, non viene rilevata dai dati di inizio e fine periodo. Questa dinamica di iscrizioni e cancellazioni è tuttavia molto signifi- i quaderni del POM 113

12 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo Capitolo 6 cativa per un analisi delle caratteristiche del sistema economico locale e del suo grado di stabilità e dinamicità. Un indicatore molto interessante che si ricava dalle informazioni relative alle iscrizioni al registro ditte delle Camere di Commercio è rappresentato dall indice di stabilità della struttura produttiva. Scelto un periodo di osservazione, e determinati quindi gli anni di inizio e fine di questo intervallo temporale, esso si calcola ponendo al numeratore il numero delle imprese iscritte all inizio più la somma di tutte le iscrizioni e cessazioni registrate nell intervallo di tempo considerato e, al denominatore, il numero delle imprese che risultano iscritte alla fine. Mettendo in rapporto, per un periodo determinato, il numero delle imprese cancellate con il numero delle imprese iscritte si ottiene invece l indice di solidità della struttura produttiva. Questo secondo indice permette di meglio discriminare l incidenza della mortalità delle imprese sulla instabilità del sistema produttivo locale. L indice di stabilità della struttura produttiva potrebbe infatti essere influenzato sia da una forte variazione della componente iscrizioni, sia anche da una forte variazione della componente cessazioni. Fig Indicatori relativi alla dinamica Imprese iscritte all inizio dell intervallo Sommatoria di iscrizioni e cessazioni nell intervallo Totale delle cessazioni registrate nell intervallo Imprese iscritte alla fine dell intervallo Indice di stabilità della struttura produttiva Totale delle iscrizioni registrate nell intervallo Indice di solidità della struttura produttiva 114 i quaderni del POM

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