2. L innovazione tecnologica

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1 2. L innovazione tecnologica Generalità Le basi Abbiamo già visto che la tecnologia può nascere prima degli studi scientifici sulla sola esperienza, o essere stimolata dagli studi scientifici. Dobbiamo ancora distinguere due origini e precisamente: l applicazione di una tecnologia può essere trascinata dalla disponibilità di una nuova tecnologia (Tecnology pull) o spinta da una esigenza di mercato (market push). Le due origini della motivazione ad innovare comportano in genere due linee diverse di sviluppo. Nel caso di Tecnology pull avremo un innovazione radicale; infatti si tratta di una nuova tecnologia e quindi diversa dalla precedente, e per avere successo deve essere pervasiva, cioè deve essere in grado di occupare in modo significativo il suo mercato. Al contrario, se l innovazione è generata dalla necessità di soddisfare un nuovo bisogno, è molto facile che si cerchi di modificare una tecnologia esistente ( innovazione incrementale) anche se non si può escludere che il nuovo bisogno renda applicabile una tecnologia esistente o stimoli lo studio di una nuova tecnologia ad hoc. Completiamo il discorso con i tipi di innovazione tecnologica possibili. Abbiamo già parlato di: Innovazioni incrementali Innovazioni radicali Ora approfondiamo altre due declarazioni: Sistemi tecnologici. Sono da intendere insiemi di tecnologie strettamente correlate fra loro; Pradigmi Tecno-economici. i paradigmi tecno-economici Quando il cambiamento tecnico associato a una tecnologia coinvolge molteplici innovazioni e sistemi tecnologici, che permeano il sistema economico nel suo insieme, si è in presenza di un paradigma (o modello) tecno-economico, e la tecnologia è detta generica o pervasiva. Esempi di tecnologie pervasive sono l elettricità e la microelettronica. Le condizioni perché un nuovo paradigma tecno-economico sia tale sono cinque: 1. una nuova gamma di prodotti, associata a un miglioramento delle caratteristiche tecniche di molti prodotti e processi, in termini di migliorata affidabilità, nuove proprietà, migliore qualità, precisione o altre prestazioni: ciò comporta l apertura di molti nuovi mercati con un forte potenziale di rapido sviluppo e la creazione di nuove industrie basate su tali prodotti; 2. riduzione dei costi di molti beni e servizi per entità rilevanti, seppure differenziate a seconda dei settori, con diffusa percezione di opportunità di nuovi investimenti redditizi; le grandi rivoluzioni, quali quella dell energia elettrica e dei calcolatori, hanno fatto risparmiare lavoro, capitale e altri input, come l energia e i materiali, accelerando il processo di dematerializzazione; 3. accettabilità sociale e politica, particolarmente rilevante agli effetti della diffusione della nuova tecnologia, se si rendono necessarie trasformazioni legislative, educative e normative, oltre che radicali modifiche nella gestione, nelle procedure, nell organizzazione del lavoro; 4. compatibilità ambientale, un corollario del punto precedente; tecnologie particolarmente rischiose o di difficile e costoso controllo risultano severamente penalizzate, nonostante possano offrire precisi vantaggi di natura economica e tecnica; 2-1

2 5. effetti pervasivi in tutto il sistema economico Nell allegato 3 è riportato il quadro dei paradigmi economici succedutisi dalla fine del 1700 ad oggi Modalità di trasferimento della tecnologia Il trasferimento della tecnologia (technology transfer) riguarda la sua migrazione dal punto di generazione ad un altro, ove viene applicata (dal laboratorio alla fabbrica, dall azienda innovatrice all azienda licenziataria, dal produttore all utente, da un Paese all altro). Dal punto di vista giuridico il termine riguarda strettamente il trasferimento dei diritti di utilizzazione della tecnologia. Agli effetti del trasferimento è significativa la classificazione della tecnologia rispetto a due parametri: l incorporazione (embodiment)e la proprietarietà (appropriation). Secondo il primo parametro la tecnologia può essere: capital embodied, cioè incorporata in un oggetto fisico (materiale, macchina ecc.); human embodied, cioè associata alla conoscenza di una persona; 2. Modalità di trasferimento della tecnologia Appropiation Enbodiment Non proprietaria Proprietaria Embodied (capital embodied) Prodotti in commercio Apparecchi non in commercio Disembodied (paper embodied) Disembodied (human embodied) Libri, pubblicazioni, metodi, metodi,norme e procedure Didattica, formazione e consulenza Brevetti, Know-How, segreti, metodi, norme, procedure interne Segreti e know-how disembodied, non incorporata, ovvero trasferibile per via scritta e orale.oggetti fisici, esperti, documenti, sono detti portatori di tecnologia (technology carrier). Dal punto di vista della proprietarietà, la tecnologia può essere: non proprietaria (o socializzata), quando fa parte del patrimonio comune delle conoscenze (es. libri) è liberamente disponibile a tutti sul mercato (beni e servizi commerciali), proprietaria (alienata), quando è controllata da un ente o una persona, che può cederla selettivamente a terzi a proprio piacimento. La tabella esemplifica le forme possibili della conoscenza che possono comporre una tecnologia. 2-2

3 Normalmente una tecnologia viene trasferita come pacchetto (technological package), comprendente cioè conoscenze in diverse forme di incorporazione e di proprietarietà. Infatti il semplice trasferimento dell informazione, in forma di documentazione, non è sufficiente per il dominio della tecnologia da parte dell utilizzatore. Ad esempio, il trasferimento tecnologico di un processo comprende l impianto fisico (tecnologia incorporata nelle macchine), la documentazione per il suo funzionamento e una licenza d uso di brevetti e/a know-how (disembodied technology) e l addestramento degli addetti (human embodied technology). Per ultimo ricordiamo che il trasferimento della tecnologia può essere classificato per origine e destinazione, cioè da chi la genera a chi la utilizza. In questo caso possiamo individuare: nell ambito della stessa impresa, ad esempio dal Centro di Ricerche alla produzione; tra imprese; tra paesi. IL CICLO DI VITA DELLA TECNOLOGIA Maturità della tecnologia L insieme delle prestazioni di una determinata tecnologia migliora nel tempo per effetto cumulato dell esperienza produttiva e degli investimenti in ricerca e sviluppo (che determinano l introduzione successiva di innovazioni incrementali di processo e prodotto) sino a saturare il potenziale di prestazione della tecnologia stessa, ovvero ad avvicinarsi asintoticamente al limite fisico delle prestazioni. L evoluzione nel tempo delle prestazioni di una tecnologia è detta ciclo di vita (v. figura 2). La posizione di una tecnologia lungo il ciclo di vita ne definisce la maturità. Si distinguono tipicamente quattro fasi della tecnologia in relazione alla maturità: 1. tecnologia embrionale; 2. tecnologia in crescita; 3. tecnologia matura; 4. tecnologia in invecchiamento. Indicatori di maturità tecnologica e dinamica delle tecnologie Vi sono dei fattori che possono fornire il grado di maturità di una tecnologia. 2-3

4 Nella fase iniziale possiamo rilevare che è elevata l incertezza sul futuro sviluppo delle applicazioni, ma è elevato lo spettro delle nuove applicazioni possibili, lo sforzo nella Ricerca è alto ed orientato principalmente alla ricerca scientifica. La barriera all accesso è elevata, infatti la tecnologia è poco diffusa e quindi poco conosciuta. La tecnologia è quindi poco disponibile. Man mano che la maturità aumenta si verificano alcuni fenomeni: l incertezza tecnologica diminuisce e le nuove applicazioni possibili si riducono; gli investimenti nella ricerca diminuiscono di intensità e si modificano verso la ricerca applicativa o ingegneristica; l aumento della diffusione porta ad una diminuzione delle barriere all accesso, la tecnologia è conosciuta e quindi più disponibile. È utile ricordare che l evoluzione dei settori è diversa dall evoluzione delle tecnologie; ad esempio la tecnologia elettronica ha cancellato quella meccanica ed elettromeccanica nel settore delle macchine per ufficio, ma questo non ha ridotto lo sviluppo di questo settore, anzi la meccanizzazione degli uffici si è ulteriormente ampliata. Nelle varie fasi di sviluppo gli indicatori subiscono un evoluzione diversa: l incertezza tecnologica presenta il suo massimo nella fase embrionale e diminuisce man mano che la tecnologia diventa più matura; la concentrazione degli sforzi in R&S raggiunge il suo punto massimo della fase di crescita, ma la composizione cambia mentre la Ricerca è massima all inizio e decresce aumentando la maturità, lo Sviluppo ingegneristico applicativo cresce raggiungendo il suo apice nella fase di piena maturità; la possibilità di nuove applicazioni è sporadica nella fase embrionale, massima nella crescita e decresce con l avanzare della maturità; L interesse brevettuale nella fase iniziale si concentra sui concetti, via via che la tecnologia procede nel suo ciclo di vita, l attenzione si sposta sui prodotti ed alla fine al processo; al crescere della maturità i prerequisiti tecnici si spostano dalle conoscenze scientifiche alle conoscenze del processo. È necessario non confondere una tecnologia con il settore che l ha generata o che la usa; la maturità di una tecnologia non ha nulla a che vedere con la maturità di un settore. Questo dell evoluzione settoriale è un discorso complesso prettamente di studio economico che risente solo in parte delle tecnologie ad esso afferenti. Ancora un osservazione: possiamo distinguere, all interno del ciclo di vita della tecnologia, molteplici cicli di vita delle singole applicazioni. Nella fase embrionale le applicazioni attive saranno minime, quelle che sono in qualche modo più facilmente raggiungibili. Anche queste presentano una curva ad S asintotica. Un argomento che verrà approfondito successivamente è quello dell origine e della destinazione dell innovazione della tecnologia. L innovazione può nascere all interno dell azienda stessa, in genere in un Laboratorio di R&S, o più facilmente da un ente o azienda dello stesso paese, ma è ancora più probabile che, se la tecnologia nuova da applicare è nelle prime fasi di maturità, debba essere acquisita da un ente di un altro paese. Le modalità di trasferimento cambiano, non solo perché sono diverse le condizioni operative, se si opera esclusivamente all interno di una impresa o se si coinvolgono interlocutori esterni, dello stesso paese o di un altro paese, ma essenzialmente perché cambiano le normative e le esigenze contrattuali legate alla disponibilità della tecnologia, cioè alle protezioni di legge sulle invenzioni. DISCONTINUITÀ TECNOLOGICA È il cambio di tecnologia per soddisfare una funzione d uso, quanto avviene con un innovazione tecnologica di tipo radicale, che determina decisivi vantaggi competitivi, rispetto alla precedente, per le aziende che la adottano, in quanto presenta potenziali di prestazioni superiori. Un 2-4

5 esempio è l orologio digitale elettronico rispetto a quello meccanico analogico. Successione delle tecnologie di illuminazione Nella figura si vede come le tecnologie di illuminazione succedutesi hanno in un secolo aumentato la resa teorica Lumen per Watt da 0,5 della candela a 100 della luce bianca. La nuova tecnologia può sostituire totalmente la vecchia, o solo parzialmente nei segmenti di mercato che ne apprezzano particolarmente i vantaggi. Proseguendo il ragionamento sulle tecnologie di illuminazione possiamo notare che oggi : le candele di paraffina hanno ridotto la loro importanza nell illuminazione, ma non sono scomparse, sono ancora in uso come luci di emergenza e per effetti di luce particolari; la lampada di Edison e quella con filamento di cellulosa sono completamente scomparse; la lampada con filamento di tugsteno è stata sostituita in certe applicazioni dalle altre lampade, ma non ha perso completamente la sua quota di mercato ed è ancora usata in molte applicazioni; lampade al sodio hanno trovato uso praticamente solo per illuminazioni di strade e piazzali; le lampade al mercurio hanno solo un uso particolare; le lampade fluorescenti, nella versione iniziale (Neon), hanno trovato applicazioni, oltre che per le insegne, per locali di tipo pubblico( scale, atri, corridoi, ecc) perché la luce era fastidiosa per lo sfarfallio ed il colore; con il miglioramento della qualità (innovazione di prodotto incrementale) sono entrate nell uso anche per l illuminazione generale di vani diversi (negozi, uffici, ed alcuni vani nelle abitazioni come le cucine); solo con l ultima generazione di lampade fluorescenti, ad elevato risparmio energetico, la qualità della luce è migliorata al punto tale da renderle sostituibili in quasi tutti gli usi alle lampade ad incandescenza; le lampade alogene ( a luce bianca) trovano impiego per illuminazione di vani con un uso di rappresentanza ( sale, saloni, locali pubblici) in cui si vuole una luce intensa e per le lampade da tavolo per la lettura. Come si vede le uniche tecnologie di illuminazione completamente scomparse sono la Lampada di Edison e quella con Filamento di Cellulosa; tutte le altre sono ancora in uso. La discontinuità tecnologica modifica la struttura del mercato dell offerta 1. Questo può avvenire su due livelli: Cambiamento degli operatori, la nuova tecnologia facilita l inserimento di nuovi produttori Alcuni produttori, già presenti sul mercato, abbandonano la vecchia tecnologia per la nuova. 1 J.M. Utterback, Radical Innovation M.I.T

6 Il primo caso si ha quando la nuova tecnologia si discosta, per contenuti conoscitivi, fortemente dalla precedente. In questo caso per usare la nuova tecnologia si devono acquisire nuovamente i Know-How necessari, se il produttore è già presente può essere avvantaggiato dal fatto di conoscere il mercato e disporre di una clientela, ma deve sicuramente superare delle resistenze interne nell introdurre l innovazione. Il nuovo entrante non deve superare le stesse resistenze ed è per lui più facile adottare la nuova tecnologia. Questo può avvenire anche per un produttore marginale con la vecchia tecnologia. Nell esempio riportato in figura si può vedere che tra i primi 10 produttori di valvole termoioniche solo RCA, 20 anni dopo, resta nei primi 10 posti della classifica di produttori di circuiti integrati, ma solo all ottavo posto. Gli altri produttori non sono riusciti a convertirsi in modo efficiente o hanno abbandonato il mercato dei componenti elettronici di quel tipo. Quando un produttore, presente sul mercato con una vecchia tecnologia, decide di adottare una nuova tecnologia si presentano due possibilità: mantenere in vita la vecchia tecnologia o abbandonarla. La scelta deve essere fatta tenendo conto di alcuni fattori tra cui: La possibilità reale di produrre con entrambe le tecnologie (ad esempio problemi di disponibilità degli spazi necessari); La diffusione presso la clientela con vecchia tecnologia; La difficoltà delle clientela a passare alla nuova tecnologia ( difficoltà oggettive quali: addestramento del personale, riorganizzazione operativa, ecc o difficoltà soggettive come problemi di immagine); Il tempo richiesto perché la nuova tecnologia soppianti la vecchia. Sulla base dei fattori emergenti le aziende potranno decidere se abbandonare immediatamente la vecchia tecnologia o tenerla invita per un certo tempo. 2-6

7 L innovazione settoriale Iniziamo l analisi dell innovazione settoriale da un elemento di analisi storica. CURVA DI APPRENDIMENTO o CURVA DI ESPERIENZA La curva di esperienza o di apprendimento (learning curve) rappresenta la riduzione del costo medio di produzione di un prodotto in funzione della quantità cumulativa prodotta: è dovuta a innovazioni di processo collegate a cambiamenti di metodi, progettazione,materiali, apparecchiature d impianto ecc. La forma generale è del tipo k = t c in cui t è il tempo trascorso e c è il costo al tempo t; la forma è riportata nella figura nelle due rappresentazioni con gli assi in scala decimale e in scala logaritmica. Nella curva di esperienza si accomunano più fattori che incidono sul livello dei costi. Più passa il tempo, diminuisce il costo pregresso, da ammortizzare, nel lancio di un nuovo prodotto Le economie di scala portano alla diminuzione dei costi fissi (e in piccola parte anche dei costi variabili) Le innovazioni incrementali di processo comportano sempre una diminuzione dei costi. Le innovazioni incrementali di prodotto comportano sempre una maggior competitività, non necessariamente una diminuzione diretta dei costi, ma di una maggior competitività che alla fine influenza il livello della scala nella produzione Le innovazioni radicali di processo comportano sempre, non necessariamente nel breve periodo, una diminuzione dei costi. Le innovazioni radicali di prodotto o producono una diminuzione diretta del costo di produzione, o nel periodo più lungo allargano il mercato e quindi incidono comunque sul costo, salvo che l innovazione sia talmente grande da modificare sostanzialmente la categoria di offerta del prodotto (esempio monitor a tubo catodico e monitor a cristalli liquidi). 2-7

8 Nella figura un esempio reale di curva di esperienza dei pneumatici dal 1921 al Il ciclo di vita di un settore Anche per un settore si può costruire una curva di vita che avrà la stessa forma ad S delle precedenti già viste, solo che al variare del tempo avremo i volumi di vendita. Anche in questo caso ci si pone il problema di individuare il grado di maturità di un settore. Noi possiamo giudicare la maturità in funzione del suo livello potenziale di sviluppo; determinato questo, dobbiamo verificare la dinamica di crescita e la sua derivata seconda, cioè se gli incrementi destagionalizzati sono in crescita o in decrescita. Se la derivata seconda è in crescita siamo nella prima parte del ciclo di vita, se decresce siamo nella seconda. A secondo del posizionamento nello stadio del ciclo di vita abbiamo alcuni fenomeni. Nella fase di decollo il numero delle aziende impegnate è basso; generalmente raggiunge il suo massimo quando il tasso di incremento delle vendite è al suo massimo, per poi tornare a diminuire. La fedeltà dei clienti è elevata nel momento iniziale (per i clienti consolidati), raggiunge il minimo nella prima fase di crescita per poi riprendere nella fase di maturazione più avanzata. La facilità di entrata è bassa nella fase iniziale (difficoltà ad avere le coscienze tecnologiche e di mercato) cresce fino a raggiungere il suo massimo nella fase di maggior crescita; alla contrazione dei tassi di crescita corrisponde ovviamente un elevazione di barriere all entrata e nella fase di maturità le barriere sono essenzialmente causate da una bassa atrattività del settore. 2-8

9 Il ciclo di vita di un settore è la somma logica dei cicli di vita dei prodotti che lo compongono. Fig. Esempi di cicli di vita di settori e prodotti Anche per i settori vi sono le possibilità di rinnovamento dei cicli di vita per modifiche al mercato a cui si rivolgono, per modifica dei prezzi relativi, per allargamento dei mercati, ecc. Maturità tecnologica e maturità settoriale Vi sono dei collegamenti logici tra maturità tecnologica e maturità di un settore? Certamente collegamenti esistono, ma non sono diretti. Un settore maturo utilizza anche tecnologie nuovissime e viceversa un settore giovane può utilizzare alla base tecnologie mature. Dobbiamo partire da un concetto: un settore utilizza molteplici tecnologie chiave e tra queste vi sono tecnologie mature, tecnologie in fase di crescita e tecnologie in fase di decollo. Nell esempio si può vedere che il settore dell' automobile, che è un settore maturo, utilizza tecnologie chiave a un diverso livello di maturità. Si passa dal motore a scoppio, che nelle sue diverse versioni è ad un livello di maturità elevato, a tecnologie in fase embrionale come i materiali ceramici e i radar di controllo. 2-9

10 Anche per i settori si presenta la possibilità di ringiovanimento (technological blending). Il ringiovanimento può essere dovuto a cause esogene al settore stesso, legato a modifiche del quadro macroeconomico, o a cause endogene che producono un mix diverso di offerta in grado di soddisfare domande che prima non potevano essere soddisfatte. Nel caso di cause endogene queste sono spesso riconducibili ad una innovazione tecnologica. È opportuno ricordare che tutte le nuove tecnologie (microelettronica, telematica, robotica) possono facilmente trovare impiego in tutti i settori tradizionali e per innovare è necessario sfruttare tutta la base delle tecnologie potenzialmente disponibili per esso,oltre a quelle già in uso. L innovazione tecnologica agisce sulla maturità di un settore: modificando i tassi di crescita; se un innovazione riduce i costi o rende più appetibili i prodotti, il risultato sarà di incrementare la domanda; modifica la domanda aprendo nuovi segmenti di mercato e cambiando la struttura, cioè la composizione della domanda stessa; modifica l offerta; abbiamo già visto che l innovazione tecnologica incide sulla presenza delle imprese nella struttura dell offerta, in particolar modo quella radicale; crea opportunità di ingresso di nuove aziende. All interno del settore l innovazione produce modifiche sulla competitività delle imprese, agendo su: Differenziazione dei prodotti, Prestazioni (qualità, affidabilità, assistenza, ecc), Prezzi di vendita. 2-10

11 Le differenze settoriali Si è già detto che l innovazione presenta differenze di sviluppo a secondo della struttura delle aziende. Indicatore di intensità Indicatore di intensità spesa per R & S R & S = Fatturato R & S endogena + incorporata tecnologica = Fatturato Cosi, poiché ogni settore presenta una struttura simile nelle aziende che lo compongono, si riscontra un diverso atteggiamento verso l innovazione. Questo può essere misurato attraverso due indici: L Istat da alcuni anni svolge un indagine sull innovazione nei settori industriali; l ultima indagine si basa sul triennio e indica che le aziende, che nel triennio hanno introdotto prodotti o processi di produzione tecnologicamente nuovi (innovazioni radicali), sono quasi la metà (49,7%) del campione, segnando un incremento notevole rispetto all indagine precedente, effettuata sul triennio , che aveva portato al risultato del 33,1%. Incidenza di imprese innovative per settore - Anni (valori percentuali) Fonte: Note Rapide anno 4 n10 L innovazione tecnologica nelle imprese industriali- Istat Roma Riscontriamo la maggior concentrazione di aziende innovative nell area della meccanica di precisione e nelle industrie in cui i processi di produzione e l inserimento di nuovi prodotti sono in continua evoluzione (industria chimica, industrie alimentari). 2-11

12 ORIGINE DELLA TECNOLOGIA TOTALE NEI PRODOTTI FINALI - Italia 1975 R&S interna R&S da altre R&S esterna branche incorporata Macchine per ufficio, strumenti di ,3 8,8 2,9 precisione, ottica e simili Prodotti chimici e farmaceutici ,1 7,2 9,7 Materiali e forniture elettriche ,2 8,3 11,5 Mezzi di trasporto ,3 15,1 9,6 Legno, mobili in legno e altri prodotti ,4 19 5,7 industriali Prodotti in gomma e materie plastiche , ,9 Media (x) ,7 36,76 13,55 Prodotti in metallo escluse macchine e ,2 39,9 10,9 mezzi di trasporto Prodotti energetici ,9 30,5 20,6 Minerali e metalli ferrosi e non ferrosi ,2 44,7 21,1 Macchine agricole e industriali ,2 53,6 13,2 Minerali e prodotti a base di minerali ,4 16,6 non metalliferi Carta, prodotti cartotecnici e della ,9 63,6 17,5 stampa, editoria Prodotti alimentari, bevande e tabacco ,6 66,3 15,1 Prodotti tessili e dell'abbigliamento, 100 1,1 76,4 22,5 pelle, cuoio e calzature Fonte: Momigliano, 1984 In questa tabella si può vedere che vi sono settori che sviluppano in proprio attività di R&S e non hanno necessità di ricevere il contributo dell innovazione tecnologica dall esterno, anzi possono essere loro stessi che forniscono innovazione ad altri settori. Vi sono poi settori che non sviluppano tecnologie,ma le ricevono da altre branche o come incorporazione nei beni acquistati. Lo passiamo verificare nella tabella seguente, elaborata da F. Momigliano Confrontando la sequenza dei settori indicati dall Istat e quelli della colonna R&S interna del Momigliano ritroviamo una similitudine: solo il settore degli alimentari risulta tra gli innovativi per l Istat, mentre per il Momigliano non risulta tra i settori che sviluppano una ricerca in proprio significativa. Questo è sicuramente spiegabile dal fatto che il grafico Istat non distingue l origine dell innovazione e misura l innovazione come percentuale di aziende sul totale, il Momigliano misura invece gli indici basati sulla spesa per l innovazione. L analisi dell Istat prosegue mostrando come le aziende di maggiori dimensioni siano più attente all innovazione e segnala che per le aziende di minore dimensione si è potuto misurare un sensibile innalzamento della propensione all innovazione passata dal 25,9% nella rilevazione del al 45,6%. I settori che hanno presentato il maggior incremento della propensione all innovazione tra il ed il sono stati : alimentari, bevande e tabacco (da 31,2% al 61%) fabbricazione di prodotti in metallo (da 33,4% al 56,7%) altre industrie manifatturiere (da 26% al 54,2%) raccolta e distribuzione dell acqua (da 21,6% al 52,2%). dimensioni (addetti) aziende innovative = >500 82,1% ,7% ,6% ,6% 2-12

13 L Istat distingue anche le aziende in due categorie, cioè l innovazione di prodotto e di processo, e mette in evidenza che il 58,5% delle imprese ha sviluppato sia innovazione di prodotto che di processo. Il 14,5% delle imprese sviluppa innovazione solo di prodotto, il 23,7% solo di processo ed il 3,4% ha sviluppato progetti che non hanno trovato applicazione nel corso del periodo di osservazione. La presenza di imprese con sole innovazioni di processo risulta rilevante in settori dove si producono beni non soggetti a rapida evoluzione, quali la raccolta e distribuzione dell acqua (77,4%), il recupero e riciclaggio dei rifiuti (75%), la lavorazione del tabacco (66,7%), la estrazione di materiali non metalliferi (57,8%), la editoria e stampa (49,9%). Le imprese che hanno innovato esclusivamente i prodotti sono relativamente più presenti nei settori nei quali operano imprese caratterizzate da un elevato grado di flessibilità nell utilizzazione degli impianti produttivi, le quali sono quindi in grado di orientare in alcuni periodi i loro investimenti esclusivamente verso lo sviluppo di nuovi prodotti. I settori che risultano più attivi nell innovazione di prodotto sono: fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici (28,4%), fabbricazione di macchine per ufficio (25,4%), fabbricazione di apparecchi di precisione (25,1%) e fabbricazione di apparecchi radiotelevisivi e per le comunicazioni (24,5%). Infine, i settori in cui si rileva una maggiore integrazione tra innovazione tecnologica di prodotto e di processo sono la raffinazione del petrolio (77,3%), la fabbricazione di autoveicoli (74,3%), la fabbricazione di articoli in plastica o in gomma (72%), la fabbricazione di prodotti chimici (71,1%), la fabbricazione di prodotti in legno (69,7%) e la fabbricazione di mobili (69%). Le imprese più grandi mostrano di svolgere un attività innovativa complessa che prevede lo sviluppo contestuale di nuovi prodotti e di nuovi processi: ciò accade per il 55,1% delle imprese con addetti, il 69,1% delle imprese con addetti e il 76,4% delle imprese con 500 addetti e oltre. Le imprese di minore dimensione hanno una maggiore propensione ad innovare solamente i prodotti o solamente i processi: ad esempio, il 15,4% delle imprese con addetti ha innovato i prodotti e il 25,6% i processi, mentre per le imprese con oltre 500 addetti tali percentuali sono rispettivamente del 10,2% e del 10,7%. Dal confronto con i dati relativi al periodo , si osserva che è aumentata la quota delle imprese che sviluppano solo innovazione di processo, si è ridotta la quota delle imprese che innovano soltanto i prodotti; la quota di quelle che innovano sia prodotti, sia processi è lievemente diminuita. Viene ad essere così confermata l immagine di un processo innovativo prevalentemente orientato alla razionalizzazione della produzione, in particolare da parte delle piccole e medie imprese, realizzato soprattutto attraverso l acquisizione di macchinari e apparecchiature informatiche. I risultati ottenuti dall indagine dell Istat, se messi a confronto con l ampia indagine svolta dall SPRU sul periodo , mostrano che vi è una diversità nell intensità d uso dell innovazione tra settori produttori e settori utilizzatori. 2 vedi M.Robinson, j.townsend, K.Pavit Sectorial patterns of production en use of innovation in the UK :

14 Nella tabella si può vedere che i settori che producono innovazione sono quelli che ne usano solo una parte, sono settori dinamici, ma ad un elevato grado di maturità come Mechanical Production and use of innovations by sector No. Of innovations produced No. of innovations used ratio Machinery ,23 Electronics ,17 Instruments ,55 Chemical, including fuels & lubes ,47 Mechanical engineering ,01 Vehicles ,86 Bricks, pottery, glass & cement (bldg. mtls.) ,41 Textiles, leather & clothing ,30 Aerospace ,81 Ferrous & non-ferrous metals ,73 Shipbuilding and offshore engineering ,22 Electrical engineering ,29 Timber, rubber, plastics & other goods ,14 Food, drink & tobacco ,78 Construction ,31 Paper ,62 Utilities ,21 Coal oil, gas & mineral extraction ,06 Business ,15 Agriculture ,12 Printing ,14 Other government services ,13 Other services ,08 Health care ,02 R&D ,02 Transport ,01 Final consumers ,00 Defence ,00 Total Source: SPRU Innovation Survey Engineering e Vehicles che presentano una produzione abbastanza elevata di innovazioni e un livello d uso della stessa dimensione. 2-14

15 DIFFUSIONE DELLA TECNOLOGIA Quando una tecnologia viene introdotta sul mercato è utilizzata da nessuno e ha un mercato potenziale di utilizzo massimo. Man mano che il tempo passa la tecnologia trova utilizzatori; presupponendo che il totale degli utilizzatori potenziali più quelli reali sia una costante, il suo mercato potenziale diminuisce ed alla fine raggiunge il suo limite con la saturazione del mercato. Ogni prodotto, soprattutto se si tratta di un bene capitale, incorpora due tipi di conoscenze: quella richiesta per la sua produzione (tecnologia di processo); quella richiesta per il suo uso (tecnologia di applicazione). La circolazione del prodotto associa evidentemente la tecnologia di applicazione, in quanto ogni acquirente impara a usare il bene. La tecnologia di processo non subisce lo stesso andamento, nella fase iniziale rimane in mano al produttore: naturalmente essa diventa automaticamente diffusa con il prodotto. Successivamente il produttore può cederla in licenza e quindi avere una diffusione controllata dal proprietario di origine, ma e se il processo di fabbricazione è facilmente comprensibile o deducibile è possibile che si sviluppino applicazioni indipendenti con procedure di reverse engineering. Nel modello tradizionale, detto modello epidemico, la diffusione è descritta da una curva logistica a S, con un avvio lento e incerto, seguito da un rapido aumento esponenziale e da una fase finale di lento avvicinamento asintotico ad un limite massimo. La forma funzionale generica è rappresentata dal seguente grafico. 2-15

16 La funzione matematica è, sempre in modo generico, la seguente: Con : V=f(n i,n di ) K=n i+ n di In cui : V è la velocità di diffusione K è il totale della popolazione n i è il numero degli infettati n di è il numero degli infettandi Un modo empirico di misurare la velocità di diffusione è il tempo trascorso per passare dal 10% al 50% delle applicazioni possibili. Nella tabella vediamo queste misurazioni effettuate per la sostituzione di alcuni prodotti. Sostituzione Tm (anni) Anno GOMMA SINTETICA / GOMMA NATURALE FIBRE SINTETICHE / NATURALI PLASTICA / CUOIO MARGARINA / BURRO ARCO ELETTRICO / MARTIN SIEMENS (accai speciali) PITTURE ALL'ACQUA / A OLIO MARTIN SIEMENS / BESSEMER (per acciai) PIGMENTI TiO 2 / PBO-ZnO PAVIMENTI IN PLASTICA / LEGNO BARCHE IN PLASTICA / LEGNO INSETTICIDI ORGANICI / INORGANICI FIBRE PER PNEUMATICI SINTETICHE / NATURALI 17, PLASTICHE / METALLO NELL'AUTO FORNO SIOF / MARTIN SIEMENS (per accai) 10, DETERGENTI /SAPONI (U.S.A) 8, DETERGENTI /SAPONI (Giappone) 8, Tm = numero di anni trascorsi per passare dal 10% al 50% Anno = anno in cui si è raggiunto il 50% Fonte :elaborazione da "Software Package for Logistic Substitution Model " - 13 dicembre 1979 I fattori che determinano la diffusione di un innovazione sul mercato, influendo sui parametri caratteristici (tempo di induzione prima della fase veloce, tassa di penetrazione sul mercato nella fase veloce), sono: redditività per l utente e per l innovatore; entità dell investimento, in paragone a quella della tecnologia da sostituire; complessità del processo di apprendimento per l utente. Come per ogni investimento, il primo fattore da tenere in considerazione sono i costi da sopportare e i benefici attesi, ma questo non è sufficiente. Anche i fattori di costo già sostenuto e da sostenere, la durata degli investimenti ( quindi il rischio finanziario) e la complessità del nuovo processo e le necessarie riorganizzazioni (rischio industriale) intervengono nella decisione. Abbiamo già detto che ogni innovazione comporta una riorganizzazione aziendale più o meno ampia. A secondo della profondità dell intervento riorganizzativo necessario, la nuova tecnologia sarà vista dell utente come banale se non necessita di riorganizzazioni significative o via via più complessa, se le riorganizzazioni necessarie si diffondono nella struttura aziendale ed agiscono in modo più profondo. 2-16

17 Un intervento banale può essere quello che prevede solamente il cambio di alcune apparecchiature, una piccola riorganizzazione spaziale delle linee produttive e un addestramento del personale. L intervento diventa più pesante se la riorganizzazione spaziale comporta la necessità di reperire nuovi spazi produttivi o se implica una modifica del personale addetto in numero o nelle competenze richieste. L innovazione può però richiedere cambiamenti anche nelle aree non legate alla produzione quali: assistenza, rete di vendita, modalità di vendita, struttura finanziaria, ecc. Queste difficoltà crescenti spiegano perché l innovazione radicale spesso favorisce i nuovi entranti che non si trovano a dover modificare una struttura aziendale esistente. Un esempio reale di cosa può comportare un innovazione radicale lo possiamo verificare con quello che è successo per il passaggio dagli anodi in grafite agli anodi di titanio platinato De Nora negli impianti elettrolitici cloro/soda. Il costo degli anodi in grafite era relativamente basso, ma la loro durata nel tempo era limitata per la corrosione. Il costo degli anodi platinati è elevato, cosi come la durata. L assistenza, per gli anodi in grafite, è praticamente inesistente e occasionale, gli anodi De Nora, necessitano di riplatinatura periodica. La De Nora per introdurre il proprio prodotto ha creato un nuovo sistema di commercializzazione; anziché vendere il proprio prodotto lo ha dato in affitto, trasformando completamente il rapporto con il cliente. I vantaggi di questo sistema sono stati: facilitazioni finanziarie per l'utente, eliminazione dell'elevato costo di investimento; rigida protezione del ritrovato; continuo arricchimento del know-how in condizioni di monopolio; nessun problema di invecchiamento della brevettuale; elevata capitalizzazione in materiali pregiati. 2-17

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