Relazioni tra pari. Caterina Fiorilli Libera Università Maria SS. Assunta.

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1 Relazioni tra pari Caterina Fiorilli Libera Università Maria SS. Assunta

2 Relazioni tra pari Le funzioni del gruppo dei pari Pari: bambini che hanno circa la stessa età e lo stesso livello di maturità. Una delle principali funzioni del gruppo dei pari è di fornire una fonte di informazione e confronto rispetto al mondo al di fuori della famiglia. Le interazioni con i pari soddisfano anche dei bisogni socio-emotivi.

3 Nei contesti scolastici possono essere osservati da operatori diversi (insegnanti, educatori, psicologi scolastici) due importanti campanelli di allarme indicativi di un rischio maggiore di problemi di sviluppo: rendimento scolastico relazioni tra pari

4 Hartup (1983; 1989) suggerisce come analizzare le relazioni tra pari ed individuare eventuali criticità nell assetto della classe. Si parla di modalità verticali versus orizzontali di stabilire le relazioni

5 Hartup (1983; 1989): Verticalità: asimmetria, diversa competenza e status sociale Orizzontalità: simmetria, uguale competenza e status sociale

6 Hartup (1983; 1989): Orizzontalità Sono relazioni più difficili da gestire e mantenere in quanto i pari non possono contare sull aiuto fornito dall adulto Svolgono la funzione di favorire comportamenti cooperativi e competitivi

7 Verticalità È possibile rintracciare relazioni verticali anche tra i pari Compagni che godono di maggiore popolarità, compagni che agiscono potere nelle relazioni con i pari

8 Orizzontalità & Verticalità Se l orizzontalità ha come obiettivo la coesione del gruppo La verticalità può portare alla disgregazione e dispersione del gruppo

9 Sociogramma di Moreno Strumento utilizzato in classe per 'misurare' lo status socio-relazionale di un alunno/a E' caratterizzato dal numero di 'nomine' positive e negative che un alunno riceve dai propri compagni.

10 Gli status tra pari I risultati del sociogramma di Moreno indicano lo status socio-metrico dell'alunno e indicano i rischi per la sua eventuale esclusione/rifiuto dal gruppo dei pari I bambini popolari sono nominati spesso come migliori amici e raramente non piacciono ai compagni. I bambini medi (average) ricevono un numero medio di nomine positive e negative da parte dei compagni. I bambini trascurati vengono raramente nominati come migliori amici ma non sono antipatici ai compagni. I bambini rifiutati sono raramente nominati come miglior amico di qualcuno e sono antipatici ai loro compagni. I bambini controversi sono spesso nominati sia in qualità di migliori amici di qualcuno sia in qualità di bambini antipatici.

11 Gli status tra pari I bambini rifiutati hanno quasi sempre dei problemi di adattamento più seri dei bambini trascurati. La combinazione tra essere rifiutati dai pari ed essere aggressivi è pronostico di problemi, ma non tutti i bambini rifiutati sono aggressivi. Bambini rifiutati o trascurati possono essere aiutati a interagire più efficacemente con i loro pari; ciononostante è difficile incrementare le abilità sociali di adolescenti che risultano attivamente antipatici e rifiutati.

12 Amicizia e popolarità si creano all interno di gruppi caratterizzati da orizzontalità piuttosto che verticalità La presenza di una diffusa orizzontalità costituisce un fattore di protezione contro: bullismo, aggressività, vittimizzazione

13 Amicizia: legame tra due persone, volontario, intimo, dinamico, fondato sulla cooperazione e sulla fiducia (Dunn, 2004) richiede: competenza sociale Popolarità: implica visibilità nel gruppo, essere scelti dai propri compagni per giocare, studiare o passare del tempo insieme richiede: competenza sociale, ma anche caratteristiche attrattive (intelligenza, caratteristiche fisiche, simpatia, autostima, umorismo, leadership, etc.)

14 Competenza sociale ed emozione Perspective Taking: capacità di vedere le cose secondo il punto di vista degli altri. Le perspective-taking skills sono legate alla qualità delle relazioni dei pari, specialmente negli anni della scuola elementare. Social information processing: capacità di elaborare le informazioni sociali. Kenneth Dodge (1993) sostiene che i bambini passano attraverso cinque fasi nell elaborare l informazione che riguarda il loro mondo sociale: decodifica degli stimoli sociali, interpretazione, ricerca di una risposta, selezione della risposta ottimale e messa in atto della risposta

15 I mondi distinti ma coordinati delle relazioni tra genitori - figli - pari Influenza genitoriale I genitori possono influenzare le relazioni tra pari dei loro bambini in molti modi, sia diretti che indiretti. I genitori che incoraggiano i loro bambini a mettersi in relazione con i pari e avviano con frequenza dei contatti con i coetanei dei loro bambini in età prescolare, hanno figli più accettati dai compagni e con livelli più alti di comportamento prosociale. I genitori gestiscono la vita dei loro bambini e perciò anche le opportunità di interagire coi pari.

16 Influenza genitoriale La relazione genitore-bambino fa da base emotiva per l esplorazione e l appagamento nelle relazioni tra pari. I genitori dei bulli spesso li rifiutano, sono autoritari, e tollerano che i loro figli siano aggressivi. I genitori delle vittime sono ansiosi e iperprotettivi. I genitori dei bambini ben adattati non puniscono l aggressività e hanno un coinvolgimento attento e responsivo con i figli

17 La prospettiva cognitivo-sociale ritiene che i bambini/ragazzi disadattati abbiano scarse abilità socio-cognitive per interagire efficacemente con gli altri (Rabiner et al., 1991).

18 Caratteristiche dei bambini popolari e rifiutati tra i 6 e i 13 anni popolari rifiutati Fisicamente attraenti - Fisicamente poco attraenti Più sviluppati o maturi dal - Immaturi dal punto di vista fisico o emotivo punto di vista fisico - Estroversi e socievoli - Aggressivi o agitati - Amichevoli e disponibili con- Meno amichevoli, più inclini ad essere critici che gli altri, più servizievoli disponibili verso gli altri (Asher, Oden, Gottman, 1977)

19 Problemi di internalizzazione Coinvolgono stati d animo ed emozioni negative (tristezza, paura, preoccupazione, ansia, depressione, somatizzazione) Problemi di esternalizzazione Comprendono comportamenti ostili e aggressivi verso le altre persone (impulsività, iperattività, inosservanza delle regole, problemi di apprendimento, disturbi da deficit dell attenzione, disturbo ossessivo/compulsivo, relazioni sociali immature, delinquenza, criminalità e psicopatologia)

20 Problemi di esternalizzazione/internalizzazione Aspetti critici (Marzocchi et al., 2002): Si manifestano precocemente (3 4 anni) Diagnosi sicure si effettuano all ingresso a scuola Importante cogliere i segnali: es. aggressività, eccessiva chiusura e isolamento, etc.

21 Problemi di Esternalizzazione e internalizzazione Bullismo e vittimizzazione Olweus (1993): un bambino subisce prepotenze quando viene esposto ripetutamente e per lungo tempo ad azioni negative da parte di uno o più compagni

22 Bullismo Molti studenti sono vittime del bullismo. In Italia il termine bulling è stato tradotto come prepotenze, per riferirsi a chi agisce le prepotenze e non a chi le subisce. Esso racchiude in modo ampio sia le prepotenze esplicite, sia quelle nascoste (diffamazione, calunnia, isolamento, ecc.). I criteri adottati dalla comunità scientifica per descrivere il bullismo sono: l intenzionalità la persistenza l asimmetria di forza fisica e psicologica. Le vittime più probabili sono i ragazzi e gli studenti più giovani. I ricercatori hanno osservato che i bambini ansiosi, introversi e aggressivi sono spesso le vittime designate del bullismo.

23 Caratteristiche del bullismo (Fonzi, 1999; Olweus, 1993): 1. Azione aggressiva intenzionale 2. Ingiustificata 3. Non provocata 4. Mirata a fare del male 5. Continuata nel tempo e frequente 6. Disparità di potere o di forza tra bullo e vittima

24 Bullismo Profilo psicologico del bullo è aggressivo verso i coetanei e gli adulti, ha un forte bisogno di dominare gli altri; non tollera la frustrazione; ha un atteggiamento positivo verso la violenza; vanta superiorità; mostra una buona considerazione di sé; non rispetta le regole; tenta di trarre vantaggio utilizzando l'inganno; ha un basso rendimento scolastico; ha un atteggiamento negativo verso la scuola; mostra scarsa empatia nei confronti della vittima.

25 Bullismo Profilo psicologico della vittima è più ansiosa, insicura ed introversa degli altri bambini; reagisce agli attacchi col pianto e chiudendosi in se stessa; presenta una bassa autostima; si sente poco intelligente; è poco assertiva; ha difficoltà nel riconoscimento delle emozioni. Esistono due tipi di vittima: passiva o sottomessa e provocatrice o aggressiva. Le vittime da adulte risultano maggiormente esposte al rischio di depressione.

26 Caratteristiche del bullismo (Fonzi, 1999; Olweus, 1993): azioni aggressive di tipo: diretto fisico diretto verbale indiretto Periodo critico e di stabilizzazione del bullismo intorno agli 11 anni

27 Bullismo a scuola coinvolge più persone (Camodeca, Menesini, 2007): 1. Il bullo: Usa forza e potere per raggiungere i propri scopi Dominanza, impulsività, distruttività Manca di empatia e emozioni morali Attribuisce intenzioni ostili agli altri Spesso rifiutato, ma può essere anche ammirato per le sue qualità di leader

28 Bullismo a scuola coinvolge più persone (Camodeca, Menesini, 2007): 2. Vittima passiva: Caratterizzato da debolezza e fragilità Tende a rispondere all aggressione con il pianto o il ritiro in se stesso Spesso tratti ansiosi, depressi, isolato Manca di umorismo e autostima Timidezza e passività Poco popolare nel gruppo dei pari e ha pochi amici

29 Bullismo a scuola coinvolge più persone (Camodeca, Menesini, 2007): 3. Vittima provocatrice: Presenta comportamenti esternalizzati Risponde alle provocazioni con aggressività, ma non efficace Stimola l attacco del bullo Attivamente rifiutato dai compagni A rischio per problemi di tipo sociale o psicopatologico

30 Bullismo a scuola coinvolge più persone (Camodeca, Menesini, 2007): 4. Seguace del bullo: È il gregario, ride alle bravate del bullo Supporta, tiene ferma la vittima, scova la vittima Mostra aggressività verso la vittima e subordinazione verso il bullo Poco popolare nel gruppo dei pari

31 Bullismo a scuola coinvolge più persone (Camodeca, Menesini, 2007): 5. Difensore della vittima: È il compagno che più spesso aiuta la vittima Consola e riferisce all adulto l accaduto Presenta prosocialità, empatia, altruismo Molto popolare nel gruppo dei pari

32 Bullismo a scuola coinvolge più persone (Camodeca, Menesini, 2007): 6. Esterno: È il ragazzo che fa finta di non sapere Si allontana quando percepisce il pericolo Svolge una funzione di spettatore Timido, poco assertivo Abbastanza popolare nel gruppo dei pari

33 Strumenti per l'osservazione QUESTIONARIO SDQ Strenghts and Difficulties Questionnaire (QUESTIONARIO SUI PUNTI DI FORZA E DEBOLEZZA) (Marzocchi G.C. e altri, Difficoltà di Apprendimento 8/1, ottobre 2002, pp )

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37 Le 5 scale dell SDQ 1. Iperattività 2. Problemi di condotta 3. Difficoltà emotive 4. Problemi di rapporto con i pari 5. Prosocialità

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