Indice. 1 Nascita delle tecnologie didattiche

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Indice. 1 Nascita delle tecnologie didattiche. ------------------------------------------------------------------- 3"

Transcript

1 LEZIONE LE TECNOLOGIE DIDATTICHE PROF. GIUSEPPE DE SIMONE

2 Indice 1 Nascita delle tecnologie didattiche Tecnologie di processo e tecnologie di prodotto Le tecnologie per la didattica La comunicazione mediata dal computer (CMC) Il posto della tecnologia nella formazione Bibliografia di 18

3 1 Nascita delle tecnologie didattiche. Le tecnologie dell informazione e della comunicazione hanno dato l avvio a numerosi e repentini cambiamenti all interno dei processi di acquisizione, produzione e trasmissione del sapere. Trasformazioni che hanno indotto le istituzioni scolastiche e formative a riorganizzarsi per essere in grado di formare le nuove generazioni, con il chiaro compito di istruirle per permettere loro di muoversi all interno di una nuova società della conoscenza e della comunicazione, che è in continuo evolversi: il sistema educativo, dunque, si trova di fronte a nuove sfide imposte da questi continui cambiamenti. Le prime macchine per insegnare vengono fatte risalire agli anni 20, ad opera di Sidney Pressey, uno psicologo americano, presso l Ohio University; anche se la nascita delle tecnologie didattiche (o educative) può essere ricondotta al 1954, anno in cui Skinner 1 pubblicò il suo articolo The science of learning and the art of teaching 2, definito come atto di nascita della Tecnologia dell Educazione, in cui proponeva un parallellismo tra gli studi di laboratorio sulle modifiche del comportamento degli animali e le pratiche che avrebbero potuto migliorare l educazione. «L istruzione programmata di Skinner, basata sulle leggi dell apprendimento di Torndike e Watson, oltre che sulle macchine per insegnare di Pressey, anticipa culturalmente l innovazione tecnologica del computer» 3. La ricerca tecnologica sul computer incrocia il sentiero della ricerca pedagogica e psicologica: prima teoria di riferimento è il comportamentismo, nato dalle ricerche sul condizionamento, considerato un componente della condotta umana che interagisce con le condotte intellettive. L idea di base era che l apprendimento consistesse nella modifica del comportamento di chi apprende. Ad esempio: imparare a svolgere un esercizio significava passare da un comportamento definibile fallimentare ad un comportamento che può essere definito corretto. Secondo Skinner, tale comportamento corretto è ottenibile fornendo opportuni stimoli; elemento fondamentale affinché ci sia un apprendimento è la presenza di un rinforzo (feedback) 1 Skinner, fu docente di psicologia comportamentale all Università di Harvard, ebbe molta influenza sui tecnologi didattici statunitensi, quasi tutti aderenti al comportamentismo. 2 Cfr. Skinner B. F., The science of learning and the art of teaching, Harvard Education Review, vol 24, Spring Galliani L., Tecnologie didattiche, educazione e società, in Galliani L. (a cura di), Tecnologie informatiche e telematiche, Pensa Multimedia, Lecce 2002, pag di 18

4 positivo; a questo rinforzo deve fare seguito un nuovo stimolo ed una nuova risposta da parte dello studente, fino ad ottenere i comportamenti desiderati. Un simile processo didattico, che non tenga conto delle possibili risposte errate, corrisponde ad una Istruzione Programmata Lineare (IPL). Schema poi sostituito con una Istruzione Programmata Ramificata (IPR), tesa a rendere il processo didattico individualizzato (ossia capace di tenere conto delle diverse risposte) e meno frammentario. Con l introduzione del computer fu facile per gli studiosi presentare l informazione, analizzarne la risposta e selezionare una successiva informazione sulla base della precedente risposta. Questo segnò l inizio del rapporto tra didattica e computer. A partire da questo momento il settore disciplinare vede un rapido sviluppo soprattutto in Inghilterra, dove venne identificato con il termine educational technology, «che inizialmente individuava il complesso di apparecchiature e strumenti utilizzabili a fini formativi in situazioni controllate di insegnamento/apprendimento e, in seguito, anche i materiali strutturati di conoscenza necessari per far funzionare i mezzi tecnici» 4. Una seconda teoria è quella del cognitivismo, secondo cui il cervello è da considerarsi quale elaboratore formale di simboli, alla stregua appunto di un computer. Non è un caso, quindi, che tale prospettiva abbia iniziato a svilupparsi contemporaneamente alla comparsa dei primi elaboratori elettronici, i quali hanno ispirato diverse metafore che ponevano l uomo sul piano della macchina e la mente su quello del software. «Secondo i cognitivisti, tutti i processi mentali possono essere descritti in termini di computazione di rappresentazioni simboliche, così come statuito dalla celebre teoria rappresentazionale della mente (RTM, Representational Theory of Mind). In altre parole, l attività mentale equivale all esecuzione di un algoritmo. Di conseguenza, se ciò che fa il cervello non è altro che elaborare simboli, diventa chiaro come sia di cruciale importanza, nel cognitivismo, il ruolo delle rappresentazioni simboliche» 5. 4 Ivi, pag Ruini F., Un po di storia del cognitivismo e dell intelligenza artificiale, pubblicato sul sito 4 di 18

5 Negli anni 50 i cognitivisti presero a collaborare con i ricercatori dell intelligenza artificiale, che approfondivano le ricerche iniziate da Touring 6, il quale aveva teorizzato la possibilità di costruire una macchina in grado di computare qualsiasi funzione matematica. La nascita dell informatica, quindi, diede modo agli studiosi del cognitivismo di capire e ricreare artificialmente la mente umana. Un ulteriore teoria a cui si può fare riferimento è quella denominata costruttivismo, sviluppatasi intorno agli anni 70 a partire dal cognitivismo definito di seconda generazione, per soddisfare soprattutto l esigenza di superare il cognitivismo HIP (Human Information Processing) che ha considerato l uomo e i suoi processi cognitivi attraverso la metafora del computer, quale semplice sistema di elaborazione di informazioni. Il costruttivismo pone maggiore enfasi alle strutture regolative del processo di apprendimento, a un utilizzo più strutturato e flessibile delle risorse, alle tecnologie come mezzo per introdurre nuove modalità di apprendimento, alla metacognizione. Verso la fine degli anni 70, l Association for Educational Communication and Technology (USA) ha dato la seguente definizione delle tecnologie didattiche: esse hanno come oggetto processi complessi ed integrati che coinvolgono persone, procedure, idee, mezzi ed organizzazione per l analisi di problemi relativi all apprendimento e per l elaborazione, l implementazione, la valutazione e il controllo di soluzioni a quei problemi in situazioni in cui l apprendimento è finalizzato e controllato. In Italia, l interesse per tale settore si sviluppa molto più tardi, all inizio degli anni 70, crescendo in maniera esponenziale negli ultimi quarant anni, ad opera di Rinaldo Sanna, ideatore e fondatore dell attuale Istituto per le Tecnologie Didattiche del CNR di Genova 7. Infatti, è solo negli anni 90 che si sono avute le prime cattedre di Tecnologia dell Istruzione presso alcune università italiane. Una prima introduzione dei personal computer a scuola si è avuta negli anni 80 8, periodo in cui partirono i piani per attrezzare tutte le istituzioni educative e formative in molti Paesi d Europa: si stava affermando il ruolo formativo delle tecnologie dell informazione e della comunicazione. 6 Turing è autore di ricerche estremamente raffinate e molto profonde sul concetto logico-matematico di calcolabilità: la strumento che egli ha proposto per affrontare il problema è noto oggi col nome di macchina di Turing. Preso da Internet URL: 7 Durante i primi anni 80 fonda la prima biblioteca italiana del software didattico, che raccoglie e rende disponibile i vari pacchetti software, soprattutto quelli in lingua inglese, che sono prevalentemente di tre tipi: 1) i programmi tutoriali; 2) i programmi di tipo esercitativo come drill & practice; 3) il Logo. 5 di 18

6 Con i programmi di videoscrittura, gli spreadsheet e la familiarizzazione con gli elementi di base dell informatica si andava così affermando il ruolo formativo delle tecnologie dell istruzione e della comunicazione. Negli anni 90, con l avvento dell ipertestualità e della multimedialità, a seguito del secondo Piano Nazionale Informatica, si ha una grande svolta: il computer diventa lo strumento multimediale per eccellenza, rivoluzionando così la metodologia dell insegnamento e superando il modello classico della lezione frontale. Dal 2000 ad oggi, le Tecnologie dell Informazione e della Comunicazione hanno avuto un espansione capillare in tutti gli ambiti del sistema scolastico e formativo italiano. I programmi maggiormente utilizzati nella scuola italiana, riguardano gli strumenti di produttività personale come Word ed Excel, oltre che strumenti più complessi come le applicazioni di connessione di rete, le opere multimediali su CD-ROM, i software per la realizzazione di pagine web dinamiche e le avanguardie scolastiche portate da Linux e dal software open source. La scuola, dunque, deve farsi carico di dare una sufficiente formazione in riferimento alle competenze linguistiche ed informatiche, considerando il fatto che tali competenze costituiscono validi strumenti anche per un migliore apprendimento di altre discipline. Questo può avvenire se si mettono a disposizione dei discenti nozioni approfondite degli aspetti strumentali, sul computer, su internet, sulle differenze tra ambienti di programmazione, sui sistemi per la gestione dei dati, ecc. «Sul piano dei concetti e delle metodologie la formazione potrebbe girare intorno a quelle che sono le funzioni dello strumento tecnologico: - organizzare informazioni, dati e conoscenze; - calcolare e risolvere algoritmicamente problemi; - comunicare e creare nuove forme di comunicazione; - esplorare domini di conoscenze e favorire la produzione di congetture. 8 Nel nelle scuole italiane ci sono circa computer, di cui oltre nella scuola superiore; in particolare quelle ad indirizzo tecnico o professionale, più ricche, cominciano ad adibire le aule a laboratori informatici. Una diffusione massiccia è impedita anche dai requisiti troppo tecnici che i primi computer richiedono. Per questo cominciano ad essere organizzati i primi corsi di alfabetizzazione informatica per docenti, soprattutto di discipline tecnico-scientifiche. Corsi volti a far comprendere che cosa sia un computer attraverso la conoscenza della sua struttura interna, il funzionamento del suo sistema operativo e il modo in cui può essere realizzato un programma per mezzo di un linguaggio di programmazione, come ad esempio il linguaggio Basic e quello Pascal. (www.wikiartpedia.org) 6 di 18

7 L articolazione nelle quattro aree consente di sviluppare consapevolezza sia della forte interazione tra conoscenze dichiarative e procedurali, sia delle azioni di tipo esperienziale improntate alla manualità e alla manipolazione di oggetti materiali o digitali, sia dei processi di astrazione, concettualizzazione e modellizzazione» 9. L ICT, non è da considerarsi soltanto quale semplice materia di apprendimento, ma soprattutto come mezzo per costruire metodi innovativi di insegnamento e apprendimento. Sul piano legislativo sono stati adottati vari provvedimenti al fine di regolamentare la disciplina del settore didattico-tecnologico: il decreto Moratti-Stanca del 17 aprile 2003, il quale istituisce le università telematiche, definendo le procedure e i criteri di accreditamento dei corsi di studio a distanza; la legge 296 del 27 dicembre 2006, la quale prevede l istituzione dell Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell Autonomia Scolastica, definendo funzioni e articolazione della struttura, con sede a Firenze, assegnandole i ruoli prima detenuti dall Istituto Nazionale di Documentazione per la Ricerca Educativa (Indire) e dagli Istituti Regionaliu di Ricerca Educativa (Irre). 9 Tagliagambe S., L introduzione delle tecnologie dell informazione e della comunicazione nell insegnamento scolastico, TDmagazine, n 3, Edizioni Menabò, Ortona 2001, pp di 18

8 2 Tecnologie di processo e tecnologie di prodotto10. «Una delle più importanti sfide, oltre che chance, della scuola è quella di partecipare direttamente attraverso le Tecnologie dell Informazione (che trattano conoscenze e saperi) e della Comunicazione (che trattano linguaggi e relazioni sociali) ai processi di produzione della cultura e non solo della sua trasmissione alle nuove generazioni. Due diversi paradigmi culturali e scientifici, uno informazionale e uno relazionale, reggono rispettivamente le tecnologie dell Informazione, in quanto tecnologie di prodotto, e le tecnologie della Comunicazione in quanto tecnologie di processo, e ne spiegano lo sviluppo attraverso le metamorfosi della multimedialità, dell interattività e della loro amplificazione sociale attraverso Internet (virtualità). Educazione e istruzione si traducono in azioni formative finalizzate (strategie, metodi, tecniche) ad aiutare i soggetti ad organizzare, sviluppare, riflettere sul proprio apprendimento. Gli ambienti formativi integrati sono segnati dalle dinamiche didattiche che relazionano i processi di informazione (organizzazione scientifico-disciplinare dei saperi) con i processi di conoscenza (ricezione, esplorazione, contestualizzazione) e con i processi dell apprendimento (paradigmi: cognitivista, interazionista, costruttivista)» 11. Le tecnologie di processo possono essere classificate rispetto a sei categorie di discorsiazioni pedagogico-educative che qualificano i processi di insegnamento-apprendimento, ma tale classificazione può essere soltanto descrittiva delle dinamiche di uso. «Le sei categorie sono le seguenti: 1. Analisi delle organizzazioni formative, in quanto sistemi, e delle loro interrelazioni con i più ampi sistemi socio-politici ed economico-produttivi, per una esaustiva determinazione dei fini educativi e dei bisogni formativi e delle qualità dei servizi erogati; 10 Cfr.Galliani L., Tecnologie informatiche e telematiche, op. cit., pp Cfr. Galliani L., Metodologie integrate (in aula, in rete, sul campo) per la formazione continua degli insegnanti, 8 di 18

9 2. Progettazione didattica e programmazione educativa, per una definizione sistematica degli obiettivi formativi e dei curricoli di studio, per una pianificazione delle risorse umane e materiali; 3. Produzione dei materiali-media didattici necessari alla costruzione-realizzazione di esperienze di apprendimento nelle loro varie fasi o momenti funzionali (motivazione, informazione, esercitazioni, ricerca, ecc.) sia da parte dei docenti che degli allievi; 4. Gestione o conduzione delle dinamiche comunicative, secondo diversi metodi di interazione e di tecniche di animazione, con particolare riferimento agli stili di direzione (atti linguistici performativi soprattutto di natura assertiva) e alle differenziazioni individuali degli stili cognitivi e di apprendimento; 5. Valutazione come dimensione formale nella rappresentazione dei processi e nei flussi dei comportamenti dell insegnare e dell apprendere, secondo criteri di giudizio interni (rapporto mezzi-risultati in termini di conoscenze-abilità-competenze) ed esterni (rapporto finalità del sistema-risultati) e secondo strumenti differenziati di rilevazione, elaborazione, interpretazione, comunicazione delle informazioni; 6. Sviluppo e quindi ricerca, sperimentazione, implementazione di nuovi modelli educativi e di nuovi ambienti formativi, con evidenziazione dei criteri e delle procedure di trasferibilità dai livelli progettuali e prototipali ai livelli diffusivi su larga scala.» 12 Tale classificazione risulta, dunque, essere semplicemente descrittiva, rinviando alle scienze pedagogiche i criteri normativi. La classificazione delle tecnologie di prodotto, diversamente, «risulta essere flessibile rispetto alla morfologia dell hardware e dipendente dalle configurazioni applicative che le tecnologie assumono nei vasti contesti produttivi, sociali e culturali» 13. Questo perché, basandosi su un criterio tecnologico, non è possibile stabilire delle rigide tipologie e tantomeno delle classi di prodotti, in quanto sarebbero resi superati in tempi brevi dalla continua innovazione. Innovazione che rende praticamente inutile la produzione di griglie. 12 Galliani L., Tecnologie informatiche e telematiche, op. cit., pag Ivi, pag di 18

10 Le tecnologie di prodotto devono, tuttavia, rispondere a criteri di classificazione normativa e non solo descrittiva, ma in questo caso ad essere valutato è il software. Dunque, «per costruire una classificazione di significanza pedagogica, occorre costruire un sistema che relazioni la variabile tecnologica (riferita ai media) con la variabile comunicativa (riferita ai linguaggi) e con la variabile funzionale (riferita ai metodi o strategie didatti che)» 14. È possibile evidenziare cinque tipologie di tecnologie di prodotto: 1. Tipografiche, per la realizzazione di materiale cartaceo; 2. Audiovisive, per l elaborazione di prodotti statici, di registrazione, dinamiche; 3. Informatiche, per la produzione e l utilizzo di software; 4. Multimediali, per la lavorazione e l utilizzo di CD-Rom, con software di sviluppo iper-mediale; 5. Telematiche, per l interazione a distanza, attraverso la comunicazione in rete. La distinzione tra tecnologie di processo e tecnologie di prodotto vanno a costituire due versanti, uno più interno, rappresentato dal sistema delle istituzioni formative e delle sue attività, e l altro più esterno, rappresentato dal più ampio sistema socio-culturale, le cui componenti sono molto diverse per strutture, funzioni e finalità, ma la cui interfaccia risiede nelle stesse attività educative. 14 Ibidem. 10 di 18

11 3 Le tecnologie per la didattica. Il termine tecnologie per la didattica, molto diverso dal termine tecnologie didattiche che si riferiscono ad un settore interdisciplinare centrato sui processi didattici, si riferisce a tutte quelle tecnologie che sono, o possono essere, utilizzate nella didattica con una accezione prevalentemente tecnologica, cioè tutti quegli strumenti, hardware o software, che possono essere impiegati per facilitare l'apprendimento da parte degli studenti e l'insegnamento da parte dei professori. «Qualsiasi processo di apprendimento si serve di qualche tecnologia, di qualche strumento didattico. La semplice penna, la scrittura, il libro, la stampa, la lavagna, o anche le tavolette di cera, ecc., sono degli strumenti didattici. Quando parliamo di tecnologie per la didattica, quindi, non dovremmo pensare solo, per esempio, al videoregistratore o al computer» 15. Le tecnologie per la didattica possono essere classificate in base a diversi criteri: un criterio cronologico,elencandoli in ordine di invenzione o introduzione nei processi educativi, distinguendo perciò tra: a) strumenti tradizionali, che includono i quaderni, la lavagna, i libri, le carte geografiche, ecc.; b) strumenti più recenti, non usati molto spesso nei normali processi educativi, quali televisione, cinema, registratori video o audio, proiettori di lucidi o diapositive, ecc.; c) strumenti digitali, computer, CD, reti telematiche, ecc., mezzi sia hardware sia software che la rivoluzione digitale ha introdotto nella nostra vita e che stanno faticosamente entrando anche ora nelle aule scolastiche; un criterio di maggiore o minore diffusione all interno dei processi educativi; un criterio riferito all età dei soggetti che ne dispongono;o un criterio basato sulla loro capacità di accompagnare in modo "naturale" e "graduale" lo sviluppo cognitivo del bambino. «Potremmo allora dividere gli strumenti didattici in quattro gruppi in base ad una progressione logica della comunicazione didattica: 1. il gruppo dei mezzi per comunicazione che prevedono scene cinetiche; 2. il gruppo dei mezzi per comunicazione che prevedono immagini statiche; 3. il gruppo dei mezzi per comunicazione che prevedono testi orali e scritti; 4. il gruppo dei mezzi multimediali. 15 Cfr. Colasanti L., Le Nuove Tecnologie per la Didattica, 11 di 18

12 Questa progressione è dettata dall'ipotesi che la conoscenza proceda dal particolare al generale, dal concreto all'astratto, dal semplice al complesso, dalla cinetica alla statica, dagli eventi alle idee. Nel primo gruppo, troviamo quelle tecnologie, come il cinema e la televisione, che riproducono le scene cinetiche dal vivo in tempo reale. In questo gruppo possiamo elencare: televisori, video-registratori, video-proiettori, video-cassette, cine-proiettori, film, documentari, ecc. Sembra che questi mezzi di comunicazione siano quelli che meglio colgano la realtà, le relazioni spazio-temporali tra gli eventi. Ma a ben vedere non sempre sono adatti a riprodurre le idee, le relazioni logiche tra i fatti, a farci comprendere a fondo quello a cui stiamo assistendo. Il secondo gruppo comprende le tecnologie che riproducono in modo statico la realtà. In questo gruppo possiamo inserire i proiettori di diapositive, il disegno, la pittura, la lavagna luminosa, la lavagna d'ardesia, ecc. Ma anche all'interno di questo gruppo possiamo stabilire una progressione dal concreto all'astratto. Al primo posto ci sono le fotografie, poi i disegni dal vero, i quadri, poi il disegno industriale, architettonico, infine gli schemi, i diagrammi. Man mano che andiamo avanti la realtà viene riprodotta in maniera sempre più astratta, vengono messe in luce sempre di più solo le caratteristiche che stanno a cuore al comunicante. Il disegno ideografico ci fa rapidamente entrare nel terzo gruppo quello delle tecnologie che riproducono il linguaggio orale e scritto. Qui il rapporto con la realtà è solo convenzionale, dipendente interamente dalla cultura, è un modo di comunicare molto astratto e sofisticato. In questo gruppo troviamo la lavagna, il libro, il quaderno, i registratori audio, ecc. Nel quarto gruppo ci sono le tecnologie digitali e multimediali, quelle tecnologie che sono in grado, grazie alla codificazione binaria di numeri, testi, immagini, suoni, filmati, di utilizzare in un unico formato tutte le modalità di comunicazione viste finora. In questo gruppo troviamo i computer, i CD, gli ipertesti, le reti telematiche e i vari software» 16. Le nuove tecnologie digitali, dunque, offrono la possibilità di costruire, per i nostri bambini, degli ambienti di apprendimento multimediali e multisensoriali in cui essi possono addestrarsi in una progressiva astrazione. Ambienti in cui le varie modalità di comunicazione possono essere integrate tra loro, producendo qualcosa che non è la semplice somma delle parti. 16 Ibidem. 12 di 18

13 4 La comunicazione mediata dal computer (CMC). Lo sviluppo tecnologico nel campo delle trasmissioni elettroniche ha scaturito una vera e propria rivoluzione nel campo delle comunicazioni. La trasmissione dei dati in formato digitale è riuscita ad abbattere alcuni dei vincoli della comunicazione tradizionale, si parla per questo di Comunicazione Mediata dal Computer (CMC). La CMC è una branca di studi che si occupa di tecnologie, comprendendo tutte le forme di comunicazione rese possibili tramite l utilizzo e, quindi, la mediazione del personal computer (inteso qui nella sua accezione di terminale della rete e punto di accesso alla stessa). Con la Comunicazione Mediata dal Computer cadono alcuni vincoli tradizionali, tra cui quello della compresenza fisica degli attori, per cui si può comunicare indipendentemente dalla condivisione di uno spazio fisico; anche la variabile tempo viene ad essere stravolta: due o più soggetti possono comunicare senza i limiti della simultaneità; inoltre, vengono meno tutti gli aspetti legati alla gestualità, alla postura, alla mimica, al para-verbale, che hanno sempre arricchito la comunicazione verbale dando un notevole contributo alla definizione del senso. L indipendenza dai vincoli spaziali e temporali aumenta le possibilità di fruizione dei servizi informativi, la partecipazione a gruppi di lavoro, la frequenza di corsi, e tanto altro ancora. «La CMC, rispetto a tutte le altre forme di comunicazione, per la prima volta ci mette di fronte a una comunicazione che non avviene in un luogo o tra luoghi diversi, ma che si propone essa stessa come luogo del suo accedere» 17. Da qui, è possibile affermare che le comunità virtuali sono definibili come «comunità di territorio»: i gruppi di persone diventano tali quando interagiscono e stanno insieme abbastanza a lungo da dare vita ad abitudini, usi e convenzioni condivise, in cui ogni singolo membro vive una relazione di interdipendenza per la realizzazione di determinati scopi. La CMC si è tradizionalmente occupata di comunicazione asincrona e sincrona, testuale e grafica mediante i computer connessi alla rete telematica. 17 Cfr. RivoltellaP. C., Costruttivismo e pragmatica della comunicazione on line. Socialità e didattica in Internet, Erickson, Trento di 18

14 La CMC asincrona studia le interazioni poste in essere attraverso l impiego della posta elettronica, dei newsgroup e delle mailing list, ovvero di tutte quelle forme di comunicazione mediata dal computer caratterizzate dal linguaggio testuale, uno ad uno, uno a molti, di carattere privato, semiprivato, pubblico, in assenza di vincoli spaziali e temporali fra gli interlocutori, che avvengono in modalità non simultanea. La CMC sincrona si occupa, invece, delle interazioni che si realizzano attraverso i canali IRC (Internet Relay Chat), l'istant messaging e i MUD, cioè quelle forme di comunicazione mediata dal computer caratterizzate da un linguaggio simile a quello della comunicazione asincrona, ma con la presenza simultanea degli interlocutori. «Inoltre, la CMC studia anche la comunicazione visuale/testuale delle homepage personali, dei siti Internet, dei giochi online. Si interessa, quindi, anche della comunicazione grafica, multimediale, interattiva, ipertestuale e ipermediale che combina elementi testuali del linguaggio verbale e del linguaggio dei segni, i pittogrammi, gli ideogrammi e i simboli grafici, coniugati al linguaggio dei media, e quindi le immagini, fisse e in movimento, i fonogrammi. Per questo, oggi, oltre che le tecnologie e gli ambienti elettronici citati, la CMC si occupa anche delle tecnologie ibride che consentono una comunicazione ad ampia larghezza di banda fra due o più interlocutori. Il focus degli studi più recenti riguarda le forme prevalenti della comunicazione tramite il protocollo TCP/IP, quello della rete Internet, e i protocolli complementari che ne gestiscono i servizi di base, (Http, Ftp, Smtp, Pop3, Imap, Telnet, ecc.), ma anche le forme comunicative di cui il web costituisce un'interfaccia privilegiata, e cioè il blogging, il wiki-writing, i social networks, il social broadcasting, ecc.» Definizione presa dal sito: 14 di 18

15 5 Il posto della tecnologia nella formazione. Il modello classico della trasmissione del sapere sta subendo profondi cambiamenti, un mutamento, definibile come epocale, a cui risponde l'uso educativo delle nuove tecnologie. «La crisi della gerarchia dei saperi, la complessità della conoscenza e l'emergere dell'apprendimento interattivo, il venir meno della centralità del docente come unico mediatore culturale, l'uso quotidiano dei computers e di Internet da parte delle nuove generazioni, l'approccio multimediale alla conoscenza, rappresentano tutti fattori che favoriscono questa nuova interazione tra tecnologia e formazione» 19. Dunque, le tecnologie dell informazione e della comunicazione plasmano la società tutta; la digitalizzazione e la diffusione delle reti globali cambiano i modi in cui la società crea, acquisisce e gestisce le informazioni: le ICT diventano sempre più parte integrante del quotidiano oltre che un importante e indispensabile strumento di lavoro. Le tecnologie non sono più soltanto materia di studio, ma diventano anche mezzo per costruire metodi innovativi di insegnamento e apprendimento. L impiego delle ICT nelle scuole va da un utilizzo come semplice ausilio nell insegnamento/apprendimento, ad uno in cui i media sono tutti collegati in rete dove l apprendimento avviene in ambienti virtuali che superano i normali confini della disciplina. I cambiamenti cui è sottoposta la società e i nuovi ambiti di conoscenza esprimono la forte richiesta di sempre nuove competenze ed abilità, mentre il sistema educativo, sulla cui trasformazione le ICT svolgono un ruolo importante, si concentra su questioni inerenti la motivazione, l autostima, i metodi di apprendimento e le competenze sociali. «Applicare la tecnologia ai sistemi formativi significa introdurre criteri di progettazione, di gestione e di valutazione nei processi di insegnamento-apprendimento, utilizzando i media dell informazione e della comunicazione. 19 Cfr. Stanca L., La formazione e le nuove tecnologie della comunicazione, 26 marzo 2002, Puntata realizzata con gli studenti del Liceo Classico "Orazio" di Roma. 15 di 18

16 Le tre innovazioni didattiche, a cui sono state progressivamente sottoposti i sistemi formativi a causa dell introduzione del computer o dell utilizzo di Internet, risiedono: - nella costruzione sociale off-line e on-line di ambienti didattici tecnologici che, rapportandosi direttamente con gli allievi, propongono una nuova dimensione dell interattività, non più legata alla tradizionale comunicazione interpersonale/bilaterale insegnante-allievo o mediatizzata audiovisivo/allievo; - nell utilizzazione integrata di linguaggi analogici e digitali (testuali, orali, grafici, iconici, musicali, audiovisivi) e di media scripto-audio-video-matici nella progettazionegestione-valutazione dei processi istruttivi e nella costruzione di messaggi-testi comunicativi ed espressivi; - nell accesso alle informazioni e ai contenuti del sapere in tempo reale, attraverso percorsi differenziati e autonomi, resi possibili dalle scelte individuali fra i siti e i links dell organizzazione reticolare» 20. Sulla base di quanto detto, anche il computer e internet vanno smitizzati, superando la convinzione secondo cui senza di essi non sembra possibile si possa più comunicare né studiare né lavorare, finanche amare e vivere. 20 Cfr. Galliani L., Tecnologie informatiche e telematiche, op. cit., pag di 18

17 Bibliografia AECT Task Force, The definition of Educational Technology, Association For Educational Communications and Technology, D.C Bonaiuto, M. (a cura di), Conversazioni virtuali. Come le nuove tecnologie cambiano il nostro modo di comunicare con gli altri, Guerini e Associati, Calvani A., Rete, comunità e conoscenza, Erickson, Trento Ciotti F., Tecnologia e trasmissione del sapere: verso la biblioteca digitale, Intervento tenuto al Convegno «Internet: Ricerca e/o Didattica», Bologna, Dipartimento di Italianistica, 27 novembre 1996; rivisto dall'autore nel Ferraris M., Olimpo G., L evoluzione delle tecnologie didattiche, La Scuola Se, vol. 3, n 2, Fragnito R., La rete della didattica, Pensa Multimedia, Lecce Galliani L., Metodologie integrate (in aula, in rete, sul campo) per la formazione continua degli insegnanti, Galliani L., Tecnologie didattiche, educazione e società, in Galliani L. (a cura di), Tecnologie informatiche e telematiche, Pensa Multimedia, Lecce Greenfield P., Mente e media, Armando Edizioni, Roma Hokanson B., Hooper S., Computers as cognitive media: examining the potential of computers in education, Computers in human behavior, September 2000, Vol 16, n 5. Maragliano R., Tecnologie e saperi, TDmagazine, n 1, Edizioni Menabò, Ortona Margiotta U., Educazione e formazione nella società della conoscenza, TDmagazine, n 1, Edizioni Menabò, Ortona Midoro V., Il museo delle Tecnologie Didattiche, in Midoro V. G. Olimpo e Persico D. (a cura di), TDmagazine, Edizioni Menabò, Ortona Olimpo G., Nascita e sviluppo delle Tecnologie Didattiche, TDmagazine Pressey S., A Simple Apparatus which gives tests and scores and teaches in Teaching Machines and Programmed Learning, Lumsdane A.A. and Glaser R. eds, N.E.A. Washington di 18

18 RivoltellaP. C., Costruttivismo e pragmatica della comunicazione on line. Socialità e didattica in Internet, Erickson, Trento Rotta M., Ranieri M., E-Tutor: identità e competenze, Erickson, Trento Roversi, A. "Introduzione alla comunicazione mediata dal computer", Il Mulino, Saettler P., A history of Instructional Technology, McGraw Hill, New York Sanna R., Bozzo E., Gemma A., PROMIX 2, An Audiovisual Display System for Educational Purposes, Rapporto Tecnico CNR-ITD, Genova Skinner B. F., The science of learning and the art of teaching, Harvard Education Review, vol 24, Spring Stanca L., La formazione e le nuove tecnologie della comunicazione, 26 marzo 2002, Puntata realizzata con gli studenti del Liceo Classico "Orazio" di Roma. Tagliagambe S., L introduzione delle tecnologie dell informazione e della comunicazione nell insegnamento scolastico, TDmagazine Il concetto di Pedagogia. 18 di 18

Corso di formazione CORSO DI FORMAZIONE. Prof. Marco Scancarello Prof.ssa Carolina Biscossi Email: didatticaelim@gmail.com

Corso di formazione CORSO DI FORMAZIONE. Prof. Marco Scancarello Prof.ssa Carolina Biscossi Email: didatticaelim@gmail.com Corso di formazione CORSO DI FORMAZIONE Prof. Marco Scancarello Prof.ssa Carolina Biscossi Email: didatticaelim@gmail.com IL CORSO L utilizzo sempre più frequente delle nuove tecnologie nella vita quotidiana

Dettagli

PROGETTO CLASSI in RETE. curato dalla Prof.ssa SERRA CONCETTA S.M.S. G.B. NICOLOSI PATERNO

PROGETTO CLASSI in RETE. curato dalla Prof.ssa SERRA CONCETTA S.M.S. G.B. NICOLOSI PATERNO PROGETTO CLASSI in RETE curato dalla Prof.ssa SERRA CONCETTA S.M.S. G.B. NICOLOSI PATERNO PREMESSA Da sempre la conoscenza ha rappresentato l elemento fondamentale di discriminazione sociale, politica

Dettagli

Pubblichiamo il documento contenente gli indicatori approvati dal Collegio dei Docenti del nostro Istituto Comprensivo che sarà allegato alla scheda

Pubblichiamo il documento contenente gli indicatori approvati dal Collegio dei Docenti del nostro Istituto Comprensivo che sarà allegato alla scheda Pubblichiamo il documento contenente gli indicatori approvati dal Collegio dei Docenti del nostro Istituto Comprensivo che sarà allegato alla scheda di valutazione delle classi di Scuola Primaria C. Goldoni

Dettagli

Tecniche strategie e metodologie del processo di insegnamento-apprendimento. a cura della Dott.ssa Donata Monetti

Tecniche strategie e metodologie del processo di insegnamento-apprendimento. a cura della Dott.ssa Donata Monetti Tecniche strategie e metodologie del processo di insegnamento-apprendimento a cura della Dott.ssa Donata Monetti Gli elementi di base della dinamica insegnamento - apprendimento LA PROGRAMMAZIONE DEGLI

Dettagli

Istituto San Tomaso d Aquino

Istituto San Tomaso d Aquino Istituto San Tomaso d Aquino alba pratalia aràba Linee di progetto per l utilizzo delle tecnologie nella didattica a.s. 2013 2014 a.s. 2014 2015 0 Linee di progetto per l utilizzo delle tecnologie nella

Dettagli

Corso di Perfezionamento Comunicare e insegnare con la lavagna multimediale interattiva (LIM) www.csl.unifi.it/lavagnadigitale Facoltà di Scienze

Corso di Perfezionamento Comunicare e insegnare con la lavagna multimediale interattiva (LIM) www.csl.unifi.it/lavagnadigitale Facoltà di Scienze Il CORSO L uso delle nuove tecnologie a scuola ha trasformato la relazione comunicativa tra studenti ed insegnanti, modificando gli stili di apprendimento, le strategie formative e le metodologie educative.

Dettagli

LABORATORIO DI INFORMATICA

LABORATORIO DI INFORMATICA - PROGRAMMAZIONE DI DIPARTIMENTO - anno scolastico 2015-2016 Corso: Liceo Linguistico Quadro orario Classe I II Laboratorio di 2 2 LABORATORIO DI INFORMATICA L insegnamento dell informatica nel liceo linguistici

Dettagli

Linee guida Secondo ciclo di istruzione

Linee guida Secondo ciclo di istruzione Istituti Tecnici - Settore tecnologico Indirizzo Grafica e comunicazione Quadro orario generale 1 biennio 2 biennio 5 anno 1^ 2^ 3^ 4^ 5^ Teoria della comunicazione 60 89 Progettazione multimediale 119

Dettagli

Materia Scienze della Comunicazione Docente/ Nicolò Leotta Classe: IIl PROGRAMMA PREVENTIVO A.S. 2015/16

Materia Scienze della Comunicazione Docente/ Nicolò Leotta Classe: IIl PROGRAMMA PREVENTIVO A.S. 2015/16 Materia Scienze della Comunicazione Docente/ Nicolò Leotta Classe: IIl PROGRAMMA PREVENTIVO A.S. 2015/16 CONTENUTI DISCIPLINARI (Indica la scansione temporale prevista e le eventuali attività di laboratorio)

Dettagli

ISTITUTO PROFESSIONALE PER I SERVIZI ALBERGHIERI E DELLA RISTORAZIONE. Via Decio Mure Monserrato AREA 2 - SOSTEGNO AL LAVORO DEI DOCENTI

ISTITUTO PROFESSIONALE PER I SERVIZI ALBERGHIERI E DELLA RISTORAZIONE. Via Decio Mure Monserrato AREA 2 - SOSTEGNO AL LAVORO DEI DOCENTI ISTITUTO PROFESSIONALE PER I SERVIZI ALBERGHIERI E DELLA RISTORAZIONE Via Decio Mure Monserrato AREA 2 - SOSTEGNO AL LAVORO DEI DOCENTI PIANO DI LAVORO A.S. 213-214 "I computer sono incredibilmente veloci,

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO G. SOLARI LORETO http://www.istitutocomprensivosolari.it/ INDICATORI DI APPRENDIMENTO DELLA SCUOLA PRIMARIA

ISTITUTO COMPRENSIVO G. SOLARI LORETO http://www.istitutocomprensivosolari.it/ INDICATORI DI APPRENDIMENTO DELLA SCUOLA PRIMARIA ISTITUTO COMPRENSIVO G. SOLARI LORETO http://www.istitutocomprensivosolari.it/ INDICATORI DI APPRENDIMENTO DELLA SCUOLA PRIMARIA anno scolastico 2013 2014 1 CLASSE PRIMA ITALIANO - Ascoltare, comprendere

Dettagli

Corso di Perfezionamento post lauream Insegnare e comunicare con la Lavagna Interattiva Multimediale (LIM), l e-book e i contenuti digitali

Corso di Perfezionamento post lauream Insegnare e comunicare con la Lavagna Interattiva Multimediale (LIM), l e-book e i contenuti digitali Corso di Perfezionamento post lauream Insegnare e comunicare con la Lavagna Interattiva Multimediale (LIM), l e-book e i contenuti digitali Dipartimento di Scienze dell Educazione e dei Processi Culturali

Dettagli

PROFILO PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO PER I DOCENTI DELLE SCUOLE COMUNALI

PROFILO PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO PER I DOCENTI DELLE SCUOLE COMUNALI CISCo Ufficio delle scuole comunali PROFILO PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO PER I DOCENTI DELLE SCUOLE COMUNALI Per profilo professionale è intesa la descrizione accurata delle competenze e dei comportamenti

Dettagli

DESCRITTORI DELLA SCHEDA DI VALUTAZIONE DELLA SCUOLA PRIMARIA

DESCRITTORI DELLA SCHEDA DI VALUTAZIONE DELLA SCUOLA PRIMARIA DESCRITTORI DELLA SCHEDA DI VALUTAZIONE DELLA SCUOLA PRIMARIA Scuola Primaria G. Sordini Istituto Comprensivo Spoleto 2 Indicatori per la scheda di valutazione della classe I ITALIANO: Narrare brevi esperienze

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE PER COMPETENZE

PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE PER COMPETENZE PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE PER COMPETENZE ISTITUTO ANNO SCOLASTICO INDIRIZZO CLASSE PRIMA SEZIONE DISCIPLINA DOCENTE QUADRO ORARIO (N. ore settimanali nella classe) 1. FINALITA DELLA DISCIPLINA L asse

Dettagli

Unità d apprendimento /Competenza

Unità d apprendimento /Competenza Titolo dell Unità di Apprendimento/Competenza: Moltiplichiamo Unità d apprendimento /Competenza Denominazione Classe Competenza/e da sviluppare Prova di accertamento finale Prerequisiti in termini di competenze,

Dettagli

Relazione finale del progetto

Relazione finale del progetto Relazione finale del progetto Un percorso nella Cappella Palatina DOL 2009 classe E_13 tutor Domenico Franzetti Corsista: Vincenza Saia Il progetto Un percorso nella cappella Palatina nasce dall esperienza

Dettagli

PROGETTO DI INTERVENTO DIDATTICO/FORMATIVO PER L INTEGRAZIONE DI ALUNNI CON DISABILITÀ

PROGETTO DI INTERVENTO DIDATTICO/FORMATIVO PER L INTEGRAZIONE DI ALUNNI CON DISABILITÀ PROGETTO DI INTERVENTO DIDATTICO/FORMATIVO PER L INTEGRAZIONE DI ALUNNI CON DISABILITÀ QUANDO LE SCUOLE SI INCONTRANO CON IL TERRITORIO VITA QUOTIDIANA E STRATEGIE D INTERVENTO PER GLI ALUNNI DISABILI

Dettagli

DAI CURRICOLI DISCIPLINARI AI PERCORSI DI APPRENDIMENTO TRASVERSALI

DAI CURRICOLI DISCIPLINARI AI PERCORSI DI APPRENDIMENTO TRASVERSALI 58 DAI CURRICOLI DISCIPLINARI AI PERCORSI DI APPRENDIMENTO TRASVERSALI Elaborazione della figura strumentale per il curricolo e la valutazione ins. Dott. Sabini Maria Rosaria 59 Indicatore Disciplinare

Dettagli

CURRICOLO FORMATIVO CLASSI PRIME

CURRICOLO FORMATIVO CLASSI PRIME CURRICOLO FORMATIVO CLASSI PRIME Disciplina Indicatori Descrittori Ascoltare, comprendere e comunicare oralmente Esprimere oralmente le proprie emozioni ed esperienze mediante linguaggi diversi verbali

Dettagli

La Scuola Secondaria di Primo Grado

La Scuola Secondaria di Primo Grado La Scuola Secondaria di Primo Grado È un ambiente educativo sereno, nel quale i ragazzi imparano solide nozioni di base e un efficace metodo di studio, utilizzando le nuove tecnologie, la rete internet

Dettagli

La scuola ha bisogno di cambiare

La scuola ha bisogno di cambiare Oggi il modo di comunicare è cambiato. La Rivoluzione digitale ha innescato nuove dinamiche di relazione e di condivisione delle informazioni. Il flusso continuo di conoscenze ha creato la necessità di

Dettagli

ISTITUTO STATALE COMPRENSIVO Magistri Intelvesi San Fedele Intelvi (Como) Anno Scolastico 2012-2013 PROGETTO CINEMA

ISTITUTO STATALE COMPRENSIVO Magistri Intelvesi San Fedele Intelvi (Como) Anno Scolastico 2012-2013 PROGETTO CINEMA ISTITUTO STATALE COMPRENSIVO Magistri Intelvesi San Fedele Intelvi (Como) Anno Scolastico 2012-2013 PROGETTO CINEMA Il progetto si propone di avvicinare i ragazzi al mondo del cinema con un approccio ludico

Dettagli

PIANO DI LAVORO: Disegno e storia dell arte

PIANO DI LAVORO: Disegno e storia dell arte Obiettivi educativi e didattici PIANO DI LAVORO: Disegno e storia dell arte Obiettivi formativi generali: Formazione di un metodo di studio flessibile. Inquadramento e schematizzazione degli argomenti.

Dettagli

L informatica nella scuola: mezzo o fine?

L informatica nella scuola: mezzo o fine? L informatica nella scuola: mezzo o fine? Il paradigma della ricerca in didattica; L introduzione del computer nell insegnamento delle matematiche. 1 La comunicazione delle matematiche ed il computer come

Dettagli

SCEGLI CON IL CUORE. WEB & INTERACTION DESIGN corso triennale post diploma

SCEGLI CON IL CUORE. WEB & INTERACTION DESIGN corso triennale post diploma SCEGLI CON IL CUORE pag. 2 Il corpus del corso, di durata triennale, è costituito da sapere e saper fare legati al mondo del web, delle nuove tecnologie e alla gestione di quelle che definiamo esperienze

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ANUALE DEL DIPARTIMENTO DI INFORMATICA E TELECOMUNICAZIONI ISTITUTO TECNICO a.s. 2015-16

PROGRAMMAZIONE ANUALE DEL DIPARTIMENTO DI INFORMATICA E TELECOMUNICAZIONI ISTITUTO TECNICO a.s. 2015-16 PROGRAMMAZIONE ANUALE DEL DIPARTIMENTO DI INFORMATICA E TELECOMUNICAZIONI ISTITUTO TECNICO a.s. 2015-16 SECONDO BIENNIO Disciplina: INFORMATICA La disciplina Informatica concorre a far conseguire allo

Dettagli

QUADRO COMPETENZE OBBLIGO: PERITI AZ.LI CORR.TI LINGUE ESTERE/TURISTICO

QUADRO COMPETENZE OBBLIGO: PERITI AZ.LI CORR.TI LINGUE ESTERE/TURISTICO Materia: ITALIANO Totale Abilità: 15 Competenza: 1. Padroneggiare gli strumenti espressivi ed argomentativi indispensabili per gestire l interazione comunicativa verbale in vari contesti 1. 1.1 Comprendere

Dettagli

Da oggetto della comunicazione di massa a protagonisti della produzione di contenuti La nuova certificazione ECDL Multimedia

Da oggetto della comunicazione di massa a protagonisti della produzione di contenuti La nuova certificazione ECDL Multimedia Da oggetto della comunicazione di massa a protagonisti della produzione di contenuti La nuova certificazione ECDL Multimedia Pier Paolo Maggi, Gianmario Re Sarto AICA pierpaolomaggi@aicanet.it - g.resarto@aicanet.it

Dettagli

MANIFESTO. Formare Insegnanti che sappiano Insegnare A.N.F.I.S. ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI FORMATORI, INSEGNANTI, SUPERVISORI INIZIALE FORMAZIONE

MANIFESTO. Formare Insegnanti che sappiano Insegnare A.N.F.I.S. ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI FORMATORI, INSEGNANTI, SUPERVISORI INIZIALE FORMAZIONE ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI FORMATORI, INSEGNANTI, SUPERVISORI per la FORMAZIONE INIZIALE Formare Insegnanti che sappiano Insegnare COORDINAMENTO NAZIONALE DEI SUPERVISORI DEL TIROCINIO 2 2 3 PRESENTAZIONE

Dettagli

ISTITUTO STATALE COMPRENSIVO Magistri Intelvesi San Fedele Intelvi (Como) Anno Scolastico 2012-2013 PROGETTO TEATRO

ISTITUTO STATALE COMPRENSIVO Magistri Intelvesi San Fedele Intelvi (Como) Anno Scolastico 2012-2013 PROGETTO TEATRO ISTITUTO STATALE COMPRENSIVO Magistri Intelvesi San Fedele Intelvi (Como) Anno Scolastico 2012-2013 PROGETTO TEATRO Il progetto teatro nasce dalla necessità di avvicinare gli alunni al mondo teatrale perché

Dettagli

OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 10 OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI AUTOCONTROLLO ATTENZIONE E PARTECIPAZIONE ATTEGGIAMENTO E COMPORTAMENTO

Dettagli

ISTITUTO STATALE D ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE G.V.GRAVINA. Anno scolastico 2010/2011. Programmazione didattica

ISTITUTO STATALE D ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE G.V.GRAVINA. Anno scolastico 2010/2011. Programmazione didattica ISTITUTO STATALE D ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE G.V.GRAVINA LICEO DELLE SCIENZE UMANE OPZIONE ECONOMICO-SOCIALE Anno scolastico 2010/2011 Programmazione didattica Materia d insegnamento: Psicologia

Dettagli

Paciolo D Annunzio. liceo classico - liceo linguistico - liceo scientifico

Paciolo D Annunzio. liceo classico - liceo linguistico - liceo scientifico Paciolo D Annunzio liceo classico - liceo linguistico - liceo scientifico Sede 2 Sede: Via Alfieri 43036 Fidenza(PR) tel +039 0524 526102 www.paciolo-dannunzio.gov.it VISITE GUIDATE (su prenotazione) MICROSTAGE

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA Direzione Didattica e Servizi agli Studenti

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA Direzione Didattica e Servizi agli Studenti Percorso Abilitante Speciale P.A.S. a.a. 2014-2015 Laboratorio di Tecnologie Didattiche (3 cfu, 18 ore d aula + 18 ore online) Prof. Giancarlo Gola ggola@units.it Syllabus a.a. 2014-15, versione 01 BREVE

Dettagli

ANNO SCOLASTICO 2010/2011 - PROGETTO CL@SSE 2.0 1D LICEO SCIENTIFICO SCIENZE APPLICATE. e-l@boriamo

ANNO SCOLASTICO 2010/2011 - PROGETTO CL@SSE 2.0 1D LICEO SCIENTIFICO SCIENZE APPLICATE. e-l@boriamo ANNO SCOLASTICO 2010/2011 - PROGETTO CL@SSE 2.0 1D LICEO SCIENTIFICO SCIENZE APPLICATE e-l@boriamo Pag 2 - PROGETTO Pag 3 - OBIETTIVI/ TECNOLOGIE/METODOLOGIE DI LAVORO Pag 4 - PIANO DI LAVORO ANNO SCOLASTICO

Dettagli

SCHEDA PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE

SCHEDA PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE PARITARIO ANTONIO GRAMSCI Piazza A.Gramsci, 15 00041 Albano Laz. (RM) Tel./Fax 06.9307310 Distretto Scolastico 42 - Cod.Ist.: RMTD00500C SCHEDA PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE

Dettagli

INDICATORI SCUOLA PRIMARIA

INDICATORI SCUOLA PRIMARIA INDICATORI SCUOLA PRIMARIA Classe 1ª ITALIANO Narrare brevi esperienze personali rispettando le regole dell ascolto Ascoltare e cogliere il senso globale di semplici testi e informazioni Acquisire prime

Dettagli

DESCRIZIONE DEL MODELLO DI CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE

DESCRIZIONE DEL MODELLO DI CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE ALLEGATO n.4 DESCRIZIONE DEL MODELLO DI CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE La certificazione delle competenze chiave, delineate dal documento tecnico (http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2007/dm139_07.shtml)

Dettagli

3.3 Software didattico (scelta, uso, sviluppo)

3.3 Software didattico (scelta, uso, sviluppo) 3.3 Software didattico (scelta, uso, sviluppo) a cura di Enrico Giliberti, Università di Bologna 3.3.1 Reperimento dell informazione sul SD Individuare, accedere e consultare le principali fonti di informazione

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DI CLASSE

PROGRAMMAZIONE DI CLASSE I.I.S. Federico II di Svevia PROGRAMMAZIONE DI CLASSE a. s. 2013-2014 classe VB docente coordinatore Prof.ssa Teresa CARUSO La programmazione educativa e didattica per l a. s. in corso è elaborata dal

Dettagli

DIREZIONE DIDATTICA 10 CIRCOLO SCUOLA PRIMARIA SALICETO PANARO MODENA

DIREZIONE DIDATTICA 10 CIRCOLO SCUOLA PRIMARIA SALICETO PANARO MODENA DIREZIONE DIDATTICA 10 CIRCOLO SCUOLA PRIMARIA SALICETO PANARO MODENA Mod. g 2 b - Unità di apprendimento CLASSE: 5^ A TITOLO: Appunti di viaggio: ricordi e racconti delle esperienze della classe Quinta

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DISCIPLINARE

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DISCIPLINARE Pag. 1 di 8 PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DISCIPLINARE Disciplina Tecnologie informatiche a.s. 2015/2016 Classe: 1 a Sez. Q,R,S Docente : Prof. Emanuele Ghironi / Prof.Davide Colella Pag. 2 di 8 PERCORSI MULTIDISCIPLINARI/INTERDISCIPLINARI

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO PADRE PIO AIROLA

ISTITUTO COMPRENSIVO PADRE PIO AIROLA ISTITUTO COMPRENSIVO PADRE PIO AIROLA PROGETTO INFORMATICA: UNPLUGGED ANNO SCOLASTICO 2014-2015 PREMESSA Come è noto, l insegnamento della tecnologia/informatica è entrata a far parte del normale curricolo

Dettagli

SCUOLA DIGITALE. Giuseppe Marucci Ispettore Tecnico MIUR- Roma

SCUOLA DIGITALE. Giuseppe Marucci Ispettore Tecnico MIUR- Roma SCUOLA DIGITALE Giuseppe Marucci Ispettore Tecnico MIUR- Roma Smart communities Alfabetizzazione informatica E-commerce Agenda digitale italiana E-government, Investimenti Sicurezza Infrastrutture Ricerca

Dettagli

Liceo Scientifico " C. CATTANEO " PIANO DI LAVORO DI INFORMATICA CLASSE 3 LSA SEZ. H

Liceo Scientifico  C. CATTANEO  PIANO DI LAVORO DI INFORMATICA CLASSE 3 LSA SEZ. H Liceo Scientifico " C. CATTANEO " PIANO DI LAVORO DI INFORMATICA CLASSE 3 LSA SEZ. H Sommario PIANO DI LAVORO DI INFORMATICA... 1 INDICAZIONI GENERALI... 2 PREREQUISITI... 2 CONOSCENZE, COMPETENZE E CAPACITA...

Dettagli

Il Learning Management System o LMS è appunto la una piattaforma applicativa che permette l'erogazione dei corsi in modalità e-learning.

Il Learning Management System o LMS è appunto la una piattaforma applicativa che permette l'erogazione dei corsi in modalità e-learning. La sezione del modulo dedicata ai Learning Management System elenca diverse funzioni di gestione, comunicazione e valutazione che possono essere utilizzate per l erogazione di formazione online. Sulla

Dettagli

La nostra soluzione integrata

La nostra soluzione integrata Avagliano ischool nasce dalla consolidata esperienza in campo editoriale di Avagliano editore, marchio di prestigio dell editoria libraria tradizionale che vanta più di trent anni di attività La casa editrice

Dettagli

Oggetto: formazione online per insegnanti dal Politecnico di Milano

Oggetto: formazione online per insegnanti dal Politecnico di Milano Apertura iscrizioni master online in tecnologie per la didattica Prof. Paolo Paolini Politecnico di Milano HOC-LAB Viale Rimembranze di Lambrate 14 20134 MILANO Al Dirigente scolastico Milano, 2 Dicembre

Dettagli

Declinazione dei risultati di apprendimento in conoscenze e abilità per il primo biennio

Declinazione dei risultati di apprendimento in conoscenze e abilità per il primo biennio Allegato A) Declinazione dei risultati di apprendimento in conoscenze e abilità per il primo biennio A.1 Settore economico A.2 Settore tecnologico Il presente allegato è stato redatto con riferimento alle

Dettagli

GUIDA ALLA PREPARAZIONE DEGLI ESAMI

GUIDA ALLA PREPARAZIONE DEGLI ESAMI Laurea in Lingue e cultura per l impresa (a. a. 2005/2006) Corso di Informatica GUIDA ALLA PREPARAZIONE DEGLI ESAMI PROGRAMMA CFU 6 Corso di laurea / anno DU I o II anno, CL4 II anno Professore Roberto

Dettagli

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA COMUNE DI CAGLIARI I.T.G. BACAREDDA CAGLIARI

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA COMUNE DI CAGLIARI I.T.G. BACAREDDA CAGLIARI REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA COMUNE DI CAGLIARI I.T.G. BACAREDDA CAGLIARI PROGETTO DI SPERIMENTAZIONE METODOLOGICO-DIDATTICA INERENTE LA REALIZZAZIONE DI UNA CLASSE DIGITALE Il Dirigente Scolastico

Dettagli

SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA EDUCATIVE DIDATTICHE

SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA EDUCATIVE DIDATTICHE Disciplina: Telecomunicazioni Classe: 1BM A.S. 2015/16 Docenti: Lombino Giuseppe Codocente Gianello Annalisa ANALISI DI SITUAZIONE - LIVELLO COGNITIVO La classe è composta da 16 alunni maschi di cui quattro

Dettagli

Italiano a classi aperte

Italiano a classi aperte Italiano a classi aperte Liberare molte energie creative Favorire il successo formativo degli alunni Combattere l individualismo Favorire la socializzazione Sperimentare modalità di tutoring nel gruppo

Dettagli

Formazione in rete e apprendimento collaborativo

Formazione in rete e apprendimento collaborativo Formazione in rete e apprendimento collaborativo Ballor Fabio Settembre 2003 Cos è l e-learning Il termine e-learning comprende tutte quelle attività formative che si svolgono tramite la rete (Internet

Dettagli

Didattica attiva con la LIM. Metodologie, strumenti e materiali per la Lavagna Interattiva Multimediale

Didattica attiva con la LIM. Metodologie, strumenti e materiali per la Lavagna Interattiva Multimediale Giovanni Bonaiuti, Didattica attiva con la LIM. Metodologie, strumenti e materiali per la Lavagna Interattiva Multimediale Trento, Erickson, 2009 di Angela Spinelli Nel 2005 prende avvio un progetto nazionale

Dettagli

TECNOLOGIA SCUOLA PRIMARIA

TECNOLOGIA SCUOLA PRIMARIA ISTITUTO COMPRENSIVO RIVA 1 PIANO DI STUDIO DI ISTITUTO TECNOLOGIA SCUOLA PRIMARIA PREMESSA Secondo le Linee Guida per l elaborazione dei Piani di Studio Provinciali (2012) la TECNOLOGIA, intesa nel suo

Dettagli

PAS, Percorso Abilitante Speciale a.a. 2014/2015

PAS, Percorso Abilitante Speciale a.a. 2014/2015 PAS, Percorso Abilitante Speciale a.a. 2014/2015 Laboratorio di Tecnologie Didattiche (3 cfu - 3 lezioni d aula, 18 ore + 18 ore online) Prof.ssa Maria Grazia Ottaviani pas.ottaviani.univr@gmail.com Syllabus

Dettagli

ASSE STORICO SOCIALE

ASSE STORICO SOCIALE ASSE STORICO SOCIALE 1 ASSE STORICO SOCIALE competenze attese d asse indicatori descrittori Competenze di asse Indicatori Descrittori 1. Comprendere il cambiamento e la diversità dei tempi storici in una

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE R. MAGIOTTI

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE R. MAGIOTTI ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE R. MAGIOTTI Via F.lli Rosselli n. 4-52025 Montevarchi (AR ) e-mail: aric834004@istruzione.it - aric834004@pec.it http://www.magiotti-mv.it/ Tel. e Fax. 055/9102637-055/9102704

Dettagli

Finalità (tratte dalle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell infanzia e del primo ciclo d istruzione)

Finalità (tratte dalle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell infanzia e del primo ciclo d istruzione) CURRICOLO DI MATEMATICA SCUOLA PRIMARIA Finalità (tratte dalle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell infanzia e del primo ciclo d istruzione) Le conoscenze matematiche contribuiscono

Dettagli

I.I.S. Federico II di Svevia Melfi. Progettazione della classe I BS classe a. s. 2015-16

I.I.S. Federico II di Svevia Melfi. Progettazione della classe I BS classe a. s. 2015-16 I.I.S. Federico II di Svevia Melfi Progettazione della classe I BS classe a. s. 2015-16 La programmazione educativa e didattica per l a. s. in corso è elaborata dal Consiglio di classe con la sola presenza

Dettagli

UNITA DI APPRENDIMENTO. Brochure per un viaggio di istruzione di un giorno

UNITA DI APPRENDIMENTO. Brochure per un viaggio di istruzione di un giorno UNITA DI APPRENDIMENTO DENOMINAZIONE IL VIAGGIO: UNIRE L UTILE AL DILETTEVOLE COMPITO E PRODOTTO FINALE Il prodotto finale dell UDA è una brochure realizzata al computer per un viaggio di istruzione di

Dettagli

REGIONE CALABRIA Assessorato Cultura e Beni Culturali

REGIONE CALABRIA Assessorato Cultura e Beni Culturali UNIONE EUROPEA Fondo Sociale Europeo REGIONE CALABRIA Assessorato Cultura e Beni Culturali REPUBBLICA ITALIANA PO FESR CALABRIA 2007/2013 ASSE IV - QUALITÀ DELLA VITA ED INCLUSIONE SOCIALE Linea d Intervento

Dettagli

GIOCHI DIDATTICI ISPEF

GIOCHI DIDATTICI ISPEF FAUSTO PRESUTTI GIOCHI DIDATTICI ISPEF LA METODOLOGIA DEL GIOCO LE CARATTERISTICHE E LE REGOLE DEL GIOCO Le caratteristiche fondamentali delle attività di gioco sono: a) la spontaneità, cioè la mancanza

Dettagli

Delibera del Collegio dei Docenti. Piano annuale di Formazione e Aggiornamento del personale insegnante

Delibera del Collegio dei Docenti. Piano annuale di Formazione e Aggiornamento del personale insegnante Delibera del Collegio dei Docenti Piano annuale di Formazione e Aggiornamento del personale insegnante Anno scolastico 2013/2014 IL COLLEGIO DEI DOCENTI VISTI CONSIDERATO ESAMINATE PRESO ATTO TENUTO CONTO

Dettagli

Associazione Nazionale Docenti

Associazione Nazionale Docenti www.associazionedocenti.it and@associazionedocenti.it Didattica digitale Le nuove tecnologie nella didattica Presentazione del Percorso Formativo Il percorso formativo intende garantire ai Docenti il raggiungimento

Dettagli

ATTIVITÁ MODULARI PER ADULTI

ATTIVITÁ MODULARI PER ADULTI ATTIVITÁ MODULARI PER ADULTI Il Centro Territoriale Permanente (CTP) per la formazione e l istruzione in età adulta, operativo presso il nostro istituto si pone i seguenti obiettivi: affronta il tema della

Dettagli

I CARE Imparare Comunicare Agire in una Rete Educativa Piano Nazionale di formazione e ricerca

I CARE Imparare Comunicare Agire in una Rete Educativa Piano Nazionale di formazione e ricerca I CARE Imparare Comunicare Agire in una Rete Educativa Piano Nazionale di formazione e ricerca ANALISI ESPERIENZE PREGRESSE (da compilare on line entro il 30 marzo 2008) I CARE Imparare Comunicare Agire

Dettagli

Giuseppe Riva L come libro, T come tablet. Come si studia meglio? Il Mulino Anno LXIII, Numero 475, Pagine 790-794 http://www.rivistailmulino.

Giuseppe Riva L come libro, T come tablet. Come si studia meglio? Il Mulino Anno LXIII, Numero 475, Pagine 790-794 http://www.rivistailmulino. Giuseppe Riva L come libro, T come tablet. Come si studia meglio? Il Mulino Anno LXIII, Numero 475, Pagine 790-794 http://www.rivistailmulino.it/ L approvazione della legge n. 128/2013 consente da quest

Dettagli

CORSO ECM. Ausili informatici e tecnologie per la comunicazione e l apprendimento: dal bisogno all intervento. Sede corso: Viale Angelico 20/22- ROMA

CORSO ECM. Ausili informatici e tecnologie per la comunicazione e l apprendimento: dal bisogno all intervento. Sede corso: Viale Angelico 20/22- ROMA ISTITUTO «LEONARDA VACCARI» PER LA RIEDUCAZIONE DEI FANCIULLI MINORATI PSICO - FISICI CORSO ECM Ausili informatici e tecnologie per la comunicazione e l apprendimento: dal bisogno all intervento Sede corso:

Dettagli

Gli strumenti per una didattica inclusiva

Gli strumenti per una didattica inclusiva STRUMENTI PER UNA DIDATTICA INCLUSIVA Ottilia Gottardi CTI Monza Est Gli strumenti per una didattica inclusiva Ottilia Gottardi CTI Monza Est PRINCIPI della PEDAGOGIA INCLUSIVA Tutti possono imparare;

Dettagli

DIDATEC Corso base e corso avanzato

DIDATEC Corso base e corso avanzato PROGETTI DI FORMAZIONE PER DOCENTI 2012/2013 DIDATEC Corso base e corso avanzato PER I TUTTI DOCENTI I DOCENTI DI ITALIANO Fotografia di Giuseppe Moscato Scuola primaria e secondaria di primo grado e biennio

Dettagli

POF 2013-2014 - COMPETENZE

POF 2013-2014 - COMPETENZE POF 2013-2014 - COMPETENZE Seguendo le indicazioni della normativa, La Scuola anche per il SECONDO BIENNIO riconosce l importanza dei quattro assi culturali sulla base dei quali gestire la formulazione

Dettagli

Dai Bisogni Educativi Speciali alle Esigenze Educative Speciali. Strumenti informatici a supporto di una didattica inclusiva

Dai Bisogni Educativi Speciali alle Esigenze Educative Speciali. Strumenti informatici a supporto di una didattica inclusiva Dai Bisogni Educativi Speciali alle Esigenze Educative Speciali Strumenti informatici a supporto di una didattica inclusiva 1 Indice dei materiali Quadro normativo di riferimento Didattica tradizionale

Dettagli

ABILITA : UTILIZZARE CONOSCENZE DI DEAF STUDIES NELLA PROGETTAZIONE DIDATTICA

ABILITA : UTILIZZARE CONOSCENZE DI DEAF STUDIES NELLA PROGETTAZIONE DIDATTICA Obiettivi: CORSO DOCENTE LIS II EDIZIONE A:S: 2015/2016 Programma e Contenuti Il corso per Docente di LIS si articola in un percorso didattico finalizzato alla formazione di personale qualificato. L obiettivo

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ANNUALE PER L INSEGNAMENTO DELLA LINGUA E CIVILTA INGLESE - I BIENNIO ANNO SCOLASTICO 2013/2014

PROGRAMMAZIONE ANNUALE PER L INSEGNAMENTO DELLA LINGUA E CIVILTA INGLESE - I BIENNIO ANNO SCOLASTICO 2013/2014 PROGRAMMAZIONE ANNUALE PER L INSEGNAMENTO DELLA LINGUA E CIVILTA INGLESE - I BIENNIO ANNO SCOLASTICO 2013/2014 L insegnamento di lingue straniere nel biennio si propone di promuovere lo sviluppo graduale

Dettagli

Progetto Educativo d Istituto

Progetto Educativo d Istituto LICEO SCIENTIFICO Paritario LICEO delle SCIENZE UMANE OPZIONE ECONOMICO-SOCIALE Paritario ISAAC NEWTON Progetto Educativo d Istituto P.E.I. A.S. 2014/2015 0 INDICE 1. Introduzione. pag. 2 2. Finalità e

Dettagli

Sede: Misano di Gera d Adda. Ordine di scuola: Scuola Primaria. Titolo del progetto: Informatica Scuola Primaria

Sede: Misano di Gera d Adda. Ordine di scuola: Scuola Primaria. Titolo del progetto: Informatica Scuola Primaria Sede: Misano di Gera d Adda Ordine di scuola: Scuola Primaria Titolo del progetto: Informatica Scuola Primaria Docente responsabile: Simona Pontoglio Destinatari: tutti gli alunni della scuola Docenti

Dettagli

Standard minimi formativi nazionali delle competenze di base del terzo e quarto anno della Istruzione e Formazione Professionale

Standard minimi formativi nazionali delle competenze di base del terzo e quarto anno della Istruzione e Formazione Professionale Allegato 4 Standard minimi formativi nazionali delle competenze di base del terzo e quarto anno della Istruzione e Formazione Professionale L articolo 18, comma 2 del D.lgs. n. 226/2005 prevede, quale

Dettagli

L attività progettuale, è rivolta ai docenti come azione formativa e agli alunni con attività differenziate per segmenti scolastici.

L attività progettuale, è rivolta ai docenti come azione formativa e agli alunni con attività differenziate per segmenti scolastici. Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Alessandro Faedo Via Fante d Italia, 31-36072 - CHIAMPO (VI) Tel. 0444/475810 Fax 0444/475825 email viic87800x@istruzione.it

Dettagli

METODOLOGIA Scuola dell infanzia La progettazione, l organizzazione e la valorizzazione degli spazi e dei materiali

METODOLOGIA Scuola dell infanzia La progettazione, l organizzazione e la valorizzazione degli spazi e dei materiali METODOLOGIA Scuola dell infanzia La scuola dell infanzia è un luogo ricco di esperienze, scoperte, rapporti, che segnano profondamente la vita di tutti coloro che ogni giorno vi sono coinvolti, infatti

Dettagli

E-learning. Vantaggi e svantaggi. DOL79 Laura Antichi

E-learning. Vantaggi e svantaggi. DOL79 Laura Antichi E-learning Vantaggi e svantaggi vantaggi Abbattimento delle barriere spazio-temporali Formazione disponibile sempre (posso connettermi quando voglio e tutte le volte che voglio) e a bassi costi di accesso

Dettagli

PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA PER GLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI ANNO SCOLASTICO 2014/2015

PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA PER GLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI ANNO SCOLASTICO 2014/2015 PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA PER GLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI ANNO SCOLASTICO 2014/2015 La programmazione educativa, redatta dal Presidente del Gruppo H e stilata dalla Docente F/S per le attività a sostegno

Dettagli

IL PROGETTO E-LEARNING. della Ragioneria Generale dello Stato

IL PROGETTO E-LEARNING. della Ragioneria Generale dello Stato IL PROGETTO E-LEARNING della Ragioneria Generale dello Stato Il Contesto Nel corso degli ultimi anni, al fine di migliorare qualitativamente i servizi resi dalla P.A. e di renderla vicina alle esigenze

Dettagli

Dalla classe alla rete, l esperienza come tutor di un gruppo di insegnanti

Dalla classe alla rete, l esperienza come tutor di un gruppo di insegnanti Dalla classe alla rete, l esperienza come tutor di un gruppo di insegnanti Morena Terraschi Lynx Srl via Ostiense 60/D 00154 Roma morena@altrascuola.it http://corsi.altrascuola.it Corsi Altrascuola è la

Dettagli

PROGETTO SCUOLE DELL INFANZIA A.S. 2012-2013

PROGETTO SCUOLE DELL INFANZIA A.S. 2012-2013 ISTITUTO COMPRENSIVO SASSUOLO 2 NORD PROGETTO SCUOLE DELL INFANZIA San Carlo Borromeo e H. C. Andersen A.S. 2012-2013 (Laboratorio di logico-matematica) Siamo nati per contare, abbiamo dei circuiti incorporati

Dettagli

Programma Formativo HSH@Teacher

Programma Formativo HSH@Teacher Direzione Generale per i Sistemi Informativi Ufficio V Innovazione Tecnologica nella Scuola Allegato 1 Progetto HSH@Network Programma Formativo HSH@Teacher Il percorso formativo HSH@Teacher...2 Scopo del

Dettagli

PROGETTAZIONE DIDATTICA CLASSI PRIME ANNO SCOLASTICO 2012-2013 SCIENZE. Traguardi per lo sviluppo delle competenze OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

PROGETTAZIONE DIDATTICA CLASSI PRIME ANNO SCOLASTICO 2012-2013 SCIENZE. Traguardi per lo sviluppo delle competenze OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO PROGETTAZIONE DIDATTICA CLASSI PRIME ANNO SCOLASTICO 2012-2013 SCIENZE L insegnamento delle scienze dovrebbe essere caratterizzato dall utilizzo e dall acquisizione delle metodologie euristiche, che alimentano

Dettagli

Scuola dell Infanzia PAOLA DI ROSA Scuola Primaria SAN GIUSEPPE

Scuola dell Infanzia PAOLA DI ROSA Scuola Primaria SAN GIUSEPPE Scuola dell Infanzia PAOLA DI ROSA Scuola Primaria SAN GIUSEPPE Scuola dell Infanzia Paola di Rosa Scuola Primaria San Giuseppe La vera educazione è apertura alla realtà nella sua ricchezza la scuola è

Dettagli

QUESTIONARIO RILEVAZIONE RAPPORTO DOCENTE DIGITALE

QUESTIONARIO RILEVAZIONE RAPPORTO DOCENTE DIGITALE QUESTIONARIO RILEVAZIONE RAPPORTO DOCENTE DIGITALE Caro collega, grazie per la tua disponibilità. Compilando questo questionario, che richiederà solo 5 10 minuti, ci aiuterai a calibrare meglio la scelta

Dettagli

in rapporto con le competenze chiave di cittadinanza

in rapporto con le competenze chiave di cittadinanza in rapporto con le competenze chiave di cittadinanza 1 Componenti dell Asse dei linguaggi Padronanza della lingua italiana come ricezione e produzione, orale e scritta Conoscenza di almeno una lingua straniera

Dettagli

PROGETTO MULTIMEDIALITA LE NUOVE TECNOLOGIE APPLICATE ALLA DIDATTICA

PROGETTO MULTIMEDIALITA LE NUOVE TECNOLOGIE APPLICATE ALLA DIDATTICA Scuola primaria di Ponchiera Istituto Comprensivo Paesi Retici Sondrio PREMESSA : CORPO - CUORE contemporanea MENTE PROGETTO MULTIMEDIALITA LE NUOVE TECNOLOGIE APPLICATE ALLA DIDATTICA Lo sviluppo delle

Dettagli

Testi sull uso delle tecnologie digitali a scuola disponibili nella Biblioteca Regionale di Aosta

Testi sull uso delle tecnologie digitali a scuola disponibili nella Biblioteca Regionale di Aosta Testi sull uso delle tecnologie digitali a scuola disponibili nella Biblioteca Regionale di Aosta Scheda a cura di Tiziana Ferrini Tirocinante presso L Università della Valle d Aosta 1) Codonesu, F. L.

Dettagli

SCEGLI CON IL CUORE. GRAFICA E COMUNICAZIONE VISIVA corso triennale post diploma

SCEGLI CON IL CUORE. GRAFICA E COMUNICAZIONE VISIVA corso triennale post diploma SCEGLI CON IL CUORE pag. 2 Il corso, di durata triennale, permette di conseguire un alta formazione nel campo del design della comunicazione visiva. Il percorso formativo è strutturato in modo da trasmettere

Dettagli

ISTITUTO D'ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE

ISTITUTO D'ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE Corso Serale I.G.E.A. LA FORMAZIONE TRA SCUOLA ED AZIENDA ANNO SCOLASTICO 2010 2011 DIRIGENTE SCOLASTICO : Dott.ssa ADDOLORATA BRAMATO RESPONSABILE DEL PROGETTO :Prof.ssa LOREDANA CAROPPO REFERENTE SCUOLA

Dettagli

PROGRAMMAZIONE D ISTITUTO ARTE E IMMAGINE ANNO 2013/2014

PROGRAMMAZIONE D ISTITUTO ARTE E IMMAGINE ANNO 2013/2014 SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO ALESSANDRO ANTONELLI TORINO PROGRAMMAZIONE D ISTITUTO ARTE E IMMAGINE ANNO 2013/2014 Tenendo conto dei programmi ministeriali, delle indicazioni metodologiche, degli obiettivi

Dettagli

DIPARTIMENTO DI INFORMATICA

DIPARTIMENTO DI INFORMATICA DIPARTIMENTO DI INFORMATICA DIPLOMA DI PERITO INDUSTRIALE IN INFORMATICA la scelta ideale per mettere a frutto la propria passione per i computer e la programmazione, aprendosi le porte per una carriera

Dettagli

CHE COSA E. dei contenuti attraverso video - lezioni, strumenti. dei contenuti. La classe diventa «comunità pratica».

CHE COSA E. dei contenuti attraverso video - lezioni, strumenti. dei contenuti. La classe diventa «comunità pratica». FLIP TEACHING CHE COSA E E una metodologia di apprendimento che capovolge (to flip) il sistema di apprendimento tradizionale fatto di lezioni frontali, studio individuale a casa e interrogazioni in classe,

Dettagli

Gli studenti sono immersi nelle tecnologie ma sono carenti nel loro utilizzo dal punta di vista metodologico. Tocca agli insegnanti avviare un

Gli studenti sono immersi nelle tecnologie ma sono carenti nel loro utilizzo dal punta di vista metodologico. Tocca agli insegnanti avviare un AULA 2.0 La sperimentazione aula 2.0, basata sulla didattica in rete o e_learning o FAD di III generazione, implica inevitabilmente la trasformazione della didattica che passa da una tipologia comunicativa

Dettagli