CENTRO STUDI DI DISTRETTO - RAPPORTO La differenza... si beve si vede si legge RAPPORTO 2OO9 DOCG: LA FORZA DEL DISTRETTO PER GESTIRE IL FUTURO

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1 CENTRO STUDI DI DISTRETTO - RAPPORTO 2009 Distretto del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Centro Studi di Distretto La differenza... si beve si vede si legge RAPPORTO 2OO9 DOCG: LA FORZA DEL DISTRETTO PER GESTIRE IL FUTURO

2 TESTO CAPITOLO 2

3 Distretto del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Centro Studi di Distretto RAPPORTO 2OO9 DOCG: LA FORZA DEL DISTRETTO PER GESTIRE IL FUTURO In collaborazione con Iniziativa finanziata dal Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto Organismo responsabile dell informazione: Consorzio Tutela Prosecco Conegliano Valdobbiadene - Autorità di gestione: Regione del Veneto - Direzione Piani e Programmi del Settore Primario

4 Analisi ed elaborazione dei dati: C. I. R. V. E. Centro interdipartimentale per la ricerca in Viticoltura ed Enologia Facoltà di Agraria, sede di Conegliano Università di Padova, via XXVIII Aprile, Conegliano Tel Fax

5 INDICE Prefazioni Vendemiano Sartor 07 Assessore all Economia e Politiche Istituzionali Regione Veneto Federico Tessari 10 Presidente CCIAA Treviso Franco Adami 13 Presidente Consorzio per la Tutela del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Introduzione Giancarlo Vettorello 17 Rappresentante del Distretto Prosecco di Conegliano Valdobbiadene La realtà distrettuale delle imprese di Conegliano Valdobbiadene 21 Vasco Boatto, Maurizio Balestrieri, Luigino Barisan Il mercato della Denominazione Conegliano Valdobbiadene 29 Vasco Boatto, Maurizio Balestrieri, Luigino Barisan Il mercato del Superiore di Cartizze 103 Vasco Boatto, Maurizio Balestrieri, Luigino Barisan Le variabili del Marketing Mix del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene alla vigilia dei nuovi scenari Giancarlo Gramatica - Commercial Planning & Control Director - IRI Il vino Prosecco nella distribuzione moderna italiana 119 Luigi Galletto - Professore di Gestione e Marketing dell Impresa Vitivinicola Conclusioni 135 Vasco Boatto - Direttore del C.I.R.V.E. Contributi Strategie di mercato e relazioni tra imprese: il caso del Distretto di Conegliano Valdobbiadene 139 Mario Volpe - Professore di Politica Economica, Università Ca Foscari di Venezia Dimensioni e dinamiche del turismo del vino in provincia di Treviso. Focus sul distretto del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene 153 Sabrina Meneghello, Maria Carla Furlan e Mara Manente

6 TESTO CAPITOLO 6

7 CENTRO STUDI DI DISTRETTO - RAPPORTO 2009 Prefazioni REGIONE DEL VENETO Direzione Sviluppo Economico, Ricerca ed Innovazione Ufficio Distretti Anche quest anno si ripete un evento al quale partecipo sempre con estremo piacere: la presentazione del Rapporto Annuale del Distretto del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. Durante questo incontro, esperti del settore citano incessantemente numeri, snocciolano dati, comunicano importanti aggiornamenti tecnici, produttivi, operativi. Tutto ciò è utile al fine di comprendere approfonditamente la natura e l evoluzione del Distretto e del Consorzio stesso, ed è positivo che ogni anno si affrontino con solerzia e competenza queste tematiche. Oggi, però, io intendo soffermarmi maggiormente su un concetto spesso abusato e che, a mio parere, nel tempo ha perso molto della sua accezione intrinseca: il concetto di qualità. La qualità può essere intesa come caratteristica (conformità alle specifiche tecniche) o come valore (adeguatezza all uso) ed è un concetto relativo che, come tale, può essere definito in molteplici modi, proprio perché si compone di una parte fortemente oggettiva (gli aspetti tecnici che devono soddisfare le specifiche del cliente), ma anche di una parte assolutamente soggettiva (gli aspetti che devono soddisfare le aspettative e i desideri del cliente). È un rapporto tra una realizzazione e un attesa perché esprime il livello di corrispondenza tra le aspettative del cliente e il prodotto/servizio offerto: più le aspettative e il prodotto/ servizio si sovrappongono, più questi saranno giudicati prodotti/servizi di qualità. Ecco, è proprio in questi termini di convergenza tra le aspettative del consumatore e il realizzato che io terrei a sottolineare la qualità del prodotto Prosecco. Il Prosecco oggigiorno ha assunto un valore emblematico, ricco di assonanze con molteplici altri concetti come la giovinezza, la freschezza, l eleganza ed è proprio per questo che il Distretto di Conegliano Valdobbiadene ha saputo pienamente realizzare le aspettative del mercato. 7

8 PREFAZIONI Tutti gli imprenditori, qualsiasi sia il prodotto da loro creato, hanno una particolare sensibilità e attenzione al concetto di qualità, sviluppandolo, inseguendolo e facendone continue migliorie. I viticoltori che oggi vedo qui riuniti si contraddistinguono proprio per l alta qualità del prodotto Prosecco che risponde alla domanda del mercato sia in termini tecnici sia in termini, come già detto, di realizzazione di un desiderio. Tutto ciò ha trovato un riconoscimento importante: dal 1 agosto 2009 l area di Conegliano e Valdobbiadene si fregia della Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG). L area, già DOC dal 1969, conquista il vertice della piramide qualitativa del prodotto vinicolo e diventa, così, motivo di orgoglio e di giusta fierezza del lavoro fin qui svolto. È un traguardo raggiunto al termine di un lungo cammino compiuto dal Distretto in questi anni, la cui base fondamentale è stata l imparare a costruire solide basi di fiducia reciproca e vivere il Distretto come luogo di confronto e di scambio di esperienze. La condivisione delle esperienze e il confronto reciproco tra le aziende è il segreto del successo, attuale e futuro, del territorio distrettuale. Il Distretto, in tale prospettiva e per definizione, è il luogo che permette di trasferire le conoscenze e le esperienze. Gli imprenditori, dal Distretto, ricevono carica, entusiasmo, forza, conferme nelle scelte. Per questi motivi, il futuro del Distretto, e quello delle imprese che ne fanno parte, è strettamente collegato. La logica attuata dalla Regione Veneto per la valorizzazione del territorio e delle attività che lì avvengono, ne permea le politiche per i sistemi produttivi locali e si estrinseca, oltre all ormai nota L.R. 08/03, nelle normative come la L.R. 09/07 sull innovazione e il POR La Regione del Veneto ha operato una precisa scelta nella individuazione di settori strategici su cui concentrare i propri interventi di sostegno. In particolare, nel settore della ricerca biotecnologica, sono stati investiti oltre 12,3 milioni di Euro, derivanti da risorse economiche proprie e approvate dalle Amministrazioni Centrali nel settore della ricerca delle biotecnologie. Le finalità di questi investimenti vanno ricercati nella possibilità di raggiungere dei risultati che possano essere brevettati e messi dunque a disposizione dell intero tessuto produttivo veneto per la sua evoluzione tecnologica e per la sua conseguente crescita in termini di competitività. 8

9 CENTRO STUDI DI DISTRETTO - RAPPORTO 2009 I progetti finanziati nella linea Azione Biotech, formulati dal Consiglio Nazionale delle Ricerche - Area di Ricerca di Padova, stanno ora raggiungendo i primi risultati. In particolare, vorrei qui evidenziare il successo del progetto Approcci biotecnologici per il miglioramento degli aspetti qualitativi e salutistici del vino prosecco D.O.C., finanziato con le risorse di cui alla Legge Regionale 25 febbraio 2005, n. 9 (legge finanziaria regionale per l esercizio 2005) per un importo complessivo di euro ,13. L attività di ricerca è iniziata nel corso di Azione Biotech I 1 e la conclusione ha portato alla innovativa scoperta di un ceppo di lievito ecotipico isolato nella zona di Conegliano Valdobbiadene e particolarmente interessante per le proprietà tecnologiche e le caratteristiche qualitative per la vinificazione del Prosecco D.O.C. Ciò ben si colloca all interno delle politiche di sviluppo territoriale regionale formalizzate con il Distretto del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, che attualmente conta 160 imprese e mille addetti e che si ritiene possa trovare giovamento da questa innovazione. La Regione del Veneto, proprio per le importanti ricadute che il ritrovato avrà sull intero territorio veneto e per le aziende produttrici di prosecco D.O.C. sta procedendo al deposito del brevetto. Tutto ciò premesso, l area su cui lavorare ancora è, a mio avviso, lo sviluppo di progetti in ambito di ricerca e innovazione (ben incoraggianti sono i risultati, appena citati, del progetto di sviluppo di un nuovo ceppo di lievito), incrementando la predisposizione di un parco progetti senza tempo che consenta, per un verso, di attingere risorse anche da norme diverse dalla L.R. 8/03 (ad esempio il POR e la L.R. 9/07), per altro verso, di sviluppare con garanzie di continuità il territorio. Vendemiano Sartor Assessore all Economia e Politiche Istituzionali Regione Veneto 1 - Biotech I - linea di finanziamento ex Delibera Cipe 17/03 per ,00 9

10 PREFAZIONI È un momento straordinario per il Prosecco e per l intera filiera. Il riconoscimento della DOCG Conegliano Valdobbiadene apre inedite opportunità di business agli operatori economici mentre è ormai chiaro che, sui mercati del mondo, il Prosecco è sempre più l alternativa gustosa e low cost del più importante vino francese. Anzi l ha superato per volumi di vendita ed anche per la qualità non gli è certo secondo. Ma non cantiamo vittoria troppo presto. La battaglia più importante inizia adesso perchè dobbiamo avere la capacità di consolidare questo primato dimostrando di essere all altezza dei traguardi raggiunti. Ecco perché è indispensabile il ruolo della ricerca scientifica per la spumantistica di qualità, lungo tutte le fasi della filiera, dal vigneto alla tavola del consumatori. In questo percorso di eccellenza si colloca il Rapporto Annuale, realizzato dal Centro Studi del Distretto del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene. È uno strumento operativo perché i dati raccolti sono essenziali per definire una strategia di marketing territoriale che individui, presso tutti i consumatori nel mondo, la denominazione Prosecco e la sua storica area di produzione. Questa azione permetterà di ottenere una ricaduta positiva in tutta la provincia, a partire dai 15 comuni riconosciuti nel distretto, anche per il settore turistico e per quello delle altre produzioni, ad iniziare da quelle enogastronomiche, e per la tutela dell ambiente. 10

11 CENTRO STUDI DI DISTRETTO - RAPPORTO 2009 Saper bene produrre è il primo passo. Ma saper comunicare questa eccellenza nel mondo intero è altrettanto importante e decisivo per lo sviluppo equilibrato e duraturo del territorio trevigiano e del Veneto. La vera sfida dunque, inizia da questa consapevolezza che deve essere accolta come un opportunità unica. La Camera di Commercio dopo avere sostenuto l istituzione del marchio di qualità DOCG Conegliano Valdobbiadene, ha già iniziato il percorso per creare il Consorzio di Tutela doc Prosecco che avrà lo scopo appunto di tutelare,valorizzare e curare gli interessi della nuova denominazione anche operando la vigilanza per l intera denominazione. Un altro importante traguardo per rinsaldare il profondo legame tra l agroalimentare trevigiano, il territorio e una realtà produttiva fatta di grandi numeri e con un forte peso sul mercato italiano ed internazionale. Federico Tessari Presidente CCIAA di Treviso 11

12 TESTO CAPITOLO 12

13 PREFAZIONI CENTRO STUDI DI DISTRETTO - RAPPORTO 2009 È passato un anno dall ultima presentazione del Rapporto del Centro Studi e, nel mio intervento, evidenziavo l esigenza di proteggere il patrimonio prosecco creando regole precise. Oggi la mia maggiore soddisfazione è aprire questa pagina di saluto partendo dal raggiungimento della DOCG per l area di Conegliano Valdobbiadene e dalla notizia dell istituzione della doc Prosecco, necessaria per bonificare un mondo, fino a ieri, privo di regole precise. Con la vendemmia 2009 ha inizio, quindi, un nuovo e importante capitolo della storia del nostro vino, divenuto un caso di successo a livello internazionale. Con l introduzione della Docg Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore si disegna un nuovo futuro per la nostra storia e la nostra area viene riconosciuta terra di elezione per la produzione del prosecco. Qui, infatti, nel 1876, con la nascita della Scuola Enologica, prende il via ufficialmente la storia di questa uva. Grazie agli studi condotti proprio in questa sede da illustri scienziati, venne inventato e codificato il metodo che oggi possiamo chiamare Conegliano Valdobbiadene. Esso introduce un nuovo modo di intendere lo spumante, interpretando al meglio la vocazione del territorio. Tale metodo di spumantizzazione, infatti, crea un nuovo approccio al mondo delle bollicine, nella produzione e nel consumo, perché non si rifà alle due scuole fino ad allora presenti in Italia. Il metodo Conegliano Valdobbiadene non imita, infatti, né il metodo classico, che vede come capofila lo Champagne, né quello utilizzato per gli spumanti dolci aromatici. Il metodo Conegliano Valdobbiadene è studiato per interpretare al meglio la vocazione di un vitigno in cui hanno per la prima volta creduto proprio i produttori di queste colline. Se esso è divenuto un caso di successo internazionale è, quindi, grazie agli uomini di Conegliano Valdobbiadene, che hanno saputo valorizzare una vocazione naturale, attraverso ricerca e sviluppo continuo. È ora di pensare anche ad una specifica legislazione per gli spumanti fruttati, o meglio per il solo Prosecco, non sufficientemente valorizzato nella sua peculiarità produttiva dalla legislazione attuale. 13

14 PREFAZIONI Il successo è stato costantemente crescente negli ultimi anni, come dimostra il trend riportato nel rapporto, che evidenzia l incremento del 45% della produzione dal 2003 al Come tutti i prodotti di successo, però, l ascesa ha portato alla nascita delle speculazione da parte di chi vedeva nel nome Prosecco un facile guadagno e non il prodotto della cultura di un territorio. Così, negli ultimi 10 anni, le imitazioni sono divenute sempre più aggressive. Sul mercato iniziavano ad affacciarsi anche i prosecco provenienti dal Nuovo Mondo o da paesi dove la cultura del nostro vino non c è mai stata. Perciò i produttori, attraverso il Consorzio di Tutela, hanno sentito l esigenza di proteggere questo patrimonio dalle speculazioni, perché esse danneggiavano l immagine del prosecco creando confusione nel mercato e mettendo a repentaglio anche il duro lavoro fatto negli anni. Grazie all ottenimento della Docg Conegliano Valdobbiadene e alla creazione della doc Prosecco, oggi questo vino straordinario gode della giusta protezione e i produttori dell area storica, quella Superiore, hanno il riconoscimento del proprio lavoro. Con la Docg il prodotto di Conegliano Valdobbiadene si colloca oggi in modo inequivocabile al vertice della piramide qualitativa. Anche la parola Superiore, che potrà accompagnare il nome di territorio a fianco a Prosecco, denota storicità e qualità. Per noi, tuttavia, l ottenimento della Docg non è un punto di arrivo ma una nuova partenza e oggi c è la necessità di comunicare una identità rafforzata. Un nome difficile Conegliano e Valdobbiadene, ma dobbiamo comunque valorizzare il territorio di produzione come irripetibile, inimitabile con le sue colline difficili da lavorare, con costi proibitivi per la viticoltura. Valorizzare vuol dire far conoscere ed apprezzare la particolare predisposizione di Conegliano e Valdobbiadene a dare origine a dei cru provenienti dalle differenti colline nell area.il nome Rive, acronimo di vigneto in collina per la nostra gente, accompagnato da un comune o frazione, darà origine alla migliore conoscenza del potenziale di un area vocata alla viticoltura. 14

15 CENTRO STUDI DI DISTRETTO - RAPPORTO 2009 Con l istituzione delle Rive, tipologia che le aziende potranno produrre facoltativamente, si valorizzeranno i vigneti più difficili per mettere in luce le mille differenze che ogni comune esprime. Si tratta dei vigneti più belli del territorio ma anche i più difficili da coltivare e, per questo, vanno tutelati. La Docg è quindi una straordinaria opportunità per affermare e valorizzare la nostra identità. E, per andare incontro al mercato in un momento di difficoltà, volutamente non abbiamo cambiato le regole di produzione, elemento che permetterà di mantenere i prezzi invariati. Abbiamo invece cercato di aiutare il consumatore a riconoscere il Superiore attraverso tre semplici strumenti: il nome del territorio di Conegliano Valdobbiadene, la fascetta di Stato, il logo della Denominazione. La Docg garantirà anche il consumatore che avrà certezze sulla provenienza e tracciabilità del vino e assicurerà ai produttori l inattaccabilità del loro valore aggiunto. Le bottiglie numerate impediscono infatti qualsiasi speculazione ed imitazione. Se si è raggiunto questo risultato è anche grazie al Distretto, che ha creato una coscienza collettiva e resa possibile la definizione di una strategia precisa. Un grazie va, quindi, a tutti i produttori che, dopo un anno e mezzo di accese discussioni, hanno saputo trovare un unità di intenti attorno alla denominazione. Un grazie va anche alle istituzioni che hanno appoggiato questo progetto e che, in gran parte, sono le stesse che hanno seguito il Distretto. Fra esse ricordiamo anzitutto la Camera di Commercio di Treviso e la Regione Veneto. Franco Adami Presidente del Consorzio per la Tutela del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene 15

16 TESTO CAPITOLO 16

17 CENTRO STUDI DI DISTRETTO - RAPPORTO 2009 Introduzione Giancarlo Vettorello Rappresentante del Distretto di Conegliano Valdobbiadene Nell edizione 2008 avevamo aperto il rapporto del Centro Studi con un primo bilancio, quest anno, visti i cambiamenti che si sono realizzati, una valutazione di quanto fatto fino ad oggi si impone. Al momento dell avvio del progetto Centro Studi, avevamo uno scopo principale: conoscere meglio la denominazione e le interazioni interne al distretto e, quindi, tra il mondo vinicolo e le altre realtà produttive del territorio. A molti all inizio è sembrato un obbiettivo troppo ambizioso, per noi era lo strumento per rispondere ad un esigenza che sentivamo sempre più forte: analizzare meglio la nostra realtà per gestire il nostro successo. Negli anni la struttura del Centro Studi non solo è cresciuta, convincendo anche i più scettici, ma ha portato anche a risultati più importanti di quanto ci saremmo aspettati. Ciò è stato possibile grazie all unione di due componenti complementari: la concretezza del gruppo di lavoro, formato da una rappresentanza del mondo produttivo e delle Istituzioni, che hanno dato in fase iniziale le linee guida della ricerca, dall altro la capacità di analisi dell Università degli Studi di Padova, referente scientifico dello studio, che ha saputo impostare fin da subito la ricerca su basi scientifiche in grado di evolversi con il mutare delle esigenze di analisi. Grazie alla migliore conoscenza di noi stessi è emersa una strategia più mirata, oggi necessaria per gestire il futuro, alla luce dei molti cambiamenti che hanno riguardato il nostro territorio. In questi sei anni il Centro Studi ha monitorato, infatti, una crescita notevole della denominazione, che è stata di oltre il 40%. Un successo che ha evidenziato quanto fosse opportuno un monitoraggio puntuale per amministrare il patrimonio della denominazione Conegliano Valdobbiadene. 17

18 INTRODUZIONE Studi ed analisi sono stati elementi essenziali per intraprendere la strada della DOCG, Denominazione di Origine Controllata e Garantita. E se, nel 2008, avevamo manifestato la nostra volontà di raggiungere questo obbiettivo oggi, mentre vi scriviamo, il risultato è stato ottenuto e la nostra denominazione, Conegliano Valdobbiadene, è una delle 42 DOCG italiane. Vista la portata del cambiamento in atto, l ottenimento della Garantita rappresenta un punto di partenza, al quale anche nei prossimi anni il Centro Studi fornirà i dati su cui costruire la strategia più idonea per affermare sul mercato il valore differenziale del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, vertice della piramide qualitativa del mondo prosecco. Comunicare l unicità del nostro prodotto sarà, per il futuro, il vero obiettivo. Il rapporto 2009 è quindi particolarmente interessante, perché chiude un sessennio di analisi doc/igt e ci proietta, attraverso l analisi storica, in quelle che saranno le problematiche della gestione della Docg. Certamente il lavoro dell Università, ed in particolare del Cirve, Centro Interdipartimentale delle Ricerche Viticole ed Enologiche, è stato essenziale, con le sue diverse competenze, per analizzare l evoluzione produttiva, di mercato e di strategia del Distretto. L analisi ha messo in luce il crescente successo della denominazione, dovuto certamente al dinamismo delle aziende ed ad un fattore competitivo essenziale, rappresentato dalla rete di servizi e competenze che offre l intero distretto. Del resto, la cultura vitivinicola è per il Distretto un tratto distintivo storico, cha ha avuto inizio nel 1876 con la nascita della Scuola Enologica, si è sviluppato nel 1923 con la fondazione della Stazione Sperimentale di Viticoltura nazionale, fino a raggiungere, negli ultimi anni, l attuale conformazione di Campus di studi e ricerche con l avvio del corso di laurea in viticoltura ed enologia dell Università di Padova. Una cultura di ricerca, sperimentazione e formazione che ha consentito di sostenere ed affrontare una costante e graduale evoluzione della produzione in grado di valorizzare al meglio le potenzialità di un ambiente collinare di grande vocazione e tradizione. Oggi è grazie a questo patrimonio che 18

19 CENTRO STUDI DI DISTRETTO - RAPPORTO 2009 abbiamo potuto affrontare in una stagione economica difficile un così grande cambiamento strutturale del mondo Prosecco. Il lavoro del Centro Studi quest anno sarà orientato proprio a presentare la complessità del nostro Distretto e i suoi elementi differenziali. Oltre all illustrazione dello studio annuale, dedicato ai numeri, alle tendenze ed alle evoluzioni della denominazione, interessanti sono gli approfondimenti. Anzitutto quello del professore Mario Volpe sull analisi delle caratteristiche del Distretto e della sua capacità competitiva sviluppata in questi anni, essenziale per l ottenimento della DOCG. Utile è anche il contributo della professoressa Mara Manente che mette in luce l importanza della valorizzazione della denominazione attraverso il turismo, aspetto nel quale le aziende stesse si stanno impegnando, con il riutilizzo e la conservazione delle strutture di campagna in chiave di accoglienza. La visita al territorio sarà, quindi, sempre più un elemento strategico per comunicare la DOCG. L area di Conegliano Valdobbiadene, infatti, presenta elementi paesaggistici di pregio e risorse artistiche che meritano di essere conosciute. A dimostrazione di questo è anche la candidatura a Patrimonio Unesco, recentemente richiesta dal territorio, che vede capofila il Consorzio di Tutela. La vocazione al turismo, d altro canto, è un altro degli aspetti caratteristici dell area codificata nel 1966 con la nascita della prima Strada del Vino d Italia, la Strada del Vino Bianco, fortemente voluta dagli attori del territorio. Ed è interessante notare, a questo proposito, come i promotori della Strada, primi fra tutti il Mazzotti e lo Schiratti, non fossero produttori di vino ma comunque a esso legati, a dimostrazione della forte relazione tra la comunità e il suo prodotto simbolo. D altro canto, se oggi parliamo di Distretto è grazie al lavoro di tutti gli attori del territorio, soggetti pubblici e privati, con diverse competenze, che hanno consentito il raggiungimento del traguardo. Fra i soggetti coinvolti ricordiamo le Istituzioni, prime fra tutte Camera di Commercio di Treviso, la Provincia, le Amministrazioni territoriali, gli Enti di formazione e ricerca e, ovviamente, le aziende della filiera produttiva. 19

20 TESTO CAPITOLO 20

21 CENTRO STUDI DI DISTRETTO - RAPPORTO 2009 La realtà distrettuale delle imprese di Conegliano Valdobbiadene Vasco Boatto, Maurizio Balestrieri, Luigino Barisan* 1. INTRODUZIONE Il Distretto 1 nel corso degli ultimi anni ha visto il consolidamento della struttura produttiva dell area, trainata dalla favorevole congiuntura economica del vino Prosecco di Conegliano Valdobbiadene. Il successo commerciale ha determinato il rafforzamento, oltre che delle imprese vitivinicole, anche di quelle a monte della produzione viticolo - enologica, da quelle fornitrici di mezzi tecnici, dell impiantistica, delle attrezzature enologiche, dei materiali enologici, etc, a quelle dei servizi e dei laboratori di analisi. Hanno tratto vantaggio dal trend della denominazione anche le attività a valle della produzione come i centri di assistenza fiscale, doganale, etc, e le imprese rivolte alla fornitura di servizi bancari e finanziari e, da ultimo, quelle dedicate alla promozione e comunicazione del vino. In quest ambito, un ruolo determinante hanno avuto l innovazione e l alta qualificazione professionale delle maestranze a tutti i livelli, componenti che si sono potute generare e diffondere grazie alla presenza nel Distretto di importanti strutture nel campo della formazione e della ricerca. * Vasco Boatto, Direttore del Centro Interdipartimentale per la Ricerca in Viticoltura ed Enologia di Conegliano (C.I.R.V.E.) e coordinatore del Progetto di Ricerca, Università di Padova. Maurizio Balestrieri, Dipartimento Territorio e Sistemi Agroforestali, Università di Padova. Luigino Barisan, Assegnista di Ricerca, Università di Padova, Conegliano. 1. Il Distretto del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene si estende nella fascia collinare della Provincia di Treviso toccando 15 comuni e si estende su circa ettari di superficie agricola. La viticoltura in queste zone è molto antica visto che il Prosecco è prodotto da più di due secoli. Dal XIX secolo è attiva a Conegliano la Scuola di Viticoltura ed Enologia e la Stazione Sperimentale per la Viticoltura. Attualmente, il Patto per lo Sviluppo del Distretto Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene conta 120 aziende. 21

22 LA REALTà DISTRETTUALE DELLE imprese di conegliano valdobbiadene Ruoli della formazione e della ricerca Come è noto in Conegliano sono insediati istituti di formazione e ricerca, nel campo viticolo ed enologico, tra i più importanti del nostro Paese, in grado di competere, a livello internazionale, con i più qualificati centri. In particolare, accanto all Istituto Statale di Istruzione Secondaria Superiore G.B. Cerletti, che forma da più di un secolo i quadri intermedi (enotecnici), sono presenti le strutture di didattica e di ricerca dell Università di Padova, del Centro Sperimentale per la Viticoltura e dell Istituto di Controllo Qualità del M.I.P.A.F., oltre al Centro Regionale per la Viticoltura, l Enologia e la Grappa dell azienda speciale Veneto Agricoltura, che hanno permesso di accrescere la capacità competitiva del sistema produttivo distrettuale. Nell ultimo quinquennio è aumentato considerevolmente il numero degli enotecnici annualmente formati presso il G. B. Cerletti, da 32 a 56 (nel periodo ) e si è attestato su livelli sostanzialmente stabili, attorno alle 30 unità, il numero di enologi annualmente formatisi presso il Centro Universitario, e attorno a 10 il numero dei ricercatori. Gran parte dei giovani, secondo recenti indagini condotte da Assoenologi, hanno trovato occupazione nel tessuto produttivo del territorio, dando un apporto significativo nell elevare il livello di competenze delle aziende ed accrescerne la loro capacità competitiva. L apporto di nuova linfa vitale al sistema produttivo, rappresentato dai giovani formatisi nel territorio, con competenze specifiche nel settore viticolo ed enologico, sono visibili in modo tangibile osservando i miglioramenti del paesaggio dei vigneti, nella conduzione delle cantine, nelle proposte di soluzioni produttive che si concretizzano nella ricerca di un giusto rapporto tra soddisfazione del consumatore e mantenimento dell autenticità del prodotto. È, tuttavia, soprattutto sul piano organizzativo - commerciale che la spinta innovativa data 22

23 CENTRO STUDI DI DISTRETTO - RAPPORTO 2009 dai giovani è stata in questi ultimi anni più marcata. Ne ha tratto vantaggio la competitività delle imprese soprattutto verso i nuovi mercati che richiedono elevate conoscenze tecnico - economiche e linguistico - culturali Il ruolo dell innovazione Da una recente ricerca dell Università di Padova su innovazione e creatività nel Distretto di Conegliano Valdobbiadene, condotta su un campione rappresentativo di imprese enologiche, è emerso come il responsabile chiamato a condurre l azienda vitivinicola è, nel 90% dei casi, in possesso di una Licenza media Superiore, e, nel 55% dei casi, anche di una Laurea. Questi dati attestano un elevato livello della qualificazione tecnico - economica e culturale del capitale umano presente sul territorio. Con riferimento alle innovazioni di processo emergono come preminenti gli investimenti nella fase della spumantizzazione, volti ad acquistare e/o migliorare continuamente l impiantistica e le attrezzature per le produzioni di spumante e frizzante. A seguire, nell ordine, si collocano gli investimenti relativi all acquisto di nuovi macchinari per il ricevimento delle uve, imbottigliamento dei vini, così come gli investimenti immobiliari nella costruzione e manutenzione straordinaria di edifici, fino a quelli della rilevazione della qualità della materia prima. Per quanto attiene le innovazioni informatiche si rileva come molte aziende, comprese le più piccole, si avvalgano dell uso sistematico delle nuove tecnologie, con siti internet implementati sia dalle aziende medesime sia da imprese del settore informatico. I siti web, presenti e ben curati, offrono una visibilità che la maggior parte delle aziende vitivinicole sembra almeno in parte saper sfruttare. A questo riguardo, ben l 85% degli intervistati ha nella propria azienda una connessione a banda larga, strumento che si dimostra essere d utilità crescente. 23

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