Rapporto di Ricerca TALENTI E PASSIONI. Le scelte post diploma degli studenti delle classi quinte del Liceo Galilei. Autori:

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1 FACOLTÀ DI SOCIOLOGIA CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN SOCIOLOGIA E RICERCA SOCIALE LICEO SCIENTIFICO GALILEO GALILEI TRENTO Rapporto di Ricerca TALENTI E PASSIONI Le scelte post diploma degli studenti delle classi quinte del Liceo Galilei Autori: Valentina Artoni, Davide Baldo, Carla Camedda, Martino Comelli, Maria Angela Fasciano, Alessandro Ferrini,Marco Merler, Barbara Mattè, Carlotta Pasetto, Carlo Pieropan, Jessica Pigneter, Erica Raimondi, Lidia Saija, Cecilia Zavagno Coordinatori del Progetto Ivano Bison, Franca Bosetti, Letizia Caporusso, Michele Facci, Aldo Gabbi, Loris Vergolin

2 Introduzione In questo rapporto studiamo i fattori comuni che intervengono nella decisione di proseguire o meno gli studi dopo il conseguimento del diploma. L orientamento alla scelta è stato inquadrato all interno della prospettiva della razionalità limitata (Herbert Simon 1982, 1992). Con ciò si assume che le scelte vengano compiute in situazioni di informazione scarsa, contrastando così l idea che esse possano avvenire in una condizione di razionalità assoluta. Non è semplice prendere decisioni razionali a causa di alcuni fattori o limiti, ad esempio la complessità dei problemi, la disponibilità di informazioni incomplete, la limitata capacità degli individui di elaborare informazioni, il tempo limitato a disposizione dei decisori e le preferenze contrastanti dei decisori riguardo agli obiettivi. Nel caso della scelta post diploma è da sottolineare l importanza che questa decisione ha sul futuro degli studenti, importanza che contribuisce a rendere articolato il problema e a giustificare la posizione della razionalità limitata. Ammesso, dunque, che il processo di decisione avvenga in condizioni di limitata razionalità, non si esclude tuttavia che nello stesso processo si possano, al contempo, individuare degli elementi di consapevolezza e pianificazione. Per analizzare empiricamente il fenomeno è stata presa come popolazione di riferimento la totalità degli studenti delle classi quinte del liceo scientifico Galilei di Trento. Ad essa è stato somministrato un questionario, con l obiettivo specifico di indagare quali siano le strutture che sottendono i processi decisionali nel passaggio dalla scuola superiore all università e comprendere quali possano essere i fattori che principalmente influenzano e condizionano la scelta. Tali fattori riguardano aspetti differenti, ad ognuno dei quali è stato dedicato un capitolo. Nel primo capitolo viene fornito un quadro generale sulle scelte al termine degli studi di scuola superiore per il nostro campione. Lo si è fatto attraverso un analisi descrittiva riguardante la scelta di proseguire o meno gli studi, i motivi

3 che la giustificano, la scelta eventuale di un gruppo di facoltà e i motivi considerati per la decisione. Per approfondire il tema della scelta, non limitandosi a considerarne la dimensione fattuale, ma indagandone anche i meccanismi, si è visto, nel secondo capitolo, come l influenza delle convinzioni dell individuo in merito ai diversi percorsi universitari e lavorativi possano condizionare la scelta del percorso postdiploma. Nel terzo e quarto capitolo si intende, invece, verificare le influenze della dimensione più prettamente individuale, declinata in una dimensione psicoattitudinale e una dimensione rispetto alle aspirazioni sul futuro. In particolare nel terzo capitolo si esaminano da una parte i profili di adattamento e autostima dei singoli individui dall altra le priorità valoriali degli stessi con l obiettivo di cogliere se e come si riflettano sulla decisione orientativa in questione. Mentre nel quarto si cerca di vedere se ci sono differenze tra le ideali proiezioni future e le aspettative reali dei ragazzi e quanto queste aspettative pesino sulla scelta. Nel quinto e sesto capitolo si approfondisce l aspetto relazionale relativo al gruppo dei pari e alla famiglia, considerando l ascendente che possono avere sulla decisione degli studenti. Per quanto riguarda il gruppo dei pari si è focalizzata l attenzione da una parte sui legami forti (ad esempio i migliori amici) e dall altra sui legami deboli (ad esempio compagni di classe e amici, intesi in senso generico). Per quanto riguarda la famiglia ci si sofferma sia sulle risorse (capitale culturale, economico, sociale) che essa fornisce sia sulle relazioni che intercorrono tra genitori e figli. Nel settimo capitolo si valuta quanto gli stereotipi di genere e i valori ad essi legati, insiti negli studenti e nelle studentesse, differenziano l orientamento alla scelta universitaria. Nell ottavo ed ultimo capitolo si analizza l influenza: di una carriera scolastica irregolare, di un accumulo di competenze (periodo di lavoro o studio all estero, competenze informatiche e di lingua inglese, partecipazione attività extra scolastiche), di una attività di orientamento mal riuscita, sulla scelta di proseguire o meno gli studi e sulla scelta eventuale della facoltà.

4 Nota metodologica La presente ricerca, condotta dagli studenti iscritti alla laurea specialistica in Sociologia e Ricerca sociale dell Università di Trento, si è posta l obiettivo di studiare i processi decisionali alla base della scelta post-diploma. La popolazione, oggetto di studio, è rappresentata dalle classi quinte del liceo scientifico G.Galilei di Trento, divise in tre indirizzi: scienze sperimentali, P.N.I. e doppia lingua. In una fase preliminare sono state raccolte informazioni di carattere generale sull istituto scolastico (offerta formativa, peculiarità dell istituto stesso ) ed è stata formulata una rassegna della bibliografia esistente sul tema della scelta. Secondo passo è stato quello di costruire lo strumento di rilevazione, un questionario, rifacendoci in parte a questionari già esistenti e collaudati. Le 92 domande del questionario erano principalmente a risposta chiusa e multipla. In particolare alcune domande prevedono modalità di risposta fisse, che fungessero da stimolo, tra le quali l intervistato doveva necessariamente individuare la sua risposta (ad esempio la domanda sul sogno nel cassetto o sul personaggio in cui identificarsi). Il fine che ci stava dietro era delineare il sé del soggetto intervistato. Altre domande volevano cogliere invece il clima sociale di sostegno allo studente, anche in situazioni estreme come il prendere un brutto voto a scuola. Una volta controllata la comprensibilità delle domande, si è eseguita una somministrazione prova ad un campione ridotto con caratteristiche simili a quelle della nostra unità d analisi, per verificare la validità e l attendibilità dello strumento di rilevazione. La somministrazione ha avuto luogo in più giornate, durante le ore di supplenza, dal momento che a ciascuna classe erano stati dati 60 minuti al massimo per la compilazione del questionario. Per la somministrazione CAPI ci si è avvalsi del programma Limesurvey, un tool open source per la creazione di questionari e la pubblicazione di indagini

5 sul Web, che ci ha permesso di creare il nostro data set in modo veloce ed efficace. Abbiamo eseguito un accurata pulizia del data set, sono stati controllati i filtri, i pattern di risposta, il numero dei casi mancanti (specie nelle batterie di risposta). Un altra procedura piuttosto delicata di preparazione del data set che è stata eseguita, è quella relativa alla costruzione delle variabili comuni, ossia delle categorie in cui raggruppare le modalità di risposte. La finalità è anche in questa circostanza quella di velocizzare le analisi, dare concretezza ai risultati, favorire l interpretazione degli stessi. Si pensi alla domanda relativa al titolo di studio o all occupazione dei genitori, per le quali sono state formulate delle classi in cui raggruppare le risposte. Lo stesso è avvenuto per le domande relative al tipo di facoltà scelto, in cui i diversi indirizzi sono stati compattati, cercando di ricalcare la comune distinzione tra discipline umanistiche e scientifiche. Si è passati dunque alla fase di analisi vera e propria. L unità di ricerca è stata a sua volta scomposta in piccoli gruppi, ognuno del quale si è occupato di approfondire ogni singolo aspetto del tema indagato, eseguendo analisi statistiche, elaborando grafici e tabelle. I diversi capitoli che ne sono scaturiti, sono stati poi accorpati e fra loro amalgamati nel presente rapporto di ricerca.

6 Capitolo primo La scelta tra università e lavoro Valentina Artoni, Lidia Saija 1.1 La scelta degli studenti del Liceo Scientifico Galilei La scelta di proseguire gli studi. La questione di partenza, che delinea tutto il lavoro di analisi svolto, riguarda la decisione degli studenti delle quinte classi del Liceo Scientifico Statale Galilei di Trento di proseguire o meno gli studi. Da quanto descritto nell indagine Giovani in Trentino 2005 (Brighenti, 2005, 54) il tasso di passaggio all università dei giovani trentini diplomati (Anno scolastico 2002/2003) in un Liceo scientifico è del 92%. Questa costituisce un evidenza abbastanza forte, da tenere in considerazione nell analizzare le scelte degli studenti del Galilei, sebbene sia da sottolineare il fatto che nel nostro caso non si tratta di un tasso di passaggio vero e proprio, ma di una informazione parziale rispetto all orientamento alla scelta appena al termine del primo quadrimestre dell ultimo anno di studio liceale. Nonostante tale limitazione, il dato che emerge dal nostro campione vede un orientamento maggioritario verso il proseguimento degli studi al termine del liceo (72.0 %), mentre solo un decimo circa (10.7%) degli studenti dichiara di voler andare a studiare e lavorare contemporaneamente e poco più di un sesto (17.3 %) sembra non aver ancora preso una decisione al riguardo (Tabella 1.1). Rispetto alla bassa propensione dei giovani della provincia di Trento a proseguire gli studi al termine della scuola secondaria superiore riscontrata in alcune indagini della fine degli anni 90 (Buzzi, Callegaro, Schizzerotto, Vezzoni, 2000) si nota in questi ultimi anni una inversione di tendenza (Buzzi, Sartori, 2004), con consistente aumento del tasso di passaggio all istruzione terziaria già a partire dall anno scolastico 2002/2003.

7 Tabella 1.1 Orientamento alla decisione, dopo il conseguimento della maturità, degli studenti delle classi quinte del L. S. Galilei di Trento. N % No, non ho ancora deciso Sì, proseguirò gli studi Sì, studierò e lavorerò Nel complesso A fronte di un immagine culturale che privilegiava la possibilità immediata di impiego, a discapito di un ulteriore ampliamento delle competenze con relativa perdita di tempo, si sta assistendo ad un cambiamento che ha portato da un lato ad una crescita dell importanza assegnata alla formazione per fare fronte ad una maggiore concorrenza nel mercato del lavoro, dall altro alla rivalutazione della formazione universitaria in relazione anche a modelli di comportamento (Brighenti, 2005, 52-53). Mentre da una parte il livello di disoccupazione molto basso del Trentino forniva possibilità occupazionali anche in presenza di scolarità ridotta provocando una relativa assenza di vantaggi derivanti da un grado di istruzione più alto, dall altra si intravedevano possibili problemi futuri di disponibilità di personale qualificato per attività che richiedono un alto valore aggiunto di conoscenza (Brighenti 2005, 52 53). Le diverse esigenze del mercato del lavoro e le modifiche strutturali che hanno ultimamente caratterizzato la formazione universitaria hanno probabilmente portato alla trasformazione culturale sopra descritta. L introduzione della laurea di primo livello, che comporta un accorciamento dei tempi e dei costi del percorso universitario e l espansione dell offerta dei corsi da parte delle università nazionali e dell ateneo trentino in particolare, con percorsi formativi più diversificati e articolati (Brighenti, 2005, 53) ha contribuito all innalzamento del tasso di passaggio all istruzione terziaria in maniera sostanziale rispetto all incremento costante ma di scarsa entità della fine degli anni 90. Gli studenti delle classi quinte del Liceo scientifico Galilei di Trento, quindi, si collocano perfettamente in questo più ampio quadro descritto,

8 mostrando una buona tendenza al proseguimento degli studi, sebbene naturalmente ci sia ancora una percentuale di ragazzi che non hanno ancora deciso al termine del primo quadrimestre. A questo proposito ci sono però differenze significative tra ragazze e ragazzi. Come mostrato in tabella 1.2 il 75.0% delle ragazze a fronte del 69.0% dei ragazzi ha già deciso di proseguire gli studi, mentre il 23.0% dei ragazzi a fronte del 11.0% delle ragazze è ancora indeciso. Inoltre il 14.0% delle ragazze dichiara che andrà a studiare e lavorare, in confronto a solo l 8.0% dei ragazzi. Tabella 1.2 Orientamento alla decisione, dopo il conseguimento della maturità, degli studenti delle classi quinte del L. S. Galilei di Trento secondo il genere. No, non ho ancora deciso Sì, proseguirò gli studi Sì, studierò e lavorerò Donne Uomini Nel complesso % N % N % N Nel complesso Anche questo risultato rientra nell ambito di una tendenza generale, che vede le ragazze non solo ottenere performance scolastiche migliori rispetto ai loro compagni, ma le vede anche più propense ad intraprendere studi a livello universitario e parauniversitario (Brighenti, 2005, 55). Il genere rappresenta una delle caratteristiche ascritte che più influenzano i destini scolastici degli individui e, come ben descritto da Schizzerotto e Barone (2006), negli ultimi trent anni del Novecento la posizione delle donne, in Italia come in tutte le società avanzate, si è completamente ribaltata per quanto riguarda le disuguaglianze scolastiche di carattere verticale. Le donne adesso ottengono migliori risultati in termini di rendimento scolastico e sono addirittura più motivate degli uomini nel proseguire

9 gli studi. La teoria della scelta razionale (Boudon, 1973) motiva l azione inquadrandola in una cornice di vincoli, opportunità e costi e alla luce di questa visione si potrebbe pensare che le famiglie, in un contesto di maggiore accessibilità, anche economica, dell istruzione, possano adesso prendere in considerazione l idea di investire nell educazione anche delle figlie, oltre che dei figli. Ciò nonostante, dato il permanere delle disuguaglianze di genere nel mercato del lavoro, le donne per cercare di essere più competitive nei confronti degli uomini necessitano di un ulteriore sforzo/costo da investire nella formazione. È probabilmente per questo che tendono maggiormente a proseguire gli studi. Spesso però, soprattutto nella realtà trentina, come descritta in precedenza, le famiglie, in vista di un così alto costo di investimento, senza un assicurazione di mancati fallimenti e con un alta possibilità di occupazione a bassa qualificazione, ma di sicuro guadagno, per le figlie, richiedono ad esse un maggiore sforzo, facendo loro parzialmente sostenere i costi della loro istruzione terziaria. Non sorprende pertanto il nostro dato che ci riporta ad una più alta, rispetto ai ragazzi, percentuale di ragazze che hanno deciso di studiare e lavorare. Da un lato, quindi, una maggiore accessibilità dell istruzione e una crescente partecipazione femminile alla formazione terziaria, dovuta anche alle disuguaglianze di genere nel mercato del lavoro, e dall altro, proprio per questa disuguaglianza, un maggiore rischio di fallimento a fronte di un guadagno immediato (naturalmente si parla della realtà trentina, con bassi tassi di disoccupazione). Chiaramente questi spunti teorici e di pregresse ricerche in questo campo, costituiscono solamente un punto di riferimento attraverso il quale possiamo leggere le evidenze empiriche che provengono dai dati, ma il liceo costituisce una categoria con specifiche caratteristiche. Una di queste caratteristiche è costituita dalla particolare composizione degli studenti che ne fanno parte. Sulla scelta di frequentare un liceo influisce notevolmente la classe sociale di origine. Sempre in un ottica di teoria della scelta razionale è evidente come ad investire maggiormente dell istruzione dei figli siano le famiglie di classe sociale elevata, che dispongono di maggiori risorse, economiche e non, a differenza delle famiglie di bassa estrazione sociale, che

10 tendono a far frequentare ai figli scuole professionali o istituti tecnici, che consentono loro di spendere al più presto le loro competenze sul mercato del lavoro. Mancando un indicatore di classe sociale ci si accontenta di considerare il titolo di studio dei genitori, come fattore influente, in una prospettiva di capitale culturale (Bourdieu, 1966). Nel nostro piccolo campione solo il 16.0 % degli studenti ha dei genitori con la scuola dell obbligo, a fronte del 41.3% che ha almeno un genitore diplomato e del 40.6% che ha almeno un genitore laureato. Secondo Bourdieu (ripreso in Bagnasco, Barbagli, Cavalli, 2004, 476), la famiglia trasmette ai figli un certo capitale culturale, cioè un complesso di conoscenze e di valori, e di un certo ethos di classe, cioè un insieme di atteggiamenti nei riguardi della cultura. Il primo influisce sul rendimento scolastico, il secondo soprattutto sulla durata della carriera scolastica. Tabella 1.3 Orientamento alla decisione, dopo il conseguimento della maturità, degli studenti delle classi quinte del L. S. Galilei di Trento, secondo la dominanza del titolo di studio dei genitori. Obbligo Diploma Laurea Nel complesso % N % N % N % N Non ho ancora deciso Proseguirò gli studi Sì, studierò e lavorerò Nel complesso Si considera, per questo, il titolo di studio dei genitori come elemento che potrebbe differenziare il nostro campione di studenti nel decidere di proseguire gli studi: in effetti la percentuale maggiore (80.0%) di chi ha già deciso di continuare la propria formazione educativa si ha tra coloro che hanno almeno un genitore laureato (Tabella 1.3). Risultato in linea con quelli dell indagine Giovani in Trentino 2005, nel quale si afferma più dello status occupazionale familiare, è comunque il livello di istruzione dei genitori il fattore più determinante per l opzione verso il proseguimento degli studi (Brighenti, 2005, 53). Infatti le famiglie di classe superiore e media vedono nell istruzione superiore di stampo liceale e in quella universitaria uno strumento cruciale per garantire la stabilità

11 della posizione sociale dei loro figli (Schizzerotto, Barone, 2006, 97) La scelta del corso di laurea Tra coloro che hanno scelto di proseguire gli studi (Tabella 1.4), cioè la maggior parte degli studenti, poco più della metà (51.1 %) è ancora indeciso sulla facoltà, mentre poco meno dei due quinti (39.9 %) dice di aver deciso con certezza a fronte di meno di un decimo che non ha ancora deciso (9.1 %). Tabella 1.4 Decisione riguardo alla facoltà in cui iscriversi per gli studenti delle quinte classi del L. S. Galilei di Trento. % N No, non ho ancora deciso Sono ancora indeciso/a Ho deciso con certezza Nel complesso Vediamo adesso verso quale gruppo di facoltà si orientano coloro che hanno già deciso e coloro che ancora sono indecisi e indicano la loro possibile scelta. Come ci si può ragionevolmente aspettare, i gruppi di facoltà più frequentemente indicati (Tabella 1.5) come probabili scelte sono: il gruppo scientifico per un sesto circa degli studenti (18.3%), il gruppo medico per più di un quarto degli stessi (28.9 %) e il gruppo ingegneria per un ottavo circa dei ragazzi (13.4 %). In linea con quanto spiegato prima, anche in questo caso si potrebbe trattare di una azione razionale, dettata dalla volontà di sfruttare appieno l investimento già fatto in precedenza con la scelta del liceo, proseguendo la formazione nel settore scientifico 1. 1 Il gruppo scientifico include ad es.: matematica, fisica, informatica,

12 Tabella 1.5 Scelta riguardo alla facoltà in cui iscriversi, diviso per gruppi di facoltà e in ordine decrescente di preferenza, per gli studenti delle quinte classi del L. S. Galilei di Trento. % N Gruppo medico Gruppo scientifico Gruppo ingegneria Gruppo economico statistico Gruppo politico sociale - psicologico Gruppo architettura Gruppo umanistico - linguistico Gruppo giuridico Nel complesso Complessivamente quindi si rende particolarmente evidente come quasi i due terzi degli studenti si indirizzi verso facoltà di area scientifica. Ancora una volta, però, vi sono delle significative differenze di genere. Infatti a fronte di un declino delle disparità di stampo verticale, di cui abbiamo già parlato, le disparità di stampo orizzontale restano stabili (Schizzerotto, Barone, 2006). Le ragazze che fanno parte del nostro campione scelgono in misura maggiore (Tabella 1.6), rispetto ai loro compagni, facoltà di tipo umanistico (gruppo umanistico linguistico, gruppo politico sociale psicologico) e viceversa, con la sola rilevante eccezione del gruppo medico, che raccoglie una preferenza del 40.0 %. Rispetto agli altri indirizzi di studio questi, di tipo umanistico, sono certamente meno vantaggiosi, sempre pensando in termini di scienze dell informazione, astronomia, metodologie fisiche, scienza dei materiali, scienze geologiche, naturali, biologiche, ambientali, biotecnologie, chimica, chimica industriale, chimica e tecnologie farmaceutiche, farmacia, biotecnologie farmaceutiche, scienze e tecniche cartarie, tecniche erboristiche. Il gruppo medico include: medicina e chirurgia, odontoiatria, scienze infermieristiche, dietologia, fisioterapia, logopedia.

13 investimento. Gli indirizzi formativi più spesso seguiti dalle donne costituiscono anche quelli meno remunerativi sia in termini propriamente salariali, sia in termini di facilità di reperimento di un posto di lavoro. Dunque la segregazione educativa su base di genere si traduce in disuguaglianza di chance occupazionali, a svantaggio delle donne. (Schizzerotto, Barone, 2006, 107) Ulteriore conferma ci perviene dall indagine, già più volte citata, dei Giovani in Trentino 2005 : La scelta della facoltà in cui proseguire gli studi è tuttavia molto diversa tra maschi e femmine. Mentre sono ad utenza quasi totalmente maschile le facoltà di area scientifica come Ingegneria (eccetto Ingegneria Edile), Fisica e Informatica, è forte la presenza femminile nelle facoltà ad indirizzo sociale, economico e giuridico, a Medicina e Psicologia e nei percorsi accademici orientati all insegnamento. (Brighenti, 2005, 55) Si avanza l ipotesi che queste scelte siano dettate da uno stereotipo, ancora valido, che vede le donne più portate verso le materie umanistiche e meno portate per quelle scientifiche e viceversa per gli uomini. Lo dimostra il fatto che la componente femminile nei licei scientifici è decisamente minoritaria rispetto per esempio ai licei linguistici o classici (Schizzerotto, Barone, 2006). Sull influenza di questi stereotipi potrebbero avere un ruolo determinante gli insegnanti che, anche inconsapevolmente, li ricalcano nei loro atteggiamenti nei confronti degli studenti e delle studentesse (Schizzerotto, Barone, 2006 e Rosenthal, Jacobson, 1972 ). Riguardo all eccezione del gruppo medico si suppone anche che influisca lo stereotipo che vede le donne maggiormente portate per le attività di cura. Tuttavia non si hanno qui elementi sufficienti per testare queste ipotesi, ipotesi che, al momento, restano tali.

14 Tabella 1.6 Scelta riguardo alla facoltà in cui iscriversi, diviso per gruppi di facoltà, per gli studenti delle quinte classi del L. S. Galilei di Trento, secondo il genere. Genere Donne Uomini Nel complesso % N % N % N Gruppo scientifico Gruppo umanistico - linguistico Gruppo politico sociale psicologico Gruppo architettura Gruppo medico Gruppo economico statistico Gruppo giuridico Gruppo ingegneria Nel complesso Infine, osservando del nostro campione per quanto riguarda la scelta della facoltà in base alla dominanza del titolo di studio dei genitori (il più altro tra quello del padre e quello della madre), sembra che i ragazzi con almeno un genitore laureato si distribuiscano abbastanza uniformemente tra i vari gruppi di facoltà, mentre nel caso di genitori diplomati o con scuola dell obbligo sembra che la scelta si concentri sulle facoltà di ambito scientifico (Tabella 1.7). Anche in questo caso si può fare riferimento alla teoria della scelta razionale, perché saranno più probabilmente le famiglie con capitale culturale medio - basso (che potrebbe indicare classe sociale medio - bassa) a voler perseguire l obiettivo prefissatosi già nel momento dell iscrizione dei figli al liceo scientifico, con una naturale prosecuzione in quel campo; il cambiamento di direzione potrebbe essere altrimenti visto come un fallimento. Viceversa le famiglie con capitale culturale elevato (che potrebbe significare classe sociale alta), proprio per quell ethos di classe o, per meglio dire, di ceto, di cui parlava Bourdieu (1966), potrebbero essere interessate ad un arricchimento culturale in sé, non importa di che tipo, se si considera per di più il fatto che sono in grado di mantenere e sostenere (anche economicamente) più a lungo i propri figli, anche nel caso in cui scelgano un indirizzo di studi attraverso il quale avranno difficoltà ad inserirsi nel mercato del lavoro.

15 Tabella 1.7 Scelta riguardo alla facoltà in cui iscriversi, diviso per gruppi di facoltà, per gli studenti delle quinte classi del L. S. Galilei di Trento, secondo la dominanza del titolo di studio dei genitori. Titolo di studio dei genitori Obbligo Diploma Laurea Nel complesso N % N % N % N % Gruppo scientifico Gruppo umanistico - linguistico Gruppo politico sociale psicologico Gruppo architettura Gruppo medico Gruppo economico statistico Gruppo giuridico Gruppo ingegneria Nel complesso Un ultimo dato interessante per quanto riguarda la scelta dell indirizzo di studio è rappresentato dal fatto che questa decisione è stata presa complessivamente da quasi i due terzi (63.1 %) degli studenti nel periodo che va da due/tre anni fa a meno di un anno fa, mentre è minoritaria la percentuale di chi ha deciso ancora prima dei tre anni precedenti e nelle ultime settimane. Motivi per continuare a studiare o studiare e lavorare A coloro che hanno già deciso di andare a studiare e contemporaneamente a lavorare sono state chieste maggiori informazioni sulle motivazioni di questa scelta. In un ordine che va dai motivi indicati più frequentemente a quelli indicati meno frequentemente (Tabella 1.8) abbiamo al primo posto la volontà di raggiungere una certa indipendenza economica, successivamente il non avere più tanta voglia di studiare, il dover aiutare economicamente la propria famiglia e la volontà dei genitori affinché si vada a

16 lavorare con lo stesso numero di preferenze, il non essere più i genitori in grado di mantenere il figlio/a, l essere il diploma sufficiente per svolgere la professione che si desidera fare, ed infine con lo stesso numero di preferenze la possibilità di lavorare con i genitori o un parente e l essere già stati richiesti per un posto di lavoro. Non ci sono differenze sostanziali tra i vari motivi, anzi è probabile che i motivi con lo stesso numero di preferenze siano stati indicati dalle stesse persone, ma la più importante evidenza che viene fuori dai dati è la forte prevalenza della volontà di raggiungere un indipendenza economica, forse ancora per una convinzione culturale che privilegia un idea strumentale di lavoro. Tabella 1.8 Motivi per la scelta di andare a lavorare, ordinati per numero decrescente di preferenze su un totale di 21 soggetti. % N Per raggiungere al più presto una certa indipendenza economica Perché non ho più voglia di studiare Per aiutare economicamente la mia famiglia Perché i miei genitori vogliono che vada a lavorare Perché i miei non sono più in grado di mantenermi Perché il diploma mi consente di svolgere la professione che desidero fare Perché ho la possibilità di lavorare con i miei/ con un parente Perché mi hanno offerto un posto di lavoro Maggiori informazioni sono state chieste anche a coloro che hanno deciso di proseguire gli studi. Con le stesse modalità descritte in precedenza il primo posto viene occupato dalla necessità di essere in possesso della laurea per fare il lavoro desiderato, successivamente vengono nell ordine le poche possibilità lavorative per un diplomato, l arricchimento culturale, l approfondimento degli studi intrapresi alle medie superiori ed infine la volontà dei genitori. In un certo senso rispetto all arricchimento culturale e all approfondimento degli studi, sembrano prevalere pertanto motivazioni dettate da necessità, dovute al mercato del lavoro e alle sue esigenze e richieste.

17 Tabella 1.9 Motivi per la scelta di proseguire gli studi, ordinati per numero decrescente di preferenze su un totale di 143 soggetti. % N Per ottenere il lavoro che desidero mi occorre essere in possesso della laurea Perché per un diplomato con il mio titolo di studio ci sono poche opportunità lavorative Perché è importante per il mio arricchimento culturale Perché voglio approfondire gli studi intrapresi alle medie superiori Perché lo vogliono i miei genitori Motivi che contano nella scelta della facoltà Per cercare di comprendere maggiormente il processo decisionale riguardante gli indirizzi di studio si sono chieste ai ragazzi informazioni su quanto vari fattori fossero o fossero stati importanti nella scelta. Dalle risposte ottenute si sono delineate due dimensioni. Una di queste tiene legati i seguenti motivi: essere una facoltà senza il numero chiuso, il minore impegno richiesto, la possibilità di avere amici che frequentano la stessa facoltà, il non avere le idee chiare su cosa fare. Da questo insieme paiono emergere attributi di semplicità delle facoltà, senza limitazioni di accesso e senza la richiesta di un eccessivo impegno. L altra dimensione, invece, tiene uniti i seguenti motivi: la possibilità di avere una formazione specialistica, la possibilità di avere diversi sbocchi occupazionali, l avere accesso ad una occupazione di prestigio. Questi, al contrario dai precedenti, probabilmente indicano una ricerca di qualità e prestigio delle facoltà. Un ulteriore informazione a tal proposito proviene dagli aspetti che contano o hanno contato nella scelta. La prospettiva in questo caso è leggermente diversa, non si tratta più di capire quali sono stati i motivi più importanti, ma quali elementi i ragazzi pensano influiscano maggiormente nella loro decisione. Anche

18 qui sono emerse due dimensioni, che ricalcano le precedenti. Una di queste raggruppa: la presenza di test d ammissione, la tranquillità e il poco affollamento, la vicinanza della sede e il costo dell iscrizione. L altra dimensione: il prestigio della facoltà, la qualità dei servizi e la presenza di docenti prestigiosi. In entrambi i casi sembrano emergere gli stessi orientamenti descritti in precedenza; da un lato comodità e semplicità, dall altro qualità e prestigio. Per sfruttare appieno le potenzialità di queste due tendenze, è stato costruito per ogni dimensione un indice il cui range di variazione va da 1 a 100, da un grado di poca importanza a uno di molta importanza dei vari motivi su elencati. La media dell indice che riguarda il prestigio della facoltà, la qualità dei servizi e la presenza di docenti prestigiosi, che chiameremo Prestigio, è significativamente diversa tra ragazzi e ragazze. Sembra infatti (Tabella 1.8) che le donne ritengano questi fattori un po meno importanti rispetto agli uomini nel momento della scelta. Una possibile, e certamente parziale spiegazione, potrebbe essere la maggiore spinta dei ragazzi ad indirizzarsi verso facoltà che promettono una certa qualità dei servizi e della didattica, probabili garanzie per una buona preparazione e una futura occupazione di prestigio, dal momento che le aspettative in tal senso sono molto più forti per gli uomini; mentre le donne ricevono meno pressioni rispetto all occupazione futura, anzi spesso le ricevono in forma contraria. Tabella 1.10 Media dell indice di Prestigio per gli studenti delle quinte classi del L. S. Galilei di Trento, secondo il genere. 2 Genere N Media Donne Uomini Nel complesso Svolta una ANOVA, per appurare la sostanziale differenza tra i gruppi riguardo alla media dell indice in questione. Test F, con una significatività dello

19 Anche per l indice, che chiameremo Semplicità1 (Tabella 1.9) e che riguarda facoltà senza il numero chiuso, il minore impegno richiesto, la possibilità di avere amici che frequentano la stessa facoltà, il non avere le idee chiare su cosa fare, la media tra uomini e donne è significativamente differente. Sono sempre le ragazze a ritenere che contino meno questi aspetti nella scelta, ma questa volta la direzione è opposta rispetto all indice precedente, perché richiede diversi presupposti. Sappiamo che mediamente le ragazze vanno meglio a scuola, quindi non hanno ragione di temere il numero chiuso e l impegno richiesto, come dimostra il fatto che il 40.0 % (Tabella 1.6) di loro intendono iscriversi a facoltà di gruppo medico; sappiamo inoltre che questi indirizzi di studio non sono presenti nell ateneo trentino e che quindi le donne sono anche disposte a spostarsi, tenendo in poca considerazione la vicinanza della sede della facoltà. In tal senso, a conferma di quanto detto, vanno anche i risultati dell indagine Giovani in Trentino 2005 : Poiché diversi corsi di laurea privilegiati dalla parte femminile della popolazione giovane trentina non sono presenti in Provincia, si rileva tra le giovani una maggiore disponibilità a frequentare l università in altre regioni, diversamente dai loro coetanei maschi. (Brighenti, 2005, 56) Tabella 1.11 Media dell indice di Semplicità1 per gli studenti delle quinte classi del L. S. Galilei di Trento, secondo il genere. 3 Genere N Media Donne Uomini Nel complesso Un ultimo dato emerge dall indice, qui denominato Prestigio1, rispetto alla possibilità di avere una formazione specialistica, alla possibilità di avere diversi sbocchi occupazionali, a l avere accesso ad una occupazione di prestigio. Qui la media (Tabella 1.10) si differenzia significativamente tra i titoli di studio dei 3 Svolta una ANOVA, per appurare la sostanziale differenza tra i gruppi riguardo alla media dell indice in questione. Test F, con una significatività dello

20 genitori (si parla sempre di dominanza, quindi del più alto titolo di studio tra padre e madre) e in particolare tra coloro che hanno i genitori con scuola dell obbligo e coloro che hanno almeno un genitore diplomato o laureato. In un ottica di mantenimento di status i figli di laureati e diplomati tendono a tenere in maggiore considerazione questi aspetti, puntando ad una futura posizione occupazionale di prestigio, allo stesso livello (se non ancora maggiore) dei genitori. Tabella 1.12 Media dell indice di Prestigio1 per gli studenti delle quinte classi del L. S. Galilei di Trento, secondo la dominanza del titolo di studio dei genitori. 4 Titolo di studio dei genitori N Media Scuola dell obbligo Diploma Laurea Nel complesso Bibliografia Bagnasco A., Barbagli M., Cavalli A. Corso di sociologia, Bologna, Il Mulino. Boudon R., L inégalité des chances, Paris, Colin, trad. It. Istruzione e mobilità sociale, Bologna, Zanichelli. Bourdieu P., 1966 La trasmission de l héritage culture, trad. It La trasmissione dell eredità culturale, in Istruzione, legittimazione e conflitto, a cura di Barbagli M., Bologna, Il Mulino, pp Brighenti E., Giovani in Trentino 2005, Osservatorio Giovani IPRASE, Provincia Autonoma di Trento, cap Svolta una ANOVA, per appurare la sostanziale differenza tra i gruppi riguardo alla media dell indice in questione. Test F, con una significatività dello

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