Monitor dei Distretti della Lombardia. Direzione Studi e Ricerche Gennaio 2015

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1 Monitor dei Distretti della Lombardia Direzione Studi e Ricerche

2 Monitor dei Distretti della Lombardia Executive summary 2 I 23 distretti tradizionali e i 4 poli tecnologici della Lombardia 3 1. L export dei distretti tradizionali 3 2. L export dei poli tecnologici 8 3. La Cassa Integrazione Guadagni (CIG) 10 Appendice Metodologica 13 Trimestrale n. 15 Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche Ufficio Industry A cura di: Ilaria Sangalli Economista Database management: Angelo Palumbo

3 Monitor dei Distretti - Lombardia Executive summary Si consolida la crescita delle esportazioni dei distretti tradizionali lombardi nel terzo trimestre : l incremento tendenziale del 2,3%, a valori correnti, sopraggiunge, infatti, dopo cinque trimestri consecutivi di performance positive. Nel complesso dei primi nove mesi la crescita è del 3,3%. Il risultato del terzo trimestre è frutto di una crescita generalizzata dell export nei mercati maturi: l incremento è del 4,1%. Da segnalare, in particolare, il +9,1% delle esportazioni dirette negli Stati Uniti. Positive anche le performance di export su altri primari mercati di riferimento quali Germania, Francia, Regno Unito, Svizzera e Spagna. Le vendite nei nuovi mercati hanno invece mostrato un andamento ancora sottotono nel corso del trimestre luglio-settembre, incassando un -0,8%. Spiccano le performance negative sui mercati russo, polacco e algerino. Le esportazioni dirette nella Federazione russa scontano le tensioni politico-commerciali che stanno interessando il Paese. Alcuni nuovi mercati come Cina, Romania e Repubblica Ceca hanno invece fornito un contributo positivo alla crescita delle esportazioni dei distretti tradizionali nei primi tre trimestri dell anno. L aggregato distrettuale presenta ancora un gap dell 1,4% sui risultati di export incassati nel corso dei primi nove mesi del 2008, fase pre-recessione. Alcuni distretti spiccano però all interno dell aggregato per una sostenuta espansione delle vendite estere. Lo spaccato distrettuale mostra come sei distretti, fra quelli analizzati, abbiano incassato una contrazione tendenziale delle vendite estere nel corso del terzo trimestre ; tuttavia, solo in corrispondenza di due realtà il calo dell export ha abbracciato l intero periodo gennaiosettembre: lavorazione dei metalli Valle dell Arno e macchine per la concia delle pelle di Vigevano. Fra i distretti che, invece, si sono distinti per buoni risultati, tanto nel terzo trimestre quanto nel complesso dei primi nove mesi, si annoverano le carni e salumi di Cremona e Mantova, la gomma del Sebino bergamasco e il seta-tessile di Como. Qualche ragionamento a parte va fatto per la Calzetteria di Castel Goffredo, dove i dati di export positivi mascherano in verità flussi di interscambio connessi a recenti e importanti delocalizzazioni industriali. Si riconfermano in contrazione le esportazioni dei poli tecnologici lombardi nel terzo trimestre, nell ordine del 10% a valori correnti in controtendenza con la media dei restanti poli tecnologici nazionali; il rallentamento ammonta al 7,7% su base cumulata, ovvero nel complesso dei primi nove mesi dell anno. Lo spaccato distrettuale evidenzia una contrazione cumulata diffusa a tutti i principali attori. Se ci si focalizza invece sul solo trimestre lugliosettembre, si possono osservare risultati positivi per il polo biomedicale di Milano. I dati di Cassa Integrazione Guadagni relativi ai primi undici mesi del mettono in luce una prosecuzione del trend di contrazione delle ore autorizzate all interno dei distretti tradizionali lombardi: il monte ore complessivo ammonta a 64,1 milioni, in calo tendenziale del 17,8%. Il risultato è da ricondurre ancora una volta alla forte decelerazione delle ore di Cassa Ordinaria, che incide in misura pari al 35,5%. Resta preponderante e preoccupante (pari al 55,5%) l incidenza delle ore autorizzate di Cassa Straordinaria, ancora in crescita tendenziale del 9,6% sul Un commento a parte meritano le ore di Cassa in Deroga, per via delle diverse modalità di finanziamento che la interessano: sebbene le ore di CIGD rimangano considerevoli in corrispondenza di alcuni distretti a forte matrice artigiana, anche tale componente di Cassa si presenta in decelerazione. All interno dei poli tecnologici lombardi invece, le ore autorizzate di Cassa Integrazione si sono dimostrate ancora in aumento nel corso dei primi undici mesi dell anno (+7,7%, per un monte ore pari a circa 12 milioni). Resta preponderante, anche in questo caso, il peso della Cassa Straordinaria. Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche 2

4 I 23 distretti tradizionali e i 4 poli tecnologici della Lombardia 1. L export dei distretti tradizionali Si consolida la crescita delle esportazioni dei distretti tradizionali lombardi nel terzo trimestre : l incremento tendenziale del 2,3%, a valori correnti, sopraggiunge, infatti, dopo cinque trimestri consecutivi di performance positive (Fig.1). Nel complesso dei primi nove mesi si osserva una crescita cumulata del 3,3%. Fig. 1 Evoluzione delle esportazioni dei distretti a confronto (var. % tendenziali) Lombardia Italia I 07 III 07 I 08 III 08 I 09 III 09 I 10 III 10 I 11 III 11 I 12 III 12 I 13 III 13 I 14 III 14 Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati ISTAT Il risultato conseguito nel terzo trimestre è frutto di una crescita generalizzata dell export distrettuale nei mercati maturi: l incremento tendenziale è del 4,1%, in linea con la dinamica del trimestre precedente (Fig. 2). Da segnalare l incremento del 9,1% delle esportazioni dirette negli Stati Uniti. Si tratta di un mercato che presenta una buona domanda per i prodotti distrettuali lombardi, dall alimentare alla metalmeccanica, dal segmento dei mobili a quello della gomma/plastica: la crescita è dell 8,8% se si considera il complesso dei primi nove mesi del e del 24,1% qualora si mettano a confronto i flussi di export del periodo gennaio-settembre con quelli del corrispondente periodo Positive anche le performance di export su altri primari mercati di riferimento quali Germania, Francia, Regno Unito, Svizzera e Spagna. In particolare, sembra aver recuperato slancio l export destinato al mercato tedesco (+3,6%, sempre in termini tendenziali), dopo un secondo trimestre che lo aveva visto in lieve flessione. I mercati di sbocco Fig. 2 Export dei distretti della Lombardia verso mercati nuovi e maturi a confronto (var. % tendenziali) Mercati maturi Nuovi mercati -40 I 07 III 07 I 08 III 08 I 09 III 09 I 10 III 10 I 11 III 11 I 12 III 12 I 13 III 13 I 14 III 14 Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati ISTAT Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche 3

5 Tab. 1 Evoluzione delle esportazioni dei distretti tradizionali lombardi nei primi 30 sbocchi commerciali (elaborazioni su dati a prezzi correnti) Milioni di euro Var. % tendenziali Var. % Differenza tra primi 9 mesi 3 trim. Primi 9 mesi primi 9 mesi 3 trim. Primi 9 mesi PESO su primi e primi 9 mesi mesi 2013 Totale export, di cui: 100, , ,0 486,4 2,3 3,3-1,4 Germania 17,9 854, ,7 42,0 3,6 1,6 0,5 Francia 12,1 563, ,0 20,9 0,6 1,2-9,5 Stati Uniti 5,9 303,5 885,1 71,8 9,1 8,8 24,1 Regno Unito 4,5 223,7 674,0 29,9 0,7 4,6 2,5 Svizzera 4,5 210,6 670,2 64,8 14,3 10,7-28,7 Spagna 4,4 217,1 659,9 89,2 17,7 15,6 23,0 Federazione russa 2,9 150,5 433,0-3,3-3,2-0,8-22,6 Austria 2,9 119,0 430,5-11,3-11,8-2,5 21,4 Polonia 2,6 116,8 392,6 33,4-6,7 9,3 3,1 Algeria 2,6 126,8 390,4 2,4-3,7 0,6-6,9 Paesi Bassi 2,6 123,7 387,9 39,9 8,5 11,5-0,4 Belgio 2,5 111,1 378,4-8,1-19,2-2,1 21,0 Cina 2,4 113,1 359,6 7,8 2,4 2,2-5,0 Turchia 2,1 106,3 316,1 4,2-0,2 1,4 25,0 Romania 1,5 75,3 224,4 19,7 16,6 9,6 5,5 Repubblica Ceca 1,3 65,2 202,7 20,7 24,7 11,4 1,8 Hong Kong 1,1 50,8 168,9 5,7-1,5 3,5 15,5 Ungheria 1,1 47,0 167,5 6,5-5,7 4,0-12,6 Brasile 1,1 52,3 166,2 27,3 21,3 19,7 22,6 Giappone 1,0 56,3 150,5 4,7 4,6 3,2 6,2 Emirati Arabi Uniti 1,0 46,1 149,1 24,7 23,2 19,9-9,1 Svezia 0,9 47,4 136,2 9,2 19,7 7,3-13,7 Repubblica di Corea 0,9 47,6 132,6-5,7 1,1-4,1 15,3 Portogallo 0,8 39,8 122,6 36,4 36,0 42,3 22,7 Arabia Saudita 0,8 39,1 120,7-22,4-6,8-15,7-6,5 Norvegia 0,8 46,7 120,5 16,3 12,6 15,6 44,8 Croazia 0,8 37,6 113,6 10,1 11,5 9,8-23,5 India 0,8 42,7 112,9 20,4 52,0 22,1-6,3 Messico 0,7 39,3 109,4 49,8 49,1 83,5 40,6 Danimarca 0,7 38,8 102,2-23,4-2,3-18,6 14,4 Nota: i distretti sono ordinati in base al valore delle esportazioni nei primi 9 mesi del. Anche il peso dell export relativo ai singoli distretti è calcolato sulla base dei dati disponibili per i primi 9 mesi del. Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati ISTAT Le vendite nei nuovi mercati hanno invece mostrato un andamento ancora sottotono nel corso del trimestre luglio-settembre : la flessione (dell 0,8%, in Fig. 2) si è dimostrata però più contenuta rispetto a quella messa a segno nel trimestre aprile-giugno. Spiccano, nell ordine del ranking in tabella 1, le performance negative sui mercati russo (-3,2%), polacco (-6,7%) e algerino (-3,7%). La Federazione Russa è però l unica a mostrare una contestuale flessione delle esportazioni a lei destinate anche su base cumulata (primi nove mesi dell anno), che fanno da specchio alle tensioni politico-commerciali che stanno interessando il Paese. Alcuni nuovi mercati quali Cina, Romania e Repubblica Ceca hanno invece incassato risultati in controtendenza con l aggregato, fornendo contributi positivi alla crescita delle esportazioni distrettuali lombarde nei primi tre trimestri dell anno. Il grafico in figura 3 mostra come sei distretti fra quelli analizzati di matrice tradizionale abbiano incassato una contrazione su base tendenziale delle vendite estere nel corso del terzo trimestre. Si tratta dei distretti macchine per la concia della pelle di Vigevano (-23,3% di export nel trimestre luglio-settembre), lavorazione dei metalli Valle dell Arno (-11,3%), vini di Franciacorta (-7,7%), calzature di Vigevano (-5,5%), meccanica strumentale di Varese (-2,5%), metalmeccanico del basso mantovano (-1,9%). Solo due di queste realtà, ovvero i distretti dei metalli Valle dell Arno e delle macchine per la concia della pelle di Vigevano, La classifica distrettuale: i distretti cui risultano associate le performance peggiori Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche 4

6 presentano però una contrazione delle vendite estere anche su base cumulata, nel complesso dei primi nove mesi dell anno. Il distretto vigevanese delle macchine per la concia della pelle mostra però una situazione di sostanziale pareggio nel confronto con i dati di export dei primi nove mesi del Si tratta infatti di una realtà che negli ultimi anni ha visto una forte espansione delle vendite su alcuni mercati emergenti come Algeria, Federazione russa, Polonia, Cina, Pakistan, Iraq e che nel corso del sta probabilmente pagando lo scotto di un fisiologico rallentamento. La situazione si dimostra invece più critica nel distretto di Valle dell Arno, dove a flettere sono le esportazioni dirette verso tutti i primari mercati di riferimento, ad iniziare da Germania, Francia e Stati Uniti. Gli altri distretti citati invece, pur rallentando nel terzo trimestre, chiudono i primi nove mesi dell anno con esportazioni in crescita complessiva sul Le esportazioni calzaturiere del vigevanese scontano in realtà tendenze contrastanti: le vendite continuano a mostrarsi in forte crescita su alcuni mercati che assorbono prodotti del lusso come Svizzera, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Hong Kong e Federazione Russa. Altri mercati maturi come Regno Unito e Francia hanno però agito da freno sui risultati incassati nel corso del, cui va a sommarsi la flessione delle esportazioni dirette negli Stati Uniti nel corso del solo trimestre luglio-settembre. Il distretto dei vini di Franciacorta spicca addirittura per vendite estere duplicate nel confronto con i primi tre trimestri 2008 (+50,4%): da segnalare l aumento sostenuto delle vendite di vini nella Federazione russa (+70,2% nel corso dei primi tre trimestri ), che già aveva caratterizzato anche il Fig. 3 Variazioni tendenziali % dell export lombardo (sul corrispondente periodo dell anno precedente) Calzetteria di Castel Goffredo Carni e salumi di Cremona e Mantova Calzature di Vigevano Gomma del Sebino Bergamasco Seta-tessile di Como Abbigliamento-tessile gallaratese Lattiero-caseario lombardo Vini di Franciacorta Legno di Casalasco-Viadanese Tessile e abbigliamento della Val Seriana Rubinetti, valvole e pentolame di Lumezzane Legno e arredamento della Brianza Metalli di Brescia Meccanica strumentale del bresciano Abbigliamento e calzature della Bassa Bresciana Articoli in gomma e materie plastiche di Varese Metalmeccanico del basso mantovano Macchine tessili e per mat. plastiche Bergamo Meccanica strumentale di Varese Metalmeccanica di Lecco Riso di Pavia Lavorazione metalli Valle dell'arno Macchine concia della pelle di Vigevano mesi 3 trim. Nota: i distretti sono ordinati in base alle variazioni tendenziali dei primi 9 mesi del. Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati ISTAT Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche 5

7 Sono tre invece le realtà distrettuali in crescita sostanzialmente nulla nel confronto con i dati di export del terzo trimestre 2013: metalmeccanica di Lecco, legno e arredamento della Brianza e macchine tessili e per materie plastiche di Bergamo. La metalmeccanica lecchese si presenta inoltre in situazione di stallo anche se osservata nel complesso dei primi nove mesi dell anno. Se, infatti, sono cresciute le esportazioni di prodotti in metallo, viterie/bullonerie/posateria/pentolame e lavorazioni a freddo dell acciaio, hanno subìto una flessione quelle di carpenteria metallica, tubi/condotti/profilati cavi e meccanica. Francia, Regno Unito e Spagna rientrano fra i principali mercati di sbocco ad aver incassato una contrazione delle vendite nei primi tre trimestri dell anno. Da segnalare invece la contestuale crescita dell export diretto sui mercati tedesco e statunitense. Il distretto del legno e arredamento della Brianza si è invece trovato a scontare, nel trimestre luglio-settembre, un rallentamento delle vendite su primari mercati quali Francia e Svizzera. Solo una crescita a due cifre delle vendite sul mercato statunitense ha evitato una flessione dell export più evidente. I buoni risultati incassati nei due trimestri precedenti consentono comunque alla realtà distrettuale brianzola di chiudere i primi nove mesi dell anno con esportazioni in crescita cumulata del 3,6%. Da segnalare, in particolare, l espansione delle vendite nella Federazione russa (+1,9% nel trimestre lugliosettembre e +4,1% su base cumulata), nonostante le problematiche legate al Paese che prima si citavano. Le macchine tessili e per materie plastiche di Bergamo, infine, continuano a scontare una contrazione delle vendite sul mercato tedesco che ammonta al 28% nel complesso dei primi nove mesi e su altri primari mercati di riferimento maturi ed emergenti: Francia, India e Brasile, che pure incassano un incremento delle esportazioni nel trimestre lugliosettembre, si dimostrano in contrazione nel complesso dei primi tre trimestri. Da segnalare però la contestuale espansione delle vendite sui mercati cinese, turco e statunitense (nonostante il lieve rallentamento delle vendite USA nel solo terzo trimestre), che hanno contribuito a spingere i risultati di export distrettuali oltre il livello incassato nella fase pre-crisi (2008): l incremento di controvalore esportato, nel confronto con i primi nove mesi del 2008, ammonta al 12,2%. Fra i distretti che invece si sono distinti per risultati positivi, tanto nel terzo trimestre quanto nel complesso dei primi nove mesi, si annoverano in primis (nella parte alta del grafico in Figura 3) la calzetteria di Castel Goffredo (+12,2% la crescita tendenziale gennaio-settembre, sostenuta da una forte espansione delle vendite nei paesi dell Est europeo, in primis Croazia e Serbia; i dati devono però essere letti con attenzione alla luce delle diverse iniziative di delocalizzazione che hanno interessato negli ultimi anni alcune aziende leader del distretto), le carni e i salumi di Cremona e Mantova (+11,5% nei primi nove mesi ), la gomma del Sebino bergamasco (+10,4% nel medesimo periodo, grazie a performance positive su tutti i primari mercati di sbocco), il seta-tessile di Como (+9,8%). Il terzo trimestre, in particolare, ha visto le esportazioni comasche crescere a due cifre nel confronto con il medesimo periodo del 2013, nell ordine del 12,1%: complice la crescita del 26% dell export di abbigliamento; stabile invece il controvalore di export di seta. Spagna e Svizzera si dimostrano i mercati più trainanti. Il trimestre luglio-settembre ha visto crescere a ritmi sostenuti anche le esportazioni della meccanica strumentale del bresciano, grazie ai contributi di mercati quali Turchia, Stati Uniti, Francia, Federazione russa e Regno Unito e nonostante il rallentamento dei primi due mercati di sbocco per controvalore esportato, ovvero Cina e Germania. Si tratta del risultato più brillante (+17,6%) fra i distretti analizzati, che va a compensare la flessione delle vendite incassata dal distretto nei due trimestri precedenti la crescita su base cumulata nei primi nove mesi ammonta infatti al 3,4%, contro il -2,8% del primo semestre. Da segnalare anche i risultati messi a punto dal distretto lattiero-caseario lombardo, non tanto nel confronto con il 2013 (dal quale si evince comunque una crescita del 7,4% delle esportazioni nei primi nove mesi del ) ma con la fase pre-recessione: +46,3% rispetto ai primi nove mesi del e migliori Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche 6

8 Tab. 2 I distretti industriali della Lombardia (var. % sul corrispondente periodo dell anno precedente, salvo diversa indicazione) Milioni di euro Var. % tendenziali Var. % Differenza tra primi 9 mesi 3 trim. Primi 9 mesi 3 trim. Primi 9 mesi primi 9 mesi e su primi primi 9 mesi mesi 2008 Totale distretti lombardi, di cui: 4.845, ,2 486,3 2,3 3,3-1,4 Metalli di Brescia 766, ,1 85,0 4,6 3,6-11,9 Rubinetti, valvole e pentolame di Lumezzane 754, ,0 95,8 1,5 4,2-0,8 Metalmeccanica di Lecco 508, ,8-10,4-0,2-0,6-1,4 Legno e arredamento della Brianza 394, ,8 42,6-0,4 3,6-1,6 Seta-tessile di Como 270,0 850,2 76,1 12,1 9,8 4,9 Metalmeccanico del basso mantovano 173,9 639,0 12,0-1,9 1,9-4,2 Meccanica strumentale di Varese 202,4 638,2 2,2-2,5 0,3-7,0 Meccanica strumentale del bresciano 217,9 635,8 20,8 17,6 3,4 4,9 Lattiero-caseario lombardo 217,9 632,8 43,4 0,5 7,4 46,3 Articoli in gomma e materie plastiche di Varese 181,8 571,2 11,1 3,7 2,0 9,8 Macchine tessili e per materie plastiche di Bergamo 179,0 568,6 9,7-0,3 1,7 12,2 Abbigliamento-tessile gallaratese 137,3 411,6 29,5 7,5 7,7-3,0 Tessile e abbigliamento della Val Seriana 122,1 378,8 15,9 6,2 4,4-23,1 Calzetteria di Castel Goffredo 155,3 376,9 41,0 8,2 12,2-2,2 Lavorazione metalli Valle dell'arno 97,4 350,9-16,7-11,3-4,5-5,8 Abbigliamento e calzature della Bassa Bresciana 143,5 330,8 9,3 1,2 2,9-1,7 Gomma del Sebino Bergamasco 102,4 328,6 30,9 5,4 10,4 37,1 Macchine concia della pelle di Vigevano 49,9 150,5-40,4-23,3-21,2 0,4 Riso di Pavia 46,3 149,2-2,2 1,3-1,5-30,1 Carni e salumi di Cremona e Mantova 43,9 130,9 13,5 1,3 11,5 19,4 Vini di Franciacorta 35,0 113,4 6,2-7,7 5,8 50,4 Calzature di Vigevano 26,6 84,5 8,0-5,5 10,4-21,2 Legno di Casalasco-Viadanese 19,1 63,5 3,0 4,8 4,9-27,6 Nota: i distretti sono ordinati in base al valore delle esportazioni nei primi 9 mesi del. Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati ISTAT Sono otto i distretti lombardi di matrice tradizionale che spiccano per aver messo a punto una crescita del controvalore esportato nel, nel confronto con la fase pre-recessione Oltre ai già citati distretti dei vini di Franciacorta e del lattiero-caseario lombardo, si annoverano (nell ordine del grafico in Figura 4) la gomma del Sebino bergamasco (+37,1%), le carni e salumi di Cremona e Mantova, le macchine tessili e per materie plastiche di Bergamo, gli articoli in gomma e materie plastiche di Varese, la meccanica strumentale del bresciano, il seta-tessile di Como. Ciononostante, permane un gap complessivo dell 1,4% a livello di export dell aggregato distrettuale: fra le realtà distrettuali che concorrono maggiormente alla sua formazione si annoverano (nella parte bassa del grafico in Fig. 4) il riso di Pavia, il legno di Casalasco- Viadanese e il tessile e abbigliamento della Val Seriana. Quanto è lontano il 2008 Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche 7

9 Fig. 4 Quanto è lontano il 2008: differenza tra l export dei distretti nei primi nove mesi del e i primi nove mesi del 2008 (var. %) Vini di Franciacorta Lattiero-caseario lombardo Gomma del Sebino Bergamasco Carni e salumi di Cremona e Mantova Macchine tessili e per materie plastiche di Bergamo Articoli in gomma e materie plastiche di Varese Meccanica strumentale del bresciano Seta-tessile di Como Macchine concia della pelle di Vigevano Rubinetti, valvole e pentolame di Lumezzane Metalmeccanica di Lecco Legno e arredamento della Brianza Abbigliamento e calzature della Bassa Bresciana Calzetteria di Castel Goffredo Abbigliamento-tessile gallaratese Metalmeccanico del basso mantovano Lavorazione metalli Valle dell'arno Meccanica strumentale di Varese Metalli di Brescia Calzature di Vigevano Tessile e abbigliamento della Val Seriana Legno di Casalasco-Viadanese Riso di Pavia Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati ISTAT 2. L export dei poli tecnologici Si confermano in contrazione, per il terzo trimestre consecutivo, le esportazioni dei poli tecnologici lombardi: la flessione è del 10% a valori correnti nel trimestre luglio-settembre e del 7,7% nel complesso dei primi nove mesi dell anno (Fig. 5 e Tab. 3). Lo spaccato distrettuale mostra una contrazione cumulata diffusa a tutti i principali attori dell aggregato. Se ci si focalizza invece sul solo terzo trimestre, si possono osservare performance in controtendenza per il polo biomedicale di Milano, che mette a segno un +7,3% nel confronto con il terzo trimestre 2013 grazie al traino di Stati Uniti, Giappone e Svizzera. I riflettori restano puntati sul polo ICT di Milano, l unico a mostrare in realtà delle criticità di carattere strutturale: il confronto fra i dati di export dei primi tre trimestri e il corrispondente periodo 2008 evidenza, infatti, una contrazione delle vendite pari al 19,3%, che sottintende problematiche legate alla competitività dei prodotti, alla luce dell attuale domanda del mercato. Il polo farmaceutico lombardo, pur incassando una contrazione delle vendite del 6,4% nei primi tre trimestri dell anno, presenta un livello di export che supera del 32,5% quello che si osservava nel corrispondente periodo 2008 e che testimonia il ciclo di espansione delle vendite estere che lo ha interessato in questi anni. Ragionamento analogo per il polo aeronautico di Varese (motore dell export dell intero polo aerospaziale lombardo, del quale fa parte 1 ), che nonostante la flessione dell 11,8% dell export del periodo gennaio-settembre (sul quale pesa la frenata degli acquisti russi e statunitensi), presenta una contestuale crescita del 31,7% nel confronto 1 Nel 2009 è stato costituito il nuovo polo aerospaziale lombardo. La provincia di Varese racchiude la quasi totalità delle aziende esportatrici del distretto, che conta circa 220 aziende nella regione e oltre 15 mila addetti, tra aziende appartenenti a grandi gruppi nazionali e multinazionali ma anche medie aziende familiari. Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche 8

10 con il corrispondente periodo Si tratta, infatti, di una realtà dinamica, che da poco ha ottenuto dalla Regione Lombardia l autorizzazione per il passaggio a cluster riconosciuto, dove convivono in un sistema di sinergie grandi imprese leader, piccole realtà, fornitori di prodotti intermedi e centri di ricerca. Lo spirito di squadra che caratterizza la realtà lombarda si evince anche dalle recenti iniziative in tema di certificazioni per la competitività delle aziende: la collaborazione tra grandi imprese e PMI del distretto emerge chiaramente da un progetto che vede proprio le grandi imprese del distretto affiancare le più piccole per ottenere importanti marchi di certificazione dei prodotti, essenziali per entrare nelle più importanti catene di fornitura internazionali dell industria aerospaziale 2. Ciò rende il distretto quasi una sorta di motore di sviluppo per le PMI, spesso coinvolte anche in prima persona in diverse iniziative di internazionalizzazione (quali la partecipazione al recente salone londinese Farnborough International Airshow, che ospitava tutti i maggiori player del settore). Fig. 5 - Evoluzione dell export (var. % tendenziali): confronto poli tecnologici lombardi con poli tecnologici italiani Poli tecnologici Lombardia Restanti poli tecnologici italiani I 07 III 07 I 08 III 08 I 09 III 09 I 10 III 10 I 11 III 11 I 12 III 12 I 13 III 13 I 14 III 14 Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati ISTAT Tab. 3 I tre poli tecnologici della Lombardia (var. % sul corrispondente periodo dell anno precedente, salvo diversa indicazione) Milioni di euro Var. % tendenziali Var. % Differenza tra primi 9 mesi 3 trim. Primi 9 mesi 3 trim. Primi 9 mesi primi 9 mesi e su primi primi 9 mesi mesi 2008 Totale poli tecnologici lombardi, di cui: 2.251, ,0-575,3-10,0-7,7 8,2 Polo farmaceutico lombardo 1.015, ,0-206,8-10,4-6,4 32,5 Polo ICT di Milano 752, ,1-180,8-4,0-7,3-19,3 Polo aeronautico di Varese 335, ,6-153,9-24,9-11,8 31,7 Biomedicale di Milano 147,7 419,3-33,7 7,3-7,4 12,4 Nota: i distretti sono ordinati in base al valore delle esportazioni nei primi 9 mesi del. Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati ISTAT 2 Fonte: rassegna stampa del distretto aerospaziale lombardo, Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche 9

11 Tab. 4 Evoluzione delle esportazioni dei poli tecnologici lombardi nei primi 30 sbocchi commerciali (elaborazioni su dati a prezzi correnti) Milioni di euro Var. % tendenziali Var. % PESO 3 trim. Primi 9 mesi Differenza tra primi 9 mesi e primi 9 mesi trim. Primi 9 mesi primi 9 mesi su primi 9 mesi 2008 Totale export, di cui: 100, , ,0-575,3-10,0-7,7 8,2 Germania 11,1 268,0 762,4-109,4 5,8-12,5 2,1 Svizzera 10,6 232,9 729,1 8,3 5,2 1,2 99,3 Francia 8,5 193,2 586,4-180,8-13,4-23,6-33,5 Stati Uniti 7,6 164,2 520,8-152,9-23,5-22,7 1,3 Paesi Bassi 6,7 163,7 459,4-136,7-27,4-22,9 43,6 Giappone 7,0 157,3 482,8 146,9-5,6 43,7 210,0 Regno Unito 4,8 132,8 330,5-95,9-41,5-22,5 3,0 Israele 1,3 60,2 91,5 49,3 433,5 116,8 187,7 Cina 2,7 58,5 188,9-10,1-2,7-5,1 82,9 Spagna 2,4 49,7 167,5-61,4-19,5-26,8-55,3 Arabia Saudita 1,6 46,4 108,5 78,3 453,7 259,9 45,7 Qatar 1,0 42,9 67,9 6,4 1038,7 10,4 139,7 Federazione russa 1,6 41,7 108,6-122,1-48,1-52,9 81,5 Brasile 2,1 41,6 141,1 12,1-3,9 9,4 1,5 Belgio 1,9 40,0 128,7 33,8 23,0 35,6-19,3 Grecia 1,3 36,2 88,5 13,3 58,2 17,7-24,9 Austria 1,5 33,2 104,5 1,5-9,5 1,4 46,2 Hong Kong 1,2 30,8 84,9 10,1 5,9 13,5 45,4 Emirati Arabi Uniti 1,0 26,3 70,4-12,6-32,4-15,2-18,4 Malta 1,2 25,9 84,9-12,5-22,4-12,9 367,4 India 1,0 24,0 66,6 2,2 25,5 3,5-33,3 Turchia 1,0 23,4 70,5-61,1-48,8-46,4-39,2 Ungheria 0,7 18,6 49,5-1,8 8,8-3,5 0,3 Polonia 0,8 17,6 55,9-10,8-5,2-16,2-31,6 Messico 0,7 16,0 48,3-20,0-45,0-29,3 27,5 Azerbaigian 0,6 14,7 40,0 21,5-6,3 116,2 2405,9 Repubblica di Corea 0,6 14,4 42,8-24,6-6,4-36,5-49,2 Australia 0,5 12,0 31,5-34,0-22,8-51,9-59,2 Repubblica Ceca 0,4 11,6 27,8 7,5 128,5 37,1-22,8 Marocco 0,4 11,4 26,7 20,1 325,7 304,8 139,4 Nota: i distretti sono ordinati in base al valore delle esportazioni nei primi 9 mesi del. Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati ISTAT 3. La Cassa Integrazione Guadagni (CIG) I dati di Cassa Integrazione Guadagni 3 relativi ai primi undici mesi dell anno non mostrano inversioni di tendenza rispetto a quanto già evidenziato nelle precedenti edizioni del Monitor. E difatti proseguito il trend di generale contrazione delle ore autorizzate CIG all interno dei distretti tradizionali lombardi: il monte ore complessivo ammonta ora a 64,1 milioni, in calo tendenziale del 17,8%. Il risultato è da ricondurre alla forte decelerazione delle ore autorizzate di Cassa Ordinaria (CIGO) 4, che incide in misura pari al 35,5% sul monte ore CIG totale. Sono però ben sei i distretti che mostrano di ricorrere alle ore di CIGO in misura superiore alla media 3 In questo paragrafo vengono presentati i dati di Cassa Integrazione Guadagni (monte ore autorizzate) per i distretti tradizionali e i poli tecnologici della Lombardia. Mancano i dati relativi ai distretti agro-alimentari, dal momento che il dettaglio fornito dalla banca dati INPS in termini di specializzazione produttiva non consente di individuare correttamente il fenomeno. I dati CIG dei distretti sono infatti ottenuti incrociando i dati provinciali con le categorie merceologiche Ateco 2002 a due digit. Poichè i settori di specializzazione a due digit risultano talvolta più ampi degli effettivi settori di specializzazione distrettuali, il calcolo del monte ore potrebbe risultare sovrastimato. Quando la sovrastima che si ottiene è eccessiva, come nel caso dei distretti agro-alimentari, si è preferito omettere il risultato. 4 La CIGO è rivolta alle aziende industriali non edili e alle aziende industriali e artigiane dell edilizia e del settore lapideo che sospendono o riducono l attività aziendale a causa di eventi temporanei e transitori quali ad esempio la mancanza di commesse, le avversità atmosferiche. Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche 10

12 dell aggregato (come si evince dai dati in Tab. 5a): in particolare, nei distretti dell abbigliamentotessile gallaratese, della lavorazione dei metalli Valle dell Arno, delle macchine per la concia della pelle di Vigevano e delle calzature di Vigevano, la CIGO rappresenta ancora la componente di Cassa preponderante. Resta invece di importanza primaria per l intero aggregato distrettuale la componente delle ore autorizzate di Cassa Straordinaria (CIGS) 5, anche se rallenta il ritmo di crescita nel confronto con il 2013 (+9,6%). La CIGS, pensata per alleviare le problematiche di gestione del costo del lavoro in concomitanza con situazioni di crisi strutturale delle imprese, presenta, infatti, ancora un peso prossimo al 55,5% sul totale delle ore CIG complessivamente autorizzate nei distretti tradizionali. Inoltre, sono ben dieci le realtà distrettuali dove le ore autorizzate CIGS hanno raggiunto un peso superiore al 55%: metalli di Brescia/rubinetteria e valvolame di Lumezzane monitorati congiuntamente, metalmeccanica di Lecco, meccanica strumentale di Varese, legno e arredamento della Brianza, seta-tessile di Como, meccanica strumentale del bresciano, tessile e abbigliamento della Val Seriana, gomma del Sebino bergamasco, calzetteria di Castel Goffredo, legno di Casalasco-Viadanese. Un commento a parte meritano infine le ore autorizzate di Cassa in Deroga (CIGD) 6, per via delle diverse modalità di finanziamento (a gestione locale e non accentrata) di questa tipologia di ammortizzatore sociale, destinato alle piccole imprese artigiane nonché alle realtà industriali che non presentano i requisiti per accedere alle altre due tipologie di Cassa. Le ore di CIGD si sono mostrate in forte contrazione nel periodo gennaio-novembre, nell ordine del 25,7%. L incidenza residuale sul monte ore complessivo, pari all 8,9%, si alza in corrispondenza di alcuni distretti a forte componente artigiana, come le macchine tessili e per materie plastiche di Bergamo, l abbigliamento e calzature della bassa bresciana, la calzetteria di Castel Goffredo, il metalmeccanico del basso mantovano. In corrispondenza dei poli tecnologici lombardi si è invece registrato un aumento del 7,7% delle ore autorizzate di Cassa nel periodo gennaio-novembre, per un monte ore complessivo pari a circa 12 milioni (Tab. 5b). L incremento riguarda due dei poli monitorati, ovvero polo ICT di Milano e biomedicale di Milano, con una dinamica guidata da tutte le componenti di Cassa. La componente preponderante resta però, anche in questo caso, la Cassa Straordinaria (che incide in misura pari al 78,5% nel polo ICT e al 49,1% nel biomedicale). Nei restanti poli, farmaceutico lombardo e aeronautico di Varese, si assiste invece ad una contrazione delle ore autorizzate di Cassa, comprese le ore di CIGS. In linea generale, si segnala come i numeri della Cassa Integrazione rappresentino in realtà solo una proxy indicativa dello stato di salute delle imprese, con dei limiti derivanti dal poter osservare l utilizzo effettivo dello strumento da parte dei soggetti che ne hanno fatto richiesta. Per la Cassa Ordinaria, in particolare, si ammette la possibilità di uno sfruttamento delle ore in periodi non consecutivi, identificabili in 52 settimane in un biennio. Una valutazione attenta dello stato di salute delle imprese prescinde quindi dagli strumenti a disposizione. Ciò non toglie che i dati qui forniti possano rappresentare, ad ogni modo, un valido strumento per interpretare le principali tendenze del mercato. 5 La Cassa Straordinaria è adottata quando l azienda si trova a fronteggiare processi di ristrutturazione, riorganizzazione, riconversione o in caso di crisi aziendale, fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria. 6 Sono definiti in deroga i trattamenti di integrazione salariale (CIGD) destinati ai lavoratori di imprese escluse dai trattamenti ordinari (CIGO e CIGS), quindi aziende artigiane e industriali con meno di 15 dipendenti o industriali con oltre 15 dipendenti che non possono usufruire dei trattamenti ordinari, ma anche aziende che hanno esaurito gli interventi di carattere ordinario. Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche 11

13 Monitor dei Distretti - Lombardia Tab. 5a - I dati CIG dei distretti tradizionali della Lombardia: cumulato delle ore autorizzate, composizione % per tipologia di Cassa (Ordinaria ORD, Straordinaria STR e Deroga DER) e variazioni tendenziali Composizione % CIG al Var% gen-nov Monte ore CIG su gen-nov 2013 Gen-nov Gen-nov Gen-nov Gen-nov ORD STR DER Totale CIG ORD STR DER Metalli di Brescia e Lumezzane: rubinetti e pentolame ,1 59,9 9,0-17,9-34,5-3,3-26,7 Metalmeccanica di Lecco ,6 58,9 5,5-20,2-52,7 36,3-21,3 Meccanica strumentale di Varese ,4 67,2 1,4 41,8 2,8 74,9-10,3 Abbigliamento-tessile gallaratese ,5 42,4 6,1-17,0-30,1 11,5-30,0 Legno e arredamento della Brianza ,0 60,5 10,5-18,0-32,9-7,7-20,3 Seta-tessile di Como ,3 59,2 4,5-15,6-29,9 19,4-73,7 Meccanica strumentale del Bresciano ,1 63,8 5,1-29,1-48,8-13,6-21,7 Tessile e abbigliamento della Val Seriana ,5 62,9 13,6-40,2-64,2-19,6-41,7 Articoli in gomma e materie plastiche di Varese ,9 48,9 4,2-21,9-37,3 2,7-25,2 Abbigliamento e calzature della bassa bresciana ,0 54,0 18,0-24,5-46,7-1,6-27,9 Lavorazione metalli Valle dell'arno ,4 32,0 8,6-30,6-42,4 24,4-43,8 Macchine tessili e per materie plastiche di Bergamo ,1 44,0 21,9-17,6-52,2-5,3 514,1 (*) Gomma del Sebino Bergamasco ,1 59,8 5,0-10,5-40,4 36,6-44,0 Metalmeccanico del basso mantovano ,4 45,9 31,7 0,0 2,3 2,0-4,2 Calzetteria di Castel Goffredo ,9 57,6 27,5 15,5-45,5 176,8 (*) -28,5 Legno di Casalasco-Viadanese ,6 79,2 8,2 44,2-56,8 297,6 (*) -59,5 Macchine concia della pelle di Vigevano ,1 39,5 8,4-21,3-51,7 169,6 (*) 86,8 Calzature di Vigevano ,0 1,9 7,2-31,0-28,9-65,9-38,0 Totale distretti tradizionali Lombardia ,5 55,5 8,9-17,8-39,7 9,6-25,7 Nota: ordinamento sulla base del monte ore cumulato. (*) I dati CIG relativi ad alcuni distretti possono essere soggetti a forte volatilità, per via dei bassi livelli di partenza. Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati INPS, osservatorio statistico CIG Tab. 5b - I dati CIG dei poli tecnologici della Lombardia: cumulato delle ore autorizzate, composizione % per tipologia di Cassa (Ordinaria ORD, Straordinaria STR e Deroga DER) e variazioni tendenziali Monte ore CIG Composizione % CIG al Var % gen-nov su gen-nov 2013 Gen-nov Gen-nov Gen-nov Gen-nov Totale ORD STR DER CIG ORD STR DER Polo ICT di Milano ,4 78,5 7,1 39,7 44,4 39,6 31,7 Polo farmaceutico lombardo ,9 69,3 2,8-29,8-37,1-26,4-31,7 Biomedicale di Milano ,3 49,1 7,6 21,3 29,6 16,7 9,9 Polo aeronautico di Varese ,8 50,8 0,4-15,9 14,9-31,0-86,2 Totale poli tecnologici Lombardia ,0 71,4 5,6 7,7 1,2 9,6 11,5 Nota: ordinamento sulla base del monte ore cumulato. Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati INPS, osservatorio statistico CIG Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche 12

14 Monitor dei Distretti - Lombardia Appendice Metodologica Non è facile monitorare l evoluzione congiunturale dei distretti industriali. Le uniche informazioni aggiornate disponibili, a livello territoriale (provinciale), riguardano le esportazioni espresse a prezzi correnti (dati trimestrali). Un incrocio province/settori per le esportazioni è disponibile, inoltre, per un numero relativamente limitato di settori. La congiuntura dei distretti può essere pertanto approssimata in un modo molto grezzo, con un maggiore grado di confidenza solo per i distretti fortemente export-oriented (non ci sono, infatti, dati sul mercato interno) e per quelli che producono beni non troppo specifici (non abbiamo statistiche su micro-settori ad esempio come coltelli e forchette ). I distretti analizzati costituiscono una sintesi di quelli individuati dalla Federazione dei distretti italiani, dall ISTAT, dalla Fondazione Edison e dalle Leggi regionali che censiscono i distretti stessi. Nel Monitor dei distretti sono analizzati, oltre a circa 140 distretti tradizionali (principalmente specializzati nel sistema moda, nel sistema casa, nella meccanica e nell agro-alimentare), 20 poli tecnologici, specializzati cioè in settori ad alta tecnologia (farmaceutica, ICT, aeronautica). Poiché il presente lavoro ha finalità soprattutto quantitative a livello del sistema distretti nel suo complesso, ci si è concentrati solo sui distretti e poli tecnologici che potevano essere ben rappresentati dai dati ISTAT disponibili sul commercio estero a livello provinciale. Vale la pena precisare che i dati ISTAT provinciali si riferiscono alle export, espresse a prezzi correnti e, pertanto, non tengono conto dei fenomeni inflativi, ovvero delle variazioni di prezzo non dovuti a miglioramenti qualitativi dei beni prodotti. Questi dati devono, pertanto, essere valutati con cautela visto che, l evoluzione positiva (negativa) dell export può nascondere aumenti (diminuzioni) di prezzo legati all andamento delle quotazioni delle materie prime. In questo numero del Monitor l evoluzione delle esportazioni nel è calcolata confrontando i dati provvisori nel con i dati definitivi del Le variazioni calcolate per il 2013 sono ottenute dal confronto tra dati definitivi del 2013 e dati definitivi del Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche 13

15 Monitor dei Distretti - Lombardia Le pubblicazioni sui Distretti della Direzione Studi e Ricerche Studi sui distretti industriali Monografie sui principali distretti industriali italiani Il distretto del mobile della Brianza, Marzo 2003 Il distretto del mobile del Livenza e Quartiere del Piave, Agosto 2003 Il distretto della calzatura sportiva di Montebelluna, Agosto 2003 Il distretto del tessile abbigliamento di Schio-Thiene-Valdagno, Settembre 2003 Il distretto delle piastrelle di Sassuolo, Dicembre 2003 Il distretto della calzetteria di Castel Goffredo, Gennaio 2004 Il distretto dei metalli di Lumezzane, Febbraio 2004 Il distretto del tessile abbigliamento di Prato, Marzo 2004 Il distretto del mobile di Pesaro, Giugno 2004 Il distretto dell occhialeria di Belluno, Settembre 2004 Il distretto della concia di Arzignano, Settembre 2004 Il distretto delle calzature di Fermo, Febbraio 2005 Il distretto tessile di Biella, Marzo 2005 Il distretto della sedia di Manzano, Maggio 2005 Il distretto serico di Como, Agosto 2005 Il distretto della calzetteria di Castel Goffredo (aggiornamento), Novembre 2005 Il distretto dei prodotti in pelle e cuoio di Santa Croce sull Arno, Dicembre 2005 Il distretto della concia di Arzignano (aggiornamento), Aprile 2006 Il distretto del mobile imbottito della Murgia, Giugno 2006 I distretti italiani del mobile, Maggio 2007 Il distretto conciario di Solofra, Giugno 2007 Il distretto dei prodotti in pelle e cuoio di Santa Croce sull Arno (aggiorn.), Settembre 2007 Il distretto della calzatura del Brenta, Ottobre 2007 Il distretto della calzatura veronese, Dicembre 2007 Il Polo fiorentino della pelle, Luglio 2008 Il distretto dei casalinghi di Omegna, Novembre 2008 Il distretto della calzatura di San Mauro Pascoli, Febbraio 2009 Il distretto metalmeccanico del Lecchese, Giugno 2009 I distretti calzaturieri del sud: Casarano, il Nord Barese e il Napoletano, Settembre 2009 Il distretto della maglieria e dell abbigliamento di Carpi, Marzo 2010 Il distretto delle macchine agricole di Modena e Reggio Emilia, Marzo 2010 I distretti veneti del tessile-abbigliamento: le strategie per un rilancio possibile, Aprile 2010 L occhialeria di Belluno all uscita dalla crisi: quale futuro per il tessuto produttivo locale?, Settembre 2010 La Riviera del Brenta nel confronto con i principali distretti calzaturieri italiani, Ottobre 2010 Il comparto termale in Italia: focus Terme Euganee, Giugno 2011 Il calzaturiero di San Mauro Pascoli: strategie per un rilancio possibile, Luglio 2011 Il distretto della carta di Capannori, Marzo 2012 I distretti industriali e i poli tecnologici del Mezzogiorno: struttura ed evoluzione recente, Giugno 2012 Il mobile imbottito di Forlì nell attuale contesto competitivo, Novembre 2012 Abbigliamento abruzzese e napoletano, Novembre 2012 Maglieria e abbigliamento di Perugia, Luglio 2013 Pistoia nel mondo, Dicembre 2013 Monitor dei distretti e Monitor dei distretti regionali Trimestrale di congiuntura e previsioni sui principali distretti industriali italiani Ultimo numero: Economia e finanza dei distretti industriali Rapporto annuale sui bilanci delle imprese distrettuali Settimo numero: Dicembre (forthcoming) Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche 14

16 Monitor dei Distretti Toscana Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche - Responsabile Gregorio De Felice Servizio Industry & Banking Fabrizio Guelpa (Responsabile Servizio) Ufficio Industry Stefania Trenti (Responsabile) Giovanni Foresti (Responsabile Analisi Territoriale) Maria Cristina De Michele Serena Fumagalli Angelo Palumbo Caterina Riontino Ilaria Sangalli Ufficio Banking Elisa Coletti (Responsabile) Marco Lamieri Clarissa Simone Local Public Finance Laura Campanini (Responsabile) Alessandro Magri Il rapporto è stato elaborato con informazioni disponibili al 15 dicembre. Avvertenza Generale La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo. Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche 15

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