E-FINANCE. PROFILI GIURIDICI

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1 2003 UMBERTO PLACANICA E-FINANCE. PROFILI GIURIDICI LA REGOLAMENTAZIONE DELLE ATTIVITÄ FINANZIARIE RETAIL DISTRIBUITE VIA INTERNET Presentazione di FABIO MERUSI CEDAM CASA EDITRICE DOTT. ANTONIO MILANI

2 INDICE - SOMMARIO Presentazione p. XV PRIMA PARTE L'AFFERMAZIONE DELLA DISTRIBUZIONE VIA INTERNET DEI SERVIZI FINANZIARI Cap. 1. Introduzione p. 3 1 Le ricadute dello sviluppo tecnologico sulla finanza: premessa p. 3 2 Gli effetti dell'uso di Internet sulla securities industry: prima ricognizione p. 6 (a) Massificazione. (b) Disintermediazione. (c) Despecializzazione. (d) Delocalizzazione. (e) Dematerializzazione. 3 La nascita e lo sviluppo di una new economy p La difrusione delle attivitäfinanziarievia Internet p. 12 (a) Stati Uniti. (b) Europa. (c) In particotare: llalia. 5.1 vantaggi della distribuzione dei servizi finanziari via Internet p. 16 (a) La sempiicitä di accesso. (b) La sempiicitä di utilizzo. (c) i 'abbattimento delle barriere spaziaii (anywhere). (d) L 'abbattimento delle barriere tecniche (any device). (e) L 'abbattimento delle barriere temporali (anytime). (/) Ampio ränge di informazioni accessibiti. (g) Ampio ränge difonti di informazione. (h) Ampio ränge di attivitä operative praticabili. (i) Costi particolarmente contenuti dei servizi. (j) Interattivitä. (k) Velocitä di esecuzione delle disposizioni impartite e loro immediato riscontro. Cap. 2. II sostegno degli Organi comunitari alle attivitä di e-finance p Introduzione: la volontä politica di incoraggiare la "new economy" p Iprimi interventi sui servizi finanziari adistanza p. 24 (a) Gli interventi dei 1996 sulla tutela dei consumatore. (6) // Libro verde sui servizi finanziari. (c) Lo Studio su «Jmpatto ed efficacia dei Mercato unico». (d) La Risoluzione «Servizi finanziari: come soddisfare le aspettative dei consumatori». (e) La Comunicazione «Servizi finanziari: come rafforzare lafiducia dei consumatori».

3 VIII 3.1 piani pluriennali per promuovere l'uso sicuro di Internet p. 29 (a) La risohizione dei Consiglio dei I Jfebbraio (b) La decisione dei Parlamento e dei Consiglio Eu dei 25 gennaio II quadro d'azione e il piano d'azione definiti della Commissione UE p. 30 (a) «Servizi finanziari: elaborazione di un quadro d 'azione» (b) «Servizi finanziari: messa in atto dei quadro d 'azione: piano d 'azione». (c) Le Comunicazioni deüa Commissione sui progressi realizzati. (d) GH Ultimi progressi realizzati 5. e-europe: una societä derinformazione p. 34 (d) La comunicazione «e-europe. Una societä dell 'informazione per tutti» (b) II Consiglio europeo dei 23/4 marzo 2000 di Lisbona. (c) // «Piano d'azione» preparato per il Consiglio UE di Feira il giugno (d) II «Piano d 'azione» preparato per il Consiglio UE di Siviglia il giugno La direttiva sui commercio elettronico P- 38 (a) Premessa. (b) L 'evoluzione ehe ha portato alla attuale proposta normativa. (c) Le proposte di direttive presentate nel novembre 1998 e nel settembre (d) La direttiva 2000/3/ sui commercio elettronico. (e) 11 d.lgs. 9 aprile 2003, n. 70, di reeepimento della direttiva 2000/ La proposta di direttiva sull'offerta a distanza di servizi finanziari p. 47 (a) L 'evoluzione ehe ha portato alla attuale soluzione normativa. (b) La direttiva n. 2002/65/CEdel 23 settembre (c) 11 rapporto tra la direttiva n. 2000/3 1/CE e la direttiva n. 2002/65/CE. 8. Gli sviluppi piü recenti p. 56 (a) La comunicazione su una «E-commerce policy forfinancial Services». (b) I Ire pilastri individuati dai ministri dei Consiglio ECOFIN. Cap. 3. Contenuto e limiti dei presente lavoro p La prospettiva d'indagine p II contenuto dei lavoro p limiti dei lavoro p. 63 (a) La normativa relativa ai servizi strettamenle bancari. (b) Le problematiche giuridiche di natura privatistica. (c) Le problematiche macroeconomiche. (d) 1 profili economico-aziendali dei trading on-line. (e) Le perplessitä di ordine sociologico. SECONDA PARTE LE ATTIVITÄ FINANZIARIE DISTRIBUITE VIA INTERNET. PREVISIONI REGOLAMENTARI Cap. 1. Le fonti normative sull'offerta di prodotti e servizi via Internet. p Premessa p La fönte di rango primario: il d.lgs. 58/'98 p. 77 (a) // requisito della forma scritta ad substantiam (art. 23 tuf): cenno e rinvio. (b) La diseiplina dell 'offertafuori sede (art. 30 tuf). (c) La promozione e il collocamento a distanza (art. 32 tuf).

4 IX 3. Le fonti di rango secondario: i regolamenti della CONSOB p. 102 (a) II Regolamento CONSOB n /98. (b) I Regolamenti CONSOB n. II768/V8 (mercati) e n /V8 (emittenti). 4. Glialtri interventi della CONSOB p. 112 (a) Le comunicazioni. (b) Le delibere. (c) 11 Website della Consob. Cap. 2. Le attivitä finanziarie effettuate senza l'ausilio di intermediari p Premessa p La distribuzione di corporate Information p. 125 (d) La pubblicitä istituzionale e commerciale (corporate Information). (b) Studi e statistiche. (c) 1 documenti contabili. 3. Lo svolgimento in rete delle assemblee sociali p. 133 (a) 11 contesto internazionale. (b) La situazione italiana vigente. (c) II nuovo diritto societario. 4. Le Offerte private (direct private offerings) p. 138 (a) II dirilto statimitense. (b) 11 diritto italiano. 5. Le Offerte pubbliche {directpublic offerings) p. 141 (d) 11 diritto statimitense. (b) II dirilto italiano. 6. Gli Internet-based trading Systems (cenno e rinvio) p. 150 Cap. 3. Le informazioni finanziarie e il servizio accessorio di consulenza p La particolare versatilitä d'impiego della rete Internet p. 151 (d) La dijfusione in tempo reale delle quotazioni aggiornate. (b) La diffusione di ogni altra utile informazione finanziaria. (c) L 'assistenza personalizzata degli investitori. 2. La natura giuridica dei servizio di consulenza p. 154 (a) La legge 2 gennaio 1991, n. 1 (cd. legge sim). (b) 11 d.lgs. 23 luglio 1996, n. 415 (cd. decreto eurosim). (c) IId.lgs. 24febbraio 1998, n. 58 (cd. tuf). 3. L'interpretazione della CONSOB p. 160 (a) La dijfusione di informazioni e le diverse forme della consulenza. (b) II libero esercizio dell'attivitä. (c) L 'obbligo diforma scritta. (d) 1 limiti all 'attivitä di consulenza per il promotore finanziario. (e) La prestazione a distanza dei servizio di consulenza da parte di intermediari professionali. 4. Profilo evolutivo: la necessitä di un controllo nello svolgimento dei servizio... p. 167 Cap. 4. II collocamento di strumenti finanziari p La normativa vigente negli Stati Uniti (cenni) p La normativa sulla sollecitazione airinvestimento vigente in Italia p. 177 (a) 11 collocamento a distanza di strumenti finanziari. (b) Lo scambio preliminare di informazioni tra gli intermediari e gli investitori. (c) Lefasi antecedenti al collocamento. (d) Le modalitä dei collocamento: lo scambio dei documenti relativi all 'offerta.

5 3. La raccolta delle adesioni via Internet e il requisito della forma scritta p. 193 (a) La normativa primaria e secondaria. (b) 1 recenti interventi della Consob. (c) (Segne): La comunicazione de! 21 luglio (d) Lafirma digitale e la equivalenza per legge alla forma scritta. (e) Gli obblighi di attestazione, rendicontazione e registrazione delle operazioni compiule. Cap. 5. La ricezione e la trasmissione di ordini per conto degli investitori p La grande diffusione dei fenomeno p La natura giuridica dell'attivitä e le sue previsioni regolamentari p. 209 (a) La natura accessoria di servizio d'inveslimento. (b) La disciplina dei servizio. 3. L'impiego della rete come canale di trasmissione degli ordini p. 212 (a) La legiltimitä dell 'uso della rete. (b) L 'utilizzo meramente materiale e di supporto della rete. (c) L 'allestimento, all "mterno di im negozio fmanziario, di postazioni per il trading on line. 4. L'avvio e lo svolgimento dei servizio di trading on-line p.215 (d) La stipula dei contratto di fomitura dei trading e il requisito della forma scritta. (b) II contenuto dei contratto di trading on line. (c) Lo scambio di informativa con i clienti prima e durante lo svolgimento dei servizio. (d) L 'efficientefunzionalitä dei sistema. (e) Le regole di condotta dell 'intermediario nella prestazione dei servizio. Cap. 6. La negoziazione diretta degli ordini p Premessa p Internet edi mercati regolamentati p. 225 (d) La distribuzione di informazioni. (b) Internet comeparte dell'infrastruttura di mercato. 3. Gli alternative trading Systems (ATSs) p L'utilizzo degli ATSS da parte della clientela retail p. 234 (a) Due esempi concreti: Attain e FuturCom. (b) II trattamento normativo degli A TSs negli Usa (cenni). (c) 1primi approcci al trattamento normativo degli ATSs neue disposizioni comunitarie. (d) II trattamento normativo degli ATSs in Italia. 5. (Segue): gli on-line bulletin boards p. 254 (a) I varifenomeni. (b) II trattamento normativo dei BBs negli Usa (cenni). (c) L 'eventuale trattamento normativo in Italia. TERZA PARTE LA DISCIPLINA DEGLI ILLECITI FINANZIARI PERPETRATI VIA INTERNET Cap. 1. Le nuove fonti dei diritto nella finanza virtuale p Cyber-Law, analogia ed autoregolamentazione p. 263 (a) Innovazione efiducia.

6 XI (b) Lo sviluppo dei web e la netiquette. (c) L 'iniziale interpretazione analogica dei diritto finanziario. (d) La produzione di im nuovo diritto (il cd. cyber-law). (e) II ruolo dell 'autoregolamentazione. 2. Cooperazione internazionale e produzione di nuovi orientamenti normativi... p. 274 (d) La promozione di im diritto uniforme a livello sovranazionale. (b) L 'International Organization ofsecurities Commissions (IOSCO). (c) // Forum of European Securities Commissions (FESCO). (d) L 'Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD). (e) La World Trade Organization (WTO). (/) // Basel Committee for Banking Supervision. (g) 11 Financial stability forum (FSF). Cap. 2. Nuovi limiti alpoggetto d'indagine p Premessa p II cyber-laundering p. 286 (a) Genera Uta. (b) L'intervento comunitario. (c) Le disposizioni nazionali. (d) Alcune brevi considerazioni. 3. Le problematiche di natura fiscale p Le responsabilitä degli intermediari non finanziari p. 302 (a) Gli Internet Service Providers (ISPs). (b) 1 Certification Service Providers (o Cerlification Authorities). (c) Le societä di servizi. 5. Gli illeciti perpetrabili via Internet di natura non finanziaria p. 319 (u) I reati commissibili via Internet. (b) (Segne): la tutela penale dei dati personali. (c) I Computer crimes. Cap. 3. Illeciti penali e attivitä finanziarie via Internet p Premessa p La truffa (art. 640 c.p.) p. 334 (a) Alcune interessanti evidenze empiriche. (b) Le caratteristiche di Internet ehe agevolano la promozione e la realizzazione difrodi. (c) Gli schemifraudolenti maggiormente perpetrati via Internet. (d) II trattamento normativo. (e) Gli interventi preventivi di contrasto: I 'on-line Information. (f) (Segne): l'investor education. (g) Gli Internet fraud sweeps negli Stati Uniti. (h) I rapporti di collaborazione interna ed internazionale. 3. La frode informatica (art 640-ter c.p.) p. 360 (a) Lo strumento giuridico di contrasto. (b) L 'impresa di investimento come soggetto passivo. (c) L impresa di investimento come soggetto attivo. (d) La collaborazione internazionale. 4. L'abusivismo (art. 166 ruf) p. 373 (a) Alcuni esempi. (b) II traltamento normativo dell 'abusiva promozione e collocamento a distanza. (c) II trattamento sanzionatorio dell abusivismo in Internet. (d) Alcune possibili soluzioni per contrastare I abusivismo.

7 XII 5. L'aggiotaggio su strumenti finanziari (art c.c.) p. 393 (a) La nozione di aggiotaggio (o market manipulation). (b) Le tecniche di aggiotaggio in Internet. (c) La tutela normativa dei titoli quotati in mercati regolamentati. (d) La tutela normativa dei titoli quotati nei mercati over-the-counter. (e) Alcimi rimediper im efficace contrasto dell'on-line market manipulation. Cap. 4. Illeciti amministrativi e attivitä finanziarie via Internet p Premessa p L'abuso di denominazione (art. 188 tuf) p.419 (a) La risposta normativa. (b) Alcune modalitä dell 'abuso di denominazione in Internet. 3. II mancato utilizzo dei promotori finanziari (art. 190 tuf) p. 436 (a) La fönte normativa e le fattispecie sanzionate. (b) Gli intelligent agents. (c) 11 ruolo dei promotori e la nuova alleanza tra uomo e Computer. 4. Le sanzioni applicabili ai promotori finanziari (art. 196 tuf) p. 442 (a) Attivitä e responsabilitä dei promotori finanziari. (b) Le sanzioni interdittive e le sanzioni pecuniarie. QUARTA PARTE LA DISCIPLINA DELLE ATTIVITÄ FINANZIARIE CROSS-BORDER Cap. 1. La natura, la nazionalitä e il target dei sito web p Premessa p. 453 (d) Universalitä della rete e collaborazione internazionale. (b) I valori dei rapporti cross-border. 2. La natura giuridica dei sito web p. 457 (a) II sito web comefigura riconducibile a quella di succursale? (b) II sito web comefigura riconducibile a quella della libera prestazione dei servizi? 3. La nazionalitä dei sito web p. 463 (a) La scarsa significativitä dell 'indirizzo web. (b) II luogo in cui e presenle il Server. (c) 11 luogo in cui e presenle I 'offerente il servizio. Cap. 2. Le questioni giurisdizionali e della legge applicabile p Premessa p La giurisdizione nei rapporti tra regulators ed imprese d'investimento p. 466 (a) I limiti della avocazione e della rinuncia aipoteri giurisdizionali. (b) L 'iniziale approccio basato sulla «availability qf»posto in essere da alcune autoritä. (c) L 'insoddisfazione per il vecchio approccio. (d) 11 nuovo approccio («targeted at» lest). (e) Le linee guida della Consob. (f) Le prime ipotesi di enforcement promosse dalla nostra Autoritä di vigilanza. (g) L 'effeltiva applicabilitä delle sanzioni eventualmente irrogate.

8 XIII 3. La giurisdizione sulle controversie civili e commerciali con i consumatori p. 482 (a) Premessa. (b) La disciplina nazionale (cenni). (c) La disciplina comunitaria. 4. I sistemi alternativi per la risoluzione delle controversie (ADR) p. 487 (a) 11 commercio elettronico dei beni e dei servizi. (b) (Segne): i prodotti e i servizi finanziari. 5. La questione della legge applicabile ai contratti conclusi dagli investitori p. 490 (a) 11 Trattato di Roma. (b) La Convenzione di Roma. (c) La direttiva sui servizi di investimento. (d) La sentenza della Corte di Giustizia della CE 10 maggio 1995, n. C 384/93. (e) La comunicazione interpretativa della Commissione CE n. 97/C-209/04. (f) La Comunicazione della Commissione n. 722 def. dei gennaio (g) La direttiva n ICE sui commercio eleltronico. (h) La direttiva n. 2002/65/CE sulla commercializzazione a distanza di servizi finanziari. Cap. 3. La disciplina delle attivitä finanziarie Offerte in Italia p Premessa p La vigilanza sulle attivitä finanziarie distribuite in Italia via Internet p. 508 (a) I rischi connessi con I 'e-fmance (cd. Internet risks). (b) Le attivitä di vigilanza in Italia. 3. La attuale disciplina delle attivitä finanziarie cross-border intra-ue p. 513 (a) Lo scenario out-in. (b) Lo scenario in-out. 4. La attuale disciplina delle attivitä finanziarie cross-border da paesi extra-ue.. p. 518 Cap. 4. Considerazioni conclusive p Ue-finance tra aperture normative e congiunture economiche p. 523 (a) La disponibilitä dei legislalore ad assecondare le applicazioni dell 'informatica aliafinanza. (b) Le correlazioni positive con le variefasi della conghmtura economica. 2. La digitalizzazione dei prodotti e dei servizi p. 526 (a) La tecnica. (b) Le norme. (c) La reputazione e lafiducia. 3. Le questioni aperte e quelle di prossima rilevanza p Globalitädei mercati e spinte evolutive p Ue-finance tra prospettive di sviluppo tecnico e approfondimento dottrinale.. p. 531 Riferimenti bibliografici p. 535

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