LA GESTIONE PRESTITI

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1 LA GESTIONE PRESTITI LA MANIFESTAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO IL CONTRATTO DI DEBITO (PRESTITO) PREVEDE DUE PRESTAZIONI NON CONTESTUALI E UNA CONDIZIONE DI INCERTEZZA FINO ALLA DATA DEL RIMBORSO NELL IPOTESI DI INSOLVENZA (DEFAULT) LA BANCA PUÒ RECUPERARE O MENO LA TOTALITÀ DEL CREDITO GLI EFFETTI DELL INSOLVENZA SI MANIFESTANO COME: PERDITA IN CONTO CAPITALE E IN CONTO INTERESSI (RIMBORSO PARZIALE) PERDITA IN CONTO INTERESSI (IPOTESI DI RINEGOZIAZIONE DEI TASSI O DELLE SCADENZE) COSTI DI LIQUIDITÀ (MANCATO RISPETTO DEI TERMINI CONTRATTUALI DI RIENTRO) A.A

2 RISCHIO DI CREDITO E RICONDUCIBILE AL CONCETTO DI INSOLVENZA MA ANCHE A QUELLO DI RITARDO NEI PAGAMENTI/O PAGAMENTI PARZIALI SPESSO COLLEGATO ANCHE A PROCEDURE DI RISTRUTTURAZIONE O DI RESCHEDULING DEL PRESTITO COMPORTA DI FATTO ANCHE IN QUESTO CASO UNA MODIFICA DELLA SCADENZA E DEI PREZZI (PREMIO AL RISCHIO/TASSO) HA EFFETTI SUL VALORE ATTUALE DEL PRESTITO DUE ULTERIORI PROFILI DEL RISCHIO DI CREDITO RISCHIO SETTORIALE: CORRELAZIONE TRA POSIZIONE DELL AFFIDATO E ANDAMENTO CICLICO DEL SETTORE RISCHIO DI GRUPPO: COLLEGATO ALL ESISTENZA DI RAPPORTI DI GRUPPO E OGGETTO DI SPECIFICO TRATTAMENTO DA PARTE DELLA VIGILANZA IL CONCETTO DI RISCHIO PAESE IL CONCETTO DI RISCHIO SOVRANO IL CONCETTO DI RISCHIO DI CONTROPARTE LE RELAZIONI CON LA VIGILANZA IL RUOLO DELLA VIGILANZA INFORMATIVA IL RUOLO DELLA VIGILANZA ISPETTIVA A.A CREDITI VIVI E PROBLEMATICI CLASSIFICAZIONE DELLE POSIZIONI CREDITI VIVI O IN BONIS CREDITI DUBBI PARTITE INCAGLIATE: CREDITI VERSO SOGGETTI IN TEMPORANEA SITUAZIONE DI ILLIQUIDITÀ O DIFFICOLTÀ, CHE POSSA ESSERE RIMOSSA IN CONGRUO PERIODO DI TEMPO SOFFERENZE: CREDITI VERSO SOGGETTI IN STATO DI INSOLVENZA (ANCHE NON ACCERTATO GIUDIZIALMENTE) O IN SITUAZIONI EQUIPARABILI CREDITI RISTRUTTURATI: PER I QUALI SONO STATI CONCORDATI NUOVI PIANI DI RIMBORSO A MEDIO-LUNGO TERMINE, A TASSI PIU CONTENUTI A.A

3 CRITERI DI VALUTAZIONE DEI CREDITI IN BILANCIO VIENE INIZIALMENTE ISCRITTO L IMPORTO EROGATO AL VALORE STORICO IL CREDITO VIENE PERIODICAMENTE VALUTATO ED ESPOSTO IN BILANCIO AL VALORE DI PRESUMIBILE REALIZZO ( VALORE DI MERCATO ) LA SVALUTAZIONE (RETTIFICHE DI VALORE) EQUIVALE A UNA PREVISIONE DI PERDITA, QUANTIFICATA ANCHE IN BASE AL POSSIBILE RECUPERO (REALIZZO DELLE GARANZIE) RETTIFICHE (DIRETTE): ANALITICHE, SU SINGOLE POSIZIONI VIVE O PROBLEMATICHE (A INCAGLIO O IN SOFFERENZA) FORFETTARIE, SU CREDITI VIVI O PROBLEMATICI DI BASSO IMPORTO, SULLA BASE DEL RISCHIO FISIOLOGICO OSSERVATO PER PORTAFOGLI OMOGENEI PER SETTORE, DIMENSIONE E LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA DEL DEBITORE CON IMPUTAZIONE DELLA RETTIFICA A CONTO ECONOMICO RETTIFICHE INDIRETTE ACCANTONAMENTI PRUDENZIALI AL FONDO RISCHI SU CREDITI (RISCHI EVENTUALI) A.A CRITERI DI VALUTAZIONE DEI CREDITI VALUTAZIONE ANALITICA EROGAZIONE DI UN PRESTITO PER 100 (2008) L ESERCIZIO SUCCESSIVO (2009) SVALUTO IL VALORE ORIGINARIO PER 2 A SEGUITO DI UN INCREMENTO DEL RISCHIO DI INSOLVENZA DEL DEBITORE Conto economico 2009 ATT Esercizio PASS Interessi attivi - Interessi passivi = Margine di interesse + Ricavi da servizi = Margine di intermediazione (-) Costi personale (-) Spese generali ATT Esercizio 2009 PASS Risultato di gestione 98 (-) Rettifiche su crediti 2 RETTIFICA DIRETTA A.A

4 CRITERI DI VALUTAZIONE DEI CREDITI VALUTAZIONE FORFETARIA PORTAFOGLIO DI PRESTITI VALUTATO PER 100 (2008) L ESERCIZIO SUCCESSIVO (2009) SVALUTO IL VALORE ORIGINARIO PER 2 A SEGUITO DI UN INCREMENTO DEL RISCHIO DI INSOLVENZA PER L INTERO PORTAFOGLIO Conto economico 2009 ATT ATT Esercizio Esercizio PASS PASS 2 Fondo rischi su crediti Interessi attivi - Interessi passivi = Margine di interesse + Ricavi da servizi = Margine di intermediazione (-) Costi personale (-) Spese generali Risultato di gestione (-) Accantonamento a fondo rischi su crediti 2 RETTIFICA INDIRETTA A.A LA POLITICA DEI PRESTITI INSIEME DI INDIRIZZI FINALIZZATO ALLA CREAZIONE DEL PORTAFOGLIO PRESTITI NEL SUO COMPLESSO ORIENTA LA BANCA NELLE SCELTE RELATIVE VOLUME PORTAFOGLIO PRESTITI CRITERI DI VALUTAZIONE (RISCHIO) DELLE SINGOLE OPERAZIONI COMPOSIZIONE PORTAFOGLIO CREDITI A.A

5 LA DIMENSIONE DEL PORTAFOGLIO PRESTITI LA CONSISTENZA DEL PORTAFOGLIO PRESTITI AD UNA CERTA DATA DIPENDE DA AVVICENDAMENTO DI NUOVE CONCESSIONI E RIMBORSI VOLUMI DI ATTIVITÀ SVOLTA E SCADENZA DELLE OPERAZIONI LA DETERMINAZIONE DEL TASSO DI CRESCITA DELLO STOCK DI PRESTITI CRESCITA MASSIMA: SI MIGLIORANO I MARGINI MA SPESSO A SCAPITO DELLE CONDIZIONI DI EQUILIBRIO REDDITUALE E FINANZIARIO (CAUSA PRINCIPALE DEI DISSESTI FINANZIARI) CRESCITA SOSTENIBILE: COMPATIBILE CON LE CONDIZIONI DI RISCHIO LA POLITICA DELLA RACCOLTA E E DELLA LIQUIDITÀ (FATTORI INTERNI) VINCOLI ESTERNI (AMBIENTE COMPETITIVO, NORME DI VIGILANZA) A.A LA SEQUENZA OPERATIVA PREVEDE: LA VALUTAZIONE: UN QUADRO D INSIEME A - IL PROCESSO PRELIMINARE DI VALUTAZIONE PROCESSO DI AFFIDAMENTO DETERMINAZIONE DEL PROFILO DEL FABBISOGNO VALUTAZIONE DELLA CAPACITA DI RIMBORSO E DEL MERITO DI CREDITO B - LA SCELTA DELLE FORME TECNICHE E LA DEFINIZIONE DELLE CONDIZIONI SCELTA DEI CONTRATTI DI FINANZIAMENTO IMPORTI E FORME TECNICHE TASSI/PREZZI GARANZIE C - IL CONTROLLO DEL CREDITO MONITORAGGIO DEL DEBITORE CONTROLLO DEGLI UTILIZZI DEL CREDITO VERIFICA DELLA CAPACITA DI RIMBORSO A.A

6 LA VALUTAZIONE DEI FIDI IL PROCESSO DI VALUTAZIONE APPREZZAMENTO DELLA CAPACITÀ DI RIMBORSO DEI SOGGETTI RICHIEDENTI CREDITO (ANALISI DEL RISCHIO DEL SINGOLO PRESTITO); RISCHIO DI CREDITO VERIFICA DELLE COMPATIBILITÀ FRA LA SINGOLA RICHIESTA E LE SCELTE DI VOLUME E COMPOSIZIONE DEL PORTAFOGLIO (OTTICA DI PORTAFOGLIO) RISCHIO DI PORTAFOGLIO A.A L ATTIVITÀ DI SELEZIONE E DI MONITORAGGIO RACCOLTA DI INFORMAZIONI DI DIVERSO TIPO PER DESCRIVERE E VALUTARE IL PROGETTO DI INVESTIMENTO (QUALITA DELL IMPRESA) TUTTAVIA IL CONTESTO RESTA DI INFORMAZIONE INCOMPLETA (L ASIMMETRIA SI PUÒ SOLO RIDURRE) L INFORMAZIONE FORNITA VA VALUTATA SOTTO IL PROFILO DELLA VERIDICITÀ E DELLA COMPLETEZZA ESISTE UN TRADE OFF TRA COSTO MARGINALE DELL INFORMAZIONE E UTILITÀ MARGINALE DELLA STESSA LA BANCA VERIFICA COSTANTEMENTE LA RISCHIOSITÀ DELLA POSIZIONE FINANZIATA (MONITORAGGIO O CONTROLLO) ATTRAVERSO SERVIZIO DEL DEBITO AFFIDABILITA DEL DEBITORE ATTRAVERSO L AGGIORNAMENTO DELLE INFORMAZIONI DI BILANCIO E DALLE INFORMAZIONI DI CENTRALE RISCHI CONTROLLO DELLO STATO DI ATTUAZIONE DEI PROGRAMMI CONTROLLO DEL PROFILO DEI FLUSSI DI INCASSI/PAGAMENTI (ATTRAVERSO IL RAPPORTO DI C/C) A.A

7 IL PROCESSO DI AFFIDAMENTO LE PROCEDURE DI AFFIDAMENTO COMPORTANO UN MECCANISMO DI VALUTAZIONE (ISTRUTTORIA DI FIDO) VOLTO A DETERMINARE DIMENSIONI DEL FABBISOGNO, MODALITA DI COPERTURA CAPACITA DI RIMBORSO DELL AFFIDATO SCOMPONIBILI IN FASI: ANALISI DELLE QUALITA PERSONALI (PROFILO) DEL RICHIEDENTE VERIFICA DEGLI ASPETTI FORMALI DELLA DOCUMENTAZIONE ANALISI DI TIPO QUALITATIVO e QUANTITATIVO VALUTAZIONI DI SINTESI MONITORAGGIO DELLA POSIZIONE DURANTE LA VITA DEL PRESTITO A.A LA STIMA DEL RISCHIO DI CREDITO Character attitudine volontà di rimborsare Conditions condizioni del ciclo e del settore Le 5 C Capital dotazione di capitale Collateral presenza e ruolo delle garanzie Capacity attitudine a generare flussi di cassa A.A

8 IL SET INFORMATIVO PER LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO L ACQUISIZIONE DELLE INFORMAZIONI E FUNZIONALE A: COMPRENDERE I BISOGNI DEI CLIENTI E INDIVIDUARE I PRODOTTI PIÙ ADATTI (PROSPETTIVA COMMERCIALE) OTTENERE UNA MISURA DEL RISCHIO DI OGNI PRESTITO E DELL INTERO PORTAFOGLIO (PROSPETTIVA GESTIONALE) UTILIZZA NORMALMENTE FONTI INFORMATIVE ESTERNE INFORMAZIONI FORNITE DAL CLIENTE FONTI INFORMATIVE INTERNE E DI SISTEMA A.A LE FONTI INFORMATIVE ESTERNE A.A

9 LE INFORMAZIONI INFORMATIVE FORNITE DAL CLIENTE IMPRESA PRIVATO BILANCI PROSPETTI DI FLUSSI DI CASSA E BUDGET INFORMAZIONI SUL SETTORE DI APPARTENENZA/AREA GEOGRAFICA E SUI MERCATI DI RIFERIMENTO CERTIFICAZIONE DEL REDDITO PERCEPITO INDICAZIONE DELLE SPESE RICORRENTI (PREMI SU POLIZZE VITA) COMPORTAMENTI FINANZIARI COMPORTANO UN PROBLEMA DI AFFIDABILITÀ A.A LE FONTI INFORMATIVE INTERNE NEL CASO IN CUI IL RICHIEDENTE SIA CLIENTE DELLA BANCA E DISPONIBILE UN AMPIO SET DI INFORMAZIONI RICAVABILI DAL RAPPORTO DI CONTO CORRENTE PROFILO DEGLI UTILIZZI E DEI RIMBORSI (FABBISOGNI) E MOVIMENTAZIONE DEL CONTO (INCASSI E PAGAMENTI) TIPOLOGIA DI CONTROPARTI CREDITRICI/DEBITRICI A.A

10 LA CENTRALE DEI RISCHI DI BANCA D ITALIA SISTEMA DI CENTRALIZZAZIONE DEI RISCHI (BANCA DATI) GESTITA DALLA BANCA D ITALIA GLI INTERMEDIARI POSSONO RICHIEDERE INFORMAZIONI SULL ESPOSIZIONE DI CLIENTI GIÀ AFFIDATI PRESSO ALTRE ISTITUZIONI CREDITIZIE RILEVA L ESPOSIZIONE MENSILE DI OGNI SINGOLO CLIENTE (IMPRESA) PER CASSA, PER FIRMA O PER GARANZIE CENSISCE LE POSIZIONI SUPERIORI A EURO (AD ECCEZIONE DELLE SOFFERENZE) FLUSSO DI RITORNO PERSONALIZZATO FLUSSO DI RITORNO STATISTICO SERVIZIO DI PRIMA INFORMAZIONE = = = indebitamento complessivo del cliente e composizione per forme tecniche dati aggregati di sistema riferiti al rischio complessivo del sistema bancario informazioni su clienti non segnalati precedentemente dalla banca A.A A.A

11 GLI OBIETTIVI DELLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO Selezione della clientela e assunzione di un rischio (politica della banca e vincoli di vigilanza) Pricing dei prestiti in misura adeguata al rischio al fine di: 1. coprire il costo dei fondi 2. remunerare gli azionisti 3. coprire le eventuali perdite generate dal rischio di credito A.A LA MISURAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO IL RISCHIO DI CREDITO È DEFINITO COME LA POSSIBILITÀ CHE IL DEBITORE NON ADEMPIA ALLA PROPRIA OBBLIGAZIONE VANNO ANCHE CONSIDERATE LE VARIAZIONI DEL MERITO DI CREDITO NEL CORSO DEL TEMPO (MIGRAZIONI TRA CLASSI DI RISCHIO O DI RATING) MISURA DI INSOLVENZA O DEL RISCHIO (DEFAULT): PERDITA CHE LA BANCA POTREBBE SUBIRE AL VERIFICARSI DELL INADEMPIMENTO E DIPENDE DA PROBABILITÀ CHE L EVENTO SI MANIFESTI (EXPECTED DEFAULT FREQUENCY O EDF) O PIU SPESSO PD (PROBABILITY OF DEFAULT) TASSO DI PERDITA IN CASO DI INSOLVENZA (LOSS GIVEN DEFAULT O LGD) ESPOSIZIONE CREDITIZIA IN CASO DI INSOLVENZA (EXPOSURE AT DEFAULT O EAD) PERDITA ATTESA: PD x LGD x EAD A.A

12 LA MISURAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO SE IPOTIZZO CHE IL DEBITORE ABBIA UNA PROBABILITA DI ANDARE IN DEFAULT DELL 1% (PD) CHE NELL IPOTESI IN CUI IL DEFAULT SI VERIFICHI LA MIA QUOTA DI PERDITA (LGD) SIA DEL 40% (LA QUOTA DI RECUPERO SIA DEL 60%) SU UNA ESPOSIZIONE DEL 100% AL MOMENTO DEL DEFAULT (EAD) PD x LGD x EAD = 0,01 x 0,40 x 1 = PERDITA ATTESA DI 0,4 (40 CENTESIMI SU 100 DI ESPOSIZIONE) IL TASSO DI PERDITA ATTESA SU UNA POSIZIONE DI 100 SARA PARI A 0,4% A.A Informazioni quantitative UN MODELLO DI RATING ANDAMENTALI DI SISTEMA ANDAMENTALI INTERNI RATING STATISTICO DATI DI BILANCIO DATI GEOSETTORIALI RATING Integrato QUESTIONARIO QUALITATIVO RATING QUALITATIVO EVENTI PREGIUDIZIEVOLI Peggioramenti automatici ALTRI EVENTI NEGATIVI RATING finale A.A

13 IL RATING FINALE RATING ASSIGNMENT RATING QUANTIFICATION A.A LA MISURAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO IL RISCHIO DI CREDITO SI ASSOCIA ALLA COMPONENTE INATTESA DELLE PERDITE, CIOÈ ALLA VARIABILITÀ DELLE PERDITE EFFETTIVE RISPETTO A QUELLE ATTESE. IL RISCHIO NASCE DAL GRADO DI VARIABILITA DEL TASSO DI PERDITA ATTORNO AL SUO VALORE ATTESO, CIOE DAL FATTO CHE EX POST LE PERDITE RISCONTRATE POSSONO DISCOSTARSI DA QUELLE PREVENTIVATE EX ANTE DALLA BANCA mi attendo una perdita di 5 ma ex post la perdita effettiva potrebbe essere 10 o Perdita attesa Perdita effettiva Perdita effettiva Perdite A.A

14 LA MISURAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO IL RISCHIO DI CREDITO SI ASSOCIA ALLA COMPONENTE INATTESA DELLE PERDITE, CIOÈ ALLA VARIABILITÀ DELLE PERDITE EFFETTIVE RISPETTO A QUELLE ATTESE. IL RISCHIO NASCE DAL GRADO DI VARIABILITA DEL TASSO DI PERDITA ATTORNO AL SUO VALORE ATTESO, CIOE DAL FATTO CHE EX POST LE PERDITE RISCONTRATE POSSONO DISCOSTARSI DA QUELLE PREVENTIVATE EX ANTE DALLA BANCA Probabilità ex post la perdita effettiva potrebbe essere molto superiore con una probabilità di accadimento via via più bassa Perdita attesa Perdita effettiva Perdite A.A LA MISURAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO IL RISCHIO DI CREDITO SI ASSOCIA ALLA COMPONENTE INATTESA DELLE PERDITE, CIOÈ ALLA VARIABILITÀ DELLE PERDITE EFFETTIVE RISPETTO A QUELLE ATTESE. IL RISCHIO NASCE DAL GRADO DI VARIABILITA DEL TASSO DI PERDITA ATTORNO AL SUO VALORE ATTESO, CIOE DAL FATTO CHE EX POST LE PERDITE RISCONTRATE POSSONO DISCOSTARSI DA QUELLE PREVENTIVATE EX ANTE DALLA BANCA Probabilità la copertura della perdita inattesa (il rischio effettivo) deve avvenire con capitale degli azionisti Perdita effettiva Perdite A.A

15 PERDITA ATTESA E INATTESA LA PERDITA INATTESA È UNA MISURA DELLA VARIABILITA DEL TASSO DI PERDITA ATTORNO AL VALORE ATTESO LA PERDITA ATTESA E NORMALMENTE CARICATA SULLO SPREAD DI TASSO E VIENE COPERTA DA RETTIFICHE DI VALORE E/O DA ACCANTONAMENTI AL FONDO RISCHI (VOCE DI COSTO NEL CONTO ECONOMICO) LA PERDITA INATTESA E ASSORBITA DAL CAPITALE PROPRIO E SENSIBILE AL GRADO DI CORRELAZIONE FRA SINGOLI IMPIEGHI E PUO ESSERE RIDOTTA DA UNA POLITICA DI DIVERSIFICAZIONE A.A LA DETERMINAZIONE DELLE PERDITE DEL PORTAFOGLIO PRESTITI LGD EAD PD Perdita attesa del portafoglio Aggregazione prestiti in portafoglio Correlazione fra perdite Perdita inattesa del portafoglio A.A

16 LA COMPOSIZIONE DEL PORTAFOGLIO IL CONCETTO DI DIVERSIFICAZIONE DEL PORTAFOGLIO COMBINAZIONE IN PORTAFOGLIO DI POSIZIONI DEBOLMENTE CORRELATE IN TERMINI DI RISCHIO FINALIZZATA AD OTTIMIZZARE IL MIX RENDIMENTO/RISCHIO LE SCELTE DI COMPOSIZIONE DEL PORTAFOGLIO SONO FINALIZZATE A RIDURRE IL GRADO DI RISCHIO NELLA SUA COMPONENTE SPECIFICA = CONNESSA ALLA CAPACITÀ/VOLONTÀ DI RIMBORSO DEL SINGOLO DEBITORE; SEMISPECIFICA = CONNESSA AGLI ANDAMENTI SETTORIALI/GEOGRAFICI A.A LA NOZIONE DI DIVERSIFICAZIONE Settoriale e geografica per classi dimensionali e di importo Per strutture tecniche DIVERSIFICAZIONE SETTORIALE E GEOGRAFICA SFRUTTA LE DISOMOGENEITÀ DEGLI ANDAMENTI ECONOMICI E DELLE DINAMICHE DEI FABBISOGNI FINANZIARI PER COMPARTI PRODUTTIVI E/O AREE TERRITORIALI L EFFETTO DIVERSIFICAZIONE È MASSIMO SE TRA SETTORI INTERESSATI NON INTERCORRE ALCUNA RELAZIONE ECONOMICO- COMMERCIALE LA CONCENTRAZIONE IN UN SETTORE/AMBITO GEOGRAFICO (CASO DEI DISTRETTI INDUSTRIALI) COMPORTA RISCHI: REDDITUALI: CRISI DEL SETTORE SI RIPERCUOTE DIRETTAMENTE SULL EQUILIBRIO REDDITUALE DELLA BANCA FINANZIARI: SE LE DINAMICHE UTILIZZO PRESTITI E ANDAMENTO DEPOSITI SONO ASIMMETRICHE A.A

17 LA NOZIONE DI DIVERSIFICAZIONE Settoriale e geografica per classi dimensionali e di importo DIVERSIFICAZIONE DIMENSIONALE Per strutture tecniche DIVERSIFICAZIONE PER CLASSE DIMENSIONALE DI IMPRESE (DIVERSA SENSIBILITÀ AL CICLO DI IMPRESE DI DIMENSIONI DIVERSE) RIPARTIZIONE PER CLASSI DI IMPORTO: SUDDIVISIONE DEL VOLUME DEGLI AFFIDAMENTI IN ESSERE FRA FASCE DI IMPORTO (RETAIL, MID, CORPORATE) FRAZIONAMENTO DEI RISCHI FISSAZIONE DI LIMITI ALL IMPORTO DEI PRESTITI DA CONCEDERE AD UN SINGOLO PRENDITORE, IN FUNZIONE DEI MEZZI PATRIMONIALI DELLA BANCA E/O DEL FABBISOGNO FINANZIARIO DEL SOGGETTO RICHIEDENTE (LIMITAZIONE DEI RISCHI) A.A LA NOZIONE DI DIVERSIFICAZIONE Settoriale e geografica per classi dimensionali e di importo Per strutture tecniche LA STRUTTURA TECNICA DEFINISCE GLI OBBLIGHI CONTRATTUALI DELLE PARTI (MODALITÀ DI UTILIZZO DEL CREDITO, TERMINI DI RIMBORSO, GARANZIE REALI E PERSONALI ASSOCIATE, TASSI DI INTERESSE E ONERI ACCESSORI) DIVERSIFICAZIONE PER FORME TECNICHE NON INFLUENZA LA SOLVIBILITA DEL DEBITORE E TUTTAVIA UTILE PERCHÉ L USO DI ALCUNE FORME TECNICHE FORNISCE ALLA BANCA SEGNALI PRECOCI DI INSOLVENZA E DI DEFINIRE ALCUNE DELLE MISURE DI RISCHIO A.A

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