INTRODUZIONE. Stefano Mustica e Federica Delli Zotti Link Campus University

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1 PARTE I - CAPITOLO 3 ANALISI E PROSPETTIVE IL PROGETTO APPALTO SICURO (PAS). UN MODELLO DI APPRENDIMENTO COLLABORATIVO, ANDRAGOGIA E TECNOLOGIA NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI Il secondo si incentra su un delicato aspetto relativo alla tipologia dei partecipanti: agli adulti non si insegna, si può facilitare l apprendimento, e lo si può fare solamente se il percorso didattico al quale sono chiamati a partecipare, sarà in grado di far capire l utilità della formazione e sarà basato su elementi esperienziali (propri o di altri), come le teorie di Malcom Knowles e di David Kolb ci indicano. La terza considerazione, che potrebbe avere ricadute indirette anche su altri progetti futuri, si basa sui risultati e sul gradimento conseguito, che suggerisce di valutare l efdi Stefano Mustica e Federica Delli Zotti Link Campus University INTRODUZIONE Il Progetto prende spunto da una ricerca (analisi ex-ante) condotta dal FORMEZ per il Dipartimento della funzione pubblica, che ha evidenziato, come: siano emerse diverse incertezze nell interpretazione delle normative e nell attuazione delle procedure relative al Codice degli appalti pubblici, e ( ) viene richiamata l urgenza di un intervento formativo per rafforzare la legalità. Diventa pertanto necessario e possibile operare attraverso un processo di alta formazione integrata, teso ad affermare un modello virtuoso di bando di evidenza pubblica e di procedura di gara, rafforzando le competenze dei funzionari della Pubblica Amministrazione e le capacità di contrasto, in materia, delle forze di polizia. Da queste considerazioni, nasce il Progetto Appalto Sicuro (PAS), pensato e gestito dal FORMEZ grazie alla collaborazione tra il Ministero dell interno e il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del consiglio. Il PAS si è proposto, attraverso l utilizzo delle nuove tecnologie per l apprendimento, la realizzazione di un intervento finalizzato a garantire maggiore trasparenza negli appalti pubblici, attraverso l implementazione delle competenze dei funzionari della Pubblica Amministrazione incaricati di predisporre i bandi, e di seguire i procedimenti di evidenza pubblica e del personale delle forze di polizia, con particolare riferimento alle innovazioni introdotte con il recente Codice degli appalti pubblici. Per analizzare le modalità operative del PAS, è necessario chiarire da subito i tre presupposti sui quali è stato costruito: il primo di carattere contenutistico (gli appalti pubblici e la loro delicatezza operativa), il secondo rivolto alla tipologia degli utenti coinvolti (adulti), il terzo la necessità di utilizzare l esperienza del progetto per realizzare una change organization finalizzata a diffondere le pratiche della learning organization. Il primo presupposto è di tipo contenutistico, ed è basato sulla finalità di contrastare i fenomeni di corruzione e di infiltrazione della criminalità organizzata negli appalti pubblici incrementando, attraverso un processo di formazione integrata in materia di procedimenti di evidenza pubblica, le competenze dei funzionari degli Enti locali e delle forze di polizia. 15 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

2 ANALISI E PROSPETTIVE PARTE I - CAPITOLO 3 fettiva ripetibilità dell esperienza in altri ambiti formativi, valorizzando in modo particolare le logiche dell apprendimento collaborativo e l utilizzo dei sistemi di e-learning e degli strumenti comunicativi messi in campo da PAS. Si sottolinea, in particolare, che le modalità di costruzione e gestione di PAS possono sostenere un approccio alla formazione continua anche oltre il termine delle attività corsuali evitando che i saperi trasmessi divengano obsoleti (rischio molto elevato nello specifico caso della disciplina degli appalti) ma costituendo un punto di partenza a cui collegare le nuove conoscenze ed esperienze dell organizzazione. L UTENZA COINVOLTA E LA MODALITÀ BLENDED LEARNING Gli utenti coinvolti sono dirigenti e funzionari delle Autonomie locali (Province, Comuni) e personale delle forze dell ordine (Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza), appartenenti alle Regioni dell obiettivo convergenza (Sicilia, Puglia, Calabria, Campania). Grafico 1. MEDIA PARTECIPANTI PER REGIONE Il percorso di apprendimento è stato pensato per un totale di 60 ore, da sviluppare in un arco temporale di due mesi, così distribuite: 12 ore (sei ore per due giornate) sono state destinate ad attività d aula. Le prime sei dedicate all introduzione degli argomenti formativi (relativi alla prima parte del corso) ed anche all utilizzo del sistema di formazione on line. Le sei finali con un duplice scopo: da un lato tirare le fila di tutte le attività di studio e di collaborative learning sviluppate nell arco dei due mesi, dall altro sottoporre i partecipanti ad un prova finale di apprendimento, propedeutica al rilascio di attestati di partecipazione. 48 ore, sono state destinate alla partecipazione ad attività di collaborative learning attraverso forum, wiki, studio ed applicazione individuale, necessarie all approfondimento dei materiali didattici (multimediali e non) messi a disposizione dei discenti, al sostenimento di test e allo svolgimento di test con feedback formativi. I FONDAMENTI DELLA SCELTA DIDATTICA È vero che la formazione oggi, in qualsiasi settore economico o ambito professionale, è l elemento discriminante per il raggiungimento degli obiettivi, di migliore efficacia ed efficienza, prefissati dalle organizzazioni? La risposta è sicuramente sì, ma con un ulteriore specificazione. La formazione ci aiuta RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 2011

3 PARTE I - CAPITOLO 3 ANALISI E PROSPETTIVE a raggiungere gli obiettivi solo grazie alla sua capacità di incidere sulla professionalità e sulle competenze delle risorse coinvolte. Infatti, oggi il vero elemento distintivo necessario per raggiungere gli obiettivi di organizzazioni complesse, dove la velocità dei cambiamenti e le richieste si fanno sempre più pressanti, è legato alla capacità dei singoli di generare costantemente plusvalore di conoscenze in grado di soddisfare ogni istanza, interna o esterna che sia. La Pubblica Amministrazione ha il dovere di essere uno strumento efficiente per le diverse esigenze (cittadini, imprese) e, per poterlo essere, deve continuamente agire sul livello di preparazione delle risorse coinvolte e soprattutto sulla loro capacità di adattarsi in maniera rapida alle mutevoli condizioni operative. Ne risulta, quindi, che le esigenze formative delle risorse appartenenti a tutti gli uffici che si occupano a diverso titolo di appalti pubblici siano estremamente differenziate, interessando diversi compiti e professionalità all interno di diverse funzioni. Esse vanno dalla necessità di acquisire competenze relative a ruoli nuovi per il singolo, a quella di apprendere tecniche e metodi di lavoro più efficaci o più efficienti. Non trascurando che diventano sempre più frequenti le esigenze di tipo meramente informativo, legate al bisogno di accedere in tempo reale alle informazioni necessarie per lo svolgimento di particolari compiti. In questo quadro generale si è voluto collocare PAS, un progetto pensato per le persone e le loro competenze all interno di una organizzazione, dove i termini persone, competenze e organizzazione trovassero un reale ambito sinergico, non di facciata ma funzionale al perseguimento dei diversi livelli di gratificazione e competenza. Va notato che la proposta PAS si è volutamente basata, più che sui classici modelli di formazione, su quelli centrati sull apprendimento. Infatti il lemma formazione rinvia a un attività intrapresa o promossa da uno o più soggetti allo scopo di determinare cambiamenti nelle conoscenze, nelle abilità e negli atteggiamenti di specifici individui, ponendo in rilievo il formatore, vale a dire il soggetto che produce stimoli e rinforzi per l apprendimento e predispone materiali e strumenti per indurre il cambiamento. Mentre un percorso centrato sull apprendimento, al contrario, focalizza l attenzione sul soggetto (partecipante) nel quale si attua il cambiamento e consiste in quell atto o processo attraverso il quale vengono acquisiti il cambiamento comportamentale, le conoscenze, le abilità e gli atteggiamenti 1. Quindi, possiamo affermare che i percorsi di apprendimento sono elementi indispensabili per il conseguimento dell efficacia ed efficienza operativa, ancor più nel caso specifico (intervento rivolto a persone adulte), dove l attività non è stata solamente somministrata bensì, visti i presupposti, è diventata un esperienza di scambio di esperienze (tra le risorse coinvolte e con le strutture di riferimento: il Dipartimento della funzione pubblica), condivisa dalle persone (impiegati, funzionari, dirigenti) che ne hanno percepito i benefici non solo di tipo cognitivo, ma anche legati alle positive ricadute in termini organizzativi e di gratificazione personale, applicando in pratica quello che alcuni cognitivisti come Darley, Glucksberg, Kamin e Kinchla (1986) 2, de- 1 Knowles, Holton, Swanson, 2008, p. 30. Knowles M., Holton E., Swanson R. (2008), Quando l adulto impara. Andragogia e sviluppo della persona, Milano, Franco Angeli. 2 Darley J.M., Glucksberg S., Kamin L.J., Kinchla R.A. (1986), Psicologia, voll. I e II, Bologna, il Mulino. Dijk V.J. (2002), Sociologia dei nuovi media, Bologna, il Mulino. 15 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

4 ANALISI E PROSPETTIVE PARTE I - CAPITOLO 3 finiscono l apprendimento come insieme di quei cambiamenti relativamente stabili nel comportamento, che sono la conseguenza delle passate esperienze e che spesso hanno funzione adattiva. I PRESUPPOSTI TEORICI Sulla base di queste logiche introduttive, PAS è stato pensato come un trampolino di lancio verso nuovi traguardi (di apprendimento) per le persone e, di conseguenza, per le loro strutture di appartenenza. La situazione operativa di tutte le Amministrazioni coinvolte non consentiva in nessun caso un approccio alla formazione che imponesse l allontanamento dal posto di lavoro di risorse per significativi periodi di tempo, principalmente a causa della mole di lavoro che esse erano (e sono) destinate a svolgere. Di conseguenza, si è applicato un modello di apprendimento in e-learning, considerato l unico modo (efficace ed efficiente) per raggiungere tutto il personale da coinvolgere (1.200 persone). Il progetto è stato anche pensato, a livello metodologico, con l obiettivo di supportare la transizione dal sistema formativo tradizionale, basato essenzialmente sulla formazione in presenza, ad un sistema in cui l apprendimento fosse basato su tecniche e metodi di relazione e comunicazione consentiti dalle nuove tecnologie. Peraltro, esperienze similari dimostrano che il sistema di costruzione dei saperi on line, una volta sperimentato, genera nei partecipanti la necessità di continuare le attività (quanto meno quelle relazionali), in quanto si dimostra particolarmente utile proseguire (senza vincoli temporali) nel costante processo di costruzione e ricostruzione delle conoscenze. Nel settore dell e-learning, negli ultimi anni si è assistito ad una progressiva espansione, proprio grazie alle continue evoluzioni in campo tecnologico, permettendo una costante proliferazione di corsi didattici erogati esclusivamente via internet o in modalità blended (sistema formativo caratterizzato dalla commistione di incontri in presenza e attività on line) 3. Con una differenza fondamentale, rispetto ai tanti corsi e-learning proposti: non considerare internet solo un celere medium trasmissivo (in grado di permettere la fruizione di materiali strutturati ad un pubblico molto vasto), ma, soprattutto un potente medium collaborativo, che consente l interazione tra risorse che, attraverso l attivazione delle cosiddette comunità di pratica (o comunità di apprendimento), socializzano la conoscenza ed elaborano soluzioni ai problemi quotidiani di una determinata professione (o di un determinato contesto operativo) 4. In questo caso il principio fondante del costruttivismo, ovvero la costruzione cooperativa del sapere, costituisce (deve costituire) l obiettivo principale dell organizzazione (all interno della quale si realizza l attività). La possibilità di coniugare la flessibilità organizzativa dell apprendimento con la tipologia di utenti ai quali il progetto è rivolto, e con la particolarità e velocità di evoluzione dei contenuti, ha portato tutto il sistema progettuale verso un modello andragogico (di apprendimento degli adulti), in grado di integrare in modo intelli- 3 Trentin G. (2001), Dalla formazione a distanza all apprendimento in rete, Milano, Franco Angeli, pp Ibidem pp RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 2011

5 PARTE I - CAPITOLO 3 ANALISI E PROSPETTIVE gente i benefici offerti dalle reti telematiche con un sistema di apprendimento ed aggiornamento, con il vantaggio più evidente che si è voluto perseguire: la flessibilità dell apprendimento, intesa soprattutto in termini di tempo, accesso e personalizzazione. L utente, infatti, può apprendere da una qualsiasi postazione internet (collegandosi alla piattaforma didattica) e dedicarsi allo studio dei materiali in qualsiasi momento della giornata, senza doversi recare appositamente in aule spesso lontane dal luogo di lavoro. Si è voluto quindi puntare, in modo essenziale, ed è tipico di attività rivolte ad utenti adulti, su strutture di apprendimento flessibili, in funzione del fatto che queste persone rifuggono dalla formalizzazione e dall istituzionalizzazione dei saperi, trattandosi di gruppi in apprendimento, regolati da norme informali, con una partecipazione fluida legata a motivazioni pratiche di ricerca di soluzioni intorno a problemi ed obiettivi comuni, per poi applicarle nel proprio lavoro e nelle organizzazioni di appartenenza (Wenger, 1998) 5. PAS, come già detto (terzo presupposto di base del progetto), si colloca all interno del processo di cambiamento, e ha voluto definirne lo scenario dell apprendimento come strumento di aggiornamento continuo, professionale e organizzativo. Si è trattato quindi di approcciare l apprendimento come una delle chiavi di volta all interno di un contesto in evoluzione e trasformazione. L organizzazione di PAS si è trovata di fronte alla sfida di fare una formazione tecnica e specialistica che nello stesso tempo assecondasse il momento di change organization oggi necessario per tutte le Pubbliche Amministrazioni, momento che vede nelle possibili sinergie e relazioni tra tutti gli addetti il punto cruciale del nuovo modo di operare. Infatti, come dicono Argyris e Schön (1998)6, l apprendimento organizzativo avviene quando i membri dell organizzazione agiscono come attori di apprendimento per l organizzazione, quando cioè, informazioni, esperienze, scoperte, valutazioni di ciascun individuo diventano patrimonio comune dell intera organizzazione fissandole nella memoria dell organizzazione, codificandole in norme, valori, metafore e mappe mentali in base alle quali ciascuno agisce. Se questa codificazione non avviene, gli individui avranno imparato, ma non le organizzazioni. Non si è trattato, dunque, di fare una mera sommatoria di apprendimenti individuali, ma di trasformare la capacità di acquisire conoscenze e competenze del gruppo, in funzione e grazie al fondamentale contributo apportato dalle singole esperienze e riflessioni dei singoli partecipanti. Anche per questo motivo e per incrementare le possibili collaborazioni e sinergie tra tutti partecipanti, è stato scelto un modello di apprendimento basato su attività di comunicazione, dove il collaborative learning fra i partecipanti è stato pensato come un valore aggiunto importante. PAS ha chiesto ai partecipanti di sottoscrivere un contratto d aula virtuale, richiedendo a tutti di impegnarsi in un attività di apprendimento e offrendo a tutti il beneficio del patrimonio intellettuale proposto dagli altri colleghi, da affrontare con disponibilità e spirito di collaborazione e come spunto di ulteriori riflessioni ed acquisizioni cognitive. Tutto 5 Wenger E. (1998), Communities of practice: learning, meaning, and identity, Cambridge, Cambridge University Press. 6 Argyris C., Schön D.A. (1998), Apprendimento organizzativo. Teoria, metodo e pratiche, Milano, Guerini e Associati. 15 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

6 ANALISI E PROSPETTIVE PARTE I - CAPITOLO 3 ciò ha rappresentato un occasione per condividere la propria esperienza con, inizialmente, una piccola comunità virtuale (il gruppo relativo al corso in essere), per poi passare ad una comunità più allargata, fatta di tutti i partecipanti, di tutte le aule e tutte le Regioni in cui è stato realizzato il progetto. Tutte le attività svolte dai partecipanti all interno dell area web hanno prodotto informazioni rilevanti per i docenti, per i tutor e soprattutto per il gruppo degli utenti che hanno potuto scambiare tra loro idee, considerazioni, dubbi, richieste. Si è voluto proporre quindi un esperienza metodologica di didattica che ha provato a superare i tradizionali sistemi di relazione uno a uno, per approdare ad una strategia di apprendimento collaborativo in rete, dove il gruppo e lo stratificarsi delle attività dei singoli hanno generato un nuovo e aggiuntivo livello di apprendimento. Secondo una celebre definizione dello psicologo comportamentista Hilgard, l apprendimento consiste in una modificazione relativamente permanente del comportamento che ha luogo per effetto dell esperienza 7. Anche in una ricerca didattica statunitense (basata sulle idee di Vigotskij, 1987), si sono sviluppate proposte e metodologie, che vedono come elemento centrale la valorizzazione delle relazioni interpersonali, ponendo l enfasi sul lavoro in gruppo, la cooperazione, le forme di comunicazione peer to peer, il reciprocal teaching, le comunità di pratica, come situazioni essenziali nei processi di apprendimento. Quindi le classi del PAS sono state pensate e organizzate come comunità di apprendimento, in cui ogni membro apporta le sue competenze da esperto in un particolare settore di conoscenza e offre consulenza agli altri componenti del gruppo. Tutti gli utenti svolgono (nei tempi disponibili) diverse attività: ricercano su testi, codici, sentenze, in internet, partecipano a discussioni on line, producono riflessioni per sé e per i compagni, spiegano e commentano il loro pensiero. Il docente, come esperto, è a disposizione per rispondere a domande, fornire chiarimenti o materiali supplementari, riformulare i problemi. Si è quindi voluta realizzare un attività di apprendimento, finalizzata alla creazione (o quantomeno alla costruzione delle basi culturali per la creazione) di una learning organization, dove i membri e le organizzazioni elaborano informazioni e conoscenze di tipo sia esplicito sia, soprattutto, tacito (forse le più importanti!) che accrescono il valore dell informazione/esperienza e soprattutto la diffondono. In altri termini, ogni organizzazione (ricordando sempre che le organizzazioni sono fatte di persone) produce e processa enormi quantità di dati e informazioni non solo attraverso l interazione con il contesto nel quale agisce, ma soprattutto attraverso lo scambio tra le persone appartenenti ad essa, magari anche in termini allargati; si pensi ad esempio, in PAS, all importanza, per i corsisti, di leggere e conoscere le esperienze di tutti i colleghi di altre realtà territoriali, relativamente ai comportamenti, alle procedure ecc., in modo da farne esempi di riferimento, casi di studio, suggerimenti adattativi alla propria realtà. 7 Legrenzi P. (a cura di) (1994), Manuale di psicologia generale, Bologna, Il Mulino, p RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 2011

7 PARTE I - CAPITOLO 3 ANALISI E PROSPETTIVE LE PROBLEMATICHE ORGANIZZATIVE I dati relativi alle problematiche riscontrate dai corsisti sono stati raccolti attraverso varie fonti, quali l indagine conoscitiva ex ante, le giornate in aula, le comunicazioni per , telefono o bacheca e, al temine del corso, l indagine conoscitiva ex post. Questo ha permesso di raggruppare le informazioni raccolte secondo i seguenti argomenti: aspetti tecnologici ed informatici; metodologia del corso/difficoltà a conciliare il corso con il lavoro; metodologia del corso/aspetti motivazionali e di coinvolgimento. Aspetti tecnologici ed informatici Gli uffici carenti di computer adeguati e la mancanza o ridotta disponibilità di accesso in rete, che sembravano essere problemi particolarmente invalidanti, hanno in realtà avuto un impatto relativo nel limitare la partecipazione ai corsi. Grafico 2. UTILIZZO PIATTAFORMA/ ORARIO Si potrebbe affermare che queste iniziali carenze hanno spinto i corsisti ad una maggiore collaborazione (aiuto reciproco), soprattutto tra i partecipanti che avevano una motivazione alta. In altri casi si sono riscontrate una conoscenza ed una capacità di utilizzo del computer nulle o pressoché tali. Anche in questo caso le attività proposte, potendo disporre di un interfaccia molto user-friendly hanno permesso, di superare le difficoltà iniziali. Metodologia del corso/difficoltà a conciliare il corso con il lavoro Poiché la base degli utenti di PAS è composta da un pubblico adulto, non più abituato a studiare dai tempi della scuola, difficilmente abituato a scrivere per esplicitare il proprio pensiero (tranne per i più giovani per quanto riguarda le ) e che deve, quindi, compiere uno sforzo iniziale di indirizzo delle energie verso la scrittura, prima ancora che verso il sapere e la conoscenza, ad essa è stato obbligatorio concedere una fase di rodaggio iniziale. Oltre a ciò, l impatto della formazione in modalità e-learning è stato piuttosto duro anche nei termini della difficoltà di conciliare la fase di apprendimento con il lavoro e con gli impegni familiari. I corsisti si sono trovati, dall oggi al domani, a dover fare i conti non solo con il (poco) tempo a disposizione, ma anche con il fatto di non vedersi sempre validata e autorizzata l attività di formazione dai propri superiori. Quindi, chi poteva è stato spinto ad avvalersi del computer a casa, 15 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

8 ANALISI E PROSPETTIVE PARTE I - CAPITOLO 3 alle ore più impensate e sfruttando anche week end e vacanze, con uno sforzo doppio rispetto ad una normale formazione in aula. LE PROCEDURE COMUNI La struttura del coordinamento didattico ha definito in fase di avvio di progetto le linee di comportamento da tenere da parte di tutte le risorse impegnate nell organizzazione e nella gestione di PAS. L intenzione è stata essenzialmente quella di fornire ai tutor e ai docenti indicazioni per lavorare in team, con lo scopo primario di evitare discrepanze tra l operato dell uno e dell altro nelle situazioni comuni a tutti. Durante lo svolgersi del progetto, grazie ai costanti confronti fra le risorse coinvolte, si sono venute delineando vere e proprie linee guida, funzionali a tutti gli attori coinvolti. In alcuni momenti, queste indicazioni operative hanno rappresentato un vero e proprio memorandum comportamentale. L importanza della funzione svolta da un attività di monitoraggio costante così strutturato è andata aumentando man mano che i corsi venivano erogati e, conseguentemente alle numerose ed opportune rivisitazioni in itinere, si è giunti alla definizione di un modus operandi che rappresentasse un sunto di quanto era consigliabile fare e di come farlo: dalle indicazioni circa il comportamento da tenere nei rapporti con la committenza alle particolari comunicazioni dei corsisti, dai problemi legati all area web (collegamento, utilizzo degli strumenti, rivisitazioni della grafica, ecc.) all inserimento di materiali di approfondimento, dalla somministrazione e correzione delle verifiche al monitoraggio documentato delle attività. In conclusione, tale azione ha avuto il merito di aiutare ogni figura coinvolta nella gestione delle attività (tutor, docenti, coordinatori e responsabili di progetto) a risolvere le situazioni tipo, conservando un uniformità di comportamento e permettendo l ottimizzazione dei tempi e delle risorse a disposizione. IL PROFILO DEL DOCENTE PAS Lo staff docenti del progetto è stato composto da diversi professionisti distribuiti sui 51 corsi per le sei edizioni. La necessità di rendere uniformi le aule, ha riguardato anche la figura dei docenti. Questo ha fatto sì che si creasse un profilo sostanzialmente omogeneo della figura del docente, pur con le dovute sfaccettature ascrivibili alla persona e con il proprio taglio personale nello svolgimento dell incarico, come del resto accade anche nella formazione in presenza. È interessante, a questo proposito, esaminare i vari stili e approcci messi in atto dai docenti che, nelle successive edizioni, hanno contribuito con propri atteggiamenti, linguaggi ed espressioni a dare un tono e una direzione a ciascun corso, un imprinting che ha trovato nei corsisti un riscontro, un integrazione ed un feed-back, che in alcuni casi ha portato a delle vere evoluzioni nella comunicazione e del modo di operare, frutto dell esperienza progressivamente maturata. In una logica crescente, ma non valutativa, si possono delineare i vari profili di docenza iniziando da docenti con una relativa expertise nell apprendimento on line, per poi rilevare l esperienza di coloro che da tempo esercitano questo ruolo. Questo ci permette di scorgere un evoluzione della figura del docente e dei diversi contributi personali che hanno permesso, nel susseguirsi delle edizioni, di definire una figura di docente tipo per ogni edizione più performante. Un fattore importante, rilevato da molti docenti, è stato il riscontro positivo avuto dal RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 2011

9 PARTE I - CAPITOLO 3 ANALISI E PROSPETTIVE gradimento per il forum, come effettiva condivisione delle conoscenze e quindi come strumento di crescita reciproca dei corsisti. Dall analisi dello stile dei docenti, emerge, che in generale, il linguaggio utilizzato è stato moderato, tranquillizzante, ma nello stesso tempo di sostegno sul forum e di rinforzo e di incoraggiamento per rassicurare e stimolare la partecipazione. Altri docenti, hanno posto molta attenzione ai contenuti da trasferire, attraverso le risposte (ai dubbi, alle domande), da dare nei tempi previsti. In questo caso le risposte sono state estremamente lineari e chiare, riportando a schemi simili, anche nello stile comunicativo. In alcuni casi, è però emerso un aspetto critico: la semplicità della spiegazione/ risposta ha dato luogo ad alcune critiche verso il docente, percepito dai corsisti come distaccato, lontano e poco coinvolgente. Si sono manifestati casi in cui il docente ha avuto atteggiamenti coinvolgenti ad intermittenza, dimostrando un impegno più quantitativo che qualitativo e, soprattutto, non riuscendo a offrire un punto di riferimento costante ai partecipanti. In un aula il docente si è trovato di fronte a corsisti che, per varie motivazioni, non si dimostravano particolarmente assidui, e ha adottato una tattica di approccio collaborativo, utilizzando un linguaggio molto discorsivo e avvolgente, con espressioni del tipo: mi rendo conto che il tempo a vostra disposizione è veramente limitato; tuttavia, credo pure che, in qualche modo, dobbiamo cercare di rendere utile questo spazio, secondo le possibilità di ciascuno. Suscitare interesse, coinvolgere, far uscire allo scoperto i più ritrosi, indirizzare i fuorvianti: queste azioni sono state possibili grazie ad un linguaggio ed a una semantica che, seppure espressa spesso in modo sintetico, ha saputo valorizzare, premiare, encomiare e spronare per creare fiducia e partecipazione, ha sospinto i partecipanti verso l interazione, ha dimostrato risolutezza per placare le polemiche, ha puntualizzato l aspetto di pura esercitazione e riflessione legato al forum. Questo linguaggio ed altro sono frutto di una modalità comunicativa, che si dinamicizza e prende corpo sul forum, indirizzandosi verso il dipanarsi della conversazione e del dibattito al pari se non di più rispetto ad un aula in presenza (senza dimenticare che stiamo parlando di comunicazione asincrona). L azione del docente on line, si è esplicata anche in comunicazioni non di contenuto (in accordo con il tutor), volte a risollevare le sorti dell aula, in periodi contingenti di stagnazione delle discussioni, con messaggi indirizzati a tutti sul forum, stimolando alla partecipazione i corsisti, ribadendo le finalità delle attività, cogliendo gli aspetti positivi sin lì manifestati dai partecipanti e valorizzandoli in modo da portarli ad un livello superiore e non far loro perdere l allenamento fino a quel momento acquisito. IL TUTOR: L ELEMENTO CHIAVE DEL PROGETTO PAS si è avvalso di una squadra composta da un gruppo di professionisti (tutor), appositamente preparati attraverso un corso che ha fornito loro le competenze adeguate per svolgere le attività legate alla formazione in modalità e-learning. Queste figure hanno costituito il nucleo fondamentale di PAS, in quanto si sono fatti carico della parte più delicata: accompagnare e motivare l apprendimento dei discenti. Le caratteristiche fondamentali dei componenti della squadra di tutoraggio hanno riguardato soprattutto la motivazione a dare il meglio di se stessi affinché il progetto potesse raggiungere gli obiettivi prefissati: non tanto l essere esperti della materia oggetto del 15 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

10 ANALISI E PROSPETTIVE PARTE I - CAPITOLO 3 corso, quanto piuttosto avere la predisposizione e gli strumenti per potersi immedesimare nei bisogni del discente (in questo caso discente on line), nelle sue difficoltà e nei meccanismi di interazione supportati dalle tecnologie. Il tutor di progetto ha dovuto mostrare di possedere una personalità attenta ai segnali deboli che possono essere manifestati nei frammenti di comunicazione che è possibile cogliere durante il corso. Ma allo stesso tempo una personalità forte, capace di agire ponendosi anche come coordinatore dei docenti per sollecitarli ad essere efficaci e tempestivi nelle reazioni ai bisogni che emergono durante il corso. Infatti i tutor PAS sono stati istruiti a valorizzare la propria sensibilità, sviluppando un ruolo vicino ed amicale rispetto ai discenti, ma restando soggetti terzi rispetto alle competenze verticali utilizzate nel corso, anche distaccati rispetto alle dinamiche di erogazione da parte dei docenti, e quindi capaci di indirizzarli e coordinarne l efficacia. Quindi, le caratteristiche principali della personalità dei tutor PAS sono state: la capacità di cogliere lo stress e le difficoltà nei discenti (sentire); la naturale predisposizione a reagire in prima persona, per risolvere le situazioni potenzialmente dannose per il corso (reagire); ed infine la capacità di misurarsi con i docenti per indirizzarli e, se necessario, meglio strutturare il loro contributo (organizzare). Mentre le tecniche per risolvere determinate situazioni critiche possono essere anche il risultato dell esperienza, l intuito nel cogliere i segnali deboli che possano preludere ad una criticità, nelle interazioni dirette docente-discente e mediate docente-computer-discente è una preziosa dote innata di alcuni soggetti, che si è rivelata centrale nel ruolo dei tutor PAS. Il tutor PAS ha dunque dovuto mostrare di possedere due competenze specifiche: quelle umanistiche, relative alle tecniche di interazione uomo-uomo, e quelle più orientate all uso delle tecnologie, relative all interazione mediata. Il sistema di comunicazione/relazione adottata Non è inutile approfondire il tema delle interazioni ed in particolare delle dinamiche comunicative che si sono costruite tra corsisti e tutor, tutor e docenti, e tra tutti i tutor, in quanto attori che agiscono in prima linea. I docenti, e in modo particolare i tutor, dovevano far fronte alle difficoltà che i sistemi di comunicazione/relazione mediata dal computer incorpora, tra le quali: l assenza degli aspetti di metacomunicazione verbale, prossemica; la mancanza di garanzia dell identità dei soggetti interagenti; atti comunicativi non sempre interpretabili; il rischio di non democraticità dello spazio comunicativo (spesso, per motivi di lentezza o di esitazione, capita che un gruppo di pochi detenga il potere della parola). Si è ritenuto quindi che l illustrazione critica e propositiva e la condivisione dei possibili scenari, anche di iniziale difficoltà (durante la prima giornata di aula, in condizione di apprendimento classica), avrebbe sicuramente favorito la costruzione di una futura relazione/comunicazione in grado di superare la maggior parte delle difficoltà derivanti dai fattori sopra citati. L impiego della comunicazione mediata e dei suo strumenti, se non opportunamente gestito e controllato, può infatti aumentare la sensazione di inadeguatezza che potremmo definire una sorta di resistenza alle tecnologie, in quanto per molti (esclusivamente adulti) il concetto di comunicazione è solamente quello de visu: non ti vedo e/o non ti sento, ergo non possiamo comunicare. La prima RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 2011

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