Convergenza di Opinioni in Ambito Territoriale: Proposta di un Real Time Spatial Delphi. Simone Di Zio Università G. d Annunzio, Chieti-Pescara

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1 Convergenza di Opinioni in Ambito Territoriale: Proposta di un Real Time Spatial Delphi Simone Di Zio Università G. d Annunzio, Chieti-Pescara Abstract Per convergenza di opinioni s intende un processo che canalizza più pensieri verso conclusioni il più possibile condivise. Nell ambito dei metodi per la convergenza di opinioni il metodo Delphi è considerato il capostipite. Una recente innovazione, denominato Spatial Delphi (Di Zio e Pacinelli, 2011), parte dall assunto che molte decisioni devono tenere conto del territorio, per cui la scelta da condividere riguarda un luogo geografico. In tale metodo è necessario utilizzare supporti cartografici che permettano agli esperti di indicare i luoghi su cui è opportuno fare un intervento o dove è maggiormente probabile il verificarsi di un evento futuro. Qui si propone un evoluzione di tale metodo che, come il Real Time Delphi di Gordon (2009), viene gestito on-line su una piattaforma WebGIS. Ad ogni valutazione un software genera un cerchio di convergenza che, in tempo reale, viene visualizzato sulla carta. Tale cerchio rappresenta l area di convergenza all interno della quale gli esperti sono invitati a fornire ulteriori punti opinione. Alla fine si arriva ad un cerchio finale che rappresenta la convergenza delle opinioni su problema oggetto di analisi. 1. Introduzione La consultazione tramite uso di panel implica più interviste dello stesso gruppo di persone in tempi successivi. Il metodo Delphi consente la comunicazione attraverso i componenti un panel, permettendo anche la cosiddetta convergenza di opinioni. Con questa espressione si intende un processo di comunicazione strutturata in cui i pensieri individuali vengono convogliati verso una conclusione condivisa. Il metodo Delphi fu sviluppato negli anni 50 dalla Rand Corporation (California) e si ritiene che permetta una migliore interazione rispetto ad altri metodi di lavoro in gruppo. L anonimato dei partecipanti, infatti, elimina una serie di errori tipici della comunicazione faccia a faccia. Nel Delphi, un panel di esperti viene consultato almeno tre volte consecutivamente e, attraverso delle elaborazioni statistiche, è possibile restringere il campo di valutazione fino al punto che si ritiene soddisfacente ai fini della ricerca (Dalkey e Helmer, 1963). La versatilità di tale strumento fa sì che le sue applicazioni sono tantissime: dalle problematiche della salute e dell economia alle innovazioni tecnologiche, dalle questioni di genere fino alla protezione ambientale e alle decisioni aziendali, possiamo trovare in letteratura tantissime applicazioni (si veda, fra gli altri, Brockhaus e Mickelsen, 1975). 1

2 Una recente versione del Delphi, denominata Spatial Delphi, riproduce i tratti salienti di tale metodo in un ambito di applicazione territoriale, ovvero in tutte quelle situazioni in cui la decisione sul luogo più adatto per operare una scelta può essere sottoposta ad un gruppo di esperti. Un primo possibile sviluppo di tale metodo riguarda l implementazione di un WebGIS per la gestione delle risposte degli esperti. Infatti, elemento fondamentale dello Spatial Delphi (Di Zio e Pacinelli, 2011) sono le cartografie sulle quali gli esperti devono indicare i propri punti opinione. Ad ogni round queste valutazioni devono essere elaborate attraverso un modello geometrico, per poi sottoporre il risultato agli esperti durante il round successivo. Così, si propone una seconda evoluzione, riguardante proprio il calcolo automatico, e in tempo reale, del modello geometrico per la convergenza delle opinioni. In tal modo si arriva a un Real Time Spatial Delphi (RTSD). 2. Il metodo Delphi e la sua versione territoriale Il metodo Delphi fu proposto per la prima volta da Dalkey e Helmer (1963) e, tramite la somministrazione ripetuta di questionari, permette di ottenere un dibattito virtuale, chiamato anche conferenza Delphi (Pacinelli, 2008), fra i partecipanti a un panel. Gli esperti esprimono il loro parere, in forma anonima, rispetto la questione e questo permette di evitare tutte le problematiche che scaturiscono dalla comunicazione faccia a faccia, come ad esempio il pensiero di gruppo 1, la spirale del silenzio 2 o l errore di leadership 3. Dopo la prima consultazione le valutazioni degli esperti sono raccolte ed elaborate dal ricercatore tramite sintesi statistiche (Glenn, 2009). Più esattamente si calcola il primo e terzo quartile sulla distribuzione delle risposte, ottenendo un intervallo (detto intervallo interquartile) che contiene il 50% delle valutazioni degli esperti. Questo intervallo costituisce una finestra di risposta da sottoporre agli esperti al round successivo. Nella seconda consultazione il quesito proposto è sempre lo stesso, ma in questo caso ogni esperto è invitato a rispondere dentro l intervallo interquartile. In questo modo già dalla seconda consultazione inizia il processo di convergenza delle opinioni. Nel caso in cui un partecipante volesse fornire una valutazione esterna all intervallo lo può fare a condizione 1 Con l espressione pensiero di gruppo (in inglese groupthink ) si indica la situazione in cui, per minimizzare i conflitti e raggiungere il consenso per prendere una decisione, i singoli individui rinunciano alle proprie idee e opinioni. I dubbi individuali sono messi da parte per il bene del gruppo, fino al punto di raggiungere persino decisioni irrazionali. 2 In un lavoro di gruppo può accadere che un singolo sia restio nell'esprimere la sua opinione se questa è contraria alla maggioranza, per paura di riprovazione e isolamento da parte degli altri componenti del gruppo. La persona quindi tace, e questo fa aumentare la percezione del gruppo che l idea prevalente sia condivisa da tutti, rafforzando ancora di più il timore iniziale del singolo, in una spirale chiamata appunto spirale del silenzio. 3 Quando in un gruppo ci sono delle gerarchie, se il primo ad esprimere la propria opinione è il più alto in grado, allora può accadere che gli altri, pur avendo una diversa opinione, si allineino ad essa per paura di contrastare l opinione del capo. 2

3 che venga data una motivazione scritta. Sono proprio queste motivazioni che innescano la conferenza Delphi, cioè il dibattito anonimo che porta gli esperti a rivedere le proprie valutazioni, e ragionare sui possibili cambiamenti di opinione. Si procede così con i round successivi e, in genere, il campo di variazione fra il primo e terzo quartile si restringe sempre di più, fino a che non si raggiunge un intervallo abbastanza piccolo tale che la convergenza delle opinioni si ritiene sufficiente. La particolare struttura di questo metodo consente sia di raccogliere le singole opinioni degli esperti sia la creazione di un dibattito (anonimo, virtuale e alla pari) fra i partecipanti. Quindi, il valore della tecnica sta non solo nella possibilità di avere opinioni condivise, ma anche di stimolare una discussione sul problema analizzato. Anche se dalla sua creazione ad oggi si sono sviluppate tantissime versioni del Delphi, possiamo di seguito elencare quelle che sono considerate le fasi principali della sua versione base: Definizione del problema: il tema oggetto di ricerca o il problema decisionale devono essere identificati con precisione; Costruzione del panel: la fase più delicata è proprio la scelta degli esperti che devono comporre il panel. Mentre nelle indagini statistiche campionarie si assume che i partecipanti siano rappresentativi di una popolazione e senza particolari conoscenze, nel Delphi, viceversa, ci si avvale di individui con particolari competenze e non rappresentativi di alcun collettivo. L obiettivo non è formare un panel più numeroso possibile o rappresentativo di un collettivo più ampio, ma bisogna scegliere in modo mirato le persone che posseggono il giusto expertise rispetto al problema proposto; Fase esplorativa: si costruisce il primo questionario da somministrare al panel, contenente una serie di domande aperte e di carattere generale, con lo scopo di raccogliere punti di vista per inquadrare il tema di ricerca. Questo permetterà al ricercatore di delineare con precisione i concetti su cui verterà il resto della ricerca; Fase analitica: si costruisce e somministra il secondo questionario, in cui ci sono i concetti emersi nella fase esplorativa. In questa fase ogni esperto ha la possibilità sia di ritrovare alcune sue affermazioni, sia di ragionare sui concetti espressi dagli altri esperti. Inizia in questo modo il dibattito e il confronto in forma anonima. Ogni esperto fornisce una valutazione per ogni domanda del questionario e le eventuali motivazioni scritte. Fase Valutativa: il ricercatore raccoglie tutte le risposte e calcola l intervallo interquartile per ogni domanda del questionario. Viene preparato un secondo questionario che, oltre alle domande del primo round contiene, per ognuna di esse, anche l intervallo interquartile all interno del quale l esperto è invitato a rispondere. 3

4 Dunque, le domande sono sempre le stesse, ma sono accompagnate da un intervallo (centrato sulla mediana) che include il 50% delle risposte del round precedente; Iterazioni: si procede con successive iterazioni fino a che non si ritiene sia stata raggiunta una sufficiente convergenza di opinioni o fino a un numero massimo di iterazioni prestabilito. L uso della tecnica Delphi è indicato quando la problematica da analizzare ha una natura incerta e i dati disponibili per l applicazione di metodi più robusti sono insufficienti o sono del tutto inesistenti. Nello Spatial Delphi le fasi sono le stesse, ma la problematica da analizzare deve avere una base territoriale di riferimento. Le possibili applicazioni sono raggruppabili in tre diverse categorie (Di Zio e Pacinelli, 2011). La prima categoria riguarda il presente, ovvero tutte le volte che si ha la necessità di scegliere il sito migliore per localizzare un bene o un servizio (ad esempio un magazzino, un negozio, un centro commerciale o una fermata di un autobus). Nella seconda categoria rientrano le problematiche relative al verificarsi di eventi futuri. Gli autori, ad esempio, fanno una interessante applicazione riguardo la localizzazione di aree ad alto rischio in caso di un evento sismico nella zona de L Aquila (Figura 1). Infine, un ultima categoria, riguarda i problemi legati al sottosuolo, tipo il luogo dove esiste una maggiore probabilità di trovare un sito archeologico oppure dove è maggiormente probabile vi sia un giacimento di minerali. Figura 1. Esempio di punti opinione e primo cerchio di convergenza 4

5 Il metodo presuppone l utilizzo di una adeguata cartografia (con l inquadramento del territorio su cui insiste il problema di ricerca), sulla quale gli esperti possono fornire i loro punti opinione. Ogni esperto indica direttamente sulla carta con un punto (chiamato punto opinione) il luogo che, secondo il suo expertise, è migliore per gli obiettivi della ricerca. Indicando con n la cardinalità del panel, al primo round si ha una nuvola di n punti opinione, che rappresenta le risposte dei partecipanti. Dopo la somministrazione del primo questionario, il ricercatore costruisce un cerchio che racchiude il 50% dei punti forniti dagli esperti, in analogia all intervallo interquartile del Delphi classico. Si tratta, in pratica, di cercare un cerchio contenente n 2 punti opinione. Ma su un piano ci sono infiniti cerchi con questa caratteristica, per cui bisogna imporre dei vincoli. Per prima cosa si considerano solo i cerchi con centro sugli n punti opinione, e in tal modo i cerchi disponibili si riducono a n. Fra questi poi si sceglie il cerchio con area minore, dato che l obiettivo è la riduzione dell area di territorio al fine di ottenere la convergenza delle opinioni. In tal modo si avrà un solo cerchio centrato su un punto opinione, contenente il 50% delle valutazioni e con area minima. Nella seconda iterazione, agli esperti viene sempre sottoposta la stessa domanda, ma questa volta sulla cartografia è disegnato il primo cerchio di convergenza. Ogni esperto è invitato a riposizionare il suo punto opinione, possibilmente entro il cerchio, ma nel caso volesse dare una valutazione esterna deve fornire una motivazione. Si procede poi con le iterazioni successive fino a che l area del cerchio finale non è sufficientemente piccola in relazione al problema trattato. Inoltre, considerando la nuvola dei punti di ogni iterazione, si possono calcolare degli indicatori che forniscono una misura della velocità di convergenza di tutto il processo. Di Zio e Pacinelli (2011) propongono la K-funcion e la Dimensione Frattale. Una variante di tale metodo consiste nel dare la possibilità agli esperti di fornire non uno ma un certo numero k di punti opinione, numero che diminuisce ad ogni iterazione. Così, indicando con k 1 il numero di punti dati al primo round e con m il numero totale di iterazioni, possiamo scrivere: k k Questa possibilità produce un notevole vantaggio: se ad esempio m=3 ogni esperto deve fornire 3 punti al primo round, 2 punti al secondo e 1 solo punto al terzo e ultimo round. Questo significa che alla seconda iterazione l esperto può eliminare uno dei tre punti precedentemente dati (in genere quello più lontano dal cerchio di convergenza) e lasciare intatti gli altri due o spostarli per includerli nel cerchio. Questo fatto viene accettato meglio dal punto di vista psicologico, rispetto alla situazione di un solo punto. In altri termini un individuo è più propenso a eliminare un punto e lasciare gli altri che invece spostare ogni k m 5

6 volta un unico punto, perché in questo ultimo caso significa cambiare ogni volta la sua opinione. 3. Real Time Spatial Delphi Nel Real Time Delphi di Gordon (Gordon and Pease, 2006; Gordon, 2009) gli esperti sono invitati a partecipare ad una consultazione in tempo reale su una pagina web. Su di essa appaiono una serie di domande alle quali l esperto deve rispondere e, per ogni domanda, è presente uno spazio per la risposta (in genere si tratta di valori numerici su una scala Likert), la mediana delle risposte di tutti coloro che hanno partecipato fino a quel momento, il numero dei rispondenti e una finestra per scrivere i commenti. Questi commenti possono essere letti da tutti e in tempo reale, facendo così innescare la conferenza anonima. La mediana delle valutazioni date e il numero dei rispondenti vengono aggiornate in tempo reale, mano a mano che un nuovo partecipante fornisce le proprie valutazioni. A differenza del Delphi classico la mediana viene calcolata in tempo reale, e resa subito disponibile agli altri partecipanti. Se una risposta è maggiore/minore di un certo valore costante sopra/sotto la mediana, al rispondente viene chiesta la motivazione della sua valutazione. Quindi non ci sono round successivi ma il tutto avviene in tempo reale, e ogni esperto può rivalutare le proprie posizioni quando vuole; dopo un ora, un giorno o una settimana. Un ulteriore vantaggio dell utilizzo del web consiste nel poter raggiungere esperti praticamente di ogni angolo del mondo. Una recente applicazione del metodo, conclusasi nel mese di gennaio 2012, ha riguardato una ricerca sugli stereotipi sulle donne, e ha visto coinvolti oltre 250 esperti da 57 paesi diversi. Qui proponiamo il Real Time Spatial Delphi (RTSD), quindi una versione in tempo reale dello Spatial Delphi. Sullo schermo ogni esperto ha una cartografia relativa al territorio su cui svolgere la ricerca, e su di essa appare la domanda. Ad esempio: Indichi il punto che secondo lei è più adatto per la costruzione di un asilo. Cliccando sulla carta (ad esempio attraverso lo ArcSketch della Esri) le coordinate del punto vengono registrate e il cerchio di convergenza, contenente la metà dei punti forniti fino a quel momento, viene visualizzato. Dunque, l esperto è invitato a rispondere dentro il cerchio altrimenti, se posiziona il punto opinione all esterno, deve dare una motivazione. Maggiori sono i punti inseriti nel cerchio e maggiore sarà la velocità con cui il cerchio si restringe. Se nel corso delle prime consultazioni si identificano due o più nuvole di punti significa che i luoghi ritenuti opportuni sono più di uno e in tal caso l amministratore del sistema può decidere di costruire due o più cerchi di convergenza. In questo modo si porteranno avanti due o più analisi Delphi parallele. Riteniamo che, anche alla luce delle sperimentazioni con lo Spatial Delphi, il RTSD apra la strada ad una notevole quantità di applicazioni, data la sua semplicità e intuitività. 6

7 4. Conclusioni Nell ambito dei problemi decisionali i metodi che fanno uso di pareri di esperti sono considerati scientificamente deboli, in contrapposizione a quelli forti che si basano invece su dati statistici (Pacinelli, 2008). Accade spesso però che, per la particolarità del problema, i dati sono incompleti o del tutto inesistenti e in tal caso il ricorso alle opinioni soggettive diventa una via molto utile, se non addirittura l unica possibile. Il Delphi, lo Spatial Delphi ed il Real Time Delphi sono metodi basati su pareri di panel di esperti e, nel corso degli ultimi anni, hanno avuto una grande varietà di applicazioni. In questo lavoro si è proposto una evoluzione del Delphi che mette insieme i vantaggi del Real Time Delphi, legati alla gestione in tempo reale delle risposte, e quelli dello Spatial Delphi, consistenti nella possibilità di fornire delle risposte/opinioni semplicemente posizionando un punto su una carta. Bibliografia Brockhaus W.L., Mickelsen J.F., (1975) An analysis of prior Delphi applications, Technol. Forecast. Soc. Change 10 (1), Dalkey N.C., Helmer O., (1963) An Experimental Application of Delphi Method to the Use of Experts, Manage. Sci., 9,pp Di Zio S., Pacinelli A., (2011) Opinion convergence in location: A Spatial version of the Delphi method. Technological Forecasting & Social Change, 78(9), pp Glenn J. C., (2009) Participatory methods, in: J. C. Glenn, T. J. Gordon (Eds.), Futures Research Methodology Version 3.0, The Millennium Project, American Council for the United Nations University. Gordon T. J., (2009) The Real-Time Delphi Method, in: J.C. Glenn, T.J. Gordon (Eds.), Futures Research Methodology Version 3.0, The Millennium Project, American Council for the United Nations University. Gordon T.J., Pease A., (2006) RT Delphi: An efficient, round-less almost real time Delphi method, Technol. Forecast. Soc. Change, 73, Pacinelli A., (2008) Metodi per la ricerca sociale partecipata, Franco Angeli, Milano. 7

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