Le imprese della trasformazione dei cereali nei confronti di certificazioni, marchi collettivi e denominazioni protette

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1 Panel agroalimentare Indagini monografiche Panel Agroalimentare Ismea Le imprese della trasformazione dei cereali nei confronti di certificazioni, marchi collettivi e denominazioni protette Settembre 2006 Introduzione Attraverso le 115 aziende del Panel Agroalimentare Ismea afferenti al settore della trasformazione dei cereali è stata condotta un indagine sull atteggiamento delle imprese di questo segmento nei confronti delle certificazioni, dei marchi collettivi, delle denominazioni protette e del biologico (per maggiori approfondimenti sul Panel Ismea si rimanda alla Nota metodologica mentre per una breve descrizione delle certificazioni e dei marchi si rimanda alla fine di questo rapporto). Risultati dell indagine I principali risultati dell indagine campionaria, condotta nel mese di gennaio 2006, possono essere sinteticamente individuati nel grafico 1 e nei punti che seguono: Grafico 1 Incidenza delle aziende della trasformazione dei cereali con almeno un riconoscimento/certificazione Certificazioni (ISO, EMAS, ECOLABEL, ecc.) 38,3% Marchi collettivi 6,1% Denominazioni protette (DOP, IGP, AS) 2,6% Biologico 10,4% Rispetto alle certificazioni, le aziende della trasformazione dei cereali mostrano un atteggiamento piuttosto favorevole, sebbene ad esprimersi in tal senso sono soprattutto le imprese di dimensioni maggiori ( 30 addetti). La certificazione più diffusa é il sistema di gestione della qualità (ISO ), soprattutto nell industria molitoria ed in quella mangimistica. Nel complesso il 38% delle aziende del campione ha dichiarato di aderire ad almeno un sistema di certificazione; rispetto al loro livello di soddisfazione hanno, inoltre, dichiarato di aver riscontrato qualche vantaggio nell 83% dei casi di certificazione (ovvero 40 su 48). I marchi collettivi (diversi dal biologico e dalle denominazioni protette), non appaiono particolarmente diffusi nella realtà produttiva del comparto (solo il 6% delle aziende del Panel) e si stima che questa tendenza si confermi anche per il futuro, poiché si è rilevato uno scarso interesse delle aziende non aderenti ad optare 1

2 Composizione e caratteristiche del Panel I sistemi di certificazione per questa scelta nei prossimi anni. Per quanto concerne le denominazioni d origine è da sottolineare, innanzitutto, la scarsa presenza di riconoscimenti: nel settore esistono, infatti, solo 2 Indicazioni Geografiche Protette, ovvero il Riso Nano Violone Veronese IGP ed il Farro della Garfagnana IGP. Tali denominazioni non risultano affatto diffuse tra le imprese della trasformazione dei cereali, poiché solo il 3% del campione ha dichiarato di aderire ad un disciplinare di produzione IGP. Per il biologico, si evidenzia una quota percentuale di adesione leggermente più significativa, poiché circa il 10% delle aziende del campione ha affermato di avere questo tipo di certificazione. I settori maggiormente interessati alla produzione bio sono quello molitorio e quello del riso, con una prevalenza territoriale delle regioni del Centro. Il campione utilizzato per l indagine è composto da 115 imprese, appartenenti a tre diversi comparti produttivi: 50 aziende dell industria molitoria, 20 del comparto del riso e 45 dell industria mangimistica. Dal punto di vista territoriale, il campione è ripartito sulle quattro aree geografiche nazionali in base a criteri di rappresentatività del settore nel suo complesso; ne consegue che le quote del Nord Ovest e del Nord Est sono nettamente preponderanti in tutti e tre i settori: in particolare, per il riso non sono considerate aziende nelle aree centro-meridionali, mentre per l industria mangimistica è escluso dall analisi solo il Centro (tabella 1). Per quanto concerne la stratificazione del campione per dimensione aziendale si specifica che, ai fini dell indagine, è stata utilizzata una classificazione diversa da quella prevista dal decreto MAP del 18/04/2005 e, pertanto, si considerano piccole le imprese fino a 9 addetti, intermedie quelle con addetti e grandi le imprese con 30 e più addetti. Il Panel dell industria della trasformazione dei cereali si caratterizza per la prevalenza si imprese di piccole dimensioni, che rappresentano circa il 45% del totale; seguono per consistenza numerica le grandi imprese, la cui incidenza è pari a circa il 36% del campione, e le aziende di medie dimensioni, con un quota pari al 19%. Tabella 1 - Composizione del campione (numero aziende) Settore Dimensione (n. addetti) Molitoria Riso Mangimistica Totale Nord Ovest Nord Est Centro Sud e isole Totale Il 38% delle aziende intervistate, ovvero 44 casi su 115, ha dichiarato di aderire ad almeno uno dei sistemi di certificazione considerati. Il settore più sensibile al tema delle certificazioni è quello molitorio, in cui 23 aziende hanno sostenuto di aderire ad almeno un sistema, con un incidenza più marcata rispetto alla media nazionale (46%). Il settore mangimistico si presenta, invece, in linea con l andamento medio del comparto: sono 18, infatti, le aziende con almeno una certificazione pari al 40% del totale corrispondente. Ridotta, infine, la quota dell industria del riso: solo 3 aziende, pari al 15% del totale settoriale, hanno dichiarato di aderire ad almeno un sistema (grafico 2). La certificazione più diffusa tra le aziende appartenenti al settore della trasformazione dei cereali è la ISO (1), come ha affermato il 37% degli intervistati, seguita a distanza da ISO (2) con una quota del 3% (4 aziende) e da EMAS (3), posseduta da 1 sola azienda molitoria, che si conferma come il comparto con la maggiore incidenza di certificazioni (tabella 2). Le altre certificazioni indagate, ECOLABEL (4), SA 8000 (5) ed RSI (6), non hanno riscontrato alcuna adesione. 2

3 A livello territoriale, si evidenzia una diffusione piuttosto omogenea della certificazione ISO , con una leggera prevalenza del Nord-Est; viceversa la certificazione ISO è presente solo nelle aree centrali e sud insulari; infine l unica azienda certificata EMAS è localizzata al Sud (tabella 3). L analisi dei dati per dimensione aziendale evidenzia una maggioranza di aziende certificate nella classe di addetti mediogrande. Grafico 2 Incidenza delle aziende con almeno una certificazione, per settore Molitoria 46,0% Riso 15,0% Mangimistica 40,0% Totale 38,3% Base di riferimento: aziende con almeno una certificazione (44 casi) Tabella 2 - Tipologia di certificazione posseduta, per settore di attività (risposte affermative) Molitoria Riso Mangimistica Totale ISO ,0 3 15, , ,4 ISO ,0 0 0,0 0 0,0 4 3,5 EMAS 1 2,0 0 0,0 0 0,0 1 0,9 ECOLABEL 0 0,0 0 0,0 0 0,0 0 0,0 SA ,0 0 0,0 0 0,0 0 0,0 RSI 0 0,0 0 0,0 0 0,0 0 0,0 Totale Risposta multipla Tabella 3 - Tipologia di certificazione posseduta, per area e dimensione (%) Nord Ovest Nord Est Centro Sud e Isole ISO ,1 47,6 33,3 31,6 11,5 68,2 53,7 ISO ,0 0,0 11,1 15,8 0,0 4,5 7,3 EMAS 0,0 0,0 0,0 5,3 0,0 4,5 0,0 ECOLABEL 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 SA ,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 RSI 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Risposta multipla Il 71% delle certificazioni sottoscritte (34 casi su 48) ha apportato vantaggi concreti alle aziende aderenti, mentre il 12% (6 casi su 48) ne ha fruttato pochi. Pari al 10% l incidenza di certificazioni ritenute non vantaggiose; per il restante 6% le aziende non hanno espresso alcun giudizio (tabella 4). 3

4 Tabella 4 - Riscontro di vantaggi derivanti dall'adesione ai sistemi di certificazione Certificazione Sì Pochi No N.r. Totale ISO casi % 69,8 14,0 11,6 4,7 100 ISO casi % 75,0 0,0 0,0 25,0 100 EMAS casi % 0,0 0,0 0,0 0,0 0 ECOLABEL casi % 0,0 0,0 0,0 0,0 0 SA 8000 casi % 0,0 0,0 0,0 0,0 0 RSI casi % 0,0 0,0 0,0 0,0 0 Totale casi % 70,8 12,5 10,4 6,3 100,0 Base di riferimento: numero di certificazioni sottoscritte dalle aziende (48 casi) Il 57% del campione ha affermato di non avere l intenzione di aderire alle certificazioni analizzate nei prossimi anni: in particolare, il 43% degli intervistati ha dichiarato che certamente non aderirà a certificazioni ed il 15% ha affermato che probabilmente non lo farà (tabella 5). In termini assoluti, le aziende del comparto molitorio (16 aziende) appaiono le più favorevoli ad una futura certificazione. L interesse all adesione manifestato dalle aziende del settore si indirizza principalmente verso le certificazioni ISO (11%) ed ISO (10%) (tabella 6). Tabella 5 - Aziende che intendono aderire a certificazioni nei prossimi anni, per settore di attività Molitoria Riso Mangimistica Totale Certamente sì 5 10,0 1 5,0 7 15, ,3 Probabilmente sì 11 22,0 2 10,0 8 17, ,3 Probabilmente no 9 18,0 2 10,0 6 13, ,8 Certamente no 18 36, , , ,6 Non so 7 14,0 2 10,0 6 13, ,0 Totale , , , ,0 Tabella 6 - Previsione di adesione per tipologia di certificazione, per settore Molitoria Riso Mangimistica ISO ,0 3 15,0 3 6, ,3 ISO ,0 0 0,0 6 13,3 11 9,6 EMAS 1 2,0 0 0,0 1 2,2 2 1,7 ECOLABEL 0 0,0 0 0,0 0 0,0 0 0,0 SA ,0 0 0,0 0 0,0 1 0,9 RSI 0 0,0 0 0,0 0 0,0 0 0,0 La motivazione principale tesa a giustificare la futura mancanza di interesse verso queste certificazioni è da ricercarsi nell assenza di vantaggi, segnalata dal 40% delle aziende del sub campione (costituito dalle 26 aziende non aderenti a sistemi di certificazione), seguita anche, se in misura minore, dagli elevati costi di gestione (20%) e dagli eccessivi oneri burocratici (17%) (grafico 3). 4

5 Grafico 3 - Motivazioni relative alla futura non adesione a sistemi di certificazione Non vediamo vantaggi 39,4% Costi di gestione troppo elevati 19,7% Non le conosciamo Eccessivi costi delle procedure burocratiche Necessità di adeguamenti troppo onerosi Troppi vincoli da rispettare Eccessiva complessità delle procedure burocratiche 4,5% 3,0% 12,1% 12,1% 16,7% Altro 6,1% N.r. 3,0% Risposta multipla Base di riferimento aziende non intenzionate ad aderire alle certificazioni nei prossimi anni (66 casi) ISO La maggior parte delle aziende che, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno dichiarato di aderire alla certificazione ISO (63%), ha scelto spontaneamente di aderire alla certificazione, mentre il 23% ha evidenziato che la scelta è stata effettuata anche a causa di condizionamenti esterni (tabella 7), evidenziati in misura prevalente nelle richieste dei clienti, seguite dagli obblighi di legge e dai requisiti richiesti dai consorzi e/o associazioni cui l azienda appartiene. A livello territoriale si rileva che le aziende situate nel Nord e nel Centro hanno scelto in modo spontaneo di aderire a questo sistema di certificazione, mentre per le aziende del Sud e delle Isole l adesione alla certificazione è stata determinata in ugual misura da condizionamenti esterni ed interni (83%) (tabella 8). L analisi per dimensione aziendale evidenzia che le aziende di grandi dimensioni hanno operato una scelta spontanea (82%) in misura maggiore rispetto al resto del campione; al contrario le aziende di piccole e medie dimensioni sono risultate, rispetto alla media del campione, un po più condizionate dall esterno. Questa situazione può trovare una spiegazione nel fatto che l adesione ad un sistema di certificazione richiede elevati investimenti, che solo le aziende di grandi dimensioni possono sostenere, oltre al fatto che queste ultime possono avere mercati di sbocco molto differenziati che richiedono determinati requisiti di accesso. Tabella 7 - Motivazioni dell'adesione a ISO , per settore Molitoria Riso Mangimistica Totale Scelta spontanea 12 54,5 1 33, , ,8 Derivata dall esterno 2 9,1 0 0,0 3 16,7 5 11,6 In uguale misura 7 31,8 2 66,7 1 5, ,3 Altro 0 0,0 0 0,0 0 0,0 0 0,0 Non so, n.r. 1 4,5 0 0,0 0 0,0 1 2,3 Totale , , , ,0 Base di riferimento: aziende certificate ISO (43 casi) 5

6 Tabella 8 - Motivazioni dell'adesione a ISO , per area e dimensione (%) Nord Ovest Nord Est Centro Sud e Isole Scelta spontanea 64,3 80,0 66,7 0,0 50,0 40,0 81,8 Derivata dall esterno 21,4 0,0 33,3 16,7 16,7 13,3 9,1 In uguale misura 14,3 15,0 0,0 83,3 33,3 46,7 4,5 Altro 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Non so, n.r. 0,0 5,0 0,0 0,0 0,0 0,0 4,5 Totale 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 Base di riferimento: aziende certificate ISO (43 casi) L 85% delle aziende certificate ISO ha complessivamente riscontrato vantaggi dall adesione alla certificazione, sebbene il 14% abbia sottolineato l esiguità di detti vantaggi; il 12% ha affermato di non averne ottenuti affatto ed il 5% non ha espresso opinioni a riguardo. Nel comparto della lavorazione del riso la convenienza del sistema di certificazione è stata evidenziata in modo più lieve, con il 67% delle aziende certificate che ha dichiarato di aver riscontrato pochi vantaggi (tabella 9). Sotto il profilo territoriale, tutte le aziende certificate del Sud e delle Isole hanno riscontrato vantaggi; mentre quelle del Centro e del settentrione hanno riscontrato vantaggi in misura minore rispetto alla media del campione (tabella 10). La percezione di vantaggi concreti tende, inoltre, ad incrementarsi al crescere della dimensione aziendale. Tabella 9 - Riscontro di vantaggi dall'adesione a ISO , per settore Molitoria Riso Mangimistica Totale Sì 16 72,7 1 33, , ,8 Pochi 2 9,1 2 66,7 2 11,1 6 14,0 No 3 13,6 0 0,0 2 11,1 5 11,6 N.r. 1 4,5 0 0,0 1 5,6 2 4,7 Totale , , , ,0 Base di riferimento: aziende certificate ISO (43 casi) Tabella 10 - Riscontro di vantaggi dall'adesione a ISO , per area e dimensione (%) Nord Ovest Nord Est Centro Sud e Isole Sì 64,3 65,0 66,7 100,0 50,0 66,7 77,3 Pochi 21,4 10,0 33,3 0,0 33,3 20,0 4,5 No 7,1 20,0 0,0 0,0 16,7 6,7 13,6 N.r. 7,1 5,0 0,0 0,0 0,0 6,7 4,5 Totale 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 Base di riferimento: aziende certificate ISO (43 casi) I vantaggi riscontrati sono principalmente riconducibili all aspetto commerciale; in particolare, il maggior potere contrattuale, il riconoscimento da parte dei clienti e la possibilità di entrare in determinati mercati sono stati citati, rispettivamente, dal 40%, dal 33% e dal 26% delle aziende che hanno riscontrato pochi o concreti vantaggi dall adesione ai sistemi di certificazione. Risulta importante anche la percezione di vantaggi derivanti dall adozione di migliori metodi operativi, espressa dal 26% del sub campione (grafico 4). 6

7 Grafico 4 - Vantaggi derivanti dall'adesione a ISO Maggior potere contrattuale verso i clienti 39,5% Riconoscimento da parte dei clienti 32,6% Adozione di migliori metodi operativi 25,6% Possibilità di entrare in determinati mercati 25,6% Altro 2,3% N.r. 18,6% Risposta multipla Base di riferimento: aziende certificate ISO (43 casi) ISO Il sub campione di aziende che ha dichiarato di aderire al sistema di certificazione ISO è molto ridotto, essendo costituito solo da 4 aziende. Tra gli aspetti più significativi emersi dall analisi dei risultati si evidenzia che: I marchi collettivi 1 sola azienda ha dichiarato che la scelta di aderire alla certificazione è stata spontanea, mentre per le restanti 3 aziende certificate l adesione al sistema ISO è stata anche condizionata da fattori esterni, quali le richieste dei clienti, la concorrenza ed il rispetto di obblighi normativi; in 3 casi di certificazione su 4 sono stati riscontrati vantaggi concreti dall adesione, con particolare riferimento al maggior riconoscimento e al maggior potere contrattuale verso i clienti; nessuna delle aziende certificate ha evidenziato problemi e/o aspetti negativi nel sistema di certificazione. Quasi tutte le aziende monitorate (oltre il 92% del campione) hanno dichiarato di non aderire a marchi collettivi (7) differenti dal biologico o dalle denominazioni protette. Le aziende che hanno risposto affermativamente appartengono al settore molitorio (5 aziende) e a quello mangimistico (2 aziende). Nessuna azienda del settore del riso aderisce a marchi collettivi (tabella 11). A livello territoriale, si evidenzia come le aziende dell area centrale presentino una maggiore adesione ai marchi collettivi; mentre dal punto di vista dimensionale si evidenzia che la non adesione ai marchi collettivi caratterizza soprattutto le aziende di piccole dimensioni (tabella 12). Tabella 11 - Adesione a marchi collettivi diversi dal biologico e dalle denominazioni protette, per settore Molitoria Riso Mangimistica Totale Si 5 10,0 0 0,0 2 4,4 7 6,1 No 45 90, , , ,2 n.r. 0 0,0 1 5,0 1 2,2 2 1,7 Totale , , , ,0 7

8 Tabella 12 - Adesione a marchi collettivi diversi dal biologico e dalle denominazioni protette, per area e dimensione (%) Nord Ovest Nord Est Centro Sud e Isole Si 2,2 7,1 22,2 5,3 0,0 13,6 9,8 No 93,3 92,9 77,8 94,7 100,0 81,8 87,8 n.r. 4,4 0,0 0,0 0,0 0,0 4,5 2,4 Totale 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 La maggioranza degli aderenti a marchi collettivi diversi dal biologico e dalle denominazioni protette (5 aziende) ha dichiarato che la principale motivazione a sostegno di questa scelta è stata la maggiore facilità di collocamento del prodotto. Tra le altre motivazioni si segnala anche la possibilità di aderire ad iniziative di promozione su nuovi mercati e la necessità di adeguarsi all esigenza di maggiori garanzie richieste dai consumatori. L adesione a marchi collettivi è stata principalmente una scelta spontanea per 5 delle aziende aderenti; nei rimanenti casi la scelta è stata influenzata da fattori esogeni, quali la concorrenza, le richieste dei clienti e delle strutture associative di cui l azienda fa parte. In 5 casi le aziende aderenti hanno dichiarato di aver ottenuto vantaggi dai marchi collettivi, evidenziando in modo particolare un maggiore potere contrattuale verso i clienti ed un maggiore riconoscimento da parte degli stessi. La maggior parte delle aziende che attualmente non aderisce a marchi collettivi ha, inoltre, manifestato scarso (32%) o nessun interesse (47%) all adesione nei prossimi anni. Nessuna azienda ha manifestato un intenzione certa e solo il 5% ha affermato che probabilmente aderirà a marchi colletivi in futuro (grafico 5). Le motivazioni del disinteresse sono state prevalentemente individuate nella prevista assenza di vantaggi futuri, oltre che negli eccessivi costi e vincoli produttivi relativi al mantenimento della certificazione. Grafico 5 - Adesione a marchi collettivi nei prossimi anni - N.r. 16,0% Probabilmente sì 4,7% Probabilmente no 32,1% Certamente no 47,2% Base di riferimento: aziende attualmente non aderenti a marchi collettivi (106 casi) 8

9 Le denominazioni d origine Con riferimento alle denominazioni d origine, si rileva una scarsissima adesione da parte delle aziende del campione: solo 6 aziende, pari al 5% del campione aderiscono, infatti, all Indicazione Geografica Tipica (8), mentre nessuna azienda aderisce alla Denominazione d Origine Protetta (8) o all Attestazione di Specificità (10). Il fenomeno è facilmente spiegabile poiché nel settore della trasformazione dei cereali esistono solo 2 riconoscimenti a livello comunitario, ossia il Riso Nano Vialone Veronese IGP ed il Farro della Garfagnana IGP. Tabella 13 - Indicazione Geografica Protetta, per settore di attività (risposte affermative) num. % Molitoria 1 2,0 Riso 2 10,0 Mangimistica 3 6,7 Totale 6 5,2 Analizzando il sub campione delle aziende che hanno dichiarato di possedere il marchio IGP, emerge che l adesione a tale sistema di certificazione è stata, in prevalenza, una scelta spontanea da parte delle aziende. I 2 3 delle aziende certificate (4 aziende) ha riscontrato vantaggi dall adesione al disciplinare IGP, riconducibili a: possibilità di entrare in determinati mercati; maggior potere contrattuale verso i clienti; maggiore riconoscimento da parte dei clienti. Biologico La certificazione da agricoltura biologica (11) viene utilizzata dal 10% delle aziende del Panel che operano nel settore della trasformazione dei cereali (tabella 14). Presentano la medesima numerosità, da un punto di vista assoluto, il settore molitorio e quello del riso, sebbene per quest ultimo risulti maggiore l incidenza percentuale (25%) rispetto al totale di settore (20 aziende). Più modesta la diffusione della certificazione bio nel settore della mangimistica, poiché solo il 4% del totale corrispondente ha risposto affermativamente. La dimensione aziendale non influenza la diffusione del biologico, poiché si evidenzia una distribuzione abbastanza omogenea di tale certificazione nelle classi di addetti considerate. Tabella 14 - Aziende che possiedono una certificazione biologica, per settore di attività e dimensione Settore num. % Dimensione num. % Molitoria 5 10, ,6 Riso 5 25, ,1 Mangimistica 2 4, ,2 Totale 12 10,4 Totale 12 10,4 Il 67% delle aziende con certificazione biologica (ovvero 8 aziende su 12) ha dichiarato di aver aderito spontaneamente al disciplinare, mentre il 17% (ovvero 2 aziende) ha dichiarato di aver aderito a tale sistema anche sulla base di condizionamenti esterni, derivati dalle richieste dei propri clienti e dalle strutture associative di cui l azienda fa parte. L 84% del sub-campione ha evidenziato vantaggi concreti dalla certificazione bio; in particolare 8 aziende su 12 hanno riscontrato vantaggi e 2 aziende ne hanno riscontrato pochi. I vantaggi sono stati percepiti soprattutto in ambito commerciale, poiché il 58% ha 9

10 riscontrato sia una maggiore possibilità di entrare in determinati mercati sia un maggiore riconoscimento da parte dei clienti. Seppure in misura minore, è stato riscontrato anche un maggiore potere contrattuale verso i clienti (17%) (grafico 4). Grafico 6 Vantaggi derivanti dall adesione al marchio biologico Possibilità di entrare in determinati mercati 58,3% Maggior potere contrattuale verso i clienti 16,7% Riconoscimento da parte dei clienti 58,3% Adozione di migliori metodi operativi 8,3% N.r. 16,7% Base di riferimento: aziende certificate bio (12 casi) Note 1) La certificazione ISO è una norma internazionale volontaria che specifica i requisiti che un sistema di gestione per la qualità di un azienda/organizzazione deve possedere per dimostrare la propria capacità di fornire prodotti conformi ai requisiti dei clienti ed alle prescrizioni regolamentari applicabili. 2) La certificazione ISO è una norma internazionale di carattere volontario, applicabile a tutte le tipologie di imprese, che definisce come deve essere sviluppato un efficace sistema di gestione ambientale. 3) Il sistema EMAS (Eco Management and Audit Scheme), istituito con Reg. (CEE) 1836/93 e successivamente modificato dal Reg. (CE) 761/2001, è uno schema volontario applicabile, a livello UE ed European Environment Agency, a tutte quelle organizzazioni - pubbliche o private - che vogliono valutare, monitorare e migliorare le proprie prestazioni ambientali. Rispetto alla ISO 14001, il Regolamento EMAS pone una forte attenzione agli aspetti di comunicazione verso l'esterno, che si concretizzano principalmente con la diffusione della Dichiarazione Ambientale, convalidata da un Verificatore Accreditato a livello nazionale (per l'italia l'accreditamento viene rilasciato dall'apat - Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici). 4) L Ecolabel, istituito con Reg. (CE) n. 1980/2000, è il marchio di qualità ecologica che viene conferito ai prodotti e ai servizi con il minor impatto ambientale. Il marchio, il cui logo è rappresentato da un fiore, è uno strumento volontario, selettivo e con diffusione a livello europeo. 5) SA 8000 è uno standard di certificazione a carattere volontario sviluppato dal Social Accountability International, al fine di migliorare le condizioni di lavoro e il rispetto della salute e della sicurezza dei lavoratori. 6) La RSI (Responsabilità Sociale delle Imprese) è "l'integrazione su base volontaria, da parte delle imprese, delle preoccupazioni sociali e ambientali nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate" (Libro Verde della Commissione Europea, luglio 2001). La RSI riveste un'importanza strategica per il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che nel 2002 ha avviato un progetto volto alla diffusione della cultura sulla responsabilità sociale delle imprese e lo scambio di esperienze e buone pratiche. 7) Il marchio collettivo è un marchio ad adesione volontaria, concesso in uso a tutte le aziende produttrici che si assoggettano a regole prestabilite proprie del marchio, risulta tutelato contro qualsiasi impiego commerciale, usurpazione, imitazione, o indicazione che possa indurre in errore 10

11 il consumatore. Es. il marchio di un Consorzio. 8) L Indicazione Geografica Protetta (IGP - Reg. CE 2081/92) è un marchio riservato ai prodotti agricoli o alimentari che siano originari di una regione, di un luogo o, in casi eccezionali, di un paese determinato. Per ottenere il marchio sono richieste due condizioni, ovvero che una determinata qualità, la reputazione o un altra caratteristica possa essere attribuita all origine geografica e che una delle fasi della produzione e/o trasformazione e/o elaborazione avvengano nell area geografica determinata. 9) La Denominazione di Origine Protetta (DOP - Reg. CE 2081/92) è un marchio riservato ai prodotti agricoli o alimentari, con esclusione dei prodotti vitivinicoli e delle bevande spiritose (es. il vino), le cui fasi del processo di produzione (materie prime impiegate, loro trasformazione ed elaborazione fino al prodotto finito) devono avvenire nell'area geografica delimitata di cui il prodotto porta il nome. Le particolari caratteristiche/qualità del prodotto devono essere legate essenzialmente o esclusivamente all ambiente geografico, comprensivo dei fattori naturali ed umani. 10) L Attestazione di Specificità (AS) o Specialità Tradizionale Garantita (STG) è assegnata a prodotti che si differenziano da altri similari in quanto hanno un "elemento o insieme di elementi che distinguono nettamente un prodotto agricolo o alimentare da altri prodotti o alimenti analoghi appartenenti alla stessa categoria" (Reg. CE 2082/92). È richiesta la duplice condizione che il prodotto in questione si distingua da altri prodotti per la sua specificità e che il prodotto abbia carattere tradizionale, ossia sia ottenuto utilizzando materie prime tradizionali, ovvero abbia una composizione tradizionale, ovvero abbia subito un metodo di produzione e/o trasformazione di tipo tradizionale. 11) Produzione Biologica - Regg. (CE) n. 2092/91 e n. 1804/99 e successive modifiche ed integrazioni Ismea Direzione Mercati e Risk Management Unità operativa Osservatori e Panel Maria Ronga (+39)

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