Tre dimensioni della valorizzazione: l esperienza, la partecipazione e la gestione

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1 Manuel Roberto Guido Tre dimensioni della valorizzazione: l esperienza, la partecipazione e la gestione Riferimenti normativi ed organizzativi L articolo 6 del Codice dei beni culturali e del paesaggio 1 definisce la valorizzazione come l'esercizio delle funzioni e la disciplina delle attività dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso, anche da parte delle persone diversamente abili, al fine di promuovere lo sviluppo della cultura. Secondo l art. 2 del Codice, poi, i beni di appartenenza pubblica sono destinati alla fruizione della collettività. La finalità educativa giustifica lo stretto collegamento tra valorizzazione e fruizione, sancito dalla stessa intestazione del Titolo II del Codice, che ribadisce così quanto già disciplinato dal D.Lgs. 31 marzo 1998 n.112 che indicava la valorizzazione come attività diretta a migliorare le condizioni di conoscenza e conservazione dei beni culturali e ambientali e ad incrementarne la fruizione. La compenetrazione tra le diverse funzioni gestionali sul patrimonio culturale rende spesso difficoltosa la distinzione delle attività associate a ciascuna di esse; nello specifico, la valorizzazione è strettamente connessa a tutte, in quanto si fonda sulla conoscenza, si persegue attraverso interventi di conservazione, riqualificazione 2, promozione, e si realizza in un innalzamento delle modalità di utilizzazione e fruizione in forme compatibili con la tutela e tali da non pregiudicarne le esigenze 3. La valorizzazione dei beni culturali, inoltre, si consegue mediante la costituzione ed organizzazione stabile di risorse, strutture o reti, ovvero nella messa a disposizione di competenze tecniche o risorse finanziarie o strumentali, finalizzate all'esercizio delle funzioni ed al perseguimento delle finalità 4 indicate nell art. 6. A tali attività possono concorrere, cooperare o partecipare soggetti privati. 1 Testo aggiornato, da ultimo, ai decreti legislativi nn. 62 e 63 del 26 marzo 2008, pubblicati nella G.U. n. 84 del Essa comprende anche la promozione ed il sostegno degli interventi di conservazione del patrimonio culturale. In riferimento al paesaggio la valorizzazione comprende altresì la riqualificazione degli immobili e delle aree sottoposti a tutela compromessi o degradati, ovvero la realizzazione di nuovi valori paesaggistici coerenti ed integrati (comma 1, art. 6 del Codice, periodo aggiunto dal D.Lgs. 157/2006). 3 La valorizzazione è attuata in forme compatibili con la tutela e tali da non pregiudicarne le esigenze comma 2, art. 6 del Codice. 4 art. 111 de Codice. 1

2 L impostazione data dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, quindi, da un lato rispecchia il ruolo di centralità assunto dai cittadini nell ambito dell azione generale dello Stato inteso nella sua pluralità - centralità sulla quale fondano le riforme e la riorganizzazione ultime della Pubblica Amministrazione-; dall altro si conforma ai principi e alle strategie di valorizzazione integrata del patrimonio culturale che si sono affermati negli ultimi anni come portato delle riflessioni e dei dibattiti che, a livello internazionale, hanno visto attribuire al patrimonio culturale un ruolo sempre più significativo nel quadro dei modelli di sviluppo fondati sulle identità locali e sulla valorizzazione delle risorse dei territori; tra queste, infatti, quelle culturali in particolare assumono nuovi valori e specificità anche grazie alle implicazioni di natura immateriale - come quelle legate alle tradizioni, ai saperi e alle creatività che hanno arricchito la nozione di patrimonio. Più di recente, poi, si è riconosciuto che la rilevanza economica del patrimonio culturale sta anche nella capacità del suo processo di valorizzazione di produrre impatti e generare esternalità in relazione alle sue attività ed ai servizi attivati dalla sua gestione fino all uso dei suoi prodotti. L ultima riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali 5 prende atto di questa nuova impostazione normativa riguardo alle finalità di valorizzazione del patrimonio culturale, nonché dell importanza assunta dalle funzioni gestionali legate alla fruizione e alla valorizzazione cui il Codice dedica un capitolo specifico 6 - le cui competenze vengono attribuite alla Direzione Generale per la Valorizzazione del patrimonio culturale appositamente istituita. Questa Direzione, secondo quanto dettato dal Regolamento 7, svolge funzioni e compiti nei settori della promozione della conoscenza, della fruizione pubblica e della valorizzazione del patrimonio culturale, in conformità a quanto disposto dall art. 6 del Codice, con riguardo a tutti gli istituti e luoghi della cultura di cui all art. 101, commi 1 e 2 del Codice medesimo, che siano di pertinenza dello Stato o costituiti dallo Stato. Sembra opportuno sottolineare che i compiti istituzionali della Direzione Generale sono innanzitutto di indirizzo, coordinamento, promozione, assistenza e monitoraggio in relazione alle azioni di valorizzazione che si attuano a livello nazionale 8. Come appare chiaro dalle norme di legge e dall esperienza di tutti gli addetti ai lavori, il tema della valorizzazione del patrimonio culturale è assai variegato e la nuova Direzione Generale ha iniziato ad affrontarlo attraverso la strategia precedentemente illustrata dal Direttore Generale Mario Resca, che viene attuata per azioni e progetti afferenti a specifiche macroaree. Molte tra queste iniziative sono già note per la loro stessa natura, essendo riconducibili all area della promozione e comunicazione, che si esprime subito attraverso un diretto impatto mediatico. Oggi vogliamo presentare un altra macroarea di attività, che in particolare il Servizio I della Direzione ha voluto avviare 9 nell adempiere al mandato definito dal D.P.R. n. 91 del 2 luglio del 5 D.P.R. n. 91 del 2 luglio del 2009 Regolamento recante modifiche ai decreti presidenziali di riorganizzazione del Ministero e di organizzazione degli Uffici di diretta collaborazione del Ministero per i beni e le attività culturali pubblicato nel Supplemento ordinario alla G.U. n. 164 del 17/07/ Parte II Beni culturali, Titolo II Fruizione e Valorizzazione 7 Vedi nota 5. 8 Cfr. D.P.R. n.91 del 2 luglio 2009 già citato 2

3 2009 e dal DM del 20 luglio Articolazione degli uffici dirigenziali di livello non generale dell Amministrazione centrale e periferica con specifico riferimento al tema della Valorizzazione del patrimonio culturale. 10 Una prima organizzazione operativa del lavoro ci ha indotto ad individuare due aree di intervento: le azioni di valorizzazione del patrimonio culturale statale e le azioni di valorizzazione del patrimonio culturale integrato a livello territoriale. Ma è apparso subito chiaro che tale divisione organizzativa si deve adattare all esistenza di numerose trasversalità. L attività svolta, pur dovendosi confrontare da subito con alcune importanti urgenze cui dare risposte immediate, è stata anche mirata alla definizione di obiettivi e strategie a medio e lungo termine. Analisi del contesto e quadro di riferimento concettuale Per definire e perseguire detti obiettivi si è resa necessaria un attività preliminare di analisi al fine di riscontrare il livello di valorizzazione attuale del patrimonio statale ed il grado di integrazione territoriale presente nei vari luoghi, evidenziando in tal modo le criticità esistenti. In tale ottica sono state già indirizzate parte delle attività programmate e svolte nel corso degli ultimi mesi, in particolare sono stati esaminati gli studi e raccolte e rielaborate tutte le informazioni già disponibili derivanti da indagini statistiche attuate dallo stesso Ministero e da altre fonti istituzionali 11. Tale attività si estende poi anche al confronto con le buone pratiche e le politiche di valorizzazione più innovative realizzate in Italia e all estero, dove l apertura dei luoghi della cultura ad un pubblico ampliato si intreccia con le politiche per l inclusione sociale e lo sviluppo sostenibile. 9 Le attività che si presentano e si discutono fanno capo a singoli responsabili di progetto, ma sono il frutto di un lavoro condiviso e coordinato tra i tutti i funzionari dell area tecnica del Servizio I e fanno capo ad un unico Piano di valorizzazione. Anche questo testo, che rappresenta una sintesi di tale lavoro, utilizza in parte documenti già proposti al pubblico in precedenti occasioni ed in particolare in occasione del Forum P.A In tale ottica ringrazio per il loro contributo Gabriella Cetorelli, Angela Maria Ferroni, Rosaria Mencarelli, Silvia Patrignani ed Erminia Sciacchitano. Un particolare ringraziamento spetta a Marcello Tagliente per il suo costante supporto all attività del Servizio I. 10 Al Servizio I - Valorizzazione del patrimonio culturale Programmazione e Bilancio sono stati assegnati compiti afferenti a due diverse sfere di attività dell Amministrazione: alcuni dei compiti riguardano le tradizionali competenze del Servizio I delle Direzioni Generali, e quindi gli affari generali, il personale, il bilancio, etc. Temi che non entrano a far parte di questo incontro, ma in questa circostanza desidero comunque ringraziare i mie collaboratori di questo settore il cui lavoro ha minore visibilità all esterno ma è fondamentale per l azione amministrativa. Gli ulteriori compiti connessi più direttamente al tema della valorizzazione sono quelli di carattere prevalentemente tecnico/scientifico. 11 Tra gli altri si ricordano i lavori svolti nel 2007 dalla Commissione incaricata di elaborare una proposta per la definizione dei livelli minimi uniformi di qualità delle attività di valorizzazione presieduta dal Prof. Massimo Montella, e la serie di indagini condotte dall Ufficio Studi del MiBAC negli anni sugli elementi che concorrono a qualificare l offerta museale italiana, al fine di individuare le necessità e le esigenze di miglioramento e monitorare la situazione dei musei e delle aree archeologiche di pertinenza statale e per identificare le aspettative e le valutazioni dei frequentatori. 3

4 Lo sguardo su questo vasto orizzonte è incorniciato dai principi contenuti nella Convenzione Quadro del Consiglio d Europa sul valore dell eredità culturale per la società, firmata a Faro (Portogallo) nel 2005, che traccia il quadro di diritti e responsabilità dei cittadini nella partecipazione al patrimonio culturale, muovendo dal diritto dell individuo a prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità e di godere delle arti definito nell art. 27 della Dichiarazione universale dei diritti dell uomo, e declina le possibili accezioni del suo valore, secondo un approccio multidimensionale che rileva il contributo del patrimonio culturale allo sviluppo dell'essere umano e della società. Tale approccio, che registra il passaggio dalla domanda Come preservare il patrimonio e secondo quale procedura? alla domanda Perché e per chi valorizzarlo? è comune alle convenzioni internazionali sul patrimonio culturale del XX secolo, come la Convenzione europea del paesaggio del Consiglio d Europa (Firenze 2000), e la Convenzione UNESCO per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale (Parigi 2003). I conflitti verificatisi in Europa verso la fine degli anni 90, hanno contribuito a maturare a livello internazionale, la consapevolezza che i danni al patrimonio culturale, oltre da eventi naturali, atmosferici o sismici, spesso sono di origine antropica: conseguenza delle forze economiche che guidano la trasformazione del territorio, della crescente domanda di risorse energetiche, dei conflitti etnici che colpiscono in primis proprio i luoghi rappresentativi delle rispettive identità culturali, così come è accaduto per il Ponte di Mostar. Una consapevolezza che ha guidato alcuni interventi della Cooperazione italiana allo sviluppo e programmi regionali del Consiglio d Europa nel Sud- Est Europa, dove l assistenza nello sviluppo della governance e della capacità di gestione nel settore della cultura e del patrimonio culturale e naturale in aree post-conflitto, nel suscitare attorno al patrimonio culturale un nuovo sentimento di appartenenza comune, ha ottenuto risultati tangibili nella ricostruzione del legame sociale disgregato dal conflitto. Più di recente, è stato riconosciuto che il patrimonio culturale 12, se esaminato nel quadro di un modello di sviluppo economico fondato sui principi di utilizzo sostenibile delle risorse per il beneficio della società, è fonte utile allo sviluppo umano. Il dibattito sulle strategie di valorizzazione integrata del patrimonio culturale vede attribuire al patrimonio culturale un ruolo sempre più significativo nel quadro dei modelli di sviluppo fondati sulle identità locali e sulla valorizzazione delle risorse dei territori. Tra queste, quelle culturali assumono nuovi valori e specificità anche grazie alle implicazioni di natura immateriale come quelle legate alle tradizioni, ai saperi e alle creatività che hanno arricchito la nozione di patrimonio. Ciò è particolarmente rilevante proprio per l Italia, dove è fondamentale il mercato dei beni fondati sulla cultura materiale (design, moda, casa, stili di vita, turismo culturale, industria enogastronomica) che non si basa su una concorrenza fondata sui bassi costi di produzione ma su una competizione fondata sulla qualità dei prodotti, sul loro valore simbolico e sull'esperienza che consentono. Il contributo del patrimonio culturale allo sviluppo sostenibile va quindi ben oltre la capacità di produrre impatti economici e generare esternalità in relazione alle attività ed ai servizi attivati dalla sua gestione fino all uso dei suoi prodotti. Si pensi al ruolo che i musei possono svolgere nel contrastare l'esclusione sociale per mezzo della cultura, favorendo lo sviluppo di una cittadinanza attiva. Si pensi a quanto il senso civico, di appartenenza, di orgoglio locale, di cittadinanza, che si incarna nelle architetture, nelle mura della città o eleganti piazze urbane, 12 "Libro bianco sulla creatività - Per un modello italiano di sviluppo". A cura di Walter Santagata. Milano

5 in un paesaggio rispettato, in quartieri storici, proporzionati su scala umana e inseriti armonicamente nel paesaggio, sia un fattore importante per la qualità di vita e il benessere della popolazione. Valori che fanno appello ad una sapienza costruttiva insita in un architettura storica, che nasce sintonizzata con il clima, l orientamento e i venti, e che rispetta la tettonica locale e le preziose risorse naturali ed energetiche. Lo sviluppo di internet e dei social network sta peraltro modificando gli attuali equilibri verso una maggiore democratizzazione politica, sociale e tecnologica della cultura 13. La fruizione delle arti e la partecipazione sono in costante evoluzione, la frontiera fra creatori e consumatori si va facendo meno netta con l affermarsi delle tecnologie partecipative, come i blog, i wiki ecc. mentre la tecnologia digitale trasforma i sistemi di produzione e di distribuzione. Parallelamente, la cerchia degli attori che elaborano le politiche si è ampliata, includendo l'industria culturale ed i rappresentanti della società civile, i gruppi di pressione e gli universitari. Trasformazioni che stanno cambiando la modalità di interazione fra amministrazione pubblica e cittadini, anche nel settore culturale, che stanno suscitando un ampio dibattito in Europa sul ruolo dei pubblici poteri e del settore privato nella cultura, il modo di funzionamento delle istituzioni culturali, il tipo e la scala dei sostegni agli artisti, le nuove forme di partenariato e di approccio a livello paneuropeo, europeo, nazionale, regionale e locale. In questo quadro complesso si collocano le ricerche e le sperimentazioni che la Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale ha messo in piedi, perché da quanto si è visto sopra riconoscere e implementare buone pratiche dell'accessibilità culturale e della partecipazione al patrimonio culturale non significa semplicemente promuovere il patrimonio ad un pubblico più ampio, ma richiede una conoscenza profonda dei bisogni e delle aspettative culturali del pubblico, sia reale che potenziale, ed una forte attenzione al rapporto con il contesto sociale. Se il patrimonio culturale è fattore di sviluppo sostenibile, una risorsa per lo sviluppo personale e collettivo, un valore da preservare e trasmettere alle generazioni future, occorre adottare un approccio alla sua valorizzazione di tipo multidimensionale, capace di mettere in valore le dimensioni etico, culturali, ecologiche, economiche, sociali e politiche del patrimonio culturale, e di promuovere una partecipazione consapevole, che stimoli a prendere coscienza dei valori civici intrinseci nel nostro patrimonio culturale. Lo spirito guida non è di condurre ricerche fini a se stesse, perché Non c è niente di più inutile per chi commissiona una ricerca e di più frustrante per chi la fa, di produrre una gran quantità di dati, informazioni, stimoli che non si traducano poi in riflessioni strategiche, in ripensamenti organizzativi, in progettualità. Si deve pertanto realizzare quel processo virtuoso in grado di trasformare i dati in informazione, l informazione in conoscenza e la conoscenza in azione 14, sperimentare e testare, anche attraverso progetti pilota come tradurre i risultati delle analisi in miglioramenti tangibili, promuovendo l implementazione di buone pratiche di valorizzazione attraverso la condivisione e lo scambio di buone prassi, costruendo quindi strumenti che la Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale, nello svolgimento dei propri compiti istituzionali di indirizzo, coordinamento, promozione, assistenza e monitoraggio, potrà 13 Uno studio della Commissione europea sulla dimensione imprenditoriale delle industrie creative in Europa Study on the Entrepreneurial Dimension of the Cultural and Creative Industries ci dice che il 58% delle imprese e composto da 1-3 addetti. 14 A. Bollo Il museo e la conoscenza del pubblico: gli studi sui visitatori 5

6 mettere a disposizione di tutti gli uffici del MiBAC, una base di conoscenza che supporti i tecnici dell amministrazione nell orientare le scelte strategiche e ponderare accuratamente le decisioni operative. Valorizzazione del patrimonio culturale statale Nell avvio delle attività in questo settore è stato fatto tesoro dell indagine condotta nel 2007 dall Ufficio Studi 15 presso 158 musei storico-artistici ed archeologici statali che ha evidenziato le principali carenze e criticità delle strutture, dei servizi e delle iniziative destinate ai visitatori effettivi e potenziali dei luoghi della cultura italiani. La banca dati che ne è scaturita, che purtroppo non copre tutti i luoghi della cultura MiBAC e necessita di un aggiornamento in quanto i dati si riferiscono al 2006, ha permesso, in prima istanza, di individuare le esigenze e le priorità. Altre informazioni sono inoltre deducibili da pubblicazioni e dati di rilevamento MiBAC (SISTAN, Sistema Informativo SECURART, indagini sulla soddisfazione degli utenti) ma dovranno essere riorganizzate ed eventualmente integrate per costituire una base conoscitiva. Dall analisi dei dati emerge che, mentre l'offerta culturale nei musei statali, in termini di collezioni e beni esposti, è sempre di alto livello ed i servizi essenziali sono in genere garantiti, risultano invece più carenti gli aspetti legati al comfort della visita ed alla trasmissione dei contenuti culturali, talora in relazione agli stessi allestimenti non aggiornati. Si rileva inoltre una scarsa attenzione alle esigenze degli utenti più giovani, alle famiglie con bambini, agli anziani, alle persone con disabilità motorie permanenti o temporanee, sensoriali e cognitive, a fronte di dati sulla maggiore partecipazione proprio nei musei che hanno rivolto più attenzione a questo tipo di utenza 16. Questa osservazione si affianca alla constatazione che gli italiani sono più propensi a visitare l arte e i musei quando si trovano all estero, mentre sembrerebbero snobbare in qualche modo l immenso patrimonio artistico che hanno nel loro Paese 17, trascorrendo magari a volte il tempo libero in centri commerciali, che, guarda caso, per la maggior parte, prendono la forma di centri storici artificiali. Le ragioni sono molteplici, dalla mancanza di informazione, alla raggiungibilità che spesso è molto difficile, soprattutto con i mezzi pubblici, alla mancanza di servizi e confort di visita adeguati che rendono la visita difficile agli anziani o alle donne con bambini, ad esempio per le famiglie, alla comunicazione che spesso esclude i bambini, le persone non laureate, gli stranieri. Per questo motivo la DGVAL ha fissato i suoi macro obiettivi mirando a garantire la massima accessibilità e fruibilità del patrimonio culturale ed a migliorare l esperienza complessiva di visita, grazie al potenziamento dei servizi al pubblico e ad interventi mirati a garantire un confort generale a tutti i visitatori. In particolare, la strategia adottata, punta ad estendere il grado di fruibilità dei musei e dei siti culturali mettendo il visitatore al centro del museo, 15 Ministero per i beni e le attività culturali - Ufficio Studi (Maresca Compagna A., Di Marco S.C., Bucci E.), Musei pubblico e territorio. Verifica degli standard nei musei Italiani, Gangemi Editore, Roma, «Scarsa l attenzione nei confronti degli utenti più giovani, pubblico ancora in erba e proprio per questo importante in quanto educabile al museo. Mancanza di interesse che si manifesta sia nella quasi totale inesistenza di servizi per i piccoli (es. nursery e baby parking) sia nella diffusione ancora limitata di percorsi studiati ad hoc per i bambini» - UFFICIO STUDI TCI (a cura di), Dossier Musei 2009, TCI p La Germania con 400 musei attrae 125 milioni di visitatori contro i 93 milioni dell Italia (anno 2009) che ha in complesso 4739 fra musei, monumenti e aree archeologiche. 6

7 affinché sia accolto, ascoltato, accompagnato, migliorando e rendendo più piacevole e coinvolgente la visita, secondo un approccio olistico che interpreti le esigenze del maggior numero possibile di persone nella logica dell'utenza Ampliata, secondo i principi dell Universal Design, anche grazie ad una rinnovata offerta al pubblico di servizi di qualità ed efficienza e al miglioramento dell offerta dei bookshop museali. Gli interventi programmati prendono avvio dalla considerazione delle esigenze del maggior numero possibile di persone, siano esse abili o con disabilità (motorie permanenti o temporanee, sensoriali e cognitive), single o famiglie con bambini, giovani o anziani, italiani o stranieri, dotati o meno di formazione specifica nelle materie storico-artistiche, migliorando sia i servizi che la qualità delle informazioni loro offerte, anche on-line, che sono presenti in alcune realtà ma che nella maggior parte dei casi o sono addirittura assenti o non possono ritenersi paragonabili agli standard internazionali. Nell ambito di quest area di azione sono stati avviati in collaborazione con Università e Centri di ricerca le iniziative di seguito elencate Le indagini sul pubblico - Per via della centralità assegnata al visitatore, in quasi tutte le analisi condotte dalla DGVAL la conoscenza del pubblico è un comune denominatore, un vero e proprio asse portante. Le ricerche sul pubblico dei musei statali, ad oggi, sono purtroppo poche e non realizzate in maniera sistematica. In collaborazione con la Fondazione Fitzcarraldo si sta quindi ricostruendo lo stato dell'arte a livello nazionale ed internazionale per disegnare un Sistema informativo sul pubblico dei luoghi della cultura e sulle modalità e le motivazioni della visita per il MiBAC, individuando un modello di rilevamento strutturato e sistematico atto a conoscere il pubblico e il non pubblico dei luoghi della cultura, indispensabile per programmare azioni di miglioramento della comunicazione dei contenuti e dei servizi e supportare le politiche di incentivazione alla visita. Indagine sulla capacità di carico turistica - Rientra fra i compiti della Direzione assicurarsi, tramite gli uffici ministeriali periferici, che le attività di valorizzazione siano compatibili con le esigenze della tutela, secondo i principi di cui all articolo 6 e i criteri di cui all articolo 116 del Codice. Per ponderare il bilanciamento fra ampliamento della fruizione e misure di tutela e conservazione del bene, è in corso un indagine sul tema della capacità di carico turistica, realizzato da SiTI Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali per l Innovazione, con riferimento alle diverse tipologie di istituti e luoghi della cultura, nonché ai beni paesaggistici, al fine di individuare possibili indicatori da adottare per il monitoraggio e una corretta e sostenibile gestione dei flussi di visitatori sui beni suddetti. Il Piano di sviluppo del Merchandising MiBAC - La possibilità di portare con sé un ricordo tangibile o di accedere a testi e cataloghi per l approfondimento dei soggetti e dei temi incontrati è una componente essenziale per il successo dell esperienza della visita di un sito culturale, ma, ad oggi, in Italia il settore del merchandising museale -che raccorda due settori di eccellenza italiani: Musei e Design, non è ancora stato esplorato in tutte le sue potenzialità, come è invece già stato fatto per le grandi istituzioni museali internazionali come il MoMA, la TATE Modern, il Guggenheim, il British Museum. Per questo motivo, è stato realizzato uno Studio di pre-fattibilità per un piano di sviluppo del Merchandising MiBAC, anche tramite accordi di Licensing, coniugando l attività commerciale con la promozione del patrimonio culturale italiano statale sul territorio nazionale ed estero, e che prevede non solo la commercializzazione tramite punti di vendita negli spazi di competenza del MiBAC interni ai musei, così come previsto nei contratti di concessione in corso di nuova assegnazione, ma anche in altri luoghi strategici. Oltre a ciò, si delinea importante la vendita attraverso la formula 7

8 dell e-commerce, fondamentale in quei siti che, per scarsa affluenza, non permettono di sostenere un punto vendita dedicato. Concorso DAB / Design per Artshop e Bookshop - La terza edizione del concorso DAB / Design per Artshop e Bookshop, realizzata in collaborazione con la Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l architettura e l arte contemporanee e l Associazione GAI Giovani Artisti Italiani, destinato alla produzione di oggetti d arte e di design progettati da giovani designer italiani (under 35), da vendere negli spazi commerciali dei musei italiani è diventata un utile piattaforma di test per sperimentare come produrre linee di oggetti di qualità destinati ai bookshop dei musei, siti archeologici e monumenti statali italiani. Oltre alla progettazione di oggetti dal design innovativo ed originale, destinati in prevalenza ai bookshop dei musei d'arte contemporanea italiani, quest anno si è aggiunta la sezione DAB-patrimonio culturale per oggetti liberamente ispirati al patrimonio culturale antico e moderno del nostro paese. Le opere di 38 designer ed artisti, tra singoli e gruppi, selezionate tra 153 partecipanti, sono state esposte alla Galleria Civica di Modena e al Museo del Novecento a Napoli presso Castel Sant Elmo. È stato inoltre assegnato il Premio speciale MiBAC Patrimonio culturale al gruppo Ctrlzak Per aver elaborato un tema complesso di ricerca formale proprio del patrimonio storico architettonico, proponendone una chiave di lettura fruibile in un oggetto d uso quotidiano. Il museo in ascolto, indagine per il miglioramento della comunicazione nei luoghi della cultura - Per offrire un esperienza culturale ad un pubblico diversificato per interesse, fasce di età, livelli di istruzione, diversità culturale, disabilità sensoriali, propensione alla curiosità è necessario che siano forniti percorsi e supporti alla visita chiari, leggibili e diversificati per fasce di utenza. Anche su questo si è partiti dall analisi dei dati a disposizione 18, che ha rivelato alcune carenze importanti, dalla scarsità di punti informativi e di mappe di orientamento, alle poche guide brevi e postazioni multimediali, anche dedicate a persone con disabilità sensoriali e cognitive, e di materiale informativo e audio-guide realizzate in più lingue, in linguaggio chiaro ed accessibile ad un pubblico generico. Per tale motivo, in collaborazione con il Dipartimento di Strategie aziendali e metodologie quantitative della Seconda Università degli Studi di Napoli, Facoltà di Economia. Prof. L. Solima e Ufficio studi MiBAC è stata avviata l indagine Il museo in ascolto, per il miglioramento della comunicazione nei luoghi della cultura volto a verificare attraverso attività di ricerca e sperimentazione sul campo, l efficacia degli strumenti di comunicazione che favoriscono la fruizione del patrimonio culturale esposto nei musei. L indagine si basa sulla compilazione volontaria ed anonima da parte dei visitatori di questionari distribuiti presso dodici musei statali in tutta Italia. Le risposte saranno utili al MiBAC per conoscere le esigenze del pubblico e valutare l efficacia della comunicazione dei musei italiani per realizzare linee guida e interventi migliorativi della qualità della comunicazione nei musei statali italiani, grazie alla migliore comprensione delle motivazioni della visita, dei canali di informazione utilizzati, dell utilizzo dei supporti informativi presenti nei musei, del giudizio sulla loro comprensibilità. Assistenza tecnica La comunicazione all interno dei musei Alla precedente attività si affianca il progetto di assistenza tecnica La comunicazione all interno dei musei: segnaletica interna, didascalie e pannelli, realizzato in collaborazione con ECCOM Centro Europeo per la Organizzazione e il Management Culturale, il cui obiettivo è di fornire assistenza tecnica agli istituti durante il processo di rinnovamento dei loro apparati comunicativi, fornendo un 18 Musei pubblico e territorio. Verifica degli standard nei musei Italiani, cfr. nota 15 8

9 supporto che riguarda sia l analisi, la ricognizione e la valutazione del gradimento del pubblico che l assistenza nella realizzazione di percorsi e supporti alla visita chiari, leggibili e differenziati in modo da tenere in considerazione le esigenze del maggior numero possibile di persone. Questo percorso comune di ricerca, realizzato grazie al contributo e all esperienza degli operatori museali, si concluderà con un analisi e valutazione finale del nuovo apparato comunicativo, condotta anche attraverso interviste ed un indagine osservante sui visitatori. L attività realizzata nei musei campione condurrà infine all elaborazione di linee guida riprendendo e approfondendo le indicazioni contenute in Che cos è un manuale di base della comunicazione, allegato all Atto di indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei del Una prima sperimentazione è in corso cogliendo l occasione progetto del nuovo allestimento permanente del Museo Centrale dell Etruria a Firenze nel palazzo Ex Topografico, ma ci si propone di rivolgere tale attività in un prossimo futuro anche ai musei oggetto dell indagine Il museo in ascolto. Il sistema di pricing nei luoghi della cultura dello Stato. Progetto di analisi, valutazione e proposte di modifica Questa attività si propone di studiare possibili modifiche normative e gestionali nella materia al fine di migliorare il sistema di pricing e le regole di accesso attualmente in vigore nei luoghi della cultura italiani. Inoltre si intende pervenire ad una ottimizzazione dei livelli di coordinamento tra gli Uffici centrali e periferici del MiBAC per quanto attiene gli aspetti di progettazione e programmazione delle strategie generali in materia. ed all elaborazione di linee di indirizzo da parte della Direzione generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale in collaborazione con le strutture centrali del MiBAC. Attività previste: ricognizione sullo stato attuale: analisi dei dati disponibili (SISTAN) e verifica con gli Uffici periferici (Direzioni regionali e Istituti speciali) ricognizione della normativa in vigore analisi dei sistemi organizzativi in materia nelle realtà museali europee maggiormente rappresentative verifica con l Ufficio Legislativo e con le strutture centrali del MiBAC delle possibili variazioni normative e ipotesi di modifiche. Programmazione di un calendario di audit degli Istituti periferici per la verifica del progetto. Predisposizione linee guida. Ulteriori iniziative d interesse in corso di attuazione a supporto ed in collaborazione con le strutture periferiche del Ministero per la valorizzazione del patrimonio culturale statale Tra le attività svolte in questi due, anni sembra utile ricordare due iniziative di collaborazione tra la DG Val e le strutture periferiche del MiBAC che stanno registrato un intensa attività, anche in termini numerici di dirigenti e funzionari coinvolti. La prima si riferisce alla tematica dei servizi al pubblico nei luoghi della cultura e la seconda al tema dell accessibilità ampliata alle persone con esigenze specifiche. Servizi al pubblico nei luoghi della cultura Tra i progetti che la Direzione Generale ha individuato come strategici, ai fini del potenziamento delle azioni di valorizzazione del patrimonio culturale italiano, vi è quello 9

10 relativo al sistema dell offerta dei servizi al pubblico nei luoghi della cultura. L importanza dei servizi al pubblico ai fini della valorizzazione dei beni culturali e per il potenziamento dell attività degli Istituti è un fatto ormai acclarato e dimostrato: la presenza e la qualità dei servizi contribuiscono a migliorare l esperienza dei visitatori e, in molti casi, ad ampliarne il numero. A partire dall inizio del 2010, in considerazione del fatto che la maggior parte delle concessioni per i servizi aggiuntivi era giunta a scadenza e la legislazione vigente obbligava le stazioni appaltanti ad indire le gare entro il 30 giugno dello stesso anno, la Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale ha ritenuto prioritaria la predisposizione di un documento, il cui obiettivo è fornire indicazioni metodologiche e di ordine pratico sulle modalità di affidamento e di gestione dei servizi al pubblico nei musei e nelle aree archeologiche statali, con l intento di facilitare il compito delle stazioni appaltanti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Direzioni Regionali per i Beni Culturali e Paesaggistici presenti nelle diciassette regioni a statuto ordinario, Poli Museali di Firenze, Napoli, Roma e Venezia). Gli aspetti, su cui si è concentrata l attenzione dell aggiornamento delle linee guida, hanno riguardato in particolare: l elaborazione del progetto culturale e di valorizzazione del singolo museo o di un sistema di musei ubicati nella stessa città o in comprensori territoriali omogenei; la valutazione della sostenibilità economica dei singoli servizi al pubblico e, in caso di scarsa redditività, delle eventuali aggregazioni di servizi all interno delle stesso museo o nell ambito di una rete di musei, al fine di raggiungere la necessaria economia di scala; l attivazione, sempre auspicata, di forme di collaborazione con altre istituzioni museali regionali e locali, mediante la stipula di accordi così come previsto dall art. 112 del Codice dei Beni Culturali. In sintesi, il risultato auspicato di queste attività deve essere un progetto di gestione dei servizi al pubblico efficace ed economicamente sostenibile, strettamente correlato al progetto di valorizzazione del sito e che assicuri una piena soddisfazione ai visitatori dei musei. Per raggiungere questi risultati, le strutture del Ministero, nell individuare i nuovi concessionari, opereranno al fine di assicurare una maggiore apertura al mercato degli operatori nazionali e internazionali, cercando di attrarre l attenzione delle eccellenze, per ogni settore. Il concessionario dei servizi avrà un ruolo essenziale per l attuazione del progetto, in quanto dovrà sostenere un ruolo propositivo di impresa, in grado di generare sviluppo culturale ed economico per i musei e per il territorio in stretta sinergia con le stazioni appaltanti. Ad integrazione dell attività svolta per i servizi al pubblico è stato anche predisposto un sistema di monitoraggio e valutazione dei Servizi Aggiuntivi. La lettura dei recenti provvedimenti in tema di servizi per il pubblico suggerisce infatti una crescente attenzione al tema dei risultati dell azione dei concessionari e della programmazione settoriale in genere, cui si accompagna però una evidente carenza sul piano delle metodologie di pianificazione, controllo e valutazione a livello sistemico. In altre parole, appare chiara l esigenza di un quadro organico, di un modello che sappia monitorare, valutare ed offrire elementi informativi salienti per programmare e indirizzare l azione degli operatori pubblici e privati in tema di servizi al pubblico nei luoghi di cultura. La DG Valorizzazione, in questa cornice, ha svolto un intenso lavoro di ricerca e progettazione finalizzato a disegnare un sistema nazionale di monitoraggio e valutazione dei rapporti di 10

11 concessione dei servizi aggiuntivi. Il lavoro di ricerca e studio ha preso avvio dalle necessità di assicurare da una parte un primo nucleo informativo adeguato alla verifica dei rapporti concessori e, dall altra, il sensibile aumento delle conoscenze circa i servizi e le attività svolte nei luoghi di cultura statali; al contempo il lavoro mira ad incorporare alcune misure di impatto e soddisfazione dell utenza nei tradizionali sistemi di misurazione del MiBAC. Si tratta di un lavoro di ricerca e progettazione il cui effetto applicativo si manifesterà già a partire dai prossimi rapporti concessori attualmente in fase di aggiudicazione. I servizi al pubblico nei musei con un ridotto numero di visitatori Bisogna sottolineare come dall attività relativa al rinnovo delle concessioni dei servizi al pubblico rimangono esclusi ca. 400 Istituti della cultura statali che per le loro caratteristiche dimensionali, di ubicazione e numero di visitatori non consentono l applicazione pedissequa delle formule progettuali e gestionali precedentemente accennate e, ove possibile, applicate. Peraltro tutta l operazione di rinnovo è stata svolta in una situazione di urgenza, essendo le precedenti concessioni scadute da anni e quindi ponendosi l impellenza di bandire in termini di tempo molto ravvicinati nuove gare. Ora, in una situazione a regime, si presenta l opportunità di procedere ad una ponderata valutazione delle modalità future di gestione dei servizi al pubblico nei rimanenti luoghi della cultura. Per quello che potremmo definire il tessuto connettivo della storia e della cultura italiana e che chiamiamo comunemente patrimonio diffuso, oggi più che mai sembra necessario rileggere i presupposti normativi e regolamentari che disciplinano il vasto settore dei servizi ai visitatori. E infatti evidente come le regole definite per i grandi siti non garantiscano condizioni di appetibilità ai siti con un numero esiguo di visitatori. In questi casi, che rappresentano la maggioranza dei luoghi della cultura di proprietà statale - ai quali si associano quelli con analoghe caratteristiche di proprietà degli Enti pubblici territoriali e dei Privati -, sembrano più che mai necessarie iniziative tese ad incoraggiare l investimento da parte di soggetti privati, per scongiurare l eventualità che la nuova stagione dei servizi al pubblico trovi applicazione ed efficacia solo nei casi dei luoghi più frequentati. Il prossimo passo della Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio culturale sarà quello, nella logica del potenziamento delle strategie di valorizzazione del patrimonio, di individuare linee politiche e di programmazione che, contribuendo ad innalzare la redditività di questi siti, incentivino il contributo gestionale dei privati, e rendano possibili anche per questi casi, in forme e modalità appositamente individuate, la disponibilità e l attivazione dei servizi al visitatore. Su questi temi si manifesta l esigenza di un confronto costruttivo con tutti gli operatori interessati. Progetto A.D. Arte.- l informazione Il progetto A.D. Arte l informazione si propone di attuare un sistema informativo per la qualità dei beni culturali da parte di persone con esigenze specifiche. Attraverso la realizzazione del progetto si intende dare una risposta di qualità alle attese di quanti con diverse esigenze di accessibilità intendano avvicinarsi al patrimonio culturale italiano, avendo chiare, in anticipo, le reali condizioni di fruibilità dei luoghi della cultura statali, con l intento di fornire ad ogni tipologia di pubblico pari opportunità alla conoscenza e alla visita degli stessi. 11

12 Il progetto prevede, attraverso varie macrofasi in cui è strutturato, di realizzare una metodologia di sistema per l analisi, la rilevazione e la restituzione di informazioni relative alla situazione di ogni struttura sottoposta ad esame 19. Il progetto ha preso l avvio con la ricognizione dei luoghi della cultura statali italiani aperti al pubblico. Sono stati individuati 450 luoghi della cultura e oltre 800 strutture ripartite tra parchi e aree archeologiche, musei, monumenti e complessi monumentali, archivi e biblioteche. Successivamente si è proceduto alla progettazione di un corso di formazione a distanza da erogare su piattaforma moodle in rpv ai dipendenti MiBAC ripartiti sul territorio nazionale, come incaricati dalle rispettive Direzioni Regionali. Si è proceduto quindi alla progettazione dello strumento di rilevazione. In particolare sono state predisposte schede per la puntuale rilevazione dei luoghi della cultura statali italiani e per la realizzazione di percorsi e di attività inerenti l accessibilità ampliata dei luoghi interessati dal progetto. Il corso, che ha preso l avvio il 10 gennaio scorso ed è terminato il 31 maggio, è visionabile all indirizzo web: http// moodle.beniculturali.it. I funzionari e dipendenti formalmente designati dalle rispettive Direzione regionali su tutto il territorio nazionale sono 423. Ad oggi hanno intrapreso le rilevazioni 193 funzionari tecnici del MiBAC, ripartiti sul territorio nazionale. Sono state avviate attività di rilevazione su 100 luoghi della cultura statali italiani che hanno aderito al progetto. Le strutture in corso di rilevazione sono 136. Nel corso del 2012 si stima che saranno 160 i luoghi rilevati nell ambito del progetto, ed inseriti in rete, per un numero complessivo di 239 strutture, di cui 40 sono situate a Roma e nel Lazio. Nel corso del 2013 i luoghi rilevati si stimano intorno ai 300, fino a completare nel 2014 l intero numero di 450 luoghi della cultura statali italiani aperti al pubblico La valorizzazione territoriale integrata Negli ultimissimi decenni le ricerche ed i dibattiti a livello internazionale, hanno visto attribuire al patrimonio culturale un ruolo sempre più significativo nel quadro dei modelli di sviluppo fondati sulle peculiarità locali e sulla valorizzazione delle risorse endogene dei territori. In particolare le identità culturali hanno assunto nuovi valori e specificità anche grazie alle implicazioni di natura immateriale - come quelle legate alle tradizioni, ai saperi e alle creatività - che hanno arricchito la nozione di patrimonio. In sostanza si è riconosciuto che il processo di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale, se sostenuto da strategie di sistema e rivolto quindi non solo ai beni culturali ma a 19 Lo User group Italia è composto da: AIPD (Associazione italiana persone Down) ANGLAT (associazione Nazionale Guida Legislazione Andicappati Trasporti) ENS (Ente Nazionale Sordi) FISH (Federazione Italiana per il superamento dell handicap) UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Lazio) L Advisory commitee esperti europei è composto da: DPI (Disabled People International- Italy) ECA (European Concept of Accessibility) EIDD (Design for All Europe) 12

13 tutte le altre risorse che caratterizzano e rappresentano i segni distintivi che la storia ha sedimentato in un territorio, può svolgere un importante funzione sia al fine della preservazione dei beni, sia a promozione e sostegno dello sviluppo economico delle comunità locali. Il coinvolgimento delle comunità locali, attuato anche attraverso la messa in rete dei principali portatori di interesse sul territorio, innalza infatti la sensibilizzazione verso il patrimonio culturale, intesa come capacità dei cittadini di riconoscere la loro identità in quel patrimonio, di riconoscerlo come proprio e, di conseguenza, di cooperare per la sua conservazione. L offerta integrata delle risorse può in più generare impatti economici diretti, con l esternalizzazione di attività e servizi legati alla sua gestione, come pure impatti indiretti. Questi ultimi derivano non solo dalle più note ricadute sull industria turistica, ma anche dal fatto che il sistema che si sviluppa intorno al patrimonio accresce l aspetto di competitività di un territorio, rendendolo capace di attrarre più di altri risorse umane e finanziarie, incrementando i flussi turistici, come pure l insediamento di attività produttive non necessariamente appartenenti al settore culturale. Per quanto concerne i soli musei, già l Atto di indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e gli standard di funzionamento, adottato in Italia nel 2001, ha inteso sottolineare la peculiarità del sistema museale italiano, introducendo uno specifico ambito che tratta il rapporto del museo con il territorio, in virtù della specificità tutta italiana che non vede mai un museo avulso dal proprio contesto territoriale. Ciascun museo, infatti, riflette la creatività locale, si collega alle istituzioni o alle personalità che hanno commissionato le opere, ai luoghi per i quali sono state create, ripercorre temperie culturali, scuole, tradizioni, paesaggi che raccontano la storia e la vita dei luoghi. Il museo italiano interpreta di fatto il territorio e continua nel territorio, nei suoi monumenti, chiese, palazzi, accademie. A questo stretto legame non corrisponde sempre, un altrettanto stretto rapporto tra luoghi della cultura e il contesto territoriale di riferimento. In particolare per quanto riguarda la valorizzazione integrata territoriale, mentre da tempo sono stati realizzati sistemi museali locali, solo in anni più recenti alcune istituzioni dipendenti dal Ministero hanno aderito a progetti comuni con altre istituzioni. Per specifico mandato istituzionale 20, al Servizio I della DG VAL competono le attività dirette alla predisposizione, al monitoraggio e al controllo dell attuazione delle intese istituzionali di programma Stato-Regioni in materia di valorizzazione del patrimonio culturale, degli accordi per la valorizzazione integrata dei beni culturali previsti all articolo 112, comma 4, del Codice e per la gestione di servizi strumentali comuni di cui al comma 9 del medesimo articolo 112. Il Servizio svolge inoltre le attività dirette alle funzioni di indirizzo e controllo in materia di valorizzazione del patrimonio culturale statale, svolgendo attività istruttorie per la individuazione degli strumenti giuridici adeguati ai singoli progetti di valorizzazione ed alle realtà territoriali in essi coinvolte. Assicura altresì il supporto con riguardo all attività di coordinamento con le regioni e con gli altri enti pubblici e privati interessati ed offre il necessario sostegno tecnico-amministrativo per l elaborazione dei criteri di gestione, anche integrata, delle attività di valorizzazione, ai sensi degli articoli 112 e 115 del Codice. 20 Cfr. D.P.R. n.91 del 2 luglio 2009 già citato ed il DM del 20 luglio Articolazione degli uffici dirigenziali di livello non generale dell Amministrazione centrale e periferica 13

14 Le attività che si sono avviate sono indirizzate alla individuazione degli strumenti giuridici più idonei per la governance territoriale dei sistemi e delle reti museali, come anche quelli dedicati alla gestione dei singoli luoghi della cultura; in questo ultimo caso al fine di favorire sia un migliore inserimento di musei, aree archeologiche, monumenti, archivi, biblioteche ed altre istituzioni analoghe nell ambito dei contesti territoriali di riferimento, sia di conferire agli stessi una maggiore flessibilità e snellezza operative. Per la definizione di Linee guida in attuazione agli artt. 112 e 115 del Codice, sono state intraprese azioni volte all analisi e al monitoraggio delle forme e delle modalità di gestione già in atto in alcuni luoghi della cultura (fondazioni, ecc.) e quelle di governance di reti territoriale esistenti (accordi, intese, associazioni, ecc.); nonché promosse le stipule di accordi ed intese e sostenute la sperimentazioni di nuove forme gestionali. Nell ottica della valorizzazione integrata è necessario, infatti, attivare politiche di gestione tali da estendere la fruizione ai luoghi della cultura attualmente meno noti e visitati. Le modalità dell integrazione consentono infatti non solo una migliore conoscenza dei nostri territori, ma sono anche maggiormente sostenibili dal punto di vista turistico, in quanto delocalizzando e distribuendo i flussi di visitatori su aree più ampie, da un alto si riduce la pressione sui siti normalmente più visitati, dall altro si valorizzano le realtà cosiddette minori, conferendo alle stesse una maggiore sostenibilità economica. Per perseguire questo obiettivo si stanno portando avanti attività indirizzate alla individuazione delle forme di valorizzazione integrata maggiormente sostenibili, nonché quelle volte alla definizione degli strumenti giuridici più idonei per la governance territoriale, come anche quelli dedicati alla gestione dei singoli luoghi della cultura, al fine di favorire sia un migliore inserimento di musei, aree archeologiche, monumenti, archivi, biblioteche ed altre istituzioni analoghe nell ambito dei contesti territoriali di riferimento, sia di conferire agli stessi una maggiore flessibilità e snellezza operative. In questo quadro rivestono un grande rilievo tutti gli strumenti della programmazione negoziata, utili a regolare gli interventi che coinvolgono una molteplicità di soggetti pubblici e privati, le procedure che comportano attività decisionali complesse, la gestione unitaria delle risorse. Si sta quindi lavorando per sistematizzare ed analizzare sia le Intese Istituzionali di Programma (IIP) e i relativi accordi attuativi, gli Accordi di Programma Quadro (APQ), che hanno consentito nell ultimo decennio la sperimentazione di forme evolute e livelli avanzati di integrazione, sia gli accordi che si stanno stipulando ai sensi dell art. 112 del Codice. Per raggiungere questo obiettivo sono state intraprese attività volte a supportare ed incoraggiare le reti territoriali ed il numero di istituzioni statali e non statali che partecipano a forme di integrazione territoriale, anche con azioni sperimentali su bacini e sistemi culturali di qualità. In particolare per supportare gli organismi territoriali è stata avviata, in collaborazione con l Università La Sapienza di Roma, una ricerca volta all individuazione degli strumenti giuridici più idonei per la governance territoriale dei sistemi e delle reti museali, e di quelli dedicati alla gestione dei singoli istituti e luoghi della cultura, così come definiti dall art. 101 del Codice. Obiettivo della ricerca è la definizione di linee guida operative per la gestione delle attività di valorizzazione dei beni culturali sia in forma diretta che indiretta, in attuazione degli artt. 112 e 115 del Codice. 14

15 E stata altresì avviata, in collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Studi sull Amministrazione Pubblica dell Università degli studi di Bologna SPISA, un indagine ed uno studio volti all individuazione di forme alternative di gestione diretta e valorizzazione integrata dei beni e di singole istituzioni o reti di istituzioni culturali anche in rapporto con soggetti terzi pubblici e/o privati. L obiettivo che ci si propone è una guida operativa per l individuazione delle tipologie di gestione e valorizzazione più efficaci e più efficienti alla luce delle caratteristiche del contesto italiano. Infine si deve segnalare lo studio sull impatto economico e sociale che il marchio UNESCO ha sul territorio -Relativamente ai meccanismi di premialità come i Label territoriali internazionali, nell ambito della cura degli adempimenti connessi all attuazione della legge 20 febbraio 2006 n. 77 sulla valorizzazione dei siti inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, è stato realizzato uno Studio sull impatto economico e sociale che il marchio UNESCO esercita sul territorio grazia ad una Convenzione con il Dipartimento di Economia dell'università degli Studi di Torino, che ha consentito di acquisire ulteriori elementi di conoscenza e di valutazione utili a meglio orientare la strategia del Ministero per una possibile creazione di un proprio Label territoriale. Il rapporto con le Regioni Recentemente si è aperto un tavolo con la Conferenza Stato-Regioni per l attuazione dell art. 114 del Codice dei beni culturali e del paesaggio 21. Siamo per ora all avvio della collaborazione che si è aperta con una seria volontà operativa attrverso il coordinamento, affidato alla Regione Calabria, della Commissione Beni e Attività Culturali della Conferenza Tale azione potrà anche beneficiare di un progetto sperimentale finanziato nell ambito del Programma interregionale POIN Attrattori culturali, naturali e turismo che si basa su una strategia interregionale per la valorizzazione turistica degli attrattori culturali e naturali nelle Regioni dell obiettivo Convergenza (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia). In particolare il MiBAC si affiancherà al Dipartimento del Turismo, beneficiario del finanziamento, per l attuazione di alcune delle linee d intervento trasversali del Programma, e specificamente della Linea d intervento I.b.1 Interventi per la definizione, l omogeneizzazione e la gestione degli standard di qualità dell offerta (sistema ricettivo, servizi culturali ed ambientali). Rispetto a quest ultimo punto, infatti, il Ministero e le Regioni hanno, in materia di standard di funzionamento dell offerta culturale, trovato negli ultimi dieci anni specifici momenti di approfondimento che si sono tradotti in norme, documenti e prassi già largamente utilizzati nell ambito dei sistemi di gestione di musei, siti archeologici, biblioteche. I documenti prodotti testimoniano un lavoro di ricerca ed elaborazione in merito a metodologie, strumenti, modelli e tecniche di definizione e analisi di standard di funzionamento, il cui valore rappresenta una base solida di partenza per la definizione, ultima, dei livelli uniformi di qualità 21 Articolo Livelli di qualità della valorizzazione 1. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali, anche con il concorso delle università, fissano i livelli uniformi di qualità della valorizzazione e ne curano l'aggiornamento periodico. 2. I livelli di cui al comma 1 sono adottati con decreto del Ministro previa intesa in sede di Conferenza unificata. 3. I soggetti che, ai sensi dell'articolo 115, hanno la gestione delle attività di valorizzazione sono tenuti ad assicurare il rispetto dei livelli adottati. 15

16 previsti dall art. 114 sopracitato. Il ruolo di responsabilità del MiBAC si inquadra nell apportare, all attuazione della Linea di Intervento, un contributo scientifico e metodologico. L esigenza di un confronto: I colloqui sulla valorizzazione Dall avvio dell attività della Direzione è apparsa chiara la necessità di uno stretto collegamento con le strutture centrali e periferiche del MiBAC e, seguendo questo indirizzo, sono stati subito avviati confronti ed una serie di collaborazioni di cui si è in parte riferito in precedenza 22. In particolare per quanto riguarda l attività del Servizio I varie iniziative stanno registrando un attiva collaborazione all interno del MiBAC ed un maggiore dettaglio su di esse potrà essere presentato nell ambito dei singoli tavoli tecnici. Tuttavia, a due anni dall inizio del nostro lavoro è sembrato utile programmare un momento di incontro, che si prevede possa ripetersi con cadenza semestrale, per una migliore diffusione della conoscenza delle iniziative in atto ma soprattutto per fornire l occasione per un dibattito, uno scambio di idee, per acquisire suggerimenti e stimoli, per proseguire, migliorare o reindirizzare la nostra attività all interno dell operatività del MiBAC. L incontro è altresì aperto a tutti coloro che all esterno del Ministero operano per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano. In quest ottica è stata scelta la formula del colloquio : si cerca cioè, per quanto possibile, di evitare la formula del seminario per privilegiare piuttosto le occasioni per un coinvolgimento diretto dei partecipanti, per uno scambio di notizie ed opinioni e per la presentazione da parte di coloro che lo vorranno fare, di proposte utili al proseguimento delle nostra attività 23. Per delimitare il campo di discussione, peraltro già piuttosto ampio, saranno dapprima presentate alcune iniziative di ricerca e sperimentazione - attivate anche in collaborazione con gli istituti periferici 24 - e saranno illustrate attività in corso che vedono il coinvolgimento di 22 Questa iniziative ora vengono rese note anche attraverso il sito WEB della Direzione, di recente realizzazione (www.valorizzazione.beniculturali.it). Benché non ancora del tutto completo, questo sito fornisce un panorama generale delle nostre attività e ora è consultabile anche in lingua inglese grazie ad un accordo di collaborazione con The American Institute for Roman Culture. Ringrazio il Comitato di redazione coordinato da Patrizia Rusciani per il lavoro che ha consentito di mettere in rete il sito. Tutti i materiali del Colloquio resi disponibili potranno essere consultabili nel sito. 23 A partire dal 2003 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha avviato un iniziativa denominata Conferenza nazionale dei siti italiani iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Ad oggi si sono svolte sei edizioni di tale Conferenza. Gli incontri sono promossi per affrontare, insieme ai responsabili della tutela, della valorizzazione e della gestione dei siti, una valutazione sull'esperienza sviluppata e le prospettive aperte dall'iscrizione nella Lista UNESCO. In occasione delle Conferenze sono state presentate, discusse e condivise le linee guida per Piani di gestione richiesti dall UNESCO quali strumenti atti a meglio coordinare le potenzialità di tipo socioeconomico presenti in una valorizzazione del patrimonio compatibile con la sua salvaguardia. Sulla base dei test effettuati nel corso degli anni, è emerso da parte di molti protagonisti l esigenza di ridurre al massimo gli aspetti istituzionali e formali degli incontri per lasciare più spazio al dibattito tecnico, inteso come momento fondamentale per lo scambio di opinioni e la definizione di strategie condivise. A seguito di tale esperienza, questo incontro sulla valorizzazione è stato concepito con un impostazione dialettica ed operativa che, dopo questo primo avvio, nelle prossime occasioni sarà ulteriormente rafforzata. 24 Come campo di sperimentazione delle ricerche in corso, a sostegno di alcune attività sviluppate dalle Soprintendenze Statali, la Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale ha inteso altresì partecipare al finanziamento di alcune iniziative che si pongono come progetti pilota sempre in materia di accessibilità ampliata. 16

17 numerosi dirigenti e funzionari MiBAC. Questa fase di presentazione sarà poi seguita da un dibattito. Organizzazione dell incontro Poiché le tematiche affrontate dalla Direzione Generale - cui sopra si è fatto cenno - sono numerose, per questo primo Colloquio si è deciso di organizzare in contemporanea tre tavoli tecnici incentrati su tre dimensioni della valorizzazione in cui si possono raggruppare i diversi filoni d attività intrapresi e che sono stati precedentemente sintetizzati. Coerentemente con il quadro di riferimento illustrato, in particolare si sono voluti evidenziare i concetti di esperienza, come punto di riferimento per il tema della fruizione dei luoghi della cultura, e della partecipazione come strumento indispensabile nelle politiche di valorizzazione integrata territoriale. Infine sarà trattato il tema attualissimo della gestione, trasversale ai primi due, e che costituisce un elemento focale per le future politiche di valorizzazione del patrimonio culturale. In maggiore dettaglio, i tre tavoli svilupperanno i seguenti temi: Tavolo 1: L ESPERIENZA: comprendere, capire, acquisire e conservare nel tempo l esperienza della visita per l accrescimento della conoscenza. Il tavolo si interroga sulla sfida che devono affrontare i luoghi della cultura nel mondo attuale: comunicare a un pubblico sempre più ampio messaggi complessi, senza rischiare di banalizzare e appiattire ciò che è il risultato di una profonda stratificazione di saperi, del dialogo fra diverse culture, del rapporto con un territorio ricco e variegato. La conoscenza delle esigenze del visitatore diventa allora presupposto fondamentale per una politica di fruizione del patrimonio culturale che non considera il pubblico soggetto passivo, ma portatore di una conoscenza con la quale interagire. Perché l esperienza di visita diventi un percorso di crescita personale, unica e speciale. Un esperienza da raccontare. In particolare il progetto un ascensore per Michelangelo curato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le Province di Firenze, Pistoia e Prato, affronta, attraverso il monitoraggio delle strutture, il tema dell abbattimento delle barriere architettoniche nel complesso monumentale delle Cappelle Medicee di Firenze, mediante l installazione di un ascensore vetrato che renderà possibile e agevole l accesso al monumento laurenziano In ambito di valorizzazione del patrimonio culturale si inserisce anche lo studio di fattibilità un percorso di accessibilità ampliata nell area archeologica di Tarquinia, condotto dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell Etruria Meridionale, che consentirà di visitare senza barriere architettoniche, alcune tombe a dromos della celebre necropoli etrusca. Un progetto analogo è in corso di realizzazione anche presso l area archeologica del Foro Romano e Palatino, promosso dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, ove la realizzazione di un elevatore e di una rampa appositamente progettati consentiranno l accesso facilitato ai siti più significativi della storia dell antica Roma. Di notevole interesse è altresì il progetto multimediale dal titolo Hendrick Andersen e Olivia Cushing. Tra utopia e realtà curato dalla Soprintendenza alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea. Il progetto si propone di valorizzare la vita e le opere di Hendrik Christian Andersen scultore, pittore e urbanista americano di origine norvegese, morto a Roma nel 1940, presso il suo atelier-casa di Via Pietro Stanislao Mancini di Roma, oggi divenuto museo. Il progetto prevede, oltre la presentazione di circa tremila immagini digitalizzate dell epoca, frutto di una accurata ricerca d archivio, anche la realizzazione di un libro parlante virtuale, che ripercorre le fasi salienti della movimentata esistenza del celebre artista, oltre ad una visita virtuale della casa museo, alla scoperta delle più importanti opere del maestro e del pregevole edificio che le ospita. 17

18 Tavolo 2: PARTECIPAZIONE: reti territoriali e sviluppo sostenibile, sistemi di governance territoriale, il ruolo del MiBAC e il coinvolgimento del territorio, accordi di valorizzazione Il tavolo si interroga sul significato profondo e sugli impatti della partecipazione sulle attività di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale alla luce dei più recenti assetti istituzionali e dell evoluzione del concetto di patrimonio - che trova efficaci espressioni nella Convenzione europea del paesaggio e nella Convenzione di Faro -. Partendo dalle attività della Direzione, si avvia una riflessione sugli strumenti che è necessario porre in essere per migliorare la condivisione istituzionale e per accrescere la partecipazione della società civile nei processi di valorizzazione integrata del patrimonio culturale, quale modello innovativo di sviluppo. Tavolo 3 : LA GESTIONE: i modelli di gestione dei luoghi della cultura, la qualità dei servizi, monitoraggio e valutazione dell offerta La gestione del patrimonio culturale nel nostro Paese è da tempo oggetto di dibattito, di proposte di modelli giuridici e organizzativi, di analisi economiche. Al tavolo dedicato a questo tema verranno esaminati e proposti alcuni tra i vari elementi che concorrono al dibattito sull innovazione della gestione dei beni e delle attività culturali, aprendo una riflessione sui presupposti giuridici e regolamentari vigenti, sulla necessità e l importanza dei progetti strategici ed organizzativi di sviluppo, sulle strategie e gli strumenti necessari per il miglioramento delle qualità e la maggiore efficienza dei servizi Come si evince dal programma, per ogni tavolo sono previsti interventi di esperti e collaboratori della Direzione che esporranno alcune delle iniziative cui sopra si è fatto cenno. Seguirà un dibattito cui sono invitati tutti i partecipanti. Un rapporteur per ogni tavolo esporrà quindi in sessione plenaria i risultati del lavoro svolto, mentre nella tavola rotonda finale si affronteranno le prospettive emerse durante la giornata del Colloquio sulla valorizzazione. 18

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