IL TERZO ANNO DELLA GRANDE CRISI E IL CASO ITALIANO

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "IL TERZO ANNO DELLA GRANDE CRISI E IL CASO ITALIANO"

Transcript

1 IL TERZO ANNO DELLA GRANDE CRISI E IL CASO ITALIANO FRANCO LOCATELLI Il terzo anno della Grande Crisi, la più grave degli ultimi ottant anni e la prima davvero globale, potrebbe essere definito l anno delle 2R dalle iniziali della recessione e della ri-regulation. Se il 2007 è stato l anno in cui dal 9 di agosto il mondo è cambiato perché, dopo varie avvisaglie, fu allora che scoppiò la scintilla dei subprime e fu allora che esplose la crisi finanziaria scolpita nella memoria collettiva dalle impressionanti file di risparmiatori britannici corsi all assalto degli sportelli della Northern Rock per ritirare precipitosamente i loro depositi e immortalati dai media di tutto il mondo, il 2008 è stato l anno in cui, con il sorprendente fallimento della Lehman Brothers del 14 di settembre altra data simbolo da annotare sul calendario e altra immagine indelebile legata all addio dei money manager della grande banca americana con gli scatoloni in mano la crisi si è fatta globale e sistemica investendo l intero sistema finanziario e ponendo le premesse per contagiare l economia reale del pianeta. Minaccia puntualmente realizzatasi nel 2009, quando l economia mondiale per la prima volta dopo 60 anni e malgrado l eccezione della Cina e di poche altre aree emergenti, è caduta in recessione (-1,4% secondo le stime di luglio del Fondo Monetario Internazionale) e il commercio internazionale è visto in flessione del 9%. Al tempo stesso, dopo l abbondante liquidità immessa nel sistema finanziario delle banche centrali, la riduzione dei tassi d interesse al minimo storico e i numerosi piani di stabilizzazione di banche e imprese dei Governi che, al netto dei piani di stimolo fiscale, in pochi mesi, e specialmente nell autunno del 2008 quando l intero sistema capitalistico sembrava sull orlo del tracollo, hanno bruciato somme (1.500 miliardi di dollari) pari o addirittura superiori secondo un recente calcolo della Fondazione Eni Enrico Mattei ai proventi per gli Stati dell intera epoca delle privatizzazioni dai tempi della signora Thatcher ai giorni nostri, i LA COMUNITÀ INTERNAZIONALE FASC. 2/2009 pp EDITORIALE SCIENTIFICA SRL

2 360 LA COMUNITÀ INTERNAZIONALE Governi e le banche centrali, con il fondamentale contributo del Financial Stability Board (FSB) guidato dal Governatore Mario Draghi, hanno cominciato non solo a pensare ma a mettere mano alle nuove regole del gioco. Quando la crisi si è venuta snodando in tutto il mondo e in tutta la sua portata, l idea originaria di dar vita a una nuova Bretton Woods ha perso il suo slancio iniziale e rivelato la buona dose di ingenuità di chi non aveva considerato che gli accordi del 1944 erano incentrati sul ruolo guida del dollaro e che difficilmente gli Stati Uniti potrebbero autonomamente rinunciare alla centralità della loro divisa nel sistema dei pagamenti internazionali, anche se oggi da parte della Cina, del Brasile, della Russia e di altre potenze emergenti cresce la spinta ad affiancare al dollaro una diversa moneta di pagamento. Dopo le raccomandazioni dell FSB e dopo il rapporto De Larosière, nel giugno del 2009 il nuovo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha lanciato quella che con qualche enfasi è stata definita la più grande ri-regulation della recente storia della finanza americana incentrata sul rafforzamento della FED alla quale, con ben minori velleità, ha fatto seguito il mini-accordo sulla supervisione e sulla vigilanza finanziaria dei 27 Paesi dell Unione Europea e a cui dovrebbe aggiungersi, entro l anno, il Global Legal Standard promosso dal Ministro dell Economia italiano Giulio Tremonti, sulla scorta dei lavori preparatori dell OCSE, degli accordi maturati nei summit dei capi di Governo e di Stato e dei successivi approfondimenti del FSB. Per valutare se le nuove regole della finanza del dopo-crisi possano davvero rappresentare una svolta in grado di dare trasparenza e stabilità ai mercati finanziari varrebbe la pena di considerare il paradigma interpretativo suggerito ultimamente dagli economisti Emilio Barucci e Marcello Messori nel loro Oltre lo shock (Egea editrice) secondo cui le novità che andrebbero messe in campo sono almeno tre e cioè: 1) l eliminazione di ogni arbitraggio regolamentare di medio periodo tra i diversi Paesi; 2) l introduzione di limiti all instabilità dei mercati senza che ciò porti al bando delle innovazioni finanziarie di prodotto; 3) l abbandono della massimizzazione dei profitti di breve periodo come unica guida strategica. Ma, al di là del merito delle nuove regole della finanza, la domanda centrale che si pone oggi è se esse possano essere sufficienti a tirare fuori il mondo intero dalla Grande Crisi e la risposta non può essere che negativa. Basta ricordare le origini e gli effetti per comprenderne

3 LA GRANDE CRISI E IL CASO ITALIANO 361 le ragioni. La Grande Crisi è economica o finanziaria? Gli studiosi si dividono in differenti scuole di pensiero. C è chi pensa che il grande crollo sia nato dalle distorsioni e dall esuberanza irrazionale della finanza, ma c è chi pensa che l origine della crisi sia invece principalmente economica, perché le avventurose anomalie della finanza erano solo gli effetti a valle di una crisi che era da anni sotto gli occhi di tutti con i suoi evidenti squilibri macroeconomici. Per troppo tempo gli americani hanno seguitato a consumare e a vivere al di sopra dei loro mezzi e a indebitarsi con il resto del mondo, i cinesi a consumare poco e a risparmiare troppo e gli europei a indebitarsi ma a investire in piani di sviluppo molto meno di quanto la modernizzazione delle economie richiederebbe, con ciò rendendo insostenibile non il capitalismo tout court ma certamente la forma di capitalismo conosciuta nell ultimo ventennio. Nella prefazione al suo recente libro La veduta corta Conversazione con Beda Romano sul Grande Crollo della finanza, edito da Il Mulino, l ex Ministro ed ex banchiere centrale Tommaso Padoa- Schioppa offre però un interpretazione ancora più ampia della crisi e scrive: «L aggettivo finanziaria, inizialmente usato per definire la crisi, si è rapidamente rivelato insufficiente (perché) economica e sociale ne è la sostanza. E poiché la componente del sistema economico che è mancata è l intelaiatura di regole, controlli, azioni di governo che in un economia di mercato costituiscono il complemento della libera ricerca del tornaconto individuale da parte di individui e imprese, la crisi è in realtà politica e istituzionale; è un fallimento della politica economica prima che della finanza e dei mercati. Infine, e in senso più generale, il disastro ha forti radici nel terreno della cultura, intellettuale ed antropologica, perché scaturisce da atteggiamenti mentali, idee, comportamenti divenuti prevalenti nelle nostre società» e ispirati e dall incapacità di guardare lontano e di cogliere in tempo i mutamenti profondi dell economia e della società nell era della globalizzazione. Certamente tutte le crisi hanno tratti comuni e una loro particolarità ma l origine di quella che stiamo vivendo ha più di un padre. L ex Ministro ed ex presidente della Consob Luigi Spaventa spiega nel volume Treccani-Terzo millennio di prossima pubblicazione che «l espansione del credito, e pertanto dell indebitamento, che è un tratto comune a precedenti episodi, è avvenuta a ritmi straordinari e con modalità inconsuete» ed è stata «favorita da almeno tre fattori: gli squilibri macroeconomici mondiali; l innovazione finanziaria nell am-

4 362 LA COMUNITÀ INTERNAZIONALE bito del nuovo modello di trasferimento del rischio di credito (Ndr dalle banche al mercato); il sostegno della teoria economica all ideologia prevalente» caratterizzata da una buona dose di fondamentalismo liberista che l ha spesso indotta a pensare erroneamente che il mercato potesse promuovere uno sviluppo ininterrotto e soprattutto fosse in grado di autoregolarsi autonomamente. In realtà e arriviamo così a capire perché nuove regole della finanza, dopo il fallimento o l assenza di quelle precedenti, sono assolutamente fondamentali ma non sufficienti insieme al corretto e trasparente funzionamento dei mercati, bisogna rimuovere le contraddizioni macroeconomiche a monte per riavviare l economia mondiale sul sentiero della crescita. Ma, come avverte Marco Onado in I nodi al pettine La crisi finanziaria e le regole non scritte, edito da Laterza, «la finanza è stata negli ultimi venti anni l elemento che ha impedito a queste contraddizioni di esplodere, concedendo credito a piene mani a tutti e in particolare alle famiglie americane, il cui indebitamento ha sfiorato il 150% del reddito disponibile». È stato in questo modo che la finanza ha finito per diventare sempre più grande, sempre più opaca, sempre più incontrollata, sempre più autoreferenziale e sempre più slegata dalla produzione, perché l assenza di regole che ne disciplinassero le attività e la inducessero a una più attenta valutazione del rischio faceva comodo a tutti. Non solo ai banchieri, ai trader e ai manager della finanza, ma alle famiglie e alle imprese che cercavano credito, e naturalmente ai politici che potevano più agevolmente trarre vantaggio del generale benessere dei loro elettori. Il rovescio della medaglia è stato però come ricorda Orazio Carabini in Generazione no risk (Fazi editore) «una lunga serie di crack e di truffe che ha generato nei risparmiatori paura e rifiuto verso gli strumenti finanziari e gli investimenti che comportano dei rischi: un atteggiamento inevitabile dopo i dissesti economici a cui abbiamo assistito». A tutto ciò bisogna reagire sia attivando strumenti di autodifesa dei risparmiatori sia spingendo la finanza a ritornare al suo vero mestiere di procacciatrice di ricchezza in funzione del benessere collettivo. Ben vengano, dunque, nuove regole per la finanza, soprattutto se avranno l accortezza di essere severe nel modo giusto ma non inutilmente intrusive e se sapranno accrescere la trasparenza senza imbrigliare ogni genere di transazione economica e finanziaria. La riforma di Obama, le nuove regole sulla vigilanza dell Europa e il Global legal standard a cui si sta lavorando nei summit internazionali rispondono a questi criteri o sono soltanto dichiarazioni di principio? Un

5 LA GRANDE CRISI E IL CASO ITALIANO 363 giudizio puntuale potrà essere dato quando i tre differenti interventi regolatori verranno approvati in via definitiva da Governi e parlamenti e diventeranno norme effettive ma, pur con tutte le cautele del caso, non si può non notare che l asticella del piano Obama, contro il quale non a caso si stanno scatenando le lobbies bancarie e finanziarie americane, è stata posta ad un livello decisamente più alto del nuovo codice della vigilanza dell Europa. Nel Vecchio continente le resistenze britanniche e, in modo meno evidente ma non per questo meno efficace, di qualche banchiere centrale hanno finora impedito di arrivare a quella supervigilanza europea, in capo alla BCE, che consentirebbe di riunificare politica monetaria e vigilanza bancaria e di affrontare sul piano internazionale problemi e soggetti (specialmente nel caso delle grandi banche) che operano ben oltre i confini domestici di ogni singolo Paese. Insieme e oltre alla ri-regulation finanziaria resta il problema di assorbire i titoli tossici in circolazione e in portafoglio di banche, hedge fund e società finanziarie e ripulire i bilanci dei diversi soggetti in campo, ma resta soprattutto la necessità di ridefinire e di coordinare sul piano internazionale le politiche economiche dei diversi Paesi e delle diverse aree del mondo anche con una maggior presenza dei Paesi emergenti all interno del Fondo Monetario e della Banca Mondiale e di tutte le altre istituzioni politiche ed economiche internazionali. Bisogna però aver ben presente che nessuno sa ancora esattamente quando finirà la Grande Crisi, ma che niente sarà più come prima. Già ora la crisi finanziaria ci ha reso più poveri e solo nel 2008 il crollo dei prezzi delle case, delle azioni e dei titoli ha ridotto la ricchezza delle famiglie americane di 11 mila miliardi di dollari, cioè di oltre il 70% del reddito nazionale, mentre in Italia, solo considerando la componente finanziaria, la perdita è stata di 278 miliardi di euro, pari oltre un sesto del nostro reddito. Ma il problema che abbiamo davanti non è solo questo e non è nemmeno solo quello delle accresciute diseguaglianze che la crisi ha finito per accentuare. Il problema dei problemi è oggi quello di fare i conti con la sgradevole certezza che, per un buon numero di anni dopo la fine della crisi, il mondo non crescerà più come prima ma crescerà molto meno. Meno debito, meno rischio e meno credito sono soluzioni obbligate dopo la crisi ma il loro effetto non può essere che una minor crescita. Nel suo saggio su La crisi economica mondiale Dieci considerazioni, edito da Bollati Boringhieri, lo storico dell economia Giulio Sapelli sostiene che, malgrado la crescita della Cina e di altri Paesi emergenti, il ruolo

6 364 LA COMUNITÀ INTERNAZIONALE degli USA nella crescita mondiale resta fondamentale e che la centralità americana è iscritta nella storia del mondo e nelle quote del commercio internazionale. Il che non vuol dire che altri motori non possano affiancarsi a quello americano ma che, almeno per un certo numero di anni, è improbabile che un altra locomotiva economica, fosse pure quella cinese, possa sostituire quella statunitense prendendo la guida del convoglio mondiale. La riduzione del deficit dei conti pubblici e dei conti con l estero e la riduzione dei consumi di cui gli USA devono farsi carico per correggere gli squilibri che sono all origine della Grande Crisi, nata a differenza delle altre più recenti proprio nel cuore dell America e di Wall Street, significano anche in questo caso meno crescita e una minore spinta al commercio internazionale. È in questo contesto che un economia come la nostra, che si fonda principalmente sulle esportazioni e che dipende in buona misura dalla Germania la quale, a sua volta, dipende dal trend economico americano, deve collocare le proprie prospettive future ed è in questo nuovo contesto che va letto, in tutta la sua particolarità, il caso italiano. Se si confronta l andamento del nostro Pil (-0,9% nel 2008 e 5% previsto per il 2009) con quello delle altre economie occidentali nel biennio della crisi il risultato non è per noi incoraggiante. Se però si guarda in prospettiva l Italia presenta diversi punti di forza che, a certe condizioni, potrebbero permetterle di cogliere prima e meglio i frutti della ripresa quando essi cominceranno a manifestarsi. Nel suo La crisi mondiale e l Italia, edito da Il Mulino, l economista Marco Fortis ricorda che fino alla vigilia del fallimento della Lehman Brothers e dunque alla trasformazione della crisi finanziaria in crisi sistemica, l export italiano aveva letteralmente surclassato l export della Francia, della Spagna e del Regno Unito e che proprio la vitalità delle nostre imprese, soprattutto quelle di media dimensione che esprimono il dinamismo della parte più innovativa di una sempre robusta industria manifatturiera, l elevata propensione al risparmio delle famiglie e l ancoraggio al territorio e al retail delle nostre banche sono elementi che rovesciano le interpretazioni più pessimistiche sul futuro della nostra economia. Se anziché considerare il solo debito pubblico, si prende in esame il debito aggregato (pubblico e privato) il posizionamento della nostra economia non è dei più grami ma soprattutto denota che, pur essendo negli ultimi dieci anni risultata inferiore a quella dei maggiori partner europei, la sua non è stata una crescita drogata dal debito ma una crescita vera anche se modesta.

7 LA GRANDE CRISI E IL CASO ITALIANO 365 Il persistente differenziale di crescita con il resto dell Europa e soprattutto la minor crescita rispetto non solo al periodo del boom economico ma anche rispetto agli anni Settanta, Ottanta e Novanta obbliga però a riflessioni approfondite specialmente in ragione del fatto che la ripresa del commercio internazionale a livelli pre-crisi richiederà anni e che noi non possiamo attendere immobilisticamente la ripartenza delle locomotive americane e tedesche o puntare esclusivamente sulle nuove opportunità che la svolta della politica economica cinese in favore della crescita del mercato interno offrirà anche noi. Non c è dubbio che il benefico arrivo dell euro renda più urgenti le riforme e il rafforzamento delle infrastrutture materiali e immateriali che, in mancanza della scorciatoia delle periodiche svalutazioni della lira, sono diventate più importanti di ieri nella difesa e nel sostegno della competitività del sistema-italia. L ufficio studi della Confindustria ha calcolato che, in assenza di immediate riforme che riguardino la Pubblica amministrazione, la semplificazione burocratica, le pensioni, la formazione, la ricerca, le liberalizzazioni, ci vorrebbero almeno cinque anni per tornare al modesto livello di crescita che il nostro Paese aveva conosciuto prima della crisi e che l unica possibilità di accelerare, senza perdere il controllo dei conti pubblici, passa attraverso la riduzione della spesa pubblica improduttiva e l immediata approvazione delle riforme che, in molti casi, non costano nulla. Riforme e sviluppo delle infrastrutture consentirebbero di incrementare investimenti e consumi e cioè di tonificare la domanda interna in attesa di una piena ripresa di quella estera, ma consentirebbero anche alle nostre imprese di diventare ancora più competitive, dal lato della qualità ancor più che da quello dei costi, nella divisione internazionale del lavoro. La maggior parte delle imprese italiane, non solo le grandi ma anche le medie e perfino le piccole, ha compreso da tempo che la globalizzazione e l allargamento dell Unione Europea hanno completamente cambiato il contesto competitivo e che il loro campo di gioco non può più essere il giardino di casa e il mercato domestico. L internazionalizzazione delle imprese, che non vuol dire solo esportare i prodotti e delocalizzare gli impianti ma anche radicarsi sui mercati esteri, è una necessità prima che una scelta. Ma, come suole dire l economista Enzo Rullani della Venice International University, nella società e nell economia della conoscenza noi italiani non siamo più da tempo i cinesi dell Europa perché l ingresso nell euro e l affacciarsi sulla scena internazionale dei Paesi emergenti non ci permettono di

8 366 LA COMUNITÀ INTERNAZIONALE competere sui costi e ci spingono a puntare tutto sulla qualità. Innovazione, sia aziendale che di sistema, e internazionalizzazione delle imprese sono dunque le due facce della sfida che l Italia ha già sperimentato con buoni risultati negli anni scorsi e che la Grande Crisi rende ancora più impegnativa. L industria manifatturiera italiana ha avviato da tempo un ampia ristrutturazione, che è alla base del recupero di efficienza e dell exploit delle esportazioni, ma la recessione, che secondo le previsioni più accreditate provocherà nel 2009 una caduta del nostro Pil attorno al 5%, coglie parte delle nostre imprese a metà del guado. Illuminanti sono i risultati di una recente indagine campionaria condotta tra le imprese dalla Banca d Italia e di cui le Considerazioni finali del Governatore Draghi hanno dato conto nell Assemblea annuale del 29 di maggio. Secondo l indagine della banca centrale, circa metà delle 5 mila imprese dell industria e dei servizi con almeno 20 addetti sono state coinvolte nel processo di ristrutturazione, ma a fare la differenza, oltre ai diversi mercati di riferimento, sono il grado di avanzamento della ristrutturazione e soprattutto la solidità patrimoniale delle imprese. Circa 5mila di esse, che impiegano quasi un milione di addetti e che sono finanziariamente più solide e hanno già completato la ristrutturazione, sono in grado di attutire le avversità della congiuntura consolidando il primato tecnologico e diversificando gli sbocchi di mercato. Alcune di esse si stanno addirittura avvantaggiando nella crisi in termini di riposizionamento sul mercato. Al polo opposto ci sono invece almeno 6mila imprese con quasi un milione di occupati che, pur essendo state virtuose perché hanno deciso di accrescere le dimensioni aziendali, di rafforzarsi sul piano tecnologico e di aprirsi ai mercati internazionali, soffrono maggiormente la crisi sia perché hanno avviato più tardi la ristrutturazione incappando nella crisi in piena transizione sia perché si sono indebitate per affrontare il cambiamento. Il risultato è che, con il prosciugarsi dei flussi di cassa e le restrizioni dell accesso al credito e al mercato dei capitali, queste imprese sono in forte difficoltà e rischiano in qualche caso di uscire dal mercato per asfissia finanziaria. Sarebbe grave che l impresa globale che in questi anni si è sviluppata anche in Italia e che ha dato luogo al fenomeno delle cosiddette multinazionali tascabili a capitalismo familiare tornasse indietro e si rifugiasse dentro le mura domestiche. Per resistere, oltre alla determinazione dell imprenditore, servono però la lungimiranza e il sostegno delle istituzioni centrali e locali e del sistema bancario. Proprio perché la sfida sui mercati si gioca per noi più sulla qualità che

9 LA GRANDE CRISI E IL CASO ITALIANO 367 sui costi, oltre alle riforme che possono rafforzare ed incrementare la competitività, è importante saper produrre al meglio e saper valorizzare i frutti del Made in Italy (che vuol dire principalmente industria meccanica ed alimentare, prodotti per la casa e per la persona). Tuttavia, in una fase come questa nella quale le nostre imprese pagano soprattutto il crollo della domanda sui mercati di sbocco (USA, Regno Unito, Spagna e Russia in primis), è ancora più decisivo di prima saper vendere al meglio e scovare nuovi mercati. Una rilevazione periodica del Servizio studi e ricerche del gruppo bancario Intesa Sanpaolo ha accertato che, nella prima parte del 2009, solo 11 dei 104 distretti industriali italiani hanno difeso o addirittura incrementato le loro esportazioni, proprio in virtù della loro particolare specializzazione produttiva ma anche della saggia diversificazione sui mercati internazionali di sbocco. Pur nella crisi generale che vede il fatturato estero delle nostre imprese distrettuali ridursi in tre mercati su quattro, c è addirittura un mercato, quello dell Algeria, dove l export delle nostre aziende per effetto di un ampio programma di infrastrutturazione di quel Paese del Nord Africa, continua a crescere. Dalla prima crisi globale che attraversa le nostre economie sarebbe vano pensare di uscire con soluzioni e terapie puramente domestiche che non facciano i conti con i complessi problemi di una nuova governance internazionale. Ma, per importante che tutto questo sia, la dimensione della crisi non può nascondere le responsabilità e i doveri che ognuno ha e i cambiamenti che ogni Paese deve mettere in campo. Bisogna sapere scrive Giuliano Amato nella raccolta di saggi promossa da Astrid e pubblicata dall editore Passigli sotto il titolo Governare l economia globale Nella crisi e oltre la crisi che «non meno innovativo dei cambiamenti di governance globale è ciò che va fatto sul piano delle riforme interne, includendo tra queste le stesse innovazioni europee anche in vista di un decisivo recupero dell Agenda e del Trattato di Lisbona» dopo l elezione del nuovo Parlamento Europeo. Anche stavolta la crisi non è solo sofferenza, ma può diventare una grande opportunità di cambiamento. A patto di saperla cogliere e di rinnovare politiche e comportamenti.

10

Cerimonia di Consegna dei Premi Leonardo 2014. Roma, Palazzo del Quirinale - 27 Aprile 2015

Cerimonia di Consegna dei Premi Leonardo 2014. Roma, Palazzo del Quirinale - 27 Aprile 2015 Cerimonia di Consegna dei Premi Leonardo 2014 Roma, Palazzo del Quirinale - 27 Aprile 2015 Discorso del Vice Ministro allo Sviluppo Economico, Carlo CALENDA Signor Presidente della Repubblica, Autorità

Dettagli

www.sviluppoeconomico.gov.it PrideandPrejudice #laforzadellexport quello che non si dice del made in italy

www.sviluppoeconomico.gov.it PrideandPrejudice #laforzadellexport quello che non si dice del made in italy PrideandPrejudice #laforzadellexport quello che non si dice del made in italy INTRODUZIONE Un economia sempre più internazionalizzata: l export è il principale volano per la crescita dell economia italiana,

Dettagli

USCIRE DALLA CRISI. Sintesi per la Stampa

USCIRE DALLA CRISI. Sintesi per la Stampa USCIRE DALLA CRISI Sintesi per la Stampa Roma 9 maggio 2013 LA CONTABILITÁ DELLA CRISI La perdita di prodotto La recessione che stiamo vivendo è diventata più profonda e lunga di quelle del secolo scorso,

Dettagli

Grande Depressione e Grande Recessione: una prospettiva storica. Lezione 16_2 Mauro Rota mauro.rota@uniroma1.it

Grande Depressione e Grande Recessione: una prospettiva storica. Lezione 16_2 Mauro Rota mauro.rota@uniroma1.it Grande Depressione e Grande Recessione: una prospettiva storica Lezione 16_2 Mauro Rota mauro.rota@uniroma1.it Il Quadro attuale Anche prima della crisi le economie europee avevano bassi tassi di crescita

Dettagli

Fondo Monetario Internazionale e Italia

Fondo Monetario Internazionale e Italia Fondo Monetario Internazionale e Italia (analisi della Public Information Notice del 13/11/2003) Antonio Forte Tutti i diritti sono riservati INTRODUZIONE Nell ambito della funzione di sorveglianza svolta

Dettagli

COMUNICATO STAMPA DA INTESA SANPAOLO NUOVE RISORSE PER LA PICCOLA E MEDIA IMPRESA: UN PLAFOND DI 10 MILIARDI E INIZIATIVE PER LA CRESCITA

COMUNICATO STAMPA DA INTESA SANPAOLO NUOVE RISORSE PER LA PICCOLA E MEDIA IMPRESA: UN PLAFOND DI 10 MILIARDI E INIZIATIVE PER LA CRESCITA COMUNICATO STAMPA Siglato il quinto accordo tra il Gruppo bancario e Piccola Industria Confindustria DA INTESA SANPAOLO NUOVE RISORSE PER LA PICCOLA E MEDIA IMPRESA: UN PLAFOND DI 10 MILIARDI E INIZIATIVE

Dettagli

La Cassa Depositi e Prestiti viene da lontano ed il suo lungo percorso storico è caratterizzato da tre

La Cassa Depositi e Prestiti viene da lontano ed il suo lungo percorso storico è caratterizzato da tre (bozza non corretta) Accesso al credito: il ruolo di Cassa depositi e prestiti. Gli strumenti di sostegno alle PMI ed alle Pubbliche Amministrazioni" GIOVEDI' 14 GIUGNO 2012 FERMO (Sala dei Ritratti -

Dettagli

INTERNAZIONALIZZAZIONE: Opportunità di crescita per le PMI

INTERNAZIONALIZZAZIONE: Opportunità di crescita per le PMI INTERNAZIONALIZZAZIONE: Opportunità di crescita per le PMI Mercoledì 18 marzo 2015, ore 17.00 Camera di Commercio, Sala Arancio, Via Tonale 28/30 - Lecco Materiale a cura di: Direzione Studi e Ricerche,

Dettagli

Sintesi per la stampa. Rapporto Analisi dei Settori Industriali* Maggio 2013

Sintesi per la stampa. Rapporto Analisi dei Settori Industriali* Maggio 2013 Sintesi per la stampa Rapporto Analisi dei Settori Industriali* Maggio 2013 Industria: caduta del fatturato nel biennio 2012-13 (-8,3% pari a 56,5 miliardi di euro a prezzi costanti), causata dal previsto

Dettagli

Nel mondo ci sono molte classifiche che

Nel mondo ci sono molte classifiche che L opinione pubblica viene spesso bombardata da una grande quantità di statistiche sui sistemi Paese che dicono tutto e il contrario di tutto. Come orientarsi in questo mare magnum? E come si colloca il

Dettagli

INTERVENTO DEL DR. FABIO CERCHIAI, PRESIDENTE FeBAF XLIV GIORNATA DEL CREDITO ROMA, 3 OTTOBRE 2012

INTERVENTO DEL DR. FABIO CERCHIAI, PRESIDENTE FeBAF XLIV GIORNATA DEL CREDITO ROMA, 3 OTTOBRE 2012 INTERVENTO DEL DR. FABIO CERCHIAI, PRESIDENTE FeBAF XLIV GIORNATA DEL CREDITO ROMA, 3 OTTOBRE 2012 Si può essere quotati in Borsa e avere un ottica di lungo periodo? E come recuperare un merito creditizio

Dettagli

L euro e l integrazione dei mercati bancari e finanziari

L euro e l integrazione dei mercati bancari e finanziari EURO 6 L euro e l integrazione dei mercati bancari e finanziari Giovanni Berneschi Dopo anni di attesa e di preparazione, a partire dal 1 gennaio 2002 l Euro ha preso il posto di dodici monete nazionali

Dettagli

Relazione Semestrale al 25 giugno 2013

Relazione Semestrale al 25 giugno 2013 Relazione Semestrale al 25 giugno 2013 Fondo comune di investimento mobiliare aperto di diritto italiano armonizzato alla Direttiva 2009/65/CE INDICE Considerazioni Generali - Commento Macroeconomico...

Dettagli

La crisi iniziata nel 2007

La crisi iniziata nel 2007 La crisi iniziata nel 2007 In questa lezione: Analizziamo lo scoppio della crisi finanziaria. Studiamo l effetto della crisi finanziaria sull economia reale. 300 L origine della Crisi Nell autunno del

Dettagli

Globalizzazione economica

Globalizzazione economica Globalizzazione economica Docente: Antonio Forte Lezione 08 La crisi argentina (cap. 2) La crisi giapponese (cap. 2) La crisi argentina - 1 L Argentina negli ultimi decenni ha attraversato diversi periodi

Dettagli

Capitolo primo L Apocalisse dell Occidente

Capitolo primo L Apocalisse dell Occidente Capitolo primo L Apocalisse dell Occidente In un bel libro di qualche anno fa Cormac McCarthy immagina un uomo e un bambino, padre e figlio, che spingono un carrello, pieno del poco che è rimasto, lungo

Dettagli

MADE IN ITALY SENZA ITALY I nuovi scenari della Moda e del Lusso

MADE IN ITALY SENZA ITALY I nuovi scenari della Moda e del Lusso MADE IN ITALY SENZA ITALY I nuovi scenari della Moda e del Lusso Moda e lusso nell attuale contesto macroeconomico Intervento di Gregorio De Felice Chief Economist, Intesa Sanpaolo 8 Novembre 2013 (Sintesi)

Dettagli

XVI Convegno AIAF ASSIOM FOREX

XVI Convegno AIAF ASSIOM FOREX XVI Convegno AIAF ASSIOM FOREX Relazione introduttiva Gregorio De Felice, Presidente AIAF Napoli, 13 febbraio 2010 1 Signor Governatore, Autorità, Signori Delegati, sono ormai trascorsi quasi mille giorni

Dettagli

Giuseppe Capuano. Economista Direzione Generale PMI e Enti Cooperativi Dirigente Div. VIII PMI e Artigianato

Giuseppe Capuano. Economista Direzione Generale PMI e Enti Cooperativi Dirigente Div. VIII PMI e Artigianato Giuseppe Capuano Economista Direzione Generale PMI e Enti Cooperativi Dirigente Div. VIII PMI e Artigianato Bari, 13 febbraio 2014 1 Struttura delle imprese industriali e dei servizi (anno 2011) Dimensioni

Dettagli

GLI ANDAMENTI TERRITORIALI 35 Macroarea Nord 35 Macroarea Centro 36 Macroarea Sud1 40 Macroarea Sud2 43

GLI ANDAMENTI TERRITORIALI 35 Macroarea Nord 35 Macroarea Centro 36 Macroarea Sud1 40 Macroarea Sud2 43 RAPPORTO BANCHE SOMMARIO E CONCLUSIONI 3 LA CONGIUNTURA BANCARIA IN EUROPA 7 L attivo bancario 8 Gli impieghi 8 I crediti deteriorati 14 I titoli in portafoglio 17 Le azioni e partecipazioni 19 Le passività

Dettagli

Tendenze in atto e prospettive per il futuro. Luca Zanderighi (Università di Milano)

Tendenze in atto e prospettive per il futuro. Luca Zanderighi (Università di Milano) Tendenze in atto e prospettive per il futuro Luca Zanderighi (Università di Milano) Milano, 6 giugno 2012 Schema dell intervento La situazione internazionale L Italia di fronte a una svolta: prospettive

Dettagli

Le iniziative del settore bancario a favore della patrimonializzazione delle imprese

Le iniziative del settore bancario a favore della patrimonializzazione delle imprese II Conferenza regionale sul credito e la finanza per lo sviluppo Le iniziative del settore bancario a favore della patrimonializzazione delle imprese David Sabatini Resp. Ufficio Finanza Il sistema industriale

Dettagli

Premetto che pescherò a piene mani nel pensiero e nell opera di. due maestri ed amici. Mi scuso con loro perché non potranno

Premetto che pescherò a piene mani nel pensiero e nell opera di. due maestri ed amici. Mi scuso con loro perché non potranno Premetto che pescherò a piene mani nel pensiero e nell opera di due maestri ed amici. Mi scuso con loro perché non potranno reagire a ciò che dirò e non potranno dire se le mie riflessioni sono aderenti

Dettagli

5 - Previsioni BASE. 6.- Tre mosse per archiviare la crisi

5 - Previsioni BASE. 6.- Tre mosse per archiviare la crisi 1 2 3 INDICE 5 - Previsioni BASE 5.1 - Previsioni dell Economia Italiana 2014-2018 dopo Legge di Stabilità e Riforme Strutturali 5.2 - e se il cambio non scendesse e rimanesse all 1,33 del 2014? 6.- Tre

Dettagli

MIGLIORA PER LE IMPRESE ITALIANE L ACCESSO AI FINANZIAMENTI

MIGLIORA PER LE IMPRESE ITALIANE L ACCESSO AI FINANZIAMENTI MIGLIORA PER LE IMPRESE ITALIANE L ACCESSO AI FINANZIAMENTI Silvano Carletti * Nei suoi primi cinque appuntamenti (l ultimo a fine settembre 2015) il Targeted Longer-Term Refinancing Operations (TLTRO)

Dettagli

evidenziate le cause che hanno portato alla crisi, tra cui la pesante regolamentazione, lo spreco di risorse, la lenta crescita delle esportazioni, l

evidenziate le cause che hanno portato alla crisi, tra cui la pesante regolamentazione, lo spreco di risorse, la lenta crescita delle esportazioni, l Riassunto L India è uno dei paesi più grandi del mondo, il secondo in quanto a popolazione e uno di quelli in via di sviluppo che negli ultimi anni ha mostrato le maggiori potenzialità di crescita economica

Dettagli

Domande sulla parte monetaria date nei precedenti compiti scritti di Economia Internazionale e riportate qui un po alla rinfusa

Domande sulla parte monetaria date nei precedenti compiti scritti di Economia Internazionale e riportate qui un po alla rinfusa Domande sulla parte monetaria date nei precedenti compiti scritti di Economia Internazionale e riportate qui un po alla rinfusa 1. Il surplus persistente della bilancia dei pagamenti correnti giapponese

Dettagli

Evoluzione dei principali mercati: quali sviluppi si prospettano nell internazionalizzazione delle PMI italiane

Evoluzione dei principali mercati: quali sviluppi si prospettano nell internazionalizzazione delle PMI italiane Evoluzione dei principali mercati: quali sviluppi si prospettano nell internazionalizzazione delle PMI italiane Paolo Di Benedetto Responsabile Dipartimento Valutazione Investimenti e Finanziamenti 21

Dettagli

Le imprese italiane nelle filiere produttive globali Salvatore Rossi

Le imprese italiane nelle filiere produttive globali Salvatore Rossi Le imprese italiane nelle filiere produttive globali Salvatore Rossi (Made in) Italy Works? Cantina Icario, 7 maggio 2011 I pregiudizi sono duri a morire Dal Financial Times del 30 aprile 2011: Il marchio

Dettagli

Nel 2006, ultimo anno che ha fatto segnare un incremento delle vendite, si vendevano 5,5 milioni di copie al giorno; in un lustro si è bruciato

Nel 2006, ultimo anno che ha fatto segnare un incremento delle vendite, si vendevano 5,5 milioni di copie al giorno; in un lustro si è bruciato 1 Nel 2006, ultimo anno che ha fatto segnare un incremento delle vendite, si vendevano 5,5 milioni di copie al giorno; in un lustro si è bruciato quindi un milione di copie, pari a poco meno del 20% del

Dettagli

Sintesi dell Osservatorio Risparmi delle Famiglie 2013

Sintesi dell Osservatorio Risparmi delle Famiglie 2013 VALORI % Sintesi dell Osservatorio Risparmi delle Famiglie 2013 Abbiamo alle spalle ancora un anno difficile per le famiglie La propensione al risparmio delle famiglie italiane ha evidenziato un ulteriore

Dettagli

INDUSTRIA ELETTROTECNICA ED ELETTRONICA ITALIANA

INDUSTRIA ELETTROTECNICA ED ELETTRONICA ITALIANA INDUSTRIA ELETTROTECNICA ED ELETTRONICA ITALIANA Hannover Messe 2014 Walking Press Conference, 8 Aprile 2014 L industria Elettrotecnica ed Elettronica in Italia ANIE rappresenta da sessant anni l industria

Dettagli

WARREN MOSLER LE SETTE INNOCENTI FRODI CAPITALI

WARREN MOSLER LE SETTE INNOCENTI FRODI CAPITALI WARREN MOSLER LE SETTE INNOCENTI FRODI CAPITALI PRIMA FRODE Il governo (quello sovrano, non quello che ha rinunciato alla sovranità come il nostro) spende ciò che raccoglie con tasse e prestiti. FALSO!

Dettagli

Presentazione del Rapporto L economia del Molise

Presentazione del Rapporto L economia del Molise Presentazione del Rapporto L economia del Molise Francesco Zollino Servizio di Congiuntura e politica monetaria Banca d Italia Università degli Sudi del Molise, Campobasso 18 giugno 215 Il contesto internazionale

Dettagli

Alla ricerca del rendimento perduto

Alla ricerca del rendimento perduto Milano, 10 aprile 2012 Alla ricerca del rendimento perduto Dalle obbligazioni alle azioni. La ricerca del rendimento perduto passa attraverso un deciso cambio di passo nella composizione dei portafogli

Dettagli

17 luglio 2015. Italia: premi raccolti nei settori vita e danni

17 luglio 2015. Italia: premi raccolti nei settori vita e danni Banca Nazionale del Lavoro Gruppo BNP Paribas Via Vittorio Veneto 119 00187 Roma Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 159/2002 del 9/4/2002 Le opinioni espresse non impegnano la responsabilità della

Dettagli

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2013-2014

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2013-2014 6 maggio 2013 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2013-2014 Nel 2013 si prevede una riduzione del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari all 1,4% in termini reali, mentre per il 2014, il recupero

Dettagli

ECONOMIA URBANA. Valeria Costantini Facoltà di Architettura, Università Roma Tre. Contatti: costanti@uniroma3.it

ECONOMIA URBANA. Valeria Costantini Facoltà di Architettura, Università Roma Tre. Contatti: costanti@uniroma3.it ECONOMIA URBANA Valeria Costantini Facoltà di Architettura, Università Roma Tre Contatti: costanti@uniroma3.it LA MACROECONOMIA Economia Urbana 2 L economia aperta Per economia aperta si intende l insieme

Dettagli

Indagine conoscitiva sul sistema di finanziamento delle imprese agricole

Indagine conoscitiva sul sistema di finanziamento delle imprese agricole XIII Commissione Agricoltura Indagine conoscitiva sul sistema di finanziamento delle imprese agricole Giorgio Gobbi Servizio Studi di struttura economica e finanziaria della Banca d Italia Camera dei Deputati

Dettagli

Eterogeneità delle condizioni finanziarie delle imprese e mercato del credito Paolo Finaldi Russo

Eterogeneità delle condizioni finanziarie delle imprese e mercato del credito Paolo Finaldi Russo Eterogeneità delle condizioni finanziarie delle imprese e mercato del credito Paolo Finaldi Russo Servizio Stabilità finanziaria Banca d Italia Conferenza Fedart Roma,1 dicembre 2014 Outline La spirale

Dettagli

Corso di Politica Economica

Corso di Politica Economica Anno accademico 2014/2015 Corso di Politica Economica Docente: Claudio Di Berardino Informazioni sito docente: http://claudiodiberardino.jimdo.com mail: c.diberardino@unich.it 1 lezione - Le teorie degli

Dettagli

La gestione finanziaria delle Pmi: criticità e possibili soluzioni

La gestione finanziaria delle Pmi: criticità e possibili soluzioni La gestione finanziaria delle Pmi: criticità e possibili soluzioni di Antonio Ricciardi (*) Nell attuale scenario competitivo, caratterizzato da una profonda crisi strutturale, dalla globalizzazione dei

Dettagli

La ricchezza delle famiglie italiane (miliardi di euro)

La ricchezza delle famiglie italiane (miliardi di euro) Banca Nazionale del Lavoro Gruppo BNP Paribas Via Vittorio Veneto 119 187 Roma Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 159/22 del 9/4/22 Le opinioni espresse non impegnano la responsabilità della banca.

Dettagli

15^ Congresso AIAF ASSICOM ATIC FOREX

15^ Congresso AIAF ASSICOM ATIC FOREX 15^ Congresso AIAF ASSICOM ATIC FOREX Milano, 21 febbraio 2009 Alessandro Profumo CEO UniCredit Group Relazione Introduttiva In questi ultimi anni il sistema finanziario internazionale è stato caratterizzato

Dettagli

U.D.A.I. - Unione Degli Avvocati d Italia Aderente alla Consulta per la Giustizia Europea dei diritti dell Uomo Sezione di Barletta Andria Trani

U.D.A.I. - Unione Degli Avvocati d Italia Aderente alla Consulta per la Giustizia Europea dei diritti dell Uomo Sezione di Barletta Andria Trani U.D.A.I. - Unione Degli Avvocati d Italia Aderente alla Consulta per la Giustizia Europea dei diritti dell Uomo Sezione di Barletta Andria Trani CONVEGNO NAZIONALE Crisi economica e mercato del credito:

Dettagli

Il contesto del credito

Il contesto del credito Il contesto del credito Italia & Puglia Francesco Paolo ACITO Direttore Territoriale Corporate SUD Trani, 23 novembre 2012 Agenda Il contesto ed il sistema PMI I driver per la crescita e le Reti di Impresa

Dettagli

SOCIAL SUMMIT CONSULTAZIONE CON LE PARTI SOCIALI E LE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

SOCIAL SUMMIT CONSULTAZIONE CON LE PARTI SOCIALI E LE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI SOCIAL SUMMIT CONSULTAZIONE CON LE PARTI SOCIALI E LE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI Domenica 29 marzo 2009 Sala delle Conferenze Internazionali Ministero degli Affari Esteri Intervento del Vice Presidente

Dettagli

INTERNAZIONALIZZAZIONE PASSIVA E ATTRATTIVITÀ

INTERNAZIONALIZZAZIONE PASSIVA E ATTRATTIVITÀ INTERNAZIONALIZZAZIONE PASSIVA E ATTRATTIVITÀ Se confrontata con i principali paesi europei, l Italia si colloca nella fascia bassa, per quanto riguarda la presenza di imprese estere sul proprio territorio.

Dettagli

Investire nella crescita. Questa è oggi la priorità di chi governa l Europa, e di chi governa i singoli Stati europei.

Investire nella crescita. Questa è oggi la priorità di chi governa l Europa, e di chi governa i singoli Stati europei. Rome Investment Forum 2015: Financing Long-Term Europe Roma - Centro Congressi Palazzo Rospigliosi, Via XXIV Maggio 43 Antonio Tajani Primo Vicepresidente del Parlamento Europeo ***** (Saluti) Investire

Dettagli

IL QUADRO MACROECONOMICO

IL QUADRO MACROECONOMICO S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO LA CONGIUNTURA ECONOMICA - PUNTI DI VISTA E SUGGERIMENTI DI ASSET ALLOCATION IL QUADRO MACROECONOMICO DOTT. ALBERTO BALESTRERI Milano, 20 novembre 2014 S.A.F.

Dettagli

UNA BOLLA SPECULATIVA SUI TITOLI DI STATO?

UNA BOLLA SPECULATIVA SUI TITOLI DI STATO? 478 www.freenewsonline.it i dossier www.freefoundation.com UNA BOLLA SPECULATIVA SUI TITOLI DI STATO? 24 giugno 2013 a cura di Renato Brunetta INDICE 2 Una bolla pronta a scoppiare? Le parole di un esperto

Dettagli

VIII RAPPORTO SULL ECONOMIA ITALIANA

VIII RAPPORTO SULL ECONOMIA ITALIANA 1 VIII RAPPORTO SULL ECONOMIA ITALIANA 11 Giugno 2014 - ore 9,30-18,00 Roma, Via delle Coppelle 35 Palazzo Baldassini - Istituto Luigi Sturzo Sala Perin del Vaga II LE PREVISIONI EXECUTIVE SUMMARY 2 EXECUTIVE

Dettagli

Globalizzazione economica

Globalizzazione economica Globalizzazione economica Docente: Antonio Forte Lezione 06 La crisi dello SME-Sistema Monetario Europeo (capitolo 2) La crisi messicana (capitolo 2) La crisi dello SME - 1 La caduta degli accordi di Bretton

Dettagli

RAPPORTO 2010 SULLA PRESENZA DELLE IMPRESE DI COSTRUZIONE ITALIANE NEL MONDO

RAPPORTO 2010 SULLA PRESENZA DELLE IMPRESE DI COSTRUZIONE ITALIANE NEL MONDO RAPPORTO 2010 SULLA PRESENZA DELLE IMPRESE DI COSTRUZIONE ITALIANE NEL MONDO OTTOBRE 2010 a cura della Direzione Affari Economici e Centro Studi e dell Ufficio Lavori all Estero e Relazioni Internazionali

Dettagli

Le previsioni al 2015: valore aggiunto, produttività ed occupazione

Le previsioni al 2015: valore aggiunto, produttività ed occupazione PRODOTTI IN METALLO Le previsioni al 2015: valore aggiunto, produttività ed occupazione Nel primo grafico viene rappresentata la crescita del settore; come misura dell attività si utilizza il valore aggiunto

Dettagli

Produzione. MANIFATTURA e MERCATI. Le PMI dopo sette anni di crisi

Produzione. MANIFATTURA e MERCATI. Le PMI dopo sette anni di crisi Produzione MANIFATTURA e MERCATI Le PMI dopo sette anni di crisi Produzione MANIFATTURA e MERCATI Le PMI dopo sette anni di crisi Realizzata da CNA Produzione In collaborazione con Centro Studi CNA MANIFATTURA

Dettagli

MANIFESTO DELLA CULTURA D IMPRESA

MANIFESTO DELLA CULTURA D IMPRESA MANIFESTO DELLA CULTURA D IMPRESA GRUPPO DI LAVORO CULTURA D IMPRESA MANIFESTO DELLA CULTURA D IMPRESA GRUPPO DI LAVORO CULTURA D IMPRESA Manifesto della Cultura d Impresa MANIFESTO DELLACULTURA D IMPRESA

Dettagli

di prossima pubblicazione:

di prossima pubblicazione: di prossima pubblicazione: 1 (la sintesi) Fare cessare l artificiale scarsità di moneta in Italia L economia italiana sta asfissiando a causa della scarsità di moneta. Gli altri problemi di sprechi e inefficienze

Dettagli

L economia italiana nella Relazione della Banca d Italia

L economia italiana nella Relazione della Banca d Italia L economia italiana nella Relazione della Banca d Italia Paolo Sestito Servizio struttura Economica, Banca d Italia Modena, 4 giugno 215 Il contesto internazionale e l area dell euro 2 Nei paesi emergenti,

Dettagli

Conseguenze per la Banca d Italia della legge 29 gennaio 2014, n. 5

Conseguenze per la Banca d Italia della legge 29 gennaio 2014, n. 5 Conseguenze per la Banca d Italia della legge 29 gennaio 2014, n. 5 1. Natura e proprietà della Banca d Italia (È vero che la Banca d Italia viene privatizzata?) La Banca d Italia era e resta un istituto

Dettagli

Corso di Economia Internazionale 2015-16 Prof. Gianfranco Viesti

Corso di Economia Internazionale 2015-16 Prof. Gianfranco Viesti 1-1 Dipartimento di Scienze Politiche Università di Bari Corso di Economia Internazionale 2015-16 Prof. Gianfranco Viesti Modulo 1 Introduzione Hill, capitolo 1 molto integrato C.W.L. Hill, International

Dettagli

Il rapporto strutturale sul sistema economico produttivo della provincia di Bologna

Il rapporto strutturale sul sistema economico produttivo della provincia di Bologna Il rapporto strutturale sul sistema economico produttivo della provincia di Bologna Gian Carlo Sangalli Presidente Camera di Commercio di Bologna IL SISTEMA ECONOMICO PRODUTTIVO BOLOGNESE E E IN UNA FASE

Dettagli

LA GESTIONE DEL PORTAFOGLIO CREDITI 2002

LA GESTIONE DEL PORTAFOGLIO CREDITI 2002 Convegno LA GESTIONE DEL PORTAFOGLIO CREDITI 2002 Finanziamenti alle Imprese: nuove politiche di prezzo e nuove strategie commerciali delle Banche Perché la disciplina sul capitale di vigilanza delle banche

Dettagli

Crescita della produttività e delle economie

Crescita della produttività e delle economie Lezione 21 1 Crescita della produttività e delle economie Il più spettacolare effetto della sviluppo economico è stata la crescita della produttività, ossia la quantità di prodotto per unità di lavoro.

Dettagli

Analisi condotta sulle regioni e sui settori del Made in Italy a cura di Euler Hermes Italia

Analisi condotta sulle regioni e sui settori del Made in Italy a cura di Euler Hermes Italia Euler Hermes Italia Analisi condotta sulle regioni e sui settori del Made in Italy a cura di Euler Hermes Italia Aggiornamento 3 Trimestre 2013 Il Report si basa sul monitoraggio giornaliero dei pagamenti

Dettagli

ECOFIN 20-21 GIUGNO 2013: MISURE CONTRO LE CRISI BANCARIE?

ECOFIN 20-21 GIUGNO 2013: MISURE CONTRO LE CRISI BANCARIE? 476 www.freenewsonline.it i dossier www.freefoundation.com ECOFIN 20-21 GIUGNO 2013: MISURE CONTRO LE CRISI BANCARIE? 21 giugno 2013 a cura di Renato Brunetta INDICE 2 I temi in agenda La ricapitalizzazione

Dettagli

LE FONDAZIONI DI ORIGINE BANCARIA E LA CASSA DEPOSITI E PRESTITI

LE FONDAZIONI DI ORIGINE BANCARIA E LA CASSA DEPOSITI E PRESTITI Franco BASSANINI LE FONDAZIONI DI ORIGINE BANCARIA E LA CASSA DEPOSITI E PRESTITI (pubblicato in Fondazioni maggio-giugno 2011) E ancora presto per delineare un bilancio dell esperienza delle Fondazioni

Dettagli

Un riepilogo di alcuni fenomeni macroeconomici. Giorgio Ricchiuti

Un riepilogo di alcuni fenomeni macroeconomici. Giorgio Ricchiuti Un riepilogo di alcuni fenomeni macroeconomici Giorgio Ricchiuti Cosa abbiamo visto fin qui Abbiamo presentato e discusso alcuni concetti e fenomeni aggregati: 1) Il PIL, il risparmio e il debito pubblico.

Dettagli

Gli incentivi non mettono in moto l automobile

Gli incentivi non mettono in moto l automobile 115 idee per il libero mercato Gli incentivi non mettono in moto l automobile di Andrea Giuricin Il rallentamento economico e la crisi finanziaria hanno avuto un forte impatto su uno dei settori più importanti

Dettagli

I laureati e il lavoro a dieci anni dalla Dichiarazione di Bologna

I laureati e il lavoro a dieci anni dalla Dichiarazione di Bologna I laureati e il lavoro a dieci anni dalla Dichiarazione di Bologna Andrea Cammelli A dieci anni dalla Dichiarazione di Bologna e ad otto dall avvio della riforma universitaria nel nostro paese, è possibile

Dettagli

Le previsioni al 2016: valore aggiunto, produttività ed occupazione

Le previsioni al 2016: valore aggiunto, produttività ed occupazione ATTIVITÀ FINANZIARIE Le previsioni al 2016: valore aggiunto, produttività ed occupazione Il settore dell intermediazione monetaria e finanziaria ha acquistato rilevanza nel corso degli ultimi vent anni:

Dettagli

La ricchezza Private in Italia

La ricchezza Private in Italia La ricchezza Private in Italia Il contesto attuale, lo scenario futuro, le prossime sfide: una leva per la sostenibilità del sistema e la solidità del paese 14 giugno 2011 Indice 1. La ricchezza Private

Dettagli

La situazione congiunturale per l industria manifatturiera trevigiana al primo trimestre 2015

La situazione congiunturale per l industria manifatturiera trevigiana al primo trimestre 2015 CONGIUNTURA & APPROFONDIMENTI Report n. 7 Maggio 2015 La situazione congiunturale per l industria manifatturiera trevigiana al primo trimestre 2015 A cura dell Area Studi e Sviluppo Economico Territoriale

Dettagli

LE NUOVE FRONTIERE DELLA ROBOTICA E DELL AUTOMAZIONE: MINACCIA O OPPORTUNITA? IX Forum Economico Italo-Tedesco 22 aprile 2015

LE NUOVE FRONTIERE DELLA ROBOTICA E DELL AUTOMAZIONE: MINACCIA O OPPORTUNITA? IX Forum Economico Italo-Tedesco 22 aprile 2015 LE NUOVE FRONTIERE DELLA ROBOTICA E DELL AUTOMAZIONE: MINACCIA O OPPORTUNITA? IX Forum Economico Italo-Tedesco 22 aprile 2015 Fondata nel 1945, UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE è associazione costruttori italiani

Dettagli

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016 5 maggio 2014 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016 Nel 2014 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari allo 0,6% in termini reali, seguito da una crescita dell

Dettagli

LA DEMOLIZIONE ITALIANA A CONVEGNO

LA DEMOLIZIONE ITALIANA A CONVEGNO Associazione Nazionale Demolitori Italiani LA DEMOLIZIONE ITALIANA A CONVEGNO Parma, 26 novembre 2005 Trascrizione dell intervento dal titolo: IL MERCATO DELLE DEMOLIZIONI ANNI 2000: DAL RECUPERO ALLA

Dettagli

IL QUADRO MACROECONOMICO

IL QUADRO MACROECONOMICO S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO LA CONGIUNTURA ECONOMICA - PUNTI DI VISTA E SUGGERIMENTI DI ASSET ALLOCATION IL QUADRO MACROECONOMICO DOTT. ALBERTO BALESTRERI Milano, 22 novembre 2013 S.A.F.

Dettagli

Economia debole, profitti deboli. -Il 2012 si prospetta ancora più duro-

Economia debole, profitti deboli. -Il 2012 si prospetta ancora più duro- NOTIZIE n 42 Economia debole, profitti deboli -Il 2012 si prospetta ancora più duro- 20 settembre 2011 (Singapore) - La IATA (l Associazione internazionale del trasporto aereo) ha annunciato un aggiornamento

Dettagli

Intervento al convegno Future Job - Follonica 21 maggio 2005

Intervento al convegno Future Job - Follonica 21 maggio 2005 Intervento al convegno Future Job - Follonica 21 maggio 2005 slide 1 Introduzione Lo scopo di questo intervento è di presentare un iniziativa che sta muovendo i primi passi in queste settimane e che mira

Dettagli

L internazionalizzazione leggera in Sicilia. Il IV Rapporto della Fondazione RES

L internazionalizzazione leggera in Sicilia. Il IV Rapporto della Fondazione RES L internazionalizzazione leggera in Sicilia. Il IV Rapporto della Fondazione RES Pier Francesco Asso ECONOMIA SICILIANA Si illustrano alcuni risultati del IV rapporto di ricerca della Fondazione RES dedicato

Dettagli

Università di Macerata. L internazionalizzazione delle PMI: problemi e prospettive

Università di Macerata. L internazionalizzazione delle PMI: problemi e prospettive Università di Macerata Facoltà di Giurisprudenza Dipartimento di Studi Giuridici ed Economici L internazionalizzazione delle PMI: problemi e prospettive Francesca Spigarelli spigarelli@unimc.it Tecnologia,

Dettagli

Osservatorio sulla Finanza per i Piccoli Operatori Economici ABSTRACT

Osservatorio sulla Finanza per i Piccoli Operatori Economici ABSTRACT Osservatorio sulla Finanza per i Piccoli Operatori Economici ABSTRACT Volume 6 DICEMBRE 2005 CRIF DECISION SOLUTIONS - NOMISMA OVERVIEW CAPITOLO 1 FATTI E TENDENZE INDICE 1.1 L economia internazionale

Dettagli

RICHIESTE PER IL RINNOVO DEL CCNL GOMMA PLASTICA INDUSTRIA

RICHIESTE PER IL RINNOVO DEL CCNL GOMMA PLASTICA INDUSTRIA RICHIESTE PER IL RINNOVO DEL CCNL GOMMA PLASTICA INDUSTRIA TRIENNIO 2010-2012 L attuale crisi finanziaria ed economica mondiale trae origine dalla bolla immobiliare che ha maggiormente coinvolto paesi

Dettagli

SEDE DI CAGLIARI. Il credito all economia regionale: Il ruolo degli Intermediari e la nuova regolamentazione di settore

SEDE DI CAGLIARI. Il credito all economia regionale: Il ruolo degli Intermediari e la nuova regolamentazione di settore FORUM PERMANENTE SUL CREDITO E LA FINANZA II^ CONFERENZA REGIONALE SUL CREDITO E LA FINANZA PER LO SVILUPPO Il credito all economia regionale: Il ruolo degli Intermediari e la nuova regolamentazione di

Dettagli

Relazione. Autorità, signore, signori, amici artigiani, Vi ringrazio di. essere qui stasera, malgrado il caldo di questa serata di luglio.

Relazione. Autorità, signore, signori, amici artigiani, Vi ringrazio di. essere qui stasera, malgrado il caldo di questa serata di luglio. Relazione Autorità, signore, signori, amici artigiani, Vi ringrazio di essere qui stasera, malgrado il caldo di questa serata di luglio. L assemblea odierna non è solo un momento di verifica e di approvazione

Dettagli

Corso di. Economia Politica

Corso di. Economia Politica Prof.ssa Blanchard, Maria Laura Macroeconomia Parisi, PhD; Una parisi@eco.unibs.it; prospettiva europea, DEM Università Il Mulino di 2011 Brescia Capitolo I. Un Viaggio intorno al mondo Corso di Economia

Dettagli

Consob - Auditorium Presentazione del Risk Outlook

Consob - Auditorium Presentazione del Risk Outlook Consob - Auditorium Presentazione del Risk Outlook Gregorio De Felice Chief Economist Intesa Sanpaolo Roma, 24 febbraio 2014 Agenda 1 Le prospettive macro nel 2014-15 2 Credito ed economia reale nell area

Dettagli

L internazionalizzazione del sistema economico milanese

L internazionalizzazione del sistema economico milanese L internazionalizzazione del sistema economico milanese Il grado di apertura di un sistema economico locale verso l estero rappresenta uno degli indicatori più convincenti per dimostrare la sua solidità

Dettagli

Febbraio 2016. market monitor. Analisi del settore edile: performance e previsioni

Febbraio 2016. market monitor. Analisi del settore edile: performance e previsioni Febbraio 2016 market monitor Analisi del settore edile: performance e previsioni Esonero di responsabilità I contenuti del presente documento sono forniti ad esclusivo scopo informativo. Ogni informazione

Dettagli

Capitolo IV. I mercati finanziari

Capitolo IV. I mercati finanziari Capitolo IV. I mercati finanziari 2 I MERCATI FINANZIARI OBIETTIVO: SPIEGARE COME SI DETERMINANO I TASSI DI INTERESSE E COME LA BANCA CENTRALE PUO INFLUENZARLI LA DOMANDA DI MONETA DETERMINAZIONE DEL TASSO

Dettagli

Dimensioni ed effetti della spesa pubblica

Dimensioni ed effetti della spesa pubblica MODULO 2 - La spesa pubblica LE DIMENSIONI DELLA SPESA PUBBLICA L insieme dei mezzi monetari che lo Stato e gli altri enti pubblici erogano per il raggiungimento dei fini di pubblico interesse costituisce

Dettagli

Capitolo 22. La moneta, i prezzi e la Banca Centrale Europea. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S.

Capitolo 22. La moneta, i prezzi e la Banca Centrale Europea. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S. Capitolo 22 La moneta, i prezzi e la Banca Centrale Europea In questa lezione La moneta e le sue funzioni: come si misurano gli aggregati monetari banche commerciali e creazione di moneta Il ruolo della

Dettagli

La diffusione della crisi e il credit crunch in Italia. Francesco Daveri

La diffusione della crisi e il credit crunch in Italia. Francesco Daveri La diffusione della crisi e il credit crunch in Italia Francesco Daveri 1 Le componenti del Pil nel 2008-09 (primo tempo della crisi).. (1) G ha svolto funzione anticiclica; (2) C diminuiti meno del Pil;

Dettagli

Il ruolo delle Banche di Credito Cooperativo nei mercati locali del credito durante la crisi. Convegno REGIONI E SISTEMA CREDITIZIO

Il ruolo delle Banche di Credito Cooperativo nei mercati locali del credito durante la crisi. Convegno REGIONI E SISTEMA CREDITIZIO Il ruolo delle Banche di Credito Cooperativo nei mercati locali del credito durante la crisi Convegno REGIONI E SISTEMA CREDITIZIO Roma 2 dicembre 2014 AGENDA 1. INTRODUZIONE: IL CONTESTO 2. LE CARATTERISTICHE

Dettagli

Carta, Editoria, Stampa e Trasformazione: i trend e le proposte per la crescita

Carta, Editoria, Stampa e Trasformazione: i trend e le proposte per la crescita Carta, Editoria, Stampa e Trasformazione: i trend e le proposte per la crescita Alessandro Nova Università L. Bocconi Roma, 18 febbraio 2014 Filiera della carta 2014 - Alessandro Nova 1 La Filiera della

Dettagli

Zsigmond Járai Ministro delle Finanze dell Ungheria, Budapest

Zsigmond Járai Ministro delle Finanze dell Ungheria, Budapest 16 Jarai 24-05-2000 9:46 Pagina 135 135 Zsigmond Járai Ministro delle Finanze dell Ungheria, Budapest L integrazione con l Unione Europea, la rapida crescita economica, un migliore equilibrio finanziario

Dettagli

Club Finanza d Impresa 10 dicembre 2013 Relatore : Michael Palatiello

Club Finanza d Impresa 10 dicembre 2013 Relatore : Michael Palatiello Club Finanza d Impresa 10 dicembre 2013 Relatore : Michael Palatiello Chi siamo Wings Partners è una società attiva nell'analisi finanziaria dei rischi di cambio delle valute e delle oscillazioni dei prezzi

Dettagli

Quel buco nero chiamato fiscal cliff

Quel buco nero chiamato fiscal cliff Quel buco nero chiamato fiscal cliff Nell agenda del rieletto presidente Obama è sicuramente l argomento più importante da affrontare entro la fine dell anno. Il punto da cui dipenderà buona parte dell

Dettagli

LE IMPRESE ITALIANE IN RUSSIA: TRA CRISI E NUOVE OPPORTUNITÀ Manuela Marianera, Centro Studi Confindustria, dicembre 2009

LE IMPRESE ITALIANE IN RUSSIA: TRA CRISI E NUOVE OPPORTUNITÀ Manuela Marianera, Centro Studi Confindustria, dicembre 2009 LE IMPRESE ITALIANE IN RUSSIA: TRA CRISI E NUOVE OPPORTUNITÀ Manuela Marianera, Centro Studi Confindustria, dicembre 9 "Non importa quante volte cadi. Quello che conta è la velocità con cui ti rimetti

Dettagli

Corso di Economia Internazionale 2015-16 Prof. Gianfranco Viesti

Corso di Economia Internazionale 2015-16 Prof. Gianfranco Viesti 11-1 Dipartimento di Scienze Politiche Università di Bari Corso di Economia Internazionale 2015-16 Prof. Gianfranco Viesti Modulo 18 Le crisi valutarie Hill, cap. 11, molto integrato C.W.L. Hill, International

Dettagli