XXIII Ciclo di Dottorato in Geofisica Università di Bologna. Corso di: Paleomagnetismo Prof. Sagnotti

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "XXIII Ciclo di Dottorato in Geofisica Università di Bologna. Corso di: Paleomagnetismo Prof. Sagnotti"

Transcript

1 XXIII Ciclo di Dottorato in Geofisica Università di Bologna Corso di: Paleomagnetismo Prof. Sagnotti Tectonic evolution of arcuate mountain belts on top of a retreating subduction slab: the example of the Calabrian Arc Cifelli F., Mattei M., Rossetti F. (2007). J. Geophys. Res., 112, B09101, doi: 1029/2006JB Dottorandi: Paola Baccheschi, Pamela Roselli, Christodoulos Kyriakopoulos 1

2 INTRODUZIONE In questa pubblicazione viene presentata un interpretazione dell evoluzione tettonica dell Arco Calabro settentrionale attraverso l analisi paleomagnetica dei depositi del Miocene Superiore-Pleistocene medio del bacino estensionale del Crati. L integrazione dei nuovi dati paleomagnetici, presentati in questo lavoro, con quelli già disponibili per l area di studio contribuiscono a comprendere meglio la tettonica neogenica di questo settore del Mediterraneo strettamente collegata al sistema di subduzione ionico. L'evoluzione geodinamica del Mediterraneo è, infatti, alquanto complessa ed è strettamente connessa al succedersi di più fasi tettoniche legate al moto relativo della placca Europea e quella Africana. Il sistema bacino di retroarco tirrenico-arco Calabro è parte del complesso contatto tettonico tra queste due macroplacche. Sebbene il movimento N-S tra Africa ed Europa sia stato invocato come il principale processo geodinamico nell area mediterranea (Wortel e Spakman, 2000), la presenza di bacini con tettonica distensiva E-W, come il Mar Tirreno, accanto a strutture a tettonica compressiva, come l Arco Calabro, implicano l esistenza di forze indipendenti dalla collisione tra la placca europea e quella africana (Jolivet e Faccenna, 2000). Nei margini convergenti attivi, infatti, si ritiene che il principale processo responsabile della formazione degli archi sia il movimento retrogrado dello slab (es.: Schellart e Lister, 2004). Numerosi autori (Gueguen et al., 1998; Faccenna et al., 2001, 2005; Carminati et al., 1998a,b) spiegano, infatti, l assetto geodinamico dell Italia Meridionale come il risultato del movimento verso SE della placca ionica in subduzione verso NW. L arretramento dello slab sarebbe quindi responsabile dell apertura del bacino di retroarco tirrenico e della catena arcuata dell Arco Calabro. Un notevole contributo alla comprensione dell evoluzione geodinamica e tettonica del sistema di subduzione ionico è fornito dai dati paleomagnetici, che delineano un assetto geodinamico dell Italia Meridionale costituito da distinte unità tettoniche soggette a movimenti differenziali strettamente collegati con lo sviluppo di catene montuose arcuate, come l Arco Calabro, e bacini estensionali, come il Tirreno Meridionale. I processi geologici nei margini convergenti attivi possono, infatti, determinare rotazioni intorno ad assi verticali di blocchi crostali trasportati passivamente dalla placca in subduzione in zone di convergenza obliqua. Le tecniche paleomagnetiche consentono, quindi, di analizzare la rotazione dei blocchi nella fascia di deformazione tra due placche in movimento obliquo rispetto all orientazione del margine stesso. 2

3 Data la possibilità di quantificare l'entità ed il verso di queste rotazioni, il paleomagnetismo ha di fatto contribuito notevolmente a formulare possibili modelli cinematici dei sistemi orogenici arcuati. La relazione esistente tra i cambiamenti nell assetto strutturale e la rotazione dei blocchi crostali lungo assi verticali consente, infatti, di distinguere se la forma arcuata di una catena è una caratteristica primaria o secondaria. Gli archi primari presentano la forma ad arco fin dal momento della loro genesi e tale curvatura rimane costante anche a seguito di processi deformativi successivi. Viceversa, sono definiti oroclini (es.: Marshak, 1988) quelle catene montuose che in origine sono rettilinee ed acquisiscono la forma arcuata solo a seguito di successive fasi deformative. Un oroclino è pertanto caratterizzato da rotazioni differenziali lungo assi verticali. Tra questi due tipi di evoluzione strutturale delle catene montuose arcuate, esiste una categoria intermedia che comprende sia gli orogeni che acquisiscono la forma arcuata durante processi deformativi progressivi, sia catene originariamente curve che incrementano la loro curvatura durante una successiva fase deformativa (Weil and Sussman, 2004). Questo ultimo tipo descrive la formazione della maggior parte dei sistemi orogenici arcuati antichi e recenti. Gli studi di paleomagnetismo eseguiti nell Italia Meridionale mostrano una chiara correlazione tra le variazioni nelle declinazioni paleomagnetiche e le variazioni nell assetto strutturale dell Arco Calabro suggerendo che la sua curvatura è una caratteristica secondaria legata a due differenti rotazioni: antioraria nell Appennino Meridionale e oraria in Calabria-Sicilia-Maghrebidi. La struttura ad arco è evidenziata anche dalla variazione nella direzione degli assi delle pieghe: queste hanno direzione da NW-SE con vergenza a NE nell Appennino Meridionale a direzione E-W con vergenza verso S in Sicilia. Il netto cambiamento delle direzioni paleomagnetiche avviene in una ristretta area localizzata nella zona di transizione tra l Appennino Meridionale e la Calabria, ossia nel bacino estensionale del Crati. Esso rappresenta il confine tra due zone caratterizzate da opposta rotazione: l Appennino Meridionale, contraddistinto da rotazione antioraria, e la Calabria e la Sicilia, che ruotarono invece in senso orario. Il bacino del Crati è prevalentemente un half-graben riempito da sedimenti che vanno dal Miocene fino al Pleistocene ed il cui spessore aumenta verso i settori settentrionali. L assetto strutturale del bacino è stato recentemente descritto da Cifelli et al. (2007) ed è caratterizzato da una rotazione oraria di circa nei settori centrali e meridionali, mentre il settore settentrionale è organizzato in blocchi a piccola scala bordati da faglie che hanno 3

4 ruotato indipendentemente. Le indagini paleomagnetiche eseguite su campioni prelevati nel bacino del Crati indicano che il passaggio dall Appennino Meridionale alla Calabria avviene grazie all accomodamento di blocchi crostali bordati da faglie e soggetti a rotazioni opposte lungo assi verticali. Tecniche di laboratorio Le analisi di laboratorio comprendono diverse tecniche il cui scopo è quello di analizzare la magnetizzazione naturale rimanente (NRM) necessaria per ricavare le direzioni del campo magnetico registrato dalla roccia. La NRM è un vettore risultante di più componenti acquisite in tempi diversi durante la storia geologica della roccia. Al momento della sua formazione, ogni roccia, sedimentaria o magmatica, può acquisire una NRM che rappresenta la magnetizzazione primaria. Successivamente la stessa roccia può acquisire magnetizzazioni rimanenti secondarie che possono essere di natura chimica (CRM), viscosa (VRM) o isoterma (IRM) dovuta all effetto dei fulmini. Le prove di laboratorio consistono nell individuare, separare ed analizzare le diverse componenti della NRM di un numero significativo di campioni prelevati sul terreno. In particolare, si cerca di risalire alla magnetizzazione caratteristica (ChRM) che, se primaria, consente di ricavare la direzione del campo magnetico registrato dalla roccia al momento della sua formazione. La procedura per analizzare e isolare le componenti primaria e secondaria della NRM si basa sulla diversa stabilità delle singole componenti di magnetizzazione e consiste nello smagnetizzare il campione per tappe e successivamente misurare la magnetizzazione rimanente a ciascuna tappa di smagnetizzazione. Esistono due metodi: la smagnetizzazione termica (TH) e la smagnetizzazione con campo magnetico alternato (AF). La smagnetizzazione termica viene effettuata per tappe riscaldando, e raffreddando, il campione ad intervalli crescenti di temperatura. L incremento costante di temperatura permette di rimuovere progressivamente i domini magnetici con più basse temperature di blocco (ossia la temperatura a cui un minerale ferromagnetico diventa superparamagnetico) Nel caso della smagnetizzazione per campo magnetico alternato, invece, il campione viene sottoposto ad impulsi via via crescenti di campo magnetico alternato, che da un valore di picco decresce nel tempo. Questa tecnica opera una progressiva eliminazione delle componenti magnetiche a più bassa coercitività fino a rimuovere completamente la magnetizzazione rimanente del campione. La coercitività è 4

5 l intensità del campo magnetico inverso che è necessario applicare ad un materiale per annullare la sua magnetizzazione dopo che questa ha raggiunto il suo valore di saturazione (nel caso di minerali a bassa coercitività), ossia il massimo valore assoluto che la magnetizzazione di un materiale può raggiungere quando viene sottoposto ad un campo magnetico esterno. Al termine dell operazione di smagnetizzazione, i valori registrati ad ogni tappa vengono proiettati su proiezioni ortogonali, detti diagrammi di Zijderveld, con i quali viene visualizzata contemporaneamente la proiezione dei vettori di magnetizzazione sul piano orizzontale (da cui si ricava la declinazione) e su quello verticale (da cui si ottiene l inclinazione). Nel presente lavoro, la NRM di ciascun campione è stata misurata sia mediante la tecnica TH che la tecnica AF. Di 51 campioni presi nel bacino del Crati, 31 sono stati prelevati in depositi miocenici, 6 in depositi pliocenici e 14 in depositi pleistocenici. Per ogni sito sono stati prelevati dei campioni, detti pilota, che sono stati smagnetizzati sia termicamente, sia con campo magnetico alternato: questo ha permesso di stabilire quale potesse essere, per ciascun sito, la più efficace tecnica di smagnetizzazione. Nella maggior parte dei campioni smagnetizzati mediante la tecnica AF, la componente viscosa è stata rimossa nell intervallo mt, mentre la magnetizzazione caratteristica è stata rimossa tra 60 e 80 mt. Quando i campioni sono stati smagnetizzati termicamente, la componente viscosa è stata rimossa a circa C e tutti i campioni sono stati smagnetizzati completamente negli intervalli di temperatura tra C o tra C (Figura 1). Figura 1. Diagrammi di smagnetizzazione ottenuti con la tecnica AF (a) e TH (b-f). I cerchi vuoti e pieni rappresentano le proiezioni rispettivamente sul piano verticale e orizzontale. 5

6 I risultati ottenuti con le due tecniche di smagnetizzazione hanno evidenziato che le componenti mineralogiche responsabili della magnetizzazione sono principalmente la magnetite e i solfuri di ferro. Tale risultato è confermato anche dalle analisi che concernono lo studio della mineralogia magnetica, mediante le quali si identificano i minerali portatori della magnetizzazione. Per individuare la mineralogia magnetica dei campioni gli autori utilizzano il metodo di Lowrie (1990), o metodo dei tre assi. Questa tecnica consiste nell applicare ad un campione una IRM artificiale lungo le tre direzioni x, y e z, perpendicolari tra loro. Lungo i tre assi verranno impartiti un campo magnetico maggiore, intermedio e minore. Successivamente il campione viene smagnetizzato termicamente per tappe crescenti di temperatura ed i risultati vengono riportati in un grafico T -A/m che riporta le curve di smagnetizzazione lungo ciascun asse. In questo modo è possibile distinguere le temperature di Curie (oltre la quale il minerale si comporta come paramagnetico) delle differenti componenti mineralogiche contenute nel campione. Seguendo la procedura di Lowrie, gli autori hanno applicato a ciascun campione un campo magnetico massimo (1.7 T), medio (0.6T) e minimo (0.12T) rispettivamente lungo gli assi x, y e z. I risultati di tale analisi evidenziano che la maggior parte dei campioni è costituita da minerali ferromagnetici a bassa coercitività, confermando che la mineralogia magnetica è dominata principalmente da solfuri di ferro e da magnetite (Figura 2). Figura 2. Curve di smagnetizzazione ottenute con il metodo di Lowrie lungo i tre assi x, y e z su campioni pilota. d) campione costituito da solfuri di ferro; e) campione costituito da magnetite; f) campione costituito da solfuri di ferro e magnetite Risultati ottenuti Una volta ottenute le direzioni paleomagnetiche per ogni singolo campione, è stata calcolata la direzione media del sito mediante la statistica di Fisher (Fisher, 1953). I nuovi risultati ottenuti in questo lavoro mostrano un complesso pattern di rotazione 6

7 degli assi verticali dovuto alla presenza, nel bacino del Crati, di più domini a differenti rotazioni ma ciascuno dei quali caratterizzato al suo interno da un pattern uniforme di rotazioni paleomagnetiche. In particolare, viene confermata la natura di zona di transizione del bacino passando dall Appennino Meridionale alla Sicilia. L area di studio è stata suddivisa in quattro settori (Figura 3). I settori mostrano polarità sia normale che inversa sia prima che dopo la correzione tettonica. Per ogni sito è stato effettuato il test della piega che risulta positivo al 99% di confidenza. Questo test si effettua misurando, su materiale campionato in siti localizzati sui fianchi diversi di una piega, le direzioni di una componente della NRM e confrontando il grado di dispersione di tali direzioni prima e dopo la correzione tettonica. Se dopo la correzione tettonica si osserva un miglioramento nella concentrazione dei dati, si può affermare che la magnetizzazione è stata acquisita prima del piegamento, Se, al contrario, si osserva un aumento nella dispersione la magnetizzazione è secondaria e successiva al piegamento. Nei settori settentrionali sono state misurate sia rotazioni in senso orario che antiorario, mostrando forte somiglianza con le direzioni paleomagnetiche osservate nell Appennino Meridionale. Queste direzioni potrebbero essere legate all esistenza di diversi sistemi di faglie a direzioni NW-SE e NE-SW che suddividono questo settore del bacino in piccoli blocchi a differente rotazione. I settori centrale e meridionale del bacino, invece, sono caratterizzati da rotazioni orarie, mostrando lo stesso pattern di rotazioni orarie osservate in Calabria e in Sicilia. I risultati ottenuti in questo studio sono mostrati, insieme con quelli già disponibili per l area, in Figura 4. Le direzioni paleomagnetiche indicano che le rotazioni sono confinate essenzialmente nel cuneo orogenico, mentre la Puglia e l avampaese Ibleo sembrano non aver subito alcuna rotazione. Inoltre, si può osservare che l Appennino Meridionale e la Sicilia mostrano rotazioni opposte e che in entrambe le aree queste sono state di maggior entità rispetto alle zone circostanti. In Sicilia, inoltre, l entità delle rotazioni paleomagnetiche decresce muovendosi dai settori interni verso quelli più esterni della catena orogenica. Il domino Calabro-Peloritano ruotò invece quasi come un blocco rigido durante il suo movimento verso S, incastrandosi tra le due catene orogeniche (Appennino Meridionale e Sicilia-Maghrebidi). 7

8 Figura 3. Mappa strutturale della Calabria Settentrionale e posizione dei siti campionati per le misure paleomagnetiche e relative misure di declinazione paleomagnetica. La disarticolazione tra l Appennino Meridionale e il dominio Calabro-Peloritano avviene in corrispondenza del bacino del Crati attraverso un complicato rapporto tra blocchi bordati da faglie ciascuno dei quali è caratterizzato da differenti rotazioni, come mostrano le direzioni paleomagnetiche. Tale zona rappresenta il bordo nordorientale dello slab in subduzione e separa due zone a differente comportamento: il dominio Calabro-Peloritano contraddistinto da rotazioni orarie e l Appennino Meridionale caratterizzato da rotazioni antiorarie. 8

9 Figura 4. Mappa delle rotazioni paleomagnetiche dell Appennino Meridionale, Arco Calabro e Sicilia. I dati includono sia i risultati ottenuti in questo lavoro, sia quelli già disponibili per l area. Ciascuna freccia rappresenta i risultati calcolati in un singolo sito (frecce piccole) o in seguito a raggruppamento di più siti (frecce spesse). Gli studi paleomagnetici eseguiti nel bacino del Crati hanno fornito un notevole contributo per la comprensione dei complicati rapporti tettonici tra il dominio appenninico e quello calabro. Il pattern delle direzioni paleomagnetiche ha consentito, infatti, agli autori di formulare un possibile modello evolutivo della struttura arcuata dell Arco Calabro. Nei margini attivi la forma ad arco degli orogeni è legata alla presenza di eterogeneità litosferiche laterali nella placca in subduzione. Nell Italia Meridionale, il graduale incremento delle aree soggette a collisione continentale ha ristretto sempre più l area in cui il processo di subduzione è ancora attivo. Attualmente, infatti, la subduzione risulta essere ancora attiva solo in una ristretta fascia posta in corrispondenza dell Arco Calabro. Questa progressiva riduzione e l instaurarsi di zone 9

10 di taglio lungo i due margini dello slab ( in corrispondenza del bacino del Crati e della Sicilia) potrebbero essere considerati come i meccanismi responsabili della distribuzione delle rotazioni crostali e dell attuale curvatura dell Arco Calabro. Bibliografia Carminati, E., Wortel, M. J. R., Spakman, W., Sabadini, R., The role of slab detachment processes in the opening of the western-central Mediterranean basins: some geological and geophysical evidence. Earth Planet. Sci. Lett., 160: Carminati, E., Wortel, M. J. R., Meijer, P. Th., Sabadini, R., The two-stage opening of the western central Mediterranean basins: a forward modeling test to a new evolutionary model. Earth Planet. Sci. Lett., 160: Cifelli F., Rossetti F. e Mattei M The architecture of brittle postorogenic extension: Results from an integrated structural and paleomagnetic study in north Calabria (southern Italy). Geol. Soc. Am. Bull., 119(1/2), Gueguen E., Doglioni C. e Fernandez M On the post-25 Ma geodynamic evolution of the western Mediterranean. Tectonophysics 298, Faccenna, C., Becker, T. W., Lucente, F. P., Jolivet, L., Rossetti, F., History of subduction and back-arc extension in the Central Mediterranean. Geophys. J. Int., 145: Faccenna, C., Civetta, L., D'Antonio, M., Funicello, F., Margheriti, L., Piromallo, C., Constraints on mantle circulation around the deforming Calabrian slab. Geophys. Res. Lett., 32. doi: /2004GL Jolivet L. e Faccenna C Mediterranean extension and the Africa-Eurasia collision. Tectonics 19, Lowrie W Identification of ferromagnetic minerals in a rock by coercivity and unblocking temperature properties. Geophys. Res.Lett., 17, Marshak S Kinematic of orocline and arc formation in thin-skinned orogens. Tectonics 7, Schellart W. P. e Lister G. S Tectonic models for the formation of arc-shaped convergent zones and backarc basins, in Orogenic Curvature: Integrating Paleomagnetic and Structural Analyses, edited by A. J. Sussman and A. B. Weil, Spec. Pap. Geol. Soc. Am., 383,

11 Weil A. e Sussman A. J Classifying curved orogens based on timing relationships between structural development and vertical-axis rotations, in Orogenic Curvature: Integrating Paleomagnetic and Structural Analyses, edited by A. J. Sussman and A. B. Weil, Spec. Pap. Geol. Soc. Am., 383, Wortel M. J. R. and Spackman W Subduction and slab detachment in the Mediterranean-Carpathian region. Science 290,

L orogenesi appenninica

L orogenesi appenninica L orogenesi appenninica Introduzione L area mediterranea occidentale è un mosaico crostale i cui bacini sono nella maggior parte il risultato di una fase distensiva recente (Eocene-attuale), metre le catene

Dettagli

Metodi di misura della magnetizzazione rimanente naturale

Metodi di misura della magnetizzazione rimanente naturale rimanente naturale L archeologia e il tempo, Metodi di datazione 4-8 Maggio 2009, Peveragno (Cuneo) Parte I Magnetizzazione Rimanente Naturale S Magnetizzazione naturale rimanente in un campione di roccia

Dettagli

Problemi di simulazione della seconda prova di Scienze Esami di stato Liceo Scientifico opzione Scienze Applicate 25 marzo 2015

Problemi di simulazione della seconda prova di Scienze Esami di stato Liceo Scientifico opzione Scienze Applicate 25 marzo 2015 Incastri Studiando la Deriva dei Continenti, abbiamo appreso come Wegener, osservando le linee della costa occidentale africana e di quella orientale sudamericana, notò una corrispondenza quasi perfetta.

Dettagli

Where the next major earthquake in the Italian peninsula?

Where the next major earthquake in the Italian peninsula? Where the next major earthquake in the Italian peninsula? E. Mantovani 1, M. Viti 1, N. Cenni 2, D. Babbucci 1, C. Tamburelli 1, A. Vannucchi 1 (1) Dip.to di Scienze Fisiche, della Terra e dell Ambiente

Dettagli

Il magnetismo. Il campo magnetico

Il magnetismo. Il campo magnetico Il magnetismo Un magnete (o calamita) è un corpo che genera intorno a sé un campo di forza che attrae il ferro Un magnete naturale è un minerale contenente magnetite, il cui nome deriva dal greco "pietra

Dettagli

1-LA FISICA DEI CAMPI ELETTRICI E MAGNETICI.

1-LA FISICA DEI CAMPI ELETTRICI E MAGNETICI. 1-LA FISICA DEI CAMPI ELETTRICI E MAGNETICI. Tutti i fenomeni elettrici e magnetici hanno origine da cariche elettriche. Per comprendere a fondo la definizione di carica elettrica occorre risalire alla

Dettagli

delle Rocce Istituto Nazionale di Geofisica e

delle Rocce Istituto Nazionale di Geofisica e Paleomagnetismo e Magnetismo delle Rocce Leonardo Sagnotti Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l Roma Con il termine Rock magnetism si intende la disciplina che si occupa dello studio delle

Dettagli

PROGETTO LS-OSA CORREZIONE QUESITO DI SCIENZE DELLA TERRA INCASTRI

PROGETTO LS-OSA CORREZIONE QUESITO DI SCIENZE DELLA TERRA INCASTRI PROGETTO LS-OSA CORREZIONE QUESITO DI SCIENZE DELLA TERRA INCASTRI INCASTRI Studiando la Deriva dei Continenti, abbiamo appreso come Wegener, osservando le linee della costa occidentale africana e di quella

Dettagli

Cap. IV: Magnetismo delle rocce: origini e fenomenologia del magnetismo ambientale

Cap. IV: Magnetismo delle rocce: origini e fenomenologia del magnetismo ambientale Cap. IV: Magnetismo delle rocce: origini e fenomenologia del magnetismo ambientale 1. Il magnetismo delle rocce La presenza del campo magnetico terrestre influenza da sempre i processi di magnetizzazione

Dettagli

Analisi critica della sismicità e tettonica della Piana Campana in ambiente GIS

Analisi critica della sismicità e tettonica della Piana Campana in ambiente GIS Trieste 16-19 novembre 2009 28 Convegno Analisi critica della sismicità e tettonica della Piana Campana in ambiente GIS P. Luiso, G. Alessio, G. Gaudiosi, R. Nappi Obiettivo L obiettivo di questo lavoro

Dettagli

Scheda n. 10: PCA - parte seconda

Scheda n. 10: PCA - parte seconda Scheda n. 10: PCA - parte seconda November 25, 2008 1 Il piano principale Con il comando: > biplot(pca) si ottiene un immagine del piano principale, con la proiezione dei dati e dei vecchi assi (le vecchie

Dettagli

Catena alpino-himalayana

Catena alpino-himalayana Catena alpino-himalayana Stadi di evoluzione nella formazione delle Alpi Paleogeografia 150 Milioni di anni fa (Giurassico) L Atlantico settentrionale non era ancora aperto e il mare Tethys (oceano Ligure-piemontese

Dettagli

Paleomagnetismo. Il paleomagnetismo è un settore della geofisica che riguarda lo studio della magnetizzazione rimanente delle rocce

Paleomagnetismo. Il paleomagnetismo è un settore della geofisica che riguarda lo studio della magnetizzazione rimanente delle rocce Paleomagnetismo Il paleomagnetismo è un settore della geofisica che riguarda lo studio della magnetizzazione rimanente delle rocce Permette di determinare la direzione, ed eventualmente l intensità, del

Dettagli

PER UN NUOVO MANIFESTO DELLA GEOTERMIA

PER UN NUOVO MANIFESTO DELLA GEOTERMIA nel Decennale della sua fondazione CONGRESSO sul tema PER UN NUOVO MANIFESTO DELLA GEOTERMIA - Prospettive di sviluppo della geotermia in Italia al 2030 - c/o CNR/Consiglio Nazionale delle Ricerche, Sala

Dettagli

ITG A. POZZO LICEO TECNOLOGICO LE PLACCHE. INDIRIZZO: Costruzioni, Ambiente, Territorio - opzione B GEOLOGIA E TERRITORIO

ITG A. POZZO LICEO TECNOLOGICO LE PLACCHE. INDIRIZZO: Costruzioni, Ambiente, Territorio - opzione B GEOLOGIA E TERRITORIO ITG A. POZZO LICEO TECNOLOGICO LE PLACCHE INDIRIZZO: Costruzioni, Ambiente, Territorio - opzione B GEOLOGIA E TERRITORIO Classe 3^ - 3 ore settimanali Schede a cura del prof. Romano Oss Fino all'inizio

Dettagli

Il Corso di Fisica per Scienze Biologiche

Il Corso di Fisica per Scienze Biologiche Il Corso di Fisica per Scienze Biologiche Ø Prof. Attilio Santocchia Ø Ufficio presso il Dipartimento di Fisica (Quinto Piano) Tel. 075-585 2708 Ø E-mail: attilio.santocchia@pg.infn.it Ø Web: http://www.fisica.unipg.it/~attilio.santocchia

Dettagli

FRATTURAZIONE Della LITOSFERA. MOVIMENTO Delle PLACCHE

FRATTURAZIONE Della LITOSFERA. MOVIMENTO Delle PLACCHE Tettonica a placche FRATTURAZIONE Della LITOSFERA MOVIMENTO Delle PLACCHE Placche Frammenti di litosfera Crosta continentale Crosta oceanica Crosta continentale + Crosta oceanica Cosa succede? Prima

Dettagli

Questa proprietà, posseduta da alcuni corpi, viene definita MAGNETISMO.

Questa proprietà, posseduta da alcuni corpi, viene definita MAGNETISMO. MAGNETISMO Cos è il MAGNETISMO Sin dall'antichità era noto che un minerale di ferro, la magnetite, ha la proprietà di attirare il ferro. Questa proprietà, posseduta da alcuni corpi, viene definita MAGNETISMO.

Dettagli

I.S.I.S. Zenale e Butinone Treviglio a.s. 2014/2015 CLASSI PRIME TECNICO GRAFICO. a.s. 2014/ 2015

I.S.I.S. Zenale e Butinone Treviglio a.s. 2014/2015 CLASSI PRIME TECNICO GRAFICO. a.s. 2014/ 2015 KIT DI RECUPERO Scienze Integrate SCIENZE DELLA TERRA CLASSI PRIME TECNICO GRAFICO a.s. 2014/ 2015 MATERIALE DIDATTICO SOSPENSIONE DI GIUDIZIO Scienze Integrate SCIENZE DELLA TERRA CLASSI PRIME Tecnico

Dettagli

La zonazione sismogenetica ZS4 come strumento per la valutazione della pericolosità sismica 1. Introduzione

La zonazione sismogenetica ZS4 come strumento per la valutazione della pericolosità sismica 1. Introduzione La zonazione sismogenetica ZS4 come strumento per la valutazione della pericolosità sismica P. Scandone 1, M. Stucchi 2 1 - Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Pisa (e-mail: scandone@dst.unipi.it)

Dettagli

RICHIAMI DI MAGNETISMO. µ o = 4 π 10-7 H/m

RICHIAMI DI MAGNETISMO. µ o = 4 π 10-7 H/m ESERCITAZIONE 5 RICIAMARE LE RELAZIONI PRINCIPALI SUL MAGNETISMO. PRESENTARE E CLASSIFICARE I FENOMENI MAGNETICI NEI MATERIALI. FORNIRE UNA SPIEGAZIONE QUALITATIVA DI TALI FENOMENI. PRESENTARE I MATERIALI

Dettagli

CORSO DI LAUREA IN SCIENZE GEOLOGICHE. Cartografia Geologica. Lettura ed interpretazione delle carte geologiche A.A. 2015 2016

CORSO DI LAUREA IN SCIENZE GEOLOGICHE. Cartografia Geologica. Lettura ed interpretazione delle carte geologiche A.A. 2015 2016 Università degli Studi di Cagliari Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche Facoltà Scienze Via Trentino, 51 09127 Cagliari CORSO DI LAUREA IN SCIENZE GEOLOGICHE Cartografia Geologica Lettura ed interpretazione

Dettagli

IL TRACCIAMENTO QUALITATIVO DEL MOMENTO FLETTENTE NEI PORTALI

IL TRACCIAMENTO QUALITATIVO DEL MOMENTO FLETTENTE NEI PORTALI IL TRACCIAMENTO QUALITATIVO DEL MOMENTO FLETTENTE NEI PORTALI Alcune proprietà della deformata dei portali Si esaminano nel seguito alcune proprietà della deformata dei portali. Queste proprietà permettono

Dettagli

Istituto d Istruzione Superiore Liceo Classico e Liceo Scientifico V. Julia - Acri

Istituto d Istruzione Superiore Liceo Classico e Liceo Scientifico V. Julia - Acri Istituto d Istruzione Superiore Liceo Classico e Liceo Scientifico V. Julia - Acri PROGETTAZIONE DISCIPLINARE ANNO SCOLASTICO 2014/2015 CLASSE _I SEZIONE A DISCIPLINA: SCIENZE DOCENTE: _DE TOMMASO MARIANGELA

Dettagli

Deriva dei Continenti e Tettonica a Zolle

Deriva dei Continenti e Tettonica a Zolle Deriva dei Continenti e Tettonica a Zolle Struttura della Terra Lo studio delle onde sismiche ha fatto ipotizzare agli scienziati che la Terra sia formata da :tre principali strati La crosta terrestre

Dettagli

Limature di ferro orientate secondo le linee del campo magnetico generato da una barra

Limature di ferro orientate secondo le linee del campo magnetico generato da una barra Magnetismo naturale Un magnete (o calamita) è un corpo che genera una forza su un altro magnete che può essere sia attrattiva che repulsiva. Intorno al magnete c è un campo magnetico. Il nome deriva dal

Dettagli

Capitolo 13: L offerta dell impresa e il surplus del produttore

Capitolo 13: L offerta dell impresa e il surplus del produttore Capitolo 13: L offerta dell impresa e il surplus del produttore 13.1: Introduzione L analisi dei due capitoli precedenti ha fornito tutti i concetti necessari per affrontare l argomento di questo capitolo:

Dettagli

IL CAMPO MAGNETICO TERRESTRE

IL CAMPO MAGNETICO TERRESTRE IL CAMPO MAGNETICO TERRESTRE La Terra, come ogni altro corpo dotato di massa, è circondata da un campo gravitazionale che attrae altri corpi. Siamo oggi in grado di determinare gli effetti della gravità,

Dettagli

TETTONICA DELLE PLACCHE

TETTONICA DELLE PLACCHE TETTONICA DELLE PLACCHE Appunti di geografia per gli studenti della sezione C D a cura della prof.ssa A. Pulvirenti (tratti dalla tesina di esame di maturità di G. Pilastro a.s.1999/2000) Le immagini presenti

Dettagli

Il magnetismo nella materia

Il magnetismo nella materia Le orbite degli elettroni in atomo di idrogeno Forma spaziale degli Orbitali elettronici di atomo di idrogeno Un solido Il magnetismo nella materia ferrimagnetismo Dr. Daniele Di Gioacchino Istituto Nazionale

Dettagli

PARTE I COME SI GENERANO TERREMOTI

PARTE I COME SI GENERANO TERREMOTI PARTE I COME SI GENERANO TERREMOTI dal latino terrae motus ossia movimento della terra. CO): deriva dal greco seismos ossia scuotimento. : deriva dal latino Tellus che era la dea romana della Terra. significano

Dettagli

Strutture recenti e attive lungo il bordo dell avampaese in Sicilia sud-orientale e distribuzione del campo di stress attuale

Strutture recenti e attive lungo il bordo dell avampaese in Sicilia sud-orientale e distribuzione del campo di stress attuale Strutture recenti e attive lungo il bordo dell avampaese in Sicilia sud-orientale e distribuzione del campo di stress attuale M. Grasso Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Catania (e-mail:

Dettagli

Fig. 1 - Assetto strutturale regionale dell area del CADA

Fig. 1 - Assetto strutturale regionale dell area del CADA Modalità di riattivazione, circolazione dei fluidi e rottura sismica di alcune delle principali faglie normali nelle zone esterne dell Appennino centrale F. Ghisetti 1, L. Vezzani 2 1 Dipartimento di Scienze

Dettagli

Cenni sulla descrizione delle sezioni stratigrafiche e degli affioramenti

Cenni sulla descrizione delle sezioni stratigrafiche e degli affioramenti Cenni sulla descrizione delle sezioni stratigrafiche e degli affioramenti (da BINI, 1990) Cenni sulla descrizione delle sezioni stratigrafiche e degli affioramenti La descrizione dettagliata di sezioni

Dettagli

un insieme di discipline che consentono di conoscere Terra e formano la figura professionale del geologo

un insieme di discipline che consentono di conoscere Terra e formano la figura professionale del geologo SCIENZE GEOLOGICHE 13-1414 Febbraio 2014 Legnaro-Agripolis SCIENZE GEOLOGICHE LAUREA DI 1 LIVELLO LAUREA MAGISTRALE Geologia e Geologia Tecnica (2 anni) DOTTORATO DI RICERCA Scienze della Terra (3 anni)

Dettagli

SIMULAZIONE E ANALISI SOFTWARE PER MACCHINE UTENSILI

SIMULAZIONE E ANALISI SOFTWARE PER MACCHINE UTENSILI SIMULAZIONE E ANALISI SOFTWARE PER MACCHINE UTENSILI Antonio Scippa u macchine utensili u Ottimizzare i parametri per una lavorazione di fresatura su macchina a controllo numerico significa sfruttare in

Dettagli

Capitolo 1 - Il terremoto

Capitolo 1 - Il terremoto Capitolo 1 - Il terremoto La Terra è composta al suo interno da rocce disomogenee per densità, temperatura e caratteristiche dei materiali che ne influenzano il comportamento meccanico; nel corso degli

Dettagli

SCENEGGIATURA I terremoti

SCENEGGIATURA I terremoti Progetto LES SCENEGGIATURA I terremoti Premessa Questa attività è dedicata allo studio della natura e genesi dei terremoti. I terremoti costituiscono una delle manifestazioni più imponenti della dinamica

Dettagli

L elemento fondamentale è l obiettivo, ovvero la lente o lo specchio che forniscono l immagine dell oggetto.

L elemento fondamentale è l obiettivo, ovvero la lente o lo specchio che forniscono l immagine dell oggetto. Il telescopio, è lo strumento ottico impiegato in astronomia, per osservare e studiare gli oggetti celesti. È generalmente separato in due componenti principali: una parte ottica (costituita dal tubo delle

Dettagli

AutoCAD 3D. Lavorare nello spazio 3D

AutoCAD 3D. Lavorare nello spazio 3D AutoCAD 3D Lavorare nello spazio 3D Differenze tra 2D e 3 D La modalità 3D include una direzione in più: la profondità (oltre l altezza e la larghezza) Diversi modi di osservazione Maggiore concentrazione

Dettagli

CARTE GEORAFICHE TEMATICHE: LE CARTE GEOLOGICHE

CARTE GEORAFICHE TEMATICHE: LE CARTE GEOLOGICHE CARTE GEORAFICHE TEMATICHE: LE CARTE GEOLOGICHE Premessa (I) Le carte geologiche danno evidenza alla geologia di un territorio, illustrando in estrema sintesi la sostanza di cui questo è fatto. Esse vengono

Dettagli

Cap. II: Configurazione elettronica, struttura e proprietà dei materiali. Paramagnetismo

Cap. II: Configurazione elettronica, struttura e proprietà dei materiali. Paramagnetismo Cap. II: Configurazione elettronica, struttura e proprietà dei materiali (dia-magnetismo, para-magnetismo, ferro-magnetismo, ferri-magnetismo, antiferro-magnetismo) Non solo i magneti (le sostanze ferro-magnetiche)

Dettagli

La modellazione delle strutture

La modellazione delle strutture La modellazione delle strutture Programma 31-1-2012 Introduzione e brevi richiami al metodo degli elementi finiti 7-2-2012 La modellazione della geometria 14-2-2012 21-2-2012 28-2-2012 6-3-2012 13-3-2012

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MILANO Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali Corso di Laurea in Scienze Geologiche

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MILANO Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali Corso di Laurea in Scienze Geologiche UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MILANO Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali Corso di Laurea in Scienze Geologiche STUDIO STRATIGRAFICO DI SUCCESSIONI MESOZOICHE DEL DOMINIO SUDALPINO AFFIORANTI

Dettagli

Geofisica elitrasportata e modeling geologico 3D applicati alla valutazione delle risorse geotermiche superficiali in Sicilia Occidentale.

Geofisica elitrasportata e modeling geologico 3D applicati alla valutazione delle risorse geotermiche superficiali in Sicilia Occidentale. Geofisica elitrasportata e modeling geologico 3D applicati alla valutazione delle risorse geotermiche superficiali in Sicilia Occidentale. Santilano A. 1, Manzella A. 1, Viezzoli A. 2 Menghini A. 2, Donato

Dettagli

La modellazione delle strutture

La modellazione delle strutture La modellazione delle strutture 1 Programma 31-1-2012 Introduzione e brevi richiami al metodo degli elementi finiti 7-2-2012 La modellazione della geometria 14-2-2012 21-2-2012 28-2-2012 6-3-2012 13-32012

Dettagli

Geologia Fisica (12 CFU, 42 ore di lezioni frontali + 72 ore di laboratorio)

Geologia Fisica (12 CFU, 42 ore di lezioni frontali + 72 ore di laboratorio) Università degli Studi di Catania Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali (SBGA) Corso di Laurea in Scienze Geologiche Anno Accademico 2015/16 Geologia Fisica (12 CFU, 42 ore di lezioni

Dettagli

MATERIALI MAGNETICI. Il campo magnetico è prodotto anche da conduttori in cui circola corrente. 15/12/2011 Chimica Applicata 1

MATERIALI MAGNETICI. Il campo magnetico è prodotto anche da conduttori in cui circola corrente. 15/12/2011 Chimica Applicata 1 MATERIALI MAGNETICI Metalli magnetici: Fe, Co, Ni. Ago magnetico si allinea con il campo magnetico terrestre; calamita esercita un campo magnetico visualizzabile con della limatura di ferro Il campo magnetico

Dettagli

IL CAMPO MAGNETICO. V Scientifico Prof.ssa Delfino M. G.

IL CAMPO MAGNETICO. V Scientifico Prof.ssa Delfino M. G. IL CAMPO MAGNETICO V Scientifico Prof.ssa Delfino M. G. UNITÀ - IL CAMPO MAGNETICO 1. Fenomeni magnetici 2. Calcolo del campo magnetico 3. Forze su conduttori percorsi da corrente 4. La forza di Lorentz

Dettagli

Legge di Faraday. x x x x x x x x x x E B. x x x x x x x x x x R x x x x x x x x x x. x x x x x x x x x x. x x x x x x x x x x E B 1

Legge di Faraday. x x x x x x x x x x E B. x x x x x x x x x x R x x x x x x x x x x. x x x x x x x x x x. x x x x x x x x x x E B 1 B ds Legge di Faraday E x x x x x x x x x x E B x x x x x x x x x x R x x x x x x x x x x B 1 x x x x x x x x x x E x x x x x x x x x x E Schema Generale Elettrostatica moto di una carica q in un campo

Dettagli

ISTITUTO STATALE DI ISTRUZIONE SUPERIORE EDITH STEIN.

ISTITUTO STATALE DI ISTRUZIONE SUPERIORE EDITH STEIN. PIANO DI LAVORO DELLA DISCIPLINA: SCIENZE NATURALI CLASSI: QUINTE CORSO: LICEO SCIENTIFICO e CLASSICO AS 2014-2015 Moduli Libro Di Testo Competenze di base Abilità Conoscenze Disciplina Concorrenti Atomi,

Dettagli

Il polo magnetico: simulazione nel tempo

Il polo magnetico: simulazione nel tempo Corso di Elettrotecnica Industriale Professore Paolo Di Barba Il polo magnetico: simulazione nel tempo Anno Accademico 2013/2014 Lo scopo dell esercizio è quello di valutare l andamento del campo magnetico

Dettagli

Fig.1 Mappa freatimetrica a scala regionale dell acquifero non confinato dell alta pianura friulana.

Fig.1 Mappa freatimetrica a scala regionale dell acquifero non confinato dell alta pianura friulana. ACTION 2: Banca dati e implementazione del GIS, Definizione delle caratteristiche dei siti potenziali per l applicazione del metodo di RA degli acquiferi con particolare attenzione alla metodologia di

Dettagli

INTRODUZIONE. Nei nostri esperimenti abbiamo verificato la legge di Lenz ma non ne abbiamo sentito gli effetti.

INTRODUZIONE. Nei nostri esperimenti abbiamo verificato la legge di Lenz ma non ne abbiamo sentito gli effetti. INTRODUZIONE Il nostro lavoro muove dallo studio del superamento della visione meccanicistica avvenuta nel contesto dello studio delle interazioni elettriche e magnetiche fra la fine del 7 e l inizio dell

Dettagli

Curriculum Vitae PROF. RODOLFO CAROSI

Curriculum Vitae PROF. RODOLFO CAROSI Curriculum Vitae PROF. RODOLFO CAROSI Posizione attuale: professore straordinario di Geologia strutturale, Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Torino Area 04 Scienze della Terra, SSD Geo/03

Dettagli

METEOROLOGIA AERONAUTICA

METEOROLOGIA AERONAUTICA METEOROLOGIA AERONAUTICA La meteorologia aeronautica è la scienza che descrive i fenomeni meteorologici pericolosi per il volo. Questi sono: la turbolenza (trattata nella parte I) il wind shear (trattato

Dettagli

Analisi tecnica di base: La teoria di DOW

Analisi tecnica di base: La teoria di DOW Analisi tecnica di base: La teoria di DOW Italian Trading Forum 2011 Analisi tecnica e teoria di Dow Tutta l analisi tecnica si basa sul principio che i prezzi scontano tutto e che le aspettative degli

Dettagli

1. OBIETTIVI DIDATTICI. Corso di Rilevamento Geologico Docente: Prof. Torrente

1. OBIETTIVI DIDATTICI. Corso di Rilevamento Geologico Docente: Prof. Torrente 1. OBIETTIVI DIDATTICI Corso di Rilevamento Geologico Docente: Prof. Torrente OBIETTIVI: sviluppare capacità di intepretare e fare 1. Visione 3D degli oggetti geologici 2. Si parte da carta e sezioni geologiche

Dettagli

SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE PER LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE NEL BIENNIO DELL OBBLIGO DA RIPORTARE SUL P.O.F. A.S.

SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE PER LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE NEL BIENNIO DELL OBBLIGO DA RIPORTARE SUL P.O.F. A.S. SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE PER LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE NEL BIENNIO DELL OBBLIGO DA RIPORTARE SUL P.O.F. A.S. 2014-2015 ASSE DISCIPLINA DOCENTE SCIENTIFICO TECNOLOGICO SCIENZE INTEGRATE

Dettagli

STUDIO DI UNA FUNZIONE

STUDIO DI UNA FUNZIONE STUDIO DI UNA FUNZIONE OBIETTIVO: Data l equazione Y = f(x) di una funzione a variabili reali (X R e Y R), studiare l andamento del suo grafico. PROCEDIMENTO 1. STUDIO DEL DOMINIO (CAMPO DI ESISTENZA)

Dettagli

GRIGLIA VALUTAZIONE PER DISCIPLINA SCIENZE CLASSE 3 a COMPETENZE CONOSCENZE ABILITA DESCRITTORI di VOTO VOTO L energia

GRIGLIA VALUTAZIONE PER DISCIPLINA SCIENZE CLASSE 3 a COMPETENZE CONOSCENZE ABILITA DESCRITTORI di VOTO VOTO L energia GRIGLIA VALUTAZIONE PER DISCIPLINA SCIENZE CLASSE 3 a COMPETENZE CONOSCENZE ABILITA DESCRITTORI di VOTO VOTO L energia Lavoro, energia e calore. Calcolare lavoro, potenza ed energia Le forme dell energia.

Dettagli

IL MODELLO GEOLOGICO 3D. Chiara D Ambrogi & Francesco Maesano ISPRA Servizio Geologico d Italia

IL MODELLO GEOLOGICO 3D. Chiara D Ambrogi & Francesco Maesano ISPRA Servizio Geologico d Italia IL MODELLO GEOLOGICO 3D Chiara D Ambrogi & Francesco Maesano ISPRA Servizio Geologico d Italia Obiettivi del Progetto GeoMol Modelli geologici 3D trans-nazionali/regionali basati su metodi comuni di costruzione

Dettagli

STORIA GEOLOGICA D ITALIA

STORIA GEOLOGICA D ITALIA STORIA GEOLOGICA D ITALIA PERMIANO-TRIASSICO 300-250 Ma Il Triassico (250 Ma) che cominciò con una grande estinzione di massa, fu l epoca nella quale si avviarono i grandi cambiamenti geografici ed evolutivi

Dettagli

0. Piano cartesiano 1

0. Piano cartesiano 1 0. Piano cartesiano Per piano cartesiano si intende un piano dotato di due assi (che per ragioni pratiche possiamo scegliere ortogonali). Il punto in comune ai due assi è detto origine, e funziona da origine

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA Facoltà di Ingegneria sede di Vicenza A.A. 2007/08

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA Facoltà di Ingegneria sede di Vicenza A.A. 2007/08 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA Facoltà di Ingegneria sede di Vicenza A.A. 2007/08 Corso di Disegno Tecnico Industriale per il Corso di Laurea triennale in Ingegneria Meccanica e in Ingegneria Meccatronica

Dettagli

METODO PER LA STESURA DI PROGRAMMI PER IL CENTRO DI LAVORO CNC

METODO PER LA STESURA DI PROGRAMMI PER IL CENTRO DI LAVORO CNC METODO PER LA STESURA DI PROGRAMMI PER IL CENTRO DI LAVORO CNC Riferimento al linguaggio di programmazione STANDARD ISO 6983 con integrazioni specifiche per il Controllo FANUC M21. RG - Settembre 2008

Dettagli

Scienze della Terra. Esplicitazone del prodotto/compito ESITI DI APPRENDIMENTO

Scienze della Terra. Esplicitazone del prodotto/compito ESITI DI APPRENDIMENTO Scheda di progettazione delle Unità di Apprendimento Corso di grafica, informatica, biotecnologia, elettrotecnica ed elettronica Classi ANAGRAFICA UdA N 1 Titolo: Astronomia Anno Periodo inizio Settembre

Dettagli

MODELLAZIONE DI UN EDIFICIO IN MURATURA CON IL PROGRAMMA DI CALCOLO 3MURI

MODELLAZIONE DI UN EDIFICIO IN MURATURA CON IL PROGRAMMA DI CALCOLO 3MURI MODELLAZIONE DI UN EDIFICIO IN MURATURA CON IL PROGRAMMA DI CALCOLO 3MURI 1) CREARE UN FILE.DXF IN AUTOCAD NEL QUALE VENGONO RIPORTATE LE PIANTE DEI VARI PIANI DELL EDIFICIO DA ANALIZZARE. RISULTA CONVENIENTE

Dettagli

11 Teorema dei lavori virtuali

11 Teorema dei lavori virtuali Teorema dei lavori virtuali Teorema dei lavori virtuali Si consideri una trave ad asse rettilineo figura.). Per essa si definisce sistema carichi sollecitazioni CS) l insieme di tutte le grandezze di tipo

Dettagli

Misure di microtremore a Montecassino (FR) 02 Dicembre 2008

Misure di microtremore a Montecassino (FR) 02 Dicembre 2008 Misure di microtremore a Montecassino (FR) 02 Dicembre 2008 Dal punto di vista della risposta strumentale tutta la zona indagata risulta essere influenzata da due picchi di origine antropica a 1.5 Hz e

Dettagli

75 CAPITOLO 6: PROVE EDOMETRICHE CAPITOLO 6: PROVE EDOMETRICHE

75 CAPITOLO 6: PROVE EDOMETRICHE CAPITOLO 6: PROVE EDOMETRICHE 75 CAPTOLO 6: PROVE EDOMETRCE CAPTOLO 6: PROVE EDOMETRCE La prova edometrica è una prova di compressione assiale senza deformazione laterale, serve a determinare le caratteristiche di comprimibilità dei

Dettagli

Tettonica delle placche

Tettonica delle placche 1 Voce in stampa su Enciclopedia degli Idrocarburi Treccani Tettonica delle placche Carlo Doglioni Dipartimento di Scienze della Terra, Università La Sapienza, p.le A. Moro 5, Box 11 00185 Roma - Italia

Dettagli

SCUOLA PRIMARIA CURRICOLO DI SCIENZE CLASSE PRIMA. INDICATORI COMPETENZE ABILITA CONOSCENZE 1. Esplorare e descrivere oggetti e materiali

SCUOLA PRIMARIA CURRICOLO DI SCIENZE CLASSE PRIMA. INDICATORI COMPETENZE ABILITA CONOSCENZE 1. Esplorare e descrivere oggetti e materiali SCUOLA PRIMARIA CURRICOLO DI SCIENZE CLASSE PRIMA INDICATORI 1. Esplorare e descrivere oggetti e materiali 2. Osservare e sperimentare sul campo Sviluppa atteggiamenti di curiosità verso il mondo circostante

Dettagli

SCIENZE SCUOLA PRIMARIA

SCIENZE SCUOLA PRIMARIA SCIENZE SCUOLA PRIMARIA CLASSE PRIMA 1 I CINQUE SENSI 1. Osservare il funzionamento del proprio corpo per riconoscerlo come organismo complesso 2. Osservare e riconoscere alcune caratteristiche dei corpi

Dettagli

REGIME DI STRESS NELL APPENNINO TOSCO-EMILIANO: ESISTONO DAVVERO DUE DOMINI DISTINTI?

REGIME DI STRESS NELL APPENNINO TOSCO-EMILIANO: ESISTONO DAVVERO DUE DOMINI DISTINTI? F. Zolezzi (1), E. Eva (2), G. Ferretti (1), S. Solarino (1) e C. Eva (1) (1) Dipartimento per lo studio del Territorio e delle su Risorse - Univ. Genova, Genova (2) Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

Dettagli

Elettrostatica dei mezzi materiali

Elettrostatica dei mezzi materiali Elettrostatica dei mezzi materiali Nel caso dei conduttori si è visto che: Il campo elettrico farà muovere le cariche all interno del conduttore in modo tale che: Tutte le cariche sono sulla superficie

Dettagli

CURRICULUM VITAE ET STUDIORUM CLAUDIO FACCENNA. Posizione attuale: dal 2011 Professore Ordinario, Dip. Scienze Geologiche, Università Roma TRE.

CURRICULUM VITAE ET STUDIORUM CLAUDIO FACCENNA. Posizione attuale: dal 2011 Professore Ordinario, Dip. Scienze Geologiche, Università Roma TRE. Claudio Faccenna ROMA TRE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI Curriculum Vitae Claudio Faccenna Dipartimento Scienze L.S.L. Murialdo 1, 00146 faccenna@uniroma3.it CURRICULUM VITAE ET STUDIORUM CLAUDIO FACCENNA Posizione

Dettagli

APPUNTI DI RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE Dr. Claudio Santi. CAPITOLO 1 NMR Risonanza Magnetica Nucleare

APPUNTI DI RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE Dr. Claudio Santi. CAPITOLO 1 NMR Risonanza Magnetica Nucleare APPUNTI DI RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE Dr. Claudio Santi CAPITOLO 1 NMR Risonanza Magnetica Nucleare INTRODUZIONE Nel 1946 due ricercatori, F. Block ed E.M.Purcell, hanno indipendentemente osservato per

Dettagli

PICCOLO, GRANDE, NUOVO Il commercio in Piemonte prima della riforma

PICCOLO, GRANDE, NUOVO Il commercio in Piemonte prima della riforma Errore. L'argomento parametro è sconosciuto. Direzione Commercio Artigianato PICCOLO, GRANDE, NUOVO Il commercio in Piemonte prima della riforma Sintesi dei risultati Maggio 2002 Piccolo, grande, nuovo.

Dettagli

6. Stratigrafia e tettonica

6. Stratigrafia e tettonica Di cosa parleremo Le rocce che costituiscono la crosta terrestre portano scritta al loro interno la storia della regione in cui si trovano. La stratigrafia e la tettonica forniscono le chiavi di lettura

Dettagli

Cronistoria essenziale dei primi studi sul metamorfismo

Cronistoria essenziale dei primi studi sul metamorfismo Cronistoria essenziale dei primi studi sul metamorfismo 1795 Lo scozzese Hutton nel testo Theory of the Earth invoca l influenza del calore per spiegare le trasformazioni di antiche rocce sedimentarie

Dettagli

ALLEGATO 7. Nota Tecnica e Metodologica SK16U

ALLEGATO 7. Nota Tecnica e Metodologica SK16U ALLEGATO 7 Nota Tecnica e Metodologica SK16U NOTA TECNICA E METODOLOGICA 1. CRITERI PER LA COSTRUZIONE DELLO STUDIO DI SETTORE Di seguito vengono esposti i criteri seguiti per la costruzione dello studio

Dettagli

La sismicità della Calabria nel contesto geodinamico del Mediterraneo. Ignazio Guerra 1, Paolo Harabaglia 2 e Antonio Moretti 3

La sismicità della Calabria nel contesto geodinamico del Mediterraneo. Ignazio Guerra 1, Paolo Harabaglia 2 e Antonio Moretti 3 La sismicità della Calabria nel contesto geodinamico del Mediterraneo Ignazio Guerra 1, Paolo Harabaglia 2 e Antonio Moretti 3 1 Università della Calabria, Dipartimento di Fisica - Arcavacata (CS) 2 Università

Dettagli

I FATTORI CHE DETERMINANO IL CLIMA

I FATTORI CHE DETERMINANO IL CLIMA UNITA N 10 I FATTORI CHE DETERMINANO IL CLIMA Quali sono i fattori che influenzano il clima? Si chiamano fattori climatici le condizioni che producono variazioni negli elementi del clima. Molto importante

Dettagli

MACCHINE DA TINTURA VERTICALI MODELLO GS

MACCHINE DA TINTURA VERTICALI MODELLO GS MACCHINE DA TINTURA VERTICALI MODELLO GS Queste macchine verticali di tintura ad alta temperatura e pressione sono il risultato di una costante e continua ricerca di miglioramenti, lavorando in stretto

Dettagli

LETTURA e INTERPRETAZIONE delle CARTE GEOLOGICHE

LETTURA e INTERPRETAZIONE delle CARTE GEOLOGICHE LETTURA e INTERPRETAZIONE delle CARTE GEOLOGICHE Una carta geologica è la registrazione di come sono distribuite sulla superficie terrestre rocce di età e natura diverse; essa è anche, e soprattutto, una

Dettagli

Il mistero del magnetismo: dal funzionamento della calamita alle moderne tecniche di magnetismo ambientale

Il mistero del magnetismo: dal funzionamento della calamita alle moderne tecniche di magnetismo ambientale Il mistero del magnetismo: dal funzionamento della calamita alle moderne tecniche di magnetismo ambientale Aldo Winkler Istituto Nazionale di Geofisica & Vulcanologia, Roma Email: aldo.winkler@ingv.it

Dettagli

PROCESSI DI FORMATURA PLASTICA DI LAMIERE: PIEGATURA

PROCESSI DI FORMATURA PLASTICA DI LAMIERE: PIEGATURA PROCESSI DI FORMATURA PLASTICA DI LAMIERE: PIEGATURA 1 PIEGATURA È uno tra i più comuni metodi di lavorazione delle lamiere Utilizzata sia come processo a sé stante, sia in combinazione con altre operazioni

Dettagli

Introduzione. Articolazione della dispensa. Il sistema del controllo di gestione. Introduzione. Controllo di Gestione

Introduzione. Articolazione della dispensa. Il sistema del controllo di gestione. Introduzione. Controllo di Gestione Introduzione Perché il controllo di gestione? L azienda, come tutte le altre organizzazioni, è un sistema che è rivolto alla trasformazione di input (risorse tecniche, finanziarie e umane) in output (risultati

Dettagli

Lezione PONTI E GRANDI STRUTTURE. Prof. Pier Paolo Rossi Università degli Studi di Catania

Lezione PONTI E GRANDI STRUTTURE. Prof. Pier Paolo Rossi Università degli Studi di Catania Lezione PONTI E GRANDI STRUTTURE Prof. Pier Paolo Rossi Università degli Studi di Catania Azioni variabili da traffico Azioni sugli impalcati Azioni variabili da traffico I carichi variabili da traffico

Dettagli

Elaborato individuale di Elettrotecnica Industriale a/a 2012/2013

Elaborato individuale di Elettrotecnica Industriale a/a 2012/2013 Elaborato individuale di Elettrotecnica Industriale a/a 2012/2013 ES. 1 Polo magnetico A t B Materiale ferromagnetico con permeabilità μ=μ 0 μ r Avvolgimento, porta una densità di corrente J Mezzo dielettrico

Dettagli

MAGNETISMO ed ELETTROMAGNETISMO

MAGNETISMO ed ELETTROMAGNETISMO MAGNETIMO ed ELETTROMAGNETIMO INTRODUZIONE: CAMPO MAGNETICO NEL VUOTO appiamo dalla fisica che un pezzo di minerale di ferro come la magnetite presenta la proprietà di attrarre spontaneamente a se altri

Dettagli

Sistema di riferimento

Sistema di riferimento Sistema di riferimento Storicamente divisione fra altimetria e planimetria (riferimento fisico riferimento matematico) Oggi dati sempre più integrati Domani? Dato di fatto - L acqua segue leggi fisiche

Dettagli

unità 13. I fenomeni sismici

unità 13. I fenomeni sismici Terremoto: vibrazione della Terra prodotta da rapida liberazione di energia elastica che avviene nell che avviene secondo il modello del rimbalzo elastico dal quale si propagano le onde sismiche forniscono

Dettagli

LA DEFORMAZIONE DELLE ROCCE LA TETTONICA DELLE PLACCHE

LA DEFORMAZIONE DELLE ROCCE LA TETTONICA DELLE PLACCHE Deformazione delle rocce LA DEFORMAZIONE DELLE ROCCE pieghe (sinclinali e anticlinali) faglie dirette inverse trascorrenti associate in fosse tettoniche LA TETTONICA DELLE PLACCHE Struttura della Terra

Dettagli

Scienze integrate>scienze della terra

Scienze integrate>scienze della terra UdA n. 1 Titolo: Universo Acquisire e decodificare concetto di complessità e di evoluzione del sistema Universo Origine ed evoluzione dell Universo I corpi celesti Il sole e il sistema solare Leggi di

Dettagli

classe 4 MECCANICI SERALE

classe 4 MECCANICI SERALE TORNIO CNC classe 4 MECCANICI SERALE 1 PARTE COSTRUZIONE DI UN PROGRAMMA TORNIO CNC Il programma di lavorazione deve essere immesso con un formato accettabile dal CNC. Tale formato deve comprendere tutti

Dettagli

Northern Petroleum (UK) Ltd Istanza d30 G.R-.NP (Canale di Sicilia) Zone G e C Relazione Geologica

Northern Petroleum (UK) Ltd Istanza d30 G.R-.NP (Canale di Sicilia) Zone G e C Relazione Geologica Northern Petroleum (UK) Ltd Istanza d30 G.R-.NP (Canale di Sicilia) Zone G e C Relazione Geologica UBICAZIONE E GENERALITA L istanza di permesso di ricerca d..g.r-.np che si richiede è ubicata nel Canale

Dettagli

- - - - produzioni su commesse singole - produzioni su commesse ripetitive - produzioni per il magazzino produzioni su commesse singole

- - - - produzioni su commesse singole - produzioni su commesse ripetitive - produzioni per il magazzino produzioni su commesse singole 1 SISTEMI PRODUTTIVI CLASSIFICAZIONE DEI SISTEMI PRODUTTI: - modalità di manifestazione della domanda - modalità di manifestazione dell offerta - modalità di esecuzione del prodotto modalità di manifestazione

Dettagli