WORKSHOP BEST PRACTICE E INNOVAZIONE NELLE RSA: ESPERIENZE A CONFRONTO 3 Edizione

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1 ISRAA ISTITUTO PER SERVIZI DI RICOVERO E ASSISTENZA AGLI ANZIANI WORKSHOP BEST PRACTICE E INNOVAZIONE NELLE RSA: ESPERIENZE A CONFRONTO 3 Edizione RETE ALZHEIMER TREVISO: UN MODELLO DI INTERVENTO A DOMICILIO Castellanza, 24 marzo 2015 a cura di Vettor Silvia psicologa coordinatrice Rete Alzheimer

2 Abitanti Anziani % ULSS abitanti anziani 25 strutture posti letto (2,5%) ULSS abitanti > 64 anni numero Anziani demenza p.l. Residenza Anziani Anziani demenza CdR Anziani demenza domicilio

3 L ISRAA in numeri: 850 persone anziane 27 nuclei residenziali 32 mini alloggi 1000 persone con demenza a domicilio 800 famiglie/anno servizi sociali 99,8% tasso di occupazione 0,7% tasso ospedalizzazione 19% tasso mortalità 680 collaboratori 560 dipendenti pubblici (di cui) 12 diverse professioni di cura mese circa costo risorse umane 3,4% tasso di malattia 9 le collaborazioni con Università 6 le collaborazioni con paesi europei Oltre 100 i tirocini ogni anno

4 I NUOVI OBIETTIVI STRATEGICI DOMICILIARITA RETE ALZHEIMER PROGETTO 360 Borgo Mazzini Smart Cohousing Prendersi cura delle persone anziane in residenza OSPEDALE DI COMUNITA

5 una maggiore domiciliarità NON riduce i ricoveri nelle strutture residenziali Domicilio % Residenza % Olanda 12 8 Svezia 8 7,5 Francia 7,5 6 Regno Unito 7 5,4 Danimarca 24 3,9 Spagna 1,8 3,2 Italia 2,5 2,6 5

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7 Servizio Alta Protezione Alzheimer Domiciliare È un servizio di assistenza e sostegno alle famiglie che assistono malati di demenza a domicilio. L assistenza fornita è di tipo consulenziale/informativo e specialistica, ovvero: gli operatori che prendono in carico la famiglia sono professionisti che lavorano da tempo nell ambito dell assistenza a persone affette da demenza e forniscono un sostegno psicologico, informativo o interventi tecnici di supporto all assistenza

8 SOSTEGNO PSICOLOGICO AL CAREGIVER E/O della AL MALATO; FORMAZIONE E INFORMAZIONE AL CAREGIVER; (es. difficoltà nella comunicazione, problemi cognitivi, igiene, pasto, possibilità di sollievo per il caregiver, informazioni sui servizi esistenti, sui sintomi e sulla progressione malattia) STIMOLAZIONE COGNITIVA; TERAPIA OCCUPAZIONALE; INTERVENTI CONSULENZIALI SPECIALISTICI (LOGOPEDIA, FISIOTERAPIA, ETC.).

9 2006: 29 chiamate LineAlzheimer 12 SAPAD 20 partecipanti ai 2 Caffè Alzheimer al 2014: 309 chiamate LineAlzheimer (111 nuove famiglie) 102 SAPAD FAMIGLIE 80 partecipanti ai 5 CaffèAlzheimer

10 I familiari che utilizzano i servizi per la rete Alzheimer segnalano per il carerecipient:. minor gravità e frequenza di BPSD per: ansia attività motoria aberrante umore depresso irritabilità

11 I PUNTI FORTI DEL PROGETTO PUNTA SULLA FAMIGLIA COME RISORSA DI SISTEMA PERMETTE LA CONTINUITA DI CURA PRESENTA UN ALTA EFFICIENZA DI SISTEMA RECUPERA AD UNA FUNZIONE CENTRALE I CENTRI PER ANZIANI MAGGIORE COINVOLGIENTO UVA NELLA RETE DI CONTINUITA MAGGIORE COINVOLGIMENTO MEDICI MEDICINA GENERALE MAGGIORE COINVOLGIMENTO SERVIZI SOCIALI DEI COMUNI ACCREDITAMENTO BADANTI (CAREGIVERS) SPECIALIZZAZIONE E PROFESSIONALIZZAZIONE CSA 11

12 Genere Diagnosi Donne > FXG deliri Uomini > distress attività motoria e aggressività Persone con diagnosi di Alzheimer > FXG attività motoria Informare il caregiver a seconda del genere e della diagnosi del proprio famigliare con demenza del diverso andamento della malattia. Gravità e durata della malattia Con il progredire della malattia > distress Apatia Supporto alla famiglia che risponda agli aspetti del distress più rappresentativi: Apatia. Condivisione di attività di stimolazione e motivazione. Badante La badante si impiega nelle fasi più tardive di malattia Nella formazione delle badanti focalizzarsi sulle problematiche tipiche delle fasi più avanzate di malattia; Sensibilizzare all inserimento di aiuto informale (adeguatamente preparato - badante) anche nelle prime fasi di malattia.

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