Ogni mese ci troviamo di
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- Pietro Fabrizio Massa
- 9 anni fa
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1 L IMPIEGO DELLA FARINA NEI LABORATORI DI PASTICCERIA di Anna Celenta - foto di Davide Di Prato Dal chicco all arte pasticciera D AL GRANO ALLA FARINA FINO ALLE SPECIALITÀ DI PASTICCERIA. TUTTO QUANTO VI SIETE SEMPRE DOMANDATI E NON AVETE MAI OSATO CHIEDERE... Ogni mese ci troviamo di fronte alla difficoltà di fornirvi un quadro completo sulla materia prima in oggetto, in questo caso la farina e il suo uso nei laboratori artigiani di pasticceria, concentrando il tutto nelle poche pagine che abbiamo a disposizione. Il nostro compito, come rivista tecnico-professionale, tuttavia, è solo quello di darvi degli input, che non possono certamente sostituire la professionalità di esperti del settore o di libri specifici sull argomento. Anche questa volta, però, abbiamo cercato di indagare sulle problematiche più comuni relative all utilizzo delle farine, rispondendo ad alcune delle domande più frequenti sul loro impiego nelle diverse preparazioni, la conservazione, la reazione negli impasti, partendo da qualche notizia sull origine di questa polvere magica, insostituibile nelle preparazioni dolciarie. Il GRANO Il frumento appartiene al genere Triticum, di cui esistono diverse specie. Due, in particolare, hanno una certa importanza a livello commerciale: il Triticum aestivum o vulgare, ovvero il grano tenero, e il Triticum durum o grano duro. Queste due specie si differenziano in particolare per i prodotti che si ricavano dalla loro macinazione: nel grano tenero il seme (cariosside), che si presenta alla frattura bianco e facilmente sfarinabile, dà origine a farine panificabili; alla frattura, la cariosside del grano duro è invece di colore ambrato con spigoli netti, da essa si ricava la semola utilizzata per la produzione di pasta. In Italia, la coltivazione di grano tenero è stata penalizzata a favore di quella di grano duro, pertanto le aziende molitorie che si occupano della trasformazione del grano tenero in farine per l arte bianca devono sopperire alla mancanza di materia prima importandola da altri Paesi europei, dal Nord e Sud America e dall Australia. In passato, le varietà più pregiate erano i grani nordamericani, come il Manitoba e il North spring, e il Plata sudamericano. Oggi sul mercato sono disponibili anche i grani australiani che sono considerati i migliori al mondo, grazie al fatto che il loro continente d origine è rimasto pressoché incontaminato da un punto di vista climatico e ambientale. I grani presentano notevoli differenze da un punto di vista qualitativo, dovute alle caratteristiche intrinseche del seme, ai terreni di coltivazione, al clima, al tipo di concimazione e alla loro conservazione dopo il raccolto. Vista la sensibilità del grano a tutti questi fattori, ogni raccolto può dare un risultato differente: ecco perché i molini, dopo il controllo dei grani in arrivo e la determinazione delle loro caratteristiche, studiano diverse combinazioni per ottenere la giusta miscelazione che porti al risultato ottimale atto a soddisfare le esigenze degli operatori. La FARINA Per essere commerciale il frumento deve presentare dei requisiti di qualità fisica che riguardano il tenore di umidità, impurità di vario genere, chicchi spezzati e/o cariati e peso ettolitrico (è il peso delle cariossidi riferito a un dato volume). La qualità commerciale del grano tenero è inoltre definita sulla base di criteri tecnologici quali, per esempio, il tenore di proteine sulla sostanza secca, l idoneità della pasta, ottenuta dalla farina di frumento a essere lavorata meccanicamente, nonchè gli indici alveografico, farinografico, di sedimentazione e di caduta. Dopo adeguata pulitura, il frumento tenero sottoposto a macinazione e conseguente abburattamento (fase intermedia di setacciatura nella produzione di farina) dà diversi prodotti, le cui percentuali sono mediamente: farina 75-78%; farinetta e farinaccio 2,5-3%; crusca, cruschello e tritello 20-22%, scarti di pulitura 0,2-2%. Le specie di farina dipendono dal tipo di grano che viene macinato. Le categorie della farina di grano tenero, invece, sono definite attraverso il metodo e la resa di macinazione o tasso di estrazione; entrambe dipendono dai metodi produttivi di ogni molino. In base al grado di abburattamento (farina ottenuta dalla macinazione di 100 kg di grano), si distinguono le seguenti categorie di farina di frumento tenero: 00, 0 ; 1, 2 e farina integrale. La loro diver- 52 DOLCESALATO
2 sità è data dalla quantità di crusca (ceneri) rimasta nella farina una volta avvenuta la macinazione. La farina doppio zero, quindi, sarà più raffinata e avrà un contenuto minimo d involucri, che avranno, invece, la loro massima espressione nella farina integrale. Per ottenere una farina molto raffinata (tipo 00) con un contenuto di ceneri molto basso, si selezionano alcuni passaggi di macinazione detti rimacine. Il risultato è quello di un prodotto con meno proteine della farina tipo zero. La farina doppio zero, quindi, non è più forte della zero, come spesso erroneamente si pensa, ma più rigida. Sono infatti le proteine a fornire estensibilità ed elasticità a questa materia prima. Dopo la macinazione, nella farina rimane soprattutto la parte centrale (il germe, lo strato aleuronico e gli involucri vengono quasi completamente scartati nei processi molitori), nella sua composizione chimica, quindi, ci sarà soprattutto amido e poche proteine, presenti in scarse quantità zuccheri, grassi, sali minerali e cellulose. La farina è composta da circa il 73% di carboidrati, 14-15% d acqua, 10-11% di proteine, 1% di lipidi, 0,7% di sali minerali e poche vitamine. La funzione del GLUTINE e delle PROTEINE La classificazione di Osborn calcola il grado di solubilità delle proteine presenti nelle farine: le albumine (leucosina) sono solubili in acqua e soluzioni saline; le globuline sono insolubili in acqua, ma solubili in soluzioni saline; le prolamine (gliadina) non sono solubili né in acqua né in soluzioni saline, ma lo sono in alcool, in acetone, negli acidi, negli alcali e nelle loro soluzioni. Le glutenine (glutenina) si sciolgono solo nelle soluzioni degli acidi e degli alcali. Le proteine della farina insolubili in acqua e in soluzioni saline, in particolare prolamine e gluteline, sono importanti da un punto di vista tecnologico perché durante l impasto, a contatto con l acqua, si uniscono tra loro formando una struttura elastica, compatta e spugnosa, ovvero il glutine. Dalla qualità e quantità di proteine della farina dipende la qualità del glutine stesso, che ha un ruolo fondamentale negli impasti, perché è responsabile della forza, tenacità, elasticità, estensibilità e capacità di trattenere l anidride carbonica che si sviluppa durante la lievitazione dell impasto. Oltre alla quantità, anche le caratteristiche del glutine sono importanti, perché due farine possono avere lo stesso quantitativo di glutine, ma forza diversa. Le proteine che formano il glutine sono la gliadina e la glutenina. La prima, a contatto con l acqua, forma una massa collosa e fluida; la seconda produce una massa compatta, elastica e resistente. La farina per essere più forte dovrà avere un glutine con una percentuale più alta di glutenine; se sarà superiore il contenuto di gliadine, la farina non potrà essere molto forte in quanto il glutine, anche se presente in grosse quantità, sarà molle e spugnoso. Le caratteristiche TECNOLOGICHE Le caratteristiche tecnologiche di una farina rivestono un importanza notevole cui nessun operatore dovrebbe prescindere, perché determinano il comportamento della materia prima nei vari processi di lavorazione. Da esse dipende, infatti, la qualità dell impasto e del prodotto finito. Tra queste sono importanti le caratteristiche reologiche e quelle del glutine, nonché le caratteristiche fermentative della farina. La reologia è un ramo della fisica che studia le deformazioni di una materia sottoposta a sforzo meccanico. Le caratteristiche reologiche di un oggetto solido si riferiscono alla sua tenacità, ovvero il suo grado di resistenza, la sua elasticità (capacità di recuperare velocemente la sua forma iniziale dopo la deformazione) e la sua estensibilità (il massimo grado di deformazione che l oggetto può raggiungere prima di rompersi). Esistono diversi strumenti per misurare le caratteristiche reologiche della farina tra cui il farinografo di Brabender, l estensografo di Brabender e l alveografo Chopin. Dal grafico del farinografo di Brabender è possibile stabilire l assorbimento dell acqua da parte di una farina, che viene espresso in percentuale: il grado di assorbimento d acqua è direttamente proporzionale alle forza della farina; il tempo di sviluppo, che è più veloce nella farine deboli che in quelle forti; il tempo di stabilità dell impasto: una farina è tanto più forte quanto più lungo è il periodo in cui l impasto mantiene una buona consistenza; il grado di caduta dell impasto, ovvero in quanto tempo l impasto perde la sua consistenza. Con l estensografo di Brabender si misura, invece, la resistenza dell impasto all estensione dopo un periodo di riposo. L impasto è più difficile da lavorare se si usa una farina troppo tenace. Un eccessiva resistenza della maglia glutinica impedisce, infatti, la crescita del prodotto sotto l azione dell anidride carbonica al suo interno, ne consegue che il prodotto finito potrebbe essere poco sviluppato e avere una mollica compatta. Se un impasto è troppo estensibile il prodotto finito potrebbe avere meno volume: il glutine eccessivamente debole ed estensibile si allarga molto, ma si rompe facilmente sotto la pressione dell anidride carbonica. L alveografo Chopin permette di valutare la qualità del grano e della farina. Con esso si cerca di riprodurre la deformazione che l impasto subisce durante la lievitazione per effetto dell anidride carbonica prodotta dai lieviti. L indice di tenacità dell impasto, indicato con la lettera P, è la pressione massima necessaria alla deformazione del campione di pasta. L indice di estensibilità dell impasto è indicato con la lettera L. Dal rapporto di P/L è possibile valutare l equilibrio tra tenacità ed estensibilià 54 DOLCESALATO
3 Agugiaro & Figna Molini La produzione artigianale di pasticceria è una grande tradizione italiana che trova nelle farine speciali Le Sinfonie i suoi migliori alleati. L eccellente profilo qualitativo dei prodotti della linea le Sinfonie è garantito dall attenta selezione della materia prima, dall accurata lavorazione e miscelazione, ma soprattutto da una macinazione particolare e molto attenta a non danneggiare le caratteristiche organolettiche. La linea Le Sinfonie comprende una gamma di farine adatte ai diversi tipi di lavorazione dalle frolle alle sfoglie, ai pan di Spagna fino ai lievitati da ricorrenza e non. Ogni farina speciale è testata da un equipe di maestri pasticceri e di tecnici esperti, che ha anche il compito di fornire suggerimenti per migliorare costantemente la produzione. Agugiaro & Figna Molini Spa - Tel Le proposte delle AZIENDE Molino Alimonti Farina di Grano Tenero Tipo 00 : Ideale per cornetti e pasta sfoglia. Tra i cinque prodotti della linea di farine di grano tenero tipo 00 per pasticceria del Molino Alimonti, il più versatile per la produzione di lievitati è prodotto con grano Manitoba, caratterizzato da una buona quantità e qualità di glutine, riscontrabile non solo dal valore del W (330/370), ma anche dal contenuto proteico (16,5g su 100g di prodotto). Le partite di provenienza, collaudate nel tempo, garantiscono una trama glutinica più ricca, resistente ed estensibile, una grande capacità di trattenere l anidride carbonica, per un maggiore rigonfiamento dell impasto definitivo. È una farina con un equilibrato rapporto di tenacità ed estensibilità, (P/L 0,45/0,65), tale da assicurare un agevole lavorazione soprattutto in fase di sfogliatura. della farina. Il valore ottimale è compreso tra 0,40 e 0,70 P/L. La forza della farina si indica con la lettera W. Dal valore di W è possibile quantificare la forza dell impasto e la qualità tecnologica della farina. La forza della farina è la capacità di assorbire l acqua durante l impasto e mantenere l anidride carbonica durante la lievitazione. La forza della farina dipende soprattutto dalla quantità e qualità del glutine: più è alto il contenuto di glutine nella farina più elevato sarà il suo valore in forza. La forza è inoltre influenzata dall amido e dalla sua attaccabilità (i granuli dell amido vengono danneggiati durante la macinazione per favorire l assorbimento dell acqua da parte della farina) e dagli enzimi amilasi. Una farina forte ha una grossa capacità di trattenere l anidride carbonica e, avendo una maglia glutinica resistente, dà origine a un impasto asciutto ed elastico. La forza della farina definisce: la quantità dell acqua necessaria nell impasto e il tempo d impasto; le caratteristiche dell impasto stesso; la variazione dell impasto durante la fermentazione, la formatura, la lievitazione e la cottura; lo sviluppo del prodotto durante la lievitazione, i tempi e i parametri della lievitazione stessa; il volume del prodotto finito, la sua forma e le caratteristiche della mollica. Per tempo di desistenza s intende il lasso di tempo in cui il glutine, sottoposto a sollecitazione, resta elastico senza collassare. Il potere diastasico: è la capacità delle amilasi di rompere i legami di carbonio e di convertire gli zuccheri contenuti nella farina in anidride carbonica e acqua. Il lievito presente nell impasto determina la fermentazione utilizzando inizialmente gli zuccheri contenuti nella farina e, successivamente, il glucosio formato dall idrolisi dell amido sotto l azione delle alfa e beta amilasi della farina. Le amilasi sono enzimi che attaccano l amido rompendo la sua molecola in molecole più semplici (maltosio, glucosio, destrine). Gli zuccheri semplici liberati dalla degradazione dell amido vengono facilmente utilizzati dai lieviti nel corso della fermentazione e sono inoltre responsabili della colorazione del prodotto nel corso della cottura. La velocità di formazione degli zuccheri è direttamente proporzionale all attività delle amilasi e al grado di rottura dei granuli di amido. Conoscendo la capacità fermentativa della farina è possibile prevedere l attività della fermentazione dell impasto e, in base alla quantità e qualità del glutine, si può conoscere il volume e la porosità del prodotto finito. Quando la La farina per cornetti e pasta sfoglia della Linea Pasticceria Alimonti è destinata al consumo esclusivo dei professionisti ed è disponibile in un elegante sacco nero e oro solo nel formato da 25kg. Molino Alimenti Spa - Tel Molino F.lli Chiavazza La farina di grano tenero Manitoba Il Molino è ottenuta dalla macinazione di grani selezionati di forza. È caratterizzata da un elevato assorbimento d acqua, determinato dall alto tenore di proteine contenute nella farina. La Farina Manitoba Il Molino è in grado di supportare lunghi tempi di lievitazione dell impasto, variabili in funzione della temperatura ambiente e della quantità del lievito impiegato. L impiego di farina di forza (tipo Manitoba), in miscela con altre farine, permette di aumentare 56 DOLCESALATO
4 capacità fermentativa è più alta, nell impasto si formano più zuccheri, il processo di fermentazione è più rapido e la crosta del prodotto finito avrà un colore più intenso. Se la capacità fermentativa di una farina è troppo alta significa che l attività delle alfa e beta amilasi è troppo attiva (può succedere quando il grano o la farina sono stati conservati in ambiente umido), è quindi meglio evitare l uso di questa farina perché potrebbe dare origine a un impasto colloso, appiccicoso e il prodotto finito sarebbe scadente. L Indice di caduta o Falling Number: si tratta di un analisi che determina l attività amilasica. Questa prova valuta una farina dal punto di vista fermentativo, ovvero stabilisce se è utilizzabile o se occorre aggiungere malto all impasto e in quale misura, valuta inoltre quanto tempo l impasto deve fermentare. Le alfa e le beta amilasi idrolizzano i legami glucosidici dell amido ma, mentre le prime agiscono all interno della molecola dell amido disgregandola fino alle destrine e Le proposte delle AZIENDE causandone la rottura, le seconde lo attaccano dall esterno, staccando lentamente il maltosio. Le beta amilasi non rompono tutta la struttura dell amido e agiscono solo sui granuli di amido danneggiati. Quando le amilasi sono più attive, nell impasto si forma una quantità più elevata di zuccheri e, di conseguenza, aumenterà la fermentazione dell impasto stesso. Se le amilasi sono troppo attive, però, si ha un eccessiva rottura di amido, che assorbirà molta meno acqua dando un impasto troppo colloso e appiccicoso. Le amilasi resistono alle alte temperature (iniziano a inattivarsi sugli 80 /100 C) agendo quindi sull amido anche durante la cottura. Le amilasi definiscono la qualità della mollica nel prodotto finito. L attività amilasica ideale deve avere un indice di caduta compreso tra 220 e 350 secondi: se il tempo di caduta è inferiore l attività amilasica sarà troppo alta, l impasto appiccicoso, la crosta troppo scura e la mollica umida e collosa. Per correggere questi difetti bisogna evitare l uso di malto e aumentare l acidità dell impasto. Se l indice di caduta è superiore a 350 secondi l attività amilasica è troppo debole, bisognerebbe aggiungere del malto all impasto per evitare di ottenere un prodotto secco e poco sviluppato. Carica batterica totale (CBT): Indica la qualità microbiologica della farina. È il risultato della somma di batteri, lieviti e muffe in essa presenti. Il valore di carica batterica è condizionato dalla pulizia che viene effettuata sui grani prima della macinazione. L igiene dell impianto molitorio l assorbimento, incrementare la resa, aumentare i tempi di lavorazione e in particolare quello di lievitazione, ottenere un prodotto con caratteristiche sensoriali superiori e dare una maggiore fragranza al prodotto. Molino F.lli Chiavazza Spa - Tel [email protected] Molino Dallagiovanna Molino DallaGiovanna presenta la gamma per lievitati che si compone di farine specifiche per brioche, panettone e prodotti per lunga lievitazione. Caratterizzate da un ottima tenuta, danno prodotti friabili, fragranti e con un ottimo sviluppo. Le farine per lievitati del Molino dalla Dallagiovanna provengono da grani canadesi, nord americani e australiani, miscelati con alcune varietà piacentine che l azienda segue fin dalla semina. Le farine del Molino Dallagiovanna sono costanti e affidabili in lavorazione, in grado di garantire sempre lo stesso standard qualitativo nel prodotto finito desiderato. Molino Dalla Giovanna - Tel Molino Pasini Molino Pasini presenta Briointegrale, una produzione innovativa che va ad arricchire ulteriormente la già vasta e completa gamma di farine speciali della Linea Pasticceria Farina del mio sacco. Briointegrale è una farina integrale di alta qualità, ricca di fibre, proteine e sali minerali: ingredienti consigliati in ogni sana ed equilibrata dieta alimentare. Questo nuovo prodotti di Molino Pasini è perfetto per la croissanteria. La brioche sviluppa, infatti, in modo eccellente e mantiene inalterate le sue naturali caratteristiche organolettiche anche in surgelazione. Briointegrale è commercializzata in confezioni da 10 e 25 kg. Molino Pasini Spa - Tel Molini Pivetti La Linea di farine speciali per pasticceria Fior di Primo Velo è una soluzione concreta alla richiesta di qualità da parte dei professionisti. La linea comprende 5 tipi di farine speciali: Fior d Arancio per plum cake, pan di spagna e biscotti; Primula, per pasta frolla, crostate e crema pasticciera; Fior di Pesco, per croissant, sfogliate e babà; Bucaneve per pandori e croissant; Botton d Oro, per pandori, colombe e panettoni. La farine della linea Fior di Primo Velo assicurano al pasticciere qualità e sapore, componendo quel giardino ideale in cui ogni maestro pasticciere può cogliere la farina che gli garantisce, massima lavorabilità, tranquillità sapori inconfondibili e inimitabili. Molini Pivetti Spa - Tel DOLCESALATO
5 influisce particolarmente su questo fattore. La CONSERVAZIONE Il tempo influisce sulle caratteristiche proprie della farina: la qualità può, infatti, migliorare o peggiorare in base alle condizioni di conservazione. Ogni farina, subito dopo la macinazione, è più debole, quindi assorbe meno acqua, rispetto alla stessa farina dopo un periodo di maturazione. Già dopo un breve periodo di maturazione aumenta la capacità di assorbire acqua, di trattenere anidride carbonica durante la lievitazione, le forme si sviluppano maggiormente e il prodotto finito è migliore. Con il passare del tempo, una farina diventa sempre più forte fino al suo massimo, dopodichè inizia a peggiorare. Per legge la farina ha una durata di circa undici mesi, ma il periodo ottimale per lavorarla non dovrebbe superare i sei mesi. Dai due ai sei mesi la farina è al meglio delle sue performance. Durante la maturazione, la farina schiarisce progressivamente poiché i pigmenti carotenoidi dei residui contenuti nella crusca a contatto con l aria si ossidano. Con il tempo, può inoltre variare l umidità della farina, questo fattore dipende anche dall ambiente di conservazione. L attività enzimatica della farina, infatti, cresce durante il periodo di conservazione, specialmente se l ambiente è troppo umido. Il tempo di conservazione influisce anche sul grado di acidità della farina, che aumenta in ambienti troppo caldi e umidi. Queste condizioni causano una variazione lipidica, con conseguente odore sgradevole e gusto rancido. Con il passare del tempo le caratteristiche reologiche della farina migliorano: già dopo circa un mese e mezzo, la qualità del glutine migliora considerevolmente. Si sviluppano, inoltre, forza, resistenza, elasticità e l assorbimento d acqua è maggiore, ne consegue che bisognerà aggiungere liquidi nell impasto. La maglia glutinica è più robusta, con una migliore capacità di trattenere i gas durante la fermentazione. I prodotti finiti ottenuti da una farina che ha osservato un adeguato periodo di maturazione risultano più soffici e voluminosi. Se una farina è conservata per troppo tempo, però, si ottiene il risultato contrario. Per preparazioni lunghe e per prodotti con lievito naturale, infine, è meglio usare una farina riposata, con un periodo di maturazione più lungo, perché un prodotto più stabile è più facile da gestire e lavorare. La maturazione della farina: per ottenere la massima resa si consiglia di lasciare maturare la farina nei sacchi in un ambiente fresco, arieggiato, a una temperatura di 15 C con umidità massimo al 68%. Ogni tanto i sacchi di farina andrebbero mossi per impedirne lo schiacciamento e facilitarne la ventilazione. Oggi la maturazione viene fatta direttamente dai produttori, i quali tengono costantemente la farina in movimento travasandola da un silos all altro, favorendo l ossidazione, la rapida e adeguata maturazione. Quando i sacchi di farina vengono consegnati all artigiano, quindi, la materia prima è già nello stato ottimale per essere lavorata. Sui sacchi forniti agli artigiani si trovano i seguenti dati:
6 specie, categoria, tipo di farina, tasso d umidità e data di scadenza. La FARINA in PASTICCERIA Vediamo infine quale farina è meglio impiegare per i diversi impieghi di pasticceria. Naturalmente faremo un discorso generico, ogni operatore, poi, in base alle proprie esigenze, ricette e tradizioni, farà le opportune valutazioni. Farine deboli: dai 90 ai 130 W, hanno un contenuto proteico intorno al 10-11%. Sono farine molto estensibili, che si usano per prodotti secchi come biscotti, wafer, frollini e frolle in genere. Questo tipo di farina dona friabilità al prodotto, se venisse usata una farina di forza, al contrario, si otterrebbe un prodotto troppo duro. Farine di media forza: dai 200 ai 240/250 W e con un contenuto proteico di circa 12-12,5%; le proteine di questo tipo di farina sono abbastanza estensibili e piuttosto viscose. In questo caso, aumenta la viscosità ed elasticità del glutine, quindi la sua capacità di trattenere anidride carbonica, contrariamente a quelle deboli, dove è pressoché assente. Progeo Molini La gamma delle farine Dolce Tre Grazie risponde alle esigenze dei professionisti della pasticceria. Elaborate con miscele di grani accuratamente selezionati e con diagrammi di macinazione specifici, queste farine sono state studiate per dare i migliori risultati nella realizzazione di diverse ricette. Per la Sfoglia la gamma Dolce Tre Grazie propone farina tipo 00 per la vienneserie, dove serve farina che abbini forza ed estensibilità. La lavorazione dei cornetti, dei fagottini e delle trecce viene così facilitata e il risultato è eccezionale in leggerezza. La gamma Lievitati comprende una farina tipo 00 specifica per impasti lievitati quali veneziana, pandoro, panettone. Ideale per impasti ricchi di materie grasse e di zucchero, richiedono una buona qualità di glutine per affrontare lunghissime lievitazioni. Sono inoltre disponibili: Manitoba, Brisé, Frolla. Progeo Molini Spa Tel Farine di forza medio-alta: 300/330 W, hanno un contenuto proteico di circa il 14%. Sono molto estensibili e piuttosto tenaci. Sono adatte alle sfoglie in genere. La tenacità è una caratteristica importante: durante la lavorazione, la sfoglia viene spesso raffreddata, se il glutine non fosse elastico e tenace allo stesso tempo, i continui sbalzi di temperatura, porterebbero alla rottura dell impasto, compromettendo tutta la lavorazione. Le proposte delle AZIENDE Molino Quaglia Farina Nova è studiata per dolci da prima colazione per il consumo giornaliero. Un ingrediente di nuovissima concezione perché, a una gradevole visibilità e fragranza del prodotto finito, associa doti di grande lavorabilità. Le brioche e i piccoli lievitati in genere, se realizzati con Nova, rimangono più a lungo soffici e gustosi. Nova è una farina di tipo 00 ottenuta da un accurata selezione di grani macinati con tecniche dolci che conferiscono caratteristiche di forza e docilità. La natura altamente proteica di questo prodotto consente lunghe lievitazioni e l aggiunta di abbondanti quantità di grassi. L impasto si espande con regolarità garantendo un ottimo volume e alveolatura. Confezionata in sacchi da 25 kg ha un tempo massimo di conservazione di 10 mesi. Molino Quaglia Spa - Tel Farine forti: W 350/380, sono le farine cosiddette per panettone utilizzate per i lievitati in genere per la capacità del glutine di trattenere gas all interno dell impasto. Generalmente si consiglia di usare farina forte per le lunghe fermentazioni, per ottenere prodotti voluminosi con un alveolatura ben sviluppata. Queste farine sono ricavate da grani con contenuto proteico del 15-16%. Sono molto estensibili, il valore di Falling number è intorno al 350 secondi perché, essendo farine utilizzate quasi esclusivamente per i lievitati, che hanno bisogno di lunghi riposi, se l indice di caduta fosse più basso, l attività amilasica danneggerebbe il glutine. Manitoba: si usa questo nome per indicare farine forti, più rigide di quelle panettone con un W intorno ai 400. Si utilizzano per rinforzare altre farine. Un particolare ringraziamento al Molino Quaglia, senza il cui contributo non sarebbe stato possibile realizzare un articolo così completo. Si ringrazia, inoltre, Giuseppe Di Crescenzo, tecnologo di Molino Alimonti e il Maestro Pasticciere Giovanni Pina, presidente AMPI. Molini Riuniti La Besozzi Oro è simbolo di qualità assoluta e di sicurezza di risultato. Il segreto di tale successo? Non accontentarsi dei risultati e continuare, anno dopo anno, la stretta collaborazione con tecnici e artigiani; in tale modo le caratteristiche della farina risultano sempre adeguate alle nuove esigenze imposte dal progresso tecnologico. Forti dell esperienza acquisita in quasi un secolo, la Molini Riuniti, ha messo a punto una gamma completa di farine per soddisfare ogni esigenza dell artigiano pasticciere: Oro, Forte, Croissant, sfoglia, Frolla, Biscotto, Antica Tradizione Lieviti, Antica Tradizione Biscotto. In ognuna è riposta la stessa cura nella ricerca della idonea miscela di grani e nella macinazione che ha reso famosa in tutta Italia la Besozzi Oro. In tal modo viene garantita la costanza e la qualità sia delle farine che del prodotto finito. Molini Riuniti Spa - Tel DOLCESALATO
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0 Cod. 190 NAZIONALE Ceneri s.s. max. 0.55% Glutine umido min. 27.50% Proteine (Nx5.70) s.s min. 11.00% Destinazione d uso: Farina base per panificazione da usare in impasti diretti o rinfreschi. W 220-240
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