Questioni di Economia e Finanza
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- Raimondo Sarti
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1 Quesioni di Economia e Finanza (Occasional Papers) La grande disribuzione organizzaa e l indusria alimenare in Ialia di Eliana Viviano (coordinaore), Luciana Aimone Gigio, Emanuela Ciapanna, Daniele Coin, Fabrizio Colonna, Federica Lagna e Raffaele Sanioni Marzo 2012 Numero 119
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3 Quesioni di Economia e Finanza (Occasional papers) La grande disribuzione organizzaa e l indusria alimenare in Ialia di Eliana Viviano (coordinaore), Luciana Aimone Gigio, Emanuela Ciapanna, Daniele Coin, Fabrizio Colonna, Federica Lagna e Raffaele Sanioni Numero 119 Marzo 2012
4 La serie Quesioni di economia e finanza ha la finalià di presenare sudi e documenazione su aspei rilevani per i compii isiuzionali della Banca d Ialia e dell Eurosisema. Le Quesioni di economia e finanza si affiancano ai Temi di discussione voli a fornire conribui originali per la ricerca economica. La serie comprende lavori realizzai all inerno della Banca, alvola in collaborazione con l Eurosisema o con alre Isiuzioni. I lavori pubblicai rifleono esclusivamene le opinioni degli auori, senza impegnare la responsabilià delle Isiuzioni di apparenenza. La serie è disponibile online sul sio
5 INDICE INTRODUZIONE L INDUSTRIA ALIMENTARE IN ITALIA E NEI PRINCIPALI PAESI EUROPEI L indusria alimenare in Europa Dinamiche demografiche Deerminani della crescia: un analisi shif and share LA DISTRIBUZIONE AL DETTAGLIO IN ITALIA E NEI PRINCIPALI PAESI EUROPEI Il seore commerciale in Europa Dinamiche demografiche Deerminani della crescia: un analisi shif and share GLI OPERATORI DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE ORGANIZZATA La sruura degli operaori I gruppi socieari Gli operaori ialiani nel confrono europeo Le cenrali d acquiso La conraazione bilaerale LA GRANDE DISTRIBUZIONE ORGANIZZATA NELLE REGIONI ITALIANE Evoluzione delle sruure disribuive La grande disribuzione sul erriorio L evoluzione del grado di concenrazione nei mercai locali LA REGOLAMENTAZIONE NELLE REGIONI ITALIANE La normaiva degli anni seana e oana La riforma del commercio del Gli inerveni dell Anirus e di alri organi giurisprudenziali Gli inerveni legislaivi più receni Indicaori di liberalizzazione preseni in leeraura Un sisema di indicaori di liberalizzazione LE INTERAZIONI STRATEGICHE A MONTE E A VALLE Le relazioni vericali fra l indusria alimenare e la grande disribuzione La ree disribuiva, la sruura di mercao e i prezzi La regolamenazione: esperienze ialiane ed europee LA STRUTTURA DELL OFFERTA E LE DISTRIBUZIONI REGIONALI DEI PREZZI I dai La gamma e la sruura del mercao Le quoe di mercao delle diverse ipologie di prodoi I prezzi e la variabilià regionale La rigidià dei prezzi nelle regioni ialiane RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI APPENDICE A APPENDICE B APPENDICE C APPENDICE D...126
6 Queso lavoro conclude un progeo di ricerca volo ad analizzare le inerazioni ra la grande disribuzione organizzaa e l indusria manifauriera del comparo alimenare avviao alla fine del 2009 dalla Banca d Ialia, soo la direzione di Daniele Franco. Il progeo ha coinvolo un gruppo di ricercaori delle Divisioni regionali per la ricerca economica delle Sedi di Bologna e Torino e dell Area Ricerca economica e relazioni inernazionali. Il lavoro è il risulao di uno sforzo colleivo. I capioli sono sai maerialmene redai da: Capiolo 1: Fabrizio Colonna; Capiolo 2: Emanuela Ciapanna; Capiolo 3: Luciana Aimone Gigio, Raffaele Sanioni ed Eliana Viviano; Capiolo 4: Federica Lagna; Capiolo 5: Luciana Aimone Gigio e Daniele Coin; Capiolo 6: Eliana Viviano; Capiolo 7: Raffaele Sanioni. Eliana Viviano ha curao l inero lavoro e la sesura del capiolo inroduivo. Si ringraziano per la collaborazione e la disponibilià ui gli imprendiori e i dirigeni che hanno preso pare alle inervise condoe dalla Banca d Ialia, i colleghi delle Filiali che le hanno rese possibili e il do. Nicola De Carne della Nielsen Company, per l aiuo e l assisenza nell inerpreazione dei dai. Si ringraziano inolre Andrea Brandolini, Maeo Bugamelli, Luigi Cannari, Andrea Lamorgese, Robero Sabbaini, Paolo Sesio e Alessandra Saderini per gli uili consigli in ue le fasi del progeo. Le opinioni espresse in queso lavoro rifleono esclusivamene quelle degli auori e non impegnano in alcun modo la Banca d Ialia. Queso lavoro è sao chiuso a dicembre 2011 ed è aggiornao con le informazioni e i dai allora disponibili. In paricolare, non sono sae incorporae le novià normaive inrodoe dal D. L. 24 gennaio 2012, n.1. Nelle avole, il simbolo indica che il fenomeno non esise, menre il simbolo... indica che esise ma che il suo valore non è noo.
7 INTRODUZIONE L indusria della rasformazione alimenare si sviluppa ai primi del noveceno nei paesi anglosassoni, favoria non solo dalla parallela espansione del seore meccanico conseguene alla rivoluzione indusriale, ma anche dalle innovazioni in campo chimico, vole a migliorare i modi di conservazione dei cibi. Di pari passo si sviluppa l aivià disribuiva. All inizio degli anni rena sorgono negli Sai Unii i primi supermercai, sfruando formule già sperimenae nel seore dell abbigliameno che si avvalevano delle nuove modalià di rasporo e della disponibilià crescene di beni sandardizzai commercializzabili su larga scala. È però nel corso degli anni novana che le imprese della grande disribuzione organizzaa (GDO) hanno assuno dimensioni di rilievo, raggiungendo livelli di faurao ali da porle in moli paesi alle primissime posizioni delle classifiche delle imprese maggiori. Wal-Mar negli Sai Unii, Tesco nel Regno Unio, Mero in Germania figurano ue ra le prime 10 imprese privae dei rispeivi paesi. In Ialia il processo di ammodernameno del seore della disribuzione è sao più leno e si è consolidao solo negli anni duemila. Anche in Ialia Esselunga è ai primissimi posi della classifica delle imprese privae non finanziarie e non energeiche; Coop Ialia, Conad e Selex, che non sono imprese privae, ma associazioni di imprese, hanno ue volumi di faurao di grande rilievo. Il comparo della rasformazione alimenare è invece rimaso paricolarmene frammenao: Barilla, la più grande impresa alimenare ialiana (con olre dipendeni), ha un faurao che è circa un erzo di quello di Coop Ialia. Nel complesso olre il 95 per ceno delle imprese del comparo indusriale ialiano ha meno di 10 addei; ale quoa è simile a quella della Francia, ma è superiore di olre 10 puni a quelle della Germania e della Spagna. L affacciarsi sul mercao ialiano di nuovi operaori della disribuzione di grandi dimensioni, anche sranieri, e di organismi complessi, quali le cenrali d acquiso, sruure associaive ra imprese della GDO, ha modificao radicalmene le relazioni conrauali ra l indusria e la disribuzione; parallelamene, sono muai i rappori di forza ra produori e disribuori e conseguenemene la sruura dei mercai e dell offera al consumaore finale. L imporanza dei seori della rasformazione alimenare e del commercio al deaglio di beni alimenari è considerevole: presi nel loro insieme, essi comprendono olre 280 mila imprese, che pesano per circa il 10 per ceno degli addei e del valore aggiuno del seore privao non bancario e non agricolo. Tuavia, si sa poco di come si sviluppino le relazioni economiche ra le diverse ipologie di imprese e di quali siano i riflessi sull inera sruura economica. Per migliorare la conoscenza di quesi 5
8 aspei, la Banca d Ialia ha condoo un approfondio progeo di ricerca biennale, di cui queso lavoro rappresena la sinesi. La ricerca è paria con inervise mirae al op managemen di 12 imprese, sia indusriali sia della disribuzione, condoe ra la fine del 2009 e il Ne è emerso un quadro variegao. Visa anche la loro dimensione, non sorprendenemene le imprese della GDO si caraerizzano per un elevaa complessià organizzaiva. In moli casi sono cosiuie da una sruura principale che coordina diverse sruure inermedie, che possono avere ambio regionale o sovraregionale. Enrambi quesi livelli inervengono nella conraazione con le imprese indusriali, che si svolge secondo più fasi: le sruure principali parecipano direamene o ramie le cenrali d acquiso alla formulazione di accordi-quadro su alcune componeni di prezzo; le sruure inermedie conraano uleriori sconi sui prezzi, in funzione dei servizi commerciali resi e dei risulai conseguii nella vendia (denominai genericamene sconi fuori faura ). Le imprese inervisae del seore della rasformazione alimenare hanno ue manifesao una cera avversione nei confroni di quese praiche conrauali: l esisenza di vari elemeni di prezzo, alcuni dei quali decisi in corso d anno, aumena l incerezza ex ane sui margini, con riflessi non solo sull operaivià, ma anche sulle sraegie di innovazione e sul lancio di nuovi prodoi. Per conro, ui gli operaori della GDO inervisai sosengono che la frammenazione del seore produivo ialiano, se da un lao consene loro un elevao poere conrauale, dall alro cosiuisce il principale problema nell inerazione con l indusria, soprauo per il riflesso sui cosi di ransazione e della logisica e per l incapacià delle piccole e medie imprese di garanire gli elevai volumi produivi richiesi dalla GDO. Secondo gli inervisai, l elevaa frammenazione del sisema produivo sarebbe uno dei moivi per il quale alcuni operaori eseri della GDO roverebbero più conveniene approvvigionarsi sui mercai inernazionali, a dispeo della fore preferenza dei consumaori ialiani per i prodoi nazionali. Anche le imprese produrici riconoscono che il grado di frammenazione è un elemeno di fore debolezza. Nonosane l inasprimeno delle condizioni di mercao, alcuni produori convengono che la diffusione della GDO, innalzando i livelli di concorrenza complessivi, ha simolao l accrescimeno dell efficienza e degli sandard qualiaivi. In alcuni casi, la GDO ha anche faciliao l accesso al mercao nazionale e a quello inernazionale. Per le imprese del Mezzogiorno la GDO è un parner commerciale più rasparene rispeo al radizionale sisema basao sul binomio ageni di commercio/piccola disribuzione: benché la GDO uilizzi il proprio poere conrauale per oenere dilazioni sui pagameni, essa presena minori rischi di inesigibilià dei credii commerciali rispeo a un sisema disribuivo frammenao ed eerogeneo come quello ancora oggi diffuso nel Mezzogiorno. La seconda pare del progeo di ricerca ha mirao a collocare i risulai di quesi conai informali all inerno di un coneso analiico più aricolao. Il primo capiolo descrive l evoluzione della sruura e della produivià del seore della rasformazione alimenare in Ialia e nei principali paesi europei, disinguendo le imprese anche in base alla loro dimensione media. La più marcaa presenza di piccole e piccolissime imprese rispeo agli alri paesi europei si riflee sull efficienza complessiva del seore. In Ialia nel corso degli anni 2000 la 6
9 produivià del lavoro si è infai ridoa di olre un puno in ermini reali, menre in alri paesi, in paricolare in Germania e in Spagna, è saa sosenua da un significaivo aumeno del peso relaivo delle imprese più grandi. Il secondo capiolo analizza il comparo disribuivo alimenare. Nei maggiori paesi europei ra il 1999 e il 2007 si è rafforzao il processo di ammodernameno del commercio con il graduale passaggio dalla formula del negozio indipendene di ipo radizionale alla disribuzione organizzaa, aricolaa in puni vendia propri e in franchising. Tuavia, in ui i principali paesi europei il comparo coninua a caraerizzarsi per la grande frammenazione. In Ialia, nonosane la crescia dimensionale, anche nel comparo commerciale la dinamica della produivià aggregaa è saa negaiva: ra il 1999 e il 2007 il valore aggiuno per addeo (in ermini reali) si è ridoo in media dello 0,4 per ceno. All esero, la produivià del seore è diminuia anche in Francia e in Spagna, è risulaa in nea crescia in Germania e nel Regno Unio. Il erzo capiolo descrive i rai salieni dei principali operaori della GDO in Ialia, la sruura delle cenrali d acquiso e i meccanismi di conraazione ra la GDO e le imprese della rasformazione alimenare. Il processo di espansione e le scele di localizzazione della GDO sul erriorio, descrie nel quaro capiolo, consenono di apprezzare l evoluzione del grado di concenrazione del seore del commercio al deaglio nei vari mercai locali. Nel segmeno della grande disribuzione, la crescia della GDO è saa accompagnaa da un calo del grado di concenrazione delle quoe di mercao dei puni vendia. Nel complesso in Ialia queso indicaore, seppur caraerizzao da una cera eerogeneià errioriale, risula inferiore rispeo a quello regisrao nei principali paesi europei. Il quino capiolo si sofferma sugli inerveni normaivi, soprauo di marice regionale, che hanno influenzao lo sviluppo della GDO sul erriorio. Dopo una breve descrizione degli indicaori di liberalizzazione proposi dalla leeraura, si presena un sisema di indicaori regionali che consene di esprimere una valuazione in ermini relaivi sul livello di regolamenazione di ogni regione. L indicaore mosra che nel 2000 il faore che più differenziava la poliica di liberalizzazione ra le regioni era rappresenao dai vincoli direi e quaniaivi imposi all aperura di nuove sruure della grande e della media disribuzione. Nel corso dei successivi dieci anni, i precedeni limii esplicii sono sai progressivamene eliminai, ma sono sai sosiuii da srumeni indirei di conrollo: soo il profilo gesionale, il rafforzameno delle limiazioni all aivià sraordinaria (in ermini di orari e giorni di aperura e di svolgimeno di vendie promozionali) ha condizionao di fao lo sviluppo del seore, nonosane che, anche grazie a diversi inerveni legislaivi di caraere nazionale, nel complesso la endenza sia saa di maggiore liberalizzazione. Sulla base dei risulai della leeraura e di evidenze empiriche elaborae apposiamene per queso progeo, il seso capiolo esamina più a fondo le inerazioni economiche ra i soggei appareneni ai due seori considerai. Per quano riguarda i rappori ra le imprese a mone e quelle a valle della filiera, si conferma che il comparo produivo ha subio una conrazione dei margini di profio, anche per la crescene pressione generaa dalla diffusione della GDO. Relaivamene agli effei sui prezzi al consumo, si osserva una correlazione posiiva ra il loro livello e la concenrazione della GDO nei mercai locali, che indica come 7
10 l enià del pass-hrough sui prezzi finali dei risparmi di coso della GDO dipenda dalla sruura concorrenziale del seore disribuivo locale. L ulimo capiolo si concenra su alri due aspei della disribuzione regionale dei prezzi e della sruura dei consumi, enrambi scarsamene analizzai dalla leeraura economica: l ampiezza della gamma di prodoi offeri e la rigidià nelle modalià di revisione dei prezzi. La dinamica della domanda e dei prezzi è molo difforme a livello locale, rifleendo l eerogeneià non solo della sruura dell offera, ma anche delle preferenze dei consumaori. Tuavia, si osserva che quano più è concenrao il seore della GDO a livello locale, ano minore è l offera di prodoi e ano maggiore è la rigidià dei prezzi. Nel complesso l analisi presenaa in queso lavoro rivela che nel corso degli anni duemila non solo le imprese del seore disribuivo, ma anche quelle produrici del seore alimenare hanno mosrao in Ialia segni di vialià. Se da un lao a livello aggregao il grado di concenrazione della GDO appare nel complesso conenuo, dall alro i risulai delle analisi suggeriscono che la regolamenazione locale è chiamaa a porre paricolare aenzione alla sruura concorrenziale della disribuzione sul erriorio, aualmene assai variabile. Dove la concorrenza è meno inensa l efficienza complessiva della filiera risula inferiore. 8
11 1. L INDUSTRIA ALIMENTARE IN ITALIA E NEI PRINCIPALI PAESI EUROPEI Per comprendere la rilevanza dell indusria alimenare nell economia ialiana è necessario porre in evidenza il peso del comparo sia in relazione al reso dell indusria manifauriera nazionale sia nel confrono con gli alri principali paesi europei. Queso capiolo ne raeggia quindi la sruura e l evoluzione, sulla base dell analisi delle variabili di demografia di impresa e delle deerminani del valore aggiuno. 1. L indusria alimenare in Europa Nel 2007 in Ialia il comparo alimenare rappresenava circa il 10 per ceno dell inero seore manifauriero in ermini di occupazione e quasi il 9 per ceno per valore aggiuno (av. 1). Tali quoe erano leggermene inferiori alla media dell Unione Europea, dove la produzione di cibo, bevande e abacco si aesava a olre il 13 per ceno dell occupazione e al 12 per ceno del valore aggiuno della manifaura nel suo complesso. Secondo i dai dell archivio saisico Srucural Business Saisics (SBS) dell Eurosa 1, in Ialia ra il 1999 e il 2007 il numero di imprese operani nel seore alimenare è aumenao a un asso medio dello 0,5 per ceno, passando da circa 64 mila a quasi 72 mila unià, in conroendenza rispeo al oale della manifaura (-1,1 per ceno su base annua, av. 2). Negli alri maggiori paesi europei il asso di crescia del comparo alimenare è sao invece inferiore a quello della manifaura. In Ialia e in Francia le piccole imprese (con meno di 20 addei) rappresenano una quoa molo elevaa dell inera popolazione di riferimeno (il 96,0 e il 94,9 per ceno rispeivamene); il loro peso è invece inferiore in Germania e nel Regno Unio (84,8 e 71,4 per ceno). L Ialia è, insieme alla Spagna, l unico paese in cui ra il 1999 e il 2007 il numero di piccole imprese alimenari è aumenao (0,4 per ceno). Le medesime dinamiche, ancora più accenuae, sono osservabili per l occupazione. In Ialia fra il 1999 e il 2007, menre il numero di addei nel 1 L archivio SBS offre un ampia gamma di variabili economiche delle imprese del seore privao dei paesi europei, disaggregae per diversi seori. In queso lavoro si fa riferimeno al comparo della produzione di beni alimenari e bevande, inclusa la produzione di abacco, a causa della mancanza di dai sufficienemene disaggregai per uo il periodo di analisi, che va dal 1999 al La produzione di abacco nel 2002 (ulimo dao disponibile) pesava però per meno dell 1 per ceno sia in ermini di occupai sia per numero di imprese e per circa il 10 per ceno quano a valore aggiuno. 9
12 manifauriero si riduceva dello 0,5 per ceno, nel seore alimenare aumenava di quasi l 1 per ceno. La crescia si è concenraa soprauo nelle imprese con meno di 20 addei (1,7 per ceno). Come in Ialia, anche in Francia l occupazione nelle piccole imprese è aumenaa; ale dinamica posiiva (0,2 per ceno) non è saa uavia sufficiene a compensare la riduzione regisraa dalle imprese francesi con almeno 20 addei. Negli alri maggiori paesi europei il numero di occupai si è ridoo più inensamene nelle imprese più piccole (-2,6 per ceno in Germania, -4,6 nel Regno Unio e -3,0 in Spagna). Tav. 1 Peso relaivo dell indusria alimenare nel 2007(1) (valori percenuali) VOCI Valore Aggiuno Occupazione Numero imprese Ialia 8,9 10,3 13,0 Francia 14,0 17,5 26,7 Germania 7,5 11,8 13,4 Regno Unio 14,6 14,4 4,6 Spagna 15,2 15,3 13,9 Unione Europea 12,1 13,4 15,6 Fone: elaborazioni su dai Eurosa. (1) Quoe calcolae rispeo al oale dell indusria manifauriera. Nel 2007 in Ialia le piccole imprese impiegavano il 53 per ceno della forza lavoro oale (il 41 per ceno nel manifauriero), menre ale quoa oscillava fra il 7 per ceno del Regno Unio e il 36 per ceno della Francia. La dimensione media delle imprese alimenari era pari a 6,6 addei, modesa rispeo al oale del seore manifauriero nazionale e nel confrono europeo, ma lievemene in aumeno rispeo al 1999 a causa della crescia del numero di occupai, circa 2 vole più rapida rispeo a quella del numero delle imprese (cfr. anche la sezione 3). La differenza rispeo agli alri paesi europei è marcaa soprauo nella classe 20+, che in Ialia regisra una media di 78,3 addei per impresa; in Francia, in Germania e nel Regno Unio queso indicaore supera le 100 unià, in Spagna è pari a 82,4. 10
13 CLASSE ADDETTI Tav. 2 Numero di imprese, addei e dimensione media: quoe e assi di crescia per classi dimensionali (valori percenuali e unià) Numero Imprese Occupazione Dimensione media nel 2007 Alimenare Manifauriero Alimenare Manifauriero 2007 Var / Var / Var / Var / 2007 Alimen- Tare Manifa- Turiero ,0 0,4 92,9-1,2 53,0 1,7 40,6-0,5 3,7 3, ,0 1,3 7,1-0,7 47,0 0,1 59,4-0,5 78,3 75,5 Toale 100,0 0,5 100,0-1,1 100,0 1,0 100,0-0,5 6,6 9,0 Ialia Francia (1) ,9-0,1 91,3 0,7 35,5 0,2 19,6-0,9 3,5 3, ,1-0,8 8,7-2,0 64,5-0,2 80,4-1,4 118,4 127,6 Toale 100,0-0,1 100,0 0,4 100,0-0,1 100,0-1,3 9,4 13,8 Germania (2) ,8-6,0 81,7-2,2 28,5-2,6 14,9-0,2 8,8 6, ,2-0,5 18,3-0,4 71,5 0,2 85,1-0,5 123,0 166,8 Toale 100,0-5,4 100,0-1,9 100,0-0,7 100,0-0,4 26,2 35,8 Regno Unio ,4-2,2 86-1,5 6,6-4,6 18,5-3,8 5,8 4, ,6-0,5 14,1-2,4 93,5-2,4 81,5-3,9 204,5 119,5 Toale 100,0-1,7 100,0-1,6 100,0-2,5 100,0-3,9 62,7 20,6 Spagna ,9 1,3 89,1 4,6 26,3-3,0 29,6-1,1 4,1 3, ,1 1,2 10,9 0,7 73,7 1,6 70,4 0,9 82,4 75,9 Toale 100,0 1,3 100,0 4,1 100,0 0,2 100,0 0,3 13,6 11,7 Fone: elaborazioni su dai Eurosa, SBS. (1) Ulimo dao disponibile riferio al (2) Ul imo dao disponibile riferio al Variazione calcolaa sul periodo I assi di crescia sono calcolai su base annua. 2. Dinamiche demografiche L analisi della demografia d impresa, svola sui dai dell Eurosa sulle imprese aive, nae e cessae 2 ra il 1998 e il 2007 mosra che il grado di frammenazione del 2 Eurosa fornisce il numero di imprese aive, nae e cessae relaivamene al periodo Si inendono imprese aive quelle che riporano un valore aggiuno sreamene posiivo, menre si definiscono cessae quelle che non risulano più aive da almeno due anni. I dai sono disponibili anche disaggregai per classi dimensionali, ma secondo una riparizione diversa rispeo ai dai descrii precedenemene. In paricolare si fa riferimeno a quaro diverse classi di addei: 0 addei, 1-4 addei, 5-9 addei e 10+ addei. Parallelamene per i re gruppi (nae, aive e cessae) sono fornii anche i numeri dei lavoraori coinvoli. Le serie sono spesso incomplee e/o disconinue. I dai vanno quindi inerpreai con cauela. In paricolare i dai francesi coprono solo il periodo (con 11
14 essuo produivo ialiano è una caraerisica iniziale, rinvenibile all origine del ciclo di via delle imprese. In Ialia solo lo 0,7 per ceno delle imprese nuove nae ha almeno 10 addei, conro il 3,7 per ceno della Spagna e olre il 7 per ceno del Regno Unio (av. 3). Anche in Francia, dove il peso delle piccole imprese è comunque rilevane, la quoa di imprese che nascono con più di 10 addei sul oale è superiore all Ialia (1,6 per ceno). In ermini occupazionali la disanza è ancora più evidene: solo l 8,1 per ceno per l Ialia, conro il 17,6 della Francia, il 26,4 per ceno della Spagna e olre il 60 per ceno del Regno Unio. Tav. 3 Quoa di imprese per classi dimensionali (1) (valori percenuali) CLASSE ADDETTI Numero Imprese Addei Aive Nae Cessae Aive Nae Cessae Ialia ,6 99,3 99,3 43,0 91,9 91, ,4 0,7 0,7 57,0 8,1 8,8 Toale 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 Francia ,2 98,4 95,7 31,9 82,4 56, ,8 1,6 4,3 68,1 17,6 43,3 Toale 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 Regno Unio ,8 92,7 84,4 4,3 39,8 22, ,2 7,3 15,6 95,7 60,2 77,4 Toale 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 Spagna ,5 96,3 96,1 22,9 73,6 76, ,5 3,7 3,9 77,1 26,4 23,6 Toale 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 Fone: elaborazioni su dai Eurosa. (1) Dai medi Dall analisi della disribuzione per classi dimensionale emerge inolre che in Ialia le imprese più piccole (con meno 10 addei) sono omogeneamene rappresenae sia ra le imprese nae sia ra quelle cessae (0,7 per ceno). Al conrario, i dai relaivi al Regno Unio, alla Francia e, in misura inferiore, alla Spagna suggeriscono una crescia dimensionale progressiva delle imprese, mediamene più piccole all inizio che alla fine del ciclo produivo: le imprese con meno di 10 addei sono infai più frequeni fra le imprese nuove nae (92,7 nel Regno Unio, 98,4 in Francia e 96,3 in Spagna rispeivamene), che fra quelle cessae (84,4 nel Regno Unio, 95,7 in Francia e 96,1 in Spagna). La crescia del numero delle imprese più grandi, documenaa per l Ialia nella avola 1, può essere qualificaa dall analisi dei flussi demografici. L aumeno della l eccezione del 2002), menre quelli edeschi solo il biennio Per quesa ragione la Germania è saa esclusa dall analisi di queso paragrafo. 12
15 quoa di imprese più grandi può avvenire in presenza di assi nei di urnover superiori alla media o per dinamiche di riallocazione, deerminae da migrazioni di imprese appareneni ad alre classi dimensionali 3. Denominando con a il numero di imprese aive, b il numero di imprese nae e c il numero di imprese cessae, in un dao anno, si definiscono: a. il asso di naalià pari a: N =b /a ; b. il asso di moralià pari a: M =c / a ; c. il asso di urnover pari a: NN =N -M ; d. il asso di crescia pari a: g =(a /a -1 )-1 Evoluzione demografica dal 1998 al 2007 (valori percenuali) Tav. 4 CLASSE ADDETTI Naalià (a) Moralià (b) Turnover (c) Crescia (d) Riallocazione (e) Ialia 1-9 5,9 5,5 0,4 0,2-0, ,5 0,4 0,1 2,1 2,0 Media 5,5 5,1 0,4 0,3-0,1 Francia 1-9 4,3 6,8-2,5-1,1 1, ,6 2,3-1,7 0,6 2,4 Media 3,9 6,3-2,4-0,9 1,5 Regno Unio ,5 11,5 0,0-1,9-1, ,8 4,3-2,5-1,4 1,1 Media 8,3 9,1-0,8-1,8-0,9 Spagna 1-9 5,0 5,6-0,6-1,7 1, ,9 1,1-0,2 0,7 0,9 Media 4,3 4,9-0,6-1,3-0,7 Fone: elaborazioni su dai Eurosa. Se mole imprese piccole già esiseni accrescono la propria dimensione, enrando nella classe dimensionale superiore, il numero di grandi imprese aumena a un rimo superiore al asso neo di urnover. La differenza ra il asso di crescia e il asso di urnover può essere quindi consideraa una misura dell effeo di riallocazione, pari alla quoa di imprese che cambiano classe dimensionale sul oale delle aive (colonna e della avola 4). In Francia e in Spagna, nonosane un asso neo di urnover negaivo, il numero di imprese con almeno 10 addei è aumenao. Perano, in quesi paesi, una quoa significaiva di imprese nascono piccole e accrescono nel empo la propria dimensione. Una dinamica simile è osservabile anche in Ialia: in presenza di un asso di urnover prossimo a zero, il numero di imprese con almeno 10 addei è cresciuo. 3 Scosameni fra assi di crescia e assi di urnover possono essere impuai, anche a fusioni di più imprese piccole in un impresa grande, variazioni merceologiche e/o seoriali di imprese già operani. 13
16 I dai di Infocamere sul numero delle imprese aive nelle province ialiane consenono di qualificare geograficamene il fenomeno della crescia del numero delle imprese del comparo della rasformazione alimenare. La figura 1 ripora il numero di imprese aive per mille abiani nelle province ialiane nel 2000 e nel Emerge che la crescia del numero di imprese ha ineressao all incirca uo il erriorio nazionale, ma è saa paricolarmene inensa in alcune province del Mezzogiorno, soprauo in Sicilia e in Sardegna. Fig. 1 Diffusione provinciale delle imprese dell indusria della rasformazione alimenare e crescia dal 2000 al 2008 (valori) (a) Imprese aive per abiani. Anno 2000 (b) Imprese aive per abiani. Differenza 2008/2000 Fone: elaborazioni su dai delle Camere di Commercio (Infocamere). 3. Deerminani della crescia: un analisi shif and share Nel 2007 le imprese con meno di 20 addei producevano circa il 33 per ceno del valore aggiuno in Ialia, ma solo il 23 per ceno in Francia, il 18 per ceno in Spagna, il 13 per ceno in Germania e il 4 per ceno nel Regno Unio (av. 5). Complessivamene, fra il 1999 e il 2007, in Ialia il valore aggiuno del seore 14
17 alimenare si è ridoo in ermini reali 4 dello 0,2 per ceno (+0,2 per ceno nel comparo manifauriero nel suo complesso). L opposo è avvenuo negli alri paesi europei considerai, ad eccezione della Germania. Al fine di una migliore comprensione dei vari aspei della dinamica regisraa dal seore negli anni , nella avola 5 sono riporai i risulai di una analisi shif and share esa a scomporre la variazione del valore aggiuno in quaro componeni (più un residuo, si veda anche Appendice A), che misurano rispeivamene il conribuo di: a. la variazione della crescia della produivià del lavoro (produciviy effec); b. la variazione della dimensione media delle imprese (size effec); c. il cambiameno della disribuzione delle imprese in classi dimensionali (disribuion effec); d. la variazione oale del numero di imprese nel seore (secor effec). Il valore aggiuno è aumenao dello 0,4 per ceno annuo per la classe di imprese con meno di 20 addei, menre si è ridoo dello 0,5 per ceno annuo per le imprese con almeno 20 addei. La dimensione media delle prime è aumenaa (1,3 per ceno) compensando la perdia di produivià (-1,3 per ceno). Al conrario, nelle imprese con almeno 20 addei la seppur più conenua perdia di produivià (-0,6 per ceno), è saa accompagnaa dalla diminuzione della dimensione media (-1,2 per ceno). A livello aggregao, quindi, la dinamica deludene del seore è da impuare per la gran pare al calo della produivià del lavoro (-0,8 per ceno) - accenuaa nelle piccole imprese - e al resringimeno dimensionale medio delle grandi imprese. Ques ulima dinamica, anche alla luce dei risulai presenai nelle sezioni precedeni, porebbe essere saa deerminaa dall ingresso di alcune imprese provenieni dalla classe dimensionale inferiore (si veda anche colonna c della av. 5). La endenza negaiva regisraa in Germania è fruo di dinamiche diverse da quelle osservae in Ialia. Un meccanismo di fore selezione ha probabilmene ridoo il numero di imprese aive con meno di 20 addei, aumenandone però sia la dimensione sia la produivià media. L effeo oale aggregao è sao quindi conenuo. Una dinamica simile è saa regisraa nel Regno Unio dove, però, la più vigorosa crescia della produivià (2,5 per ceno) è saa accompagnaa da una riduzione della dimensione media d impresa (-1,9 per ceno). Come nel Regno Unio, in Francia il valore aggiuno oale è rimaso sosanzialmene sabile, ma si è verificaa una ricomposizione verso imprese più piccole e meno produive. Crescie marginali della dimensione media (0,5 per ceno) e della produivià (0,4) hanno però compensao ale effeo. Infine, la Spagna è il paese che ha regisrao assi di crescia più elevai, grazie ad un aumeno del numero di imprese (2,1 per ceno) e a una crescia della produivià (1,4 per ceno) concenraa soprauo nelle imprese con meno di 20 addei (3,9 per ceno). 4 La dinamica desuna da SBS è in linea con i dai di conabilià nazionale: ra il 2000 e il 2007 il valore aggiuno ai prezzi base e valori concaenai (2000=100) è diminuio in media dello 0,1 per ceno. 15
18 Riparizione del valore aggiuno per classe dimensionale e scomposizione del asso di crescia dal 1999 al 2007 (valori percenuali) Tav. 5 CLASSE ADDETTI Quoa nel 2007 Produciviy (a) Size (b) Var Disribuion (c) Secor (d) Toale (e) Ialia ,1-1,3 1,3-0,1 0,5 0, ,0-0,6-1,2 0,8 0,5-0,5 Toale 100,0-0,8-0,4 0,5 0,5-0,2 Francia ,6 0,2 0,3 0,0-0,1 0, ,4 0,5 0,6-0,7-0,1 0,3 Toale 100,0 0,4 0,5-0,5-0,1 0,3 Germania ,7 2,0 3,4-0,6-5,4-0, ,3-0,2 0,7 4,9-5,4 0,0 Toale 100,0 0,1 1,1 4,1-5,4-0,1 Spagna ,5 3,9-4,3 0,0 1,3 0, ,5 0,8 0,4-0,1 1,3 2,4 Toale 100,0 1,4-0,5-0,1 1,3 2,1 Regno Unio ,3 6,9-2,4-0,5-1,7 2, ,7 2,3-1,9 1,2-1,7-0,1 Toale 100,0 2,5-1,9 1,2-1,7 0,0 Fone: elaborazioni su dai Eurosa, SBS. 16
19 2. LA DISTRIBUZIONE AL DETTAGLIO IN ITALIA E NEI PRINCIPALI PAESI EUROPEI In parallelo con il precedene, queso capiolo descrive la sruura e l evoluzione del seore del commercio al deaglio di beni alimenari in Ialia e nei principali paesi europei. Accano all analisi aggregaa, una paricolare aenzione è rivola alle dinamiche di demografia, differeni per le piccole e le grandi imprese disribuive. 1. Il seore commerciale in Europa Nell area dell euro apparengono al seore disribuivo circa il 30 per ceno delle imprese privae non agricole e non finanziarie, che impiegano il 24 per ceno degli addei e producono circa il 20 per ceno del valore aggiuno. Più della meà delle imprese e degli addei opera nel comparo al deaglio. Fig. 1 Peso del commercio al deaglio di prodoi a prevalenza alimenare (1) (quoa di imprese, addei, faurao e valore aggiuno, anni 1999 e 2007) 9,00 8, ,00 6,00 5,00 4,00 3,00 2,00 1,00 0,00 IT FR DE ES UK IT FR DE ES UK IT FR DE ES UK IT FR DE ES UK Quoa di imprese Quoa di addei Quoa di faurao Quoa di VA Fone: Elaborazioni su dai Eurosa, SBS. (1) Quoe calcolae sul oale del seore produivo non agricolo e non finanziario. 17
20 Nell ambio del commercio al deaglio un peso rilevane è assegnao al commercio di prodoi alimenari 1 : la figura 1, sulla base dei dai Srucural Business Saisics (SBS) dell Eurosa, ripora la quoa del comparo sul oale del seore privao non agricolo e non finanziario nei maggiori paesi europei in ermini di imprese, addei, faurao e valore aggiuno nel 1999 e nel Nonosane un generale ridimensionameno rispeo all inizio del periodo in ui i paesi considerai, nel 2007 il peso del seore era mediamene pari al 4 per ceno in ermini di numero di imprese, di quasi il 5 per ceno in ermini di addei e di circa il 3 per ceno quano a valore aggiuno. Tav. 1 Profiabilià ed efficienza: assi di crescia medi annui dal 1999 al 2007 (1) (valori percenuali) VOCI Ialia Francia Germania Spagna Regno Unio Margine di profio -3,4-1,4 0,7-0,1-6,3 Produivià -3,1-0,7 0,5-1,2-0,9 Fone: elaborazioni su dai Eurosa. (1) Seori G521 e G522 Nella avola 1 sono riporai i assi di crescia medi annui del margine di profio e della produivià del lavoro (valore aggiuno reale per dipendene) ra il 1999 e il 2007 nei maggiori paesi europei 2. Tra il 1999 e il 2007 in Ialia il margine di profio si è mediamene ridoo di olre 3 puni percenuali; una dinamica simile si è regisraa per la produivià. Queso andameno, seppur in modo meno accenuao, ha caraerizzao anche gli alri paesi europei, con l eccezione della Germania. Le evidenze basae sui dai SBS sono confermae anche dalle serie di conabilià nazionale sul complesso del commercio al deaglio 3, che mosrano un calo medio annuo pari all incirca all 1 per ceno per i margini di profio e la produivià 4. 1 I seori Aeco considerai sono G521 e il G522. Il seore del commercio al deaglio di prodoi alimenari (alimenari, bevande e abacco) sarebbe correamene definio dalla somma dei sooseori G5211 (esercizi non specializzai nella vendia di prodoi a prevalenza alimenare) e G522 (esercizi specializzai nella vendia di prodoi alimenari, bevande e abacco). Sforunaamene i dai Eurosa SBS uilizzai nel presene lavoro non consenono di idenificare separaamene il sooseore G5211 per le varie classi di addei. Perano si considera l aggregao composo dai seori G521 e G522, per cui è invece disponibile ale deaglio. Confronando le variabili di ineresse sui oali (che sono invece disponibili), si osserva che il seore G5211 rappresena in media ra l 80 e il 90 per ceno dell aggregao G521 in ermini di numero di imprese, addei, faurao e valore aggiuno. In Ialia la quoa è al di sopra del 93 per ceno. 2 Tue le variabili monearie (faurao, valore aggiuno, margine di profio, ecc.) sono deflazionae con l indice dei prezzi al consumo di beni alimenari (COICOP1). 3 Il massimo deaglio disponibile nei dai di conabilià nazionale è il seore a due cifre (G52), per cui il confrono con i dai SBS è solo parziale. 4 Valore medio calcolao sul periodo
21 2. Dinamiche demografiche Secondo i dai dell Eurosa, SBS, che consenono una suddivisione in quaro classi di addei (zero, cioè il solo imprendiore, da 1 a 4, da 5 a 9 e con 10 e più) in Ialia la disribuzione delle imprese è sbilanciaa verso la micro e la piccola impresa. Il 95,2 per ceno delle imprese aive nel seore ha infai meno di 5 addei e solo il 2,3 per ceno si colloca nella classe 10+ (dai per l anno 2006, av. 2). Anche in Spagna il 94,7 per ceno delle imprese aive è al di soo dei 5 addei e solo l 1,5 per ceno raggiunge o supera i 10. In Germania e in Francia, se da un lao la quoa delle imprese con meno di 5 addei rappresena olre l 85 per ceno del oale, dall alro l ulima classe è numericamene più consisene rispeo a quelle dell Ialia e della Spagna (rispeivamene pari al 6 e al 7,7 per ceno). È invece molo diversa la disribuzione per classi prevalene nel Regno Unio, dove le imprese con il solo imprendiore rappresenano solo il 28,7 per ceno del oale, le medio-piccole (ra 5 e 9) il 9,9 per ceno e quelle più grandi superano il 5 per ceno (av. 2). Tra il 1998 e il 2006 sono nae in Ialia quasi imprese nel seore del commercio al deaglio di prodoi alimenari e ne sono cessae circa , con una riduzione nea di circa unià. Durane uo il periodo il asso neo di urnover, pari alla differenza ra il asso di naalià e quello di moralià, è sao cosanemene negaivo e si è aesao al -1,8 per ceno nel Tale andameno è dovuo all aumeno del asso di moralià, paricolarmene inenso negli ulimi quaro anni del periodo considerao (dal 5,9 del 2003 al 7,1 del 2006). Ne è conseguia una riduzione del asso di sopravvivenza a un anno, pari alla quoa di imprese aive con un anno di via sul oale di quelle nae all inizio del periodo, che è sceso dal 92 all 88 per ceno alla fine dell inervallo emporale considerao. L andameno rilevao in Ialia è simile a quello dei cinque maggiori paesi europei: le differenze riguardano solo l inensià del fenomeno, minore in Spagna - dove nella media del periodo il asso neo di urnover è sao pari a -0,6 per ceno - e maggiore nel Regno Unio (-2,9 per ceno). Quese dinamiche uavia rifleono un elevaa eerogeneià per classe dimensionale. In Ialia, considerando i flussi in enraa, l 87,6 per ceno delle imprese nuove nae appariene alla prima classe e solo lo 0,4 per ceno all ulima. Le cessazioni 5 riguardano per il 99,3 per ceno imprese al di soo dei 5 addei. Con l eccezione del Regno Unio, anche negli alri principali paesi europei la classe che comprende il solo imprendiore è quella in cui si regisra la più ala quoa di imprese nuove nae. La differenza rispeo al caso ialiano riguarda principalmene l enià della quoa, che negli alri paesi è sempre inferiore all 80 per ceno, a beneficio delle classi dimensionali inermedie (1-4 e 5-9): a quese ulime nel Regno Unio appariene il 64 per ceno delle imprese nuove nae. Nella classe da 10 addei in su, invece, in Ialia la quoa di imprese nuove nae è superiore solo a quella spagnola (0,4 conro 0,3), menre la Francia e la Germania si collocano su valori prossimi all 1 per ceno. Con riguardo alla moralià, ui i paesi regisrano un incidenza maggiore delle 5 Nel daase SBS Eurosa si definisce cessaa un impresa che sia rimasa inaiva per due anni consecuivi. 19
22 cessazioni nella classe zero; ale indicaore è massimo in Germania (89,5 per ceno), dove eccede la corrispondene quoa di nuove nae. Imprese aive, nae e cessae per classi dimensionali nel 2006 (valori percenuali) Tav. 2 CLASSE ADDETTI Aive Nae Cessae Ialia 0 74,8 87,6 87, ,4 11,1 11, ,5 0,9 0, ,3 0,4 0,2 Toale 100,0 100,0 100,0 Francia (1) 0 55,4 79,5 73, ,5 18,0 22, ,4 1,7 2, ,7 0,9 1,4 Toale 100,0 100,0 100,0 Germania 0 57,8 76,7 89, ,8 21,2 9, ,5 1,3 0, ,0 0,7 0,2 Toale 100,0 100,0 100,0 Spagna 0 56,4 71,7 69, ,3 26,0 29, ,8 2,0 1, ,5 0,3 0,3 Toale 100,0 100,0 100,0 Regno Unio 0 28,7 35,9 34, ,2 56,1 57, ,9 5,7 6, ,2 2,4 2,4 Toale 100,0 100,0 100,0 Fone: elaborazioni su dai SBS Eurosa, , seori G521 e G522. (1) Dai relaivi al 2007, per la Francia, al 2006 per ui gli alri paesi. In ui i paesi considerai la dinamica del numero di imprese per classe di addei ha mosrao, a parire dalla seconda meà degli anni 2000, una endenza verso il consolidameno. In paricolare, da un lao si è ridoo il numero di micro e piccole imprese, dall alro è aumenao il peso delle imprese con almeno dieci addei. Quesa ricomposizione può essere saa deerminaa da una riduzione del asso di naalià neo per le imprese appareneni alle prime due classi e da un aumeno per quelle di dimensione maggiore, nonché da un processo di riallocazione dalle piccole alle più grandi: lo sposameno della disribuzione sarebbe quindi dovuo a cambiameni 20
23 dimensionali della popolazione esisene. Il primo fenomeno si può valuare sulla base dell evoluzione dei assi nei di urnover nelle varie classi, menre il secondo si può desumere per differenza ra i assi di crescia del numero di imprese per classe e il relaivo urnover neo. Come la avola 4 del capiolo 1, la avola 3 ripora quese saisiche per i cinque maggiori paesi europei, olre ai assi di crescia medi annui del numero delle imprese aive e ai assi medi di riallocazione. Tav. 3 Tassi di evoluzione demografica per classi dimensionali (1) CLASSE ADDETTI Naalià (a) (valori percenuali; media ) Moralià (b) Turnover (c) Crescia (d) Riallocazione (e) Ialia 0 5,8 7,6-1,9-3,3-1, ,8 3,0-0,2 3,2 3, ,2 1,5 0,8 4,1 3, ,2 0,6 0,5 4,4 3,9 Media 5,1 6,6-1,5-1,9-0,3 Francia 0 8,2 9,0-0,9 2,5 3, ,3 6,1-2,8-2,1 0, ,6 2,9-1,4 0,9 2, ,6 1,7-1,1 1,2 2,3 Media 5,5 7,1-1,6-0,5 1,0 Germania (2) 0 15,9 19,3-3,4-1,8 1, ,4 3,6 4,8-1,0-5, ,5 0,8 2,7-1,8-4, ,9 0,4 1,5 0,6-0,9 Media 12,1 12,4-0,3-1,4-1,1 Spagna 0 9,2 9,8-0,6-3,6-3, ,1 5,9-0,7 1,6 2, ,0 3,5 0,5 0,9 0, ,6 1,8-0,2 0,0 0,2 Media 7,4 8,0-0,6-1,6-1,0 Regno Unio 0 10,0 15,3-5,4-8,9-3, ,2 11,6-1,4-0,5 1, ,3 8,0-1,7-1,8-0, ,8 5,8-2,0-2,9-0,9 Media 9,3 12,3-2,9-3,8-0,9 Fone: elaborazioni su dai Eurosa, SBS. (1) Denominando con a il numero di imprese aive, b il numero di imprese nae e c il numero di imprese cessae, in un dao anno : (a ) il asso d i naalià è pari a N =(b/a)*100; (b) il as so di moralià è M=(c/ a)*100; (c) il ass o di urnover neo è NN=N-M; (d) il asso di crescia è pari a g =((a/a-n)^(-n)-1)*100; (e) Il asso di riallocazione è pari alla differenza ra il asso di crescia e il asso di urnover neo. (2) Dai relaivi al , unici disponibili. In Ialia la classe di imprese con il solo imprendiore presena sia un asso di urnover neo negaivo sia un asso di crescia negaivo, dando luogo a una 21
24 riallocazione verso classi superiori. Parallelamene, in corrispondenza delle alre classi dimensionali si rilevano assi di crescia posiivi e urnover nei lievemene negaivi: la crescia delle imprese aive in ali classi è quindi ineramene spiegaa dai flussi migraori di imprese già esiseni. Anche negli alri paesi, generalmene, l effeo di migrazione da una classe all alra prevale sui flussi in enraa (av. 3). Indicaori sruurali per classi di occupazione (1) (valori percenuali) Tav. 4 VOCI fino a addei fino a addei Ialia Imprese (quoa) 99,2 0,8 98,9 1,1 Addei (quoa) 63,3 36,7 53,5 46,5 Faurao (quoa) 44,3 55,7 34,1 65,9 Valore aggiuno (quoa) 51,5 48,5 41,7 58,3 Dimensione media di impresa 1,9 136,4 2,2 176,7 Francia Imprese (quoa) 95,1 4,9 95,5 4,5 Addei (quoa) 23,0 77,0 21,9 78,1 Faurao (quoa) 14,3 85,7 13,5 86,5 Valore aggiuno (quoa) 19,5 80,5 18,5 81,5 Dimensione media di impresa 2,0 128,8 2,0 150,7 Germania Imprese (quoa) 93,9 6,1 93,0 7,0 Addei (quoa) 22,2 77,8 23,3 76,7 Faurao (quoa) 14,1 85,9 12,4 87,6 Valore aggiuno (quoa).. 14,8 85,2 Dimensione media di impresa.. 4,2 181,1 Spagna Imprese (quoa) 99,3 0,7 99,2 0,8 Addei (quoa) 52,6 47,4 42,7 57,3 Faurao (quoa) 35,6 64,4 28,9 71,1 Valore aggiuno (quoa) 36,2 63,8 29,2 70,8 Dimensione media di impresa 1,8 215,5 2,1 362,9 Regno Unio Imprese (quoa) 97,3 2,7 97,8 2,2 Addei (quoa) 22,0 78,0 17,3 82,7 Faurao (quoa) 14,5 85,5 12,3 87,7 Valore aggiuno (quoa) 9,5 90,5 14,1 85,9 Dimensione media di impresa 4,0 511,2 4,1 877,5 Fone: elaborazioni su dai Eurosa, SBS. 22
25 3. Deerminani della crescia: un analisi shif and share La avola 4 ripora alcune saisiche sruurali nel 1999 e nel 2007 per le classi di addei (1) fino a 19 e (2) 20 e olre. Sebbene, come già menzionao nei paragrafi precedeni, le piccole imprese (fino a 19 addei) del seore disribuivo ialiano occupino olre la meà della forza lavoro, in ermini di faurao e di valore aggiuno il loro peso è inferiore: nel 2007 conribuivano per il 34 per ceno al faurao oale del seore e al 42 per ceno del valore aggiuno (quasi 10 puni in meno rispeo al 1999). Nel 2007 i corrispondeni valori erano però significaivamene inferiori in Francia, in Germania e nel Regno Unio. La endenza generale alla crescia dimensionale è confermaa anche dall aumeno marcao della dimensione media delle imprese, soprauo quelle con almeno 20 addei. In Ialia le imprese maggiori nel 1999 avevano in media 136 addei; nel 2007 ne avevano 177. Tra il 1999 e il 2007 in ui i paesi considerai il faurao oale in ermini reali è aumenao (av. 5): dell 1,5 per ceno in Ialia, dell 1,6 per ceno in Francia e in Germania, del 2,3 per ceno in Spagna e nel Regno Unio. Come nel capiolo 1, al fine di proporre un quadro di sinesi delle principali deerminani della crescia del faurao, la avola 5 ripora i risulai di un analisi shif and share, che consene di scomporre la variazione del faurao (ΔT ) in quaro componeni (effeo produciviy, size, disribuion, secor e un residuo, si veda l Appendice A). Si preferisce analizzare l evoluzione del faurao, anziché quella del valore aggiuno, poiché ques ulimo non è disponibile per ui i paesi disinamene per classe dimensionale. Tuavia, nella leeraura economica il faurao è spesso usao come proxy per il valore aggiuno del commercio al deaglio. Il primo ermine misura quana pare della crescia del faurao reale sia impuabile alla crescia della produivià (pari al faurao reale per occupao); il secondo l apporo della variazione della dimensione media di impresa; il erzo il conribuo riconducibile alla variazione della disribuzione per classi dimensionali caraerizzae da diversa produivià; infine il quaro faore spiega la quoa di crescia del faurao indoa da un incremeno nel numero complessivo di imprese nella classe. Nel periodo considerao in Ialia la dinamica del faurao è saa guidaa dalle imprese con almeno 20 addei: per quese il asso di crescia medio annuo è sao pari al 3,6 per ceno, conro il -1,8 delle imprese della classe fino a 19 addei. Nelle sezioni precedeni è saa presenaa evidenza di una crescia in Ialia della dimensione media, che ha deerminao un effeo di riallocazione verso classi occupazionali superiori. La avola 5 mosra che ale crescia dimensionale, avvenua araverso l enraa di nuovi operaori di grandi dimensioni (effeo disribuion per le imprese con almeno 20 addei) e araverso l aumeno della dimensione di quelli esiseni (effeo size per enrambe le classi), ha conribuio in modo sosanziale alla dinamica del faurao complessivo. La componene produciviy è saa invece negaiva per enrambe le classi, così come l effeo secor, a seguio della conrazione del numero oale di imprese, anch essa già documenaa nella sezione precedene. Come in l Ialia, anche in Spagna la principale deerminane della crescia è l aumeno dimensionale (e la riallocazione verso classi superiori), menre le 23
26 componeni produciviy e secor hanno fornio un conribuo negaivo. Anche in Francia la dinamica del faurao è impuabile all aumeno dimensionale degli operaori appareneni alla classe 20+, all ingresso di nuovi operaori e alla sosanziale sazionarieà della produivià. In Germania, al conrario, la crescia del faurao è saa principalmene deerminaa dalla dinamica delle grandi imprese, associaa a un espansione del numero di operaori. Anche nel Regno Unio si è verificao un significaivo aumeno della produivià in enrambe le classi di occupazione, paricolarmene inenso per la classe fino a 19 addei e ale da compensare, almeno parzialmene, la significaiva conrazione del numero di imprese (effeo secor). In generale, quindi, in ui i paesi, con l eccezione del Regno Unio, la dinamica della produivià è saa condizionaa dall andameno rilevao nella prima classe dimensionale. In Ialia, in Francia e in Spagna, uavia, anche la produivià della classe con almeno 20 addei ha fao regisrare un decremeno. Tav. 5 Scomposizione shif and share del asso di crescia del faurao (1) (valori percenuali) CLASSE ADDETTI Produciviy (a) Size (b) Disribuion (c) Secor (d) Toale (e) Ialia Fino a 19-1,3 1,8 0,0-2,2-1, ,0 3,2 3,6-2,2 3,6 Toale -1,1 2,6 2,0-2,2 1,5 Francia Fino a 19-0,4 0,1 0,0 1,1 0, ,3 2,0-1,0 1,1 1,7 Toale -0,3 1,7-0,8 1,1 1,6 Germania Fino a 19-1,4 1,2-0,1 1,0 0, ,2-1,5 1,8 1,0 2,5 Toale 0,8-1,1 1,6 1,0 2,3 Spagna Fino a 19-0,4 1,9 0,0-1,7-0, ,6 6,5 0,3-1,7 3,6 Toale -1,2 4,9 0,2-1,7 2,3 Regno Unio Fino a 19 2,3 0,6 0,1-3,5-0, ,9 6,8-2,3-3,5 1,9 Toale 1,1 5,9-2,0-3,5 1,6 Fone: elaborazioni su dai Eurosa, SBS. (1) Valori reali, deflazionai con l indice dei prezzi al consumo di prodoi alimenari, COICOP1. Anni
27 3. GLI OPERATORI DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE ORGANIZZATA Dopo aver documenao le dinamiche aggregae del seore disribuivo, queso capiolo descrive brevemene i rai dei principali operaori preseni in Ialia mediane l uilizzo di alcuni indicaori di bilancio e sruurali. L ampia varieà di formule organizzaive adoae dalle grandi imprese del seore si riflee anche sulle concree modalià di inerazione ra la GDO e le imprese indusriali. Il capiolo propone perciò un enaivo di esemplificazione della sruura dei disribuori più grandi e delle fasi di conraazione ra le pari. 1. La sruura degli operaori La sruura degli operaori della GDO è mediamene piuoso complessa, rifleendo una grande varieà di formule imprendioriali. In alcuni casi si raa di gruppi economici; in alri di cooperaive di consumaori o di deagliani, con aricolazioni errioriali relaivamene auonome, ma che fanno capo a sruure di coordinameno uniarie. All inerno di un gruppo/consorzio/associazione, le imprese disribuive possono operare con la medesima insegna o con insegne differeni, ognuna espressione di una diversa ipologia disribuiva. Un modello descriivo che esemplifichi la sruura degli operaori difficilmene si adaa a ua la casisica esisene. Seppur con queso limie, in linea generale un impresa/consorzio della GDO è composa/o da un enià principale di coordinameno e da più sruure secondarie (spesso con aricolazione errioriale), che gesiscono (direamene o anche indireamene) l aivià dei singoli puni vendia (fig. 1). La sruura principale accenra alcune aivià, ra cui ipicamene il markeing, e gesisce i rappori con le imprese produrici, parecipando alla conraazione all inerno delle cenrali d acquiso. Quese a loro vola sono sruure associaive a cui parecipano le imprese medie e grandi della disribuzione, nonché le sruure di coordinameno delle associazioni. La finalià delle cenrali di acquiso è quella di accrescere il proprio poere conrauale nei confroni dei produori, araverso la sipula di accordi-quadro validi per ui gli adereni. Alle sruure secondarie spea, in moli casi, la gesione effeiva dei conrai con i produori (fino alla fase della faurazione) e l organizzazione della logisica, nel rispeo delle linee definie a livello di cenrale d acquiso. Le sruure secondarie insaurano perciò una seconda fase di conraazione direamene con i produori per oenere uleriori migliorameni delle condizioni di vendia pauie dalla cenrale, spesso sulla base delle quanià effeivamene vendue dai puni vendia che 25
28 graviano nell area di compeenza (cfr. anche il paragrafo 5). Infine i puni vendia non sono necessariamene deenui in proprieà direa, ma possono apparenere a una diversa impresa commerciale, che sipula accordi di franchising o affiliazione, o con la sruura principale o con quella secondaria. La sruura delle imprese della GDO Fig. 1 Cenrale d'acquiso Impresa (o consorzio di imprese) Sruura secondaria (Impresa o consorzio) Sruura secondaria (Impresa o consorzio) Sruura secondaria (Impresa o consorzio) puno vendia puno vendia puno vendia puno vendia puno vendia puno vendia 2. I gruppi socieari La grande varieà di sruure sociearie e di accordi in essere pone rilevani problemi definiori e analiici per l idenificazione del perimero dei vari soggei economici, nonché per la deerminazione degli ambii di auonomia e di quelli di collaborazione. Sulla base dei dai conenui nell archivio sui gruppi socieari della Cenrale dei bilanci e delle informazioni di naura conabile preseni nei bilanci riclassificai di fone Cerved si analizzano in primo luogo i cambiameni inervenui, ra il 1998 e il 2010, nella sruura e nella dimensione economica dei principali gruppi di imprese 1 operaivi in Ialia nel seore della GDO. I dai si riferiscono alle imprese 1 I gruppi censii dalla Cenrale dei bilanci sono prevalenemene quelli che presenano un faurao consolidao (o un faurao aggregao in assenza di bilancio consolidao) superiore ai 250 milioni di euro. Sono comunque rilevai, indipendenemene dalla dimensione economica, ui i gruppi di socieà quoae. Nell archivio sono affiliae ai gruppi esclusivamene le socieà ialiane ed esere soopose a 26
29 ialiane incluse nel perimero di conrollo del gruppo e comprendono anche quelle evenualmene non operani nel seore commerciale al deaglio. Si ralascia invece una descrizione compiua delle variabili economiche relaive ai consorzi di apparenenza in quano la banca dai sui gruppi socieari consene di ricosruirne il perimero solo parzialmene. Nella avola 1 sono presenai il faurao, il valore aggiuno e l occupazione dei primi 10 gruppi di imprese operani in Ialia (ra parenesi sono indicai i consorzi di apparenenza). Nel 1998 i grandi gruppi della GDO rappresenavano poco meno di un erzo della dimensione economica complessiva realizzaa dalle imprese del comparo censie nella banca dai Cerved 2 ; nel 2010, la rappresenaivià era aumenaa a circa il 50 per ceno in ermini di faurao e di occupai. Nel complesso, diversi gruppi nel periodo considerao hanno raddoppiao (in alcuni casi quasi riplicao) il proprio faurao. Le mulinazionali esere, in paricolare, hanno conosciuo un inensa fase di espansione nel conrollo delle imprese ialiane, favoria da alcuni eveni socieari di paricolare rilievo: in paricolare, l ingresso nel mercao ialiano da pare dei gruppi francesi, iniziaa con accordi di collaborazione e parecipazione in aziende ialiane che rivesivano un ruolo di spicco nel seore, si è poi ramuaa nella loro acquisizione. Il gruppo Carrefour, che nel 1998 aveva ancora una posizione di modesa enià, a 12 anni di disanza occupava il primo poso in ermini di faurao e valore aggiuno e il erzo per numero di addei, grazie proprio a un inenso processo di aggregazione commerciale 3. All incirca nello sesso periodo anche il gruppo francese Auchan, conrollao dalla famiglia Mulliez, ha promosso una fase di ingresso e progressivo consolidameno dei legami di conrollo con le imprese ialiane 4 : nel 2010 aveva così raggiuno il erzo poso in ermini di faurao e il primo quano a occupai. Nel periodo considerao i gruppi Supermarkes Ialiani/Esselunga e Gecos (Pam) hanno manenuo un posizionameno piuoso sabile. Anche il gruppo Finiper, conrollao dal fondaore Marco Brunelli, ha sperimenao una fase di conrollo giuridico di dirio o di fao, a conrollo giuridico parieico del capiale sociale o a pai parasociali. 2 La dimensione economica misuraa in ermini di faurao, valore aggiuno e occupai del comparo GDO è saa valuaa sulla base di un campione apero, composo da socieà di capiali con aivià prevalene nel sooseore G5211 (esercizi non specializzai nella vendia di prodoi alimenari) censie negli archivi Cerved (olre imprese nel 1998 e circa nel 2007). Le imprese preseni nel campione esprimevano nel 1998 un faurao complessivo di olre 37 miliardi di euro con olre 130 mila dipendeni; nel 2010, anche a seguio di un ampliameno della banca dai Cerved, erano rispeivamene pari a 75 miliardi euro e 230 mila unià. 3 La presenza in Ialia si è noevolmene ampliaa in seguio all acquisizione nel 2000 del gruppo GS, conrollao parieicamene dal 1996 da Edizione holding (Beneon) e da Leonardo Finanziaria (famiglia Del Vecchio) ramie la socieà lussemburghese Schemavenuno SA. Nel 1999 il gruppo GS conrollava olre rena imprese, con un faurao consolidao di olre 5 miliardi di euro e circa dipendeni. Aualmene il gruppo Carrefour ha concluso un accordo di maser franchising con l impresa ialiana CDS per la gesione di alcuni puni vendia di piccole e medie dimensioni localizzai nei cenri ciadini. 4 Nel 1998 la presenza in Ialia era esclusivamene limiaa al conrollo parieico con il gruppo Ifil de La Rinascene. Nel corso degli anni il gruppo Auchan ha inrapreso l acquisizione di alre imprese aive nel seore della disribuzione alimenare (Sma, Socieà Ialiana Bricolage e Gallerie Commerciali Ialia) scorporae da La Rinascene, prima che fosse cedua nel 2005 a una cordaa di invesiori (Deusche Bank, Invesiori Associai, Pirelli & C. e famiglia Borlei). 27
30 rafforzameno dimensionale, sosenua nel 2005 dall acquisizione del gruppo Unes Maxi 5. Nel consorzio Coop Ialia i gruppi capofila Unicoop Firenze e Coop Adriaica hanno fao regisrare assi di crescia in linea con quelli degli alri operaori. Principali soggei disribuivi in Ialia (1) (milioni di euro e unià) Tav. 1 GRUPPI Paese di origine Faurao Valore aggiuno Occupai Faurao Valore aggiuno Occupai Supermarkes Ialiani/Esselunga Ialia Gecos Ialia Unicoop Firenze (Coop Ialia) Ialia Coop Adriaica (Coop Ialia) Ialia Finiper Ialia Lombardini Ialia Benne Ialia Carrefour Francia Auchan (2) Francia Fone: elaborazioni su dai Cenrale dei bilanci gruppi e Cerved. (1) I dai si riferiscono alle im prese ialiane incluse nel perimero di con rollo del gruppo. Il faurao e il valore aggiuno sono correi per l effeo conabile delle operazioni inra-gruppo. (2) Comprende anche le socieà Sma e Puno Franchising. Nella avola 2 sono presenai alcuni indicaori che evidenziano per gli sessi operaori, da un lao, la diversa capacià delle imprese di generare valore aggiuno per unià di faurao; dall alro, lei in concomianza con quelli della avola 1, consenono di disinguere ra la crescia del faurao riconducibile a una maggiore produivià per mero quadrao di vendia e quella dovua a un ampliameno della ree disribuiva (penulima colonna della avola 2). Dal 1998 al 2010, con poche eccezioni, il valore aggiuno per unià di faurao è diminuio. A frone di una crescia inensa delle superfici di almeno 400 meri quadri, il faurao nominale per mero quadro è solo debolmene cresciuo, con una variazione oale inferiore rispeo all indice dei prezzi dei beni alimenari, che ha superao nel periodo il 30 per ceno. 5 Nel 2007 il gruppo Unes era composo da olre dieci imprese conrollae, ue operaive nel comparo della GDO, che esprimevano un faurao consolidao di circa un miliardo di euro con olre dipendeni. La presenza sul erriorio riguardava 177 esercizi commerciali, esclusivamene localizzai in Piemone, Lombardia ed Emilia-Romagna. 28
31 Tav. 2 Alcuni indicaori di bilancio e sruurali (1) (migliaia di euro e valori percenuali) GRUPPI Valore aggiuno su faurao Faurao (in migliaia) per mq grandi sruure Var. % superficie (3) Quoa mq su o sruure con almeno 400 mq nel 2010 Superm. Ialiani/Esselunga 11,4 9,7 16,0 16,6 70,0 5,1 Gecos 13,2 9,1 5,9 6,1 91,9 8,2 Unicoop Firenze (Coop Ialia) 11,9 14,5 12,0 14,7 59,5 2,4 Coop Adriaica (Coop Ialia) 14,1 18,3 7,4 8,0 68,4 3,5 Finiper 13,7 9,5 4,3 8,4 44,1 4,6 Lombardini 11,0 2,3 5,0 3,9 33,5 3,6 Benne 17,8 14,3 4,7 4,7 104,9 4,4 Carrefour 12,2 10,8 0,4 7,9 59,9 13,6 Auchan (2) - 6,6-4,2 363,7 16,8 Fone: elaborazioni su dai Cenrale dei bilanci gruppi, Cerved e Nielsen. (1) I dai si riferisco no alle impres e iali ane inclus e nel peri mero di conrol lo de l gruppo. (2) Com prende an che le con rollae Sma e Puno Fran chising. (3) Calcolao sol o su lle sruure con alm eno 400 mq di supe rficie a parire dal per una mag giore coper ura campionaria delle sruure più piccole a parire da quell anno. L espansione della ree di vendia, paricolarmene inensa per Auchan e Gecos (Pam) ha consenio a quesi di deenere rispeivamene il 16,8 e l 8,2 per ceno del oale della superficie dedicaa a supermercai e ipermercai esisene in Ialia (in base ai dai del 2010). La francese Carrefour deiene la seconda posizione quano a meri quadri. La Supermarkes Ialiani/Esselunga Spa, della famiglia Caproi, con il 5,1 per ceno della superficie complessiva, occupa la quara posizione, ma è al primo poso quano a faurao per mero quadro. Il quadro fin qui presenao uavia non riflee il peso delle realà associaive in Ialia. Se si considerano non solo i gruppi economici ma anche i consorzi, con riferimeno alla sola aivià di disribuzione, nel 2010 il principale soggeo era Coop Ialia, con l 11 per ceno della superficie e la prima posizione quano a faurao (av. 3). Selex era seconda quano a superficie e quara per faurao; Auchan erza, Carrefour sesa, precedua da Esselunga. 29
32 Gruppi e consorzi: quoa di superficie sul oale della grande disribuzione e graduaoria sulla base del faurao nel 2010 (valori e puni percenuali) Tav. 3 GRUPPI/CONSORZI Mq vendia (% su oale GDO) (1) Faurao (posizione in classifica) Coop Ialia 11,3 1 Selex 9,3 4 Conad 8,6 2 Auchan 7,8 3 Carrefour 6,3 6 Inerdis 5,4 8 Despar 4,7 7 Pam 3,8 9 Sisa 3,7 11 Eurospin 3,3 10 Sigma 3,3 15 Rewe 3,0 14 Crai 2,8 16 Lidl 2,5 13 Supermarkes Ialiani/Esselunga 2,3 5 C3 2,2 19 Finiper 2,1 12 Benne 2,0 17 Agorà Nework 1,7 18 Lombardini 1,6 20 Fone: elaborazioni su dai Nielsen, gennaio (1) Include anche le sruure con meno di 400 mq. 3. Gli operaori ialiani nel confrono europeo Inorno alla meà degli anni novana, alla crescia dimensionale per via inerna della GDO è seguia, in alcuni paesi europei, una endenza sia alla concenrazione sul mercao domesico sia all espansione inernazionale. Tale endenza è uora in corso, sebbene si svolga con rimi meno inensi e con operazioni in pare diverse dal passao. Nella maggior pare dei paesi europei, i principali gruppi disribuivi sono arrivai a deenere il conrollo di una quoa rilevane del mercao nazionale. La saurazione del mercao domesico, nonché le prospeive di profio offere dai nuovi mercai, localizzai prevalenemene nel Sud e nell Es Europa, hanno spino alcuni operaori a inernazionalizzarsi. In paricolare, i grandi gruppi disribuivi francesi e edeschi hanno rafforzao la propria posizione nel mercao europeo, i primi con la formula degli ipermercai e dei supermercai e i secondi 30
33 prevalenemene con i discoun. Gli operaori inglesi hanno mosrao invece maggiore ineresse verso mercai fuori dell Europa occidenale. Aualmene i principali gruppi disribuivi europei si sanno orienando anche verso i paesi in via di sviluppo, soprauo asiaici. Principali soggei disribuivi in Europa (milioni di euro, unià e valori percenuali) Tav. 4 GRUPPI Paese di origine Addei 2009 Faurao 2009 (mln di euro) Var. % annua faurao 2009/01 % faurao all'esero (1) Carrefour Francia ,6 54,2 Mero Germania ,0 84,0 Tesco Regno Unio ,4 26,3 Schwarz/Lidl (1) Germania ,3 55,8 Aldi Germania ,1 45,4 Rewe Germania ,9 45,7 Edeka Germania ,6 19,9 Auchan Francia ,2 48,0 Inermarché Francia ,8 26,0 E.Leclerc Francia ,5 8,7. Coop Ialia Ialia ,2 - Conad Ialia ,9 - Selex Ialia ,9 - Carrefour Francia ,9 - Esselunga Ialia ,2 - Inerdis Ialia ,5 - Auchan Francia ,3 - Despar Ialia ,2 - Fone: elaborazioni su dai Euroraing srl, Minel, rai da Largo Consumo, anni vari. (1) Valori simai. Le sraegie di inernazionalizzazione sono sae varie, in relazione alle caraerisiche sia del gruppo di origine sia del mercao di desinazione. La crescia direa, ramie l aperura di propri puni vendia, consene un maggiore conrollo, ma può essere più difficile da realizzare nel caso di significaive differenze nelle preferenze dei consumaori servii (come nel caso dei paesi dell America Laina e dell Asia) o in presenza di barriere all enraa (ad esempio, il mercao ialiano). Quesi faori hanno favorio l uilizzo di alri srumeni, come l acquisizione di imprese esiseni, la sipula di join venure e il franchising. La Francia, la Germania, il Regno Unio, il Belgio e l Olanda sono sai i principali paesi di origine dei gruppi disribuivi inernazionali, menre l Ialia, la Spagna e i paesi dell Europa cenrale i principali paesi di desinazione. Nel 2009 in Ialia il primo gruppo disribuivo, Coop Ialia, si poneva al veniduesimo poso nella graduaoria europea delle imprese per volume d affari 31
34 (av. 4). Il suo faurao complessivo, comprendene anche quello derivane da aivià secondarie, era poco più di un seimo di quello del principale gruppo europeo. 4. Le cenrali d acquiso La cenrale d acquiso (in aluni casi denominaa anche super-cenrale ) è una sruura associaiva a cui parecipano le imprese o i consorzi medi e grandi della disribuzione, per accrescere il proprio poere conrauale nei confroni dei produori; le imprese di una sessa cenrale, uavia, possono essere in concorrenza ra loro sul mercao finale. L aggregazione di più imprese in una cenrale ha perciò l obieivo di oenere sconi sul prezzo di vendia praicao dal produore. I conrai si riferiscono ai prezzi e ad alcune aivià promozionali di caraere nazionale, ipicamene senza vincoli sulle quanià acquisae. Gli accordi hanno di norma duraa annuale, con limiaa possibilià di revisione infra-annuale. I conrai sipulai dalla cenrale sono una sora di accordo-quadro valido per ui gli adereni. Dopo la sipula dell accordo, le obbligazioni previse dal conrao (inclusi i ermini e le condizioni di pagameno) ricadono invece sui singoli disribuori adereni alla cenrale. Tav. 5 Cenrali d acquiso: quoa di superficie sul oale della grande disribuzione ialiana e graduaoria sulla base del faurao nel 2010 (valori e puni percenuali) CENTRALI D ACQUISTO Mq vendia (% su oale GDO) Faurao (posizione in classifica) Cenrale Ialiana (Capofila: Coop Ialia) 20,3 1 Sicon (Capofila:Conad) 17,0 2 Consorzio Cieffea (Capofila:Carrefour) 13,8 3 Esd Ialia (Capofila: Selex) 12,9 4 Auchan-Crai (Capofila: Auchan-Crai) 10,6 5 Fone: elaborazioni su dai Nielsen, gennaio Una cenrale d acquiso è quindi composa da imprese disriburici che poenzialmene porebbero compeere ra di loro: la convenienza a cosiuire una cenrale dipende perciò dal grado di complemenarieà ra le imprese disribuive, secondo varie dimensioni (ad esempio, segmenazione geografica o per ipologia di clienela). Un elemeno di complemenarieà, che porebbe aver incenivao la formazione e la ricomposizione delle cenrali d acquiso in Ialia durane lo scorso decennio, è la composizione del porafoglio-conrai. Se una singola impresa disriburice deiene per qualche ragione un conrao paricolarmene conveniene 32
35 con un produore per una specifica ipologia di prodoo, essa divena un candidao appeibile per una cenrale d acquiso che su quel prodoo ha delle condizioni conrauali peggiori, perché divena più facile per la cenrale cercare di oenere le condizioni migliori praicae originariamene al singolo disribuore. Le cenrali d acquiso porebbero avere inolre più convenienza a cosiuirsi se compose da imprese disribuive che si posizionano (aualmene o in prospeiva) su mercai locali differeni. In generale, le cenrali d acquiso aualmene esiseni, nae da ricomposizioni avvenue prevalenemene ra il 2009 e il 2010, sono formae da un impresa più grande che funge da capofila e da un insieme di sruure relaivamene più piccole. La avola 5 ripora le principali cenrali d acquiso in Ialia alla fine del 2010 (ulimo dao disponibile), il loro peso in ermini di meri quadri di vendia sul oale dei meri quadri della GDO sul erriorio nazionale e la posizione quano a faurao (sul oale del giro d affari del mercao reail in Ialia). Nel 2010 la cenrale d acquiso di maggiori dimensioni era Cenrale Ialiana, la cui capofila è Coop Ialia e a cui era riferibile olre il 20 per ceno dell offera (misuraa in ermini di superficie di vendia); seguiva la cenrale Sicon, capianaa da Conad, con il 17 per ceno. A quese cenrali faceva capo circa il 75 per ceno dei meri quadri della grande disribuzione esiseni in Ialia e all incirca la sessa quoa del volume d affari. Nel confrono europeo in Ialia le cenrali di acquiso rifleono l elevaa frammenazione del sisema disribuivo ialiano. In Germania, in Spagna e in una cera misura in Francia i gruppi di acquiso sono quasi del uo coincideni con i grandi gruppi economici. Le cenrali sono anche molo meno numerose che in Ialia. A iolo di esempio una quoa di mercao del 75 per ceno è copera in Germania e in Spagna dalle prime 3 cenrali esiseni; in moli paesi la quoa di mercao della prima cenrale è spesso prossima o superiore al 30 per ceno (Ciapanna e Rondinelli, 2011). 5. La conraazione bilaerale In quesa sezione si esemplificano le modalià con le quali avvengono le conraazioni ra la GDO e le imprese produive. Nella formulazione più semplice lo scambio ra l impresa produrice e quella disriburice avviene su base bilaerale: nell ambio dell accordo le pari decidono le quanià e gli sconi da applicare rispeo al prezzo di lisino. Il poere del compraore rova espressione nell enià dello scono oenuo: in un mercao oligopolisico il produore sigla ani conrai quane sono le conropari della grande disribuzione, applicando a ciascuna uno scono differene, che ne riflee il poere conrauale 6. Gli accordi conrauali e i meccanismi di formazione dei prezzi dipendono dalla poliica commerciale relaiva al marchio (prodoi a marchio del produore o a marchio del disribuore). Per quano riguarda i prodoi a marchio del produore, la cenrale d acquiso ha un ruolo predominane nella conraazione. I conrai si 6 L esisenza di un sisema di sconi non è però di per sé indicaore della presenza di poere di mercao del compraore, poiché porebbe rifleere invece la capacià del produore monopolisa di discriminare i prezzi. 33
36 riferiscono ai prezzi e ad alcune aivià promozionali di caraere nazionale, senza alcun vincolo sulle quanià acquisae. Gli accordi hanno di norma duraa annuale, con limiaa possibilià di revisione infra-annuale. Come anicipao nella sezione precedene, i conrai sipulai dalla cenrale sono una sora di accordo-quadro valido per ui gli adereni. Dopo la sipula dell accordo, le obbligazioni previse dal conrao (inclusi i ermini e le condizioni di pagameno) ricadono invece sui singoli disribuori adereni alla cenrale. Alla formazione del prezzo finale effeivamene incassao dal produore concorrono principalmene due ipologie di sconi, dei di primo e di secondo livello, a cui si possono aggiungere alcune alre voci definie nell ambio della conraazione ra i produori e i singoli disribuori. Gli sconi di primo livello sono applicai sul prezzo espresso in faura; quelli di secondo livello (o fuori faura, così dei perché vengono faurai dal disribuore al produore in seguio a una presazione di servizi), in pare vengono fissai all inizio dell anno (anche dalla sessa cenrale), in pare in corso o a fine anno: ipicamene quesa ipologia di sconi viene conraaa però dal singolo operaore della GDO. Gli sconi di secondo livello dovrebbero corrispondere a un effeiva presazione da pare dell impresa della GDO al produore sullo specifico prodoo oggeo del conrao. Esisono uavia nella praica un insieme di servizi commerciali (ad esempio, per lo svolgimeno di aivià promozionale, manenimeno del prodoo nella gamma del disribuore, ampiezza della gamma dei prodoi vendui, posizionameno sullo scaffale di vendia) in cui il legame ra la presazione effeuaa dal disribuore e lo scono è molo enue 7. Anche per moivi fiscali, la pare quaniaivamene più consisene dei premi di secondo livello è pagaa a fine anno ( premi di fine anno ) ed è spesso legaa al raggiungimeno di alcuni obieivi relaivi alle quanià vendue 8. Agli sconi di primo e secondo livello vanno aggiuni quelli pagai in cifra fissa per il lancio di un nuovo prodoo, per un ammonare che può essere molo diverso in relazione al ipo di prodoo (fig. 2). Se da un lao la conraazione in faura avviene per il ramie delle sruure di coordinameno (le cenrali d acquiso), il fuori faura è spesso conraao dai singoli operaori GDO, che, benché appareneni alla sessa cenrale, in alcuni mercai locali porebbero essere in concorrenza fra loro. L enià del fuori faura è quindi influenzao dal peso relaivo di ogni conraene, nonché dalla sruura 7 Receni inerveni della Guardia di finanza hanno specificao la necessià di una corrispondenza ra gli sconi fuori faura e le presazioni di servizi, ai fini del calcolo dell IVA e dell IRAP. 8 La classificazione di uno scono come in faura o fuori faura compora un diverso raameno fiscale con riferimeno all IVA (riduzione dell IVA dovua) e all IRAP (riduzione della base imponibile). Nel primo caso si riiene che lo scono abbia naura commerciale e quindi concorra a deerminare la base imponibile di enrambe le ipologie di impose. Nel caso degli sconi fuori faura, fino a qualche empo fa si rieneva che ui indisinamene avessero naura di scono finanziario (oenuo ad esempio in seguio ad anicipazione dei ermini di versameno) e, poiché soggei all alea del verificarsi dell eveno (nell esempio: l anicipo del pagameno) non andassero faurai. Receni risoluzioni del Minisero delle enrae (Risoluzione n. 36/E del 7 febbraio 2008) hanno però specificao che se gli sconi fuori faura sono relaivi alla presazione di servizi essi sono soggei sia all IVA sia all IRAP; se invece legai al raggiungimeno di risulai sono invece equiparabili agli sconi finanziari, sono da considerarsi come noe di credio e il presaore del servizio ha dirio di porare in derazione l imposa corrispondene alla variazione (ar. 26, comma 2 del DPR 26 oobre 1972, n. 633). 34
37 concorrenziale del mercao. Olre alla sorazione di surplus, per le imprese della GDO gli sconi fuori faura risulano uno srumeno che può essere usao in modo sraegico per reperire risorse; in generale, forniscono uno srumeno per una gesione finanziaria più flessibile in quano cosiuiscono un credio, che può essere fao valere a compensazione delle faure ancora da pagare, nel momeno rienuo più conveniene per l impresa della GDO. Inolre, se da un lao il prezzo lordo iniziale è applicao in modo indifferenziao a ue le imprese che aderiscono a una deerminaa cenrale, lo scono fuori faura è per lo più concordao ra i singoli disribuori e i produori e quindi dipende dal peso relaivo di ognuno di essi. La sruura della conraazione sui prezzi Fig. 2 Prezzi e sconi Faura Prezzo alla produzione (lisino) - scono di prima fascia sul prezzo - uleriori sconi legai alle quanià acquisae Aore della GDO Cenrale d acquiso Fuori faura (o secondo livello) - sconi di seconda fascia differii condizionai al raggiungimeno di obieivi - sconi differii non condizionai - specifici servizi previsi dal conrao Singolo operaore GDO Servizi commerciali Servizi non specifici (ad es. dirio di slo, servizi generici di markeing) Singolo operaore GDO Margine finale del produore Per le imprese del seore alimenare l esisenza di vari elemeni di prezzo, alcuni dei quali decisi in corso d anno, aumena l incerezza ex ane sui margini e compora anche uno scarso conrollo da pare delle imprese medio-piccole del prezzo praicao al consumaore finale 9, con conseguene scarsa capacià di valuare l elasicià della domanda finale al prezzo e il posizionameno dei propri prodoi rispeo alla concorrenza. Ciò ha effei negaivi anche per l evenuale lancio di prodoi nuovi. I produori inolre possono effeuare sraegie di anicipazione degli sconi che verranno successivamene richiesi dalla GDO. I lisini porebbero quindi già enere cono del maggiore margine richieso dal disribuore. La conseguenza è un arificioso incremeno dei prezzi iniziali su cui poi si basano le successive fasi della conraazione, il cui impao sui prezzi al consumo dipende dall esio finale del conrao. Inolre lo scono fuori faura rimane di fao l unico srumeno araverso il quale anche il produore in concorrenza monopolisica può effeuare discriminazioni di prezzo. La conraazione può riguardare anche i prodoi a marchio del disribuore o privae label. Tali prodoi, proposi durane gli anni 70 negli Sai Unii come sosiui meno cososi di prodoi di marca, deengono oggi una quoa di vendia pari a olre il 9 Previene però anche la praica del prezzo consigliao, cioè imposo dal produore. 35
38 30 per ceno nel Regno Unio e in Spagna, olre il 20 per ceno in Francia, menre ammonano a circa il 14 per ceno in Germania e in Ialia. Nel nosro paese però negli ulimi 10 anni le vendie di prodoi a marchio del disribuore hanno fao regisrare un rend marcaamene crescene (cfr. anche il cap. 7). La privae label può essere visa come una modalià con la quale il disribuore cerca di accrescere il proprio poere di mercao nei confroni non solo dei produori di beni di marca, ma anche di quelli il cui marchio non è paricolarmene affermao e che auonomamene cercano di proporsi come sosiui del prodoo di marca in quel dao segmeno. Nella conraazione per le privae label le imprese della disribuzione concordano sia le quanià, sia il prezzo, sia gli sandard qualiaivi del prodoo. Le imprese produrici coinvole sono spesso di media dimensione, in quano i produori dei prodoi di marca non hanno incenivo alla cannibalizzazione del proprio marchio, né a che il disribuore acquisisca informazioni sul processo produivo e sulla sruura dei cosi di produzione. Le imprese di media dimensione invece associano alle proprie linee di prodoo anche quelle con il marchio del disribuore, ipicamene per un più elevao sfruameno degli impiani; alvola producono esclusivamene beni a marchio del disribuore, non disponendo di sufficieni risorse per sosenere le aivià promozionali e pubbliciarie connesse a un marchio proprio. Se una singola impresa produrice non dispone di una capacià produiva ale da soddisfare ineramene la domanda, le imprese della GDO commissionano lo sesso bene a più imprese, anche ra loro concorreni sul mercao finale per i prodoi a marchio proprio. Per i produori, i margini applicai ai prodoi a marchio del disribuore sono in genere più bassi rispeo a quelli a marchio proprio, ma sono in pare compensai dai risparmi connessi all aivià di markeing (sosenua dal disribuore) e della logisica (cui in qualche caso parecipa anche il disribuore) e alla cerezza sulle quanià vendue per la duraa del conrao (in genere 1-2 anni). Non esise uavia alcuna garanzia per l impresa circa la coninuià nel empo della forniura, olre alla duraa conrauale sabilia. 36
39 4. LA GRANDE DISTRIBUZIONE ORGANIZZATA NELLE REGIONI ITALIANE Nel corso dell ulimo decennio si è inensificao lo sviluppo di sruure di vendia al deaglio di grandi dimensioni, ma ale processo non è sao uniforme sul erriorio. Queso capiolo descrive l evoluzione del comparo nelle regioni d Ialia proponendo anche alcuni indici di concenrazione dei mercai locali disini per le varie ipologie di soggeo economico. 1. Evoluzione delle sruure disribuive Secondo i dai del Minisero dello Sviluppo Economico, disinguendo nel commercio al deaglio di prodoi alimenari gli esercizi con almeno 150 m.q. caegoria che include la grande disribuzione organizzaa e i puni vendia di minori dimensioni, la quoa di mercao delle sruure più grandi, in ermini di superficie di vendia, era nel 2010 pari al 60,3 per ceno (av. 1). La disribuzione delle quoe di mercao a livello regionale si presena eerogenea, anche per effeo delle normaive regionali, che nel corso del passao decennio hanno variamene regolao l espansione delle sruure più grandi (cfr. il capiolo 5). Nel Nord, con l eccezione della Valle d Aosa e della Liguria, la quoa delle sruure di almeno 150 m.q. è superiore alla media nazionale; è in linea con il dao medio al Cenro, ad esclusione della Toscana; è inferiore in quasi uo il Mezzogiorno, ad eccezione dell Abruzzo, della Puglia e della Sardegna. Secondo i dai delle Camere di commercio, che consenono di disinguere gli esercizi in base alla specializzazione, nel 2010 le imprese aive nella disribuzione alimenare erano olre , il 5,6 per ceno in meno di 10 anni prima, a cui corrisponde un calo del 17,4 delle imprese aive nella disribuzione alimenare specializzaa (cioè puni vendia con assorimeno limiao a ipologie relaivamene omogenee) e un incremeno del 18,5 delle imprese aive nella disribuzione alimenare non specializzaa, composa prevalenemene quano a peso sul oale della superficie di vendia - dalla grande disribuzione (av. 2). Nel decennio considerao la quoa di quese ulime sul oale del numero degli esercizi è passaa dal 33 al 41 per ceno. 37
40 Tav. 1 Quoe di esercizi e meri quadri del commercio al deaglio di prodoi alimenari per classi di superficie nel 2010 (valori percenuali) Esercizi Mq REGIONI Fino a 150 mq (1) >=150 mq (2) Toale Fino a 150 mq (1) >=150 mq (2) Toale Piemone 89,6 10,4 100,0 33,5 66,5 100,0 Valle d Aosa 92,4 7,6 100,0 47,1 52,9 100,0 Lombardia 88,8 11,2 100,0 31,9 68,1 100,0 Liguria 92,2 7,8 100,0 49,0 51,0 100,0 Trenino-Alo Adige 81,4 18,6 100,0 31,8 68,2 100,0 Veneo 86,6 13,4 100,0 30,8 69,2 100,0 Friuli Venezia Giulia 83,1 16,9 100,0 29,6 70,4 100,0 Emilia-Romagna 89,8 10,2 100,0 36,9 63,1 100,0 Marche 88,6 11,4 100,0 37,3 62,7 100,0 Toscana 93,1 6,9 100,0 44,4 55,6 100,0 Umbria 87,5 12,5 100,0 38,9 61,1 100,0 Lazio 89,1 10,9 100,0 39,9 60,1 100,0 Campania 93,4 6,6 100,0 57,8 42,2 100,0 Abruzzo 88,2 11,8 100,0 37,3 62,7 100,0 Molise 92,4 7,6 100,0 52,6 47,4 100,0 Puglia 88,0 12,0 100,0 43,4 56,6 100,0 Basilicaa 91,4 8,6 100,0 51,5 48,5 100,0 Calabria 91,5 8,5 100,0 44,7 55,3 100,0 Sicilia 90,9 9,1 100,0 45,1 54,9 100,0 Sardegna 86,0 14,0 100,0 36,7 63,3 100,0 Nord Oves 89,7 10,3 100,0 34,2 65,8 100,0 Nord Es 87,1 12,9 100,0 32,8 67,2 100,0 Cenro 90,2 9,8 100,0 40,6 59,4 100,0 Mezzogiorno 90,7 9,3 100,0 46,8 53,2 100,0 Ialia 89,8 10,2 100,0 39,7 60,3 100,0 Fone: elaborazioni su dai del Minisero dello Sviluppo Economico e Nielsen. (1) Esercizi fino a 150 mq cosiuii da puni vendia, specializzai e non specializzai. (2) Esercizi superiori a 150 mq, non specializzai (supermercai, ipermercai, minimercai e discoun). 2. La grande disribuzione sul erriorio I dai della socieà Nielsen, che si riferiscono solo al commercio al deaglio di prodoi alimenari in sruure non specializzae, prevalenemene medie e grandi, confermano la crescene diffusione di quesa ipologia disribuiva, aricolaa in 4 38
41 soocaegorie: gli ipermercai, i supermercai i discoun e gli esercizi a libero servizio 1. Tav. 2 Esercizi del commercio al deaglio di prodoi alimenari per specializzazione REGIONI Spec. (1) Non spec. (2) (migliaia e variazioni percenuali) Variazione 2000/2010 Toale Spec. (1) Non spec. (2) Toale Spec. (1) Non spec. (2) Toale Piemone 7,8 4,2 12,0 6,3 4,8 11,1-19,9 15,4-7,6 Valle d'aosa 0,2 0,2 0,5 0,2 0,2 0,4-11,8-14,8-13,4 Lombardia 13,7 6,8 20,5 10,7 7,1 17,9-21,4 4,8 12,7 Liguria 4,7 2,2 6,9 3,8 2,2 6,0-18,8 2,4-12,0 Trenino-A. A. 1,3 0,6 2,0 1,0 0,9 1,9-22,8 38,8-2,8 Veneo 7,6 3,2 10,8 6,6 3,5 10,1-13,2 8,6-6,8 Friuli V. Giulia 2,1 1,1 3,2 1,5 1,0 2,5-27,7-12,6-22,4 Emilia-R. 7,4 3,6 11,1 6,4 3,9 10,3-14,7 8,0-7,3 Marche 3,0 1,8 4,8 2,6 1,9 4,5-12,8 4,0-6,5 Toscana 7,7 4,2 11,9 6,3 4,5 10,8-17,8 7,3-9,0 Umbria 1,5 1,3 2,8 1,4 1,1 2,5-7,2-9,8-8,4 Lazio 10,3 3,8 14,1 9,1 7,0 16,0-11,7 81,6 13,6 Campania 19,6 8,1 27,7 15,8 11,6 27,5-19,0 43,1-0,8 Abruzzo 2,5 1,8 4,3 2,4 1,8 4,2-6,1 3,3-2,2 Molise 0,7 0,7 1,3 0,6 0,7 1,3-11,4 5,6-3,2 Puglia 10,6 3,9 14,5 9,2 5,4 14,6-12,8 37,8 0,9 Basilicaa 1,3 1,2 2,4 1,2 1,2 2,3-7,0 0,1-3,5 Calabria 5,0 4,0 9,0 4,1 3,8 8,0-17,2-4,3-11,5 Sicilia 13,2 5,4 18,6 10,0 7,0 17,0-24,5 31,1-8,4 Sardegna 4,5 3,1 7,6 3,7 2,8 6,5-17,6-10,2-14,6 Nord Oves 26,4 13,4 39,8 21,0 14,4 35,4-20,4 7,4-11,0 Nord Es 18,5 8,6 27,1 15,5 9,3 24,8-16,1 7,8-8,5 Cenro 22,5 11,0 33,5 19,4 14,4 33,8-13,7 30,6 0,9 Mezzogiorno 57,3 28,1 85,4 47,0 34,4 81,3-17,9 22,3-4,7 Ialia 124,6 61,2 185,8 102,9 72,5 175,4-17,4 18,5-5,6 Fone: elaborazioni su dai delle Camere di Commercio (Infocamere). (1) Imprese con codice Aeco 2007 pari a 472 (Commercio al deaglio di prodoi alimenari, bevande e abacco in esercizi specializzai). (2) Imprese con codice Aeco 2007 pari a 4711 (Commercio al deaglio in esercizi non specializzai con prevalenza di prodoi alimenari e bevande). È considerao ipermercao una sruura di vendia con un area superiore a mq, supermercao una sruura con un area ra 400 e mq, libero servizio una 1 Per valuare la rappresenaivià dei dai Nielsen, è sao effeuao un confrono con la banca dai del Minisero dello Sviluppo Economico. Con riferimeno alla classe con almeno 150 meri quadri di superficie, l unica per la quale è possibile una comparazione omogenea, il numero di puni vendia censii dalla Nielsen è pari al 96 per ceno di quello rilevao dal Minisero. Il daase Nielsen porebbe avere una rappresenaivià leggermene inferiore con riferimeno alla caegoria del libero servizio che include anche le sruure con meri quadri compresi ra 100 e
42 sruura con un area ra 100 e 400 mq; il discoun è invece una sruura in cui non si vendono prodoi di marca. Per semplicià nel reso del capiolo, l insieme di quese sruure non specializzae è indicao come grande disribuzione organizzaa (GDO), sebbene alre classificazioni disinguano uleriormene ra due soocaegorie: (1) la disribuzione organizzaa (fino a 400 mq.) e (2) la grande disribuzione (400 mq e olre). REGIONI Diffusione dei puni vendia della GDO per ipologia (1) Iper Super Tav. 3 (valori percenuali) 2010 Differenza (1) Libero Libero servizio Discoun Toale Iper Super servizio Discoun Piemone 5,2 27,6 48,7 18,5 100,0 1,7-1,0-4,4 3,6 Valle d'aosa 3,2 19,1 65,1 12,7 100,0-0,6 0,2 2,8-2,4 Lombardia 6,6 32,8 44,4 16,3 100,0 1,6 1,8-7,0 3,6 Liguria 1,3 19,7 57,6 21,4 100,0 0,2-2,5-0,3 2,6 Trenino-A. A. 0,8 26,3 62,6 10,4 100,0 0,6-4,6 3,3 0,8 Veneo 3,8 30,2 48,0 18,1 100,0 1,4-0,1-7,7 6,4 Friuli V. Giulia 2,9 30,8 45,3 21,0 100,0 1,6 0,3-9,7 7,8 Emilia-R. 3,1 32,4 50,7 13,8 100,0 0,6 1,4-3,6 1,6 Marche 2,9 29,3 55,5 12,2 100,0 1,1 0,6-4,6 2,9 Toscana 3,8 27,9 50,6 17,7 100,0 1,0 1,2-5,8 3,7 Umbria 1,1 27,2 57,3 14,4 100,0 0,4 4,1-9,2 4,6 Lazio 2,1 33,8 45,4 18,7 100,0 0,7 2,4-6,9 3,8 Campania 1,4 23,0 68,3 7,3 100,0 0,5-4,5 6,0-1,9 Abruzzo 2,4 30,6 50,2 16,9 100,0 0,3-2,1-1,5 3,3 Molise 3,8 22,6 58,5 15,1 100,0 2,3-7,7-0,6 6,0 Puglia 1,0 23,8 61,5 13,7 100,0 0,3-0,2-5,0 4,9 Basilicaa 1,4 20,3 66,9 11,4 100,0 0,8-4,3-5,1 8,5 Calabria 1,9 28,3 61,6 8,2 100,0 0,9 3,9-8,1 3,2 Sicilia 1,3 31,2 52,4 15,2 100,0 0,5-0,5-8,9 8,9 Sardegna 1,3 19,5 65,8 13,4 100,0 0,0 1,9-12,0 10,0 Nord Oves 5,4 29,3 47,7 17,6 100,0 1,3 0,3-5,1 3,5 Nord Es 3,1 30,4 50,4 16,1 100,0 1,0-0,2-5,1 4,2 Cenro 2,6 30,8 49,9 16,8 100,0 0,8 2,0-6,5 3,7 Mezzogiorno 1,4 25,5 61,0 12,1 100,0 0,4-0,6-4,7 4,9 Ialia 2,8 28,2 54,0 14,9 100,0 0,8 0,1-5,0 4,2 Fone: elaborazioni su dai Nielsen, gennaio (1) Differenza delle quoe per ipologia. Per la Nielsen alla fine del 2010 erano preseni in Ialia olre puni vendia della grande disribuzione, il 14,5 per ceno in più rispeo al La ipologia prevalene era quella del libero servizio (54,0 per ceno del oale del numero degli esercizi; av. 3); seguivano i supermercai (28,2 per ceno), i discoun (14,9 per ceno) e gli ipermercai (2,8). La quoa di ipermercai era più elevaa al Nord 40
43 Oves (5,4 per ceno), in paricolare in Lombardia (6,6 per ceno). Nel Mezzogiorno prevaleva il libero servizio (61 per ceno) e la quoa dei supermercai era di quasi 3 puni percenuali al di soo della media nazionale. Tra il 2002 e il 2010 la quoa di esercizi a libero servizio è diminuia in Ialia di 5 puni percenuali, menre è cresciua quella dei discoun (4,2 puni). REGIONI La sruura disribuiva: indici di diffusione Puni vendia per mille abiani (1) (unià e valori percenuali) Meri quadri per mille abiani (2) Tav. 4 Dimensione media (3) Var. % Var. % Var. % Piemone 0,37 0,43 14, , ,1 Valle d'aosa 0,44 0,49 12, , ,9 Lombardia 0,35 0,34-0, , ,5 Liguria 0,45 0,52 15, , ,6 Trenino-Alo Adige 0,57 0,77 35, , ,6 Veneo 0,49 0,52 4, , ,3 Friuli Venezia Giulia 0,64 0,62-4, , ,3 Emilia-Romagna 0,41 0,43 3, , ,4 Marche 0,58 0,61 5, , ,5 Toscana 0,34 0,35 1, , ,6 Umbria 0,72 0,71-1, , ,1 Lazio 0,43 0,43 1, , ,9 Campania 0,31 0,44 42, , ,1 Abruzzo 0,49 0,50 3, , ,5 Molise 0,41 0,50 20, , ,9 Puglia 0,55 0,59 7, , ,9 Basilicaa 0,58 0,73 25, , ,2 Calabria 0,61 0,65 5, , ,6 Sicilia 0,44 0,53 21, , ,5 Sardegna 0,86 0,96 11, , ,6 Nord Oves 0,37 0,39 5, , ,9 Nord Es 0,49 0,52 6, , ,7 Cenro 0,44 0,45 1, , ,0 Mezzogiorno 0,48 0,57 17, , ,3 Ialia 0,45 0,49 9, , ,3 Fone: elaborazioni su dai Nielsen, gennaio (1) Rapp oro ra il numero di puni vendia prese ni sul e rriorio e la p opolazione espress a in mig liaia di abia ni. (2) R apporo r a la superficie di vendia disponibile e la po polazione espressa in migliaia di a biani. (3) Rapporo ra la su perficie di vendia disponibile e il numero di puni vendia. Nel 2010 sono sai rilevai in media 0,49 puni vendia della GDO per mille abiani. Come già evidenziao, il grado di frammenazione della sruura commerciale è eerogeneo ra le regioni, con un minimo di 0,34 puni vendia per mille abiani in Lombardia e un massimo di 0,96 in Sardegna (av. 4). Dal 2002 al 41
44 2010 il numero di puni vendia per mille abiani è cresciuo del 9,3 per ceno e la superficie disponibile del 29,3, deerminando un aumeno della dimensione media dei puni vendia del 18,3 per ceno. Quoe di mercao delle varie ipologie disribuive (quoe percenuali) Meri quadri (1) Faurao (2) REGIONI Iper Super Libero serv. Disc. Toale Iper Super Libero serv. Disc. Tav. 5 Piemone 35,9 34,1 14,5 15,6 100,0 46,1 30,5 11,0 12,5 100,0 Valle d'aosa 40,0 29,7 20,8 9,6 100,0 42,6 35,9 14,8 6,8 100,0 Lombardia 41,0 37,4 10,1 11,5 100,0 52,3 32,8 6,4 8,5 100,0 Liguria 15,3 37,1 27,0 20,6 100,0 21,8 38,6 23,3 16,3 100,0 Trenino-A. A 6,5 50,7 29,0 13,8 100,0 10,2 51,5 26,2 12,2 100,0 Veneo 25,2 44,4 13,5 16,9 100,0 30,7 44,6 12,0 12,6 100,0 Friuli V. G. 22,0 43,4 14,4 20,2 100,0 24,5 46,0 12,3 17,2 100,0 Emilia-R. 26,5 45,5 15,1 12,9 100,0 34,5 46,3 10,4 8,7 100,0 Marche 23,8 41,5 19,9 14,9 100,0 30,5 41,7 15,6 12,2 100,0 Toscana 27,8 40,8 14,9 16,5 100,0 36,0 46,2 8,3 9,5 100,0 Umbria 10,4 50,6 21,3 17,7 100,0 16,4 50,8 15,8 17,1 100,0 Lazio 16,5 51,5 15,6 16,4 100,0 19,0 51,8 11,7 17,4 100,0 Campania 16,4 40,2 32,9 10,5 100,0 20,3 41,7 27,2 10,9 100,0 Abruzzo 22,7 41,6 17,9 17,8 100,0 30,3 41,7 11,4 16,7 100,0 Molise 28,6 31,5 22,1 17,8 100,0 32,6 36,1 13,2 18,1 100,0 Puglia 15,5 36,1 30,7 17,7 100,0 22,3 33,7 24,1 19,9 100,0 Basilicaa 15,6 36,7 33,1 14,5 100,0 18,1 35,4 28,7 17,8 100,0 Calabria 16,2 49,1 24,4 10,3 100,0 20,1 48,4 19,5 12,0 100,0 Sicilia 13,7 47,9 22,0 16,4 100,0 16,3 48,8 19,3 15,6 100,0 Sardegna 12,7 37,1 30,5 19,7 100,0 21,2 35,3 23,2 20,3 100,0 Toale Nord Oves 37,4 36,3 12,8 13,4 100,0 47,9 32,7 9,2 10,2 100,0 Nord Es 23,7 45,1 15,4 15,8 100,0 29,8 46,1 12,7 11,5 100,0 Cenro 20,1 47,0 16,7 16,3 100,0 26,6 48,3 11,3 13,8 100,0 Mezzogiorno 15,7 41,8 27,2 15,2 100,0 20,7 41,5 21,9 15,9 100,0 Ialia 24,3 42,0 18,7 15,0 100,0 32,9 41,1 13,4 12,6 100,0 Fone: elaborazioni su dai Nielsen, gennaio (1) Somma delle quoa di superficie di vendia di ciascun puno vendia, per ipologia. (2) Somma delle quoa di faurao di ciascun puno vendia, per ipologia. La crescia dell offera è saa inensa soprauo nel Mezzogiorno (34,4 per ceno in più in ermini di meri quadri), deerminaa però dalla maggiore diffusione delle sruure di più piccola dimensione. Nel 2010 la dimensione media dei puni vendia era nel Mezzogiorno di 460 mq, il 25 per ceno in meno del dao medio nazionale (da un minimo di 412 mq in Sardegna a un massimo di 592 mq in Abruzzo). 42
45 Nella avola 5 si riporano le quoe di mercao per ipologia di sruura, calcolae sia rispeo al faurao oale del seore sia ai meri quadri di vendia complessivi. Il 42 per ceno della superficie di vendia disponibile è occupao dai supermercai (av. 5); gli ipermercai hanno il 24,3 per ceno della superficie, seguii dal libero servizio con il 18,7 e dai discoun con il 15 per ceno. La quoa degli ipermercai è più elevaa nel Nord Oves (37,4 per ceno della superficie), quella dei discoun al Cenro (16,3) e quella dei puni vendia di piccole dimensioni nel Mezzogiorno (27,2). Tav. 6 Produivià (1) REGIONI Iper Super (valori) Libero Libero servizio Discoun Toale Iper Super servizio Discoun Toale Piemone 0,087 0,064 0,065 0,053 0, ,056 0,047 0,050 0,058 Valle d'aosa 0,102 0,085 0,057 0,065 0, ,082 0,048 0,048 0,063 Lombardia 0,098 0,071 0,060 0,055 0,071 0,093 0,064 0,046 0,053 0,064 Liguria 0,119 0,088 0,078 0,067 0,088 0,111 0,082 0,068 0,062 0,081 Trenino-Alo Adige 0,100 0,067 0,056 0,059 0,070 0,098 0,064 0,057 0,056 0,069 Veneo 0,069 0,055 0,049 0,039 0,053 0,062 0,051 0,045 0,038 0,049 Friuli Venezia Giulia 0,074 0,061 0,049 0,045 0,057 0,057 0,055 0,044 0,044 0,050 Emilia-Romagna 0,108 0,080 0,059 0,052 0,075 0,097 0,076 0,052 0,051 0,069 Marche 0,080 0,061 0,050 0,048 0,060 0,070 0,055 0,043 0,045 0,053 Toscana 0,128 0,112 0,060 0,054 0,089 0,125 0,109 0,054 0,056 0,086 Umbria 0,098 0,062 0,051 0,056 0,067 0,087 0,055 0,041 0,053 0,059 Lazio 0,083 0,068 0,056 0,058 0,066 0,070 0,061 0,046 0,065 0,061 Campania 0,066 0,045 0,042 0,036 0,047 0,055 0,047 0,037 0,047 0,046 Abruzzo 0,074 0,049 0,032 0,043 0,049 0,067 0,050 0,032 0,047 0,049 Molise 0,048 0,054 0,032 0,036 0,042 0,049 0,049 0,025 0,043 0,041 Puglia 0,064 0,041 0,037 0,044 0,046 0,058 0,037 0,031 0,045 0,043 Basilicaa 0,050 0,042 0,039 0,039 0,042 0,044 0,037 0,033 0,047 0,040 Calabria 0,056 0,043 0,035 0,036 0,042 0,044 0,035 0,028 0,041 0,037 Sicilia 0,065 0,046 0,039 0,040 0,047 0,052 0,044 0,038 0,041 0,044 Sardegna 0,083 0,055 0,053 0,049 0,060 0,085 0,049 0,039 0,053 0,056 Nord Oves 0,096 0,071 0,064 0,056 0,072 0,090 0,063 0,050 0,053 0,064 Nord Es 0,085 0,065 0,053 0,045 0,062 0,075 0,061 0,049 0,044 0,057 Cenro 0,100 0,076 0,055 0,055 0,072 0,091 0,071 0,046 0,058 0,067 Mezzogiorno 0,066 0,045 0,040 0,042 0,048 0,057 0,043 0,035 0,045 0,045 Ialia 0,088 0,062 0,050 0,049 0,062 0,080 0,058 0,042 0,050 0,057 Fone: elaborazioni su dai Nielsen, gennaio (1) Rapporo ra la quoa di faurao del singolo puno vendia sul volume di vendia rilevao a livello nazionale e i meri q uadri della sruura di vendia. Anche in ermini di faurao i supermercai deengono la quoa di mercao più elevaa (41,1 per ceno), seguii dagli ipermercai (32,9) e dagli esercizi a libero servizio (13,4). Nelle regioni del Nord Oves, con la sola eccezione della Liguria, gli 43
46 ipermercai deengono la quoa di mercao più elevaa sia in ermini di faurao sia di superficie, menre nel Mezzogiorno, escludendo Abruzzo e Molise, quesi sono al erzo poso, dopo i supermercai e gli esercizi a libero servizio. La avola 6 propone un indice di produivià pari al rapporo ra la quoa di faurao del singolo esercizio sul volume di vendia oale rilevao a livello nazionale e i meri quadri della sruura di vendia. Nell ulimo anno disponibile, ra le quaro ipologie di puno vendia, gli ipermercai presenano la produivià più elevaa (il 40 per ceno in più del dao medio); quella dei supermercai è in linea con la media nazionale, menre per gli esercizi a libero servizio e per i discoun la produivià è inferiore rispeivamene del 27 e 14 per ceno. Rifleendo l eerogeneià della disribuzione delle varie ipologie di sruure, la produivià media complessiva è più elevaa nel Nord Oves e nel Cenro, dove si colloca sopra la media nazionale rispeivamene del 12 e 16 per ceno; nel Mezzogiorno è invece inferiore del 21 per ceno. Nel periodo , per il quale è disponibile il dao sul faurao, la produivià ha avuo una dinamica negaiva sia nel complesso del paese sia nelle quaro macro aree, anche per effeo del calo delle vendie dovuo alla congiunura sfavorevole. Complessivamene la diminuzione è saa del 7,7 per ceno: il calo è sao più fore nel Nord Oves (-10,5 per ceno) e più conenuo nel Mezzogiorno (- 6,8 per ceno). La dinamica negaiva ha riguardao in modo paricolare gli esercizi a libero servizio che hanno regisrao un calo del 15 per ceno, menre nei discoun è sao regisrao un leggero incremeno (1,1 per ceno). 3. L evoluzione del grado di concenrazione nei mercai locali Si propongono alcune misure alernaive del grado di concenrazione, oenue come media regionale dei valori provinciali nel 2002 e nel In paricolare, per ogni provincia, si calcolano 4 misure dell indice di Herfindahl individuando: (i) i singoli puni vendia, (ii) le insegne, (iii) i gruppi/consorzi e (iv) le cenrali di acquiso, nell ipoesi che le ipologie di soggei economici considerai possano influenzare in misura differene il grado di concorrenza del seore. I singoli puni vendia corrispondono alle unià economiche di base; quesi, anche se appareneni a soggei economici differeni, possono condividere la medesima insegna (ad esempio mediane la sipula di accordi di franchising) e coordinare alcune aivià promozionali (prime 2-5 colonne della av. 7). L indice di concenrazione misurao a livello di gruppo iene cono delle connessioni ra puni vendia appareneni allo sesso soggeo economico o allo sesso consorzio. L indice di Herfindahl calcolao a livello di cenrale d acquiso ha l obieivo di cogliere quei legami nelle modalià di formazione dei prezzi che inercorrono ra soggei economici diversi che aderiscono alla medesima cenrale (colonne 6-9 della av. 7). Nel 2010 la concenrazione risulava modesa, in media pari a 0,01, con l unica eccezione della Valle d Aosa (quasi 0,1 quano a puno vendia; av. 7). La concenrazione delle insegne era cinque vole maggiore, sia nella media ialiana sia a livello di macroaree. In Valle d Aosa queso indice era pari a 0,12, in Toscana e in Emilia-Romagna vicino a 0,10 e in Trenino a circa 0,13. 44
47 L indice di concenrazione di Herfindahl nelle regioni ialiane (1) (valori) Puni vendia Insegne Gruppi Cenrali d'acquiso REGIONI Tav. 7 Toale seore (2) Piemone 0,015 0,014 0,066 0,059 0,140 0,127 0,189 0,171 0,013 Valle d'aosa 0,096 0,098 0,119 0,122 0,156 0,148 0,182 0,174 0,056 Lombardia 0,016 0,014 0,062 0,065 0,105 0,106 0,207 0,160 0,013 Liguria 0,018 0,017 0,080 0,060 0,157 0,152 0,178 0,199 0,009 Trenino - A. A. 0,007 0,005 0,153 0,129 0,215 0,249 0,276 0,302 0,003 Veneo 0,010 0,008 0,040 0,035 0,117 0,113 0,184 0,153 0,005 Friuli V. G. 0,013 0,015 0,063 0,060 0,121 0,139 0,197 0,219 0,012 Emilia-Romagna 0,020 0,018 0,100 0,088 0,175 0,183 0,243 0,269 0,010 Marche 0,016 0,018 0,068 0,058 0,145 0,144 0,208 0,202 0,009 Toscana 0,027 0,024 0,122 0,097 0,165 0,182 0,214 0,237 0,013 Umbria 0,009 0,009 0,060 0,059 0,147 0,144 0,185 0,205 0,005 Lazio 0,006 0,006 0,042 0,040 0,089 0,091 0,140 0,153 0,005 Campania 0,008 0,006 0,040 0,049 0,110 0,097 0,223 0,172 0,002 Abruzzo 0,022 0,020 0,065 0,053 0,108 0,113 0,213 0,163 0,011 Molise 0,033 0,032 0,069 0,066 0,128 0,106 0,128 0,156 0,009 Puglia 0,007 0,009 0,059 0,045 0,108 0,092 0,193 0,130 0,004 Basilicaa 0,018 0,015 0,057 0,054 0,134 0,119 0,274 0,168 0,005 Calabria 0,010 0,012 0,049 0,035 0,110 0,069 0,248 0,100 0,006 Sicilia 0,009 0,009 0,062 0,043 0,134 0,095 0,238 0,159 0,005 Sardegna 0,010 0,013 0,077 0,076 0,109 0,139 0,242 0,180 0,005 Nord Oves 0,017 0,015 0,066 0,064 0,122 0,118 0,197 0,168 0,014 Nord Es 0,013 0,012 0,070 0,061 0,145 0,150 0,215 0,211 0,008 Cenro 0,014 0,013 0,071 0,062 0,122 0,132 0,173 0,188 0,009 Mezzogiorno 0,010 0,010 0,058 0,048 0,115 0,097 0,222 0,148 0,005 Ialia 0,013 0,012 0,064 0,056 0,122 0,115 0,206 0,167 0,009 Fone: elaborazioni su dai Nielsen, gennaio (1) Som ma dei qu adrai delle quoe di mercao pr ovinciali ( in ermini di m q) dei puni vendia e dell e insegn e; nella avola si riporano le medie regionali, per area e nazionale dell indice di concenrazione provinciale. (1) Somma dei quadrai delle quoe di mercao provinciali (in ermini di mq) dei gruppi economici e dei soggei appareneni alla medesima cenrale d acquiso; nell a avola si ripor ano l e medie r egionali, p er area e nazi onale d ell indice di c oncenrazione provinciale. (2) Sima per il d el grado di concenrazione che include ue le ipologie di esercizi, inclusi quelli della disribuzione radizionale. Tra il 2002 e il 2010 l indice di Herfindahl calcolao a livello di gruppo economico ha mosrao un andameno fleene nel Nord Oves e nel Mezzogiorno (av. 7); è lievemene aumenao Nord Es e al Cenro, con valori elevai in Trenino Alo Adige, Emilia-Romagna e Toscana. Il grado di concenrazione delle cenrali d acquiso è sao analizzao a parire dal 2004, primo anno disponibile. Tra il 2004 e il 2010 l indice è calao al Nord Oves e in misura più fore nel Mezzogiorno dove ha riflesso la significaiva crescia dimensionale di sruure di vendia non collegae a una cenrale d acquiso; è lievemene aumenao al Cenro. Tale dinamica riflee la ricomposizione delle cenrali d acquiso avvenua ra il 2008 e il 2010: ra il 2004 e il 45
48 2007 l indice è cresciuo in ue le macroaree ad eccezione del Mezzogiorno, per poi diminuire foremene nel biennio successivo e ornare a aumenare nell ulimo anno. L indice di concenrazione presenao nella avola 7 si riferisce esclusivamene al segmeno qui definio come grande disribuzione. Mediane l uilizzo congiuno dei dai Nielsen e di quelli del Minisero dello Sviluppo Economico è possibile simare un indice di concenrazione complessivo del commercio al deaglio di prodoi alimenari che includa anche la disribuzione radizionale, cioè gli esercizi più piccoli (fino a 100 mq, ulima colonna della avola 7). La sima del grado di concenrazione complessivo dei singoli dei puni vendia risula mediamene più elevaa nel Nord Oves. Con riferimeno al segmeno della grande disribuzione, nel complesso il grado di concenrazione regisrao in Ialia è mediamene inferiore a quello di alri paesi europei. Secondo la BCE (ECB, 2011) in Ialia l indice di Herfindahl, calcolao per diversi aggregai e a livello regionale, è sempre inferiore alla media dell area. Il grado di concenrazione più elevao (per gruppo e per cenrale) si risconra in Finlandia e Germania; in Francia e in Spagna si regisrano invece valori inferiori alla media, ancorché al di sopra del dao ialiano (av. 8). Indice di concenrazione di Herfindahl nei principali paesi europei (1) (valori) PAESI Gruppo Cenrale d acquiso Ialia 0,058 0,128 Francia 0,079 0,151 Ausria 0,082 0,252 Spagna 0,095 0,199 Grecia 0,110 0,212 Paesi Bassi 0,121 0,214 Porogallo 0,132 0,158 Belgio 0,190 0,225 Germania 0,216 0,247 Finlandia 0,310 0,379 Area dell euro 0,126 0,194 Fone: Bce. (1) Media nazionale degli indici di Herfindahl regionali. Tav. 8 In Ialia nel complesso l espansione della diffusione di sruure medie e grandi risula lievemene associaa a un calo della concenrazione, misuraa sulla base delle quoe di mercao dei puni vendia (fig. 1): 46
49 Espansione dell offera ed evoluzione concenrazione ra il 2002 e il 2010 Fig. 1 Fone: elaborazioni su dai Nielsen 47
50 5. LA REGOLAMENTAZIONE NELLE REGIONI ITALIANE In ui i principali paesi europei il seore del commercio al deaglio è ampiamene regolamenao. In Ialia i piani legislaivi sono moleplici, a vole ra loro in conraso. Il capiolo descrive l evoluzione della normaiva nazionale a parire dagli anni seana fino agli anni più receni e pone in rilievo il ruolo dei provvedimeni regionali nella deerminazione della sruura del seore. Da un lao gli inerveni hanno riguardao l accesso al mercao delle sruure di vendia di grande dimensione, dall alro l operaivià delle sesse. Quese due ipologie di norme sono sae radoe in un sisema di indicaori di liberalizzazione a livello regionale. 1. La normaiva degli anni seana e oana Le caraerisiche del sisema disribuivo ialiano e i riardi nello sviluppo che emergono dal confrono con gli alri principali paesi europei sono anche il riflesso di una normaiva che per moli anni ha frenao la crescia delle sruure di vendia più grandi. A parire dagli anni seana e fino alla fine degli anni novana, il seore è sao disciplinao dalla legge 11 giugno 1971, n. 426 e da una serie di successive disposizioni che ne hanno condiviso i principi di fondo. La legge 426/71, pur prevedendo norme applicabili su uo il erriorio nazionale, lasciava di fao ampio poere regolamenare ai Comuni e alle Regioni. L aperura degli esercizi fino a 400 mq. (o fino a nei comuni con più di 10 mila abiani) doveva essere regolamenaa da un apposio piano comunale; in assenza, l auorizzazione era rimessa alla decisione del Sindaco, previo parere vincolane della Commissione comunale per il commercio; un uleriore elemeno di discrezionalià derivava dai riardi sruurali di moli Comuni, anche di grandi dimensioni, nel definire i piani commerciali. La legge inolre conseniva ai Comuni di fissare i limii massimi alla superficie commerciale auorizzabile nell area di compeenza, modificabili ogni quaro anni. Per l aperura di un puno vendia di superficie superiore ai 400 o ai mq., in relazione alla dimensione del Comune, era richieso un nulla osa regionale, senza però sabilire un ermine massimo enro il quale queso dovesse essere rilasciao. Infine, in caso di richiese concorreni per l aperura di sruure di superficie simile, la legge aribuiva precedenza a domande presenae da operaori già esiseni rispeo a nuovi enrani. 48
51 L insieme di quesi faori ha cosiuio un elemeno di freno allo sviluppo della disribuzione moderna, deerminandone anche una crescia disomogenea sul erriorio nazionale; non ha inolre favorio il rafforzameno dimensionale delle imprese disribuive esiseni, né l ingresso di poenziali nuovi operaori. Come sosenuo da Ravazzoni (2004) e in una recene Segnalazione da pare dell Anirus (Bolleino ed. speciale 9 gennaio 2012), il coso di evenuali disorsioni della sruura di mercao e di osacoli alla concorrenza da un lao incide sull efficienza del seore, con conseguenze negaive sui prezzi, dall alro sulla possibilià che emergano operaori nazionali in grado di penerare sui mercai eseri e di supporare l expor di prodoi nazionali. 2. La riforma del commercio del 1998 Con il decreo legislaivo 31 marzo 1998, n. 114 (c.d. decreo Bersani), il legislaore nazionale è inervenuo riorganizzando in modo organico la disciplina del seore e affermando alcuni principi che hanno avuo l obieivo esplicio di favorirne l ammodernameno e la liberalizzazione. Le Regioni e i Comuni sono sai delegai a predisporre la normaiva di deaglio, ispirandosi a obieivi di rasparenza del mercao, di concorrenza, di liberà d impresa, di uela del consumaore, di efficienza, di modernizzazione e sviluppo della ree disribuiva, nonché di evoluzione ecnologica. La normaiva nazionale ha inolre sabilio il rispeo del pluralismo e dell equilibrio ra le diverse ipologie disribuive e il riconoscimeno del ruolo delle piccole e medie imprese. Ha previso che nelle aree rurali, monane, insulari debba essere garanio il servizio commerciale (ramie principalmene la creazione di cenri polifunzionali), così come nei cenri sorici, nelle zone a bassa densià abiaiva o nei quarieri urbani degradai. In paricolare, il d.lgs. 114/98 ha inrodoo la semplificazione delle abelle merceologiche in due sole classi di aivià (alimenare e non alimenare), al fine di consenire una maggiore flessibilià nella gamma dei prodoi commercializzai e il loro adeguameno nel corso del empo. Ha inolre classificao le ipologie disribuive in re caegorie: (1) di vicinao, cioè inferiori a 150 mq. o 250 mq., in relazione alla dimensione dei comuni (minore o maggiore di 10 mila abiani); (2) medie, cioè con una superficie compresa ra i 150 e i mq. nei comuni con meno di 10 mila abiani e ra 250 e mq. nei comuni con olre 10 mila abiani; (3) grandi, cioè con superficie superiore a mq. (2.500 nei comuni più grandi). La legge ha poi fissao i nuovi crieri per l auorizzazione delle diverse ipologie disribuive: per gli esercizi di vicinao sono sae eliminae le licenze, sosiuie da una semplice comunicazione di aperura al Comune, avene validià auorizzaiva dopo 30 giorni, secondo un regine di silenzio-assenso. Per le medie sruure l auorizzazione è rimasa di compeenza comunale; per le grandi deve essere indea una Conferenza dei Servizi (Regione-Provincia-Comune), nell ambio della quale il rappresenane della Regione esprime parere vincolane. Le richiese devono inolre essere sempre valuae nell ambio della pianificazione urbanisica e non più esclusivamene commerciale. 49
52 Il d.lgs. 114/98 ha imposo alle Regioni di definire gli indirizzi per l insediameno delle aivià commerciali enro un anno dalla sua pubblicazione: fino a quel momeno sarebbe sao possibile aprire nuove sruure solo se auorizzae in un momeno precedene. Poche Regioni hanno rispeao ale scadenza; inolre, ranne alcune eccezioni, le normaive regionali, quando adoae, hanno inrodoo vincoli all aperura delle grandi sruure di vendia o vincoli all operaivià (si veda anche Pellegrini, 2001, e Crisini, 2002). In alcune regioni, la possibilià di sospendere l auorizzazione all aperura degli esercizi di vicinao consenia dalla normaiva nazionale per un periodo massimo di due anni ed esclusivamene per il soddisfacimeno di esigenze generali di ipo urbanisico - è saa uilizzaa come srumeno per regolare l offera e prorogaa per un periodo di empo superiore, sia pure in ambii circoscrii. Pressoché ue le normaive hanno inrodoo uleriori riparizioni alla classificazione nazionale delle ipologie disribuive medie e grandi, pur nel rispeo dei limii dimensionali superiori; a ali riparizioni, hanno associao disposizioni progressivamene più resriive al crescere della superficie. La possibilià di aperura di una media e di una grande sruura di vendia è saa alvola subordinaa alla compaibilià in base a abelle, incrociando un duplice vincolo riferio alla dimensione del puno vendia e del comune. Mole regioni sono inervenue con vincoli più direi, sabilendo in alcuni casi un numero massimo di nuove aperure (soprauo nelle regioni del Sud) e molo più frequenemene un limie alla superficie regionale auorizzabile per le grandi sruure, di norma uleriormene riparia per provincia o per bacino commerciale. Tali massimali avrebbero dovuo essere periodicamene aggiornai, ma in aluni casi, allo scadere del loro periodo di validià, non sono sai rivisi, deerminando di fao l impossibilià di aperura di nuovi puni vendia. Alre regioni hanno agio per via indirea e hanno emporaneamene sospeso il rilascio di auorizzazioni per grandi sruure fino all adozione di nuovi provvedimeni normaivi, spesso adoai a disanza di alcuni anni. Vincoli numerici o di superficie sono sai inrodoi, in mole normaive, anche nei confroni delle medie sruure di vendia, deerminando così un ingerenza della Regione in compeenze che il d.lgs. 114/98 aveva aribuio ai Comuni; ale inerveno è sao alvola giusificao dall elevaa percenuale di Comuni non ancora doai di un piano del commercio. Le varie disposizioni regionali hanno poso, così come richieso dalla normaiva nazionale, un aenzione paricolare al riconoscimeno e alla valorizzazione del ruolo delle piccole e medie imprese. Di fao però, inroducendo uleriori sooclassi dimensionali alle medie imprese, hanno finio per uilizzare ale obieivo per porre disposizioni progressivamene più resriive al crescere della dimensione, fino ad assimilare le medie sruure a quelle grandi (alcune regioni hanno adoao ale riclassificazione limiaamene ad ambii errioriali specifici). In generale, al fine di una razionalizzazione della ree disribuiva, sono sae favorie nuove aperure ramie accorpameno di esercizi pre-esiseni, di fao favorendo gli incumbens ai nuovi enrani (come avveniva anche nella normaiva precedene). Spesso, per ogni nuova ipologia disribuiva, è sao specificao anche il numero di esercizi di vicinao e/o di medie sruure che devono essere accorpai e il numero minimo di anni in cui devono avere eserciao la propria aivià sul erriorio. In alcuni casi si è osservao un riorno a una riclassificazione merceologica più 50
53 aricolaa, soprauo nel comparo non alimenare, simile alle precedeni abelle in vigore nel renennio precedene. I vincoli più sringeni previsi per la grande disribuzione alimenare sono sai spesso esesi a quella non alimenare. Il d.lgs. 114/98 regola anche le vendie sraordinarie e gli orari e i giorni di aperura, con norme più liberise per i comuni urisici e le cià d are. In generale, quasi ue le Regioni hanno recepio le indicazioni conenue nella legislazione nazionale in maeria di orari (redici ore al massimo di aperura giornaliera, nell inervallo compreso ra le ore 7 e le 22); alcune hanno ampliao ale possibilià, menre limiai sono sai i casi di riduzione a ore dell orario massimo di aperura giornaliera. Pressoché ue le normaive hanno previso la possibilià di deroga alla chiusura domenicale, ma il grado di liberismo è risulao eerogeneo ra le regioni, da un minimo di 8 giornae previse dal legislaore nazionale a un numero anche molo superiore; inolre, ale maggiore possibilià può essere esesa a uo il erriorio regionale o circoscria ai comuni urisici o a pari del erriorio di uno sesso comune. Spesso è saa consenia la deroga all obbligo della chiusura infraseimanale e in aluni casi anche a quella nourna; le vendie di fine sagione, effeuabili in due periodi dell anno, hanno una duraa che è saa normalmene ampliaa in quasi ue le regioni e poraa a circa sessana giorni per periodo. In considerazione dello sviluppo in chiave spesso aniconcorrenziale di mole normaive regionali e dei ripeui richiami dell Anirus e di alri organi giurisprudenziali (cfr. il paragrafo successivo), il legislaore nazionale è nuovamene inervenuo sulla disciplina del seore disribuivo con la legge 4 agoso 2006, n Richiamandosi al rispeo dei principi comuniari di uela della concorrenza e alla compeenza esclusiva in maeria, riconosciua al legislaore nazionale dal modificao ar. 117 della Cosiuzione, sono sai eliminai i segueni vincoli e prescrizioni: l obbligo di iscrizione a regisri abiliani e il possesso di requisii professionali soggeivi per l esercizio di aivià commerciali (a eccezione del seore alimenare e della somminisrazione di alimeni e bevande); i limii di aperura di nuove sruure paramerizzai a quoe di mercao; la previsione di disanze minime ra le aivià commerciali appareneni alla sessa ipologia di esercizio; le limiazioni all assorimeno merceologico (manenendo solo la disinzione ra seore alimenare e non). Sono sai inolre liberalizzai il consumo immediao di prodoi di gasronomia presso l esercizio di vicinao e le vendie promozionali, sia soo il profilo emporale sia quaniaivo, eliminando la necessià di preveniva auorizzazione. In base a quano disposo dalla legge 248/06, enro il 1 gennaio 2007 le Regioni e gli eni locali erano enui ad adeguare le proprie disposizioni alla nuova normaiva nazionale. A quella daa, uavia, solo alcune Regioni avevano emanao provvedimeni o circolari esplicaive (Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Toscana, Piemone e Puglia); progressivamene anche mole alre Regioni sono inervenue rivedendo le proprie disposizioni normaive; solo alcune hanno raccolo in un Teso Unico ua la disciplina del seore. Nonosane ali inerveni, in ue le normaive regionali hanno coninuao a permanere vincoli nei confroni dello sviluppo di grandi sruure, giusificai da obieivi di equilibrao sviluppo ra diverse ipologie disribuive e forme di vendia. Dagli iniziali vincoli in ermini di numero di nuovi puni vendia di grandi dimensioni o di superficie oale auorizzabile, si è passai a limii di superficie meno esplicii e paramerizzai, in base a predefinii coefficieni di 51
54 incremeno, alla superficie esisene degli esercizi di vicinao o di erriorio urbanizzao. Spesso sono preseni diviei all aperura di grandi sruure in comuni di dimensione inferiore a predefinie soglie, così come sono fissai limii dimensionali superiori nei resani comuni; ali vincoli sono di norma più resriivi per il seore alimenare rispeo a quello non alimenare. Resano normalmene in vigore e in moli casi sono rafforzae le norme che favoriscono le aggregazioni di sruure esiseni rispeo all enraa di nuovi operaori; in aluni casi, l aperura di puni vendia di grandi dimensioni nel comparo alimenare o miso è consenia esclusivamene per accorpameno o per ampliameno di sruure esiseni. Talune normaive disciplinano anche ipologie disribuive più moderne (ad esempio, i facory oule e i parchi commerciali), al fine di regolamenarne il crescene sviluppo; spesso le disposizioni nei confroni del comparo non alimenare risulano meno vincolani di quelle pose per il comparo alimenare. Sono inolre previse norme di favore per i Cenri commerciali naurali o per le Aree commerciali inegrae, idenificai come un aggregazione sponanea di sruure disribuive esiseni, normalmene di piccola e media dimensione; parallelamene, vengono vieae forme di aggregazione di medie sruure finalizzae ad aggirare i vincoli posi allo sviluppo delle grandi superfici. 3. Gli inerveni dell Anirus e di alri organi giurisprudenziali L Auorià Garane della Concorrenza e del Mercao (AGCM o Anirus) si è espressa in più occasioni, sia con riferimeno a singole disposizioni, sia fornendo indicazioni generali sui principi a cui dovrebbero ispirarsi le normaive regionali. I primi inerveni hanno riguardao i vincoli posi allo sviluppo della grande disribuzione nelle leggi regionali della Lombardia, del Veneo e del Friuli Venezia Giulia. Nel 2004 l Auorià ha espresso parere conrario nei confroni del riferimeno a una nozione di mercao rilevane e a una quoa di mercao massima, conenuo nella regolamenazione della Regione Sicilia. Nel 2007 è inervenua nei confroni del nuovo Teso Unico sul commercio adoao dalla Regione Liguria, considerandolo lesivo dei principi della concorrenza in alcuni suoi puni (riclassificazione delle ipologie disribuive e vendie promozionali). Nello sesso anno ha valuao negaivamene la disciplina delle vendie sraordinarie, promozionali e dei saldi di fine sagione adoaa dalla Regione Sicilia. In generale, l Anirus ha espresso parere conrario nei confroni dell adozione di modelli di valuazione delle domande di auorizzazione per le medie e le grandi superfici rigidamene imposai in ermini di regolamenazione sruurale del mercao, cioè sulla predeerminazione quaniaiva dei limii alle possibilià di enraa. Inolre ha previso che la programmazione debba basarsi su crieri urbanisici, eviando sia l inserimeno di norme vole al perseguimeno di obieivi di programmazione commerciale sia gli inerveni voli a limiare le aree disponibili all aperura di esercizi commerciali, con il solo fine di conrollarne lo sviluppo, nonché la rigida individuazione delle desinazioni d uso. Ha inolre suggerio di eviare sia il riferimeno a unià errioriali predefinie, che non sempre cosiuiscono il coneso geografico più adao per valuare l impao dell aperura di un esercizio 52
55 commerciale sia il reinserimeno di classificazioni equivaleni alle precedeni abelle merceologiche. Sempre secondo il parere dell Anirus, gli obieivi della legge 114/98 relaivi all equilibrao sviluppo delle diverse forme disribuive e alla valorizzazione del ruolo delle piccole e medie imprese vanno inesi nel senso di non frapporre osacoli allo sviluppo della disribuzione commerciale (se non per esigenze di uela degli assei urbanisici e degli ineressi di caraere generale dei consumaori) e di fornire alle piccole e medie imprese un coneso favorevole per adaarsi all evoluzione della domanda, rovando adeguai spazi di compeiivià. A ale fine, assumono paricolare rilievo gli inerveni previsi dallo sesso decreo legislaivo e finalizzai a: elevare il livello professionale; favorire gli insediameni commerciali voli al recupero delle piccole e medie imprese già operani; realizzare infrasruure e servizi adeguai alle esigenze dei consumaori; agevolare la formazione di gruppi di acquiso ra deagliani; promuovere i cenri di assisenza ecnica. Alle segnalazioni dell Anirus si sono aggiuni i pareri e le senenze di alri organi giurisprudenziali. Per ciarne alcuni, con senenza n. 63/07, la Core Cosiuzionale ha dichiarao l illegiimià cosiuzionale dell ar. 10 della legge regionale umbra n. 26/05, in quano nella pare in cui individua, fra i crieri preferenziali per il rilascio dell auorizzazione all esercizio e all ampliameno dell aivià commerciale, quello della previa iolarià di un alra grande sruura di vendia nel erriorio regionale, sabilisce una barriera di caraere proezionisico che conrasa con il principio di uguaglianza e con l ar. 41 della Cosiuzione. Il Consiglio di Sao (senenza n. 2808/09), a seguio di alcuni ricorsi presenai, ha sabilio che limiazioni all aperura di nuovi esercizi commerciali sono asraamene possibili, purché non si fondino su quoe di mercao predefinie o calcolae sul volume delle vendie, ossia, in alri ermini, sull apprezzameno auoriaivo dell adeguaezza dell offera alla presuna enià della domanda. Ha poi aggiuno che inerveni limiaivi siano collegabili alla uela di valori di liberà economica, ra ali valori non può farsi rienrare la salvaguardia di una quoa di mercao in favore degli esercizi esiseni. 1 Numerosi sono sai i ricorsi al Tar. Tra i più rilevani, nel 2009, il Tar del Veneo ha sabilio che le norme regionali che fissano un indice di equilibrio ra densià di medie e grandi sruure ed esercizi di vicinao, se finalizzae ad assicurare uno sviluppo equilibrao della ree disribuiva, non possono essere rienue in conraso con gli obieivi delle norme saali; nel caso specifico della Regione Veneo invece, la disposizione che abbassa a 300 mq. la soglia dimensionale per una media sruura in un Comune con più di 10 mila abiani, rappresena un illegiima limiazione all accesso al mercao. Nel 2011, il TAR del Friuli Venezia Giulia ha sabilio che le disposizioni conenue nella L.248/06 vanno univocamene inerpreae come liberalizzazione di mercao, con divieo di coningenameno, cioè di limiare l aperura di nuove aivià commerciali sabilendo un numero preciso di auorizzazioni rilasciabili, ovvero di superficie assenibile e che ogni disposizione 1 Sempre il Consiglio di Sao (senenza n. 1975/11) ha sabilio che i principi del Traao e del nosro ordinameno cosiuzionale impongono che i poeri pubblici non inerferiscano sul libero gioco della concorrenza, asenendosi dallo sabilire inderogabilmene il numero massimo degli eserceni da auorizzare in una deerminaa area. 53
56 regionale (anecedene o successiva) conrasane con i principi espressi dallo Sao è desinaa a recedere rispeo alla norma saale. Negli anni più receni l analisi dell Anirus si è esesa anche alle norme che regolano gli orari e i giorni di aperura degli esercizi commerciali, venendo a occare non solo disposizioni regionali, ma anche comunali, essendo normalmene demandaa ai Comuni la regolamenazione degli aspei di naura più sreamene gesionale. L Anirus ha così evidenziao che alcune discipline regionali e delibere di eni locali hanno subordinao la possibilià di aperura nei giorni fesivi a circosanze paricolari e previa compensazione con predefinie giornae di chiusura. Talvola, la sessa normaiva regionale ha inrodoo disposizioni differenziae per l aperura domenicale e fesiva delle piccole, delle medie e delle grandi sruure di vendia; in alri casi sono sae emanae norme che disinguono ra zone che beneficiano della liberalizzazione e alre no all inerno di uno sesso comune, creando così siuazioni di disparià di raameno ra operaori commerciali concorreni. 2 Come principio generale l Anirus ha sabilio che la compeenza aribuia dal decreo 114/98 ai Comuni nel definire le aree e le zone soggee alla liberalizzazione all aperura va inerpreaa alla luce dei muameni economici e sociali inervenui e delle nuove dinamiche compeiive che si sanno affermando, valorizzando al massimo il caraere pro-concorrenziale del decreo e rimuovendo ue quelle siuazioni di svanaggio e di disparià di raameno ra operaori commerciali concorreni. Anche la Core Cosiuzionale è inervenua in maeria gesionale (senenze n. 150/11 e n. 288/10), sabilendo che sono illegiime le misure regionali più resriive rispeo a quelle conenue nel decreo 114/98, ove possano produrre effei che osacolano la concorrenza; sono invece da rienersi come pro-concorrenziali misure che ampliano il numero di ore o di giornae fesive di aperura. 4. Gli inerveni legislaivi più receni Con il decreo legislaivo n. 59 del 25 marzo 2010, enrao in vigore l 8 maggio, è saa recepia nel nosro ordinameno la Direiva 123/2006/CE relaiva ai servizi del mercao inerno. L obieivo prioriario della Direiva è l eliminazione delle barriere allo sviluppo del seore dei servizi degli Sai membri, ramie una semplificazione normaiva e amminisraiva della regolamenazione e, in paricolare, delle procedure e delle formalià relaive all accesso e allo svolgimeno dell aivià. Il decreo legislaivo 59/10, in paricolare, ha definio i requisii professionali per l esercizio dell aivià di vendia di prodoi alimenari, sabilendo il prevalere della norma nazionale su quelle regionali in conraso; ha inrodoo per l aperura degli esercizi di vicinao la Dichiarazione di Inizio Aivià (DIA) con efficacia immediaa, rimuovendo il ermine di 30 giorni previso nel decreo legislaivo 114/98. Ha inolre sabilio che evenuali disposizioni che limiino l accesso e l esercizio dell aivià devono essere non discriminaorie, giusificae e commisurae a un obieivo d ineresse generale, 2 L Anirus ha inolre soolineao come l applicazione di regimi di aperura differenziai all inerno di uno sesso mercao rilevane (sesso comune e regione o ra comuni limirofi ma appareneni a regioni diverse) va limiao a siuazioni paricolari, senza generare effei disorsivi sulla concorrenza. 54
57 oggeive, chiare e inequivocabili, rese pubbliche prevenivamene, raspareni e accessibili ; ha poi specificao che nessuna auorizzazione può inolre essere subordinaa alla dimosrazione dell esisenza di un bisogno economico o di una domanda di mercao, o alla valuazione di effei economici poenziali o effeivi. Le Amminisrazioni locali compeeni sono enue a verificare il conenuo delle proprie normaive, eliminando quelle pari non conformi ai principi e ai crieri della Direiva e del decreo di auazione. Mole Regioni hanno inrodoo norme di recepimeno o di inerpreazione della Direiva europea, prevedendo la DIA immediaa per gli esercizi di vicinao, ma di norma non si sono espresse con riferimeno ad alri aspei delle proprie normaive evenualmene in conraso con la Direiva sessa. Al recepimeno della Direiva Europea si è aggiuna, a marzo del 2011, una senenza della Core di giusizia europea, emessa con riferimeno a un ricorso presenao per l insediameno di cenri commerciali in Caalogna ma che, parendo dal caso specifico, ha definio principi validi per ui gli Sai membri. Rappresenano una violazione dell ar. 43 del Traao della Comunià Europea le disposizioni che: vieano l insediameno di nuovi ipermercai a un numero risreo di province, imponendo inolre una paramerizzazione alla spesa locale; applicano soglie massime al livello di insediameno e all incidenza sugli esercizi commerciali al deaglio preesiseni, al di là delle quali è impossibile aprire grandi e medie sruure di vendia; conengono norme che pregiudicano l accesso al mercao per le imprese di alri Sai membri rispeo a quelle nazionali. Il decreo legge n. 98/2011 ha previso, in via sperimenale e per i soli esercizi ubicai nei comuni inclusi negli elenchi regionali delle localià urisiche o cià d'are, la possibilià di derogare al rispeo degli orari di aperura e di chiusura, all'obbligo della chiusura domenicale e fesiva, nonché a quello della mezza giornaa di chiusura infraseimanale. Le Regioni e gli eni locali erano enui ad adeguare le proprie disposizioni legislaive e regolamenari enro il 1 gennaio Con il successivo decreo-legge 13 agoso 2011, n. 138, converio in legge 14 seembre 2011, n. 148, sono sai ripresi e garanii i principi della liberà d impresa e della concorrenza. In base a ale decreo, le disposizioni vigeni che regolano l accesso e l esercizio delle aivià economiche non devono conenere resrizioni, se non quelle moivae da ragioni di ineresse pubblico e non devono inrodurre una discriminazione, direa o indirea, basaa sulla nazionalià e sulla sede legale dell impresa. È previso che le disposizioni degli ordinameni vigeni che conengono ali resrizioni siano abrogae quaro mesi dopo l enraa in vigore della legge; Comuni, Province, Regioni e Sao sono enue ad adeguare le proprie normaive enro un anno (16 seembre 2012). Il decreo-legge n. 201/2011, converio in legge 22 dicembre 2011, n. 214, ha inrodoo uleriori liberalizzazioni in ema sia gesionale sia di aperura di nuovi puni vendia. All ar. 31, comma 1, ha eseso la liberalizzazione degli orari e delle giornae di aperura, previse dalla legge 248/06, come modificaa dalla legge 98/11, a ui gli esercizi commerciali e non solo più a quelli ubicai nelle localià urisiche o cià d are. All ar. 31, comma 2, è sao sancio il principio della liberà di aperura di nuovi esercizi commerciali sul erriorio senza coningeni, limii errioriali o alri vincoli, salvo quelli connessi alla uela della salue, dei lavoraori, dell ambiene, ivi incluso quello urbano, e dei beni culurali; le Regioni e gli eni locali sono enue ad 55
58 adeguare i propri ordinameni enro 90 giorni. All ar. 34, in ema di concorrenza, è sabilio che la disciplina delle aivià economiche è impronaa al principio di liberà di accesso, di organizzazione e di svolgimeno, fae salve le esigenze imperaive di ineresse generale, che possono giusificare l inroduzione di ai amminisraivi di assenso o auorizzazione o conrollo, nel rispeo del principio di proporzionalià. Sono abrogae con effeo immediao ue le resrizioni conenue nelle norme vigeni (diviei e limiazioni all esercizio di un aivià economica e l imposizione di disanze minime) e conemporaneamene vengono ampliai i poeri dell Anirus. Quesa è enua a rendere parere obbligaorio, enro rena giorni dalla ricezione del provvedimeno, in merio al principio di proporzionalià sui disegni di legge governaivi e i regolameni che inroducono resrizioni all accesso e all esercizio di aivià economiche. Le Regioni sono enue ad adeguare la legislazione di loro compeenza ai principi e alle regole precedeni. L Anirus, in una propria Segnalazione al Governo in merio al decreo-legge n. 201/2011, converio in legge n. 214/2011, riiene che l ar. 31, comma 2, conenga una formulazione eccessivamene vaga, sì da consenire alle amminisrazioni locali un ampia liberà di resringere l accesso al seore. Di qui la necessià di ricondurla a coerenza con la Direiva Servizi che, all ar.9, inroduce espressamene il crierio di srea necessià all imposizione di vincoli alla liberà di aperura di nuovi puni vendia. 5. Indicaori di liberalizzazione preseni in leeraura Numerosi isiui hanno elaborao negli anni alcuni indicaori sineici del grado di liberalizzazione della normaiva in maeria di commercio, enendo cono ognuno di aspei e di fasi diverse della sua applicazione. Tav. 1 Indicaore OCSE del livello di regolamenazione nel seore disribuivo (1) (valori assolui) PAESI Indicaore oale (2) di cui: barriere all enraa di cui: conrollo dei prezzi (3) Francia 4,8 3,1 3,1 5,0 2,6 2,6 3,5 1,7 1,7 Germania 2,3 2,6 2,4 1,8 2,1 2,1 1,5 2,4 2,4 Ialia 3,0 2,5 2,6 2,5 2,3 2,6 2,2 2,2 2,3 Spagna 3,6 3,4 2,7 3,0 3,0 3,0 3,8 3,8 1,4 Fone: OECD, (2009). (1) Ogni indicaore può variare ra u n minimo di 0 (assenza di regolamenazione) a uno m assimo di 6 (massima regolamenazione). (2) L indicaore oale è o enuo come somma ponderaa dei singoli indicaori parziali. (3) Fa riferimeno sia al c onrollo sui prezzi di alcuni prodoi (p. es. benzina, abacco, prodoi farmaceuici) sia ai vincoli sulle vendie soocoso, promozionali e sraordinarie. A livello inernazionale, l OCSE elabora ogni cinque anni un indicaore sul livello di regolamenazione nel seore dei servizi e, nello specifico, sul seore disribuivo (per la meodologia uilizzaa si veda Pila, 1997, Boylaud e Nicolei, 2000, Conway e Nicolei, 2006). Tale indicaore è cosruio sulla base dei principi 56
59 generali conenui nella normaiva nazionale e non iene cono della loro diversa applicazione su scala regionale. L indice OCSE evidenzia per l Ialia, ra il 1998 e il 2003, il passaggio a una normaiva meno resriiva, grazie all applicazione dei principi conenui nel decreo legislaivo 114/98. Dal 2003 al 2008 l indicaore è ornao a peggiorare lievemene; vi hanno influio il rafforzameno dei vincoli nei confroni delle grandi sruure di vendia, insieme con il manenimeno di norme scarsamene liberise a livello operaivo e in maeria di deerminazione dei prezzi di vendia (av. 1). Anche l ISAE, nel 2002, ha elaborao un Indicaore del grado di resisenza alla liberalizzazione, che iene cono della prima applicazione nelle normaive regionali del decreo legislaivo 114/98. In base a ale indicaore il Lazio e il Molise, insieme a mole regioni del Sud, risulavano essere ra quelle meno liberise con riferimeno all aperura di nuovi puni vendia di grandi dimensioni; all esremo opposo si collocavano l Emilia-Romagna e, leggermene disanziae, le Marche e il Piemone. Tale classificazione risula oggi superaa, in quano quasi ue le regioni hanno successivamene modificao le proprie normaive, inroducendo spesso principi vincolani anche quando quesi non esisevano inizialmene; ale indicaore valua inolre le normaive regionali senza enere cono delle caraerisiche morfologiche e urbane del coneso locale in cui vengono applicae. Nel 2007, l Anirus 3 ha classificao le regioni in base al livello di liberalizzazione adoao, enendo cono di moleplici aspei, da quelli auorizzaivi a quelli in maeria di orari e di vendie sraordinarie. In base a ale classificazione, see regioni si caraerizzano per un livello di concorrenzialià alo (Piemone, Valle d Aosa, Lombardia, Emilia-Romagna, Marche, Campania e Molise); cinque per un livello medio (Veneo, Toscana, Abruzzo, Calabria e Basilicaa); see per un livello basso (Liguria, Friuli Venezia Giulia, Trenino Alo Adige, Umbria, Lazio, Puglia e Sicilia). L analisi dell Anirus evidenzia inolre che nelle regioni che hanno maggiormene liberalizzao, gli andameni della produivià e dei prezzi sono sai più favorevoli. Il recepimeno su scala regionale della legge 248/06 ha però modificao nuovamene il quadro e la classificazione dell Anirus non è più del uo adaa a cogliere anche le novià normaive sull aperura di nuovi puni vendia, dove si sono osservai negli ulimi anni alcuni uleriori cambiameni. Le regioni inizialmene più liberise hanno infai progressivamene inrodoo alcuni vincoli, spesso indirei, allo sviluppo della grande disribuzione menre, a seguio anche dei richiami dell Anirus, le regioni con un basso grado di concorrenzialià hanno rimosso moli dei limii di naura più sreamene quaniaiva. 6. Un sisema di indicaori di liberalizzazione La scela della meodologia. - In quesa sezione viene presenao un nuovo sisema di indicaori di liberalizzazione, che consene di discriminare le regioni rispeo sia ai vincoli all aperura di nuovi puni vendia di medie e di grandi dimensioni sia alle 3 Auorià Garane della Concorrenza e del Mercao (2007). 57
60 disposizioni che regolano l aivià più sreamene gesionale della GDO. Consene inolre di cogliere i cambiameni per singola regione e nella posizione relaiva con le alre regioni ra il 2000 e il Gli indici sono focalizzai prevalenemene sulle disposizioni che disciplinano l aperura di puni vendia operani nel comparo alimenare, normalmene più sringeni rispeo a quelle riferie al comparo non alimenare. In primo luogo si è provveduo a raccogliere e ad analizzare le normaive regionali dal 2000 al 2011 (si veda l Appendice D). In secondo luogo per cosruire gli indicaori si è resa necessaria una duplice riclassificazione delle norme. Un primo ordinameno ha eso a disinguere ra regole che influiscono maggiormene sulla possibilià di aperura di puni vendia (sia medie sia grandi sruure) e quelle che aengono principalmene alla sfera operaiva e gesionale di imprese già esiseni. Una seconda classificazione si è resa necessaria in considerazione della diversa naura dei vincoli considerai. Vi sono infai disposizioni che possono essere radoe in una scala quaniaiva (per esempio, la fissazione di vincoli dimensionali all aperura di medie e grandi sruure, oppure, nell ambio gesionale, la definizione degli orari di aperura dei puni vendia e la duraa delle vendie sraordinarie); ale gruppo di norme consene un ordinameno ra regioni sulla base dell enià dei vincoli adoai. Un secondo gruppo di norme include invece ue quelle disposizioni che non sono paramerizzabili e graduabili (per esempio, l aperura di grandi sruure consenia solo per ampliameno di esercizi esiseni, oppure la possibilià di aperura anche nourna dei puni vendia). Al primo gruppo di norme sono associae delle variabili a scala ordinale menre il secondo insieme di variabili è di ipo dummy; per ogni regione si ha quindi un sisema mulivariao di variabili eerogenee, a parire dal quale il sisema di indici è sao cosruio (cfr. in Appendice B: avv. b1 e b2). L eerogeneià delle variabili considerae pone un problema di scela della meodologia, se si cerca di superare alcune semplificazioni adoae in alri lavori (Ferrucci e Porcheddu, 2002). Quasi ui i meodi radizionali di riduzione dimensionale, come l analisi delle componeni principali, necessiano di variabili quaniaive e forniscono i risulai migliori se quese seguono una disribuzione normale mulidimensionale (Jackson, 1991). Allo sesso empo, ipoizzando la normalià disribuiva è possibile la sima delle correlazioni ra variabili caegoriali prese a coppie (policorica), o ra una caegoriale e una quaniaiva (poliseriale), araverso la funzione di riparizione della normale (Olsson 1979), oppure con la massima verosimiglianza (Lee e al. 1990, Joreskog 1994). Le variabili classificae nel primo gruppo sono assimilabili a puneggi di variabili coninue, ma l ipoesi di normalià porebbe essere eccessivamene resriiva a causa della loro fore asimmeria e curosi. Quelle del secondo gruppo non sono invece assimilabili a variabili coninue ed è quindi necessario uilizzare modelli con ipoesi disribuzionali meno sringeni. Un approccio senza ipoesi parameriche, che rispei la scala di misurazione e il processo che ha generao i dai, sembra quindi meno arbirario e più robuso (Young, 1981). Si è così scelo di uilizzare la meodologia basaa sull analisi di omogeneià di Gifi (HOMALS, si veda Gifi, 1989, e Gifi, 1990). Quesa meodologia permee di analizzare dai mulivariai rilevai da ogni combinazione di processi e livelli di misurazione. 58
61 Descrizione del meodo. - L obieivo dell analisi è rovare un nuovo sisema di coordinae caresiano P con p dimensioni che minimizzi una funzione di perdia una vola che le osservazioni originali vengano proieae su di esso. Dao il piano originario M mulivariao con m variabili ed n osservazioni, si denoa con M j l i-esima variabile che può essere quaniaiva o qualiaiva, a sua vola ordinale o sconnessa. Dao k j il numero di deerminazioni della variabile M j, sia G j la marice nk j, proiezione binaria della variabile M j. Sia X una marice np, conenene le coordinae incognie delle n osservazioni sul piano P. Sia infine Y j la marice k j p proiezione delle singole caegorie di M j su P. L analisi di omogeneià ricerca la proiezione di M su P ale per cui sia minima la seguene funzione di perdia: m X, Y1,... Ym LF r( X G Y )'( X G Y ) (1) j1 Il problema viene risolo con l algorimo dei minimi quadrai ierai (si veda Spence, 1972 e Tenenhause e Young, 1985). Esso consise in un numero non deerminao di ierazioni consiseni nei segueni re passi: 1. Aggiornameno della quanificazione delle caegorie j j Y j =(D j ' D j ) -1 G j ' X -1 (2) 2. Aggiornameno dei puneggi delle osservazioni j j ~ X 1 m m j 1 G j X 3. Normalizzazione 1 (3) X 1 orh m m j 1 1 m ~ X (4) Il passo iniziale =0 è dao da una marice casuale X 0 ; orh indica una funzione che calcola una base oronormale per lo spazio delle colonne di una marice per la quale è saa usaa la decomposizione di Gram-Schmid. Per deagli si rimanda a Gifi (1990) e a De Leeuw e Mair (2009). Gifi (1990) inroduce moleplici esensioni dell analisi di omogeneià e mosra che quesa può essere visa come una generalizzazione delle radizionali ecniche di riduzione dimensionale. La meodologia adoaa è quindi una generalizzazione di gran pare delle ecniche faoriali ipicamene uilizzae da queso ipo di leeraura 4. I risulai. - Come già evidenziao il sisema di indicaori di regolamenazione è sao cosruio sulla base delle normaive regionali in vigore al 2000 e al Tali 4 Ad esempio, il eorema Eckar-Young mosra che la classica forma delle componeni principali lineari può essere formulaa come media della funzione di perdia, la cui minimizzazione pora alla marice dei pesi delle componeni (ovviamene in caso di variabili non meriche si può usare l analisi in componeni principali non lineari). Rappori analoghi sono ricavabili per alre ecniche di riduzione dimensionale. 59
62 dae inendono cogliere, rispeivamene, la prima applicazione del Decreo Bersani del 1998 e la siuazione più recene, sulla quale influiscono sia i cambiameni nei vincoli all aperura di nuovi puni vendia sia l applicazione su scala regionale della legge 248/06, maggiormene miraa a disciplinare gli aspei gesionali anche inizialmene non previsi. Al fine di ener cono della non direa comparabilià delle disposizioni nei due anni considerai, si è cosruio un erzo indicaore omogeneo, che consene di cogliere i cambiameni nel livello di regolamenazione di ogni singola regione a parià di variabili considerae. Nella cosruzione di ogni indicaore, diversamene da alri indici preseni in leeraura, si è enuo cono che vincoli analoghi vanno diversamene graduai in relazione al coneso urbano e morfologico di ogni singola regione. L obieivo è quello di aumenare il livello di omogeneià e comparabilià dei vincoli normaivi riferii a regioni con caraerisiche morfologiche foremene eerogenee, come quelle ialiane. A iolo d esempio, si consideri l imposizione di un limie dimensionale superiore per l aperura di grandi sruure: lo sesso limie quaniaivo corrisponde a due livelli differeni di regolamenazione, a seconda che sia applicao in una regione con scarso grado di urbanizzazione e/o caraerizzaa da elevao erriorio monano rispeo a una regione che si rova nella siuazione opposa per enrambi gli indicaori. A al fine, ogni variabile quaniaiva è saa ponderaa con il livello di urbanizzazione, espresso dalla radice quadraa della percenuale di popolazione residene in comuni a bassa densià urbana (cfr. in Appendice B, figg. b1 e b2, i risulai oenui senza ponderazione). La ponderazione compora in generale un abbassameno dell indice di regolamenazione calcolao per le regioni molo piccole e/o monane 5. Alle variabili che descrivono l applicazione normaiva in ogni regione si è applicaa la meodologia HOMALS e si sono oenue diverse lise Yj di proiezione delle singole variabili. Applicando in sequenza le espressioni (3) e (4) è sao ricavao il sisema di indici di regolamenazione. Gli indici calcolai sono i segueni 6 : li all aperura vigeni nel 2000; Ap2000: indice calcolao sui vinco Ge2000: indice calcolao sui vincoli gesionali del 2000; Ap2011: indice calcolao sui vincoli all aperura del 2011; Ge2011: indice calcolao sui vincoli gesionali del 2011; e al fine di rendere confronabili i vincoli all aperura e quelli gesionali nel 2000 e nel 2011, sono sai calcolai anche due segueni indici: Ap2000_2011: indice calcolao sui vincoli all aperura al 2011, uilizzando le sole variabili preseni già nel 2000; Ge2000_2011: indice calcolao sul daabase dei vincoli gesionali al 2011, 5 Queso indicaore (denominao in quesa sede GRrUrbB) ha l uleriore pregio di essere foremene correlao con alri indicaori di urbanizzazione, come la popolazione media residene nel 2008 o la percenuale di popolazione residene dei comuni monani al 31 dicembre È saa anche calcolao un indice, denominao ApS2011, sulla base delle variabili del 2011 e relaivo ai vincoli di aperura, con l esclusione delle norme di blocco. 60
63 uilizzando le sole variabili preseni già nel Per ogni indice i valori inferiori segnalano una progressiva corrispondenza della normaiva regionale al deao nazionale, cioè un maggiore orienameno alla liberalizzazione; viceversa, valori superiori forniscono una misura relaiva del livello di regolamenazione: il grado di liberismo di ogni regione, in ognuna delle due dae considerae, deve essere inerpreao nel confrono con i vincoli posi alla sessa daa in ue le alre regioni. Indicaori di liberalizzazione all aperura e gesionale (1) (normaiva al 2000 e proieaa al 2011) Fig. 1 Indice Ap2000 vs Ge2000 (a) Indice Ap2011_2000 vs Ge2011_2000 (b) Ge EmiliaR Marche Abruzzo Piemone Lazio Campania Calabria Veneo Puglia Treno Umbria Basilicaa Sicilia Liguria VDA Sardegna Lombardia Bolzano Molise Toscana Friuli Ge2011_ EmiliaR Lazio Calabria Treno Basilicaa Umbria Puglia Marche Piemone VDA Sardegna Lombardia Bolzano Abruzzo Toscana Molise Friuli Campania Veneo Sicilia Liguria Ap Ap2011_2000 Indice Ap2000 vs Ap2011_2000 (c) Indice Ge2000 vs Ge2011_2000 (d) Ap2011_ Piemone EmiliaR Marche Abruzzo Veneo VDA Sicilia Campania Liguria Calabria Sardegna Lombardia Lazio Basilicaa Umbria Molise Puglia Toscana Bolzano Treno Friuli Ge2011_ Lombardia Bolzano Toscana Molise Friuli Liguria Piemone VDA Sardegna Abruzzo Basilicaa Umbria Sicilia Puglia Marche Veneo Treno Calabria Campania EmiliaR Lazio Ap Ge2000 Legenda: Ap2000=Vincoli all aperura riferii al Ge2000=Vincoli gesionali riferii al Ap2011_2000=Vincoli all aperura riferii al 2011, calcolai su base omogenea Ge2011_2000=Vincoli gesionali riferii al 2011, calcolai su base omogenea (1) Valori neg aivi indi cano un a m aggiore corrispond enza delle nor maive reg ionali alle norm e naz ionali, ine rpreabili q uindi come re gioni m eno vincolani. Valori posiivi indicano un a minore corrispon denza d elle nor maive reg ionali alle n orme n azionali a ca usa dell inserimeno di v incoli aggiunivi. Dagli indici calcolai emerge come in sede di prima applicazione del decreo Bersani del 1998, le regioni si siano caraerizzae per una significaiva differenziazione della normaiva, con riferimeno alla disciplina sia dell aperura di nuovi puni vendia sia dell aivià gesionale (fig. 1a). In ale periodo i faori che maggiormene deerminano le differenze di regolamenazione sono rappresenai da 61
64 un insieme di vincoli esplicii, spesso di naura quaniaiva, che si rivolgono prevalenemene alle grandi, ma anche alle medie sruure di vendia. Una rappresenazione sineica è fornia dai pesi simai (la av. b3, in Appendice B). Con riferimeno alle grandi sruure, nel 2000, emergono come paricolarmene rilevani l imposizione di limii massimi superiori alla dimensione di ali ipologie disribuive, insieme a un innalzameno della soglia dimensionale dei Comuni in cui possono essere apere. Vi si aggiungono i coningenameni in ermini di numero e/o di superficie massima auorizzabile sul erriorio regionale (o in pare di esso), in un dao inervallo emporale (variabile normalmene dai re ai cinque anni). Sempre in sede di prima applicazione normaiva, mole Regioni avevano anche inrodoo dei vincoli allo sviluppo delle medie sruure, deerminando un ingerenza in compeenze che per legge speavano ai Comuni; vi si aggiungeva spesso una revisione verso il basso, insieme a una riclassificazione, delle soglie dimensionali di ali ipologie disribuive. Sempre con riferimeno ai primi anni di applicazione del decreo Bersani, alcune Regioni avevano anche riviso verso il basso le soglie dimensionali previse per gli esercizi di vicinao, venendo di fao ad assoggearli alle sesse disposizioni più resriive sabilie per le medie sruure. L insieme di ali disposizioni risula significaivo se riferio al Soo il profilo gesionale (av. b4, in Appendice B), i faori maggiormene rilevani nel discriminare le normaive regionali nel 2000 sono rappresenai dagli orari di aperura - che in sede di prima applicazione del decreo Bersani endevano a differenziarsi abbasanza ra regioni - insieme a ui quei faori che possono discriminare nel livello di liberismo: il numero di giornae di aperura domenicale, la possibilià di aperura nourna, le disposizioni deae per i Comuni urisici, monani e le cià d are; la duraa delle vendie di fine sagione. Considerando congiunamene i vincoli all aperura e quelli gesionali si possono classificare le regioni, in relazione all inensià della regolamenazione (fig. 1a). È possibile così disinguere ra regioni con vincoli elevai su enrambi gli aspei (Campania, Lazio, Puglia, Sicilia, Treno e Umbria) e regioni con maggiore corrispondenza al deao nazionale (soprauo Abruzzo e Piemone e, in pare, Molise); Emilia-Romagna e Marche presenano liberismo all aperura ma vincoli soo il profilo gesionale. Alcune regioni, in paricolare quelle più piccole e spesso urisiche, si caraerizzano invece per vincoli di aperura molo elevai, ma maggiore liberismo gesionale (Friuli Venezia Giulia, Liguria e Provincia Auonoma di Bolzano). Le alre regioni si pongono poi nella pare cenrale della disribuzione, caraerizzandosi per vincoli non paricolarmene sringeni all aperura di nuovi puni vendia, a cui si associa una maggiore differenziazione soo il profilo gesionale (ad es. Veneo e Lombardia). Considerando le sesse disposizioni normaive aggiornae al 2011 si osserva una siuazione sosanzialmene immuaa soo il profilo gesionale (fig. 1d). Con riferimeno invece alle norme che regolano l aperura di puni vendia, la posizione relaiva ra regioni ende a muare: poche, in paricolare il Friuli Venezia Giulia, a seguio anche dei ripeui richiami delle auorià nazionali, allenano i vincoli posi all inizio; quasi ue le alre e, in paricolare, le regioni inizialmene più liberise (Emilia-Romagna, Marche e Piemone), inroducono vincoli aggiunivi (fig. 1c). Dalla cosruzione degli indici al enendo cono di ui gli aspei 62
65 regolamenai in ale daa e, in paricolare, cercando di recepire gli aggiornameni normaivi regionali anecedeni all approvazione del decreo-legge n. 201/2011, converio in legge n. 214/ emerge una minore dispersione delle regioni rispeo alla siuazione presenaa al 2000 (fig. 2a). Queso non deve necessariamene essere inerpreao come espressione di un maggiore liberismo, quano piuoso come indicaore di una maggiore uniformià normaiva, ossia della endenza da pare delle regioni sesse a convergere verso un livello comune di regolamenazione, fruo anche dei ripeui inerveni dell Anirus e di alri organismi preposi, descrii in precedenza, che richiamavano le regioni a eviare una predeerminazione quaniaiva alla possibilià di enraa. Nel 2011, i vincoli all aperura assumono la forma di srumeni indirei. Si riduce la rilevanza dei vincoli direi alla dimensione massima delle grandi sruure, così come i coningeni regionali espressi in ermini di numero o di superficie auorizzabile. Aumena invece l imporanza di vincoli che operano sulla dimensione dei Comuni in cui grandi sruure possono essere auorizzae (relegandole sempre più a Comuni molo grandi). Divena significaivo l insieme di norme che influisce sulla possibilià di ampliameno di sruure esiseni, favorendo il loro sviluppo a discapio di nuove aperure. Assume rilevanza un vincolo non presene nel 2000, che descrive inerveni regionali di blocco all aperura di nuove grandi sruure, sabilii sia per legge sia in modo indireo, non rinnovando i coefficieni di sviluppo per grandi sruure e deerminandone di fao l impossibilià di uleriore crescia 7. Perdono invece significaivià nel 2011 ue quelle forme di regolamenazione che influiscono sullo sviluppo delle medie sruure, verso cui le Regioni endono a porre minore ineresse e minori vincoli nelle proprie normaive, favorendone alvola lo sviluppo come srumeno di conraso alla crescia della grande disribuzione. Nel 2011, soo il profilo gesionale, si aggiungono alcuni aspei regolamenai con la Legge 248/06. Tale legge aveva liberalizzao l esercizio delle vendie promozionali, ma mole regioni, pur avendo recepio ale principio generale, hanno inrodoo disposizioni aggiunive che di fao ne hanno limiao l esercizio; ali norme divenano rilevani nel discriminare ra le varie normaive al 2011 (limii alla frequenza con cui possono essere ripeue in un anno le vendie promozionali; limii alla loro duraa e alla ipologia di merci che ne possono essere oggeo). Anche nel 2011, come nel 2000, manengono un peso rilevane il diverso numero di giornae di aperura domenicale e le disposizioni nei confroni dei Comuni urisici. Con riferimeno a ali aspei, l Anirus era inervenua solleciandone una maggiore liberalizzazione e uniformià di applicazione su uo il erriorio nazionale, ma raandosi di una maeria anche di compeenza comunale, al momeno in cui è sao cosruio il sisema di indici non risula esservi una convergenza ra regioni, come invece si osserva soo il profilo dei vincoli all aperura. Il recene decreo-legge n. 201/2011, converio in legge n. 214/2011, all ar. 31, comma 1, inende perseguire ali obieivi di omogeneià normaiva e di liberismo. In paricolare, dalla figura 2a emerge che alcune regioni hanno ancora normaive resriive sia sull aperura di puni vendia sia sulla gesione (ad es. Calabria e Sicilia). 7 La sima dell indicaore rimuovendo le sole disposizioni vole a deerminare un blocco emporaneo all aperura di nuovi puni vendia (2011S), non modifica in modo significaivo il quadro precedene, in considerazione della naura emporanea di ali norme. 63
66 Alre regioni (Toscana e Friuli Venezia Giulia), per effeo della rimozione di alcuni vincoli esiseni nella prima applicazione normaiva, risulano nel 2011 meno vincolani nel confrono con le alre. La maggior pare delle regioni, come già evidenziao, ende a convergere verso una sruura regolamenare molo simile soo il profilo dei vincoli all aperura, ma ancora con fori differenze soo il profilo gesionale. Indicaori di liberalizzazione all aperura e gesionale (1) (normaiva al 2011) Fig. 2 Indice Ap2011 vs Ge2011 (a) Indice Ap2000 vs Ap2011 (b) Ge Toscana Friuli Campania Basilicaa Umbria Bolzano EmiliaR Lazio Molise Veneo Treno Puglia Abruzzo Sardegna Marche Liguria Piemone Lombardia Calabria Sicilia VDA Ap Marche Piemone EmiliaR Abruzzo Calabria Sicilia VDA Sardegna Molise Puglia Veneo Bolzano Campania Liguria Lombardia Lazio Umbria Treno Basilicaa Friuli Toscana Ap Ap2000 Indice Ge2000 vs Ge2011 (c) Indice Ap2000 vs ApS2011 (d) Ge CalabriaCampania Basilicaa Sicilia Umbria VDA Bolzano Molise EmiliaR Lazio Friuli Toscana Sardegna Piemone Lombardia Abruzzo Liguria Veneo Treno Puglia Marche ApS Marche Piemone EmiliaR Abruzzo Calabria Sicilia Sardegna VDA Molise Puglia Bolzano Veneo Campania Liguria Lombardia Lazio Treno Basilicaa Umbria Friuli Toscana Ge Ap2000 Legenda: A p2000=vincoli all aperura ri ferii al Ap 2011=Vincoli all aperura ri ferii al Ge 2000=Vincoli g esionali r iferii al Ge2011=Vincoli gesionali riferii al ApS2011=Vincoli all aperura riferii al 2011 in caso di blocco. (1) Valori neg aivi indi cano un a m aggiore corrispond enza delle nor maive reg ionali alle norm e naz ionali, ine rpreabili q uindi come re gioni m eno vincolani. Valori posiivi indicano una minore corrispondenza delle normaive regionali alle norme nazionali, nella direzione dell inserimeno di vincoli aggiunivi; inerpreabili come regioni più vincolani. Gli Indici Gesionali calcolai al 2000 e al 2011 risulano ra loro posiivamene correlai (si veda a al proposio la avola 2 dove è riporaa la marice di correlazione fra gli indici), a indicazione della endenza da pare delle regioni a manenere nel empo la posizione più o meno liberisa inizialmene assuna in maeria. Nell inerpreare ali dai occorre comunque ener cono che le norme gesionali al 2011 disciplinano aspei più ampi rispeo al 2000 e soprauo che la regolamenazione consideraa è quella sabilia a livello regionale, menre per quano 64
67 aiene soprauo alla regolamenazione degli orari e delle giornae di aperura la compeenza è di norma demandaa ai Comuni. Gli Indici di Aperura, calcolai alle due dae, presenano ra loro una correlazione negaiva, ma non significaiva, in considerazione dell eerogeneià delle variabili considerae. È invece posiivamene correlao l indice di aperura al 2000 con quello al 2011, cosruio a parià di variabili, a indicazione della endenza delle regioni a rafforzare il livello di regolamenazione. Correlazione fra gli indici Marice di correlazione Tav. 2 Ap2000 A p2011 Ap2011_2000 Ge2000 Ge2011 Ge2011_2000 Ap A p2011-0, Ap2011_ ,389 3 * 0,411 1 Ge2000-0,0553 0,2579 0, Ge2011 0,2021 0,2975 0,3308 0,4467 ** 1 Ge2011_ ,0342 0,2495 ** 0,4659 ** 0,9303 0,5265 ** 1 Fone: elaborazioni su dai di regolamenazione. ** Significaivià al 5%. * Significaivià al 10%. Come conrollo di robusezza sono sai ricavai i medesimi indici di cui sopra uilizzando le variabili non ponderae per il grado di urbanizzazione. I risulai sono sosanzialmene gli sessi e sono riporai nell Appendice B (figg. b1 e b2). Sviluppo della ree disribuiva e livello di regolamenazione. - Dopo aver cosruio gli indici sopra descrii, si è infine voluo verificare se esia una correlazione significaiva ra il livello di regolamenazione e lo sviluppo della ree disribuiva delle regioni. In paricolare, è saa calcolaa la correlazione ra gli indici alle due dae considerae e la superficie di ipermercai per regione, rispeo ai quali la normaiva è saa nel complesso più sringene. Emerge una correlazione negaiva ra la doazione iniziale di grandi sruure di vendia e l inensià della regolazione all enraa 8 : le Regioni che nel 2000 si caraerizzavano per una minore diffusione della grande disribuzione sono sae quelle che hanno adoao normaive più resriive nei confroni dell enraa di nuovi operaori. Ne consegue che anche lo sviluppo degli ipermercai nel decennio , misurao in ermini di variazione della superficie di vendia per abiane, è sao frenao dall esisenza di vincoli all enraa paricolarmene resriivi 9. Sullo sviluppo del seore ha influio negaivamene anche l esisenza di fori vincoli gesionali 10, desinai a condizionare l operaivià di evenuali nuovi sruure. Non emerge invece una correlazione significaiva ra l inensià dei vincoli, di qualsiasi naura, e lo sviluppo delle medie superfici di vendia (i supermercai). Nel 2011, enuo cono di ui i cambiameni normaivi inervenui e in considerazione della endenza da pare delle regioni a convergere su srumeni di 8 Coefficiene di correlazione pari a -0,46, significaivo al 10 per ceno. 9 Coefficiene di correlazione è pari a -0,50, significaivo al 5 per ceno. 10 Coefficiene di correlazione pari a -0,56, significaivo al 5 per ceno. 65
68 regolazione indirea del mercao, non emerge una correlazione significaiva ra l inensià dei vincoli all enraa e la sruura disribuiva esisene. Soo il profilo gesionale, si osserva invece una correlazione negaiva ra l inensià dei vincoli operaivi e il grado di sviluppo della grande disribuzione 11 : le regioni con una minore diffusione di grandi sruure sono sae anche quelle che si sono dimosrae meno disponibili a recepire le liberalizzazioni inrodoe in maeria gesionale. 11 Coefficiene di correlazione pari a -0,61, significaivo al 5 per ceno. 66
69 6. LE INTERAZIONI STRATEGICHE A MONTE E A VALLE La leeraura economica da lungo empo si occupa della grande disribuzione secondo moleplici linee di analisi. Il capiolo propone una sinesi dei principali conribui eorici ed empirici secondo re direrici: il rapporo ra la GDO e l indusria alimenare, gli effei della sruura concorrenziale del segmeno disribuivo sui prezzi al consumo e il ruolo della regolamenazione. In modo rasversale si presenano inolre alcune analisi empiriche vole a conesualizzare il caso ialiano rispeo ai risulai della leeraura inernazionale. 1. Le relazioni vericali fra l indusria alimenare e la grande disribuzione I risulai della leeraura eorica. - La relazione vericale ra le imprese dell indusria manifauriera e quelle del seore commerciale può essere descria da un semplice modello di conraazione bilaerale nel quale il produore non ha un conao direo con il consumaore finale, ma cede il bene prodoo a un impresa disriburice che deiene la ecnologia per rasformarlo in bene finale (si veda ad esempio Tirole, 1988). Le forme conrauali più comunemene sudiae sono quelle con prezzi lineari nelle quanià, il resale price mainenance (RPM) - in base al quale le pari sabiliscono anche il prezzo praicao al consumaore finale (o un suo limie superiore/inferiore) - e gli accordi con vincoli sulle quanià, che ipicamene riguardano un valore minimo che l impresa disriburice si impegna ad acquisare. Le caraerisiche e le specificazioni del conrao (prezzi all ingrosso, quanià, prezzi al consumo, aivià promozionali) dipendono sia dal poere conrauale dell impresa a mone sia dal poere conrauale di quella a valle. La mancanza di inegrazione vericale genera un esernalià negaiva derivane dalla double marginalizaion, che si manifesa quando sia l impresa manifauriera sia quella commerciale fissano il prezzo di vendia aggiungendo il proprio markup al coso sopporao. In ale coneso le due pari non inernalizzano il problema di massimizzazione dell alro conraene: il prezzo applicao dall impresa disriburice è superiore a quello che si avrebbe in caso di complea inegrazione vericale, la domanda è inferiore e così anche la somma dei profii dei due ageni. Da qui la celebre frase di Tirole: Wha is worse han monopoly? A chain of monopolies. Un modello in cui sia il produore sia il disribuore sono monopolisi descrive un caso limie, ma che mee in evidenza due problemi, sreamene inerconnessi: quello dell asimmeria del poere conrauale delle pari e quello della sruura concorrenziale sia dei mercai a mone sia di quelli a valle. 67
70 Il poere conrauale è funzione della dimensione relaiva dei due conraeni. Sia il produore sia il disribuore hanno l opzione di inerrompere la conraazione e rivolgersi alrove, ma ano maggiore è il peso di una pare rispeo all alra, ano meno conveniene è per il conraene debole la roura delle raaive (cioè è inferiore il valore dell ouside opion, si veda anche Inders e Mazzaroo, 2006). La non sosiuibilià di un disribuore spesso si sosanzia in un poere monopolisico in un dao mercao locale o in uno specifico segmeno di clienela. La non sosiuibilià di un produore coincide generalmene con la non sosiuibilià del suo prodoo: un impresa disriburice di grandi dimensioni può più facilmene rifiuarsi di concludere un accordo con una piccola impresa produrice, piuoso che con una grande impresa il cui prodoo non può mancare nell assorimeno offero al consumaore finale. Più in generale, nella leeraura economica molo spazio è sao dedicao alle conseguenze economiche del rapporo di dipendenza dei piccoli produori nei confroni delle grandi imprese della GDO. Tuavia, non esise una definizione univoca del rapporo di dipendenza. Da un lao, l asimmeria dimensionale e di poere conrauale non implicano l esisenza di un rapporo di dipendenza. Dall alro, nella praica, le Auorià Anirus di paesi quali il Regno Unio, nonché la Commissione Europea, in varie occasioni si sono sconrae con la necessià di individuare non solo la presenza di ale rapporo, ma anche l uilizzo in modo aniconcorrenziale della posizione di forza della grande disribuzione. L OCSE nel 1998 ha proposo una definizione ampia di rapporo di dipendenza: queso si manifeserebbe quando una pare può in modo credibile minacciare di imporre all alro conraene un coso di lungo periodo in caso di roura delle relazioni conrauali. L oica di lungo periodo va però aenamene conesualizzaa, soprauo nei casi di fragilià finanziaria: se il produore ha difficolà di accesso al credio bancario la minaccia imposa dal grande disribuore può risulare efficace anche nel breve ermine (Inders e Mazzaroo, 2006). Se quindi anche l esame di un singolo caso di rapporo di dipendenza può essere complesso, a maggior ragione, per la ricerca empirica, l individuazione di una relazione simabile risula paricolarmene difficile, non solo per i consuei problemi di idenificazione causale, ma anche per la limiaa osservabilià dei fenomeni di ineresse. Nell analisi dei rappori di forza ra la grande disribuzione e il seore produivo bisogna uavia ener cono del fao che un sisema produivo frammenao porebbe non essere comunque desiderabile per la GDO. La ridoa dimensione media delle imprese produrici se da un lao garanisce un elevao poere conrauale, dall alro implica un aumeno dei cosi di ransazione. Gli effei negaivi si esendono anche alla logisica e ai conrolli di qualià (paricolarmene rilevani nel caso della produzione di privae label) e poenzialmene anche sui prezzi finali 1. Le analisi empiriche. - Dal puno di visa empirico il poere conrauale delle imprese manifauriere e di quelle commerciali non è facilmene analizzabile poiché i 1 Queso aspeo è sao più vole evidenziao durane le inervise alle imprese della GDO. I cosi di ransazione, verosimilmene più elevai per le imprese della grande disribuzione esere operani in Ialia, porebbero incenivare le imprese sraniere a proporre prodoi eseri in vendia presso le loro sruure ialiane. 68
71 conenui dei conrai ra produori e disribuori non sono osservabili. In leeraura ipicamene si ricorre perciò a modelli sruurali che implicano resrizioni sui prezzi finali che possono essere soopose a verifica empirica, per individuare alcune caraerisiche del ipo di conrao ra l impresa manifauriera e quella della disribuzione e il peso relaivo dei conraeni, soo le specifiche assunzioni del modello sruurale (ad es. Villas-Boas, 2007). Alcuni indicaori aggregai relaivi al seore manifauriero alimenare e a quello disribuivo possono fornire però alcune indicazioni. Come emerge dai capioli 1 e 2, in Europa, e in modo paricolare in Ialia, il sisema produivo alimenare risula paricolarmene frammenao. Anche il seore del commercio al deaglio si caraerizza per la presenza di numerosissime imprese di piccole dimensioni, ma nel corso degli anni novana si è accenuaa la presenza di colossi disribuivi che oggi dominano il mercao (capp. 2-4). È quindi ragionevole supporre che nel corso dell ulimo venennio vi sia saa una riallocazione del poere conrauale dalle imprese produrici a quelle disriburici. Se si assume che il mercao di riferimeno delle piccole imprese alimenari sia prevalenemene quello locale, si può sudiare l evoluzione di alcuni indicaori sruurali del seore produivo in relazione alla dinamica della concorrenza nel segmeno della GDO a livello locale. Tale ipoesi è senz alro resriiva; uavia, almeno nel caso ialiano, come mosrao anche nel capiolo 7, i prodoi cosiddei locali hanno un peso non rascurabile sui consumi alimenari complessivi. In primo luogo si assume che a un maggior grado di concenrazione nel mercao a valle corrisponda anche un maggiore poere conrauale della GDO. Nella avola 1 si riporano i risulai di un semplice modello di regressione, uilizzao per diversi indicaori relaivi all indusria: y * HERF u (1) p p p p dove y p rappresena l oucome di ineresse osservao nella provincia p al empo, HERF p è il logarimo dell indice di Herfindahl della GDO (calcolao sulla base dei meri quadri appareneni alla sessa impresa commerciale idenificaa in base alla ragione sociale), p è l effeo fisso provinciale e un effeo fisso emporale. La prima colonna della avola 1 ripora la sima del logarimo del numero di imprese aive per provincia sul grado di concenrazione. I dai sono rai dal daase Telemaco-Movimprese e si riferiscono al periodo La disribuzione errioriale delle imprese alimenari risula negaivamene correlaa al grado di concenrazione della GDO. Tale evidenza è compaibile con l ipoesi che al crescere della pressione eserciaa dalla GDO le imprese alimenari meno efficieni escano dal mercao. Parallelamene, a causa di ali dinamiche, si dovrebbe assisere a una relazione negaiva ra la concenrazione della GDO e la media provinciale dei margini di profio delle imprese alimenari. Quesa conclusione è confermaa dall evidenza riporaa nella seconda colonna della avola 1, che, sulla base dei dai Cerved per il periodo , ripora il coefficiene di regressione dei margini di profio medi 69
72 provinciali delle imprese alimenari e la misura dell indice di concenrazione della GDO 2. Imprese aive nel comparo alimenare: alcuni indicaori di efficienza. Coefficieni di regressione Tav. 1 VOCI Imprese aive Margini di profio Peso credii commerciali sull aivo a breve (1) (2) (3) Indice di concenrazione di Herfindahl (log) -0,013* -0,012** 0,027* (err. s.) 0,008 0,006 0,015 N. osservazioni Fone: elab orazioni su dai Mo vimprese, Cerved e Nielsen. I modelli includon o effei fissi di pro vincia e di anno. L a v ariabile indipendene è il log arimo dell indice di concenrazione di Herfindah l calcolao sui meri quadri a li vello provinciale (a liv ello di impres a idenificaa in base alla ragione sociale). * Significaivo al 10 per ceno. ** Significaivo al 5 per ceno. (1) Logarimo del numero di imprese aive. (2) Media provinciale del rapporo ra margine operaivo lordo e faurao. (3) Rapporo ra i credii ai clieni e il oale dell aivo a breve ermine. Se da un lao, dal puno di visa macroeconomico, la raslazione del poere conrauale dal produore al disribuore compora una riduzione dei margini di profio 3, dall alro, a livello di singola relazione conrauale, possono emergere conflii nei quali la pare più debole può subire vari ipi di condizionameno. La pare con maggiore poere conrauale porebbe uilizzare la propria posizione non solo per oenere prezzi più favorevoli, ma anche condizioni di pagameno migliori, ad esempio araverso una dilazione dei ermini di pagameno 4. Un segnale parziale dell esisenza di una correlazione ra la sruura finanziaria delle imprese alimenari e la concenrazione della GDO emerge dalla colonna 3 della avola 1. In queso caso la variabile dipendene è il valore medio a livello provinciale del rapporo ra i credii commerciali e il oale dell aivo a breve ermine, menre il regressore è ancora una vola l indice di concenrazione. Il coefficiene è posiivo e significaivo. 2 Media provinciale del rapporo ra il margine operaivo lordo e il faurao. 3 Olre che alla riduzione dei margini di profio la maggiore pressione concorrenziale dovrebbe anche porare a selezionare sul erriorio le imprese più efficieni. Una misura di efficienza ipicamene uilizzaa dalla leeraura è la produivià del lavoro, misuraa dal rapporo ra il valore aggiuno e il numero di addei. Le informazioni sul numero di addei delle imprese non sono disponibili nella banca dai Cerved, ma solo nella Cenrale dei bilanci, che però raccoglie informazioni su un campione selezionao di imprese, ipicamene le medio-grandi e con più elevao merio di credio. La sima della correlazione ra la produivià media provinciale e il grado di concenrazione sarebbe perciò disora. Si è quindi proceduo a simare ale relazione su un panel di circa 200 imprese alimenari incluse nell Indagine sugli invesimeni indusriali della Banca d Ialia, per le imprese con almeno 20 addei (INVIND), seguie dal 2000 al 2009, e che include invece informazioni sugli occupai, nonché sugli invesimeni indusriali. Tale campione è sao combinao con Cerved per oenere informazioni sul valore aggiuno. Una sima panel a effei fissi indica l esisenza di una correlazione posiiva ra il grado di concenrazione della GDO e la produivià delle imprese alimenari e una correlazione negaiva del rapporo ra gli invesimeni e il faurao da un lao e il grado di concenrazione della GDO, dall alro. 4 Come emerso anche dalle inervise alle imprese (cfr. Inroduzione). 70
73 Tali risulai sono sai sooposi anche ad alcuni conrolli di robusezza 5. In primo luogo l indice di concenrazione di Herfindahl uilizzao nelle sime presenae nella avola 1 è calcolao con esclusivo riferimeno ai meri quadri del comparo della grande disribuzione. La regressione cioè non conrolla per le dinamiche, non uniformi sul erriorio, che hanno ineressao la disribuzione radizionale, con effei sulla dinamica del grado di concenrazione complessivo (non solo nel segmeno della GDO). In un uleriore esercizio, ra i regressori è saa inseria anche una sima della quoa di mercao della piccola disribuzione sul oale dei meri quadri preseni nelle varie province ialiane, oenendo risulai simili a quelli presenai. Per verificare che le correlazioni evidenziae non siano deerminae da rend soosani che coinvolgono alri anche seori, le sesse sime sono sae effeuae con riferimeno al seore dell indusria meccanica e in queso caso, come aeso, i coefficieni non sono significaivi. Analogamene, in uleriori specificazioni sono sae inserie variabili con aricolazione locale e emporale che approssimano l andameno del ciclo economico a livello locale (ad esempio il asso di occupazione), per verificare che i risulai non siano guidai da dinamiche macroeconomiche. Anche in queso caso i risulai oenui sono simili a quelli già evidenziai, a conferma che le relazioni presenae nella avola 1 sono specifiche al seore indusriale alimenare. Nonosane quesi conrolli di robusezza, le sime presenae resano comunque delle semplici correlazioni ra fenomeni aveni una variabilià spaziale e emporale. Esse non consenono alcuna inerpreazione causale e più in generale sono compaibili sia con l ipoesi che lo sviluppo del poere conrauale della GDO compora una razionalizzazione del comparo produivo, sia con l ipoesi inversa e cioè che gli incumben della GDO preferiscono localizzarsi laddove il seore produivo applica margini più bassi o consene maggiore flessibilià nei pagameni. L impossibilià di un inerpreazione causale è dovua alla difficolà empirica di rovare foni esogene di variazione del grado di concenrazione 6. Pur con i limii evidenziai le sime qui presenae esimoniamo, se non alro, che le modificazioni inervenue nella sruura del commercio al deaglio sono foremene inerrelae anche con l evoluzione del comparo produivo alimenare. 2. La ree disribuiva, la sruura di mercao e i prezzi I risulai della leeraura eorica. Lo sviluppo della grande disribuzione organizzaa compora una riduzione dei livelli e della dinamica prezzi al consumo? Il dibaio sui rappori ra l indusria manifauriera e il sisema di disribuzione riceve paricolare aenzione anche per i riflessi sui prezzi praicai al consumaore finale. Negli anni cinquana con il diffondersi delle prime ipologie di disribuzione 5 Gli sessi risulai sono oenui anche con una specificazione panel a effei fissi, nella quale l unià osservaa è la singola impresa. 6 Schivardi e Viviano (2011) usano i meri quadri auorizzai e le preferenze della popolazione verso un maggior grado di liberalizzazione (misurae dalle preferenze poliiche), come srumeno per raare l endogeneià della normaiva alle condizioni del seore alimenare. Queso come alre variabili srumenali uilizzae dalla leeraura riguardano però lo sviluppo della GDO a livello locale, ma non il grado di concenrazione. 71
74 organizzaa negli Sai Unii, Galbraih (1952) soseneva che lo sviluppo della grande disribuzione fosse cruciale per conrobilanciare il poere di mercao delle imprese produrici (la cosiddea counervailing-power hypohesis): la grande disribuzione, spunando prezzi all ingrosso mediamene più bassi rispeo a quelli praicai ai singoli reailers avrebbe rasferio pare dei propri guadagni ai consumaori finali e favorio una riduzione dei prezzi al consumo. Secondo la eoria neoclassica, in un mercao caraerizzao da concorrenza imperfea, l enraa di un concorrene più efficiene compora auomaicamene una riduzione dei prezzi finali di vendia. Queso semplice assuno, uavia è sao ampiamene criicao dalla leeraura eorica successiva: non è chiaro infai quale sia il sisema di incenivi affinché l impresa di grande disribuzione rasferisca pare del proprio surplus ai consumaori finali. Una condizione fondamenale affinché avvenga queso pass-hrough è il grado di concorrenza nel comparo del commercio al deaglio. Dobson e Waerson (1997) mosrano che una maggiore concenrazione del seore commerciale al deaglio non favorisce una riduzione dei prezzi al consumo e in alcuni casi può comporarne una crescia. Secondo Chen (2003) invece è proprio la sruura concorrenziale del commercio al deaglio che deermina l enià del pass-hrough. Chen (2003) descrive un mercao composo da un impresa disribuiva di grandi dimensioni, con elevao poere conrauale e da una frangia di imprese di piccola dimensione che operano in regime di concorrenza. Nella negoziazione bilaerale ra il grande disribuore e l impresa produiva il primo oiene prezzi migliori soraendo pare del surplus alla seconda. Parallelamene, l impresa manifauriera ha convenienza ad aumenare le proprie vendie ai piccoli disribuori, per conrasare il poere conrauale dell impresa della GDO. Per simolare la domanda l impresa riduce i prezzi all ingrosso praicai anche alla frangia compeiiva. L effeo finale sui prezzi di mercao opera dunque ramie la frangia marginale di imprese, che sono in concorrenza ra loro, e solo in seconda baua si riflee sui prezzi praicai anche dal grande disribuore. Quale ruolo per le cenrali d acquiso? Negli anni più receni il processo di aggregazione nel seore disribuivo ha conosciuo un accelerazione a causa della proliferazione, almeno in Ialia, delle cenrali d acquiso, consorzi di imprese disriburici cosiuii al fine di negoziare conrai più vanaggiosi con i forniori. Non è chiaro a priori quale sia l effeo delle cenrali d acquiso sui prezzi al consumo. Quese hanno rafforzao il poere di mercao delle imprese disriburici a mone, senza modificare direamene la sruura compeiiva a valle. La formazione di cenrali d acquiso può inolre faciliare un coordinameno indireo fra le imprese, anche nella deerminazione dei prezzi finali (esendendo l informazione condivisa dalle aziende, agevolando la comunicazioni fra quese, semplificando anche meccanismi implicii di collusione). Quesa era ad esempio una delle preoccupazioni dell Auorià Anirus ialiana nell analisi del caso di Ialia Disribuzione (AGCM, provvedimeno n del 2001). Ciapanna e Colonna (2011) descrivono e razionalizzano le dinamiche, a mone e a valle, relaive alla formazione delle cenrali d acquiso, riprendendo parzialmene lo schema analiico di Chen (2003). Come in Chen (2003) un bene, prodoo da un impresa monopolisa viene poi disribuio da un grande disribuore e da una frangia concorrenziale di piccoli disribuori. Si ipoizza inegrazione vericale, e 72
75 quindi condivisione dei profii fra produore e grande disribuore sulla base della rispeiva forza conrauale 7. Il grande disribuore può formare una cenrale d acquiso; esso può quindi esendere ad alcuni piccoli disribuori i prezzi vanaggiosi negoziai con il produore, riducendo la quoa di mercao della frangia compeiiva. La deerminazione della dimensione oimale della cenrale d acquiso dipende dai vanaggi che la cenrale riesce ad oenere dal produore. Ques ulimo però ha comunque ineresse a manenere una quoa di scambi con i piccoli produori, che sanno al di fuori della cenrale, per conenere il poere conrauale della cenrale sessa. In queso modello l aumeno della dimensione delle cenrali d acquiso riduce i prezzi finali. Innanziuo una quoa maggiore di piccoli disribuori avrà accesso alle condizioni privilegiae garanie dalla cenrale d acquiso. Inolre, anche i disribuori indipendeni riusciranno a oenere conrai più vanaggiosi. Essendo meno numerosi, il produore porà infai espandere la loro domanda (e la quoa di mercao), senza imore di inaccare il profio condiviso con il grande disribuore. Ques ulimo si roverà ad operare in un mercao con un più elevao grado di concorrenza e fisserà un prezzo inferiore. Il meccanismo capace di generare una riduzione dei prezzi non è la classica raslazione di un minore prezzo di forniura al consumaore, ma il prodoo dell inerazione sraegica del produore, della cenrale e della frangia compeiiva dei piccoli disribuori. Le analisi empiriche. La relazione ra i prezzi al consumo e lo sviluppo della GDO è saa ampiamene analizzaa anche dal puno di visa empirico. Basker (2005) per gli Sai Unii analizza l effeo dell aperura di nuovi cenri commerciali di Wal- Mar, la più grande caena disribuiva mondiale, e i prezzi al consumo di numerosi prodoi nei corrispondeni mercai locali e mosra che a parire dagli anni oana l enraa del colosso disribuivo ha in media ridoo i prezzi dell 1,5-3 per ceno nel breve periodo e di circa il 10 per ceno nel lungo. Un effeo simile per i prezzi dei beni alimenari è sao rovao anche da Hausman e Leibag (2005) per gli Sai Unii e da Schivardi e Viviano (2011) per l Ialia: nei capoluoghi di provincia ialiani dove l enraa di nuovi operaori della grande disribuzione è maggiormene limiaa dalla legislazione locale, anche il livello dei prezzi dei beni alimenari è più elevao, anche se la dimensione dell effeo è relaivamene conenua. Come dimosrao dalla leeraura eorica la possibilià che lo sviluppo della grande disribuzione si raduca in riduzioni del livello o della dinamica dei prezzi dipende dalla sruura concorrenziale del mercao di riferimeno. I risulai della leeraura empirica su queso secondo aspeo sono però non univoci. Usando misure di concenrazione a livello locale, Coerill (1986) rova una relazione posiiva ra il livello dei prezzi e la concenrazione del mercao; Newmark (1990), conrollando per differenze locali nel reddio, non rova invece alcuna relazione significaiva ra la concenrazione del seore commerciale e i prezzi finali di vendia. Asplund e Friberg (2002) per la Svezia espliciano il peso relaivo delle variabili sruurali del mercao di riferimeno. Gli auori rovano che esise una correlazione 7 L allineameno degli incenivi fra i due ageni implica cosi di inermediazione nulli (ovvero prezzi di forniura pari al coso marginale di produzione). Il prezzo finale per il consumaore dipenderà quindi esclusivamene dal poere di mercao a valle del grande disribuore, ovvero, in ulima isanza, dalla dimensione della frangia di piccoli disribuori. 73
76 posiiva ra il livello dei prezzi e la concenrazione, ma che queso spiega una piccola pare della variabilià dei prezzi sul erriorio. Alre variabili, quali le caraerisiche dei supermercai (ad esempio, la loro affiliazione) e faori legai alla sruura dei cosi prevalene nel mercao di riferimeno (ad esempio, i cosi di rasporo), hanno invece un impao maggiore sui differenziali regionali. Powers e Powers (2001) mosrano che negli Sai Unii in mercai i più concenrai e caraerizzai da imprese disribuive di maggiore dimensione, i prezzi dei beni finali variano meno di frequene in risposa a variazioni dei prezzi all ingrosso. Ciò implica che in periodi di andameno discendene di prezzi alla produzione, ali guadagni non sono empesivamene rasferii ai consumaori. Indice dei prezzi al consumo per beni alimenari (log). Coefficieni di regressione per diverse ipologie di indicaori di concenrazione Tav. 2 VOCI Indice di Herfindahl per cenrale (1) Indice di Herfindahl per gruppo (2) Indice di Herfindahl per insegna (3) Coeff. -0,002 0,049** 0,010 Err. S. 0,004 0,007 0,009 N. Osservazioni Fone: elaborazioni su dai Nielsen e Isa, dai mensili sugli indici dei prezzi per provincia. I modelli includono effei fissi di provincia, di mese e di anno. La variabile indipendene è l in dice dei prezzi de ll Isa. Le variabili indipendeni sono: (1) Indice di concenrazione di Herfindahl calcolao sui meri quadri a livello provinciale. Gli ipermercai e i supermercai aveni la medesima cenrale d acquiso si con siderano come unica unià economica. (2) Indice di co ncenrazione di He rfindahl calcolao sui me ri quadri a li vello pro vinciale. Gli iperm ercai e i su permercai appa reneni a l me desimo grup po o consorzio si considerano come unica unià economica. (3) Indice di concenrazione di Herfindahl calcolao sui meri quadri a livello provinciale. Gli ipermercai e i supermercai appareneni aveni la sessa insegna si considerano come unica unià economica. ** Significaivo al 10 per ceno. * Significaivo al 5%. Nella av. 2 si riporano i risulai di un insieme di sime nelle quali la variabile dipendene è l indice provinciale dei prezzi al consumo per il periodo in funzione di alcune specificazioni alernaive per l indice di concenrazione di Herfindahl, con lo scopo di valuare l impao della sruura della GDO sui prezzi. Poiché la cenrale d acquiso è una sruura di coordinameno ra operaori della GDO il cui obieivo è quello di acquisire poere conrauale nei confroni dei produori, in presenza di una frangia compeiiva una maggiore concenrazione a livello di cenrale dovrebbe avere un effeo negaivo sui prezzi (Ciapanna e Colonna, 2011). Per converso, la correlazione ra i prezzi e la concenrazione a livello di gruppo o di insegna dovrebbe essere posiiva, poiché una maggiore concenrazione delle quoe di mercao a livello di soggeo indipendene riduce gli incenivi della GDO a rasferire al consumaore finale i guadagni oenui con gli sconi fuori faura. La relazione ra l indice di prezzo dei beni alimenari e la concenrazione a livello di cenrale risula negaiva, anche se non significaiva. Le alre due sime hanno il segno posiivo e la correlazione ra l indice di Herfindahl a livello di gruppo e i prezzi è significaiva, in linea con i risulai della leeraura eorica. Quese semplici correlazioni come le precedeni non consenono uavia un inerpreazione sreamene causale. 74
77 3. La regolamenazione: esperienze ialiane ed europee La regolamenazione delle conraazioni. La legislazione di diversi paesi europei si ispira ad alcune esperienze legislaive francesi, che risalgono ai primi anni oana e le cui conseguenze economiche sono sae ampiamene analizzae dalla leeraura. Come evidenziao nel capiolo 1, anche il seore manifauriero alimenare francese è caraerizzao da un elevao livello di frammenazione. Per converso la grande disribuzione francese ha avuo nel corso degli anni oana un rapido sviluppo, che il legislaore ha cercao di frenare al fine di proeggere sia il sisema disribuivo radizionale, sia il comparo manifauriero. Un area di inerveno legislaivo in Francia ha riguardao il meccanismo di formazione dei prezzi 8. Verso la meà degli anni novana il governo francese inervenne direamene sui processi di deerminazione dei prezzi, imponendo il divieo di rivendia soocoso, nonché il divieo in fase di conraazione di spunare prezzi inferiori a quelli di lisino 9. In base a ale divieo i prezzi praicai ai consumaori finali non poevano essere inferiori al prezzo pagao dall impresa della disribuzione in faura, incluse le evenuali asse e i cosi di rasporo. Gli sconi fuori faura dovevano essere ineramene ricondoi alle presazioni di ipo promozionale effeuae dalla GDO e non poevano essere neppure in pare riversai sul consumaore finale araverso un minor prezzo al consumo. L obieivo della legge era quello di limiare la praica del fuori faura, imponendo ex lege una sora di RPM e riequilibrare i rappori ra i disribuori e i produori. In sosanza si dava però al produore la possibilià di manovrare i prezzi finali, araverso il conrollo sul prezzo in faura e di uniformare ale prezzo ra i vari disribuori. Mediane il divieo di vendia soocoso si impediva inolre di fao la concorrenza ra disribuori. Mediane un modello eorico Allain e Chambollé (2011) concludono che il provvedimeno imponeva di fao un price floor ai prezzi praicai dai disribuori. Biscourp, Bouin e Vergè, (2008) mosrano che in Francia, prima della legge Galland gli indici dei prezzi al consumo dei beni alimenari erano legai al grado di concenrazione della GDO a livello locale, ma che ale relazione si è indebolia immediaamene dopo l enraa in vigore del provvedimeno. Inolre, la legge Galland non impediva agli operaori della GDO la possibilià di far valere il proprio poere conrauale nella deerminazione del fuori faura, legandolo a presazioni generiche fornie durane la fase di commercializzazione dei prodoi, ma impediva che quesi sconi fossero riversai sui prezzi finali. Anicipando le richiese di scono fuori faura avanzae dalla GDO, i produori endevano a innalzare i prezzi alla produzione. Il divieo di raslare gli sconi oenui dalla GDO al consumaore finale amplificava l impao negaivo del provvedimeno sui prezzi al consumo (si veda ad es. Allain, Chambollé e Vergè, 2009; un simile effeo è sao rovao anche in Irlanda da Collins, Bur e Ousapassidis, 2001). A parire dal 2001 alcuni inerveni legislaivi hanno progressivamene rimosso ali vincoli, con effei posiivi sulla dinamica dei prezzi finali 10. Nel complesso l esperienza francese mosra 8 Qualche esperimeno legislaivo simile era sao precedenemene adoao in Irlanda nel 1988 e in Spagna, nel Cosiddea legge Galland del 1 luglio Legge Dureil del 15 maggio 2001 e legge Chael del 3 gennaio
78 che i enaivi di regolare la conraazione ra gli operaori possono produrre effei non desiderai dallo sesso legislaore 11. La regolamenazione delle aperure nel seore del commercio al deaglio. In moli paesi europei sono in vigore norme che limiano l accesso degli operaori della grande disribuzione ai mercai disribuivi locali, per varie finalià, spesso collegae alla necessià di proeggere la disribuzione radizionale. La leeraura empirica ha ampiamene analizzao le conseguenze di ale ipologia di norme, poiché limiano la concorrenza non solo della GDO nei confroni dei piccoli negozi di vicinao, ma anche ra sruure sesse di GDO, perché riducono le opporunià di enraa per gli alri concorreni della grande disribuzione. La normaiva regionale è saa già ampiamene presenaa nel capiolo 4. In quesa sezione invece si discuono i principali conribui relaivi agli effei di ale normaiva sulla concorrenza del seore disribuivo nei vari paesi europei. In primo luogo, come mosrao da Djankov e al. (2002) e Klapper e al. (2006) le barriere all enraa cosiuiscono lo srumeno più efficace per limiare la concorrenza in un dao mercao. Una minore concorrenza in un mercao locale ha effei direamene esabili sulla performance delle imprese di quel mercao. Parendo da queso assuno, Schivardi e Viviano (2011) mosrano che in Ialia, le barriere all enraa (misurae dal rapporo ra mq. auorizzabili per provincia e la popolazione provinciale) previse dalle normaive regionali successive al decreo Bersani del 1998 hanno comporao più ali margini di profio e minore produivià per gli incumbens della GDO. In linea con quano rovao da Aghion e al. (2009), gli auori mosrano anche che le barriere all enraa hanno ridoo gli incenivi all adozione di nuove ecnologie per le imprese disriburici già operani sul mercao. Viviano (2008) per l Ialia, Berrand and Kramarz (2002) per la Francia e Sadun (2008) per il Regno Unio mosrano invece che le barriere all enraa nel seore commerciale hanno un effeo negaivo sulla crescia dell occupazione nel seore. Haskel e Sadun (2009) offrono un quadro complessivo dello sviluppo della GDO nel Regno Unio ra il 1997 e il 2003 in relazione alla regolamenazione vigene e rovano che, a causa dei vincoli all aperura di sruure di grandi superfici, le grandi caene disribuive, a parire dal 1996 hanno preferio aprire puni vendia di dimensioni inferiori, con effei negaivi sulla produivià 12. Infine Allain, Chambollé e Verge (2009) concludono che la sfida per il legislaore è quella di disegnare inerveni voli a incremenare la concorrenza a livello locale. La regolamenazione dei rappori di forza. In alcuni paesi europei (ad esempio in Francia, nel Regno Unio e in Germania) la legislazione inerviene direamene sui rappori di forza ra i vari ageni economici, con l ineno di riequilibrare almeno parzialmene i rappori di forza dei soggei coinvoli nello scambio. 13 Quese 11 In Ialia la normaiva inerviene sulle vendie soocoso nell ambio delle più generali prescrizioni sugli sconi promozionali: a differenza dell esperienza francese nella deerminazione del soocoso è possibile però far rienrare anche le componeni fuori faura. 12 Si veda anche Griffih e Harmgar (2008). 13 Sullo sesso piano si colloca la Comunicazione della Commissione Linee direrici sull applicabilià dell aricolo 81 del raao CE agli accordi di cooperazione orizzonale (in GU 2001/C 3/02). In 76
79 normaive hanno una validià generale e non limiaa al seore del commercio al deaglio, anche se in queso rovano un ferile ambio di applicabilià. Anche alla base di ali impiani normaivi vi è la definizione di rapporo di dipendenza economica ra vari soggei, che spesso viene individuao quando una pare rilevane del faurao di un impresa dipende dall esio della conraazione con una singola conropare. Doyle e Inders (2007) soolineano come sia in generale difficile per un regolamenaore inervenire sui rappori conrauali, anche nei casi in cui il legislaore vuole eviare che la GDO, usando il proprio buyer power, spuni non solo prezzi, ma anche condizioni di pagameno migliori. Gli auori concludono che, se l inerveno legislaivo non è ale da modificare in modo sosanziale il poere conrauale delle pari, allora si corre il rischio che la conropare più fore uilizzi alri srumeni per aggirare i diviei, con soluzioni sub-oimali anche dal puno di visa colleivo. Al fine di regolare i rappori commerciali ra grande disribuzione e indusria alimenare nel Regno Unio 14 e in Spagna sono sai effeuai enaivi di auoregolamenazione 15 per individuare quelle praiche commerciali più aggressive. In enrambi i paesi è saa anche isiuia un auorià con il compio di dirimere gli evenuali conflii. Tuavia non è chiaro se ali inerveni siano concreamene efficaci nel garanire un sosanziale migliorameno delle relazioni commerciali ra la GDO e il sisema produivo. quesa disciplina di poraa generale si descrivono i casi in cui accordi orizzonali, ra cui rienrano anche gli accordi sulla cosiuzione di cenrali d acquiso, cosiuiscono un rapporo di dipendenza dei produori nei confroni della cenrale. Nell ambio del commercio al deaglio si inseriscono anche i provvedimeni della Commissione Europea con riguardo ai casi Carrefour/Promodés, del 2000 and Rewe/ADEGK, del 2008, che non si limiarono all analisi della concenrazione del mercao a valle ma presero in esame anche la possibilià dell esisenza di un rapporo di dominanza (definio in base alla quoa di faurao). Lo sesso problema in Ialia è sao affronao dall Auorià Garane per la Concorrenza e il Mercao, nel provvedimeno n del 2001, quando dovee valuare se la cosiuzione della cenrale d acquiso Ialia Disribuzione formaa da Coop Ialia e Conad poeva insaurare un rapporo di dipendenza con i forniori. 14 Il codice è obbligaorio per le imprese la cui quoa di mercao ecceda una cera soglia fissaa dall auorià. 15 Seguendo le raccomandazioni della UK Compeiion Commission, 2000, Supermarkes: A repor on he supply of groceries from muliple sores in he Unied Kingdom gli operaori della GDO hanno promosso un Code of bes pracices, ra i 5 più grandi disribuori e i produori. Nel 2010 è sao emanao un nuovo codice. 77
80 7. LA STRUTTURA DELL OFFERTA E LE DISTRIBUZIONI REGIONALI DEI PREZZI La crescia della GDO, paricolarmene inensa nel corso del passao decennio, è già saa ampiamene documenaa nei capioli precedeni, anche con riferimeno all aricolazione errioriale delle diverse misure del grado di concenrazione e le conseguenze in ermini di livello dei prezzi. In queso capiolo si analizzano due uleriori aspei specifici: l ampiezza della gamma e la rigidià dei prezzi 1. La leeraura economica ha più vole soolineao che la presenza di operaori di grandi dimensioni nel seore disribuivo ha effei posiivi sull ampiezza della gamma dei prodoi. Tuavia la relazione ra il grado di concorrenza nel segmeno della grande disribuzione commerciale e l ampiezza della gamma non è chiara a priori. Queso ema è raao anche mediane l analisi dell evoluzione delle quoe di mercao dei prodoi vendui dalla GDO disinguendo ra prodoi commercializzai in ua Ialia e prodoi con mercao di sbocco prevalenemene regionale. In secondo luogo si pone in risalo la diffusione delle privae label e la posizione nei mercai regionali delle marche più vendue. Il secondo aspeo qui raao, anch esso poco discusso dalla leeraura empirica, riguarda la relazione ra il grado di concenrazione del mercao e la rigidià dei prezzi praicai dalla GDO. Secondo la eoria economica in mercai meno concorrenziali gli ageni economici hanno una più bassa convenienza ad aggiusare repeninamene i prezzi al variare della sruura dei cosi; manca uavia per l Ialia una verifica empirica. 1. I dai I dai uilizzai sono di ipo scanner rilevai dalla socieà Nielsen che ha sviluppao per l Ialia un daase che raccoglie, a cadenza seimanale (dal mese di giugno 2002 al luglio del 2006) e con un deaglio regionale 2, le informazioni sul valore e sulle quanià vendue di olre 130 mila prodoi elemenari commercializzai 1 Per la relazione ra livello dei prezzi e lo sviluppo della GDO si rimanda invece a Schivardi e Viviano (2011) che mosrano l esisenza di una relazione negaiva ra il livello dei prezzi dei beni alimenari e lo sviluppo della grande disribuzione. La relazione ra la concenrazione della GDO e il livello dei prezzi è invece raaa da Ciapanna e Colonna (2011) e nel capiolo 6. Si veda inolre, per una recene rassegna della leeraura economica Newmark (2006). 2 I mercai regionali per i quali sono disponibili le quoazioni scanner dei prodoi sono 17 (Piemone, Lombardia, Liguria, Veneo, Friuli Venezia Giulia, Trenino-Alo Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna); non sono invece disponibili informazioni per la Valle d Aosa, la Basilicaa e il Molise. 78
81 dalla grande disribuzione organizzaa. L unià di osservazione è la referenza, cioè uno specifico prodoo individuao sulla base delle caraerisiche del marchio del produore, del peso, del ipo di formao e di confezione 3. Le informazioni relaive ai prezzi sono quelle dei prezzi medi uniari, pari al rapporo ra il valore e la quanià vendua di ogni singola referenza. La rilevazione, di ipo campionario, è condoa presso due disine ipologie di esercizi commerciali di vendia al deaglio non specializzao: i supermercai (con una superficie da 400 a mq) e gli ipermercai (con una superficie di almeno mq). Sebbene i dai siano rilevai su un campione di esercizi commerciali, la coperura sul oale del seore è piuoso elevaa. In Ialia infai, secondo sime della Nielsen, i prodoi vendui dal commercio al deaglio non specializzao rappresenano una quoa rilevane dei consumi personali: il 77 per ceno dei prodoi alimenari e l 88 per ceno delle bevande e dei prodoi grocery. In queso lavoro si considerano re ipologie di prodoo 4 : la pasa di semola secca, l olio exra vergine e il pomodoro in polpa che, nel periodo considerao, rappresenano una quoa sabile e significaiva dei consumi alimenari delle famiglie ialiane (circa il 10 per ceno). Indice dei prezzi al consumo e inflazione endenziale per la voce di prodoo olio (dicembre 2002=100) (valori percenuali) Fig IPC Olio Nielsen IPC Olio Isa Differenziale inflazione endenziale (a - b) Inflazione endenziale Nielsen (a) Inflazione endenziale Isa (b) gen-04 feb-04 mar-04 apr-04 mag-04 giu-04 lug-04 ago-04 se-04 o-04 nov-04 dic-04 gen-05 feb-05 mar-05 apr-05 mag-05 giu-05 lug-05 ago-05 se-05 o-05 nov-05 dic-05 gen-06 feb-06 mar-06 apr-06 mag-06 giu-06 lug-06 Fone: elaborazioni su dai Nielsen e Isa. La rappresenaivià dei dai scanner uilizzai è saa valuaa mediane il confrono con le saisiche ufficiali. In primo luogo sono sai ricosruii gli indici dei prezzi al consumo a livello nazionale parendo dalle informazioni elemenari disponibili dalla rilevazione Nielsen. I risulai sono sai quindi confronai con quelli pubblicai dall Isa, limiaamene ai soli prodoi dell olio, poiché, per le alre due 3 I singoli prodoi sono idenificai in modo univoco araverso un codice numerico denominao European Aricle Number (o codice a barre). Il codice EAN coniene 8 o 13 caraeri numerici sampai sul prodoo che consenono di idenificare il produore e alcune informazioni deagliae relaive al prodoo. 4 Conceualmene, corrispondono alle posizioni rappresenaive che conribuiscono alla definizione del paniere di consumo soosane la rilevazione dell indice dei prezzi al consumo (Isa, 2009). 79
82 ipologie di beni (pasa e pomodoro) la corrispondenza con la sruura gerarchica uilizzaa dalle saisiche ufficiali è parziale 5. La dinamica dell indice dei prezzi al consumo per i prodoi dell olio exra vergine misurao sui dai Nielsen è simile a quella che si rileva dai dai ufficiali (fig. 1); analoghe considerazioni valgono per l indicaore relaivo all inflazione endenziale. Tav. 1 Numero di prodoi offeri per regione: (unià e valori percenuali) REGIONI Olio Pasa Pomodoro Var. % Var. % Var. % Nord , , ,7 Piemone , , ,3 Lombardia , , ,6 Liguria , , ,0 Trenino-Alo Adige , , ,3 Veneo , , ,7 Friuli Venezia Giulia , , ,2 Emilia-Romagna , , ,7 Cenro , , ,9 Toscana , , ,6 Umbria , , ,7 Marche , , ,1 Lazio , , ,2 Sud e Isole , , ,5 Abruzzo , , ,3 Campania , , ,5 Puglia , , ,6 Calabria , , ,2 Sicilia , , ,5 Sardegna , , ,4 Ialia , , ,0 Fone: elaborazioni su dai Nielsen. 2. La gamma e la sruura del mercao La gamma. Tra il 2002 e il 2006 il numero di referenze offere per le re ipologie di beni considerai è aumenao in modo marcao (av. 1). Tale endenza ha accomunao ue le regioni ialiane, ma è saa più inensa nelle regioni del Cenro 5 Gli indici dei prezzi sono disponibili a parire dalle voci di prodoo. Le informazioni non sono invece pubblicae con un maggiore livello di deaglio, quale, ad esempio, il livello di prodoi elemenari (le cosiddee posizioni rappresenaive ). Il confrono ra le due foni è sao quindi possibile solano per i prodoi dell olio, in quano gli indici Isa della voce di prodoo olio si riferiscono solano a due prodoi elemenari ra loro omogenei (olio di oliva ed exra vergine di oliva); per i prodoi della pasa e del pomodoro sono invece disponibili dalle saisiche ufficiali rispeivamene gli indici della voce di prodoo pasa e oraggi e legumi secchi conservai, che uavia si riferiscono a una pluralià di prodoi elemenari ra loro non omogenei. 80
83 Nord. Al Sud invece, il numero di referenze è risulao in media inferiore, anche laddove il valore della spesa non sia sao sosanzialmene diverso. Quesa endenza alla crescia porebbe essere correlaa all espansione della GDO nel periodo considerao: da un lao l ampliameno della gamma porebbe essere connessa anche all ingresso di nuovi operaori GDO, che può favorire la diffusione di paricolari segmeni di prodoo (ad esempio a marchio del disribuore); dall alro, una maggiore superficie di vendia consenirebbe alle imprese della GDO di realizzare poliiche commerciali orienae alla differenziazione dei prodoi al fine di caurare l evoluzione delle esigenze di consumo. Dalla figura 2 è possibile osservare che la crescia dei meri quadrai della GDO (normalizzaa per la popolazione locale) è solo parzialmene associaa a una più inensa espansione della gamma. Il fenomeno risula differenziao a livello errioriale: a parià di variazione della superficie commerciale le regioni del Sud presenano in media una minore crescia del numero di prodoi. Per verificare se la crescia della gamma offera in ogni regione è deerminaa da una maggiore diffusione sul erriorio dei prodoi a marchio locale o alernaivamene di quelli che rivesono un ruolo primario nel mercao nazionale, si considera il conribuo alla crescia della gamma offera di diverse ipologie di prodoo. In paricolare, i prodoi sono sai disini in (1) nazionali, se commercializzai in almeno la meà delle regioni ialiane e comunque preseni in ue le macroaree; (2) in prodoi commercializzai in almeno due regioni appareneni a due disine macroaree; (3) in regionali o di area, se commercializzai esclusivamene in almeno una regione di una deerminaa macroarea e infine (4) in una caegoria alro che include ue le alre possibili circosanze residuali. Espansione della GDO e della gamma a livello regionale (valori percenuali) Fig. 2 Fone: elaborazioni su dai Nielsen. Dai risulai emerge chiaramene che nelle diverse regioni l espansione della gamma è prevalenemene riconducibile a una maggiore presenza nel mercao dei 81
84 prodoi nazionali 6 realizzai dalle principali imprese alimenari del paese (av. 2). Conribuo alla crescia della gamma di alcune ipologie di prodoo per regione: (valori percenuali) Tav. 2 REGIONI Nazionale In due macroaree Olio Pasa Pomodoro Nella Alro Nazionale In due Nella Alro Nazio- In due macroarearearea macro- macronale macro- aree Nella macroarea (1) (2) (3) (4) (1) (2) (3) (4) (1) (2) (3) (4) Alro Nord 5,4 9,8 9,2 1,8 3,4 3,9 2,0 2,9 12,9 5,0 9,9 3,0 Piemone 7,6 10,8 10,6 3,0 4,5 0,9 3,0 1,9 14,3 6,5 3,9 2,6 Lombardia 6,8 11,6 6,8 2,8 4,6 4,6 6,3 4,7 12,9 3,5 4,7 3,5 Liguria 22,8 14,3 7,4 1,6 21,5 9,3 3,1 3,5 30,0 10,0 8,0 4,0 Trenino-A. A. 25,6 12,0 13,5 2,3 34,2 3,5 8,8 0,6 30,3 0,0 3,0 0,0 Veneo 8,7 11,0 9,2 2,3 6,9 3,8 3,8 2,9 14,3 7,1 10,0 4,3 Friuli V. G. 16,8 7,3 13,8 4,7 12,3 3,3 2,9 1,4 12,7 3,6 9,1 1,8 Emilia-R. 7,3 5,1 9,2-0,5 5,4-0,6 3,8 0,0 16,4 8,2 2,7 1,4 Cenro 6,7 6,3 5,3 2,2 3,7 2,2 2,7 3,2 14,4 6,7 4,4 3,3 Toscana 10,1 8,8 10,1-1,3 5,4 2,0-1,1-0,5 16,1 6,5 0,0 0,0 Umbria 2,7-0,5-4,5 2,3-3,2 0,8-2,0-0,3 5,9 3,9 0,0 3,9 Marche 10,4-3,5 0,4-2,2 15,5 2,0 0,6 5,0 22,6 5,7 3,8 0,0 Lazio 8,7 5,6 0,6 4,4 4,4 2,7 3,0 3,3 17,6 2,7 6,8 4,1 Sud e Isole 7,6 5,3 1,6 2,5 2,7 5,1-2,1 2,3 11,0 4,2 1,7 2,5 Abruzzo 11,3 8,3 2,6-2,2 7,3 7,1 0,2 3,8 13,1 8,2 1,6-1,6 Campania -3,1 0,5 0,0 2,1-0,8 3,3-3,7 0,9 1,6 0,0-3,1 0,0 Puglia 5,6 2,8-0,6 2,2 10,7 1,7-2,1-0,4 13,3 3,3 0,0 0,0 Calabria -7,8 0,0 0,8 0,8-2,4 1,7 2,9-0,7 0,0 6,1 4,1 2,0 Sicilia 24,5 3,4-2,0 2,0 19,6 6,3 3,2 2,9 17,2 4,7-3,1 4,7 Sardegna 9,4 0,0 2,2 2,8-1,1-2,5-5,5-0,6 5,4-1,8 1,8 0,0 Ialia 4,0 6,9 10,7 1,3 1,9 3,4 1,0 1,6 8,6 5,9 10,5 2,0 Fone: elaborazioni su dai Nielsen. (1) Comprende i prodoi commercializzai in almeno la meà delle regioni ialiane e c omunque preseni nelle diverse macroaree. (2) Comprende i prodoi vendui i n almeno d ue r egioni ap pareneni a d ue disine m acroaree. ( 3) C omprende i prodoi co mmercializzai escl usivamene i n al meno un a regione apparenene a una deerminaa macroarea. (4) Comprende ui i prodoi che non rienrano nei precedeni crieri di classificazione. Inolre, il minore asso di crescia della gamma offera nelle regioni del Sud (av. 1), sembrerebbe in pare connesso alla sosanziale sabilià del numero di 6 Il conribuo dei prodoi nazionali, così come per le alre ipologie, porebbe nascondere olre a un vero e proprio ampliameno della gamma, anche un effeo indireo dovuo alla ricomposizione ra le diverse caegorie della classificazione adoaa, come ad esempio nel caso in cui un prodoo di ipo regionale nel corso del empo dovesse divenare un prodoo a diffusione nazionale. Al fine di conrollare se il fenomeno di espansione della gamma dipenda, olre che dal grado di commercializzazione del prodoo, anche dall enraa e dall uscia dei prodoi piuoso che da un effeo di re-ranking dei prodoi, sono sae cosruie le marici di ransizione che consenono di valuare l enià con cui ognuna ipologia (nazionale, regionale, ecc.) risula influenzaa dai due fenomeni. Sulla base dei risulai emersi si conferma che, per i prodoi a diffusione nazionale, l espansione della gamma offera nelle diverse regioni è dovua in primo luogo all effeo di sosiuzione dei prodoi non più commercializzai con nuove e più numerose linee di prodoo, menre l effeo di ricomposizione rileva solo marginalmene. 82
85 prodoi a caraere locale; menre per le regioni del Cenro Nord anche i prodoi regionali hanno conribuio all espansione della gamma disponibile presso i consumaori. Concenrazione della GDO e ampiezza della gamma. L ampiezza della gamma di prodoi offeri può essere influenzaa, olre che dall enraa di nuovi operaori della GDO 7, anche dalle sraegie e dalle dinamiche del comparo produivo alimenare (si veda anche il cap. 1), nonché dal grado di concorrenza nel mercao finale. Tuavia, la relazione ra il grado di concorrenza nel segmeno della disribuzione e l ampiezza della gamma non è chiara a priori. Le aese dei produori sono rivole all ampliameno della gamma commercializzaa, per compeere nel più elevao numero di segmeni del mercao finale e incremenare le quoe di mercao. Invece, la proliferazione delle marche e dei prodoi rappresena per il canale disribuivo un faore di crescia non solo dei cosi logisici, ma anche di quelli connessi alle poliiche di markeing e di promozione (Marvel e Peck, 2000). Un maggiore poere di mercao del canale disribuivo porebbe ridurre la propensione dei produori al migliorameno qualiaivo dei prodoi e alla creazione di nuove linee, con effei negaivi sull ampiezza della gamma (Dobson e al., 2001). Baigalli e al. (2007) dimosrano che una maggiore concorrenza del comparo disribuivo favorisce l accelerazione del processo innovaivo dei prodoi, dal quale raggono beneficio non solo i consumaori e le imprese indusriali, con maggiori profii, ma anche le imprese della GDO poiché ricevono una fea più piccola ma di una ora più grande. Uno sudio della Federal Trade Commission (2000) soolinea inolre che una maggiore forza conrauale del canale disribuivo rispeo a quello produivo porebbe condizionare non solo la capacià delle piccole imprese produrici di sopravvivere alla concorrenza, ma anche le possibilià di ingresso di nuove imprese, con ripercussioni sulla varieà complessiva dei prodoi offeri. Una maggiore compeizione nel comparo disribuivo favorirebbe al conrario l ampliameno dell offera, poiché rappresenerebbe una sraegia per ararre un maggior numero di poenziali clieni, pur sopporando cosi di ransazione cresceni all aumenare della gamma. Soo ques ulimo profilo, è opporuno ricordare che la gamma di prodoi commercializzai rappresena un aspeo chiave della fase di conraazione che si realizza, in un primo momeno, a livello accenrao ra le diverse cenrali d acquiso e le imprese produrici, per poi essere evenualmene ridefinia a livello di singolo gruppo disribuivo apparenene alla cenrale. Gli sudi empirici di verifica della relazione ra il grado di concenrazione e l ampiezza della gamma sono limiai: una recene indagine condoa presso le imprese produrici del comparo alimenare in Germania (Weiss e Wikopp, 2005) mosra una relazione negaiva ra il poere conrauale della disribuzione e l inroduzione di nuove linee di prodoo; queso effeo è uavia bilanciao posiivamene dal poere di mercao del comparo produivo. In queso lavoro si è proceduo alla sima del seguene modello di regressione: 7 Alcuni sudi mosrano come, anche i fenomeni di aggregazione ra diversi operaori del comparo disribuivo possano deerminare un disincenivo per le imprese produrici ad ampliare la gamma offera (Inders e Shaffer, 2007). 83
86 ln NP i, c, Hi, 2, YEAR 3, iregi 4, ccatc i, c, (1) 2003 i 1 c1 dove ln NP i, c, indica il logarimo del numero medio di prodoi commercializzai nella regione i, nella caegoria di prodoo c e nell anno (av. 1), è l indice di Herfindahl8, che misura il grado di concenrazione delle insegne della grande disribuzione organizzaa nella regione i nell anno (per le modalià di calcolo si veda anche il cap. 4). La scela di ale indicaore per misurare la concenrazione appare la più idonea poiché uno sesso gruppo imprendioriale può deenere più insegne commerciali diverse, caraerizzae ognuna da una propria linea di prodoi. Le alre variabili sono invece delle dummy di conrollo degli effei specifici relaivi alla dimensione emporale, regionale e al segmeno di prodoo considerao. Poiché l ampiezza della gamma offera può essere correlaa, olre al grado di concenrazione del canale disribuivo, anche alla superficie commerciale pro capie presene in una regione, il modello (1) è sao simao anche uilizzando ale indicaore sia in sosiuzione sia come uleriore conrollo rispeo all indice di Herfindahl. Nella avola 3 sono presenai i risulai della sima: in assenza di dummy regionali, il coefficiene dell indice di concenrazione, sebbene negaivo, non risula saisicamene significaivo, menre la superficie commerciale pro capie è posiivamene correlaa con la gamma offera; risulai simili si oengono anche nel caso in cui si uilizzano i regressori congiunamene. Nel caso in cui si conrolli anche per gli effei specifici non osservai a livello regionale, il coefficiene relaivo all indice di Herfindahl è negaivo e saisicamene significaivo, a indicare che la varieà dei prodoi commercializzai è mediamene più elevaa nelle regioni che presenano un minore grado di concenrazione del comparo disribuivo 9. La relazione negaiva ra la concenrazione e l ampiezza della gamma risula perciò confermaa anche dai dai ialiani. Uilizzando invece enrambi gli indicaori (colonna 6), le sime mosrano che la densià commerciale non risula saicamene significaiva, menre si conferma la correlazione negaiva ra la concenrazione del comparo disribuivo e l ampiezza della gamma. I risulai sono sai verificai considerando alri possibili faori dimensionali specifici di ciascuna regione, quali il PIL pro capie e l incidenza dei consumi alimenari rispeo alla spesa complessiva, che possono cogliere le differenze nella gamma offera riconducibili a divari errioriali di reddio o della sruura dei consumi. H i, 8 L indice di concenrazione di Herfindahl è misurao come la somma dei quadrai delle quoe di mercao (espresse ad esempio in ermini di meri quadrai di vendia, faurao, numero di imprese, ecc.). 9 Le variabili dummy, nella maggiore pare dei casi significaive, sono di enià rilevane per gli effei regionali non osservai relaivi al Trenino-Alo Adige, alla Calabria e alla Sicilia, che deerminano a parià di alre condizioni una sosanziale riduzione della gamma di prodoi; anche i conrolli emporali e quelli specifici alle caegorie di prodoo sono rilevani e saisicamene significaivi. Le sime non risulano sosanzialmene differeni, se nella specificazione del modello, le dummy emporali sono sosiuie con un rend lineare. 84
87 Gamma di prodoi e concenrazione della GDO Tav. 3 VARIABILI INDIPENDENTI Variabile dipendene: logarimo numero prodoi (1) (2) (3) (4) (5) (6) (7) (8) Diff. Cosane 5,718 *** 5,069 *** 5,321 *** 6,037 *** 5,801 *** 5,891 *** 6,433 *** (0,207) (0,187) (0,248) (0,102) (0,404) (0,354) (0,220) Indice di conc. Herfindahl (9) -0,030-0,024-0,036 * -0,036 ** -0,041 * -0,026 ** (0,025) (0,024) (0,018) (0,017) (0,022) (0,010) Mq vendia / popolazione 2,920 ** 2,433 ** 0,342 0,962 (1,346) (1,071) (2,521) (1,957) Cons. alimenari / cons. oali -0,065 *** Lombardia 0,097 *** 0,136 ** 0,073 (0,024) (0,061) (0,045) Trenino-Alo Adige -0,632 *** -0,880 *** -0,605 *** (0,129) (0,052) (0,116) Veneo -0,066 * -0,014-0,097 (0,032) (0,076) (0,057) Friuli Venezia Giulia -0,300 *** -0,391 *** -0,340 *** (0,038) (0,109) (0,102) Liguria -0,301 ** -0,536 *** -0,234 (0,129) (0,157) (0,143) Emilia-Romagna 0,219 * -0,012 0,231 ** (0,117) (0,015) (0,108) Toscana 0,056-0,241 *** 0,090 (0,154) (0,069) (0,139) Umbria -0,439 *** -0,550 *** -0,437 *** (0,056) (0,002) (0,053) Marche -0,369 *** -0,437 *** -0,387 *** (0,031) (0,049) (0,055) Lazio -0,119 *** -0,095 ** -0,104 ** (0,009) (0,041) (0,036) Abruzzo -0,302 *** -0,368 *** -0,320 *** (0,030) (0,053) (0,057) Campania -0,426 *** -0,392 * -0,342 * (0,023) (0,002) (0,22) (0,172) Puglia -0,407 *** -0,435 *** -0,359 *** (0,022) (0,123) (0,091) Calabria -0,722 *** -0,719 *** -0,703 *** (0,002) (0,050) (0,038) Sicilia -0,534 *** -0,520 *** -0,493 *** (0,000) (0,109) (0,084) Sardegna -0,492 *** -0,598 *** -0,494 *** (0,052) (0,013) (0,054) Pasa 1,650 *** 1,650 *** 1,650 *** 1,650 *** 1,650 *** 1,650 *** 1,650 *** (0,082) (0,082) (0,083) (0,086) (0,086) (0,086) (0,082) Pomodoro -1,346 *** -1,346 *** -1,346 *** -1,346 *** -1,346 *** -1,346 *** -1,346 *** (0,066) (0,066) (0,066) (0,069) (0,069) (0,069) (0,066) ,039 *** 0,022 *** 0,023 * 0,039 *** 0,039 * 0,033 0,030 *** (0,010) (0,010) (0,011) (0,011) (0,022) (0,021) (0,012) ,088 *** 0,072 *** 0,065 *** 0,085 *** 0,099 ** 0,075 ** 0,071 *** 0,050 *** (0,017) (0,016) (0,019) (0,016) (0,039) (0,031) (0,017) (0,011) ,129 *** 0,096 *** 0,088 *** 0,125 *** 0,144 ** 0,107 ** 0,103 *** 0,042 *** (0,021) (0,028) (0,027) (0,021) (0,062) (0,049) (0,021) (0,012) R 2 0,943 0,944 0,947 0,985 0,985 0,985 0,956 0,400 N. osservazioni Fone: elaborazioni su dai Nielsen. I dai si riferiscono al periodo Gli errori sandard in parenesi sono cluserizzai per regione. * Significaivo al 10 per ceno. ** Significaivo al 5 per ceno. *** Significaivo all 1 per ceno. Le specificazioni da (1) a (3) e la (7) includono conrolli per caegoria di prodoo e anno. Le specificazioni da (4) a (6) includono conrolli per regione, caegoria di prodoo e anno. La specificazione (8) considera le variabili espresse in differenza emporale di ordine 1. (9) L indice di concenrazione è espresso in base
88 Si è quindi simao il modello (1) conrollando anche sia per la concenrazione del comparo disribuivo sia per la quoa di consumi alimenari. Le sime della colonna 7 della avola 3 confermano i risulai relaivi all indice di Herfindahl, ma allo sesso empo mosrano che a una sruura dei consumi maggiormene concenraa nel consumo di beni alimenari corrisponde in media una minore gamma di prodoi offeri. Per verificare uleriormene la robusezza dei risulai, si è proceduo anche alla sima del seguene modello di regressione: ln 2006 NP i, c, 1Hi, 2YEAR ui, c, 2003 (2) dove le variabili sono espresse in differenza emporale di ordine 1. Nell ulima colonna della avola 3 sono presenai i risulai di quesa sima che confermano da un puno di visa dinamico, le evidenze emerse in precedenza: il coefficiene relaivo alla variazione emporale dell indice di Herfindahl, saisicamene significaivo, mosra che a un incremeno nel grado di concenrazione del mercao è associaa una riduzione della gamma di prodoi. 3. Le quoe di mercao delle diverse ipologie di prodoi Prodoi nazionali e locali. L evoluzione dell ampiezza della gamma di prodoi commercializzai nelle diverse regioni deermina in modo meccanico una variazione delle quoe di mercao dei singoli prodoi. In quesa sezione si propone una valuazione dell enià di ale fenomeno 10. Disinguendo come in precedenza i prodoi a seconda del grado diffusione a livello errioriale in prodoi nazionali, regionali o di area, in prodoi commercializzai in almeno due regioni appareneni a due disine macroaree e infine in una caegoria residuale alro emergono alcune differenze rilevani. Come mosra la avola 4, per le regioni del Nord i prodoi del paniere nazionale rappresenano una quoa consisene e sabile dei consumi complessivi di ciascuna caegoria di prodoo: olre il 75 per ceno del consumo di olio exra vergine è relaivo a marche di olio vendue su uo il erriorio nazionale; una quoa più elevaa si osserva invece per i prodoi della pasa; olre il 90 per ceno del consumo di pomodoro è relaivo a marche vendue su uo il erriorio nazionale; diversamene i prodoi del paniere regionale presenano un incidenza marginale sui consumi di ciascuna delle re caegorie di prodoo considerae. 10 Le poliiche di approvvigionameno, che rappresenano per le imprese della GDO una delle principali variabili sulle quali si incenra la dinamica compeiiva, possono uavia avere un impao direo sul consumaore, in ermini di prezzo, di qualià, nonché di ampiezza e profondià della gamma dei prodoi offeri. 86
89 Quoa di spesa del paniere nazionale e regionale per regione: (valori percenuali) Tav. 4 REGIONI Olio Pasa Pomodoro Quoa (1) Quoa (1) Quoa (1) Paniere Nazionale (2) Nord 82,3 78,5 88,4 88,3 94,9 95,4 Piemone 88,5 85,5 92,4 91,9 96,8 96,9 Lombardia 80,4 73,1 85,6 85,0 92,3 92,9 Liguria 81,5 82,3 90,4 89,9 98,9 97,1 Trenino-Alo Adige 71,0 72,8 87,2 90,6 98,2 99,7 Veneo 79,7 76,0 89,6 87,8 97,8 96,7 Friuli Venezia Giulia 84,6 84,2 93,6 94,4 97,9 98,6 Emilia-Romagna 86,3 86,4 88,7 91,0 95,0 96,9 Cenro 72,7 81,5 85,6 87,6 98,1 95,2 Toscana 50,3 62,1 86,8 86,1 96,1 94,3 Umbria 76,5 80,7 84,9 83,8 99,2 98,6 Marche 94,1 96,9 87,6 89,9 97,6 97,7 Lazio 89,7 91,7 84,1 88,7 99,2 94,5 Sud e Isole 74,6 80,0 58,7 62,8 83,3 87,9 Abruzzo 83,1 83,6 84,6 86,1 90,4 91,9 Campania 85,9 89,2 54,1 64,2 79,8 87,3 Puglia 58,3 70,0 54,4 61,9 73,1 91,3 Calabria 78,2 80,5 69,7 67,4 94,2 78,8 Sicilia 74,5 77,0 42,3 43,1 92,8 94,6 Sardegna 64,5 71,3 79,7 81,1 64,5 76,2 Ialia 77,9 79,5 78,6 80,5 93,1 93,7 Paniere regionale / macroarea (3) Nord 6,9 8,5 4,3 4,1 1,1 1,1 Piemone 3,7 4,7 3,9 3,0 0,6 0,5 Lombardia 4,8 7,8 3,2 3,0 1,7 1,6 Liguria 5,6 5,9 3,9 3,3 0,1 0,7 Trenino-Alo Adige 24,0 18,0 9,4 6,0 0,2 0,1 Veneo 12,7 15,2 8,5 9,6 0,6 1,0 Friuli Venezia Giulia 8,4 8,8 4,3 3,6 0,3 0,5 Emilia-Romagna 4,2 4,8 2,0 2,1 1,0 0,6 Cenro 13,4 7,2 3,7 3,2 0,3 1,2 Toscana 27,8 19,3 4,2 3,6 0,4 0,2 Umbria 11,5 1,6 5,5 4,0 0,2 0,3 Marche 1,1 0,2 1,9 1,2 0,1 0,1 Lazio 2,0 1,0 3,7 3,5 0,3 2,3 Sud e Isole 11,9 9,7 27,7 22,5 11,9 3,9 Abruzzo 10,3 8,7 5,8 3,9 7,0 4,8 Campania 3,1 4,6 23,5 13,7 7,0 5,0 Puglia 17,7 2,8 31,5 21,4 26,5 3,5 Calabria 11,4 15,8 14,6 18,1 2,8 6,5 Sicilia 16,7 16,1 50,5 47,0 5,3 0,8 Sardegna 12,8 13,7 9,7 9,2 24,7 7,3 Ialia 9,8 8,4 11,4 9,4 3,3 1,7 Fone: elaborazioni su dai Nielsen. (1) Quoa di spesa rispeo al oale del valore venduo nella regione o nell area. (2) Comprende i prodoi commercializzai in almeno la meà delle regioni ialiane e comunque preseni nelle diverse macroaree. (3) Comprende i prodoi commercializzai esclusivamene in almeno una regione apparenene a una deerminaa macroarea. Anche per le regioni del Cenro i prodoi nazionali ricoprono un peso rilevane nelle scele di consumo. Per le regioni del Sud invece, sebbene le preferenze siano comunque rivole in misura prevalene ai prodoi a caraere nazionale, quelli a 87
90 consumo locale hanno un incidenza maggiore. Le quoe variano nel 2002 dal 12 per ceno per i prodoi dell olio e del pomodoro, a olre un quaro nel caso della pasa. Nel periodo considerao si è uavia manifesao un cosane ridimensionameno del ruolo ricopero dai prodoi regionali, le cui quoe di vendia si sono ridoe in ue le caegorie di prodoo. Il fenomeno risula peralro paricolarmene accenuao in alcune regioni, soricamene caraerizzae da una fore radizione e presenza sul erriorio di produori locali. Nel segmeno della pasa ad esempio, le quoe di vendia dei prodoi del paniere regionale oscillano nel 2002 dal 23,5 per ceno della Campania, al 31,5 per ceno della Puglia fino ad arrivare a poco olre il 50 per ceno per la Sicilia; nel 2006 le quoe si sono ridoe di circa 10 puni percenuali in Puglia e Campania, menre in Sicilia la riduzione è saa di enià inferiore. Tale endenza si osserva anche per le alre ipologie di beni qui considerae. Risula paricolarmene ineressane il fenomeno di conrazione delle quoe di consumo dei prodoi regionali, che si è manifesao in Puglia nel segmeno dell olio e del pomodoro; la conrazione rilevaa nelle regioni del Sud è in genere bilanciaa da un incremeno di enià simile delle quoe di mercao dei prodoi nazionali. La diminuzione delle quoe di mercao dei prodoi regionali, sembrerebbe quindi riconducibile a una siuazione in cui le imprese della GDO hanno favorio l inroduzione e l espansione nei mercai regionali dei prodoi a diffusione nazionale (av. 2); uavia in alcune regioni, in paricolar modo per il segmeno dell olio, la riduzione delle quoe di mercao dei prodoi regionali è in pare connessa anche a una siuazione in cui alcuni prodoi, che nel 2002 rivesivano un ruolo preamene regionale, hanno raggiuno nel corso degli anni una discrea diffusione nel mercao nazionale proprio per il ramie dell espansione del comparo GDO. La diffusione dei prodoi più vendui. L elevaa incidenza dei prodoi nazionali sui consumi regionali può essere uleriormene analizzaa valuando il peso dei principali prodoi nazionali sulle quoe di consumo a livello regionale. Le possibili differenze errioriali consenono inolre di verificare se vi sono dei produori che, sebbene abbiano un mercao di riferimeno nazionale, presenano anche un peso rilevane nelle scele di consumo a livello regionale (ipicamene la regione di localizzazione dell impresa produrice). In generale, disinguendo i prodoi a seconda che il marchio del produore sia o meno ra i primi cinque della graduaoria in ermini di valore venduo a livello nazionale, si rileva una fore concenrazione del mercao. In Ialia, le prime cinque brand leader conrollano una quoa pari a circa la meà del valore venduo per i prodoi dell olio, a poco meno del 70 per ceno per la pasa, fino ad arrivare a olre l 80 per ceno per la polpa di pomodoro. Inolre, menre nel segmeno dell olio vi è una minore eerogeneià nelle quoe di mercao conrollae dalle prime cinque marche (la prima deiene infai circa 14 per ceno del mercao), per le alre caegorie di prodoo, la quoa deenua dalla marca più vendua risula elevaa (circa il 38 per ceno nel segmeno pasa e olre un quino in quello del pomodoro). Tale evidenza suggerisce che, anche la concenrazione del comparo produivo differisce a seconda della ipologia di bene considerao. 88
91 A livello regionale permangono delle differenze: nel segmeno della pasa ad esempio, in alcune regioni del Cenro Nord (Trenino-Alo Adige, Veneo, Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna) vi è una maggiore concenrazione del mercao, rispeo alla media nazionale, con quoe prossime all 80 per ceno del valore delle vendie; in alcune regioni del Sud (Campania e Sicilia), il grado di penerazione delle prime cinque marche nazionali risula invece inferiore alla media nazionale, con quoe di mercao prossime al 50 per ceno 11. La minore capacià di penerazione del mercao, che si rileva in alcune regioni del Sud, da pare delle prime cinque marche nazionali è sosanzialmene riconducibile a un elevaa diffusione presso i consumaori di prodoi che, seppure preseni nel mercao nazionale dove rivesono un ruolo relaivamene secondario, presenano invece un elevaa incidenza sui consumi regionali: si raa di imprese del comparo alimenare con una radizione ormai consolidaa, ben radicae nel erriorio, che nel corso degli anni hanno sperimenao anche una fase di crescia sosenua dei volumi di vendia a livello nazionale. Il ruolo ricopero in alcune regioni da pare dei produori radicai sul erriorio emerge chiaramene, se si confronano le quoe di mercao conrollae dalle prime cinque marche individuae nel ranking del valore di vendia nazionale rispeo a quelle deenue dalle prime cinque marche idenificae nel ranking regionale (fig. 3). Da un puno di visa grafico, le regioni dispose lungo la biserice idenificano i casi in cui le prime cinque marche del ranking nazionale rappresenano anche le prime cinque regionali; diversamene, i puni siuai al di sopra della biserice rappresenano i casi in cui, passando dal ranking nazionale a quello regionale, si deermina una ricomposizione nell ordinameno dei produori; la rilevanza di ale fenomeno è espressa dalla disanza vericale rispeo alla biserice che rappresena il maggior peso, in ermini di quoe di mercao, dei produori radicai sul erriorio rispeo ai primi cinque della graduaoria nazionale. Ad esempio, nel segmeno dell olio si evidenziano inolre alcune peculiarià. In alcune regioni, quali la Puglia e l Umbria, la marca che risula maggiormene commercializzaa a livello regionale deiene una quoa di mercao che si aesa su valori elevai (olre il 40 per ceno del valore venduo), a frone di una quoa sul mercao nazionale inferiore al 5 per ceno; ale aspeo porebbe quindi indicare la presenza di uno sringene marke power da pare del produore in quell area. Le privae label. Con il ermine privae label o marca commerciale si indicano i prodoi o i servizi realizzai da imprese indusriali, generalmene di piccole o medie dimensioni, desinai a essere commercializzai nel mercao finale con il marchio ed evenualmene con il packaging sabilio dall impresa della GDO. 11 Anche nel segmeno dell olio, vi sono alcune regioni del Cenro Nord (Friuli Venezia Giulia, Emilia- Romagna e Umbria) nelle quali si rileva, rispeo alla media nazionale, una maggiore concenrazione delle quoe di mercao deenue dalla prime cinque marche nazionali; in alre regioni invece (Puglia, Sicilia e Sardegna) si osserva invece una minore rilevanza. Nel segmeno del pomodoro, le preferenze a livello errioriale sono in prevalenza rivole ai prodoi delle marche più commercializzae a livello nazionale; fanno eccezione alcune regioni del Sud (Puglia, Campania e Sardegna) dove le scele sono principalmene rivole a produori locali. 89
92 Fig. 3 Quoe di mercao delle prime cinque marche regionali e nazionali nel 2006 (1) (valori percenuali) (a) Olio (b) Pasa (c) Pomodoro Fone: elaborazioni su dai Nielsen. (1) La quoa di mercao delle marche nazionali (regionali) è calcolaa come rapporo ra il valore di vendia relaivo alle prime cinque marche del ranking nazionale (regionale) e il valore di vendia complessivo. 90
93 La commercializzazione di ale ipologia di prodoo, non essendo caraerizzaa dalla componene di coso connessa alle poliiche di markeing, consene all impresa del comparo disribuivo di realizzare margini di profio più ampi rispeo ai prodoi con caraerisiche simili, ma a marchio del produore. La diffusione dei prodoi a marchio del disribuore può dipendere da alcuni faori connessi con le caraerisiche della ree disribuiva, della caegoria di prodoo e del mercao. Da un lao infai, la presenza nel comparo disribuivo di operaori di grandi dimensioni in grado di eserciare uno sringene marke power, così come dei discoun, può favorirne la diffusione presso i consumaori; dall alro la GDO può simolare la vendia delle privae label, nel caso in cui si rai di prodoi sosanzialmene omogenei o comunque con uno scarso conenuo innovaivo, facendo leva sulla differenziazione del prezzo finale, rispeo a quello applicao a prodoi simili ma a marchio del produore; allo sesso empo la diffusione delle privae label può rappresenare, per il ramie della GDO, un opporunià per gli sessi produori di rendere maggiormene efficiene lo sfruameno delle linee di produzione, nel caso in cui quese siano doae di una capacià produiva poenziale superiore ai volumi effeivi. L analisi della diffusione errioriale delle privae label rivese un ineresse paricolare, poiché consene di cogliere evenuali muameni sia nel poere di mercao delle imprese alimenari a favore di quelle GDO sia nell orienameno dei comparimeni di consumo. In Ialia negli ulimi anni la quoa di mercao delle privae label nel complesso ha sperimenao una crescia inensa, passando secondo sime Nielsen dall 11,0 per ceno del 2003 al 14,6 per ceno nel primo semesre Tuavia, nel confrono europeo l Ialia si colloca ben lonana da alri paesi, primo fra ui il Regno Unio (44,6 per ceno), seguio da Spagna (32,0 per ceno), Germania (29,9 per ceno), Francia (28,7 per ceno) e Porogallo (20,6 per ceno). Dall analisi della disribuzione errioriale delle quoe di mercao delle privae label 12 si rilevano parecchie differenze. In alcune regioni, come la Toscana, l Emilia- Romagna e la Liguria si evidenzia un elevao grado di penerazione del mercao, nelle varie caegorie considerae, dei prodoi privae label. Non a caso, si raa proprio delle regioni che risulano caraerizzae da una presenza capillare nella ree disribuiva errioriale e da un noevole conribuo in ermini di quoa di mercao di alcuni grandi gruppi della GDO, quali Conad, Coop Ialia ed Esselunga, che da moli anni invesono ingeni risorse nella diffusione presso la clienela dei prodoi privae label sia nel comparo food sia in quello non food. Quesi gruppi infai deengono nel complesso un elevaa quoa del faurao grocery regionale, con valori superiori al 40 per ceno in Liguria e olre il 60 per ceno in Toscana ed Emilia-Romagna (circa il 30 per ceno nella media nazionale); anche la coperura errioriale della superficie commerciale complessiva risula piuoso elevaa (olre il 40 per ceno rispeo a circa un quino per l Ialia). 12 Nella rilevazione scanner della Nielsen le singole referenze appareneni alla caegoria delle privae label sono idenificae in base alla combinazione del formao, del peso e del ipo di confezione; non è invece possibile disinguere le referenze in base al marchio dell impresa GDO. Si ricorda inolre, che nella classificazione adoaa nelle precedeni analisi, i prodoi privae label possono essere compresi nelle diverse ipologie di prodoo individuae in base al grado di diffusione errioriale (prodoo nazionale, regionale o di area, ecc.). 91
94 In paricolare, nel segmeno dell olio e del pomodoro, i prodoi a marchio del disribuore deengono nella maggior pare dei casi la quoa di mercao più elevaa; nel segmeno della pasa invece, dove la marca più vendua è generalmene la sessa in ue le regioni ialiane, quesi si collocano molo spesso a ridosso delle prime posizioni. Anche in Puglia il comparo disribuivo ha sperimenao una crescia significaiva delle quoe di mercao conrollae dalle privae label nelle caegorie olio e pomodoro (rispeivamene dal 2,8 al 14,5 per ceno e dal 14,3 al 19,6 per ceno); anche per i prodoi della pasa si evidenzia una simile endenza alla crescia, sebbene la quoa di mercao deenua sia ancora piuoso conenua (dall 1,8 per ceno nel 2002 al 4,5 per ceno nel 2006). In generale comunque si osserva che, menre nel segmeno dell olio e del pomodoro i prodoi privae label hanno raggiuno quoe di mercao piuoso significaive e omogenee a livello regionale, nel segmeno della pasa invece, vi è una maggiore eerogeneià ra le regioni del Sud e del Cenro Nord (fig. 4). Nel campione considerao la spesa media mensile riconducibile ai prodoi privae label ha sperimenao ra il 2002 e il 2006 una crescia sosenua solano nel segmeno dei prodoi dell olio con una variazione in ermini reali del 29,9 per ceno, associaa a un incremeno nel grado di penerazione del mercao 13 (dall 11,9 al 16,1 per ceno). In paricolare, la quoa di mercao è cresciua gradualmene fino al 2005, per aumenare nel corso dei primi mesi del 2006 di olre 2 puni percenuali, in seguio proprio all inenso rialzo dei prezzi di vendia dell inero comparo. Nel 2006 infai, il prezzo medio dei prodoi dell olio a marchio del produore ha subio una variazione media del 23,0 per ceno 14, superiore di olre 4 puni percenuali all incremeno dei prezzi dei prodoi privae label. Anche negli anni precedeni si osserva uavia un differenziale posiivo nella variazione media annua dei prezzi dei prodoi a marchio del produore rispeo a quelli del disribuore (circa 3 puni percenuali), che si riiene abbia favorio la crescene diffusione di quesi ulimi. 13 Nel segmeno della pasa invece, la quoa di mercao conrollaa in Ialia dalle privae label è risulaa piuoso sabile su valori prossimi al 12 per ceno del valore venduo a livello nazionale; al Sud uavia, il grado di penerazione del mercao risula decisamene modeso (fig. 4)), segno di una fore preferenza dei consumaori per i prodoi a marchio del produore. Nel periodo considerao si è regisraa nella media nazionale una conrazione del valore di vendia (-8,5 per ceno) associaa alla riduzione del prezzo medio (-12,1 per ceno), a frone dell incremeno dei volumi di vendia. I prodoi a marchio del produore invece, a frone di un lieve incremeno del prezzo medio (1,2 per ceno), hanno regisrao un decremeno del valore e delle quanià vendue. Nel segmeno del pomodoro invece si è rilevaa nella media nazionale un espansione sia del valore di vendia (8,6 per ceno) sia delle quanià vendue (11,9 per ceno). Le quoe di mercao dei prodoi a marchio del disribuore sono uavia risulae sabili (circa il 19 per ceno; fig. 4), con un incremeno per l area del Cenro Nord e un decremeno per il Sud, in enrambi i casi nell ordine del puno percenuale. 14 Sulla base delle sime ufficiali pubblicae dall Isa, in Ialia la variazione media dei prezzi per la voce di prodoo olio è saa pari a olre il 15 per ceno. 92
95 Fig. 4 Quoe di mercao dei prodoi privae label a livello regionale nel 2002 e nel 2006 (valori percenuali) (a) Olio (b) Pasa (c) Pomodoro Fone: elaborazioni su dai Nielsen. 93
96 4. I prezzi e la variabilià regionale Prezzi medi e variabilià errioriale per caegoria. Nella avola 5 sono riporai i prezzi medi regionali delle diverse caegorie di prodoo considerae. Anche in ale coneso si uilizza la classificazione inrodoa nelle precedeni sezioni per disinguere i prodoi in base al grado di diffusione errioriale. I risulai mosrano che in ue le aree errioriali i prodoi regionali o di area sono vendui generalmene a un prezzo medio inferiore rispeo a quello dei prodoi nazionali: le differenze sono paricolarmene rilevani soprauo per le regioni del Cenro Sud. Tra il 2002 e il 2006, il divario di prezzo ra i prodoi regionali e nazionali si è decisamene ridoo. Nelle diverse caegorie di prodoo uavia le endenze sono sae differeni: per i prodoi dell olio ad esempio la crescia dei prezzi è saa piuoso sosenua per ue le ipologie, ma è risulaa più inensa per i prodoi regionali; per i prodoi della pasa e del pomodoro, invece, la riduzione del divario è riconducibile da un lao alla riduzione dei prezzi dei prodoi nazionali e dall alro all aumeno dei prezzi dei prodoi regionali. Olre al livello medio dei prezzi è imporane considerare anche il grado di variabilià dei prezzi all inerno di ciascuna regione. L analisi della variabilià si basa su un indicaore sandardizzao, il coefficiene di variazione della disribuzione regionale dei prezzi, che consene di confronare la dinamica emporale delle diverse regioni. Analizzando la disribuzione seimanale dei prezzi di vendia delle singole referenze si evidenziano delle differenze rilevani nel grado di variabilià regionale. Si osserva innanziuo che il grado di dispersione dei prezzi risula specifico alla caegoria di prodoo: il coefficiene di variazione misurao per l Ialia nell inero periodo risula più elevao per i prodoi della pasa (41,7 per ceno) rispeo al segmeno dei prodoi dell olio e del pomodoro (rispeivamene 36,2 e 27,8 per ceno). Inolre, menre per quese ulime caegorie di prodoo la variabilià presena delle oscillazioni emporali di lieve enià rispeo alla media di periodo, nel segmeno della pasa si osserva una endenza crescene dell indicaore, che aumena ra il 2002 e il 2006 dal 37 al 49 per ceno (fig. 5). A livello errioriale si risconra una maggiore variabilià dei prezzi per alcune regioni del Cenro Nord. Ad esempio, nel segmeno dell olio, la variabilià risula sensibilmene superiore in Lombardia, Piemone, Emilia-Romagna e Toscana (circa il 40 per ceno), menre si aesa su valori neamene più bassi in Puglia, Sicilia e Campania (circa il 20 per ceno). In paricolare, la Lombardia, rappresena la regione con il maggiore numero di seimane (186 su 217) in cui la variabilià dei prezzi risula massima rispeo alle alre regioni, con un valore dell indicaore che nella media del periodo è pari al 45 per ceno. Al conrario, in Puglia la variabilià dei prezzi è minima (18,6 per ceno in media) in circa la meà delle seimane osservae. La presenza di regioni caraerizzae da una minore variabilià dei prezzi può essere dovua a una minore differenziazione da pare delle imprese GDO dei prezzi di vendia; alernaivamene la minore variabilià dei prezzi porebbe dipendere anche da una minore gamma offera. 94
97 Prezzo medio a livello errioriale dei prodoi disini per grado di diffusione (euro e valori percenuali) Tav. 5 Olio (1) Pasa (2) Pomodoro (2) REGIONI Nazionale (3) 2006 Var. % In due macroaree (4) Var. % Nella macroarea (5) Nazionale (3) Var. % Var. % In due macroaree (4) Var. % Nella macroarea (5) Nazionale (3) Var. % Var. % In due macroaree (4) Var. % Nella macroarea (5) Var. % 2002 Nord 5,36 30,5 6,86 39,9 5,95 44,6 1,10-1,5 1,01-2,1 0,93 1,8 1,17-2,5 1,31 5,3 0,95 30,4 Piemone 5,30 31,6 6,96 27,7 6,89 27,7 1,10-1,0 1,05-4,3 0,76-3,8 1,15-0,8 1,26-9,5 1,03 32,0 Lombardia 5,56 33,0 7,69 40,5 6,66 47,5 1,12-0,7 1,00-4,6 0,84 2,4 1,20-3,1 1,44 7,7 0,93 31,4 Liguria 5,40 20,5 5,40 30,9 6,17 28,2 1,14-3,3 1,13-4,5 1,16 1,7 1,14-1,6 0,94-17,5 0,96 1,1 Trenino-Alo Adige 5,42 27,5 5,37 41,0 5,58 39,3 1,11-5,0 0,98 2,0 0,99 10,6 1,29-1,5 2,89 328,6 0,68 14,1 Veneo 5,21 30,5 5,50 44,5 5,29 38,3 1,09-1,2 1,02 0,8 1,03 0,0 1,19-1,0 0,99 17,9 1,03 13,7 Friuli Venezia Giulia 5,08 21,4 5,11 24,3 5,43 44,8 1,09-1,2 1,04 6,9 0,92 0,9 1,14-2,9 0,95 34,2 0,91 35,2 Emilia-Romagna 5,22 31,9 6,78 28,2 5,92 59,3 1,05-3,0 0,97 2,3 0,99 1,5 1,09-3,9 1,23-0,4 1,03 33,5 Cenro 5,01 34,0 5,54 44,9 4,66 44,1 1,05-2,6 0,87 5,0 0,77 3,3 1,07-6,9 1,20 5,3 1,03-4,0 Toscana 5,10 30,4 5,88 48,9 4,67 42,6 0,98-6,9 0,99 0,5 0,73 8,0 0,92-14,1 1,39 15,2 1,55 12,0 Umbria 4,97 35,8 5,12 45,8 5,78 93,8 1,06-3,3 0,87-18,0 1,01 0,5 1,12 2,0 1,07 32,0 0,72 11,7 Marche 4,85 34,9 5,34 33,1 5,16 93,1 1,11 1,5 0,86-4,7 1,12-6,8 1,14-2,7 0,84-14,8 0,79-36,4 Lazio 5,03 35,9 4,82 44,7 4,23 41,3 1,09-0,2 0,77 3,6 0,75 2,3 1,17-3,4 0,89-9,2 1,03 7,7 Sud e Isole 4,92 40,7 4,57 51,7 4,78 55,1 0,99-2,5 0,91 1,6 0,73-3,0 1,15-0,1 1,07 9,9 1,03 14,7 Abruzzo 4,89 36,4 4,85 50,7 4,93 45,6 1,22 2,3 1,08 2,7 0,92 1,2 1,15-2,0 0,79-25,2 0,78-8,0 Campania 5,08 39,0 4,26 32,3 4,78 44,4 1,03 0,9 0,96 4,6 0,79 0,6 1,21 13,3 1,28 30,9 0,92 24,2 Puglia 4,34 34,3 4,41 51,9 4,38 54,5 0,90-10,0 0,87 7,4 0,80-4,2 1,02-10,5 1,03-27,3 0,97 7,9 Calabria 5,22 40,9 4,91 50,3 4,87 54,5 0,90-3,1 0,86-3,2 0,70-6,8 1,18-0,1 1,01-21,4 1,07-21,6 Sicilia 4,80 41,2 4,95 73,0 4,53 49,2 0,92-3,2 0,84-0,1 0,67-1,8 1,17-0,8 0,75-8,8 1,05 29,3 Sardegna 5,08 45,6 4,83 59,8 5,18 58,8 1,10 1,3 1,07 2,2 1,08 16,6 1,19 7,3 1,25 30,5 1,22 23,4 Ialia 5,18 33,7 6,13 54,6 5,35 54,6 1,06-2,0 0,93 1,3 0,76-1,1 1,14-3,3 1,19 3,7 1,00 15,7 Fone: elaborazioni su dai Nielsen. (1) P rezzo e spresso al li ro. (2 ) P rezzo e spresso a l c hilogrammo. (3) Co mprende i p rodoi comm ercializzai in a lmeno la meà d elle r egioni i aliane e c omunque pr eseni nelle di verse macr oaree. ( 4) C omprende i pr odoi v endui i n almeno due r egioni appareneni a due disine macroaree. (5) Comprende i prodoi commercializzai esclusivamene in almeno una regione apparenene a una deerminaa macroarea. 95
98 Variabilià emporale dei prezzi in Ialia (coefficiene di variazione dei prezzi seimanali) Fig. 5 0,55 0,50 0,45 CV Olio CV Pasa CV Pomodoro 0,40 0,35 0,30 0,25 0,20 0,15 0, Fone: elaborazioni su dai Nielsen. Queso aspeo può essere sineizzao disinguendo i prodoi comuni a ue le regioni da quelli che non sono ali; in queso modo è possibile verificare se le differenze emerse nella variabilià dei prezzi ra le regioni del Sud rispeo a quelle del Cenro Nord dipendono o meno dalla differene composizione della gamma. Uilizzando la scomposizione proposa da Shorrocks (1984) del coefficiene di variazione per soogruppi di popolazione (prodoi comuni a ue le regioni e prodoi non comuni) emerge ad esempio che, per i prodoi dell olio, il conribuo alla variabilià complessiva dei prezzi regionali deriva prevalenemene dalla componene wihin (olre l 85 per ceno). Le differenze regionali nella variabilià dei prezzi non sembrerebbero quindi dipendere dai divari nell ampiezza della gamma offera. Un confrono ra panieri omogenei. Precedeni sudi (Cannari e Iuzzolino, 2009, Isa, 2008) basai sulla meodologia delle parià di poere d acquiso, hanno evidenziao che nel Mezzogiorno il coso della via di alcune ipologie di beni (alimenari, abbigliameno e arredameno) è inferiore di circa il 3 per ceno rispeo al Cenro Nord; considerando un paniere più ampio, che comprenda, ad esempio, anche il coso delle abiazioni, i divari errioriali si ampliano. In quesa sezione invece, seguendo un approccio emporale, si confronano i prezzi medi regionali di un paniere di beni uniforme composo dai dieci prodoi più commercializzai a livello nazionale. La composizione di ale paniere riflee solo parzialmene l effeiva sruura di consumo regionale e la variabilià errioriale dei prezzi; l analisi consene uavia di evidenziare, a parià di paniere di consumo, le differenze che emergono nella sruura dei prezzi relaivi ra le diverse regioni. Confermando sosanzialmene quano discusso nelle sezioni precedeni, emerge innanziuo che, all inerno del paniere dei prodoi più vendui in Ialia, vi è una sosanziale persisenza nel empo delle sesse referenze, seppure con una ricomposizione nella graduaoria relaiva. Si raa ovviamene di prodoi che apparengono a marchi di elevaa rilevanza nazionale. Le quoe di mercao deenue 96
99 nei diversi segmeni dalle prime dieci referenze sono rimase ra il 2002 e il 2006 sosanzialmene invariae (av. 6). A livello errioriale emergono delle differenze nei livelli di prezzo del paniere. Nel segmeno dell olio ad esempio, il prezzo medio praicao nelle regioni del Sud risulava a inizio periodo inferiore al dao medio nazionale (-3,5 per ceno) nonosane la quoa di mercao non risulasse sosanzialmene diversa. A parire dal 2003, vi è sao uavia un fenomeno di allineameno nel livello dei prezzi praicai nell area rispeo al dao medio nazionale. Nonosane ciò, in alcune regioni, come la Puglia e la Sardegna, si rileva sisemaicamene un differenziale di prezzo negaivo. Tale aspeo può essere coerene con il caso in cui i produori a caraere nazionale eserciano una pressione concorrenziale sui prezzi di vendia rispeo a quelli praicai dai produori radicai nel erriorio, che, come evidenziao in precedenza hanno un maggior poere di mercao, al fine di conquisare quoe cresceni dei consumi regionali. Infai, non a caso in quese regioni, la quoa di mercao dei primi dieci prodoi a livello nazionale è significaivamene più bassa che nelle alre regioni (rispeivamene 9,4 e 22 per ceno nel 2002). Tale fenomeno sembrerebbe peralro confermao, nel caso della Puglia, dal dao relaivo al 2006 che evidenzia, da un lao, un fore incremeno nella quoa di mercao delle prime dieci referenze in seguio proprio all ingresso nella graduaoria nazionale di un prodoo locale con un elevao peso sui consumi regionali, e, dall alro, l ampliameno del differenziale di prezzo rispeo alla media nazionale (si veda anche la sezione precedene). Anche nel segmeno della pasa si rileva nel 2006 un differenziale negaivo nel livello medio dei prezzi di vendia di alcune regioni del Sud (Puglia, Sicilia e Calabria), a frone invece di un maggior livello dei prezzi nelle alre regioni dell area. In paricolar modo, le differenze più rilevani riguardano la Sicilia, con un livello medio dei prezzi inferiore al dao nazionale (dal -10,4 per ceno nel 2002 al -10 per ceno nel 2006; av. 6). Infine per i prodoi della caegoria pomodoro, dove le quoe di vendia dei primi dieci prodoi sono decisamene più elevae rispeo agli alri segmeni, si osserva una maggiore eerogeneià nel livello medio dei prezzi praicao nelle diverse regioni rispeo al dao medio nazionale. Nella figura 6 è presenaa la variazione assolua regisraa ra il 2002 e il 2006 della quoa di mercao deenua dai prodoi, rimasi nelle prime dieci posizioni della graduaoria nazionale in ermini di valore di vendia, rispeo alla variazione percenuale dei prezzi relaivi, a livello regionale e per le diverse caegorie di prodoo. Nel comparo dell olio exra vergine si osserva che in media a una variazione posiiva della sruura dei prezzi relaivi dei prodoi più vendui corrisponde una variazione negaiva della quoa di mercao. Nel segmeno dei prodoi della pasa invece, si osserva per la maggiore pare delle regioni una variazione di enià minima nelle quoe di mercao dei prodoi più vendui, anche in presenza di variazioni piuoso rilevani nella sruura dei prezzi relaivi (Trenino-Alo Adige, Sardegna, Puglia, Campania e Toscana). 97
100 Prezzo medio e quoa di spesa a livello errioriale dei prodoi più vendui in Ialia (euro e valori percenuali) Tav. 6 Olio Pasa Pomodoro REGIONI Prezzo (1) Prezzo (1) Prezzo (2) Prezzo (2) Prezzo (2) Prezzo (2) Medio (3) Diff. % (4) Quoa (5) Medio (3) Diff. % (4) Quoa (5) Medio (3) Diff. % (4) Quoa (5) Medio (3) Diff. % (4) Quoa (5) Medio (3) Diff. % (4) Quoa (5) Medio (3) Diff. % (4) Quoa (5) Nord 3,80 2,4 37,2 4,95 0,4 36,2 1,06 0,0 20,5 1,00 0,0 18,8 1,23 1,7 68,2 1,16 0,9 64,3 Piemone 3,76 1,3 39,6 4,89-0,8 40,3 1,05-0,9 19,0 1,00 0,0 17,3 1,20-0,8 66,1 1,13-1,7 65,2 Lombardia 3,88 4,6 37,4 5,18 5,1 32,8 1,05-0,9 19,3 1,01 1,0 17,6 1,24 2,5 66,3 1,16 0,9 65,1 Liguria 4,06 9,4 37,6 4,88-1,0 42,5 1,08 1,9 16,9 1,02 2,0 16,2 1,29 6,6 69,8 1,25 8,7 57,9 Trenino-Alo Adige 3,73 0,5 28,4 4,90-0,6 27,9 1,13 6,6 22,2 1,01 1,0 23,2 1,31 8,3 81,0 1,26 9,6 68,1 Veneo 3,67-1,1 36,7 4,89-0,8 32,4 1,05-0,9 26,8 0,99-1,0 23,5 1,21 0,0 74,8 1,15 0,0 67,5 Friuli Venezia Giulia 3,76 1,3 38,1 4,63-6,1 41,5 1,07 0,9 26,1 1,00 0,0 25,1 1,24 2,5 72,6 1,15 0,0 61,3 Emilia-Romagna 3,71 0,0 37,0 4,80-2,6 42,9 1,08 1,9 17,5 1,01 1,0 16,4 1,18-2,5 64,7 1,11-3,5 60,0 Cenro 3,64-1,9 32,8 4,90-0,6 41,0 1,06 0,0 16,4 1,00 0,0 16,3 1,21 0,0 72,8 1,14-0,9 65,5 Toscana 3,77 1,6 17,2 4,96 0,6 33,0 1,05-0,9 16,1 0,93-7,0 15,7 1,21 0,0 63,0 1,05-8,7 56,0 Umbria 3,47-6,5 29,7 4,85-1,6 30,5 1,06 0,0 12,8 1,00 0,0 13,7 1,15-5,0 72,4 1,19 3,5 78,4 Marche 3,44-7,3 51,4 4,76-3,4 48,1 1,06 0,0 21,7 1,04 4,0 19,9 1,20-0,8 73,8 1,15 0,0 67,5 Lazio 3,68-0,8 44,3 4,93 0,0 46,6 1,07 0,9 15,5 1,04 4,0 16,0 1,22 0,8 78,4 1,17 1,7 69,0 Sud e Isole 3,58-3,5 35,9 4,92-0,2 39,7 1,04-1,9 10,4 0,99-1,0 10,0 1,18-2,5 62,5 1,16 0,9 60,1 Abruzzo 3,42-7,8 43,7 4,80-2,6 36,1 1,12 5,7 14,3 1,11 11,0 13,8 1,16-4,1 62,4 1,12-2,6 69,4 Campania 3,67-1,1 49,3 5,12 3,9 49,9 1,09 2,8 6,8 1,05 5,0 6,8 1,16-4,1 48,1 1,18 2,6 48,0 Puglia 3,43-7,5 9,4 4,32-12,4 37,9 1,09 2,8 5,6 0,94-6,0 5,7 1,17-3,3 54,2 1,09-5,2 53,5 Calabria 3,89 4,9 43,5 5,17 4,9 41,0 1,05-0,9 9,7 0,95-5,0 9,9 1,16-4,1 72,7 1,19 3,5 58,7 Sicilia 3,55-4,3 39,8 4,93 0,0 37,1 0,95-10,4 11,1 0,90-10,0 9,6 1,20-0,8 74,5 1,18 2,6 75,4 Sardegna 3,42-7,8 22,0 4,77-3,2 26,1 1,08 1,9 22,5 1,03 3,0 23,4 1,15-5,0 49,1 1,19 3,5 43,9 Ialia 3,71 35,7 4,93 38,1 1,06 16,5 1,00 15,6 1,21 68,1 1,15 63,7 Fone: elaborazioni su dai Nielsen. (1) Prezzo espresso al liro. (2) Prezzo espresso al chilogrammo. (3) Prezzo medio annuo. (4) Differenza percenuale rispeo al prezzo medio annuo a livello nazionale. (5) Quoa di spesa rispeo al oale del valore venduo nella regione o nell area. 98
101 Fig. 6 Quoe di mercao e prezzi relaivi a livello regionale (1) (variazione percenuale dei prezzi e variazione assolua delle quoe di mercao ra il 2002 e il 2006) (a) Olio (b) Pasa (c) Pomodoro Fone: elaborazioni su dai Nielsen. (1) Il prezzo relaivo è dao dal rapporo ra il prezzo medio dei prodoi che sono, sia nel 2002 sia nel 2006, nelle prime dieci posizioni del ranking nazionale in ermini di valore di vendia e il prezzo medio di ui gli alri prodoi. 99
102 Infine, nel comparo del pomodoro si assise a una riduzione delle quoe di mercao dei prodoi più vendui nonosane la sensibile conrazione dei prezzi relaivi. Quese semplici evidenze confermano ancora una vola che l analisi dell andameno dei prezzi è deerminao conemporaneamene da una pluralià di faori che agiscono in modo specifico per le diverse ipologie di prodoo, quali l evoluzione della sruura della concorrenza, dei cosi e delle preferenze. 5. La rigidià dei prezzi nelle regioni ialiane Aspei meodologici. Un uleriore elemeno per valuare se lo sviluppo della GDO incida sulla disribuzione dei prezzi è quello di considerare misure di rigidià dei prezzi a livello regionale. I modelli di aggiusameno dei prezzi (ad esempio, Barro, 1972) prevedono infai che, in mercai più concorrenziali, caraerizzai da una maggiore elasicià della domanda, vi sia una maggiore frequenza delle variazioni di prezzo. Considerando anche la dimensione spaziale, in un mercao concorrenziale si dovrebbe inolre osservare, a parià di marca o di prodoo, un grado di rigidià piuoso simile ra i diversi mercai locali, poiché le variazioni dei cosi marginali dovrebbero avere un effeo uniforme sul prezzo di vendia, non solo con riferimeno alla frequenza delle revisioni, ma anche all enià delle sesse. Negli ulimi anni, diversi sudi hanno fornio un ampia evidenza empirica relaiva alla rigidià dei prezzi al consumo, per gli Sai Unii (Bils e Klenow, 2004; Klenow e Kryvsov, 2008; Nakamura e Seinsson, 2008) e, nell ambio del progeo Inflaion Persisence Nework (IPN) 15, per la maggior pare dei paesi europei (Álvarez e Hernando, 2004; Aucremanne e Dhyne, 2004; Baumgarner e al., 2005; Baudry e al., 2004; Dias e al., 2004; Veronese e al., 2005). Le evidenze emerse da ali sudi risulano sosanzialmene concordi nell evidenziare una sosanziale rigidià: secondo le sime propose da Bils e Klenow (2004) i prezzi resano invariai negli Sai Unii per 5,5 mesi (4,3 mesi considerando le vendie in promozione); nell area dell euro invece, vi sono alcuni paesi, ra cui Francia, Ialia e Porogallo, nei quali i prezzi resano invariai per olre 8 mesi, menre in Belgio e in Ausria l indicaore è decisamene più elevao (olre 13 mesi). Secondo receni sime presenae da Nakamura e Seinsson (2008) per gli Sai Unii, diversamene dai risulai di Bils e Klenow, la rigidià sarebbe piuoso simile a quella rilevaa per l area dell euro: nel periodo , la frequenza mediana di variazione dei prezzi regolari (non in promozione) è dell 8,7 per ceno, che equivale a una rigidià di 11 mesi. Da ali evidenze emerge inolre che la rigidià dei prezzi, olre a essere caraerizzaa da una sosanziale eerogeneià ra paesi, presena differenze rilevani soprauo per ipologia di prodoo consideraa (av. 7): la frequenza di aggiusameno dei prezzi è elevaa per i beni energeici (78 per ceno nell area dell euro; Dhyne e al., 2009, pag. 36), menre è più bassa per i prodoi alimenari 15 Per un ampia rassegna della leeraura eorica ed empirica sul ema della rigidià dei prezzi nell area dell euro si può vedere Dhyne e al. (2009). 100
103 rasformai e non (rispeivamene 13,7 e 28,3 per ceno) e in paricolare per i servizi (5,6 per ceno). Secondo la leeraura, la rigidià dei prezzi può essere misuraa uilizzando due disine meodologie: il duraion approach e il frequency approach. Nel presene lavoro, gli indicaori sono misurai in base al secondo approccio 16, poiché, da un puno di visa empirico, il duraion approach presena diverse limiazioni. Innanziuo, la presenza di dai mancani rappresena un vincolo sosanziale nel primo meodo dal momeno che non è possibile misurare la duraa media della rigidià. Per il frequency approach, invece, la disponibilià di una serie lunga e ininerroa di dai elemenari non rappresena una condizione necessaria; con queso meodo è inolre possibile sfruare ua l informazione disponibile eviando quindi un problema di selecion bias 17. Al fine di garanire una maggiore robusezza e comparabilià delle sime oenue con i risulai della leeraura, l analisi è saa condoa sui dai relaivi alla prima seimana di ogni mese. In queso modo è possibile oenere sime che siano in pare coereni con quelle oenue dai precedeni sudi, che uilizzano i dai elemenari rilevai nell ambio delle saisiche ufficiali per la cosruzione degli indici dei prezzi al consumo. In l Ialia, ad esempio, i microdai rilevai dall Isa 18 si riferiscono per la maggior pare dei prodoi elemenari a quoazioni di prezzo che sono raccole con una frequenza mensile e per alcune ipologie di prodoo a cadenza bimensile (orofruicoli e iici freschi, carburani, ecc.). Considerazioni simili valgono anche per i dai rilevai dagli alri isiui nazionali di saisica. La comparabilià dei risulai è uavia limiaa soo diversi profili. Un primo aspeo è relaivo al fao che, i prodoi selezionai non rovano una direa corrispondenza con il paniere di beni generalmene considerao nei precedeni lavori. La robusezza dei risulai del presene sudio può essere uavia valuaa rispeo alle sime che si riferiscono al complesso dei prodoi del seore alimenare (av. 7). Un secondo aspeo è invece relaivo alla ipologia di esercizio commerciale presso il quale sono effeuae le rilevazioni di prezzo: le informazioni scanner si riferiscono esclusivamene al commercio al deaglio non specializzao (supermercai e ipermercai), menre i dai ufficiali per la misurazione degli indici dei prezzi al consumo sono rilevai anche presso i puni vendia del canale disribuivo radizionale, che endenzialmene modificherebbe meno frequenemene i prezzi rispeo alla grande disribuzione organizzaa. In Ialia, come mosrano Veronese e al. (2005), la frequenza mensile di variazione dei prezzi dei prodoi alimenari e non energeici è neamene più elevaa per la grande disribuzione (11,8 per ceno) rispeo a quano misurao per il canale disribuivo radizionale (7,6 per ceno), che peralro rappresena, insieme alle alre ipologie commerciali, il 73 per ceno delle quoazioni elemenari rilevae nell indagine degli indici dei prezzi al consumo. 16 Per un approfondia rassegna e analisi di enrambi gli approcci uilizzai in leeraura si può vedere, ra gli alri, Veronese e al. (2005). 17 In secondo luogo, nel caso si uilizzi il duraion approach la presenza di dai roncai, compora una complicazione nella misurazione della rigidià, menre con il secondo meodo non si pone necessariamene la decisione di adoare alcuna procedura per il raameno dei dai. Infai, anche nel caso in cui vi siano dai roncai, l indicaore oenuo con il frequency approach rimane uno simaore non disoro della duraa implicia media (Aucremanne e Dhyne, 2004). 18 Uleriori deagli relaivi alla meodologia di rilevazione sono disponibili al seguene indirizzo hp://www3.isa.i/prezzi/precon/aproposio/alro/meodologia2006.pdf. 101
104 Frequenza di variazione dei prezzi e duraa implicia in Ialia e in alcuni paesi europei (valori percenuali e mesi) Tav. 7 Ausria (1) ( ) Belgio (2) ( ) Francia (3) ( ) Ialia (4) ( ) Porogallo (5) ( ) CAPITOLO DI SPESA (COICOP) Frequenza media variazione prezzo (6) Duraa implicia media (mesi) Frequenza media variazione prezzo (6) Duraa implicia mediana (mesi) Frequenza media variazione prezzo (6) Duraa implicia media (mesi) Frequenza media variazione prezzo (6) Duraa implicia media (mesi) Frequenza media variazione prezzo (6) Duraa implicia mediana (mesi) 01 Alimenari e bevande non alcoliche 17,3 7,9 23,1 7,0 19,2 5,7 15,0 6,2 37,2 3,0 02 Bevande alcoliche e abacco 14,6 6,5 14,9 7,5 21,5 4,4 8,5 11,2 14,4 10,9 03 Abbigliameno e calzaure 12,0 9,4 4,8 20,3 17,5 6,5 4,6 21,3 27,5 5,4 04 Abiazione, acqua, gas e elericià 11,2 14,7 33,5 10,8 24,1 7,9 22,6 3,9 8,0 14,0 05 Mobili, aricoli e servizi per la casa 6,9 17,8 6,5 18,7 15,9 6,8 3,5 28,3 10,9 15,0 06 Servizi saniari e spese per la salue 5,6 18,8 9,4 14,1 8,0 12, ,6 21,5 07 Traspori 36,5 11,2 41,2 1,7 35,7 6,1 28,1 3,0 25,7 6,1 08 Comunicazioni 8,9 16,0 14,3 7,0 23,3 3, ,3 12,9 09 Ricreazione, speacolo e culura 24,2 15,8 10,3 14,9 13,0 11,8 5,3 18,2 12,0 18,5 10 Isruzione 4,5 23, ,1 16, ,7 10,9 11 Servizi riceivi e di risorazione 8,3 19,3 4,3 23,9 8,2 14,0 6,3 15,3 18,6 12,0 12 Ricreazione, speacolo e culura 7,1 18,7 7,5 19,3 12,0 11,7 3,9 25,2 11,1 14,0 Toale IPC 15,1 14,1 16,9 13,3 18,9 8,4 10,1 9,4 22,0 8,5 Fone: (1) Baumgarner e al. (2005). (2) Aucremanne e Dhyne (2004). (3) Baudry e al. (2004). (4) Veronese e al. (2005). (5) Dias e al. (2004). (6) Frequenza media dei prodoi che rilevano una variazione di prezzo. 102
105 Le misure di rigidià risulano quindi caraerizzae, non solo da un eerogeneià per ipologia di prodoo, ma anche per canale disribuivo. Infine, le informazioni elemenari preseni nel daase Nielsen, sebbene garaniscano un elevaa coperura dei prodoi commercializzai, sconano rispeo ai microdai disponibili dalle saisiche ufficiali un problema di aggregazione errioriale e emporale, sebbene ques ulimo aspeo, sia uora conroverso in leeraura. Infai, per ogni prodoo elemenare si osserva un valore medio uniario regionale e non una quoazione di prezzo per singolo puno vendia. In paricolare, da ale aspeo deriverebbe una soosima dell effeiva rigidià, poiché l indicaore viene misurao su un valore medio uniario regionale, che essendo una media ponderaa dei valori rilevai presso i singoli puni vendia, risula caraerizzao da una maggiore variabilià emporale. Al fine di enere in considerazione ale aspeo, gli indicaori di rigidià, che in leeraura sono misurai soo la condizione che il prezzo del prodoo elemenare sia cosane nel empo, sono sai calcolai anche assumendo una condizione meno sringene: il prezzo dei prodoi elemenari è considerao sosanzialmene rigido nel caso in cui, la variazione osservaa ra due isani di empo sia inferiore, in valore assoluo, a una soglia predeerminaa. Nonosane le possibili limiazioni che possono derivare dall uilizzo di ali dai nella sima degli indicaori di rigidià, l obieivo è di analizzare se vi sono delle differenze a livello errioriale nelle principali caraerisiche della sruura dei prezzi e in paricolare modo nella duraa implicia media dei prezzi che resano invariai, nonché nella frequenza e nella variazione media degli incremeni e dei decremeni di prezzo (Appendice C). In queso lavoro ali indicaori sono peralro uilizzai al fine di esare se il grado di concenrazione del mercao, a livello errioriale, nonché alre caraerisiche specifiche del mercao locale, siano correlae con il grado di rigidià. Dall analisi della avola 8 emerge che la rigidià dei prezzi, se misuraa come in leeraura, è piuoso conenua (di poco superiore a un mese) rispeo alle sime dei precedeni lavori svoli nell ambio dell IPN: la soosima è principalmene connessa a una maggiore variabilià emporale dei prezzi scanner, rispeo ai microdai degli IPC, dovua all aggregazione regionale delle quoazioni rilevae nei singoli puni vendia. Se, ovviamene, si considera una soglia meno sringene, gli indicaori di rigidià sono decisamene più elevai: i prezzi resano in media invariai per circa due mesi con una soglia all 1 per ceno (colonna b) e per olre due mesi e mezzo con una soglia al 2 per ceno (colonna c). A livello errioriale si evidenziano delle differenze significaive. Nel segmeno dei prodoi dell olio e della pasa, il grado di rigidià dei prezzi al Cenro Nord è in media superiore a quello rilevao per le regioni del Sud: le differenze permangono ali anche al variare della soglia fissaa per la misurazione degli indicaori. Le regioni che presenano il maggiore grado di rigidià sono la Liguria, il Trenino-Alo Adige e il Friuli Venezia Giulia con un valore dell indicaore pari a circa due mesi e mezzo con una soglia all 1 per ceno (olre re mesi con una soglia al 2 per ceno); valori lievemene inferiori si osservano in Emilia-Romagna e in Toscana. Tra le regioni del Sud invece, il grado di rigidià è minore in Campania, Puglia e Sicilia, per le quali i prezzi resano mediamene invariai per circa due mesi. Anche per i prodoi del pomodoro, i prezzi mosrano una rigidià piuoso simile a quano rilevao per le alre due caegorie; paricolarmene elevaa è uavia la rigidià che si osserva in Trenino-Alo Adige. 103
106 Rigidià dei prezzi, frequenza ed enià delle variazioni di prezzo a livello regionale, Dai a frequenza mensile, media (mesi e valori percenuali) REGIONI Duraa implicia media in mesi (1) Olio Pasa Pomodoro Frequenza variazioni di prezzo (2) Variazione media dei prezzi (3) Duraa implicia media in mesi (1) Frequenza variazioni di prezzo (2) Variazione media dei prezzi (3) Duraa implicia media in mesi (1) Frequenza variazioni di prezzo (2) Variazione media dei prezzi (3) (a) (b) (c) (+) (-) (+) (-) (a) (b) (c) (+) (-) (+) (-) (a) (b) (c) (+) (-) (+) (-) No rd Piemone 1,1 2,2 2,7 26,2 20,2 6,3 6,2 1,1 2,1 2,6 24,0 23,4 7,8 8,1 1,0 2,1 2,6 25,0 23,0 6,1 6,2 Lombardia 1,1 1,9 2,5 29,3 22,6 5,7 5,6 1,1 2,1 2,7 23,8 23,2 6,8 7,0 1,0 1,9 2,4 27,6 24,1 5,6 5,9 Liguria 1,1 2,5 3,3 22,8 16,8 5,8 5,7 1,1 2,8 3,7 18,2 17,9 6,6 6,6 1,0 2,7 3,8 19,0 18,2 4,9 5,1 Trenino-A. A. 1,2 2,8 3,6 21,6 14,3 6,4 6,4 1,1 2,5 3,1 19,1 20,3 8,7 9,1 1,1 3,2 4,1 16,0 15,4 6,0 5,8 Veneo 1,1 2,0 2,6 27,8 21,4 5,6 5,5 1,1 2,0 2,5 25,0 24,9 6,9 7,0 1,1 1,9 2,4 27,3 25,6 5,1 5,1 Friuli V. G. 1,3 2,3 3,0 24,2 18,6 5,8 5,6 1,3 2,4 3,0 21,0 21,1 7,4 7,6 1,2 2,3 3,1 21,9 21,2 5,3 5,2 Emilia-R. 1,2 2,2 2,8 26,0 19,8 5,9 5,7 1,2 2,2 2,8 22,6 22,3 7,1 7,3 1,1 2,0 2,7 25,3 24,1 5,3 5,2 Cen ro Toscana 1,1 2,2 2,8 25,5 19,7 6,4 6,2 1,1 2,3 2,9 21,7 21,9 7,1 7,3 1,1 2,2 3,0 23,1 21,9 5,0 5,0 Umbria 1,2 2,4 2,9 23,6 18,6 7,2 6,9 1,1 2,3 2,9 21,7 21,5 7,9 8,3 1,1 2,1 2,7 25,0 22,5 6,1 6,1 Marche 1,3 2,2 2,6 26,3 20,1 6,7 6,5 1,1 2,1 2,7 24,3 23,0 6,7 6,9 1,1 1,8 2,4 27,6 26,8 6,1 5,9 Lazio 1,2 2,0 2,5 28,4 21,6 6,4 6,3 1,1 2,0 2,5 26,0 25,2 7,2 7,4 1,0 1,9 2,4 27,9 25,3 5,7 5,6 Sud e Iso le Abruzzo 1,1 2,1 2,5 26,2 21,0 7,3 7,1 1,0 2,1 2,5 24,1 23,4 8,4 8,7 1,0 2,0 2,6 25,7 24,7 5,9 5,9 Campania 1,3 1,9 2,3 30,4 22,3 6,8 6,6 1,1 1,8 2,2 29,0 27,4 7,2 7,4 1,1 1,8 2,2 28,6 25,6 7,2 7,1 Puglia 1,2 1,8 2,1 31,2 24,4 7,8 7,7 1,1 1,8 2,2 27,7 27,0 6,7 6,9 1,1 1,8 2,2 29,2 27,4 6,6 6,8 Calabria 1,3 2,3 2,7 24,6 18,8 8,0 8,0 1,1 2,5 3,1 20,6 19,5 7,4 7,8 1,1 2,3 3,1 22,8 19,8 6,4 6,4 Sicilia 1,1 1,9 2,2 29,8 23,6 7,1 6,8 1,1 2,0 2,5 26,1 25,1 5,9 6,1 1,1 1,8 2,3 28,4 27,7 6,4 6,2 Sardegna 1,2 2,3 2,8 24,9 17,7 7,1 7,0 1,1 2,3 2,8 22,3 21,3 8,0 8,1 1,0 2,1 2,7 24,6 23,1 6,3 5,9 Ialia 1,2 2,1 2,6 27,3 20,9 6,3 6,1 1,1 2,1 2,7 24,2 23,5 7,1 7,3 1,1 2,0 2,6 26,2 24,1 5,8 5,8 Fone: elaborazioni su dai Nielsen. (1) La colonna (a) è relaiva a una soglia pari allo 0 per ceno; la (b) a una soglia pari all 1 per ceno; la (c) a una soglia pari al 2 per cen o. (2) Frequenza media dei prodoi che rilevano una variazione di prezzo. Variazione con soglia all 1 per ceno. (3) Variazione media dei prezzi con soglia all 1 per ceno. Il simbolo + indica variazioni posiive; il simbolo - indica variazioni negaive. Tav
107 Olre a considerare la rigidià dei prezzi, è rilevane descrivere anche le modalià con cui si realizzano le revisioni di prezzo. In paricolare, nella figura 7 sono riporae a livello regionale e per ogni caegoria di prodoo consideraa, la frequenza e la variazione media degli incremeni rispeo ai decremeni di prezzo. Il confrono consene infai di verificare la presenza o meno di un comporameno simmerico nelle revisioni di prezzo e nell enià con cui quese si deerminano. Fig. 7 Frequenza e variazione media incremeni e decremeni di prezzo (a) Frequenza 0,35 Olio Pasa Pomodoro 0,30 Decremeni di prezzo 0,25 0,20 0,15 0,10 0,05 0,00 0,00 0,05 0,10 0,15 0,20 0,25 0,30 0,35 Incremeni di prezzo (b) Variazione media 0,10 Olio Pasa Pomodoro 0,08 Decremeni di prezzo 0,06 0,04 0,02 0,00 0,00 0,02 0,04 0,06 0,08 0,10 Incremeni di prezzo Fone: elaborazioni su dai Nielsen. Dall analisi della frequenza di variazione emerge che le revisioni negaive di prezzo sono in media meno frequeni di quelle in aumeno, in paricolare modo per i prodoi della caegoria olio, per i quali i decremeni rappresenano, nella media per l Ialia, circa il 43 per ceno delle variazioni di prezzo (av. 8); nelle alre due caegorie di prodoo, si rileva invece una minore asimmeria ra incremeni e decremeni. Nonosane le variazioni posiive di prezzo siano in media più frequeni di quelle negaive, una siuazione piuoso normale in un coneso economico caraerizzao da una moderaa crescia dei prezzi, si rileva che, a eccezione dei prodoi dell olio, i 105
108 decremeni sono in media di enià più grande rispeo agli incremeni e verosimilmene riconducibili ad aivià promozionali. Tuavia, per enrambi i ipi di revisione, la variazione media dei prezzi è piuoso ampia se confronaa con il asso di inflazione: si aesa in media su valori prossimi al ±6 per ceno per i prodoi dell olio e del pomodoro e olre il ±7 per ceno per i prodoi della caegoria pasa (av. 8). I risulai sono piuoso simili a quano riporao per l area dell euro da Dhyne e al. (2006): per i prodoi rasformai, il 46 per ceno delle variazioni di prezzo sono rappresenae da riduzioni; l enià media è pari al 6,9 per ceno per gli incremeni e all 8,1 per ceno per i decremeni di prezzo. Anche considerando solano le evidenze per l Ialia presenae da Veronese e al. (2005) nel periodo , i decremeni di prezzo dei prodoi alimenari rappresenano circa il 43 per ceno delle variazioni di prezzo, menre la variazione media degli incremeni è del 6,4 per ceno a frone di un 6,6 per ceno per i decremeni. La sruura del mercao e la rigidià dei prezzi. Dal puno di visa eorico la rigidià dei prezzi può essere spiegaa sulla base di alcuni faori, ra cui il grado di concorrenza del seore commerciale al deaglio. Una maggiore pressione concorrenziale dovrebbe infai ridurre i margini delle imprese del canale disribuivo, rafforzando il legame ra le quoazioni all ingrosso e al deaglio. Nella leeraura empirica, il grado di concorrenza in un mercao è approssimao da diversi indicaori, alcuni di ipo direo, come ad esempio il numero dei puni vendia in rapporo alla popolazione, alri che sineizzano invece una relazione inversa, come il Concenraion Raio (CR4, CR5, ecc.) che esprime la quoa di mercao deenua dai principali operaori (a livello di cenrale d acquiso, di gruppo di imprese o di singola insegna commerciale) o l indice di Herfindahl. Diversi sudi hanno dimosrao l esisenza di una relazione negaiva ra il grado di concenrazione del mercao e la frequenza di aggiusameno dei prezzi. Bils e Klenow (2004) mosrano ad esempio che la volailià dei prezzi è correlaa inversamene con il poere di mercao, approssimao dal rapporo di concenrazione delle prime quaro imprese e dal markup, e posiivamene con la sosiuibilià dei prodoi; inroducendo un conrollo per disinguere i prodoi rasformai da quelli grezzi, le proxy del poere di mercao non risulano significaive per la frequenza di aggiusameno dei prezzi. Dhyne e al. (2009) mosrano invece che a una maggiore diffusione sul erriorio del canale disribuivo, sineizzaa dal numero di puni vendia ogni mille abiani, corrisponda una minore rigidià dei prezzi. Powers e Powers (2001) infine, uilizzando come indicaore dell asseo di mercao il rapporo di concenrazione delle prime re o quaro imprese del canale disribuivo, mosrano una relazione posiiva con la rigidià dei prezzi. Olre al grado di concenrazione del canale disribuivo a livello regionale, anche le specifiche caraerisiche del segmeno di prodoo, nonché elemeni non osservai connessi alla sruura della regione, possono influenzare la frequenza delle variazioni e la rigidià dei prezzi. Si è perciò proceduo alla sima del seguene modello di regressione lineare: 106
109 dove T i, c, 1H i, 2, YEAR 3, iregi 4, ccatc 2002 i 1 c 1 T i, c, e (3) è la duraa implicia media della rigidià dei prezzi nella regione i, per la caegoria di prodoo c, nell anno, menre le alre variabili assumono il significao esposo in precedenza. Nella avola 9 sono presenai i risulai della sima: il coefficiene di Herfindahl, è posiivo e saisicamene significaivo, a indicare che i prezzi dei prodoi H i, sono in media più rigidi in presenza di un maggiore grado di concenrazione delle insegne commerciali del comparo disribuivo. Anche i coefficieni dei conrolli regionali sono nella maggiore pare dei casi significaivi, ma di enià poco rilevane, a eccezione degli effei relaivi alla Liguria, al Trenino-Alo Adige e alla Calabria che deerminano, a parià di alre condizioni, un incremeno della rigidià; le caraerisiche regionali della Puglia e della Campania conribuiscono invece a una minore rigidià dei prezzi (rispeivamene -0,35 e -0,26 mesi). Nella seconda colonna della avola 9, sono presenae anche le sime del modello (3), dove le variabili sono espresse in differenza di primo ordine: anche in queso caso, il grado di concenrazione, misurao araverso l indice di Herfindahl, mosra un coefficiene posiivo e significaivo. Nell ulima colonna della avola 9 sono inolre presenae le sime del modello (3) nel quale si uilizza come proxy dell asseo concorrenziale del mercao il numero di puni vendia ogni mille abiani. Queso indicaore può essere anche considerao una misura dell indice di servizio. In queso caso, le sime mosrano una relazione negaiva, saisicamene significaiva, poiché a un maggiore numero di puni vendia dovrebbe infai corrispondere una maggiore concorrenzialià del mercao (Dhyne e al., 2009 e cap. 4). Nel corso del empo, evenuali muameni sruurali nel grado di concenrazione regionale del comparo disribuivo porebbero quindi deerminare una variazione nella frequenza di aggiusameno dei prezzi. Se infai si considerano le regioni che si collocano al primo e al erzo quarile della disribuzione dell indice di Herfindahl, rispeivamene la Calabria (pari a 4,7 per ceno) e l Emilia-Romagna (pari a 11 per ceno), e si ipoizza che la prima assuma il grado di concenrazione pari a quello della seconda regione, il grado di rigidià dei prezzi aumenerebbe in media di 0,3 mesi. i, c, 107
110 Rigidià dei prezzi e concenrazione della GDO Tav. 9 Variabile dipendene: (1) e (3) duraa implicia media; (2) differenze prime della duraa implicia media. (1) (2) (3) Cosane 1,389 *** 0,095 3,139 *** (0,111) (0,029) (0,375) Indice di concenrazione di Herfindahl (4) 0,040 * 0,067 ** (0,021) (0,024) Numero di puni vendia ogni abiani -11,501 *** (2,765) Lombardia -0,072 ** -0,125 *** (0,028) (0,000) Trenino-Alo Adige 0,489 *** 0,760 *** (0,143) (0,000) Veneo -0,069* -0,139 *** (0,037) (0,000) Friuli Venezia Giulia 0,153 0,248 *** (0,050) (0,000) Liguria 0,314* 0,598 *** (0,150) (0,000) Emilia-Romagna -0,223 0,040 *** (0,138) (0,000) Toscana -0,187 0,165 *** (0,186) (0,000) Umbria 0,018 0,145 *** (0,067) (0,000) Marche -0,141 *** -0,052 *** (0,047) (0,000) Lazio -0,137 *** -0,155 *** (0,010) (0,000) Abruzzo -0,076 ** -0,011 *** (0,034) (0,000) Campania -0,262 *** -0,272 *** (0,005) (0,000) Puglia -0,355 *** -0,291 *** (0,034) (0,000) Calabria 0,293 *** 0,296 *** (0,001) (0,000) Sicilia -0,228 *** -0,223 *** (0,002) (0,000) Sardegna 0,083 0,186 *** (0,054) (0,000) Pasa -0,011-0,011 (0,029) (0,028) Pomodoro -0,096 ** -0,096 ** (0,041) (0,041) ,102 *** 0,118 *** (0,033) (0,037) ,007-0,189 *** 0,041 (0,043) (0,042) (0,045) ,059 * -0,150 ** 0,017 (0,033) (0,053) (0,029) ,112 *** -0,143 *** (omessa) (0,035) (0,049) R 2 0,773 0,215 0,769 N. osservazioni Fone: elaborazioni su dai Nielsen. I dai si riferiscono al periodo Gli errori sandard in parenesi sono cluserizzai per regione. * Significaivo al 10 per ceno. ** Significaivo al 5 per ceno. *** Significaivo all 1 per ceno. (1) Include conrolli per regione, caegoria di prodoo e anno. (2) Considera le variabili espresse in d ifferenza e mporale di ordine 1. (3) Includ e c onrolli per reg ione, caeg oria di prod oo e ann o. (4) L indice di concenrazione è espresso in base
111 RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI Aghion, P., Blundell, R., Griffih, R., Howi, P. e Pranl, S. (2009), The effecs of enry on incumben innovaion and produciviy, Review of Economics and Saisics, 91(1): Allain, M. e L., Chambolle, C. (2011), Ani-compeiive effecs of resale-below-cos laws, Inernaional Journal of Indusrial Organizaion, 29: Allain, M. e L., Chambolle, C. Vergé T., (2009), The Effecs of Reail Regulaions on Prices, Evidence from he Loi Galland, mimeo. Álvarez, L. J. e Hernando, I. (2004), Price Seing Behaviour in Spain. Sylised Facs Using Consumer Price Micro Daa, ECB Working Paper Series, No ANCD Conad (2009), VIII Rapporo sulla legislazione commerciale, AGRA ed. Asplund M. e Friberg R. (2002), Food Prices and Marke Srucure in Sweden, The Scandinavian Journal of Economics, 104(4): Aucremanne, L. e Dhyne, E. (2004), How Frequenly Do Prices Change? Evidence Based on he Micro Daa Underlying he Belgian CPI, ECB Working Paper Series, No AGCM (2001), Provvedimeno n. 9352, Auorià Garane della Concorrenza e del Mercao. AGCM (2007), Qualià della regolazione e performance economiche a livello regionale: il caso della disribuzione commerciale in Ialia, Sudi e Ricerche, Auorià Garane della Concorrenza e del Mercao. Barro, R. J. (1972), A Theory of Monopolisic Price Adjusmen, Review of Economics Sudies, 39(1): Basker, E. (2005), Selling a cheaper mouserap: Wal-Mar s effec on reail prices, Journal of Urban Economics, 58(2): Baigalli, P., Fumagalli, C. e Polo, M. (2007), Buyer Power and Qualiy Improvemens, Research in Economics, Elsevier, 61(2): Baumgarner, J., Glazer, E., Rumler, F. e Siglbauer, A. (2005), How Frequenly Do Consumer Prices Change in Ausria? Evidence From Micro CPI Daa, ECB Working Paper Series, No Baudry, L., Le Bihan, H., Sevesre, P. e Tarrieu, S. (2004), Price rigidiy: Evidence From he French CPI micro-daa, ECB Working Paper Series, No Bils, M. e Klenow, P. J. (2004), Some Evidence on he Imporance of Sicky Prices, The Journal of Poliical Economy, 112 (5): Biscourp, P., Bouin, X. e Vergé, T. (2008), The effecs of reail regulaions on prices: evidence from French daa, Working Paper. Boylaud O. e Nicolei G. (2000), Regulaory reform in road freigh and reail 109
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115 APPENDICE A Si indica con: T il valore aggiuno o il faurao 1 ; OCC il numero degli occupai; N il numero di imprese; =1999, 2000,,2007 l anno di riferimeno. i la classe dimensionale (1-9, 10-19, ). Conseguenemene: T, i è l indice di produivià per occupao nella classe i nell anno ; OCC, i OCC, i è il numero di occupai medi per impresa nella classe i nell anno ; N, i N, i è il numero di imprese della classe in rapporo al oale delle imprese. N Infine l operaore g ( ) applicao ad una variabile X denoa il rapporo X /X -1. Il asso isananeo di crescia r di una variabile X è definio come X h X 1 lim. h0 h X Conseguenemene una variabile può essere scria come X dove r è il asso isananeo di X r 1, ie crescia medio fra -1 e. In alri ermini: X r log logg ( X) X. 1 Il asso isananeo di crescia può anche essere leo come una approssimazione di primo ordine del asso di crescia X X 1. Uilizzando un espansione di Taylor di primo grado si mosra che: X 1 log g ( X X ) log X 1 X X log 1 X 1 1 X X log(1) X 1 1 X X X 1 1 L obieivo è scomporre i assi di crescia di T, in diverse componeni che engano cono di: 1. la variazione della crescia della produivià del lavoro (produciviy effec); 2. la variazione della dimensione media delle imprese (size effec); 3. il cambiameno della disribuzione delle imprese in classi dimensionali (disribuion effec); 4. la variazione oale del numero di imprese nel seore (secor effec). Per ogni classe dimensionale i=1,,i vale che: 1 T rappresena il valore aggiuno nel capiolo 1 e il faurao nel 2. Enrambe le variabili sono espresse a prezzi cosani, deflazionae con gli appropriai indici di prezzo. 113
116 N g N N g N OCC g OCC T g N N N N OCC OCC T N N N N OCC OCC T T T T g i i i i i i i i i i i i i i i i i i 1 1 1, 1, 1, 1, 1,.,,,, 1,, ) ( Applicando l operaore logarimo: N r N N r N OCC r OCC T r T r N g N N g N OCC g OCC T g T g T r i i i i i i i i i i i i i ) ( log log log log ) ( log ) ( Il asso di crescia isananeo di T in una classe i è quindi la somma dei assi di crescia isananei delle segueni quaro variabili: 1. il valore medio di T per lavoraore; 2. il numero medio di addei per impresa; 3. la quoa di imprese che ricadono nella classe i; 4. il numero oale di imprese. La sessa decomposizione non può essere applicaa all inera popolazione. Se si considera infai come classe l inera popolazione delle imprese, il asso di crescia (iii), e quindi l effeo disribuzione, sarebbe ovviamene nullo, in quano la quoa N N i è cosane e pari a 1 per definizione. Invece: 1,1, 1 1,, 1 1, 1,, 1, 1 ) ( ) ( ) ( i i i i i i i i i i i q T g T T T g T T T T T T T T T g Il asso isananeo di crescia di T dell inera popolazione è uguale alla media dei assi di crescia delle varie classi ponderai per q -1,i che rappresena la quoa di T di ciascuna classe i nel periodo -1. Uilizzando l approssimazione di Taylor: (2) (2) ) ( ) ( log ) ( sec 1, 1, 1, 1,, E N N r q N N r q N OCC r q OCC T r E q T r T g T r effec or i disribuuon effec i i i sizeeffec i i i i effec y producivi i i i i i i i dove E(2) rappresena un effeo di secondo ordine, impuabile agli effei incrociai delle variazioni delle quaro variabili. 114
117 APPENDICE B Descrizione delle variabili uilizzae nei daabase del 2000 e del 2011 Tav. b1 Vincoli 2000 Vincoli all aperura Abbassameno del limie superiore per gli esercizi di vicinao Abbassameno del limie inermedio per le medie sruure Abbassameno del limie superiore per le medie sruure comuni olre abiani Aumeno della dimensione minima a seconda del comune per GDO Limie superiore sabilio per le grandi sruure alimenari in caso di nuova aperura Riclassificazione dei comuni in sooclassi Vincolo sul numero di grandi sruure Vincolo sulla superficie di grandi sruure Livello di ingerenza della Regione per le medie sruure Vincolo di numero/superficie medie per le sruure Vincoli gesionali Misura della fascia oraria di aperura giornaliera N. ore massime di aperura giornaliera Assenza possibilià di aperura nourna N. giornae di aperura alla domenica =<12 Vincoli sugli orari nei comuni urisici, monani, cià d'are Duraa delle vendie di fine sagione 115
118 Tav. b2 Vincoli 2011 Vincoli all aperura Abbassameno del limie superiore per gli esercizi di vicinao Abbassameno del limie inermedio per le medie sruure Abbassameno del limie superiore per le medie sruure comuni olre abiani Aumeno della dimensione minima a seconda del comune per GDO Limie superiore sabilio per le grandi sruure alimenari in caso di nuova aperura Limie superiore sabilio per le grandi sruure alimenari in caso di ampliameno Riclassificazione dei Comuni in sooclassi Vincolo sul numero di grandi sruure Vincolo sulla superficie di grandi sruure Blocco normaivo e di fao sulle grandi sruure Livello di ingerenza della Regione per le medie sruure Vincolo di numero/superficie per le medie sruure Disposizioni che consenono aperure per ampliameno e non nuova aperura Vincoli gesionali Misura della fascia oraria di aperura giornaliera N. ore massime di aperura giornaliera Assenza possibilià di aperura nourna N. giornae di aperura alla domenica =<12 Vincoli sugli orari nei Comuni urisici, monani, cià d'are Duraa delle vendie per liquidazione =<6 seimane Frequenza delle vendie promozionali vincolaa Duraa delle vendie promozionali vincolaa Vincoli su ipologia/quanià merci nelle vendie promozionali Duraa delle vendie di fine sagione 116
119 Tav. b3 Vincoli all aperura: coefficieni riferii a ogni singola variabile e uilizzai per la cosruzione dell Indice (valori) VARIABILI Livello (1) Anno 2000 Anno 2011 Anno 2011s (2) Abbassameno limie superiore esercizi di vicinao Abbassameno limie inermedio medie sruure Abbassameno limie superiore edificabile medie sruure nei comuni olre 10 mila abiani Aumeno dimensione minima comuni per grandi sruure Limie superiore edificabile per grandi sruure alimenari per nuova aperura Limie superiore edificabile per grandi sruure alimenari per ampliameno Riclassificazione dei Comuni in sooclassi dimensionali Vincolo al numero di grandi sruure Vincolo alla superficie di grandi sruure Blocco normaivo e/o di fao all aperura di grandi sruure Livello ingerenza Regione nella regolamenazione medie sruure Vincolo numero/superficie medie sruure Disposizioni che favoriscono aperure per ampliameno 1 0,029-0,007-0, ,032 0,004-0, ,032 0,011 0, ,067 0,040 0, ,090 0,040 0, ,090-0,169-0, ,056-0,037-0, ,089 0,060 0, ,089 0,060 0, ,120 0,150 0, ,120-0,016-0, ,020-0,016-0, ,111 0,042 0, ,032-0,089-0, ,269-0,265-0, ,017 0, ,017 0, ,054-0,058 FALSE -0,149-0,086-0,095 TRUE 0,035 0,035 0,038 FALSE -0,055-0,028-0,031 TRUE 0,061 0,055 0,062 FALSE -0,148-0,014-0,026 TRUE 0,016 0,002 0,004 FALSE -0,020 TRUE 0,041 FALSE -0,033 0,0116 0,012 TRUE 0,053-0,007-0,007 FALSE -0,091 0,043 0,044 TRUE 0,056-0,026-0,027 FALSE -0,013-0,013 TRUE 0,010 0,010 Fone: nosre elaborazioni su normaiva regionale. (1) I re liv elli si rif eriscono a g radi d ecresceni di reg olamenazione. I c oefficieni so no sa i o enui p onderando il v alore nu merico i ndicao dalla normaiva per la radice quadraa dell indicaore GRrUrbB; il risulao è s ao p oi div iso in erzili. Se l indica ore è inv ece del ipo T RUE (v incolo esisene)/false (vincolo non esisene) non è saa applicaa alcuna ponderazione. (2) Normaiva nel 2011, nell ipoesi di assenza di norme di blocco all aperura di grandi sruure. 117
120 Vincoli gesionali: coefficieni riferii a ogni singola variabile e uilizzai per la cosruzione dell Indice (valori) Tav. b4 VARIABILI Livello (1) Anno 2000 Anno 2011 Fascia oraria di aperura giornaliera 1 0,015-0, ,015 0,007 Numero ore massime di aperura al giorno Assenza possibilià di aperura nourna Vincolo giornae di aperura alla domenica Vincoli orari Comuni urisici, monani, cià d are Duraa vendie liquidazione<= 6 seimane Frequenza vendie promozionali vincolaa Duraa vendie promozionali vincolaa Vincoli ipologia/quanià merci vendie promozionali Duraa vendie fine sagione 3-0,089 0, ,005-0, ,005-0, ,005 0,031 FALSE -0,077-0,053 TRUE 0,070 0,086 FALSE -0,105-0,072 TRUE 0,116 0,079 FALSE -0,100-0,092 TRUE 0,110 0,101 FALSE -0,068 TRUE 0,034 FALSE -0,084 TRUE 0,137 FALSE -0,063 TRUE 0,069 FALSE -0,052 TRUE 0, ,047-0, ,072-0, ,002 0,043 Fone: nosre elaborazioni. (1) I re livelli si riferiscono a gradi decresceni di regolamenazione, da inendersi come valori più elevai degli orari di aperura e della duraa delle vendie di fin e sagione. I co efficieni sono s ai o enui ponderando i l valore numeric o indi cao i n norma iva p er la r adice q uadraa dell indicaore GRrUrbB; il risulao è sao poi diviso in erzili. Se l indicaore è invece del ipo TRUE (vincolo esisene)/false (vincolo non esisene) non è saa applicaa alcuna ponderazione. 118
121 Tav. b5 Variabili per la cosruzione degli indici: vincoli all aperura e gesionali nel 2000 REGIONI Limie superiore esercizi vicinao Limie inermedi o medie sruure Limie sup. medie sruure comuni> ab. Dimensio ne minima comune per GD Vincoli aperura Vincoli gesionali Limie sup. per nuova aperura grande Riclass. Comuni sooclassi (1=sì; 0=no) Vincolo numero grandi sruure (1=sì; 0=no) Vincolo superficie grandi sruure (1=sì; 0=no) Ingerenza Regione su medie sruure (1=sì; 0=no) Vincolo N/sup. medie sruure (1=sì; 0=no) Fascia oraria aperura giornaliera N. ore massime aperura giornaliera Possibile aperura nourna (1=no; 0=sì) Giornae aperura dom. <=12 (1=sì; 0=no) Vincoli orari Comuni urisici, ecc. (1=sì; 0=no) Duraa vendie fine sagione Abruzzo Basilicaa Calabria Campania Emilia R Friuli Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemone Puglia Sardegna Sicilia Toscana Umbria Valle d'a Veneo P. A. Treno P. A. Bolzano Fone: elaborazioni su normaiva regionale, cfr. Appendice D. 119
122 Tav. b6 REGIONI Limie superiore esercizi Vicinao Limie inermedi o medie sruure Variabili per la cosruzione degli indici: vincoli all aperura nel 2011 Limie superiore medie sruure comuni olre 10 mila ab Dimensio ne minima comune per GD Limie superiore grandi sruure alimenari per nuova aperura Limie superiore ampliame n-o Riclass. Comuni in sooclassi (1=sì; 0=no) Vincolo numero grandi sruure (1=sì; 0=no) Vincolo superficie grandi sruure (1=sì; 0=no) Blocco normaivo e di fao grandi sruure (1=sì; 0=no) Livello ingerenza Regione per medie sruure (1=sì; 0=no) Vincolo N/sup. medie sruure (1=sì; 0=no) Disposizio ni a favore ampliame n- Ti (1=sì; 0=no) Abruzzo Basilicaa Calabria Campania Emilia-R Friuli Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemone Puglia Sardegna Sicilia Toscana Umbria Valle d'aosa Veneo P. A. Treno P. A. Bolzano Fone: elaborazioni su normaiva regionale, cfr. Appendice D. 120
123 Tav. b7 REGIONI Fascia oraria aperura giornaliera N. ore massime aperura giornaliera Variabili per la cosruzione degli indici: vincoli gesionali 2011 Assenza possibilià aperura nourna (1=sì/assene; 0=no/possibile) N. giornae aperura dom. <=12 (1=sì; 0=no) Vincoli orari Comuni urisici, monani, cià d'are (1=sì; 0=no) Duraa vendie liquidazione =<6 seimane (1=sì; 0=no) Frequenza vendie promozionali vincolaa (1=sì; 0=no) Duraa vendie promozionali vincolaa (1=sì; 0=no) Vincoli ipologia/quani à merci in vendie promozionali (1=sì; 0=no) Duraa vendie fine sagione Abruzzo Basilicaa Calabria Campania Emilia-R Friuli Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemone Puglia Sardegna Sicilia Toscana Umbria Valle d'aosa Veneo P. A. Treno P. A. Bolzano Fone: elaborazioni su normaiva regionale, cfr. Appendice D. 121
124 Fig. b1 Risulai in assenza di ponderazione: normaiva al 2000 e al 2011 in base alle norme comuni nei due anni considerai (valori) Indice Ap2000 vs Ge2000 Indice Ap2011_2000 vs Ge2011_2000 Ge EmiliaR Marche Abruzzo Piemone Lombardia Lazio Treno Puglia Calabria Basilicaa Campania Sicilia Veneo Umbria VDA Sardegna Molise Liguria Toscana Bolzano Friuli Ge2011_ Lazio EmiliaR Puglia Marche Lombardia Abruzzo Piemone Friuli Calabria Basilicaa Campania Umbria Molise Toscana Sardegna Veneo Liguria VDA Bolzano Treno Sicilia Ap2000 Ap2011_2000 Indice Ap2000 vs Ap2011_2000 Indice Ge2000 vs Ge2011_2000 Ap2011_ Sicilia Treno VDA Bolzano Veneo Liguria Sardegna Campania Basilicaa Molise CalabriaToscana Umbria Friuli Piemone Marche EmiliaRAbruzzo Lazio Puglia Lombardia Ge2011_ Bolzano Friuli Lombardia Toscana Treno Basilicaa Calabria Campania EmiliaR Veneo Puglia Umbria Sicilia VDA Piemone Sardegna Molise Liguria Marche Abruzzo Lazio Ap Ge2000 Fone: nosre elaborazioni. 122
125 Risulai in assenza di ponderazione: normaiva al 2011 (valori) Fig. b2 Indice Ap2011 vs Ge2011 Indice Ap2000 vs Ap2011 Ge Friuli Basilicaa Calabria Lazio EmiliaR MolisePuglia PiemoneSardegna Abruzzo Toscana Lombardia Campania Marche Umbria Treno VDA Liguria Sicilia Veneo Bolzano Ap Veneo Sicilia VDA Bolzano LiguriaTreno Umbria Marche Campania Puglia Sardegna CalabriaMolise Basilicaa Lombardia Lazio EmiliaR Piemone Abruzzo Toscana Friuli Ap Ap2000 Indice Ge2000 vs Ge2011 Indice Ap2000 vs ApS2011 Ge Bolzano Friuli Toscana Lombardia Basilicaa Calabria Campania Sicilia Umbria Treno VDA EmiliaR Molise Veneo Puglia Piemone Sardegna Liguria Abruzzo Marche Lazio ApS Marche EmiliaRAbruzzo Piemone Lombardia Lazio Veneo Bolzano Treno Liguria Campania Sardegna Puglia Molise Calabria Basilicaa Umbria Toscana VDA Sicilia Friuli Ge Ap2000 Fone: nosre elaborazioni. 123
126 APPENDICE C Definizioni e formule Al fine di oenere le saisiche relaive alla rigidià dei prezzi, sono sae cosruie alcune variabili dicoomiche basae sulle raieorie di prezzo a livello di singolo prodoo elemenare (Dhyne e al., 2006). Sia il prezzo del prodoo i, venduo nella regione j, al empo. Si definisce: P i, j, 1 se Pi,j, epi,j,1 sono enrambi osservai x i, j, (C.1) 0 se Pi,j, esise ma Pi,j,1 non èosservao 1 se Pi,j, /Pi,j,1 1 s yi, j, (C.2) 0 alrimeni dove s indica una soglia di variazione percenuale del prezzo. In modo analogo, si definiscono gli indicaori relaivi alle variazioni posiive e negaive di prezzo: 1 se (Pi,j, /Pi,j,1 1) s y1i, j, (C.3) 0 alrimeni 1 se (Pi,j, /Pi,j,1 1) s y2i, j, (C.4) 0 alrimeni Sulla base di ali variabili sono sae calcolae le saisiche relaive alla rigidià dei prezzi. In paricolare, la frequenza delle variazioni di prezzo è oenua nel seguene modo: 2 Fi, j (C.5) x 2 2 i j 2 y y i, j, i, j, 1i, j, F, (C.6) x 2 i j 2 y i, j, 2i, j, F, (C.7) x i, j, 124
127 La duraa implicia media è oenua inverendo la frequenza delle variazioni di prezzo in base alla seguene formula: j i j i F T,, 1 (C.8) dove la duraa media,, e la frequenza di variazione dei prezzi,, sono espresse nella sessa unià di empo corrispondene all inervallo al quale si riferiscono i prezzi. Nel caso in cui i dai non siano nella frequenza base, come quando si uilizzano dai a cadenza mensile o bimesrale, poiché i prezzi porebbero cambiare in ogni isane di empo ra le 2 dae di osservazione, la duraa implicia media è calcolaa in base alla seguene formula: j i T, j i F, j i j i F T,, ln 1 1 (C.9) Infine, la variazione media degli incremeni e quella dei decremeni di prezzo, espresse in ermini percenuali, sono rispeivamene pari a: j i j i j i j i j i y P P y,,,,,,,,, ) ln (ln (C.10) j i j i j i j i j i y P P y,,,,,,,,, ) ln (ln (C.11) 125
128 APPENDICE D ASPETTI PRINCIPALI DELLA NORMATIVA REGIONALE SUL SETTORE DISTRIBUTIVO 1 (Informazioni aggiornae al 31 dicembre 2011) ABRUZZO: (L.R.22/99; L.R.102/00; L.R. 15/01; L.R. 37/01; L.R. 34/07; L.R. 36/07; L.R. 38/07; L.R. 11/08) La L.R. 11/2008, pur sancendo di aver recepio i principi della normaiva nazionale, di fao aua una liberalizzazione solo parziale. Coninuano a essere sabilii degli obieivi di sviluppo quaniaivo per le grandi sruure di vendia; vengono fissai dei limii superiori di superficie per le sesse, menre le medie sruure vengono riparie in re classi dimensionali, applicando alle due classi superiori crieri e sandard urbanisici analoghi a quelli richiesi per le grandi sruure. Il raccordo con la pianificazione urbanisica avviene solo a livello comunale (menre non è previso a livello regionale e/o inermedio provinciale) e i Comuni devono obbligaoriamene recepire i parameri in maeria, sabilii dalla normaiva regionale in modo punuale e deagliao. Devono inolre individuare all inerno del proprio erriorio aree specifiche per la localizzazione delle medie e grandi sruure di vendia. È previso per i Comuni l obbligo del conesuale rilascio dell auorizzazione commerciale con la concessione edilizia. Aspei più innovaivi sono: a) la definizione ra gli insediameni commerciali di nuove ipologie non previse in alre normaive regionali, come i parchi commerciali (aggregazioni di re o più esercizi commerciali di grandi dimensioni siuai anche in edifici disini, che si disinguono dai cenri commerciali, in cui è richiesa una sola sruura di medie o grandi dimensioni), i facory oule cener (pur sabilendo per quesi una definizione molo resriiva) e i cenri commerciali naurali per la valorizzazione dei cenri sorici e urbani; b) la previsione di un meccanismo di cadenza semesrale nella presenazione e isruoria delle domande per l aperura o l ampliameno di grande sruure di vendia, consenendo in queso modo un esame comparao di iniziaive commerciali diverse. Sono sabilii due ermini semesrali per la presenazione delle domande e la successiva convocazione della Conferenza dei Servizi; l auorizzazione o il diniego devono essere concessi enro 1 Legenda: GSV= grandi sruure di vendia (superficie di vendia superiore a e mq., rispeivamene, nei Comuni con meno e più di abiani); MSV= medie sruure di vendia (superficie di vendia compresa ra e mq, rispeivamene, nei Comuni con meno e più di abiani). D.Lgs.=Decreo legislaivo; L.R.=Legge regionale; L.P.=Legge provinciale; D.C.R.=Deliberazione del Consiglio Regionale; D.G.R.=Deliberazione della Giuna Regionale; D.G.P.=Deliberazione della Giuna Provinciale; D.P.G.R.=Decreo del Presidene della Giuna Regionale; D.P.G.P.=Decreo del Presidene della Giuna Provinciale; D.P.=Decreo Presidenziale; D.P.C.M.=Decreo Presidene Consiglio dei Minisri; D.A.=Decreo dell Assessore; R.R.=Regolameno Regionale; D.D.R.=Decreo Direore regionale; Circ.=Circolare; Delib.Ass.Legi.=Delibera assemblea legislaiva. 126
129 gg. dalla prima riunione della Conferenza. GSV: Programmazione di ipo quaniaivo. La precedene normaiva individuava dei bacini errioriali enro cui erano consenii i nuovi insediameni della GDO, secondo assaivi parameri numerici: a) possibilià di aperura di 5 grandi sruure di vendia di mq al massimo, una per ogni area errioriale; b) concenrazione di puni vendia esiseni (nei Comuni con più di abiani concenrazione di almeno 20 puni vendia con superficie massima di mq.; nei Comuni con meno di abiani almeno 10 puni vendia e superficie massima di mq); c) accorpameni di esercizi di vicinao (minimo 12 esercizi e superficie massima pari a mq). La L.R. 11/08 supera la definizione di un obieivo per ognuna delle see aree errioriali del Quadro di Riferimeno Regionale in cui è suddiviso il erriorio, ma maniene un obieivo complessivo a livello regionale. In paricolare, per le grandi sruure non alimenari o mise il coningene disponibile a livello regionale è pari a mq.; per le grandi sruure alimenari o mise è possibile, ai fini di una razionalizzazione della ree disribuiva, l aperura di un nuovo puno vendia solo per accorpameno (se si raa di esercizi di vicinao è richieso un minimo di 16 puni vendia, aivi da almeno 3 anni, con una superficie massima di mq) o concenrazione di esercizi già esiseni ed operani da almeno re anni (almeno 16 con una superficie massima di mq nei Comuni con più di abiani; almeno 8 con una superficie massima di mq per i Comuni più piccoli). Il limie superiore per ogni esercizio, di norma fissao in mq., può essere elevao a nei casi di caegorie merceologiche a grande fabbisogno di superficie. MSV: Le medie sruure vengono classificae in re gruppi dimensionali, a sua vola disini in relazione alla dimensione del Comune (superiore o inferiore ai abiani). I crieri auorizzaivi non hanno subio nel empo significaivi cambiameni; non sono fissai dei coningeni numerici ed è consenia l aperura per nuova auorizzazione, per ampliameno e per accorpameno di un minimo di 4 esercizi preesiseni, aivi da almeno 3 anni. Offera di vendia: le vendie di liquidazione possono essere effeuae in qualsiasi momeno dell anno (ranne nei 30 giorni anecedeni i saldi e il Naale per quelle finalizzae al rinnovo locali), per una sola vola e per una duraa massima di sei seimane. Le vendie di fine sagione possono essere fae solo in due periodi dell anno per una duraa massima di 60 gg. per periodo. Le vendie promozionali possono essere fae senza limiazioni di numero, ranne nei 30 gg. anecedeni i saldi, e non possono superare il 20 per ceno delle referenze preseni nel puno vendia. Comuni urisici e orari: La L.R. del 2008 definisce i Comuni a prevalene economia urisica come quelli ricadeni all inerno di Parchi nazionali e regionali o Comuni limirofi enro un raggio di 20 Km e i Comuni monani; vengono inolre definie le Cià d are e i Comuni di ineresse sorico-culurale. È previsa l aperura dalle ore 7 alle 22 per un massimo di 13 ore giornaliere; i Comuni possono però esendere ali fasce dalle 5 fino alle 24 e per paricolari esigenze consenire l anicipo dell aperura mauina o l aperura nourna. La chiusura di mezza giornaa infraseimanale è facolaiva; sono possibili al massimo 32 giornae di aperura domenicale o fesiva, in base a quano deliberao da ogni singolo Comune, ranne che in giorni di fesivià espressamene elencae dalla normaiva regionale. Non esise invece alcun vincolo all aperura domenicale e fesiva per gli esercizi di vicinao siuai in Comunià monane, Comuni monani e per i cenri polifunzionali ovunque ubicai. BASILICATA: (L.R.19/99; L.R.16/00; L.R.23/08; L.R.42/09) La L.R. 23/2008 modifica in modo molo marginale le disposizioni conenue nella precedene L.R. 19/99, manenendo un imposazione sreamene basaa su parameri quaniaivi. Il erriorio regionale è suddiviso in 6 aree graviazionali, definie sulla base di parameri relaivi all accessibilià e facilià di collegameno e di legami di naura economica; le aree graviazionali cosiuiscono la base per fissare dei limii di sviluppo e dimensione massima per le grandi sruure di vendia. Anche i Comuni sono riparii in 4 soogruppi, in relazione ad alcuni parameri socio-demografici e alla densià di esercizi commerciali e di unià locali in ui i seori; la classificazione dei Comuni è funzionale alla 127
130 definizione degli obieivi massimi di sviluppo e alla dimensione massima delle medie sruure di vendia. È invece eliminaa l uleriore disaggregazione delle medie sruure in due soogruppi dimensionali; sono manenui vincoli molo sringeni in maeria di doazione di parcheggi per medie e soprauo grandi sruure di vendia (fino a 3 mq di parcheggio per ogni mq di superficie per le sruure di olre mq). L aperura di un puno vendia ramie accorpameno o concenrazione di esercizi già esiseni viene sempre concessa (cosiuisce ao dovuo) nel numero massimo di 1 per Comune; viene richieso il reimpiego degli addei; gli esercizi accorpai devono essere operaivi da almeno 5 anni; non cosiuisce mai un ao dovuo nel caso dei Comuni classificai nel quaro livello (ossia i Comuni più piccoli, con meno di abiani). GSV: La programmazione coninua a essere di ipo quaniaivo. La prima applicazione normaiva prevedeva la possibilià, per i primi re anni dal recepimeno del decreo, di auorizzazione di 3 esercizi non alimenari con ciascuno superficie massima pari a mq.; fissava inolre la superficie oale auorizzabile per il comparo alimenare o miso e per il seore non alimenare. La L.R. 23/08 coninua a fare riferimeno agli obieivi di presenza e sviluppo precedeni, prevedendo: per le sruure alimenari e mise, un coningene massimo di superficie compreso ra i e i in 4 delle 6 aree graviazionali in cui è suddiviso il erriorio; per le sruure non alimenari, la possibilià di insediameno di re sruure di superficie massima di mq, in 3 delle sei are graviazionali, arrivando anche a individuare i Comuni dove è possibile (ma non obbligaoria) la localizzazione. MSV: Sono posi dei vincoli molo sringeni anche allo sviluppo di medie sruure di vendia. I Comuni devono redigere un piano commerciale, da rivedere almeno una vola ogni re anni, in cui deerminano per singola zona del proprio erriorio e disinamene ra seore alimenare o miso e non alimenare, il numero delle medie sruure di vendia di nuova realizzazione o derivani da ampliameno di sruure esiseni; il numero viene fissao sulla base del rapporo ra la sommaoria delle superfici di vendia degli esercizi di vicinao e la sommaoria delle superfici di vendia delle medie sruure, che non deve essere inferiore a 1,5. Nei primi re anni di applicazione della normaiva il limie dimensionale inferiore per le MSV era sao equiparao, sia nei comuni con meno di abiani sia in quelli più grandi, alla soglia più bassa di 150 mq Per i primi due anni era sao inolre concesso ai Comuni la facolà di sospendere o inibire gli effei della sola comunicazione all aperura degli esercizi di vicinao. Offera di vendia: le vendie di liquidazione possono essere effeuae in qualsiasi momeno dell anno (ranne nei 30 giorni anecedeni i saldi), per una duraa massima di sei seimane fino a 13 seimane nel solo caso di cessazione aivià. Le vendie di fine sagione possono essere fae solo in due periodi dell anno espressamene sabilii per legge (dal 7 gennaio al 7 marzo e dal 7 luglio al 7 seembre). Le vendie promozionali non erano previse nella legge 19/99; vengono disciplinae solo dalla L.R. 23/08, che sabilisce che possono essere effeuae per ui o pare dei prodoi raai e per periodi di empo limiai (la cui duraa non è specificaa); non possono essere effeuae nei periodi di vendie di fine sagione, nei 30 giorni anecedeni le sesse e nel mese di dicembre. Comuni urisici e orari: sono espressamene elencai i Comuni definii cià d are o urisici, i quali possono individuare zone del erriorio e periodi di maggiore afflusso urisico per ciascun anno, durane i quali possono eserciare le facolà alla maggiore aperura previse dal D.Lgs. 114/98; la L.R. 23/08 esende ale facolà anche i Comuni compresi nel primo livello di servizio (7 comuni, essenzialmene i più grandi, definii capoarea). CALABRIA: (L.R.17/99; D.G.R.3418/99; Circ.87-5/99; D.C.R.407/00; D.C.R.408/00; D.C.R.409/00; D.G.R.238/00; D.G.R.307/00; D.G.R.309/00; D.C.R.57/01; D.G.R.546/01; D.G.R.588/01; D.G.R.1015/01; D.G.R.220/02) La L.R. 17/99 rappresena aualmene la normaiva di riferimeno; coniene disposizioni quaniaive vincolani nei confroni dello sviluppo sia di grandi sia di medie sruure di vendia. Le disposizioni di auazione hanno duraa di quaro anni, allo scadere dei quali possono essere sosiuie da una nuova 128
131 deerminazione del Consiglio regionale; in assenza, vengono auomaicamene prorogae. La L.R.17/99 riparisce il erriorio regionale in 17 aree sovra comunali di graviazione commerciale configurabili come unico bacino d uenza; a ognuna di quese viene aribuio un puneggio disinamene per ipologia di puno vendia, uilizzabili come disponibilià per l aperura di nuovi insediameni. I Comuni sono divisi in 4 classi (fino ai abiani; da 3 a 10 mila; da 10 a 50 mila; olre 50 mila). Il rilascio dell auorizzazione edilizia non è conesuale a quella amminisraiva, ma deve avvenire enro 60 giorni. GSV: Sono individuae sooclassi per le diverse ipologie di formai, uleriormene riparie ra alimenari e non, e diverse ipologie di Comuni per i quali sono definie le compaibilià rispeo alle varie sruure di vendia (non è consenia l aperura di una grande sruura di qualsiasi ipo nei comuni con meno di abiani, ranne nel caso di sruure localizzae vicino a uno svincolo auosradale o alra via che ne ampli noevolmene il bacino di uenza). Per ciascuna delle 17 aree sovra comunali viene definio il numero massimo di auorizzazioni rilasciabili (27 in quaro anni; le ulime 5 sono sae auorizzae nel 2003; nel 2004 dovevano essere approvai i nuovi indirizzi e crieri di programmazione delle medie e grandi sruure; a marzo 2005 il Consiglio non vi aveva ancora provveduo, deerminando di fao l impossibilià all aperura di nuove GSV); le nuove grandi sruure, se classificae di dimensione superiore, non possono comunque superare i mq se cenri commerciali e gli mq se sruure singole e possono essere apere solo nei comuni con più di abiani (se alimenari) o con più di (se non alimenari). MSV: Non è previso un numero massimo di sruure auorizzabili, ma la creazione di sooclassi di medie superfici e l individuazione di compaibilià per il loro insediameno a seconda della dimensione dei cenri urbani e dell area sovra-comunale di apparenenza, deerminano qualche limiazione. I piani commerciali dei Comuni per le medie sruure vanno definii sulla base di specifici indirizzi regionali; in caso di inadempienza dei comuni vi provvede in via sosiuiva la Regione. È di norma sempre concessa l aperura o l ampliameno di una media sruura ramie accorpameno o concenrazione di esercizi già esiseni (più permissiva rispeo ad alre normaive). Enro il 30 giugno 2004 dovevano essere predisposi i piani commerciali dei Comuni delle 17 aree di graviazione commerciale, che erano sai commissariai nel 2002 in quano inadempieni nella ricognizione delle caraerisiche della locale ree disribuiva. Per un periodo iniziale delimiao è sao inolre concesso ai Comuni di sospendere o inibire gli effei della comunicazione all aperura degli esercizi di vicinao. Offera di vendia: la L.R. 17/99 disciplina solo le vendie di liquidazione e i saldi. Le vendie di liquidazione possono essere effeuae in qualsiasi momeno dell anno (ranne nei 30 giorni anecedeni i saldi e nel mese di dicembre), per una duraa massima di sei seimane e occorre darne comunicazione al Comune almeno 15 giorni prima della daa in cui deve averne inizio. Le vendie di fine sagione possono essere fae solo in due periodi dell anno espressamene sabilii per legge e molo risrei (prima decade di luglio e di gennaio); possono riguardare solo alune ipologie di beni espressamene elencae per legge (salva la facolà del Comune di ampliare ale elenco) e deve esserne daa comunicazione al Comune almeno 5 giorni prima. Le vendie promozionali non erano previse nella legge 17/99. Comuni urisici e orari: i Comuni per poer essere definii urisici devono presenare apposia isanza alla Giuna regionale dimosrando la sussisenza di alcuni parameri definii per legge e relaivi sia alla domanda sia all offera urisica. CAMPANIA: (L.R.1/00; L.R.13/03; L.R.12/04; D.G.R.2243/99; D.G.R.4192/00; Circ.713/00; D.G.R.6847/01; D.G.R.6955/01; D.G.R.7152/01; D.G.R.199/02; D.G.R.4474/02; D.G.R.2072/03; D.G.R.18/10) Il riferimeno normaivo è ancora rappresenao dalla L.R.1/00. Quesa segue una programmazione quaniaiva, con coningeni di superficie calcolai con cadenza biennale. Il erriorio regionale è suddiviso in 14 aree sovra comunali di graviazione commerciale configurabili come unico bacino d uenza (l area di Napoli è uleriormene suddivisa in re sooaree). I Comuni vengono divisi in 5 129
132 classi (fino ai abiani; da 3 a 10 mila; da 10 a 30 mila; da 30 a 50 mila; olre 50 mila). Sia le medie sia le grandi sruure di vendia devono essere localizzae in aree che soddisfino deerminai requisii in maeria di infrasruure e di viabilià; con circolari successive è saa precisaa la disinzione ra variane degli srumeni urbanisici generali e mero adeguameno degli sessi. Nel secondo caso, il Comune deve semplicemene individuare le aree in cui è possibile una localizzazione commerciale (rienrano in ale ambio anche le aree o gli edifici già uilizzai per aivià produive, sane la sosanziale assimilazione ra aivià commerciale e produiva); nel caso di variane, ossia di sruure che comporano modifiche dei volumi e/o delle desinazioni d uso delle aree e/o edifici, occorre l esame della Conferenza dei servizi e la successiva raifica del Consiglio comunale. Il rilascio della concessione edilizia è sempre conesuale a quella commerciale, quando previsa. GSV: Vengono fissai dei limii dimensionali superiori per singola sruura (5.000 mq per quelle alimenari o mise e per quelle non alimenari); viene sabilia la superficie oale disponibile a livello regionale, riparia per singola area, fissaa inizialmene fino a gennaio 2002 (allegao C della legge), è previso che venga rivisa ogni due anni. Nel 2002, la revisione di ali parameri aveva porao all adozione di condizioni di ammissibilià molo complesse, basae su re indici: Indice di servizio (di compeenza regionale); Indice di viabilià (di compeenza provinciale); Indice relaivo alla qualià del progeo (di compeenza comunale). A ogni indice erano associai al massimo 4 puni e in generale per l ammissibilià delle richiese alla Conferenza dei servizi, devono essere oalizzai almeno 9 puni; condizioni meno sringeni erano richiese per le sruure minori, per quelle non alimenari e nel caso di ampliameno. A frone di ali crieri, molo più complessi e vincolani (DGR. 199/02), il TAR di Salerno e di Napoli hanno sospeso l efficacia di dea delibera e ali ordinanze sono sae confermae dal Consiglio di Sao; la Giuna Regionale, a giugno 2003, ha riviso, semplificandolo, il DGR. 199/02 procedendo esclusivamene alla deerminazione della superficie massima oale ammissibile per area. I Cenri commerciali, al fine del rilascio delle auorizzazioni, sono classificai in 4 caegorie disine, in relazione al numero di esercizi in essi preseni e alla dimensione massima superiore; la superficie occupaa dagli esercizi di vicinao non più mai essere inferiore al 40 per ceno della superficie oale. MSV: Viene inrodoa un uleriore sooclasse, disina per dimensione del comune e ipologia del puno vendia (alimenari o misi e non alimenari). Ai Comuni spea adoare uno specifico srumeno d inerveno, per il conrollo del numero e della merceologia delle nuove sruure; ale srumeno disciplina anche l'aperura, l'ampliameno merceologico, o di superficie, il rasferimeno e quano non definio dal D.Lgs. 114/98; è sempre consenio l accorpameno o la concenrazione di puni vendia esiseni da almeno re anni, al fine della creazione di una media sruura della classe inferiore (fino a 900 o a mq, in relazione alla dimensione del Comune). La compaibilià errioriale sabilia in base a abelle e la richiesa di redazione di un apposio srumeno di inerveno riducono la liberà decisionale dei Comuni. Offera di vendia: la L.R. 1/00 sabilisce che le vendie di liquidazione possono essere effeuae per una duraa massima di sei seimane (elevabili a redici nel caso di cessione, rasferimeno, cessazione o chiusura); non possono essere effeuae nel mese di dicembre e nei quarana giorni anecedeni e successivi ai saldi di fine sagione (ranne nel caso di vendie di liquidazione per cessione di aivià). Occorre darne comunicazione al Comune almeno 15 giorni prima dell inizio, specificandone anche la duraa; dopo la conclusione il Comune verifica la realizzazione di quano dichiarao dall ineressao e se del caso applica le sanzioni previse. Le vendie di fine sagione possono essere fae solo in due periodi dell anno, individuai dal Comune. Le vendie promozionali possono essere fae per un periodo massimo di 4 seimane e possono riguardare esclusivamene il seore exralimenare specializzao. Comuni urisici e orari: ai Comuni cosieri è riconosciua la naura di economia urisica per il periodo dal 1 maggio al 30 seembre, salvo la possibilià di ampliameno del periodo da pare del singolo Comune; a quelli della cosiera Amalfiana-Sorrenina è riconosciua la naura urisica per uo l anno; alri Comuni possono avanzare richiesa di riconoscimeno della naura urisica o di cià d are alla Giuna regionale. In ogni caso è fao salvo il dirio all aperura per 13 ore e per alcuni prodoi (pase alimenari, laicini e pesce) è sempre consenia l aperura domenicale e fesiva. 130
133 EMILIA-ROMAGNA: (L.R.14/99; L.R.6/07; D.G.R.478/99; D.G.R.479/99; D.C.R. 1253/99; D.G.R.1710/99; D.G.R.1732/99; D.G.R.1800/99; D.C.R.1410/00; D.G.R.2276/99; D.C.R.344/02; D.G.R.480/03; D.C.R.653/05; D.G.R.2164/07; D.C.R.155/08) La L.R. 6/07 ha modificao in modo marginale e solo per alcuni aspei le disposizioni conenue nella L.R.14/99, che rappresena ancora la normaiva di riferimeno. Quesa si basa su di un ampio coinvolgimeno delle Province, a cui è demandao il compio di definire un Piano errioriale di coordinameno provinciale (PTCP), volo a individuare gli ambii errioriali sovra-comunali rilevani ai fini della programmazione commerciale. In ale ambio i Comuni devono poi definire dei Piani Operaivi Comunali (POC) come srumeno di auazione della pianificazione. La doazione di parcheggi richiesa varia da un minimo inferiore a 1:1 rispeo alla superficie di vendia fino a un massimo di 3 a 1. Nel caso di iniziaive endeni all ammodernameno e qualificazione della ree preesisene, esise la possibilià di moneizzare in misura parziale o oale le doazioni richiese in maeria di parcheggi e di verde pubblico. L emanazione del provvedimeno di concessione edilizia è successivo e, ove possibile, conesuale, al rilascio dell auorizzazione di aperura. GSV: Con deliberazione consiliare vengono definii sia i crieri relaivi alle scele urbanisiche e di programmazione a livello provinciale e comunale, sia i crieri relaivi alle scele auorizzaive in sede di Conferenza dei servizi; ali crieri limiano l insediameno di nuove grandi sruure e di cenri commerciali superiori in aree definie. Vengono inolre richiese valuazioni d impao molo approfondie (ambienali, sulla mobilià e sulla ree commerciale preesisene), che devono essere allegae alla richiesa di auorizzazione. La Giuna regionale, con propria delibera (1410/00) ha inrodoo dei limii di superficie, sia a livello di area sia di singola ipologia. In paricolare, è previsa la precedenza in favore di progei di riqualificazione e riorganizzazione di sruure esiseni; per le nuove sruure il consumo di nuovo erriorio deve essere conenuo enro un limie massimo d incremeno dello 0,5 e dell 1,5 per ceno del erriorio urbanizzao della provincia e del comune. È inolre sabilio che nei propri piani errioriali la Provincia debba sabilire un incremeno massimo, da rivedere ogni 3 o al massimo 5 anni, sia delle grandi sruure disine per classe dimensionale e alimenare e non alimenare, sia della doazione di superficie di vendia ogni 1000 abiani. Le grandi sruure sono inolre riclassificae in inferiori e superiori, con vincoli più sringeni per quese ulime. Nel 2003 sono sae semplificae alcune procedure amminisraive per i cenri commerciali; in paricolare, nel caso di modifiche dell aricolazione della superficie inerna ra esercizi, senza cambiameni della superficie complessiva e delle ipologie di esercizi commerciali, è sufficiene la sola comunicazione al Comune. MSV: Parziale ingerenza nelle scele comunali deriva dalla definizione per legge sia degli indirizzi generali per l insediameno delle aivià commerciali sia delle loro modalià di auazione (definizione dei crieri di pianificazione errioriale e urbanisica e delle aree idonee per la localizzazione di sruure di vendia). Su ale base, ai Comuni viene poi richiesa la predisposizione di Piani comunali operaivi del commercio. Le medie sruure vengono disine in due sooclassi (fino a 800 o a 1500 mq), in relazione alla dimensione del Comune. Cosiuisce ao dovuo la concessione di auorizzazione all aperura di una media sruura, di dimensione inferiore a 1500 mq nei comuni con olre abiani e a 800 mq negli alri casi, se derivane dalla concenrazione o accorpameno di almeno quaro esercizi di vicinao, con la garanzia di reimpiego del personale. A febbraio 2005 sono sae approvae nuove disposizioni sui Parchi commerciali cosiui da medie sruure e sulle gallerie commerciali urbane; è previso che anche nel caso in cui l aggregao nel suo complesso superi le dimensioni previse per le medie sruure, la valuazione complessiva va effeuaa solo al fine del rispeo degli sandard urbanisici e non anche ai fini auorizzaivi (non va cioè aivaa la Conferenza dei Servizi). Offera di vendia: la L.R. 14/99 e successive modifiche sabilisce che le vendie di liquidazione possono essere effeuae per una duraa massima di sei seimane e non nel mese di dicembre; sono invece sempre possibili e per un periodo massimo di redici seimane nel caso di cessione, rasferimeno, cessazione o chiusura dell aivià. Occorre darne comunicazione al Comune almeno 15 giorni prima dell inizio, specificandone la duraa e il moivo Le vendie di fine sagione possono essere fae solo in due periodi dell anno, individuai dal Comune (dal primo sabao di gennaio al primo 131
134 sabao di marzo; dal primo sabao di luglio al primo sabao di seembre). Le vendie promozionali possono essere effeuae in qualsiasi periodo dell anno (senza limiazioni nel periodo anecedene i saldi come previso in alre normaive regionali). Comuni urisici e orari: la Giuna regionale individua i Comuni a economia prevalenemene urisica e le cià d are, prevedendo inolre che le maggiori possibilià di aperura si applichino, di norma, alle sole pari del erriorio comunale in cui ali caraerisiche appaiono effeivamene rilevani. La Giuna ha inolre definio che nei giorni di fesivià civile e religiosa la possibilià di aperura non si applica neppure ai comuni urisici e alle cià d are, salva la possibilià per i comuni caraerizzai da rilevani flussi urisici o da progei di valorizzazione commerciale di derogare a ale divieo. FRIULI VENEZIA GIULIA: (L.R.8/99; L.R.13/00; L.R.29/05; L.R.7/07; L.R.13/08; D.G.R.1717/99; D.P.R.138/03; D.P.G.R.69/07; D.P.G.R.368/07) L iniziale progeo di legge era sao censurao in sede di conrollo governaivo, poiché rienuo incoerene con i principi del decreo 114/98 (fissava parameri e indici numerici molo sringeni per l individuazione delle superfici auorizzabili per le medie e grandi sruure di vendia); la legge approvaa definiivamene nel 1999 ha accolo solo in pare ali rilievi, manenendo i vincoli inizialmene previsi e limiandosi a specificarne le moivazioni; ha riclassificao le ipologie disribuive, abbassando i limii di superficie (fino a 100 mq esercizi di vicinao; da 100 a 800 mq medie sruure; da 800 a 1500 mq grandi sruure, inclusi di cenri commerciali). La L.R. 29/05 ha riviso ale classificazione, elevando la superficie degli esercizi di vicinao a 250 mq.; classificando le medie sruure nella classe dai 250 ai mq e le grandi olre i 1500, senza porre un limie superiore. GSV: Sia la precedene normaiva sia quella auale fissano, sulla base di indici di equilibrio commerciale sabilii con decreo del Presidene della Regione e da aggiornare ogni biennio, la superficie massima auorizzabile per grandi sruure con superficie inferiore ai mq Ai Comuni che vogliano auorizzare ali sruure viene richiesa la redazione di un Piano di seore del commercio a inegrazione degli srumeni urbanisici comunali, in cui vengono individuae aree specifiche per l insediameno e il numero delle auorizzazioni rilasciabili nei diversi seori merceologici. I crieri per l auorizzazione di puni vendia di dimensione superiore ai mq sono sabilii in un disino Piano per la grande disribuzione, che definisce anche le aree poenzialmene idonee all insediameno di ali sruure di vendia. La prima normaiva del 1999 subordinava l applicazione delle nuove disposizioni all adozione di un Regolameno di auazione; ale regolameno è sao adoao solo a maggio 2003, prevedendo inolre un ermine di sei mesi per i Comuni per adeguare i propri srumeni urbanisici; fino a ale daa (fine 2003) hanno coninuao ad adoarsi le vecchie disposizioni; inolre, nel caso in cui i Comuni non vi avessero provveduo nel ermine di sei mesi, era fao divieo all aperura di medie e grandi sruure di vendia. MSV: per le medie sruure fino a 400 mq è previsa la sola denuncia di inizio aivià al Comune, senza vincoli specifici; per le sruure superiori a 400 mq invece vengono definii ogni due anni per legge dei parameri quaniaivi per il loro sviluppo, disinamene ra seore alimenare e non, che devono essere recepii dai singoli Comuni nelle proprie normaive. Sono consenii ampliameni di medie sruure fino al 50 per ceno di quella iniziale ed enro il limie massimo di 1500 mq.; ampliameni superiori al 50 per ceno, ranne nei casi in cui derivi da concenrazione di esercizi esiseni e sono considerai come nuova auorizzazione. Offera di vendia: le vendie di liquidazione possono essere effeuae durane uo l anno, per una duraa massima di redici seimane. Nel caso di cessione o cessazione non può essere riavviaa l aivià nello sesso locale e seore merceologico prima di un anno; nel caso di rinnovo dei locali o dell arezzaura, queso deve ineressare non meno del 60 per ceno del oale. Occorre darne 132
135 comunicazione al Comune almeno 15 giorni prima dell inizio, documenandone il moivo ed elencando analiicamene le merci che ne saranno ineressae, con il relaivo prezzo d origine e il ribasso praicao. Le vendie di fine sagione possono essere fae solo in due periodi dell anno, individuai dal Comune e relaivamene esesi (dal 3 gennaio al 31 marzo; dal primo sabao di luglio al 30 seembre). Le vendie promozionali possono essere effeuae per periodi di empo limiai deerminai a facolà dell esercene. Comuni urisici e orari: In generale gli esercizi possono rimanere aperi dalle ore 5 alle 23, per un massimo di redici ore giornaliere. I Comuni possono modificare la fascia oraria di aperura e auorizzare gli esercizi di vicinao nei cenri sorici all aperura anche per 24 ore consecuive. Fae salve alcune fesivià specificamene individuae, ui gli esercizi possono derogare all obbligo di chiusura domenicale nel mese di dicembre e fino a un massimo di alre 25 giornae. Nei Comuni a economia prevalenemene urisica, specificamene individuai, gli eserceni sono liberi di deerminare gli orari e i giorni di aperura; ale disposizione si applica anche nei confroni degli esercizi al deaglio localizzai nei cenri sorici e agli esercizi singoli (non localizzai in un cenro commerciale) di superficie inferiore ai 400 mq LAZIO: (L.R.33/99; L.R.17/00; L.R.12/01; L.R.4/06; L.R.19/08; D.G.R.576/99; D.G.R.563/99; D.G.R.247/00; D.G.R.812/00; D.G.R.2335/00; D.C.R.82/01; D.C.R.83/01; D.C.R. 131/2002; D.G.R.288/02; Circolare 175/10) Il documeno programmaico regionale, che ha duraa di 3 anni, definisce gli indirizzi generali per l insediameno delle aivià commerciali, sulla base anche delle caraerisiche degli ambii errioriali in cui viene suddiviso il erriorio regionale. Tale documeno fissa gli indici di presenza e sviluppo per le medie e le grandi sruure di vendia, riferii a ciascun ambio errioriale, da uilizzare da pare dei Comuni nel riennio di validià del documeno; l ulimo e unico documeno programmaico adoao risale al 2002 e aveva duraa fino al 2005; successivamene non sono sai definii nuovi indici di sviluppo per medie e grandi sruure. È sempre concessa l aperura di un esercizio di superficie inferiore ai mq in caso di concenrazione o di accorpameno di esercizi di vicinao. Il documeno programmaico regionale considera anche il caso di una grande sruura che a seguio di riduzione di superficie si rasforma in una media (è comunque soggea ad auorizzazione ma non agli indici di sviluppo). La superficie liberaa non compora recupero della disponibilià degli indici; analoga disposizione vale nel caso di ridimensionameno di un cenro commerciale. Nella caegoria degli esercizi di vicinao vengono anche inclusi i servizi commerciali polifunzionali, poendo avere una superficie complessiva non superiore ai 250 mq nei comuni con meno di 3000 abiani. La doazione di parcheggi è fissaa in un rapporo minimo di 1:1 per le medie sruure e di 2:1 per le grandi. GSV: Vengono disini in varie soocaegorie: a) fino a mq (limie massimo per il comparo alimenare o miso); b) fino a mq solo per la vendia di prodoi non alimenari; c) cenri commerciali inferiori a mq (con almeno sei esercizi); d) cenri commerciali fino a mq (con almeno 12 esercizi); e) cenri commerciali di olre mq (con almeno 25 esercizi). All inerno di un cenro commerciale, la percenuale di superficie da desinare a esercizi di vicinao è sabilia per legge. In paricolare, non può essere inferiore al 35 per ceno nei cenri con superficie di vendia inferiore ai mq; per quelli con superficie superiore deve essere almeno pari a mq. L aperura di una grande sruura o cenro commerciale può avvenire nel limie di un coningene di superficie disponibile per ciascun ambio errioriale e fissao dalla delibera consigliare del 2002, in una deerminaa percenuale di incremeno della superficie esisene e in misura superiore per il Comune di Roma (la L.R. 33/99 fa riferimeno per le grandi sruure a un indice di servizio, dao dalla quanià di meri quadri di superficie di vendia diviso per il numero di abiani resideni nell ambio errioriale, e prevede la possibilià di aperura di un puno vendia enro un incremeno massimo dell indice sesso). MSV: Sono ricompresi in ale caegoria anche i cenri commerciali con superficie rienrane nei limii dimensionali sabilii per una media sruura. La Regione fornisce crieri urbanisici molo deagliai e 133
136 sabilisce che le auorizzazioni per l aperura e l ampliameno possono essere rilasciae dal Comune fino a un limie massimo di incremeno del 15 per ceno (25 per ceno per il Comune di Roma) della superficie complessiva censia come esisene per ale ipologia di esercizi dal Comune medesimo (la LR 5/05 ha sorao agli indici di programmazione le medie sruure da inserire in immobili da riqualificare). Tale incremeno può essere uilizzao nella misura del 30 per ceno nel primo anno di validià del documeno programmaico e nella misura del 35 per ceno per i due anni successivi. Nei comuni privi di medie sruure di vendia è comunque consenia l aivazione di medie superfici fino a complessivi mq nei comuni con popolazione residene inferiore a abiani e a complessivi mq in quelli con popolazione residene superiore a abiani. Offera di vendia: Le vendie di liquidazione possono essere effeuae in qualsiasi periodo dell anno per una duraa massima di sei seimane; non possono essere fae nel mese di dicembre e nei 30 giorni che precedono i saldi. Sono invece sempre possibili e per un periodo massimo di redici seimane nel caso di cessione, rasferimeno, cessazione o chiusura dell aivià. Occorre darne comunicazione al Comune almeno 20 giorni prima dell inizio, specificandone la duraa e il moivo. Le vendie di fine sagione possono essere fae solo in due periodi dell anno individuai dal Comune (dal primo sabao di gennaio e dal primo sabao di luglio), per un periodo massimo di sei seimane consecuive e limiaamene ad alcune ipologie di merci espressamene elencae. Le vendie promozionali possono essere effeuae in qualsiasi periodo dell anno (senza limiazioni nel periodo anecedene i saldi come previso in alre normaive regionali). Le vendie promozionali possono essere fae per ua o pare della merce e liberamene nel corso dell anno, dandone comunicazione al Comune almeno 15 giorni prima. Per le merci soggee a vendie di fine sagione non è consenio fare vendie promozionali nei 30 giorni anecedeni il loro inizio. I Comuni possono inolre individuare fino a quaro giornae nel corso dell anno da dedicare alla vendia a prezzo sconao (ranne nei periodi anecedeni i saldi). Comuni urisici e orari: la deroga alla chiusura domenicale e fesiva, limiaamene a un numero risreo di giornae definio per legge (minimo di 8 e massimo di 28), è consenia alle cià d are e ai comuni urisici, ricomprendendo in ale caegoria anche comuni per i quali, per vari moivi, il urismo rappresena un aspeo rilevane. Per il riconoscimeno il Comune ineressao ne deve presenare formale richiesa. LIGURIA: (L.R.1/07; L.R.14/07; D.C.R.29/99; Circolare 6/99; D.C.R.12/01; D.C.R.25/02; D.C.R.13/04; D.C.R.30/04; D.C.R.15/05; Delib.Ass.Legi.18/07; D.G.R. 637/07; D.G.R.1538/09; Circolare 1/7/2010. ) La normaiva più recene è molo paricolareggiaa, inroducendo anche crieri a cui devono aenersi Comuni e Province in sede di sua applicazione. Disingue e definisce espliciamene gli esercizi alimenari (esercizi alimenari specializzai; medie sruure in cui almeno il 10 per ceno della superficie sia desinao alla vendia di prodoi alimenari e per l igiene personale e della casa e comunque per almeno 100 mq.; grandi sruure in cui è richieso il 5 per ceno della superficie sia desinao a ali aivià e comunque non meno di 250 mq) e quelli non alimenari (uleriormene disini ra non alimenari speciali, che per la naura delle merci commercializzae necessiano di ampi spazi, e alri non alimenari). Tale classificazione è funzionale alla definizione di diversi sandard urbanisici (ad es. in maeria di parcheggi) e di evenuale richiesa di sudi di viabilià. I Comuni possono doarsi di un Piano Commerciale Comunale che inegra lo srumeno urbanisico comunale in vigore e raduce su scala comunale le indicazioni emanae dalla Regione con il Teso Unico sul Commercio (TUC). Tramie ale srumeno i Comuni possono inrodurre delle riparizioni errioriali delle quoe di incremeno della superficie di vendia previse a livello comunale; fissare dei limii dimensionali massimi alla superficie delle medie sruure di vendia inferiori a quelli sabilii a livello regionale, con la possibilià di applicarle anche solo a alune pari del erriorio; adoare evenuali procedure amminisraive non previse dal TUC per le auorizzazioni commerciali (ad es. documenazione 134
137 aggiuniva o ermini per la conclusione del procedimeno); definire l aricolazione degli orari degli esercizi commerciali. La doazione di parcheggi richiesi varia in funzione del seore merceologico e della dimensione della sruura (non è richiesa fin a 150 mq, menre si differenzia per le classi ; ; maggiore di mq). È inolre sabilio, in modo vincolane per i Parchi commerciali e come raccomandazione per i Cenri commerciali e le Grandi sruure di vendia di olre 2500 mq., che la superficie copera non deve superare 1/3 della superficie oale, menre 1/3 deve essere desinao a parcheggi e la pare resane a verde. Uleriori disposizioni di deaglio sono sabilie relaivamene alla dimensione dei singoli parcheggi e alla misurazione del raffico orario veicolare. Gli esercizi di vicinao vengono riclassificai, prevedendo che quelli localizzai nei cenri sorici o espressamene individuai dalla normaiva regionale, non possono superare i 100 mq di superficie se appareneni al seore alimenare (150 per quello non alimenare); ne deriva una riclassificazione anche delle medie e grandi sruure su livelli inferiori. In generale per ue le sruure di vendia, ampliameni, concenrazioni e accorpameni sono concessi con crieri di maggiore favore, purché non superino i limii dimensionali superiori di ogni ipologia; crieri meno resriivi sono sabilii per il seore non alimenare. GSV: sono considerae grandi sruure di vendia ue quelle che superano i limii dimensionali ridoi in vigore per le medie sruure. Non possono essere apere grandi sruure nei cenri sorici (che comunque avrebbero una superficie superiore solo ai 150 mq) e nei comuni con meno di 3000 abiani. Il Teso Unico in pare riprende alcune disposizioni molo resriive conemplae dalla precedene normaiva (limii di superficie rigidi e vincoli numerici, a cui la delibera 26/01 aveva aggiuno il divieo all aperura di nuove sruure alimenari con superficie maggiore a 2500 mq), riparendo il erriorio in oo ambii in relazione alla doazione di grandi sruure rispeo alla media regionale e prevedendo percenuali di incremeno che oscillano da un minimo dell 1 per ceno a un massimo del 2,5 per ceno nel seore alimenare (1,5 e 3,5 per ceno per quello non alimenare). Olre ai Cenri Commerciali, vengono considerae le ipologie di Aggregazioni di esercizi singoli ; i Disrei Commerciali Temaici e i Parchi Commerciali, con disposizioni più paricolareggiae e vincolani per ali sruure. MSV: Le medie sruure vengono riclassificae in re classi dimensionali ( mq nei Comuni da 3 a abiani; dai 10 ai abiani; per gli alri comuni e nei capoluoghi di Provincia); nei cenri sorici devono inolre avere una dimensione da 100 a 150 mq se alimenari e da 150 a 600 se non alimenari. I Comuni sono riclassificai in sei diversi gruppi in relazione alla specifica doazione di medie sruure alimenari rispeo alla media regionale: maggiore è lo scosameno posiivo, minore la percenuale di incremeno consenia. Tali percenuali possono poi essere desinae solo per la meà per nuove aperure, menre la quoa resane deve essere aribuia ad ampliameni di sruure esiseni. Crieri meno deagliai e resriivi sono posi per le medie sruure non alimenari. L auorizzazione o il diniego deve essere formulao enro giorni dalla daa di ricevimeno della richiesa. Offera di vendia: la L.R. 1/07 sabilisce che le vendie di liquidazione possono essere effeuae per una duraa massima di sessana giorni e non possono essere effeuae nei 30 giorni anecedeni il Naale e l inizio delle vendie di fine sagione (ranne nel caso di liquidazione per cessione di aivià). Occorre darne comunicazione al Comune almeno 15 giorni prima dell inizio, specificandone anche la duraa. Le vendie di fine sagione possono essere fae solo in due periodi dell anno, della duraa massima di 45 giorni, definii per legge. Le vendie promozionali possono essere fae per ui o pare dei prodoi non oggeo di vendie di fine sagione; non possono essere fae durane le vendie di fine sagione, nei quarana giorni anecedeni e nei 20 successivi alle sesse e nel mese di dicembre; l esercene deve darne comunicazione mediane avviso apposo nel locale almeno 10 giorni prima. Comuni urisici e orari: gli esercizi al commercio possono rimanere aperi dalle ore 7 alle 22 per un massimo di 13 ore, sulla base della libera deerminazione degli eserceni. Salvo diversa deerminazione dei Comuni, osservano la chiusura domenicale e fesiva e la mezza giornaa di chiusura infraseimanale; possono comunque rimanere aperi: dall ulima domenica di novembre alla prima di gennaio dopo l Epifania; nelle domeniche dei mesi di maggio, giugno, luglio, agoso e seembre; la domenica di Pasqua e le 2 domeniche precedeni. Salvo diversi accordi, devono rimanere chiusi il 1 maggio, il 25 e il 26 dicembre; il 1 gennaio. 135
138 LOMBARDIA: (L.R.14/99; L.R.22/00; L.R.15/02; L.R.29/04; L.R.11/06; L.R.30/07; L.R.9/09; L.R.6/10; D.G.R.3/00; D.G.R.10/02; D.C.R.VII-871/03; D.G.R.VII-15701/03; D.G.R.VII-15716/03; D.C.R.VIII-215/06; D.G.R. VIII-5054/07; D.G.R.VIII-5913/07; D.G.R.VIII-6024/07; D.G.R.VIII /09; Circc.3847/10-3/11) La programmazione dello sviluppo commerciale avviene ramie dei Programmi di duraa pluriennale (inizialmene erano riennali). Essa si basa su di una suddivisione del erriorio regionale in ambii errioriali, in relazione al loro sviluppo urbano e commerciale e alle caraerisiche geografiche e errioriali; ali ambii cosiuiscono il riferimeno per la programmazione commerciale. Dopo l inerveno dell Auorià garane della concorrenza e del mercao, la nuova normaiva ha abbandonao i riferimeni a limii quaniaivi allo sviluppo di medie e grandi sruure di vendia. L imposazione auale è vola a favorire processi di riconversione e razionalizzazione della ree esisene, in paricolare di medie sruure, e la riqualificazione di aree dismesse, disincenivando lo sviluppo di nuove grandi sruure, soprauo a maggiore uilizzo di nuova superficie. Sia per le medie sia per le grandi sruure, ra domande concorreni, la priorià viene infai assegnaa a quelle che prevedono un minore impiego di nuova superficie. La Provincia assume un ruolo di coordinameno e di indirizzo nei confroni dei Comuni; è di compeenza anche della Provincia la valuazione di accorpameni e concenrazioni per superfici inferiori ai mq. È previsa la correlazione ra il procedimeno di naura urbanisica e quello di auorizzazione commerciale. GSV: La più recene programmazione commerciale ha abbandonao l uilizzo di obieivi di presenza e di sviluppo che fissavano dei limii quaniaivi allo sviluppo delle grandi sruure; l obieivo auale è di favorire processi di razionalizzazione e di ammodernameno dell esisene, cercando di frenare ue le iniziaive che prevedono nuova superficie di vendia. La valuazione dei progei in sede di Conferenza dei Servizi avviene sulla base di parameri di compaibilià commerciale e di sosenibilià (socio-economica, errioriale-ambienale, consenso dei soggei ineressai); ale ulimo conceo risula del uo nuovo e include misure di miigazione degli impai e di forniura di servizi. L insieme dei vari faori posiivi e negaivi di compaibilià e di sosenibilià (in base a specifici puneggi aribuii a ogni variabile) deve garanire un impao zero della grande sruura. Le grandi sruure di vendia devono essere doae di arezzaure pubbliche o di uso pubblico almeno nella misura del 200 per ceno della superficie lorda degli edifici previsi, di cui almeno la meà deve essere desinaa a parcheggi. Le grandi sruure ipo i facory oule, i parchi commerciali, i cenri emaici, vengono assimilai ai cenri commerciali. Vengono inolre previse azioni sia per lo sviluppo dei cenri polifunzionali sia per la valorizzazione dei negozi sorici. MSV: Da un imposazione iniziale in cui moli Comuni erano inervenui cercando di frenare lo sviluppo delle medie sruure, con l ulimo Programma pluriennale la Regione ha aribuio ai Comuni una funzione di promozione nello sviluppo di medie sruure. La preferenza viene aribuia a inerveni di razionalizzazione, ammodernameno e ampliameno degli esercizi esiseni, soprauo quando si configurano come ampliameni di esercizi di vicinao esiseni. L auorizzazione o il diniego va espresso enro un ermine massimo di 90 giorni. È fao divieo ai Comuni di auorizzare singole medie sruure o alri esercizi commerciali che nel loro insieme configurino una grande sruura di vendia organizzaa in forma uniaria; ale definizione è saa ripresa e ampliaa dalle disposizioni più receni, al fine di eviare un aggirameno della normaiva sulle grandi sruure. Offera di vendia: Le vendie di liquidazione per cessazione dell aivià possono essere effeuae durane uo l anno, (ranne nel periodo delle vendie di fine sagione, nei 30 giorni anecedeni e in ogni caso dal 25 novembre al 31 dicembre) per una duraa massima di 13 seimane; quelle per rasformazione dei locali una sola vola per un massimo di sei seimane; al ermine della vendia l esercizio deve rimanere chiuso per almeno see giorni. Le vendie di fine sagione possono essere fae solo in due periodi dell anno, della duraa massima di 60 giorni, deerminai dalla Giuna regionale. Le vendie promozionali possono essere fae per ui o pare dei prodoi e con gli sessi limii emporali delle vendie di liquidazione; l esercene deve darne comunicazione al Comune almeno 136
139 10 giorni prima del loro inizio; quelle per i prodoi alimenari e per l igiene della persona possono essere effeuae liberamene in qualsiasi periodo senza preveniva comunicazione. Comuni urisici e orari: La deerminazione degli orari di vendia è rimessa alla libera deerminazione degli eserceni nell ambio della fascia dalle 7 alle 22, salva la possibilià per i Comuni di esenderla ra le ore 5 (ed evenualmene anche aniciparla) e le 24, purché sia rispeao il limie massimo giornaliero di 13 ore. Le aperure domenicali e fesive sono consenie, con riferimeno all inero anno solare, agli esercizi al deaglio con superficie di vendia inferiore ai 250 mq. Gli alri esercizi possono rimanere aperi la prima domenica di ogni mese; una domenica a fine mese; ue le domeniche e i fesivi di dicembre; in alre 5 giornae domenicali e fesive scele dai Comuni. Quesi possono auorizzare uleriori 10 giornae di aperura nei comuni capoluoghi di Provincia e in generale per i Facory Oule Cener di superficie di almeno mq (aumenabili per quesi di uleriori 10 giornae). La L.R. 30/07 ha eliminao il riferimeno a Comuni a prevalene economia urisica, inroducendo il conceo più ampio di Ambii a fore araivià, nei quali è sempre consenia l aperura domenicale e fesiva; la definizione dei Comuni rienrani in ali ambii viene faa annualmene; è consenio ai Comuni di individuare al proprio inerno aree più risree in cui applicare ali disposizioni più liberise. I Comuni possono inolre prevedere l aperura nourna per un numero limiao di esercizi di vicinao. In generale, l aperura non è mai consenia per alcune delle fesivià più imporani, faa comunque salva la possibilià moivaa dei Comuni di derogarvi. MARCHE: (L.R.26/99; L.R.19/2002; L.R.9/05; L.R.19/06; L.R.27/09; Circolare /10) La normaiva, nella sua prima formulazione, risulava ra le più coereni con i principi sabilii dal legislaore nazionale e con i requisii richiesi dall Auorià garane della concorrenza (assenza di coningeni numerici o di superficie e riferimeno a crieri urbanisici e commerciali). Modifiche successive hanno reso più rigidi i crieri, soprauo per le grandi sruure, prevedendone con inerveni successivi il blocco emporaneo alla loro aperura. Nel 2009 la Regione ha emanao un Teso Unico in maeria di commercio che si ispira a principi di libera concorrenza, di equilibrio ra diverse forme disribuive e di compaibilià dell impao errioriale e ambienale. Di fao, il TU rinvia a successivi regolameni di auazione la definizione delle norme e dei vincoli dimensionali per l aperura di grande sruure di vendia, prorogando fino alla loro adozione il blocco alla loro aperura inrodoo a fine 2008; nel 2011 ali regolameni non erano ancora sai adoai. Sia la normaiva precedene che quella auale prevedono un coinvolgimeno delle Province, a cui è demandao il compio di definire gli ambii di insediameno della grande disribuzione ramie Piani di coordinameno errioriale (PTC); i Comuni devono poi adeguare i propri srumeni urbanisici nel rispeo di ali Piani. GSV: Ai fini dell auorizzazione di medie e grandi sruure i Comuni, nella L.R. 26/99, venivano disini in quaro classi dimensionali, a cui si aggiungeva un uleriore disinzione in quaro zone (A, B, C, D), in relazione alle diverse esigenze di uela sorica e arisica o di sviluppo urbano e commerciale/produivo. Le grandi sruure poevano essere localizzae sono nei Comuni con olre abiani e nelle zone C e D (espansione urbana e produiva). La LR 19/02 ha inolre previso che il rilascio di auorizzazioni per nuove aperure di GSV poeva avvenire solo se almeno il 30 per ceno della superficie derivava dall'accorpameno o rasferimeno di sruure esiseni. La sessa legge ha inolre sospeso l auorizzazione per nuove grandi sruure di vendia fino all approvazione dei Piani errioriali di coordinameno da pare delle singole Province. La Legge finanziaria per il 2009 ha nuovamene sospeso l auorizzazione per l aperura di grandi sruure fino all approvazione della nuova normaiva regionale in maeria di commercio. Il Teso Unico del 2009 ha uleriormene prorogao ale divieo fino all approvazione del regolameno di auazione previso dalla legge sessa; ha inolre sabilio che dal momeno di enraa in vigore di ale regolameno le Province, dovendo adeguare i propri PTC, possono sospendere per un periodo massimo di due anni, le auorizzazioni al 137
140 rilascio di GSV. Il Teso Unico prevede inolre che all inerno delle grandi sruure devono sussisere dei sisemi informaivi per la promozione delle produzioni ipiche, realizzai degli spazi apposii ed esclusivamene desinai alla vendia di prodoi agricoli regionali. MSV: La precedene normaiva classificava, ai soli fini della definizione della doazione di parcheggi, le medie sruure in quaro classi, in relazione alla dimensione del Comune, senza modificare i limii dimensionali superiori sabilii dalla normaiva nazionale; era inolre previso che nei cenri sorici fosse possibile l aperura di una media sruura solo per accorpameno di esercizi esiseni. Il Teso unico del 2009 rimee al regolameno di auazione la definizione dei crieri a cui i Comuni devono aenersi nell aggiornameno dei propri srumeni urbanisici e la possibilià di sabilire dei limii di superficie superiore più bassi rispeo a quano fissao dalla normaiva nazionale. È inolre previso che i Comuni, nei cenri sorici o in aree di paricolare ineresse, possono sospendere o inibire gli effei della Dia per gli esercizi di vicinao o sooporre le aivià commerciali a paricolari limiazioni. In generale, vengono privilegiae iniziaive di riqualificazione di esercizi già esiseni e vengono osacolai fenomeni di concenrazione di medie sruure che possono produrre impai equivaleni alle grandi superfici. Offera di vendia: Le vendie di liquidazione possono essere effeuae durane uo l anno, per una duraa massima di 13 seimane. Nel caso di rasformazione dei locali non possono essere fae nei 30 giorni anecedeni le vendie di fine sagione e al loro ermine l esercizio deve rimanere chiuso per almeno 15 giorni; nel caso di cessazione dell aivià, l esercene non può riaprire nello sesso locale la sessa aivià prima che siano decorsi 180 giorni. Le vendie di fine sagione possono essere fae solo in due periodi dell anno, definii con delibera della Giuna regionale (inizialmene era dal 10 gennaio al 1 marzo e dal 10 luglio al 1 seembre). Le vendie promozionali possono essere fae per ui o pare dei prodoi; non possono essere svole nei 30 giorni anecedeni le vendie di fine sagione (la normaiva del 2002 prevedeva una duraa massima di 30 giorni e un limie del 30 per ceno delle merci vendue, disposizioni poi eliminae dalla LR 19/06); deve essere daa comunicazione al Comune; non rienrano ra le vendie promozionali le vendie a prezzi sconai all inerno del locale senza nessuna pubblicià eserna. Comuni urisici e orari: In generale, gli esercizi di commercio in sede fissa possono rimanere aperi dalle 7 alle 22, fino a un massimo di 13 ore giornaliere. I Comuni possono consenire, nei periodi di maggiore afflusso urisico o in relazione a paricolari eveni, l aperura fino alle 24 e la possibilià di anicipare l aperura di un massimo di due ore. In generale è previsa la chiusura domenicale e assaivamene in alcune fesivià elencae; i Comuni possono però derogare fino a un massimo di 26 giornae domenicali o fesive. Tali limii possono essere uleriormene superai per gli esercizi ubicai nei cenri sorici, sul lungomare, nei comuni monani o nei parchi, nei nuclei abiai inferiori a 500 abiani (non viene sabilio in queso caso un limie alla deroga e ale elencazione sosiuisce quella ipica dei Comuni urisici ). I Comuni possono inolre auorizzare l esercizio dell aivià di vendia in orario nourno esclusivamene per un limiao numero di esercizi di vicinao. MOLISE: (L.R.33/99; L.R.20/10; D.G.R.1808/99; D.G.R.249/08) La normaiva del seore è rimasa fino al 2010 quella adoaa nel 1999, a cui si sono aggiune, con frequenza che per legge avrebbe dovuo essere annuale, la definizione degli obieivi di presenza e sviluppo per grandi sruure da pare della Giuna regionale. A novembre 2010 è saa emanaa una legge di riforma della normaiva precedene. GSV: la rigidià della programmazione deriva sia dalla compaibilià errioriale per alcune aree rispeo ad alcune ipologie di puno vendia, sia dalla definizione di un coningene di superficie oale per area definio annualmene; inolre le GSV possono insediarsi esclusivamene nei comuni con più di abiani e in quelli compresi nelle zone ad ala vocazione commerciale. La Giuna regionale doveva emanare un ao di individuazione degli obieivi di presenza e sviluppo; fino all emanazione di ale 138
141 ao non è consenia l aperura di grandi sruure olre il limie complessivo di mq per ciascuna delle aree sovra-comunali in cui è diviso il erriorio regionale. Le ulime delibere hanno di fao vieao l aperura di grandi sruure alimenari o mise al di fuori dei cenri commerciali, consenendola solo per accorpameno o concenrazione. Nel comparo non alimenare non possono superare una superficie di mq. Nei cenri commerciali le medie e grandi sruure allocae al loro inerno non possono superare, in relazione all area sovra comunale di riferimeno, i 1500 o i 4000 mq. MSV: ingerenze e vincoli alla programmazione derivano dall imposizione di limii di superficie in alcune aree (ad esempio limie di 400 mq nei cenri sorici e di 600 mq nei Comuni con meno di abiani, salvo quelli ad ala vocazione commerciale o alri casi paricolari). La Regione fornisce inolre alcuni crieri urbanisici, ma viene concessa sempre l auorizzazione per accorpameno o concenrazione di esercizi di vicinao nei limii massimi sabilii. Offera di vendia: per le vendie di liquidazione viene previsa una duraa non superiore a 30 gg. nei casi di rasferimeno dell azienda, di rasformazione o rinnovo locali, e una duraa non superiore a 60 gg. nei casi di cessazione e cessione dell aivià; la vendia della merce posa in liquidazione non può avvenire per pubblico incano. Per ale ipologia di vendia è previsa inolre un informaiva al comune compeene con un preavviso di almeno 5 gg. Le vendie di fine sagione sono previse nei periodi 15 gennaio 28 febbraio e 15 luglio 14 seembre. La Giuna Regionale può modificare ali periodi sulla base di evenuali osservazioni fornie dall Osservaorio regionale del Commercio. Non sono regolamenae le vendie promozionali. Comuni urisici e orari: la L.33/99 prevede uno specifico elenco di comuni definii urisici; per alcuni di essi la liberalizzazione degli orari di vendia è vigene per uo l anno, menre per alri la liberalizzazione è applicabile solo nel periodo giugno-seembre; la Giuna Regionale può modificare ali ambii errioriali. Nei comuni urisici gli eserceni possono deerminare liberamene gli orari di aperura e chiusura e derogare all obbligo di chiusura domenicale e fesiva dell esercizio nonché alla mezza giornaa infraseimanale di chiusura. Uleriori deroghe all applicazione delle disposizioni nazionali in maeria di orari, che dispongono l aperura ra le ore 7 e le ore 22 con un massimo di 13 ore, sono previse per le aivià commerciali siuae all inerno dei cenri sorici; al riguardo i comuni possono esonerare gli eserceni all obbligo di chiusura domenicale, fesiva, seimanale e nourna, aribuendo, inolre, ai comuni sessi facolà di regolamenare in maniera più ampia gli orari di vendia. PIEMONTE: (L.R.28/99; L.R.15/00; L.R.37/03; L.R.10/05; L.R. 38/09; D.C.R /99; D.G.R /99; D.G.R /00; D.G.R /00; D.G.R /00; D.G.R /00; D.G.R /00; D.C.R /03; D.C.R /06; Circolare 2/06) La Regione ha adoao uno srumeno di conrollo dello sviluppo della ree disribuiva basao su crieri urbanisici, senza un coningenameno del numero o della superficie di vendia auorizzabile; di fao, il crierio della compaibilià errioriale sabilia in base a abelle (individuazione di moli soogruppi e idenificazione delle sruure compaibili con i vari ipi di addensameno e localizzazione errioriale) inroduce vincoli allo sviluppo, anche se indirei. A seguio della legge 248/06, la Regione con propria Circolare, ha affermao che il riferimeno ad addensameni e localizzazioni non deve essere rienuo lesivo della concorrenza in quano inroduce solo relazioni ra aree e non ra singoli esercizi. Alla fine del 2003 il Consiglio regionale ha approvao nuovi indirizzi che fissano maggiori vincoli allo sviluppo dei cenri commerciali e pongono oneri aggiunivi all aperura di medie e grandi sruure di vendia (incremeno dal 30 al 50 per ceno degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria); ali risorse sono desinae a conribuire alla rivializzazione dei cenri sorici e delle zone d insediameno commerciale dei Comuni ineressai. È previsa una doazione di parcheggi per puno vendia, graduaa in misura progressivamene crescene al crescere della superficie di vendia; inolre, le grandi sruure e in generale ue le sruure localizzae in zone urbane o urbanoperiferiche devono essere doae di uleriori spazi per la movimenazione delle merci e il parcheggio 139
142 dei relaivi mezzi. L auorizzazione per l aperura di puni vendia di dimensione superiore a 900 mq o a 1800, in relazione alla loro localizzazione, è subordinaa alla valuazione di impao sulla viabilià e a sudi di impao economico e ambienale. È previsa la conesualià della concessione edilizia con quella commerciale. Gli ampliameni di superficie inferiori ai 250 mq e comunque non superiori al 20 per ceno della superficie originaria sono soggei ad auorizzazione dovua; negli alri casi comporano nuova auorizzazione. GSV: Il sisema abellare previso dalla Regione di fao limia la possibilià di aperura di grandi sruure ad alcune localizzazioni exra urbane o urbane non addensae e per una superficie massima di mq.; in ambii ancora più risrei, per una superficie fino a mq Analoghi vincoli localizzaivi valgono per i cenri commerciali, con possibilià di aperura di sruure con una superficie massima di norma fino a mq e, limiaamene ad alcune aree exra urbane non addensae, fino a mq La normaiva disingue i cenri commerciali: classici, sequenziali, naurali e pubblici. A luglio del 2005, con legge regionale, è saa sospesa fino a fine marzo 2006 la possibilià di presenare domande per l aperura, il rasferimeno di sede, la variazione di superficie e di ipologia disribuiva di grandi superfici di vendia; l effeo del provvedimeno è sao opposo a quello inizialmene voluo dal legislaore regionale: nel breve periodo inercorrene ra l emanazione della norma e la sua enraa in vigore sono sae presenae 68 isanze di auorizzazione per grandi sruure. Dal 2006 sono sai adoai i limii sopra esposi alla possibilià di aperura di grandi sruure, limii ancora più sringeni rispeo a quelli sabilii in sede di prima applicazione della normaiva, che hanno foremene limiao la possibilià di aperura di grandi sruure nei comuni con meno di abiani e solo per una superficie massima di 4500 mq L auorizzazione è inolre subordinaa all adozione da pare del Comune del Progeo uniario di coordinameno (che deve essere successivamene approvao anche dalla Provincia) che, in base a quano prescrio dalla normaiva regionale, deve prevedere il rispeo di una serie di sandard ambienali, di viabilià, infrasruurali, ecc.; la localizzazione di grandi sruure deve inolre avvenire privilegiando aree indusriali dismesse o da riqualificare. Ad aprile 2010 la nuova Giuna regionale ha revocao la Delibera in maeria di grandi sruure della Giuna precedene, sabilendo che saranno sospese ue le isanze relaive a grandi sruure, anche quelle già presenae ma non ancora concluse. MSV: vincoli indirei allo sviluppo di medie sruure derivano dalla compaibilià errioriale sabilia in base a abelle (sruure compaibili con ipi di addensameni e localizzazioni) e dall individuazione di alcuni crieri urbanisici. La normaiva regionale limia a deerminai ambii (anche nei comuni maggiori) la possibilià di aperura di medie sruure o ne fissa la superficie massima a 900 mq.; considera però ali crieri non vincolani, rimeendo ai Comuni la possibilià di assumere disposizioni diverse. Offera di vendia: Spea ai Comuni sabilire le modalià di svolgimeno, i periodi e la duraa delle vendie di liquidazione e di fine sagione. Gli unici limii sabilii a livello regionale riguardano la duraa massima delle vendie di liquidazione, che non può essere superiore a re mesi e per le vendie di fine sagione un periodo massimo di 8 seimane nell inervallo compreso dal 1 gennaio al 31 marzo e dal 1 luglio al 30 seembre. Le vendie promozionali non sono soggee a limiazione emporale (ranne nei 30 giorni anecedeni i saldi) e/o merceologica. I Comuni possono sabilire nei propri regolameni l obbligo di comunicazione da pare dell esercene del periodo di svolgimeno di ali vendie. Comuni urisici e orari: I Comuni a prevalene economia urisica e le Comunià monane sono individuai con delibera della Giuna regionale; alri Comuni che possono essere ineressai da un rilevane flusso urisico, almeno in deerminai periodi dell anno, vengono individuai dalla Provincia sulla base di apposia isanza presenaa dai Comuni sessi. Per ali ulimi Comuni, il Consiglio regionale ha sabilio con provvedimeno del 2005 che, per uo il periodo in cui si manifesa il maggior afflusso urisico, gli eserceni possono liberamene deerminare gli orari di aperura e di chiusura delle aivià commerciali, derogando ai limii giornalieri, alla chiusura domenicale e fesiva e alla chiusura infraseimanale. Per gli alri Comuni valgono le disposizioni generali in maeria di orari sabilie dal decreo 114/98 e la possibilià di 8 aperure domenicali olre a quelle del mese di dicembre. 140
143 PUGLIA: (L.R.24/99; L.R.11/03; L.R.5/08;.R; D.G.R.1649/03; R.R.1/04; R.R.1-2/04; R.R /04; R.R.26/05; R.R.1-2-3/07; R.R.7/09) La prima applicazione normaiva (LR 24/99) risulava paricolarmene vincolane, soprauo nei confroni delle grandi sruure. Venivano posi dei limii numerici al loro sviluppo con riferimeno a singole pari del erriorio, graduandone anche la loro realizzazione nel empo; l efficacia di ali obieivi di sviluppo è saa emporaneamene sospesa da provvedimeni successivi che ne hanno bloccao lo sviluppo dall inizio del 2002 fino ad agoso del In ale daa è inervenua la nuova disciplina del commercio (LR 11/03) che ha semplificao la classificazione delle ipologie disribuive e ha ricondoo l aperura di grandi sruure nell ambio di crieri urbanisici e di sviluppo equilibrao ra ipologie disribuive diverse, anche se di fao permangono ancora dei vincoli numerici e di superficie. La LR 11/03 individua 4 seori merceologici: alimenare e miso; non alimenare beni per la persona; non alimenare alri a basso impao urbanisico; non alimenare alri beni. Le ipologie di esercizi commerciali possono essere: sruure isolae; cenri commerciali; aree commerciali inegrae; parchi permaneni arezzai. Le medie sruure vengono riparie in re classi (da 251 a 600 mq; da 601 a 1550; da 1501 a 2500) e le grandi in due, ponendo un limie superiore di superficie (da 2501 a 4500; da 4501 a 15000). Invece, viene meno la doppia classificazione ra dimensione dell esercizio e popolazione del Comune (meno o più di abiani). La LR 5/08 elimina i limii di superficie superiori per i cenri commerciali, ma non per le grandi sruure isolae. È richiesa una doazione di parcheggi che, in relazione alla dimensione e ipologia disribuiva, varia da un minimo di 0,4 a 1,5 mq ogni mq di superficie di vendia per le medie sruure e da 1,5 a 2,5 per le grandi. Il rilascio dell auorizzazione edilizia e commerciale possono essere conesuali (oppure quella edilizia successiva). Crieri più liberisi sono sai nel empo adoai in maeria di orari di vendia e di vendie sraordinarie. GSV: la LR 24/99 prevedeva un limie numerico, sabilio per fasi emporali (1+2 anni), e di superficie massima degli esercizi, in relazione con le dimensioni dei diversi Comuni (alcune deroghe erano consenie ai Comuni con più di abiani, in presenza di auosrade o vie di scorrimeno veloce). Inolre, l auorizzazione per grandi sruure di vendia nel seore alimenare e miso - con superficie comprese ra e mq o ra mq e mq, a seconda delle classi di Comune - era concessa solo nel caso di aivazione di un cenro commerciale. La LR 11/03 ha semplificao la classificazione delle grandi sruure di vendia e demandao a un successivo regolameno la definizione degli obieivi di presenza e di sviluppo per ali ipologie disribuive. Il regolameno di auazione (RR 2/04) ha fissao i crieri, validi per re anni, per l auorizzazione di GSV (la validià di ali norme doveva essere limiaa al periodo , ma non sono inervenui provvedimeni successivi di aggiornameno). Dopo aver sabilio che l auorizzazione di nuove sruure deve garanire uno sviluppo equilibrao fra le diverse province e al loro inerno e deve privilegiare la rasformazione e l ampliameno delle sruure esiseni, la nuova normaiva finisce per ornare a un imposazione quaniaiva, sabilendo il numero, la dimensione e la ipologia delle sruure alimenari e non alimenari aivabili nelle singole province. Nuove sruure alimenari possono essere aivae solo come cenro commerciale o area commerciale inegraa. Sono in genere consenii, fino a una cera percenuale di incremeno, ampliameni di cenri commerciali, con incremeni più ampi se si raa di cenri operani da almeno 6 anni al fine di consenirne la loro risruurazione. Non rienrano nell ambio della programmazione per grandi sruure le auorizzazioni per i cenri commerciali di vicinao e di ineresse locale e per le aree commerciali inegrae di minori dimensioni (ue con superficie massima di mq), la cui programmazione è demandaa ai Comuni nell ambio dei crieri sabilii per le medie sruure. MSV: Sulla base delle indicazioni conenue nelle direive regionali viene rimessa ai Comuni la definizione dei crieri per l insediameno di medie sruure e l individuazione di aree poenzialmene idonee al loro insediameno. Nel rispeo di una superficie massima di 1500 mq è sempre concessa l auorizzazione all ampliameno di una media sruura o alla sua aperura ramie concenrazione o accorpameno di esercizi di vicinao operani da almeno re anni. 141
144 Offera di vendia: Le vendie di liquidazione possono essere effeuae, previa comunicazione 15 giorni prima al Comune compeene, per una duraa massima di 6 seimane, in qualsiasi periodo dell anno, ranne nel mese di dicembre e nei 30 giorni anecedeni le vendie di fine sagione. Al ermine della vendia di liquidazione l esercizio deve essere immediaamene chiuso e, nel caso di rasformazione o rinnovo dei locali, deve rimanere chiuso per almeno 10 giorni. Le vendie promozionali sono sae quasi del uo liberalizzae dal RR 2/07: possono essere effeuae più vole, per uno, più o ui i prodoi, ranne durane i saldi e nei quarana giorni anecedeni; è sao eliminao l obbligo di informaiva al Comune e il limie di duraa massima di 30 giorni. Le vendie di fine sagione possono svolgersi dal 5 gennaio al 28 febbraio e dal primo sabao di luglio fino al 15 seembre. Comuni urisici e orari: In generale valgono le disposizioni previse dal decreo 114/98 in maeria di orari (dalle 7 alle 22 e massimo 13 ore come modificao nel 2008; la normaiva precedene prevedeva un limie massimo di 12 ore). Le aperure domenicali/fesive erano consenie nel mese di dicembre e in uleriori 4 giornae; la LR 5/08 esende ale possibilià a una domenica al mese, olre al mese di dicembre, con possibilià per i Comuni di ampliarle uleriormene. La LR 11/03 sabilisce i crieri per la definizione dei Comuni urisici (in base a indicaori sia di domanda che di offera) e delle cià d are, che vengono inserii, su loro richiesa, in un apposio elenco regionale. Nei Comuni urisici e nelle cià d are è lasciaa agli eserceni la facolà di definire liberamene gli orari di vendia e di derogare all obbligo di chiusura fesiva e domenicale nel periodo da maggio a seembre; il calendario di ali deroghe è definio dal Comune. La LR 5/08 ha inolre previso la possibilià per i Comuni di auorizzare l esercizio dell aivià di vendia nourna, esclusivamene degli esercizi di vicinao. SARDEGNA: (L.R. 35/91; L.R. 5/05; L.R. 5/06; L.R. 17/06; D.G.R.29-19/99; D.G.R.34-10/99; D.G.R.44-27/00; D.G.R /00; DPCM 6/10/2000 Inerveno sosiuivo nei confroni della Regione Sardegna.. ; D.A.29/12/00; D.G.R.4-1/04; D.G.R.7-9/06) La Regione Sardegna non ha emanao una normaiva di adozione dei principi del D.Lgs.114/98, coninuando a far riferimeno alla LR 35/91; a oobre 2000 vi è sao l inerveno governaivo sosiuivo, con emanazione di un decreo del presidene del Consiglio dei minisri. Con successive delibere (la prima del 2000) la Giuna ha disciplinao la maeria, fino a pervenire nel 2006 alla legge regionale n. 5 e alla relaiva disciplina di auorizzazione di nuove grandi sruure. I crieri per l auorizzazione di grandi sruure, al cui inerno ricadono anche ipologie disribuive classificae come medie nella normaiva nazionale, sono divenui nel empo più sringeni soprauo nei confroni del comparo alimenare; sono sai invece adoai dei crieri più liberisi in maeria di vendie sraordinarie. In base alla normaiva del 2006, il rilascio della concessione edilizia e commerciale sono conesuali,. GSV: La normaiva del 2000 si basava su crieri sreamene quaniaivi definendo, sulla base di parameri di densià, un coningene globale di superficie auorizzabile (nel primo riennio, per il seore alimenare, 1 superficie al massimo di mq e per quello non alimenare mq oali). il erriorio regionale veniva ripario in see ambii errioriali, coincideni con le province, a ognuno dei quali venivano associae sia la superficie auorizzabile sia specifiche previsioni localizzaive e di ipologia disribuiva. Era sempre consenio l ampliameno, nel limie del 20 per ceno della superficie auorizzaa, una sola vola ogni riennio. A febbraio del 2004 è sao sabilio che, fino all approvazione definiiva della nuova legge, non erano previse nuove superfici auorizzabili per GSV, salvo la possibilià di uilizzare quelle ancora disponibili in alcuni ambii errioriali. Conemporaneamene, veniva eliminaa la compeenza provinciale a innalzare i limii di superficie per GSV. La LR 5/05 ha demandao a un successivo Piano regionale per le grandi sruure di vendia la definizione dei crieri per la loro aperura, sabilendo che fino alla sua emanazione veniva sospeso il 142
145 rilascio di nuove auorizzazioni. Tale piano ha reinrodoo crieri quaniaivi basai sulla superficie massima auorizzabile nell arco di 5 anni, riparia per province, sabilendo crieri ancora più sringeni rispeo a quelli precedeni: 6000 mq circa di superficie oale nel seore alimenare, uilizzabile solo per ampliameni e non per nuove aperure, e per un massimo di incremeno del 20 per ceno; poco più di mq di superficie non alimenare, di cui per sruure di ineresse regionale e meà della pare resane per ampliameni. I cenri commerciali sono considerai GSV e assimilai alle sesse disposizioni. Non rienrano in ale ipologia i cenri commerciali naurali, aggregazione di micro, piccole e medie imprese, verso cui la normaiva rivolge un aenzione di paricolare favore. La LR 5/06, nel definire le varie ipologie disribuive, coninua a manenere per le GSV delle soglie dimensionali più basse rispeo a quelle previse dal decreo 114/98, riconducendo nell ambio di una programmazione già molo sringene anche ipologie normalmene considerae medie. MSV: La prima applicazione normaiva conseniva l aperura o l ampliameno di una MSV fino a mq se oenua dalla concenrazione o dall accorpameno di esercizi di vicinao operani nello sesso Comune da almeno re anni. Era sempre consenio l ampliameno, nel limie del 20 per ceno della superficie auorizzaa, una sola vola ogni riennio. La LR 5/06 non ha poso specifici vincoli all aperura di medie sruure, ma ne ha ridoo i limii dimensionali in relazione alla dimensione del Comune (800 mq nei comuni fino a abiani; 1200 mq da 5 a abiani; 1800 mq da 10 a abiani; 2500 mq olre i abiani). Offera di vendia: La DGR del 2004 sabiliva che le vendie di liquidazione poevano essere effeuae una sola vola all anno e non nei mesi di maggio, giugno, novembre e dicembre. La duraa massima era di 60 giorni, previa comunicazione 30 giorni prima al Comune compeene; al ermine della vendia l esercizio doveva rimanere chiuso per almeno 30 giorni nel caso di rasformazione o rinnovo dei locali, menre nel caso di cessazione non poeva riaprire prima di dodici mesi. Le vendie promozionali poevano essere fae per una sola vola e per un periodo massimo di 30 giorni. Con successive modifiche, di cui l ulima nel 2010, le vendie promozionali sono sae quasi del uo liberalizzae (non possono essere svole nei quarana giorni anecedeni i saldi), eliminando anche l obbligo di comunicazione. Per le vendie di liquidazione vale sempre il divieo di effeuarle nei quarana giorni anecedeni i saldi; possono essere ripeue più vole e in qualsiasi periodo del anno, dandone comunicazione almeno 20 giorni prima e, nel caso di cessazione dell aivià, non può essere riaivaa prima di dodici mesi. Le vendie di fine sagione sono sabilie con decreo dell Assessore regionale compeene (indicaivamene 60 gg. per periodo). Comuni urisici e orari: In generale valgono le disposizioni previse dal decreo 114/98 in maeria di orari (dalle 7 alle 22 e massimo 13 ore). I Comuni individuano i giorni e le zone del erriorio in cui è possibile derogare all obbligo di chiusura domenicale e fesiva. Tali deroghe sono di norma concesse nel mese di dicembre e in uleriori 8 domeniche o fesivi. È faa salva la possibilià per i Comuni, nei periodi di maggior afflusso urisico, di auorizzare l aperura anche fino alle ore 24,00, alla domenica e nei giorni fesivi (non vengono specificai crieri per l individuazione dei comuni urisici e limii alle deroghe consenie). SICILIA: (L.R.28/99; L.R.16/02; L.R.20/05; D.P.R.165/00; D.A.12/7/00; D.P.R.26/07/00; D.A.12/12/02; Circolare 4/05; Circolare 6/05; Circolare 7/07; Circolare 4/08; D.A.137/5.S-08) La L.R.28/99 è ancora essere la legge di regolamenazione del seore, pur con alcune successive modifiche e inegrazioni che di fao non ne hanno modificao l impiano di base: riclassificazione delle ipologie disribuive che ne sposa la soglia dimensionale verso il basso, facendo rienrare ra le grandi sruure quelle normalmene considerae medie; vincoli quaniaivi allo sviluppo delle grandi superfici. Il rilascio dell auorizzazione edilizia deve essere conesuale o successiva a quella commerciale. La doazione di parcheggi è in generale proporzionali ai mq di vendia.. 143
146 GSV: La L.R. 28/99, nel riclassificare le ipologie disribuive, definisce come GSV quelle con superficie superiore a: 600 mq nei comuni fino a abiani; 1000 mq nei comuni ra i 10 e i abiani; 1500 mq nei comuni con più di abiani. Demanda inolre a successive direive e indirizzi la definizione dei crieri specifici per l aperura di GSV. A luglio del 2000 è saa adoaa una direiva in maeria che ha sabilio che, al fine di consenire un adeguameno progressivo della ree disribuiva esisene, l aperura di nuove GSV doveva rispeare, per un periodo sperimenale di 30 mesi, specifici limii di sviluppo (nelle aree a maggiore sviluppo di medie e grandi sruure, l incremeno di superficie non poeva superare il 40 per ceno della densià di ali sruure esisene alla daa di enraa in vigore della LR28/99). Tali disposizioni sono sae prorogae fino a giugno Erano inolre sabilie disanze minime ra esercizi e una soglia in ermini di quoa di mercao per singolo operaore (pari a un erzo), superaa la quale l auorizzazione non poeva essere concessa. La quoa di mercao si riferiva a ua la ree commerciale, inclusi gli esercizi di vicinao e le MSV con la sessa specializzazione merceologica, di cui fosse iolare un soggeo avene la medesima insegna, in proprieà o collegaa alla sessa cenrale di acquiso, nell area definia dall isocrona corrispondene a 30 minui di auo. L Anirus è inervenua nel 2004 giudicando negaivamene sia i limii quaniaivi sia la fissazione di una quoa di mercao per operaore. La LR 20/05, nell aesa di una più ampia riforma della normaiva del seore, ha previso un innalzameno dei limii di superficie vigeni e reso meno vincolane l aperura di grandi sruure non alimenari. La Circolare 7/07, pur sabilendo una generale prevalenza delle disposizioni regionali su quelle nazionali conenue nel secondo decreo Bersani, ha eliminao il riferimeno alla quoa di mercao. La Circolare 4/08 ha sabilio che i Comuni che, a disanza di quasi 10 anni, ancora non avevano adeguao i propri srumeni urbanisici in base a quano sabilio dalla LR 28/99, dovevano provvedervi enro un ermine di 180 giorni. In assenza nuove isanze per l aperura, il rasferimeno e l ampliameno di GSV non erano considerae ammissibili. A oobre del 2009 la Regione ha nominao i Commissari per i comuni ancora inadempieni. La normaiva regionale assimila inolre ai cenri commerciali i Facory Oule Cenre e i parchi commerciali, prevedendo che le auorizzazioni siano riferie al cenro nel suo complesso. MSV: Non vengono imposi vincoli, ma ci si affida alla programmazione urbanisica comunale. I Comuni concedono sempre auorizzazione per accorpameno (con un incremeno massimo del 20 per ceno della superficie) o concenrazione di esercizi di vicinao esiseni. I limii dimensionali per le medie sruure sono però abbassai, venendo ali disposizioni ad applicarsi anche a sruure considerae di vicinao dalla normaiva nazionale e facendo invece rienrare nei crieri auorizzaivi per grandi sruure quelle di dimensione maggiore (da 100 a 600 mq nei Comuni con meno di abiani; da 150 a mq se la popolazione è compresa ra 10 e abiani; da 200 a per i comuni maggiori). Offera di vendia: La Regione ha manenuo, in maeria di vendie sraordinarie, le disposizioni conenue nella LR 9/96, successivamene modificaa dalla LR 28/97, che aribuisce all Assessore regionale al commercio la definizione dei periodi delle vendie promozionali e di fine sagione. Le vendie di fine sagione possono essere svole dal primo sabao del mese di gennaio al 15 marzo e dal secondo sabao del mese di luglio al 15 seembre. Le vendie promozionali possono essere svole dal primo sabao del mese di gennaio al 15 maggio e da primo agoso al 15 novembre. Nessuna disposizione relaiva a ali vendie e a quelle di liquidazione è conenua nella LR 28/99; si è rienuo che le norme in maeria di vendie promozionali della legge 248/06 non si applicano in Sicilia. Comuni urisici e orari: In generale, gli eserceni possono liberamene deerminare gli orari di aperura, nel rispeo della fascia oraria dalla 7 alle 22 (fino alle 23 nel caso di ora legale), per un massimo di 12 ore giornaliere. La chiusura infraseimanale è rimessa alla decisione del Sindaco, così come quesi può auorizzare l aperura nourna di un numero limiao di esercizi di vicinao. È possibile derogare all obbligo di chiusura domenicale o fesiva nel mese di dicembre e per un massimo di alre 9 giornae. I Comuni a prevalene economia urisica e le cià d are sono definie con decreo regionale, diero richiesa dei Comuni ineressai; in ali comuni o in pari di essi gli eserceni possono definire liberamene gli orari di aperura, derogando alle disposizioni precedeni, limiaamene ai periodi di maggiore afflusso urisico. Nel 2008, considerao l ampio numero di comuni che avevano oenuo il riconoscimeno di comune urisico o cià d are, sono sai definii dei crieri più sringeni per la loro individuazione (presenza di beni culurali o ambienali; aperura nei giorni fesivi di musei, aivià ricreaive, ecce; quoa di bilancio comunale desinaa all aivià urisica); deve inolre essere 144
147 indicao in modo esplicio sia l arco emporale sia l ambio errioriale in cui si richiede il riconoscimeno. TOSCANA: (L.R.28/99; L.R.28/05; L.R.34/07; D.P.G.R.4/99; D.P.G.R.5/00; D.P.G.R.26/02; D.P.G.R.17/04; D.P.G.R.15/09; D.G.R.424/09) La programmazione commerciale è saa nel empo rivisa, fino a pervenire nel 2005 all adozione di un Teso Unico in maeria di commercio, le cui disposizioni sono enrae in vigore solo nel 2009, con l adozione del relaivo Regolameno di auazione. L imposazione di fondo rimane sempre una programmazione di ipo quaniaivo, soprauo per le grandi sruure, a cui si associa una revisione verso il basso della dimensione delle medie sruure e un limie superiore alle grandi superfici, paramerizzao in relazione alla popolazione del comune di insediameno. È previsa una doazione minima di parcheggio di 1,5 mq ogni mq di superficie per le medie sruure e di 2 mq per le grandi, con possibilià di uleriori maggiorazioni; pare di ale doazione deve essere desinaa ad aree verdi. È previsa la conesualià nel rilascio dell auorizzazione amminisraiva ed edilizia. GSV: La normaiva del 1999 fissava un Indice di equilibrio commerciale per lo sviluppo delle medie e delle grandi sruure di vendia, sulla base della consisenza di grandi e medie sruure ed esercizi di vicinao. Poneva dei vincoli di disanza minima ra grandi superfici e fissava inolre dei parameri di equilibrio ra grandi superfici alimenari e non alimenari. Nel 2002 l indice di equilibrio viene sosiuio per le grandi sruure con un limie massimo di sviluppo in ermini di Superficie di vendia auorizzabile (SVAG), periodicamene riviso dalla Giuna regionale, e di cui il 40 per ceno è riservao ad ampliameni. Il TU del 2005 non modifica in modo sosanziale la normaiva precedene: le grandi sruure coninuano a essere classificae in re ipologie dimensionali (fino a 5000 mq; da 5 a mq; da 10 a mq) e l auorizzazione alla loro aperura a essere paramerizzaa alla classe dimensionale dei comuni (fino a abiani; da 3 a 10 mila; da 10 a 50 mila; olre 50 mila). Coninua a farsi riferimeno a una quanificazione della SVAG per il seore alimenare e non alimenare, rivisa ogni re anni dalla Giuna regionale, sulla base di un obieivo di sviluppo equilibrao ra superficie di grandi sruure, di medie ed esercizi di vicinao; la percenuale da desinare ad ampliameni è saa abbassaa al 30 per ceno. Cosiuisce ao dovuo l auorizzazione al rasferimeno o all ampliameno di una grande sruura, se derivane dall accorpameno di esercizi localizzai sul erriorio comunale da almeno 3 anni. Sono previsi dei sisemi di promozione delle produzioni ipiche locali e nei cenri commerciali è favorio l inserimeno di operaori locali. MSV: Nella prima applicazione normaiva del 1999 anche l auorizzazione per medie superfici era subordinaa al rispeo di un Indice di equilibrio commerciale; nel 2002 la normaiva regionale rimee ai Comuni la definizione dei crieri e delle procedure per il rilascio delle auorizzazioni, nel rispeo di alcuni principi sabilii a livello regionale. Il Teso Unico del 2005 coninua a manenere la sessa imposazione. La soglia dimensionale massima per medie sruure viene manenua a 1500 mq anche nei comuni con più di abiani, essendo consenia l aperura di puni vendia fino a 2500 mq solo in alcune aree meropoliane definie (Firenze-Pisoia-Prao e Livorno-Pisa). Nel rispeo dei precedeni limii di superficie è sempre consenia l aperura o l ampliameno di una media sruura se derivane dall accorpameno di esercizi di vicinao o medie sruure già aivi da almeno 3 anni. Il TU conempla per la prima vola il caso di sruure di vendia in forma aggregaa, inendendosi medie e/o grandi sruure ra loro adiaceni, pose a una disanza inferiore a 120 mq (fino al 2010 ale disanza è saa abbassaa a 60 mq, menre è sempre consenio ai Comuni aumenarla olre i 120 mq). L auorizzazione per l aperura di una media sruura che viene a ricadere in ale ipologia deve essere valuaa in base ai crieri sabilii per le grandi sruure. Offera di vendia: Le vendie di liquidazione possono essere effeuae in qualsiasi periodo dell anno, previa comunicazione al Comune compeene, per una duraa massima di 8 seimane nel caso di cessazione dell aivià o di cessione dell azienda; nell ipoesi di rinnovo o rasferimeno la duraa 145
148 massima è di 4 seimane. Nel primo caso l esercene non può riprendere la sessa aivià prima di 180 giorni dalla cessazione. Le vendie promozionali possono essere effeuae più vole, per uno, più o ui i prodoi e per un periodo di empo limiao (ma non specificao); ne è fao divieo nel periodo dei saldi, nei 30 giorni anecedeni e nel mese di dicembre. Le vendie di fine sagione possono svolgersi dal 7 gennaio al 7 marzo e dal 7 luglio al 7 seembre, salva la facolà della Giuna di modificare ali dae. Comuni urisici e orari: In generale valgono le disposizioni previse dal decreo 114/98 in maeria di orari e di aperure domenicali, ma viene lasciaa liberà ai Comuni di consenire, nei periodi di maggior afflusso urisico, l aperura anicipaa alle ore 5 e/o posicipaa alle 24, derogando in al modo anche al limie massimo giornaliero di 13 ore. Anche la possibilià di ampliameno delle giornae di aperura domenicale e nelle fesivià viene rimessa alla libera deerminazione del Comune. Viene meno la disinzione ra comuni urisici e non, con la possibilià di esendere ali disposizioni più liberise a ui i Comuni; viene richieso ai comuni limirofi di accordarsi per definire orari e giorni di aperura omogenei. A novembre 2010, menre da un lao è saa presenaa una richiesa di revisione della normaiva esisene, al fine di limiare le deroghe alle chiusure domenicali, dall alro il Comune di Prao, in accordo con quelli di Firenze e Pisoia, ha fissao in 22 giornae le deroghe all obbligo di chiusura domenicale e ha previso da gennaio 2011 la possibilià di aperura senza limie in aree specifiche, come il cenro sorico e le localià monane e collinari. UMBRIA: (L.R.24/99; LR.26/05; L.R.15/10; R.R.39/99; D.G.R.1461/99; D.G.R.738/11) La normaiva iniziale era molo rigida. Nel 2005 è saa approvaa una nuova legge di riforma del seore, che ha inrodoo uleriori vincoli alle grandi sruure di dimensione superiore; ha aribuio priorià alle richiese per nuove sruure derivani da accorpameni e ampliameni; ha eliminao disposizioni di favore per ampliameni di medie sruure. Nel 2010, con il recepimeno della Direiva Europea, sono sae abrogae le disposizione che fissavano limii quaniaivi allo sviluppo di medie e grandi sruure, inroducendo principi di maggiore concorrenza e liberalizzazione. Nel rispeo di ali principi la Giuna regionale è delegaa a definire con proprio ao di programmazione le modalià e i crieri auorizzaivi per grandi e medie sruure, uilizzando unicamene crieri qualiaivi (la Giuna ha provveduo a luglio del 2011). Sono sai inolre direamene definii e specificai empi ceri per il rilascio delle auorizzazioni sia per medie sia per grandi sruure. Sono sai liberalizzai gli orari di aperura degli esercizi siuai in localià urisiche, aree monane e rurali, ranne in alcune fesivià predefinie. Per gli alri esercizi sono lievemene aumenae le domeniche di aperura in deroga. Sono sai eliminai i vincoli posi alle vendie promozionali. Sono sae rivise e ampliae le aivià che, per la loro naura, la normaiva nazionale ne prevede la libera deerminazione degli orari. GSV: La prima applicazione normaiva Umbra era molo rigida (L.R. 24/99). Sabiliva una riparizione del erriorio in 4 classi di Comuni a cui corrispondevano 4 diverse ipologie dimensionali di grandi sruure, compaibili con le dimensioni dei diversi Comuni. Non vi erano vincoli se il Comune era compreso in zona ad ala densià commerciale o se la sruura disava al massimo 2 km da una grande areria regionale. Veniva inolre idenificao il fabbisogno di nuove grandi sruure nel seore alimenare (superficie oale non superiore ai mq) e il numero delle sruure poenzialmene insediabili (due grandi sruure inferiori, ossia con superficie ra i e i mq). La normaiva inrodoa nel 2005 sabiliva uleriori vincoli per le sruure di dimensione superiore (olre i o i mq., in relazione alla dimensione del Comune). Quese possono essere apere solo come cenro commerciale e la superficie occupaa da esercizi di vicinao e da medie sruure deve rappresenare almeno il 30 per ceno e di quesa la meà è riservaa a operaori preseni sul erriorio da almeno 5 anni. Il loro insediameno è possibile solo nei Comuni definii ad ala densià commerciale. Nel seore alimenare o miso non possono essere apere grandi sruure nei comuni con meno di abiani. Prima del recepimeno della Direiva Bolkesein, con cadenza biennale veniva definia la disponibilià per nuove aperure. Le ulime disposizioni prevedevano su uo il erriorio regionale l aperura di una sola grande sruura inferiore e di una superiore, enrambe in un area ad ala densià 146
149 commerciale specificamene definia. La grande sruura poeva inolre essere apera solo in connessione con un progeo di risruurazione di un area, menre quella di dimensione inferiore poeva essere apera nel seore alimenare solo diero rinuncia di almeno due auorizzazioni di medie sruure di dimensione superiore ai 2000 mq e di cui una almeno era operane nel seore alimenare. Relaivamene al puno in cui la normaiva prevedeva una riserva di superficie a favore di operaori preseni sul erriorio da almeno 5 anni, la Core Cosiuzionale è inervenua sabilendo l incosiuzionalià di ale norma. Successivamene, con la legge 15/10 di recepimeno della Direiva Servizi e con il successivo D.G.R. 738/11, i precedeni limii quaniaivi sono sosiuii da crieri qualiaivi. MSV: Vengono ridefinie le soglie dimensionali e le medie sruure superiori a mq sono di fao equiparae a grandi sruure. Per le superfici inferiori ai mq spea ai Comuni la deerminazione del numero e della caegoria dimensionale; spea inolre la pianificazione urbanisica e la predisposizione di srumeni di promozione per le medie sruure. in caso di domande concorreni viene daa la precedenza a quelle che prevedono l accorpameno di almeno 2 esercizi operani da almeno 3 anni. Ingerenze nella programmazione derivano dall individuazione di alcuni crieri urbanisici e di norme relaive ad ampliameni, accorpameni e concenrazioni. Fino al 24 aprile 2001 era previsa la possibilià, per gli esercizi di vicinao, di derogare al principio della semplice comunicazione, per moivi legai a sudi di impao. La nuova normaiva ha inolre eliminao la disposizione precedene che conseniva ai Comuni siuai in zone monane, nei primi 2 anni di applicazione della legge, di abbassare il limie dimensionale minimo delle medie sruure a 150 mq. Offera di vendia: Le vendie di liquidazione possono essere effeuae in qualsiasi periodo dell anno, previa comunicazione al Comune compeene, per una duraa massima di 13 seimane nel caso di cessazione dell aivià o di cessione dell azienda. Nell ipoesi di rinnovo o rasferimeno la duraa massima è di 6 seimane. Le vendie promozionali possono essere effeuae sono in periodi dell anno predefinii e per una duraa massima di 30 giorni e con una disanza minima ra una vendia e l alra di almeno 3 seimane. Le vendie di fine sagione possono svolgersi in 2 periodi dell anno predefinii, la cui duraa è saa poraa a 60 giorni ciascuno. Comuni urisici e orari: In generale valgono le disposizioni previse dal decreo 114/98 in maeria di orari e di aperure domenicali, anche per i Comuni urisici. È consenio ai Comuni di auorizzare l aperura nourna per una percenuale massima di esercizi non superiore al 5 per ceno del oale. La possibilià di ampliameno delle giornae di aperura domenicale e nelle fesivià, olre a quelle previse nel decreo 114/98, può essere ampliaa fino a un numero massimo di 4 giorni all anno. VALLE D AOSTA: (L.R.12/99; L.R.36/04; D.C.R.1088/00; Circ.4/00) GSV: Viene definio il numero di grandi superfici auorizzabili nei primi 3 anni con l inroduzione di uleriori vincoli (alimenare/miso: solo un unià per concenrazione o ampliameno e solo in alcuni Comuni; non alimenare: per concenrazione di medie e grandi, fino a un massimo di 3 sruure). Alri elemeni di rigidià sono rappresenai dalla fissazione della superficie massima per ogni esercizio (3.500 mq), dalla compaibilià errioriale relaiva alle diverse sruure e dalla definizione di caraerisiche qualiaive per le grandi sruure. Viene però concessa sempre l auorizzazione per ampliameni per un massimo del 20 per ceno della superficie esisene. MSV: la programmazione si basa sulla compaibilià errioriale, sabilia in base a abelle. Sruure di maggiori dimensioni possono essere realizzae solo in Comuni con popolazione superiore ai abiani. È sempre concessa auorizzazione per aperura e ampliameno di medie sruure ramie accorpameno o concenrazione di esercizi di vicinao o medie sruure dello sesso Comune (nei vincoli dimensionali sabilii). Comuni urisici e orari: con specifica deliberazione della giuna regionale (n.2997/2000) sono sai individuai i Comuni a prevalene economia urisica. Per ali comuni è previso l esercizio della facolà 147
150 - in maeria di orari di aperura e chiusura dei negozi - di deroga a quano disposo dalle norme nazionali. Offera di vendia: le vendie promozionali, effeuae al fine di promuovere deerminai prodoi, devono essere sospese almeno 15 giorni prima dell inizio della vendia di fine sagione o saldo. Le vendie di fine sagione o saldi sono riferie a specifiche caegorie merceologiche e l esercene ineressao deve darne comunicazione al Comune almeno 10 giorni prima dell inizio della vendia; la loro duraa non può superare i 50 giorni consecuivi per ciascun periodo (dal 10 gennaio al 31 marzo e dal 10 luglio al 30 seembre). Delle vendie di liquidazione deve esserne daa comunicazione al Comune ove ha sede l esercizio almeno 10 giorni prima dell avvio della vendia;. Possono essere effeuae in ogni periodo dell anno, per una duraa massima di 13 seimane. Qualora la liquidazione debba essere effeuaa nel mese di dicembre o nei 30 giorni anecedeni l inizio di ciascun periodo di vendie di fine sagione, la preveniva comunicazione al Comune deve essere resa con almeno 30 giorni di anicipo. VENETO: (L.R.30/11; L.R.37/99; L.R.62/99; L.R.15/04; L.R.37/04; L.R.7/05; L.R.21/07; D.G.R.1312/00; D.G.R.3756/04; D.G.R.3865/04; D.G.R.496/05; D.G.R.569/05; D.G.R.1999/05; D.G.R.1046/06; D.G.R.1029/08) La legge iniziale del 1999 è saa modificaa perché giudicaa in conraso con il principio della libera concorrenza, soprauo nei confroni dei puni vendia di grandi dimensioni. La legge di modifica (L.R. 15/04) ha inrodoo dei cambiameni solo marginali alla L.R. 37/99, coninuando a essere fondaa su di un imposazione quaniaiva, in conraso con quano sosenuo dalla normaiva nazionale, dai pareri dell Auorià Anirus e più di recene dalla Direiva comuniaria 2006/123/CE. La duraa riennale della programmazione è saa largamene disaesa, con la conseguenza che spesso non sono sai aggiornai gli obieivi di sviluppo, deerminando di fao un blocco quasi oale all aperura di medie e grandi sruure. Alle grandi sruure vengono posi dei limii dimensionali superiori e vengono in pare ad esse assimilae, ai fini auorizzaivi, le MSV di dimensione superiore ai mq Le ipologie disribuive sono disine in: alimenari; non alimenari generiche; mise; non alimenari a grande fabbisogno di superficie, per le quali non si applicano i coningeni di superficie sabilii per le alre sruure. Il rilascio dell auorizzazione commerciale è subordinao al possesso del corrispondene iolo edilizio che può essere anche conesuale. È previsa una doazione di parcheggi, che varia in relazione alla ipologia del puno vendia e del Comune, e che raggiunge un massimo di 2,5 mq ogni mq di superficie di vendia per le grandi sruure alimenari o mise. GSV: il erriorio regionale è ripario in aree sovra-comunali, che si configurano come un unico bacino di uenza, e per ognuna di esse vengono individuai i coningeni di superficie alimenare e non alimenare. I Comuni individuano gli ambii per l'insediameno delle grandi sruure di vendia, verificando inolre la compaibilià di alcuni parameri urbanisici e sabiliscono le superfici massime auorizzabili in ali aree. La superficie massima per singolo puno vendia è fissaa dalla normaiva regionale in mq, qualsiasi sia la dimensione del comune; solo nel caso di GSV derivani da accorpameno la superficie massima è di mq., purché siano rispeai i vincoli localizzaivi e il coningene di superficie imposo a livello regionale. L evenuale auorizzazione è subordinaa all acceazione scria del richiedene, enro 40 giorni, delle prescrizioni conenue nella legge e la sruura deve essere aivaa, per almeno i due erzi, enro 24 mesi dal ricevimeno dell acceazione. Non sono subordinai al rispeo del coningene di superficie gli accorpameni e le concenrazioni di puni vendia esiseni la cui superficie finale non è superiore alla somma delle singole superfici di origine. La L.R. 21/7 ha previso inolre sempre la possibilià di fare accorpameni ra una GSV e medie sruure già esiseni fino a una superficie massima complessiva di mq. La L.R. 21/7 ha inolre previso, in deroga alla normaiva precedene, che le grandi sruure con superficie superiore a mq possono essere inegrae da aivià di somminisrazione di alimeni e bevande, la cui 148
151 superficie non deve superare il 2 per ceno di quella complessiva. Le grandi sruure non alimenari possono invece inegrarsi con aivià alimenari, la cui superficie non deve essere superiore all 1 per ceno di quella oale. La normaiva coniene inolre disposizioni specifiche per i parchi commerciali e gli oule cenre che, se di grandi dimensioni, vengono ricondoi all inerno della griglia quaniaiva degli obieivi di sviluppo delle grandi sruure di vendia. La superficie oale auorizzabile a livello regionale è saa innalzaa dalla L.R. 15/04 (da 67 a mq). L ampliameno della superficie auorizzabile va leo enuo cono del blocco all aperura di GSV dal 2001 al 2004, a causa del riardo nell approvazione del nuovo programma, scaduo nel 2001 (la programmazione regionale ha duraa riennale). A seembre 2010 le superfici ancora disponibili a livello regionale per l aperura di GSV risulavano paricolarmene limiae (circa mq in oale, da disribuire ra alimenare, miso e non alimenare). La L.R. n. 30/11, enraa in vigore il 27 dicembre 2011, nell aesa di una nuova normaiva del seore ha previso un blocco emporaneo alle auorizzazioni per l aperura di grandi sruure e di parchi commerciali, per un periodo massimo di un anno. MSV: vengono disine in sruure inferiori a mq, la cui aperura non è soggea al rispeo dell indice di equilibrio commerciale, e superiori a mq. Inolre, nelle aree sovra-comunali in cui il 75 per ceno dei Comuni ha un erriorio che ricade in uo o in pare in una comunià monana, il limie massimo per le medie sruure è fissao a mq.(a 150 per gli esercizi di vicinao). I Comuni sono enui a definire i crieri per il rilascio delle auorizzazioni per MSV, enendo cono di alcuni faori (impao sulla viabilià, equilibrao sviluppo delle varie forme disribuive, priorià alle domande di ampliameno, ecc.), e dell indice di equilibrio commerciale. Tale indice, dao dal rapporo ra superficie di vendia di esercizi di vicinao e superficie di medie e grandi sruure, è sao inrodoo nel 2005 con delibera della Giuna regionale. Pone di fao dei vincoli quaniaivi allo sviluppo delle MSV, essendo la loro aperura consenia solo se l indice è superiore a 1. Si applica all inero erriorio comunale senza possibilià di differenziarlo per aree errioriali; può essere modificao dal singolo Comune in senso più resriivo. È sempre concessa l auorizzazione a una MSV derivane dalla concenrazione di 4 o dall accorpameno di più esercizi di vicinao operani da almeno 3 anni, con una superficie oale non superiore alla somma delle superfici singole. Ingerenze e vincoli nella programmazione comunale derivano inolre dalla previsione di rigidi sandard urbanisici (in maeria di viabilià, di doazione di parcheggi, ecc.). A frone dell inerzia legislaiva dei Comuni, la Regione è inolre inervenua in via sosiuiva nel definire le norme di maggiore deaglio per il rilascio delle auorizzazioni per MSV. Offera di vendia: Le vendie di liquidazione, di qualsiasi ipo, possono essere effeuae durane uo l anno, previa comunicazione al Comune, per una duraa massima per ciascun periodo di 6 seimane. Nel caso di vendie finalizzae al rinnovo o rasformazione dei locali l esercizio deve rimanere chiuso per un periodo minimo di 7 giorni. Le vendie promozionali possono essere effeuae per uno, più o ui i prodoi, per un numero indefinio di vole. L unico divieo è nei 30 giorni anecedeni la daa dei saldi. Le vendie di fine sagione invernali possono svolgersi a parire dal primo sabao di gennaio fino al 28 febbraio; per quelle esive la previsione iniziale era dal primo sabao di luglio al 31 agoso, ma l ulima revisione del 2010 ne ha sposao la daa di inizio al erzo sabao del mese di luglio. Comuni urisici e orari: In generale a ui i Comuni si applicano le disposizioni, in maeria di orari e di deroga alla chiusura domenicale, conenue nel decreo legislaivo 114/98. Dal 2010, in via sperimenale, la possibilià di aperura domenicale è saa esesa a 16 domeniche, olre a quelle del mese di dicembre. I Comuni a prevalene economia urisica e le cià d are, in cui è rimessa agli eserceni la facolà di sabilire gli orari di aperura e di chiusura, sono individuai dalle singole Province compeeni per erriorio. L individuazione si basa sul rispeo di alcuni indicaori fissai dalla normaiva regionale, ma il cui livello minimo è rimesso alla libera deerminazione di ogni singola Provincia. Ogni Comune deve comunque soddisfare un requisio fondamenale per essere dichiarao urisico, ossia la disponibilià di un numero minimo di posi leo in sruure alberghiere ed exra alberghiere. 149
152 PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO: L.P.4/00; L.P.17/10; L.P.6/00; D.G.P.2562/00; D.G.P.2859/00; D.G.P.3134/00; D.P.G.P.32-50/00; D.G.P.339/01; D.G.P.340/01; D.G.P.2280/03; D.G.P.379/04) La normaiva del seore è rimasa per circa 10 anni basaa sull iniziale imposazione, molo vincolane. L Auorià Garane della Concorrenza e del Mercao aveva evidenziao la naura resriiva della norma in merio alla classificazione dei puni vendia. Nel 2010 è saa adoaa una nuova disciplina che aenua solo in pare i vincoli precedeni e conro cui ha nuovamene espresso parere negaivo l Anirus, evidenziandone il conraso con la direiva comuniaria 2006/123. GSV: Vengono considerae grandi sruure quelle con superficie superiore a 300 mq nei comuni fino a abiani; olre i 400 mq nei comuni con popolazione da 5 a abiani; olre gli 800 mq nei resani comuni. La precedene normaiva individuava sia gli ambii errioriali sia il numero di puni vendia da realizzare. Fissava inolre una soglia superiore alla dimensione delle grandi sruure, soglia che è saa eliminaa dalla revisione normaiva del In generale, enrambe le normaive prevedono un cero coinvolgimeno dei Comuni, i cui Piani regolaori generali devono individuare le aree per l'insediameno di grandi sruure (con varie ipologie di sruure ammissibili), ponendo aenzione ad aspei urbanisici e ambienali; vengono inolre richiesi sudi d'impao ambienale (qualià archieonica, uso dei maeriali, arredo urbano e verde, pavimenazione e mimeizzazione dei parcheggi). La precedene normaiva aveva definio un limie di superficie oale a livello regionale, da aribuirsi per il 30 per ceno al seore alimenare e miso e per il 70 per ceno al non alimenare; ali quoe andavano inolre suddivise in pari uguali ra i comuni maggiori. Alcuni vincoli riguardano gli ampliameni e le concenrazioni per grandi superfici alimenari o mise e non alimenari, che erano concesse solo nel caso in cui le sruure fossero aive almeno da 3 anni. Tale disposizione è saa modificaa in senso più resriivo dalla vigene normaiva, ponendo un vincolo di 5 anni e un incremeno massimo della superficie pari al 20 per ceno. Al momeno non è ancora saa adoaa la delibera della Giuna regionale (da rivedere ogni 5 anni), che definisce la quoa di superficie di vendia da desinare all aperura di grandi sruure. È sabilio che ale delibera dovrà comunque prevedere la quoa complessiva di superficie di vendia da desinare a grandi sruure, disinguendo ra quoa per sruure superiori e inferiori a mq. Per quelle superiori dovranno inolre essere individuae le zone del erriorio in cui può esserne effeuaa la localizzazione, menre per quelle inferiori a mq, la quoa complessiva andrà uleriormene riparia ra comuni diversi; dovrà inolre essere previsa la suddivisione delle quoe di superficie per seore merceologico. MSV: La nuova normaiva definisce medie sruure quelle con una superficie da 150 a 400 mq nei comuni con meno di abiani, da 150 a 400 nei comuni da 5 ai abiani; fino a 800 mq olre i abiani (la precedene normaiva prevedeva 2 sole classi: da 100 a 400 mq nei comuni fino a abiani; da 150 a 800 nei resani comuni). L'ampliameno della superficie di vendia può avvenire solo decorsi 5 anni dall inizio dell aivià e per un incremeno massimo del 20 per ceno. Se queso deermina il superameno delle soglie dimensionali previse per le medie sruure, si applicano le disposizioni relaive alle grandi sruure. Nella precedene normaiva, le auorizzazioni per medie sruure erano subordinae al rispeo di uno dei due segueni indici: "indice di densià" nel caso di Comuni più piccoli (sabilio in 200 mq ogni mille abiani per il seore alimenare/miso e in 500 mq ogni abiani per il seore non alimenare); limii di sviluppo per i resani Comuni (crescia massima del 10 per ceno della superficie delle medie sruure di vendia alimenari o mise e del 15 per ceno per quelle non alimenari). Aualmene ali vincoli sono sai rimossi e l auorizzazione per medie sruure è rimessa al rispeo dei crieri di programmazione urbanisica del seore. Esercizi di vicinao: Per esercizi di vicinao si inendono quelli con superficie non superiore a 150 mq., indipendenemene dalla dimensione del Comune (la precedene normaiva li disingueva in 2 classi: fino a 100 mq nei Comuni con meno di abiani; fino a 150 nei resani comuni). È concesso l ampliameno della superficie degli esercizi di vicinao fino alla soglia massima di 300 mq, decorsi almeno 5 anni dall inizio aivià; l ampliameno fino a ale soglia non deermina la loro qualificazione come medie sruure. Offera di vendia: La nuova normaiva del 2010 ha liberalizzao le vendie promozionali, eliminando i precedeni limii di duraa, menre ha elencao in modo deagliao un insieme di ipologie di vendia 150
153 definie come vendie presenae al pubblico come occasioni paricolarmene favorevoli, al cui inerno rienrano anche le vendie di liquidazione e i saldi. Per ue ali ipologie la loro duraa non può essere superiore a 60 giorni e ra una vendia e l alra devono inercorrere almeno 30 giorni. Comuni urisici e orari: Gli esercizi commerciali di vendia al deaglio possono resare aperi al pubblico ui i giorni della seimana dalle ore 7 alle ore 20, decidendo liberamene le fasce orarie nel rispeo del limie massimo di 11 ore giornaliere. La Giuna Provinciale, per i comuni definii nelle proprie delibere a economia urisica o di arazione commerciale, ha disposo la facolà degli eserceni di deerminare liberamene gli orari di aperura e chiusura enro la fascia oraria dalle 6 alle senza limii di mone ore giornaliero, limiaamene ai soli periodi di maggior affluenza, variabili in base alla localizzazione dei comuni. È sao previso un orario nourno occasionale per un massimo di 2 giornae nel corso nell anno, in relazione a paricolari eveni promossi ed organizzai con l ene pubblico; in al caso i comuni possono auorizzare l ampliameno dell orario limiaamene ad alcune porzioni del erriorio comunale. È previsa la chiusura domenicale, fesiva e infraseimanale. Sono consenie, in generale, 4 giornae di deroga alla chiusura domenicale, olre a quelle del mese di dicembre; i comuni urisici e di arazione commerciale possono rimanere aperi alla domenica limiaamene al solo periodo in cui gli è riconosciua la precedene qualifica. PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO: (L.P.9/99; L.P.7/00; D.G.P.64/99; D.P.G.P.39/00; D.G.P.2150/02; D.G.P.1588/09) La normaiva del seore è ancora quella definia nel 2000, su cui sono inervenui cambiameni solo marginali. Obieivo prioriario è quello di ener cono della specifica conformazione geografica del erriorio, riconoscendo un ruolo imporane alle piccole e medie aziende. I crieri che di fao disciplinano le nuove sruure sono definii con delibera della Giuna Regionale, che nel 2009 ha sabilio i nuovi crieri validi fino al L imposazione si maniene molo resriiva e basaa sulla riclassificazione verso il basso di ue le ipologie disribuive. GSV: Sono considerae grandi sruure ue quelle con superficie superiore ai 500 mq. Nuove sruure possono essere apere solo nei Comuni superiori e in quelli di rilevanza comprensoriale fino a una dimensione massima per puno vendia, rispeivamene, di e di mq..nei resani comuni sono consenii solo ampliameni fino a una superficie finale massima di mq. La Provincia, enuo cono della sruura disribuiva esisene, definisce il coningene di superficie per grandi sruure. L ulima disposizione, valida dal 2009 al 2014, con possibilià di essere prorogaa per uleriori 2 anni, sabilisce un coningene complessivo, a sua vola ripario per area comprensoriale, di circa mq per nuove aperure, a cui vanno aggiuni mq previsi per un nuovo cenro commerciale a Bolzano, e di poco meno di mq per ampliameni. Enrambi le superfici vanno desinae per il 25 per ceno al seore alimenare e per la quoa resane a quello non alimenare. Tenuo cono della duraa quinquennale del piano, la superficie disponibile per ampliameni porà essere uilizzaa nella misura del 70 per ceno nei primi 2 anni e la quoa resane nei successivi, menre per la superficie per nuove aperure non è previsa una sua disribuzione nel empo. La precedene delibera provinciale del 2002 aveva fissao un limie alla crescia delle grandi sruure di vendia, per il periodo , nella misura del 18 per ceno della superficie esisene al 2001 (corrispondene a poco più di mq), risulane dalla somma di un 10 per ceno da desinarsi all ampliameno di grandi sruure già esiseni e di un 8 per ceno per l aperura di nuove grandi sruure. Tali superfici venivano riparie nella sessa proporzione ra seore alimenare e non. MSV: Sono considerae medie sruure quelle con una superficie fino a 500 mq e superiore, rispeivamene, ai 100 o ai 150 mq nei Comuni con meno o con più di abiani. La precedene normaiva definiva, araverso un complesso sisema di calcolo, un eo massimo, anche se non vincolane, alla superficie auorizzabile a livello comunale. L auale normaiva non fissa specifici limii quaniaivi, ma rimanda al rispeo degli indirizzi e dei crieri programmaori provinciali, insieme agli srumeni di pianificazione commerciale. Il piano comunale può prevedere che esercizi di vicinao, 151
154 aivi da 5 o più anni, possano essere auorizzai ad ampliare la superficie di vendia fino a 200 o 300 mq, rispeivamene nei Comuni con popolazione residene inferiore o superiore a abiani, indipendenemene dalla disponibilià di superficie per le medie sruure di vendia. Il piano comunale può alresì prevedere che medie sruure di vendia aive da 5 o più anni, possano essere auorizzae una sola vola ad ampliare la superficie di vendia fino al 30 per ceno di quella già auorizzaa e comunque non olre 500 mq, indipendenemene dalla disponibilià di superficie per le medie sruure di vendia. Piccole sruure di vendia: vengono definie come piccole sruure di vendia quelle con superficie inferiore a 100 mq nei Comuni con popolazione fino a abiani e a 150 nei resani comuni. Offera di vendia: Le vendie di liquidazione possono essere auorizzae solo decorsi 36 mesi da quella precedene e non può avere duraa superiore a 30 giorni. Non possono essere effeuae nei 20 giorni anecedeni le vendie di fine sagione e nel mese di dicembre e deve esserne daa comunicazione almeno 14 giorni prima. Le vendie di fine sagione hanno per oggeo esclusivo la vendia di prodoi di caraere sagionale e possono essere effeuae solano in 2 periodi dell anno deerminai dalla Camera di Commercio per seori merceologici e per zone. Le vendia promozionali non possono avere duraa superiore alle 2 seimane. Possono riguardare al massimo 15 voci merceologiche e il 10 per ceno degli aricoli; deve esserne daa comunicazione preveniva almeno 10 giorni prima dell inizio. Comuni urisici e orari: gli orari di aperura e chiusura al pubblico degli esercizi di vendia al deaglio sono rimessi alla libera deerminazione degli eserceni, nel rispeo dei crieri emanai dal comune sulla base degli indirizzi deliberai dalla Giuna provinciale. Gli indirizzi devono prevedere il riposo domenicale come regola nonché la possibilià di deroghe emporali e per ambii errioriali. I comuni possono auorizzare, in base all esigenze dell uenza e alle specifiche caraerisiche del erriorio, anche la vendia nourna solo per un numero limiao di esercizi di vicinao. 152
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