CORSO DI CONTABILITA E BILANCIO



Похожие документы
Le rimanenze P.C. 13 IAS 2

ISTITUZIONI DI ECONOMIA AZIENDALE

La valutazione delle rimanenze di magazzino

7. LE RIMANENZE DI MAGAZZINO

In questa lezione verranno trattate le rimanenze di magazzino «propriamente dette» : materie prime, semilavorati, prodotti finiti, etc.

Il criterio generale di valutazione delle rimanenze (1): COST OR MARKET

Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale Dipartimento di Economia e Giurisprudenza ECONOMIA AZIENDALE. Anno Accademico

Magazzino: regole di bilancio e fiscali

Bilancio: l attivo circolante e le passività

La valutazione delle immobilizzazioni immateriali

Le costruzioni in economia

CORSO DI CONTABILITA E BILANCIO II

PCN 24 IAS 38 attività immateriali

Circolare informativa n.15 del 22 dicembre 2014 REGISTRI CONTABILI E INVENTARIO DI MAGAZZINO

non conclusi alla data di rilevazione delle risultanze contabili periodiche (beni fungibili);

Prof. Alessandro Zattoni - Università Parthenope di Napoli

CORSO IFRS International Financial Reporting Standards. IAS 23 Oneri finanziari

Ragioneria Generale e Applicata I (Valutazioni di Bilancio) IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI e IMMATERIALI

Novità in OIC 16 Le immobilizzazioni materiali

NOTA OPERATIVA N.12 /2015

Ragioneria Generale e Applicata a.a Esercitazione: La valutazione delle immobilizzazioni materiali

- Il rimborso dei prestiti e le spese da servizi per conto terzi -

Fiscal News N Rimanenze: valutazione di materie e merci. La circolare di aggiornamento professionale Rivalutazione beni d impresa

IL COSTO DI ACQUISTO E DI PRODUZIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI

I processi di acquisizione/utilizzo dei fattori produttivi correnti

Ragioneria Generale e Applicata. Esercitazione: la valutazione delle rimanenze di magazzino

Fila A. Economia Aziendale Economia e Commercio Cognome... Nome... Matricola...

COME FARE UN INVENTARIO DI MAGAZZINO: I BENI IN CATEGORIE OMOGENEE by Fabriziomax copyright:

La gestione aziendale, il reddito e il patrimonio

ESAME DEL PRINCIPIO CONTABILE N. 13 LE RIMANENZE DI MAGAZZINO - 13 LUGLIO 2005

I processi di approvvigionamento

Immobili, impianti e macchinari Ias n.16

COLLEGIO DEI RAGIONIERI DI BRESCIA BRESCIA, VIA MARSALA 17 TEL. (030) FAX (030) Prot. n. 49/99 Brescia, 18 gennaio 1999

AZIENDA AGRICOLA DIMOSTRATIVA SRL

AZIENDA AGRICOLA DIMOSTRATIVA SRL

La valorizzazione dei movimenti di magazzino

CONTO ECONOMICO CONTABILE CONTO ECONOMICO CONTABILE

730, Unico 2013 e Studi di settore

RISOLUZIONE N. 78/E. Roma, 12 novembre 2013

NOTE ESPLICATIVE ALLA SITUAZIONE PATRIMONIALE ED ECONOMICA AL 31 MARZO 2005

Esempi scritture contabili Costituzione Spa

RIMANENZE di MAGAZZINO CONTABILITÀ e VALUTAZIONE

RISOLUZIONE N. 117/E

Capitale & Ricchezza

LE SCRITTURE ASSESTAMENTO

ACQUISTO ED UTILIZZO DELLE IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI

L analisi dei costi: il costing

Investimenti immobiliari. Alberto Bertoni

IL BILANCIO EUROPEO LO STATO PATRIMONIALE

Fisco & Contabilità La guida pratica contabile

IAS 40 - OIC 16: Investimenti immobiliari

OIC 23 - Lavori in corso su ordinazione

Nota integrativa nel bilancio abbreviato

4.5. Lottibroom S.p.A.

La rilevazione contabile di ratei, risconti, costi e ricavi anticipati

Il ciclo di approvvigionamento

FONDO UNICO REGIONALE DI INGEGNERIA FINANZIARIA FONDO DI GARANZIA REGIONALE PER LE PMI

Organizzazione dell azienda farmacia e farmacoeconomia

Corso di Finanza aziendale

La rappresentazione in bilancio delle rimanenze

Leasing secondo lo IAS 17

COSTI PLURIENNALI: L IMPATTO SUL BILANCIO DI ESERCIZIO

L AUTORITÀ PER L ENERGIA ELETTRICA IL GAS E IL SISTEMA IDRICO

LA VALUTAZIONE DELLE RIMANENZE

Indice Introduzione XIII Capitolo 1 Il bilancio di esercizio: normativa e principi contabili nazionali

LA FUSIONE Aspetti contabili

Corso di ragioneria generale ed applicata Prof. Paolo Congiu A. A IMPOSTE DIRETTE SOCIETÀ DI CAPITALI IRES

B. COSTI DELLA PRODUZIONE

Acquisizione delle immobilizzazioni materiali: acquisto

Esercitazione sul bilancio. Vedere sussidio didattico sul bilancio

15.7. Le rimanenze di magazzino: aspetti civilistici ed economici

Aumenti reali del capitale sociale

OGGETTO: Eventi sismici del 6 aprile 2009 Ulteriori chiarimenti

COSTI DI PUBBLICITÀ. Attivo SP B.I.2

Esercitazione sul bilancio

I contributi pubblici nello IAS 20

OIC 26 Operazioni, attività e passività in valuta estera bozza in consultazione fino al 31 ottobre Codice civile, art. 2426, 2427 c.c.

CORSO DI RAGIONERIA A.A. 2013/2014

Capitolo VI. MODELLI DI RAPPRESENTAZIONE DELL ECONOMICITA

COMUNE DI CASTENASO. ISTITUZIONE COMUNALE SISTeR SERVIZIO INTEGRATO SCUOLA, TRASPORTO E REFEZIONE RELAZIONE DEL REVISORE UNICO

RIMANENZE DI LAVORI IN CORSO SU ORDINAZIONE (LCO)

Facoltà di Economia - Parma 1

Esercitazione II per rischi ed oneri) Altre attività (inclusi crediti. Patrimonio netto commerciali e liquidità)

Le partecipazioni. 1. L acquisizione di partecipazioni 1/7

CONCETTO DI SCORTA. Imprese mercantili. Imprese Industriali. Materie prime Semilavorati Sottoprodotti Prodotti finiti. Merci


Rimanenze (OIC 13) APPROFONDIMENTI E PROCEDURE. A cura di Umberto Terzuolo Dottore Commercialista in Torino

LA RICLASSIFICAZIONE DEL CONTO ECONOMICO: IL REPORT FORM

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO. Corso di Economia e Organizzazione Aziendale

Approfondimenti. Gli investimenti immobiliari secondo lo IAS 40. di Paolo Moretti

Leverage massimo 2 Dividendi normali e consueti. Valuation ratio 1 Capitale sociale reperibile in borsa

4 - IL RISULTATO ECONOMICO E IL PROSPETTO DI CONCILIAZIONE

Commento al tema di Economia aziendale

Calcolo e commento dei principali indici di bilancio

La contabilità generale

A tutti i Clienti Loro sedi. Ravenna, 13/12/2013. Circolare informativa n. 22/2013

Il Bilancio di esercizio

La valutazione delle immobilizzazioni

Dai flussi di CCN ai flussi di liquidità

Транскрипт:

Università degli Studi di Parma CORSO DI CONTABILITA E BILANCIO Le rimanenze di magazzino 1 Le rimanenze 1) DEFINIZIONE: individuazione del significato e delle caratteristiche 2) QUANTIFICAZIONE: enumerazione delle quantità fisiche 3) VALUTAZIONE: attribuzione di un valore 2 1

Le rimanenze: la disciplina Codice Civile: art. 2424: stato patrimoniale art. 2425: conto economico art. 2426: criteri di valutazione Principi Contabili Nazionali: documento n. 13 Le rimanenze di magazzino documento n. 23 Lavori in corso su ordinazione Principi Contabili Internazionali: documento n. 2 Rimanenze documento n. 11 Commesse a lungo termine 3 Le rimanenze: definizione In generale, si tratta di beni di proprietà p dell azienda o destinati alla vendita o impiegati come fattori produttivi nel processo di produzione. Il concetto trova la sua ragion d essere in processi economici incompleti, ovvero iniziati nel periodo in chiusura e destinati a completarsi nell esercizio successivo attraverso la conclusione del processo produttivo o la vendita; rappresentano, quindi, un valore economico comune a due esercizi. 4 2

Le rimanenze: definizione Le rimanenze sono componenti positivi di reddito in quanto costi sostenuti anticipatamente e da rinviare al futuro esercizio (costi sospesi). Si tratta di costi (di acquisto o di produzione) che l azienda ha sostenuto nel periodo in chiusura, la cui competenza ricade sul periodo successivo, in quanto relativi a processi non conclusi alla fine dell esercizio ma che si concluderanno in seguito. Costituiscono, inoltre, elementi del capitale di funzionamento dell azienda. 5 Le rimanenze: definizione Art. 2424 c.c.: stato patrimoniale C) Attivo Circolante I) Rimanenze 1) materie prime, sussidiarie e di consumo; 2) prodotti in corso di lavorazione e semilavorati; 3) lavori in corso su ordinazione; 4) prodotti finiti e merci; 5) acconti. 6 3

Le rimanenze: definizione Art. 2425 c.c.: conto economico A) Valore della produzione: 2) variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti; 3) variazioni dei lavori in corso su ordinazione; B) Costi della produzione: 11) variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci; 7 Le rimanenze: quantificazione Una volta identificata la tipologia di beni che possono considerarsi giacenze di magazzino è necessario arrivare alla loro Quantificazione enumerazione delle unità fisiche che rappresentano i beni, mediante una opportuna unità di misura (chilogrammi, litri, metri, ecc.). L accertamento della quantità di beni in giacenza può essere effettuato mediante: procedura contabile; determinazione effettiva delle quantità giacenti 8 4

Le rimanenze: quantificazione Procedura contabile: scheda di magazzino Carichi Scarichi Data Movimento Quantità Data Movimento Quantità 12/2 5/3 Acquisti Acquisti Totale carico - totale scarico Giacenza teorica 1.000 1.500 2.500 1.200 1.300 23/2 19/4 Vendita Vendita Totale scarico 500 700 1.200 Le rimanenze: quantificazione Determinazione effettiva: inventario È necessario provvedere alla quantificazione i e valutazione dei ibeni idi proprietà dell azienda: occorre includere beni non presenti nei locali dell azienda per i quali sia avvenuto il passaggio di proprietà ed escludere quelli fisicamente presenti dei quali l azienda non è proprietaria. + Beni in magazzino (da inventario fisico) + Beni di proprietà presso terzi Beni di terzi in magazzino = Beni di proprietà in magazzino + Beni da ricevere (per impegni di acquisto) Beni da consegnare (per impegni di vendita) = Giacenze di magazzino Acquisti e vendite già realizzati per i quali manca il ricevimento o la consegna 5

Le rimanenze: valutazione Art. 2426,,punto 9 c.c.: «Le rimanenze, i titoli e le attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni sono iscritti al costo di acquisto o di produzione, calcolati secondo il n. 1 [quanto previsto per le immobilizzazioni] ovvero al valore di realizzo desumibile dall andamento del mercato, se minore; [ ]». Le rimanenze: valutazione Principi Contabili, Documento n. 13, paragrafo D. II.: «Il principio p generale e e di valutazione [ ] può essere e enunciato come segue: Le rimanenze di magazzino devono essere valutate al minore tra il costo storico ed il valore di mercato. Il principio di valutazione delle rimanenze di magazzino del minore tra costo storico (o prezzo di costo o semplicemente costo) e prezzo di mercato (o semplicemente mercato) si fonda sulla teoria che allorquando l utilità o la funzionalità originaria i i misurata dal valore (costo) originario i i si riduce, si rende necessario modificare tale valore tramite il valore di mercato». 6

Le rimanenze: valutazione Ai fini della valutazione delle materie prime, sussidiarie, di consumo, dei semilavorati di acquisto e delle merci, è, innanzitutto necessario determinare il Costo di acquisto = + prezzo effettivo di acquisto (da fattura del fornitore) + oneri accessori all acquisto (spese di trasporto, costi per assicurazioni, per imballaggi, spese doganali, provvigioni sugli acquisti e, eventualmente, IVA indetraibile) + costi di ricevimento, di controllo e di immagazzinaggio (se rilevanti e quando si abbia la convenienza ad effettuare l imputazione) - resi, abbuoni, premi e sconti commerciali incondizionati sulla quantità Le rimanenze: valutazione Sono esclusi dalla determinazione del costo di acquisto: gli oneri ifinanziari, i i a causa della difficile il attribuzione i degli stessi agli investimenti effettuati nei beni in rimanenza; gli sconti per cassa, dipendendo questi da una decisione di politica finanziaria; le differenze di cambio, eventualmente generate da scambi effettuati con paesi in cui la moneta di corso è diversa da quella di conto dell azienda (considerati tra gli oneri od i proventi finanziari del conto economico). 7

Le rimanenze: valutazione Se la valutazione riguarda prodotti in corso di lavorazione, semilavorati di produzione e prodotti finiti, il costo da considerare è il Costo di produzione Art. 2426, comma 1, punto 1 c.c.: «Il costo di produzione comprende tutti i costi direttamente imputabili al prodotto. Può comprendere anche altri costi, per la quota ragionevolmente imputabile al prodotto relativi al periodo di fabbricazione e fino al momento dal quale il bene può essere utilizzato». Le rimanenze: valutazione Costo di produzione: Principi i i Contabili, Documento n. 13, paragrafo D. III.: «Per costo di fabbricazione o industriale si intende il costo di acquisto, come precedentemente definito, più le pure spese industriali di produzione o di trasformazione. Esso include tutti i costi diretti ed i costi indiretti per la quota ragionevolmente imputabile al prodotto relativa al periodo di fabbricazione e fino al momento dal quale il bene può essere utilizzato». 8

Le rimanenze: valutazione Costo di produzione: Costi diretti: costo materiali utilizzati, inclusi i trasporti su acquisti (materiale diretto); costo della mano d opera diretta, inclusivo degli oneri accessori; semilavorati; imballaggi; costi relativi a licenze di produzione. Le rimanenze: valutazione Costo di produzione: Costi indiretti: stipendi, salari e relativi i oneri afferenti la mano d opera indiretta ed il personale tecnico di stabilimento; ammortamenti economico tecnici dei cespiti destinati alla produzione; manutenzioni e riparazioni; materiali di consumo; altre spese effettivamente sostenute per la lavorazione di prodotti; oneri finanziari, quando siano relativi alle spese sostenute fino al momento in cui non si ottenga il prodotto o il semilavorato e, in particolare, quando il processo di produzione è prolungato nel tempo. 9

Le rimanenze: valutazione Sono esclusi dal calcolo del costo di produzione: le spese generali di produzione che hanno carattere di eccezionalità o che sono considerate anomale, e che, pertanto, non hanno contribuito alla produzione; i costi di distribuzione commerciale, in quanto si tratta di costi sostenuti al momento della vendita e quindi successivi all immagazzinaggio; i costi amministrativi, in quanto essendo relativi all azienda nel suo complesso, sono spese ricorrenti e che devono comunque essere sostenute; i costi di ricerca e sviluppo, in quanto solitamente tali costi sono sostenuti per produzioni future. Le rimanenze: valutazione Valore di mercato o di realizzo: = costo di sostituzione, per materie prime, sussidiarie, di consumo, semilavorati di acquisto = valore netto di realizzo, per semilavorati di produzione, prodotti in corso di lavorazione, prodotti finiti e merci. 10

Le rimanenze: valutazione dei beni fungibili METODI DI VALUTAZIONE: metodo del costo medio ponderato (CMP); metodo del «primo entrato primo uscito» (first in first out, FIFO); metodo dell «ultimo entrato primo uscito» (last in first out, LIFO). Le rimanenze: valutazione al CMP Ipotesi: i beni con caratteristiche identiche, ma acquistati o prodotti in tempi diversi, sono valutabili ad un unico valore ottenuto dal rapporto tra la somma delle quantità dei beni (acquistati o prodotti), valorizzate ai rispettivi costi (di acquisto o di produzione), e le quantità complessivamente acquisite o prodotte nel periodo di riferimento (esercizio, trimestre, mese, ecc.). 11

Le rimanenze: valutazione al CMP Costo medio ponderato «per periodo» CMP = (A 1 x C 1 ) + (A 2 x C 2 ) + + (A n x C n ) A 1 + A 2 + + A n A n = quantità acquistata al tempo n C n = costo di acquisto della quantità A n Le rimanenze: valutazione al CMP «per periodo» Data 1/1 28/3 15/4 20/5 9/7 31/12 Descrizione movimento rimanen. iniziale carico scarico carico scarico rimanenza finale Quantità (Q) 1.500 2.100 1.000 3.300 1.900 Costo unitario (Cu) 10 12 15 Costo complessivo (Q x Cu) 15.000 25.200 49.500 Quantità in rimanenza 1.500 3.600 2.600 5.900 4.000 4.000 (1.500 x 10) + (2.100 x 12) + (3.300 x 15) 89.700 CMP = = = 13 1.500 + 2.100 + 3.300 6.900 Valore rimanenze finale = 4.000 x 13 = 52.000 Nel conto economico alla voce variazione materie avremo la differenza fra 52.000 Euro e 15.000 ossia 37.000 Euro 12

Le rimanenze: valutazione al CMP Costo medio ponderato «per movimento» CMP 1 = CMP 2 = (A 1 x C 1 ) A 1 (R 1 x CMP 1 ) + (A 2 x C 2 ) R 1 + A 2 A 1 = quantità acquistata al tempo 1 (primo movimento) C 1 = costo di acquisto della quantità A 1 R 1 = quantità in rimanenza dopo il primo movimento CMP 1 = costo medio ponderato al tempo 1 Le rimanenze: valutazione al CMP «per movimento» Data movimento Descrizione movimento Quantità Costo unitario Valore Costo medio 1/1 28/3 rimanen. iniziale carico + 1.500 + 2.100 10 12 + 15.000 + 25.200 10 costo medio 15/4 20/5 rimanenza scarico rimanenza carico = 3.600 1.000 = 2.600 + 3.300 11,167 11,167 15 = 40.200 11.167 = 29.033 + 49.500 40.200/3.600 = 11,167 costo medio 9/7 rimanenza scarico = 5.900 1.900 13,311 = 78.533 25.290 78.533/5.900 = 13,311 31/12 rimanenza finale = 4.000 13,311 = 53.243 Nel conto economico alla voce variazione materie avremo la differenza tra 53.243 Euro e 15.00 Euro ovvero 38.243 Euro 13

Le rimanenze: valutazione al FIFO Ipotesi: il flusso dei movimenti di magazzino segue una logica per cui i beni entrati (acquistati o prodotti) per primi sono quelli ad essere per primi prelevati (per la produzione o per la vendita). Pertanto, le quantità acquistate o prodotte in epoca più remota sono le prime ad essere immesse nel processo di produzione o vendute e il magazzino sarà costituito da quantità acquistate o prodotte più di recente. Le rimanenze: valutazione al FIFO Data 1/1 28/3 15/4 20/5 9/7 31/12 Descrizione movimento riman. iniziale carico scarico carico scarico rimanenza finale Quantit Costo Costo Quantità à unitario complessivo in (Q) (Cu) (Q x Cu) rimanenza 1.500 2.100 1.000 3.300 1.900 10 12 15 15.000 25.200 49.500 1.500 3.600 2.600 5.900 4.000 4.000 Le rimanenze con il metodo del FIFO in seguito ai due scarichi risulteranno: (3.300 x 15) = 49.500 (da carico del 20 maggio) (700 x 12) = 8.400 (da carico del 28 marzo) Valore rimanenze = 49.500 + 8.400 = 57.900 Costo unitario = 57.900 / 4.000 = 14,475 14

Le rimanenze: valutazione al LIFO Ipotesi: i beni che entrano in periodi più recenti sono i primi ad essere utilizzati per la vendita o per la produzione. Pertanto, il magazzino sarà costituito da beni caricati in periodi più lontani valorizzati ai rispettivi costi di acquisto o di produzione. LIFO «continuo»: la valutazione delle rimanenze viene effettuata in riferimento ad ogni movimento di entrata e di uscita. LIFO «a scatti»: la valutazione viene effettuata, non gradualmente, ma solo alla fine del periodo. Le rimanenze: valutazione al LIFO «continuo» Data 1/1 28/3 15/4 20/5 9/7 31/12 Descrizione movimento riman. iniziale carico scarico carico scarico rimanenza finale Quantità (Q) 1.500 2.100 1.000 3.300 1.900 Costo unitario (Cu) 10 12 15 Costo complessivo (Q x Cu) 15.000 25.200 49.500 Quantità in rimanenza 1.500 3.600 2.600 5.900 4.000 4.000 Le rimanenze con il metodo del LIFO in seguito ai due scarichi risulteranno: (1.500 x 10) = 15.000 (da rimanenza iniziale) (1.100 x 12) = 13.200 (da carico del 28 marzo) (1.400 x 15) = 21.000 (da carico del 20 maggio) Valore rimanenze = 15.000 + 13.200 + 21.000 = 49.200 Costo unitario = 49.200 / 4.000 = 12,3 15

Le rimanenze: valutazione al LIFO «a scatti» Esercizio N Quantità (A) Costo unitario (B) Ammontare (A x B) Costo medio Rimanenze iniziali 1.250 10 12.500 1 acquisto 700 11 7.700 2 acquisto 550 13 7.150 3 acquisto 320 14 4.480 4 acquisto 410 15 6.150 Totale 1.980 25.480 12,87 Rimanenze finali 1.800 Incremento con LIFO 1.250 10 12.500 (1800-1250)= 550 11 6050 6.050 18.550 Incremento con CMP 1.250 550 10 12,87 12.500 7.078 19.578 Le rimanenze: valutazione al LIFO «a scatti annuali» 1 esercizio: valutazione al CMP di acquisto o di produzione del periodo Esercizi successivi: - rimanenza invariata: valutazione allo stesso valore del primo esercizio; - rimanenza aumentata: maggiore quantità, valutazione al CMP dell esercizio in chiusura o al valore degli acquisti più remoti effettuati nello stesso, quantità preesistente, valutazione come nell esercizio precedente; - rimanenza diminuita: si distingue tra rimanenze relative al secondo esercizio e rimanenze relative agli esercizi successivi al secondo. Periodi CMP Riman. finale Scatto Valorizzazione ( ) N 10 2.000 + 2.000 2.000 x 10 = 20.000 N+1 12 3.000 + 1.000 (2.000 x 10) + (1.000 x 12) = 32.000 N+2 12,5 1.500 1.500 1.500 x 10 = 15.000 N+3 13,1 2.500 + 1.000 (1.500 x 10) + (1.000 x 13,1) = 28.100 16

Le rimanenze: un confronto tra i vari metodi Metodo Media ponderata «per periodo» Media ponderata «per movimento» FIFO LIFO «continuo» Valore unitario delle rimanenze 13,000 13,311 14,475 12,300 I lavori in corso su ordinazione: definizione Sono lavori svolti per conto di terzi richiedenti tempi lunghi di esecuzione, ovverocommesse a lungo termine che possono riguardare, ad esempio, la costruzione di strade, ferrovie, edifici, ponti, navi, impianti, la predisposizione di un software, oppure la prestazione di servizi correlati alla costruzione di un opera come, ad esempio, la sua progettazione. Da un lato, quindi, esiste un committente che ordina la realizzazione di un unica unica opera o la fornitura unitaria di servizi, dall altro, un azienda che tipicamente svolge processi produttivi complessi e di lunga durata. 17

I lavori in corso su ordinazione: caratteristiche Caratteristiche: alla base della prestazione esiste un contratto tt formalizzato; l oggetto della prestazione è unico e definito nelle caratteristiche in maniera specifica dal committente; la durata della prestazione è solitamente ultra annuale. I lavori in corso su ordinazione: valutazione Definizione dei costi di commessa: costi di acquisizione della commessa; costi pre-operativi; costi di esecuzione; costi di smobilizzo. Definizione dei ricavi di commessa: prezzo base come da contratto (con eventuali rettifiche di prezzo pattuite con atti aggiuntivi); maggiorazioni per revisione prezzi; corrispettivi per opere e prestazioni aggiuntive; corrispettivi aggiuntivi conseguenti ad eventi i cui effetti siano contrattualmente o per legge a carico del committente; altri proventi accessori. 18

I lavori in corso su ordinazione: valutazione Metodo della «percentuale di completamento»: alla fine di ogni esercizio concorrono a formare il risultato di periodo i costi ed i ricavi sostenuti e conseguiti in proporzione all avanzamento dei lavori. Calcolo dell avanzamento lavori: metodo del costo sostenuto (cost-to-cost); metodo delle ore lavorate; metodo delle unità consegnate; metodo delle misurazioni fisiche. I lavori in corso su ordinazione: valutazione Metodo della «commessa completata»: - valutazione del costo al minore tra il costo sostenuto per la commessa e il presumibile valore di realizzo; - contabilizzazione dei ricavi nell esercizio in cui gli stessi sono conseguiti ovvero al completamento delle lavorazioni e dopo la consegna e l accettazione delle stesse da parte del committente. 19

I lavori in corso su ordinazione Periodo Costi di percentuale di produzione completamento N N+1 N+2 Totale costi di produzione 100 160 70 330 30 50 20 100 Prezzo complessivo 400 Utile complessivo 70 I lavori in corso su ordinazione Metodo della «percentuale di completamento» Periodo N N+1 N+2 Costi di produz. [A] 100 160 70 Rimanenze iniziali [B] 0 120 320 Rimanenze finali [C] 120 = 400 x 0,30 320 = 400 x (0,30 + 0,50) 400 (ricavi) Utile [C (A + B)] 20 = 120 100 40 = 320 (160 + 120) 10 = 400 (70 + 320) Metodo della «commessa completata» Periodo N N+1 N+2 Costi di produzione [A] 100 160 70 Rimanenze iniziali [B] 0 100 260 Rimanenze finali [C] 100 260 400 (ricavi) Utile [C (A + B)] 0 0 70 = 400 (70 + 260) 20

La disciplina contabile internazionale IAS 2 - Rimanenze IAS 11 Commesse a lungo termine Non esistono sostanziali differenze tra la disciplina italiana e quella internazionale. Soltanto un aspetto va menzionato con riferimento alle lavorazioni in corso su ordinazione: la disciplina internazionale non richiama esplicitamente il metodo della commessa completata e prevede l applicazione del metodo della percentuale di completamento come unico metodo. 21