Bacca Bianca TREBBIANO SPOLETINO Deriva dal termine Traibo, parola franca che indicava rampollo di nobile famiglia. Nel cuore dell Italia, in Umbria, lo Spoletino, vitigno autoctono coltivato nel Medioevo nel Ducato Di Spoleto, viene riscoperto e valorizzato dalla Cantina Novelli. I VIGNETI Il vigneto è situato alle pendici dei monti Martani, su terreno argilloso e ricco di scheletro esposto a sud a 380 metri s.l.m, da cui si scorge la rocca albornoziana di Spoleto. Forma di allevamento: a guyot Fertilità basale delle gemme: bassa Germogliamento: tardivo Fioritura: medio tardiva Maturazione: tardiva Grappolo: di grandi dimensioni terminante con una biforcazione a coda di rondine, serrato Acini: medio piccole dimensioni con buccia spessa e ricca di pruina Foglia: pentolobata di colore verde scuro con margini seghettati Ricerca sul Trebbiano: Sono stati individuati 4 biotipi di Trebbiano Spoletino, ognuno con caratteristiche diverse. Biotipo A: Presenta grappolo cilindrico biforcato, ha grandezza medio elevata ed è spargolo. Presenta una o più ali e l acino è medio piccolo e sferico. Biotipo B: Presenta grappolo cilindrico biforcato di grandezza elevata ma compatto. Presenta una o più ali e l acino è molto piccolo. Biotipo C: Il grappolo è piccolo, spargolo e non sempre biforcato. Ha una o due ali e l acino è molto piccolo. Biotipo D: Il grappolo è piccolo e compatto, presenta da nessuna a un ala e l acino è di media grandezza.
Colore: giallo paglierino con intense sfumature verdi. All olfatto: risulta intensamente profumato con sentori di erbe aromatiche Al gusto: risulta essere morbido, rotondo, fresco, leggermente sapido di buona lunghezza con note agrumate e ammandorlate. Le caratteristiche del vitigno Trebbiano Spoletino si prestano perfettamente alla sua trasformazione in spumante. Il poeta Marziale (38-104 d.c.) paragonava il vino di Spoleto all allora famoso Falerno, vino che i Romani facevano invecchiare almeno 10 anni prima di berlo. Nel 1500 Sante Lancerio bottigliere del papa Paolo III Farnese, parlava così dei vini di Spoleto: Spoleti che fa li vini cotti, ma ce ne sono alcuni molto buoni, paiono Greghi et alcuna volta Sua Santità ne bevevo, et anco alcuni vinetti crudi et questi sono molto buoni. GRECHETTO Appartenete alla famiglia dei Greco, si pensa che debba il suo nome all utilizzo che nel Medioevo se ne faceva per la produzione di vini quanto più simili a quelli importati dal Mediterraneo orientale. Benché coltivato in molte zone, non si hanno comunque fonti certe riguardo all origine ed alla sua storia. VITIGNO Il vigneto è situato alle pendici dei monti Martani, su terreno argilloso e ricco di scheletro esposto a sud a 380 metri s.l.m, da cui si scorge la rocca albornoziana di Spoleto. Forma di allevamento: guyot Maturazione: la fine del mese di settembre Grappolo: medio piccolo, cilindrico Acini: grandezza media ovali con buccia molto consistente mediamente pruinosa di color giallastro Colore: giallo paglierino All olfatto: piacevolmente fruttato con sentori di pera Al gusto: fresco e sapido, di buona struttura e armonicità
pecorino Maturazione e vendemmia: i primi 15 giorni di settembre Grappolo: medio e cilindrico Acini: medio piccolo sferico con buccia sottile Sin dalla metà del 19 sec queste uve venivano coltivate in Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio ma vennero presto abbandonate a causa delle rese scarse ed incostanti. I VIGNETI Cantina Novelli, ha individuato alcune vecchie piante iniziando così, un progetto di ricerca con l Università di Milano, Attilio Scienza e l AGER per il recupero del Pecorino autoctono della Valnerina. La produzione di questo vigneto era stata completamente abbandonata ed attraverso diversi studi in campo si sta cercando di recuperare e conservare le diversità genetiche ancora presenti in vecchie piante del territorio. Il vigneto della cantina Novelli è situato alle pendici dei monti Martani, su terreno argilloso e ricco di scheletro esposto a sud a 380 metri s.l.m. Colore: giallo paglierino ambrato All olfatto: aroma fruttato, floreale e speziato Al gusto: il palato fresco e piacevolmente acido; presenta un buon tasso alcolico che, affiancato ad una buona componente acida, gli conferisce un interessante longevità. CURIOSITA Il suo nome deriva dalle regioni in cui veniva coltivato in quanto esse erano oggetto dei movimenti stagionali che i pastori effettuavano con il loro gregge e si dice che le pecore amavano mangiare le uve dei vigneti.
Bacca Rossa canaiolo Di origine incerta viene comunque localizzato nell antica etruria. Citato e descritto da numerosi studiosi a partire dai Pier De Crescenzi nel 1303 che lo definiva bellissima uva da serbare. VIGNETO Una delle due varietà rosse del vigneto di Spoleto, il vigneto è situato alle pendici dei monti Martani, su terreno argilloso e ricco di scheletro esposto a sud a 380 metri s.l.m. Maturazione e Vendemmia: alla fine del mese di settembre Grappolo: spargolo, di media grandezza, alato. Acini: rotondi, hanno buccia molto consistente di colore blu ricca di pruina. Colore: rosso rubino scuro All olfatto: particolarmente speziato Al gusto: morbido e vellutato, denota sentori di amarene mature con una leggera nota erbacea. Pieno di corpo. Il nome deriva da Dies caniculares, i giorni canicolari (dal 24 luglio al 24 agosto), quando le uve iniziano a cambiare colore. ciliegiolo Varietà introdotta in Italia dai pellegrini di ritorno da Santiago de Compostela, deve il suo nome dall aroma e dal colore di ciliegia che sono caratteristici dell uva. VIGNETO Una delle due varietà rosse del vigneto di Spoleto, è situato alle pendici dei monti Martani, su terreno argilloso e ricco di scheletro esposto a sud a 380 metri s.l.m,
Maturazione: nella seconda quindicina di Agosto Grappolo: compatto e cilindrico, spesso alato Acini: medio grandi, rotondi e con buccia spessa di colore nero violaceo. : Colore: rosso rubino intenso All olfatto: bouquet ricco di sentori di ciliegie e spezie fini Al gusto: il sapore è asciutto con carattere buono e morbido. Da un studio recente è emerso che Cileigiolo sia uno dei genitori del Sangiovese. sangiovese Coltivato nelle campagne fiorentine sin dai tempi degli etruschi ed ora distribuito in tutta l Italia centrale, è il padre di alcuni tra i più famosi vini del paese. I vari cloni si suddividono in due gruppi principali: il Sangiovese Grosso ed il Sangiovese Piccolo. Il Grosso presenta un raccolto più basso con acini ellissoidali più piccoli che presentano una buccia più spessa di colore scuro. VIGNETO Sono Situato nella zona di Montefalco, su una collina 360 metri s.l.m., su terreni argillosi e ricchi di scheletro. Maturazione: nella prima decade di ottobre Grappolo: compatto ed alato Acini: media grandezza, buccia nero violaceo Colore: colore rosso rubino All olfatto: intriganti profumi fruttati e di fiori rossi in particolare di viola Al gusto: risulta di elegante morbidezza ed armonicità. Adatto a lunghi invecchiamenti.
Una teoria popolare conduce il suo nome alla corruzione dell espressione sanguis Jovis ( sangue di Giove ). sagrantino Si ipotizza che il vitigno sia stato portato sulle colline Montefalchesi, dai frati francescani nel XII sec. Il suo nome è dovuto al suo utilizzo nelle funzioni religiose (deriva da sagrestia o sacrestia). I VIGNETI Sono situati nella zona di produzione DOCG, su una collina 360 metri s.l.m., su terreni argillosi e ricchi di scheletro. E proprio nei terroir argillo-calcarei che raggiunge livelli ideali di maturazione fisiologica. Fertilità basale delle gemme: media Germogliamento: medio Fioritura: media vigoria Maturazione: seconda decade di ottobre Grappolo: cilindrico, leggermente alato. Acini: tondo e scuro con buccia ricca di pruina Foglia: adulta media, trilobata : Colore: rosso rubino molto intenso con riflessi violacei All olfatto: con tipici sentori di more di rovo, prugna e cuoio che si legano perfettamente con il vaniglia data dal legno. Al gusto: è asciutto ma non mancano ricche note armoniche e vellutate, pienamente corposo. Vino di lungo invecchiamento CURIOSITA Le foglie di questo vitigno diventano rosse dopo la vendemmia in autunno. Questo è dovuto ad una virosi delle foglie.