INDAGINI STRUMENTALI DELLO SPAZIO SUB-ACROMIALE VALUTAZIONE RADIOGRAFICA Un accurata valutazione clinico-anamnestica deve essere completata da accertamenti Rx grafici rivolti allo studio dello spazio sub-acromiale. Le proiezioni standard sono tre 53 : 1) Proiezione Out Let (Fig. 1) 2) Proiezione Ascellare (Fig. 2) 3) Proiezione Antero-Posteriore Reale (Fig.3) Si può eseguire una proiezione antero-posteriore per acromion-claveare (Fig.4) qualora emergano indizi clinici che depongono per una patologia in atto di questa articolazione. Fig. 1. Proiezione Out-Let : si ottiene con il paziente in appoggio ventrale obliquo con un angolo variabile tra 45 e 60, la spalla da esaminare é appoggiata al tavolo radiografico, il gomito è flesso e lievemente spostato all indietro, il raggio incidente è orizzontale centrato sulla spina della scapola. 49
Fig. 2. Fig. 3. Fig. 2. Proiezione Ascellare: il braccio è abdotto tra 70 e 90 ed il tubo catodico è diretto sotto l ascella in senso caudo-craniale, la cassetta è sull aspetto superiore della spalla. Fig. 3. Proiezione Antero-Posteriore Reale : per ottenere una proiezione reale della glenoomerale, il tubo catodico deve essere angolato di 45 in senso medio-laterale o il paziente deve ruotare esternamente con il torace fino a che la scapola non è parallela alla cassetta radiografica. Fig. 4. Fig. 4. A. P. per Acromion-Claveare : paziente in posizione eretta, la cassetta è posizionata posteriormente alla spalla e il tubo catodico è direzionato di 10 in senso craniale e centrato sulla coracoide. 50
La proiezione out-let è utilizzata per determinare la morfologia e lo spessore dell acromion, (tipo 1-2-3 secondo Bigliani e Morrison) 54. Acromion/Uncinato 70% associato a L.C.R. (Fig.5) Acromion /Curvo 24% " " " (Fig.6) Osteofitosi della Acromion/Claveare 22% (Fig.7) La proiezione ascellare evidenzia l eventuale presenza di os-acromiale, di fratture acromiali e mette in grado il chirurgo artroscopista di stabilire la quantità di osso acromiale anteriore da asportare. La proiezione antero-posteriore reale viene utilizzata per valutare l articolazione glenoomerale. Fig. 5. Proiezione Out-Let : acromion di tipo uncinato. Fig. 6. Proiezione Out-Let : acromion di tipo curvo. Fig. 7. Proiezione A. P. per acromion-claveare: osteofitosi marginale inferiore. 51
STUDIO RM DELLO SPAZIO SUB-ACROMIALE La spalla è un articolazione complessa, in grado di sostenere carichi differenti e varie tipologie di movimento. A causa dell obliquità tipica dell articolazione della spalla, le tecniche di Risonanza Magnetica per immagini sono particolarmente adatte per la sua valutazione, con la possibilità di esaminare le strutture ossee cartilaginee ed i tessuti molli. La sua natura tomografica, l acquisizione diretta di dati multiplanari ed il maggiore contrasto ricavabile a livello dei tessuti molli rispetto alle altre tecniche di immagine rendono la Risonanza Magnetica di indiscutibile superiorità rispetto alle radiografie convenzionali, alla tomografia computerizzata o all ecografia nella valutazione globale della spalla. Utilizzando le adeguate sequenze di impulso è possibile evitare il ricorso al mezzo di contrasto per via endovenosa o intrarticolare nella valutazione della cuffia dei rotatori o del complesso cercine-capsulare. TECNICA: ANATOMIA NORMALE ALLA RISONANZA MAGNETICA La Tabella I presenta le tecniche consigliate per l esecuzione della Risonanza Magnetica della spalla. Lo studio di questa articolazione costituisce una vera e propria sfida per il tecnico di radiologia medica sia per l immagine fuori centro, sia perchè le spalle del paziente sono ai margini del fulcro dell immagine. Questa situazione comporta una disomogeneità locale del campo magnetico, che può ridurre il rapporto segnale-rumore e ostacolare la possibilità di utilizzo di alcune tecniche di immagine, come ad esempio la soppressione del segnale del grasso fre- 52 Fig. 8. Immagine coronale obliqua ottenuta con tecnica fast spin-echo; si evidenzia la forma a ventaglio del muscolo infraspinato al di sotto dell asse lungo del processo acromiale. Si noti la bassa intensità del segnale del tendine normale. quency selective.l utilizzo di bobine del tipo phased array, consente di aumentare il rapporto generale segnale-rumore questo costituisce un importante supporto nel mantenere il segnale in posizione eccentrica 55. Il paziente é supino, con l omero in rotazione neutra rispetto alla glena. L utilizzo di localizzatori assiali per l effettuazione di sequenze coronali oblique e sagittali oblique è reso necessario in ragione della disposizione spaziale dell articolazione gleno-omerale. L im-
magine coronale obliqua viene ottenuta parallelamente all asse lungo della scapola, mentre la proiezione sagittale obliqua si ricava parallelamente alla superficie articolare della glena. I tendini normali si compongono principalmente di collagene di tipo I. La struttura fortemente ordinata limita la quantità di acqua, con una bassa intensità di segnale in tutte le sequenze di impulso in condizioni normali. Il tendine dell infraspinato è riconoscibile a causa della forma a ventaglio del muscolo, con la presenza di fasci tendinei multipli a bassa intensità di segnale che giungono fino al margine posteriore della grande tuberosità (Fig. 8). Al contrario, il muscolo sopraspinato presenta una forma più tubolare, con una ipointensità del tendine (Fig.9). Le immagini coronali oblique costituiscono una modalità ottimale per la valutazione dell infraspinato, del piccolo rotondo e del sopraspinato. L intensità del segnale e la morfologia tendinea vengono valutate ricorrendo a short and long echo-time sequences. L utilizzo di tecniche ad alta risoluzione può ovviare alla scarsa affidabilità diagnostica nei cambiamenti di intensità del segnale intratendineo, oltre a permettere l identificazione di alterazioni morfologiche anche minime, con una maggiore accuratezza nella valutazione delle lesioni parziali 55. Il tendine del piccolo rotondo è facilmente riconoscibile: esso costituisce il tetto dello spazio quadrilatero. È necessario essere consapevoli della presenza di grasso ad elevata intensità di segnale che circonda il nervo ascellare a livello dello spazio quadrilatero. Va inoltre ricordata la presenza del fascio neurovascolare sovrascapolare a livello dell incisura sovrascapolare e spinoglenoidea. La sequenza sagittale obliqua viene utilizzata come proiezione out-let tomografica nella Fig. 9. Immagine coronale obliqua ottenuta con tecnica fast spin-echo attraverso il muscolo sopraspinato, di forma più tubolare con bassa intensità di segnale, reperto di integrità del tendine. Si noti il piano del grasso ad alta intensità di segnale nella zona circostante il fascio neurovascolare soprascapolare, indicato dalla freccia. valutazione della morfologia acromiale come pure nella valutazione generale della qualità del muscolo. In questa proiezione è possibile valutare il ventre muscolare al fine di identificare anche i più minimi pattern di denervazione. La completa infiltrazione di grasso di tutti i muscoli indica la tendenza da parte del paziente a non utilizzare la spalla. In caso di patologia cronica della cuffia, i muscoli con distacco tendineo presentano un infiltrazione di grasso isolata ed una perdita di massa muscolare. In caso di intrappolamento del nervo si riscontrano pattern isolati di denervazione. 53
Le immagini assiali sono particolarmente indicate nella valutazione dei tendini del bicipite e del sottoscapolare. La mancata valutazione del tendine del sottoscapolare può comportare falsi negativi alla Risonanza Magnetica. Il problema viene reso ancora più complesso dal fatto che l affidabilità dei test clinici per la valutazione della funzionalità del sottoscapolare può essere ridotta nei pazienti che presentano rigidità di spalla o artrosi. Le immagini assiali svolgono inoltre un ruolo importante nella valutazione del complesso capsulo-labrale. La sezione trasversale del cercine anteriore presenta una forma triangolare, mentre il cercine posteriore ha Fig. 10. Immagine coronale obliqua ottenuta con tecnica fast spin-echo: si evidenzia un grave processo degenerativo a carico del tendine (allargamento e segnale eterogeneo), in assenza di lesioni parziali sia dal lato articolare, sia dal lato borsale. Il legamento coraco-acromiale appare ipertrofico. 54 di norma un aspetto più smusso o arrotondato. Il cercine superiore può essere studiato meglio ricorrendo ad una combinazione di immagini coronali, assiali ed oblique, in modo da valutare l intero asse ad ore 12, rilevando minime lesioni del cercine superiore 56. È inoltre necessario conoscere le varianti anatomiche che potrebbero simulare un distacco del cercine superiore. Il forame sotto-labrale è riconoscibile, a causa del distacco del cercine, a bassa intensità di segnale a partire dalla base della glena senza concomitante lesione capsulare 56. Allo stesso modo il complesso di Buford 57,che si presenta sotto forma di un legamento glenoomerale medio ingrossato con un cercine antero-superiore di dimensioni ridotte, può essere riconosciuto, alle immagini trasversali, per la mancanza di un cercine fibrocartilagineo identificabile, con un aspetto normale della capsula adiacente. PATOLOGIA DELLA CUFFIA DEI ROTATORI La sindrome da conflitto è sostanzialmente costituita da una diagnosi clinica. Le sole tecniche di Risonanza Magnetica per immagini non sono sufficienti a stabilire la diagnosi di sindrome da conflitto. Tuttavia alcuni dismorfismi possono condurre alla manifestazione clinica di conflitto, come ad esempio la presenza di osteofiti sub-acromiali, l artrosi dell articolazione acromio-clavicolare e l ispessimento del legamento coracoacromiale o della borsa sub-acromiale. In questo quadro è inoltre essenziale valutare l aspetto delle strutture tendinee sottostanti. In presenza di tendinosi con lesione concomitante della cuffia dei rotatori, viene a modificarsi la struttura del collagene, di norma parti-
Fig. 11. Immagine coronale obliqua ottenuta con tecnica fast spin-echo in un paziente con tendinosi della cuffia dei rotatori e concomitante lesione parziale. È evidente la lesione parziale dal lato articolare del sopraspinato, indicata dalla freccia. colarmente ordinata. Ciò permette il movimento della componente acquosa e di conseguenza una maggiore intensità del segnale alla Risonanza Magnetica. La tendinosi della cuffia dei rotatori può quindi essere valutata al meglio tramite le tecniche di Risonanza Magnetica per immagini ad elevata risoluzione; in questo modo si identificherà non solamente la gravità della degenerazione intratendinea, ma anche la presenza di lesioni concomitanti (Fig.10). Le lesioni parziali si evidenziano con un aumento dell intensità del segnale e sono caratterizzate da una perdita parziale di continuità dei tendini, che si verifica dal lato articolare o dal lato borsale (Fig. 11). Va posta particolare attenzione a non diagnosticare una lesione parziale in base alla presenza di un elevata intensità del segnale alle immagini in T2 o a quelle eseguite con tecnica fluid-sensitive, dato che una grave tendinosi della cuffia potrebbe simulare una tale condizione, con il risultato di falsi negativi. L utilizzo del termine tendinite va considerato improprio, in ragione della scarsa presenza di infiammazione della rete di collagene a livello tendineo. L aumento dell intensità del segnale a livello tendineo è stato attribuito alla presenza di aree di degenerazione mucoide con aumentata mobilità dell acqua 58. Va inoltre considerata la presenza di numerosi artefatti che potrebbero comportare un aumento dell intensità del segnale pur in assenza di patologia tendinea. Tra questi va ricordato il cosiddetto fenomeno dell angolo magico, un fenomeno di risonanza magnetica che si verifica quando l asse lungo del tendine raggiunge i 55 rispetto all asse lungo del campo magnetico (che scorre parallelo all asse lungo del corpo in un dispositivo di Risonanza chiuso) 59. Tali criteri si verificano a livello del margine anteriore dei tendini del sopraspinato; a questo livello è possibile riscontrare un artefatto caratterizzato da aumentata intensità del segnale nelle immagini ottenute con tecnica short echo-time (TE). Questo è dovuto ad una limitazione della normale interazione tra i protoni dell acqua in rotazione nel collagene, con conseguente aumento dell intensità del segnale. A tale proposito va sottolineata l utilità delle tecniche ad alta risoluzione, dove l evidenza di fissurazioni e lesioni parziali o complete dei tendini non possono essere attribuite all artefatto, quanto piuttosto alla presenza di una vera e propria patologia della cuffia dei rotatori. Inoltre, in presenza di forti campi magnetici, il fenomeno dell angolo magico comporta un effetto trascurabile sulle sequenze in T2 del tipo long echo-time. 55
Una lesione della cuffia dei rotatori a tutto spessore si evidenzia per l aumento dell intensità del segnale alla sequenza di tipo fluid sensitive, ma soprattutto grazie alla presenza di un difetto a tutto spessore dal lato articolare al lato borsale (Fig. 12). Una falda di liquido borsale subdeltoideo e la perdita della striscia di grasso periborsale adiacente ad elevata intensità di segnale costituiscono caratteristiche variabili, non necessariamente predittive, della presenza di una lesione della cuffia dei rotatori. Nei casi cronici è possibile riscontrare dati simili a quelli descritti nelle normali radiografie, tra cui la migrazione superiore dell omero e le alterazioni reattive a livello della superficie inferiore del processo acromiale (Fig. 13a). I vantaggi della Risonanza Magnetica per immagini, in caso di lesione della cuffia dei rotatori, possono essere riassunti nella capacità di questa tecnica di definire la qualità dei tendini e dei muscoli. È possibile misurare il grado di retrazione e valutare la degenerazione tendinea fino allo spazio subacromiale o al legamento coraco-acromiale, come pure il grado di atrofia muscolare o la presenza di un concomitante effetto di denervazione. Va inoltre ricordata l importanza di un esame del tendine del sottoscapolare, visualizzato al meglio tramite immagini assiali 60. Le lesioni dei tendini del sottoscapolare possono essere anche di minima entità; è necessario conoscere la posizione del capo lungo del tendine del bicipite rispetto al tendine del sottoscapolare 61. L eventuale visualizzazione all immagine assiale del tendine del bicipite in posizione posteriore rispetto al tendine del sottoscapolare costituisce reperto indicativo di lesione a tutto spessore del sottoscapolare (Fig.14). L artropatia della cuffia dei rotatori viene definita come una lesione cronica della cuffia dei rotatori con migrazione antero-superiore dell omero. Si rileva la presenza di osteofiti omerali infero-mediali con perdita concomitante di cartilagine sulla glena (Fig. 13b). Fig. 12. Immagine coronale obliqua ottenuta con tecnica fast spin-echo: si evidenzia una lesione anteriore distale con localizzazione eccentrica del tendine del sopraspinato (freccia). È visibile la discontinuità focale a tutto spessore con una minima retrazione del tendine e l assenza di atrofia muscolare. 56 FALSI NEGATIVI E RISONANZA MAGNETICA Nell esperienza dell Autore, le cause più comuni di esami falsi negativi in Risonanza Magnetica sono: la mancata evidenziazione di una lesione del tendine del sottoscapolare, un osteoartrosi precoce in presenza di radiografie normali, effetti di denervazione e capsulite adesiva. Grazie alla possibilità di rappresenta-
Fig. 13a. Fig. 13b. Fig. 14. Immagine assiale ottenuta con tecnica fast spin-echo: lesione cronica del tendine del sottoscapolare. È presente la lesione con retrazione del sottoscapolare (freccia lunga) e lo spostamento mediale del capo lungo del tendine del bicipite (freccia corta) posteriormente rispetto al sottoscapolare. Figg. 13a-b. Immagini coronali oblique ottenute con tecnica fast spin-echo attraverso l aspetto posteriore (13a) e anteriore (13b) della spalla: si evidenziano una lesione cronica della cuffia dei rotatori e lesioni con retrazione dei tendini dell infraspinato e del sopraspinato (frecce lunghe). È presente infiltrazione di grasso a carico del muscolo, indicatore di atrofia, come pure la migrazione superiore dell omero rispetto all acromion. Si evidenziano inoltre alterazioni reattive della superficie inferiore dell acromion ed il caratteristico osteofita inferomediale in prossimità dell omero, indicatore di artropatia della cuffia (freccia corta). 57
Fig. 15. Immagine assiale ottenuta con tecnica fast spin-echo in un paziente con radiografie convenzionali valutate normali: l immagine evidenzia una perdita cartilaginea a tutto spessore al di sopra della glena (freccia), che si manifesta con la mancanza del segnale di intensità intermedia della cartilagine articolare. Fig. 16. Immagine assiale ottenuta con tecnica fast spin-echo in un paziente con frattura comminuta dell omero prossimale. La presenza di dispositivi ortopedici non impedisce di evidenziare la perdita cartilaginea a tutto spessore al di sopra della glena (freccia), rilevabile in presenza di una sub-lussazione posteriore dell omero rispetto alla glena. zione della cartilagine con un elevato grado di accuratezza e di riproducibilità 62, le immagini in Risonanza Magnetica sono particolarmente adatte ad evidenziare difetti cartilaginei a tutto spessore, riscontrabili anche in presenza di radiografie normali. Tra i segni precoci di osteoartrosi alle immagini assiali vanno ricordate la minima sublussazione posteriore dell omero rispetto alla glena e la perdita di cartilagine articolare, normalmente di segnale intermedio, nelle immagini ad alta risoluzione ottenute con tecnica moderata TE (Fig. 15).Con le adeguate sequenze di impulso, la presenza di 58 mezzi di sintesi non dovrebbe compromettere la possibilità di interpretare e di valutare con sufficiente affidabilità l estensione della perdita cartilaginea (Fig.16). Gli effetti di denervazione costituiscono un elemento variabile; il loro aspetto alle immagini di risonanza dipende dall intervallo trascorso tra il momento della lesione e/o dell intrappolamento del nervo e l effettuazione dell esame. Un effetto di denervazione acuto si evidenzia nelle immagini sotto forma di un aumento generalizzato dell intensità del segnale a livello muscolare, accentuato nelle
tecniche con soppressione di grasso 63. Le tecniche con soppressione di grasso scalano in maniera differente il livello del contrasto, permettendo in questo modo una migliore evidenziazione dell acqua. Questo pattern misto, di norma riscontrato dopo sei mesi, è caratterizzato da aree di aumento del segnale del grasso a livello muscolare, come pure da presenza di edema residuo; la denervazione cronica è caratterizzata da aree di infiltrazione di grasso a livello del muscolo con diminuzione della massa muscolare 64 (Fig. 17). La capsulite adesiva è una fibroplasia capsulare progressiva mediata da citochine che si manifesta sotto forma di iperplasia sinoviale con fibrosi progressiva e retrazione capsulare 65. Alla Risonanza la capsulite adesiva può presentare aspetti differenti a seconda del suo stadio; in particolare negli stadi medio-avanzati viene evidenziata tramite una iperintensità del segnale che va a sostituirsi alla normale ipointensità della capsula, con ispessimento della tasca ascellare, rotazione interna della spalla alle immagini assiali ed un iperintensità del segnale in sostituzione dei legamenti gleno-omerali e del legamento coraco-omerale nell intervallo dei rotatori (Fig.18). La Risonanza Magnetica permette di rilevare casi di capsulite adesiva non Fig. 17. Immagine coronale obliqua ottenuta con tecnica fast spin-echo attraverso il margine posteriore della spalla: si evidenzia un effetto di denervazione cronico a carico del piccolo rotondo (freccia). È presente riduzione della massa muscolare e denso infiltrato di grasso, oltre alla differenza, rispetto alla normale morfologia, del grande rotondo adiacente. Fig. 18. Immagine coronale obliqua ottenuta con tecnica fast spin-echo in una donna di 42 anni con limitazione dell arco di movimento: si evidenzia una contrazione densa della tasca ascellare (freccia), referto di presenza di capsulite adesiva di grado moderato. 59
evidenziabili all esame clinico in pazienti di età più avanzata; si tratta di casi in cui la diagnosi di capsulite può risultare particolarmente difficoltosa, dato che la rigidità della spalla può essere attribuita ad un artrite e al dolore causato dalla sindrome da conflitto. La Risonanza Magnetica permette di dimostrare con buona affidabilità la gravità della patologia attribuibile a tendinosi, artrite e capsulite grazie alla sua capacità di valutare l integrità dei tendini, il grado di perdita di cartilagine articolare, l intensità del segnale e l aspetto della capsula. VALUTAZIONE POST-OPERATORIA DELLA CUFFIA DEI ROTATORI Nel periodo post-operatorio, l importanza di ricorrere ad adeguate sequenze di impulso si rivela un elemento imprescindibile. La presenza di mezzi di sintesi comporta una disomogeneità del campo focale, che può interferire con la capacità diagnostica delle tecniche di immagine. L utilizzo di tecniche fast spin-echo si rivela utile nel mantenere il rapporto segnale-rumore 66. Alcune tecniche tradizionali, come ad esempio la gradient echo o le tecniche con soppressione di grasso frequency selective, vanno evitate in ragione dello scarso rapporto segnale-rumore, nonché a causa della considerevole incidenza di artefatti 67. È inoltre importante ricordare che nei primi sei mesi successivi all intervento di riparazione della cuffia dei rotatori può talvolta riscontrarsi una iperintensità del segnale in pazienti asintomatici, in particolare dal lato articolare della cuffia dei rotatori che simula l aspetto di lesioni parziali 68. Nonostante questi limiti, la risonanza può rivelarsi utile per rilevare la presenza di una nuova lesione della cuffia dei rotatori, riscontrabile sotto forma di discontinuità tendinea 60 con iperintensità del tendine 69 (Fig. 19). È necessario essere consapevoli del fatto che, in seguito ad un intervento massiccio di riparazione della cuffia dei rotatori, è possibile che siano presenti tendini residui non completamente riconnessi durante l atto chirurgico: quella che potrebbe apparire come una nuova lesione potrebbe essere null altro che il residuo di un tentativo parziale di recuperare la funzionalità in un paziente con una lesione estesa della cuffia dei rotatori. È inoltre importante tenere conto delle insersioni del deltoide in modo da evidenziare l eventuale presenza di una deiscenza, meglio visibile nell immagine coronale obliqua. L utilizzo di software disponibili a livello commerciale, unito a leggere modifiche delle sequenze di impulso, permette di valutare la cuffia dei rotatori in seguito ad artroplastica di spalla 67 (Fig 20). Le immagini di risonanza sono particolarmente utili grazie al supporto che possono fornire alle informazioni già ottenute tramite le radiografie convenzionali; a tale proposito si osservano leggere modifiche di allineamento tra i componenti l integrità della cartilagine glenoidea dopo emiartroplastica e l integrità della cuffia dei rotatori. È inoltre possibile evidenziare minime aree di mobilizzazione dei componenti 67.
Fig. 19. Immagine coronale obliqua ottenuta con tecnica fast spin-echo in un paziente sottoposto ad intervento di riparazione della cuffia dei rotatori tramite dispositivi di fissazione del tipo suture anchor, rilevabili a livello del margine laterale del trochite. Si osserva la presenza di una lesione a tutto spessore del tendine del sovraspinato (freccia). Fig. 20. Immagine assiale ottenuta con tecnica fast spin-echo ottimizzata per la riduzione dell artefatto metallico in un paziente a due anni dall intervento di artroplastica totale di spalla: si evidenzia una rottura del sottoscapolare (freccia). Modificando adeguatamente le sequenze di impulso è possibile procedere alla valutazione dei tessuti molli circostanti il sito dell artroplastica. 61
TABELLA I-TECNICHE DI RISONANZA MAGNETICA PER IMMAGINI NELLA VALUTAZIONE DELLA SPALLA Serie I FSE coronale obliqua con soppressione del segnale del grassotr-3500-4500/te- 34msec; VBW 20.83kHz; FOV - 16cm; matrice - 256 x 224; spessore - 3mm senza gap; ETL-6-12; NEX-2; soppressione di grasso; NPWSerie II FSE coronale obliqua sensibile alla cartilaginetr-3500-4500/te - 34msec; VBW $- 31.2kHz; FOV - 16cm; matrice - 512 x 384; spessore - 3mm senza gap; ETL-8-14; NEX - 2; soppressione di grasso; NPWSerie IIIFSE sagittale obliquatr - 3500-4500/TE - 34msec; VBW - 20.8kHz; FOV - 16cm; matrice - 512 x 224; spessore - 4mm; skip - 0.5; ETL - 8-12; NEX - 2; NPWSerie IV FSE assiale sensibile alla cartilaginetr 3500-4500/TE - 34msec; VBW - 20.8; FOV - 16cm; matrice - 512 x 384; spessore - 3.5mm; senza gap; ETL - 8-14; NEX - 2; NPWSerie V FSE assiale (finestre labbrali, valutare esclusivamente il segnale intralabbrale)tr - 2300/TE - 15msec; VBW - 20.83; FOV - 14cm; matrice - 256 x 256; spessore- 3mm senza gap; ETL - 4-6; NEX - 2; coefficiente di ingrandimento 1.5; NPW FSE: Fast spinecho TE: Echo time ETL: Echo train length NPW: No phase wrap FOV: Field of view VBW: Variable bandwidth TR: Repetition time L ampiezza di banda di riferimento è quella di un sistema General Electric, ovvero ampiezza di banda sull intera gamma di frequenze e non ampiezza di banda per pixel. 62