La comunicazione non verbale

Похожие документы
La comunicazione non verbale

CONSULENZA E COMUNICAZIONE EDUCATIVA

Comunicazione non verbale

LINGUAGGI NON VERBALI

LA COMUNICAZIONE NELLE RELAZIONI INTERPERSONALI. Anna Zunino

19/11/2010 II. Alfabetizzazione emotiva

La comunicazione Medico-paziente

CSEN Corso Istruttori I Livello 16 Dicembre Comunicazione Efficace Gestione di un aula Cueing e Tecniche di Segnalazione

LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE. d.ssa A. Giaquinta

Antonio Cerasa, PhD IBFM-CNR, Germaneto (CZ), Itay

Arbitraggio & Comunicazione. L assertività come stile comunicativo efficace

Inclusione e Ridondanza. Comunicazione non Verbale. Comunicazione non Verbale. Comunicazione e comportamento

LINGUAGGI NON VERBALI

LA COMUNICAZIONE: CARATTERISTICHE E ABILITÀ

CORSO di Laurea Magistrale Professioni sanitarie D.M.270 I ANNO II semestre - A.A. 2015/2016 METODOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE. Docente: Stefano Tugnoli

PER GLI ALUNNI IN SITUAZIONE DI HANDICAP NELLA SCUOLA DELL'INFANZIA E NELLA SCUOLA PRIMARIA A.A. 2013/14. Conformazione fisica Abbigliamento

Comunicazione. (Rendere comune, far conoscere, far sapere )

ELEMENTI FONDAMENTALI DI UN PROCESSO COMUNICATIVO

COMUNICAZIONE DINAMICHE AFFETTIVE NELLA RELAZIONE CON IL PAZIENTE

CROCE ROSSA ITALIANA GALLARATE AREA 1 TRASPORTO SANITARIO

Psicologia della comunicazione Fondamenti. Psicologia della comunicazione I. Riccioni 1

La comunicazione non verbale (Cfr. L. Anolli (a cura di), Psicologia della comunicazione, Il Mulino, 2002)

COMUNICAZIONE E RELAZIONE

Relazionarsi vuol dire comunicare...

Cos è la Comunicazione e come comunichiamo. Lezione n Definizioni - I linguaggi della comunicazione - processo comunicativo

LA COMUNICAZIONE NON VERBALE

La comunicazione interpersonale. Pagina 1

Ciò che sei urla così forte che non riesco ad ascoltare ciò che dici! Ralph Waldo Emerson

Corso F.A.C.S. (Facial Action Coding Sistem)

Il rispetto e la relazione nella cura: interrogativi e riflessioni La comunicazione e il rispetto nella relazione di cura e assistenza

Ottimismo e pessimismo in relazione alla comunicazione non verbale

Parte 1: Princìpi generali e primo assioma della Comunicazione

COMPORTAMENTI PROBLEMA E COMUNICAZIONE NELLA SINDROME AUTISTICA

Elementi di Comunicazione Non Verbale

Emozione. & Motivazione

Parlare in pubblico. La comunicazione non verbale

INTELLIGENZA EMOTIVA II: COME EDUCARE LE EMOZIONI

LA COMPETENZA EMOTIVA

Abilità relazionali e Consapevolezza della prassi comunicativa

COME COMUNICARE IN MODO EFFICIENTE? Comunicazione e dinamiche relazionali

Il Linguaggio Del Corpo Femminile

LINGUAGGIO DEL CORPO Istruzioni per l uso del Linguaggio Universale

COMUNICAZIONE DINAMICHE AFFETTIVE NELLA RELAZIONE CON IL PAZIENTE

LA COMUNICAZIONE: CARATTERISTICHE GENERALI

LA PRAGMATICA DELLA COMUNICAZIONE E IL LINGUAGGIO CORPOREO

L importanza della comunicazione tra gli operatori ed il ruolo del coordinatore infermieristico. Dott. P. Sanvito

Come rendere facile la comunicazione? Seminario ADR Roma, 8 giugno 2016

Traccia di analisi della competenza linguistica e comunicativa. Usa il linguaggio verbale sì no. Usa il corpo per esprimere le sue emozioni sì no

Emozioni s.invitto ricercatrice Psicologia Generale Università del Salento. Componente comportamentale, vegetativa e ormonale

Il Potere delle parole

GRIGLIA D OSSERVAZIONE ALUNNO SU BASE ICF *

COMUNICARE LA DIAGNOSI ALL INTERNO DEI PROGRAMMI DI SCREENING DELLA REGIONE PIEMONTE: STRATEGIE RELAZIONALI PER AFFRONTARE LE CRITICITÁ

PROGETTO: I COLORI DELLE EMOZIONI

La mimica facciale parte della CINESICA come si altera il volto delle persone. Gli esseri umani lasciano trasparire anche in questo modo il loro

ISTITUTO COMPRENSIVO DI MONTE SAN SAVINO SCUOLE DELL INFANZIA VALUTAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO (anni tre )

Elementi di Psicologia dello Sviluppo (II modulo) Mirco Fasolo

SVILUPPO DELLE RISPOSTE

Insegnamento di Psicologia Sociale

PROGETTO OTTO PASSI AVANTI. I CAMPANELLI DI ALLARME DEI DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO Dr. Manuela Orrù Pediatra Associazione Culturale Pediatri

La competenza Comunicativa nell ottica di un Curricolo verticale.

Parlare in pubblico Il dire e il fare della comunicazione

Comunicazione Vs. Linguaggio

La Musicoterapia. di Cristina Vieri Dott.ssa in Scienze dell Educazione e Musicoterapista

PRINCIPI DELLA COMUNICAZIONE

SESSIONE 3 Allegato 3 IL COLLOQUIO DI LAVORO

Accoglienza, Ascolto e Dialogo

Microespressioni. Immagini tratte dal libro Te lo leggo in faccia - Paul EKMAN. domenica 14 ottobre 12

Gli strumenti per la ricerca del lavoro IL COLLOQUIO DI SELEZIONE

Gli manca solo la parola

I segnali del linguaggio paraverbale e non verbale

lyondellbasell.com Comunicazione efficace

1 CORSO DI DIZIONE 1

Manuale Critico dell Asilo Nido

qualità, variabilità, ricchezza, libertà di scelta

CHE COSA SONO LE EMOZIONI?

SCUOLA PRIMARIA PIANI DI STUDIO CORPO MOVIMENTO SPORT ANNO SCOLASTICO 2010/2011

D.ssa Jessica Bertolani Dal ruolo tradizionale docente ad uno più articolato tutor, coach, counselor

modo di comunicare (comportamento) più 1. Conoscere se stessi (analizzare comportamenti manifesti e nascosti)

LA COMUNICAZIONE VERBALE E NON VERBALE. MODALITÀ DI COMUNICAZIONE EFFICACE ED INEFFICACE

Транскрипт:

La comunicazione non verbale

Lingua vs comunicazione non verbale Perché esiste la CNV? Sopravvivenza culturale? Bateson codice evoluzionistico della specie (linguaggio evoluzione della comunicazione non verbale?) Specializzazione delle due forme di comunicazione Comunicazione verbale: descrivere, classificare, categorizzare, creare la realtà CNV: linguaggio di relazione,

Funzioni della CNV Esprime l interiorità Comunica le emozioni Partecipa alla presentazione del sé Definisce la situazione relazionale Sostiene la comunicazione verbale Si sostituisce alla CV in particolari contesti Svolge una funzione metacomunicativa Funge da canale di dispersione Regola l interazione (sincronizzazione dei turni, inviare segnali di attenzione)

CNV e sistemi comunicativi 1. Verbale Verbale 2. Intonazionale 3. Paralinguistico Aspetti non verbali del parlato Prossemica Postura 4. Cinesico Comportamento motorio - gestuale Comportamento mimico del volto Non verbale Comportamento visivo

Prossemica L antropologo E. Hall ha coniato il termine proxemics per definire lo studio dell uso che le persone fanno dello spazio sociale e personale. Hall ha scoperto che gli esseri umani non apprezzano l intrusione nel proprio spazio personale, ma desiderano tenere gli altri a una distanza appropriata, variabile a seconda dell occasione e del tipo di rapporto sociale. Comportamento spaziale: Contatto corporeo Distanza interpersonale Orientazione

Contatto corporeo Abbracciare, baciare, stringere, afferrare, colpire, etc. Coinvolge oltre al canale visivo anche quello tattile Differenza tra forma attiva (esplorazione) e forma passiva (ricezione di segnali) Differenze culturali e Differenze di status Attivazione fisiologica (attività elettrodermale)

Categorie del contatto corporeo Funzionale-professionale (massofisioterapista, medico paziente) Sociale (saluto, congedo, congratulazioni, indirizzare) Amichevole (saluto, congedo, congratulazioni, indirizzare, espressioni di appartenenza) Intimo/affettuoso (adulto-bambino) Sessuale

Distanza interpersonale Territorio Spazio personale Categorie (Hall 1966): Intima (50cm) Personale (1m) Sociale (1-3m) Pubblica (>3m)

Distanza interpersonale Osservazioni Sensi diversi a seconda della distanza (tatto-odorato vista-udito) Il contesto è rilevante (in pubblico si riduce la distanza tra gli interlocutori) Intimità dominanza Attivazione fisiologica Fenomeni di compensazione Differenze culturali Differenze sessuali Mutamenti nella distanza come segnali delle intenzioni degli interlocutori (iniziare, continuare, terminare una conversazione)

Orientazione L angolo con cui le persone si situano nello spazio: Faccia a faccia Di fianco Con angolo variabile tra 45 e 180 Più in alto - più in basso

Postura Modo di disporre le parti del corpo Osservazioni: Varia con lo stato emotivo È rilevante per indicare l intensità dell emozione piuttosto che il tipo Meno controllabile del tono di voce e della mimica è segnale rivelatore

Postura Osservazioni: Inclinazione in avanti associata a prossimità fisica e contatto visivo segnala atteggiamento positivo Posizione asimmetrica degli arti, posizione obliqua o reclinata indica rilassamento In una relazione tra persone di status diverso coloro che sono di status superiore si mostrano più rilassati Gli uomini sono più rilassati di fronte a persone di sesso femminile

Postura del capo Testa eretta sicurezza Testa all insù superiorità, presunzione, aggressività Testa abbassata e indurimento delle mascelle aggressività Testa incassata difesa (espone minore parte del viso)

Postura del resto del corpo Accavallare le gambe distensione Posizione fetale difficoltà Inginocchiarsi, inchinarsi riconoscere l autorità (alta variabilità culturale)

Postura in pubblico Le persone non interessate ad un focus stanno in piedi poggiando su un piede soltanto, non orientano capo e busto nella stessa direzione Le persone ai margini di una situazione tengono le mani sui fianchi Le persone che stanno sondando una situazione tengono il capo leggermente reclinato Coloro che partecipano attivamente tengono il capo leggermente inclinato in avanti

Posture 1.Perplesso 2.Indifferente 3.Accogliente 4.Risoluto 5.Furtivo 6.In collera 7.Disteso 8.Timido (Sarbin Hardyck 1965)

Postura

Comportamento motorio gestuale Modo di camminare Gesti dotati di significato comunicativo Cenni del capo: un cenno di assenso continua pure a parlare ; annuire in rapida successione voglio prendere la parola Movimenti delle mani danza gestuale : Gesti simbolici o emblemi Gesti illustratori Gesti esprimenti stato emotivo Gesti regolatori dell interazione Gesti di adattamento (Ekman Friesen 1969)

Gesti simbolici - emblemi Segnali emessi intenzionalmente ed aventi un significato specifico: Salutare Indicare Chiamare

Gesti illustratori Illustrano ciò che si va dicendo: Scandiscono il discorso come una punteggiatura Amplificano o completano il contenuto della comunicazione indicando: relazioni spaziali, forme e movimenti

Indicatori dello stato emotivo Scuotere il pugno rabbia Grattarsi insicurezza Dito sul mento labbra pensieroso

Gesti regolatori dell interazione Governano il flusso della comunicazione

Gesti di adattamento Costituiscono il patrimonio comportamentale dell individuo e sono usati per regolare il comportamento: Auto-adattamento Adattamento centrato sull altro Adattamento centrato sull oggetto

Mimica ed espressione facciale Sviluppato contemporaneamente all evoluzione (gli animali fanno un uso più ampio della postura) Comunica le emozioni Alcune espressioni facciali delle emozioni sono degli universali culturali (Ekman) La cultura tuttavia detta le regole dell espressione delle emozioni: Intensificazione (lutto) Disintensificazione (ridere sotto i baffi) Neutralizzazione Dissimulazione

Le 6 emozioni fondamentali (Ekman 1982) 1. Felicità 4. Rabbia 2. Sorpresa 1 2 3 5. Disgusto 3. Paura 6. Tristezza 4 5 6

Comportamento visivo Lo sguardo è rilevante nel processo comunicativo, attiva l emittente e la relazione, è in grado di coinvolgere l interlocutore. Tipologie: Occhiata Sguardo Contatto visivo Evitare (disagio) Distogliere (menzogna) Abbassare (sottomissione, colpevolezza, tensione)

Funzioni dello sguardo Comunica atteggiamenti interpersonali Segnala l instaurarsi di una relazione Segnala il congedo Saluto Nella comunicazione verbale Fornisce feedback all emittente Chiarisce al ricevente il contenuto Indica che si è capita un idea Regola i turni della conversazione ( adesso parla tu )

Basi motivazionali dello sguardo Si riferisce all esperienza del neonato Ha valore di ricompensa È fonte di emozione Indica un interesse per l altra persona in senso: affiliativo, affettivo-sessuale, aggressivo, competitivo

Dinamica degli sguardi in una conversazione Inizio: sguardi di sincronizzazione Durante: movimenti oculari costanti dell emittente per raccogliere feedback, per enfatizzare il contenuto, prima di concludere invia uno sguardo segnale il ricevente invia segnali di sostegno, rinforzo, interesse e/o di intenzione di intervenire

Aspetti non verbali del parlato Variazioni linguistiche: scelta della lingua, linguaggio semplice, Variazioni non propriamente linguistiche: tono, timbro, intensità, rapidità, pause = paralinguistica

Paralinguistica Qualità della voce Caratteri anatomici: Età, sesso, struttura fisica, salute Vocalizzazioni Timbro, controllo di articolazione, risonanza Caratterizzatori vocali:riso, sospiro, pianto, sbadiglio Qualificatori vocali: volume, tono, intensità, estensione Segregati vocali: uh, mmm

Verso gli altri Segnali non verbali Espressione Postura Gesti Tono di voce Positivi Viso rilassato e sguardo attento Aperta e protesa in avanti, simile all altro Armonici, dolci, coerenti con le parole Calmo, adattato all interlocutore e alla situazione Negativi Ciglia aggrottate, sguardo rivolto altrove Chiusa, protesa all indietro, distaccata Bruschi e veloci, dall alto in basso Nervoso, stizzito, in disarmonia con l altro.