La Sindrome delle zone transizionali associate

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La Sindrome delle zone transizionali associate Autore: R. Gatto Clinica S. Rita Vercelli Indirizzo: dott. R. Gatto, via Plana 19, Alessandria tel.3394473050 renatogatto@libero.it Introduzione. La Sindrome delle Zone Transizionali associate (SZTA) è un insieme di sintomi e dolori di origine vertebrale, situati a diversi livelli (almeno due), tutti dallo stesso lato, conseguenza della presenza simultanea di Disturbi Dolorosi Intervertebrali Minori (DDIM) localizzati su zone transizionali vertebrali (ZT) e delle manifestazioni cellulo-tenoperiosto-mialgiche (CTM) da essi provocate. Tre ipotesi eziopatogenetiche sono state prese in considerazione, anche ai fini del percorso riabilitativo e cognitivo-comportamentale: 1) la compensazione d attitudine e il terreno spasmofilo s/r. Maigne; 2) l interpretazione di Guido Brugnoni, la sindrome quale manifestazione di un disturbo del SPF, espressione clinica della sindrome posturale sistematizzata disarmonica di Gagey; 3) la teoria dell autore, che chiama in causa un iperattività continua dell emisfero dominante, non sufficientemente bilanciata dall attività dell emisfero controlaterale. Tre studi, effettuati in tempi diversi dallo stesso autore con osservatori esterni, hanno avuto come obiettivo il riscontro di questa sindrome e dei segmenti vertebrali più di frequente in associazionei. In particolare si è ricercato il coinvolgimento, spesso presente, del segmento sacro-coccigeo. Materiali e Metodi. 1 studio: condotto su 1310 pazienti affetti da dolori comuni d origine vertebrale nel periodo tra Febbraio 97 e Marzo 98. 65 pazienti (6 uomini e 59 donne) di età compresa tra i 22 e 55 anni (età media 37,5), 54 hanno presentato la SZTA a destra, mentre 11 a sinistra, divisi come segue: A) 52 con cefalea sopraorbitaria, dorsalgia interscapolare, lombalgia di origine DL; B) 6 con cervicobrachialgia, dorsalgia di origine CD, pubalgia (DL);

C) 4 con coccigodinia, lombalgia (DL), sciatalgia (LS); D) 3 con cefalea occipitale, dorsalgia, lombalgia (DL), coccigodinia. La coccigodinia era presente nel 10,76% dei casi (Tab. 1). 2 studio: condotto nel 2005 su 53 pazienti con esiti di colpo di frusta, su 29 dei quali è stata riscontrata la SZTA. In 5 casi (17,24%, solo donne) era presente coccigodinia (Tab. 2). 3 studio: condotto per 3 anni (2007-2009), con osservatore esterno, ha coinvolto 126 pazienti d entrambi i sessi, d età compresa fra 17 e 84 anni. Questi sono stati selezionati in base a diagnosi di coccigodinia a partire da un campione più vasto di soggetti affetti da algie sacrococcigee e anorettali a diversa eziologia. In 37 casi su 126 è stata riscontrata la SZTA (Tab. 3). Risultati. Il trattamento prevalentemente manipolativo dei DDIM vertebrali, e il trattamento manuale della coccigodinia meccanica secondo la tecnica di R. Maigne, hanno condotto a buoni risultati (73,84% di buoni nel 1 studio), nella misura in cui è stato possibile seguire adeguatamente e per un lungo periodo i soggetti in esame, trattando tutti i DDIM, attivi o inattivi. In fase riabilitativa sono stati corretti errori posturali, gestuali e comportamentali. Conclusioni. Nei tre studi appare interessante la frequenza con cui la coccigodinia d origine meccanica entra a far parte del quadro clinico della SZTA (Fig. 1). Ciò induce a considerare il coccige non come struttura vestigiale accessoria, vittima di passivi spostamenti d angolo o anomalie morfologiche, ma come elemento attivo che interagisce con squilibri posturali e disfunzioni rachidee. Si può dunque considerare l articolazione sacro-coccigea come ultima zona transizionale della colonna. Per dimostrare l interdipendenza dei disturbi sono stati trattati tutti i DDIM, attivi e inattivi, compresa la coccigodinia. Le tre ipotesi patogenetiche, che in realtà mostrano sostanziali interrelazioni, meritano approfondimenti. Bibliografia 1) Maigne R. Dolori di origine vertebrale. Comprendere, diagnosticare, trattare. ELSEVIER MASSON Milano, 2009

2) Brugnoni G. La sindrome delle zone transizionali di Maigne: una nuova ipotesi patogenetica. La Riabilitazione 31 (2) 61-64, 1998 Gatto R., Tenaglia M.L. Manual mechanic coccydynia treatment. XVII ESPRM European Congress of Physical and Rehabilitation Medicine Venice, 23-27 May 2010, pag. 67-69, Edizioni Minerva Medica, Torino 2010

Pazienti Numero Buono Sufficiente Nullo Gruppo A 52 42 6 4 Gruppo B 6 3 2 1 Gruppo C 4 2 1 1 Gruppo D 3 1 1 1 Totale 65 48 73,84% 10 15,38% 7 10,76% Tab. 1: 1 Studio. Risultati del trattamento Pazienti esaminati Pz c/szta Buono Sufficiente Nullo Maschi 4 2 1 1 Presente coccigodini a Femmine 25 13 8 4 5 Totale 53 29 15 51,72% 9 31,03% 5 17,24% Tab. 2: 2 Studio. Risultati del trattamento Pazienti trattati per coccigodinia meccanica coccigodinia isolata altri DDIM SZTA 126 13 53 37 Tab. 3: 3 Studio: Il trattamento della coccigodinia meccanica

Fig. 1: Sindrome Zone Transizionali Associate con coccigodinia dallo stesso lato