la Capitanata Rassegna di vita e di studi della Provincia di Foggia

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1 la Capitanata Rassegna di vita e di studi della Provincia di Foggia Anni XVII-XVIII-XIX ( ) Parte I genn. -dic. IL PROGETTO CAPITANATA: UNA NUOVA IPOTESI DI SVILUPPO PER GLI ANNI 80 BILANCIO DI PREVISIONE PER L ESERCIZIO FINANZIARIO 1980 Relazione del Presidente Avv. FRANCESCO KUNTZE Colleghi Consiglieri, compagni della Giunta, amici, la presentazione del bilancio di previsione per il 1980 da parte di questa Amministrazione Provinciale cade in uno dei passaggi più difficili della nostra storia repubblicana. L attacco terroristico alle istituzioni democratiche nate dalla Resistenza, l incertezza del quadro politico nazionale aggravata dagli atteggiamenti e dalla linea di chiusura e di contrapposizione alle grandi forze della sinistra di classe del nostro Paese da parte del nuovo gruppo dirigente del partito di maggioranza relativa, l incertezza del quadro normativo e finanziario afferente la vita degli Enti Locali, sono fatti che concorrono a definire un quadro complessivo della situazione italiana gravido di rischi, di pericoli se non addirittura di tentazioni involutive e restauratrici che farebbero tornare l Italia indietro di decenni. Purtroppo, queste considerazioni non vogliono essere rituali, o meglio in qualche misura lo sono, se è vero che già da alcuni anni per l incapacità ormai storica delle vecchie classi dirigenti del Paese a dare soluzioni a nodi altrettanto storici della sua vita nazionale operiamo in una cornice che potremmo definire passatemi l espressione di stabile incertezza. Non vorremmo pensare al riguardo con cinica ironia che nulla vi sia di più stabile in questo Paese della precarietà! Non vorremmo pensarlo e, in realtà, non lo penseremo perché di contro a quelle forze conservatrici che da anni ormai giocano le loro lugubri 1

2 FRANCESCO KUNTZE pedine sulla scacchiera della morte, stanno forze altrettanto potenti che si battono, si mobilitano, lavorano ed avanzano per impedire che tramonti, come dice qualche politologo da rotocalco, la «Prima Repubblica» e per consentire che si affermi invece in tutta la sua carica rinnovatrice il messaggio della Resistenza e della sua diretta filiazione costituita dalla Costituzione Repubblicana. Ce lo ha ricordato ancora una volta il Capo dello Stato, Sandro Pertini, quando agli inizi di questo mese ha onorato con la Sua presenza e la Sua visita la nostra terra. E questo impegno, questa tenace, caparbia, ostinata fiducia nell avvenire, abbiamo voluto scolpirla sull epigrafe di quella lapide che ricorda sullo scalone di Palazzo Dogana i nostri caduti nella Resistenza antifascista e nella «Nuova Resistenza» antiterroristica. Dinanzi a quei nomi scolpiti nel marmo e senza ombra alcuna di retorica noi sentiamo di dover riconfermare in una sorta di «nuovo giuramento democratico» il nostro impegno assoluto per la difesa delle istituzioni repubblicane, il nostro impegno per l avanzamento delle classi lavoratrici, il nostro impegno per il progresso e la crescita democratica del Paese. Certo, colleghi consiglieri, la cocciuta, disperata opposizione di chi si oppone al nuovo, al progresso, alla civiltà è pari soltanto alle dimensioni storiche oserei dire «epocali» che caratterizzano il declino delle vecchie classi dirigenti nazionali e del loro blocco di potere. Un declino, cui non sanno e non vogliono rassegnarsi, un declino che rivela e mette ancora una volta a nudo quella che giustamente venne definita l intima vocazione reazionaria di una debole borghesia nazionale che, per il suo Risorgimento, preferì l appoggio delle armi straniere che non quello dei contadini e delle plebi meridionali cui non diede la terra e ai quali seppe offrire soltanto stati d assedio, rastrellamenti, fucilazioni di massa e barbarie. Il declino del vecchio Stato liberale, che aveva troppi «vizi d origine» per potersi aprire alle grandi masse popolari nel primo dopoguerra, portò all avvento della dittatura fascista: la Resistenza, facendo irrompere nuovamente da protagonista sul palcoscenico della storia le grandi masse popolari, spezzò le vecchie catene istituzionali, culturali, morali, con le quali si era cercato di «legare» il grande popolo italiano. E la Costituzione segnò il solco ideale, istituzionale, giuridico-normativo entro il quale le masse avrebbero dovuto costruire la nuova Italia nata dalla Resistenza. Oggi, senza voler fare arbitrari accostamenti, io credo che siano in discussione in uno scontro titanico di forze contrapposte conquiste democratiche ormai pluridecennali. 2

3 BILANCIO DI PREVISIONE 1980 Sono in molti a pensare al riguardo che gli anni 80 dovranno essere il decennio della «grande restaurazione»: dopo dieci anni di conquiste civili, democratiche, dopo dieci anni di grandi mo vimenti progressivi nello stesso «senso comune della gente», vi sono molti che pensano, auspicano ed operano di conseguenza che sia giunto il momento di avviare la «grande restaurazione. Ebbene a questi personaggi logori fantasmi di un passato ormai lontano possiamo dire con serena consapevolezza che non daremo loro tregua; giorno dopo giorno, ora per ora, mo mento per momento, impegneremo contro di loro e i loro disegni di restaurazione, ogni nostra energia morale, ogni nostra ansia democratica, ogni nostro imp e- gno civile e politico. E chiameremo a raccolta contro le loro nostalgie del recente medioevo italiano, le grandi masse lavoratrici, le masse femminili, giovanili, le forze della cultura democratica e l intero sistema delle autonomie locali per fungere da barriera insormontabile contro ogni disegno involutivo e restauratore. L intero sistema delle autonomie ho appena affermato negli anni settanta è stato il grande protagonista della svolta democratica che ha vissuto il nostro Paese. Se volessimo dare una definizione sintetica degli anni 70 io credo che non saremmo lontani dal vero se lo definissimo «il decennio delle autonomie»; apertosi con l istituzione delle Regioni, tale periodo della nostra vita nazionale ha visto con i grandi risultati elettorali del 15 giugno 1975 e del 20 giugno 76 una svolta profonda nella vita di migliaia di amministrazioni locali, province e di numerose regioni. E la seconda metà degli anni 70 ha visto all opera la nuova cultura delle autonomie che veniva forgiandosi nel risanare quelle amministrazioni locali che la lunga «stagione dei Caltagirone» aveva logorato, compromettendone il prestigio e l autonomia. E iniziata una nuova grande stagione di lavoro, la stagione dei NOVELLI, dei TOGNOLI, dei VALENZI, la stagione del risanamento, del rilancio e dello sviluppo. Ed in questa stagione si è inserita anche l esaltante esperienza della nuova Amministrazione Provinciale di Foggia, guidata dalle forze di sinistra che hanno impresso un vero e proprio colpo di barra al vecchio funzionamento dell Ente Provincia. E iniziata così la nostra battaglia quotidiana per ridefinire i nuovi contorni di un ente che qualcuno un po frettolosamente voleva abrogare pensando così di risolvere quei problemi di raccordo tra Regioni e Comuni che si facevano di giorno in giorno più complessi. L Amministrazione Provinciale di sinistra a Palazzo Dogana operava per una ridefinizione concettuale dello stesso ruolo della provincia e si batteva per affermare il ruolo di «ente intermedio», con funzioni di 3

4 FRANCESCO KUNTZE programmazione dello sviluppo economico del territorio. Abbiamo lavorato con tenacia su questa traccia, partecipando ai grandi dibattiti nazionali sull argomento; abbiamo fatto sentire senza presunzioni municipalistiehe la nostra voce in sede UPI regionale e nazionale, riportandovi il senso della nostra esperienza e del nostro lavoro quotidiano. Certo ed io questo voglio dirlo con la massima chiarezza anche per sottolineare l impegno e l abnegazione con cui hanno lavorato i miei colleghi di giunta abbiamo dovuto lavorare in condizioni difficili, fra mille pigrizie, mille diffidenze e perché non dirlo? anche fra mille ostacoli che ci venivano continuamente frapposti per convincerci, per dissuaderci, per stancarci, per logorarci, per farci abbandonare. Ebbene, chi nutriva simili propositi, ha trovato pane per i suoi denti: non sono riusciti a dissuaderci, non sono riusciti a stancarci, non ci hanno logorati, non abbiamo abbandonato, anzi, siamo più che mai convinti di dover assolvere un mandato che senza enfasi vorrei definire storico e nell assolvimento del quale il PCI, il PSI e il PSDI che compongono questa nuova maggioranza impegneranno sempre di più tutte le loro energie perché poi siano le popolazioni a giudicare e ad esprimersi. E se realizzazioni può vantare questa Amministrazione io le rivendico tutte a merito della nostra tenacia, del nostro impegno e del nostro sacrificio e, pur non disconoscendo il ruolo assolto dalla opposizione che ha saputo offrirci contributi preziosi di idee e di proposte, devo altresì sottolineare con forza e con estrema determinazione il ruolo, la forza, il prestigio e la capacità di governo della Giunta e della maggioranza di sinistra a Palazzo Dogana. Anche il quadro istituzionale e finanziario nazionale nel quale ci siamo mossi come tanti altri amministratori locali è stato contrassegnato ed è tuttora contrassegnato da incertezze, dalla mancanza di una nuova legge comunale e provinciale, da un nuovo quadro organico per la finanza locale. I provvedimenti Stammati prima, e Pandolfi poi, se sono stati il frutto di una nuova mobilitazione autonomistica unitaria nel Paese, attendono però da troppo tempo di essere inseriti in una cornice ben più definita che dia certezza alle amministrazioni locali. Non è più possibile andare innanzi con i decreti legge sulla finanza locale! Non è più possibile insultare SI, colleghi Consiglieri, perché di veri e propri insulti si tratta la dignità del sistema delle autonomie! E se anche quest anno giungiamo a fine marzo a discutere il bilancio in un quadro di sostanziale incertezza, ciò lo si deve imputare 4

5 BILANCIO DI PREVISIONE 1980 esclusivamente alla responsabilità del governo centrale, incapace di definire quel quadro di «certezze minime» di cui ogni amministratore ha bisogno per vivere e funzionare. Se questo è il quadro normativo e finanziario nel quale ci muoviamo caratterizzato dalla precarietà non meno difficile è il quadro economico internazionale, nazionale e locale nel quale questa Amministrazione si è trovata ad operare e al quale essa non intende affatto restare estranea. Emergono in questo periodo sia nell evoluzione dell economia internazionale, sia nella realtà del nostro Paese e della nostra Provincia tendenze negative e rischi di nuovi aggravamenti. I pericoli derivano dall incertezza delle prospettive del commercio mondiale e delle relazioni economiche e monetarie internazionali, acuita dai recenti aumenti del prezzo dei prodotti petroliferi, che incidono in misura non irrilevante sulla nostra economia. Ci sono dunque gravi rischi che si verifichi una caduta nel ritmo di crescita del prodotto nazionale e. ancor più quello, dell attività di ricerca e di investimento. E ciò. mentre si delineano i segni di una ulteriore concentrazione dello sviluppo nelle regioni più progredite del centro-nord, con una conseguente acutizzazione della questione meridionale e del dramma della disoccupazione, in primo luogo di quella giovanile e femminile. Un nuovo grande movimento di lotta è necessario per fronteggiare l aggravamento della crisi in Puglia. Una crisi economica, quella avvertibile nella nostra Regione e in Capitanata, che se non assume i caratteri dello sfascio generalizzato presentandosi anzi con significativi elementi di diversificazione da zona a zona e da comparto a comparto ove non affrontata con una politica di ampio respiro che saldi interventi per la emergenza con obiettivi di programmazione rischia di accelerare un processo di restringimento e degradazione del mercato del lavoro rendendo sempre più difficile l accesso all occupazione per le nuove leve e. più in generale. minacciando gli equilibri strutturali dell economia e della società pugliese. La profondità della crisi e. insieme l esistenza in Puglia e in provincia di Foggia di grandi risorse umane e materiali e di moderni ceti produttivi, rendono necessario e possibile uno sforzo comune di forze economiche e sociali, dei partiti politici democratici, forze culturali ed istituzioni per affrontare e rovesciare le tendenze negative operanti nel nostro tessuto produttivo attraverso una eccezionale mobilitazione di strumenti e risorse che saldi interventi di immediata efficacia per l emergenza con obiettivi di programmazione. In particolare l Amministrazione Provinciale si batte perché: - sia approvato tempestivamente il piano triennale dell intervento straordinario, in primo luogo per la parte che si riferisce alle acque; 5

6 FRANCESCO KUNTZE sia definito subito il progetto regionale per la metanizzazione dei centri urbani, sia in riferimento alle risorse regionali, sia in relazione soprattutto al metano proveniente dall Algeria che sarà disponibile nel Due grandi opzioni strategiche, dunque, al centro dell impegno dell Amministrazione Provinciale: acqua ed energia senza le quali verrebbero gravemente deteriorate le stesse basi strutturali dell accumulazione con lesioni forse irreversibili dell assetto economico regionale. Gli impegni di lavoro di questa Giunta inoltre, intendono saldarsi con quelli assunti e definiti come prioritari dal movimento sindacale regionale con l avvio della vertenza Puglia che ha già conosciuto due grandi momenti di mobilitazione popolare con gli scioperi regionali del 19 maggio e del 16 novembre Per quel che concerne l andamento dei diversi settori, è noto ormai da anni come l agricoltura della provincia di Foggia sia fra quelle delle cinque province pugliesi la più stabile e quella che presenta il tasso di crescita più elevato. Lo scorso anno nella relazione che accompagnava il bilancio di previsione per il 79 affermai che, valutando sul lungo periodo e cioè fra il 70 e il 76 i dati afferenti il saggio di crescita dell agricoltura di Capitanata, era possibile osservare come essa marciasse più speditamente di quella regionale e meridionale, ma meno di quella nazionale. Affermazione, è bene precisarlo, che non intendeva e non intende affatto sottovalutare i progressi che si realizzano di anno in anno nel settore agricolo della nostra provincia, né tanto meno sottovalutare l impegno con cui lavorano in esso imprenditori dinamici, forze del lavoro moderne, tecnici oltremodo qualificati. Anzi possiamo dire che, senza l esistenza di tali preziosis sime e- nergie, sarebbe vano non solo ogni nostro sforzo come amministratori provinciali e lo sa bene il compagno Lattanzio, assessore al ramo, che ogni giorno lavora come tanti altri al progresso dell agricoltura foggiana ma sarebbe vano ogni apporto di capitali «esterni» al comparto, capitali che non potrebbero trovare conveniente valorizzazione se mancassero le energie umane idonee ad impiegarli. Perché il processo di sviluppo agricolo elevi i suoi tassi di crescita noi crediamo, tuttavia, che debbano crearsi nuovi quadri di riferimento programmatori che diano certezze agli imprenditori e sicurezza di lavoro alle forze bracciantili. Problemi di qualificazione delle produzioni da un lato (si pensi alla viticoltura) e, dall altro, di riequilibrio territoriale (si pensi allo sviluppo zootecnico nelle zone comprese nelle Comunità Montane) nonché di stabilizzazione e ringiovanimento della occupazione impongono azioni programmatiche concertate, da rendere 6

7 BILANCIO DI PREVISIONE 1980 coerenti con le esigenze regionali, nazionali e comunitarie. In questo quadro, diventa decisivo sviluppare l iniziativa sulle questioni agrarie avendo come «quadro di riferimento» di fondo l obiettivo di varare il piano regionale di sviluppo agricolo per il triennio 1979/81. La programmazione agricola va affrontata in termini processuali, come il risultato di azioni programmatiche strutturate in forma di piani, programmi e progetti su cui impegnare l intero movimento democratico ed istituzionale e su cui concentrare le risorse finanziarie, umane e naturali che è possibile mobilitare e orientare. In ogni caso acquistano particolare importanza: le specificazioni territoriali relative alla nostra Provincia in ordine ai programmi che la Regione deve elaborare nei settori previsti nella legge «Quadrifoglio»: si propone decisiva attenzione per gli interventi relativi alle zone interne, alle colture arboree mediterranee, all irrigazione; le specificazioni territoriali dato il ruolo strategico che la cooperazione sempre più deve assolvere nel comparto relative alla nostra Provincia in ordine al programma integrativo di ristrutturazione, revisione e sviluppo dell apparato cooperativo a tutti i livelli associativi; l attivazione piena, ovvero il rafforzamento nella nostra Provincia dei servizi e strutture di divulgazione, assistenza tecnica, ricerca scientifica e formazione professionale, anche ai fini degli indispensabili processi di «ringiovanimento» della forza-lavoro occupata nelle campagne; la promozione della cooperazione giovanile anche ai fini del recupero delle terre incolte e malcoltivate. E necessario che l avvio della programmazione agricola sia accompagnata da una decisa azione in direzione di iniziative tendenti ad accelerare i processi di riordino istituzionale, di delega delle funzioni agricole attualmente ancora trattenute dall Ente Regione, di coordinamento e qualificazione della spesa pubblica a cominciare da quella della Regione e dei Comuni. A questi fini, di grande importanza è il varo di una legge-quadro per il conferimento delle deleghe agricole ai Comuni singoli o associati, la conferma dell accordo che individua la provincia quale ente intermedio unico fra Regioni e Comuni con fini di coordinamento e programmazione, la creazione delle associazioni intercomunali (attraverso legge della Regione) con fini di esercizio associato delle competenze agricole proprie o delegate, la elaborazione e il varo di piani zonali di sviluppo agricolo il cui ambito territoriale rossa coincidere con quello delle istituende associazioni intercomunali, la valorizzazione piena delle Comunità Montane. In tale comparto l Amministrazione Provinciale intende realizzare 7

8 FRANCESCO KUNTZE progetti finalizzati al raggiungimento degli obiettivi e degli scopi che si riconducono al programma già presentato da questa Amministrazione di sinistra all atto del suo insediamento. Quali sono questi progetti? Nel bilancio di previsione di questo anno nella parte seconda, spese in conto economico, investimenti, per la voce che ci riguarda è riportata la somma di L così al suo interno ripartita: L per acquacultura; L per viabilità rurale e L per elettrificazione rurale. Tra le proposte avanzate nel corso degli incontri con i tecnici addetti al settore mi sono parse meritevoli di attenzione e realizzazione quelle attinenti la sperimentazione di colture foraggere presso le a- ziende del comparto, quella attinente l istituzione di un laboratorio mobile per la zooprofilassi e quella finalizzata alla costituzione di una scuola di Genio Rurale, per la cui messa a punto ci impegniamo a definire il progetto di fattibilità. Non meno importante, ai fini della accumulazione, è, in Capitanata, il settore secondario. Il settore industriale della nostra Provincia nella vasta gamma delle sue articolazioni produttive e territoriali a partire ormai dal 1977 non ha più conosciuto rilevanti investimenti né delle Partecipazioni Statali né del settore privato. La base produttiva industriale non ha conosciuto dunque un sostanziale allargamento, anche se grazie alla forte mobilitazione dispiegata in casi di crisi aziendali o di settore da parte dell intero movimento sindacale. di un vasto arco di forze politiche democratiche e da numerosi enti locali, fra i quali in prima linea la Provincia non ha sinora subito lesioni irreversibili o vistosi processi di logoramento. Un analisi attenta dell andamento dei vari comparti dell industria manifatturiera mette in luce le seguenti tendenze specifiche: industrie alimentari: tenuta complessiva dei livelli occupazionali e produttivi, con significativi sintomi di crescita nel settore delle trasformazioni dei prodotti ortofrutticoli; industrie metallurgiche, meccaniche e dei mezzi di trasporto: quadro estremamente diversificato che vede una buona tenuta del comparto dei mezzi di trasporto e sostenuti livelli produttivi nelle industrie meccaniche che alimentano anche flussi esportativi verso i mercati nazionali ed esteri. Sintomi di logoramento invece sono avvertibili fra le piccole industrie del settore della carpenteria la cui produzione è strettamente legata all andamento dell attività edilizia; industrie tessili, dell abbigliamento e calzature, delle pelli e del cuoio: è tradizionalmente il comparto manifatturiero che più e prima degli altri risente dei mutamenti della domanda interna ed esterna cui il comparto stesso presente nella provincia di Foggia ha destinato 8

9 BILANCIO DI PREVISIONE 1980 negli ultimi anni quote crescenti della sua produzione. Tuttavia la e- strema articolazione produttiva del settore e la sua larghissima diffusione sull intero territorio della nostra Provincia rendono necessaria una analisi delle situazioni di crisi, differenziata per zone, classi dimensionali, varietà merceologiche e prospettive di mercato; un analisi differenziata che consenta di cogliere la specificità delle singole realtà aziendali e delle loro difficoltà e sappia proporre per superarle soluzioni differenziate nei tempi, negli obiettivi e negli strumenti; industrie dei minerali non metalliferi: andamento fortemente differenziato nel comparto dei laterizi quasi esclusivamente legato alla domanda locale; industrie chimiche: situazione estremamente diversificata che ha visto una buona tenuta della produzione dei fertilizzanti e, ad un tempo, una crisi strisciante in altri comparti. Se questo, a grandi linee, è il quadro complessivo della situazione manifatturiera della nostra Provincia, è oltremodo evidente che l Amministrazione Provinciale continuerà a dispiegare una iniziativa non saltuaria, che presenterà sempre più caratteri di tempestività, ampiezza, continuità, rigore ed articolazione propositiva, adeguati cioè alla varietà strutturale che contrassegna l apparato industriale della nostra Provincia e ne condiziona le prospettive future di sviluppo. Già da alcuni anni nell ambito del Comitato Provinciale Permanente per l Occupazione siamo venuti indicando linee direttrici e specifiche per il risanamento e il rilancio di comparti colpiti da crisi congiunturali e strutturali. Oggi, dunque, riprendendo ed aggiornando alla luce della legge 675/1977 indicazioni che già erano state avanzate, l Amministrazione Provinciale intende promuovere un rafforzamento dell apparato industriale dislocato in Capitanata secondo le seguenti direttrici: riconversione di impianti obsoleti e loro riqualificazione produttiva; risanamento finanziario delle imprese che versino in particolari difficoltà finanziarie: deciso elevamento del livello tecnologico medio delle articolazioni settoriali e territoriali del nostro apparato manifatturiero; inserimento stabile nel e/o rafforzamento della collocazione sul mercato interno ed internazionale di fasce consistenti possibilmente consorziate della piccola e media industria e dell artigianato produttivo della nostra Provincia. Intendiamo inoltre impegnarci a fondo perché la Regione assuma un ruolo attivo nella articolazione di una organica politica di sviluppo industriale con efficaci azioni di promozione ed assistenza tecnica. In tale contesto vanno immediatamente utilizzate la possibilità offerte dal 9

10 FRANCESCO KUNTZE decreto sulla ristrutturazione e riordino degli enti collegati alla Cassa (IASM, FORMEZ, FIME, INSUD, FINAM) e va promossa la costituzione dell Ente per lo Sviluppo delle Piccole e Medie Unità Produttive. Per il settore delle attività terziarie che includono sia i servizi destinabili alla vendita sia quelli non destinati alla stessa noi crediamo si debba rilanciare con forza una grande battaglia per un deciso elevamento della produttività del settore e per una profonda riqualificazione, specie in quelle branche che più direttamente assolvono funzioni di sostegno alle attività produttive. In tale direzione è necessario: promuovere ogni iniziativa volta ad arricchire qualitativamente la gamma delle operazioni svolte dal sistema creditizio locale, soprattutto in direzione del sostegno alle esportazioni; creare tramite la consulenza dello IASM e dell ICE in fase di ristrutturazione e. non appena costituito, dell Ente Regionale per la promozione dello sviluppo della piccola e media impresa strutture consortili per l IMPORT-EXPORT, diffuse sul territorio e capaci di contribuire in maniera crescente all affermazione sul mercato nazionale ed estero di fasce consistenti delle piccole e medie imprese agricole e industriali del foggiano: valorizzare pienamente e consolidare i legami con il territorio di centri di ricerca come il CSATA del quale va potenziato il consorzio recentemente costituito con le Università di Bari e di Lecce il CSEI, l Istituto di Ricerca Breda di Bari; rilanciare il ruolo e le funzioni della Camera di Commercio che sempre più deve assolvere compiti di promozione e di qualificata assistenza ai vastissimi settori imprenditoriali e mercantili che gravitano intorno ad essa. Partendo dunque da auesta analisi della situazione socioeconomica in provincia di Foggia, l Amministrazione Provinciale doveva ulteriormente appronfodire le linee della sua proposta Politicoprogrammatica e inserirle in una compiuta sintesi progettuale. E nonostante le difficoltà ricordate prima i risultati non sono mancati. Il quadro di riferimento generale del nostro lavoro di amministratori è costituito come già ebbi modo di sottolineare lo scorso anno e come più volte ho ripetuto nel corso di tante manifestazioni svoltesi negli ultimi sei mesi a Foggia dal PROGETTO CAPITA- NATA: un progetto è bene ribadirlo che è cosa profondamente diversa da una ipotesi di norme simile Prevista per lo sviluppo della Capitanata della TECNAGRO. Voglio insistere su Questa differenziazione perché non si generino equivoci e perché non si diffonda l opinione che l Amministrazione 10

11 BILANCIO DI PREVISIONE 1980 Provinciale faccia da supporto ad elaborazioni altrui. NO! colleghi consiglieri! L Amministrazione Provinciale di Foggia guidata oggi da uno schieramento di forze di sinistra ha una sua, precisa, rigorosa visione dello sviluppo per la provincia ed intende sempre più affinarne gli aspetti propositivi, mobilitando altresì le proprie risorse finanziarie ed orientandone l investimento partendo dal quadro di riferimento generale, settoriale e territoriale, costituito appunto dal nostro PROGETTO CAPITANATA. E su tali aspetti tornerò più ampiamente nelle parti successive di questa mia relazione. Mi sia consentito altresì precisare che le elaborazioni e le proposte di questa Amministrazione, ovviamente, non intendono contrapporsi aprioristicamente alle proposte elaborate ed attuate da altre soggetti economici ed istituzionali operanti nella nostra provincia: noi anzi e lo affermo sicuro di interpretare il pensiero unanime di coloro che quotidianamente lavorano con me nell esecutivo provinciale vogliamo confrontarci il più ampiamente possibile con tutte quelle forze e quelle proposte che intendono impegnarsi per lo sviluppo della Capitanata. Ma. ~ ed ecco il punto politicamente rilevante del mio discorso sul quale voglio richiamare con forza la vostra attenzione le elaborazioni progettuali e propositive dell Amministrazione Provinciale di Foggia, guidata oggi dalle forze di sinistra --- intendono conservare intatta la loro piena autonomia e intendono altresì caratterizzarsi soprattutto per gli aspetti profondamente differenziali rispetto ad altre proposte oggi pure formu late per la crescita economica della nostra terra. E come verrò illustrando nel corso di questa mia relazione. tali aspetti risultano di fatto prevalenti rispetto a quelli condivisibili presenti nelle altre proposte. Cosa è dunque, colleghi consiglieri, il PROGETTO CAPITA- NATA voluto, elaborato, attuato dalla maggioranza di sinistra che guida oggi l Amministrazione Provinciale? Quali ne sono le idee forza? In quale misura dallo scorso anno se ne sono approntati gli strumenti attuativi? In che misura il flusso di risorse attivato da questa Amministrazione ha contribuito a conseguire obiettivi contenuti in quel PRO- GETTO? E in quale misura. Soprattutto, il bilancio che andiamo ad illustrare si muove in quella prospettiva? Quanto mi accingo ad illustrare risponderà a queste domande. Il nostro PROGETTO CAPITANATA mira ad uno sviluppo equilibrato dell intera area provinciale che recuperi sia pure in prospettiva come base territoriale dei processi di accumu lazione, superfici sempre più estese delle zone interne montano- collinari. Noi crediamo 11

12 FRANCESCO KUNTZE cioè ed opereremo sempre più di conseguenza che lo sviluppo della Capitanata non possa magari anche intensificandosi concentrarsi sempre più nella pianura; non abbiamo cioè colleghi consiglieri un ottica e una visione perdonatemi il neologismo e- sclusivamente «pianuriste» dello sviluppo. Noi invece crediamo che zone sempre più larghe delle aree montano-collinari siano recuperabili allo sviluppo, attraverso un impiego di fattori produttivi anche di rilevanti dimensioni e con possibilità di produzioni, di reddito e di occupazione quasi impensabili sino ad alcuni anni fa. Basti pensare al riguardo ma questo è un aspetto sul quale tornerò più ampiamente in seguito a cosa potrebbe rappresentare per certe zone lo sviluppo della forestazione a scopi produttivi ed industriali. Per questo organizzammo alcune settimane orsono il convegno con la finanziaria forestale della INSUD, la FINFOR, e per questo ci stiamo impegnando nel seguire tutti i contatti che a partire da quel convegno sono stati avviati fra la stessa FINFOR e decine di comuni dell interno e delle zone montane e collinari della Capitanata. Una seconda idea forza che anima il nostro PROGETTO mira ad uno sviluppo prevalentemente anche se non esclusivamente a- gro-industriale della provincia che, in un lasso di tempo ragionevolmente prevedibile e a ridosso soprattutto dei processi di estensivazione delle reti irrigue, punti alla costituzione di un vero e proprio sistema produttivo integrato che rafforzi il tessuto manifatturiero della Capitanata, lo dislochi nelle dimensioni aziendali ritenute più idonee anche nelle zone interne sub-appenniniche e lo renda capace di impulsi autopropulsivi. Questo significa lavorare per far crescere quelle potenzialità imprenditoriali singole o anche associate che siano capaci di impegnarsi sul terreno di un irrobustimento del tessuto manifatturiero legato alle trasformazioni delle produzioni agricole e alla produzione di beni e tecnologie intermedie necessari alla stessa industria alimentare. Se volessimo schematizzare il ciclo produttivo da noi ipotizzato, potrei riassumerlo nella seguente formula: irrigazione, produzioni agricole specializzate, loro trasformazione in industrie alimentari, produzioni di beni strumentali, macchine e tecnologie per le industrie che lavorano le materie prime agricole. Un vero e proprio KOM- BINAT agricolo-industriale, dotato lo ripeto di capacità autopropulsive. proiettato sui mercati interni ed internazionali e ricco altresì di capacità diffusive per quel che concerne l occupazione e la sua ramificazione territoriale. Questo non significa che saremo ostili o indifferenti alla difesa di complessi industriali non immediatamente legati al nostro territorio o 12

13 BILANCIO DI PREVISIONE 1980 all insediamento di nuovi complessi ove essi abbiano a realizzarsi. Non abbiamo una visione angusta e municipalistica della nozione di territorio; sappiamo bene che molte integrazioni è possibile operarle ad esempio, nel settore chimico fra nostri stabilimenti ed altre aree chimiche della regione o del Mezzogiorno. Vogliamo dire soltanto che ci impegneremo a stimolare, promuovere, avviare e condurre a compimento tutte quelle iniziative che comportino incremento, da una parte, delle produzioni agricole specializzate, localmente trasformabili e, dall altra, delle capacità di trasformazione dislocate nei nostri territori. Anche per questo abbiamo aperto un confronto con gli imprenditori emiliani che sappiamo essere alla avanguardia in Italia nel settore dell industria di trasformazione e di quella alimentare, perché valutino nei loro piani di investimento la possibilità di dislocare nuove iniziative in Capitanata, magari anche tramite jointventures con capitali locali o con quelli della FIME, della FINAM e della INSUD che sono, com è noto, le tre finanziarie di promozione collegate alla Cassa per il Mezzogiorno. Un altra idea forza che insieme alle altre innerva il nostro PROGETTO CAPITANATA riguarda il pieno impiego di tutte le risorse locali, cominciando da quelle energetiche. E noto a tutti ormai come le ricerche e la coltivazione dei giacimenti metaniferi nella nostra Provincia stiano dando esiti soddisfacenti che ci consentono di poter affermare, all inizio degli anni 80, che anche questa risorsa insieme al metano algerino potrà essere una leva forte per lo sviluppo delle nostre terre. Ebbene su questo io voglio essere anche a nome dei colleghi e dei partiti che compongono la Giunta estremamente chiaro: l Amministrazione Provinciale di Foggia senza chiusure autarchiche certo, ma con la piena consapevolezza delle rilevanti possibilità di impiego che esistono in loco per il metano si batterà con estrema determinazione e con estrema fermezza Contro ogni tentativo di portare altrove il metano che sempre più copiosamente viene ritrovato nel nostro sottosuolo. Undici anni orsono sostenemmo una grande battaglia perché il metano del Sub-appennino fosse sfruttato in loco; quella battaglia, che vide mobilitazioni memorabili delle popolazioni con occupazioni e presidio dei pozzi, non diede purtroppo tutti i risultati sperati, forse anche perché non erano ancora del tutto visibili le enormi possibilità di impiego in loco di quella risorsa energetica. Oggi invece grazie anche al lavoro e all impegno di cui questa Amministrazione si sente protagonista queste possibilità vengono rendendosi sempre più corpose, ragion per cui dichiaro che saremo pronti a scendere nuovamente sul campo di battaglia, dispiegando tutto il potenziale di forze sociali, imprenditoriali, istituzionali, cultu- 13

14 FRANCESCO KUNTZE rali della Capitanata, se qualcuno ancora una volta pensasse di trasferire altrove il metano di Capitanata. NO! amici e colleghi consiglieri! Non saremo in pace con la nostra coscienza di amministratori di questa provincia, se non spenderemo ogni nostra energia per creare quelle condizioni strutturali, imprenditoriali e materiali che consentano di impiegare nella nostra terra le risorse che le appartengono. L ultima grande idea forza che ispira il nostro PROGETTO CA- PITANATA è una visione non economicistica dello stesso. Per noi, infatti, parte integrante fondamentale di tale progetto è tutta quella tematica che con una locuzione ormai largamente diffusa suole richiamarsi alla «qualità della vita». Intendiamo cioè riferirci a tutti quegli aspetti della nostra progettualità che vanno dalla tutela dell ambiente alla creazione di un moderno sistema di assistenza sociale, per giungere alla vasta e complessa azione di promozione della cultura e alla sua diffusione. Ecco dunque, colleghi consiglieri, il significato profondo, le idee forza, le linee ispiratrici del nostro PROGETTO CAPITANATA per gli anni 80; un disegno progettuale nella cui attuazione sia pure, ovviamente, distesa nel tempo la maggioranza di sinistra che oggi guida l Amministrazione intende esaltare il ruolo dell Ente Provincia come Ente intermedio, depositano ed interprete degli interessi generali della Capitanata. L elaborazione del nostro PROGETTO CAPITANATA dunque si è mossa secondo le seguenti articolazioni: 1) individuazione degli obiettivi; 2) selezione degli strumenti; 3) censimento delle risorse; 4) mobilitazione delle forze sociali, civili, imprenditoriali, tecniche e culturali della provincia. La individuazione e la selezione degli obiettivi generali e settoriali che caratterizzano il nostro schema progettuale nel contesto delle grandi priorità da noi ritenute ineludibili aveva bisogno di un confronto ampio, ricco, articolato, appassionato con tutte le forze sociali, imprenditoriali, istituzionali, culturali della nostra provincia. Per questo, la Giunta decise che la redazione del bilancio 1980 doveva essere preceduta da una consultazione che non ha precedenti voglio dirlo con orgoglio a nome di tutta la Giunta che ho l onore di presiedere nella storia della provincia di Foggia. La Giunta di sinistra, dunque, preparò ed ha svolto un calendario di incontri che si sono iniziati il 15 febbraio e che si sono conclusi il 25 marzo. 14

15 BILANCIO DI PREVISIONE 1980 Abbiamo voluto incontrare con tutti i colleghi di Giunta nell ordine: i tecnici impegnati in agricoltura, le categorie agricole, le forze della cultura, gli imprenditori industriali, la Camera di Commercio e la Fiera, i dirigenti delle aziende a Partecipazione Statale, le categorie e le organizzazioni artigiane, quelle dei commercianti e degli operatori turistici, i dirigenti degli istituti di credito una novità assoluta, questa, e voglio sottolinearlo gli operatori sanitari e dell assistenza, gli operatori e i responsabili preposti alla tutela dell ambiente, gli amministratori locali, le forze sindacali. Naturalmente, l ordine degli incontri rispondeva a criteri di funzionalità e non già ad una sorta di scala d importanza dei nostri interlocutori; il nostro progetto infatti ambisce conseguire risultati troppo armonicamente legati gli uni agli altri, perché qualche aspetto del nostro lavoro e qualcuno dei nostri interlocutori possa risultare meno importante degli altri. L ampia consultazione condotta, dunque, ha prodotto tutti i risultati che era chiamata a produrre, come possono del resto testimoniare i colleghi della Giunta che, come sempre, con il loro impegno e la loro passione civile, mi hanno affiancato in questi incontri. Avevamo richiesto a tutti i partecipanti dopo il confronto avvenuto nel corso degli incontri di farci pervenire in forma scritta una esposizione più sistematica delle loro osservazioni, delle loro richieste e delle loro esigenze. Ebbene, le schede sono giunte a decine ed è intenzione di questa Giunta raccogliere in pubblicazione quelli che possiamo considerare «i materiali di lavoro» o, se preferite, «il menabò» del nostro lavoro. Questi incontri, se me lo consentite, hanno mostrato ancora una volta che in questi giorni difficili della nostra democrazia quando si chiamano a raccolta le forze vive della società per ascoltarle, per mobilitarle e per esaltarle nel loro ruolo di cardini del tessuto democratico ebbene, le risposte non mancano; ed io rivendico a merito di questa maggioranza e di questa Giunta, la capacità che essa ancora una volta ha saputo dimostrare di farsi suscitatrice di dibattito, di confronto e di proposta da parte di un così vasto schieramento di forze sociali. Forze sociali cui va consentitemelo colleghi consiglieri il ringraziamento più fervido di questa Amministrazione, e mio personale, per il preziosissimo contributo di idee, di proposte, di suggerimenti ed anche di critiche che hanno saputo darci in questa, come in altre occasioni. E dinanzi a queste forze, voglio assumere l impegno d onore a nome dell intera Giunta che mi onoro di guidare che non andrà dispersa una sola sillaba di quello che hanno saputo dirci e suggerirci; e se non tutto potrà essere realizzato per quest anno per limitatezza di mezzi finanziari, ci impegniamo sin da ora a farne tesoro 15

16 FRANCESCO KUNTZE per il prossimo anno quando rinnoveremo, ampliandolo ulteriormente, il confronto con tali ceti e tali categorie. E questo il nostro stile di lavoro, è questo lo stile di lavoro di una maggioranza di sinistra e di una Giunta di sinistra che nell impegno costante del PCI, del PSI e del PSDI, trae alimento per la propria operatività e per l azione realizzatrice. E questo colleghi consiglieri vogliamo dirlo a tutti coloro che spesso insinuano sulla presunta debolezza e speculano sulla risicata maggioranza numerica di questa Giunta; ebbene, sono le idee, i progetti, la creatività e la capacità realizzatrice a costituire la forza di uno schieramento politico e non soltanto l aritmetica. Ebbene, la Giunta di sinistra che guida oggi Palazzo Dogana ha i- dee, progetti, creatività e capacità realizzativa frutto dell apporto e dell impegno appassionato dei tre partiti che compongono la maggioranza. Sono queste dunque le armi della nostra battaglia civile, che abbiamo impiegato, impieghiamo e impiegheremo sempre di più per lo sviluppo della Capitanata. Si disilludano i facili profeti di sempre: questa maggioranza tiene, tira e realizza e quindi ripongano le loro profezie e i loro auspici o, se lo preferiscono, le loro speranze. Sono quattro anni che lavoriamo insieme noi, partiti della sinistra con pari dignità e pari responsabilità al servizio di questa provincia; continueremo a farlo anche in futuro con entusiasmo e con crescente volontà realizzatrice. Dicevamo dunque prima, che abbiamo lavorato a selezionare gli obiettivi per la crescita della Capitanata con la più ampia consultazione di forze sociali; e tutte hanno convenuto che, fra gli obiettivi prioritari per la nostra Provincia, si pongono quelli concernenti lo sviluppo di un sistema di infrastrutture che sia all altezza delle nuove prospettive di sviluppo che si aprono per le nostre terre. Abbiamo quindi deciso di rilanciare con forza, anche con una grande campagna di stampa, i discorsi concernenti le ormai annose questioni dell Aeroporto, dell Università e del Porto di Manfredonia. Abbiamo dichiarato la nostra piena disponibilità a partecipare a strutture consortili che consentano la riattivazione delle strutture aeroportuali del Gino Lisa; abbiamo altresì manifestato il nostro massimo interesse per un identico organismo consortile per il Porto di Manfredonia, ed abbiamo infine riaperto il dibattito sull Università, cercando però di farlo uscire dalle secche di una sterile petizione di principio del tipo «vogliamo a Foggia la terza università della regione», per avanzare la proposta più immediatamente praticabile di un primo decentramento dall Università di Bari di facoltà legate alle esigen- 16

17 BILANCIO DI PREVISIONE 1980 ze del nostro territorio, confermando in bilancio lo stanziamento per l apertura di sedi universitarie nel capoluogo dauno. In due mesi abbiamo costituito il Consorzio Provinciale per i Trasporti sulle cui travagliate vicende, causate esclusivamente dalla Regione, non ho bisogno di ritornare; oggi dopo «nove mesi» la nostra tenacia ha vinto e finalmente c è l impegno del Presidente della Regione, impegno assunto durante l ultima seduta del Comitato d Intesa, di emanare il decreto costitutivo indispensabile perché il Consorzio possa iniziare a funzionare. Per quel che riguarda la selezione degli strumenti ritenuti più idonei a perseguire le ipotesi progettuali dobbiamo distinguere tra gli enti strumentali della Provincia (per esempio l Istituto Di Sangro), gli enti cui partecipiamo (per esempio l ASI), quelli che abbiamo acquisito (vedi Fondazione Zaccagnino), quelli che abbiamo costituito (vedi Comitato Tecnico-Scientifico per la Programmazione) e, infine, quelli che intendiamo costituire (leggi consorzi per Porto e Aeroporto). Per i primi abbiamo inteso rilanciarne con forza compiti, strutture, legami col territorio basti pensare per un attimo all esperienza, ormai collaudata, che l Istituto Di Sangro conduce per lo studio e l analisi della produzione vitivinicola della zona. Per quelli cui partecipiamo, voglio subito dire che non intendiamo affatto limitarci ad essere solo uno sportello pagatore; mi riferisco in particolare al Consorzio per l Area di Sviluppo Industriale che, per le funzioni cui è chiamato, può definirsi una delle strutture più importanti preposte allo sviluppo del territorio. Ebbene, io intendo dichiarare che molto di più ci attendiamo dal Consorzio ASI, in termini operativi, progettuali, propositivi. Come Amministrazione Provinciale intendiamo batterci perché si apra un confronto con i Comuni interessati al fine di valutare la tempistica di passaggio all attrezzatura dei così detti agglomerati di «seconda fase» e cioè sia di quelli della direttrice sub-appennino dauno (Bovino, Troia, Lucera, S. Severo) sia del Cosidetto agglomerato sud, fra i Comuni di Cerignola e S. Ferdinando. Com è noto, gli agglomerati di seconda fase sarebbero stati attrezzati solo quando l attuazione della prima fase riguardante gli agglomerati di Incoronata, Ascoli Satriano, Manfredonia ed Amendola avrà raggiunto il 70%. Ora, ai finì dell attuazione del nostro progetto di sviluppo, noi riteniamo fondamentale che si proceda all attrezzatura degli agglomerati della direttrice subappenninica che avranno una evidente funzione di riequilibrio territoriale per la diffusione del tessuto industriale. L attrezzatura degli agglomerati industriali della direttrice subappen- 17

18 FRANCESCO KUNTZE ninica renderà necessaria a sua volta una infrastruttura di comunicazione che avrà funzioni di raccordo. A tal proposito, l Amministrazione Provinciale di Foggia intende procedere alla costruzione di una strada a scorrimento veloce pedesubappenninica che diventerà un asse viario di supporto ad insediamenti industriali di piccola e media dimensione dislocati sia pure in prospettiva negli agglomerati di Bovino, Troia, Lucera e S. Severo. Tale asse viario, che dovrà mirare a congiungere gli snodi autostradali di Candela e Poggio Imperiale, avrà funzioni effettive di riequilibrio della rete di comunicazione provinciale e contribuirà in misura rilevante a quel recupero dell intera corona subappenninica che costituisce uno dei punti di forza del nostro disegno di sviluppo. Per quel che concerne gli enti che abbiamo acquisito, vorrei ricordare una delle realizzazioni più prestigiose di questa Amministrazione costituita dall acquisizione della Fondazione Zaccagnino. Lo scorso anno sottolineammo come tale complesso potesse Costituire opportunamente ristrutturato il perno di un tessuto di «strutture pilota» per una agricoltura avanzata come si appresta ad essere quella di Capitanata. Stiamo lavorando con Iena in tal senso e il lungo e fruttuoso incontro svoltosi la scorsa settimana presso Palazzo Dogana con i rappresentanti delle cooperative, i Sindacati, i tecnici della IN-SUD e gli amministratori della zona, ha incominciato a delineare i contorni di quella che si avvia a divenire una struttura produttiva modello, per realizzare la quale non lesineremo certo sforzi finanziari e progettuali. Lo stesso dicasi per la Daunia Risi di Manfredonia ove l Amministrazione Provinciale, in pieno accordo con il Comune, parteciperà ad una struttura che risponda alle aspettative e si riaccordi al territorio e alla sperimentazione. Fra gli strumenti che abbiamo costituito per il nostro lavoro di programmazione, ed in vista anche dei compiti che molto probabilmente verranno assegnati al futuro Ente intermedio, voglio ricordare il Comitato Tecnico Scientifico per la Programmazione costituito dai Prof.ri Luigi Di Comite, Salvatore Garofalo, Federico Pirro e dal dott. Edoardo Abruzzese. Tale comitato ha già incominciato i suoi lavori, anche a dispetto voglio dirlo esplicitamente di chi tenta in tutti i modi di sabotarne qui a Foggia e a Bari presso il Comitato Regionale di Controllo l esistenza o per lo meno il funzionamento. Ebbene, i primi apporti conoscitivi ci sono già stati forniti e li stiamo organizzando in quello che potremmo definire come un «Rapporto preliminare» ad un piano di sviluppo economico e di assetto del territorio, la cui redazione è stata commissionata al Comitato Tecnico Scientifico. 18

19 BILANCIO DI PREVISIONE 1980 Abbiamo avuto notizia alcuni giorni or sono che sull esempio della nostra Amministrazione, anche quella di Bari, nel bilancio per il 1980, ha previsto la spesa per la costituzione del Comitato Tecnico Scientifico per la programmazione, che avrà compiti analoghi a quello da noi istituito. Siamo lieti di tale decisione e salutiamo con favore questa iniziativa della Consorella Provincia di Bari che potrebbe in prospettiva consentirci di elaborare di comune accordo un grande piano di sviluppo economico e di assetto del territorio interprovinciale che costituirebbe parte integrante, per la Puglia centrosettentrionale, di un piano di sviluppo e di assetto del territorio regionale. Fra i compiti che ci proponiamo, v è quello importantissimo della rilevazione economica che sistematicamente raccolga i dati sulla congiuntura in provincia di Foggia e li organizzi in un flusso di conoscenze organizzate, a disposizione di tutte le forze sociali della provincia. Negli incontri che abbiamo avuto in preparazione del bilancio, era costante questa richiesta di informazione sulla situazione economica della Capitanata; ragion per cui, abbiamo pensato alla costituzione di un osservatorio socio-economico provinciale che avrà, fra i suoi primi compiti, quello di analizzare trimestralmente la dinamica delle forze di lavoro nella nostra provincia. Com è noto, l ISTAT fornisce trimestralmente l indagine sugli occupati e sulla dinamica delle forze di lavoro, ma non supera la disaggregazione regionale dei dati stessi. Noi invece proprio per fornire un «servizio di conoscenza» che sia il più aggiornato possibile e, soprattutto, il più ravvicinato possibile condurremo la stessa indagine, ma disaggregandone i dati a livello provinciale. Come hanno già fatto altre province del Nord, forniremo trimestralmente i dati sulla dinamica delle forze di lavoro disaggregati a livello provinciale; in ciò ci gioveremo delle metodologie d indagine messe a punto dallo stesso ISTAT e alle quali è possibile accedere. E nostra intenzione, inoltre, puntare alla costituzione di uno strumento di centralizzazione del controllo su tutti i centri che operano sul territorio e presiedono ad interventi per il suo «governo». Dalle prime rilevazioni compiute in seno al Comitato Tecnico Scientifico, è emerso che una pluralità di soggetti operano sul territorio, senza alcun coordinamento fra di loro (Consorzio di Bonifica, Consorzio ASI, Acquedotto, ANAS, Ferrovie, Sovraintendenze, Ente Irrigazione e così via); una pluralità di soggetti, una vera e propria giungla istituzionale che ha bisogno di essere ricondotta ad unità, almeno nella visione unitaria dei problemi afferenti il governo del territorio. Per questo la 19

20 FRANCESCO KUNTZE Provincia lavorerà per qualificare sempre di più la sua funzione nell ottica dell Ente intermedio che raccorda, coordina ed unifica in una armonica visione dell assetto del territorio. Per questo la Provincia lavorerà per qualificare sempre di più la sua funzione nell ottica dell Ente intermedio che raccorda, coordina ed unifica in una armonica visione dell assetto del territorio gli interventi e l azione di altri centri istituzionali che in esso operano. Per quel che concerne il censimento delle risorse, il cui impiego deve essere finalizzato alla realizzazione del PROGETTO CAPITA- NATA, l Amministrazione intende promuovere una mobilitazione di mezzi finanziari che, in parte, rivengono dal nostro bilancio e che, in parte, possono provenire dai flussi di spesa di altri soggetti pubblici e privati. Voglio dire, cioè, che noi partiamo dalla considerazione che, se le idee guida del nostro PROGETTO riescono a diventare patrimonio di un ampio schieramento di forze sociali ed istituzionali, le risorse della Provincia possono concorrere con le altre rivenienti dai progetti di spesa di altri soggetti o altre amministrazioni, contribuendo così al conseguimento degli obiettivi programmatici. Se il PROGETTO CAPITANATA diventerà, come noi ci impegniamo a fare, «progetto di interesse generale», le risorse finanziarie non mancheranno e molti soggetti pubblici e privati tenderanno ad investire e a spendere in quella direzione. Il bilancio della nostra Amministrazione come avrà modo di illustrare ben più ampiamente di me il compagno Prof. Moretti Assessore alle Finanze mobilita risorse per L relative a spese correnti e L per spese di investimenti. Come si riscontra, e non sono state citate le partite di giro che assommano a L , la Provincia riesce a creare con risorse proprie movimenti di capitali che creano comunque, con una sana politica di interventi nei vari comparti, occupazione concorrendo così in parte ad assorbire la domanda di lavoro. Un capitolo importante tra le spese in conto economico è quello rappresentato dal settore dei lavori pubblici. L Assessore al ramo il compagno Grosso ha predisposto un piano di opere pubbliche quanto mai significativo, vuoi per qualità, vuoi per quantità, vuoi infine per lo sforzo che tale piano compie, e che questa Amministrazione Provinciale si impegna a realizzare entro il compimento del suo mandato, verso il soddisfacimento di istanze sociali. Difatti che cosa significano L per l edilizia scolastica e L per la viabilità rurale, oltre alle spese correnti, se non soddisfare i bisogni e le esigenze delle comunità amministrate? 20

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