YouTube e chirurgia pediatrica: quali le possibili insidie?

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1 Abstract Code: CNG YouTube e chirurgia pediatrica: quali le possibili insidie? O. Adoriso 1, M. Silveri 1, F. De Peppo 1, E. Ceriati 1, P. Marchetti 1, J. De Ville De Goeyt 1 (1) Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Dipartimento di Chirurgia Pediatrica, Roma Razionale dello studio Internet è divenuto ormai una delle più importanti fonte di divulgazione anche in ambito scientifico e, per tale motivo, sempre più consultato dalle famiglie dei piccoli pazienti.scopo di questo studio è valutare l attendibilità delle video-informazioni postate su YouTube in ambito chirurgico pediatrico. Metodi A marzo 2013 è stata eseguita una ricerca utilizzando come parole chiave acute appendicitis in children. Tutti i video soddisfacenti i nostri criteri di ricerca sono stati salvati e analizzati da 2 ricercatori in maniera totalmente indipendente, e classificati in useful unuseful e misleading in base al contenuto. I video sono stati inoltre suddivisi in base alla fonte in: independent user, medical professional, health information Web site, charity, university/hospital e news network.l analisi comparativa dei dati è stata fatta mediante il coefficiente Kappa. Il test t di Student per verificare la significatività dei valori relativi alle variabili studiate Risultati Il totale dei video ottenuti era di sono stati esclusi in quanto non in lingua inglese, 112 perché non rilevanti ai fini dello studio. I rimanenti 1544 sono stati classificati in useful (1164 (64 %)), unuseful (30 (2%)) e misleading (350 (34%). La durata media dei video era di 4.6 ± 3.5 minuti (range, minutes) senza differenze statisticamente significative tra useful and misleading video clips (p > 0.05) o tra useful e misleading video (p > 0.05). I Video privi di informazioni scientifiche sono risultati 380 (25%) (Coefficiente kappa = 0.87). Conclusioni YouTube non appare come un sito di divulgazione scientifica, potendosi nascondere in esso molte insidie per i genitori. Uno dei pochi criteri di affidabilità è la fonte, essendo risultati i video postati da medici, università e ospedali quelli maggiormente affidabili.

2 Abstract Code: CNG Rigenerazione intestinale autologa: ruolo del WNT e TGFβ pathways R. Coletta 1, N. Roberts 2, A.S. Woolf 2, B.A. Khalil 3, A. Morabito 1 (1) Paediatric Autologous Bowel Reconstruction and Rehabilitation Unit - Royal Manchester Children's Hospital and University of Manchester, (2) University of Manchester, (3) Paediatric Autologous Bowel Reconstruction and Rehabilitation Unit - Royal Manchester Children's Hospital Premesse e scopo dello studio: Scopo di questo studio è esplorare se la stimolazione della Wnt e TGF-β pathways possa attivare la rigenerazione delle cellule staminali embrionali intestinali con conseguente allungamento e differenziazione intestinale. Materiali e Metodi: Progettazione di un modello intestinale tridimensionale mediante embrione di topo wild type con età gestazionale di 14 giorni. Il piccolo intestino è stato diviso in prossimale e sezione distale. Il tessuto è stato coltivato con RSpondin1 (agonista del Wnt pathway) e TGF-β1 in diverse concentrazioni per tre giorni. Risultati: L'esposizione di TGF-β1 ha portato ad una morfogenesi dei villi apparentemente come dimostrato dall incremento del psmad 2/3 nel mesenchima dei villi intestinali e dall aumento dell αsma. L esposizione a RSpondin1 ha stimolato l allungamento intestale e la proliferazione cellulare come mostrato dall incremento del GSK3β. Inoltre come prova della vitalità tissutale, i campioni esposti presentavano peristalsi intestinale spontanea giornaliera. Conclusioni: Il presente studio dimostra che la differenziazione strutturale indotta da TGF-β1 sembra essere maggiore di quella indotta da RSpondin1. Tuttavia l'attivazione del Wnt pathway sembra accelerare l allungamento del piccolo intestino. Ulteriori ricerche sono necessarie prima di poter trarre benefici clinici.

3 Abstract Code: CNG Rischio oncologico nel paziente affetto da malattia di Hirschsprung V. Rossi 1, M. Mosconi 1, S. Avanzini 1, G. Mattioli 1, P. Buffa 1, V. Jasonni 1, A. Pini Prato 1 (1) Istituto Giannina Gaslini Premesse e scopo dello studio: Il gene RET agisce come gene oncosoppressore nel tumore del colon. Oltre la metà delle mutazioni descritte sono state peraltro già segnalate nei pazienti affetti da malattia di Hirschsprung (HSCR). Sulla base di queste, abbiamo sviluppato un progetto di ricerca per indagare la possibile predisposizione dei pazienti HSCR a sviluppare tumore del colon. Materiali e Metodi: L approccio multimodale ha previsto inizialmente l identificazione del rischio genetico. Abbiamo quindi implementato un questionario mirato all identificazione di tumore del colon retto nei familiari dei pazienti affetti dalla malattia, confrontati con un ugual numero di familiari di casi controllo. Risultati: Dopo l approvazione da parte del Comitato Etico dell Istituto, sono stati intervistati i familiari di 108 pazienti con HSCR (gruppo A) e quelli di 101 controlli (gruppo B), per un totale di 1028 soggetti nel gruppo A e 935 nel gruppo B. La prevalenza di tumore è risultata essere dell 1,2% e 0,9%, rispettivamente. L OR è risultato essere 1,22 e la differenza non significativa (p = 0,6680). Conclusioni: Sebbene i risultati del nostro studio non confermano la sospetta predisposizione al tumore del colon, la numerosità del campione non è ancora sufficientemente ampia per poter fornire risultati definitivi. Questo può essere quindi unicamente definito quale studio pilota di un più ampio progetto che prevede l inclusione di circa 3000 pazienti e oltre familiari, ambizioso ma fattibile grazie alla partecipazione di più centri Italiani ed esteri quali Melbourne e Toronto.

4 Abstract Code: CNG Pectus excavatum e asimmetria mammaria: strategie chirurgiche e proposta di un algoritmo terapeutico M. Torre 1, F. Gobbo 1, L. Leonelli 1, L. Pio 1, V. Jasonni 1, M.V. Romanini 2 (1) Istituto Gaslini, Genova, (2) Chirurgia Pastica e Ricostruttiva, Ospedale San Martino-IST, Genova Premesse e scopo dello studio: L asimmetria mammaria è talora associata al pectus excavatum (PE) dopo lo sviluppo puberale. Lo scopo del nostro lavoro è analizzare i risultati dell intervento di Nuss nelle pazienti adolescenti e studiare se questo intervento da solo possa prevenire o correggere l asimmetria mammaria o se siano da associare procedure di chirurgia plastica. La nostra casistica viene confrontata con i dati della letteratura e viene proposto un algoritmo sull approccio chirurgico al PE nelle pazienti di sesso femminile. Materiali e Metodi: Abbiamo analizzato i risultati su 42 pazienti di sesso femminile da noi operate e la letteratura sull argomento. Misure antropometriche hanno permesso di valutare il grado di asimmetria mammaria. Risultati: L asimmetria mammaria è presente nei casi di PE asimmetrico, che sono la maggioranza. L intervento di Nuss ha corretto in molti casi l asimmetria mammaria in maniera soddisfacente, ma in casi selezionati è stato necessario l inserimento di protesi mammaria o lipofilling. In due casi l inserimento di protesi ha preceduto la Nuss. L analisi della letteratura ha evidenziato che le possibili soluzioni all asimmetria mammaria nel PE sono molteplici ma non esiste consenso univoco. Conclusioni: l asimmetria mammaria deve essere considerata nell approccio chirurgico alle pazienti affette da PE. L intervento di Nuss rimane l atto correttivo più importante ma in casi selezionati occorre coinvolgere il chirurgo plastico. Viene proposto un algoritmo sull approccio chirurgico al PE nelle pazienti di sesso femminile.

5 Abstract Code: CNG La chirurgia della via aerea in età pediatrica M. Torre 1, L. Leonelli 1, M. Carlucci 1, S. Avanzini 1, P. Tuo 1, P. Buffa 1 (1) Istituto Gaslini, Genova Premesse e scopo dello studio: La chirurgia della via aerea è un area di pertinenza di diverse specialità chirurgiche e viene realizzata solo in pochissimi centri. Lo scopo dello studio è presentare la casistica di un Centro di riferimento. Materiali e Metodi: Sono stati analizzati gli interventi a cielo aperto sulla via aerea negli ultimi 4 anni. Vengono riportate le indicazioni chirurgiche, i tipi di interventi e i risultati Risultati: Sono stati operati in 4 anni 48 pazienti, le indicazioni sono stati tracheomalacia (23 pazienti), che hanno eseguito aortopessi o plastica di rinforzo della trachea, stenosi sottoglottiche congenite o acquisite (16 casi, che hanno eseguito ricostruzione laringotracheale con innesto di cartilagine costale anteriore e/o posteriore o resezione cricotracheale semplice o estesa), stenosi tracheali (6 casi, di cui 3 hanno eseguito slide tracheoplasty, 2 resezione tracheale e 1 innesto di cartilagine anteriore), 2 tumori (una resezione tracheale e una resezione bronchiale), 1 cleft. Tra le complicanze riportiamo tre decessi per infezioni polmonari (una nel postoperatorio immediato, due a distanza dall intervento), 1 reintervento per stenosi recidiva, 5 interventi endoscopici successivi per migliorare il risultato. Conclusioni: La chirurgia della via aerea è superspecialistica e può essere gravata da complicanze severe e da necessità di reinterventi. La gestione dei pazienti da parte di un team multidisciplinare dedicato permette di ottenere alla fine buoni risultati.

6 Abstract Code: CNG Studio genetico della torsione del testicolo: nuova ipotesi sul ruolo del gene Insulin-Like3. P. Impellizzeri 1, T. Russo 1, A. Capra 2, M.A. La Rosa 2, E. Ferro 2, S. Briuglia 2, A.S. Montalto 1, G. Scalfari 1, C. Salpietro Damiano 2, C. Romeo 1 (1) Dipartimento di Scienze Pediatriche, Ginecologiche, Microbiologiche e Biomediche-UOC Chirurgia Pediatrica Messina., (2) Dipartimento di Scienze Pediatriche, Ginecologiche, Microbiologiche e Biomediche- UOC Genetica e Immunologia Pediatrica Premesse e scopo dello studio: La torsione del testicolo (TT) è una rara emergenza chirurgica con possibili ripercussioni sulla fertilità. Riguardo l eziologia l ipotesi più accreditata, per la forma intravaginale, è un anomala fissazione della gonade allo scroto, benchè siano descritti casi di TT familiare tale da ipotizzare un substrato genetico. Il gene INSL3, è uno dei fattori responsabili dello sviluppo del gubernaculum testis e della fissazione del testicolo. Evidenze sperimentali hanno dimostrato che topi knockout per INSL3 presentano criptorchidismo e TT. Scopo dello studio è stato di ricercare eventuali mutazioni a carico del gene INSL3 in pazienti affetti da TT. Materiali e metodi: Sono stati arruolati 20 pazienti con TT e 20 controlli senza patologie testicolari o familiarità. I pazienti, dopo raccolta del consenso informato, sono stati sottoposti a prelievo ematico periferico. Dai campioni è stata effettuata l estrazione di DNA genomico ed analisi mediante sequenziamento bidirezionale dell esone 1 e 2 del gene INSL3. Risultati: E stata riscontrata mutazione G in A in posizione 178 nell esone 1 (rs6523), che determina sostituzione amminoacidica Thr60Ala. Questa si presenta in omozigosi nel 50% dei pazienti e 10% dei controlli (X 2 =7.1; P=0.01). In questi ultimi è presente in eterozigosi (20%). Conclusioni: I risultati evidenziano, per la prima volta in letteratura, un potenziale ruolo di INSL3 nella patogenesi della TT. La mutazione in omozigosi di rs6523 conferma in un campione significativo di popolazione, l ipotesi sperimentale.

7 Abstract Code: CNG La gestione del neonato con atresia dell'esofago ed arco aortico destroposto: destra o sinistra? F. Parolini 1, A. Armellini 1, G. Boroni 1, L. Righetti 1, P. Orizio 1, D. Alberti 2 (1) Clinica Chirurgica Pediatrica, Spedali Civili Brescia, (2) Clinica Chirurgica Pediatrica, Spedali Civili Brescia; Università degli Studi di Brescia SCOPO DELLO STUDIO: L approccio chirurgico al neonato con atresia esofagea (AE) e arco aortico destroposto (AAD) è controverso. Gli autori offrono una systematic review su epidemiologia, metodi diagnostici e opzioni terapeutiche in questi pazienti. MATERIALI E METODI: Per ciascuno studio sono stati analizzati incidenza di AAD, anomalie associate, timing e modalità di diagnosi. Le strategie chirurgiche sono state confrontate in base alle complicanze mediante test di Fisher. RISULTATI: 8 studi sono stati inclusi nella review. L AAD è stato riscontrato nel 3.6% dei neonati con AE. Nel 50% dei casi erano presenti malformazioni cardiovascolari associate. L ecocardiografia pre-operatoria è stata effettuata nel 79% dei pazienti, ma ha potuto correttamente diagnosticare un AAD solo nel 28.9%. Tutti gli studi hanno riportato strategie chirurgiche diverse, indipendentemente dalla presenza della diagnosi pre-operatoria. L approccio chirurgico iniziale è stato: 22% toracotomia sinistra, 61% toracotomia destra, 3% toracoscopia sinistra, 9% toracoscopia destra. Una conversione ad un secondo accesso è stata necessaria nel 31% dei casi. Non sono state registrate differenze significative tra approccio destro e sinistro in termini di leaks (P=0.245), stenosi (P=0.56) o mortalità (P=1). CONCLUSIONI: Il riscontro di AAD nel neonato con AE è un evenienza rara e spesso diagnosticata solo in sede operatoria. L evidenza che giustifichi la superiorità di un approccio è scarsa, e la preferenza e l abilità del chirurgo sembrano essere le vere discriminanti nella scelta della strategia chirurgica.

8 Abstract Code: CNG Chiusura sequenziale di gastroschisi con silos costruito con pellicola adesiva e senza suture. S. Ceccanti 1, S. Frediani 1, I. Falconi 1, D. Morgante 1, R. Iaconelli 1, D. Cozzi 1 (1) Sapienza Università di Roma Premesse e scopo dello studio: Descriviamo una tecnica di riduzione per stadi di gastroschisi mediante costruzione di silos con pellicola adesiva ancorata alla parete addominale senza suture. Materiali e Metodi: Tecnica: alla nascita gli erniati vengono avvolti con pellicola adesiva di polietilene sterile. Il cordone ombelicale è incluso nel silos e sospeso all incubatrice per favorire la riduzione per gravità. Nelle successive 12h viene effettuata una riduzione per stadi degli erniati in anestesia generale, ripetuta successivamente ogni 48-72h. Al termine di ogni procedura viene costruito un nuovo silos. Dopo riduzione completa dei visceri, il difetto viene chiuso adagiando la base del cordone sulla guaina del retto, per favorire una contrazione fasciale circonferenziale. Il moncone ombelicale è lasciato essiccare. Risultati: In 8 neonati la riduzione completa è stata ottenuta tra 12h e 8 giorni di vita (mediana,5 giorni) mediante 1-4 riduzioni (mediana,2.5). Un neonato ha richiesto la raffia di piccola perforazione intestinale iatrogena. L alimentazione enterale totale è stata raggiunta tra 12 e 49 giorni post-operatori (mediana,18) e la durata media del ricovero è stata di 28 giorni (range,14-76). Tutti i pazienti hanno un addome senza cicatrici con ombelico normale. In 2 è stata eseguita un ernioplastica per persistenza di ernia ombelicale a 5 anni di età. Conclusioni:La pellicola adesiva rappresenta un materiale protesico poco costoso e facilmente disponibile per la costruzione di un silos senza suture. I risultati sono paragonabili a quelli ottenuti con silos preformati.

9 Abstract Code: CNG Duodenal antimesenteric sequential tailoring: nuovo approccio nel trattamento della dilatazione duodelale sintomatica in pazienti affetti da Short Bowel Syndrome R. Coletta 1, B.A. Khalil 1, A. Morabito 1 (1) Paediatric Autologous Bowel Reconstruction and Rehabilitation Unit - Royal Manchester Children's Hospital Premesse e scopo dello studio: In letteratura il trattamento della dilatazione duodenale sintomatica durante Short Bowel Syndrome (SBS) non è riportato. Scopo dello studio è condividere l esperienza nell utilizzo di un approccio chirurgico multidisciplinare e innovativo nella gestione di questa patologia. Materiali e Metodi: Analisi retrospettiva di pazienti affetti da SBS con presenza di duodeno dilatato e sintomatico giunti alla nostra attenzione negli ultimi 5 anni. Abbiamo adattato la tecnica STEP al duodeno mediante rimodellamento della porzione antimesenterica in tre punti tramite stapler tipo GIA 35mm.Tale tecnica è stata denominata Duodenal Antimesenteric Sequential Tapering (DAST). I dati sono presentati come indice medio±standard Deviation. Risultati: Su 34 pazienti trattati nel periodo in esame, 9 (6:4, F:M), sono stati sottoposti a DAST. Età alla procedura 38.13±34.97 mesi. Diametro duodenale pre DAST 6.25±1.76cm, dopo tailoring 3.12±0.62cm Lunghezza complessiva preoperatoria del piccolo intestino 23.74±15.10 cm. L avanzamento medo post DAST è stato di 4.37±1.06 cm, con conseguente lunghezza intestinale finale di 38.13±21.99 cm. Nessun segno di sofferenza intestinale post DAST né di complicazioni post-operatorie sono state osservate. Svezzamento dalla Nutrizione Parenterale nell ordine di 3.65±2.25 notti dopo un follow up medio di 21.38±17.58 mesi. Conclusioni: Nonostante il limitato numero di casi, i risultati sono incoraggianti. La DAST è risultata essere efficace nel trattamento della dilatazione duodenale in SBS. Questa tecnica può essere considerata una nuova realistica possibilità chirurgica in pazienti SBS selezionati.

10 Abstract Code: CNG L uso del sistema V.A.C. (Vacuum Assisted Closure) nel trattamento delle ferite dell addome del neonato e del prematuro. V. Domenichelli 1, M.D. Sabatino 1, G. Lamberti 2, S. Federici 1 (1) U.O.C. Chirurgia Pediatrica AUSL della Romagna, Ospedale "Infermi" di Rimini, (2) Scuola di Specializzazione in Chirurgia Pediatrica Università di Palermo Premesse e Scopo dello Studio: La V.A.C. è utilizzata per ferite acute e croniche nell adulto. Limitati sono i casi in età pediatrica; nel 2004 è stato istituito un protocollo per il suo utilizzo in epoca neonatale, mentre minima è l esperienza per i prematuri di peso <1500 gr. Riportiamo la nostra esperienza sull uso della V.A.C. in epoca neonatale e nei prematuri. Materiali e Metodi: dal 2011 al 2014 abbiamo trattato 8 neonati con la V.A.C. per ferite della parete addominale; età media 32 settimane, peso medio all atto della procedura 2100 gr. Tre pazienti trattati per gastroschisi, 5 per infezione e deiscenza della ferita addominale dopo intervento chirurgico per enterocolite necrotizzante. Le pressioni negative utilizzate sono state -50/-75mmHg in modalita continua per i neonati, e -25mmHg per i prematuri; pressioni progressivamente aumentate fino a -75mmHg, dopo aver verificato la stabilità emodinamica. Eseguite medicazioni ogni 72 ore in asepsi, in 2 pazienti senza sedazione. Risultati: la durata media del trattamento è stata di 20 gg. L uso delle pressioni negative nei pazienti di basso peso alla nascita non ha evidenziato instabilità emodinamica. Non ci sono state complicanze nell utilizzo della V.A.C. in caso di recente anastomosi intestinale ed anche la presenza di enterostomie non ne ha compromesso l applicazione. Conclusioni: la V.A.C. è efficace per la cura di ferite infette addominali nei neonati e nei prematuri di basso peso. In quest ultimi riteniamo importante iniziare con basse pressioni ed aumentarle in rapporto alla stabilità dei parametri vitali.

11 Abstract Code: CNG Torsioni ovariche in età pediatrico-adolescenziale: ovariansparing surgery come trattamento preferenziale F. De Girolamo 1, G. Lisi 1, D. Di Renzo 1, A. Persico 2, N. Pappalepore 2, P. Lelli Chiesa 1 (1) Cattedra di Chirurgia Pediatrica, Università "G. d'annunzio" di Chieti-Pescara, (2) U.O. di Chirurgia Pediatrica, Ospedale S. Spirito, Pescara Premesse e scopo dello studio: Valutare management e outcomes nelle torsioni ovariche (TO) in età pediatrico-adolescenziale trattate nel nostro Centro con ovarian-sparing surgery (OSS: detorsione o detorsione + cistectomia/tumorectomia). Materiali e metodi: studio retrospettivo basato su un gruppo di 48 TO trattate dal 1991 al 2013 (età media 11 anni; range 3-15 anni); sono stati valutati: etiologia, scelta terapeutica, aspetto intra-operatorio e istologia. Le pz sono state seguite con follow-up (FU) clinico-ecografico. Risultati: Nove sono state le TO idiopatiche, 39 quelle con patologia associata: 21 cisti funzionali, 17 tumori benigni (14 teratomi, 3 cistoadenomi), 1 cistoadenoma borderline. L ovariectomia è stata eseguita In 32 pz (66%), l OSS in 16 (34%), di cui 9/16 con patologia associata. L utilizzo di OSS è aumentato dal 20% al 40% dal primo al secondo decennio. In 15 TO l'ovaio era necrotico/emorragico: 6/15 (40%) sono state trattate con OSS. In nessun caso di OSS si sono riscontrate complicanze post-operatorie (peritonite, trombosi) né atrofia dell annesso, che al FU ecografico appare ben vascolarizzato e con quota parenchimale apprezzabile. Conclusioni: La patogenesi prevalente della TO in età pediatrica è funzionale o benigna, non giustificando l ovariectomia di scelta. Anche nel trattamento di ovaie necrotico/emorragiche o con patologia associata, lo studio ha mostrato che l OSS è un opzione terapeutica valida, non gravata da complicanze a breve o lungo termine, da abbinare a stretto FU post-operatorio.

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