L A CONDIVISIONE DEL PROGETTO EDUCATIVO

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1 L A CONDIVISIONE DEL PROGETTO EDUCATIVO

2 Diagnosi : sindrome da alterazione globale dello sviluppo psicologico. Seguito dall insegnante di sostegno (già dallo scorso anno) per 16 ore settimanali. Inserito in una classe 2 ^ Scuola Primaria.

3 Foto classe Riuscireste ad individuare il bambino con la diagnosi di cui sopra?

4 Sicuramente NO. Il nostro bambino è ben inserito nella classe, accetta i compagni ed è ben voluto da tutti. È certo che il nostro bambino ha una predisposizione a relazionarsi e a interagire con il gruppo classe, ma è pur vero che:

5 qualsiasi progetto educativo è destinato al fallimento in assenza di interventi rivolti a sostenere l acquisizione di una progressiva capacità di regolazione emotiva e di socializzazione; chi sceglie di svolgere funzione di educatore dovrebbe coltivare e sviluppare in se stesso quelle qualità etiche e sociali che lo mettono effettivamente in grado di ACCETTARE, COMPRENDERE e mettersi al servizio Dell ALTRO.

6 Con il termine ACCETTAZIONE faccio riferimento ai rapporti interpersonali che, nell ambiente scuola, si stabiliscono tra l insegnante di sostegno, i docenti curricolari e l educatrice (che segue il bambino per 20 ore settimanali). L insegnante di sostegno, i docenti curricolari e l educatrice, in quanto figure adulte vicine al bambino, svolgono un ruolo alla PARI e rappresentano punti di riferimento di eguale portata.

7 L insegnante di sostegno e l educatrice fungono da mediatore pervasivo della giornata e dell agire del bambino, sono loro che costruiscono le condizioni psicologiche dinamiche (emotive, affettive e cognitive). Gli insegnanti curricolari, in assenza dell insegnante di sostegno e/o dell educatrice, svolgono anch essi funzione di sostegno, riattivando le stesse condizioni psicologiche in favore del progetto di continuità stabilito dall equipe. In classe, la presa in carico del bambino è totale

8 L accettazione deve necessariamente tradursi anche a livello istituzionale, da parte della scuola in rapporto alla famiglia e all extrascuola. Il progetto educativo diventa condiviso quando si realizza la collaborazione e la cooperazione tra FAMIGLIA- SCUOLA- OPERATORI AUSL

9 La fiducia Il filo conduttore di tutto il nostro percorso fiducia dei genitori nelle potenzialità del proprio figlio fiducia dei genitori nei confronti dell istituzione scolastica (dirigente, docenti, collaboratori) e nei confronti degli operatori AUSL fiducia della scuola verso le proprie capacità educative, pronta a mettersi in gioco e a non focalizzarsi esclusivamente sui programmi didattici.

10 Una volta instaurata la FIDUCIA tra le figure che interagiscono con il bambino, anche la relazione degli insegnanti con il bambino stesso ne trae beneficio, infatti, il nostro bambino: è guidato verso uno sviluppo quanto più armonico possibile; seguendo la stessa linea di condotta, sia a casa sia a scuola, assume comportamenti e atteggiamenti identici con le diverse figure e generalmente in contesti ambientali diversi

11 Un aspetto importante del nostro modo di fare è il QUADERNINO delle comunicazioni che permette uno scambio continuo di informazioni scuola famiglia, con lo scopo di conoscere in anticipo eventuali particolari avvenimenti che potrebbero avere turbato l equilibrio psicofisico del nostro bambino, ciò consente di prevenire situazioni di disagio o di incomprensione. Es. La mamma scrive: La scorsa notte non ha dormito bene perché ha fatto un brutto sogno Ieri sera è caduto dalle scale, potrebbe avere dolori al braccio Ecco che la conoscenza preliminare del fatto permette la rielaborazione dello stesso, attraverso conversazioni, testi, disegni, e di prevenire il verificarsi di un comportamento problema o conoscerne le cause qualora quest ultimo dovesse presentarsi.

12 I bambini autistici non interagiscono per loro natura e per la loro patologia, ma spesso non sono neppure invogliati a farlo. Di conseguenza si isolano o vengono isolati in un angolo (a casa o a scuola). Nel nostro caso, invece, si è deciso di esporre il bambino al maggior numero di stimoli non seguendo alla lettera i suggerimenti di alcune teorie che invitano a limitare i fattori distraenti e l eccesso di informazioni. Nella nostra esperienza, possiamo affermare che, il nostro bambino, immerso in una molteplicità di situazioni reali di vita, interiorizza il nuovo stimolo che va ad arricchire il suo bagaglio di conoscenze. A scuola partecipa attivamente a tutte le attività proposte per 40 ore settimanali, in un contesto che consente di far emergere spontaneamente le sue potenzialità. A casa, i genitori mantengono vivi gli interessi e le curiosità del bambino ricreando un ambiente ricco di stimoli.

13 Giornata tipo Nella nostra aula, i banchi sono disposti a ferro di cavallo, in questo modo tutti i bambini hanno la possibilità di interagire visivamente, inoltre, svolgono la maggior parte delle attività con un sottofondo musicale. Il nostro bambino entra in classe, si siede al proprio posto come gli altri, insieme all'insegnante predispone il materiale da utilizzare ed inizia le attività; segue le lezioni comuni alla classe, quindi una volta assegnata la consegna e dato l' input, viene lasciato libero di eseguire il lavoro quanto più autonomamente possibile, rispettando i suoi tempi (che non superano quelli degli altri bambini); al termine delle attività, o nei momenti di stanchezza, il bambino è libero di muoversi all'interno della classe, di soddisfare le sue curiosità osservando cartelloni, disegni, carte geografiche oppure di leggere un libro che lui sceglie nella biblioteca di classe.

14 Come gestire il comportamento problema? L insegnante e la famiglia potrebbero reagire in modo diverso di fronte allo stesso comportamento: l insegnante informa la famiglia del problema la quale, a sua volta, riferisce di come lo stesso viene gestito a casa a scuola si adotta lo stesso efficace sistema già consolidato a casa

15 Es. Il bambino si butta a terra L insegnante, con dolcezza: Conto fino a 3, al mio 3 devi essere in piedi altrimenti non potrai giocare con il tuo gioco preferito. La mamma : Conto fino a 3, al mio 3 devi essere in piedi altrimenti non potrai giocare con il tuo gioco preferito. Una volta in piedi si cerca di capire, insieme al bambino, la causa del comportamento attraverso un attenta analisi degli avvenimenti verificatisi in precedenza. L insegnante si avvicina e in modo affettuoso gli parla, lo guarda negli occhi, gli tiene le mani e cerca di tranquillizzarlo. Se il comportamento persiste, si attua la Sospensione dal rinforzo, togliere in questo caso il suo gioco preferito. Ovviamente, prima della sospensione chiariamo con il bambino a quali conseguenze va incontro se non rispetta certe regole.

16 Alcuni dei provvedimenti da noi adottati, potrebbero risultare, a coloro che non sono a conoscenza delle problematiche e di come vengono affrontate, poco consoni al contesto educativo. In realtà, tutto ciò che viene detto o fatto ha una valenza educativa, ed è ampiamente concordato tra chi ha la presa in carico del bambino. Lavorando in maniera sinergica, pensiamo allo sviluppo del bambino sia in termini di crescita di capacità individuali sia nell'ottica di un progetto di vita proiettato nel futuro.

17 Durante il nostro percorso, un contributo prezioso viene fornito dal Centro per la Diagnosi la Cura e lo Studio dei Disturbi della Comunicazione e della Socializzazione AUSL di Parma. La preparazione e la disponibilità degli operatori facilitano il lavoro degli insegnanti fornendo utili suggerimenti e indicazioni. Porto come esempio un progetto, già in attuazione, ideato dall'insegnante di sostegno, in collaborazione con la famiglia e la psicologa del Centro: PROGETTO SESSUALITÀ L' esigenza di questo progetto è emersa in seguito ad atteggiamenti che il nostro bambino ha manifestato. La famiglia, dietro consiglio della psicologa, ha concordato con l'insegnante di sostegno un primo approccio all'educazione sessuale, condotto in modo semplice, usando un linguaggio appropriato.

18 Com ero Come sono Attraverso l osservazione di foto facciamo notare al bambino i cambiamenti del corpo.

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24 In questa fase i genitori svolgono un ruolo fondamentale per quanto riguarda i comportamenti da tenere a casa

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27 Già dalle prime fasi del progetto emerge un riscontro positivo. Il bambino gradualmente interiorizza i vari comportamenti da tenere nelle diverse situazioni.

28 Pagine dei quaderni

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31 Conclusioni Nonostante all'inizio del primo anno di scuola primaria, il bambino abbia manifestato atteggiamenti o comportamenti non sempre adeguati e rispettosi delle regole, noi adulti non ci siamo scoraggiati. Anzi, ci siamo assunti la responsabilità di dimostrare e costruire il senso di comunità, prima tra noi e di conseguenza tra i bambini, creando situazioni il più possibile inclusive. Da questo concetto di comunità ha tratto beneficio non soltanto il nostro bambino ma l'intera classe, che, progressivamente, si è abituata alla normale quotidianità.

32 Educare la persona significa educarla a farsi persona... È, infatti, solo il valore-persona che se preso a fondamento del percorso educativo, può favorire il vero processo di integrazione, non solo del soggetto in difficoltà, ma dell educatore con l educando, del genitore con il proprio figlio, del cittadino con l altro cittadino... Chi non agisce non è... (Mounier)

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