Tecnologie digitali e catalogazione del patrimonio culturale

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1 STORIA a cura di RENATA SALVARANI Tecnologie digitali e catalogazione del patrimonio culturale Metodologie, buone prassi e casi di studio per la valorizzazione del territorio TRATTATI E MANUALI

2 DANIELA SOGLIANI* La pubblicazione di un database documentario sulla famiglia Gonzaga: problematiche e prospettive Nel 1998 il Centro Internazionale d Arte e di Cultura di Palazzo Te, sotto la presidenza di Renzo Zorzi, ha avviato un progetto di ricerca propedeutico alla mostra La Celeste Galeria, dedicata alla celebre raccolta mantovana e allestita, quattro anni più tardi, nelle Fruttiere di Palazzo Te 1. In questa occasione sono state raccolte e trascritte da un gruppo di ricercatori mantovani numerose lettere concernenti gli scambi collezionistici della famiglia Gonzaga per un periodo ben preciso dal 1563, anno in cui Guglielmo Gonzaga è nominato duca della città, ino al sacco dei lanzichenecchi nel Era infatti indispensabile, prima di procedere nell organizzazione dell esposizione, rileggere i documenti oggi conservati presso l Archivio di Stato di Mantova per ricostruire il contesto culturale, sociale, economico ed artistico in cui si costituì una delle più importanti raccolte d arte europee. Avendo preso parte a questo progetto sono testimone delle dificoltà incontrate nell individuazione di uno strumento di lavoro, un programma informatico in grado di rispondere a tutte le esigenze. Dopo un confronto con la Scuola Normale Superiore di Pisa, al cui interno si era costituito il Centro di Ricerche Informatiche per i Beni Culturali diretto da Paola Barocchi, oggi divenuto Laboratorio per l Analisi, la Ricerca, la Tutela, le Tecnologie e l Economia del patrimonio culturale, il gruppo di ricerca mantovano contattò i colleghi del Medici Archive Project di Firenze che operavano già a Firenze da qualche anno sotto la guida di Edward Goldberg. Si aprì pertanto un dibattito in merito allo strumento di lavoro più adatto e compatibile con le nostre esigenze e, pur avendo chiaro che sarebbe stato più eficace e produttivo utilizzare un programma esistente già in rapporto con altri sistemi informatici, fu presa la decisione di ideare un database dedicato la cui elaborazione tecnica richiese circa un anno di lavoro 3. La versione inale prevedeva la trascrizione dei documenti che in seguito erano inseriti in un unica banca * Responsabile organizzativa del Centro Internazionale d Arte e di Cultura di Palazzo Te (Mantova). 1 Gonzaga. La Celeste Galeria, Le raccolte, Catalogo della mostra (Mantova, Palazzo Te-Palazzo Ducale, 2 settembre-8 dicembre 2002), a cura di A. Emiliani e R. Morselli, Skira, Milano Il gruppo di ricerca, diretto da Daniela Ferrari e Raffaella Morselli, era costituito da Andrea Canova, Barbara Furlotti, Maria Chiara Galli, Roberta Piccinelli, Micaela Sermidi, Daniela Sogliani, Carlo Togliani ed Elena Venturini. 3 Il primo database del Collezionismo gonzaghesco fu elaborato dal tecnico Mauro Lora. Salvarani.indb /11/

3 108 DANIELA SOGLIANI dati, depositata presso il Centro Internazionale d Arte e di Cultura di Palazzo Te, fonte di buona parte delle ricerche del comitato scientiico dell esposizione mantovana. Conclusa la mostra, questo database è rimasto per lungo tempo nel server dell istituzione e sono stati pubblicati negli anni soltanto alcuni di questi documenti all interno di una collana del Centro Internazionale d Arte e di Cultura di Palazzo Te dal titolo Fonti, Repertori e Studi per la storia di Mantova 4. Oggi la banca dati, che merita l attenzione di tutti gli studiosi di argomenti gonzagheschi, è costituita da più di diecimila lettere trascritte, di cui circa la metà sono ancora inedite. Lo scopo di questa nuova fase della ricerca è rendere disponibile in rete il database, così ricco di informazioni, dal sito del Centro Internazionale d Arte e di Cultura di Palazzo Te (www.centropalazzote.it). 1. Collezionismo gonzaghesco (1998) Nel 1998 la banca dati del Collezionismo gonzaghesco era stata ideata utilizzando un formato standard di database relazionale (Microsoft Access per piattaforma Windows nella release 97/8.0). Dall home page istituzionale, che presentava diverse funzioni come l esportazione, l importazione e il backup dei dati mediante loppy disk, si entrava nella Scheda vera e propria qui visualizzata: 4 B. furlotti, Le collezioni Gonzaga. Il carteggio tra Bologna, Parma, Piacenza e Mantova ( ), Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2000; R. piccinelli, Le collezioni Gonzaga. Il carteggio tra Firenze e Mantova ( ), Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2000; d. sogliani, Le collezioni Gonzaga. Il carteggio tra Venezia e Mantova ( ), Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2002; e. venturini, Le collezioni Gonzaga. Il carteggio tra la Corte Cesarea e Mantova ( ), Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2002; R. piccinelli, Le collezioni Gonzaga. Il carteggio tra Milano e Mantova ( ), Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2003; B. furlotti, Le collezioni Gonzaga. Il carteggio tra Roma e Mantova ( ), Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2003; m. sermidi, Le collezioni Gonzaga. Il carteggio tra Venezia e Mantova ( ), Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo Salvarani.indb /11/

4 LA PUBBLICAZIONE DI UN DATABASE DOCUMENTARIO SULLA FAMIGLIA GONZAGA 109 I campi presenti erano i seguenti: 1. Archivio: che associava ogni operatore al suo ambito di ricerca (una città o una corte); 2. Scheda: in cui era digitato dall operatore un numero arabo progressivo non automatico inalizzato ad individuare le schede più importanti per una successiva stampa di questi documenti; 3. Segnatura della carta: secondo le indicazioni dell Archivio di Stato di Mantova (esempio: ASMn, AG, b. 1497, f. V, cc ). A questi dati erano state aggiunte la lettera C per la corrispondenza ricevuta o spedita dalla Corte di Mantova e la lettera M per le minute di cancelleria; 4. Luogo: luogo di provenienza del documento. Se il luogo non era indicato nella fonte era usata l abbreviazione s.l. (senza luogo). In merito all annoso problema delle varianti dei nomi, il gruppo di ricerca decise di trascrivere il luogo secondo la toponomastica moderna, accompagnata dalla variante tra parentesi tonde (esempio: Brescello (Berselli)). Quando nella fonte era presente un luogo composto (esempio: Chiesa di San Matteo a l Aquila) è stata indicata prima la città e poi la speciica del luogo (Aquila, Chiesa di San Matteo). Queste stesse norme sono state applicate anche al campo Luogo citato nella Fonte che permetteva di salvare, in un elenco a parte, tutti i luoghi citati nel documento; 5. Data: inserita nella forma di anno, mese e giorno (esempio: 1565/11/23). Il programma permetteva di organizzare in senso crescente o decrescente i documenti del database e in mancanza di uno o più di questi elementi numerici era stato introdotto il doppio zero (esempio: 1565/00/00). In assenza della datazione è stata usata l abbreviazione s.d. (senza data); 6. Mittente: colui che redige il documento. Il suo nome è stato trascritto nella forma cognome e nome, seguiti da titolo, ruolo o professione. Sono sempre state segnalate le cariche e i titoli, quando noti, anche se nel documento era presente solo il nome (esempio: Gonzaga Vincenzo I, principe di Mantova). Quando nel documento si presentava solo la carica o il titolo ma non il suo nome si è implicitamente integrata la sua irma (esempio: principe di Mantova = Gonzaga Vincenzo I, principe di Mantova). I titoli, le cariche e, in generale, quanto seguiva il nome del mittente sono stati trascritti seguendo un ordine alfabetico (esempio: Zibramonti Aurelio, monsignore, vescovo di Casale). Unica eccezione sono i regnanti per i quali si è rispettato l ordine cronologico delle cariche (esempio: Gonzaga Ferdinando, principe, cardinale, duca di Mantova). Gli pseudonimi o i nomi d arte seguivano il cognome e il nome del mittente ed è stata inserita la parola detto preceduta da una virgola. Non sono state recuperate le varianti dei nomi, ma è stato necessario normalizzare il più possibile, utilizzando la lezione prevalente nei propri documenti. In assenza del mittente è stata usata l abbreviazione s.m. (senza mittente). Si riportano alcuni casi particolari per i quali è stato necessario controllare dizionari e repertori speciici: Salvarani.indb /11/

5 110 DANIELA SOGLIANI cognomi che indicano una provenienza per i quali si è indicato prima il nome e poi il cognome (esempio: Leonardo da Vinci o Lorenzo da Treviso); cognomi composti da de/dell /dall per i quali si è scritto prima il cognome, poi la particella de tra parentesi e inine il nome (esempio: Calice (del) Bartolomeo); nomi di famiglie nobili per i quali si è scelto di omettere la particella de (esempio: Medici o Este); nomi di religiosi per i quali si è indicata la speciica don, padre, vescovo o abate; nomi di personaggi nobili femminili per i quali si è scelto di indicare entrambi i cognomi (cognome della famiglia di provenienza e cognome acquisito); nomi di regnanti che non erano distinguibili per i quali si è scelto di inserire tra parentesi tonde un numero cardinale (esempio: Gonzaga Vincenzo (I), principe di Mantova e Gonzaga o Vincenzo (II), principe di Mantova); quando era presente nella fonte il riferimento ad una famiglia in generale e non ad un suo componente si è trascritto il cognome seguito dalla parola famiglia tra parentesi tonde (esempio: Loredan (famiglia)). 7. Destinatario: colui a cui è indirizzato il documento, per il quale valgono tutte le regole indicate per il Mittente. In assenza del Destinatario si è utilizzato il termine generico di Corte ; 8. Intermediario: l informatore, l agente o la persona coinvolta nella contrattazione o segnalazione di un informazione o di un oggetto d arte. Per la compilazione di questo campo valgono i criteri relativi al Mittente e al Destinatario. 9. Fonte: la trascrizione, sempre presente anche se breve, di una parte o più parti del documento. Per questo campo sono state utilizzate note convenzioni di trascrizione: per differenziare più brani all interno della fonte sono stati utilizzati punti di sospensione, le lacune sono state indicate con tre trattini all interno di parentesi quadre [---], le omissioni del testo con tre asterischi all interno di parentesi quadre [***] e inine ogni integrazione al testo è stata inserita tra parentesi quadre. Per quanto riguarda invece le speciiche modalità di trascrizione si è scelto di riportare il documento come riconosciuto nell originale. Tuttavia, al ine di agevolarne la comprensione e la lettura, sono state osservate le seguenti norme generali: i segni diacritici e interpuntivi sono stati introdotti secondo l uso moderno; le abbreviazioni sono state tacitamente sciolte nella forma prevalente nel documento; le maiuscole e le minuscole sono state uniformate all uso moderno; i titoli e le cariche sono stati trascritti minuscoli (esempio: sua maestà, vostra signoria ecc.); la vocale u e la consonante v sono state distinte; la lettera j è stata trascritta i, fatta eccezione per le lingue diverse dall italiano; Salvarani.indb /11/

6 LA PUBBLICAZIONE DI UN DATABASE DOCUMENTARIO SULLA FAMIGLIA GONZAGA 111 alle voci del verbo avere è stata aggiunta h diacritica (esempio: a, anno = ha, hanno); la divisione di alcune parole è stata uniformata all uso moderno (ben che = benché, in che = inché, per che = perché, altra mente = altramente, in darno = indarno ecc.). Eccezioni: per che nel senso di per cui, acciò che e però che; le preposizioni articolate del tipo del imperatore (= de l imperatore) o al ammiratione (= a l ammiratione) sono state trascritte separate; le forme del tipo chel (= che il o che el), sel (= se il) sono state scritte separate come che l o se l ; alcuni verbi sono stati trasformati all uso moderno: de = diedi, fe = fece, ste = stette, po = può; le forme palesemente erronee o sospette sono state segnalate con un [sic]; i nessi consonantici latineggianti cl, pl, ct, pt, ph ecc. sono stati mantenuti; i gruppi latineggianti tia, tie, tio ecc. sono stati mantenuti (esempio: gratia, gratie, gratioso); la h etimologica o pseudoetimologica (homo, habbia ecc.) è stata mantenuta come quella irrazionale (Gonzagha, longho ecc.); il latinismo graico et è stato mantenuto; le cifre romane sono state trascritte maiuscole (esempio: viij); nelle cifre è stato messo un punto per indicare le migliaia (esempio: ducati); gli accenti sono stati adattati all uso moderno; 10. Glossario: la raccolta terminologica delle voci desuete presenti nella Fonte. La voce di Glossario all interno della Fonte è stata indicata con un asterisco; 11. Regesto: la sintesi del contenuto del documento. Si è preferito rimandare nelle note il riferimento a personaggi e oggetti citati nella Fonte; 12. Note: un campo libero in cui sono state inserite tutte le osservazioni relative alle informazioni presenti in tutti i campi. La numerazione è stata digitata dall operatore all interno di parentesi tonde e lo stesso numero, tra parentesi tonde, è stato riportato manualmente nella Fonte. Il primo livello di schedatura dei documenti avveniva associando la lettera ad una macrocategoria detta Argomento. Gli argomenti individuati per la banca dati erano i seguenti: Arti Devozione Letteratura Mercato Musica Palazzo (Palazzo Ducale di Mantova) Scienze Spettacolo e Informazione Salvarani.indb /11/

7 112 DANIELA SOGLIANI I cinque livelli sottostanti di classiicazione (Categoria, Oggetto, Speciica o Titolo, Autore e Stima) indicavano tutte le speciiche dell oggetto. Le categorie erano: Abbigliamento e accessori Animali Armi e accessori Arredi Architettura e Urbanistica (utilizzata quando l opera architettonica è il soggetto della fonte trascritta e non un semplice luogo citato nella fonte) Biancheria Carrozze e accessori Curiosità Disegno e Incisione Farmacopea (rimedi) Finimenti (per cavalli) Giardini (insieme a tutte le informazioni vegetali) Gioielli Materiali (Carte, Legni, Metalli, Pellami, Pietre e Terre, Tessuti, Vetri) Pittura Scultura Strumenti scientiici Strumenti musicali Suppellettili liturgiche e reliquie Suppellettili profane Testi La relazione tra gli Argomenti e le Categorie era libera ma preventivamente erano state deinite dal gruppo di lavoro queste associazioni: Arti con Abbigliamento e accessori, Armi e accessori, Arredi, Architettura e Urbanistica, Biancheria, Carrozze e accessori, Finimenti, Pittura, Gioielli, Disegno e Incisione, Scultura, Suppellettili profane Devozione con Suppellettili liturgiche Letteratura con Testi Mercato quando c era contrattazione di un oggetto d arte o c era una stima Musica con Strumenti musicali o Testi (musicali) Palazzo in relazione alle informazioni relative al Palazzo Ducale di Mantova Scienze per gli Strumenti scientiici, Farmacopea e Giardini Spettacolo per le informazioni relative al teatro e spettacolo in genere Informazione per note generiche (esempio: categoria Animali) Si forniscono le seguenti precisazioni per l argomento Arti: i soggetti iconograici, sempre classiicati nel database, erano i seguenti: Salvarani.indb /11/

8 LA PUBBLICAZIONE DI UN DATABASE DOCUMENTARIO SULLA FAMIGLIA GONZAGA 113 decorazione, natura morta, paesaggio, ritratto, scena di genere, soggetto geograico, soggetto storico, soggetto classico e mitologico, soggetto sacro, soggetto letterario; quando nella Fonte era citata un opera di pittura è stata utilizzata la parola quadro mentre se era citata una Madonna con Bambino senza indicazioni di tecnica o altra speciica, l opera è stata classiicata con il solo soggetto iconograico; per un ritratto citato con il suo soggetto iconograico (esempio: ritratto del duca Vincenzo I Gonzaga) la classiicazione era la seguente: Categoria Pittura, Oggetto ritratto, Speciica Gonzaga Vincenzo I; quando nella Fonte era presente l autore dell opera ma non era indicato il genere o il soggetto (esempio: opera di Guido Reni) la classiicazione era la seguente: Categoria Pittura, Oggetto quadro, Speciica vuoto, Autore Reni Guido; per la Categoria Scultura valevano le stesse regole indicate per la Categoria Pittura. La schedatura del documento si concludeva con il campo della Bibliograia individuata per il solo documento e non per l argomento trattato. 2. Collezionismo gonzaghesco (2013) La nuova versione del programma Collezionismo gonzaghesco, nato dalla collaborazione tra il Centro Internazionale d Arte e di Cultura di Palazzo Te, il Comune di Mantova e la Scuola Normale Superiore di Pisa 5, presenta un ambiente di sviluppo completamente rinnovato e vede l utilizzo di nuovi strumenti informatici quali il linguaggio di programmazione PHP (con il supporto dei Framework Typo3) e database di tipo relazionale supportati dal linguaggio SQL. Il linguaggio di programmazione PHP, compatibile con i sistemi Linux e Windows, è distribuito con licenza open source e permette di creare pagine web dinamiche dove il contenuto mostrato all utente cambia in base alle esigenze del momento integrandosi facilmente con molte tipologie di database. Per questo progetto è stato adottato un database di tipo relazionale gestito dal programma DBMS (Data Base Management System) MySQL che ha performance ideali e non prevede costi di licenza annuali, essendo anch esso open source. Senza citare troppi tecnicismi i DBMS sono software capaci di gestire diverse banche dati e per operare su questi sistemi è utilizzato il linguaggio MySQL (SQL: Structured Query Language). La tipologia di database del sistema informativo è relazionale: i dati sono organizzati in tabelle e i valori nelle tabelle sono messi in relazione attraverso i cosiddetti campi chiave. Il risultato inale è un sistema 5 Desidero ringraziare Giulio Paoli della Scuola Normale Superiore di Pisa per l assistenza nell elaborazione del programma e per le informazioni tecniche fornite. Salvarani.indb /11/

9 114 DANIELA SOGLIANI scalabile dove l accrescimento del numero di dati disponibili non comporta la modiica del modello dei dati. La banca dati Collezionismo gonzaghesco è costruita con una parte di back ofice, che raccoglie tutte le operazioni di catalogazione dei dati che l utente non vede, e una parte di front ofice, cosiddetta pubblica, che risponde a tutte le esigenze di consultazione e fruizione dei contenuti da parte degli utenti che vi possono accedere con il proprio computer senza la necessità di credenziali di accesso. Nella fase di data-entry (back ofice) il database è accessibile ai soli utenti catalogatori attraverso un computer collegato a Internet e dotato di un browser. Il loro accesso avviene nella pagina di login solo dopo autenticazione con username e password e tali credenziali di accesso sono fornite dall amministratore del sistema che ha accesso alla Gestione Utenti. Questi sono i ruoli assegnati dal sistema: 1. Utente amministratore che ha accesso a tutte le funzionalità e può gestire gli utenti, creare schede, cancellarle, bocciarle, proporne di nuove, approvarle e gestire i vocabolari che controllano il database; 2. Utente compilatore che può creare nuove schede ma può operare solo sulle proprie (al momento della creazione di una nuova scheda, l utente compilatore ne diventa il proprietario); 3. Utente validatore che ha il compito di veriicare e rendere pubblico il contenuto delle schede; 4. Utente osservatore che può consultare ed effettuare ricerche su tutti i campi di tutti i documenti indipendentemente dallo stato in cui essi si trovano. L archivio è pertanto controllato dall amministratore che rende visibili, nella parte pubblica, solo le schede approvate. Ciascuna scheda è associata a uno stato: è in bozza quando viene creata e resterà in questo stato ino al termine delle modiiche del compilatore; in seguito, passerà nello stato di proposta e sarà sottoposta al controllo dell utente validatore che, se l approva, la renderà visibile nella parte pubblica del sito. Ovviamente, se la veriica da parte del validatore non andrà a buon ine, la scheda non sarà resa pubblica e potrà essere riportata nello stato bozza o in quello di bocciata. È facile intuire che la fase di data-entry e la consultazione possono convivere poiché i ricercatori lavorano sulle schede, decidono quando e come modiicarle, quali rendere visibili, mentre l utente inale (il pubblico) può consultare contemporaneamente quanto è già disponibile in rete. La parte pubblica (front ofice) è accessibile a tutti gli utenti ed è lo strumento per la visualizzazione dei documenti. È costituita da una home page che descrive il progetto, la raccolta delle norme redazionali adottate nelle trascrizioni delle Fonti, un Glossario generale, una pagina di Crediti e soprattutto una sezione dedicata alla ricerca che ha mantenuto gli stessi campi già descritti nella versione precedente del programma. Salvarani.indb /11/

10 LA PUBBLICAZIONE DI UN DATABASE DOCUMENTARIO SULLA FAMIGLIA GONZAGA Prospettive e sviluppi: il portale Banche Dati Gonzaga La rilessione che ha portato all elaborazione di questo nuovo strumento di lavoro sottende alla volontà, in dagli anni della mostra gonzaghesca, di riunire insieme le diverse esperienze di progettazione di banche dati dedicate alla famiglia mantovana. Per questo il Centro Internazionale d Arte e di Cultura di Palazzo Te ha creato, con la collaborazione del Comune di Mantova e dell Archivio di Stato, il portale Banche Dati Gonzaga che fornisce un accesso integrato alle informazioni e ai documenti riguardanti varie banche dati e archivi. Il portale è stato sviluppato grazie ad un software detto Content Management System (CMS), in grado di gestire le pagine dei siti web. Le aree di amministrazione e fruizione della banca dati sono state elaborate con il framework PRADO PHP (PHP Rapid Application Development Object-oriented), molto diffuso e senza costi di licenza. Salvarani.indb /11/

11 116 DANIELA SOGLIANI La struttura di questa piattaforma è molto lessibile e permette di raggiungere diversi obiettivi tra cui fornire l accesso anche ad altri progetti che possono essere raggiunti con un semplice link 6, prevedere un dialogo interno tra questi database, espandere le banche dati con l inserimento di immagini e di video collegati alle schede, creare digital libraries con contenuti dinamici e inine permettere la diffusione di tutte le informazioni attraverso nuovi strumenti quali smartphone e tablet. L auspicio del Centro Internazionale d Arte e di Cultura di Palazzo Te è pertanto ottenere la collaborazione di tutte le Istituzioni interessate alla creazione di una rete informatica dedicata alla conoscenza della storia e della cultura della famiglia Gonzaga. 6 Oggi sono immesse nel portale le due banche dati Collezionismo gonzaghesco ( ) e Giulio Romano mentre due link permettono di interrogare le banche dati del Progetto HERLA, dedicato alla musica e al teatro e messo a disposizione dalla Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, e i Cataloghi dei Beni Culturali e della Bibliograia gonzaghesca elaborati dall Associazione Distretto culturale Le Regge dei Gonzaga e dall Università Europea di Roma - Centro Studi Heritage e Territorio. Salvarani.indb /11/

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