INDAGINI INDAGINE SUI CENTRI PER L INNOVAZIONE E IL TRASFERIMENTO TECNOLOGICO IN ITALIA. Novembre 2005

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "INDAGINI INDAGINE SUI CENTRI PER L INNOVAZIONE E IL TRASFERIMENTO TECNOLOGICO IN ITALIA. Novembre 2005"

Transcript

1 INDAGINI Novembre 2005 INDAGINE SUI CENTRI PER L INNOVAZIONE E IL TRASFERIMENTO TECNOLOGICO IN ITALIA A cura del Dipartimento Centri e Reti Italia Direzione Trasferimento di Conoscenza e Innovazione IPI - Istituto per la Promozione Industriale

2 INDAGINI Novembre 2005 Indagine sui Centri per l Innovazione e il Trasferimento Tecnologico in Italia A cura del Dipartimento Centri e Reti Italia Direzione Trasferimento di Conoscenza e Innovazione IPI - Istituto per la Promozione Industriale

3 ISBN: Copyright 2005 by IPI - Istituto per la Promozione Industriale, Roma, Italy L'IPI autorizza la riproduzione e l'utilizzo pubblico, totale o parziale, a condizione che ne venga sempre menzionata esattamente la fonte.

4 INDAGINE SUI CENTRI PER L INNOVAZIONE E IL TRASFERIMENTO TECNOLOGICO IN ITALIA INDAGINI SOMMARIO Introduzione Quadro del Sistema Innovativo Nazionale (SIN) I Centri per l'innovazione e il Trasferimento Tecnologico (CITT) La Distribuzione Territoriale dei CITT L'Offerta di Servizi per l'innovazione ed il Trasferimento Tecnologico I Servizi Informativi I Servizi di Formazione I Servizi di Assistenza Tecnica La Specializzazione Tecnologica Il Mercato di Riferimento Il Networking e l'internazionalizzazione La Composizione Societaria Le Caratteristiche Dimensionali I Ricavi e le Fonti di Finanziamento Conclusioni Appendice Indice tabelle e figure Nota metodologica Questionario Elenco delle Strutture che hanno partecipato all'indagine

5

6 INDAGINE SUI CENTRI PER L INNOVAZIONE E IL TRASFERIMENTO TECNOLOGICO IN ITALIA INDAGINI Introduzione I Centri per l'innovazione e il Trasferimento Tecnologico (CITT) hanno un ruolo importante nell'assistere le imprese che intendono innovare i propri prodotti e i processi produttivi e, più in generale, nel favorire la crescita socio-economica del territorio. Tale ruolo assume particolare rilevanza per il sistema produttivo del nostro Paese. Come è noto, infatti, il tessuto produttivo italiano è caratterizzato da imprese di minore dimensione con una spiccata specializzazione in settori a bassa o medio bassa tecnologia e pertanto meno propense ad investire in ricerca ed innovazione. Per queste sue caratteristiche intrinseche il nostro sistema produttivo, ancor più rispetto agli altri Paesi industrializzati, necessita di specifici servizi esterni, accessibili e qualificati, per poter sfruttare appieno i vantaggi offerti dall'innovazione tecnologica. In Italia esiste un ampio numero di centri che a diverso titolo supportano i processi di innovazione delle imprese quali le Stazioni sperimentali per l'industria, i Parchi Scientifici e Tecnologici, i Business Innovation Centres (BIC), i Liaison office delle Università e degli Enti di ricerca, le Agenzie per lo sviluppo, le Aziende speciali delle Camere di commercio, i Centri servizi tematici e multisettoriali. A fronte di questa ricca e variegata offerta di servizi alle imprese si riscontrano comunque alcuni elementi di debolezza legati alla frammentarietà, al sottodimensionamento e alla ridotta specializzazione delle strutture. Al fine di valorizzare ed integrare l'offerta di servizi a disposizione delle imprese, con particolare riferimento a quelle di minore dimensione, il Ministero delle Attività Produttive ha lanciato nel 2003 il programma RIDITT - Rete Italiana per la Diffusione dell'innovazione e il Trasferimento Tecnologico alle imprese. L'iniziativa, gestita dall'istituto per la Promozione Industriale (IPI), si propone in particolare di promuovere lo scambio di informazioni, metodologie e buone pratiche, favorire il marketing delle tecnologie e dei servizi per l'innovazione, rafforzare le reti esistenti e stimolare la nascita di nuovi network su base interregionale, settoriale e tecnologica. RIDITT ha inoltre l'obiettivo di facilitare l'accesso alle risorse finanziarie pubbliche e private per la creazione, l'estensione e lo sviluppo delle reti, e di incoraggiare i processi di internazionalizzazione del sistema innovativo nazionale. La necessità di effettuare un'indagine sui CITT nasce dall'esigenza di analizzare con maggiore profondità i punti di forza e di debolezza di queste strutture, al fine di individuare le misure di sostegno più opportune da attivare per rafforzare la loro capacità di assistere le imprese nei progetti di innovazione, e di stimolare e sostenere la creazione di nuove imprese ad alta tecnologia. Il rapporto, dopo un breve inquadramento dei CITT all'interno del sistema innovativo nazionale, descrive i risultati dell'indagine relativa ad un campione rappresentativo di 106 centri sui 300 censiti dall'ipi. In particolare l'analisi si è focalizzata sulla tipologia di servizi offerti alle imprese da queste strutture, sulla loro specializzazione tecnologica, sul loro mercato di riferimento, e sulle dimensioni strutturali dei centri in termini di ricavi e numero di addetti. Il rapporto si conclude infine con una sintesi dei risultati dell'indagine e offre alcune indicazioni finalizzate a orientare le misure di sostegno pubblico per il rafforzamento del sistema di trasferimento tecnologico. L'indagine costituisce ovviamente un punto di partenza per migliorare la comprensione di un sistema complesso e in continua evoluzione, che richiede ulteriori approfondimenti e un attento monitoraggio anche al fine di effettuare confronti con i centri operanti in altri Paesi avanzati. Oltre ad essere profondamente grati alle strutture che, mettendo a disposizione di RIDITT i propri dati, hanno consentito di realizzare l'indagine, un ringraziamento anticipato va agli operatori e agli esperti del settore che vorranno fornire commenti e suggerimenti per migliorare questo lavoro. Lo staff RIDITT 5

7

8 1. QUADRO DEL SISTEMA INNOVATIVO NAZIONALE (SIN) INDAGINI 1. Quadro del Sistema Innovativo Nazionale (SIN) Il Sistema Innovativo Nazionale (SIN) è costituito dall'insieme delle organizzazioni che, direttamente o indirettamente, svolgono attività finalizzate ad accrescere la competitività del Paese attraverso l'innovazione tecnologica. Per innovazione tecnologica si intende, in questa indagine, lo sviluppo di ogni nuovo prodotto, processo o metodologia in grado di proporre soluzioni originali a problemi o esigenze di natura sociale, industriale o economica. L'elemento centrale del SIN è rappresentato dal sistema delle imprese, alle quali spetta la responsabilità di sviluppare e proporre al mercato soluzioni innovative. L'attività innovativa delle imprese rappresenta tuttavia sempre di più il frutto di un complesso sistema di relazioni ed interazioni con l'ambiente economico in cui le imprese stesse sono inserite. Questo significa che, ad esempio, lo sviluppo di ogni nuovo prodotto necessita di una stretta collaborazione con altre aziende fornitrici o clienti, di una forte relazione con i consumatori finali, e deriva spesso da interazioni più o meno intense con Università o centri di ricerca. Il quadro di tali relazioni e collaborazioni è tuttavia complicato da due fattori principali: il primo riguarda la catena delle attività che dalla ricerca di base, attraverso la ricerca applicata, fino allo sviluppo e al trasferimento tecnologico portano alla nuova soluzione industriale, catena che presenta una evoluzione tutt'altro che lineare. Il secondo concerne la numerosità e peculiarità degli attori in gioco e delle loro reciproche relazioni. In questo quadro emergono quindi una serie di strutture che nascono proprio con il compito di facilitare, operando a diversi livelli, il funzionamento complessivo del sistema, e che vengono qui e di seguito definiti CITT (Centri per l'innovazione e il Trasferimento Tecnologico). Lo scopo del presente studio è identificare i CITT presenti in Italia e posizionarli all'interno di una mappa che rappresenta i diversi attori del sistema, schematizzata nella figura seguente. Figura 1. Il Modello del Sistema Innovativo Nazionale (SIN) 7

9 INDAGINI 1. QUADRO DEL SISTEMA INNOVATIVO NAZIONALE (SIN) Nei paragrafi seguenti vengono proposte descrizioni sintetiche relative ai componenti del SIN individuati nella figura 1: il sistema della ricerca, i policy maker, il sistema finanziario, le organizzazioni imprenditoriali e il sistema camerale, le imprese e, infine, i CITT. Il sistema della ricerca Il sistema della ricerca italiano è costituito da 77 Università distribuite sul territorio, più numerosi Enti Pubblici di Ricerca (EPR) quali il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), l'enea (Ente per le Nuove Tecnologie l'energia e l'ambiente), l'infn (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), l'asi (Agenzia Spaziale Italiana), il CRA (Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura) ed altri enti minori, che complessivamente coinvolgono circa ricercatori e sostengono il 50% della spesa nazionale in ricerca e sviluppo. Le strutture pubbliche (Università ed EPR), di alto livello e riconoscimento internazionale, svolgono principalmente attività di formazione e ricerca di base, e si stanno attrezzando in modo sempre più massiccio per offrire servizi di trasferimento tecnologico alle imprese e per favorire la creazione di spin-off finalizzati alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca, mediante la costituzione di Industrial liaison office. In aggiunta agli Industrial liaison office e alla partecipazione delle Università e degli EPR alla compagine societaria di molti CITT censiti dall'ipi, si deve tener conto delle attività di assistenza alle imprese svolte direttamente dai singoli Dipartimenti universitari e/o Istituti degli EPR, che in alcuni casi hanno raggiunto in termini di commesse private ricavi anche superiori rispetto a quelli medi dei CITT. A queste strutture si affiancano alcuni centri di ricerca industriale autonomi, promossi dalle grandi aziende del Paese (Centro Ricerche Fiat, EniTecnologie, Telecom Italia Lab, ecc.), i laboratori interni ai principali gruppi industriali (ENEL, Pirelli, Finmeccanica, STMicroelectronics, IBM, Bracco, ecc.) e altre istituzioni scientifiche private (Istituto Mario Negri, Fondazione S. Raffaele, Centro Sviluppo Materiali, ecc.). I centri di ricerca privati, più specializzati nella ricerca applicata e nello sviluppo, si stanno aprendo in modo significativo all'offerta di servizi e tecnologie alle imprese dell'indotto o di altri settori industriali, oltre a continuare a svolgere la tradizionale attività di ricerca per il gruppo industriale di appartenenza. I policy maker Le organizzazioni responsabili delle normative e degli indirizzi in grado di influenzare e regolare le attività del SIN si collocano a livello internazionale, nazionale e locale e su diversi piani di intervento: politico, normativo e di indirizzo. Nel caso dell'italia un ruolo di primo piano, a livello internazionale, è giocato dall'unione Europea attraverso, in particolare, i programmi quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico ed il recente programma quadro per l'innovazione e la competitività. L'Unione Europea contribuisce inoltre allo sviluppo del SIN e alla definizione delle politiche di intervento attraverso il continuo monitoraggio e confronto dei sistemi innovativi nazionali dei Paesi europei tra di loro e rispetto ad altre aree geografiche del mondo. A livello internazionale è inoltre utile ricordare i contributi che, in ambiti diversi, giungono dall'ocse (Organizzazione per lo Sviluppo e la Cooperazione Economica), da agenzie delle Nazioni Unite come la WIPO-OMPI (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale), e da organismi di normazione come l'iso (Organizzazione Internazionale per le Standardizzazioni). 8

10 1. QUADRO DEL SISTEMA INNOVATIVO NAZIONALE (SIN) INDAGINI A livello nazionale l'azione del Governo e dei Ministeri si concretizza sia in interventi normativi e di indirizzo che in specifici programmi per il finanziamento della ricerca e dell'innovazione tecnologica. Le principali istituzioni centrali coinvolte nello sviluppo delle politiche per l'innovazione e il trasferimento tecnologico all'impresa sono: - Il Ministero delle Attività Produttive, che oltre ad attività di regolazione e normazione, finanzia attraverso il FIT - Fondo per l'innovazione Tecnologica, progetti di sviluppo precompetitivo delle imprese, e fornisce linee guida per l'innovazione e la competitività dei sistemi produttivi; - Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della Ricerca, che tra i suoi compiti annovera il coordinamento dell'università e degli istituti di ricerca, la gestione di fondi come il FIRB per la ricerca di base, e il FAR per la ricerca applicata, e la predisposizione del Piano Nazionale della Ricerca; - Il Dipartimento per l'innovazione e le Tecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che promuove azioni per favorire lo sviluppo della società dell'informazione, finanzia progetti specifici in sinergia con gli altri ministeri, e cura la pubblicazione del Piano per l'innovazione Digitale nelle Imprese. Accanto a queste istituzioni un ruolo importante viene giocato, sia direttamente che attraverso Enti controllati, anche da parte di altri Ministeri. A livello locale le amministrazioni regionali, in relazione alla loro crescente autonomia, si sono da tempo attivate sia per la definizione delle Strategie Regionali per l'innovazione, sia per la messa a punto e l'attivazione di strumenti per promuovere l'innovazione tecnologica nelle imprese del territorio (per esempio, attraverso le leggi regionali in materia di innovazione tecnologica in Emilia Romagna, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, ecc.). Le amministrazioni provinciali e comunali, dal canto loro, sono sempre più sensibili al tema e svolgono un ruolo significativo nel sistema innovativo, promuovendo la realizzazione di infrastrutture (reti telematiche, centri di servizio, ecc.), orientando verso l'innovazione le attività svolte dalle aziende controllate (per esempio, le aziende municipalizzate per l'erogazione di servizi) e gestendo, in alcuni casi, misure di sostegno all'innovazione nelle imprese. Il sistema finanziario Il sistema finanziario rappresenta un anello fondamentale nel processo di sviluppo dell'innovazione da parte del sistema produttivo. Una delle principali carenze delle imprese manifatturiere italiane (in particolare le piccole e piccolissime imprese) è, infatti, proprio la disponibilità di capitali da poter impiegare in progetti di innovazione tecnologica. Le PMI, di fatto, finanziano le proprie innovazioni principalmente attraverso l'autofinanziamento, la partecipazione a programmi pubblici e gli incentivi fiscali. Recentemente alcune banche si sono avvicinate alla tematica dell'innovazione tecnologica nelle imprese offrendo linee di credito ideate allo scopo, o lanciando programmi di assistenza e consulenza specifica, anche sfruttando le opportunità offerte da organizzazioni internazionali come la BEI (Banca Europea per gli Investimenti) o la BERS (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo). Tuttavia, rimane difficile finanziare le imprese start-up innovative, che presentano un grado di rischio particolarmente elevato. A sostegno delle imprese più innovative cominciano quindi ad intervenire anche in Italia "venture capitalist" e "business angel" che mettono a disposizione capitale di rischio e assistenza tecnica ad imprenditori per il lancio di nuove iniziative imprenditoriali in settori ad elevato contenuto tecnologico. 9

11 INDAGINI 1. QUADRO DEL SISTEMA INNOVATIVO NAZIONALE (SIN) Le organizzazioni imprenditoriali e il sistema camerale Le Camere di commercio e le associazioni imprenditoriali svolgono, sempre più spesso, un'azione di rilievo nell'ambito del sistema innovativo nazionale, sia sensibilizzando le imprese sul tema dell'innovazione, sia sostenendole nella realizzazione di progetti, sia offrendo servizi consulenziali e di assistenza tecnica. Le oltre 600 associazioni territoriali e settoriali delle principali confederazioni nazionali (Confindustria, Confartigianato, CNA, Confapi) raccolgono e aggregano i fabbisogni delle imprese in tema di innovazione e favoriscono il dialogo con i centri di ricerca per lo sviluppo di progetti di ricerca collettiva. Le 103 Camere di commercio realizzano interventi di sensibilizzazione e stimolo dell'innovazione e della ricerca, oltre ad erogare direttamente servizi di sperimentazione e ricerca attraverso la rete dei laboratori chimici e merceologici, servizi di assistenza tecnica per il trasferimento di tecnologia, attraverso le Aziende speciali, e servizi per la protezione della proprietà intellettuale. All'ambito delle organizzazioni imprenditoriali e del sistema camerale possono inoltre essere ricondotti anche altri organismi associativi del mondo industriale, che svolgono attività di networking e collegamento tra i diversi stakeholder del sistema innovativo nazionale (per esempio, Rete per l'innovazione, Distretti Italiani, ecc.). Le imprese Il sistema produttivo, come precedentemente evidenziato, rappresenta il cuore del SIN. Il contesto produttivo italiano è composto principalmente da imprese di piccole e piccolissime dimensioni, operanti soprattutto in settori industriali tradizionali (alimentare, tessile abbigliamento, calzaturiero, meccanica ecc.) classificati dall'ocse come settori a bassa e medio-bassa tecnologia. La tabella seguente illustra la composizione dimensionale delle imprese manifatturiere italiane. Tabella 1. Imprese ed addetti per classe dimensionale Fonte: Elaborazioni IPI su dati ISTAT Gli attuali scenari di mercato evidenziano una sempre maggiore turbolenza, anche per effetto dell'internazionalizzazione e della globalizzazione, che genera continui mutamenti negli scenari competitivi, riduce la durata temporale degli equilibri di mercato e ridimensiona l'efficacia delle barriere all'entrata. Da qui la necessità dell'intero sistema produttivo nazionale di porre in essere strategie di contrasto all'erosione delle quote di mercato ad opera dei nuovi competitor, agendo soprattutto sulla leva dell'innovazione tecnologica che contribuisce a generare vantaggio competitivo con effetti di medio e lungo periodo. 10

12 1. QUADRO DEL SISTEMA INNOVATIVO NAZIONALE (SIN) INDAGINI A fronte della necessità di investire in ricerca e innovazione in Italia si contrappone però una realtà caratterizzata da un basso tasso di investimenti su questo fronte. I dati statistici più recenti, ad esempio, evidenziano che se la media europea della spesa in R&S è pari all'1,93% 1 del PIL, in Italia tale percentuale si ferma all'1,16%, pari a 14,6 miliardi di euro. Tabella 2. Ripartizione spesa in R&S Valori in milioni di euro Fonte: Elaborazioni IPI su dati ISTAT Se si guarda alla ripartizione tra spesa pubblica e privata (tabella 2), si nota come l'investimento privato in ricerca ed innovazione rappresenti la parte più debole, rispetto a quanto avviene negli altri Paesi industrializzati, anche se nel corso dell'ultimo triennio ha registrato un trend positivo. Infatti i dati, non ancora definitivi, pubblicati dall'istat evidenziano una crescita del 3,5% nel 2003 rispetto al 2002, mentre tra il 2003 ed il 2004 la variazione è stata del 5%. Dal punto di vista settoriale l'industria manifatturiera concentra la maggior quota di investimenti in R&S (75%), il settore dei servizi investe per il 24%, mentre i settori energetico, estrattivo e delle costruzioni complessivamente rappresentano circa l'1% della spesa. Figura 2. Spesa in R&S per settore industriale Fonte: Elaborazioni IPI su dati ISTAT Gli investimenti da parte del settore privato derivano inoltre quasi esclusivamente dagli sforzi delle imprese di medie e grandi dimensioni (tabella 3): oltre l'80% dell'investimento in R&S delle imprese è infatti concentrato in meno del 3% delle imprese. 1 Fonte: Commissione Europea, Key Figures 2005, Media EU-25 11

13 INDAGINI 1. QUADRO DEL SISTEMA INNOVATIVO NAZIONALE (SIN) Tabella 3. Investimenti in R&S per classe dimensionale di impresa Valori in milioni di euro Fonte: Elaborazioni IPI su dati ISTAT Volendo approfondire la tipologia dell'investimento in R&S delle imprese si può notare che la spesa per attività di ricerca applicata complessivamente ammonta al 52% del totale (7,5 miliardi di euro), mentre lo sviluppo pre-competitivo si attesta intorno al 34% (5 miliardi) e la ricerca di base complessivamente riguarda il 14% della spesa (2 miliardi). In generale, il 71% delle spese per la ricerca applicata e il 94% di quelle per lo sviluppo pre-competitivo in Italia si riferiscono alle attività svolte dalle imprese e dai centri di ricerca privati. Il sistema produttivo, a fronte di ridotti investimenti in ricerca, svolge comunque una intensa attività innovativa che consiste prevalentemente nell'acquisizione di tecnologie già incorporate nei macchinari, nell'introduzione di miglioramenti nei prodotti legati al design e all'impiego di nuovi materiali, nonché nella personalizzazione dei prodotti sulla base delle esigenze del cliente. Tali attività innovative sono particolarmente accentuate tra imprese appartenenti ai distretti industriali, dove le strette relazioni tra le imprese favoriscono la diffusione di informazioni tra clienti, fornitori e produttori di macchine. Dalla terza rilevazione statistica europea sull'innovazione nelle imprese (Community Innovation Survey), che prende in considerazione oltre alla ricerca e sviluppo anche l'innovazione tecnologica, emerge che le spese per R&S di cui alla tabella 3 rappresentano circa il 35% della spesa complessiva in ricerca ed innovazione. La parte più rilevante, pari al 50%, riguarda invece l'acquisto di macchinari e apparecchiature (percentuale che sale fino al 70% nelle imprese con meno di venti addetti), mentre il restante 15% è imputabile complessivamente all'acquisto di tecnologia (sotto forma di brevetti, licenze, ecc.), alla progettazione, al marketing ed alla formazione. Risulta inoltre particolarmente significativo il dato relativo alla R&S affidata in outsourcing ad altre imprese o ad Università/Enti di ricerca, pari al 6%, che evidenzia la debolezza dei legami tra sistema della ricerca e mondo produttivo. Figura 3. Spesa in ricerca e innovazione per tipologia d acquisto Fonte: Elaborazioni IPI su dati ISTAT 12

14 1. QUADRO DEL SISTEMA INNOVATIVO NAZIONALE (SIN) INDAGINI I Centri per l'innovazione e il Trasferimento Tecnologico (CITT) La descrizione delle diverse componenti del SIN e, in particolare, l'evidenza di alcune criticità relative agli investimenti in ricerca ed innovazione da parte delle imprese, dimostrano l'importanza del ruolo svolto dalle strutture destinate a colmare le lacune esistenti nel sistema e a connettere fra di loro i diversi attori coinvolti. L'esigenza di tali strutture era stata avvertita in Italia sin dalla fine dell'ottocento con la creazione delle Stazioni sperimentali per l'industria (la prima delle attuali otto Stazioni 2 venne istituita con Regio Decreto nel 1885). In particolare il compito istituzionale che venne affidato alle Stazioni sperimentali era di "promuovere con indagini, studi, ricerche, analisi, il progresso tecnico delle speciali industrie o gruppi di industrie per cui sono preordinate, e di curare il perfezionamento del personale tecnico addetto alle industrie stesse", come risulta da un Regio Decreto del Le Stazioni operano oggi in stretto contatto con il mondo industriale, soprattutto quello delle piccole e medie imprese, principali destinatarie delle loro attività. Nelle scelte delle strategie e dei programmi delle Stazioni, le imprese hanno un ruolo determinante e i consigli di amministrazione sono costituiti principalmente da esponenti del mondo industriale. Il mantenimento delle Stazioni è assicurato dai contributi obbligatori versati dalle aziende appartenenti al settore industriale di riferimento di ciascuna Stazione. Le Stazioni sperimentali per l'industria operano sotto la vigilanza del Ministero delle Attività Produttive e sono state trasformate in Enti Pubblici Economici con il D.L. n. 540 del 29/10/1999, anche al fine di favorire lo sviluppo di azioni sempre più efficaci e rispondenti alle nuove esigenze del mercato. A partire dagli anni '70 sono stati creati i primi centri servizi alle imprese finalizzati a promuovere l'innovazione tecnologica. Ad esempio, nel 1972 è stata costituita a Prato la Società Tecnotessile in applicazione della legge 1089 del 25/10/1968 che istituiva il fondo per la ricerca applicata. Negli anni '80 la Regione Emilia Romagna, attraverso la Società ERVET, ha avviato la realizzazione di centri servizi settoriali (CERCAL per le calzature, Centro Ceramico per le piastrelle, CITER per le imprese della maglieria) ed orizzontali (ASTER per lo sviluppo tecnologico, DEMOCENTER per la promozione dell'automazione industriale). In quegli anni sono nati anche alcuni centri servizi operanti all'interno di distretti industriali quali il Centro Tessile di Como o il Centro ricerca e prove nel settore legno-arredo (CATAS), in Friuli. Nella prima metà degli anni '80 sono stati inoltre istituiti, con finanziamenti del Ministero della Ricerca, i primi due Parchi Scientifici e Tecnologici (Area Science Park a Trieste e Tecnopolis a Bari) finalizzati a sostenere lo sviluppo del territorio attraverso la promozione dell'innovazione e la creazione di impresa. In quel periodo sono nati ad opera della Società SPI (IRI) anche i Business Innovation Centre (BIC), che sono ora partecipati nella maggior parte dei casi dalla Società Sviluppo Italia. Negli anni '90 si è invece avuto il maggior impulso nella creazione di strutture miste, finalizzate alla promozione dell'innovazione tecnologica sul territorio, ad opera delle Regioni e di alcuni Enti locali in collaborazione con Università, Enti di ricerca (ENEA e CNR), associazioni di categoria ed imprese. 2 - Stazione sperimentale per l'industria delle pelli e delle materie concianti a Napoli (1885); - Stazione sperimentale per carta, cartoni e paste per carta a Milano (1909); - Stazione sperimentale per l'industria delle essenze e dei derivati dagli agrumi a Reggio Calabria (1918); - Stazione sperimentale per le industrie degli oli e dei grassi a Milano (1919); - Stazione sperimentale per l'industria delle conserve alimentari a Parma (1922); - Stazione sperimentale per la seta a Milano (1923); - Stazione sperimentale per i combustibili a San Donato Milanese (1940); - Stazione sperimentale per il vetro a Murano (1954). 13

15 INDAGINI 1. QUADRO DEL SISTEMA INNOVATIVO NAZIONALE (SIN) Sul finire degli anni '90, infine, la maggiore autonomia attribuita alle istituzioni accademiche, accompagnata da misure di sostegno specifiche (come la legge 297/99), ha stimolato le Università a costituire uffici per la valorizzazione dei risultati della ricerca (Industrial liaison office e Technology transfer office) attraverso la promozione e la commercializzazione di brevetti e la creazione di imprese spin off. I risultati dell'indagine riportati di seguito approfondiscono la natura e le attività svolte oggi dai CITT, che riguardano l'assistenza alle imprese di minori dimensioni nel montare e gestire progetti di innovazione, il sostegno al dialogo tra il sistema della ricerca e quello produttivo, nonché la mobilitazione delle risorse umane e finanziarie per lo sviluppo dell'innovazione. 14

16 2. I CENTRI PER L INNOVAZIONE E IL TRASFERIMENTO TECNOLOGICO (CITT) INDAGINI 2. I Centri per l'innovazione e il Trasferimento Tecnologico (CITT) Una definizione univoca di "Centro per l'innovazione e il trasferimento tecnologico" naturalmente è impossibile, proprio per quanto si è detto nel paragrafo precedente a proposito del sistema innovativo nazionale. Per gli scopi del lavoro si è proceduto quindi a definire l'oggetto della indagine per sottrazione, escludendo rispetto al panorama del SIN, le università e i centri di ricerca, le istituzioni e gli enti di natura amministrativa e politica (policy maker), le banche, le imprese produttive e le loro associazioni di rappresentanza. La prima chiave per identificare i CITT viene quindi fornita dalle definizioni stesse di "innovazione" e "trasferimento tecnologico". Rispetto a tali concetti esiste un'ampia letteratura dalla quale sono individuabili diverse definizioni e/o interpretazioni. Per gli scopi applicativi che ci si prefigge vale qui solo la pena di riferirci alle attività di innovazione tecnologica come a quelle attività che consentono di sviluppare nuovi prodotti, processi o metodologie in grado di soddisfare determinati bisogni o risolvere problemi di natura tecnica. Mentre per trasferimento tecnologico intenderemo il processo attraverso il quale si ha un effettivo "spostamento o trasferimento" di una data tecnologia dal soggetto che la detiene (ad esempio, un centro di ricerca o un'università) al soggetto che la riceve (normalmente un'impresa). Sulla base delle definizioni appena proposte è possibile, quindi, identificare i Centri per l'innovazione ed il Trasferimento Tecnologico (CITT) come quelle strutture di natura pubblica, privata o mista, che a fronte della domanda di innovazione delle imprese, mettono a disposizione un set articolato di servizi, tecnologie e conoscenze che costituisce l'offerta di innovazione disponibile (vedi figura 4). Figura 4. Posizionamento dei CITT rispetto alle imprese Un ulteriore passo per poter circoscrivere il campione di strutture da esaminare è risultato dal confronto con analoghi studi svolti da altre organizzazioni. In particolare, l'analisi condotta dalla società Nomisma nel 1988, evidenziava 75 strutture, nel 1997 l'istituto di ricerca sull'impresa e lo sviluppo (CERIS) del CNR censiva invece 80 strutture esplicitamente dedicate al trasferimento tecnologico (su un campione di 161 soggetti analizzati). La mappatura condotta dall'ipi nel corso del 2004 e 2005 sui centri per l'innovazione attivi in Italia ha consentito di identificare 300 centri. Un primo gruppo di 168 strutture è stato individuato basandosi sulla denominazione e sulla mission dichiarata: è il caso delle Stazioni sperimentali per l'industria, dei Parchi scientifici e tecnologici, dei Business Innovation Centre, dei Technology transfer office, degli Industrial liaison office e degli incubatori universitari, delle Aziende speciali e dei laboratori delle Camere di commercio. 15

17 INDAGINI 2. I CENTRI PER L INNOVAZIONE E IL TRASFERIMENTO TECNOLOGICO (CITT) Le altre 132 strutture sono state individuate attraverso un'analisi desk più fine, volta ad approfondire le effettive attività di innovazione e trasferimento tecnologico a supporto delle imprese, svolte da un campione più largo di centri servizio alle imprese. I 132 centri risultanti sono stati raggruppati nelle seguenti tre classi: Agenzie per lo sviluppo del territorio, Centri tematici e Centri multisettoriali. La tabella seguente mostra la ripartizione dell'universo dei CITT individuati rispetto agli otto cluster citati. Tabella 4. I centri per l innovazione e il trasferimento tecnologico Fonte: IPI Le Stazioni sperimentali per l'industria sono strutture pubbliche che svolgono analisi e controlli di laboratorio, attività di ricerca e sviluppo, certificazione e normazione tecnica, consulenza e formazione. Ciascuna Stazione è finalizzata ad uno specifico settore produttivo (oli e grassi, combustibili, conserve alimentari, carta, essenze e derivati agrumari, pelli, vetro, seta) con raggio d'azione su tutto il territorio nazionale. I Parchi scientifici e Poli tecnologici sono costituiti generalmente da Università, associazioni imprenditoriali, amministrazioni pubbliche locali, imprese, banche ecc. per favorire lo sviluppo economico del territorio in cui operano attraverso la collaborazione tra il mondo della ricerca e il mondo dell'imprenditoria. Spesso i Parchi scientifici ospitano al loro interno incubatori specializzati nell'assistenza alle imprese in fase di start-up. Gli Uffici di trasferimento tecnologico, Industrial liaison office e incubatori universitari sono strutture promosse dalle Università con lo scopo di valorizzare la ricerca accademica attraverso lo sfruttamento di brevetti, la cessione di licenze, la costituzione e l'incubazione di imprese spin-off. I Business Innovation Center (BIC) sono nati da un programma specifico dell'unione Europea nel 1984 con lo scopo di supportare la nascita di nuove imprese innovative e svolgono attività di supporto alle PMI offrendo servizi integrati di orientamento e sostegno che vanno dal business planning alla consulenza specializzata, al marketing territoriale, fino all'incubazione di imprese startup. Le Aziende speciali e i laboratori delle Camere di commercio sono strutture, afferenti al sistema camerale, con specifiche funzioni di servizio, come ad esempio prove di laboratorio, attività di ricerca applicata, servizi per il trasferimento tecnologico, ecc. rivolte alle imprese iscritte alla Camera di commercio locale. 16

18 2. I CENTRI PER L INNOVAZIONE E IL TRASFERIMENTO TECNOLOGICO (CITT) INDAGINI Le Agenzie per lo sviluppo del territorio sono state definite, nell'ambito dell'indagine, come strutture prevalentemente di origine pubblica che perseguono lo sviluppo economico di una determinata area geografica facendo leva sull'innovazione tecnologica. In questo cluster rientrano ad esempio le Agenzie regionali per l'innovazione, i Consorzi Città Ricerche 3, le finanziarie per lo sviluppo locale. I Centri tematici sono stati definiti come strutture, frequentemente di origine privata, con una vocazione specifica su un determinato settore industriale o su una particolare area tecnologica, e sovente operanti all'interno di un distretto industriale. I Centri multisettoriali sono invece strutture che hanno competenza su molteplici ambiti tecnologici e che erogano servizi diversificati verso imprese appartenenti a più settori industriali. 3 I Consorzi Città Ricerche sono nati nella metà degli anni Ottanta in diverse città italiane per iniziativa congiunta dell'iri e del CNR e con la partecipazione delle Università locali, per favorire l'integrazione e la collaborazione tra la ricerca scientifica e accademica e la ricerca applicata e industriale. 17

19

20 3. LA DISTRIBUZIONE TERRITORIALE DEI CITT INDAGINI 3. La Distribuzione Territoriale dei CITT I dati sulla distribuzione territoriale dei CITT in Italia evidenziano una maggiore presenza di strutture nelle regioni del Nord Italia, dove risulta concentrato il 53% dei centri, mentre nelle regioni centrali è presente il 22% delle strutture e nel Mezzogiorno il 25%. La figura seguente illustra la distribuzione dei CITT nelle regioni italiane. Figura 5. Ripartizione CITT per regione Nord ,8% Centro ,9% Sud ,3% Fonte: IPI E' possibile rilevare una correlazione positiva tra la numerosità dei CITT e la numerosità di imprese presenti in una stessa Regione, il che si traduce, ovviamente, in una maggiore offerta di strutture a supporto dell'innovazione e del trasferimento tecnologico nelle aree del Paese maggiormente industrializzate. L'offerta di centri per l'innovazione nel Nord Italia presenta una maggior concentrazione di strutture tematiche, che può essere ricondotta a due ordini di motivi: la più alta concentrazione di imprese manifatturiere rispetto al resto del Paese e la maggiore presenza di distretti industriali che hanno favorito da tempo la nascita di strutture focalizzate su specifiche tecnologie o nel supporto di determinati comparti produttivi. 19

CARTA EUROPEA PER LE PICCOLE IMPRESE

CARTA EUROPEA PER LE PICCOLE IMPRESE CARTA EUROPEA PER LE PICCOLE IMPRESE Le piccole imprese sono la spina dorsale dell'economia europea. Esse sono una fonte primaria di posti di lavoro e un settore in cui fioriscono le idee commerciali.

Dettagli

CONFEDERAZIONE ITALIANA DELLA PICCOLA E MEDIA INDUSTRIA PRIVATA. Roma, 6 Febbraio 2008

CONFEDERAZIONE ITALIANA DELLA PICCOLA E MEDIA INDUSTRIA PRIVATA. Roma, 6 Febbraio 2008 CONFEDERAZIONE ITALIANA DELLA PICCOLA E MEDIA INDUSTRIA PRIVATA IL SISTEMA CONFAPI Costituita nel 1947, Confapi è cresciuta insieme alla PMI italiana ed è oggi uno dei protagonisti della vita economica

Dettagli

CENTRO OCSE LEED DI TRENTO PER LO SVILUPPO LOCALE

CENTRO OCSE LEED DI TRENTO PER LO SVILUPPO LOCALE CENTRO OCSE LEED DI TRENTO PER LO SVILUPPO LOCALE BROCHURE INFORMATIVA 2013-2015 L Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) è un organizzazione inter-governativa e multi-disciplinare

Dettagli

Il fenomeno della globalizzazione nell era di internet: molti i vantaggi ma anche gli svantaggi

Il fenomeno della globalizzazione nell era di internet: molti i vantaggi ma anche gli svantaggi Il fenomeno della globalizzazione nell era di internet: molti i vantaggi ma anche gli svantaggi La globalizzazione indica un fenomeno di progressivo allargamento della sfera delle relazioni sociali sino

Dettagli

AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO

AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO 1 AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO Caro Presidente Buzek, Vice Presidenti, colleghi italiani ed europei,

Dettagli

Sintesi Nonostante le norme tese a liquidare o cedere

Sintesi Nonostante le norme tese a liquidare o cedere ...... Le partecipate...... Sintesi Nonostante le norme tese a liquidare o cedere le partecipate comunali in perdita, i Comuni italiani dispongono ancora di un portafoglio di partecipazioni molto rilevante,

Dettagli

IL PROGETTO MINDSH@RE

IL PROGETTO MINDSH@RE IL PROGETTO MINDSH@RE Gruppo Finmeccanica Attilio Di Giovanni V.P.Technology Innovation & IP Mngt L'innovazione e la Ricerca sono due dei punti di eccellenza di Finmeccanica. Lo scorso anno il Gruppo ha

Dettagli

LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO

LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO + DIREZIONE GENERALE PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO Coordinamento Cooperazione Universitaria LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO Criteri di orientamento e linee prioritarie per la cooperazione allo sviluppo

Dettagli

CenTer - SCHEDA DOCUMENTO

CenTer - SCHEDA DOCUMENTO CenTer - SCHEDA DOCUMENTO N 2467 TIPO DI DOCUMENTO: PROGRAMMA CORSO DI FORMAZIONE TIPOLOGIA CORSO: Corso universitario TIPO DI CORSO: Master di 1 Livello TITOLO: Gestione Integrata dei Patrimoni Immobiliari

Dettagli

UMBRIA Import - Export. caratteri e dinamiche 2008-2014

UMBRIA Import - Export. caratteri e dinamiche 2008-2014 UMBRIA Import - Export caratteri e dinamiche 2008-2014 ROADSHOW PER L INTERNAZIONALIZZAZIONE ITALIA PER LE IMPRESE Perugia, 18 dicembre 2014 1 Le imprese esportatrici umbre In questa sezione viene proposto

Dettagli

G.U. 11 luglio 2002, n. 161 IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

G.U. 11 luglio 2002, n. 161 IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 maggio 2002 Conoscenza e uso del dominio internet ".gov.it" e l'efficace interazione del portale nazionale "italia.gov.it" con le IL PRESIDENTE DEL

Dettagli

Modena, 10 Febbraio 2015. quale meccanica per nutrire il pianeta_ concept_imprese_studenti_2015 02 10 rev.doc 1

Modena, 10 Febbraio 2015. quale meccanica per nutrire il pianeta_ concept_imprese_studenti_2015 02 10 rev.doc 1 Nutrire il pianeta: qual è il contributo delle tecnologie, e in particolare di quelle meccaniche, elettroniche, digitali realizzate in Emilia-Romagna? Idee per un progetto di ricerca economica sui sistemi

Dettagli

Business Process Management

Business Process Management Corso di Certificazione in Business Process Management Progetto Didattico 2015 con la supervisione scientifica del Dipartimento di Informatica Università degli Studi di Torino Responsabile scientifico

Dettagli

SUA-RD Sperimentazione anno 2013

SUA-RD Sperimentazione anno 2013 Firenze 21 Gennaio 2015 Sperimentazione anno 2013 La Scheda Unica Annuale della Ricerca Dipartimentale (SUA-RD) è strutturata in 3 parti Parte I Obiettivi, risorse e gestione del Dipartimento Parte II:

Dettagli

GUIDA PRATICA ALLA COSTITUZIONE DI UNO SPIN OFF DA RICERCA

GUIDA PRATICA ALLA COSTITUZIONE DI UNO SPIN OFF DA RICERCA GUIDA PRATICA ALLA COSTITUZIONE DI UNO SPIN OFF DA RICERCA Progetto SPIN OVER Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 27 gennaio 2005 progetto Spin Over, a cura del Gruppo iella Nasini e Sandra

Dettagli

Dagli indicatori alla Governance dello sviluppo del contesto campano

Dagli indicatori alla Governance dello sviluppo del contesto campano N UCLEO DI VALUTAZIONE E VERIFICA DEGLI I NVESTIMENTI PUBBLICI Dagli indicatori alla Governance dello sviluppo del contesto campano Melania Cavelli Sachs NVVIP regione Campania Conferenza AIQUAV, Firenze,

Dettagli

CAPITOLO CAPIT Tecnologie dell ecnologie dell info inf rmazione e controllo

CAPITOLO CAPIT Tecnologie dell ecnologie dell info inf rmazione e controllo CAPITOLO 8 Tecnologie dell informazione e controllo Agenda Evoluzione dell IT IT, processo decisionale e controllo Sistemi di supporto al processo decisionale Sistemi di controllo a feedback IT e coordinamento

Dettagli

Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità

Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità Paola Garrone, Marco Melacini e Alessandro Perego Politecnico di Milano Indagine realizzata da Fondazione per la Sussidiarietà e

Dettagli

EUROPA 2020 - FAR CONOSCERE I FONDI EUROPEI AI COMMERCIALISTI

EUROPA 2020 - FAR CONOSCERE I FONDI EUROPEI AI COMMERCIALISTI EUROPA 2020 - FAR CONOSCERE I FONDI EUROPEI AI COMMERCIALISTI di Giulia Caminiti Sommario: 1. Premessa. 2. La politica di coesione. 3. Fondi a gestione diretta. 4. Fondi a gestione indiretta. 5. Conclusioni.

Dettagli

Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni

Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni Ferrara, giovedì 27 Settembre 2012 Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni Giacomo Zanni (Dipartimento di Ingegneria ENDIF, Università di Ferrara) giacomo.zanni@unife.it SOMMARIO

Dettagli

MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO

MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE CULTURA e SVILUPPO FESR 2014-2020 Sintesi DICEMBRE 2014 1. Inquadramento e motivazioni Il Ministero dei Beni, delle

Dettagli

LA SICUREZZA E LA SALUTE SUL LAVORO NELL'UNIONE EUROPEA

LA SICUREZZA E LA SALUTE SUL LAVORO NELL'UNIONE EUROPEA LA SICUREZZA E LA SALUTE SUL LAVORO NELL'UNIONE EUROPEA Da dove nasce l'esigenza, per l'unione, di occuparsi di sicurezza sul lavoro? La sicurezza e la salute sul lavoro è uno degli aspetti più importanti

Dettagli

Indagine sui consumi degli edifici pubblici (direzionale e scuole) e potenzialità degli interventi di efficienza energetica

Indagine sui consumi degli edifici pubblici (direzionale e scuole) e potenzialità degli interventi di efficienza energetica Indagine sui consumi degli edifici pubblici (direzionale e scuole) e potenzialità degli interventi di efficienza energetica Marco Citterio, Gaetano Fasano Report RSE/2009/165 Ente per le Nuove tecnologie,

Dettagli

Sviluppare le competenze per far crescere la competitività delle imprese e l occupazione nel Sud

Sviluppare le competenze per far crescere la competitività delle imprese e l occupazione nel Sud capitale umano, formato a misura dei fabbisogni delle imprese possa contribuire alla crescita delle imprese stesse e diventare così un reale fattore di sviluppo per il Mezzogiorno. Occorre, infatti, integrare

Dettagli

IL MARKETING DEI PRODOTTI TIPICI: L AGLIO DI VOGHIERA. Gruppo: Sara Banci Elisabetta Ferri Angela Fileni Lucia Govoni

IL MARKETING DEI PRODOTTI TIPICI: L AGLIO DI VOGHIERA. Gruppo: Sara Banci Elisabetta Ferri Angela Fileni Lucia Govoni IL MARKETING DEI PRODOTTI TIPICI: L AGLIO DI VOGHIERA Gruppo: Sara Banci Elisabetta Ferri Angela Fileni Lucia Govoni CONTESTO Dal punto di vista della DOMANDA... Consumatore postmoderno: attivo, esigente,

Dettagli

Provincia di Belluno Attività in materia energetica

Provincia di Belluno Attività in materia energetica Provincia di Belluno Attività in materia energetica - Piano Energetico Ambientale Provinciale - Contributo Energia su PAT/PATI - Progetti europei arch. Paola Agostini Servizio pianificazione e gestione

Dettagli

VALUTAZIONE DI RISULTATO E DI IMPATTO del progetto Diesis

VALUTAZIONE DI RISULTATO E DI IMPATTO del progetto Diesis Obiettivo Competitività Regionale e Occupazione Programma Operativo Nazionale Azioni di Sistema (FSE) 2007-2013 [IT052PO017] Obiettivo Convergenza Programma Operativo Nazionale Governance e Azioni di Sistema

Dettagli

STUDIO DI SETTORE TK30U ATTIVITÀ 71.12.40 ATTIVITÀ 74.90.93 ATTIVITÀ DI CARTOGRAFIA E AEROFOTOGRAMMETRIA

STUDIO DI SETTORE TK30U ATTIVITÀ 71.12.40 ATTIVITÀ 74.90.93 ATTIVITÀ DI CARTOGRAFIA E AEROFOTOGRAMMETRIA STUDIO DI SETTORE TK30U ATTIVITÀ 71.12.40 ATTIVITÀ DI CARTOGRAFIA E AEROFOTOGRAMMETRIA ATTIVITÀ 74.90.21 CONSULENZA SULLA SICUREZZA ED IGIENE DEI POSTI DI LAVORO ATTIVITÀ 74.90.92 ATTIVITÀ RIGUARDANTI

Dettagli

CONVENZIONI. L art. 2, commi 569, 573 e 574, L. 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008) prevede che:

CONVENZIONI. L art. 2, commi 569, 573 e 574, L. 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008) prevede che: Prospetto esplicativo riguardante i requisiti soggettivi per l abilitazione ai servizi del Programma per la Razionalizzazione negli Acquisti della Pubblica Amministrazione CONVENZIONI L art. 26, commi

Dettagli

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale 1 1 LEGGE REGIONALE 24 giugno 2002, n. 12 #LR-ER-2002-12# INTERVENTI REGIONALI PER LA COOPERAZIONE CON I PAESI IN VIA DI SVILUPPO E I PAESI IN VIA DI TRANSIZIONE, LA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE E LA PROMOZIONE

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA PER LO SVILUPPO DELLA FOOD POLICY DEL COMUNE DI MILANO

PROTOCOLLO D INTESA PER LO SVILUPPO DELLA FOOD POLICY DEL COMUNE DI MILANO PROTOCOLLO D INTESA Comune di Milano Settore Gabinetto del Sindaco Fondazione Cariplo PER LO SVILUPPO DELLA FOOD POLICY DEL COMUNE DI MILANO Milano,.. Giugno 2014 2 Il Comune di Milano, con sede in Milano,

Dettagli

Risk management come opportunità per un nuovo welfare

Risk management come opportunità per un nuovo welfare Risk management come opportunità per un nuovo welfare Il contesto economico e sociale in cui operano i comitati Uisp condiziona la loro attività mettendoli di fronte a criticità di natura organizzativa,

Dettagli

COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN

COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN La nuova impresa nasce da un idea, da un intuizione: la scoperta di una nuova tecnologia, l espansione della

Dettagli

CURRICULUM VITAE ET STUDIORUM. Cavarretta Giuseppe Alfredo Via R. Sanzio 48/A 0984 33768

CURRICULUM VITAE ET STUDIORUM. Cavarretta Giuseppe Alfredo Via R. Sanzio 48/A 0984 33768 CURRICULUM VITAE ET STUDIORUM Cavarretta Giuseppe Alfredo Via R. Sanzio 48/A 0984 33768 DATI ANAGRAFICI Cavarretta Giuseppe Alfredo Nato a CROTONE (KR) il 16/02/1954 Residente a 87036 RENDE (CS) Via R.

Dettagli

Organizzazione: teoria, progettazione e cambiamento

Organizzazione: teoria, progettazione e cambiamento Organizzazione: teoria, progettazione e cambiamento Edizione italiana a cura di G. Soda Capitolo 6 La progettazione della struttura organizzativa: specializzazione e coordinamento Jones, Organizzazione

Dettagli

REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. /.. DELLA COMMISSIONE. del 7.1.2014

REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. /.. DELLA COMMISSIONE. del 7.1.2014 COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, 7.1.2014 C(2013) 9651 final REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. /.. DELLA COMMISSIONE del 7.1.2014 recante un codice europeo di condotta sul partenariato nell'ambito dei fondi strutturali

Dettagli

STUDIO DELLA DIFFUSIONE DI INTERNET IN ITALIA ATTRAVERSO

STUDIO DELLA DIFFUSIONE DI INTERNET IN ITALIA ATTRAVERSO STUDIO DELLA DIFFUSIONE DI INTERNET IN ITALIA ATTRAVERSO L USO DEI NOMI A DOMINIO di Maurizio Martinelli Responsabile dell Unità sistemi del Registro del cctld.it e Michela Serrecchia assegnista di ricerca

Dettagli

Direzione Generale dell Industria

Direzione Generale dell Industria PO R FESR 2007-2013 A sse VI C om petitività- Linee di attività 6.2.2.i) e 6.2.3.a) D eliberazione della G iunta Regionale n. 51/25 del 24.09.2008 Interventi per favorire l'innovazione del sistem a delle

Dettagli

IL SETTIMO PROGRAMMA QUADRO

IL SETTIMO PROGRAMMA QUADRO La ricerca europea in azione IL SETTIMO PROGRAMMA QUADRO (7º PQ) Portare la ricerca europea in primo piano Per alzare il livello della ricerca europea Il Settimo programma quadro per la ricerca e lo sviluppo

Dettagli

Economia e finanza dei distretti industriali. Rapporto annuale n. 7

Economia e finanza dei distretti industriali. Rapporto annuale n. 7 Rapporto annuale n. 7 Direzione Studi e Ricerche Dicembre 214 Dicembre 214 Executive Summary 3 Introduzione 5 1. I bilanci dei distretti industriali italiani nel quinquennio 28-13 19 2. Internazionalizzazione,

Dettagli

l'?~/?: /;/UI,"lf/lr, r~# 't~l-l'ri.)//r--/,,;.,,;~4,-;{:.;r,,;.ir ";1

l'?~/?: /;/UI,lf/lr, r~# 't~l-l'ri.)//r--/,,;.,,;~4,-;{:.;r,,;.ir ;1 MIUR - Ministero dell'istruzione dell'untversùà e della Ricerca AOODGPER - Direzione Generale Personale della Scuola REGISTRO UFFICIALE Prot. n. 0006768-27/0212015 - USCITA g/~)/rir. (" J7rti///Nt4Ik0"i

Dettagli

BANDO VALORE ASSOLUTO 3.0

BANDO VALORE ASSOLUTO 3.0 BANDO VALORE ASSOLUTO 3.0 Concorso di idee per iniziative imprenditoriali innovative Che cosa è Valore Assoluto è un iniziativa della Camera di Commercio di Bari, giunta al terzo anno di attività e finalizzata

Dettagli

PROFESSIONALITÀ AFFIDABILITÀ RESPONSABILITÀ

PROFESSIONALITÀ AFFIDABILITÀ RESPONSABILITÀ PROFESSIONALITÀ AFFIDABILITÀ RESPONSABILITÀ LE SOLUZIONI AMBIENTALI INTEGRATE DI UN GRUPPO LEADER SOLYECO GROUP ha reso concreto un obiettivo prezioso: conciliare Sviluppo e Ambiente. Questa è la mission

Dettagli

IL 7 PQ in breve Come partecipare al Settimo programma quadro per la ricerca

IL 7 PQ in breve Come partecipare al Settimo programma quadro per la ricerca Ricerca comunitaria idee cooperazione persone euratom capacità IL 7 PQ in breve Come partecipare al Settimo programma quadro per la ricerca Guida tascabile per i nuovi partecipanti Europe Direct è un servizio

Dettagli

QUESITI BANDO RISERVATO ALLE P.M.I. TEMATICA 2 (SECONDA TORNATA DI INVIO DI DOMANDE E RISPOSTE)

QUESITI BANDO RISERVATO ALLE P.M.I. TEMATICA 2 (SECONDA TORNATA DI INVIO DI DOMANDE E RISPOSTE) QUESITI BANDO RISERVATO ALLE P.M.I. TEMATICA 2 (SECONDA TORNATA DI INVIO DI DOMANDE E RISPOSTE) Sono pervenuti in merito al Bando riservato alle P.M.I. pubblicato sul sito dell ASI in data 11 agosto 2010

Dettagli

Progetto di Filiera Dalla DOP Liquirizia di Calabria Fare squadra verso un obiettivo comune

Progetto di Filiera Dalla DOP Liquirizia di Calabria Fare squadra verso un obiettivo comune Progetto di Filiera Dalla DOP Liquirizia di Calabria Fare squadra verso un obiettivo comune 1 Il Progetto di Filiera Dalla liquirizia di Calabria DOP Il Progetto di Filiera Dalla liquirizia di Calabria

Dettagli

Quadro di valutazione "L'Unione dell'innovazione" 2014

Quadro di valutazione L'Unione dell'innovazione 2014 Quadro di valutazione "L'Unione dell'innovazione" 2014 Quadro di valutazione dei risultati dell'unione dell'innovazione per la ricerca e l'innovazione Sintesi Versione IT Imprese e industria Sintesi Quadro

Dettagli

Indice. La Missione 3. La Storia 4. I Valori 5. I Clienti 7. I Numeri 8. I Servizi 10

Indice. La Missione 3. La Storia 4. I Valori 5. I Clienti 7. I Numeri 8. I Servizi 10 Indice La Missione 3 La Storia 4 I Valori 5 I Clienti 7 I Numeri 8 I Servizi 10 La Missione REVALO: un partner operativo insostituibile sul territorio. REVALO ha come scopo il mantenimento e l incremento

Dettagli

PASSIONE PER L IT PROLAN. network solutions

PASSIONE PER L IT PROLAN. network solutions PASSIONE PER L IT PROLAN network solutions CHI SIAMO Aree di intervento PROFILO AZIENDALE Prolan Network Solutions nasce a Roma nel 2004 dall incontro di professionisti uniti da un valore comune: la passione

Dettagli

Profilo Aziendale ISO 9001: 2008. METISOFT spa - p.iva 00702470675 - www.metisoft.it - info@metisoft.it

Profilo Aziendale ISO 9001: 2008. METISOFT spa - p.iva 00702470675 - www.metisoft.it - info@metisoft.it ISO 9001: 2008 Profilo Aziendale METISOFT spa - p.iva 00702470675 - www.metisoft.it - info@metisoft.it Sede legale: * Viale Brodolini, 117-60044 - Fabriano (AN) - Tel. 0732.251856 Sede amministrativa:

Dettagli

Agenda 21 Locale della Provincia di Novara: progetto di azioni per l avvio del Forum permanente dell Agenda 21 provinciale

Agenda 21 Locale della Provincia di Novara: progetto di azioni per l avvio del Forum permanente dell Agenda 21 provinciale Agenda 21 Locale della Provincia di Novara: progetto di azioni per l avvio del Forum permanente dell Agenda 21 provinciale Verbale tavolo energia/pmi - 19 marzo 2007 Sala Consigliare A cura di: Andrea

Dettagli

Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano

Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Enti locali per Kyoto Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Rodolfo Pasinetti Ambiente Italia srl Milano, 15 dicembre 2006 Contesto Politiche energetiche Nel passato

Dettagli

IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI DIGITAL MAGICS APPROVA IL PROGETTO DI BILANCIO DEL 2013 E IL PIANO INDUSTRIALE 2014-2018

IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI DIGITAL MAGICS APPROVA IL PROGETTO DI BILANCIO DEL 2013 E IL PIANO INDUSTRIALE 2014-2018 IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI DIGITAL MAGICS APPROVA IL PROGETTO DI BILANCIO DEL 2013 E IL PIANO INDUSTRIALE 2014-2018 Nel 2013 ingresso in 11 startup, di cui 6 startup innovative, una cessione, una

Dettagli

6. I RISULTATI RELATIVI AGLI ENTI LOCALI

6. I RISULTATI RELATIVI AGLI ENTI LOCALI dell Ambiente del 6. I RISULTATI RELATIVI AGLI ENTI LOCALI In questo capitolo esporremo i risultati che ci sembrano di maggior interesse tra quelli emersi dall elaborazione dei dati restituitici dagli

Dettagli

LABORATORI DAL BASSO L iniziativa di Arti e Bollenti Spiriti per imparare a fare impresa sostenibile

LABORATORI DAL BASSO L iniziativa di Arti e Bollenti Spiriti per imparare a fare impresa sostenibile LABORATORI DAL BASSO L iniziativa di Arti e Bollenti Spiriti per imparare a fare impresa sostenibile INVITO A PRESENTARE MANIFESTAZIONI DI INTERESSE 1. COSA SONO I LABORATORI DAL BASSO I Laboratori dal

Dettagli

Consulenza tecnologica globale

Consulenza tecnologica globale Orientamento al cliente Innovazione Spirito di squadra Flessibilità Un gruppo di professionisti dedicati alle imprese di ogni settore merceologico e dimensione, capaci di supportare il Cliente nella scelta

Dettagli

Un percorso nell affido

Un percorso nell affido Un percorso nell affido Progetto nazionale di promozione dell affidamento familiare Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali Coordinamento Nazionale Servizi Affido SOMMARIO Il PROGETTO

Dettagli

STUDIO COMPLETO Il commercio in tempo di crisi Analisi degli esercizi commerciali

STUDIO COMPLETO Il commercio in tempo di crisi Analisi degli esercizi commerciali STUDIO COMPLETO Il commercio in tempo di crisi Analisi degli esercizi commerciali Calo degli esercizi commerciali in sede fissa. Nell ultimo decennio l intero comparto della distribuzione commerciale ha

Dettagli

***** Il software IBM e semplice *****

***** Il software IBM e semplice ***** Il IBM e semplice ***** ***** Tutto quello che hai sempre voluto sapere sui prodotti IBM per qualificare i potenziali clienti, sensibilizzarli sulle nostre offerte e riuscire a convincerli. WebSphere IL

Dettagli

La strategia regionale per l attuazione della politica degli acquisti

La strategia regionale per l attuazione della politica degli acquisti La strategia regionale per l attuazione della politica degli acquisti pubblici ecologici Olbia, 17 maggio 2013 Gli appalti pubblici coprono una quota rilevante del PIL, tra il 15 e il 17%: quindi possono

Dettagli

CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano

CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano Rapporto annuale ISMEA Rapporto annuale 2012 5. La catena del valore IN SINTESI La catena del valore elaborata dall Ismea ha il fine di quantificare la suddivisione del valore dei beni prodotti dal settore

Dettagli

Caratteristiche del Fondo

Caratteristiche del Fondo Caratteristiche del Fondo EQUI MEDITERRANEO FUND e un fondo costituito sotto forma di SICAV SIF ed è un comparto dedicato della piattaforma EQUI SICAV - SIF, una Società a capitale Variabile Lussemburghese

Dettagli

Accademia Beauty and Hair

Accademia Beauty and Hair INDICE CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 Politica della Qualità 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO 2.1 Servizi formativi offerti 2.2 Dotazione di risorse professionali e logistico

Dettagli

IT FINANCIAL MANAGEMENT

IT FINANCIAL MANAGEMENT IT FINANCIAL MANAGEMENT L IT Financial Management è una disciplina per la pianificazione e il controllo economico-finanziario, di carattere sia strategico sia operativo, basata su un ampio insieme di metodologie

Dettagli

LIMITARE LA CIRCOLAZIONE DELLE AUTO? PER I CITTADINI SI PUÒ FARE

LIMITARE LA CIRCOLAZIONE DELLE AUTO? PER I CITTADINI SI PUÒ FARE LIMITARE LA CIRCOLAZIONE DELLE AUTO? PER I CITTADINI SI PUÒ FARE AUDIMOB O SSERVATORIO SUI C OMPORTAMENTI DI M OBILITÀ DEGLI I TALIANI Dicembre 2007 LE FERMATE AUDIMOB S U L L A M O B I L I T A n. 3 La

Dettagli

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi La Regione Puglia nel percorso del POAT DAGL Laboratori e sperimentazioni per il miglioramento della qualità della

Dettagli

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE LINEE DI INDIRIZZO PER UNA NUOVA PROGRAMMAZIONE CONCERTATA TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO IN MATERIA IN.F.E.A. (INFORMAZIONE-FORMAZIONE-EDUCAZIONE AMBIENTALE) VERSO

Dettagli

Senato della Repubblica

Senato della Repubblica Senato della Repubblica Commissioni riunite 10 a (Industria, commercio, turismo) e 13 a (Territorio, ambiente, beni ambientali) Audizione nell'ambito dell'esame congiunto degli Atti comunitari nn. 60,

Dettagli

LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO: ASPETTI DI MAGGIOR RILIEVO E RICADUTE OPERATIVE

LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO: ASPETTI DI MAGGIOR RILIEVO E RICADUTE OPERATIVE DATI E INFORMAZIONI DI INTERESSE AMBIENTALE E TERRITORIALE Terza sessione: IL CONTESTO NORMATIVO, L ORGANIZZAZIONE, GLI STRUMENTI LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO: ASPETTI DI MAGGIOR RILIEVO E RICADUTE OPERATIVE

Dettagli

2 EDIZIONE Master in Export Management (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI STAGE. Main Supporter

2 EDIZIONE Master in Export Management (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI STAGE. Main Supporter 2 EDIZIONE Master in Export Management (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI STAGE Main Supporter MASTER IN EXPORT MANAGEMENT (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE (II Edizione) 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI

Dettagli

MOSSE PER COSTRUIRE UN INDUSTRIA EUROPEA PER IL TERZO MILLENNIO

MOSSE PER COSTRUIRE UN INDUSTRIA EUROPEA PER IL TERZO MILLENNIO MOSSE PER COSTRUIRE UN INDUSTRIA EUROPEA PER IL TERZO MILLENNIO Premessa: RITORNARE ALL ECONOMIA REALE L economia virtuale e speculativa è al cuore della crisi economica e sociale che colpisce l Europa.

Dettagli

PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE REGIONE VENETO 2007-2013 PROGETTI INTEGRATI DI FILIERA PIF

PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE REGIONE VENETO 2007-2013 PROGETTI INTEGRATI DI FILIERA PIF PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE REGIONE VENETO 2007-2013 PROGETTI INTEGRATI DI FILIERA PIF www.progettoverde.info - pv@ progettover de.i nfo 1 COS E IL PROGETTO INTEGRATO DI FILIERA (PIF) Il progetto integrato

Dettagli

L evoluzione del software per l azienda moderna. Gestirsi / Capirsi / Migliorarsi

L evoluzione del software per l azienda moderna. Gestirsi / Capirsi / Migliorarsi IL GESTIONALE DEL FUTURO L evoluzione del software per l azienda moderna Gestirsi / Capirsi / Migliorarsi IL MERCATO ITALIANO L Italia è rappresentata da un numero elevato di piccole e medie aziende che

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA

SENATO DELLA REPUBBLICA 10^ COMMISSIONE INDUSTRIA SENATO DELLA REPUBBLICA AUDIZIONE MARTEDI 8 MAGGIO 2012 ORE 14,30 I CONTRATTI D AREA ED I PATTI TERRITORIALI UN ESPERIENZA DI VALORE PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO Via degli Uffici

Dettagli

La policy incentivante non è stata priva di errori, in cui sono incorsi anche altri Paesi, spesso per rompere le forti inerzie d avvio.

La policy incentivante non è stata priva di errori, in cui sono incorsi anche altri Paesi, spesso per rompere le forti inerzie d avvio. Un complesso avvio delle policy di sostegno alle rinnovabili La policy incentivante non è stata priva di errori, in cui sono incorsi anche altri Paesi, spesso per rompere le forti inerzie d avvio. Inefficace

Dettagli

Il link da cui sarà visibile lo streaming live dell'evento e successivamente la versione registrata è: http://streaming.cineca.it/industria4.

Il link da cui sarà visibile lo streaming live dell'evento e successivamente la versione registrata è: http://streaming.cineca.it/industria4. Industry 4.0 - La Fabbrica prossima ventura? Incontro e Dibattito per esplorazione di >> Cosa succederà per gli Imprenditori, i Manager, i Cittadini?

Dettagli

Pensionati e pensioni nelle regioni italiane

Pensionati e pensioni nelle regioni italiane Pensionati e pensioni nelle regioni italiane Adam Asmundo POLITICHE PUBBLICHE Attraverso confronti interregionali si presenta una analisi sulle diverse tipologie di trattamenti pensionistici e sul possibile

Dettagli

Sintesi del Rapporto delle attività 2011 Principali risultati

Sintesi del Rapporto delle attività 2011 Principali risultati Sintesi del Rapporto delle attività 2011 Principali risultati Roma, 29 maggio 2012 Indice Il Gestore dei Servizi Energetici GSE S.p.A. I nostri servizi Nuove attività 2012-2013 Evoluzione delle attività

Dettagli

Dalla Mappatura dei Processi al Business Process Management

Dalla Mappatura dei Processi al Business Process Management Dalla Mappatura dei Processi al Business Process Management Romano Stasi Responsabile Segreteria Tecnica ABI Lab Roma, 4 dicembre 2007 Agenda Il percorso metodologico Analizzare per conoscere: la mappatura

Dettagli

MEMIT. Master in Economia e management dei trasporti, della logistica e delle infrastrutture. X Edizione. Università Commerciale.

MEMIT. Master in Economia e management dei trasporti, della logistica e delle infrastrutture. X Edizione. Università Commerciale. Università Commerciale Luigi Bocconi Graduate School MEMIT Master in Economia e management dei trasporti, della logistica e delle infrastrutture X Edizione 2013-2014 MEMIT Master in Economia e management

Dettagli

SPAI di Puclini Carlo

SPAI di Puclini Carlo CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA INDICE 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 Politica della Qualità 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO 2.1 Servizi formativi offerti 2.2 Dotazione di risorse professionali e logistico

Dettagli

LA CARTA ITALIANA DEI CRITERI DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE

LA CARTA ITALIANA DEI CRITERI DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE LA CARTA ITALIANA DEI CRITERI DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE 1. Definizione del Commercio Equo e Solidale Il Commercio Equo e Solidale e' un approccio alternativo al commercio convenzionale; esso promuove

Dettagli

Linee Guida per l utilizzo del Codice Unico di Progetto (CUP) Spese di sviluppo e di gestione

Linee Guida per l utilizzo del Codice Unico di Progetto (CUP) Spese di sviluppo e di gestione Linee Guida per l utilizzo del Codice Unico di Progetto (CUP) Spese di sviluppo e di gestione Gruppo di Lavoro ITACA Regioni/Presidenza del Consiglio dei Ministri Aggiornamento 14 novembre 2011 Dipartimento

Dettagli

LA POVERTÀ IN ITALIA. Anno 2013. 14 luglio 2014

LA POVERTÀ IN ITALIA. Anno 2013. 14 luglio 2014 14 luglio 2014 Anno 2013 LA POVERTÀ IN ITALIA Nel 2013, il 12,6% delle famiglie è in condizione di povertà relativa (per un totale di 3 milioni 230 mila) e il 7,9% lo è in termini assoluti (2 milioni 28

Dettagli

Sfide strategiche nell Asset Management

Sfide strategiche nell Asset Management Financial Services Banking Sfide strategiche nell Asset Management Enrico Trevisan, Alberto Laratta 1 Introduzione L'attuale crisi finanziaria (ed economica) ha significativamente inciso sui profitti dell'industria

Dettagli

Sito ufficiale della Regione Liguria Pagina 1 di 7

Sito ufficiale della Regione Liguria Pagina 1 di 7 Sito ufficiale della Regione Liguria Pagina 1 di 7 Progetto Il progetto nazionale Il progetto regionale Gli obiettivi La gestione del progetto Le macrofasi del progetto Punti di criticità e problemi aperti

Dettagli

White Paper. Operational DashBoard. per una Business Intelligence. in real-time

White Paper. Operational DashBoard. per una Business Intelligence. in real-time White Paper Operational DashBoard per una Business Intelligence in real-time Settembre 2011 www.axiante.com A Paper Published by Axiante CAMBIARE LE TRADIZIONI C'è stato un tempo in cui la Business Intelligence

Dettagli

LA DISCIPLINA DEGLI APPALTI PUBBLICI NELL'UNIONE EUROPEA E IL GREEN PROCUREMENT

LA DISCIPLINA DEGLI APPALTI PUBBLICI NELL'UNIONE EUROPEA E IL GREEN PROCUREMENT LA DISCIPLINA DEGLI APPALTI PUBBLICI NELL'UNIONE EUROPEA E IL GREEN PROCUREMENT Perché l'ue disciplina gli appalti pubblici? La disciplina degli appalti fa parte degli obiettivi del mercato interno. Si

Dettagli

Circolare N.175 del 27 Novembre 2013

Circolare N.175 del 27 Novembre 2013 Circolare N.175 del 27 Novembre 2013 PMI. Tutte le informazioni per la quotazione in borsa online Gentile cliente, con la presente desideriamo informarla che ABI, AIFI, ASSIREVI, ASSOGESTIONI, ASSOSIM,

Dettagli

Patrimonio della PA. Rapporto sulle partecipazioni detenute dalle Amministrazioni Pubbliche al 31 dicembre 2011

Patrimonio della PA. Rapporto sulle partecipazioni detenute dalle Amministrazioni Pubbliche al 31 dicembre 2011 Patrimonio della PA Rapporto sulle partecipazioni detenute dalle Amministrazioni Pubbliche al 31 dicembre 2011 Dicembre 2013 INDICE 1 Premessa e sintesi 3 2 La rilevazione delle partecipazioni detenute

Dettagli

Trieste, 25 ottobre 2006

Trieste, 25 ottobre 2006 Trieste, 25 ottobre 2006 PRESENTAZIONE DEL BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ 2005 DEL GRUPPO GENERALI AGLI STUDENTI DELL UNIVERSITA DI TRIESTE INTERVENTO DELL AMMINISTRATORE DELEGATO GIOVANNI PERISSINOTTO Vorrei

Dettagli

Roma, 4 novembre 2013. Sergio Bovenga - Presidente Co.Ge.A.P.S.

Roma, 4 novembre 2013. Sergio Bovenga - Presidente Co.Ge.A.P.S. Roma, 4 novembre 2013 Sergio Bovenga - Presidente Co.Ge.A.P.S. Attori della governance del sistema ECM Commissione Nazionale per la Formazione Continua Supporto amministrativo regionale Osservatorio Consulta

Dettagli

La start-up innovativa

La start-up innovativa La start-up innovativa Guida sintetica per utenti esperti sugli adempimenti societari Per maggiori informazioni: http://startup.registroimprese.it Adempimenti amministrativi ed informazioni sulle nuove

Dettagli

IMPORTANZA DELLE PREVISIONI TECNOLOGICHE NEI PROCESSI PRODUTTIVI 1

IMPORTANZA DELLE PREVISIONI TECNOLOGICHE NEI PROCESSI PRODUTTIVI 1 1. Introduzione IMPORTANZA DELLE PREVISIONI TECNOLOGICHE NEI PROCESSI PRODUTTIVI 1 Ottobre 1970 Caratteristica saliente dell'epoca odierna sembra essere quella della transitorietà. E- spansione, andamento

Dettagli

Classificazioni dei sistemi di produzione

Classificazioni dei sistemi di produzione Classificazioni dei sistemi di produzione Sistemi di produzione 1 Premessa Sono possibili diverse modalità di classificazione dei sistemi di produzione. Esse dipendono dallo scopo per cui tale classificazione

Dettagli

INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO

INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO INTRODUZIONE L Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia e l Ufficio Scolastico Regionale, firmatari di un Protocollo d Intesa stipulato

Dettagli

GLI INDICI DEI PREZZI ALL IMPORTAZIONE DEI PRODOTTI INDUSTRIALI

GLI INDICI DEI PREZZI ALL IMPORTAZIONE DEI PRODOTTI INDUSTRIALI 74/ 24 febbraio 2014 GLI INDICI DEI PREZZI ALL IMPORTAZIONE DEI PRODOTTI INDUSTRIALI L Istituto nazionale di statistica avvia la pubblicazione, con cadenza mensile, delle nuove serie degli indici dei prezzi

Dettagli

1.4 LA PROVINCIA: IL RUOLO E LE COMPETENZE ISTITUZIONALI

1.4 LA PROVINCIA: IL RUOLO E LE COMPETENZE ISTITUZIONALI 1.4 LA PROVINCIA: IL RUOLO E LE COMPETENZE ISTITUZIONALI La Provincia è un istituzione pubblica territoriale; gli organi di governo sono eletti dalla popolazione residente nel territorio e hanno il compito

Dettagli

IMPORT-EXPORT PAESI BASSI

IMPORT-EXPORT PAESI BASSI QUADRO MACROECONOMICO IMPORT-EXPORT PAESI BASSI Il positivo quadro macroeconomico dei Paesi Bassi é confermato dagli indicatori economici pubblicati per il 2007. Di fatto l economia dei Paesi Bassi sta

Dettagli