Dializzati di serie B costretti ai viaggi della speranza

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1 Giovedì 28 marzo 2013 Politica 3 L odissea Dializzati di serie B costretti ai viaggi della speranza Per un gruppo di malati del basso Molise non c è posto nei presidi di Termoli e Larino CAMPOBASSO. Quindici anni fa il trapianto di rene gli ha restituito una discreta quotidianità fatta di lavoro, famiglia e tempo libero. Poi succede di nuovo: qualcosa comincia a non funzionare. E così Antonio torna al punto di partenza: vale a dire alla dialisi. Ed oggi è di nuovo in terapia. Impiegato pubblico, di questi tempi lui può considerarsi pure fortunato perché c è chi, nelle sue stesse condizioni, oltre a combattere la malattia non sa nemmeno come arrivare a fine mese. Giovanni per esempio. Ha quarant anni, fino a qualche tempo fa faceva l operaio in un azienda del basso Molise. In tempi di crisi la proprietà ha stretto i cordoni della spesa e licenziato. Così il poveretto si è trovato senza un lavoro. Anche lui è in dialisi. Un aggravante non certo di poco conto per chi cerca un occupazione. Due storie diverse, con un destino comune che ad un certo punto s incrocia: Antonio e Giovanni oltre ad essere due dializzati sono costretti a giorni alterni a raggiungere l ospedale di Campobasso per sottoporsi alla terapia. Perché per loro e per altri non c è posto né a Termoli né a Larino. Antonio vive a Montorio, mentre Giovanni risiede a Termoli. Un giorno sì e un giorno no devono ricorrere alla dialisi: quattro ore attaccati alla macchina che va a depurare il sangue da sostanze tossiche che non vengono più eliminate normalmente dalla filtrazione del rene. Una procedura lunga e complessa che spesso debilita il paziente costretto, una volta terminato il trattamento, a rimettersi in macchina per tornare a casa. Eliminare lo stress del viaggio. Questo chiedono i pazienti e i familiari che spesso devono accompagnarli. Come nel caso dell anziano di Ururi: l età ma soprattutto la salute non gli consentono di essere autonomo. Tanto da noleggiare un auto tutte le volte che deve fare la dialisi. Un sacrificio anche economico che solo in parte gli viene poi restituito. E così oltre al danno pure la beffa. Tra i dializzati di serie b si è aggiunta negli ultimi tempi anche una signora di Colletorto, che fino a qualche tempo fa eseguiva la terapia a domicilio. Anche per lei, che vive una situazione familiare piuttosto delicata, sono iniziati i viaggi della speranza al Cardarelli. Cattiva sanità? No, quasi certamente cattiva gestione. Perché le macchine ci sono, sia al Vietri sia al San Timoteo, il problema è la carenza di personale. All ospedale di Larino ci sono 11 posti rene a disposizione di cui uno per le emergenze. In funzione solo per un turno al giorno: lunedì, mercoledì e venerdì di mattina, martedì, giovedì e sabato di pomeriggio. Dieci in tutto i pazienti che eseguono la terapia. Qui per esempio basterebbe attivare semplicemente un altro turno per evitare lunghi viaggi disumani a tanti altri malati del basso Molise oggi costretti a ricorrere al Cardarelli di Campobasso. Un altro turno significa però altro personale, forse basterebbe quello che c è Il paradosso Spediti a giorni alterni al Cardarelli perché al Vietri e al San Timoteo le macchine ci sono ma mancano medici e infermieri sulla pianta organica non sempre corrispondente con la dotazione organica. Oggi al reparto di dialisi di Larino c è un solo dottore e 4 infermieri. Ferie e permessi riducono sistematicamente la forza lavoro. Che fa i salti mortali, ma che ancora non è attrezzata per i miracoli. E dire che basterebbero un paio di infermieri e un altro medico per ribaltare la situazione e accogliere ulteriori pazienti. Stessa situazione a Termoli. Al San Timoteo i posti rene sono 12, i medici 3, gli infermieri 7 più la caposala. Qui si lavora su due turni, c è la reperibilità e l emergenza. Nove i pazienti in terapia. Ai quali si potrebbero affiancare altri sei reclutando un solo infermiere. È notizia di questi giorni che il piano sanitario regionale è stato approvato. Da più parti minacciano di impugnarlo al Tar perché non risponde alle esigenze del territorio. Ma i commissari Basso e Rosato avevano la loro mission da compiere: tagliare il più possibile per far quadrare i conti di una sanità sovradimensionata, così come è stato scritto anche nella relazione del presidente della Corte di conti. Peccato però che a pagare siano sempre i poveri cristi. Come i malati di dialisi del basso Molise costretti a lunghi pellegrinaggi non perché sono stati chiusi i reparti negli ospedali di Termoli e Larino, ma semplicemente perché il personale non c è o forse è stato sistemato altrove. E le macchine paradossalmente, che pure ci sono, sono in funzione solo a metà tempo. al CAMPOBASSO. Un incontro interlocutorio, quello di ieri fra il presidente della Regione Paolo Frattura e i due commissari Filippo Basso e Nicola Rosato, utile però a preparare la riunione con il Tavolo Massicci del prossimo 17 aprile. Quel giorno, a Roma, sarà in discussione lo stato dei conti della sanità molisana nella verifica trimestrale. L esame che a cadenza fissa è andato sempre molto male per la Regione. La novità di questa verifica sono i tre adempimenti spuntati nell agenda di Filippo Basso, commissario ad acta per quattro provvedimenti: il piano sanitario (adottato il 20 marzo), le linee guida per l atto aziendale dell Asrem (decreto siglato nello stesso giorno e pubblicato), la nomina dei componenti molisani dello Zooprofilattico (adottata da tempo) e la valutazione dell operato E sul piano ricorda che l attuazione tocca a Frattura. Il presidente punta su collaborazione condivisione Sanità, pronte le richieste al Tavolo Massicci Nel confronto in Regione tracciate le linee della verifica sul deficit. Basso: il governo ora sblocchi i fondi del manager dell Asrem Percopo. Valutazione che si è tramutata in una complessiva bocciatura e in una conseguente promozione di un procedimento di rimozione, avviato il 31 ottobre 2012 e non ancora portato a termine. Sul punto, ha spiegato Basso la scorsa settimana, dovrà decidere il Consiglio dei ministri. E nella seduta di ieri non lo ha fatto. Ci sono cose che non ci convincono, aveva detto Frattura alla vigilia della riunione. Intendeva rispetto al modello di sanità proposto ai molisani. Un tema politico, su cui Basso dopo il vertice non si esprime. Non gli tocca. Si limita a spiegare che sarà il presidente a rendere concreto quel che c è scritto nel piano, lo farà con i programmi attuativi, che il Consiglio dei ministri ha messo in cima alle cose che deve fare da commissario. Logico che Frattura possa chiedere modifiche o integrazioni, ma lo è altrettanto il fatto che accettando la delega di commissario si muove nel perimetro che le norme sui piani di rientro e i criteri della spending review e del recente decreto Balduzzi disegnano come cornice per il servizio sanitario regionale. Dunque, i tre piccoli ospedali restano strutture di comunità. E se Frattura chiedesse di rivedere questo o altri punti? Guardi puntualizza Basso -, lo strumento che lui ha è quello dei piani attuativi. Che sono inviati a Roma e valutati dai tavoli tecnici, quelle le sedi che decideranno su integrazioni o modifiche di sorta. Il suo mandato è a termine, resterà in carica filo di continuità con il lavoro già fatto e ufficiale di trasmissione con Roma il sub commissario Nicola Rosato. Le criticità, quelle che le riserve di Frattura hanno solo adombrato, non sono state trattate, assicura comunque Basso. Ci siamo preoccupati soprattutto di preparare la riunione del Tavolo Massicci del 17 aprile. Adesso siamo nelle condizioni di chiedere con forza al governo lo sblocco dei fondi Fas e della premialità. Ritengo ci siano buone probabilità per ottenerlo, se non per intero almeno a metà o per la maggior parte. Per questo conclude il funzionario romano - ribadisco che l adozione del Psr crea le condizioni per uscire dal piano di rientro. La nota del governatore Paolo Frattura non si addentra nello specifico. Dà conto del primo incontro istituzionale, durante il quale è stato delineato un piano di lavoro che la struttura commissariale e la Regione intendono portare avanti assieme in uno spirito di collaborazione e condivisione. Che adesso traspare pure sui numeri del disavanzo: è di 500 milioni quello complessivo, per 300 deve provvedere la Regione e gli altri dovrebbero ora arrivare dal governo. Frattura è fiducioso, nel suo comunicato dichiara l avvio di un approfondimento delle tematiche più importanti contenute nel Piano sanitario regionale che i commissari Basso e Rosato hanno adottato con decreto numero 8 lo scorso 20 marzo e che adesso dovrà essere convalidato dai Ministeri affiancanti per l approvazione definitiva. Tutto ciò al fine di procedere a una attenta valutazione di temi specifici, oggi affrontati in linea di principio e a livello di indirizzo. Intanto ieri pomeriggio gli infermieri a rischio licenziamento della ex Cattolica si sono riuniti per decidere il da farsi. Si pensa a un referendum, in vista pure nuovi scioperi. Ma c è chi vuole attendere un segnale dalla Regione. r.i. L Annuario Meno ricoveri, più assistenza domiciliare La tendenza del Ssn nei dati ministeriali CAMPOBASSO. Il ministero della Salute ha pubblicato nei giorni scorsi l Annuario statistico riferito al 2010, ricco di cifre e tabelle sullo stato attuale della sanità pubblica in Italia. Il rapporto evidenzia alcune linee di tendenza, come la diminuzione dei posti letto negli ospedali a vantaggio di una maggiore estensione dell assistenza domiciliare e di altri servizi alternativi rispetto al ricovero. A livello nazionale, la disponibilità media di posti letto è di 4,1 posti ogni abitanti, mentre sono 3,5 ogni abitanti quelli dedicati agli acuti. La situazione è però differenziata sul territorio e dai 5,3 posti letto nel Molise (adesso però sono un lontano ricordo) si scende fino al 3,4 della Campania. Per la riabilitazione e la lungodegenza la media nazionale è di 0,6 posti letto ogni abitanti. Tra il 2005 e il 2008, il numero di strutture pubbliche è sceso dell 1,2%, mentre le strutture di assistenza specialistica ambulatoriale fanno segnare un meno 5,3% nel pubblico e meno 0,7% nel privato. Si registrano invece incrementi significativi nel privato accreditato relativamente all assistenza residenziale e alla riabilitazione. Emerge anche la forte carenza di medici pediatri convenzionati con il Ssn, che vengono spesso sostituiti dai medici di famiglia: sono infatti questi ultimi che in quasi tutte le Regioni assistono bambini di età inferiore ai 14 anni, che sarebbero invece di competenza pediatrica. A livello nazionale, il numero medio di bambini per ciascun pediatra è di 1.026, con una forte variabilità sul territorio. Invece, il carico potenziale per ogni medico di base è di adulti; anche in questo caso si tratta di un valore medio con marcate differenze tra le diverse realtà locali. Complessivamente, il personale ammontava a unità nel 2008, in diminuzione di otre diecimila unità rispetto all anno precedente. Tra questi vi erano medici, infermieri, i veterinari, farmacisti e biologi.

2 Giovedì 28 marzo 2013 Agnone Alto Molise 13 Odissea per una radiografia Si rompe il gomito, sballottata fra Isernia e Agnone AGNONE. Non sono state risolte le carenze di personale e di servizi dello stabilimento ospedaliero San Francesco Caracciolo. In attesa che ci siano nuove disposizioni sul destino della struttura, che sarà ulteriormente razionalizzata, come indicato dal nuovo piano sanitario, si registra l episodio accaduto ad una donna del posto, che a causa della rottura di un gomito, ha dovuto peregrinare tra Agnone ed Isernia, per essere curata. Una mail firmata, giunta al nostro indirizzo di posta elettronica, ci racconta come sono andati i fatti, emblematici di una situazione che desta senza dubbio precarietà. La paziente è stata accompagnata prima ad Agnone ci scrivono dove non c era il servizio di Radiologia in funzione per mancanza di reperibilità del personale. Poi i parenti l hanno portata all ospedale di Isernia, dove le è stata fatta la radiografia di cui aveva bisogno. Chiamato in reperibilità, l ortopedico dell ospedale di Agnone si è recato ad Isernia per seguire il caso. Ma ha dovuto attendere il medico radiologo per ricevere il referto. A questo punto ci si chiede: all ospedale di Isernia, la pronta disponibilità in che spazio di tempo si copre? Secondo le testimonianze raccolte, la paziente ha dovuto attendere per un gomito rotto dalla mattina a mezzogiorno fino alla sera tardi, quando è stata congedata dall ospedale Veneziale. E, alla fine della vicenda, i parenti hanno scelto di farla operare in un centro ospedaliero fuori regione. Un altro episodio che si aggiunge ai problemi causati alla mancanza di alcune figure professionali, in alcuni periodi del mese, nella struttura sanitaria. Mancanze, che a prescindere da come sarà riconfigurato il Caracciolo, i cittadini alto molisani vorrebbero che venissero ottemperate e che il sistema sanitario funzionasse al meglio.

3 Venafro Giovedì 28 marzo 2013 Via Pio La Torre, Isernia - Tel Fax Il pro Santissimo Rosario scrive a Frattura: commissione d inchiesta per verificarne la sicurezza VENAFRO. Il Comitato pro Santissimo Rosario rompe gli indugi. L approvazione del Piano sanitario ha insomma fatto maturare nel presidente Giovanni Vaccone e nel vice Franco Macerola la decisione di disseppellire l ascia di guerra ed aprire il fuoco contro il Veneziale di Isernia. La lettera inviata a Paolo Frattura non lascia adito a dubbi. Invitiamo il neo presidente a nominare una commissione d inchiesta affinché si faccia luce sulla reale situazione della sicurezza del Veneziale di Isernia, chiarendo se tale struttura è agibile o meno, esibendo tutta la documentazione afferente l agibilità dell ospedale Veneziale di Isernia, con particolare riferimento all art. 2, comma 3 e 4 della Opcm 20 marzo 2003 n in merito alla verifica delle dotazioni di sicurezza sia statiche che impiantistiche. La nota, inviata anche al prefetto e al procuratore della Repubblica, riprende in maniera assai significativa e in chiave politica la battaglia avviata dal Comitato con la denuncia penale prodotta qualche anno fa circa tale situazione. Tre pagine dettagliate per spiegare, insomma, che, di fronte ad un bivio, il Santissimo Rosario è da preferire al Veneziale. Infatti, l ubicazione geografica di Venafro e Il Comitato attacca: l ospedale Veneziale è fuorilegge Vaccone-Macerola La struttura di Isernia non è più conforme alle norme vigenti per le costruzioni in zona sismica del suo ospedale ne fanno per natura un ospedale da sempre attivo anche sotto il profilo economico, anche in quel settore della sanità che si caratterizza per la tutela della salute a prescindere dalla logica del profitto. Ma laddove la tutela della salute si accompagna alla realizzazione di un profitto la logica imporrebbe di investire anche per sopperire alle inevitabili perdite di quei nosocomi con bilanci in perdita. Quindi, nello studio di Vaccone e Macerola, si evidenzia come la città sia snodo di traffico interregionale, essendo centro di collegamento tra la costa adriatica e quella tirrenica, unisce grossi centri come Pescara e Napoli ; pertanto, l ospedale di Venafro, sebbene posto ai margini della regione Molise e della provincia di Isernia, in effetti è collocato al centro di una vasta area geografica che abbraccia la regione Molise, il casertano, il frusinate e una vasta area dell Abruzzo, rendendolo un ospedale per sua natura interregionale. Il Comitato, così, propone a Frattura di collaborare con la Regione Campania al fine di potenziare il nosocomio venafrano facendone un punto di riferimento di eccellenza ospedaliero interregionale o di vasta area. Del resto i bilanci della vecchia Asl n.1 di Venafro rendono una fotografia inequivocabile sulla capacità di tale struttura ospedaliera di offrire un servizio sanitario efficiente ed al contempo di produrre un profitto economico anche per le casse regionali, chiudendo il bilancio sempre in attivo. La struttura del Ss. Rosario, secondo il ragionamento di Vaccone e Macerola, avrebbe quindi una marcia in più: Il nosocomio realizzato in tempi recentissimi rispetta tutte le più severe norme antisismiche con struttura portante in conglomerato cementizio armato ed alcune parti a struttura metallica. Il Comitato scende nello specifico citando tecniche e standard di sicurezza che fanno del Santissimo Rosario un ospedale ad elevato confort. Il nosocomio, inoltre, è dotato di lavanderia autonoma, sala sterilizzazione dei ferri chirurgici, e di cucina interna, anche se ad oggi questi servizi sono stati privatizzati con un aumento dei costi. Situazione diversa, invece, sempre stando al Comitato pro ospedale di Venafro, per il Veneziale di Isernia: Con riferimento a tale edificio il Genio Civile in una relazione in seguito al sisma del e del ebbe a concludere: dai sopralluoghi effettuati è emersa una significativa vulnerabilità sismica del presidio ospedaliero F. Veneziale. Nella relazione si specifica che è molto probabile che essa (struttura) non è più conforme alle norme vigenti per le costruzioni in zona sismica. A questo punto occorrerebbe chiedersi: Ma tali lavori di adeguamento quantunque realizzati, di quanto migliorerebbero la sicurezza del Veneziale? Non sarebbe meglio investire le esigue risorse della sanità su strutture già efficienti, moderne, logisticamente confortevoli?. La conclusione di presidente e vice del Comitato è netta: Il Veneziale di Isernia, a parte la catastrofica situazione strutturale, oggi ad oltre 40 anni dalla sua costruzione è privo del certificato di agibilità, è privo di collaudi, manca una scala d emergenza. Infatti, quella realizzata su una unica ala non ha varchi per accedervi. Ovviamente, queste sono le considerazioni - seppur suffragate da dati e documenti - espresse dal Comitato in quanto una parola definitiva sulla questione potrà metterla solo la magistratura, che pure si è attivata sul caso proprio su sollecitazione di Vaccone. Non bastasse ciò, arriva la considerazione politica a spingere Frattura verso la valorizzazione del Santissimo Rosario : La sanità molisana attraversa una fase difficile, con un deficit che incrementa di giorno in giorno. La cura non può essere quella di tagliare la mano produttiva e sana per curare la cancrena che si annida in altri organi. La cancrena della sanità è data dal costo della amministrazione, è data dai servizi che sono stati privatizzati con aumento dei costi, dal nepotismo con la creazione di reparti inutili per dare lavoro a fratelli e parenti di politici, è costituita dalle consulenze inutili. Noi saremo sempre pronti a lottare per una sanità sana, senza sprechi o nepotismi. Continueremo - è la conclusione - a denunciare tutti coloro che nonostante le nostre querele, istanze, richieste e persino preghiere non hanno voluto ascoltarci.

4 Giovedì 28 marzo 2013 Venafro Valle del Volturno 15 Schiarita in vista Carsic, verso il blocco dei 48 licenziamenti L 8 aprile vertice sindacati-proprietà. Arretrati, pagata una mensilità VENAFRO. Sembra essere giunta ad un punto di svolta la vertenza circa i 48 licenziamenti annunciati dal Carsic nei giorni scorsi. Pare infatti che la proprietà dell Istituto di riabilitazione di Venafro abbia mostrato una certa apertura nei confronti dei sindacati in merito alla procedura di mobilità per una grossa fetta di personale. La merce di scambio individuata per ritirare i licenziamenti, in sostanza, sarebbe la revisione degli indici delle rette fermi ormai al Della questione si è parlato molto anche in passato. Il Carsic, infatti, dalla Regione Molise - che pure è l unica che paga regolarmente secondo le scadenze - incassa meno rimborsi unitari rispetto a quanto riconoscono ad esempio Campania e Lazio. Un adeguamento potrebbe quindi portare ad una situazione di miglioramento dei conti della struttura che consentirebbe in qualche modo di sospendere la mobilità. La trattativa non è semplice, ma è una novità positiva che il Carsic abbia mostrato disponibilità. In ogni caso le parti si rivedranno il prossimo 8 aprile per un incontro formale teso a ufficializzare l eventuale passo indietro. La buona volontà dell Istituto, comunque, è stata mostrata dal pagamento almeno di una mensilità arretrata (gennaio). Insomma, persistono i pesanti problemi finanziari, che sarebbero aggravati dal taglio dei posti letto accreditati - da 200 a 120 -, tuttavia adesso si è aperto un tavolo teso a scongiurare una quantità tale di esuberi da far configurare praticamente un dimezzamento del personale in attività. Ricordiamo che il piano del Carsic prevedeva/prevede che, a fronte, di una perdita pari a 42 mila euro per quanto riguarda il bilancio del 2011 e i 250 mila euro di passivo del 2012 si dovrebbe intervenire sul costo del personale, in questo modo, ovvero licenziando: uno psicologo, 2 assistenti sociali, 11 educatori senza titolo, 15 addetti all assistenza, 2 impiegati amministrativi e 15 addetti ai servizi vari (distinti in: 8 reparto ristorazione, 4 reparto guardaroba, 1 portineria, 1 deposito farmaci e 1 barbiere). Rec

5 Termoli Giovedì 28 marzo 2013 C.da Colle delle Api Campobasso - Tel Fax Uova e solidarietà ai bimbi ricoverati da Anp e agenti di quartiere Polizia in Pediatria anche a Pasqua TERMOLI. Dopo le otto edizioni dell iniziativa Polizia in corsia, gli agenti del commissariato di Termoli, in perfetta simbiosi con l associazione nazionale di Polizia (Anp), ha inaugurato ieri mattina al reparto di Pediatria dell ospedale San Timoteo di Termoli anche la visita pasquale. Particolarmente voluta oltre che dagli associati della realtà che accoglie gli ex agenti a riposo, anche dalla polizia di prossimità, quella di quartiere, il primo nucleo di contatto tra la cittadinanza e l istituzione della polizia di stato. Oltretutto, è anche giusto ricordare come il varo di queste incursioni bonarie, solidali e soprattutto tante attese, dai bimbi e dai genitori che sfortunatamente si trovano in periodi festivi in un letto d ospedale, per patologie e malanni dei piccoli, ma anche dagli operatori (medici e infermieri del reparto) sia nata proprio dalla perfetta accoglienza che ebbe otto anni fa la figlia di un agente, che ancora oggi, a distanza di anni, ha un ricordo positivo di quella triste esperienza (clinicamente parlando). E così, anche nelle more della ricorrenza religiosa più importante dell anno, gli agenti in attività e in pensione - non hanno voluto far mancare il loro affetto e la loro vicinanza ai bambini che in queste giornate da trascorrere in famiglia sono costretti ad essere ricoverati al San Timoteo. Insieme al presidente dell Anp locale Salvatore Branca, gli assistenti capo Alberto Mastrangelo e Annalisa Celenza, con altri associati, tra cui il decano. La corsia animata di uomini e donne in divisa con un carico atteso di uova di pasqua di cioccolata, consegnati agli infanti più grandi e ai genitori per i pargoli appena usciti dal nido. Come ogni volta è stato presente il direttore sanitario Vitale con la sua vice Morelli, che ha voluto ringraziare personalmente gli uomini del commissariato termolese e dell Anp per questo loro gesto semplice e di grande umanità che riservano verso il prossimo e l istituzione sanitaria termolese, in particolare verso i bambini, i soggetti più deboli e indifesi, i più meritevoli di amore e attenzioni. Identico ringraziamento a parti invertite è quello fatto anche dalla delegazione della Polizia di Stato.

6 Giovedì 28 marzo 2013 Campobasso e Provincia 7 CAMPOBASSO. Quali sono le metodologie più avanzate per inquadrare le nuove forme di anemia? Qual è lo scenario italiano sotto il profilo medico scientifico di uno dei problemi più diffusi tra la popolazione? Se n è parlato in occasione del corso Anemia: nuovi approcci per un vecchio problema organizzato dal Dipartimento di Laboratori e servizi diretto dal professor Bruno Zappacosta. L anemia, causata da una riduzione di livelli di emoglobina nel sangue,rappresenta un sintomo frequente di diverse patologie che possono essere di natura ematologica, congenite (ad esempio le emoglobinopatie) o acquisite (mielodisplasie, anemie emolitiche), e coinvolge un numero notevole di italiani. Secondo quanto confermato da un recente studio sviluppato dal Dipartimento di Laboratori e Servizi della Fondazione Giovanni Paolo II su una popolazione sana di donatori di sangue residenti in Molise, infatti, si è evidenziata una preoccupante carenza soprattutto di acido folico che richiederebbe una maggior attenzione al controllo di questi parametri ricorrendo eventualmente anche ad integratori specifici. Questo a dimostrazione di quanto conti, per un più rapido inquadramento dello diverse forme di anemia, il progresso scientifico legato a nuovi programmi tecnologici in ambito sanitario. È stato questo l oggetto del corso Anemia: nuovi approcci per un vecchio problema organizzato dal Dipartimento di laboratori e servizi della Fondazione Giovanni Paolo II diretto dal professor Bruno Zappacosta, in collaborazione con l Unità operatica Oncoematologia diretto dal professor Sergio Storti e con il dipartimento di Unità operativa Endoscopia Digestiva diretto dal professor Marcello Ingrosso, rivolto ai medici, chirurgi, biologi e tecnici Incontro promosso dalla Fondazione Giovanni Paolo II Anemia, nuovi approcci a un vecchio problema di laboratorio. Dal punto di vista strumentale - afferma il professor Bruno Zappacosta- si stanno sempre più affermando ai fini di un corretto inquadramento delle diverse forme di anemia, alcuni programmi che, integrando i dati forniti dai più sofisticati conta globuli con alcuni parametri biochimici legati al metabolismo del ferro, forniscono un supporto interpretativo ai fini di una corretta diagnosi. Il Dipartimento della Fondazione Giovanni Paolo II afferma il direttore scientifico professor Giovanni Scambia è tra i migliori centri sotto il profilo della diagnosi dell anemia, fornendo un servizio di eccellenza a tutta la regione. Vista la rilevanza, siamo felici di ospitare un corso che permette a tutti i colleghi di fare il punto sui progressi e i nuovi approcci che riguardano il vecchio problema dell anemia. In clinica si dispone di un pannello abbastanza ampio di strumenti diagnostici per l anemia, alcuni dei quali molto semplici, alla portata della maggior parte dei laboratori, come l emocromo, la valutazione del bilancio marziale, il dosaggio dell eritropoietina. La corretta valutazione di questi dati, unitamente a quelli derivanti da un accurato esame clinico, rappresentano un valido aiuto nella diagnosi e nel monitoraggio dei pazienti anemici. Il riconoscimento tempestivo di una forma di anemia ed il suo corretto inquadramento consentono infatti spesso di giungere ad una diagnosi precoce di forme morbose, ematologiche e non. Tutto ciò permette di instaurare una terapia efficace e mirata e di monitorarne l efficacia.

7 2 ATTUALITÀ Giovedì 28 marzo 2013 DA VIA GENOVA CAMPOBASSO. Il presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura, commissario alla Sanità, ha ricevuto questa mattina nella sede di via Genova il commissario ad acta per l attuazione del Piano di rientro, Filippo Basso, e il subcommissario, Nicola Rosato. Si è trattato del primo incontro istituzionale, durante il quale è stato delineato un piano di lavoro che la Struttura commissariale e la Regione intendono portare avanti assieme in uno spirito di collaborazione e condivisione. E quanto si comunica in una nota stampa dall ente di via Genova. In questo contesto, è stato avviato, in particolare, un approfondimento delle tematiche più importanti contenute nel Piano sanitario regionale che i commissari Basso e Rosato hanno adottato con decreto numero 8 lo scorso 20 marzo e che adesso dovrà essere convalidato dai Ministeri affiancanti per l approvazione definitiva. Tutto ciò al fine di procedere a una attenta valutazione di temi specifici, oggi affrontati in linea di principio e a livello di indirizzo. Sempre durante l incontro sono state gettate le basi preparatorie per la riunione del Tavolo Massicci convocata a Roma Sanità: Frattura incontra i colleghi commissari e sul Psr c é condivisione per il prossimo 17 aprile. Questo quanto comunicato ufficialmente dalla Giunta regionale dove continua ad esserci una sorta di confusione sulla posizione del presidente della Regione relativamente all adozione del Piano sanitario regionale. Frattura continua a parlare di condivisione e di temi da verificare nella loro applicazione sul territorio. D altro canto, all interno della coalizione di centrosinistra continua ad elevarsi la voce del silenzio su un atto che é stato attaccato, ostacolato e non condiviso dagli stessi soggetti oggi al governo, ieri all opposizione e viceversa. Ieri all incontro erano presenti anche l avvocato Salvatore Di Pardo e l ingegnere Mariolga Mogavero. Si spera che dopo la composizione della Giunta, con un ritorno alla normalità della vita politica e amministrativa a livello regionale, le forze politiche che ieri si sono opposte al Piano Basso tornino a voler insistere sul coinvolgimento del Consiglio regionale in quella che appena qualche mese é stata definita una lesione dell autonomia regionale. Altrimenti si ha la sensazione che sparito Michele Iorio da via Genova non ci sia nessuno a difendere la sanità molisana.

8 6 CAMPOBASSO Giovedì 28 marzo 2013 Obesità infantile, scoperto un nuovo fattore genetico I risultati nati dalla collaborazione tra i ricercatori del progetto Moli-sani e Idefics CAMPOBASSO. L obesità, uno dei principali problemi per la salute in campo mondiale, è il risultato di una se-rie di fattori, sia ambientali che genetici. Il tipo di alimentazione e l attività fisica sono elementi determinanti, che vanno tuttavia sempre ad interagire con ciò che è scritto nei nostri cromosomi. Capire meglio queste interconnessioni è fondamentale per stabilire le linee sulle quali la prevenzione delle malattie dovrà muoversi in futuro. Un passo in avanti in questo senso viene ora da uno studio condotto dai ricercatori del progetto Moli-sani in collaborazione con altri centri scientifici europei che partecipano al progetto Idefics. La ricerca, pubblicata sull International Journal of Obesity, ha evidenziato come una particolare variante di un gene situato nel cromosoma 11 possa determinare un maggiore rischio di aumento di peso nei bambini. Abbiamo concentrato la nostra attenzione afferma Daniela Cugino, genetista, autrice principale dell articolo scientifico su una particolare regione del dna che già altri studi avevano correlato con l obesità negli adulti. Questa regione, presente nel cromosoma 11, contiene le informazioni genetiche per la creazione di alcuni enzimi, chiamati metalloproteasi, che sono coinvolti nei normali processi di crescita e di sviluppo dei tessuti, ma anche in alcune patologie. Le metalloproteasi (anche chiamate mmp) sono capaci di sciogliere la struttura di supporto che circonda le cellule, la cosiddetta matrice extracellulare. Agendo su di essa, gli enzimi possono letteralmente ridisegnare i tessuti del nostro organismo, aiutarli a crescere oppure modificarne le forme, o ancora favorire l intrusione di altre cellule. E per questo che questi enzimi, già studiati per le malattie cardiovascolari, sono considerati importanti anche nel campo dei tumori, perché potrebbero favorire sia la crescita del tumore che la formazione di metastasi. E potrebbero anche avere un ruolo nella crescita e nella ridistribuzione del tessuto adiposo. Con queste premesse, i ricercatori molisani hanno studiato bambini provenienti da otto nazioni d Europa, di età compresa tra due e nove anni, inseriti nel progetto Idefics. Il loro dna, per la parte che riguarda la Mmp3, è stato esaminato e messo in relazione con diversi indicatori di obesità. Ciò che abbiamo trovato afferma Licia Iacoviello, medico responsabile del gruppo molisano partecipante allo studio Idefics - è che i bambini portatori di una particolare conformazione genetica di quella metalloproteasi (un polimorfismo, in termini scientifici) avevano un rischio più che doppio di essere obesi. Non è una conformazione molto diffusa, essendo presente solo nel 2,3% dei bambi-ni studiati, una percentuale simile in tutta Europa. Ma questo studio evidenzia il ruolo delle metalloproteasi nella genesi dell obesità. E un campo nuovo in cui avventurarsi per capire meglio un fenomeno così importante per la salute della gente. Il progetto europeo Idefics, iniziato nel settembre 2006, è coordinato dall Istituto Leibniz- for Prevention Research and Epidemiology - BIPS di Brema in Germania. L obiettivo dello studio è di fornire dati affidabili per una valutazione internazionale del problema dell obesità nei bambini. Vengono quindi esplorati i rischi per il sovrappeso e l obesità infantile, nonché le relative conseguenze a lungo termine. Idefics offre inoltre una possibilità unica di misurare fino a che punto la percezione sensoriale e le preferenze dei bambini possano influenzare lo sviluppo di sovrappeso ed obesità.

9 Giovedì 28 marzo 2013 CITTÀ DEL MOLISE 17 VENAFRO A loro avviso sarebbe un errore privilegiare il presidio isernino a scapito di quello venafrano Il Comitato SS Rosario chiede un inchiesta sul Veneziale Vaccone e Macerola scrivono a Frattura, alla Prefettura e alla Procura per ottenere l avvio di indagini sulla sicurezza dell ospedale pentro VENAFRO. A loro avviso privilegiare l ospedale di Isernia a scapito del Santissimo Rosario sarebbe un grave errore. Specie in termini di sicurezza. E per tale motivo scrivono al neogovernatore del Molise, alla Prefettura di Isernia e alla Procura della Repubblica, affinché avviino un indagine atta ad accertare l antisismicità del Veneziale. A parlare sono i membri del Comitato Pro-SS Rosario Gianni Vaccone e l avvocato Franco Macerola, i quali hanno vergato una dettagliata missiva indirizzata ai succitati organi. Nel testo, oltre a percorrere le fasi della nascita del nosocomio venafrano, sin dal 15esimo secolo, per porne in evidenza la rilevanza storica, viene evidenziata l importanza geografica della struttura che sorge al centro di uno dei più grandi nuclei industriali del centro sud. Inoltre, - spiegano - la città è snodo di traffico interregionale, essendo centro di collegamento tra la costa adriatica e quella tirrenica. Dunque, l assunto: L ospedale di Venafro, sebbene posto ai margini della regione Molise e della provincia di Isernia, è a tutti gli effetti un presidio interregionale. In questo senso proseguono Vaccone e Macerola - è auspicabile che la regione Molise, collaborando anche con la regione Campania, investisse su questa struttura, facendone un punto di riferimento di eccellenza di vasta area. Del resto i bilanci della vecchia ASL n.1 di Venafro rendono una fotografia inequivocabile sulla capacità di tale struttura ospedaliera di offrire un servizio sanitario efficiente ed al contempo di produrre un profitto economico anche per le casse regionali, chiudendo il bilancio sempre in attivo. Non meno importante la questione concernente l edificio stesso. Il nosocomio, realizzato in tempi recentissimi, - incalzano gli esponenti del Comitato - rispetta tutte le più severe norme antisismiche con struttura portante in conglomerato cementizio armato ed alcune parti a struttura metallica. Inoltre, gli standard di sicurezza sono assicurati dalla previsione e realizzazione di reparti dotati di tre vie di accesso, di cui una interna e due di sicurezza, con scale di emergenza che assicurano una veloce evacuazione dei reparti direttamente all esterno dell edificio. E ancora, bisogna tener presente l elevato confort che caratterizza l ospedale SS. Rosario. Ci sono ascensori dislocati in diversi punti, accesso diretto alle sale operatorie con l autoambulanza, camere con servizi igienici riservati esclusivamente ai pazienti, come le docce. Per i visitatori sono, invece, a disposizione numerosi servizi. L ospedale prosegue la nota - è dotato di lavanderia autonoma, sala sterilizzazione dei ferri chirurgici, e di cucina interna. Ad oggi, questi servizi sono stati privatizzati con un aumento dei costi. Ed ecco la pungente osservazione. A questa struttura oggi si preferisce l ospedale di Isernia, i cui lavori di costruzione furono iniziati alla fine degli anni 60. Con riferimento a tale edificio, - affonda il Comitato - il Genio Civile, in una relazione in seguito al sisma del 2002, ebbe a concludere: dai sopralluoghi effettuati è emersa una significativa vulnerabilità sismica del presidio ospedaliero Veneziale. Nella relazione si specifica che è molto probabile che essa (struttura) non è più conforme alle norme vigenti per le costruzioni in zona sismica. Tale ipotesi è ancora più probabile se si considera che le strutture ospedaliere sono considerate dal D.M (e dunque successivo alla edificazione del Veneziale) strategiche ai fini della protezione civile e pertanto sono sottoposte ad un indice di protezione sismica pari a 1,40. Questo significa che le verifiche vanno effettuate per una forza orizzontale (terremoto di progetto) incrementata del 40 per cento rispetto ai valori normalmente richiesti. Va inoltre detto aggiungono Vaccone e Macerola che, da una ispezione diretta di alcune parti della struttura nei piani più alti, si è evidenziato un conglomerato cementizio poco vibrato, con valori della resistenza caratteristica R bk da prove schelometriche anche inferiore a 250 kg/cmq., e con un copri ferro insufficiente che lascia parti di armatura metallica a vista ; prosegue il danno più significativo riguarda l area di ingresso al pronto soccorso nel locale utilizzato dal posto di Polizia, dovuto peraltro ad una anomalia strutturale che il sisma ha messo in evidenza. Queste le premesse che imporrebbero la necessità di lavori di adeguamento complessi e costosi. Dunque il quesito: perché preferire il Veneziale al Santissimo Rosario?. Infine la richiesta del Comitato: Invitiamo il neo presidente Frattura a nominare una commissione d inchiesta affinché si faccia luce sulla reale situazione della sicurezza del Veneziale di Isernia. La proprietà potrebbe evitare i licenziamenti se le rette regionali venissero adeguate Carsic, esistono soluzioni possibili VENAFRO. Potrebbe esserci una soluzione per il destino dei lavoratori del Carsic di Venafro. Se le rette regionali verranno aggiornate, il licenziamento del personale potrebbe essere evitato. Questa l apertura manifestata dalla proprietà dell istituto riabilitativo, a margine dell incontro con i sindacati, tenutosi l altra sera. La exit strategy ora dovrà essere vagliata dagli organo competenti, in primis dalla Regione. E le parti torneranno a sedere al tavolo delle trattative il prossimo 8 aprile. Si tratta di un segnale distensivo, cui è seguito anche il saldo dello stipendio arretrato di gennaio. Nei giorni scorsi lo si ricorda i vertici del Carsic hanno annunciato l avvio delle procedure di mobilità nei confronti di 48 lavoratori. Tra i potenziali licenziati: uno psicologo, 2 assistenti sociali, 11 educatori senza titolo, 15 addetti all assistenza, 2 impiegati amministrativi, 15 addetti ai servizi (8 per il reparto ristorazione, 4 per il reparto guardaroba, 1 portineria, 1 deposito farmaci e 1 barbiere). Riduzione dettata dalla diminuzione dei posti letto accreditati dalla Regione Molise e contro la quale i sindacati avevano annunciato battaglia.

10 2 PRIMO PIANO Attualità Il Quotidiano del Molise Giovedì edì 28 marzo zo 2013 Il Tavolo Massicci tornerà a riunirsi a Roma il prossimo 17 aprile Piano sanitario, prove di dialogo tra Frattura e i commissari Un n momento o dell incontro o tra i commissari CAMPOBASSO. Primo incontro ufficiale tra il presidente della Regione, Paolo Frattura, il commissario ad acta Filippo Basso e il sub commissario Nicola Rosato, incaricati dal Ministero di vigilare sul deficit sanitario. Vertice che arriva dopo l adozione, in sordina, del Piano sanitario regionale firmato in calce proprio da Basso e Rosato all alba della nomina del neo governatore a commissario alla sanità. E proprio sul Piano elaborato dai supervisori del Governo centrale il presidente della Regione avrebbe mostrato più di qualche perplessità, ammettendo che all interno del documento ci sono punti che non ci convincono e che, per questo, avrebbero bisogno di essere valutati insieme nel merito. In particolare, il governatore Frattura avrebbe più di qualche incertezza sull impostazione del Piano che cozzerebbe dalla visione sostenuta con forza durante la campagna elettorale da lui e dalla sua maggioranza. Per questo il presidente avrebbe già presentato integrazioni al documento che dà il via libera alla chiusura dei piccoli ospedali (Venafro, Agnone e Larino) trasformandoli in strutture di comunità. Modifiche che, al momento, sarebbero state accolte dai commissari Basso e Rosato. In sostanza dall incontro che si è svolto in via Genova è stato delineato un piano di lavoro che la struttura commissariale e la Regione intendono portare avanti in pieno spirito di collaborazione e condivisione. Per questo, stando a quanto confermato dal presidente Frattura è stato, pertanto, avviato un approfondimento delle tematiche più importanti contenute nel Piano sanitario regionale che i commissari Basso e Rosato hanno adottato e che adesso dovrà essere convalidato dai Ministeri affiancanti per l approvazione definitiva. Tutto ciò al fine di procedere a una attenta valutazione di temi specifici, oggi affrontati in linea di principio e a livello di indirizzo. Infine sempre durante l incontro sono state gettate le basi preparatorie per la riunione del Tavolo Massicci (il vertice romano che si occupa di Intanto l Associazione cardiopatici querela Basso Uiltucs e Filcams: chiediamo garanzie sui livelli elli occupazionali analizzare l andamento del disavanzo regionale sanita- rio, ndr) convocata a Roma per il prossimo 17 aprile. CAMPOBASSO. La Uiltucs Molise e la Filcams Molise lanciano un vero e proprio grido d allarme per scongiurare il via libero del Piano sanitario regionale, così come stato approvato dai commissari Basso e Rosato chiedendo ufficialmente garanzie per i livelli occupazionali. In particolare per i segretari regionali Pasquale Guarracino e Franco Spina il Molise, in questo momento, è in condizioni tali da non potersi permettere la perdita di altri posti di lavoro. Per questo entrambi, con una nota congiunta diffusa a tutte le redazioni, hanno chiesto al presidente Frattura di mettere in atto tutte le azioni necessarie per annullare l attuale Piano Sanitario, approvato in maniera tanto improvvisa da assumere i contorni di un vero e proprio blitz. Per i segretari regionali di confederazione difatti non si tratta soltanto di allarmarsi per i tagli alle strutture pubbliche, con una forte diminuzione dei posti letto e con una diminuzione conseguente dei servizi della sanità pubblica al cittadino ma di pensare anche a tutte le persone occupate all interno delle strutture sanitarie. E intanto a dichiarare guerra al Piano sanitario regionale, approvato dai commissari Basso e Rosato, ci ha pensato anche l Associazione cardioparici di Termoli Cuore Molisano i cui componenti si stanno muovendo per individuare responsabilità penali contro i due supervisori della sanità.

11 Campobasso GIOVEDÌ 28 MARZO ANNO XVI - N. 86 VIA S. GIOVANNI IN GOLFO O CAMPOBASSO - TEL Il Csm e la cultura del benessere In cantiere un progetto che farà parlare Un incontro per stilare una sorta di tabella di marcia sul da farsi. Un confronto, poi l appuntamento fra 15 giorni. Inizia a prendere vita l ambizioso progetto che porta la firma del Centro di Salute Mentale di via San Lorenzo, argomento all ordine del Un n momento o dell incontro al Centro di Salute Mentale giorno del dibattito che si è tenuto martedì pomeriggio. Presenti le associazioni interessate al progetto, i cittadini del quartiere e il Dipartimento di Salute Mentale coordinato dal dottor Veltro. Un primo scambio di idee, necessario per costituire un Comitato di quartiere che lavori a pieno regime ad un programma di integrazione socio-sanitaria che guarda al benessere del cittadino. Nello specifico il progetto prevede la costruzione nella parte basale della struttura di una palestra finalizzata alla promozione del benessere psicofisico, di una piccola sala teatrale/cinematografica, di uno spazio ricreativo di socializzazione e 4 piccole botteghe per la vendita di prodotti della filiera corta e di piccolo artigianato. Parte dell iniziativa prevede anche la riqualificazione del verde antistante il Csm, con la realizzazione di un giardino attrezzato per accogliere i cittadini del quartiere con un piccolo bar.

12 Il Quotidiano del Molise Attualità Giovedì edì 28 marzo zo 2013 TERMOLI 21 Nuovi box come soluzione tampone, ma gli operatori dovranno dotarsi di banconi a norma Ecco il perché ché del nostro o divieto I dirigenti Asrem spiegano la chiusura dell area mercatale di via Inghilterra di Alessandro Cristina Un atto dovuto. Non sembra lasciare margini ad ulteriori interpretazioni il commento di Andrea Di Siena, direttore dell Unità Complessa dell igiene, degli alimenti e nutrizione dell Asrem, all indomani del divieto di commercializzare alimenti deperibili all interno di quello che era il mercato di via Inghilterra. I motivi che hanno spinto l amministrazione ad emanare l ordinanza sono stati illustrati nella conferenza stampa di ieri mattina, a cui hanno partecipato, oltre sindaco Di Brino, il vice sindaco Vincenzo Ferrazzano e i due dirigenti dell Asrem, il dottor Di Siena ed il dottor Marzoli. Prima di entrare nel dettaglio della vicenda, Di Siena sottolinea un importante distinzione, ovvero che quello di via Inghilterra non è catalogato come mercato ma è da intendere come area pubblica adibita al commercio di sostanze alimentari deperibili o non. Detto questo, il direttore ha spiegato che, in seguito ad un disagio manifestato da un operatore del settore alimentare, con cui si segnalavano le precarie condizioni igieniche in cui verteva l area, si è dato il via ad i controlli da parte dell Asrem. Controlli che hanno di fatto confermato quanto segnalato, ma che hanno permesso di constatare anche delle carenze strutturali per quanto riguarda le attività commerciali. Nello specifico, - spiega il dottor Marzoli - pur non essendo un mercato, le zone adibite al commercio sono regolate da una specifica normativa, come l obbligo di registrarsi, per chi vende il pesce, per esempio, dotarsi di un banco coperto, avere lo scolo per le acque collegato alle tubature fognarie. Inoltre Marzoli ha ribadito che l ordinanza emanata non è relativa solo ai prodotti ittici, ma a tutti i prodotti deperibili, quindi anche quelli caseari e ortofrutticoli, ma è palese che per chi commercia quest ultimi prodotti adeguarsi alla normativa è molto più semplice e rapido. Questo è il quadro della situazione attuale, ma cosa accadrà in futuro? Di Brino ha rimarcato l impegno messo in campo dall attuale amministrazione nel cercare una nuova area su cui costruire il nuovo mercato (area individuata in prossimità dei parcheggi di via Maratona) e sulla capacità di reperire i fondi necessari alla realizzazione Come al solito ci siamo ritrovati a Marzoli, Ferrazzano, Di Brino e Di Siena fronteggiare e risolvere i problemi che le passate amministrazione ci hanno lasciato in eredità. Naturalmente, nessuna intenzione di lasciare senza mercato i venditori. La giunta D Brino sta già vagliando una soluzione temporanea per risolvere la questione nel più breve tempo possibile. La nostra idea è quella di installare dei box fissi idonei 21 al posto dei vecchi gazebo - commenta Ferrazzano -, però gli operatori si dovranno dotare di banchi secondo la normativa vigente. Una soluzione tampone che consentirà la ripresa delle attività fino a settembre, quando - come confermato dallo stesso Ferrazzano - ci sarà la consegna del nuovo e tanto atteso mercato comunale.

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14 OSPEDALI VERSO LA CHIUSURA Il commissario Basso non arretra dinanzi a Frattura: Il piano sanitario non si tocca Incontro in Regione fra il neo-governatore e l inviato di Roma che ha approntato e approvato la riorganizzazione del sistema sanitario molisano. Non sono possibili modifiche sostanziali dice Basso, il quale ha confermato al Presidente appena eletto la necessità di ridimensionare gli ospedali di Larino, Venafro e Agnone in semplici ricoveri per lungodegenti, la riduzione dei posti letto a Termoli, i minori finanziamenti a Cattolica e Neuromed. Frattura: Incontro esplorativo in vista del tavolo tecnico di Roma di Assunta Domeneghetti Se fino alla scorsa settimana c era ancora qualche flebile speranza di poter modificare il piano sanitario lacrime e sangue, dopo l incontro di oggi pomeriggio mercoledì 27 marzo - fra il commissario Filippo Basso e il neo governatore Paolo Frattura è da escludere che le tappe programmate subiranno modifiche sostanziali. L inviato del governo centrale, infatti, che contestualmente alla nomina di Frattura a commissario ha ottenuto la proroga al 30 aprile del suo mandato per attuare il piano di rientro, ha escluso, in maniera categorica, eventuali correzioni: «Non capisco quali modifiche si potrebbero apportare dice al telefono poco dopo la riunione in via Genova - io al di là delle proteste, che mi sembrano più di facciata, modifiche possibili non ne vedo». L auspicio di un mutamento del piano, effettivamente, era stato espresso in maniera palese dal neo Governatore che, annunciando il tavolo di oggi a cui ha preso parte anche il subcommissario Nicola Rosato, aveva ipotizzato un interazione proficua con i commissari «per migliorarlo». Basso, però, è stato spedito in Molise dalla Capitale con un autorizzazione a procedere per fare quello che per anni è stato chiesto di fare, evidentemente senza esito, a Michele Iorio. E oggi lui si dice determinato ad attuare «il programma operativo come mi chiede l incarico avuto a Roma». A Frattura, che dal canto suo la scorsa settimana doveva ancora capire come «questo piano sarà calato sul territorio» non possono che rimanere pochi dubbi sul ridimensionamento dell offerta pubblica, il taglio ai posti letto, la riduzione dei trasferimenti all ex Cattolica e al Neuromed e soprattutto sulla chiusura del Vietri di Larino, del Ss. Rosario di Venafro e del Caracciolo di Agnone. «Non chiuderà nessuna struttura precisa subito il commissario Basso - solo che tre di esse avranno una funzione diversa, che è quella di aprirsi al territorio e che è, poi, l unica cosa che serve al Molise». Il termine chiusura sembra brutto persino a un tecnico. Ma come va chiamato un ospedale snaturato della funzione del ricovero? Ambulatorio? Frattura, intanto, che ben poco può oggi che il piano targato Basso è stato approvato, seppur con delibera, «e che accettando di essere commissario come gli fa astutamente notare Basso ha accettato anche di andare avanti col nostro programma operativo» vede il bicchiere mezzo pieno e aggiunge che «oggi è stato delineato un piano di lavoro che la struttura commissariale e la Regione intendono portare avanti assieme in uno spirito di collaborazione e condivisione. In questo contesto è stato avviato, in particolare, un approfondimento delle tematiche più importanti contenute nel piano sanitario regionale che i commissari Basso e Rosato hanno adottato con decreto n.8 lo scorso 20 marzo e che adesso dovrà essere convalidato dai ministeri affiancanti per l approvazione definitiva. Tutto ciò al fine di procedere a una attenta valutazione di temi specifici, oggi affrontati in linea di principio e a livello di indirizzo». Queste due versioni, a tratti contrastanti, sono la base per la riunione del tavolo tecnico convocata a Roma per il prossimo 17 aprile.

15 Deficit sanità, Frattura incontra Basso e Rosato. "Ora piena convergenza" Il presidente della Regione, Paolo di Laura Frattura, nominato da qualche giorno dal governo anche commissario alla Sanità, ha ricevuto questa mattina nella sede di via Genova il commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro, Filippo Basso, e il subcommissario, Nicola Rosato. Si è trattato del primo incontro istituzionale, durante il quale è stato delineato un piano di lavoro che la struttura commissariale e la Regione intendono portare avanti assieme «in uno spirito - è stato sottolineato - di collaborazione e condivisione». In questo contesto, è stato avviato, in particolare, un approfondimento delle tematiche più importanti contenute nel Piano sanitario regionale che i commissari Basso e Rosato hanno adottato con lo scorso 20 marzo e che adesso dovrà essere convalidato dai Ministeri affiancanti per l'approvazione definitiva. «Tutto ciò - spiegano dalla presidenza della giunta regionale - al fine di procedere a una attenta valutazione di temi specifici, oggi affrontati in linea di principio e a livello di indirizzo». Sempre durante l'incontro sono state gettate le basi preparatorie per la riunione del Tavolo Massicci convocata a Roma per il prossimo 17 aprile. «Nelle settimane scorse - ha spiegato Rosato - abbiamo ricostruito tutta la situazione patrimoniale del servizio sanitario regionale e abbiano raggiunto un punto di estrema chiarezza che abbiamo anche già illustrato al nuovo presidente della Regione. E' un quadro ancora pesante perché negli anni passati sono mancati gli interventi che pure erano stati programmati con il piano di rientro per risanare la situazione, soprattutto debitoria». Quindi il subcommissario ha aperto uno spiraglio per il futuro: «Ora speriamo, con la prossima riunione del 17 aprile, essendoci senz'altro una convergenza sui dati finanziari e sulla situazione patrimoniale del servizio sanitario regionale tra Regione, struttura Commissariale e Advisor, che assiste entrambi in questa operazione, di poter sbloccare fondi notevolissimi per pagare una parte dei debiti accumulati in questi anni e quindi dare anche un respiro all'economia molisana». Basso invece ha escluso modifiche sostanziali al Piano, ma ha lasciato la porta aperta a eventuali puntualizzazioni: «In fase di scrittura e di attuazione dei programmi operativi - ha detto - potranno essere precisate alcune tematiche e argomenti che ora sono stati delineati soltanto a livello di indirizzo».

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